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A Sardegna Uno la crisi non finisce mai: “Mazzella non ci paga gli stipendi e scambia i giornalisti per esattori!”

Dov’eravamo rimasti? Ah, sì: nel maggio dello scorso anno arriva la prima denuncia dei sindacati: “L’editore Mazzella non paga gli stipendi ai lavoratori di Sardegna Uno”.

Poi a gennaio 2012 l’editore decide che è il momento di risparmiare e quindi licenzia in tronco quattro giornalisti.

Il sindacato parla di “licenziamenti ritorsivi” e chiede che, se l’emittente è in crisi, accetti di applicare i contratti di solidarietà.

Poi il 26 gennaio, dopo una durissima vertenza, malamente seguita dai maggiori quotidiani sardi (sarà che Mazzella è anche al vertice della Banca di Credito Sardo, istituto del gruppo Intesa) arriva l’accordo: rientrano i licenziamenti e scattano i contratti di solidarietà.

Tutto risolto? Manco per idea! Adesso, nonostante i contratti di solidarietà (cioè stipendi tagliati anche del 30 per cento) l’editore Giorgio Mazzella continua a non pagare gli stipendi ai lavoratori di Sardegna Uno, nonostante un fiume di denaro sia finito in questi mesi (per volontà del presidente Cappellacci) dalle casse della Regione a quelle dell’emittente.

Ma allora perché Mazzella non paga? Perché Sardegna Uno vanta crediti con lo Stato che, secondo il prode ogliastrino, dovrebbero essere i i giornalisti e i sindacati a riscuotere! Così va il mondo. I sindacati hanno proclamato una giornata di sciopero. Ai colleghi e ai lavoratori va tutta la mia solidarietà

***

A seguito dell’incontro tenuto dalle organizzazioni sindacali con l’editore Giorgio Mazzella sullo stato di crisi dell’emittente, l’assemblea dei lavoratori di Sardegna Uno ha deciso di affidare alle rappresentanze sindacali di giornalisti, tecnici e amministrativi cinque giornate di sciopero allo scopo di ottenere il pagamento delle mensilità ancora non corrisposte.

SLC CGIL, UILCOM UIL e Associazione della Stampa Sarda sono al fianco dei lavoratori e ricordano che grazie al Contratto di solidarietà, siglato nel febbraio scorso, con il sacrificio dei lavoratori, l’azienda ha già beneficiato di un considerevole risparmio sulle retribuzioni.

Sardegna Uno, con il sostegno delle organizzazioni sindacali ha, inoltre, già ottenuto, con la possibilità di accedere alla formazione professionale, la prospettiva di ulteriori risparmi sul costo del lavoro, mentre l’Amministrazione regionale negli ultimi mesi ha destinato all’emittente ingenti risorse per la pubblicità istituzionale.

Nonostante ciò l’azienda non fa fronte ai suoi impegni con i dipendenti e giustifica lo stato di insolvenza con la mancata erogazione delle risorse statali destinate alle televisioni private (circa due milioni di euro). Per il recupero crediti, l’editore indica un’unica soluzione: l’intervento e l’impegno diretto della Fnsi, dei giornalisti e delle rappresentanze sindacali dei tecnici. Questo è inaccettabile! Lavoratori e sindacati, chiedono l’immediato pagamento delle mensilità arretrate e proclamano una prima giornata di sciopero.

Data e modalità dell’astensione dal lavoro saranno comunicate nelle prossime ore.

Segreterie RSU-CDR
SLC  CGIL, UILCOM UIL, ASSOSTAMPA  

Cagliari 2 Ottobre 2012

 

10 Commenti

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  4. Aldo 2 says:

    L’unico modo per aiutare Sardegna 1 è fare sapere a tutti come si comporta l’editore, al vertice di Banca di Credito Sardo. Forse anche ai responsabili della Banca non andrebbe giù il suo comportamento con i dipendenti della tv. Purtroppo pochi organi di stampa ne parlano…

  5. gengis canu says:

    ecco un padrone di cui non si parla mai (tranne che in questo blog), padrone di tv, di aeroporti (che compra e vende con debiti milionari a mamma regione di destra e di sinistra), di alberghi comprati all’asta, di terreni trasformati in investimenti immobiliari , ma – soprattutto – dell’unica azienda di mediocredito credito sarda che lui ha traghettato (insieme a tutti i soldi investiti dalla regone e dai sardi) nellle casse private di un gruppo italiota. Ci sarà un motivo perchè uno dei più importanti gruppi bancari tiene come presidente per oltre 15 un emerito pinco pallino del settore ?

  6. GIAMPAOLO LEDDA says:

    Solidarietà ai lavoratori di Sardegna UNO.

  7. Giulia Aresu says:

    Ma perchè devono pagare i giornalisti per le scelte scellerate dell’editore? Non sono d’accordo. Solidarietà

  8. L’editore avrà le sue colpe ma la redazione, nonostante qualche valore, fa di tutto per rendere inguardabili le proprie produzioni. Mi irritano, per fare solo un rapido esempio, le notizie che scorrono in basso durante i tg, sgrammaticate, zeppe di errori e soprattutto spesso vecchie del giorno prima. Dettagli, ma che la dicono lunga.

  9. Franco says:

    Non capisco il nesso tra i soldi che la Regione eroga per pubblicita’ istituzionale alle emittenti e il vincolo per il quale Queste dovrebbero mantenere intatti i livelli di occupazione. Cosa significa cio’? produrre una informazione perennemente asservita alle scelte politiche scellerate della giunta di turno? Una televisione come Sardegna Uno vista la qualita’ dei suoi programmi dovrebbe ringraziare la prebenda pubblica…credo annualmente ricevuta come premio per la difesa alle istituzioni, interviste di regime fatte ai vari sindaci, onorevoli ecc. Non credo proprio che una emittente di siffatta qualita’ riuscirebbe a vivere un semestre senza i soldi dei cittadini. eppure credevo che il canone si pagasse solo per la RAI. Cerchiamo di essere oggettivi e di non difendere a spada tratta l’indifendibile solo perche’ si appartiene alla stessa categoria professionale. Trovo sbagliata qualsiasi tipo di assistenza finanziaria pubblica reiterata e consistente nella attivita’ privata. Specialmente se poi una azienda, nel tempo , continua a mantenere standard qualitativi da prima repubblica. Stesso discorso per L’Asset concorrente di Zuncheddu

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