Cultura / Giornalismo / Sardegna

Sardegna, Corsica e Sicilia si confrontano grazie a Mediterradio! Giovedì 11 sulle frequenze della Rai parliamo di crisi economica. Mi ascoltate?

Senza confronto non c’è crescita. E con chi si confronta la Sardegna? L’informazione nazionale non ci aiuta. Se i minatori non si barricano in galleria, se i disperati non scalano qualche silos, se il politico che ci governa non è un personaggio che (nel bene o nel male) fa notizia, dell’isola non si parla mai. E stessa sorte subiscono anche le altre regioni periferiche rispetto all’asse Roma-Milano. Qualcuno sa dirmi cosa sta succedendo in Basilicata, in Molise o in Friuli Venezia Giulia?

Se non ci si confronta con altre realtà è impossibile valutare correttamente la portata dei problemi che abbiamo davanti, è difficilissimo capire esattamente a che livello devono essere prese le decisioni necessarie per affrontare la crisi. Siamo sicuri che siamo la regione con il maggior numero di disoccupati? E il turismo? Va male solo da noi? E i trasporti?

La Sardegna poi, diciamocelo chiaramente, soffre di una strana malattia: qui da noi si esaspera tutto. O siamo i migliori o siamo i peggiori, o esprimiamo unicità assolute o non esistiamo. Sempre in bilico tra la voglia di essere assimilati e il desiderio di distinguerci. Mai che nessun’altra regione abbia vissuto esperienze simili alla nostra, per carità! Come se il riconoscere un cammino comune togliesse qualcosa alla nostra identità.

Per questo reputo “Mediterradio” una delle trasmissioni più interessanti e utili del nostro panorama radiotelevisivo. Nata tredici anni fa a Radio Press con l’intento di mettere a confronto Sardegna e Corsica, quest’anno riparte sulle frequenze Rai di Radio Sardegna con una significativa novità: l’estensione alla Sicilia.

Ogni giovedì dalle 12.30 alle 13 le tre isole più grandi del Mediterraneo si confronteranno su temi comuni. A Bastia (negli studi di Radio Corse Frequenza Mora, l’emittente locale del servizio pubblico francese) ci sarà Petru Mari (voce “storica” della trasmissione), a Palermo la conduzione sarà curata dal direttore della sede Rai della Sicilia Salvatore Cusimano, mentre a Cagliari toccherà a me proseguire l’esperienza portata avanti per tanto tempo su Radio Press e raccontare ciò che avviene nella nostra isola.

Insieme al tema centrale che affronteremo con servizi e ospiti in studio, in ogni puntata di Mediterradio ci sarà spazio anche per le notizie di cultura e attualità provenienti dalle tre isole, avremo la musica dei nostri artisti, e un collegamento con la giornalista tunisina Fatma Zairi che ci racconterà cosa succede nei paesi della sponda sud del Mediterraneo.

Uno sforzo produttivo importante, reso possibile anche grazie all’apporto dei programmisti registi Stefano Fozzi a Cagliari, Petruluigi Alessandri a Bastia e Marzia Puleo a Palermo, senza dimenticare ovviamente l’apporto dei tecnici (in primis il nostro Davide Zurru).

Se non avete mai avuto modo di ascoltare la trasmissione, potete farvi un’idea con la puntata speciale “Aspettando Mediterradio”, andata in onda la settimana scorsa e disponibile sulla Sardegna Digital Library (dove peraltro tutte le puntate saranno sempre scaricabili). Soprattutto potrete iniziare a familiarizzare con la lingua còrsa, che insieme all’italiano verrà utilizzata per raccontare cosa succede nelle nostre tre isole.

Giovedì 11 parleremo di come è andata la stagione turistica appena terminata. La trasmissione vene mandata in onda nelle frequenze di Radio Uno (90.70 mhz per l’area di Cagliari, ad esempio), nell’ambito della programmazione regionale curata dal direttore Romano Cannas.

Mediterradio vi sorprenderà: perché ogni confronto smonta i luoghi comuni dei quali ogni comunità (a volte anche solo per autodifesa) si nutre.

 

25 Commenti

  1. Ospitone says:

    “Mediterradio Avà e pè sempre.Corsica & Sardegna isule Surelle”.Bella sicura

  2. robespierre says:

    Ho ascoltato la prima trasmissione del programma e oltre al bravo Vito e all’entusiasta amico corso, ho notato un Cusimano che quasi rispondeva con sufficienza come se l’esclusiva dei rapporti con le isole del Mediterraneo la debba avere solo la Sicilia,e alla fine non ha potuto far altro che rimarcare l’esistenza pluriennale de programma Mediterraneo, trasmesso dalla sede Rai di Palermo. Diciamocelo, le affinità tra Sardegna e Sicilia, a parte la mancanza di lavoro, sono pochine.

  3. giocasula says:

    Bentornato in onda Vito! Continua a far circolare la tua e le voci dei tanti ospiti che inviterai. Anche per noi sarà più facile capire questo tempo “difficile”… Non abbiamo scampo: o la conoscenza e la partecipazione… o l’oblio e l’acquiescenza! Buona strada!

  4. Alessio says:

    una delle poche trasmissioni di Radio Press che avevo la fortuna di poter seguire dall’inizio alla fine per orari e disponibilità del segnale lungo strada.
    Sono contento di poterla seguire ancora

  5. ottimo Vito, ho partecipato diverse volte a Mediterradio a Radio Press. Noi sardi dobbiamo guardare al di là della punta del naso, fuori dall’ovile. Dobbiamo confrontarci con realtà simili e diverse dalla nostra.
    Ottima idea, ti farò pubblicità 😉

    Stefano Deliperi

  6. muttly says:

    Grazie a Mediterradio ho conosciuto la lingua corsa che non avevo mai sentito prima.

    • Stenox says:

      si, anche io ho avuto modo di vedere come ci si possa capire tranquillamente (parlando in italiano solamente, non in sardo però)
      Ritorna una perla luminosa delle radio del mediterraneo, mi stavo preoccupando non avendola piu sentita a radio press, GRAZIE VITO!

  7. Francesco Sechi says:

    Interessante iniziativa. chissà se si riuscirà a comprendere se siamo alleati o concorrenti. Condividiamo gli stessi problemi insulari ma siamo in forte competizione sui mercati del turismo, delle crociere, del diportismo nautico, della cantieristica navale, del traffico merci navale. etc,

    • Gentile Francesco Sechi,
      il suo commento mi ha colpito, perché parrebbe sia l’esatto contrario. I problemi dell’insularità sono profondamente differenti. Ad esempio la Sicilia, così vicina al continente, ha una condizione completamente diversa dalla Sardegna e così la Corsica. In effetti, se ci riflette, la Sicilia potrebbe anche non essere considerata una vera e propria isola (sarebbe bastato il perfido ponte sullo Stretto per riportarla alla terraferma). Né lo è, ad esempio, per i naturalisti.
      Così il traffico merci navale, per il quale non sono assolutamente in concorrenza (quello per Sardegna e Corsica è relativo, praticamente, alle sole necessità interne né, a parte le pie speranze di Massidda si può prevedere un cambio di paradigma).
      Ugualmente il diportismo nautico per il quale, al massimo, si potrebbe ipotizzare una sinergia, visto che Sardegna e Corsica sono mete concettualmente differenti rispetto alla Sicilia (e anche abbastanza diverse tra di loro; per tradizione nazionale).
      E, per molti versi, il turismo ha caratteristiche completamente diverse per le tre isole (posto che la Sicilia lo sia).
      La cantieristica, poi, è praticamente sconosciuta in Corsica, poco frequentata da noi e differente in Sicilia: di certo non in competizione.
      Però ciò che dice è intrigante, proprio perché la penso diversamente, così avrò un altro buon motivo per ascoltare la trasmissione augurandomi, invece, che illustri le profonde differenze che esistono e, possibilmente le spieghi, facendo intravvedere (si potrà?) una piccola proiezione del futuro.
      Mi auguro anche che Biolchini voglia trasportarne un pezzetto in questa sede, così che sia possibile discuterne (perché non farne, ad esempio, un appuntamento fisso?).
      Cordialmente,

      • Francesco Sechi says:

        Gentile Gabriele Ainis,
        il tema è davvero intrigante. Ho avuto la fortuna di partecipare ad un interessantissimo progetto finanziato dal ministero che aveva come fine quello di individuare possibili interventi strutturali ed organizzativi che consentano di far diventare la Sardegna piattaforma logistica del Mediterraneo occidentale. Ebbene nell’affrontare lo studio è emerso l’elevato grado di concorrenza sui temi sopraccitati, tra tutti i paesi che si affacciano nel Mediterraneo incluse le isole. Esistono tanti progetti di collaborazione tra le isole ma io credo che la Sicilia sia contenta che in Sardegna non esista la possibilità per le navi di fare rifornimento cosicché esse sono costrette ad andare nel porto di Augusta; allo stesso modo non credo che Ajaccio e Palermo abbiano intenzione di cedere parte del mercato crocieristico alla Sardegna che tanto faticosamente si sta espandendo; il porto di Bonifacio è ben contento di accogliere i diportisti in “doppia fila” viste le alte tariffe di ormeggio richieste dai porti sardi, e così via……..Tema intrigante ma anche molto molto complesso.
        Cordialmente,

        • Gentile Francesco Sechi,
          l’idea di fare della Sardegna una piattaforma logistica non è nuova. Tuttavia, al di là di tante dichiarazioni di principio, non si è mai fatto niente. Si tratterebbe di capire perché (non sto a dettagliare le discussioni feroci in merito, è storia nota). Così il turismo crocieristico – e non – e la cantieristica.
          Però, siccome lei parla di uno studio, che avrà dei risultati derivanti da dati e modelli precisi, mi piacerebbe prenderne visione per capire su quali basi si possa affermare (ad esempio) che Augusta e Cagliari possano essere posti in concorrenza, visto che Augusta è, in pratica, terraferma.
          Il progetto ha prodotto documenti consultabili (in rete e non)? Se sì, la pregherei di darmi(ci) i riferimenti. Sarei davvero interessato, poiché le conclusioni mi paiono paradossali (confrontiamo Bonifacio e Taormina? Barumini e la Valle dei Templi?).
          Come dire… essendo ignorante ci vorrei mettere rimedio.
          In conclusione sono d’accordo con lei sull’interesse del tema: spero che venga trattato.
          Cordialmente,

          • Francesco Sechi says:

            Gentile Gabriele, le posso dare il titolo dello studio: Progetto di Territorio Snodo 2, “Sardegna Piattaforma Logistica del Mediterraneo”. E’ stato condotto l’anno scorso per conto dell’Assessorato ai Trasporti e ha avuto risalto attraverso un convegno che si è tenuto lo scorso anno nel mese di novembre (se non ricordo male era il 17 novembre) oltre che dai media. Le posso solo dire che tra le complicazioni vi è anche una accesa concorrenza anche all’interno dell’isola, tutti vogliono tutto…….e infatti siamo pieni di porti, e di aeroporti, tutti vogliono le crociere, tutti vogliono i low cost, tutti sono idonei a fare tutto e allora spendiamo per accontentare tutti ed avere poco…….
            Saluti,

            • Gentile Francesco Sechi,
              grazie. Vedrò se per caso è disponibile in rete (altrimenti me lo procuro).
              Sull’altra osservazione preferisco glissare. Le faccio solo notare che ciascuno di essi (porti, aeroporti e cazzi vari) è stato realizzato dopo “un’attenta valutazione delle prospettive di mercato”!! Ecco perché vorrei leggere ciò che lei segnala, perché costruire le infrastrutture è comunque un grosso affare….
              Cordialmente,

            • Gentili tutti,
              la questione non è nuova.
              Quando partecipai al gruppo di lavoro – coordinato dal PTM – per la redazione del Piano regionale trasporto merci, apparve evidente come uno dei problemi territoriali e organizzativi fosse identificabile nella proliferazione di scali, scaletti, scalini e scalinatelle, tutti sprovvisti – sostanzialmente – di “pistoccu in bertula”, cioè di massa critica.
              Quanto ai passeggeri, la stagionalità – un elemento già presente per le merci in misura minore – appariva come inquietante fattore di sovradimensionamento e di sottoutilizzo.
              Detto questo, la questione stessa si poneva in larga misura come impiantata su due cardini: uno, ancora attuale, relativo all’implementazione di comportamenti basati sulla cooperazione invece che sulla concorrenza (entrambe interne); il secondo sulla possibilità di promuovere flussi non legati a necessità esclusivamente locali, cioè sulla piattaforma logistica.
              Campa, cavallo mio…

  8. Lieto del ritorno di Mediterradio. Festeggiamo, insieme, queste tredici edizioni. Io con il mio programma sul blues…lei con Mediterradio.

  9. efisio erriu says:

    per caso già mi sono imbattuto nell’anteprima di giovedì scorso, pensavo fosse un ritorno ai vecchi tempi di radiopress… 😉
    bellissima trasmissione, ad avercene di iniziative del genere!
    W la radio e chi la fa bene!

  10. Batmanunza says:

    Bella sicura!!!

  11. Neo Anderthal says:

    Amighi di Sardigna!

  12. Arrennegadedda says:

    Evviva! In bocca al lupo per questa tua nuova/vecchia avventura

  13. zunkbuster says:

    Era stata proprio quella trasmissione a farmi avvicinare a Radio press a suo tempo. Se non vi osteranno altri impegni, sarò in ascolto.

  14. Bello ! In bocca al lupo.

  15. Claudia Anatroccola says:

    Ho sempre trovato Mediterradio molto interessante , quindi sarò felice di continuare a seguire questa bella trasmissione sulle frequenze Rai . A presto , amighi carissimi !

  16. Faremo pubblicità sulla nostra rivista mediterraneaonline e vi ascolteremo, come sempre, volentieri! ciao e buon lavoro

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