Cagliari / Cultura / Sardegna / Spettacolo

Stranezze cagliaritane: per dirigere la Vetreria di Pirri ci vorrà la laurea, per guidare il Teatro Lirico… no!

Carta canta: per dirigere il centro culturale “La Vetreria” di Pirri servirà la laurea. La dovranno avere il direttore artistico, ma anche il manager culturale, il responsabile amministrativo e il responsabile della comunicazione. Lo stabilisce il bando pubblicato nei giorni scorsi dal Comune di Cagliari.

Invece per fare il soprintendente del Teatro Lirico di Cagliari la laurea non serve. E infatti la neo nominata Marcella Crivellenti il tanto sospirato “pezzo di carta” non ce l’ha: cose che capitano.

E ha ragione, perché il Teatro Lirico è moooolto più importante della Vetreria! Secondo il Comune, ogni soggetto che ambisca a gestire il centro culturale di Pirri deve “aver conseguito un fatturato complessivo nel settore oggetto della gara per un importo non inferiore a € 300.000,00, iva esclusa, negli ultimi tre esercizi finanziari (2009/2010/2011)”. Il Teatro Lirico di Cagliari invece ha un bilancio da circa venti milioni di euro. All’anno.

Comunque è inutile perdersi in chiacchiere, per il Comune di Cagliari una come la Crivellenti non può dirigere la Vetreria ma può guidare il teatro lirico. Perché a Pirri servono professionisti di prim’ordine. Il capitolato del bando abbastanza chiaro:

“Il progetto gestionale dovrà prevedere il coinvolgimento delle seguenti professionalità:

Direttore Artistico, responsabile degli indirizzi della programmazione artistico-culturale del centro, munito di diploma di laurea;

Manager Culturale, responsabile della gestione economico/finanziaria, munito di diploma di laurea;

Responsabile Amministrativo, responsabile della gestione amministrativo/contabile, munito di diploma di laurea in giurisprudenza o equiparate;

Responsabile della Comunicazione, responsabile del piano di comunicazione e promozione di attività del Centro e delle strategie di richiamo del pubblico, munito di diploma di laurea (in realtà, nell’originale tra le parole “pubblico” e “munito” la virgola non c’è, e l’effetto è comico, nda).

Grazie a dio, il Comune specifica che “alcune delle suddette professionalità potrebbero essere cumulate anche in capo ad uno stesso soggetto”. Anche perché, in alternativa, la squadra che punta a gestire la Vetreria di Pirri potrebbe tranquillamente candidarsi alla guida del Beaubourg di Parigi.

Curiosamente, non servirà invece la laurea per il “responsabile delle attività formativo-didattiche e socio educative e della loro programmazione e realizzazione”. In questo caso invece basterà il diploma di scuola media superiore.

E per dirigere gli altri centri culturali cittadini servirà la laurea? Nel bando che riguarda il Ghetto, il Lazzaretto, l’Exma, il Castello di San Michele e Villa Muscas, non si fa cenno a questa ipotesi.

Per cui, per stare ai fatti:

per dirigere il Teatro Lirico di Cagliari non è richiesta la laurea;
per dirigere il Ghetto non è richiesta la laurea;
per dirigere il Lazzaretto non è richiesta la laurea;
per dirigere l’Exma non è richiesta la laurea;
per dirigere il Castello di San Michele non è richiesta la laurea;
per dirigere Villa Muscas non è richiesta la laurea;

per dirigere la Vetreria la laurea è obbligatoria.

Post scriputm
Pretendere che il direttore artistico di un centro culturale polivalente abbia la laurea è una stupidaggine. I curriculum culturali si costituiscono in altro modo.

 

47 Commenti

  1. Pibincu Seu says:

    Leggendo il bando per i centri culturali, aldilà del discorso laurea per il quale sono favorevole (altrimenti a che cavolo serve farsi un pazzo per ottenere una preparazione accademica), mi perplime il cambiamento di direzione per il Ghetto che, da spazio espositivo-museale, diventa ora un appendice alle attività della facoltà di architettura( si giustifica la cosa con la sua contiguità fisica) presumo di fatto che si voglia affidare dunque lo spazio alla facoltà, vedo infatti poco sensata la partecipazione a tale indirizzo progettuale da parte di altri soggetti.(forse finiranno le festicciole, i matrimoni e i capodanno, evviva!)
    La cosa non mi piace ma almeno si bypassa il problema della laurea, direi che il preside della facoltà non possa non averla!!

  2. Mi piace il tuo P.S. Bisogna superare il concetto del valore legale del titolo di studio, specialmente in un paese come il nostro, dove non si sa mai cosa realmente c’è dietro il pezzo di carta.
    Bisogna valutare il lavoro sul campo degli aspiranti, le opere e gli obiettivi raggiunti, solo così saremo al riparo dai soliti raccomandati pieni con curricula pieni di fuffa.

  3. Luca S. says:

    Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere….

  4. Taluni, anzi molti, speravano che cambiasse il vento. Al peggio non c’è fine. Rassegnamoci. Ritengo che questo bando possa essere impugnato con facile successo.

  5. Vito guarda che ormai esistono lauree e dottorati in Management culturale, Fund rasing per la cultura, organizzazionedegli eventi culturali o, come la mia, Gestione, Tutela e Valorizzazione dei Beni Musicali…oramai, e in Europa se ne sono accorti, serve sia la cultura che lo studio!

    • Supresidenti says:

      per gli orti urbani potremo richiedere un agronomo, ce ne sono tanti in giro, perchè farlo fare ad un contadino con la terza elementare.

      • Gentile Supresidenti,
        e perché? Per gli orti urbani ci vuole un urbanista ortogonale, no?
        Cordialmente,

        • Supresidenti says:

          il mio bisnonno servo pastore diceva, pur avendo fatto solo la prima elementare, che è meglio ricchi e sani che poveri e ammalati. nonostante i miei studi, ancora non sono riuscito a confutare la sua tesi.

          PS. se mi manda il suo indirizzo alla mail supresidenti@gmail.com le spedisco per posta un regalo.
          a si biri.

    • Gentile Francesca Mulas,
      complimenti per questa perla:
      “serve sia la cultura che lo studio!”
      Si vede che lei è laureata, eh!
      Cordialmente,

      • Sovjet says:

        Cosa dicevo io? Nella fantasia c’è la lotta fra licantropi e vampiri, nella realtà tra pratica e grammatica! 🙂

    • zunkbuster says:

      “Gestione, Tutela e Valorizzazione dei Beni Musicali” … un curriculum buttato lì a caso se Zedda dovesse cambiare idea sul nominativo del sovrintendente? 😀

  6. su bixinu says:

    Se proprio avessero voluto stabilire precedenza per i possessori di laurea avrebbero potuto accordare la precedenza ai laureati rispetto ai diplomati, ma escluderli del tutto mi sembra anche il modo per rinunciare ad un bacino enorme di persone che ha maturato sul campo grandi esperienze. A meno che non si debba veramente pensar male. Per esemplificare, anche il tipo che era stato designato per la presidenza della Carbosulcis era in possesso di laurea, ma era anche evidente che non ne capiva una cippa. Ebbene, in questo caso mister Carbosulcis potrebbe dirigere la Vetreria, mentre altre decine di esperti professionisti, in quanto privi di laurea, non potrebbero.

  7. Biolchini, ha perfettamente ragione. Per poter gestire questi spazi servono ben altre competenze.Che ne so.. conoscenza specifica dei cartoons di Bonvi, “distratti, discontinui e lacunosi studi in campo di sviluppo industriale” (con particolare riguardo alla chimica), “pianificazione a cazzo del territorio” e, soprattutto, questo sì, studi (pur senza certificazione di laurea o altro titolo superiore) di logica ed evidente capacità applicativa.
    Non sarebbe male un pò di quella che Smith chiamava The Theory of Moral Sentiments ma, è evidente, non si può pretendere troppo..

    • Gentile Al,
      ha perfettamente ragione. Ha dimenticato: “cercare link di cui non si capisce il significato e citarlidando ragione a chi si vorrebbe avesse torto”.
      Complimenti per l’outing!
      Cordialmente,

      • Peppino says:

        Gentile Ainis, essendo io un freschissimo frequentatore di questo blog (anche se a volte ho l’impressione che venga usato da alcuni come casella di posta personale), non sono in grado di dire se Lei abbia o meno da proporre una visione condivisibile dello sviluppo industriale nell’isola, ma sono comunque certo che un confronto su questo tema sia vitale e spero lo si possa approfondire (sempre che il 22/12/2012 non renda vano tutto ciò). Cordialmente

  8. Anonimo says:

    A questo punto non ci sono altre parole. Sono delle pasticcione, tutto qui.

  9. fernando says:

    interessante questo regolamento.
    Doveva essere applicato alla nomina al Lirico? Io credo di sì..
    Comunque è solo l’ultimo scandalo.
    Quando la Finanza entrerà in quel palazzo se ne vedranno delle belle..

    http://www.comune.cagliari.it/resources/cms/documents/Avviso_2011_RappresentanteTeatroLirico_Regolamento_Delibera_63_2011.pd

    • Sovjet says:

      Comunque tra cazzata e scandalo ne passa un po’..per dire, scandalo era affittare appartamenti per case famiglia e non utilizzarli. Cazzata è inserire requisiti che non garantiscono obbligatoriamente qualità ed escludono potenziali candidati.
      Saprai apprezzare le differenze…
      A me mi sa che qualcuno, magari non sarà il tuo caso, dopo aver mangiato per anni a quattro ganasce sta riprendendo il coraggio di tirar fuori la testa!

  10. Gianfranco Carboni says:

    Qui la stiamo finendo a “Citazioni al TAR” a manetta. Mi avvalgo della facoltà di leggere con attenzione. Preventivamente mi metto in scia con Supresidenti. Leggo e manifestetrò il mio interesse al Bando al concorso di idee e a sa mamma de aundi. Boh non ci cumprendu nuda. Sara’ ma da un po’ sento continuamente lo stimolo spero mi verra’ voglia prima o poi di …….. In ogni caso un baretto non lo negherò a nessuno neppure nel LARENA DI SANTELIA dove le caride si stanno rovinando. A dopo

  11. Gentile Biolchini,
    ha ragione da vendere: la storia della laurea è una scemenza. Bisogna richiedere anche un PhD!
    Ciò detto: laurea in che? Va bene anche talassoterapia&scienze confuse?

    Cordialmente,

    Sa una cosa? Secondo me è una manovra di Zedda per escluderla! Così impara a rompere gli zebedei con questa storia de su dinai po sa culTTura.

  12. Mi’n ci scappa s’arrisu.
    Povinza Pedruantoniccu fiada mellusu. E tennimmu s’ art director chi ci haidi pigau cussu babbasoni de C. Abba. Ma immoi ge seusu accinciusu beni beni.

  13. Giulio Spiga says:

    Per la precisione quello citato per il Ghetto e gli altri centri culturali non è un bando ma una manifestazione di interesse; costituisce la prima fase di un percorso di affidamento chiamato finanza di progetto che solo successivamnete, una volta indivuata l’idea progettuale più idonea, proseguirà con la pubblicazione di un bando. Sono due procedure non comparabili.
    In merito al possesso di una laurea tra le figure necessarie alla gestione di un centro culturale come quello di Pirri sono convinto non si possa valutare la competenza di un direttore artistico con un titolo di studio ma è dato incontrovertibile che praticamente la metà dei giovani cagliaritani ha conseguito una laurea e non trova riscontri nel mondo del lavoro: non trovo perciò scandaloso questo requisito se darà una opportunità a delle categorie escluse.

    • zunkbuster says:

      Ma ita c’intrada?

    • Gentile Giulio Spiga,
      ha ragione: ad esempio un laureato in biologia. Ce ne sono un sacco a spasso.
      Cordialmente,

    • Sovjet says:

      C’entra, c’entra…fatti un giro tra i giovani Master and Back e lo vedi…tra le molte lotte sotterranee all’interno del mercato del lavoro, c’è anche quella giovani laureati contro giovani (o meno giovani) non laureati. Pensavi fosse solo quella tra padri e figli di Sacconi?
      Mala tempora…

      • Gentile Sovjet,
        già… non si può scherzare neppure un po’… faccio ammenda e mi cospargo il capo di cenere (tanto sono calvo).
        Cordialmente,

      • zunkbuster says:

        Si vabbeh o Soviet, ma il tiro della competizione tra laureati e diplomati si è un po’ spostato. Ormai il diploma te lo chiedono anche per lavorare dietro il bancone del pesce in un supermercato, e sicuramente mi sfugge la logica, magari un ragazzo di Sant’Elia che ha assolto a malapena all’obbligo scolastico ne capisce molto di più, se la domenica lavora nel locale mercato del pesce. E i call center sono pieni di laureati. In ogni caso la richiesta di laureati nello staff del gestore della vetreria incide meno delle assunzioni dei Super Pan. Se dovessi tentare di giustificare la prescrizione della laurea, casomai la troverei nella maggior importanza attribuita dall’amministrazione alla Vetreria rispetto ad altri spazi, anche se quanto meno avrei specificato la “specialità” (ad esempio: una laurea al DAMS vale più o meno di una laurea in giurisprudenza? per mansioni amministrative forse meno, per mansioni strettamente artistiche non c’è discussione). Ma non ha torto pure Biolchini: magari la laurea può ricevere il suo giusto punteggio da compararsi con altri titoli, ad esempio quelli che derivano dall’esperienza.

        • Sovjet says:

          Caro Zunk, la mia era una provocazione, ma fino ad un certo punto. Esiste in Sardegna – non so quanto nel resto di Italia – una “generazione Master and Back” ovvero qualche migliaio di ragazze e ragazzi che hanno avuto l’opportunità di perfezionarsi fuori Sardegna, nella Penisola o all’estero, che sono rientrati (ed hanno avuto l’opportunità del Back, magari in pubblica amministrazione…follia pura!) e che ora si trovano con grandissime aspettative e scarsissime possibilità di realizzarle. Anche perché il meccanismo che scatta, almeno a sentire alcuni ragionamenti, è che sono stati formati e non gli è stata garantita l’occupazione. Quindi inizia ad esserci una generazione che ha avuto possibilità che noi ci sognavamo (io l’ho pure presa una borsa di studio regionale, ma le condizioni erano molto differenti) che inizia ad essere depressa e frustrata. Qualcuno resta fuori – per cui le risorse della Sardegna aiutano aree molto più sviluppate della nostra mettendo a disposizione lavoratori formati ad alto livello – altri tornano e giustamente sgomitano per avere un loro posto.
          Certo, sul tema in questione forse questo ragionamento è un po’ OT, ma resta sullo sfondo ed è bene avercelo presente.
          Per il resto, io credo che per gestire una struttura si debba dimostrare di essere in grado di dimostrare di avere le competenze per gestirla. La laurea è una scorciatoia, perché si dà per acquisito (e sappiamo tutti che non è esattamente così), che un laureato abbia maturato anche delle competenze specifiche.
          In questa situazione io credo si tratti, più che di un tentativo di “fotografia”, di un esempio di sciatteria. Ma sarebbe interessante anche avere dagli estensori del bando le motivazioni che hanno portato a scriverlo in questo modo.

          • Gentile Sovjet,
            tanto per piantarla con le battute, ma forse no, in una situazione a parti invertite (destra all’amministrazione, sinistra all’opposizione) forse avremmo “pensato male”. Credo anch’io che in questo caso il firmatario (che fa rima con tenutario) dovrebbe rendere noti i criteri che hanno portato alla necessità di questi requisiti. Detto altrettanto sinceramente, trovo questa roba sottilmente più inquietante di altre determinazioni amministrative della giunta Zedda che sono state criticate non poco. Forse perché la capisco meno. Oppure perché la capisco fin troppo.
            Cordialmente,

            PS – Una nota assolutamente tecnica. I requisiti per il Sopr. del lirico li decide il CdA, non l’amministrazione comunale. lo dico perché si continua ad equivocare e in una discussione ragionevole non giova. Anche a proposito di ricorsi al TAR: bisognerebbe rifletterci, perché una società che si basa su ricorsi al TAR e procedimenti penali finisce per ritenere inutile la politica, con i pericoli ovvi che ne conseguono.

            • Sovjet says:

              Caro Ainis,
              come sa la scrittura di un bando non è mai impresa facile e alla base – in genere – ci sono ragionamenti e ipotesi formulate e scartate. Chi non l’ha sperimentato a volte può trovare insensata una soluzione, salvo il fatto che, provate tutte le altre, quella resta la meno peggio.
              Per questa ragione è necessario avere un riscontro riguardo alle motivazioni che hanno portato ad una scelta piuttosto che ad un’altra: perché ad un rapido colpo d’occhio dato per commentare su un blog può sfuggire l’insieme di conseguenze che implica la scelta di una opzione rispetto ad un’altra. Ma non sto ad annoiarla con cose che lei sa meglio di me!

              • Gentile Sovjet,
                in realtà mi domandavo come avrei reagito d’impulso se il sindaco fosse stato di destra. Ecco, era una riflessione su come ci comportiamo a volte. Proprio per questo mi piacerebbe capire i perchè della richiesta di una laurea (ma quale???? Questo mi intriga).
                Cordialmente,

      • Peppino says:

        Sbaglio o nei tempi antichi si usava individuare un amighisceddu adatto a ricoprire un ruolo in qualsiasi organismo, che potesse poi (l’amighisceddu) ricambiare in fedeltà o altra merce di scambio, e poi indire un bando ad hoc che riunisse tutti i requisiti dell’amighisceddu, tipo il candidato deve avere 6 dita nel piede sinistro e la laurea in boccomerato , in modo da escludere tutti gli altri pretendenti alle ambite prebente. Ma per fortuna succedeva solo nei tempi antichi.

  14. Sovjet says:

    Spiacente deludervi, dovrò approfondire, ma ad occhio mi parridi una cazzada…

  15. Simplicius says:

    Aspettate un po’ e vedrete che anche qui arriva il giustificatore, il “defensor Massimi” o “defensor Enricae” che ci spiega perché questa decisione è ottima e serve alla città.

  16. zunkbuster says:

    Hmmm … per il responsabile amministrativo è richiesta la laurea in giurisprudenza. Significa che la persona al momento solo “eletta” sovrintendente del Lirico (nel sito web del Teatro non è ancora menzionata come sovrintendente) sarebbe inidonea anche a fare il responsabile amministrativo della società o associazione a cui verrà affidata la gestione della Vetreria di Pirri. Mi sembra chiaro che “studi giuridici” in italiano significa aver dato degli esami a giurisprudenza senza mai aver conseguito la laurea, perché se sono riuscito a strapparla la laurea, o più ancora se ho fatto qualcosa oltre la laurea, anche solo il cultore di materia, nel curriculum le metto queste cose. W la meritocrazia ….

    • Sovjet says:

      Adesso non nasconderti dietro un dito, che tu sei sempre stato un genietto delle materie giuridiche… 🙂

      • zunkbuster says:

        Lassa stai o Sovjet, per il responsabile amministrativo avrei richiesto un laureato in economia o un buon ragioniere con esperienza … deu de contus no ‘ndi cumprendu nudda …. 😉

  17. Supresidenti says:

    Caro vito, ho dato un’occhiata svelta al bando.. anche a me la prima cosa che è saltata agl’occhi è proprio quello che fai notare tu. uno ha voglia di non voler infierire ma ogni volta che salta fuori qualcosa mi pare che infieriscano da soli.
    dispiace davvero dirlo e lascia molta molta amarezza ma con questo passo quattro anni mi sembrano molto lunghi da fare. buona domenica.

  18. Con Coni says:

    Aressi bènniu un’attru “intuitu personae” a Massi o a Chicca?

  19. Anonimo says:

    Nei titoli di studio della Crivellenti c’è scritto: “studi giuridici”. E’ qualcosa di più di una banale laurea. Sprofondata in studi giuridici, perduta tra le pieghe infinite della giurisprudenza. Si tratta, nel caso di specie della Crivellenti, di qualcosa di più, di qualcosa che ancora perdura e non avrà mai fine perché l’apprendimento, specie nel difficile mondo delle leggi, non finisce mai. Interminabili studi giuridici. E’ uno stile di vita, una filosofia, quasi una religione, altro che un miserabile pezzo di carta. Magari ha fatto studi classici e ha capito che il sapere è così sconfinato che non lo si può rinchiudere dentro a qualche annetto d’esami.Oppure ha studiato ragioneria, dove si studia un po’ di giurisprudenza, e vuole approfondire.

    • gioghittu says:

      primo: questo bando della vetreria e’ una porcheria. Secondo: partecipero’ e nel caso di esclusione faro’ ricorso al tar. Volete vedere che lo vinco?

      • Trevor says:

        Gioghittu … Ti piace vincere facile? Il bando si farà ricorso da solo. È scritto con i piedi. Mettono a bando un servizio e chiedono un canone … Ma di norma per i servizi non si paga?? Un plauso alla Puggioni se riuscirà a farsi pagare per avere in cambio il servizio oggetto della gara

Lascia un commento

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: