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Teatro Lirico, la metamorfosi di Zedda: “Ora tocca a me”. Perché le politiche culturali svelano sempre la vera natura di un’amministrazione

Non servono molte parole per spiegare come la nomina di Marcella Crivellenti alla guida del Teatro Lirico di Cagliari segni un evidente cambio di rotta nella politica cittadina. Il sindaco Zedda ha deciso, da solo contro tutti. Contro i sindacati, contro il partito di maggioranza relativa, contro lo stesso cda del Lirico, a cui è stato imposto un nome e uno soltanto. Niente di nuovo forse. Solo che stavolta questo atto di forza viene incredibilmente rivendicato con orgoglio.

Erano questi i patti? Erano queste le promesse elettorali? Direi di no. Dietro quel “Ora tocca a noi” c’era la speranza di una maggiore condivisione possibile, di una politica finalmente diversa che non imponesse niente ma che si confrontasse il più possibile con tutti i soggetti protagonisti del cambiamento. Che non chiedesse più ai cittadini di firmare cambiali in bianco, o di professare un atto di fede nel leader di turno. Ma probabilmente avevo capito male. E forse come me, tanti.

A salvare il Teatro Lirico di Cagliari sono stati i sindacati e la Regione, non Massimo Zedda. I primi con la loro fortissima mobilitazione hanno consentito che venissero allontanati da via Sant’Alenixedda due soprintendenti ritenuti pericolosi per il futuro del Teatro. I sindacati hanno dunque portato avanti una vertenza durissima, che poi è sfociata con la concessione (da parte della Regione, guidata da Ugo Cappellacci) di un mutuo decennale. Dieci milioni di euro che hanno salvato il teatro e concessi dal centrodestra: non da Massimo Zedda.

I sindacati oggi hanno confermato la loro durissima valutazione della neosoprintendente. Il sindaco ha risposto, parlando di “guerra preventiva”, ma bisogna avere l’onestà intellettuale di non giocare con le parole.

Sulla Crivellenti i lavoratori forse danno un giudizio sbagliato, ma non li si può accusare certamente  di essere prevenuti: perché in realtà già negli anni passati i sindacati del Lirico avevano avuto modo di non apprezzare il modo di lavorare dell’organizzatrice. CagliarIpad ha tirato fuori un vecchio comunicato sindacale in cui all’allora responsabile della biglietteria del Teatro, veniva imputata una gestione disastrosa del botteghino: critiche dure in tempi non sospetti. Infatti poi la Crivellenti fu spostata, e dalla biglietteria finì nell’ufficio del soprintendente Pietrantonio. Poi di lei (che secondo i sindacati è entrata al Lirico solo grazie ad una chiamata politica, area Alemanno) si persero le tracce.

Non pregiudizio dunque, ma giudizio vero e proprio, basato su dati concreti. E che i sindacati hanno avuto modo di esprimere al sindaco nei giorni scorsi. Ma di cui il sindaco non ha minimamente tenuto conto.

Può un sindaco disattendere in maniera plateale l’indicazione di una forza che è stata protagonista del salvataggio del teatro? Può un sindaco, espressione della sinistra, esibire così platealmente i propri muscoli e rivendicare con orgoglio la scelta di essere andato contro tutto e contro tutti, perfino contro il sindacato che l’ha sempre sostenuto, come se questo fosse un titolo di merito?

È evidente che ormai non è del Teatro Lirico che ormai stiamo parlando, ma del modo di Massimo Zedda di fare politica, di amministrare questa città. Stiamo parlando di quel “noi” che in campagna elettorale veniva sbandierato come fattore di cambiamento ma che si è via via ristretto fino al solito “io” a cui la politica ci aveva sempre abituato.

Perché al centrosinistra non si chiede solo di prendere le decisioni giuste, ma anche di farlo nel modo giusto. Con la fatica del confronto e della mediazione: cioè della politica. Decidere da soli, contro tutto e contro tutti, è il contrario della politica del centrosinistra. Chi lo ha fatto, poi ne ha sempre pagato il prezzo elettoralmente.

Nel metodo, la nomina della Crivellenti è stato quanto di peggio si potesse vedere. E non serve ora appigliarsi all’inuitu personae per giustificare l’affermazione che nessuno degli oltre quaranta curricula inviati rispondeva alla caratteristiche richieste: a una balla del genere è difficile credere.

Secondo molti, solo uno scambio di natura politica tra forze diverse poteva giustificare una nomina così discutibile. Zedda ovviamente ha negato questa ipotesi. Ma allora l’alternativa è molto semplice: quel metodo di partecipazione politica che si riassumeva nello slogan “Ora tocca a noi” è stato clamorosamente disatteso. Ora tocca a uno solo, forse a qualcuno. Sicuramente a pochi.

Sia chiaro: al netto della mobilitazione dei sindacati, Zedda avrà ancora vita facile a Cagliari per lungo tempo. Ora anche l’Unione Sarda lo appoggia platealmente (il caso rom fu un incidente di percorso, chiuso subito), praticamente chiudendo gli occhi davanti alle contraddizioni di questa amministrazione e difendendolo dalle critiche che arrivano sempre più frequenti anche da settori della città che da sempre si riconoscono (e sempre si riconosceranno) nei valori del centrosinistra.

Ancora una volta sono state le politiche culturali (le più difficili da governare) a mostrare tutti i limiti di un’amministrazione. Con la cultura non si improvvisa, con la cultura non si bluffa. Le politiche culturali mostrano in maniera spietata se le promesse di cambiamento hanno seguito o se sono solamente il terreno privilegiato per dichiarazioni ad alto tasso di demagogia (come ad esempio “Io ero segretario del consiglio comunale e sono diventato sindaco, lei lavorava nella biglietteria ed è diventata sovrintendente”).

Tanti auguri alla nuova sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari. E al suo presidente.

 

154 Commenti

  1. S'Accabadora says:

    Cara Valeria rispondo alle tue affermazioni dicendo che ciò che era importante nelle mie parole era il concetto basilare della conoscenza dei meccanismi che legano il dott Nastasi alle Fondazioni lirico sinfoniche, Lui infatti si presenta solo ed unicamente nelle fondazioni per cui prova interesse .Ti faccio un esempio andrà a breve al Massimo di Palermo ( in cui i lavoratori stanno occupando ) ma non si è mai visto qui a Cagliari quando noi stavamo occupando, non ricordo che abbia mai mandato alla stampa un encomio per nessun Sovrintendente, da questo ne deduco che come sempre avviene si sia concordata la nomina a livello ministeriale e permettimi almeno una maggiore conoscenza del settore in cui lavoro e delle persone che lo compongono. Ma riprendo la parte della tua risposta in cui illustri il tuo curriculun e giustamente dici che hai esperienza gestionale , non altrettanto mi pare di notare nel curriculum della signora C.a me basta questo. Non un giudizio personale quindi ma una mera valutazione dei fatti che oltretutto mi pare essere in linea con tanti analoghi pareri. A riguardo della “gallina ” era solo una risposta alla tua affermazione contenuta tra parentesi che denotava una sorta di presa in giro sottile e supponente ma forse mi sono sbagliata-
    Forse avrò sbagliato il numero di anni ( ho un brutto rapporto con le date ) da cui esiste il caro Salvo ma credimi conosco molto bene i suoi metodi e come si è comportato con le fondazioni a lui gradite vedi Napoli. Bisognerebbe chiedere invece a Bari che cosa è successo..grazie a Lui.Abbiamo sempre avuto ingerenze ministeriali anche ai tempi di Pietrantonio fidati……

    • valeria says:

      espongo un’ultima replica e poi chiudo: potremo sintetizzare il ruolo del Ministero con un’altra battuta: da sei anni a questa parte (lo so sembra un’eternità ma sono solo sei anni…) dove c’è FUS c’è Nastasi 🙂 – ti posso assicurare che ciò che hai descritto non riguarda solo le Fondazioni lirico sinfoniche – detto ciò, stando comunque a lui quel ruolo, cosa sia successo nel caso del Lirico di Cagliari noi non lo sappiamo, e penso che le supposizioni quando diventano insinuazioni abbiano effetto boomerang e questo non serve alla causa di nessuno.
      Quindi, se c’è un obiettivo nel vostro malumore, se criticate un metodo, se pensate di essere dalla parte della ragione, perseguite senza passare dalla parte del torno e focalizzate ciò che non va bene. Credo che attaccare la Crivellenti non sia giusto perchè non ha chiesto lei di essere nominata, e questo pare abbastanza chiaro, dato che non ha presentato questa famosissima manifestazione di interesse. Se fosse stata una sua ambizione sono certa che almeno la domandina l’avrebbe presentata. Attaccare Zedda per aver scelto e portato all’elezione un nome che non era tra la rosa dei candidati è pure sbagliato, perchè era dichiarato anche nel “bando” che la scelta definitiva sarebbe potuta esser fatta anche al di fuori della rosa dei candidati. E’ giusto forse, ma questo dipende molto dal vostro obiettivo, pretendere maggior chiarezza e trasparenza, anche per fugare il dubbio instillato a più voci e oggetto di questo thread, che vuole il sindaco a controllo di tutto e la Fondazione del Teatro Lirico trattato come un assessorato più che come una “industria culturale” che conta centinaia di lavoratori.
      Non disperdete le energie! In bocca al lupo!

  2. S'accabbadora says:

    Cara Valeria perdonami se non ti ho risposto subito ma come dice l’amico trojan “mi è toccato a trabballai in piazzetta” del resto oramai si sa che i titoli di studio non servono a nulla per cui bandu a marrai…….
    .Mi trovo ad avere quasi una sorta di contraddittorio con te che hai scritto un post che condivido in buona parte, anche io infatti vorrei avere un manager, visto che come figura artistica c’è già il direttore artistico. Ti ho risposto che la mia era una battuta, ma ovviamente era una battuta provocatoria lanciata per vedere se molti di voi che propongono e dispongono ricette non idonee, quando si ragiona delle vostre “case” siete altrettanto disposti a seguire i consigli di persone che non sono del vostro ambiente. Tu infatti ( che molto probabilmente appartieni alla prosa ) prontamente hai risposto che non ti va bene….quindi la provocazione ha funzionato …..
    il discorso dell’amicizia di Zedda con Nastasi non era una battuta da gallina…( a proposito mi tratti con sufficienza perché sono donna? ) ma semmai una ulteriore provocazione che trova sostegno nella lettera di encomio scritta sull’unione sarda da Nastasi stesso. Per quanto ne so, Nastasi sino ad un mese fa non conosceva neppure il nome della signora in questione ( visto che ha chiesto informazioni a persona a me conosciuta!!!! ) . Posso dubitare che ci sia stato un accordo??? mi si smentisca e sarò lieta di avere torto.
    Nastasi che io conosco da 15 anni raramente si espone così…..

    • pinupretzisu says:

      …ho sentito il vostro comunicato, che vito ha postato nell’altro articolo: posso fare una domanda indiscreta?

      ma adesso, per cosa siete in agitazione? che risultato pratico intendete ottenere?
      perché, a dirla tutta, io che sono una mente semplice non posso condividere una lotta (e soprattutto una lotta sindacale) senza obiettivo, e d’altronde, non riesco a prendere la vostra posizione se non capisco per cosa lottate.

      ….e se l’obiettivo fosse la revoca del soprintendente, scusa la franchezza, ma mi sembra una stupidaggine. come si può pensare che si possa revocare una persona appena nominata, senza alcuna giustificazione, senza che abbia neppure iniziato a lavorare, solo per la richiesta a gran voce dei sindacati?

      giusto per essere puntuali

      • Arroscia says:

        Pinu, ma allora ho capito perché ti chiami così: perché sei di legno (non Di Legno). Visto che continui a sostenere che è stata nominata: OK, ha avuto la nomination, ma l’Oscar non lo ha ancora vinto.

      • S'accabbadora says:

        Caro Pinupretziosissimooooo sempre puntuale e giustamente dubbioso….è vero siamo delle formichine ( carnivore ) ma contiamo comunque sul fatto che quella che tutti spacciano come una nomina conclusa non sia in realtà neppure una nomina. Non conosciamo il contenuto dei verbali nonostante “Massi” ci abbia detto più volte che ciò era scandaloso, non ci viene consentito l’accesso agli atti, cosa che prima avveniva in automatico. Nella prossima riunione di CDA i verbali di seduta andranno firmati e allora dopo la nostra richiesta a tutto il mondo vedremo come è andata la seduta. E se come penso io la votazione è farlocca contiamo nella indecisione di una buona parte del CDA . Aggiungo che se Zedda non ha voglia di seguire il Teatro può per statuto delegare a persona di fiducia.Quando non ci si ama è meglio lasciarsi……

    • valeria says:

      Cara S’accabbadora, prima di tutto lo scopro ora che sei una donna, e sulla “battuta da gallina” non so dove tu abbia letto “gallina” ma sicuramente non nel mio post.
      La lettera della Direzione Generale del Ministero dopo la nomina di un sovrintendente non rappresenta niente di strano, il fatto che la nomina sia gradita a Nastasi non ha niente di direttamente riconducibile ad un accordo preventivo. Marcella Crivellenti è stata organizzatrice per anni di Giorgio Albertazzi, anche durante la direzione del Teatro di Roma, ed evidentemente ha avuto modo di conquistare la stima di tante persone che le riconoscono professionalità e capacità. Posto che il parere del Ministero è importante (ti ricordo che in CDA i rappresentanti del Ministero sono due), secondo te è legittimo confrontarsi con la Direzione Generale prima di procedere con la nomina? E pensi che, in caso questo sia successo, un fatto del genere sia equivalente a “sponsorizzare” il suo nome? Se conosci Nastasi da quando non aveva ancora vinto il concorso che lo impiegava a tempo indeterminato al Ministero, forse sei abbastanza in confidenza con lui per chiarire i tuoi dubbi prima di farli diventare insinuazioni.
      Sulla tua interpretazione della mia risposta battuta vorrei che tu rileggessi il mio post: io dichiaro che ad un artista (attenzione: un qualsiasi artista!) non darei da gestire neanche il condominio. Detto ciò ad un musicista che viene dalla lirica affiderei tranquillamente le musiche di uno spettacolo, e ad un manager della lirica darei tranquillamente sovrintendenza di un teatro stabile. Quindi per favore non mischiamo i piani e non confondiamo le idee eregendo muri che non esistono.
      Io vengo dalla prosa, si, mi chiamo Valeria Orani e ho partecipato alla manifestazione di interesse. Prima di farlo mi sono letta attentamente lo statuto della Fondazione del Teatro Lirico. Ho partecipato ritenendo di avere i requisiti avendo io curato, tra le altre cose, la direzione organizzativa di un Teatro Stabile. Un Teatro Stabile non è secondo te un Ente consimile?

  3. S'accabbadora says:

    Mistupretzisu ( pinupretzisu ) che mi sei simpatico anche tu ( non disdegno mai di dialogare con una persona che gradisce duellare argomentando sempre ) ammesso che tu sia più bravo di me a cavillare di quanto io lo sia a fare l’artista ti domando come mai si è sempre ratificata la nomina in seconda seduta ?
    E ti dico io perché : mentre per Pietrantonio si decise il tutto in una unica seduta ( che valeva per due ) perché si era deciso anche il tipo di contratto e il pagamento che ne conseguiva…non altrettanto è avvenuto questa volta in cui le urla aquliformi di Zedda hanno impedito che il tutto si concludesse, Diciamo definitivamente che 4 consiglieri su 7 hanno dichiarato di non condividere ma di votare la fiducia al Presidente….????????.mi sembra un pò una forzatura…..e sopratutto la prova che qualche cosa no va la trovi nel fatto che la signora non si è ancora insediata.Aggiungo che allora anche il Ministero ne sa meno di te visto che accettò la dichiarazione dell’allora Presidente ( Floris ) che disse che la seduta di elezione era stata fatta in contemporanea a quella di nomina…allora ti voglio come sovrintendente pinuuuuu!!!!! ;)))))))

  4. S'accabbadora says:

    Valeriaaaaaaaaaaaaaaaa era una battuta;))))))) vuoi che io non sappia cosa ci vuole per fare il sovrintendente ? :” ma mi faccia il pacere” ricordati però che il discorso del Manager è contenuto nella legge Bondi ma non nel nostro statuto, che riporta ancora i contenuti della 367 e successive modifiche .
    Il direttore dello spettacolo dal vivo Nastasi ( amico di Zedda ) ci ha richiamato all’ordine proprio su questo punto, ovvero il Sovrintendente deve essere individuato fra le professionalità che abbiano esperienza di organizzazione e gestione di Teatri Lirici o Enti consimili come è scritto nello statuto!!!!!!!
    All’anonimo rispondo cosa fai butti l’acqua sporca e il bambino??????non pensi che sia meglio eliminare le mafie e le porcherie??? e poi ricordati che non siamo più Ente lirico dal 1998 Anonimo sesi antiguuuuuuuuuuu!!!!!!!!!!! e mi venne un sospetto ma non sarai uno di quelli che credono che chiudendo ” l’ente lirico ” i soldi vadano al tuo micro-gruppo teatrale che esiste solo sulla carta???

    • valeria says:

      🙂 e scusa non l’avevo capita la battuta!! comunque io non sarei così convinta che Nastasi sia amico di Zedda come dici (o forse era una battuta anche questa, se si abbi pietà di me)

  5. Anonimo says:

    Il Presidente della Fondazione non ha potere di eleggere da solo il Sovrintendente.Il C.D.A. si!!.Art.9 dello Statuto che fissa anche norme e tempi per rendere valida la nomina.Se si rispetta lo Statuto ed ognuno si assume le proprie responsabilità decisionali la querelle finisce in fretta.Caro presidente,cari consiglieri rendete pubbliche le vostre decisioni senza avvalervi,come spesso succede,della facoltà di non rispondere.

    • Di Legno says:

      Massi sa di sicuro benissimo come si elegge un sovrintendente secondo legge. Non avrebbe mai presentato in conferenza stampa la Crivellenti se non avesse avuto in mano un regolare decreto di nomina. Massi è troppo preparato e, soprattutto, ben consigliato.

  6. S'accabbadora says:

    a proposito dimenticavo di aggiungere che noi le contaminazioni le abbiamo già vissute ai tempi di Meli, un esempio??
    Sting che costò solo 650.000 € mentre a Milano ne costò 200.000 indovina indovinello chi pagò ? ma il Lirico naturalmente…….la mucca da mungere che non ebbe lo spettacolo riconosciuto ai fini FUS e pagò….con la voragine : è questo il Lirico che ruba?????

    • Sovjet says:

      La vicenda di Sting grida ancora vendetta al cielo!

    • Anonimo says:

      signora accabadora ha ragione lei ,l’ente lirico va chiuso , e una voragine dove la maggior parte delle persone sono raccomandati, e come si sa da tempo un consigliere comunale sta cercando da anni di inserire la sua amante, e quasi tutta cagliari sa’ chi e’.

      • Lavoratore del Lirico says:

        Anonimo, ti auguro vivamente che anche il tuo posto di lavoro venga chiuso (sempre che non sia il Lirico!). I raccomandati ci saranno di certo, ma in una percentuale “fisiologica” che è il prezzo che qualsiasi ente viva anche di denari pubblici deve pagare alla politica.
        Ma devi fare delle distinzioni: senza voler offendere nessuno, ti faccio notare che ci sono, in un teatro lirico, dei settori in cui è assolutamente necessario DIMOSTRARE PUBBLICAMENTE quali siano le proprie capacità al fine di poter essere assunti e settori in cui questo non è specificatamente richiesto.
        Per la precisione, artisti del coro e professori d’orchestra sono assunti tramite audizione PUBBLICA se per contratti a termine e per PUBBLICO CONCORSO (a cui chiunque può assistere) se per contratti a tempo indeterminato.
        Fammi qualche altro esempio in cui un posto di lavoro venga assegnato in seguito ad una vera e propria esibizione pubblica delle capacità del candidato perchè ora non me ne vengono in mente…
        Pensi che in un teatro ci sia solo chi canta e chi suona?
        Non lo pensi, altrimenti non avresti citato “l’amante del consigliere d’amministrazione” che di certo non canta e non suona, oltre a NON fare tutto il resto.
        Auspicare però la chiusura di un teatro con conseguente ROVINA di centinaia di famiglie per poter eliminare certi problemi, equivale a dire che è meglio uccidere un malato piuttosto che asportare chirurgicamente il male che lo affligge.
        Dovresti vergognarti di ciò che hai scritto, perchè in una regione col tasso di disoccupazione come la Sardegna augurare la chiusura di posti di lavoro è solo da persona gretta e meschina.

        • Gentile Lavoratore del Lirico,
          finalmente un commento ragionevole, da cui estraggo, prima di risponderle, alcune citazioni:
          1) I raccomandati ci saranno di certo, ma in una percentuale “fisiologica” che è il prezzo che qualsiasi ente viva anche di denari pubblici deve pagare alla politica.
          2) Fammi qualche altro esempio in cui un posto di lavoro venga assegnato in seguito ad una vera e propria esibizione pubblica delle capacità del candidato perché ora non me ne vengono in mente…
          3) Pensi che in un teatro ci sia solo chi canta e chi suona?
          4) augurare la chiusura di posti di lavoro è solo da persona gretta e meschina.
          Cui aggiungerò alcune cose che non ci sono (per fortuna):
          5) il Lirico produce ricchezza in maniera superiore ai contributi percepiti;
          6) il popolo ha fame di cultura.
          Quindi lei dice, correttamente, che i lavoratori del lirico sono come tutti gli altri: ci sono quelli bravi, quelli meno bravi, gli onesti e i delinquenti.
          Dice che il Lirico vive di denaro pubblico, quindi deve essere gestito dalla politica e un certo tasso di «intromissione indebita (accozzi)» è fisiologica.
          Che la parte qualificante dei lavoratori vi accede per concorso pubblico (poi le dico quale altra categoria lo fa).
          Che il Lirico è comunque una piccola miniera di posti di lavoro in una regione che li sta perdendo con pericolosissima velocità.
          Guardi: ha perfettamente ragione (il suo commento mi ricorda quelli, purtroppo rari, di Regina Madry: prima di tutto pragmatico). Su tutto, ed è così che il Lirico andrebbe inquadrato dalle persone che ci lavorano e dalle RSU. Perché su questi discorsi si trova il coinvolgimento di chi lavora ed ha paura di perdere il posto di lavoro (per intenderci di un operario dell’ALCOA).
          In più, bisognerebbe sottolineare che, anche nei momenti di difficoltà, bisogna interrogarsi sul ruolo della cultura (perché il Lirico è anche questo) sforzandosi di trovare una mediazione ragionevole tra la situazione di oggettiva crisi e la necessità di non trascurare gli aspetti culturali, poiché da essi dipende la capacità delle persone di osservare la realtà con occhi più aperti.
          Traduco: se l’atteggiamento delle RSU è quelli di scegliere una parte politica in vista di qualche vantaggio, come sta facendo, si pone sullo stesso piano dei litiganti e quello scelto come avversario userà le armi che riterrà opportune. Quali? Dirà che il Lirico è un carrozzone finanziato dallo stato, che i lavoratori sono privilegiati, che costa una paccata di soldi mentre non ci sono asili nido e le scuole vivono senza carta igienica, insomma adopererà tutto ciò di cui dispone per mostrare il Lirico nella veste peggiore sfruttandone i difetti…
          …con l’aiuto di persone come Floris, che scrive, in buona fede, dei post aberranti di cui si capisce solo ed unicamente una cosa: «Dateci soldi e basta!» (Stessa cosa che fa Biolchini con la «cultura» quando vuole il doppio dei contributi!).
          Inoltre, i lavoratori del Lirico dovrebbero anche capire che non è molto utile avere un sociologo parente di Al Capone che trova i link e non capisce quello che c’è scritto, né un latinista travestito da intellettuale che cita Fedro (E ‘sti cazzi?) e ritiene l’intellettuale uno che al momento buono ci cravva la citazione. Perché?
          Perché è il metodo migliore per dare agli avversari (che ci sono, perché, se non si fosse capito, il Lirico fa gola a molti, come fanno gola le scuole, gli ospedali e le università) un gran vantaggio.
          Ergo, cominciamo a dire le cose come stanno, come fa lei, e cerchiamo anche di capire dove stanno gli amici, dove i nemici e dove i semplici conoscenti (citazione dotta da Bonvì, Sturmtruppen, che in discussioni di questo tipo ci sta molto meglio che non Kundera, poverino, che è morto!).
          Mi sono impegnato ad una risposta: anche all’università si procede per concorsi pubblici e tutti possono leggere la produzione scientifica di chi sale in cattedra. È uno strumento al di sopra di ogni sospetto? No, esattamente come per il Lirico!
          Cordialmente,

          • Lavoratore del Lirico says:

            Solo una precisazione: non sono un rappresentante sindacale e posso garantire che la RSU non intende trarre vantaggi da una nomina diversa da quella della Crivellenti, perciò cadono i suoi “se” legati a tale ipotesi.
            Per quanto riguarda l’argomento “accozzi” fisiologici non intendo dire che questi siano accettabili, ma non riesco a vedere come si possano eliminare. Se ci fosse un sistema davvero valido, sarei il primo ad essere contento!
            Purtroppo la mia è solo una constatazione di una realtà triste ma, a quanto pare, per ora difficilmente evitabile.
            Ma, come lei osserva, non tutto funziona in questo modo, e la ringrazio per avermi fatto notare che nell’Università si procede in maniera simile a quella che ho citato. La mia intenzione era proprio di poter conoscere realtà simili e non, invece, affermare che il modo di procedere di un teatro (pubbliche audizioni e concorsi) sia unico.
            Credo, ma mi corregga se sbaglio, che anche nell’Università ci siano settori che si prestano benissimo alla “politica dell’accozzo” a fronte di settori in cui questo non è possibile.
            Esattamente come al Lirico, ma non voglio far torto a nessuno specificando quali settori siano da considerare esenti da tale pratica e quali no, perchè darei la possibilità di fare di ogni erba un fascio e far sì che chiunque faccia parte di settori in cui l’accozzo è possibile possa essere considerato un raccomandato a priori.
            Non ritengo certo che i sistemi che abbiamo citato possano realmente essere al di sopra di ogni sospetto, ma credo che (parlo di ciò che conosco) chi dimostri pubblicamente di non saper cantare o non saper suonare difficilmente possa essere assunto con l’accozzo.
            Si può dare un po’ di più di ciò che si merita o dare un po’ meno, visto che siamo nel campo di grandezze non misurabili, ma non ho mai visto, in quasi trent’anni, l’assunzione di un professore d’orchestra o di un artista del coro incapaci così come non ho visto mai l’estromissone di artisti validi.
            Ho visto altro, però, e qui entriamo nel campo delle “fidanzate di”, ad alti e bassi livelli…
            Non ultima… Ma no, questa non la dico…

        • Anonimo says:

          sinceramente io non auspico nessuna chiusura,sicuramente nel tuo settore non ci sono raccomandati e su questo che scrivi ci credo veramente, pero’ non puoi negare che alcuni tuoi colleghi non siano raccomandati so’ cio’ che scrivo per vie traverse,e comunque giusto per essere precisi ora lui e un ex consgliere, e anche tu sai di chi stiamo parlando,e poi guarda che non me la detto mai nessuno gretta e meschina, a parte questo auguri per il tuo lavoro.

          • Lavoratore del Lirico says:

            Se dici che il Lirico va chiuso, aspettati che ti dia del gretto e meschino come farei se tu dicessi lo stesso per un qualsiasi posto di lavoro. Su questo non intendo discutere.
            Sai ciò che scrivi, dici, perchè saputo per vie traverse, e allora devo correggerti con ciè che so per vie dirette: io faccio parte del settore artistico, e NEGO fortemente che in tale settore ci siano lavoratori assunti perchè raccomandati. Come ho già detto, non sarebbe possibile perchè concorsi e audizioni sono delle vere e proprie pubbliche esibizioni che non possono certo essere falsate.
            Leggi, poi, le critiche della stampa ai nostri spettacoli e concerti e mi dirai se quelli possono essere un coro e un’orchestra formati da accozzati.
            Ti ringrazio per gli auguri, e spero veramente che tu non ne abbia bisogno…

  7. S'accabbadora says:

    Ci si diletta a vomitare parole al vento spesso inutili e spesso provenienti da pareri parziali e “ignoranti.”La realtà delle leggi vigenti è castrante per i lavoratori delle Fondazioni Lirico sinfoniche, ma anche imponente nelle regole ( che qua pochi conoscono) concernenti la modalità di nomina e le scelte da attuare.
    Infatti:
    1) La nomina del Sovrintendente è prerogativa del CDA , in tale circostanza il Sindaco ( presidente ) è un normalissimo componente del CDA ,visto che tutto il CDA ( ad eccezione del Presidente che dura in carica quanto il suo mandato di Sindaco ) decade dopo quattro anni come il Sovrintendente .
    2)l’imposizione del nome posta dal Presidente al CDA è fuori da tutte le regole ed è stata “proposta” con il ricatto delle dimissioni ( oltretutto impossibili.)
    3) La “fiducia” al Presidente moda di provenienza politica, mutuata dai consigli di azienda d’altro tipo, in cui il Presidente viene nominato dal consiglio ( e non lo è per legge), è cosa ridicola.
    4) La manifestazione di interesse pubblico che è stata bandita contiene un termine perentorio che di fatto annulla la libertà di ricezione di curricula oltre il termine.
    5) Il Sovrintendente per legge e per Statuto deve avere dei requisiti tra cui l’esperienza gestionale che non risulta esistere nel curriculum della signora Crivellenti.
    6) Il Sovrintendente deve conoscere a menadito le questioni stringenti della contrattazione nazionale, legata alla legge Bondi, per stilare i regolamenti attuativi per l’autonomia.
    7) risulterebbe che non siano stati neppure analizzati i curricula dei partecipanti, in seduta di consiglio, e questa è cosa maleducata.
    8) negli ambienti Lirico-Sinfonici non esistono queste forme di discriminazioni maschio-femmina e neppure nei confronti degli omosessuali, dato che l’ambiente è pregno di donne eccellenti che suonano, cantano e gestiscono o dirigono e di omosessuali che fanno altrettanto.
    9) In base alla legge Bondi le Fondazioni Lirico Sinfoniche devono produrre solo spettacoli di lirica e sinfonica quindi le contaminazioni possono tradursi in collaborazioni che prevedono specificatamente l’ inserimento della prosa o di registi provenienti dalla prosa. Contravvenire a tale normativa producendo o distribuendo spettacoli di genere diverso potrebbe portare la Fondazione a perdere il diritto di novero e di relative contribuzioni FUS.
    10) Gradireste voi un musicista alla guida di un Teatro di prosa???????????????
    11 ) noi lavoratori della lirica non siamo antichi, perché produciamo musica antica, lo siete voi che siete pieni di pregiudizi e di deviazioni radical-chic che vi portano a pensare che chi fa questo mestiere sia strano…anche noi vestiamo in jeans e ascoltiamo pop, jazz, e andiamo a vedere la prosa, a molti piace pure il calcio ma ci pensate????
    12) molti di noi hanno votato e fatto votare Massimo Zedda perché hanno creduto che fosse l’innovazione ed il cambiamento (in meglio e non in peggio ) ed anche noi ci sentiamo delusi avviliti ed offesi, per cui la reazione è commisurata alla delusione.

    I lavoratori non hanno nessun celato interesse, ed è avvilente apprendere, come tanti usino, la oramai nota strategia di Sallusti , di distruggere la fama dell’avversario anche ricorrendo a mezzucci, o a dubbi insinuati gettati con nonchalance .
    I lavoratori ed i sindacati tutti ( a proposito molti sindacati= molta democrazia, comunicatelo al Sindaco che dovrebbe essere un uomo di sinistra ) sono distrutti da due anni di battaglie condotte per avere una persona capace che garantisca a loro stessi , al pubblico ed alla collettività, una sana gestione. Del resto voi stessi giudici, uomini di legge che toccaste gli apogei….. ( scusate la citazione ) , giudicaste tutti i lavoratori e i sindacati conniventi con Meli perché non denunciarono la voragine debitoria che lo stesso creò…… : “allora decidetevi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
    Vorrei aggiungere a riguardo un chiarimento Meli uomo trasversale e amico di Tronchetti Provera era voluto dalla destra dalla sinistra e dal centro e nessuno volle intervenire che sia ben chiaro!!!!!!!! eravate tutti contenti che si parlasse del Lirico di Cagliari sulle riviste internazionali , e durante i vostri viaggi quanto vi rendeva felici, sentir parlare del Lirico come di una eccellenza…….
    Smettiamola di trasformare le vittime in carnefici:
    Quando il saggio guarda la luna lo stolto guarda il dito.

    • pinupretzisu says:

      s’accabadora:
      1-2-3) pare che il CdA abbia votato all’unanimità: come si è detto, ai fini della nomina conta il voto espresso, non le ragioni che hanno portato al voto.
      4) la manifestazione d’interesse va letta nel suo insieme, l’hai fatto? certo, un avvocato che redige un ricorso si trova sempre, altro è vincere, cosa che dubito.
      5) l’esperienza anch’essa deve essere letta ai sensi di statuto: la formula è così vaga che anche siciliano sarebbe stato esperto….ti lascio immaginare quali siano gli spazi per un ricorso
      6) studierà
      7) su questo concordo, la maleducazione è il peggior difetto della nostra epoca
      8) mi fido
      9) credo che il sindaco parlasse di uso degli spazi, non di farvi cantare come spalla di jovanotti
      10) mi piacerebbe che tutti i teatri fossero ben gestiti e che in un momento in cui a iglesias e carbonia 1 maggiorenne su due è disoccupato ci fosse più rispetto per il danaro
      11) infatti circolava il nome di diego lopez come soprintendente….
      12) io una volta ho votato veltroni…figurati….

      • Pinuacabbadda says:

        Pinupretzisu:
        1-2-3) Pare, appunto… Come al solito non sai nulla.
        4) Come puoi pensare il contrario? Non sai nulla.
        5) La legge non è così vaga come credi. Non sai nulla.
        6) Voglio giocare nella nazionale di calcio. Una volta dentro imparerò a giocare.
        7) Era stabilito da mesi.
        8) Anche noi.
        9) Nel caso non ha detto nulla di nuovo.
        10) Anche a noi!
        11) Sarebbe stato preferibile, a questo punto.
        12) Ecco, questo dimostra che non sai nulla.

      • Luca S. says:

        Caro Pinu, DIEGO LOPEZ FAREBBE MEGLIO!
        Questa, da studiata, ha fatto un casino con gli abbonamenti e la biglietteria già nel 2008 e ora ci chiedi di farla studiare a 85000 euro l’anno? Magari più benefit?

        • S'accabbadora says:

          Pinupretzisu 1)2)3) le so!!!!! vedremo il verbale di seduta e vedremo se è stata votata la fiducia al Presidente o se è stata eletta la Crivellenti che, visto che sai tutto ,dovrebbe essere nominata in seconda seduta dalla maggioranza assoluta dei presenti. Per cui non è ancora Sovrintendente!!!!!!!!
          4) Non sarò io a fare il ricorso per cui rivolgiti a quelli che lo stanno facendo ( e sono tanti ) rimane comunque la brutta figura per la mancanza di trasparenza e i metodi da Adolf!!!!
          5) la formula è relativamente vaga anche se ti do ragione sul fatto che conta la volontà politica…..di applicarla, lo statuto che, tu che sei “studiato” , sicuramente conosci parla di esperienza in campo organizzativo e gestionale e nel suo curriculum c’è tanta gazzosa!!!!!!
          tanta esperienza organizzativa ma niente gestionale non ci serve una P.R.
          6) a studiare a casa sua o al Cepu. si arriva già studiati, perché altrimenti andrebbe bene chiunque anche un usciere!!!!!! e poi lo stipendio è discreto o sbaglio?????
          9) ma come, volevo cantare con jovanotti??????caro Pinu-imptretzisu essere chiari non guasta mai guarda l’esempio di Sting……..e non dimenticare Marco Cartaaaaaaaaaaaa!!!!!!!
          10) ok sul punto 10 ma non darmi lezioni sul sulcis..grazie
          11)a questo punto potevano ambire tutti anche Diego lopez……
          12) su questo ci capiamo figurati……… però permettimi un pò di veleno poverino sei ancora traumatizzato per aver votato Veltroni???????

          • pinupretzisu says:

            s’accabadora, alla fine mi sei anche simpatica, e ho il presentimento che sia anche un’ottima artista, ma fatevi consigliare prima di leggere qualcosa che non sia uno spartito.
            A dir la verità mi ero ripromesso di abbandonare il tema, ma siccome questa è una favola che gira già da qualche giorno, ti lascio un suggerimento….così, in modo che tu non faccia brutta figura sostenendo la tesi in pubblico.

            Credo che questa storia della “doppia seduta” – che a me ricorda solo certe domeniche mattina col giornale in mano – discenda dalla lettura dell’art. 9 dello statuto secondo cui “…il Sovrintendente è nominato dal Consiglio di Amministrazione nella prima seduta successiva alla sua elezione…”

            quel “..sua…”, ovviamente, si riferisce al consiglio di amministrazione, non al sovrintendente, e riguarda l’ipotesi di prima nomina del sovrintendente, successiva alla prima elezione del consiglio.

            La nomina, invece, è disciplinata dall’art. 7 secondo cui il consiglio “…nomina e revoca il Sovrintendente…”. amen.
            nessun doppio passaggio, o doppia seduta, ma d’altronde, perché mai lo stesso organo dovrebbe deliberare due volte con lo stesso quorum sullo stesso argomento ?

            così non direte che nessuno ve l’aveva detto

            ….per la precisione

            • Pinu…..
              I componenti del CDA non si ELEGONO !!
              Sono per nomina diretta, regione ministero comune etc.
              Per cui la tua teoria del …. SUA …. non regge.
              Infatti, (credo) ma smentite se sbaglio, l’elezione comporta un insieme di voti con maggioranza. La nomina é altro!
              Quindi…. Chi si deve eleggere é il sovrintendente che viene successivamente nominato in seconda seduta, anche se a quel punto, se non ci sono ribaltoni, dovrebbe essere lo stesso.

              • Ops …. @GG .. 🙂

                • L’elezione è un metodo di scelta del titolare o dei titolari di un ufficio da parte dei membri di un collegio, corpo elettorale o altra collettività, che sono chiamati ad esprimere le loro preferenze attraverso il voto per una o più persone o per un insieme di persone (una lista), voti che vengono poi trasformati in una scelta collettiva sulla base di regole prestabilite. Nel caso il collegio sia chiamato a scegliere i suoi stessi membri, si parla di cooptazione.
                  ———————–
                  Nel diritto la nomina (dal verbo latino nominare, ‘dare un nome, citare, eleggere’, derivato da nomen, ‘nome’) è l’atto giuridico con il quale il soggetto che ne ha il potere assegna una persona ad un ufficio quale titolare o addetto. Se è fatta da un collegio, corpo elettorale o altra collettività, mediante votazione, prende il nome di elezione; nel caso il collegio sia chiamato a scegliere i suoi stessi membri, si parla di cooptazione.
                  L’atto di nomina può essere, secondo i casi, un provvedimento di diritto pubblico o un negozio giuridico di diritto privato, come avviene nel caso di associazioni, società e altri enti di diritto privato.
                  Spesso ci sono norme che limitano le possibilità di scelta da parte soggetto investito del potere di nomina stabilendo, ad esempio, determinati requisiti (di età, istruzione, esperienza, appartenenza a determinate categorie ecc.) per il nominato, condizioni d’incompatibilità (in virtù delle quali chi ha già la titolarità di un ufficio non può assumere quella di un altro) o, nel caso la titolarità dell’ufficio abbia durata limitata nel tempo, il numero massimo di volte consecutive che può essere attribuita alla stessa persona.
                  Può essere anche stabilito che la nomina sia fatta su designazione di un altro soggetto: in tal caso, quest’ultimo indica una persona o un certo numero (una rosa) di persone, tra le quali deve essere individuato il nominato. La designazione può essere vincolante oppure può essere lasciata al soggetto che effettua la nomina la facoltà di discostarsi dai nomi proposti o chiedere che ne vengano proposti altri.
                  Si possono distinguere, nell’ambito della nomina, due momenti: la scelta della persona da assegnare all’ufficio (nomina-scelta) e l’assegnazione della stessa all’ufficio (nomina-investitura); la prima può essere separata dalla seconda, come avviene nel caso ora ricordato della designazione, ma anche quando la nomina deve cadere sulla persona individuata, ad esempio, in esito a un concorso o a un sorteggio; in tutti questi casi l’atto di nomina è vincolato ma rimane pur sempre, in capo al soggetto che lo emana, il potere di verificare la sussistenza di tutti i presupposti che condizionano l’emanazione (ad esempio, la validità del procedimento concorsuale).
                  Talvolta, al potere di nomina si accompagna quello di revoca, in virtù del quale si possono far cessare gli effetti della nomina precedentemente effettuata e, dunque, l’assegnazione del nominato all’ufficio, prima del termine altrimenti previsto.

              • Sovjet says:

                Sì, ma neppure il sovrintendente si elegge, perché è nominato dal CdA…è probabile che ci sia una imprecisione di termini nello Statuto che utilizza per il CdA la parola “elezione”. Altrimenti non avrebbe senso la frase. Infatti, se si prova a riferire “elezione” al sovrintendente non torna nulla. In genere, l’interpretazione che si dà alle norme è quella più semplice: il CdA nomina il sovrintendente alla prima seduta utile. Se proprio si vuole, successiva alla sua elezione potrebbe significare successiva alla seduta di insediamento.
                Ma sinceramente non credo che oggi il problema sia questo: il tema non è la regolarità della nomina e neppure le competenze o meno del sovrintendente. Il tema vero è che si è determinata una situazione conflittuale le cui conseguenze possono essere molto gravi per il Teatro. Situazione che andrebbe disinnescata prima che arrivi ad un punto di non ritorno.
                Il problema non è più su chi ha ragione o chi torto, ma come uscirne.

            • Lavoratore del Lirico says:

              Pinupretzisu, come spesso accade ti sbagli per la scarsa conoscenza dei fatti.
              Non pensare che chi, come me, legge gli spartiti non sappia leggere altro…
              Non è detto che lo studio della musica ci abbia portato via il tempo necessario ad altri studi.
              Sei impregnato di luoghi comuni, di vecchi pregiudizi.
              Dai, fai come avevi già pensato di fare: lassa perdi…

            • Lavoratore del Lirico says:

              Pinucagasentenzia, spiega a Massi come stanno le cose, allora, perchè il Presidente afferma in conferenza stampa: “si è tenuto il C.d.A. che all’unanimità ha deciso di nominare Marcella Crivellenti“. Nella seduta di ratifica di nomina che dovrà avvenire, vedremo nero su bianco l’epilogo della vicenda e fino a che punto i consiglieri di amministrazione sosterranno “ la mia idea di Teatro “.
              Mi sa mi sa che anche lui sta spagheggiando…
              Nella porta dell sala in cui si riunisce il CdA forse sarà meglio mettere il cartello che indica “Attenzione: caduta Massi”.
              Ciao, Pinu… Fai da bravo

      • Supresidenti says:

        a mei ge mi parisi unu pagu pretzisu, e du narada unu chi esti informandisiri liggendi su chi tui e is attrus scrieisi in custu blog.. e du fazzu po comprendi miga po pigai sa bandierina de una parti o de s’atra..

    • Luca S. says:

      Come si dice nei post: ti straquoto!!!

    • valeria says:

      rispondo alla domanda 10, visto che ritengo di avere le qualifiche necessarie.
      Ad un artista (musicista o attore) non darei la sovrintendenza neanche di un condominio.
      E’ una battuta naturalmente ma ha anche un piccolo fondo di verità.
      Se per te è necessario un diploma al Conservatorio per sovrintendere un Teatro Lirico non hai proprio per niente presente il ruolo. Il quadro a cui deve rispondere il ruolo di Sovrintendente è quello del “manager”, meglio se con specializzazione nel settore artistico, ma non necessariamente a questo legato.
      La parola inglese è brutta e tante volte inadeguata, ma traducibile in italiano con un insieme di vocaboli che potremmo sintetizzare nel binomio inscindibile di “organizzatore e amministratore”.
      Solo pochi artisti hanno studiato per affinare questa capacità che è specifica invece di altre figure che gli artisti indirizzano, promuovono, tutelano ecc ecc. Chiunque di noi sa che il teatro è un’impresa dove ci sono più figure che lavorano per portare a compimento un progetto. Quelle figure sono le stesse in tutte le discipline dello spettacolo dal vivo, e sono peraltro accomunate da similitudini importanti anche nei contratti collettivi di categoria (che non portano differenze abissali se si riferiscono ad un lavoratore di Teatro Stabile o di Teatro Lirico).
      Come in ogni impresa importante anche in un’impresa culturale vigono delle regole di gestione che comprendono una profonda conoscenza di tutte le professionalità coinvolte. Un artista è poco predisposto, causa troppo studio e poco contenimento dell’ego.

  8. Biolchini, quando capirà che il Teatro Lirico (come tutti gli spazi teatrali..) deve essere gestito come un’impresa manufatturiera? Quando avrà modo di comprendere che la gestione delle risorse umane in un Teatro devono prendere la forma di una qualsiasi architettura tayloristica (ma anche post tayloristica va bene..)? Quando aprirà gli occhi rispetto all’universo di balle, sciocchezze e cazzate che arrivano dal quella componente lavorativa che quotidianamente fa “girare” la struttura? Quando si toglierà’ la bistecca dagli occhi per leggere le subdole ragioni della protesta di sindacati e lavoratori contro questa nomina ( e il timore di altre..) per cogliere il duro dato di realtà dell’aquisizione di posizioni di forza? Ormai non riesco a trovare altro modo per illustrarle la via di una critica meno raffazzonata, più soft e più giusta (nel senso del “non sbagliata”‘ e’ bene sottolinearlo) a questo governo cittadino?
    Ps. La smetta infine di scrivere di lirica pensando di riferirsi alla cultura. Scriva finalmente di industria e sviluppo e della cultura industriale che, prima o poi, i cagliaritano scopriranno di possedere nel proprio intimo. Da sempre, da tempi nuraggici.

    • trojan says:

      La lirica non è cultura, quindi. Tocca, fa ‘na cosa: torranci a trabballai in piazzetta.

      • La lirica non è cultura? Sei per caso abituato a considerare cultura il grande fratello o l’isola dei famosi? o sei il solito troll? opto per quest’ultima.

    • Alberto says:

      Esimio non meglio identificato Al, visto che lei le bistecche sugli occhi non ritiene di averle, le sarei grato se fosse più chiaro su quali siano, secondo il suo parere, “le subdole ragioni” della protesta dei lavoratori e dei sindacati del Lirico. Io sono da ventotto anni un lavoratore del Lirico, e non ho “subdole ragioni” per protestare: le ragioni, visto che lei è così ben informato, dovrebbe conoscerle. Si riveda i precedenti lavorativi della Crivellenti presso il Lirico, si riveda il suo curriculum e soprattutto si vada a vedere i curricula degli altri candidati.

      • Alberto, si riveda i miei post precedenti e scoprirà quanto ho a cuore la vostra posizione. Capisco il vostro incazzo, ma colga il senso ironico e – sopratutto – il bersaglio del post da lei criticato…
        Ps. Trojan: in the same way as Alberto.

    • Thomas Newton says:

      Ma ti sei fumato qualcosa o troppi scioppini in piazzetta Savoia? “Taylor, Taylor, non erano per te praterie, gli orizzonti e le scorrerie, sognavi grattacieli di cemento e cavalier d’industria e non del cielo”.

    • Bruno Ghiglieri says:

      Ma tu hai mai messo piede fuori dalla Sardegna e dall’Italia?

  9. zunkbuster says:

    Segnalo che sul blog dei lavoratori del Lirico, “non zittite l’arte” è stato pubblicato un curriculum già sfuggito all’Agente Odabella, quello di Enrico Stinchelli.

    http://nonzittitelarte.blog.tiscali.it/2012/10/04/il-cv-di-enrico-stinchelli/

    • pinupretzisu says:

      mi perdonerete, ma quasi tutti i curricula (o curriculum come vorrebbe la lingua italiana) che leggo non mi pare attengano al profilo da soprintendente, quanto piuttosto al profilo da direttore artistico.
      al che mi sorge un dubbio: sapete quali sono i compiti del soprintendente?
      sapete qual è la differenza tra un soprintendente ed un direttore artistico?
      o forse – come mi pare di intuire – c’è chi vorrebbe come soprintendente un cantante, che avendo passato giustamente la vita a studiare altro, ben poco conosce di organizzazione aziendale, bilanci, gestione personale etc.., sì da lasciare la “gestione” vera nell’anarchia di chi urla più forte?

      …per la precisione

      p.s.
      la risposta è nello statuto dell’ente, che non vi linko, perché se finora non l’avete letto, allora stiamo parlando del nulla

      • Anche Massi conosce i confini delle due arre di competenza? Anche Massi conosce il proprio confine quando racconta in giro di scelte ancorate alla “sia idea di teatro”? Ma per piacere… Pinu o betulla che sia… Ma lassa stai…

      • Lavoratore del Lirico says:

        Hai intuito molto, ma molto male. Informati meglio, Pinupaguinformau.
        Nessun cantante è “desiderato” da noi lavoratori come sovrintendente.
        Colui al quale alludi non ha mai avuto questa intenzione, e neppure noi lo abbiamo mai visto in tal veste.
        E’ vero che molti dei curricula(um) sono più adeguati ad un incarico da direttore artistico, ma di certo quello della Crivellenti non è il curriculum di un manager che sarebbe poi la figura più indicata alla sovrintendenza di un teatro.
        Pinunonscisnudda.

  10. Anonimo says:

    mi sa tanto che il vero problema di questa nomina e che MARCELLA CRIVELLENTI, e una donna, all’ente lirico si devono abituare a questa nuova e strano essere, e dire che un ambiente di profonda e infinita CULTURA!

    • Anonimo says:

      Ah splendido quando non si hanno argomenti si tira fuori a capocchia l’antifemminismo. Se avessi letto i commenti capiresti che non c’entra un cazzo. Mica essere donna poi e’ una pezza giustificativa valida per la mancanza di un curriculum adeguato e per la misconoscenza totale del “ramo” gia’ appalesata nella prima presuntuosa conferenza stampa. Angela Spocci non avrebbe avuto bisogno di sbandierare la sua appartenenza di genere, sono le Crivellenti che hanno bisogno dell’attivismo degli inutili comitati pari opportunita’ grazie ai quali i consigli comunali sono ancora strazeppi di soli uomini.

    • Questo è Il commento più stupido!

      • trojan says:

        Valeria Orani è donna, viene dal teatro di prosa e avrebbe avuto un curriculum “vero”. È stata per anni direttore dello Stabile dell’Aquila. Il problema della Crivellenti è doppio: nell’ambiente non la conosce nessuno e invece in teatro l’hanno conosciuta fin troppo bene sin dal 2008. La Spocci ha il miglior curriculum d’Italia. Se Massi avesse voluto la donna giusta ne avrebbe avute a disposizione.

      • Anonimo says:

        roby visto che siamo due anonimi di chi e il commento stupido ?

    • Caro Anonimo…. o meglio Anonima …… il femminismo lo utilizzi per altre cose più nobili, visto che qui non c’entra un emerito……….

  11. Reblogged this on BABAJI.

  12. Ci si può anche scornare sui passaggi formali della vicenda… Ma rimane la sostanza di quello che per adesso sembra un grande pasticcio, la cui gravita’ e’ ben evidenziata dalla posizione dei sindacati e dalle “cazzate” espresse su questo blog da lavoratori della stessa organizzazione. Di questi elementi, delle difficoltà di gestione futura (ricorso al TAR consentendo..) mi preoccuperei seriamente, queste voci le ascolterei con più attenzione . Ma, come dice qualcuno, “aspettiamo fine legislatura” per dare giudizi…

  13. zunkbuster says:

    La situazione è chiarissima ed è ben descritta dalla RSU del Lirico. Ma probabilmente anche i loro sono vaneggiamenti, come quelli di ZunkBuster …

    http://www.radiopress.it/2012/10/comunicato-rsu-teatro-liricook/

  14. castigamatti says:

    I fatti, Signori, i fatti!
    Allora: sino a qualche settimana fa il presidente della Fondazione (non il sindaco, c’è differenza) sarebbe stato all’angolo da giochi di potere per la nomina a sovrintendente del Lirico di tal Siciliano.

    Nel frattempo si era chiusa la manifestazione di interesse che avrebbe dovuto aiutare il cda (composto mica da persone di primo pelo che si fanno mettere in scacco dal ragazzino, questo si diceva) del Teatro nella scelta del sovrintendente.

    Nella penultima riunione e dopo l’analisi dei curricula che era all’ordine del giorno, lo stesso cda (mica persone di primo pelo) decide che per la scelta è cosa buona e giusta allargare la platea dei papabili anche ai curricula arrivati fuori tempo massimo.

    Dopo di che, nella seduta successiva, ecco la nomina della Crivellenti: decisa all’unanimità con un voto di fiducia sulla proposta del presidente (non sul sindaco, che mica può essere sfiduciato da un cda seppur composto da persone mica di primo pelo).

    E il ministero (lo stesso per cui in un post precedente, quello sui contributi alle associazioni culturali, l’autore del blog tira in ballo per eventuali punteggi superiori alle compagnie da questo riconosciute) “benedice” modalità e profilo della scelta.

    I fatti, signori!, i fatti.
    La scelta del sovrintendente è competenza del presidente della fondazione e del cda. Non dei sindacati e dei partiti: questi ultimi, in particolare, avranno voce in capitolo quando si tratterà di nomine in altri enti. Le famose società partecipate.

    E invece cosa è successo? Prima si è fatto circolare il nome di tal Siciliano, senza che nessuno lo proponesse ufficialmente. Poi, anche apertamente, si è parlato di Meli: grande curriculum, ma anche grande deficit lasciato in eredità.

    Una situazione quella debitoria, che, a differenza di quanto dice l’autore del blog, è stata risolta grazie al dialogo e alla mediazione tra diversi enti. Il presidente (non il sindaco, c’è differenza) Zedda ha sempre detto “Abbiamo salvato il Lirico”, non “Ho salvato il Lirico”.

    L’ha ripetuto anche ieri, durante la conferenza stampa. Solo che l’autore del blog, giornalista corrosivo e di indubbie capacità, non era presente.
    A meno che, ero presente per vedere la faccia di questo presunto mostro che sarebbe in grado di mandare in malora il Teatro prima ancora di entrarci, mi sia sfuggita la sua presenza.

    Ma d’altronde quando scrive di alcuni argomenti che altri hanno evidenziato nei commenti a questo post in molti non lo riconoscono più.

    • Vito Biolchini says:

      Quindi secondo la tua ricostruzione è filato tutto liscio. Evidentemente mi sono perso qualcosa…
      In ogni caso, hai tralasciato un fatto importante: la richiesta del consigliere Contu di inserire a verbale che il nome della Crivellenti non proveniva dalla lista dei professionisti che avevano inviato la loro manifestazione di interesse. E, come ha riportato la Nuova del 2 ottobre, «visto che il sindaco ha dichiarato che la conosce personalmente ed è lui a scegliere la signora Crivellenti perché è la sola capace di rimettere in sesto le sorti del teatro lirico – hanno messo a verbale Oscar Serci, Felicetto Contu e Gualtiero Cualbu – tutta la responsabilità di questa nomina è sua e di nessun altro».
      Eppoi, mi spieghi cosa significa la nomina della Crivellenti è stata “decisa all’unanimità con un voto di fiducia sulla proposta del presidente”? E’ stato votato il nuovo soprintendente o è stata data la fiducia al sindaco?
      Inoltre, a me non risulta che questo voto sia stato dato all’unanimità: a me risulta che il consigliere Contu si sia astenuto.

      • Gentile Biolchini,
        guardi che la decisione è “sempre” del CdA (lei ha mai fatto parte di un CdA?); in questo caso la richiesta di verbalizzare che “tutta la responsabilità di questa nomina è sua e di nessun altro” è una solenne sciocchezza, perché un membro del CdA vota a favore, contro o si astiene. Chi si astiene non è non ha responsabilità, semplicemente assume quella della maggioranza che decide. Altrimenti che facciamo gli incarichi per non prendere responsabilità? Serci, Contu e Cualbu hanno votato a favore, perchè hanno affidato la scelta al Presidente, anche se a lei non piace. Mi vuol dire che Gesù Cristo l’hanno ammazzato gli ebrei e Pilato non c’entra nulla? Altro sarebbe stato se avessero votato contro o rassegnato le dimissioni, cosa che non è avvenuta.
        Per cui va bene avere le proprie opinioni, però vediamo almeno di capire come funziona un CdA, perché altrimenti inventiamo le nuove regole di funzionamento in cui un membro non vota contro, però neppure a favore né si astiene, come se non ci fosse: ma vogliamo scherzare?
        Se poi lacrocifissione è colpa degli ebrei, allora è un altro paio di maniche, tanto non è certo la cazzata più grossa che si legge nei commenti.
        Cordialmente,

        • Vito Biolchini says:

          Sì, certo, ha ragione lei. Ma allora perché anche oggi i sindacati parlano di nuova seduta del cda in cui si dovrà ratificare la nomina della Crivellenti? Cosa vuole dire “ratificare”? La nuova soprintendente è stata nominata oppure no? Non si ratifica una nomina già fatta (peraltro dallo stesso cda!), non crede?

          • Gentile Biolchini,
            le ho fatto notare come vanno le cose nei CdA (e per fortuna almeno per una volta siamo d’accordo). Bisogna vedere se la formula adottata nel verbale è corretta o meno, cioè se si possa lasciare com’è o vada integrata proprio da una esplicita adesione dei consiglieri che hanno affidato la decisione a Zedda. Cioè quelli che, piaccia o meno, hanno deciso! Le pare che stia dicendo qualcosa di diverso? Cosa mi vuol dire che anche questo è colpa di Zedda? Che i consiglieri votino contro, no?, così arriva un commissatio e siamo tutti contenti! Che problema c’è? Oppure le sta bene che la responsabilità sia di Zedda perché gli altri dicono che loro non decidono? Vediamo di essere coerenti.
            Però, guardi, al di là delle questioni formali: può negare che la decisione sia del CdA? E inoltre: le pare davvero che abbia senso parlare di aspetti formali? Si può parlare di politica, per una volta, oppure andiamo avanti a pibincare sul sesso di Al? C’è prima di tutto un problema politico (enorme) che salta fuori dalla composizione del CdA e dalla posizione (debole) di Zedda, questo è il punto e il motivo del casino (ma santo cielo, sembra che lei sia caduto dal pero, eppure di politica ne avrà visto, o no?). Le altre questioni sulla trasparenza&C, come pian piano si va delineando, sono solo solenni scemenze!
            Inoltre, mi permetta: ogni tanto non sarebbe male parlare anche seriamente di cultura, altro che Lirico: ma almeno vede che razza di discussione stiamo facendo? ma ha visto le oscenità scritte dai dipendenti&Artisti&intellettuali? Ma per favore!
            Cordialmente,

            • Vito Biolchini says:

              Caro Ainis, non voglio addentrarmi in questioni al momento marginali. Io so che nelle pubbliche amministrazioni la forma è sostanza, e non c’è sostanza senza forma. Cos’ha votato l’altra sera il cda del lirico? La nomina della signora Crivellenti a nuovo sovrintendente? Io non ne sarei così sicuro, altrimenti non ci sarebbe bisogno di un’altra seduta per ratificare la decisione. Il cda forse ha semplicemente dato un mandato politico al sindaco per individuare il nuovo sovrintendente. Zedda afferma di aver avuto questo mandato all’unanimità. A me risulta invece che il consigliere Contu si è astenuto.
              Detto questo, perché queste questioni non sono marginali? Perché se ad oggi non esiste alcun decreto di nomina, qualcuno si è assunto la responsabilità di spacciare per vera una decisione che ancora non è stata presa. E se così fosse, altre alla conflittualità sindacale, ci sarebbe anche una incertezza formale. Perché i ricorsi al tar fioccherebbero. Insomma, il Lirico non è una bocciofila. La nomina del soprintendente è regolata da precise procedure. Che secondo me potrebbero non essere state seguite. Poi se mi sbaglio aggiunga questo al muntone di stupidaggini che ho detto in questi anni! 🙂
              In ogni caso, la volontà politica è chiara, su questo non ci sono dubbi.

              • Gentile Biolchini,
                mi scusi, ma di che parliamo? Delle tecnicalità riguardanti una delibera o del fatto che il CdA abbia nominato il Soprintendente? La nomina c’è stata ed è frutto di una decisione del CdA. Se poi stiamo cercando qualche motivo per andare di fronte al TAR, guardi che ne trova quanti ne vuole. E allora il dato rilevante non è una questione tecnica ma la volontà di acquisire posizioni di forza nei confronti del nuovo Soprintendente e di Zedda. Davvero lei non lo vede?
                Quanto alle «regole da seguire» come dice lei, sono quelle dello statuto e non ve ne sono di specifiche per la nomina: decide il CdA.
                Lei dice che la volontà politica è chiara? E allora perché non ne ha mai parlato??
                Quanto al muntone di cazzate pregresse, mi sentirei di suggerirle di non porre domande di cui non si vuole sapere la risposta (che poi sarebbe ciò che mi dico quando mi pongo la stessa domanda). 🙂
                Cordialmente,

          • pinupretzisu says:

            l’ha detto zedda nella presentazione del soprintendente: il Cda nella prossima seduta dovrà perfezionare la firma del contratto, con determinazione del compenso.
            Certo che se il CdA propone 12mila euro l’anno e la crivellenti rifiuta e non si trova un accordo occorre nominare un sostituto, ma ormai non si dovrebbe più parlare di nomi (essendo la nomina ormai deliberata all’unanimità), ma solo di contratto.
            ….per la precisione

      • castigamatti says:

        Non tralascio niente. Ho parlato del penultimo cda, in cui tutto il consiglio ha deciso di allargare la platea dei papabili anche ad altri curricula.

        Di cosa hanno fatto mettere a verbale Serci, Contu e Cualbu ha detto lo stesso presidente della Fondazione. Senza nascondersi dietro un dito.

        È stato votato il sovrontendente, l’ho scritto chiaramente: mica il cda puó sfiduciare il sindaco.

        E il voto è stato all’unanimitá: l’ha sottolineato lo stesso Zedda durante la conferenza stampa. Solo che tu non c’eri, ed è un peccato perchè avresti potuto fare tutte le tue domande.

      • Lavoratore del Lirico says:

        Ha ragione Biolchini. E’ stata data fiducia al sindaco. Nessuna votazione e quindi nessuna unanimità. L’unica decisione unanime è stata quella di scarica su Zedda la responsabilità della nomina, ma non si legga questo come una semplice formalità… Significa ben altro, come lascia intuire Biolchini…

    • Simplicius says:

      Se castigamatti avesse studiato prima di parlare saprebbe che il sovrintendente viene eletto dal CDA della Fondazione, non dal Sindaco da solo. Giusto per dire che per fare obiezioni bisogna prima studiare e informarsi. Non serve farlo se si delega a un padrone l’amministrazione della cosa pubblica, è indispensabile farlo se si vuole essere cittadini responsabili.

      • castigamatti says:

        il sovraintendente é stato votato dal CDA all’unanimitá.

        Studia prima di parlare, per fare obiezioni occorre studiare e informarsi.

  15. Adbuster says:

    – Vito parla del problema politico antidemocratico della gestione Zedda.
    – I tifosi di Zedda dicono che Massi ha fatto bene a punire i lavoratori del Lirico. Bastardi che non sono altro, mangiapane a tradimento.
    – Catilina elenca le dieci sfumature di grigio della vicenda.
    – Sovjet fa lo scoop e afferma che la Crivellenti ha vinto una gara al ribasso nella retribuzione e che è stata scelta per quello.
    – Ainis parla di Alcoa e dello scandalo di avere il Lirico in Sardegna che ruba i soldi.
    – Zunkbuster comunica che è finita definitivamente la luna di miele e che in tanti iniziano a lavorare per mandare Massi a casa.

    • Gentile Adbuster,
      specifichiamo:
      – Ainis parla di Floris che parla del Lirico che ruba i soldi.
      Diamo il merito a chi ce l’ha!
      Cordialmente,

      • Valentina Sanna, Presidente dell’Assemblea regionale del PD, sconfessa il suo partito. Evidentemente l’acredine verso la nomina era dovuto principalmente a una parte del partito in cerca di cadiredda, come sempre.

        • zunkbuster says:

          Non sarebbe la prima volta che la signorina Sanna si fa notare soprattutto come sabotatrice. Purtroppo per lei molti dei suoi stanno passando con Renzi, e lei difficilmente potrebbe finire nella lista dei rottamatori. Casomai dei rottamandi, che non necessariamente dovono avere più di 60 anni.

          • Anonimo says:

            Ora si che riconosco il linguaggio del caro vecchio PCI. La sanna è sabotatrice e anche nemico del popolo perchè non é allineata. E se ne auspica pure l’epurazione. Che oggi si chiama piú modernamente rottamazione.

          • Santuzzo says:

            Un po’ di sana democrazia: nel Pd puoi essere contro i diritti degli omosessuali e puoi essere neoliberista, ma guai a metterti in mezzo e squartarare la quaglia sulle nomine.

        • Di Legno says:

          La posizione di Valentina Sanna è stata riportata fedelmente dall’Unione. La posizione di Valentina Sanna rispecchia fedelmente infatti la posizione del PD.

          • Anonimo says:

            Chi è Valentina Sanna e in che posizione è? Non ci capisco più nulla. In Sardegna è pieno di Sanna e abbiamo tutti lo stesso cognome.

    • Sovjet says:

      Gentile Adbuster,
      specifichiamo:
      – Catilina dice che Sovjet dice che la Crivellenti ha vinto una gara al ribasso nella retribuzione e che è stata scelta per quello.
      Diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Catilina quel che è di Catilina…senza doppi sensi legati alla fine del personaggio storico, altrimenti avrei esordito col classico “quousque tandem…” 🙂

  16. Luca S. says:

    Si, é un dialogo tra incazzati e qualunquisti. O meglio stanchi, stanchi di vedersi presi per i fondelli da anni, stanchi di essersi sentiti trattati come bambini viziati, stanchi di pagare di tasca propria le scelte scellerate di altri, stanchi di aver studiato anni e continuare a dedicare ore giornaliere di studio per essere poco valorizzati, stanchi di vedere che le professionalità prodotte negli anni all’interno del teatro restino a marcire, stanchi di vedere che gli sforzi per rimettere a posto le cose sono vani, stanchi di vedere che quel poco che si era riuscito a mettere a posto è già preda degli avvoltoi della politica e già vediamo svolazzare i Meli, i Pietrantonio, i Caldo (eh, il caro Vincenziello, colto con le mani nel sacco e scappato addirittura con pc e files compromettenti), stanchi di vedere buonuscite da centinaia di migliaia di euro dei vari Cetto La Qualunque avvicendatisi in vari ruoli ai posti cardine del teatro, mentre i nostri stipendi sono stati tagliati del 15-20% per tenere in vita le minchiate operate da questi inetti (e quando ciò é successo non é stata fatta una sola giornata di sciopero), stanchi di vedere come nei teatri del resto d’Europa via sia una filosofia artistica e gestionale diametralmente opposta alla nostra, stanchi di vedere che questo modus operandi si sta ripercuotendo anche in altri ambiti della nostra vita, dalla sporcizia dilangante nonostante 250 euro annuali di Tarsu ad una mensa scolastica indegna nonostante l’ennesimo aumento a 4,37 euro a pasto, ad uno stato dei trasporti penoso, al malaffare dilangante, ai giochetti della poiitica che tutto questo avvalla e, di qualunquismo in qualunquismo, ad una situazione generale davvero deprimente.
    Stanchi.
    Incazzati.
    Qualunquisti.
    Chi se ne frega di come ci appellate!!!
    Siamo stanchi di gente così e di la pensa come loro.

  17. Rispondo a Gelindo.
    Vorrei tranquillizzare questo signore che scrive la sua opinione e tira dentro persone che hanno poco a che fare con le vicenze del teatro lirico. Immagino che sia poco informato, anche perchè la possibilità di organizzare concerti cosiddetti “pop” è sempre esistita. Prova ne sia ad esempio, gli utlimi che mi riguradano personalmente tipo Fiorella Mannoia nel 2010 e Ivano Fossati nel 2012. Senza dimenticare James Taylor (Palmas) e tanti altri. Per la precisione organizzati durante le gestioni Pietrantonio e Di Benedetto. Conseguentemente non ne farei un caso, relativamente alla frase di Zedda su Vasco Rossi alla Scala. E poi scusate questo di via Santa Alenixedda dovrebbe essere il Teatro Comunale, uso appunto il condizionale non a caso. Che poi debba essere prevalemntemente occupato dalla lirica, l’operistica ecc., nessuno lo mette in dubbio, ma giustamente può trovare ampio respiro su altri generi che non penso debbano produrre un senso di frustrazione in chi li propone. La musica esige rispetto e soprattutto devono essere rispettati quelli che amano le canzoni di una Mannoia, di un Fossati, di un Taylor e via discorrendo, la puzza sotto il naso non ha mai portato a nulla di buono. Non dimenticate che siamo a Cagliari dove la vergonga di non avere uno spazio al chiuso degno di questa nome per i concerti, ha varcato i confini nazionali.
    Se poi il Sindaco ha deciso, come di sua competenza, il nome del nuovo sovrintendente, occorre rispettare la sua scelta, la si può non condividere, ma comunque ha messo un timbro col suo nome che va rispettato. Forse avrebbe potuto fare scelte più comode e trovare un che ce l’aveva più lungo di tutti (il curriculum), ma così non è stato, avrà pure le sue ragioni o pensate che sia impazzito?
    Solo il tempo ci dirà come saranno andate le cose. Le più belle sorprese arrivano quando meno te lo aspetti.
    Personalmente mi auguro che Marcella Crivellenti dimostri tutto il suo valore. Mi permetto di dirle che all’interno del teatro ci sono fior di professionisti (uno per tutti: Marco Maimeri) che vanno valorizzati e tenuti in grande considerazione per le loro capacità. Le basterà probabilmente partire da un piccolo arteficio: fare l’esatto contrario dei suoi predeccessori.
    Sarà una buona partenza.
    Buon lavoro
    Roby Massa

    • Luca S. says:

      Nel mio ultimo commento ho pensato se citare o meno il nome di Maimeri, ma dato che l’hai fatto tu, ti appoggio in pieno. Sarebbe stato un nome gradito da tutti, sulla cui competenza nessuno avrebbe potuto fiatare.

  18. Pinupretzisu says:

    Marchionne e FIOM, crivellenti, Zedda ed rsu

    Mi pare che il punto sia che marchionne ha mandato a casa gli operai, Z&c no, ed hanno confermato che non accadrà

    Ma hanno detto che il premio di produttività non può essere automatico, che si controlleranno i costi, che ‘metteranno a reddito’ tutti gli spazi del lirico quando non sono destinati alle attività tipiche, perché Cagliari ha fame di spazi per la cultura e poche risorse, e il lirico deve pagare pegno al mondo della cultura cagliaritana.
    Vi sembra sbagliato?
    Potete dire al più che sono bugie, ma non sarebbe una critica, e se il sindacato critica questi principi, mi conferma che bene ha fatto Zedda a prescindere dalla loro opinione nella nomina

    …per la precisione

  19. C’è Zunk che esorta a stare sul pezzo.
    Però io on sono capace… mi dispiace.
    Quando si parla di nomine, di equilibri, di potere, di accordi in merito, io mi sento un pesce fuor d’acqua. Mi vengono solo tante domande ingenue in mente. E non so a chi rivolgerle, per pudore.

    Tipo queste.
    Perché il Sindaco avrebbe bisogno di una persona di fiducia al Lirico ? Cosa è il Lirico ? Un metro per stabilire chi ce l’ha più lungo ? Un serbatoio di voti ? Se ci mette uno di fiducia che succede ? Durante gli spettacoli, ogni tanto, esce uno dal palco e grida “RIVOLUZIONE” (col pugno alzato) ? Qual’è il ruolo politico del sovrintentendente ? Ha un ruolo politico ? Di che si discute nel CDA del Lirico ? Si discute di lirica ? Perché il Sindaco non considererebbe di sua fiducia, il nome proposto dal PD, e dal sindacato ? Cosa significa “fiducia” ?

    Sono troppo ingenuo ? Non credo.
    Ora scusate, vado a raccogliere margheritine.

    • Gentile Ale Sestu,
      ha provato con la sabbia?
      Cordialmente,

      • Gentile Ainis,
        ho provato solo col bicarbonato; a lei con la sabbia è andata meglio ?
        Cordialmente,

        • Gentile Ale Sestu,
          temo di no. Sono al Poetto da un paio di giorni ma non ne trovo. Dev’essere colpa di questa robaccia che si caccia nelle scarpe e copre tutto quanto (colpa di Zedda, maledizione, ma non potrebbe portarla via?). Biolchini mi ha detto di aspettarlo, ché mi avrebbe fatto vedere lui, ma non arriva! Magari si è perso.
          Cordialmente,

    • Perché la responsabilità della nomina è del sindaco, al quale spetta nominare.
      Tu nomineresti, per esempio, uno piombato in città per fare l’assessore provinciale in quota corrente Pd? Te ne assumeresti la responsabilità?

      • Broz, hai letto bene le domande? Non c’erano domande sulla responsabilità di nomina del Sindaco.
        Poi se proprio lo vuoi sapere… io avrei raccolto i curricula, li avrei resi pubblici, e avrei scelto quello che mi sembrava il più adatto per quel ruolo. Avrei ascoltato il sindacato ed il PD, e se avessero cercato di piazzare un loro nome in accordo con altre forze politiche, per motivi diversi dal merito (e competenza) del candidato, lo avrei evidenziato e li avrei ignorati.
        Però non sarebbe andata bene neanche così… perché a qual punto avrebbero dato al Sindaco del “Pizzarotti”.

    • zunkbuster says:

      Vai a raccogliere, Ale, vai a raccogliere … che se continua così anche a Cagliari il raccolto del M5S sarà pingue.

  20. GELINDO says:

    Non dovrebbe ancora sorprendere il fatto che l’attuale Sindaco continui a compiere scelte decisive per la città in totale solitudine, come ha sempre fatto a partire dall’insediamento della sua Giunta, votata purtroppo da tutti noi per la voglia di chiudere una volta per sempre con il berlusconismo. Non è ormai sufficientemente chiara l’assoluta autoreferenzialità della squadra al governo della città? E non ingannano certo, ad esempio, le adunate oceaniche di veri o presunti operatori culturali cagliaritani (più di 500, incredibile!), che dovrebbero testimoniare di una presunta volontà di “ascolto democratico”, in realtà convocate come alibi per decisioni assunte “a prescindere”.
    L’episodio della nomina del Sovrintendente dell’Ente Lirico non è che la riprova di questo vero e proprio “stato mentale”, grazie al quale un Sindaco che ascrive a proprio merito nell’intervista all’Espresso il fatto di aver frequentato una scuola di recitazione (sputtanando di fatto i propri insegnanti, visto che si esprime con un inequivocabile accento campidanese) per sottolineare le proprie competenze in campo culturale, non riuscendo a districarsi nei meandri dei criteri di gestione di un Ente Lirico decide di trasformarlo in un Auditorium, sul modello di quello romano (che peraltro rimane cosa ben diversa e distinta dall’Opera di Roma), manifestando solo l’evidente incapacità di ascolto e di confronto con i veri operatori culturali che dovranno pagare il prezzo di tanta arrogante superficialità.
    E’ parso molto divertente a tutti il tono assertivo con il quale in conferenza stampa ci ha fatto scoprire che “Vasco Rossi ha cantato alla Scala di Milano!”, anticipando di fatto la trasformazione dell’Ente Lirico in un organismo distributore di concerti di Fiorella Mannoia, Mango o Eugenio Finardi, facendo felici, immagino, i vari Massimo Palmas, Roby Massa e Vox Day, per la comparsa di questo nuovo concorrente.
    Ci sarebbe da ridere, se non fosse drammaticamente chiaro che per altri 4 anni dovremo sopportare questo andazzo, il che rende del tutto inutile lo sforzo di approfondimento dialettico che su questo blog viene portato avanti con tanto impegno. Forse sarebbe meglio occuparsi d’altro.

  21. Catilina says:

    Dieci puntini sulle “i”:

    1 – Il Lirico di Cagliari non si è salvato grazie a Massimo Zedda. Questa è una affermazione falsa, disinformazione pura promossa in prima persona dal Sindaco che è alla disperata ricerca di candidature in nazionale future. Il Lirico è stato salvato dall’assessore alla Cultura della RAS Sergio Milia il quale si è fatto promotore di un’iniziativa unica: concedere a tasso zero un prestito per Cancellare i debiti pregressi.

    2 – L’atteggiamento dei sindacati non è “pregiudiziale”. I sindacati del Lirico conoscono benissimo la Crivellenti perché l’hanno già avuta quando venne a lavorare con un contratto al quale “non si poteva dire di no” dal 2008 al 2010. L’atteggiamento sarebbe stato pregiudiziale qualora non conoscessero la persona. Qui la contestazione è argomentata da un precedente conflitto chiaro e palese.

    3 – La “truffa politica” messa in atto dal sindaco della finta “Manifestazione di interesse” e della finta “trasparenza” in ordine alla nomina al Lirico, la dice lunga sulla intelligenza politica del “cosìcarino” che votammo. Una volta che fu palese come i curriculum arrivati sul tavolo non contenevano nomi a lui convenienti politicamente e che si trovava davanti (non parlo di Siciliano ovviamente) curriculum di peso internazionale, ma “tecnici”, il sindaco ha fatto strame per i porci del giusto criterio di trasparenza, in una maniera che supera in antidemocraticità qualsiasi sindaco pregresso finanche del centrodestra.

    5 – I lavoratori del teatro TUTTI, sono stati veramente gli unici artefici delle defenestrazioni dei malgestori del teatro. Non hanno mai occupato il teatro per avere 50 euro in più al mese, ma l’hanno fatto (ci sono le cronache a dirlo) solo per avere alla guida una dirigenza seria e competente. Quindi non si parli dei sindacati in maniera qualunquistica come leggo in questo blog ad opera dei militanti embedded di SEL, che evidentemente attingono al repertorio dei reazionari per difendere il loro unico comandante. I lavoratori difendono il loro posto di lavoro e sanno bene che, con questa guida, il teatro non potrà tornare ai suoi fasti (vedi le terrificanti dichiarazioni sulle intenzioni di portare Vasco Rossi in Teatro, in spregio del ruolo di tutela del patrimonio culturale italiano dell’opera Lirica la cui tutela spetta alla Fondazioni).

    6 – Chi parla del fatto che il PD volesse Siciliano e sia irritato per questo è non informato, oppure è in malafede. Se il PD avesse avuto una posizione forte su qualsiasi nome ora Siciliano sarebbe sovrintendente e basta. I più grandi nemici di Siciliano sono infatti proprio nel PD, e questo è un segreto di pulcinella.

    7 – Il problema che Vito pone con questo post, non è la Crivellenti. Qui si parla della gestione politica della giunta Zedda: una gestione antidemocratica, non collegiale, non partecipata, non di svolta democratica e non certo di rinascita della città. Speravamo tutti in una liberazione dalla tirannia dell’uomo solo al comando e speravamo in una svolta nel senso dell’ora tocca a a noi. Molti di noi ci hanno davvero creduto che quello slogan fosse sincero. Non è facendo l’assessore che Vito e tanti altri pensavano di contribuire, ma con la partecipazione a un dialogo aperto, franco, libero. La truffa della falsa “manifestazione pubblica di interesse” ha svelato la realtà: Massimo Zedda non è animato da spirito democratico perché è figlio di anni dove la democrazia vera non c’era. Punto.

    8 – Con questa accusa di conflitto di interesse per Vito che “avrebbe voluto un assessorato”, è ora di finirla. Nessuno dotato di QI superiore al 30 potrebbe seriamente pensare questo. Massimo Zedda avrebbe avuto altre scelte a disposizione per l’assessorato alla cultura: Enrico Pau (che ha speso soldi per fare i corti a suo sostegno in campagna elettorale), Giancarlo Biffi, Marcello Cadeddu, Francesco Abate, Valeria Orani, Simona Campus o lo stesso Paolo Frau, che ne aveva curriculum e competenza. Nessuno avrebbe avuto nulla da ridire e, ci scommetto, non ci sarebbe adesso questo univoco malcontento fra gli operatori del settore e fra i cittadini che fruiscono la cultura.

    9 – Servirebbe da parte di SEL di un ripensamento serio sul loro colloarsi “a sinistra”. La tradizione della sinistra italiana è fatta di richiesta di democrazia e di partecipazione. In questo blog (unica piazza libera di dibattito politico in città) assistiamo alle schiere dei caporali sellini che non sanno far altro (Sovjet a parte, ovviamente) che sciorinare il peggior repertorio della destra: allusioni a interessi personali, utilizzo di qualunquismi antisindacali, spocchia fascista contro la cultura e contro gli intellettuali, derisione di bassa lega… Mai che i soldatini abbiano il coraggio di entrare veramente nel dibattito, di rispondere punto su punto alle obiezioni sempre molto circostanziate di chi non è d’accordo con le decisioni del “comandante in capo da solo”. Alla luce di quello che vedo qui, Sel è un partito di sinistra? Sono di sinistra e democratici i membri della setta?

    10 – Siamo pronti al disastro. Accetto scommesse. Sono convinto che Massimo Zedda è pronto a rovesciare il tavolo una volta che verrà messo alle strette e verrà costretto a tornare sui suoi passi su alcune scelte. I bandi per gli spazi pubblici saranno una cartina di tornasole in quanto unica politica culturale espressa dal “tantocarino” frequentatore del Caffé Savoia. Già il doppio rinvio dei bandi la dice lunga, l’annullamento dei bandi per gli altri spazi come grotta della vipera e villa di Tigellio dice il resto. E presto vedremo come potrà operare bene un sovrintendente che, comunque vada, avrà contro tutti i lavoratori durante il suo operato.
    Massimo sarà allora pronto a dimettersi, accetto scommesse. Non vede l’ora di rituffarsi nei panni del legislatore, che sia in via Roma o a Montecitorio. Difficilmente lo vedremmo infatti “tornare al suo lavoro” come un qualsiasi civil servant.

    • ignazio says:

      ottimo, finalmente un post che si avvicina alla realtà.condivido!!!

    • Sovjet says:

      Gentile Catilina, ho letto ogni punto che ha messo sulle “i”e devo dire che su alcuni mi trova perlomeno perplesso.
      Intanto, per motivi personali, se quel “Marcello Cadeddu” del punto 8 sono io (perché io mi chiamo così), dico subito che non sarei stato adatto a svolgere la funzione per cui lei mi segnala. Ma condivido il fatto che questa storia su Vito sia stucchevole. Si può essere d’accordo o no con lui, ma io ne riconosco e ammiro l’onestà personale. E poi i requisiti per fare l’assessore alla cultura ce li ha (certo più di me). Io aggiungerei all’elenco un Gianluca Floris. Ma va dato atto a Massimo Zedda di aver fatto una scelta coraggiosa, scegliendo una giovane assessore dal buon curriculum e fuori dai giochi locali. Vedremo alla fine della consiliatura se errore fu.
      Il punto 1 è interessante: io non so quanti lettori lavorino nell’amministrazione regionale o quanti abbiamo avuto la possibilità di lavorare nell’ufficio di gabinetto di un assessore per sapere come funzionano le cose. Io sono stato capo di gabinetto di un assessore che era una delle persone con la più grande buona volontà che abbia mai conosciuto. Eppure non è mai capitato che abbia dato denari senza precisa istanza. Perciò sarà pur vero che Milia ha cacciato i soldi, ma che abbia fatto tutto di spontanea volontà, all’insaputa di Zedda, mi pare per lo meno inverosimile. Come credo appaia inverosimile a tutti i lettori. Certo, queste sono cose che non possono essere risolte da una persona sola, ma credo che senza garanzie da parte del sindaco il prestito non si sarebbe concretizzato. Poi, visto che questa situazione preesiteva all’elezione di Massimo Zedda, non si capisce perché non sia stata risolta con la più vicina giunta di destra. Mistero. Infine, Zedda forse non ha risolto il problema, ma è sicuro che non ha contribuito a determinarlo. Ma chi erano i presidenti e CdA che hanno portato l’Ente Lirico ad un passo dal fallimento e qual era il sovrintende (e a chi vanno le sue simpatie politiche) che ha iniziato il dissesto? Ops!
      Punto 2. Pregiudiziale significa che si agisce in base ad un pregiudizio. In mancanza di un piano industriale e del nome dei componenti dello staff ogni valutazione è frutto di pregiudizio. La si è valutata da “bigliettaia” e allora? Campioni formidabili sono poi diventati pessimi allenatori, brocchi magari diventano bravissimi. I dirigenti che Adriano Olivetti sceglieva e che hanno fatto grande quell’azienda erano scelti fra poeti e scrittori. Tutti fuori curricula.
      Punto 3 La truffa politica. Certo, l’approccio è anomalo, perché negarlo. Ma alcune cose si capiscono. Intanto i costi: il sovrintendente dovrà guadagnare meno del direttore generale del comune, cifra fissata a 85mila euro lordi. Questa di una certa austerità negli emolumenti del sovrintendente in una terra sempre più disperata e in crisi mi pare opportuna. Altro punto, non conosciamo la rosa vera. Cioè le persone rispetto alle quali Massimo Zedda aveva pressioni da alleati, CdA, e gruppi di pressione vari. Quindi l’elenco della manifestazione di interesse andrebbe rivisto nell’ottica dei costi e dei “nominati”. Perché poiil sovrintendente non è selezionato, ma nominato dal CdA. Non mi pare che il CdA abbia fatto proposte sull’elenco pervenuto e non credo neppure che i partiti fossero all’oscuro dei candidati e non avessero una valutazione su ciascun nome. A quel punto il sindaco ha scelto il nome che soddisfaceva le sue esigenze, anche perché il responsabile è lui (e il CdA).
      Punto 4 non c’è.
      Punto 5. È indubbio che i lavoratori del Teatro abbiano avuto un ruolo molto importante nel tenere l’attenzione alta nei confronti dei destini dell’Ente. Resta il punto però che il futuro si garantisce con un buon piano industriale e io avrei aspettato di vederlo prima di fare fuoco e fiamme e magari, se insoddisfacente, contribuito a migliorarlo. E li che si misura l’adeguatezza o meno. Non prima.
      Poi continuo perché inizia a farsi interessante…

      • Catilina says:

        Gentile Sovjet, è vero mi sono dimenticato di Gianluca Floris, il quale però non mi pare appartenga allo stretto giro di fiducia del sindaco. Se è per quello non ho nemmeno messo Gianni Filippini, Giovanni Columbu o Elena Ledda. Tutte persone di grande caratura ma che non sono “amiche” di Massimo. Facevo una lista di quelli giusti “vicini”.

        Per quanto riguarda il numero 4 che manca (capo con la cenere!!) sono le magie del ctrl+v
        Eccolo

        4 – Sembra che sia stata una lotta all’ultimo sangue fra Massimo che strenuamente difendeva la sua indipendenza e il diritto della città a espellere dalla vita civile i cattivi che fanno gli accordi sottobanco. Fra Massimo Zedda e Siciliano. Nessuno dei caporali si discosta da questa scrittura e difende questa balla dell'”intuitu personae” che Zedda ha sbandierato. Come fa a dire che mancava l’intuitu personae se fino alla scorsa settimana andava dichiarando di non aver “neanche visto” i nomi che avevano mandato la manifestazione di interesse.

        Mi permetta una controrisposta al volo: e così, come lei afferma, le manifestazioni di interesse contenevano anche le retribuzioni che avrebbero richiesto ognuno di loro e la Crivellenti ha accettato perché avrebbe vinto questa gara al ribasso.
        Beh questa sì che è una notizia. Spero che sia vero perché finora non ne ha parlato nessuno. Pensavamo tutti (compresi i candidati) che le manifestazioni di interesse contenessero (appunto) manifestazione di interesse. Mi fido di lei e questa è una signora notizia

        • Sovjet says:

          Bene rientrato a casa posso riprendere. Noto con piacere che c’è anche il punto 4 adesso. Le sembrerà strano, ma non sono così introdotto nelle segrete stanze del comune, né ho un rapporto così stretto col sindaco (io sono “transfuga” da Rifondazione) quindi non so dirle di lotte all’ultimo sangue e penso che la storia non si faccia coi “se”, coi “ma” e neppure coi “sembra”. Se lei lo sa di sicuro buon per lei, se le “sembra” e basta, abbia pazienza, non fa testo. Sull’ “intuitu personae”…beh, questa cosa fa un po’ ridere anche me a dire il vero. ma ovviamente la mia premessa le fa ben capire che non ci può essere nessuna notizia da parte mia perché non avendo nessun ruolo, né formale né informale, non posso essere neppure fonte di notizie. Questo significa che entità della retribuzione e lista dei “segnalati” sono semplici ragionamenti sulla base dei resoconti della conferenza stampa che è possibile leggere online.
          Nel punto 6 mi pare ci sia una contraddizione: non c’è incompatibilità tra forza del Pd e volontà di nominare Siciliano. Possono starci benissimo le due cose: il Pd vuole Siciliano ma non ha forza di nominarlo. Perché? Questa sarebbe una bella domanda. Perché i nemici sono dentro, quindi perché il Pd è diviso, oppure perché semplicemente sanno che un’occasione come questa per governare non si ripeterà mai più e che è il sindaco che ha fatto la differenza reale per vincere le elezioni e senza Zedda si torna a fare opposizione. O pensano che Ballero possa fare qualcosa di più dell’alternos e così gli altri giovani virgulti? Quelli forti, come è stato dimostrato, corrono per poltrone più tranquille e remunerate. “Massi” è l’unico pollo che ha mollato una comoda e ben retribuita poltrona in consiglio regionale, prima di maturare pensione (pensino i suoi detrattori se l’avrebbero fatto o no, ma non me lo dicano, che a e non me ne importa nulla) per fare il sindaco di Cagliari.
          Il punto 7 è una corbelleria. Cosa singnifica “gestione antidemocratica”? Che il consiglio è esautorato delle sue prerogative? Mi pare che svolga le sue funzioni. Che il sindaco fa il sindaco senza farsi condizionare? Io non so se lo slogan “ora tocca a noi” lo stia intepretando male Massimo Zedda o chi l’ha sostenuto pensando che “ora sarebbe toccata anche a loro” e si sono trovati però col panino bloccato in gola.
          E poi basta con questa cosa della tirannia dell’uomo solo al comando: il sindaco non è una figura collettiva, è una persona che si candida e che viene votata per risolvere problemi e migliore e condizioni dei cittadini e farlo in modo efficiente e imparziale. Edè sulla capacità di trovare soluzioni che sarà valutato.
          Sul punto 8 ho già detto.
          Sul punto 9 mi sento di rassicurarla: sì, Sel è un partito di sinistra. Rispetto alle accuse che lei muove ai “caporali di Sel”, mi pare che lo stesso valga per i critici, non è che queste ciritiche siano tutte così circostanziate come dice lei. Più che altro, mentre Nichi Vendola è cattolico praticante ed è portato a porgere l’altra guancia, noi diciamo che preferiamo rispondere colpo su colpo, perché questi sono tempi in cui “chi si fa agnello, il lupo de lo mangia” come dice il motto. O pretende che si prendano palate di merda col sorriso sulle labbra? Se si chiede questo a Sel, mi dispiace deludervi tutti!
          Punto 10: non faccia il drammatico…come diceva Lao Tze: “quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”. Zedda, che è ragazzo intelligente, tornerà indietro solo in caso di piano industriale inadeguato e staff non all’altezza del rilancio del Lirico, non certo perché qualcuno, vicono o lontano, batte i piedi per terra.
          Non dica che non le ho dedicato attenzione! Ma d’altra parte, mi voleva assessore… 🙂

      • Gentile Sovjet,
        «Ma condivido il fatto che questa storia su Vito sia stucchevole. Si può essere d’accordo o no con lui, ma io ne riconosco e ammiro l’onestà personale.»
        Ecco, questa vale la pena di condividerla. Così, tanto per essere chiari.
        Cordialmente,

  22. Anonimo says:

    Ma se non vi piace la linea politica, per quanto riguarda la “cultura”, di questa amministrazione perché non vi trasferite tutti in blocco a Quartu, come ha fatto Cellino con la sua squadra di calcio?

    • francu says:

      I sindacati non nominano il sovrintendente. Quindi, che abbiano salvato o no il Teatro lirico prendono atto della nomina, e tirano fuori un comunicato di circostanza con il quale augurano buon lavoro e si riservano un giudizio supportato dai fatti e dal lavoro (come sovrintendente). Poi chiariamoci, siccome non siamo nel mondo ideale, la figura del Sovrintendente è nomina politica (sperando che insieme a quella politica ci sia un minimo di sostanza non come nel caso Lorefice). Qui mi pare che il sindacato che puzzi puzzi, parla di ingerenza della politica sa bene che se non fosse stata la Crivellenti sarebbe stato qualche sguattero del PD. E li avrei voluti vedere murrungiare….
      Zedda che è tipo apparentemente tranquillo ma incazzoso si è rotto le palle del PD e di alcuni esponenti in particolare che murigavano anche con parti della destra (vedi famose cene organizzate dall’amico in comune), dei sindacati che volevano mettere bocca nella nomina senza averne titolo e nemmeno autorevolezza e ha fatto di testa sua. Magari sbagliando. Lo vedremo

      • zunkbuster says:

        Per fortuna, al netto di tanti errori che sono stati commessi, vengono e saranno commessi, il sindacato in Italia resta autonomo dalla politica, e non è vincolato alle “visioni strategiche” di breve o medio periodo di qualsivoglia partito. Il casino fu fatto contro Meli che aveva ottime amicizie a sinistra, fu fatto contro Pietrantonio e Di Benedetto. C’era anche quando l’allora “Istituzione dei concerti etc. …” era in mano a Franco Fiori, socialista, e a Fofo Falqui, democristiano poco amato dal PCI. Il sindacato difende un modello che non è stato sconfessato neppure dalla legislazione più recente. Se si vuole superarlo bisogna avere il coraggio di prendere una posizione politica e dichiararlo apertamente, assumendosene ogni conseguenza. Apprezzo di più Matteo Renzi, che su queste posizioni impopolari almeno ci mette apertamente la faccia. E comunque ti assicuro che se Zedda si è rotto le palle del PD e di alcuni suoi esponenti, la cosa è ampiamente reciproca, e ne ho avuto la riprova parlando con dei compagni non certo estremisti di qualsiasi tipo o prevenuti verso il sindaco, parlandoci da matto come a volte faccio qui, dicendo anche cose che non ho mai osato dire apertamente qui ma che penso, e trovando che la pensavano come me. Questo fa bene all’amministrazione della città? Sarebbe meglio mettere un bel punto e a capo, fermarsi, riflettere. Meglio sicuramente di un bel punto e basta.

    • Anonimo says:

      ‘fino a prova contraria CELLINO sa a ammininistrare abbastanza bene la sua societa’,battuta infelice.

  23. irlandesu says:

    Vito chiedi al tuo amico Zedda di aprire lo sportello linguistico di lingua sarda a Cagliari ….che i fondi sono gia’ disponibili …che non a tutti interessano le ladrate del lirico
    Centro destra , centro sinistra …..hahhahaha cultura ,sempre la solita solfa di mezzucci a l’italiana che puzzano di pesce marcio da km ….ma non vi siete rotti di questo scempio ???

    • Sovjet says:

      Perché in una Sardegna ipoteticamente indipendente c’è il PUI, Partito Unico Indipendente? O è prevista la democrazia pure in quel caso, intendo con più di un partito…

  24. Gentile Biolchini,
    per una volta sarei d’accordo con Zunkbuster quando dice, candidamente, che è un dialogo tra sordi. Poi però bisognerebbe trarne le conseguenze, domandarsi per quale motivo, leggendo i post ed i commenti, si abbia effettivamente questa sensazione. Ad esempio: quali sono le discussioni in cui ciascuno urlacchia la propria «opinione» senza ascoltare quella altrui? Che so… calcio?
    Ecco pare di essere capitati al Brocesso di Biscardo, manca solo lo sgup e siamo a posto.
    Perché guardi: non si parla di politica, non si parla di cultura, non si parla d’arte. In caso contrario qualcuno si sarebbe domandato il senso politico di quanto accaduto, magari riflettendo sulla posizione di Zedda e sull’effettivo peso di SEL nell’amministrazione (cioè si sarebbe interrogato sul senso politico); si sarebbe domandato cosa sia il Lirico, cosa rappresenti nel panorama culturale cittadino e che senso abbia in un posto come Cagliari (questa sarebbe cultura); e per l’arte avrebbe riflettuto sul commento di Ferdinando, che è tratto da un saggio intitolato (Ferdinando Boero) “Economia senza natura. La grande truffa”, Codice edizioni (per chi non sapesse chi è Nando Boero, a proposito di cultura, impetri la grazia a San Google e sarà esaudito; ad esempio ci provi Floris, che ha abboccato alla grande).
    Invece, politica: lei spara a zero su Zedda (in maniera del tutto legittima, sia chiaro, ciascuno è libero di esprimere la propria opinione, lo faceva anche l’avvocato Taormina al Brocesso di Biscardo parlando della Giuventuss) ripetendo il mantra della trasparenza, della meritocrazia e della partecipazione, come se il Lirico non fosse il carrozzone che è, da cui l’ovvia domanda del perché un sindaco come Zedda (e SEL subito dietro) abbia deciso di pagare il prezzo politico di una nomina come questa, che qualche voto (pochi per la verità, altro tema trascurato nei commenti) potrebbe anche costare. Perché in tutto il rutilare di indignazione&C, non ne vedo uno (a parte le comiche di Lissia, che non per nulla scrive in un quotidiano in franchising come La Nuova) che tenti dare un senso all’accaduto, come se Zedda fosse un pericoloso dittatore che si diverte a perdere voti per mandare al Lirico una sua protetta. Orbene: o si hanno notizie ragionevoli da spendere (questo dovrebbero fare i giornalisti) oppure si riflette (questo lo fanno i notisti): è impazzito? Ha voluto dare una prova di forza? Ha voluto dare un colpo di re
    Mi? Ma chi se ne frega? L’importante è urlare allo scandalo, anche se lo sgup non c’è e non siamo interessati al perché il primo sindaco di sinistra di Cagliari si comporti come Stalin: o scatola di meccano n° 10 o nulla. Guardi, gentile Biolchini, le faccio un esempio: Zedda è più forte di prima? Ha dato prova di decisionismo? No: si è trovato in una posizione di estrema debolezza e questo non lo dico io ma i fatti, perché basterebbe riflettere su cosa sia il Lirico e il CdA per capirlo. Da una posizione di estrema debolezza ha operato una scelta perché, quando si è deboli, si abbozza o si rischia: questo ha fatto e non quello, ecco il senso dell’accaduto. Glielo ridico: dovendo scegliere se perdere voti a causa di un accordo con chi è più forte di lui, ha scelto di rischiare di perderne il doppio tenendosi le redini del Lirico (ma se gli va bene, e gli andrà bene, perché alle prossime elezioni il Lirico conterà come una pisciata nella neve, ci guadagna il triplo!). E badi bene che in tutto ciò – e in una pagina A4 che ho già scritto– non ho espresso un giudizio sull’accaduto, non le ho detto se la scelta sia stata corretta o meno, perché è facilissimo dire assai semplicemente che è una merdata (e lo è) ma poi che si fa? A volte si potrebbe anche far finta di riflettere, solo finta, per carità.
    Cultura. Qui ci sarebbe da sbizzarrirsi, perché ricominciamo con le solita idiozie sulla cultura che produce ricchezza (non ho voglia di cercarlo ma ho visto un commento, credo di un dipendente, in cui si dice che il Lirico produrrebbe un indotto pari al doppio dei contributi pubblici percepiti, una cosa demenziale che dimostra come ci siano dipendenti del Lirico che non sanno cosa sia la cultura e su quale piano vada valutata; cazzata enorme condivisa da tutti coloro che ragionano “a tipo Report”!). E guardi che questo ci starebbe, perché non si può domandare a un operaio ALCOA di capire che la sua fabbrica non ha molte chance di sopravvivere, ma che uno come Floris suggerisca la lettura di un post disgraziato in cui crede di scoprire l’America quando dice che la paccata di milioni di euro che il Lirico incassa dovrebbero essere sufficienti alla sopravvivenza della struttura è demenziale! Ci si potrebbe aspettare, ad esempio, una qualche minima e pallida considerazione sui rapporti tra un ente come il Lirico e il fornitore di denaro (le tasse che paghiamo tutti)? Potremmo aspettarci da un Floris che abbia chiaro cosa significhi versare annualmente il pacchetto di milioni nelle casse del Lirico? Che so, una piccola analisi di cosa dovrebbe fare un teatro che vive esclusivamente di contributi pubblici (altro che “pareggio”!) in una regione che ha tassi di disoccupazione spaventosi? No, perché l’«Intellettuale» di ciò non si cura, ci mancherebbe. Mi domando se abbia mai provato a dividere l’ammontare dei contributi per il numero di presenze. Gentile Biolchini, lei ci ha mai provato? Una cosa saggia l’ha sfiorata una dipendete che si lamenta della mancanza di sponsor privati. Brava: adesso si domandi come mai, ad esempio, i cagliaritani respirano i fumi della SARAS ma Moratti i soldi li dà alla Scala! Oppure lo chieda a Floris, che è furbo come un regista.
    Arte? E qui casca l’asino, perché è bastata una citazione da Nando Boeri per mostrare impietosamente la nuda verità: Floris non ha risposto, ha reagito da verginella offesa voltando sdegnosamente il capo. E ci sta, perché nella situazione è come l’operario dell’ALCOA, ma purtroppo ci sono i commenti di marybonny e Neoanderthal, molto volenterosi, hanno tutta la mia simpatia, ma che dimostrano, impietosamente, che nessuno dei due ha la minima idea di cosa sia il melodramma. Né, probabilmente, cosa sia la musica cosiddetta «classica» di repertorio. Gentili entrambi, chiedo scusa, ma dovreste chiederlo a Floris, che lo sa bene (ma non ve lo dice perché non gli conviene). E allora si arriva alla domanda epocale: ma il problema è davvero il Lirico, oppure il fatto che nessuno (o quasi) sa cosa sia la musica e di fronte ad uno spartito si domandano tutti come mai ci siano tutte quelle mosche che cagano sul pentagramma?
    Ecco perché, gentilissimo Al, non commento: perché è una discussione da incazzati (come al bar sport) e non voglio correre il rischio di dire a persone validissime come Arthemalle che quando dicono che alle prossime elezioni voteranno per chi parlerà meno di cultura l’unica risposta seria sarebbe: «E ‘sti cazzi?» (come la Bar Sport, per l’appunto).
    Mi saluti suo fratello Capone.
    Cordialmente,

    • zunkbuster says:

      Ha ragione, esimio Ainis. E’ una discussione tra incazzati anzi, per dirla alla Pietro Ingrao, tra “amareggiati, delusi e incazzati” (e visto che ne è stato della sinistra italica dopo l’azzardo della Bolognina, come non dargli ragione). Incazzato forse Zedda, che per formazione pensava di poter navigare con la tranquillità storicamente accordata in passato a tanti altri sindaci di centrosinistra, comunisti, socialisti e quant’altro (purtroppo il recente passato ci dice che le cose non stanno così, e basta dare un’occhiata a quello che è accaduto nei nostri paraggi, da Selargius a Guspini, per rendercene conto). Incazzati noi, che siamo perplessi sulla procedura seguita, e, chi di noi è vicino al PD, attonito quando, sia pure sulla base di deduzioni giornalistiche, si accusa il Partito di fare “guerre preventive alla Bush”. Il dibattito però, anche tra incazzati, in una democrazia dove non si corre il rischio di perderci la testa sotto la lama della ghigliottina come i vari Danton e Robespierre, è sempre per sua natura fecondo. Alla fine si riesce sempre a separare il grano dal loglio. Il grano delle cose costruttive dal loglio mio, di Biolchini, di Robin, di chi vuole lei, ma anche dal loglio di Zedda che non è che sia mancato. La sinistra ha lo storico difetto di convocare riunioni per convocarne altre, di aggiornare continuamente l’esame dei problemi. Così ci siamo trovati a subire il ventennio berlusconiano, e a non avere, forse, adeguati anticorpi rispetto al pericolo di un quinquennio, un decennio, un ventennio chissà di chi, Renzi (per chi pensa che sia un uomo di destra), Grillo, un Monti-bis utile soprattutto alle glorie di politicanti da prima repubblica, o ancora Berlusconi redivivo o un suo qualche rappresentante “in terra” più abile del povero Alfano? (Berlusconi ha sette fottute vite come i gatti, attenzione a sotterrarlo anzitempo, al netto degli scandali Fiorito e compagnia cantante). Certi nodi vanno affrontati. Lei in qualche modo elogia e giustifica la “scommessa” di Zedda che così si alienerebbe molti consensi, si intende nel bacino elettorale da cui dovrebbe pescare Sel; peccato che siamo tutti, noi di sinistra, chiamati in correità nella sua scommessa, perché purtroppo certi atteggiamenti, più che accrescere la diffidenza del PD o di chiunque altro, incentivano alla disaffezione dalla politica. Disaffezione, ben inteso, di chi alla politica vorrebbe dare, più che chiedere a mani basse.

      • Zunk, leggiti intorno e troverai il deserto. Sei solo.
        Lo spauracchio della disaffezione sulla questione lirico fa ridere i polli. La disaffezione nasce perché troppi tornano caldi solo quando c’è da nominare.
        Hasta la carira siempre!

        • zunkbuster says:

          E’ triste non avere argomenti e rifugiarsi in queste battute da bulletti di periferia. Non ti fanno onore, sei in grado di controbattere in modo più serio senza fare il troll da blog. Del resto, se non ve ne volete accorgere per tempo, ve ne accorgerete alle prossime elezioni. Hasta la derrota siempre compagneros!

          • Tu di argomenti ne hai perfino troppi, ma non centri il punto: il tuo partito voleva nominare altri, magari uno che è arrivato in città per giochi di corrente.

            Sicuramente non lo centri perché non sei un bulletto di periferia, e di quello che pensano le persone delle periferie non capisci nulla. E infatti teorizzi disaffezione su cose che invece generano convinzione: non avere ceduto a giochi di spartizione a costo di essere attaccato.
            Beati voi beati voi che ve ne andate come padroni per le periferie della città e parlate della vita e della morte con le prime parole che vi vengono alle labbra.

      • Zunk… non capisco una cosa… dici che questa nomina (sulla quale io non metto bocca perchè non capisco una zucchina di teatro lirico, lirica ecc ecc) allontana le persone dalla politica…
        mi chiedo, in quest’ottica, come giudichi le parole di Lai che qualche giorno fa sosteneva Meli, pensi che questo avvicini? pensi che la nomina di Siciliano (assessore alla provincia) nella testa dell’uomo comune avrebbe fatto pensare ad una nomina pulita?

        (senza tirare in ballo la candidatura di Cabras di un anno e mezzo fa o, a livello nazionale, il penoso tentativo di fare fuori Renzi in tutti i modi per le primarie)…

        questo PD (che per ora io ho sempre votato) avvicina proprio gli elettori alla politica e da sempre dei segnali belli forti e concreti di rinnovamento… si si… di legno, di gesso e di quello che vi pare…

        per questo credo che battere il ferro della credibilità della scelta del sindaco difendendo il PD sia un po ardito… poi su tutte le altre cose non mi esprimo perchè non conosco le persone e le situazioni.

      • robespierre says:

        “La sinistra ha lo storico difetto di convocare riunioni per convocarne altre, di aggiornare continuamente l’esame dei problemi”, questo è parlar chiaro!

    • Inarrivabile, ha una capacità inarrivabile di arrivare ad un porto di nebbia. La invidio, sinceramente la invidio.
      Floris ha sempre ben argomentato, e non si capisce il suo livore in merito;
      Arthemalle è un artista stimato e ha, come ogni cittadino, diritto di esprimere posizioni politiche in merito all’arena in cui lavora (così come lei ha diritto di pensare – e commentare – che le pubbliche uscite di Arthemalle siano delle emerite idiozie..).
      Mi ha fatto piacere leggerla. Saluterò mia sorella(che ringrazia anticipatamente). Capone è assente: sta correndo nei prati celesti insieme a Kundera, ci guarda dall’alto e sorride.

      • Gentile al,
        lei dovrebbe pagare i diritti di copiràit a Di Legno
        Cordialmente,

        • Continuo ad invidiarla: la gestione accorta dei concetti era – fino a poco tempo fa -patrimonio di Wittgenstein. Lei sta superando Ludwig. Ha provato a prendere in mano i libri di Sapelli? Le saranno di supporto nel frenare la lingua sulle slavine industrialiste.
          ps. Mia sorella la saluta nuovamente

        • Continuo ad invidiarla ed ammirarla. Ha superato Wittgenstein per l’uso accorto dei concetti e questo per me è un merito insuperabile..
          ps.1 – Ho chiesto i diritti ma me li hanno negati.
          ps. 2 – Mia sorella la saluta nuovamente

    • Thomas Newton says:

      O caro signor Ainis Lei fa un’analisi che meriterebbe miglior collocazione che un Bovero blogghe goordinato dal misghino bseudo giornalisda Vido Biolghini. Suvvia lasci i sudati studi e si faccia un giro all’aria aperta dove gli uccelletti intrecciano garruli giri….

  25. Marco@ says:

    la meritocrazia è un metodo che culturalmente non appartiene alla sinistra come non appartiene all’Italia. La strada da fare è molto lunga …

  26. thomas Newton says:

    A chi si intende di linguaggi non verbali. La cinestesia e la prossemica, nella performance di ieri pomeriggio del Sindaco e della presunta aspirante Sovrintendente, dimostrano senza possibilità di dubbio che le parole dette, il contenuto della comunicazione, venivano costantemente contraddette dalla mimica, dalla postura e dalla gesticolazione. Erano, per dirla terra terra, delle balle spaziali, delle mostruose cazzate. Quelle tipiche di chi è convinto che la parola giusta al momento giusto raddrizzi i torti, convinca gli scettici, modifichi la realtà (vedi sotto la voce: Berlusconi). Ma chi può credere alla balla che nessuno dei curricula presentati corrisponde alle caratteristiche richieste? Quali caratteristiche? Se veramente il Sindaco avesse avuto una sua idea alternativa sulla funzione del teatro lirico avrebbe chiesto non elencazioni di competenze e studi nel campo del teatro musicale, ma progetti culturali di ampio respiro. E non avrebbe aspettato sei mesi. Si fa in fretta a mettere in piedi una sceneggiata di questo genere, ma la fretta fa nascere i gattini ciechi. E non tutti vivono con le fette di salame sugli occhi. La verità è che il sindaco e i suoi consiglieri considerano ancora la musica d’arte e il teatro d’opera un passatempo per i ricchi, da “democratizzare” con qualche vernissage e qualche concerto di Marco Carta. Tutto già fatto e visto, naturalmente. Ma il Sindaco non lo sa perchè di cose per l’elite plutogiudaica non se ne interessa.

  27. Claudio says:

    Madonna, qusto articolo sembra scritto da un ragazzo delle medie, che confonde un rticolo di giornale con il temino personale!

  28. Premesso che sono il primo a contestare gli errori della giunta Zedda (per es. la ridicola politica sulla scuola). Ma nel caso della nomina al Teatro Lirico sono d’accordo con il sindaco nel metodo. In questo senso: dopo aver dato spazio alle opinioni di tutti (momento di democrazia partecipata) un amministratore deve decidere. Prendendosi le responsabilità politiche. Sull’opinione dei sindacalisti ho questa opinione: vanno considerate le loro opinioni. Ma fino ad un certo punto. Tenendo conto che si tratta di gente che non ha mai amministrato alcunché. Sono dei parolai di professione. Gente che farebbe fallire qualsiasi azienda in un mese.

    • zunkbuster says:

      Premio “Qualunquista dell’anno” 2012 assegnato per acclamazione a questo commentatore.

    • Anonimo says:

      Partecipata? Da chi?

    • Sovjet says:

      Il sindacato fa il sindacato e tutela i lavoratori, in particolare la RSU. Quando è il caso, interviene anche su temi diversi dalla contrattazione e che riguardano la politica generale dell’organizzazione in cui operano o della società in generale, essendo uno dei cosiddetti “corpi intermedi” più importanti. Il ruolo del sindacato per la democrazia è pari a quello della poseidonia per la salute del mare e l’erosione delle spiaggie. Chi non lo riconosce manca semplicemente di strumenti culturali.
      Nel caso in questione, il sindacato ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, nel rispetto del proprio ruolo, che non è in Italia quello di cogestione.
      A mio parere, una posizione così dura già dall’insediamento non è utile né ai lavoratori, né al Teatro e neppure ai sindacati: mi sembra la classica entrata a gamba tesa del difensore sull’attaccante a inizio partita fatta per intimidirlo. A volte capita che l’attaccante riesca ad evitare il tackle e ricada sulle caviglie del difensore.
      Non si tratta solo di fare buon viso a cattivo gioco, ma di innescare fin da subito un conflitto il cui esito è imprevedibile: può saltare il sovrintendente sgradito, può rompersi il ramo su cui tutti sono seduti. Questo per il semplice motivo che sarà impossibile entrare nel merito delle scelte e sarà, se non guerra preventiva, “guerra pregiudiziale”. Qualsiasi piano industriale, anche il migliore possibile, con queste posizioni, non sarà giudicato serenamente. Forse una valutazione sui vantaggi e sugli svantaggi di una condotta simile sarebbero opportuni, se l’interesse primario è quello per i lavoratori.
      Poi, ovviamente, ciascuno sa il suo, ma anche le logiche sindacali a volte percorrono strade imperscrutabili. E lo dico da insider sindacale.

      • zunkbuster says:

        Il merito è già molto discutibile dalle prime indicazioni fornite dalla Crivellenti. Molto teatro, molto “altro”; poca musica. Zedda avrebbe detto secondo La Nuova Sardegna (poi spero che prima o poi qualcuno pubblichi l’audio-video perché della conferenza stampa stanno girando più versioni di quelle ipotizzate sul delitto Franzoni): “Non voglio un sovrintendente che neghi il teatro a Vasco Rossi, che come sapete è stato alla Scala”. Grazie Massimo dell’informazione, seguo Vasco da quando tu non andavi neppure alle elementari e mi era davvero sfuggita questa storia della Scala. Buono e giusto comunque, niente da dire. Ma che ci azzeccava parlare tanto di teatro? Se si è parlato più di “usi alternativi” del Lirico che del rilancio del suo uso “tradizionale”, il problema che si pone chiunque è: “Che ce ne facciamo di un Ente Lirico? Perché non inserire il tutto nel circuito generale della programmazione culturale cittadina che può organizzare ogni tanto anche qualche opera lirica?”. Che sia auspicabile o meno, mi sembra logico che i lavoratori siano quanto meno preoccupati, a maggior ragione se è vero che la prova data dalla Crivellenti in biglietteria non fu eccelsa. Ah comunque Sovjet, nel nostro sistema il controllore insindacabile è uno solo: si chiama magistratura. Infatti anche Marchionne ha avuto ampiamente il fatto suo contro la FIOM …

        • Sovjet says:

          Sì, ma non capisco perché replichi a me…io ho scritto che in Italia la cogestione non esiste. È una tentazione che a volte ha la Cisl, che è forse il più europeo (o americano) dei sindacati della Triplice, certo non la Fiom.
          Ho spiegato perché, dal mio molto opinabile punto di vista, un’azione sindacale così dura da parte della RSU in questa fase non solo è inutile, ma anche dannosa.
          Se devi replicare, replica su queste cose. La Magistratura interverrà se ci saranno gli estremi per intervenire, non risultandomi sia soggetto da relazioni industriali.
          Ah, a me Vasco Rossi fa cagare!

          • zunkbuster says:

            Non prendiamoci in giro Sovjet, i sindacati sanno bene di non avere diritto di veto sul sovrintendente. Sanno però altrettanto bene di avere non solo il diritto, ma anche il dovere, di mettere in guardia sulle possibili ripercussioni di una scelta che, a torto o a ragione, comunque sulla base di elementi concreti e non sull’aria fritta, ritengono sbagliata e pregiudizievole. Sappiamo tutti, poi, e dovresti saperlo soprattutto tu che mi sembri avere una formazione marxista, che il potere reale travalica quello giuridico delle “sovrastrutture”. E’ illusorio trincerarsi dietro al fatto che da noi non esista la “cogestione” alla tedesca. Il sindacato è consapevole di questo potere e, legittimamente, cerca di usarlo. Non è intellettualmente onesto ridurre la problematica a un preteso “diritto di veto” sulla nomina del sovrintendente. Non approvo certo la linea di Landini, ma il signor Marchionne ha visto bene dove è andato a parare contrapponendosi per partito preso alla FIOM; e proprio perché il controllore supremo non è l’azienda, ma la magistratura, certe sue misure reazionarie alla lunga non sono passate. Onore, su questo, alla fermezza di Landini. Uscendo dalle relazioni industriali FIAT, è comunque sbagliato paragonare il sovrintendente a un controllore. E’ un attore, come il sindacato, ed è anch’esso controllato da entità superiori. E i lavoratori non sono certo “controllati”, come individui, o organizzati nei sindacati, sono portatori di autonomi diritti, non schiavi.
            A differenza tua, adoro Vasco, anche se le sue ultime menate via FB mi hanno sconcertato. Sul fatto che il Lirico possa ipoteticamente aprirsi anche a Vasco anziché a Ligabue o ai Modena City Ramblers, sono d’accordo col sindaco. Non ci piove. Sono un po’ meno d’accordo quando la sovrintendente parla d'”altro” – nel caso di specie soprattutto di “teatro teatro”, del quale su queste pagine si è parlato per mesi, per certi versi invano – probabilmente per mascherare la sua totale inesperienza nello specifico campo di competenze proprio del Sovrintendente di una Fondazione Lirica. E non si puiò invocare il soccorso di un direttore artistico, che chissà chi sarà e con quali criteri sarà nominati, perché non è stata chiamata a fare un corso di formazione (oltre tutto lautamente retribuito, benché il sindaco si sia impegnato a contenere il compenso entro i limiti stabiliti per il segretario generale).

  29. thomas newton says:

    Perchè il Sindaco ha prima pensato ad un bando internazionale, trasformato poi in manifestazione d’interesse, ed ha poi chiesto curricula relativi alla posizione di sovrintemdente in un teatro lirico, invece di dire da subito che voleva avere piani di conversione del teatro in centro multiculturale e che questa era la sua idea di teatro? Perchè è rimasto sei mesi in silenzio? Perchè non ha reso pubblici i curricula? Perchè non ha reso pubblici i nomi? Perchè chiede un atto fideistico di accettazione “ideologica” alle sue scelte? Perchè in campagna elettore, ai sindacati del teatro, ha detto ben altre cose e in tutt’altra direzione? Anch’io come elettore di questo sindaco e del centrosinistra mi sento umiliato. E se poi chi lo sostiene solo perchè lui è lui e gli altri sono un casso smettesse di arrampicarsi sugli specchi dovrebbe riconoscere che questa situazione ha un solo nome: uno sporco accordo sul potere.

  30. Massimo says:

    Gli ultimi avvenimenti from Casteddu mi convincono che siamo ripiombati precipitosamente indietro nel tempo, senza che le tristi vicissitudini di alcuni leader politici, sindaci e presidenti, abbiano insegnato qualcosa. Per essere chiari – e scusate la franchezza – a quando si facevano le cose più incredibili con la naturalezza dello sgrullarsela dopo avere pisciato. Senza pudore e con molta faccia tosta.

  31. ittadinanta says:

    Farei gli auguri ai lavoratori e agli spettatori piuttosto ..mi pare ne abbiano bisogno..

  32. Di Gesso bis says:

    I post di Vito non sono minimamente influenzati dalle tensioni tra la sua fidanzata e l’assessore puggioni ne dal non essere stato preso in considerazione per un posto di governo o di sottogoverno in Comune.

  33. Di Gesso says:

    Per il rilancio del teatro lirico Zedda avrebbe dovuto fare come suggeriva il PD e nominare Francesco Siciliano.

    • Anonimo says:

      Anche Siciliano è privo di titoli e non ha la comprovata capacità richiesta dallo Statuto. Povero Statuto, ridotto a cartaccia.

  34. mastro trabuco says:

    probabilmente l’unica via d’uscita è chiudere il teatro, scrivere regole precise e …forse riaprirlo con maggior fortuna. Chi si straccia le vesti ora (masse artistiche e sindacati) è responsabile di situazioni che hanno portato a questo sfascio e credo che tutti possano ricordare deprimenti episodi pro bono dei dipendenti che comprendono anche “mitiche” rappresentazioni d’opera con pianoforte o concerti con orchestrali “vesiti da casa”. Allora ? chi è senza peccato … fermo restando lo scandalo di un sovrintendente che sembra ignorare cosa sia l’opera, Fo e Albertazzi a parte. Ma non è che si limitasse a comprare e gestire semplicemente quegli spettacoli ? Anch’io peraltro “collaboro” con i più grandi nomi, quando avvio un DVD …

  35. Pinupretzisu says:

    C’è una piccola ma rilevante differenza: credo che zedda abbia detto stasera di aver volutamente deciso di non seguire i sindacati che, in sostanza, da “controllati” non possono esprimere il “controllore”.
    Il che ha una portata politica completamente diversa dal non sentire il pd sul nome, giusto o sbagliato che sia….
    Ed ancora ha una portata ancora diversa dall’adottare politiche (es. La pedonalizzazione) senza sentire i cittadini interessati, fermo restando che i referendum (o sondaggi) continui sono la fine della democrazia, come ben sappiamo….
    Mischiare i tre piani, anche se suggestivo, porta confusione.

    P.s. Ma siamo sicuri che i sindacati abbiano salvato il teatro ed abbiano così guadagnato un credito da spendere nella nomina? Dov’erano i sindacati ai tempi di meli quando si è formato il vero buco? Gli scioperi (con gli ultimi soprintendenti) riguardavano principalmente le voci di busta paga, non la politica di bilancio più o meno leggera, se non erro…

    • Forse ora tocca a “noi” era impostato su un plurale maiestatis…
      Però…
      Però, se un sindaco sbaglia, magari facendo quello che gli viene chiesto di fare, chi paga?
      Francamente, penso che – in un caso come quello del TL – ogni soluzione – compreso Mandrake – avrebbe sollevato critiche.
      E allora?
      E allora, il Sindaco, questo Sindaco, potrà ben fare un atto di governo, assumendosene – ovviamente – tutte le responsabilità?
      O preferireste un Sindaco sotto permanente tutela altrui? Uno zombie con la barba?

    • Alberto Loi says:

      Sei sempre Pinupaguinformau: ai tempi di Meli i sindacati denunciavano quello che stava accadendo, ma nessuno dava loro ascolto.
      Io c’ero. Tu no, e se c’eri dormivi.
      Gli scioperi successivi, invece, non hanno mai riguardato la busta paga, e anche qui sei pagu informau: riguardavano invece quanto scoperto analizzando, neppure troppo approfonditamente, i bilanci, cioè la grave situazione debitoria sempre negata e addirittura celata sotto bilanci fatti passare per attivi mentre erano in forte passivo.
      Perchè non cambi nickname? Sei poco pretzisu, per essere pretzisu.
      Sei pagu informau, o mali informau o tostau a cumprendi…
      Non so più come dirtelo…
      Ah, dimenticavo: io nel teatro lirico di Cagliari ci lavoro dal 1984, e proprio in queste pagine pubblicai la mia analisi sui bilanci…
      E’ necessario avere memoria, per poter parlare di certi argomenti…
      O Pinu… Ahiò…

  36. zunkbuster says:

    Mi sto un po’ stufando di dialoghi tra sordi, e dato che mi riconosco – devo dire “purtroppo” – nel suo pensiero, faccio io una domanda aperta a Vito Biolchini. Vito, tu che conosci bene le realtà di cui parli, dal centrosinistra cagliaritano agli ambienti culturali, sapresti indicare una via d’uscita rispetto a questa situazione, che a questo punto appare davvero grave e sconfortante? Come elettore di questo sindaco e del centrosinistra mi sento umiliato, onestamente l’entusiasmo per la politica riscoperto da poco se ne sta andando. Anche così nasce il non voto … e non mi sono mai astenuto, salvo una volta per la Provincia perché ero fuori per lavoro e non potevo tornare, ovvero per alcuni referendum-pagliacciata dei radicali.

  37. Cugurra Manna says:

    Bona pisca.

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