Elezioni politiche 2013 / Politica / Sardegna

Monti attacca, Bersani e Vendola in un vicolo cieco. In Sardegna parlamentarie da apparato, e l’unica speranza resta Ingroia…

Ingroia

No, forse Bersani e Vendola non si aspettavano una situazione del genere. Magari pensavano veramente che Monti si sarebbe fatto da parte, in attesa di essere ricompensato fra qualche mese con la presidenza della Repubblica (una carica promessa ma che poi magari, alla luce dei risultati elettorali, sarebbe finita a Prodi). Pensavano che il Professore si sarebbe fatto da parte e che dopo le elezioni sarebbe stato semplice fare un’alleanza con il centro di Casini incapace di andare oltre il 10 per cento. Tutto liscio come l’olio.

E invece no. Monti va per la sua strada, raccatta pezzi improbabili di un ancor più improbabile centro (roba che in Sardegna ci ritroveremo in lista personaggi del calibro di Pisanu e, si dice, Emilio Floris: dei veri campioni del pensiero liberale), punta al venti per cento e incassa addirittura l’appoggio del Vaticano, che evidentemente non si è accontentato di vedere innalzati nel pantheon della sinistra papa Giovanni e il cardinal Martini. I preti mica li fotti così, con una furbata del genere al massimo ti rendi ridicolo davanti ai tuoi militanti (cosa che infatti è avvenuta).

Il Pd prende botte da tutti, e quelle che fanno più male arrivano da Monti. Un minimo di senso del pudore che è rimasto a Bersani gli impedisce per il momento di ripudiare l’esperienza politica portata avanti nell’ultimo anno. Monti invece non fa sconti a nessuno, e guadagna consensi. La campagna è lunga, ma le alchimie elettorali potrebbero realmente costringere alla fine il Pd ad accettare dopo il voto un’alleanza con Monti. E in questo caso Sel cosa farebbe?

Vendola nelle ultime settimane è letteralmente scomparso, segno che il suo partito (esaurita la spinta propulsiva iniziale, e incapace di andare oltre un misero 15 per cento alle primarie per la leadership) è destinato a diventare una formazione satellite del Pd. In caso di alleanza con il centro di Monti, i compagni di Sel cosa faranno?

La domanda dunque è semplice: attaccato da tutti e impossibilitato ad attaccare il suo vero nemico (cioè Monti), riuscirà il Pd ad ottenere una vittoria elettorale piena, in grado di consentirgli di governare senza dover fare una alleanza con il nuovo centro?

Mentre ci pensate, consolatevi con le “parlamentarie”. Certo, ci voleva questa innovativa esperienza per consentire ai cagliaritani di poter scegliere il loro candidato tra Paolo Fadda, Amalia Schirru, Graziano Milia, Chicco Porcu e Thomas Castangia (di cui almeno adesso, dopo anni di onorata carriera, abbiamo visto finalmente la faccia). Brave persone, per carità: ma il momento storico richiedeva un tasso di rinnovamento della classe politica più profondo. Il Pd in Sardegna rischia di far rieleggere quello che è stato il suo peggior deputato, Siro Marroccu (lo dico io, ovviamente), e farà a meno del suo deputato più brillante, cioè Giulio Calvisi.

E anche Sel ha deluso: l’istinto di autoconservazione degli apparati ha prevalso. Segno che dietro la vecchia classe dirigente passata per Rifondazione e confluita nella nuova formazione c’è veramente poco e nulla e il partito non ha voluto rappresentare gli istinti vitali della sinistra e dei movimenti isolani.

L’unica speranza di una opposizione intelligente al neoliberismo di Monti resta dunque lo schieramento di Ingroia. Tanto più in Sardegna, dove anche il Movimento Cinque Stelle sembra debolissimo e gli indipendentisti sono giunti impreparati a questo appuntamento elettorale. La Rivoluzione Civile è un progetto possibile. Sempre che non rispuntino fuori i soliti nomi. E allora veramente in quel caso l’astensione non sarebbe un delitto.

 

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28 Commenti

  1. Dubito che il massimalismo in veste arancione possa rappresentare una valida alternativa, soprattutto se destinato ad affidarsi ai geronti Idv, Rifondazione, Pdci, Verdi….

  2. Obama Blair says:

    Mai nella storia repubblicana era stato eletto un presidente della repubblica coi soli voti della sua parte politica. E dovrebbero vincere Bersani e D’alema, il PCI,……………………………….avanti popolo alla riscossa bandiera rossa la trionferà.
    Trallallero e trallallà.
    Ma il PCI perchè non c’è in America,Inghilterra,Germania,Canada,Australia,Giappone,Paesi del Nord Europa, un bel motivo ci sarà. O no.

    • Non capisco il senso del quesito di Omar Blair sul perchè il PCI non c’è in America, in Inghilterra , Germania, Canada ecc…..non c’è nessun bel motivo……il PCI c’era ( ora non c’è più…) solo in Italia perchè era italiano non americano o Canadese. Capisco che si rincorrano fantasmi ,fantasie e idiozie, però c’è un limite anche alle castronerie….o no?
      Marco

  3. Stefano reloaded says:

    Gli elettori del PD più rivoluzionari di quelli di SEL.

    • Francu says:

      E anche dei loro dirigenti, che non avendo avuto la decenza di non candidare l’inquisito Milia (forse perchè condannato a solo 1 anno. E 4 mesi), lo hanno giustamente bocciato alle parlamentarie.

  4. Giorgio says:

    Io guarderei con maggiore attenzione il programma di Fermare il Declino la vera novità di questa tornata elettorale.

  5. Anonimo says:

    Gli indipendentisti non si candidano e non votano alle politiche italiane

    • francesco meloni says:

      GLI indipendentisti non solo non si candidano e non votano i rappresentanti dei partiti italiani ma hanno il dovere di invitare tutti i sardi che vogliono il cambiamento di non farsi ingannare un’altra volta.

  6. cronista says:

    Calvisi dunque prossimo candidato alla Presidenza della Regione Sardegna Vito? Risulta?

  7. randompunk2011 says:

    Ma Ingroia una politica economica ce l’ha? o pensa che mettendo nel simbolo quel quadro famoso coi comunisti la disoccupazione si abbassi da sola?

    Francamente preferisco votare gente che sa di cosa parla, piuttosto che l’ennesimo ideologo che pensa che “finanza” sia una parolaccia. Francamente preferisco fermare il declino.

    • Grande!

    • Davide says:

      Assolutamente d’ accordo!

    • BimboArancione says:

      Con “fermare il declino” siamo all’opposto però. Seguo il programma di Giannino la mattina in radio e ho sentito diverse interviste e ad esclusione di argomentazioni (anche buone) in materia economica non vi è molto altro.

      • randompunk2011 says:

        Sul sito del movimento si trova anche il “molto altro”.
        E tra l’altro Giannino è stato cacciato da radio24.

        • BimboArancione says:

          2 giorni fa per l’esattezza. Ci sarebbe stato anche da aspettarselo dato che Radio 24 è la radio di ConfIndustria che sostiene apertamente Monti.
          Ogni tanto guardo il sito di FiD e posso confermare che a parte alcune cose condivisibili di stampo economico per me c’è poco altro.
          Per quanto riguarda Ingroia, parliamo di un rappresentante di un movimento nato da poco ma che potrebbe dare qualcosa di veramente nuovo. Ci vuole pazienza, dopo 20 anni che si sopportano i Berlusconi e i Bersani si potrebbe anche attendere un poco per gli Arancioni.

    • Combattere la corruzione è già un atteggiamento rivoluzionario di politica economica.
      Il punto di partenza per risollevare un Paese.
      Invece si preferisce lucidare le medaglie degli economisti bocconiani che accarezzano l’affarismo malavitoso dei poteri forti, con la benedizione del Vaticano.

  8. Grasso meglio di Ingroia? Po caridari! Nella sua prima Conferenza stampa come neo candidato Pd alle prossime elezioni politiche è stato penoso! Piatto! Infarcendo banalità, luoghi comuni, genericità. Nessuna autocritica in merito alla mala giustizia, alla lungaggine dei processi, ai magistrati che non “pagano” mai, al sovraffollamento delle carceri. Neppure uno straccio di proposta in merito alla corruzione, al conflitto di interessi, alle complicità della Mafia con lo Stato, i Partiti, le Amministrazioni locali. Insomma niente di niente. Il tutto espresso con un lessico faticoso e povero, liquido e invertebrato: solo una questione formale o l’epifania di un vuoto sostanziale? E ha taciuto i suoi elogi per il Governo Berlusconi, “grande combattente contro la Mafia”! Forse memore che nella poltrona di Procuratore antimafia l’aveva sistemato proprio il cavaliere-nano!
    Quale distanza abissale rispetto ad altri due magistrati “prestati” alla politica: Ingroia e De Magistris! Portatori, questi sì, portatori di progetti netti e precisi; di alte idealità; di novità e innovazioni per una vera rivoluzione “arancione”! Di rottura con i compromessi del passato; di opposizione prima al sistema berlusconiano e poi al Monti massacratore dei lavoratori, pensionati, precari, giovani…e della Sardegna intera. Opinioni? No:fatti.

  9. Anonimo says:

    Le parlamentarie sono solo quelle del Movimento 5 Stelle! Quelle del PD si chiamano Buffonarie, e non poteva essere altrimenti d’altronde!

  10. grazia pintore says:

    Credo anch’io che Monti sia salito in politica per arginare Berlusconi ma Ingroia,che stimo tanto come magistrato,fa malissimo ad entrare in politica ed ad attaccare il PD che ha candidato un altro magistrato come Grasso.Ho la sensazione che con tutti questi partiti,la situazione politica italiana è al disastro.Nessuno vincerà e ci dovranno essere alleanze non valide.La sinistra,come sempre,ha un potere autodistruttivo incredibile.

    • Io invece credo che Monti e Berlusconi siano due sub-dominanti nati sotto lo stesso cavolo.
      Non a caso il professore, agenda alla mano, sta cercando di far rientrare alla base i due cavalli di Troia arenati in campo nemico: UDC e FLI.

  11. Scenario possibile. ? Da qui alle elezioni le certezze di Bersani potrebbero sciogliersi come neve al sole. Riapparso Berlusconi si materializza il rischio di un crollo di credibilità del Paese, dunque Monti deve aggregare le forze di centro e raccogliere gli orfani di destra.un bel campionario di facce nuove…Casini in testa, con una manciata di Montezemolo , e se avranno i sondaggi dalla loro una vagonata di migranti dal PDL , gli stessi che applaudivano al ritorno della “mummia” solo qualche giorno fa.

  12. Alcibiade says:

    dai sondaggi parrebbe che se pdl e lega non si alleano, cosa ormai molto probabile, il PD e SEL avranno la maggioranza assoluta alla camera e al senato. Il listone Monti piazzerà qualche senatore, ma con 2 liste rischia molto alla camera e l’UDC potrebbe sparire definitivamente dalla scena politica. Il PDL è a pezzi e con molte probabilità starà sotto il 20%. Il movimento 5 stelle porterà in parlamento un bel po di facce nuove. Se questo è un vicolo cieco ……

  13. Paolo Curreli says:

    Su Ingroia non sono d’accordo. Il partito dei giudici giustizialisti non mi è mai piaciuto e rappresenta un’altra faccia dell’autoritarismo italiano.

    • E’ strano che si parli di toghe rosse e di giustizialisti, riferendosi a magistrati che cercano di fare giustizia, mentre dei giudici comprati dal malaffare istituzionalizzato (vedi Metta) non parla mai nessuno.
      La riforma della giustizia tanto agognata dal Cavaliere è a suo esclusivo uso e consumo, per salvarsi le terga.
      Non a caso si è portato in Parlamento tutto il suo studio legale.

  14. Paolo Curreli says:

    In ogni caso l’operazione Monti serve a creare una pattuglia di deputati centristi che arginino il rientrante Berlusconi e gli impediscano di essere decisivo in Parlamento. Se il Pd non stravince, dovrà chiedere i voti di Monti. Per le politiche democratiche e dei diritti civili sarà la fine. In alternativa, però, avrebbe dovuto chiedere i voti a Berlusconi. In quanto a Vendola e a Sel, leggere alla voce meteore della politica. Chi si ricorda più della Rete o di Alleanza Democratica, formazioni che avrebbero dovuto rifondare la sinistra? Sulla Sardegna, meglio tacere: queste primarie sono state quasi ridicole.

    • Anonimo says:

      Il vero termine di paragone con la Rete o AD casomai e’ IDV, non Sel che e’ in difficolta’ ma ha se non altro basi programmatiche solide e ancora un certo numero di militanti. Comunque non ho capito che speranza rappresenterebbe il coacervo di cose contraddittorie costituito da cio’ che sta dietro Ingroia. Biolchini, cerchera’ il rinnovamento e potrebbe ritrovarsi Palomba e Diliberto. No grazie, a questo punto meglio Grillo. Oppure Vendola. Se non piace Bersani.

  15. Paolo Curreli says:

    Analisi forse troppo da Apocalisse, ma che descrive bene alcuni scenari probabili e possibili. Potrebbe anche darsi che il Pd e Bersani abbiano sbagliato ad appoggiare Monti un anno fa. Era più logico e tattico chiedere le elezioni e andare a governare subito.Bersani dice:. Ma allora perché lasciare spazio a questi cialtroni di banchieri, docenti universitari e direttori generali? Perché lasciare spazio a questa gente ben ammanigliata con il potere accademico, finanziario e burocratico e oltretutto soggetta alle tentazioni narcisistiche della ribalta dopo una vita da mediani?La solita paura di vincere e governare della Sinistra?

  16. BimboArancione says:

    Corrado Guzzanti imitando Rutelli si rivolgeva a Berlusconi per ricordagli “di chi gli ha voluto bene, degli amici”. Ora potrebbe riciclare la stessa scenetta Maurizio Crozza nell’intento di imitare Bersani che rivolge lo stesso monito a Monti…

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