Politica

“Mussolini aveva fatto bene”. Davanti al neofascismo di Berlusconi l’indignazione non serve: bisogna studiare

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“Quella delle leggi razziali fu la peggiore colpa di un leader che per tanti altri versi aveva fatto bene”. Il leader in questione è Benito Mussolini, che cosa avesse fatto bene dal 1922 (anno del suo avvento al potere) al 1939 (quando furono promulgate le leggi razziali) sarebbe interessante saperlo. Il bilancio di quella esperienza storica e politica è per l’Italia drammaticamente negativo. Perché le leggi razziali furono il punto di arrivo di un percorso che partì con la negazione nel nostro paese di ogni principio democratico, con la chiusura dei giornali, l’abolizione dei partiti, con la persecuzione degli oppositori politici, con migliaia di persone mandate al confino e in galera solo per avere criticato il regime.

Con la sua dichiarazione Berlusconi ha sporcato in maniera insopportabile il Giorno della Memoria. Ma soltanto può sorprendersi dell’uscita dell’ex presidente del Consiglio. Da anni è infatti chiaro che il Pdl è stato la casa del vero neofascismo italiano.

Cosa fare davanti a tanto scempio? Indignarsi non serve, o meglio, non basta.

Sto leggendo in questi giorni le storie raccolte nel volume “L’antifascismo in Sardegna”, volume di importanza capitale per la storiografia isolana e meritoriamente ristampato recentemente dal Consiglio regionale.

La Sardegna fu anche terra di confino. Soprattutto il Nuorese, dove il regime spedì Pietro Grifone. Era un economista, che approfittò della situazione per concludere alcuni importanti studi sul capitalismo italiano.

Dice Grifone:

Fu Gramsci, soprattutto, col suo esempio, che ci insegnò che per cambiare l’Italia, per liberarla dal fascismo e dal capitalismo, bisognava riandare, con lo studio e la riflessione, alle radici più profonde della nostra storia nazionale, all’analisi delle strutture, si direbbe oggi.

Lo studio e la riflessione: sono queste le armi principali contro ogni deriva autoritaria che parte dalla mistificazione della storia. Ce la faremo?

Oggi sull’inserto culturale “Lettura” del Corriere c’è una riflessione interessante dal titolo “Ostaggi del pensiero breve”. “I messaggi immediati inibiscono la riflessione, così si diffonde l’analfabetismo secondario”, scrive Carlo Bordoni. “La comunicazione digitale perde di vista il suo obiettivo e diventa un modello usato oltre le sue funzioni originarie, finendo per inibire il pensiero logico”.

Ecco perché, ora più che mai, indignarsi non serve. Bisogna riprendere a riflettere, a scrivere, a studiare.

 

34 Commenti

  1. Non credo alle teorie complottistiche, caro Bachis.
    Però… un conto sono le illazioni, un altro i dati inconfutabili.
    I legionari azzurri di Previti non erano un miraggio: esistevano davvero, col doppio ruolo di rappresentanti di lista e scrutatori.
    “Tutto comincia il 3 gennaio 2006, quando il governo vara il primo decreto legge dell’anno, con il numero I. Come capita spesso al gabinetto Berlusconi, nel provvedimento c’è dentro un po’ di tutto: disposizioni urgenti per il voto da casa di elettori che non possono spostarsi; ammissione ai seggi di osservatori dell’Osce (l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa); ma soprattutto disposizioni per lo scrutinio elettronico. Sperimentazioni erano già state compiute alle europee del 2004 e alle regionali del 2005, questa volta però è una bella fetta di elettori a essere interessata alla sperimentazione: il 20 per cento delle sezioni. E per la prima volta allo scrutinio informatizzato è stato assegnato valore giuridico. Le schede di carta resteranno in archivio, ma saranno estratte dagli scatoloni soltanto in caso dì contestazioni.
    Le regioni coinvolte sono state scelte, secondo il ministro Stanca, «con il criterio del bilanciamento territoriale»: una al Nord, la Liguria ; una al Centro, il Lazio; una al Sud, la Puglia ; un’isola, la Sardegna. Guarda caso, però, sono tutte regioni in cui gli esiti elettorali sono incerti e che peseranno in maniera determinante per l’assegnazione dei premi di maggioranza (regionali, appunto) per il Senato.”
    Ma lei sa, con il provvedimento d’urgenza, a chi è stata sottratto l’incarico del controllo del voto elettronico in quelle quattro regioni?
    Ad una società serissima e altamente professionale, SARDA, la ALES…che ha denunciato le irregolarità e gli abusi, chiedendo persino il risarcimento.
    Il titolare aveva segnalato il caso anche nel blog di Beppe Grillo:
    “Mi chiamo Antonio Puddu, sono l’amministratore di una piccola società informatica con sede in Sardegna, la Ales s.r.l. Nel 2001 abbiamo ideato una soluzione innovativa per lo “scrutinio elettronico”, che nel 2004 è stato sperimentato con la nostra collaborazione in 1500 sezioni elettorali.
    Nel 2005 ci è stato “scippato” dalla EDS Italia S.p.A., una multinazionale alla quale avevamo venduto 2500 licenze per lasperimentazione del 2004.
    Un mese fa abbiamo citato EDS Italia in giudizio al tribunale di Roma, chiedendo risarcimento per i danni subiti dalla mia società che ammontano a oltre 9 milioni di euro, e abbiamo diffidato il Ministero dell’Interno e il Ministero dell’Innovazione dall’usare nella prossima sperimentazione un numero di licenze che superasse le 2500 da noi vendute. Infatti per la sperimentazione in occasione delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 dovrebbero servirne circa 12.500.”.
    http://www.beppegrillo.it/2006/03/ce_uno_strano_o.html

  2. Bachis says:

    Guardi Asia io le assicuro che se quanto lei ha argomentato fosse vero non sarei per nulla sorpreso. Però su questa strada si rischia di finire nella palude dei massimi sistemi, della guerra di potere mondiale, che tutto coordina, senza esclusione di colpi da parte di ciascun contendente persino nelle periferie dell’impero.
    Mi chiedo anche come mai il PD non solleva la questione. Ma lei crede ancora che l’uomo sia andato sulla luna? O che un qualunque osama bin laden abbia combinato quanto gli viene attribuito, abbattimento delle torri gemelle compreso? O che i russi non sappiano cosa è successo al sottomarino Kursk?
    Solo per fare degli esempi. Suvvia non sia ingenua. O crede lei che il primo governo italiano a guida PCI, con d’alema, sia nato nel rispetto della sovranità popolare? O peggio ancora questo ultimo di Monti?
    O ci si vuole dimenticare che l’attuale presidente della repubblica, tutta una vita nel PCI, è stato d’accordo con l’invasione dei carri armati sovietici in ungheria?
    Questo non significa accettare passivamente un siffatto sistema; occorre reagire, ma nella maniera corretta, senza mistificare la storia a pro di una delle parti in guerra per il potere, che non è detto sia la meno peggio.
    E non è neanche detto che le parti in guerra siano del tutto alternative, anzi.
    Ha visto i due Letta? Uno da una parte e uno dall’altra.
    Per non parlare dei Deaglio da lei tirati in ballo; Enrico da una parte e Mario con la moglie Fornero ( il che è tutto dire) dall’altra.

  3. Stanno deviando l’attenzione da un problema molto grosso di cui bisogna parlare il meno possibile. Indovinate quale? Esatto: il Monte dei Paschi di Siena.
    Anche la Finocchiaro se l’è tentata con quel: “stiamo parlando di deputate, mica di bidelle” (che a me, personalmente, fa altrettanto schifo). Poi ci sono le contestazioni a Grillo da parte dei centri sociali, che vanno in piazza a urlare e fare casino con slogan da stadio e pugno chiuso rigorosamente alzato (praticamente usano atteggiamenti fascisti per affermare l’antifascismo; bella scena). Adesso si deve parlare per due giorni di Monti che chiede la “gande coalizione”.
    I giornali parlano di questo e il MPS se lo stanno dimenticando.

    Non va bene.

    Bisogna fare domande sul MPS.

    • Neo Anderthal says:

      Non mi sembra che non si stia parlando, dell’MPS anzi. Non so quali edicole frequenti ma il titolo sull’MPS mi pare di averlo visto anche sul Messaggero di S.Antonio e su Cronaca Vera.
      Manca la Settimana Enigmistica, che pure sarebbe un organo di stampa davvero appropriato. In realtà, e basta informarsi, la questione è già un po’ datata, e lo stesso “sistema Siena” aveva provveduto a mettere una “pezza a colore” sul buco, ovviamente ben attenta a non scoprire troppo e a coprire l’elite politico-bancaria. Resta il fatto che non è facile, restando seri, non è possibile imputare in toto al PD la questione, dato che il ministro Visco e Luigi Berlinguer quando era rettore hanno cercato di disarticolare “la macchina”.

      Io vorrei però che, ogni tanto, oltre a commentare gli svarioni di questo e quello (e la questione Mussolini è letteralmente fondamentale, per chi deve guidare un paese che si è macchiato delle colpe del fascismo, e su queste non ha mai fatto interamente i conti) si procedesse non solo ad individuare problemi e additare responsabili, ma anche a dire come e quando si avvieranno a soluzioni i problemi più impellenti (primi fra tutti lavoro/disoccupazione e recessione economica).
      Quanto a Grillo, che ogni volta che va in piazza sgrana il suo rosario di insulti contro chiunque -e non si salva nessuno, nessun possibile alleato, nessuna politica di intesa etc.etc.-, non so se si possa lamentare più di tanto di contestazioni che in fondo non usano metodi troppo differenti dai suoi, solo che gli attivisti dei centri sociali gli insulti glieli dicono direttamente.

      • Ho visto che hanno trovato un’altra chicca (i bonifici per 17 miliardi). Per oggi quindi si parlerà anche di MPS.
        Però io voglio informazioni che non circolano. Per esempio voglio sapere che ruolo ha avuto Gianni Letta e perché è stato scelto lui come intermediatore. Voglio sapere perché e in che modo sono state coinvolte la Goldman Sachs e la J. P. Morgan. Quanti soldi sono andati al PD e perché; come sono giustificati; se ci sono le fatture che li specificano. Voglio sapere che ruolo ha il Vaticano e se è vero che le famiglie della massoneria senese sono riconosciute come “soggetto” che nomina alcuni consiglieri di amministrazione.
        Insomma voglio un quadro completo delle responsabilità, in modo da avere un riferimento da cui ripartire.

        Riguardo SilvioSuperstar: non mi sembra più tanto rilevante quello che dice… può sproloquiare quanto vuole, comunque non avrà un ruolo importante nella prossima legislatura (a meno che il PD non glielo voglia concedere…).

        Riguardo lavoro/disoccupazione e recessione economica mi piacerebbe molto un confronto di opinioni (le mie sono un po’ eretiche), però stiamo andando off topic e non voglio abusare della pazienza di Vito. Ne possiamo discutere in un post dedicato, oppure in altra sede.

        Riguardo Grillo: lui non si lamenta, anzi, chiede ai contestatori di salire sul palco perché “con lui avranno sempre un palco ed un microfono da cui parlare”. Sono io che mi lamento perché, sempre per stare in tema col post, quando l’antifascismo lo si usa come una bandiera, diventa indistinguibile dal fascismo… E’ questo che intendevo dire nell’altro post, quando scrivevo che il concetto di antifascismo deve essere spezzettato nelle sue idee di riferimento, e riproposto per quello che concretamente significa (pace, solidarietà, dialogo, confronto. Bisogna ritornare al Significato per poter ritrovare anche il Senso. 🙂

  4. Antioco Floris says:

    Eppure conoscere la storia in quanto tale è fondamentale ma non basta. Certamente Berlusconi la conosce poco dato che oltre le solite sparate ha detto anche grandi castronerie, ma il problema rimane il sistema di valori. Cioè cosa siamo disposti a sacrificare per avere agi e comodità, sicurezza e tranquillità? Il discorso di Berlusconi da questo punto di vista non è farneticante (ha ragione Roberto Bolognesi), ma tranquillizzante. In fondo non fa altro che dirci che una dittatura illuminata, senza eccessi clamorosi (o con gli eccessi non visibili o opportunamente camuffati) val bene condizioni di vita “migliori”. Ancora una volta segue il modello italo-tedesco prebellico: anche Hitler ha fatto degli “errori” ma ha inventato le autostrade, ha annullato la disoccupazione, ha garantito a tutte le famigliole una condizione di vita tranquilla e sicura, a patto che non notassero ciò che succedeva al vicino di casa ebreo, o intellettuale… La cosa preoccupante non è Berlusconi in sé, ma chi in Berlusconi crede ora e ha creduto per tanti anni sostenendolo e legittimandolo. Compresi quelli che oggi si dicono scandalizzati per una battuta in linea con il personaggio.

    • Neo Anderthal says:

      Antioco, sono d’accordo su tutto meno che su un aspetto.
      Temo, purtroppo, che chi in Berlusconi crede e ha creduto sia ben lontano dall’essere scandalizzato per la colossale castroneria detta.
      Brunetta infatti dice qualcosa di vero quando afferma che l’opinione di Berlusconi è largamente condivisa -e lo è di sicuro, tra i suoi elettori-.
      Non si tratta solo -ma di certo anche- della colossale ignoranza che fa ritenere le leggi razziali frutto dell’alleanza o addirittura imposizione dei nazisti (che è una autentica clamorosa bugia giustificazionista che sento ripetere spesso e alla quale crede chi vuole crederci), ma esattamente del punto che hai bene individuato tu: una massa di persone che baratterebbero molto volentieri una libertà scomoda -e in specie se esercitata dagli “altri”, siano lavoratori in lotta o minoranze discriminate- con una dose “ragionevole” di ordinato autoritarismo -o dittatura, magari “soft”-.
      Una pulsione che è “naturalmente” di destra, presente però in larghi strati della popolazione, anche trasversalmente ai ceti sociali e paradossalmente anche, in parte ristretta, agli stessi schieramenti politici -vedi ammiratori acritici di Chavez etc.etc.-.

  5. bilanciaguasta says:

    e poi… è storia vecchia…

  6. bilanciaguasta says:

    Gli stessi che si indignano per questa frase di B. non l’avrebbero comunque mai votato (io compreso)… poi ci sono gli imbecilli a cui questa frase piace e che magari prima erano indecisi se votarlo o no… boh?!! più che gaffe mi sembra marketing studiata nei dettagli…

  7. Francesco Casula says:

    Sì, il Fascismo ha fatto tante “cose buone”: ha favorito la cultura e soprattutto la pratica della guerra, l’assassinio politico e la violenza, l’illibertà, il sopruso e la corruzione, la sopraffazione e il privilegio, l’intolleranza e l’ipocrisia, il servilismo e un’informazione addomesticata e velinara.
    E per la Sardegna? Ha fatto opere meritorie e importanti. Ma – a tal proposito – ecco quanto sostiene nella sua bella e interessante “Storia della Sardegna” (pag.914) Raimondo Carta-Raspi :”Anche della Sardegna appariranno, in libri e riviste, descrizioni e fotografie delle ”opere del regime” durante il ventennio. Favole per l’oltremare, per chi non conosceva le condizioni dell’Isola. V’erano sempre incluse la diga del Tirso, già in potenza dal 1923, le Bonifiche d’Arborea, iniziate fin dal 1919 e perfino il Palazzo comunale di Cagliari, costruito nel 1897. Capolavoro del fascismo fu invece la creazione di Carbonia, per l’estrazione del carbone autarchico, che non doveva apportare alcun beneficio all’Isola e doveva costare centinaia di milioni e poi miliardi che tanto meglio si sarebbero potuti investire in Sardegna, anche per la trasformazione del Sulcis in zona di colonizzazione agraria…più volte Mussolini aveva fatto grandi promesse alla Sardegna e aveva pure stanziato un miliardo da rateare in dieci anni. Era stato tutto fumo, anche perché né i ras né i gerarchi e i deputati isolani osarono chiedergli fede alle promesse”.

    • efisio erriu says:

      Però nel suo piccolo anche il nostro cavaliere vanta qualche opera meritoria per la Sardegna: la superstrada Olbia-Tempio ad esempio, inaugurata già 4 volte…

  8. bachis de chircu says:

    Gentile Asia se quanto ipotizzato dalle due fonti da lei riportate (peraltro entrambe molto di parte ) fose vero sarebbe gravissimo e configurerebbe la condizione di uno stato totalitario da cui difendersi con tutte le energie; una condizione agli antipodi rispetto all’idea di stato liberale come lo intendo io, dove non avrebbe ragione di esistere la paura per la vittoria elettorale di una parte, conservatrice o laburista che fosse.
    Si tratta comunque, per quanto gravi e almeno per ora, solo di ipotesi.
    Reale è invece la minaccia di sbranamento fatta dal leader (ex PCI) della sinistra italiana verso chi ha osato sollevare una critica.
    Ed io en passant vorrei sollevarne un’altra dello stesso tenore che riguarda noi sardi molto da vicino: la restituzione del banco di sardegna alla sua terra.
    Approfitto della sua cortesia e le chiedo scusa per l’espressione un pò ruvida che mi viene spontanea in limba sarda : ” Si che li aiant bogadu sas dentes da s’incasciu no aiat fatu a tempus a isbranare a nisciunu e nemmancu a lu narrere”.

    • Carissimo Bachis…
      purtroppo è tutto vero e io ne sono stata una testimone oculare, in quanto allora ero impegnata sul fronte.
      La invito, in nome della democrazia, a leggere con attenzione queste due pagine:
      http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/11_Novembre/13/vecchi.shtml
      http://www.disinformazione.it/aprile_elezioni_private.htm
      E poi… quando si sarà posto degli interrogativi su quella STRANA trattativa privata in odore d’urgenza con la Eds (la multinazionale famosa per i brogli americani) e con la Accenture (il cui partner era Gianmario Pisanu, figlio del ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu) le svelerò un segreto che quasi nessuno conosce e che è la prova del nove di quanto vado sostenendo.
      Aspetto con trepidazione un suo riscontro.

  9. Ancora una volta Berluscone attira su di se l’attenzione della stampa e della tv, sparando un apparente iperbole. In realtà manda un preciso messaggio a tutto cio che si trova alla sua destra e lo compatta intorno alla sua figura. Non fa un appello al voto utile, no. Dice “fidatevi di me, sono più a destra di tutti voi e sono più presentabile.” B. è pericoloso, molto pericoloso e in itaia si dovrebbe fare come in cile con pino che. Il centro sinistra avrebbe dovuto compattarsi per sconfiggerlo definitivamente e invece abbiamo l’inconsistente ingroia duroepuro, monti che ha scelto di fare il dini e non il ciampi, grillo che da guitto si trasforma in statista e bersani che più parla, più perde voti.

  10. vittorio says:

    Premetto che più che le parole del Berlusconi trovo squallido il momento, soprattutto perché sfruttato a fini elettorali. Mi chiedo però se sia possibile a distanza di quasi settant’anni dalla fine della guerra che in Italia ancora non si riesca a parlare di fascismo con equilibrio. Il giudizio sul fascismo non può che essere ovviamente totalmente negativo, per un semplicissimo motivo, è stata una dittatura e ciò non può che condizionare il giudizio indipendentemente da tutto il resto. Tuttavia, con i picchi di Hitler o Stalin o di altri sterminatori, dittature nel corso dei secoli ce ne sono state moltissime altre, purtroppo ce ne sono tutt’ora e ce ne saranno temo ancora in futuro. Non mi interessa discutere se durante il fascismo ci siano stati o meno degli aspetti positivi, quello che mi infastidisce è la presunzione di affermare senza discussione che, per teorema, non ce ne possano essere stati. Soprattutto quando questa certezza proviene da persone sempre pronte ad elogiare, ad esempio, il sistema sanitario cubano, nonché lo stesso sistema scolastico o l’organizzazione sportiva del paese di Fidel.

  11. Alle prossime elezioni vota Berlusconi capostazione
    http://www.youtube.com/watch?v=BQCwDeOEAVY

  12. bachis de chircu says:

    Tempos feos sunu: a narrer catzadas e a non bidere sas cosas beras. Ite b’intrat berlusconi; si l’ant votadu sas parte manna de sos italianos carchi motivu bi depet aere. Ma de cussu non de faeddana. Si berlusconi est gai malu pruite ant seberadu a isse e non su PD. Podet cherrer narrere chi prus nieddu e malu faghent a berlusconi e peus est pro su PD, creo, si non soe tontu meda. O sa parte manna de sos italianos est tota “nazi-fascista” e ricca? Como bersani si che cheret mandigare(ma de abberu) sos chi critican su PD. Sa sinistra marxista in donzi logu chi at guvernadu non tames de non b’aere democratzia at semper fattu dittadura. Sa dittadura no est de una giacchetta e de s’attera nono, comente cumbenit pro arrivire a su podere. Sas barras attaigheddadas aiat cherfidu de manera non solu de non si che mandigare a nemos, ma nemmancu de abberrer bucca. Sa dittadura est in sutta de totu sas giacchettas,ma forsis in sa de bersani bi nde at de prusu.. Meda zente ismentigat sa “psicologia di massa” de su fascismu e de su comunismu,comente at iscrittu W.Reich, tantu pro narrere.

  13. Pensavo avessi scelto tu la foto… O che volessi fare dell’ironia… E invece proprio sotto il titolo di questo post che parla delle parole di Berlusconi c’è un link pubblicitario con delle tipe stile olgettine… Dal titolo “tutto sulle donne vip”. Ahahahaha

  14. Se non volete Berlusconi mi chiedo chi vorreste fra gentaglia tipo Bersani Di pietro Ingroia Vendola D Alema !
    Perchè non parlate chiaro perchè non vi esponete ?
    Perchè parlare solo di berlusconi?
    INVIDIA Ehhhhhhhhhhhhhhh

    • Peppino says:

      Secondo me, alla base, vale sempre la definizione data da Dimitrov, purtroppo per noi ancora attuale: Il fascismo è la dittatura terroristica aperta del grande capitale finanziario sulle masse popolari.

    • Neo Anderthal says:

      È sconcertante -ma neanche tanto, a ben vedere- il fatto che l’evidenza non sia un argomento sufficiente, per i sostenitori di Berlusconi.
      Basta il fatto che la loro devozione al Capo li spinge a coprirsi di ridicolo, armati di Fede e Speranza, fino a tacciare di “invidiosi” tutti, e a istituire un paragone con altre personalità chiamate “gentaglia”.
      La tua domanda, Nico, merita una risposta: CHIUNQUE dei citati, e una enormità di non citati, è preferibile al Bollito.
      Come fai, solo un esempio, a mettere uno come Ingroia, che la mafia la sfida e la combatte anche vincendo ogni giorno, a paragone con uno che la mafia la tiene in casa sua per anni (Mangano, lo stalliere) e che ha come compare fondatore delle sue imprese anche politiche uno come Marcello Dell’Utri, la cui collaborazione con Cosa Nostra è certificata in diverse sentenze?

      http://it.wikipedia.org/wiki/Dell%27Utri#Motivazioni_della_sentenza_di_Cassazione

    • efisio erriu says:

      Sì, invidia dei capelli e del fard…
      Scommetto che tu lo ammiri per piace alle donne….

  15. http://it.wikipedia.org/wiki/Amnistia_Togliatti In Italia ci fu l’amnistia dei fascisti e li abbiamo ancora in casa. In Germania, i tedeschi, non perdonarono nessun nazista nemmeno i simpatizzanti.

  16. Indignarsi? E di che? Berlusconi ha finalmente detto una verità: Mussolini fatto un gran bene alla gente alla gente come Berlusconi, altrimenti non se lo sarebbero tenuto per un ventennio. Anche Berlusconi se lo sono tenuto per un ventennio. Sempre loro: lo stesso blocco sociale. Per loro–sempre loro–dittatori o semidittatori fanno molto cose buone. Anche i dittatori hanno bisogno di consenso. Molti, a Mussolini, gliel’hanno dato. E molti anche a Berlusconi. Indignarsi? No, lottare.

  17. Pingback: “Mussolini aveva fatto bene”. Davanti al neofascismo di Berlusconi l’indignazione non serve: bisogna studiare | CIRCOLO PD VALDENGO, CERRETO CASTELLO, QUAREGNA

  18. efisio erriu says:

    E’ inflazionato anche il termine di “indignazione”, certo l’indignazione è meglio dell’indifferenza, ma credo che per far sì che certe boutade non portino voti ma pernacchie (come minimo) si debba essere antifascisti tutti i giorni incazzandoci di fronte agli episodi di razzismo che ci circondano nella vita quotidiana sia nei confronti degli ebrei (anche la nostra cultura ha espressioni razziste o no? naramì marranu! quello è un ebreo….non caccia un soldo) che di tutti gli altri, perchè la responsabilità dell’olocausto non è marginale da nessuna parte se in tutto il mondo il razzismo fa parte della vita quotidiana.

    Raccontava ieri in tv una testimone dell’olocausto: le parole dell’uomo comune contro gli ebrei diventarono il programma politico di hitler. ecco credo che hitler, i tedeschi non avrebbero potuto fare quello che hanno fatto se sparso nel mondo non ci fosse stato un germe che ha fatto attecchire quest’orribile malattia.

    Riflettano tutti e in primis gli uomini di chiesa, di tutte le chiese, sinagoghe, moschee e quant’altro.

  19. Silvia says:

    Più che “indignarsi non serve” direi “indignarsi non basta”…

  20. Difficile non essere d’accordo sulla uscita infelice di Mister B.
    Difficile non essere d’accordo con te anche sulla necessità di studio e riflessione.

    Premetto di non aver letto l’inserto del Corriere ma questa frase

    “La comunicazione digitale perde di vista il suo obiettivo e diventa un modello usato oltre le sue funzioni originarie, finendo per inibire il pensiero logico”

    l’ho letta sin troppe volte su libroni di sociologia scritti da eminenti pensatori. Ci sarebbe da scrivere una tesina piena zeppa di controargomentazioni, ma ho pietà di te e dei tuoi lettori.

    Mi limito a dire che questo, ad esempio, è uno spazio di comunicazione digitale in cui l’interazione comporta una riflessione. Anche profonda. Il confronto, in sostanza, si rivela linfa vitale della crescita e della riflessione. Magari anche più approfondita di alcuni voluminosi libri intelligentemente quanto sottilmente autocelebrativi. E lo sai 🙂

  21. In Italia abbiamo rimosso il fascismo. Non siamo stati capaci di riflettere sulle atrocità commesse nelle colonie ed in guerra, abbiamo sopportato che del regime si desse una rappresentazione edulcorata e si è dimenticata la responsabilità di un popolo che ha accettato un regime per 20 anni senza essere capace di organizzare una reazione popolare ed una cultura di opposizione. L’uso dei fascisti in chiave anticomunista (ed in generale contro ogni movimento innovativo: femminismo, 68, etc.) ha fatto comodo ad un certo tipo di classe dirigente. Purtroppo ancora oggi per alcune persone il ‘duce’ è una figura positiva. E Berlusconi cerca quel tipo di consenso. Per me questo conferma che sia ‘unfit to lead Italy’.

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