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“Costruire in Costa Smeralda? Basta aggirare il Ppr…”

 

Butta male per il Qatar. Le amministrazioni locali si sono rese conto che il progetto presentato dalla holding dell’emiro al Thani per la riqualificazione della Costa Smeralda in realtà non è altro che la solita ministra riscaldata, già cucinata da tempo da Tom Barrack e assai poco digeribile. Per cui oggi è arrivato il colpo a sorpresa: nel corso di una conferenza stampa il sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda ha annunciato che il Qatar si impegna a realizzare una sorta di campus universitario, la “Costa Smeralda Academy”. Un progetto ancora fumoso e dai contorni molto poco definiti ma che punta evidentemente a far ritenere che l’impegno dell’emiro non sia solo legato al cemento.

Ma il sindaco Ragnedda ha regalato ai giornalisti anche un’altra novità: siccome al momento l’unico modo per poter realizzare il progetto qatariota passa per un improbabile modifica del Piano Paesistico Regionale, il sindaco ha annunciato che i suoi uffici stanno studiando un modo per poter bypassare il Ppr.
Nella prima parte della conferenza stampa il sindaco Ragnedda illustra sinteticamente i contenuti del progetto del Qatar, nella seconda parla della “Costa Smeralda Academy”, nella terza spiega come gli uffici della sua amministrazione stiano lavorando per cercare di aggirare il Ppr.
Buona visione
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4 Commenti

  1. Mi sa che è solo fumo negli occhi del sindaco Ragnedda..che nel 2007 per progetto di “Restyling” della Colony Capital non aveva battuto ciglio….si è rinsavito oppure per puro opportunismo sta cercando di avere la botte piena e la moglie ubriaca?

    Non solo non batte ciglio neanche stavolta ma rilancia: nel 2007 erano 170.000 metri cubi ora sono 500 mila metri cubi di mattoni. Perchè questa sete di incementare la Sardegna se aumentano le società immobiliari che falliscono e i resort vanno in mano alla camorra?

  2. Pingback: “Costruire in Costa Smeralda? Basta aggirare il Ppr…” | Informare per Resistere

  3. bachis says:

    Non so quale sia la via che il sindaco ragnedda intende percorrere; penso che le possibilità di sviluppo economico, nel rispetto del patrimonio paesaggistico, possano essere diverse. Di sicuro la crisi sta portando tanta gente a star male e la risposta non può essere solo quella del no, del giustizialismo, delle denuncie e degli esposti alle procure, su ipotetici abusi di comuni cittadini, per aver recintato un orto o aver costruito un balcone più largo di 5 cm. E’ una calamità sociale con responsabilità politiche ben precise e con la quale la sardegna ancora convive. Questo centrodestra buono a nulla e pasticcione niente ha saputo fare nè per questo, nè per altri gravi problemi. Il potere delle sinistre, compresa la burocrazia regionale, è rimasto tale e quale. Il centrodestra non ha neanche capito che nominare direttore generale un dirigente formalmente della sua stessa area politica non serve a nulla, anzi è controproducente; quello non potrà che assecondare il potere trasversale sindacale e mai farà qualcosa di sgradito alle sinistre, restando ostaggio del ricatto per i possibili cambiamenti politici futuri.
    L’unica possibilità potrebbe essere superare il potere romano destra/sinistra con la costruzione di un partito nazionale sardo.

  4. A isetare late dae su margiane.

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