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Teatro Lirico e chioschetti del Poetto: nel suo piccolo, anche il Pd di Cagliari si incazza (contro Zedda, evidentemente)

cagliari-chioschetti

Due comunicati stampa in meno di 24 ore su due questioni intricate e bollenti come quella della demolizione dei chioschetti del Poetto e del nuovo corso al Teatro Lirico non possono passare inosservati. È iniziata la campagna elettorale, ovviamente; ma è da mesi che il gruppo consiliare del Pd (quello numericamente più consistente) sotto sotto sopporta sempre meno il decisionismo all’amatriciana del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. Così ieri è partita la bomba sui chioschetti e stasera altro missile, stavolta sul Teatro Lirico. Perché il Pd a questo punto deve giocoforza smarcarsi dalle decisioni del primo cittadino, almeno quanto basta per non essere a lui assimilato anche alle prossime elezioni.

Il Poetto, dunque. Cosa chiede il Pd? “Lo smontaggio dei baretti è un atto dovuto”, ammette nel comunicato il capogruppo Davide Carta, che richiede però anche “un’azione decisa, anche se difficile, di ricerca di una soluzione in tempi brevissimi”; e chiede pertanto all’Amministrazione Comunale “di verificare la possibilità di rilascio di nuove autorizzazioni provvisorie per i chioschi fino all’approvazione definitiva del PUL, alla luce del mutato quadro normativo, attivando un confronto tecnico con gli uffici competenti del demanio e dell’Assessorato Regionale all’Urbanistica per l’istruttoria di un’opportuna Conferenza dei Servizi che dovrà deliberare sulla materia”.

Insomma, per il Pd non ha senso dire qualche giorno prima della scadenza (come ha fatto l’assessore all’Urbanistica, Poalo Frau) “scusate, qui dovete smontare tutto”. È necessario invece che ci si incontri al più presto con le altre istituzioni che hanno una competenza sul litorale. Peraltro, perché non è stato fatto in queste settimane? A cosa stava pensando l’assessore all’Urbanistica?

E poi c’è il Lirico. Cosa dice il gruppo consiliare del Pd?

A fine dicembre sembra che finalmente si sia conclusa la fase di stallo sulla conduzione del Teatro Lirico, che si protraeva dal primo ottobre.
Una fase complessa e problematica, gestita in totale autonomia dal Sindaco, che ha creato tra i lavoratori, il pubblico e tutti i cittadini un clima di preoccupazione per le sorti del Teatro.
Il Gruppo PD ha già espresso il suo dissenso, nel metodo e nel merito rispetto alla scelta del sovrintendente. Ora si deve avviare una nuova fase.

E cioè: “Un direttore artistico di elevato profilo e comprovate capacità professionali di alto livello”; “recuperare un dialogo corretto e costruttivo con i lavoratori e i sindacati del Teatro Lirico”; “riprendere il dialogo con la Regione, interrotto nel mese di ottobre, che aveva, prima dell’estate, portato ad un intervento importante per il riequilibrio dei conti del Teatro”.

E poi: “Entro marzo, un piano industriale per il Teatro Lirico”; “avviare i progetti e le iniziative legate al Parco della musica, definendone al contempo, all’interno del Piano industriale, il modello di gestione, di sviluppo e di produzioni artistiche e culturali che saranno in esso realizzate”; infine, “è indispensabile porre fine alla sequela di proroghe del contratto di gestione della biglietteria, reinternalizzando il servizio”.

In sintesi, il Pd sta mandando un messaggio al sindaco: “Caro Zedda, tu puoi decidere di testa tua ma se poi sbagli non puoi pretendere che il primo gruppo consiliare ti difenda, sempre e comunque”.

Anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano. Soprattutto sotto elezioni.

 

 

55 Commenti

  1. Peppino says:

    ULTIMA NOTIZIA!!! Appena partita lettera da ministero. Annullata elezione Crivellenti. Tutto da capo con la manifestazione di interesse.

    • Non zittite gli altri.. says:

      Si l’hanno vista col trolley a Fiumicino !

      • Di Legno says:

        La Crivellenti rimarrà a lungo alla guida della Fondazione

      • Peppino says:

        Ah Ah Ah La prossima volta, al posto dello spocchioso pseudo-umorismo che hai voluto mostrare, informati e leggi meglio la realtà, che è tutt’altra cosa della sua rappresentazione (di parte). FIGURA LEGGIA.

  2. Vorrei segnalarvi questo post del mitico Gianluca Floris :)) come dice un vecchio adagio, a pensar male ci si azzecca sempre…. e le analogie tra due Fondazioni i cui presidenti si sono presentati come “nuovi” fanno rabbrividire. Speriamo solo il nostro Mazinga ci ripensi prima di arrivare al sesto punto….

    http://costruiresumacerie.org/2013/01/06/come-liberarsi-delle-fondazioni-lirico-sinfoniche/

    • non diciamo cretinate! I casi di Firenze e Cagliari non sono affatto sovrapponibili! Se lo fate è strumentale! La Colombo è proprio altra cosa rispetto alla Crivellenti. Entrò e subito portò il suo compenso a oltre 250 mila euro. Cacciò immediatamente l’ufficio stampa e se ne portò uno nuovo. Si mise subito in contrasto con i sindacati perchè iniziò i tagli del personale. A Firenze viene contestata per ciò che ha fatto non così, apriori. Il primo atto di Crivellenti mi sembra un abbassamento del suo compenso rispetto ai predecessori…quindi già dall’inizio la cosa è diversa…che a voi non vada bene a prescindere..beh…l’avevamo capito da tempo.

      • Bruno Ghiglieri says:

        Certo, Crivellenti sta facendo grandi cose. Come imporre di eseguire il requiem di Verdi con un coro da camera. A quando una Alpensinfonie con trenta orchestrali e un armonium, magari “suonato” da Giovanni Allevi? Non è complottismo trovare analogie con Firenze, soprattutto se si pensa che sono almeno vent’anni che governi di ogni colore cercano pretesti per ridurre il numero delle fondazioni lirico-sinfoniche in Italia. Uno dei primi a suggerire la cura dimagrante (che ovviamente non riguarderà La Scala e l’Opera di Roma) fu addirittura Luciano Berio, la stessa persona che ha impedito il collocamento dell’organo nel nuovo auditorium della capitale (la sala Santa Cecilia), unico caso al mondo tra le grandi sale da concerto. Nel resto d’Europa e del mondo i teatri e le istituzioni concertistiche aumentano la produzione (Gianluca Floris ha spiegato meglio di me come è possibile ridurre i costi lavorando di più), in Italia si è sempre preferito tagliare. Sono state chiuse le orchestre radiofoniche, con l’eccezione di quella di Torino, mentre in Paesi come la Germania esistono centinaia di compagini orchestrali regionali sovvenzionate dalla mano pubblica; è stata assassinata e svenduta a una multinazionale la Fonit Cetra, editore discografico di Stato che svolgeva una preziosa opera di diffusione del patrimonio musicale italiano; è stato “abbassato il livello culturale” di Radio3 (in proposito si leggano almeno: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/12/18/radio-la-vedo-nera.html e http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/12/07/obbiettivo-abbassare-il-livello.html), emittente radiofonica che aveva, tra i suoi obiettivi, quello di fare divulgazione musicale di alto profilo. E’ evidente che la cultura musicale in Italia, unico Paese dove non si studia la storia della musica nelle scuole superiori, conta meno di zero. E talvolta non viene difesa nemmeno dagli addetti ai lavori (il caso Berio è lampante). Bastano come esempi? Potrei citare un’intera bibliografia sull’argomento. E voi?

        • ah beh certo..chi cavolo è Luciano Berio rispetto a Gianluca Floris?! Che sciocco che sono!

        • aggiungo una piccola cosina…caro signor Ghiglieri lei che è giornalista cava a vedere quanto lavorano gli artisti nelle orchestre e dei cori europei…intendo come monte ora giornaliero e per quanti mesi all’anno…poi ne riparliamo

        • Bruno Ghiglieri says:

          Ma guardi che sono i dipendenti per primi che chiedono di produrre e lavorare di più, con buona pace dei pregiudizi di chi non conosce il settore. Io poi sono anni che sogno l’introduzione da noi del modello tedesco, dunque sta sbagliando bersaglio. Berio? Pace all’anima sua, ma forse sarebbe stato meglio per tutti se si fosse limitato a vergare partiture.

        • Peppino says:

          Ci risiamo. Abbiamo provato, pur presi di mira da qualunquistici sberleffi, ad individuare in questa discussione il punto nodale, il suo senso e il suo scopo. Ci siamo chiesti se la cultura e l’arte, anche la più alta e costosa, debbano essere per tutti e quali politiche possano contribuire a fare andare le cose in questa direzione. Ci sono state risposte apocalittiche e risposte più pacate. Nel merito. Ma questo atteggiamento che vorrebbe il pensiero liberista determinare e dominare anche l’immateriale, e sempre con mitragliate di pregiudizi e luoghi comuni, scusa Luca io non lo sopporto più.

        • Peppino hai ragione, posso convenire che i toni sono ancora una volta degenerati… ma permetterai che, da parte mia, io non sopporti più di leggere attacchi sull’operato di una persona della quale io proprio non ho visto ancora un’azione che è una! E non è un “lasciamola lavorare”, ma davvero non riesco a giustificare tale accanimento. O forse io non ho letto qualcosa? Non ho visto le sue proposte, il suo piano di risanamento del teatro..insomma..mi manca un pezzo? Voglio dire io davvero non so se questa sovrintendente vuole aumentare la produzione, licenziare, trasformare il lirico in una filodrammatica oppure no…mentre della Colombo so cosa ha fatto. Ecco..io mi permettevo solo di dire che le due situazioni non sono accostabili perchè una è palese, l’altra no. Mi si risponde: prevenire è meglio che curare. Ma cosa previeni qui se non sai cosa rischi! “è inesperta e non ha mai fatto questo lavoro”….in linea di principio potrebbe valere come ragionamento, ma tutti sappiamo che altri che sono espertissimi (Meli, Di Benedetto, Tutino etc.) non hanno saputo fare bene! Non so, davvero. Mi sembra solo una storia senza fine, piena di livori e senza ragionevolezza. Per altro basata su dicerie dietrologiche e gossipare, sempre anonime, per cui la sua nomina sarebbe imposta da Vendola, Nastasi, Letta, Il Papa. Soluzioni?
          1) Continuare così, attaccando tutto quello che fa, buono o cattivo che sia e trovando in ogni cosa la radice pugliese o ministeriale. Chiedo: non c’è la possibiità di parlare con costei e con il sindaco per trovare un modo sano di ricostrure il teatro dopo aver ricostruito il rapporto?
          2) Riuscire a mandarla via e ottenere la nomina di un nuovo sovrintendente..non credo sia possibile, neppure con decisione del Tar o della magistratura. piuttosto se la nomina fosse riconosciuta come irregolare il Sindaco chiederebbe il commissariamento.
          3) Commissariamento: di certo lo decide Nastasi. Conviene?

      • Cervellini verdi lessi says:

        Non diciamo idiozie! Nel caso di Cagliari il primo atto di cui parli a vanvera è stato un “atto dovuto” (visto il casino scatenato sul nome) del sindico e non un’auto-riduzione della Crivellenti. Se siete in grado di dipingere Maddalena da Maria Goretti siete dei geni… !! (Pseudo-geni?, Pseudo e basta? Mah…)

        • Noto che il lirico è pieno di sovrintendenti in pectore che dispensano consigli a piene mani…quindi ne deduco che manchino cantanti nelle fila del coro e strumentisti in quelle dell’orchestra, tutti troppo impegnati ad occuparsi di gestione…E anche coloro che non sono all’interno del teatro sanno sempre tutto del teatro, anche delle conversazioni riservate e che comunque, come in ogni azienda che si rispetti, non dovrebbero uscire dall’azienda…bel modo di essere..davvero! complimenti vivissimi!
          Si critica a prescindere, si attacca alla cieca, si danno epiteti generosamente (Maddaena da Maria Goretti..ma siamo matti!!), si sa sempre tutto di tutti e forse nulla di nessuno… nel miglior stile della profonda provincia.
          Vi meritereste un commissario…e siccome in assenza di ministro chi decide è il direttore generale vi meritereste “il commissario” nell’unica e ineffabile persona di Salvo Nastasi..così ci pensa lui a licenziare, riordinare e chiudere (che è quello che vuole..ovviamente). E poi tutti in fila da Zedda a chiedere aiuto…
          Forse io non sono un genio, ma se voi no capite che si rischia questo, cosa siete, invece?

        • Cervellini verdi buddiusu in salsa bulgara says:

          Noto che da buon uomo di apparato (la cosiddetta sinistra di SEL) non perde l’occasione di augurare le disgrazie esistenziali a dei lavoratori, che hanno il semplice torto di essere stati infinocchiati dalle false promesse del sindico e cercano il meglio per assicurare un minimo di dignità professionale al proprio operare. Quanto è facile essere accondiscendenti e fedeli alla linea, nevvero …??

      • “Il primo atto di Crivellenti mi sembra un abbassamento del suo compenso”… Eh??? Un abbassamento della qualità della proposta, magari… Ma se ne riparlerà più avanti. Vedo che a tanti piace questa frase, “lasciamola lavorare”.. ma ricordatevi che, qualunque cosa combini, né lei né il sindaco ci rimetteranno di tasca un solo euro, lo pagheranno i dipendenti e i contribuenti. Ogni tanto servirebbe ricordare che il teatro è di TUTTI e che le gestioni scriteriate per piazzare amici e raccomandati le paghiamo tutti, noi musicisti due volte: come contribuenti e come lavoratori!! Ribadisco il mio pensiero: spero che Zedda non voglia davvero arrivare al sesto punto..

  3. Pingback: Caso Poetto, ci scrive l’assessore Frau: “Tutti sapevano che i chioschetti erano ancora temporanei! Abbiamo cercato ogni soluzione, e ci avrebbe fatto piacere trovarla…” « vitobiolchini

  4. iskidu says:

    Perché non dirlo? Zedda non era minimamente preparato al ruolo per cui si è candidato. Così come non lo è minimamente Michele Piras. Fare politica per mestiere comporta il principale dei conflitti di interesse: fraintendere di necessità il proprio interesse per una rendita con l’interesse generale. I capilista di SeL al Parlamento dovevano essere Cadeddu e Pruna; oppure Bottazzi e Pruna, insomma gente con un mestiere e una competenza precedente e non coincidente con la politica. Luciano Uras deve favorire un lista civica per la Sardegna che rompa il conservatorismo di sinistra. Dicono che sia tanto amico di Maninchedda? Bene, recluti il professore. Dicono che sia molto amico di Diana? Bene, spacchi il Pd. Insomma, Luciano, accarzonati, non fare il Papa e suona la campanella di fine/inizio anno.

    • Anonimo says:

      minchia quanto erano preparati i emilio floris e mariano delogu… a fare niente , la mattina dopo aversi fatto il segno della croce dicevano hoi puru a casteddu non toccu nudda.

    • Sovjet says:

      Non voglio entrare nel merito di cose rispetto alle quali tutto quello che avevo da dire l’ho detto, posto che mi auguro che questa amministrazione cambi passo nella comunicazione di quello che fa – come mi sembra abbia iniziato a fare coi baretti – ma visto che Cadeddu sono io, dico che Michele Piras farà il deputato molto meglio di quanto avessi potuto fare io (non basta essere competenti in una materia, bisogna saper anche saper fare bene politica) e farà prendere a Sel molti più voti di quanti ne farei prendere io. Così Luciano Uras.
      Per quanto riguarda Massimo, fino ad oggi è l’unico candidato della sinistra cagliaritana ad aver vinto le elezioni per sindaco, il suo mandato non è ancora finito e alcune cose molto importanti sono stare impostate. Forse ha pagato un po’ per l’inesperienza, ma non esistono le scuole dei sindaci e il suo compito non era e non è semplice. Vedremo alle prossime amministrative.
      Marcello Cadeddu

  5. Catilina says:

    Sono bellissimi i commenti delle zeddine.

  6. Anonimo says:

    ogni tanto parliamo anche dell’ente lirico !

  7. Questa Giunta sta mancando nella capacità di comunicare, e condividere, la ragione delle scelte fatte e da fare.

    Il Sindaco dialoghi maggiormente con la popolazione altrimenti interviste come quella di Farris nel Tg di Videolina, di questo pomeriggio, gli faranno perdere il consenso.

    Questa lettera è un passo avanti ma non basta.
    http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=799

    Resta evidente che, quando hanno fatto ricostruire i baretti, Comune ed operatori contavano di trovare un escamotage per non doverli smontare a fine stagione.
    Invece non l’hanno trovato ed ora ci troviamo di fronte questo scenario desolante.

    Ormai, in Italia, a difendere il rispetto della legalità è rimasta solo la Magistratura.

    A noi cittadini rimane solo il ricorso alla Giustizia, chi vuole intendere intenda.

    • Anonimo says:

      Bene. Chi può essere in disaccordo con questa lettere del Sindaco? Credo oggettivamente nessuno. E le “ipotesi” di Cappellaci che in quattro anni è riuscito perfino a produrre una leggina che favorisce gli abusi in Ogliastra? Sono, come d’abitudine, in barba alle regole. Ottima, dunque, la lettera del Sindaco alla città. Però ci aspettiamo molte altre lettere su molti altri problemi più rilevanti dei bar e delle birrette.

    • Anonimo says:

      CARISSIMIO SIGNOR FRANCO ANEDDA, LE INTERVISTE DEL SIGNOR G,FARRIS , CONTRO MASSIMO ZEDDA, SONO SOLO DEI GRANDI E GROSSI VANTAGGI PER IL NOSTRO SINDACO, CHI LO CONOSCE IL SIGNOR FARRIS . DELLA CAGLIARI CHE… SA CHE UN PERDENTE A PRESCINDERE.

  8. Anonimo says:

    L’unico punto dell’anemica intervista al consigliere Pd con il quale si può concordare è il richiamo al ringiovanimento della politica in città. Un po’ per la ruggine di Cabras inviso agli elettori, un po’ per merito e un po’ per fortuna, è andata come sappiamo. Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza. Insomma, al momento eravamo contenti. Finalmente qualcosa cambiava. E finalmente venne fatto qualcosa di buono, almeno all’inizio. Poi si è rotto qualcosa, oppure era già rotto e non ce n’eravamo accorti. Forse è servito un anno e passa perché i funzionari più scafati prevalessero. Alcuni Assessori sono per propria costituzione funzionari (vedi la dottoressa Marras) e altri si sono affidati ai funzionari che detengono la conoscenza della siappure piccola macchina amministrativa. E sono apparse le pecche perché le scelte sono, in fin dei conti, operate dai dirigenti oppure da forze esterne alla Giunta e al Consiglio come è accaduto per il Teatro.
    Il risultato è una politica di annunci oppure di “mi spiace, non possiamo fare diversamente” (come è accaduto per il cemento in via Milano dove, invece, i margini di intervento erano ampi oppure per gli 8 ettari di vuoti urbani che verranno costruiti come voleva la Giunta precedente). Una politica che contraddice gran parte delle promesse che ci siamo bevuti. Il trattamento riservato all cultura e all’urbanistica è là a dimostrarlo.
    Al contatto con la realtà si è dissolta l’idea propagandata in campagna elettorale. La trasparenza e la partecipazione sono state messe da parte per le prossime elezioni. Ora disturbano. E tutto ritorna al suo posto.

    • Cervellini verdi sfatti says:

      Quoto quasi tutto. Il PD avrebbe dovuto avere un atteggiamento più attento sin dall’inizio. Magari indicando assessori più capaci e competenti in ruoli chiave nel governo di una citta’: L’uso del territorio a Cagliari pretende altro che non un “mi spiace, non possiamo farci nulla”. Pretende progettualità, strategia, comunicazione e reale partecipazione. Questa dell’ambiente e del destino urbano non e’ una cena di gala…

      • Anonimo says:

        Perchè, quali sono gli assessori espressi dal PD?

        • Anonimo says:

          Non c’è bisogno di “avere” assessori in Giunta per contare. Tredici consiglieri sono più che sufficienti. Ma se tacciono oppure annuiscono oppure rilasciano flebili dichiarazioni e intervistine annacquate hanno colpe pari agli assessori.

  9. Anonimo says:

    Per il palazzo di via Gallinara c’è la sentenza del TAR. Se la legga e poi ci dica. Ci dica anche dello scandaloso provvedimento regionale che prevede di poter costruire a meno 300 metri dagli stagni.

    • Di Cemento-Amianto says:

      Provvedimento sul quale il PD, come noto, ha fatto una strenua opposizione ai limiti dell’ostruzionismo, falsissime le voci che dicono che si sia astenuto. Casomai vero che Sel ha votato a favore. Il capogruppo del PD ha tenuto alta la bandiera dell’ambientalismo, e non risponde al vero che fosse distratto dalla questione del sovrintendente del Lirico, sulla quale anche pubblicamente ha mostrato una notevole convergenza di vedute col sindaco Zedda .

    • Maria Giuliana says:

      Di quale sentenza del TAR parla? Di quella che dava ragione al costruttore? O forse confonde la sentenza del TAR con quella del Consiglio di Stato che dopo quattro anni dalla costruzione ha stabilito che i titoli abilitativi rilasciati dal comune erano illegittimi?anche sulla legge regionale potrei dirle qualcosa ma preferisco tacere…comunque farebbe bene ad informarsi prima di parlare e soprattutto a pensare al dramma delle famiglie che hanno acquistato,che stanno pagando un mutuo e rischiano di vedere i risparmi di una vita andare in fumo per colpa dei pasticci della pubblica amministrazione

      • Anonimo says:

        Parlavo di quella del consiglio di stato. Comunque il sindaco non c’entra, una volta tanto.

        • Anonimo says:

          Cara Maria Giuliana, quel palazzo è illegittimo.Ovvio che le illegititmità comportano dolore per qualcuno e mi dispiace. La cronaca che segue è assai fedele. Vedrà come, almeno questa volta, il sindaco non ha colpe.

          CAGLIARI. Nell’ormai citatissimo palazzo di sei piani costruito in via Gallinara che il Consiglio regionale ha voluto salvare con la legge scempia-stagni approvata due giorni fa quasi all’unanimità – ha votato contro soltanto Sel – abita un direttore generale della Regione e alcuni altri notabili di viale Trento. Quando insieme ad altre famiglie cagliaritane hanno acquistato i sontuosi appartamenti a ridosso di Molentargius e vista mare l’edificio costruito dalla Progetto Casa Costruzioni dell’imprenditore Cardia era regolare e apparentemente in linea con le norme del Ppr. Poi però è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato, mentre la Procura già indagava contro ignoti: bocciata la decisione del Tar Sardegna, i magistrati di palazzo Spada hanno dato ragione all’imprenditore Alberto Onali, che ha chiesto ai giudici amministrativi la demolizione del palazzo messo in piedi proprio davanti a casa sua. Tempo pochi giorni ed è arrivata la risposta dell’assemblea di via Roma: la delibera interpretativa del 12 giugno scorso con la quale la giunta Cappellacci smentiva il giudicato del Consiglio di Stato offrendo ai comuni la possibilità di costruire comunque entro la fascia dei trecento metri dalle zone umide della Sardegna è diventato legge. Una legge in palese contrasto col massimo organo giudicante in campo amministrativo contro la quale il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra si preparano a chiedere al Governo di ricorrere alla Corte Costituzionale. Da qui all’eventuale iniziativa romana fino al pronunciamento della Consulta passeranno molti mesi. Ma nel frattempo potrebbe essere ancora una volta il Tar a occuparsi della vicenda: quando i giudici sardi esamineranno il ricorso di Onali dovranno fare i conti da una parte con una norma regionale fresca di voto trasversale, dall’altra con una sentenza del Consiglio di Stato. Facile prevedere che i giudici decidano di passare anche loro la palla al giudice delle leggi, la Corte Costituzionale. Per capire se la norma appena licenziata dall’assemblea regionale sia legittima o no.

          Ma non è finita: in queste ore circola una voce al palazzo della Regione secondo la quale alla legge scempia-stagni seguirà un testo interpretativo che salvando il palazzo di via Gallinara bloccherà l’avanzata del cemento sugli altri stagni e lagune della Sardegna. La validità della legge verrebbe circoscritta a via Gallinara, una sorta di norma ad zonam, se non ad numerum civicum. Come sia possibile realizzare un simile pasticcio giuridico è difficile da prevedere. Certo è che mettendo a rischio siti naturali di grande valore ambientale, in buona parte protetti dalla convenzione internazionale di Ramsar, il Consiglio regionale si è esposto a critiche pesanti e soprattutto al pericolo di vedere i comuni sommersi dai ricorsi. Peraltro la legge appena approvata comprendeva altri articoli, alcuni rivolti a salvare in qualche modo abusi edilizi conclamati come quelli della costa di Tortolì. Ma su quelli l’assemblea non è andata avanti e sono rimasti in sospeso. Per via Gallinara invece sembra aver prevalso la logica dell’urgenza, legata a quella che il Consiglio ha valutato come una necessità: salvare dalla demolizione inevitabile il palazzo costruito dall’imprenditore Cardia.

        • Maria Giuliana says:

          Gent.mo Anonimo continuo ad invitarla ad informarsi a 360 gradi e anon ascoltare una sola “campana” …la situazione è ben diversa da quella che questi articoli “gossipari” vogliono far apparire all’opinione pubblica

        • per la gent.ma Maria Giuliana e per chiunque volesse approfondire:

          * http://lexambiente.it/beni-ambientali/169/8168-beni-ambientali-piano-paesaggistico-e-zone-umide.html

          * http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/12/07/il-governo-nazionale-impantana-la-legge-regionale-sarda-scempia-stagni/

          E’ semplicemente allucinante aprire la strada a decine e decine di casi di speculazione edilizia nelle zone umide sarde pur di “salvare” un palazzo edificato illegittimamente.

          Stefano Deliperi

        • Di Cemento-Amianto says:

          [/Di Cemento-Amianto mode off]

          Se esistesse il “mi piace” su questo blog, questo post del dottor Deliperi lo meriterebbe in pieno. La signora Maria Giuliana e chi come lei si è fidata di iniziative imprenditoriali ai limiti della legge possono tranquillamente intentare causa ai relativi responsabili.

          [Di Cemento-Amianto mode on]

          Sicuramente l’amministrazione regionale aveva in animo esclusivamente di salvaguardare la posizione degli acquirenti degli appartamenti nella palazzina di via Gallinara, e non iniziare ad assestare piccoli ma incisivi colpetti all’odiato P.P.R. di Soru, lo stesso che le informatissime argomentazioni del centrodestra sulla questione dei baretti mirano a consolidare e valorizzare. Per fortuna che il PD ha fatto una strenua opposizione a tale provvedimento.

  10. Per chi non avesse capito bene bene quello che sta succedendo, segnalo questa interessante intervista al vicecapogruppo Fabrizio Rodin:
    http://www.castedduonline.it/cultura-strade-poetto-rifiuti-zedda-ecco-dove-non-devi-più-sbagliare

    • alberto says:

      mah… mi sembra aria frittissima!

      • Di Cemento-Amianto says:

        Inutile dire che nessuno nel gruppo consiliare del PD è a conoscenza che il presidente della commissione urbanistica è del PD, e l’assessore all’urbanistica, raro esempio di competenza tecnica nella sua materia, è dal pari vicino al PD, e prosegue con coerenza nel suo strenuo impegno a salvaguardia della città di Cagliari dal cemento selvaggio, cosa che faceva anche da capogruppo dei DS sotto l’ispirazione di fari illuminanti del moderno ambientalismo intransigente contro i cementificatori quali i dirigenti di una nota organizzazione filantropica, la stessa che realizzerà un’iniziativa assolutamente priva di scopo di lucro nei pressi di Monte Claro. E ovviamente gli abilissimi consiglieri del PD nulla sapevano del fatto che alcuni esponenti del loro partito volevano portare sulla poltrona di sovrintendente un campione del risparmio che come dimostrato in passato avrebbe condotto il Lirico sulla strada del risanamento finanziario. Pare che si chiami Mauro Meli. Naturalmente è tutta colpa di Massimo Zedda.

        • Anonimo says:

          La cooperativa cento, contrazione di cemento, rovescerà su Monte Claro una quantità enorme di metri cubi. Ma anche al Fangario avremo cemento di sinistra, un intero quartiere. E ormai è di sinistra anche quello, originariamente di destra, di via Fara e del progetto di Palazzo Aymerich oppure di altri vuoti urbani. Poi, d’altronde lo fa anche Boeri a Milano, metteranno un po’ di lavanda e rosmarino che trasformeranno in area verde – la chiameranno parco – un’area in stile Scampia che, andare a vedere, è comunque meglio delle nostre periferie e ha perfino alberi. Ci hanno fregato, ammettiamolo. Sia Sel che Pd.

        • Di Cemento-Amianto says:

          Ma vuole scherzare? Il PD a Cagliari ha sempre fatto una strenua opposizione alle cosiddette 3M di Statera, medicina (ormai in fallimento), massoneria, alla quale nessun esponente del PD aderisce palesemente o sotterraneamente, e mattone, soprattutto mattone. Infatti quartieri come San Bartolomeo sono venuti su da soli, li ha creati direttamente Dio perché sono troppo belli. E non è assolutamente vero che i cagliaritani per decenni non hanno dato fiducia alla sinistra perché vedevano poca coerenza, sicuramente hanno sempre preferito la DC e poi il centrodestra perché si compravano i voti con le bombole. Infatti notoriamente anche le ultime elezioni comunali sono state una sconfitta, forse affidandoci a quel genio politico, e soprattutto strenuo avversario dell’Unione Sarda e del suo editore, che risponde al nome di Antonello Cabras, sarebbero state vinte. Altro che Massimo Zedda!!!

        • BimboArancione says:

          L’attuale assessore all’urbanistica è lo stesso che quando è stato capogruppo dei ds al Comune votò indistintamente tutti i progetti urbanistici del centro-destra? Quelli che prevedevano cemento più altro cemento? (vedere verbali del Comune del tempo, sono tutti disponibili se non li fanno sparire) L’attuale assessore all’urbanistica che sta rispolverando tutti i progetti della Giunta Floris? Alcuni dei quali lo stesso Floris ebbe vergogna di presentare?
          Raro esempio di incapacità e di occupazione abusiva di poltrona per misteriosi motivi.

    • Anonimo says:

      Notevole intervista. Sopratutto quando dice che a Salisburgo c’è il festival del jazz. Notevole davvero. E quando parla dell’edilizia abitativa non dice nulla. Sui bar al Poetto ci sono norme da rispettare, ovvio. Sul Lirico anche i bimbi sanno che un Sovrintendente senza curriculum non può che fare danno. L’intervista è, in effetti, aria. Tipicamente Pd.

      • Franco says:

        L’intervistato Rodin ha mai sentito nominare un certo Mozart che, se mai, ha fatto la ricchezza di Salisburgo, peraltro senza poterne godere minimamente in una vita breve e travagliata ?

  11. Di Cemento-Amianto says:

    Naturalmente Sel perderebbe un sacco di voti a causa del nominativo del direttore artistico del Lirico o del fatto che i fighetti non potranno fare pausa pranzo alle Palmette. Notoriamente infatti a Cagliari non abbiamo altri problemi di maggiore importanza. Il PD agisce per sincera preoccupazione e non per prendere in giro la gente tanto per conquistare qualche voto alla sua ridicola lista guidata da autentici statisti. Il PD a Cagliari viene diretto troppo bene e manca di buona fede chi afferma che non esiste.

  12. Demolire i chioschetti è una scelta di legalità!! Ma dove si è mai visto edificare dei volumi sulla spiaggia? Volete la fine del Poetto? Basta saperlo. Può essere una scelta di campo, magari per il cagliaritano è più importante cazzeggiare al poetto d’inverno sorseggiando una birra che poter far vedere ai propri figli e nipoti quella meraviglia che è la nostra spiaggia. Si chiama pianificazione partecipata!!! La scelta di demolire o mantenere in piedi i baretti deve essere presa dai cagliaritani, anche con un referendum! Io Sono contrario ai baretti montati d’inverno (Anche il libeccio e lo scirocco sono con me) ma è giusto che la decisione sia condivisa!!!!!!

  13. Anonimo says:

    caro vito, cagliari , non e fatta solo di ente lirico ci sono tanti ma tanti altri problemi.

  14. alberto says:

    e quindi? non ho capito quali geniali intuizioni e soluzioni proponga il PD che Zedda non avesse già in mente. Sul lirico nell’ultimo cda (secondo quanto riferiro dai giornali) è già stato detto che il piano industriale sarà fatto in tempi brevissimi e che la stagione lirica (quella sinfonica – pessima – è già programmata sino ad aprile) verrà presentata molto presto. le nomine verranno fatte (mancano anche altre figure come il direttore amministrativo che è importantissimo e quello del personale). il dialogo con i lavoratori deve essere biunivoco. Quello con la Regione va ripreso, ma non alle condizioni che certi figuri possono porre. insomma… mi sembra un monito da zietta: ricordati la maglia di lana.

  15. Anonimo says:

    Anche lei, caro Biolchini, doveva accorgersi prima del Pd. Almeno un anno fa. E anche prima che scrivessero un insignificante piano per la cultura che non se n’è giovata. Noi vere formiche non siamo del Pd ma ci siamo accorti da molto e portiamo le nostre briciole critiche. Vedrà che accumula accumula saranno preziose.

  16. Maria Giuliana says:

    E poi c’è il palazzo di Via Gallinara….anche in questo caso secondo il Comune la demolizione è un atto dovuto, peccato che dimentichino che la concessione edilizia l’hanno rilasciata loro e che non hanno ritenuto necessario il nullaosta paesaggistico!!!!!

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