Politica / Sardegna

Primarie per la Regione, Deriu parte in fuga! E gli altri che fanno? Perché nel centrodestra la De Francisci è già lanciatissima!

Una cosa è certa: prima o poi si faranno. Che cosa? Ma le primarie del centrosinistra per decidere chi sarà il candidato alle prossime elezioni regionali in Sardegna! Prossime sì, ma non vicine: la scadenza naturale della legislatura è fissata al febbraio 2014! Certo, se si andasse al voto fra qualche mese non sarebbe male, ma non dipende dal centrosinistra, è evidente. È l’Udc che continua a reggere la baracca dell’impresentabile Cappellacci, con buona pace di Giorgio Oppi che sui giornali ha buon gioco ad atteggiarsi a statista, ma resta quello che è: un politico attento più alla gestione del potere che non alla progettualità. O in tutti questi anni avete quale sia l’idea di Sardegna di Giorgio Oppi (gestione della sanità a parte)?

E fa bene il segretario del Pd Silvio Lai a chiudere ogni possibilità ad una eventuale intesa locale con l’Udc. Lo ha fatto anche qualche giorno fa, quando Oppi gli ha detto: “Facciamo un accordo per le prossime regionali e io faccio cadere la giunta Cappellacci domani”. Cappellacci è ancora lì, sostenuto dall’Udc, dai sardisti di Giacomo Sanna e dai Riformatori all’amatriciana.

Sia come sia, stamattina il presidente della Provincia di Nuoro Roberto Deriu ha annunciato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra in vista, appunto, delle prossime regionali. Sarà pure una candidatura prematura ma proprio per questo ha il merito di smuovere le acque e di costringere qualcuno ad uscire allo scoperto. Deriu fa sul serio, guardate il suo sito: ormai è in corsa e non lo ferma nessuno.

Sì, ma quali saranno gli altri candidati del centrosinistra? Francesca Barracciu adesso che fa? Secondo me intanto dovrebbe andare a Strasburgo. La Sardegna ha disperatamente bisogno di un altro europarlamentare, e la Barracciu è davanti ad un bivio: anteporre le sue ambizioni politiche agli interessi della Sardegna. Non accettare la poltrona europea sarebbe inspiegabile (ci sono ancora due anni di legislatura), e in ogni caso non precluderebbe una eventuale candidatura alle regionali.

E Mario Bruno? Per lui in realtà si parla di una candidatura in parlamento, quindi sarebbe fuori dai giochi.

Dopo il disastro sulcitano Tore Cherchi è ancora un candidato credibile?

E Renato Soru? Ha deciso cosa vuole fare da grande? L’ex presidente alterna decise prese di posizione a (lunghi) momenti di silenzio.

E Sel, che aveva auspicato la candidatura di una donna, a chi sta pensando?

Anche perché nel centrodestra le grandi manovre sono già iniziate. L’opzione Cappellacci 2 non è esclusa, ma non bisogna avere uno sguardo particolarmente acuto per non notare l’attivismo mediatico dell’assessore alla Sanità Simona De Francisci. Le conferenza stampa a manetta per la telegiornalista di fede zuncheddiana sono un segnale inequivocabile. E’ evidente che per lei la campagna elettorale è già iniziata.

Detto questo, se si dovesse realmente votare in tempi brevi (poniamo anche a marzo) secondo voi il centrosinistra chi potrebbe ragionevolmente schierare quale candidato alla presidenza della Regione? Ora l’uscita di Deriu costringerà molti a dover giocare a carte scoperte. E questo non è necessariamente un male.

 

15 Commenti

  1. argine says:

    giusto per capire di chi stiamo parlando ricordiamo un piccolo episodio che ha caratterizzato la presidenza deriu alla provincia di nuoro: pochi giorni dopo la sua elezione viene assunto come giornalista direttore nel settimanale chimera, un giornalino di partito il cui editore è un novizio dell’editoria e stranamente tesserato pd e dell’ala ferrea di Deriu. Il giorno dopo l’assunzione Deriu si mette in aspettativa e la provincia è costretta a pagargli i contributi previdenziali (circa 2.300 Euro al mese) di uno stipendio stratosferico che come fu commentato ai tempi, non prende neppure il direttore del corriere della sera. Il trucco fece proseliti: un suo amico, assessore di rifondazione o dei comunisti italiani, non ricordo, si fece assumere come commesso nella latteria della mamma, e il giorno dopo si mise in aspettativa: anche lui inizio a costruirsi una pensione da nababo per il futuro. Lo stipendio da commesso era ovviamente altissimo e ingiustificabile. Pare che la procura abbia archiviato gli episodi come non aventi rilevanza penale. Ma il giudizio morale è ancora da archiviare? Dopo le protese e l’indignazione dei tanti, evidente soprattutto nella rete ma anche fuori, i due furbacchioni hanno rinunciato al nuovo sistema pensionistico inventato in provincia di nuoro, dove è vero esiste la più alta percentuale di disoccupati della Sardegna ed è quindi normale che anche tra i politici se ne trovino parecchi. Ma ppunto perchè i soldi sono pochi accontentati di quelli dell’indennità versati dalla provincia (che sono tanti , anceh perchè deriu la aumento appena eletto non accontentandosi del minimo che c’è per quel tanto di abitanti) e la pensione, invece che con assunzioni fasulle ed estorcendo altri soldi a pantalone, te la paghi in privato. O forse è chiedere troppo?

  2. Lucia Crobu says:

    Io invece penso che Deriu abbia amministrato al meglio una Provincia disastrata con nullo aiuto della Regione. Si è affrancato da quel personaggio ingombrante che è
    Salvatore Ladu e ha dato un ottimo esempio di moralità e trasparenza. Le cose bisogna conoscerle non sparare a vanvera contro tutti i politici solo perché sono tali. Se fosse eletto sarebbe un ottimo Presidente della Regione attento all’ambiente e al sociale. Ah, cosa non secondaria per questo blog è stato l’unico presidente di Provincia a fare una politica coerente e dinamica sulla lingua sarda. Ciò dimostra, come direbbe Biolchini, che l’uomo sa guardare lontano. Meditate, gente, meditate. Deve essere per forza cagliaritano il Presidente?

  3. Deriu ad ottobre ha detto che si fermava per “questioni personali” e ora è già al lavoro per ricostruirsi una poltrona ancora più grande, visto che la poltroncina della provincia si sta ormai sbriciolando….Ma erano problemi personali o era un mese di telefonate per sentire gli amici politici e sapere come muoversi? se questi sono il futuro politico di quest’isola preferisco Palomba…..

  4. Anonimo says:

    Deriu, avrà tutto il tempo per fare il giro della sardegna a piedi con le scarpe bianche di ginnastica come fece Mauro Pili…poi vedremmo…

  5. La de Francisci è lanciatissima, avete visto come si è fiondata nel “carro dei vincitori” per la storia di Salvatore Usala? Come se avesse fatto una “virgola” di lavoro. Ma per carità….Ha fatto un convegno quest’anno sulla famiglia dove ogni partecipante se ne andava a casa con 50 kg. di fotocopia divise in 4 libri di cavolate, dove erano fotocopiate le leggi che riguardavano le famiglie. Tutto gassosa. Per parlare poi di quale famiglia? Marito, moglie e figli…ma ora esistono le famiglie allargate. Lasciamo perdere, comunque il suo ruolo di prima donna le piace da morire!

  6. Anonimo says:

    la de Francisci e lanciatissima ? si ma nel vuoto.un ex custode

  7. Nico S. says:

    Io trovo più divertenti quelle del PdL: praticamente gli unici non candidati siamo io e braccio di ferro!!!

  8. In genere le segreterie romane dei partiti, fanno valutazioni di natura alleanzial-politico-elettorale dopo le elezioni del “laboratorio Sicilia”. Questa volta non ci hanno capito granché, ma pare che , anche in conseguenza di ciò, la data delle elezioni politiche verrà anticipata.

    I politici sardi fanno l’esatto contrario: fanno valutazioni di natura alleanzial-politico-elettorale dopo le elezioni politiche; mai che si assumano la responsabilità di prendere decisioni senza prima vedere che cosa succede a Roma.

    Tuttò ciò per dire che Cappellacci non arriverà a fine legislatura, ma cadrà qualche mese dopo le elezioni politiche, ergo l’anno prossimo si vota anche in Sardegna!

  9. Pingback: Le primarie (future) in Sardegna specchio delle primarie (attuali) in Italia « Roberto Carta Post!

  10. La Sardegna è una Regione che al momento si caratterizza per una casta politica compiacente e compiaciuta degli schieramenti nazionali di riferimento. Una classe dirigente, come dice Biolchini per Oppi, interessata più alla gestione del potere che alla proposta progettuale. Questo vale anche per Deriu, uomo apparentemente fresco ma che puzza di apparato quanto e più di Renzi o di Bersani o di D’Alema. Presidente della Provincia ricordato più per la cronaca giudiziaria che per un reale progetto di cambiamento sociale nel nuorese e dentro i partiti in cui ha militato: ultimamente la Margherita e il PD. Certo anche lui si è consentito qualche spalmata d’etica attraverso la cultura, in particolare con la buona gestione del MAN, ma questo non cancella i contenuti mediocri della linea politica generale. Fedele Sanciu è stato accusato di aver trasformato la Provincia di Olbia-Tempio in una grande pro-loco, Deriu con riguardo alla Provincia di Nuoro questo lo ha fatto da molto prima. Con la differenza che nella gestione nuorese della politica la “lottizzazione”, anche dei finanziamenti a supporto dell’organizzazione culturale, strano a scriversi, è molto più “intensamente chiusa” che nel territorio gallurese.

    Qualsiasi proposta politica del centrodestra regionale sembra al momento fuorviante, fuori da ogni logica, sia per le vicissitudini nazionali che per lo stato di inettitudine sveviana di Cappellacci e del suo fortino. Senza soldi non sono più stati in grado di gestire il potere politico, non azzardano alcuna riposta, siccome non hanno mai avuto particolati idee di progetto sono tanto meno capaci di disegni organici di programma. Gli unici pazzi, visti i tempi, che potrebbero candidarsi a delle primarie del centrodestra, rischiando di vincerle per poi perdere il confronto sul governo regionale, sono quelli del PSd’AZ se si lasceranno capitanare da Giacomo Sanna.

    Nella realtà effettiva delle cose, per dirla secondo un linguaggio d’altri tempi, ciò che manca è il “personale politico”, la statura e la maturità di una classe dirigente in grado di affrontare una sfida politica e di costume che non ci potrà più vedere limitati a succhiare le tette dell’Italia in versione Romolo e Remo. I problemi di fondo sono ben’altro che le primarie democratiche di coalizione le quali, oltretutto, non permettono di occuparsi di questioni veramente problematizzanti. Ciò che manca non è più solo la coscienza di sardo (o autocoscienza, che comunque non c’è), ma è la coscienza militante di uomo del XXI° secolo. Siamo travolti senza accorgercene, o con poca propensione all’approfondimento, da questioni ormai “aggiornate” quali l’ambiente e il paesaggio, la finanza internazionale (la Sardegna, a partire dalle quotazioni del pecorino sardo fino ad arrivare agli investimenti sulle energie rinnovabili passando per il surplus di costo della forza motrice, non rappresenta un luogo avulso da essa) e i nuovi mercati turistici, il dramma del capitale umano più giovane che scappa oppure resta e resiste in condizioni mortificanti di crescita civile e culturale, la discontinuità territoriale cui si è mai posto rimedio, l’incapacità industriale e di riconversione dei luoghi falliti industrialmente, la gestione qualitativa delle risorse europee e la possibilità di rappresentanza nel Parlamento europeo, la volontà di risolvere non solo la vertenza tributi con lo Stato ma anche la questione di quel Patto di Stabilità che non ci permettere di spendere i nostri quattrini, la vicenda tragica degli alti tassi di mortalità nei luoghi di servitù industriale e militare.

    Le persone che si propongono, nel caso e per esempio Deriu e De Francisci, ci sono, si, ma i contenuti dove alloggiano? I contenuti di un nuovo tempo che non può più essere parlato da un linguaggio remoto, in senso formale e sostanziale. Si potrà anche riformare il sistema degli Enti locali della Sardegna, ottenere spazi di sovranità da parte dello Stato falso padre, ma ciò che deve cambiare, per non avere sempre e solo una Sardegna gattopardesca, è la coscienza morale dell’essere uomo in senso illuminista. Insieme e di slancio arriva allora la coscienza culturale, ambientale, politica, economica. Il recente sardo-indipendentismo ha cercato di poggiare su una piattaforma morale, si, strumentale però a un disegno di “lotta” (anche se non violenta) per riottenere quanto ci è stato tolto. Non può comunque esistere sovranità o indipendenza di alcuni tipo (territoriale, fiscale, culturale) se non vi è prima sovranità morale ed etica, condizione imprescindibile per una propensione all’approfondimento del sé e del noi. Forse è un’illusione, il problema è come minimo vecchio quanto Socrate.

    Questa non è una proposta di contenuti, ma di richiesta di contenuti attuali verso chi ambisce a governare la cosa pubblica.

    http://robertocarta.wordpress.com/2012/11/22/le-primarie-future-in-sardegna-specchio-delle-primarie-attuali-in-italia/

  11. al voto tra qualche mese? …ussignùr!
    cioè, non faccio in tempo a riprendermi dalle primarie nazionali che potrebbero cominciare le varie campagne per quelle regionali?
    ..certo però che se la Giunta cadesse, e si votasse in primavera, potremmo assistere alla campagna elettorale più breve della storia…e questo è un bene! 🙂

  12. Neo Anderthal says:

    Deriu? Ma po’ carirari!
    (nel senso non della carità, ma della “carira”)

  13. grazia pintore says:

    Non so come andranno o se si faranno le primarie in Sardegna,dovrei andare, a Firenze a dare un voto a Bersani per non fare vincere il pallone gonfiato di Renzi ma penso che non andrò a votare nessuno perchè trovo indecente che si debbano pagare ,obbligatoriamente ,2 euro per votare.Poveri partiti non hanno abbastanza soldi,li chiedono al popolo,che vergogna.I soldi dei partiti,che non sono pochi,servono per essere rubati,vedi Lusi e l’altro dell’IDV che li usava per scopi personali.Ma continuano a non vergognarsi questi politici?

  14. Poco più di un anno fa Deriu rilasciava dichiarazioni shock, quando annunciava le dimissioni da Presidente della Provincia, senza dimettersi.

    «Problemi personali mi impediscono di svolgere il mio lavoro al 100 per cento. Come ho sempre fatto. E come penso che chiunque debba fare. Non voglio far pesare questo sulla Provincia, e men che mai sugli elettori che mi hanno scelto per questo ruolo. Non sarebbe corretto né onesto. E quindi mi devo fermare. Devo interrompere. È la cosa migliore, la cosa giusta»

    Terremoto e Tragedia.

    Tutti a cospargersi il capo di cenere, prostrati, in lacrime, di fronte alla Provincia.
    Che fine farà la Politica, senza Deriu… Come farà il Popolo a sopravvivere…
    Si riprenderà presto dai problemi personali ? Si moltiplicavano le offerte alla Madonna, con preghiera acché tornasse presto a sedere sullo scranno più alto.
    Nel frattempo le lingue biforcute venivano cacciate, come untrici, perché osavano malignare su una irrazionale/offensiva/blasfema mossa opportunista.

    Ma come sempre avviene, l’amore ha prevalso sull’odio. La Madonna ha ascoltato le preghiere, ha fatto una mossa con la manina, e tutto si è rimesso a posto.
    Adesso siamo tutti più tranquilli.

    Manca solo la benedizione di Tovarish Br1.

    • bettina says:

      ma per carità ,uno che ha fatto il presidente della prov .senza passare per le primarie ,sapendo di perderle ,con il 20 %dei consensi ..che faccia……….

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