Politica / Sardegna

Matteo Renzi non convince Cagliari. Ma la sua candidatura è una fortuna per il Partito Democratico

No, Matteo Renzi non ha convinto Cagliari. Eravamo tutti lì, in duemila al Palazzo dei Congressi della Fiera, in attesa di qualcosa. Di uno spunto, di una scossa, di un’idea capace di suscitare un minimo di entusiasmo. Invece no. Alla fine pochi applausi e tanti sguardi perplessi, della serie: “Tutto qui? E questo vorrebbe governare l’Italia?”.

Però Renzi è un bravissimo affabulatore, ha un controllo totale della scena, e non dice neanche cose del tutto sbagliate. Diffidate da chi lo dipinge come un berlusconiano: Renzi nel Pd e nel centrosinistra ci sta a tutti gli effetti e con tutti i crismi. Clamorosamente berlusconiano è invece il suo modo di proporsi. Molto diretto, con esempi fin troppo semplici e immediati. Renzi semplifica in maniera esasperata di ogni ragionamento, e questo forse può piacere all’uomo della strada ma non soddisfa certo la classe dirigente o il militante tradizionale del centrosinistra.

Peccato, perché Renzi visto in tv la settimana scorsa (forse era a La Sette) ha dimostrato di avere la capacità di sviluppare argomenti validi senza sconfinare nell’ “ovvio televisivo” sfoderato a Cagliari. Ma è la drammaturgia che Giorgio Gori gli ha costruito per queste convention in vista delle primarie del centrosinistra che non sempre funziona a dovere, con contributi video non sempre efficaci.

Ad un certo punto, quando è entrato nel vivo della sua proposta di governo, in realtà Renzi sembrava più uno di quei motivatori dei call center ben dipinti dal film di Virzì che non un politico. “Bisogna crederci, bisogna avere fiducia!”, continuava a ripetere; e io guardavo i ragazzi di Energit a fianco a me, che stanno per essere licenziati perché un signore in Svizzera non vuole vendere l’azienda per la quale lavorano, e nonostante il baratro si avvicini sempre di più loro da settimane manifestano in tutti i modi e non si arrendono. Cosa puoi dire a questi lavoratori? Solo di “crederci”? Qual è la proposta economica di Renzi? Qual è la sua idea di Europa? Qual è la sua politica per il rilancio industriale del paese?

Renzi oggi a Cagliari ha sfoggiato una serie di “parole vuote” (“speranza”, “futuro”) senza riuscire a calarle in una realtà come quella isolana, dove la crisi non è iniziata l’altro ieri fa ma nei lontani anni ’70. Renzi oggi a Cagliari era un marziano venuto dal lontanissimo pianeta Italia. Ma la Sardegna è un’altra cosa.

Taglio dei parlamentari, maggiore efficienza nell’uso dei fondi europei, ricambio generazionale: per come ce l’ha raccontata Renzi, un bell’esercizio di stile e nulla più. Essere spigliati non basta, per governare un paese come l’Italia serve altro.

Renzi non è ancora all’altezza del ruolo a cui ambisce, ma non è uno stupido. E alcuni dei suoi argomenti convincono.

Perché ha ragione quando afferma che convincere chi ha votato Berlusconi a sostenere il centrosinistra non significa snaturare la proposta dello schieramento progressista. Perché ha ragione a sostenere con forza le ragioni di un ricambio generazionale che molti nel Pd, con una scusa o l’altra, vorrebbero evitare. Perché la sua promessa di non volere nulla in cambio in caso di sconfitta costringe i suoi avversari a non fare giochi sottobanco.

Per questo dico che la candidatura di Renzi è una fortuna per Bersani e per tutto il Pd. Perché dà l’idea di un partito vivo, capace di offrire proposte anche distanti fra di loro ma non in contraddizione. Perché avvicina persone nuove al centrosinistra, e perché consente al segretario del Pd di non apparire come un vecchio politico, esponente di un partito decotto.

Se non ci fosse stato Renzi, il centrosinistra italiano si sarebbe presentato alle prossime elezioni con una classe dirigente usurata da vent’anni di antiberlusconismo e prossima alla pensione, poco credibile per un’opinione pubblica che chiede un taglio netto con il passato. E in questa contraddizione il centrodestra si sarebbe potuto infilare, magari proponendo un Monti bis.

Con la sua candidatura, Renzi invece ha provvidenzialmente spostato il baricentro della politica italiana a favore proprio di quel centrosinistra che ora può presentarsi ai suoi elettori in maniera nuova, proponendo un dibattito vero tra posizioni e politici diversi per formazione e progetto.

Insomma, per dirlo con una battuta, il primo e più importante testimonial di Pierluigi Bersani è proprio Matteo Renzi.

Per questo chi nel centrosinistra delegittima in continuazione il sindaco di Firenze compie un’operazione folle, assolutamente controproducente. Ma, detto fra noi, per quello che si è visto e sentito a Cagliari, sarebbe folle anche che Renzi vincesse le primarie…

 

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76 Commenti

  1. enrico says:

    Per me sono risposte sufficienti.
    grazie.
    Enrico

  2. Grazia says:

    Enrico,,Renzi,a parer mio,non ha nè idee di sinistra nè di destra,ha imparato a memoria certi discorsi e li ripete sempre.Credo tu abbia capito che non ho alcuna fiducia in questo giovane virgulto.

  3. Anonimo says:

    Enrico,non ti so rispondere,so solo dirti che Renzi non ha nè ide di sinistra nè di destra è solo un pallone gonfiato.Per me è pericoloso perchè ha una buona dialettica ma ,nella realtà ,non dice nulla di interessante.Mi scuso se sono così ostile a Renzi ma proprio non sopporto la sua prosopopea e,a pelle,non mi sembra affatto sincero.Questo è il mio parere.Ribadisco che non ho fiducia in nessun politico,rimpiango tanto Berlinguer.

  4. grazia pintore says:

    Mi chiedo come si faccia a credere a Renzi,come il nuovo che avanza: Ripete sempre le stesse cose::ero all’asilo,ero alle elementari quando voi eravate al governo.Non ho mai visto un politico presuntuoso come lui.Ieri sera alla trasmissione”Servizio Pubblico” di Santoro è riuscito ad unire Santoro e Fini per la sua presunzione di risolvere i problemi dell’Italia se andrà al governo.La modestia non è certo il suo forte.Caro Renzi ,avere 37 anni non è sufficiente per saper governare un paese!In tutta la trasmissione non ha fatto altro che criticare gli esponenti del PD,ma perchè non si chiarisce le idee e si iscrive subito al PDL,anche lì faranno le primarie.Corri,corri farai a tempo a candidarti.

    • Enrico says:

      grazia, lo chiedo anche a te, visto che nessuno ancora mi ha risposto.. potresti dirmi tra le varie proposte di Renzi, quali, secondo te sono di destra? E non di una destra qualsiasi, ma proprio del tipo di destra che il Pdl incarna.
      Grazie,
      enrico.

  5. Il suo linguaggio, a mio parere, non è affatto vuoto. Al contrario. Il ragazzo pesca dalla semiosfera del sogno e della speranza tanto cara a Obama. Ebbene, prima volta da candidato in Sardegna, è naturale che mostri tutta la coda da bravo pavone. Deve creare quella base solida che i suoi competitor hanno sviluppato negli anni all’interno di una cosa che non esiste più: la Sezione del Partito. Ma Renzi non è solo quello che ha mostrato a Cagliari. Quello visto a Cagliari, come in molte altre città, è solo lo spot per convincere che ha capacità di visione. Una capacità che nessuno ha perché tutti sono in preda all’emergenza di “salvare l’Italia dal collasso”. Il “ragazzo” guarda al futuro, come i nostri padri fondatori fecero quando l’Italia ancora non c’era.

    • Anonimo0 says:

      Se “guarda al futuro” il ragazzo pare un pò strabico… Sembra, ma non sono un esperto (ormai l’incipit di tutti è questo e mi adeguo isomorficamente…), che il nervo ottico costringa l’angolo visuale a destra… Sarà un’impressione…

      • Sull’argomento Renzi di destra si è scritto e detto molto. A me, personalmente, uno che non è cresciuto a pane e Sezione Rossa mi convince. Mi convince perché non è schiavo di quei dogmi, di quei sensi di colpa, di quel vittimismo che da sempre serpeggiano nella Sinistra storica. Se questo lo connota come “strabico”… 🙂

        • Se per convincerti ti basta che non sia ” cresciuto a pane e Sezione Rossa” che non sia schiavo di quei dogmi (si chiama etica, a sinistra sono notoriamente poco credenti), ti faccio notare che ci sono anche altre primarie in vista, con candidati che soddisfano a pieno i requisiti da te richiesti.

          • Ho parlato di dogmi intenzionalmente: la Sinistra comunista l’ho sempre vissuta e vista come una Chiesa. L’etica è un’altra cosa, a mio parere.
            Mi sento un uomo di Sinistra, semplicemente non mi sento vicino agli ideali comunisti. Alle altre primarie non sono interessato, grazie comunque per la preziosa segnalazione 🙂

            • Etica, giovannischiro. I comunisti italiani hanno inseguito un sogno ( per te dogmatico) di una società più equa affidandosi a chicchessia purché perseguisse quell’obbiettivo. Se per te questa è una colpa, uno scheletro nell’armadio che può essere usato per perorare la candidatura di un politico rampante mezzo populista, ho difficoltà a capire il tuo sentirti “uomo di sinistra”.

    • O giovannischiro che fai ti svegli o continui o svolazzare nella semiosfera del sogno? Renzi vuole semplicemente il potere e noi glielo diamo solo se lui ci dice come intende affrontare il problema dell’occupazione, degli esodati, degli asili nido ecc. Diversamente nisba, meglio il collaudato Bersani!

      • Caro Dona,
        credo di avere i piedi per terra e gli occhi aperti rivolti in avanti, a differenza di coloro che sono convinti che una “brava persona” (su questo siamo d’accordo) come Bersani abbia capacità e doti di guidare l’Italia. Renzi è ambizioso (non l’ha mai negato) e quando uno è ambizioso all’interno della compagine del Centrosinistra pare un infiltrato della destra. Per quanto riguarda ciò che intende fare mi pare che qui tu possa trovare tutto http://www.matteorenzi.it/idee

  6. Aligusta says:

    Quanti danni ha fatto Berlusconi, non solo al Paese ma evidentemente anche in molti di voi. La paura e l’ossessione serpeggiano nei commenti, si è fatto di B. un termine di paragone per qualsiasi argomento, mantenendolo in vita anche quando ormai è politicamente morto. La domanda che mi faccio su Renzi non è se sarà o meno il prossimo Berlusconi ma se può essere un candidato credibile alla presidenza del consiglio, io penso di sì. Il dibattito all’interno del PD innescato da Renzi è una condizione necessaria per poter guidare il paese, non si può pensare di vincere a mani basse senza ridiscutere prima di tutto se stessi.

  7. Leonardo Alagon says:

    Tue zunkbuster in logos tuos non ch”essis da sa versione betza de sas cartas ; mi paret chi b’azzis un’isquadra ‘e fubbaru chi li nades Gialeto. Bae e curre, bà……

  8. C’ero anche io ieri, e su molte cose siamo d’accordo, Vito (http://madrigopolis.blogspot.it/2012/10/primarie2-matteo-renzi-sembra-uno-di.html)

    Sostanzialmente, Renzino ha detto poche cose, ma dette bene (e si vede che il suo spin doctor faceva televisione). Poi, la strategia da imbonitore non funziona con tutti, io ad esempio la trovo fastidiosa, ma capisco che ad alcuni piace (e hanno bisogno) il pathos di Vendola mentre altri si sentono rassicurati dal ragazzotto che sa sorridere, eccetera. Non sono convinta che Renzi farà bene al centrosinistra, ma, ripeto, è un mio problema con questa tipologia di venditore (il cui prodotto, tra l’altro, non ho ben compreso, perchè tra video,slides, grafici e discorsi generici mi sono un pò distratta).

  9. Leonardo Alagon says:

    @zunkbuster Tue s’indipendentismu paret chi no lu potas biere.Tzertu Marianu Ugone e Leonora funt pro una parte de sambene catalanu, comente Nenardu fudi in bona parte aragonesu.Funt fizzos de su tempus insoro, ca non podiat esser diferente. Ma custu non furriat s’istoria sarda, sa chi galu no est iscritta in sos liberos italianos(sa prus sigura finas tuos). In sa batalla ‘e macummere hant gherradu tota die fin’ a morrere tantos sardos cun sa rentzia tota de Nenardu e l’hant fattu ca che cheriant fora sos aragonesos,Est bistada finas a oe s’urtima batalla pro difender sa sardigna e su connotu. Su ticchirriu ‘e gherra chi naras tue diat esser a tenore de cussu tempus e de cussa situassione politica. Deo penso chi totu sos sardos deent esser onorados de Nenardu e non de Don anghelu marongiu. Fortzis in su libru tou de istoria non b’est mancu su ticchirriu de gherra de sos de Arborea e siguru non des ischire mancu su significadu.
    Elis! Elis! Arbareé

  10. Renzi è passato di qui, e gli effetti sono stati quelli prevedibili, più o meno. Al netto dei prevenuti e dei tifosi pro (sinceri o di riporto) e contro, le aspettative erano alte; lo si aspettava al varco della “prova Sardegna”, della serie “ora vediamo cosa propone per risolvere i nostri problemi”. Legittimo e comprensibile, visti i tempi e la proporzione tra quanti rischiano di rimanere a piedi e la popolazione. Ma sbagliato, come atteggiamento, secondo me. La Sardegna ha molti problemi, ma non meno di altre realtà, specie del meridione: pensare che da noi, e solo da noi, Renzi doveva entrare fin nelle pieghe delle vertenze e tirare fuori soluzioni salvifiche è, obiettivamente, una sciocchezza. Così come mi pare una sciocchezza pretendere che in 40 minuti sciorinasse tutto lo scibile a livello di decreto attuativo su tutte le problematiche tutte della vita dell’universo.

    Ha fatto un’altra cosa, a mio giudizio più corretta, leale, seria: ha avuto il coraggio di sottolineare come per tanti anni la politica, di destra e di sinistra (e i sindacati) ci hanno raccontato balle in funzione elettorale, tenendo in piedi cose che nemmeno se le impali; ha tracciato la linea che deve guidare l’approccio a queste problematiche in futuro, ovvero superamento di tutto ciò che non ha un senso economico compiuto attraverso bonifiche e riconversioni, e naturalmente il contemporaneo rilancio dell’iniziativa imprenditoriale privata giovanile. Se poi si aggiunge che ha lasciato aperti i canali di ascolto sulle alternative proposte dai vari settori specifici (come quello della pastorizia), io credo che di più obiettivamente non poteva e non può dire.

    Starebbe poi ai parlamentari espressione del territorio, nel solco tracciato dal quadro di riferimento del candidato Premier, mettere a fuoco le soluzioni e le proposte da implementare per risolvere o tamponare i problemi. Già, i parlamentari. Ma questa è un’altra storia che merita considerazioni a parte. Un’altra volta.

    Per me quindi Renzi è andato abbastanza bene e la tappa sarda non ha fatto altro che convincermi ancora di più che la sua proposta è un’alternativa compiuta e credibile per il Paese.

    P.S.: il fatto che ci sia tutta questa aspettativa e che vengano contate anche le pause dei suoi interventi (cosa che non avviene nemmeno per Bersani, men che meno per Vendola) significa tante cose. Secondo me per la maggior parte positive.

    • Massimo Marini, hai sintetizzato in maniera povera quello che dice Vito Biolchini.
      Solo un tifoso ultrà può negare che la candidatura di Renzi sia stata una ventata di aria fresca per il centro sinistra. Ma per vincere una competizione di questo tipo devi o plasmare il tuo pensiero su quello della maggioranza degli elettori ( populista o conservatore) o plasmare il pensiero degli elettori sulla tua visione delle cose; il vero leader. Renzi è rimasto un po’ a metà strada, né carne né pesce.

  11. Leonardo Alagon says:

    O Vito, il tuo è un altro dei tanti post italioti e sardignoli che scrivi. D’accordissimo su renzi migliore degli altri, ma non dici della sua negatività nel voler portare i voti al PD.E soprattutto non una parola sul che gliene frega alla sardegna di una questione elettorale romana interna al PD. Renzi non sa nulla della sardegna colonia dell’italia. Se dovesse vincere lui e diventare premier avremo comunque, secondo storia e tradizioni, il PD statalista e centralista che conosciamo. E in sardegna continueremmo ad avere le istituzioni culturali italiane antisarde, a finanziare il teatro lirico più della lingua sarda, a sperperare i soldi pubblici per la difesa di qualche fabbrica decotta e putrida, solo per salvare qualche poltrona e l’operaismo clientelare ladronesco di quelli per i quali tu simpatizzi. Certo renzi ha qualità per far bene al PD; ma a noi sardi che ce ne dovrebbe fregare? Credo che per la sardegna non cambierebbe nulla, se non in peggio.

    • zunkbuster says:

      Beh dai che Vito scriva roba “italiota” e “sardignola” francamente mi pare un’emerita cazzata. Si vede che non segui questo blog. Del resto usi come emblema di sardità il nome di un furbastro che strumentalizzò i nostalgici di casa Bas-Serra per regolare suoi personalissimi conti col Viceré Nicolò Carros D’Arborea. O non era forse il suo grido di battaglia: “Non contro il Re (d’Aragona) ma contro il Vicerè”? Certo che la studiano bene la storia gli indipendentisti …

  12. grazia pintore says:

    Usare il termine”rottamazione”per le persone ,diventa una parola volgare e,di conseguenza,è volgare chi la usa.Renzi mi sembra un bambino che sgomita per farsi posto.Strano che non abbia mai usato questa parola per Cicchito,Scaiola etc.Personalmente manderei a casa tutta la classe politica.De Gasper,Nenni,Berlinguer,Moro non erano certo giovani quando facevano politica,avevano ideali,anche se diversi,ma lavoravano per l’italia.Non basta essere imberbi per fare politica.L’onestà , gli ideali e,sopratutto,i programmi sono le prime qualità necessarie per essere politicii seri.Personalmente,insieme alla vecchia classe politica manderei ,subito, a casa Renzi e Grillo che stanno usando l’arma dell’antipolitica per entrare nel mondo dei corrotti.Ricordiamoci anche che non tutti i politici sono corrotti,voglio credere che ci sono persone oneste.

  13. Matteo says:

    Il mio personalissimo problema con Renzi non è l’essere andato da Berlusconi (e che doveva fare, da sindaco di Firenze, visto che Berlusconi non rispondeva alle richieste? Se la montagna non va da Maometto…), ma piuttosto quello determinato dal seguente paragone. Prendete Cagliari e le sue difficoltà attuali. Prendete Massimo Zedda, sindaco di Cagliari. Lo vedete? Ok. Ora cercate di immaginarlo in giro in camper per l’Italia per le primarie. Chi governa Cagliari in questo momento di decisioni difficili? Renzi deve fare una scelta, o abbandona la politica della sua città e si dedica alla politica nazionale (cosa ben diversa) oppure resta a Firenze a fare ciò per cui è al momento pagato, ovvero il sindaco.

  14. Enrico says:

    Vorrei fare due domande a tutti i commentatori del blog che indicano Renzi e alcuni dei suoi seguaci come persone di destra.

    Per voi uno è di sinistra solamente se è socialista o comunista?
    Potete indicarmi quali tra le varie proposte di Renzi è di destra, e spiegare perchè?
    grazie,
    en.

    P.S.
    Vi prego di non citare il fatto che sia andato da Berlusconi perchè non centra una mazza

  15. Su bixinu says:

    Sono convinto anch’io che la presenza del personaggio Renzi abbia dato una scossa ad un PD che, avvitato in maniera sterile sulle beghe dei capibastone si avviava alle elezioni politiche in un modo sonnacchioso che non gli avrebbe consentito di superare il 25 %.
    Almeno così si vedono costretti a parlare ai cittadini di contenuti. Sono d’accordo con Vito sul fatto che Renzi dovrebbe liberarsi dalla “drammaturgia” che Gori gli ha cucito addosso e che a lungo andare stanca e lo penalizza, ma soprattutto lo rende estraneo agli elettori del centrosinistra. Piuttosto non capisco questa ricerca ossessiva della rottura con il partito. Ma non è che questo ragazzo stia cercando il casus belli per poter uscire dal PD?

  16. Il Signorino Margherita e il suo ispiratore di questa ‘reality politik‘ vorrebbero e gradirebbero trasformare le primarie nell’equivalente di un televoto a partecipazione allargata. Idea che piace solo al pupazzo trasformista e, si presume, all’ideatore/importatore di alcuni deteriori modelli televisivi, dove una pletora di stronzi contribuiscono al mantenimento del baraccone col loro voto via sms o rete fissa.

  17. Io avevo intenzione di andare a votare alle primarie, perché tra i partecipanti c’è Vendola che sicuramente farebbe meno danni degli altri.

    Però, c’è un però bello grande.
    Nel regolamento c’è scritto che le primarie «sono aperte alle cittadine e ai cittadini che si riconoscono nei contenuti della Carta d’intenti per l’Italia Bene Comune». E nella Carta d’intenti c’è scritto che l’obiettivo è «un accordo di legislatura con le forze del centro liberale».

    E allora io non ci vado più. Mi dispiace.

    Voi lo sapevate che state sottoscrivendo un patto con Casini ?
    Se non lo sapevate… sapevatelo.

    • Sovjet says:

      Si Ale, ma leggilo tutto il periodo: lo scopo è quello di creare un’Europa dei popoli in alternativa a quella dei mercati, che è un tentativo che mi pare giusto fare prima che l’Unione collassi per davvero. Non c’è un accordo con l’UDC per governare l’Italia. Anche perché le proposte presente nella carta d’intenti, già dal titolo “Italia bene comune”, sono incompatibili con il centro liberale. Tant’è che Renzi ha già fatto capire di non ritenere il patto vincolante…

      • Ho riletto il periodo completo ma le idee non si chiariscono:

        «Salvare l’Europa nel pieno della crisi significa condividere il governo dell’emergenza finanziaria secondo proposte concrete che abbiamo da tempo avanzato assieme ai progressisti europei. Tali proposte determinano una prospettiva di coordinamento delle politiche economiche e fiscali. E dunque nuove istituzioni comuni, dotate di una legittimazione popolare e diretta. A questo fine i progressisti devono promuovere un patto costituzionale con le principali famiglie politiche europee. Anche per l’Europa, infatti, la prossima sarà una legislatura costituente in cui il piano nazionale e quello continentale saranno intrecciati stabilmente. Una legislatura nella quale l’orizzonte ideale degli Stati Uniti d’Europa dovrà iniziare ad acquistare concretezza in una nuova architettura istituzionale dell’eurozona. Qui vive la ragione più profonda che ci spinge a cercare un terreno di collaborazione con le forze del centro liberale. Per questo i democratici e i progressisti s’impegnano a promuovere un accordo di legislatura con queste forze, sulla base della loro ispirazione costituzionale ed europeista e di una responsabilità comune di fronte al passaggio storico, unico ed eccezionale, che l’Italia e l’Europa dovranno affrontare nei prossimi anni. Collocare il progetto di governo italiano nel cuore della sfida europea significa costruire un progetto alternativo alle regressioni nazionaliste, anti-europee e populiste, da sempre incompatibili con le radici di un’Europa democratica, aperta, inclusiva»

        Stanno nascendo diverse interpretazioni riguardo questo passo.
        Il fatto che stiano nascendo diverse interpretazioni è già di per sé deleterio. Perché significa che si è scelto un modo fumoso e interpretabile, per scrivere un punto che invece dovrebbe essere cristallino, vista la sua importanza.

        La mia interpretazione è negativa (perché prevenire è meglio che curare): si è scelto di riferirsi all’Europa, strumentalmente, per prendere il concetto molto alla larga, riferendosi a forze centriste, vagamente, per non precludere un eventuale patto di legislatura con Casini, nell’eventualità che la legge elettorale non produca una maggioranza funzionale ai bisogni del PD.

        Ci sono altri passaggi del documento che dovrebbero essere pesati. Li elenca Gilioli sul suo blog. http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/10/24/perche-posso-solo-rispondergli-no-grazie-2/#more-17397

        L’impegno poi a creare un europa dei popoli, invece che quella dei mercati, è la solita presa per i fondelli. Le politiche economiche che il PD, in appoggio a Monti, sta seguendo, vanno proprio verso l’Europa dei mercati. Come fate a conciliarle ?
        Neanche Vendola ha detto chiaramente cosa si deve fare per creare l’Europa dei popoli. Si vagheggia e si filosofeggia e nel frattempo in Sudamerica ci dipingono ogni giorno come un popolo di fascisti idioti, in Usa studiano come distruggere l’Euro, per riguadagnare un po’ di terreno sullo Yuan, e stiamo per essere travolti da uno scandalo planetario, perché il Brasile ha deciso di fare i nomi dei ministri, ex-ministri e funzionari italiani corrotti, per un giro d’affari di diverse decine di miliardi di euro, per le forniture di armi in questi anni passati.

        • Sovjet says:

          Ale, quello è chiaramente un documento di mediazione tra forze politiche: PD, SEL e Partito socialista. Per quanto mi riguarda è una base minima, non certo quello che io riterrei l’ottimo (riguardo all’Europa sinceramente la penso più come Emiliano Brancaccio e credo che la sinistra dovrebbe avere anche una strategia di uscita da euro e mercato unico – perché la prima senza la seconda sarebbe comunque devastante).
          Detto questo, la bottiglia può essere vista come mezzo piena o mezzo vuota, ovvero concentrarsi sulle cose condivisibili che porterebbero un pochino avanti la società italiana se realizzate oppure aspettare che il Venezuela ci invada e istituisca il socialismo del XXI secolo (chi legge le cose che scrivo su FB sa delle mie simpatie bolivariane…).
          Ciascuno di noi si pone domande personali. La mia è: come si può essere realmente più utili? Cioè cosa si può realizzare con le forze in campo? Io credo che una base documentale come quella presentata sia già un passo avanti. Intanto perché in qualche modo riporta il PD in un campo moderatamente socialdemocratico (da qui la reazione dei montiani del PD e lo stesso scarso gradimento di Renzi), con il lavoro e i lavoratori posti al centro del dibattito, per cui il lavoro non è solo fattore di produzione ma valore fondante della nostra democrazia (e credo che questo punto sia più importante di qualsiasi collaborazione col centro liberale!) e la dichiarazione che salute, istruzione, ambiente e sicurezza non sono merci, ma beni comuni.
          Per quanto i riguarda, visti i rapporti di forza attuali e vista la situazione non solo interna, ma internazionale, questa è una prima barricata da tirar su.
          Il rispetto della carta di intenti e un governo che ne realizzi le linee generali a mio avviso cambierebbe la società italiana in meglio. Il voto a Vendola serve essenzialmente per quale sia la gradazione di rosa (non parliamo di rosso che c’entra poco) che avrà la coalizione. Io preferisco un rosa intenso piuttosto che un rosa pallido. Nella convinzione che al momento di meglio non c’è e che l’alternativa sia lasciare il campo ad un nemico non ha l’abitudine a fare prigionieri.
          Questa è la mia umile posizione, frutto dei miei ragionamenti limitati. Poi ciascuno di noi farà ragionamenti che magari lo portano in altre direzioni. Ma il punto è il bene comune: cosa fare per massimizzarlo, ma davvero, non a parole-

          • Guarda, secondo me, il pragmatismo è un valore aggiunto. Però a me sembra che stiate tendendo verso l’autoflagellazione. Perché obiettivamente la situazione contingente è mutata, e non sarà possibile ripetere i risultati di Cagliari/Milano/Genova.
            Quindi mi chiedo qual’è la sfumatura di rosa minima accettabile, per voi. Perché io di rosa proprio non ne vedo.

            Io vedo una vittoria di Renzi e voi che rimanete col cerino in mano. E’ vero che io forse vedo tutto mezzo vuoto… però i segnali non tendono al roseo.

            Prendi per esempio quest’altro punto
            vincolo di mandato: «Le forze della coalizione, in un quadro di lealtà e civiltà dei rapporti, si dovranno impegnare a vincolare la risoluzione di controversie relative a singoli atti o provvedimenti rilevanti a una votazione a maggioranza qualificata dei gruppi parlamentari convocati in seduta congiunta».

            Qui scopriamo che l’alleanza Pd-Sel-Psi intende modificare o bypassare la Costituzione repubblicana, all’articolo 67, quello sul vincolo di mandato. Se un domani, per esempio, i parlamentari di Sel si troveranno in minoranza (nell’assemblea dei gruppi della coalizione) sul rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan, dovranno votare a favore.

            • Sovjet says:

              La sfumatura minima di rosa è quella prevista dalla Carta d’intenti “Italia bene comune”, che è uno spartito “rosa pallido”, ne sono consapevole, ma l’unico attualmente che possa essere suonato in Italia (forse non dovrei usare metafore musicali… 🙂 )
              Io dubito molto che Renzi vinca le primarie, ma è ovvio che il patto di coalizione (che ovviamente non può essere vincolante normativamente e non può bypassare nulla, ma si basa sul mantenimento della parola data) dura finché la carta d’intenti è rispettata. Almeno, per quanto mi riguarda: nel caso remoto vincesse Renzi e rimettesse in gioco alleanze in senso centrista io non lo voterei, non voterei la coalizione e se Sel sostenesse questa soluzione, me ne uscirei tranquillamente anche da Sel (“mangiando del mio mangio e bevendo del mio bevo” e non desiderando niente di più di quel che ho, sono uomo di parte per scelta e non per bisogno…).
              Il tema della politica estera è quella più delicata, per questo servirebbe un Vendola presidente del Consiglio, perché dei tre è l’unico che può trattare “da sinistra” il tema della pace e del rispetto dell’art. 11 cercando di modificare l’andazzo solito. Altrimenti si sta alla finestra e punto. Sono illusioni? Non lo so, ma tra l’illusione e l’impotenza certa io scelgo l’illusione. E tu?

              • Io sono ancora convinto che la mia parte sia quella che può dare di più, in senso progressista, al Paese. Anche se non sarà parte di governo. Sono ancora abbastanza giovane da potermi permettere di sognare la “rivoluzione”. E se non succederà me ne prenderò la colpa, assieme alla consapevolezza di aver fatto quello che dovevo e potevo. Se invece succederà…

                • Sovjet says:

                  Ale, la rivoluzione è un fatto ormai ineccepibile. Non è detto che sia come noi la immaginiamo. Nei periodi di crisi non si resta sul filo, si cade a destra o a sinistra (e nella Storia a volte la differenza tra le due è stata la stessa che c’è tra padella e brace, almeno dal punto di vista delle libertà individuali).
                  Però fai bene a crederci e a lavorare per modificare lo stato di cose. Io credo che possano essere modificate partecipando e cercando di spostare almeno di un pochino gli equilibri, tu la pensi diversamente. Ci separa il modo, non l’obiettivo, né la speranza.
                  Bisogna poi però, età o meno, trovare un modo per misurare l’efficacia dei nostri sforzi: va bene essere giovani, va bene essere anziani (per quanto io sia piuttosto uno splendido 48enne! 🙂 ), va bene lottare e sperare, ma non essere illusi per sempre.
                  Io mi do una possibilità con Vendola e questo deve tradursi in un miglioramento del bene comune, magari graduale (sai, tutte quelle storie di dinamiche del reale, forze in campo ecc.), ma con un segno preciso. Tu agirai in altro modo.
                  L’importante credo sia capire che alla fine abbiamo a cuore lo stesso futuro.

                  • Io credo che se si ha in mente lo stesso futuro, anche il metodo usato per arrivarci deve avere dei punti di concordanza. Se il metodo usato è molto diverso, vien da pensare che forse il futuro che immaginiamo non è lo stesso.

                    Il fatto è che, però, a grandi linee, l’idea (di futuro), a quanto dite, coincide abbastanza.
                    Questo mi lascia parecchio perplesso.

                    • Sovjet says:

                      Perché poi il futuro bisogna anche trasformarlo in strategia, definendo tappe, puntellando conquiste, resistendo agli attacchi e avanzando quando possibile. Prima della rivoluzione sarebbe bello attuare la Costituzione per intero.
                      Invece sono trent’anni che si torna indietro e se fosse solo in Italia potremmo darne la responsabilità esclusiva ai nostri politici, ma avviene in tutto il mondo, con l’eccezione di una parte di America Latina (e non si sa se per scelta consapevole di quei popoli o per congiunzione astrale…).

      • Supresidenti says:

        compagno Sovjet, eppure come andrà a finire, tu che come me sei stato fan di bertinotti, lo dovresti sapere. nel caso contrario, te ne intendi più di lirica:-)

        • Sovjet says:

          Mai stato un fan di Bertinotti. Io sono cresciuto nel PCI di Berlinguer e per essere definito “fan” mi serve qualcuno di quella statura.
          Non sono neppure un fan di Vendola, malgrado quello che può apparire, ma lo ritengo oggi l’unico politico di sinistra che abbia sufficiente idealità e pragmaticità per realizzare qualcosa di efficace per il popolo che si candida a rappresentare.
          So bene cosa è successo con Bertinotti e Ferrero: si è caduti nell’inganno delle due fasi. a proposito, non ho ancora capito perché Ferrero sia passato indenne dall’esperienza governativa, certo non memorabile e anzi, ad analizzarla un’occasione persa soprattutto da lui,(che invece di creare rete e creare egemonia in materia di lavoro con assessori del lavoro di rifondazione sparsi per tutta italia, Sardegna compresa, non ha fatto una mazza!
          Di Lirica ne capisco poco. So però che se tu devi mettere un cane da guardia in vigna è meglio che il cane obbedisca a te. Dal momento che di Melampo di Collodi alla Fondazione mi sa che ce n’è stato più d’uno…

          • Supresidenti says:

            o compagno sovjet, potevi liquidarmi con una battuta:-)
            per “realizzare qualcosa di efficace per il popolo che si candida a rappresentare”. io semplicemente non ci credo, e credo che ora i rapporti di forza dicano che il popolo si deve opporre e che ha poche probabilita di poter governare. da questo il mio riferimento all’esperienza “bertinottiana” inteso come linea politica (senza adorazione per il leader, ma ci abbiamo creduto, o no?). in poche parole, sono molto più pessimista di te.
            spassiariri.

            Ps. ma depisi andai a intendi a barnard?

            • Sovjet says:

              Presidenti, lo sai che non ti liquiderei mai con una battuta!
              Guarda che la differenza che c’è tra me e te è semplicemente che io utilizzo l’ottimismo della volontà, tu il pessimismo della ragione. Però se vuoi fare politica attiva devi lasciarti andare almeno ad un atto di fede, altrimenti ti dedichi ad altro e stop.
              Io credo che molto cose sono successe, in male, perché io e molti come me si sono dedicati ad altro. Provo a non rifare l’errore, nel mio piccolo, sulla base della voglia e delle (scarse) capacità che ho.
              Sì, ci vado questo fine settimana (anzi mi stampo la ricevuta di bonifico…), più per sentire gli economisti che Barnard, che mi sembra un po’ troppo Savonarola. C’è da dire che i primi ad aver organizzato un incontro sulla MMT a Cagliari siamo stati noi di Via Puccini… 🙂

  18. irlandesu says:

    Titolo di Biolchini,
    Bilinguismo subito! Perché la lingua sarda è la più importante infrastruttura immateriale che abbiamo. Vendola, Renzi e Bersani cosa ne pensano?
    Domanda per gli amici democratici Renzi ha parlato di bilinguismo? Secondo voi democratici che non volete assassinare la lingua italiana con errori ,avete chiesto qualcosa in merito?
    Questo vi ricordo e’ un diritto che ci viene puntalmente negato ….ma si sa per voi sardi democratici primariamente vengono prima diritti per omosessuali, immigrati …ma la lingua sarda no( prima che qualcuno faccia illazioni , sono assolutamente d’accordo all’implementazione di un qualchessi voglia diritto ) . Se ci fosse qualcuno che battesse un colpo!!!

  19. Salve a tutti e bravo Vito per l’analisi puntualissima.
    “Le parole che partono dal cuore arrivano al cuore”. Non mi ricordo chi l’abbia detto e non ho vogia di cercarlo, però è un bel pensiero.
    E come possono arrivare al cuore le promesse di rinnovamento, da uno la cui campagna di comunicazione è diretta da un’altro (giorgio gori) che ha spacciato per troppi anni tv spazzatura?

  20. Grande rispetto per l’impegno Lobina. Ma quante energie sprecate! Andare a Roma per fare che? E’ solo il “neoliberismo” il problema della Sardegna? Oppure la qualità degli amministratori e, soprattutto, delle istituzioni? Non sarebbe più proficuo parlare di riforma dello Statuto Sardo e delle sue competenze?

    • Non vorrei intasare il blog di Vito, però do due risposte veloci a Bomboi, e una a Vito.
      1. Non è solamente il neoliberismo il problema della Sardegna, però è parte importante della situazione che si vive nel sud Europa, ed anche in Sardegna. 2. Anche la qualità degli amministratori e delle istituzioni è importante, così come la riforma dello Statuto Sardo, ed infatti su queste questioni mi sto spendendo assai e mi sono speso in passato. Se vuoi più informazioni, basta chiederle (in privato, magari non tutti sono interessati).

  21. Anonimo says:

    Renzi ? ahahahahah..
    Bersani ? ahahahah..
    oppure Vendola ? ahahahah..

    Primariamente seo Sardu e non mi rappresentanta nudda,
    Segundariamente funti omineddos de très unu soddu.

  22. Caro Vito,
    come si può sperare che una persona che ha posizioni di politica economica di destra e che in politica estera è più a destra del PD, possa rappresentare una novità positiva?
    Io concepisco la politica come attività che migliora la vita delle donne e degli uomini, ed innanzitutto degli ultimi.
    Questa spettacolarizzazione, e questo non parlare dei contenuti, va in direzione esattamente opposta. Come può qualcuno che, come me, è di sinistra, pensare che vi sia qualcosa di positivo in Renzi?

    Sabato sarò a Roma al no-Monti day. Le TV e i giornali non ne parleranno, ma ci saranno decine di migliaia di persone che, a spese loro, saranno là a dire che anche in Italia c’è qualcuno che si oppone al neoliberismo. Siamo molto indietro rispetto ad altri paesi europei, ma da qualche parte dobbiamo cominciare.

    Un abbraccio,
    Enrico

    • Vito Biolchini says:

      Caro Enrico,
      io mi riferisco al Matteo Renzi visto ieri, che non ha parlato né di politica estera (ignoro sinceramente quali siano le sue posizioni) né di politica economica. Detto questo, qualche cosa di sinistra è riuscita a dirla pure lui (penso ai riferimenti all’istruzione e al suo valore, cosa che un berlusconiano doc non si sarebbe mai sognato di fare).
      Anch’io trovo poco di positivo in Renzi e non mi piace il suo modo berlusconiano di affrontare superficialmente i problemi. Ma Renzi non è Monti, Renzi (che ci piaccia o no) rappresenta una parte del Pd, e dunque i partiti della sinistra anche con lui devono fare i conti. Senza trattarlo da corpo estraneo, ma combattendolo sul piano delle idee.

      • Si, hai ragione su queste precisazioni. Bisogna combatterlo sul piano delle idee. Ed è anche vero che Renzi rappresenta una parte del PD, precisamente quella che meno è insofferente verso Monti.

        Ciao!

        • Casu Axedu says:

          Altro che meno insofferente verso Monti…qualche mese fa al “Berlinguer” in uno degli incontri che organizza periodicamente, Chicco Porcu (ma bah!) ha fatto l’apologia dell’operato di Monti. Peggio ancora, a tutti quelli che cercavano di confutare le tesi di Monti nella versione porchiana, veniva tolta la parola o veniva minimizzato il portato delle parole. Si permise addirittura di arrampicarsi sugli specchi su una questione di percentuali, talmente ovvia che anche mio figlio avrebbe capito. In definitiva voglio dirvi che può essere vero che la venuta di Renzi abbia fatto un favore a Bersani ma sul campo rimane il fatto che la segreteria del Berlinguer (poveraccio si rivolterà nella tomba) si è totalmente venduta a Renzi-Porcu e ciò, visto che Renzi sarà clamorosamente sturrato, porterà al fatto che il glorioso circolo chiuderà nel giro di qualche mese quando il nostro eroe capirà che nessuno lo ricandiderà. Insomma c’è già un cadavere sul campo. RIP.

        • zunkbuster says:

          Il compagno Lobina in parte ci azzecca, se pensiamo a Chicco Porcu e altri, è chiaro che stanno con Renzi non perché credono nella rottamazione, ma perché sono di destra. Ma ci sono anche quelli che pur non condividendo Renzi dall’A alla Z apprezzano il suo modo di porsi. Non facciamo di tutta l’erba un fascio. Ad ogni modo, resto del parere che la piattaforma complessiva di Renzi, a parte l’accento su istruzione e cultura cui ha fatto giustamente riferimento Biolchini, non sia poi sideralmente lontana da quella di “Forza Italia” nei suoi momenti migliori, “migliori” ovviamente in senso relativo. Comunque alla fine queste Primarie sembrano un grande inganno: dietro le quinte degli scambi di accuse, di sospetti e di prese per il culo che infestano Facebook, nel PD cagliaritano si litiga molto di più su altre cose che su Bersani o Renzi, all’interno degli stessi “schieramenti” che sostengono i due leader. Ad esempio, sul giudizio circa l’operato dell’amministrazione Zedda: alcuni renziani si comportano quasi come la sua quinta colonna nel partito, al limite del frazionismo, altri hanno un atteggiamento più critico e basato sui fatti, e talora molto più deciso di diversi bersaniani. Insomma, alla fine la netta sensazione è che bersaniani o renziani voglia dire anche un amato kazzo, anche perché i programmi spesso e volentieri non li legge nessuno, e che si tratti quasi solo di preferenze basate sullo stile di un leader. Peraltro non è che Renzi, su questo terreno, mi dispiaccia completamente: con l’ultima tendenza a sentirsi giocoforza vittima di intrighi e complotti planetari sta sicuramente perdendo punti, come tutti coloro che confondono la realtà coi libri di Tom Clancy. Se solo capisse che avere uno stile fresco e diretto non impedisca, evitando l’eccesso opposto (Vendola) di riempire la forma di contenuti più convincenti e originali …

  23. Queste Primarie sono davvero difficili.

    Devo ammettere che il modo che ha di fare Renzi lo trovo insopportabile, ma al tempo stesso ammetto che non sempre dice fesserie, anzi. Che poi sia un uono realmente di Sinistra io questo non lo posso sapere, però fino a prova contraria lo reputerò tale.

    Trovo anche importante che la sinistra italiana ed in particolar modo il PD si rinnovino e si rinnovino profondamente.

    Il PD di oggi è imbarazzante e da loro elettore mi dispiace.
    Dopo che per 15 anni hanno perso contro Berlusconi utilizzando come unica strategia quella di attaccare Berlusconi in continuazione (e giustamente) e raramente accennando a quali fossero le loro idee per il paese (concretamente intendo, parole come “sviluppo” “solidarietà” “equità” “rinnovamento” ecc ecc, per fare un esempio, non vogliono dire proprio nulla) oggi il nuovo nemico si chiama Renzi ed è interno al partito. Allora il PD quale idea geniale usa per sbaragliare l’avversario?
    La stessa strategia usata contro Berlusconi: complimenti!
    Non c’è rappresentate del PD che ogni 3 parole non inserisca una frecciatina a Renzi, non c’è intervento di Bersani che non attacchi Renzi, ci sono pagine semi-ufficiali del PD su Facebook dove il 70% degli interventi sono sberleffi a Renzi…
    Senza poi parlare della vergognosa faccenda del “cambio delle regole”, davvero imbarazzante. Mi viene da pensare (estremizzando): e se quando sono al governo cambiano le regole per vincere sempre loro le elezioni? ma loro non si dicono “democratici”? cosa vuol dire “democratici”? (credo che le domande siano lecite).
    Il PD deve capire che se vuole battere Renzi, Berlusconi, Grillo o Topo Giggio deve mettere sul piatto contenuti e coerenza! Con tutto che nella giusta misura la critica all’avversario ci deve essere, ma nella giusta misura!!!

    E’ inutile che Bersani sbraiti qui a Cagliari davanti ai miei occhi parlando di rinnovamento e poi dopo un mese mi trovo Cabras candidato Sindaco. E’ inutile che Bersani insista a criticare Molti sul suo Facebook quasi tutti i giorni se poi va in parlamento e lo vota (e non entro nel merito dell’ennesimo suicidio politico del PD quando è caduto il governo berlusconi… motivo in più per nutrire dubbi e perplessità sulle capacità della dirigenza di questo PD), è inutile che il PD sbraiti per una politica pulita per poi piangere ogni volta che perdono una poltrona (qui a Cagliari abbiamo esempi recenti).

    Serve continuità e coerenza tra contenuto e azione, serve chiarezza su grossi temi su cui il PD tace: interventi militari all’estero, sovranità popolare in rapporto con l’europa(scommettere che Bersani è uno di quelli che dice “ce lo chiede l’europa”), equità (quella vera, non quella di Monti), spending review e ridistribuzione della ricchezza (a partire dalla riduzione di privilegi, stipendi d’oro, pensioni d’oro, sperchi in genere). Ed in fine: educazione all’ETICA.

    Anche Renzi dice molte parole vuote, come sottolinea Vito, ma altre che dice sono piene e non poco. Sono piene di idee politicamente nuove e sviluppabili.
    Come appunto quella di aprire agli elettori di centro destra (concetto espresso bene dalla Seracchiani in relazione agli elettori della lega: “il pd non deve stringere accordi con la lega per arrivare ai suoi elettori, il pd deve dialogare direttamente con gli elettori della lega”).
    Come la “rottamazione” che non voglio interpretare come uno slogan alla Grillo, ma la voglio intrpretare come un rinnovamento della classe politica, ma non in termini anagrafici, ma in termini di anzianità politica.
    E se da un lato è vero che non è l’età che fa la differenza ma bensì le capacità e le competenze (come fa giustamente notare Zunkbuster), aggiungo io che la maggior parte dei diriggenti del PD (e non solo) che sono in politica da 20 anni, non sono stati in grado di “salvare” questo paese, quindi hanno ampiamente dimostrato (non tutti) di non avere ne le capacità, ne le compentenze: tanti saluti e grazie.
    Mi scuso se faccio il esempio di Blur, però rende bene l’idea. Ha governato e poi si è levato dalle balle. Ha fatto alcune cose molto sbagliate ma altre molto giuste (e di certo in UK vivono moooolto meglio di noi). Finito il suo duplice mandato è tornato a fare quello che faceva prima. Perchè da noi non può essere così?

    Tornando a Renzi, i suoi “concetti pieni” mi sembrano ancora pochini per fare il premier e comunque qualche anno di esperienza in più non potrà che fargli bene, proprio in vista, un domani, di un eventuale suo ruolo di premier. E soprattutto si deve levare quella faccia da scimpro che si trova, perchè se no viene davvero difficile votarlo (chiedo scusa per questa motivazione poco profonda).

    Detto questo chiudo e continuo a non sapere chi cavolo votare a queste primarie (mi scuso se mi sono dilungato e se sono un po uscito fuori tema)

    • ehm… scusate, ho scritto “Molti” al posto di “Monti” ma soprattutto, Blur al posto di Blair, quest’ultimo errore causato dalla mia formazione da Rocker

  24. trozkista? says:

    Sinceramente, come scrive Biolchini, la candidatura di Renzi e’un bene per il Partito Democratico. Creare alternative è una componente appunto democratica. Sinceramente pero’, Renzi non mi convince. Pur essendo coetaneo del giovane Sindaco toscano, non riesco a sentirmi vicino a lui. Le cose che dice sono esatte ma il suo modo di proporsi condito di battute sugli avversari, irrita. A mio avviso, non ha spessore per guidare l’Italia. Non me ne vogliate ma non lo vedo seduto alla Casa Bianca a parlare della Italia. Personalmente posso dire che il suo passato rutelliano mi convince ancora meno. E’un bravo comunicatore perchè Giorgio Gori è un maestro in cio’. Tuttavia il Renzi mi sta’ molto antipatico e solo il fatto che sia sostenuto da Chicco Porcu, per me. è un valido motivo per non votarlo. Detto questo, è giusto fare le primarie

    • senzasenso says:

      Se con quel nick (bello, ma ancor più bello sarebbe senza ?) ti avesse convinto Renzi saresti come Norman Bates e Renzi sarebbe piaciuto al te “madre”.

      • trozkista? says:

        esatto. Non mi convince per niente. E cio’avviene anche quando stringe le mani alla gente..mi ricorda qualcuno che ha una squadra di calcio in serie A

  25. francu says:

    Renzi è l’utile idiota, il moderato naturale che al massimo verrà ricordato come colui che ha contribuito a levarci dai coglioni veltroni, d’alema, speriamo marini e molti altri burosauri del PD. Non è poco, ma poi per governare l’Italia ci vuole altro

  26. Dimmi semplicemente chi dovrebbe vincere le primarie. Qual’è la loro ricetta magica che capace di convincere i Cagliaritani, di ridare il posto di lavoro a chi sta per essere licenziato.
    Se vince Renzi, si cambierà molta parte della classe politica. E questo adesso ha la priorità su tutto il resto. Dopo tutte le stronzate che ho sentito come motivazione per non votare Renzi( Tipo: è stato a casa di Berlusconi) certe volte penso che gli Italiani si meritano di stare nella merda. Faccio un semplice appello. Non votate Renzi, ma abbiate il coraggio di non votare nessuna di quelle persone che stanno li da 20 anni e che hanno ridotto questo stato nelle condizioni attuali!

    • io voterò Laura Puppato che propone qualcosa di realmente differente (e di concreto)

    • Giacomo Spanu, ma Renzi prevede di autorottamarsi in nome del popolo, una volta terminata la rottamazione, o la colla che vendono al governo per attaccarli alle sedie è molto potente e funzionerà anche con questo teddy boy???? Mi dice qualcosa del suo programma? Cosa prevede di fare di diverso da questo governo che ci sta mangiando vivi? Cosa prevede di fare per creare lavoro?

  27. Come ci ha dimostrato Berlusconi in questi 20 anni si governa con un programma serio, non con gli spot televisivi.

  28. Anonimo says:

    in 2000 a Cagliari per Renzi… un “niente” per una città di 3/400.000 abitanti.. se ci fosse stato Grillo ci sarebbero state minimo 20.000 persone!! . vedremo alle prossime regionali!

    • Matteo says:

      si vabbè e poi ci sarebbe stata anche la marmotta a incartare la cioccolata

      • Anonimo says:

        meglio la marmotta che gli attuali politicanti (nuovi o vecchi che siano)… farebbe sicuramente meno danni!

        • Miriam Lapis Lampis says:

          E Grillo non è forse diventato un politicante? Nuovo o vecchio decidetelo voi ma è un politicante, anche della peggior specie perché oltre agli insulti e allo sproloquio non propone mezza idea per l’Italia…

          • Anonimo says:

            ..Grillo nn si è candidato! E’ un comico che fa anzi che deve fare politica facendo da “spalla” a tanti giovani che vogliono contare di più per il loro futuro, il futuro di tutti e nn solo dei figli raccomandati dei soliti potenti… per gli insulti e lo sproloquio come dovrebbe parlare? .. con il linguaggio del popolo.. meglio quello che tante eleganti ed educate parole che son 40 anni che rimangono tali!!! ..le idee? reset: si deve ripartire da zero con una rivoluzione pacifica e culturale delle giovani leve, ripeto, per il loro futuro.. le vecchie leve? in pensione visto che ne hanno 2 o 3 ciascuno ed anche molto ricche!!

  29. leonardo says:

    Rovalutare silvio???la sardegna è in italia!!!rivalutalo e poi spera k nn scenda in campo. Al massimo compra CR7 durante la campagna elettorale e mette qlk programmino in piu in tv così l’italiano mangia la pappetta e sprofonda nella merda.
    Diciamo le cose come stanno io mi sono rotto le palle d vedere bersani,vendola,berlusca, e tutti quei cavolo d vecchiacci k s fanno i cavoli loro,mentre i giovani devono andare fuori x cercar fortuna, io stesso sn in Australia adesso ed ho timore d tornare in italia e d parlare d futuro…un futuro k nn ce. Renzi nn sarà la soluzione, ma almeno qualcuno ha deciso d svegliarsi ed alzare la voce…forse sarebbe stato più credibile(x molti) se avesse avuto 50/60anni e magari qualche precedente losco!!!

    • zunkbuster says:

      Si possono esprimere gli stessi concetti – peraltro alquanto sgangherati – evitando di assassinare la lingua italiana. Comunque se questa è la logica, non devi votare Renzi, ma Grillo. Che ci vuoi fare, Grillo è Grillo, Renzi è Grullo.

  30. zunkbuster says:

    Mah …. sicuramente Renzi sembrerà un prodotto allettante per chi ha in testa l’equazione gioventù anagrafica = nuova politica, che spesso peraltro si presta a facili smentite, come diversi esempi concreti potrebbero dimostrare. Ma le sue ricette mi sembrano banali banali, e non qualificanti a centrosinistra. Potrebbero adattarsi a qualsiasi partito, esclusi quelli apertamente antieuropei. Ad esempio: l’unico punto veramente incisivo che circola tra quelli veicolati dai “renzini” attraverso la rete e i social network sembra essere quello inerente allo scarso utilizzo dei fondi comunitari. Tocca un problema reale, però non nascondiamoci dietro a un dito: questo è un problema di scarsa capacità e tempestività progettuale, e per risolvere il nodo più che una classe dirigente “gggggiovane” serve una classe dirigente preparata. Non dubito che possa esservi una classe dirigente giovane e preparata: si pensi ai tanti ragazzi che dopo master & back, varie ed eventuali, tornano preparatissimi su questi ed altri temi e qui trovano solamente “il call center” (Vito, hai azzeccato il paragone: forse Renzi ha questo approccio proprio perché sa che purtroppo la destinazione di molti giovani validissimi riservata dalla mentalità “choosy” delle varie Fornero sono spesso proprio i call center). Ma il nodo fondamentale è possedere schiena dritta per sapersi sottrarre alle logiche della vecchia politica, e non è detto che basti essere un giovane “rottamatore” per possederla.
    Insomma, alla fin fine a Renzi si accredita, in modo fuorviante, una maggiore capacità attrattiva di consensi per il PD perché, al netto di un certo bullismo verbale – nel quale, peraltro, dimostra almeno di possedere un bagaglio culturale nettamente superiore a quello di certi suoi coetanei – dice cose che potrebbe dire chiunque. E le cose differenzianti fanno girare le palle soprattutto a sinistra. Insomma, più che centrosinistra, la vecchia Forza Italia (non il PDL che è stato il più grande errore commesso da Berlusconi in vita sua).
    Da quel che riferiscono, ad ascoltare il portatore del verbo della “rottamazione”, oltre a diversi “piddini” che piuttosto sarebbero i primi da rottamare, c’erano diversi curiosi, e diversi personaggi schierati col PDL e con l’UDC. Curiosità, soprattutto. Ma i fenomeni mediatici privi di un solido retroterra politico-culturale si sgonfiano con la stessa facilità con cui vengono “gonfiati” (altrimenti sentiremmo ancora parlare di Adinolfi come una stella polare della nuova politica, anziché come il pallonaro grullo che si è rivelato). E sono fiducioso che il fenomeno-Renzi si sgonfierà ben prima della data delle primarie. Nota a margine: ricorrere al garante della privacy contro il regolamento delle primarie, sulla base di argomentazioni pretestuose e che verranno sicuramente rigettate, si è rivelata una mossa meschina e da bambini capricciosi, roba da Tafazzi.

  31. Gianfranco Carboni says:

    A due terzi dalla mia indagine personale, dimenticavo la Puppatto, a due quarti, si puo’ tracciare un primo bilancio delle “discese” in campo. Tutta la sinistra deve ringraziare il PD: le primarie servono ed il Partito Democratico si è messo in gioco: chapeau. Piu’ che un Segretario i concorrenti sembrerebbe non abbiano compreso che si deve eleggere il Premier il Presidente del Consiglio. Dell’incontro al Mediterraneo ho ancora chiaro l’intervento del Sindaco di Cagliari mentre devo ammettere, per mia negligenza che Vendola non l’ho capito in molte parti del suo intervento. Discorsi intricati e in certe parti contradditori vedi ILVA. La presenza di fans piu’ che di lettori oggettivi ha fatto il resto. Dell’incontro alla Fiera: strapiena tanta gente mai vista, il Sindaco Renzi si propone benissimo, intervento molto leggero per un candidato Premier che dovrebbe avere il carisma per tirare fuori, oltre le palle, l’Italia dai casini economici istituzionali e sociali. Renzi un simpattico toscanaccio.Punto. Attendiamo gli altri, alla fine la liberta’ paga e permette di scegliere con convinzione il Premier non il leader del centrosinistra.

  32. grazia pintore says:

    A Firenze,Renzi viene chiamato Silvio.Sono supercontenta che questo pallone gonfiato di “vuoto assoluto” non abbia convinto i cagliaritani.Renzi è peggio di Berlusconi perchè,per certi aspetti,Silvio si sapeva da subito perchè era sceso in campo.Renzi , sovvenzionato dalle grandi e nobili famiglie fiorentine, che non sono certo di sinistra., a parer mio ,vuole distruggere il PD.Il PD,si distruggeva da solo con tutte le lotte intestine.Apparentemente fa aumentare i voti alla così detta sinistra ma,nei fatti,le darà il colpo finale.Menomale che tanti fiorentini non ci stanno cascando.Il”nuovo”il “rottamatore”Renzi ha messo , in comune,100 amici suoi senza concorso.. Il termine “call center” è eccezionale.Un merito però ce l’ha Renzi: mi ha fatto rivalutare Berlusconi.

  33. Qoelet pro says:

    Dear Vito, non sono uso al commento in certi contesti, uscirei sempre fuori argomento… come in questo caso… è perfino commovente vedere che c’è ancora qualche cervello connesso, in grado di elaborare analisi sensate… dormirò meglio… M.

  34. analisi giusta; ma anche tu vito dimentichi laura puppato l’unica candidata alle primarie portatrice di una diversità che rompe vecchi e consolidati schemi della politica nella cosiddetta 2a repubblica; quanti di questi schemi si devono a …diciamo la stampa?

  35. roberto arisci says:

    analisi ineccepibile! confermo! (coscientemente non ci sono andato e , a conti fatti, ho fatto bene.) ps. tra l’altro…vedere un “massimo” di 180cm avrebbe fatto impressione dai…

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