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Teatro Lirico, salta la nomina della Crivellenti! Per Zedda un suicidio perfetto che indebolisce la sua amministrazione

Si era capito fin dal pomeriggio che per Marcella Crivellenti le cose si stavano mettendo male. Una nota del presidente della Regione Cappellacci e dell’assessore regionale Milia aveva infatti imposto lo stop alla nomina a sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari dell’organizzatrice teatrale scelta dal sindaco Zedda fuori da ogni apparente logica e con la dura opposizione di tutte le otto sigle sindacali presenti in teatro, e perfino del Pd.

Il messaggio era forte e chiaro, eppure Zedda ha voluto ignorarlo. Avrebbe potuto ritornare in extremis sui suoi passi, oppure far saltare la seduta del cda. Invece no: ha proseguito per la sua strada, andando incontro ad un disastro politico di proporzioni imbarazzanti.

Perché Zedda abbia voluto testardamente andare incontro a questa evidente sconfitta politica è un mistero. In questi giorni, perfino in queste ultime ore, avrebbe dovuto preparare una exit strategy: perché ogni buon politico che si rispetti si lascia sempre aperta una via di fuga.

Invece no: nonostante il campanello d’allarme suonato nel pomeriggio, Zedda ha continuato come se niente fosse. Senza tenere conto che in politica i rapporti di forza sono tutto, e che se due consiglieri annunciano che non seguiranno il sindaco, c’è il rischio che si portino dietro anche qualcun altro. Cosa che è puntualmente avvenuta.

In questa vicenda Zedda ha usato la forza anziché l’intelligenza, e ne è uscito con le ossa rotte. Anche perché improvvisamente si è accorto che tutta questa forza mica ce l’aveva: un errore di valutazione risultato poi fatale.

Ora tutto diventa molto più difficile, proprio perché questa è una sconfitta secca, dura, difficile da contestualizzare, impossibile da condividere se non con l’Unione Sarda (perché ad appoggiare il sindaco in questa sua mission impossible è stato solo il quotidiano di Zuncheddu: incredibile).

Il sindaco ha mostrato tutta la sua debolezza politica, e ora dovrà pagare un prezzo altissimo. Si era assunto personalmente la responsabilità di proporre la Crivellenti, e nonostante la burrascosa seduta del 1° ottobre consigliasse prudenza, l’aveva perfino presentata alla stampa. Un disastro.

Zedda si è presuntuosamente assunto la piena responsabilità di una scelta da subito apparsa inverosimile, e che infatti alla fine si è dovuto rimangiare. Ma il prezzo politico non lo pagherà soltanto lui, che ha consentito allo scalcagnato centrodestra che governa alla Regione di assestare un colpo durissimo alla sua credibilità.

No, il sindaco il danno peggiore lo ha fatto alla sua amministrazione, alla sua maggioranza e a quell’area politica che lo ha eletto. Perché sarà difficile adesso trovare un nuovo equilibrio con il Pd, con i sindacati, con il mondo della cultura. Difficile resistere alla tentazione di poter dire “Io l’avevo detto, noi vi avevamo avvertito”.

Altro che “intuitu personae”, tragica formula suggeritagli sciaguratamente chissà da chi: Zedda ha giocato questa partita del Lirico come peggio non si poteva. Adesso cambierà qualcosa nel suo stile di governo o il centrosinistra che dopo tanti anni governa la città dovrà esporsi ad altre gigantesche figuracce come questa?

 

95 Commenti

  1. Anonimo says:

    che errore madornale il nostro sindaco ha nominato il sovraintendente una donna, e per di piu’ e incinta i dipendenti dell’ente lirico, non ci stanno, sono tutti inorriditi !

  2. BimboRosso says:

    Zedda è chiuso nella sua torre d’avorio. Ha tradito la promessa elettorale di ascoltare i suoi cittadini e segue sempre più una deriva soriana. Ignorando i dipendenti del teatro crea un problema politico generale, e non come sostengono molti solo nell’ambiente cultura: non ascolta i cittadini. Questa volta è capitato ai dipendenti del lirico, altre agli abitanti dei quartieri pedonalizzati, la prossima a chi toccherà?
    E’ necessario che esca dalla teca in cui si è autoriposto, esca nelle strade e riprenda a parlare coi cittadini come fece in campagna elettorale, è necessario che in segno di discontinuità col passato riconosca gli errori commessi da se stesso e ancor di più da alcuni dei “suoi” assessori e che ripulisca la giunta da persone assolutamente inadeguate.
    Ammetttere di aver sbagliato sarebbe la vera rivoluzione politica moderna. Sono decenni che non sento un politico ammettere di aver sbagliato e scusarsi. Oltranzismo, supponenza e saccenza sono caratteristiche tipiche della destra berlusconiana…

  3. Peppino says:

    mah, sono estremamente perplesso. Questa uscita di Zedda sul commissariamento mi fa riconsiderare il giudizio su di lui e sulla sua strategia politica. Fino ad ora ero convinto che crescendo avrebbe imparato ad agire con lungimiranza e buon senso, ma adesso ho tanti dubbi, anche sulle sue qualità personali oltre che quelle strettamente politiche. Penso che, onestamente, sappiamo tutti come al fondo di questo impasse ci sia il tentativo di mettere insieme due cose che mal si combinano: da una parte una banale lottizzazione politica e dall’altra una strategia vollta a renderla inattaccabile da un punto di vista puramente formale. E’ vero che c’è stato l’accordo fra Vendola e Zedda sul nome di Silvio Maselli. E’ vero che finito costui nel turbine dello scandalo dell’autofinanziamento pubblico Zedda (e qui entrano in gioco i suoi eccellenti spin-doctors) ha posto in essere atti volti a prendere tempo in attesa di una risoluzione del caso Maselli : No a gara internazionale perchè vincolante; sì a manifestazione d’interesse perchè di tempi lunghi e non formalmente vincolante; si ad allungare l’attesa di una nomina per arrivare all’urgenza dell’ultimo momento, che impedisce il confronto e magari lo scontro proprio per mancanza di tempo. Però Maselli non ne esce bene e allora si fa avanti la riserva, Marcella Crivellenti, alla quale nel frattempo si è fatta prendere la tessera di Sel. Ma c’è un ostacolo. La pretendente è conosciuta al Lirico, alla prova dei fatti si è rivelata di una disastrosa incompetenza, e i lavoratori del Lirico non vogliono affidare a lei la propria sorte . Ed è a questo punto che nasce l’estrosa pensata dell'”intuitu personae” che metterebbe al riparo la scelta della Crivellenti dalle rimostranze di quanti avessero partecipato alla manifestazione di interesse con propri curriculum. (a proposito, l’intuitu personae viene utilizzato per scegliere il medico di fiducia o il meccanico di fiducia, e non è proprio -ho appena guardato su Wikipedia- per le amministrazioni che, nello spendere il denaro dei contribuenti, devono garantire per legge l’imparzialità e l’equità delle scelte). Ma nonostante la preparazione del blitz sia stata meticolosa, succede che in città c’è chi vigila sulla politica culturale espressa dall’amministrazione, e fa casino, e chi, come i lavoratori e i sindacati del Lirico, vogliono essere governati da mani esperte, professionali e affidabili. E così scoppia il putiferio che è sotto i nostri occhi.Come fare per uscirne? Se fossi Zedda, come presidente della fondazione, andrei subito a parlare con i lavoratori del teatro e ne ascolteri le ragioni. Poi mi chiederei se ho sbagliato e dove ho sbagliato, e infine troverei il modo di rimediare coinvolgendo tutte le figure che finora ho ignorato e che sarebbe invece saggio oltrechè democatico io ascoltassi.

    • grillo parlante says:

      se i commenti sulla legittimità trovano riscontro in wikipedia si capiscono tante cose.

      detto questo, nel merito, se 200 lavoratori, portatori di un interesse di parte, seppur nobile – tengono in scacco il sindaco, come si può fare politica?

      e se poi il sindaco cedesse alle richieste dei lavoratori, come potrebbe il nuovo sovrintendente assumere qualsiasi decisione che non fosse condivisa da tutti gli otto sindacati del lirico?

      e se ogni decisione deve essere condivisa dagli otto sindacati che fino ad oggi hanno deciso o avallato tutte le pregresse politiche gestorie, cacciando i sovrintendenti nemici e lamentandosi solo a posteriori degli altri, pensate che potrà mai cambiare qualcosa?

      e allora, vi sembra davvero una battaglia stupida – nel merito, non politicamente – quella che combatte zedda?

  4. Fourthciucciu says:

    Zedda e il SEL, la politica per immagini

  5. Quintale says:

    Ho ascoltato le interrogazioni e le risposte…secondo me il sindaco i suoi conti se li sa fare e anche benino. Intanto il PD ha già fatto capire che se gli danno il nuovo consigliere non romperà le palle più di tanto, Zedda ha già spostato il piano sullo scontro politico destra vs sinistra e ha fatto capire che la sua strategia include altri spazi oltre al Lirico, ergo altre occasioni di mediazione con gli scontenti del momento. Certo non si è nemmeno cagato i lavoratori incazzati, ma questo in una città come Cagliari non penso gli farà perdere troppi consensi. Non saprei, secondo me la dipingete troppo grigia, forse perché per voi il tema è molto rilevante. Ma in termini generali, il danno di credibilità, ammesso che ci sia, non dovrebbe essere rilevante. Resta il tema politico (la cultura a Cagliari) che pone Vito ma questo è un altro discorso..

    • Francu says:

      Appunto un po’ di trippa sul piatto e il Pd e la Cgl si calmano. Vito il tuo accenno ieri per radio sul fatto che lavoratori,cualbu e contu siano stati uniti tatticamente solo per silurare la Crivellenti non mi convince. L’abbraccio, anche solo temporaneo, con certi personaggi corre il rischio di diventare mortale. Soprattutto per i lavoratori stessi

  6. zunkbuster says:

    A giudicare dal suo surreale intervento in Consiglio comunale, sorge spontanea una domanda? MA ZEDDA C’ERA ALLA RIUNIONE DEL CDA O DORMIVA?

    http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=28138

    • alberto says:

      lui c’era…i giornalisti non so, ma di certro fanno credere di saperne di più di quelli che c’erano…tu zunkbuster di certo no…gli altri del Cda ci sono da anni..e i risultati si vedono

      • zunkbuster says:

        Va bene, allora attendiamo le smentite di Oscar Serci e di Cualbu. Suggerirei di non sottovalutare troppo La Nuova Sardegna. Modesto consiglio da parte di chi non ha alcuna ragione per aderire acriticamente alle sue tesi.

  7. andrew says:

    Ma Radio Press è diventato “per caso” il megafono di Zedda? Perchè stando a quanto hanno riportato loro prima era tutto a posto, poi la mancata nomina riguardava un mero cavillo formale dei verbali del CDA, adesso invece: “O Crivellenti soprintendente oppure commissariamento!”. Giudicate voi.

  8. Gianfranco Carboni says:

    Non è possibile. A questo punto penso che Massimo abbia una strategia. In caso contrario rimane solo il gusto amaro dei fischi, degli applausi, delle strette di mano dei lavoratori del Lirico.all’uscita dei CdA E non ci piaciono.

  9. Anonimo says:

    Ma Zedda non ha proprio il senso del ridicolo: non lo sa che ormai e’ diventato l’argomento preferito di barzellette e aneddoti salaci che girano per i bar della citta’? Passera’ alla storia come il sindaco piu’ impopolare della storia di Cagliari. Come finira’ non sappiamo. Forse finira’ la legislatura, dopodiche’ la sinistra sara’ cancellata per sempre dalla faccia della citta’. Forse un numero sufficiente di consiglieri del pd avra’ il coraggio, per il bene della citta’, di sfiduciarlo e mandarlo a casa prima che distrugga con la sinistra la citta’. Forse prendera’ il treno delle politiche, e questo converrebbe anche a Sel, dato che in tanti lo voterebbero pur di essere sicuri di non averlo piu’ tra i piedi. Perche’ Zedda per i cagliaritani e’ un incubo dal quale vorrebbero svegliarsi al piu’ presto.

    • muttly says:

      Pensa che i dieci anni precedenti i cagliaritani erano l’argomento preferito delle barzellette dei politici comunali al bar.
      Politica da bar gente da bar, non cittadini.

  10. Rosete says:

    Credo a questo punto che Massimo Zedda non abbia bisogno di un sovrintendente ma di un esorcista .

  11. Anonimo0 says:

    A leggere questi ultimi commenti si rimpiange Ainis. Ed e` tutto dire… Se Sel e` capace di mobilitare questo fango la vedo proprio male… Vada Vendola a parlare con i lavoratori del Lirico…

    • Senza troppa preoccupazione.
      SEL dal fango si ripulisce e continua a fare politica limpidamente e ad avere il coraggio della parola.
      I commenti precedenti che lei cita non raggiungeranno lo scopo. Se avessimo tante tessere quanti gli utenti apostrofati qua dentro come “gente di SEL” o col più sagace (zunkbuster coi complimenti si addolcisce) “giapponesi” saremmo il partito più grande in città.

  12. Lacrima Cristi says:

    Domattina mercoledi 17 ottobre l’Ugnone non parlerà del Lirico perché il patto con Zedda è di ferro. Zedda fa patti con tutti: con Porcelli, con Zuncheddu… con tutti tranne che con il PD perché è il vero nemico. Faccio i miei auguri a Massimo Zedda di portare a termine questa legislatura. Di cuore.

    • Arroscia says:

      Di legno

    • Anonimo says:

      Come oggi Videolina…

    • Anonimo says:

      Lacrima hai un ironia obliqua.

    • Giuseppe F. says:

      Ciao, vito. Legqgo, ma non intervengo da tempo. Ma stavolta – il tema è l’unionesarda – non riesco a stare zitto.
      Come scimmiette ammaestrate, e ammaestrate bene, i tuoi frequentlatori abboccano. Tu parli dell’unionesarda, addossi delle colpe a quel giornale (si chiamano scelte, a casa mia) e loro, in fila come asini, attaccano l’unione che, credimi, non vedo che ruolo possa avere innquesto disastro politico senza alcun precedente come questo di zedda e soci.
      Le scimmiette, poi, cercano goffamente di prevedere il futuro. Ma lo fanno male, come quelle fattucchiere nelle notti televisive. Perché sull’unionesarda, anche oggi, cè un resoconto delle vicende del lirico.
      Non ho letto, ma credo che non sarâ un articolo di parte (la nuova) o in palese conflitto di interessi (radio o siti internet),
      Le scimmie sono animali simpatici e sensibili. Pr fortuna non hanno nulla di umano.
      Buon lavoro su radio ics.

      • vitobiolchini says:

        Caro Giuseppe,
        i frequentatori di questo blog sono tutto tranne che scimmiette ammaestrate: infatti quasi sempre non approvano quello che scrivo.
        Il ruolo dell’Unione è quello dell’Unione: cioè di aver appoggiato la nomina della Crivellenti senza alcun approccio critico, e mettendo la sordina alla protesta dei lavoratori.
        La Nuova fa il suo onesto mestiere, e radio e siti in palesi conflitti di interessi li vedi solo tu nella tua straordinaria fantasia.
        E comunque, leggi la cronaca dell’Unione di oggi.
        Viva radio ics.

      • Simplicius says:

        Ieri, fino alle 16,30, l’Unione non aveva in programma un pezzo sul Lirico. Tutti gli addetti ai lavori lo sapevano in città. Poi, un po’ il fatto che tutti ridevano sulla questione e che si davano di gomito sulla professionalità sincera del “grande formato”, un po’ il fatto che ci sono state le interrogazioni in consiglio, nel tardo pomeriggio ci hanno messo una toppa.
        P.S.
        Scimmietta astessi tui.

  13. Anonimo says:

    non molto tempo fa la maggior parte di voi scriveva , che massimo zedda era capacissimo e doveva usare tutta la sua autonomia per nominare gli assessori, per di piu’ donne, oggi sempre secondo voi non e’ ne anche capace di nominare sovrintendente, guarda caso una donna, siete quasi tutti in continua contraddizione, e vi difinite quasi tutti di sinistra, siete senza vergogna senza argomenti validi.

  14. Pinupretzisu says:

    E invece chiedetevi perchè l’ugnone per una volta è dalla parte del sindico
    Ma non fate troppa dietrologia seguendo vito
    …pensate invece a capodanno

  15. anonima says:

    In questa città neanche Lissner sarebbe andato bene!

  16. Anonimo says:

    State facendo un gran polverone per una scelta di Massimo Zedda responsabile e condivisibile, che ogni persona intelligente condividerebbe. Ma tutto nasce dal fatto che Biolchini è invidioso dela Crivellenti e vorrebbe essere al suo posto, lui che nonostante la sua bravura è relegato a una radio di serie zeta. E poi si è circondato di servi sciocchi che gli tengono bordone e obbediscono agli ordini del piddì. I vari zunkbuster, o peppino o massimo e compagnia cantante, oltre ad essere un pò fascisti, non riusciranno certo a far dimettere Massimo Zedda o a impedirgli di rendere Cagliari una città migliore.

    • Arroscia says:

      Sorge spontanea la domanda: come seleziona SEL i suoi Giapponesi? Anonimo, sembri tanto autorevole come spin-doctor, quanto la Crivellenti come sovrintendente. Ma tanto non lo capirai.

    • zunkbuster says:

      Meglio di Zelig 😀

    • Anonimo says:

      Lei si auto annulla. Sbaglia sulla “compagnia cantante” che non canterà. Però è ammirevole e anche simpatico. Coraggio.

    • Mah !!! ….. Hai fatto un po’ di minestrone con ingredienti quanto meno dubbi! Buon appetito .

    • Stefano says:

      ma no! vito appoggia solo il suo amico tenore floris che disperatamente vorrebbe fare il sovrintendente-direttore artistico ma non ci riesce. per questo l’elencone odabella dove si suggerisce chi è la piu titolata!

  17. barorerosso says:

    non ho fatto in tempo a scrivere il precedente commento che subito il nostro sindaco ha trovato la soluzione; non c’è problema il sovrintendente è MARCELLA CRIVELLENTI! ma dico vuoi giocare al massacro? Davide Carta fa un interrogazione (queta sera in consiglio) sul perchè ancora non hai scelto il secondo consigliere e notizie sulla vicenda sovrintendente e tu rispondi che il sovintendente è la CRIVELLENTI perchè è il sindaco che decide!!? così è sempre stato, il sidaco decide ed i consiglieri devono approvare. Ma ti sei bevuto il cervello?? e le leggi? e lo statuto?? deunonciddafazzuprusu.

    • zunkbuster says:

      Non vale più la pena di commentare. Ormai la questione non è più politica.

    • Anonimo says:

      Però andrebbe citato per intero: è la Crivellenti perché la nomina è valida e a questo punto il ricorso lo potrebbe fare lei, vincendolo di sicuro.
      La storia dei verbali falsificati è una stupidaggine: i verbali sono rivisti e approvati nella seduta successiva, come sanno tutti quelli che hanno scritto un verbale.
      Dal pasticcio non si esce…

  18. Anonimo says:

    Non si dirà più “figur’e Farris” ma, credo, si dirà “figur’e Zedda”. Siamo a una svolta.

  19. barorerosso says:

    il vero problema per Zedda e soprattutto per il lirico e come uscire da questa situazione. Credo che se, come ha dichiarato durante la risposta all’interrogazione di Farris in consiglio, lui non si farà commissariare da nessuno, non gli resti che rivedere i cv della manifestazione d’interesse (bloccando così anche gli eventuali ricorsi) e scegliere, tra quelli che abbiano comprovate capacità, che magari provengono dall’estero (sempre che ce ne siano come si mormora); solo così avremo una probabilità che non ci siano sponsor di questa o quella parte politica. Sarò diventato un italiano che per assurdo non si fida più di far gestire la cosa pubblica agli italiani?

  20. Peppino says:

    Ultime notizie. Pare, da molto informate fonti, che il topolino partorì la montagna. Nel senso che tutto si ridurrebbe alla richiesta amichevole di Vendola di prendere la Crivellenti, alla quale richiesta Zedda non ha saputo nè voluto dire di no, anche perchè a Nichi un piacere non lo si rifiuta. Tutto qui.

  21. Di Legno says:

    Comunque vada Massimo Zedda ne uscirà bene da questa storia.

    • Anonimo says:

      Caro Di Legno, Zedda ne uscirà a pezzi e lei, anonimo come me, non avrà problemi perché esprimiamo parole in libera uscita.

  22. zunkbuster says:

    C’è chi parla di consulenti, chi di “consigliori”, termine che fa imbufalire Neo Anderthal. Io comunque me lo frago qualche nominativo di persone, ufficialmente prive di carica e probabilmente neppure iscritte a Sel o altri partiti, la cui impronta si vede dietro almeno due dei tre epic fail di Massimo Zedda (il terzo è Tuvixeddu, o meglio la gestione della vicenda a livello comunicazionale), ossia oltre alla vicenda Crivellenti la gestione del caso 25 aprile. Se ci sto vedendo giusto, si tratta di persone di rara saccenteria e presunzione, le cui previsioni si rivelano puntualmente sbagliate, che sdottoreggiano su questioni giuridiche magari ammettendo candidamente di non conoscere normativa e giurisprudenza riguardo alle questioni su cui credono di saperla più lunga di tutti. Sarà un caso che Massimo Zedda, che si contraddistingue sempre per il modo semplice e diretto con cui comunica, abbia fatto ricorso a quella surreale formula dell'”intuitu personae”, tipico “latinorum” giuridico? Un buon avvocato gli avrebbe comunque specificato che l'”intuitu personae” casomai poteva riferirsi al CdA, al quale compete il potere sovrano di nomina del sovrintendente. Al presidente compete, in base allo Statuto della fondazione, solo il potere di nomina. E non si voglia far credere, poi, che la legge abbia previsto come regola generale l’affidamento della presidenza delle Fondazioni ai sindaci delle città ove esse hanno sede per investire costoro di una sorta di “regno”: in realtà si tratta di una norma antilottizzazioni, intesa ad evitare che almeno su tale carica si scatenino gli appetiti dei partiti e di gruppi di interesse. Chi ha più memoria ricorderà le polemiche senza fine scoppiate sull’Istituzione dei concerti verso la fine degli anni ’80, allorquando si scatenò una bufera sulle nomine, e si evidenziò – per quel che ricordo soprattutto da parte della destra missina – che l’anomalia di Cagliari era che si trattasse di uno dei pochi Enti lirici non presieduto ex lege dal Sindaco. Qui il compito del sindaco era quello di fare una buona proposta che potesse incontrare il consenso più ampio del CdA. Certo poi in teoria il sindaco-presidente ha il potere d’interdizione derivante dal fatto che il diritto di proposta è assegnato a lui, ma vale lo stesso per quanto riguarda il diritto di proposta dei ministri da parte del Presidente del Consiglio, che non ha mai escluso che, nella realtà, diversi Presidenti della Repubblica abbiano esercitato un potere di veto implicito sulla nomina di alcuni ministri o sulla loro collocazione (vedasi provvidenziale intervento di Oscar Luigi Scalfaro, che impedì la sciagurata nomina alla Giustizia di Cesare Previti nel primo governo Berlusconi). Quanto al discorso pari opportunità, è legittimo e meritorio che come azione positiva si prospetti la nomina di un candidato di genere femminile, ma l’osservanza dei requisiti previsti dallo Statuto in ogni caso viene prima di tutto: non sono discriminatori, perché non mancano certo le donne che sono state in grado di costruirsi curriculum degni di esame, né necessitavano di essere soddisfatti mediante la nomina della Crivellenti, dato che ce n’erano di donne proponenti curriculum che le facevano “cincu e una figurina”. Vedo una sola via d’uscita: designare un o una sovrintendente su cui nessuno abbia ragione di chiedersi se sia del PD, del PDL, di Sel o “portata” da Nastasi, ma sulla quale l’apprezzamento “è bravo/a”, che sia condiviso da tutti, possa prevalere su ogni altra considerazione. C’è chi sta cercando, in queste ore, di consigliare al sindaco di tenere duro sulla Crivellenti come quei giapponesi nella giungla, ma si tratta di personaggi irresponsabili. Massimo Zedda dovrebbe liberarsi di certe persone, o non gli è ancora bastato avere “scrammentato” più volte?

    • Anonimo says:

      La delibera su Tuvixeddu non era un errore di comunicazione, gentile Zunkbuster, era un evidente errore amministrativo, tanto che è stata ritirata. Oltretutto avrebbe consentito di costruire a ridosso della necropoli, esattamente come prevedeva il PUC e l’Accordo di Programma. La prego, non riprendiamo la discussione che si è già conclusa. Tuvixeddu, proprio come dice lei, è il primo capitombolo. Segue quello della nomina della Sovrintendente. E ne arriveranno altri. E’ una previsione molto facile.

    • Ci stai sicuramente vedendo giusto. Come nelle versioni precedenti.

  23. E-sagerato, un suicidio per l’amministrazione Zedda mi pare francamente un po’ troppo. O no? Che poi non sia stato il più alto punto della sua giovane amministrazione non ci sono dubbi, ma da qui a un harakiri ce ne passa.
    Mi chiedo poi se maestranze del Lirico, membri del Cda, cantori wannabe-sovrintendenti e soloni vari non abbiano anch’essi qualche responsabilità rispetto all’attuale situazione

  24. Io mi tengo Zedda, a voi Felicetto Contu……

  25. Evvai! quando da più parti arriva la frase “Stai sbagliando” non è che tutti ti vogliono male poi ci sono fior fiore di candidati che hanno retto teatri per quasi 20 anni di fila e non sono passati dalla biglietteria ma sono passati a ritirare premi importanti!

  26. ignazio says:

    Brava Lucida, confermo e sottoscrivo.

  27. Anonimo says:

    Citate in molti i problemi suscitati dalla “manifestazione di interesse” per il lirico, ma prima di quella ce n’è stata un’altra che è stata svolta nello stesso identico modo. Era quella per le pari opportunità che forse non suscita lo stesso scalpore di quella del Lirico. Io, credendo di avere i titoli e le competenze (anzi avendole!), ho partecipato in totale buona fede, inviando il cv e dovendo anche firmare una “nuova” lettera per la trasparenza del Comune di Cagliari. Già in quella sede manifestavo col sindaco il mio disappunto poichè non era presente nessuna griglia di valutazione che potesse permettere ai partecipanti di sapere in che modo e in base a quali criteri sarebbero stati giudicati (scusate è questa la trasparenza??? O cosa???). Pensavo a una svista (sempre in buona fede) e credevo che quella griglia sarebbe stata elaborata una volta resi noti gli esiti della manifestazione. Avrei voluto vedere una graduatoria con i punteggi e i curricula dei partecipanti. Invece nulla! Il sindaco ha deciso per conto proprio, senza neppure rendere conto della sua scelta 8e questa si chiama forse accountability?). Alle mie ripetute lamentele (private e non pubbliche) qualcuno mi ha risposto che era un posto politico, che la scelta ricadeva su persone che servivano, politicamente, per riequilibrare la giunta e addirittura qualche esponente del consgilio mi ha detto: sai non potevamo scegliere il migliore, ma quello moralmente affidabile. Cosa??? E come fai a stabilre tu chi è “moralmente affidabile” solo vedendo i cv? Allora devi conoscere quella persona e anche conoscendola quali sono i criteri che definiscono la moralità? Azz! I filosofi sono millenni che ragionano su questo.e Voi Comune avete la risposta ad una domanda così difficile? Ora va bene tutto, ma non amo essere presa in giro. Mi disturba la presunta trasparenza e “moralità” tanto propagandata da questa giunta (nella quale io ho creduto) e in genere da un vecchio pensiero della sinistra. Perchè farmi sprecare tempo e denaro per consegnare la domanda? Perchè farmi firmare un foglio sulla trasparenza? Ci credevo, sono abituata a competere in Europa per merito con selezioni trasparenti, sono stata educata così e forse sono una sognatrice. Ma in Italia questo è un’illusione, e ora ne ho la prova!

  28. zunkbuster says:

    Maurizio Porcelli ha dichiarato a Radio Press che lo scontro è nato dall’esame dei verbali della precedente seduta, che sarebbero stati “corretti successivamente” in modo da non rispecchiare le opinioni espresse. Ovviamente Porcelli si assume la responsabilità di ciò che afferma, perché se la cosa fosse vera sarebbe grave. Porcelli continua affermando che astrattamente non son venuti meno i presupposti per la nomina della Crivellenti, ma ammonisce che ora la palla passa a Zedda, ma il nome del sovrintendente dovrà essere oggetto di ampia condivisione. Mi sembra che si tratti di sano realismo, non di attaccarsi a dei cavilli col risultato di mandare davvero tutto a puttane e di aprire la porta al commissario. Giapponesi nella giungla permettendo …

    http://www.radiopress.it/2012/10/salta-la-conferma-di-marcella-crivellenti-consiglieri-lasciano-riunione-e-fanno-mancare-maggioranzabisterquater/

    • Peppino says:

      Quando ho detto che girava voce che la magistratura avesse drizzato le antenne mi riferivo proprio a questo, e cioè ai sussurri sempre più insistenti di una manipolazione “ad hoc” dei verbali fatta da qualcuno per interesse di qualcun altro. Quando il gioco si fa duro…e quando li gioco si fa sporco.

      • zunkbuster says:

        Chi ci assicura però che non si tratti del solito trucchetto berlusconiano di smentire contro l’evidenza anche ciò che si dichiara a reti unificate pur di “coprire” una retromarcia? Quindi su questo punto, cautela, cautela, cautela … prima di emettere sentenze. Anche la discesa in campo di Cappellacci e Milia potrebbe essere in questo ordine di cose. Non è sfuggita a nessuno la comicità dell’appello alla designazione di un “sovrintendente competente” da parte di chi ha designato Lorefice alla Carbosulcis, e più in generale ha designato una psichiatra all’assessorato ai trasporti, una giornalista alla sanità, una nonsisacosasia all’industria, etc. etc..

  29. Certo, Vito, che le avevi/avevate azzeccate tutte: l’accordo con Cappellacci in cambio della stabilizzazione di precari di Molentargius, l’accordo col ministero con l’oscuro Nastasi, il salvagente del pessimo Porcelli.

    E’ andata. E ora che succede?

    • Vito Biolchini says:

      No Broz, la storia dell’accordo con Cappellacci in cambio della stabilizzazione dei precari di Molentargius non è una notizia mia ma della Nuova Sardegna.
      Quanto al resto, succederà quello che la classe politica che governa questa città vorrà far succedere. Se Zedda agisce in solitudine rischia di perdere malamente, se condivide le scelte ogni risultato positivo è maggiormente a portata di mano.

    • Vito Biolchini says:

      Anzi no, un consiglio dall’alto della mia incredibile capacità di previsione (chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così?) io lo voglio dare: Zedda dovrebbe far commissariare il teatro subito, oggi stesso. In maniera da poter azzerare tutto e far ricadere la responsabilità del disastro (che è solo sua) sul centrodestra che governa alla Regione.
      Che ne pensi? Si può fare?

      • Io sono cattivo e lo farei 🙂

        Ma in realtà sono preoccupato.
        Mi faccio queste domande:
        – Chi ha perso?
        – Chi ha vinto?
        – Chi e cosa si è rafforzato?
        – Quali prospettive per il Lirico adesso?

        Su alcune ho mezze risposte, su altre zero.
        Tra Nuova Sardegna, il tuo blog e altre ricostruzioni, quasi tutte cadono – credo – a seguito della pubblicazione del verbale e della cronaca sui consiglieri d’amministrazione che ieri hanno voltato le spalle. Non cade il problema, e credo neppure il nocciolo delle contestazioni.

    • Massimo says:

      A proposito di Nastasi e di come funzionano le cose da altre parti: http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/10/10/784425-milano-teatro-scala-nomine-lissner.shtml

  30. Antonio Sanna says:

    Capita di sbagliare. Non è che Zedda è esente. Magari è sopravvalutato.

  31. coventry says:

    IL TUBETTO DI DENTIFRICIO

    Passata la sbornia della vittoria Zedda che ha creato un personaggio spendibile sui media (parlate anche voi con i cittadini di firenze per conoscere Renzi) emerge per quello che è, senza girarci attorno! Un Sindaco debole e poco avezzo all’ascolto, politico di scarso spessore e senso della coalizione con poca sensibilità verso un mondo che peraltro lo aveva sostenuto con convinzione, quello della cultura. La vicenda dell’ente lirico è il paradigma di un politico che ha fatto vedere la sua reale mercanzia, scarsa; ora non si capisce da dove si può ricominciare. Il PD lo avrà in pungo? SEL cosa farà, al netto della difesa a oltranza del fortino.
    Dopo lo stadio spostato a quartu per una confusa interlocuzione con Cellino, i baretti con le volontà politiche smontabili e confuse (zedda@ikea) con danno per gli imprenditori, il blocco della sella del diavolo e poco movimento sulle risposte ai cittadini, ora è davvero difficile far rientrare il dentifricio nel tubetto.

  32. Francu says:

    Il problema di Zedda é che é troppo rigido. Basterebbe cosí poco per risolvere la situazione. Tira qualche osso da rosicchiare al Pd e ai sindacati e il gioco é fatto.

  33. Massimiliano Hellies says:

    Caro Biolchini, se la nomina è saltata è ancora tutto da vedere, così com’è tutto da vedere chi assesterà un duro colpo a chi.

  34. Sparallestru says:

    una passara e mauro meli, vi meritereste.
    Ma anche di blu pegaso, di Sardi, di anfiteatri di legno

    • Lavoratore del Lirico says:

      Sparallestru, vedi di migliorare la mira… La passata di Mauro Meli la auguro io a te, e di tutto cuore. Non capisco come gentiscedda come te continui a difendere, esplicitamente o no, la nomina di questa qui…
      Ma perchè non la finite?

  35. Luca S. says:

    Stefano, anch’io dubito che possa succedere, ma se per una volta, almeno una, si lasciassero da parte i giochini della politica, le lottizzazioni e, per una volta, almeno una, si capisse che il momento é tale che non serve una figura che dia soddisfazione a questo o a quel partito, ma che faccia realmente il bene dell’azienda, dei suoi dipendenti e dei fruitori del prodotto, allora forse un po’ meno dubbi potremmo averli…

    • Stefano says:

      se per una volta accadesse quel che dici tu….l’italia sarebbe diversa. qui non credo sia solo una faccenda di giochini politici. qui c’e in gioco la faccia di un presidente che oltre a perdere ritirando la candidatura creerebbe un precedente incredibile x tutti gli altri enti lirici. Al petruzzelli il cda si scontró x un mese circa… e poi fu commissariato…

      • zunkbuster says:

        Perché non ci parli del ruolo che ebbe la Regione governata da Vendola in quella vicenda? Certo, neppure il ruolo di Emiliano fu esattamente quello di un francescano, contrariamente alle ricostruzioni un po’ di parte fatte da alcuni suoi supporter, ma il pio Nichi fece alla grande la sua parte, quando la Regione negò i suoi finanziamenti, in strana sinergia col MIBAC. Nel quale anche allora regnava e governava Salvatore Nastasi sotto l’ala protettiva di Letta, Bondi e Alemanno. Se la Fondazione viene commissariata potrebbe davvero essere l’inizio della fine, i vampiri armati di forbici del governo Monti non si farebbero certo sfuggire l’occasione, ma qualcuno pagherebbe il prezzo politico ed elettorale di questa ennesima caduta di rango della città di Cagliari, senza parlare delle conseguenze tragiche per i lavoratori. Cappellacci quando sente odore di sconfitta sa sempre sfilarsi, altro che babbeo, è un furbo di tre cotte quello. Zedda, mah ….

      • Anonimo says:

        L’Italia sarebbe diversa… E non sarebbe meraviglioso?

      • Meglio il commissario!

  36. Anonimo says:

    Commissariamentooo … olè,
    E’ proprio un bel momento … olè
    Scusate, non riesco a rimanere serio.

  37. Stefano says:

    @luca s. dubito si aprano i cv della manifestazione di interesse, sarebbe il passo indietro auspicato. dubito che Zedda si dia per sconfitto. come presidente potrebbe chiedere il commissariamento dato che la situazione economica è traballante. Cosi oltretutto avrebbe anche l’azzeramento di questo cda. 6 mesi di commissariamento, fanno le regionali, il commissario applica i provvedimenti che vuole x risanare il teatro (chissa cosa trova nei conti) e poi nuovo cda a maggio. zedda nomina il suo secondo delegato in comune, magari la regione è passata di mano e cosi anche il governo e zedda con un cda in maggiornaza nomina chi vuole…

    • tipizzuara says:

      e tutti felici e contenti, bello…

    • zunkbuster says:

      Innanzitutto è fortemente improbabile che le regionali vengano anticipate. Il PD mette nel conto questa eventualità con fatalismo, ma non le vuole, perché la situazione interna resta troppo interlocutoria. Girano voci che accreditano la possibilità di un ampio consenso sulla candidatura di Francesca Barracciu, ma rimangono forti aree di resistenza. E poi prima delle primarie, e soprattutto delle politiche che aiuterebbero ad aggiustare delle tessere (ad esempio mediante la possibile candidatura della stessa Barracciu e di Silvio Lai, staremo a vedere come evolverà la situazione per Graziano Milia), è altamente prematuro delineare scenari. Ci sarà sicuramente qualche ulteriore smottamento a favore dei “renziani”, comunque vada ci saranno nuovi equilibri di cui tenere conto. In secondo luogo, come ci dice Gianluca Floris, è una balla che il Lirico sia, oggi, in crisi finanziaria, si tratta casomai di crisi gestionale, e con la campagna elettorale alle porte Cappellacci non farà la cacchiata di subordinare le contribuzioni della Regione alla nomina di un sovrintendente di suo gradimento. Terrà duro sulla linea “sovrintendente competente”, alla faccia dei suoi precedenti poco edificanti (Lorefice), e il commissariamento non ci sarà. Siamo ben lontani dalle situazioni che in passato determinarono commissariamenti di altre Fondazioni, dal San Carlo di Napoli al Carlo Felice di Genova reduce dalla cura Di Benedetto. Qui il problema è che il Teatro deve tornare a produrre utili, per raddrizzare almeno il trend. Questo si può fare solo con una programmazione di qualità, sicché il nuovo sovrintendente dovrà essere nominato in tempi brevissimi attraverso un accordo responsabile di tutti i “soci” della Fondazione ed essere in grado di presentare un piano industriale valido al più presto, metà novembre sarebbe già tardi. Tutti questi fattori cospirano per la nomina di Angela Spocci, al netto dei possibili casini determinati dai già annunciati ricorsi al Tar sulla poco edificante vicenda relativa alla nomina della Crivellenti, che piacerà molto alle femministe, ma non piace proprio a nessuno tra i lavoratori del Lirico e in genere nel mondo culturale cagliaritano. Soprattutto non piace al PD, e al netto dei suoi sponsor ex AN di antica memoria (più romani che cagliaritani, dato che Salvatore Deidda ha espresso quasi subito una posizione critica), non entusiasma neanche quel che resta del PDL, altrimenti Cappellacci si sarebbe guardato bene dallo scendere in campo. Poi vabbeh, chi vuole giocare allo sfascio ne pagherà le conseguenze politiche ed elettorali. Le politiche sono in primavera, ragazzi …

  38. Luca S. says:

    E ora scegliere con trasparenza ed onestà intellettuale tra i 43 curricula pervenuti.
    E occhio a Meli…

  39. Sovjet says:

    A me pare una lettura degli eventi e soprattutto una valutazione degli effetti un po’ dilettantesca. Tipica di chi confonde una parte, e neppure quella più importante, col tutto. Da qui a qualche mese della vicenda del Lirico non importerà a nessuno, salvo che qualsiasi cosa succeda non sarà attribuibile al sindaco, che voleva un’altra gestione. Forse questa è una sconfitta di Zedda – e noto che la cosa procura piacere anche i luoghi insospettabili – ma non si capisce bene chi ha vinto: i sindacati? Milia e Cappellacci (che aveva già dato prova di lungimiranza con la scelta di Lorefice, per la quale avrebbe dovuto tacere per sempre)? Il CdA, corresponsabile di ogni scelta passata? A me suona molto di vittoria di Pirro.
    Massimo Zedda forse ha gestito male questa vicenda, ma io prima di darlo per spacciato aspetterei un po’. Come aspetterei un po’ a dare per risolti i problemi del Lirico.
    Poi, a proposito dei partiti tutti uguali, ieri si è tenuta l’assemblea regionale di SEL ad Oristano e ha avuto la parola una lavoratrice del Lirico che per dieci minuti sulla vicenda del Teatro ha attaccato frontalmente Massimo Zedda, che è e resta uno degli esponenti di livello nazionale del partito. Le Assemblee (che in Sel sostituiscono i direttivi, tanto per saperlo) sono aperte e tutti hanno diritto di parola. Se qualcuno sa farmi un altro esempio simile di apertura democratica. Prima di iniziare ad usare tutta la vicenda in chiave politica.

    • Anonimo says:

      Nessuno dà per spacciato Zedda, però lui fa di tutto per spacciarsi da solo. Ora arriveranno al pettine altre faccende mentre il Teatro resterà per aria. Si vedrà, ora, quale è la vera forza dei costruttori e se c’è davvero la volontà di realizzare la città promessa in campagna elettorale. Si vedrà cosa succede con il Poetto e gli stagni. Il traffico e la promessa di una città con meno auto. I rapporti con gli altri comuni. Era iniziato male con Tuvixeddu. Prosegue peggio.

    • Marcello, caro amico, si critica il metodo, non le prerogative del Sindaco in quanto Presidente del CDA del Lirico. Tu mi insegni che la politica e chi legge gli eventi come Massimo, giovane ma esperto, avrebbe dovuto valutare la situazione e trovare una via di uscita. La questione Marcello ti ripeto, sta nella creazione immediata di un fortino a difesa di una parte di presunti assedianti, tanti di noi, che hanno votato con convinzione, e non sono nemici ne’ di parte avversa. In ogni caso lavoriamo per dare valore al risultato ed ai progetti del maggio 2011. Uso un frase di un giovane compagno riportiamo alla condivisione, allo spirito non del giorno della vittoria stesso ma del giorni precedenti alla festa di Piazza del Carmine. Ps sai bene che tra 2 anni o tre non si dimentica nulla e nessuno, forse succede a destra, ma a sinistra la memoria e’ lunga. Detto questo mi spiace per la fatica che per anni ci abbiamo messo e sono convinto che si puo’ riprendere il filo della matassa. Non solo nella vicenda del Lirico. Un abbraccio

    • Peppino says:

      Vede, gentile Sovjet, a me lei sembra (ma solo per le sue posizioni su questa vicenda, of course) il personaggio del fumetto “il superburocrate”: il difensore del cavillo. Ma come si fa a dire : “tipica di chi confonde una parte, e neppure quella più importante, col tutto” quando è lei che dovrebbe essere rimproverato per l’uso continuo e ripetuto di questa miopia? Lei controlla accuratamente la cornice, notando i graffi e i fori dei tarli, e non saprebbe descrivere l’oggetto del quadro perchè trascura di guardarlo. Non è SEL l’oggetto che in questi giorni ha scatenato i commenti di tanti lettori, ma il sindaco Zedda e il suo operato, Io trovo invece molto pertinente e politicamente “positiva” l’analisi porta dall’ottimo Biolchini, perchè lui fa quello che chi realmente ha a cuore il futuro della sinistra, della città, della cultura, della buona amministrazione deve fare: guardare ai fatti e giudicarli come si giudica se stessi (almeno quelli che lo fanno) e cioè senza indulgere ad autogiustificazioni e autoassoluzioni da amor proprio ferito. E le domande che lui si pone, e che ci poniamo tutti, sono proprio quelle che danno un senso al nostro sempre più faticoso attaccamento alla politica, anche quella cittadina. Il nostro bisogno bisogno di trasparenza è come l’aria fresca per i polmoni di chi ha corso il rischio di annegare. Non è che ci dobbiamo accontentare di qualunque cosa (anche quella sfacciatamente imbarazzante) soltanto perchè chi la propone viene dopo tanti anni di pessima amministrazione del centrodestra, e quindi di per sè migliore, santa e giusta. La politica e gli atti che la compongono non deve più essere un “mysterium fidei”, un guazzabuglio di tessere di puzzle che viste singolarmente non ti dicono niente, ma “se le vedessi nel loro insieme come le vedo io, il politico, capiresti subito quale grandioso orizzonte concorrono a formare!” La politica o si gioca a carte scoperte o non sarà più, perchè solo alla luce del sole tutti coloro che hanno occhi possono vedere e (finalmente) capire.

    • Enrico says:

      …tanto poi decide nichi…

    • Simplicius says:

      Caro Sovjet,
      – secondo la legge e secondo lo statuto (non derogabile) la Crivellenti non aveva i titoli formali per ricoprire il ruolo. E infatti fioccano i ricorsi ed è su questo che insistono anche i sindacati, oltreché i ricorrenti.
      – Indire una manifestazione di interesse è facoltativo, ma una volta che la indici, se non vuoi tenerne conto, la devi annullare con evidenza pubblica. E non è stato fatto. (chiedi a chi ne sa).
      – Massimo Zedda ha preso in giro la cittadinanza (e suppongo anche il ministero) indicendo una conferenza stampa di presentazione della sovrintendente senza che fosse ancora ratificata la sua nomina.
      – Non è una vittoria, è una sconfitta. Una sconfitta del centrosinistra che non riesce proprio a governare come in epoca Soru. Una sconfitta di Massimo Zedda che perde la faccia e che d’ora in poi non potrà più utilizzare in nessun campo la “Manifestazione pubblica di interesse” e che susciterà diffidenza anche su ogni bando che farà.
      – Massimo Zedda è uomo solo al comando. È legittimato pienamente a fare il sindaco, ma i fatti dicono che non ne ha le capacità necessarie. Non è certo il primo e non sarà certo l’ultimo. Siamo abituati purtroppo alla solita politichetta italiota.

    • zunkbuster says:

      O Soviet, le aperture democratiche di cui parli esistevano anche ai tempi della benemerita FGCI. Nichi Vendola allora non era esattamente sulla linea della maggioranza fedele al segretario Pietro Folena, ma il suo discorso al congresso nazionale di Bologna fu un capolavoro di sagacia intellettuale con cui demolì la relazione di Folena. Ci furono però anche delegati che furono lasciati liberi di fare dei “numeri” di contestazione globale alle modalità organizzative del Congresso, specie circa l’irritante tendenza per molti delegati di andare sul podio a recitare dei “temini” che apparivano già scritti prima ancora di aver sentito il rituale “compagne e compagni”. Il problema non è tanto permettere le critiche, che possono anche essere più felpatamente fatte in modo privato – si fanno in modo pubblico quando proprio l’interlocutore si dimostra sordo – ma ascoltarle e, se non vengono condivise, fornire argomenti e ragionamenti convincenti a loro smentita. Zedda non ha fatto nulla di questo, mostrando tutti i limiti di un’impostazione politica che sembra un po’ fatta “a battute”, fondendo taluni limiti dell’esperienza “comunista” con quelli propri del modo semplicistico di affrontare i problemi tipico dei “gggggiovani”. Le argomentazioni che ha saputo offrire a difesa della scelta Crivellenti in parte erano meramente ragionieristiche, in parte un autentico stupidario. C’è un limite oltre il quale all’indignazione subentra la risata, caro Sovjet, ed è il limite che un vero leader non deve mai passare, nell’immaginario collettivo fecero molto più male a Bettino Craxi le vignette di Forattini che lo ritraevano come un fascista e come un ladro piuttosto che gli attacchi della CGIL sul famigerato decreto taglia-scala mobile. Poi, un bel giorno, quello che Forattini metteva in vignetta fu messo nero su bianco dai magistrati milanesi negli atti giudiziari, e i fascisti veri, molti dei quali negli anni ’80 avevano voltato le spalle al MSI allora al lumicino attratti dal mito dell'”uomo forte”, Craxi se li ritrovò fuori dal Raphael a lanciargli le monetine. Ovviamente a Cagliari non si parla né di tangenti (questa è un’amministrazione di onestà adamantina) né di fascismo (parlare di “barra” è una cosa ben diversa dall’evocare il Duce), ma sarà un caso che Andreotti, sia pur malandato dall’età, abbia attraversato quasi indenne tempeste ben più pesanti, come addirittura una richiesta di condanna all’ergastolo per omicidio, mentre Craxi è morto ad Hammamet (i suoi amici dicono ancora oggi che era “esule”, Borrelli giustamente diceva che era tecnicamente un “latitante”)? Sic transit gloria mundi. Ora è il momento in cui Massimo Zedda deve veramente dimostrare di essere un leader.

  40. Gianfranco Carboni says:

    Non ingenuita’ ma testardaggine assoluta. La politica si fa con un reale ascolto non con Ora tocca a noi (nosus). La differenza tra il passato “dei de nosus” doveva essere non ci “pensu deu” ma ci pensiamo Noi. Fin dall’inizio con i consulenti degli assessori, con l’intuite persone il voler buttare giu’ tutto con bandi e menifestazioni di interesse impraticabili. Non mi era piaciuto, l’ho detto ma di certo che contava la parola di un ex amico che diventava nemico. Per cui delle volte bastano tre parole: non ho parole. Ma fiducia nel prossimo.

  41. gioghittu says:

    La cosa piu’ imbarazzante e’ che si e’ fidato di porcelli, un noto bolscevico. Aio, pitticca sa figur’e merda

  42. massimo says:

    Un film già visto con altri leader della sinistra, dal finale più che abbondantemente preannunciato, come se la recente storia politica non avesse insegnato nulla. Ecco, ora tocca a lui, a Massimo Zedda. E ben gli sta, se ne faccia una ragione. Lui, i suoi spin doctor e consigliori del piffero. Della serie: dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io.

  43. Anonimo says:

    3 a 0 ! Palla al centro.

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