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Formule algebriche in mano ai funzionari! Ecco il nuovo regolamento comunale per i contributi alla cultura a Cagliari!

Ma di cosa stiamo parlando? Della bozza del nuovo regolamento per l’assegnazione dei contributi alla cultura da parte del Comune di Cagliari? E dov’è questa bozza? Se ne può discutere o dobbiamo accontentarci delle sintesi giornalistiche o dei commenti degli amministratori? Perché non ci confrontiamo veramente? Perché non si apre un dibattito sul testo? E quindi,  eccovi accontentati. Trattasi di una versione di qualche giorno fa, per cui non escludo che nel frattempo siano state apportate modifiche. Ma è sempre meglio di niente, non credete? Almeno non parliamo di aria fritta.
I commenti degli operatori sono graditi. 

***

TITOLO I

Assegnazione dei Contributi

 

CAPO I

Principi generali

 

Art. 1

Principi e finalità

  1.  La promozione e valorizzazione della cultura, in tutte le sue espressioni, rappresenta uno dei compiti fondamentali del Comune di Cagliari.
  2.  L’Amministrazione Comunale, nell’ambito di tali compiti, promuove e sostiene mediante la concessione di contributi economici le attività culturali e di spettacolo dirette a perseguire fini di pubblico interesse, poste in essere da soggetti pubblici e privati, finalizzate alla animazione del territorio e alla diffusione e promozione della cultura.
  3. 3.   La concessione di contributi  a organismi, enti, associazioni o consorzi di associazioni, soggetti pubblici e privati, viene effettuata dal Comune, nell’esercizio della sua autonomia, secondo le modalità, le procedure e i criteri stabiliti dal presente Regolamento in attuazione dell’art. 12 della Legge 7 Agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e delle norme di finanza pubblica, assicurando equità e trasparenza all’azione amministrativa e realizzando il miglior impiego delle risorse destinate alla valorizzazione e promozione della cultura nelle sue diverse espressioni.

 

 

CAPO II

Contributi monetari

 

Art. 2

Tipologia e natura della provvidenza

  1.  Fatto salvo quanto previsto al successivo articolo 14, ai fini del presente Regolamento, per contributo si intende l’erogazione di somme di denaro a favore di soggetti terzi, pubblici e/o privati, a parziale copertura dei costi sostenuti per la realizzazione dei programmi per cui è stata disposta.

 

Art. 3

Oggetto

  1.  I contributi di cui al presente Regolamento, nei limiti delle risorse previste in bilancio, possono essere concessi ai soggetti di cui al successivo art. 5 per le attività o iniziative culturali e di spettacolo, tese a favorire la promozione, valorizzazione e diffusione della cultura, in tutte le sue espressioni, nei settori di seguito elencati:
  • Arti performative;
  • Arti visive, grafiche, artigianato artistico;
  • Attività letterarie e laboratoriali;
  • Attività culturali diverse.
  1.  I contributi di cui al presente Regolamento, nei limiti delle risorse previste in bilancio, possono essere concessi ai soggetti di cui al successivo art. 5 per le attività o iniziative culturali e di spettacolo, tese a favorire la promozione, valorizzazione e diffusione della cultura, in tutte le sue espressioni, nei settori di seguito elencati:
  • Arti performative;
  • Arti visive, grafiche, artigianato artistico;
  • Attività letterarie e laboratoriali;
  • Attività culturali diverse.
  1.  Sulla base dei relativi stanziamenti del bilancio pluriennale, entro 30 giorni dall’esecutività della Deliberazione di Bilancio, la Giunta Comunale approva la Deliberazione di programmazione del budget stabilito per i contributi per attività culturali e di spettacolo per un periodo non inferiore all’anno successivo e non superiore al triennio successivo e che, comunque, non potrà interessare gli anni successivi a quello in cui ha termine ciascuna consiliatura; con la predetta Deliberazione vengono anche stabilite le percentuali del budget destinato a ciascun settore e il valore massimo del contributo erogabile.
  2.  Con la stessa deliberazione la Giunta comunale può stabilire, motivatamente, ulteriori ripartizioni del budget fra cui quelle per il finanziamento di progetti di durata pluriennale (max 3 anni);  quelle per iniziative promosse da associazioni di nuova istituzione (costituite da meno di un anno); quelle per la contribuzione a favore di eventi o progetti non programmati, non prevedibili e di carattere straordinario; quelle per il finanziamento delle iniziative di cui al comma 2 del successivo articolo 6.
  3.  Con la stessa deliberazione la Giunta comunale può stabilire, inoltre, il budget da destinare al finanziamento di manifestazioni, coerenti con i propri indirizzi di politica culturale, che abbiano particolare rilevanza per la città e siano promosse e/o organizzate da soggetti pubblici istituzionali, anche in collaborazione con privati, o alla cui organizzazione partecipi l’amministrazione. Tali manifestazioni potranno essere finanziate in deroga al termine di presentazione, al tetto massimo di contributo e ai criteri fissati dal presente regolamento.
  4.  L’attribuzione delle contribuzioni avviene sempre mediante applicazione delle voci di valutazione di cui alla griglia di valutazione del successivo articolo 8.
  5.  Entro 30 giorni dalla scadenza dei termini di pubblicazione della Deliberazione di cui al comma 3 il Servizio comunale competente provvede alla pubblicazione del bando relativo alla concessione dei contributi per il periodo coperto dalla programmazione indicata nella Delibera predetta. Il bando dovrà riportare l’indicazione del budget stanziato dalla Giunta e le percentuali di tale budget destinate a ogni singolo settore. Il bando dovrà, inoltre, prevedere che al momento della presentazione della domanda il soggetto proponente indichi il settore di partecipazione.
  6.  Il bando sarà accompagnato da adeguata modulistica e dal regolamento sui criteri per la rendicontazione dei contributi assegnati per manifestazioni di cultura e spettacolo.

 

Art. 4

Limitazioni

  1.  Per ciascun anno, per ognuna delle manifestazioni proposte, si può richiedere, tra i diversi assessorati in cui si articola l’amministrazione comunale, un solo contributo. La Giunta comunale, in casi eccezionali e per la particolare valenza dell’intervento, motivatamente, potrà interessare più Assessorati all’erogazione di un contributo per la stessa manifestazione.
  2.  La concessione dei contributi di cui all’articolo 1 non è prevista per iniziative, manifestazioni e attività con finalità politica, di partito o di movimenti o gruppi politici, anche se non direttamente organizzate dagli stessi.

 

Art. 5

Destinatari

  1.  Hanno titolo a richiedere contributi, soggetti pubblici e/o privati aventi sede nel territorio comunale, ovvero che, pur non avendo sede nel territorio comunale, propongono attività che si svolgono nel territorio comunale o, qualora si svolgano fuori dal territorio comunale, rappresentino una promozione, e abbiano un ritorno d’immagine, per la Città, in termini culturali.
  2.  I soggetti di cui al coma 1, potranno accedere ai contributi qualora risulti il prevalente interesse pubblico della proposta culturale presentata e qualora non perseguano scopo di lucro per la specifica attività per la quale viene richiesto il contributo.

 

Art. 6

Modalità e termini di presentazione delle domande

  1.  Le richieste di contributo devono pervenire nelle forme e nei termini stabiliti dal bando, di norma entro 30 giorni dalla pubblicazione dello stesso, tramite raccomandata A/R o altra modalità che possa dimostrare l’effettivo ricevimento dell’istanza.
  2.  Nei limiti del budget stabilito nella Delibera di cui al precedente articolo 3, per iniziative di modesta entità economica, ovvero che prevedano un bilancio inferiore ai 5.000 euro, non prevedibili e di carattere straordinario, la richiesta deve essere presentata almeno 60 giorni prima della data di realizzazione dell’evento. Ogni soggetto richiedente può presentare per questo tipo di iniziative non più di una domanda all’anno.
  3.  Le domande devono essere redatte in conformità all’apposita modulistica pubblicata sul sito istituzionale o reperibile presso gli uffici del Servizio Cultura e Spettacolo e corredate, dalla seguente obbligatoria documentazione, oltre a quella ulteriore eventualmente prescritta dal bando:

a)      programma dell’attività o iniziativa proposta;

b)      relazione artistica;

c)      relazione tecnico-organizzativa;

d)       preventivo finanziario dettagliato a pareggio fra entrate e uscite, indicando le possibili fonti di entrata e il loro ammontare;

e)      copia fotostatica del documento di identità del legale rappresentante in corso di validità;

f)        atto costitutivo e statuto aggiornato del soggetto proponente (se trattasi di prima istanza in caso di modifiche);

g)      curriculum del proponente e dei partner operanti nel progetto;

h)      elenco dei finanziamenti pubblici ottenuti e delle relative iniziative organizzate;

i)        dichiarazione sostitutiva di atto notorio, a firma del legale rappresentante, di applicabilità o meno della ritenuta d’acconto e sul regime IVA adottato.

  1.  Dovrà anche essere prodotta la rassegna stampa relativa alle attività svolte negli anni dal soggetto proponente.
  2.  L’Ufficio competente, in caso di documentazione incompleta o irregolare, assegnerà un termine, di norma non inferiore a dieci giorni, per il completamento o la regolarizzazione della pratica. L’inutile decorso del termine comporterà l’esclusione dell’istanza dalla procedura di erogazione del contributo.
  3.  Le domande, verificata la regolarità e completezza delle stesse da parte del competente Ufficio del Servizio Cultura e spettacolo, sono sottoposte all’esame e valutazione della Commissione di cui al successivo art. 7; per le istanze di contribuzione relative a eventi o progetti non programmati, non prevedibili e di carattere straordinario la valutazione è effettuata direttamente dall’Ufficio istruttore in luogo della Commissione di cui al successivo articolo 7, che potrà avvalersi, ove ritenuto necessario, della consulenza di esperti nel settore ai sensi del successivo articolo 7. La valutazione, tranne che per la figura della Commissione, avviene in applicazione dei criteri e delle procedure disciplinate dal successivo articolo 8.

 

Art. 7

Commissione giudicatrice

  1. Le domande di contributo, pervenute nei termini e secondo le modalità stabilite dai precedenti articoli, sono valutate, sulla base dei criteri stabiliti all’art. 8, da una Commissione, nominata con determinazione dirigenziale, composta dal dirigente (o suo delegato), un componente dipendente dell’Amministrazione Comunale, preferibilmente con competenze specifiche nel settore culturale e 1 membro esterno all’Amministrazione Comunale esperto negli specifici settori di cui all’articolo 3, comma 1.
  2. Un medesimo membro esterno non potrà essere designato per due volte consecutive e dovrà essere nominato con determinazione del Dirigente del Servizio Cultura e Spettacolo fra soggetti in possesso dei seguenti criteri: comprovata esperienza e competenza di non meno di 5 anni.
  3. Non potranno far parte della commissione giudicatrice individui che usufruiscano o abbiano usufruito di contributi del Comune di Cagliari negli ultimi 5 anni.

 

Art. 8

Criteri per la valutazione delle domande

  1. Salvo il caso di cui all’articolo 6, comma 2, le domande di contributo saranno esaminate dalla Commissione di cui al precedente art. 7, suddivise secondo le seguenti categorie omogenee:
  • Arti performative;
  • Arti visive, grafiche e artigianato artistico;
  • Attività letterarie e laboratoriali;
  • Attività culturali diverse;

e saranno valutate sulla base dei seguenti criteri:

Descrizione dei criteri di valutazione Fattori di riferimento

Max punti

Max punti

Livello di qualità delle attività culturali proposte Grado di originalità, innovazione e creatività della proposta presentata

8

32

Pluralità delle iniziative proposte (numero e varietà degli appuntamenti)

8

Dimensione sociale e pertinenza delle attività proposte con riferimento ai destinatari e/o beneficiari e all’impatto sul pubblico in generale

8

Qualità della domanda e del bilancio e preventivo: completezza della domanda, chiarezza nella descrizione del progetto, dettagliata ripartizione delle voci in bilancio

8

Sostenibilità in termini di durevolezza sul lungo periodo delle attività proposte Potenzialità delle attività proposte di generare ulteriori future iniziative

7

15

Potenzialità delle attività proposte di dar luogo a collaborazioni continuative e sostenute, ad attività complementari o a benefici permanenti per il territorio

8

Capacità operativa del soggetto proponente Curriculum vitae dell’associazione e/o dei responsabili del coordinamento dell’iniziativa

4

20

Anni di attività comprovata del soggetto proponente

3

Numero di persone coinvolte nell’attività

2

Formazione e qualificazione dei soggetti che realizzano il progetto

4

Rassegna stampa

2

attività rivolte al coinvolgimento e alla crescita culturale dei quartieri e delle scuole cittadine

5

Livello di collaborazione con soggetti di eccellenza nel campo di riferimento Riconoscimento da parte di soggetti di eccellenza a rilevanza locale, nazionale e internazionale

7

15

Qualità del paternariato per la realizzazione del progetto presentato

8

Finanziamento dell’iniziativa da parte del soggetto richiedente e capacità di reperire altre fonti di finanziamento da parte di soggetti pubblici e/o privati Percentuale della spesa complessiva preventivata a esclusivo carico del soggetto proponente

5

15

Percentuale di cofinanziamento da parte di altri soggetti pubblici

5

Percentuale di cofinanziamento da parte di sponsor privati

5

Sede legale e operativa

(punteggi non cumulabili)

Sede legale e operativa a Cagliari

3

3

Sede legale o operativa a Cagliari

2

Sede legale e/o operativa in Sardegna

1

 

  1. La soglia minima di idoneità è stabilita in 60 punti.
  2. A parità di punteggio, viene considerato titolo di preferenza l’iscrizione all’Albo Comunale degli operatori culturali e di spettacolo del Comune di Cagliari.
  3. Nella valutazione delle proposte saranno analizzate, in sede di preventivo, l’attuatibilità dei progetti in senso finanziario e organizzativo. Sarà dunque consentita la rimodulazione dei progetti, per un importo massimo pari al 10% del bilancio previsto, per renderli aderenti alle necessità programmatiche dell’Amministrazione e alle sue disponibilità finanziarie.
  4.  Il bilancio dell’iniziativa deve essere in pareggio anche se il Comune non copre l’intera differenza tra entrate e uscite.
  5. La Commissione prevista all’art. 7 del presente Regolamento, sulla base dei suddetti criteri, predispone la graduatoria provvisoria delle domande pervenute e trasmette i relativi verbali al Servizio Cultura e Spettacolo per i successivi adempimenti.
  6. I contributi sono ripartiti, nei limiti del rispetto della soglia minima di cui al precedente comma 2, in proporzione al punteggio attribuito dalla Commissione valutatrice ai progetti proposti: in questo modo tutti i progetti ai quali è attributo un punteggio compreso tra 60 e 100 punti saranno oggetto di contribuzione da parte del Comune.

8.    L’assegnazione dei contributi è effettuata attraverso il seguente calcolo:

a)      il punteggio (d’ora in poi P) attribuito a ciascun progetto è pesato in relazione alla scala da M a 100 attraverso la seguente formula (P – M) / (100 – M), dove M è un numero inferiore a 60 che è fissato in relazione alla percentuale massima di contribuzione che si ritiene di attribuire al singolo progetto; si ottiene in questo modo un numero compreso tra 0 e 1 che rappresenta il peso del punteggio (d’ora in poi PP), attribuito al soggetto, in relazione alla scala M-100;

b)      il contributo richiesto (d’ora in poi CR) per ciascun progetto è moltiplicato per il numero PP calcolato per ciascun singolo progetto, ottenendo il numero CT (Contributo Teorico) che rappresenta il contributo che il progetto riceverebbe se non ci fosse il tetto costituito dal budget, stabilito annualmente dalla Giunta, per ciascun settore oggetto di contribuzione;

c)      è calcolato un fattore di correzione (d’ora in poi FC) – dividendo il budget (d’ora in poi B) fissato dalla Giunta, per il singolo settore di intervento, per la somma dei CT – che permette di correggere il contributo teorico in rapporto al budget;

d)      il contributo teorico (CT) calcolato per ciascun progetto è moltiplicato per il fattore di correzione (FC) ottenendo in questo modo il numero CE (Contributo Erogato) che rappresenta il contributo erogato al soggetto richiedente.

Sono riportate di seguito le formule matematiche utilizzate per il calcolo:

a) (P – M) / (100 – M) = PP

b) CR x PP = CT

c) B / SOMMA CT = FC

d) CT x FC = CE.

  1.   Il dirigente assegna i contributi risultanti dall’applicazione del procedimento di cui sopra, sulla base della graduatoria predisposta dalla commissione.

 

Art. 9

Pubblicazione della graduatoria

  1.   Di norma entro 40 giorni dalla chiusura dei termini del bando l’amministrazione pubblica la graduatoria provvisoria, con l’indicazione della consistenza del contributo erogabile per ogni progetto, sul sito istituzionale del Comune di Cagliari.
  2.   Avverso la graduatoria provvisoria, entro 30 giorni dalla pubblicazione della stessa, è ammesso ricorso in opposizione. Con il predetto ricorso possono essere eccepiti unicamente errori materiali.
  3.   Decorsi 20 giorni dal termine di cui al comma precedente l’amministrazione provvede alla pubblicazione della graduatoria definitiva.

 

Art. 10 –

Assegnazione dei contributi

  1.   Il Dirigente del Servizio Cultura e Spettacolo, con proprio atto, assegna i contributi sulla base delle somme assegnate dalla Giunta alle diverse categorie con la deliberazione di programmazione annuale dei contributi e secondo la graduatoria risultante dalla valutazione effettuata dalla Commissione di cui all’art. 7.
  2.   I contributi concessi non potranno essere superiori all’80%  del contributo richiesto.
  3.   La concessione di provvidenze non fa sorgere per i beneficiari un diritto di continuità per gli anni futuri (salvo che per i contributi per progetti pluriennali) e non può determinare il conseguimento di utili in favore dei soggetti richiedenti. Le provvidenze non sono utilizzabili per finalità diverse da quelle per cui sono disposte.

 

Art. 11

Responsabilità

  1.   Le iniziative dovranno essere svolte nel rispetto della normativa vigente in materia e i responsabili risponderanno direttamente agli organi competenti in materia di licenze, sicurezza, SIAE, ENPALS, sanità, inquinamento acustico e ambientali, occupazione di suolo pubblico e altro.
  2.   Il titolare della manifestazione assume la responsabilità diretta ed esclusiva per qualsiasi danno a persone, cose, animali, derivante dall’organizzazione dell’iniziativa, ivi compreso l’uso proprio o improprio di beni mobili o immobili del Comune ricevuti in consegna o comunque utilizzati per la manifestazione stessa.

 

Art. 12

Oneri del beneficiario

  1.   Tutto il materiale promozionale delle attività e iniziative (manifesti, locandine, dépliant, inviti, ecc.) deve recare in posizione evidente il logo del Comune di Cagliari.
  2.   Almeno il 10% delle spese previste e rendicontate dovrà essere impiegato per la promozione dell’iniziativa.
  3.   Ai fini della valutazione dei risultati, al momento della rendicontazione delle spese sostenute, il beneficiario dovrà presentare una relazione consuntiva sulla manifestazione organizzata in cui dovranno essere esplicitati tempi, modi e luoghi relativi allo svolgimento delle attività. Tale relazione dovrà essere accompagnata dal materiale dimostrativo utile ai fini della valutazione di cui si dispone (documentazione fotografica o audiovisiva, rassegna stampa, etc.).

 

 

CAPO III

Altre forme di contribuzione non monetaria

 

Art. 13

Concessione di spazi per la realizzazione di progetti culturali

  1.   L’Amministrazione Comunale può disporre l’assegnazione gratuita o a canone ridotto, per finalità culturali e con le modalità stabilite dalla vigente regolamentazione sulla gestione del patrimonio immobiliare comunale, di locali o immobili di proprietà o comunque gestiti dall’Amministrazione Comunale, ai medesimi soggetti ai quali possono essere concessi contributi monetari per attività culturali.
  2.   L’assegnazione dei predetti spazi avviene, previa deliberazione di Giunta comunale, con apposito bando, secondo le modalità, nelle forme e nei limiti previsti dalla sopra richiamata regolamentazione sulla gestione del patrimonio immobiliare, per l’attuazione di specifici progetti e programmi culturali.
  3.   La valutazione dei progetti è effettuata dal Servizio Cultura e Spettacolo in applicazione dei criteri e dei punteggi di cui alla griglia di valutazione dell’articolo 8, comma 1, del presente regolamento.

 

Art. 14

Concessione di spazi nei teatri, nei centri culturali o strutture equiparabili

  1.   L’Amministrazione Comunale può disporre l’assegnazione occasionale, gratuita o a canone ridotto, per finalità culturali, di spazi teatrali, dei centri culturali o di strutture a essi equiparabili per la realizzazione di manifestazioni, esibizioni, spettacoli, convegni etc..
  2.   L’assegnazione dei predetti spazi avviene, nei limiti delle disponibilità stabilite dalla singole convenzioni con i soggetti gestori, a domanda degli interessati, previa valutazione positiva, da parte del Servizio Cultura e Spettacolo, della compatibilità tra la destinazione istituzionale dello spazio richiesto e l’attività per la quale la richiesta è inoltrata.
  3.   Nell’arco dell’anno solare a ciascun soggetto può essere accordato l’utilizzo degli spazi di cui al presente articolo per non più di due volte complessivamente.

 

Art. 15

Concessione di spazi nei teatri, nei centri culturali o strutture equiparabili

  1. Ai soli fini informativi il Servizio Cultura e Spettacolo provvede alla contabilizzazione figurativa a carico dei singoli richiedenti dei contributi non monetari di cui all’articolo 14 e 15.

 

 

TITOLO II

 

RENDICOTAZIONE DEI CONTRIBUTI ECONOMICI

 

Art. 16

Presentazione rendicontazione

 

  1. La rendicontazione dei contributi economici concessi dall’Amministrazione Comunale per le manifestazioni culturali e di spettacolo dovrà essere presentata entro sei mesi dalla conclusione delle manifestazioni finanziate. In caso di difficoltà oggettive al rispetto di detto termine, potrà essere richiesto all’Amministrazione un differimento adeguatamente motivato.
  2. Il rendiconto finanziario, firmato in originale dal legale rappresentante, dovrà essere presentato o in forma cartacea al Protocollo Generale – via Crispi – oppure , firmato digitalmente in tutti gli allegati dal legale rappresentante, mediante posta elettronica certificata (PEC), _____( indirizzo pec).

 

Art. 17

Contenuto rendicontazione

 

1.   Il rendiconto finanziario dovrà essere composto dai seguenti documenti:

a)      dichiarazione, a firma del legale rappresentante, attestante tutte le entrate e le uscite della manifestazione, la copertura di tutte le spese sostenute, gli eventuali sponsor pubblici o privati, gli incassi, i dati anagrafici e fiscali dell’Organismo, modalità di pagamento del contributo, secondo la modulistica predisposta dal servizio e presente nel sito istituzionale;

b)      riepilogo generale onnicomprensivo delle entrate e delle spese relative alla manifestazione oggetto di contributo, secondo la modulistica predisposta dal servizio e presente nel sito istituzionale;

c)      riepilogo dettagliato delle spese, regolarmente quietanzate, finanziate esclusivamente con il contributo dell’Assessorato alla Cultura, secondo la modulistica predisposta dal servizio e presente nel sito istituzionale.  A tale riepilogo dovrà allegarsi copia conforme all’originale delle pezze giustificative delle spese indicate.

Gli originali della documentazione giustificativa delle spese finanziate esclusivamente con il contributo dell’Assessorato alla Cultura dovranno riportare la dicitura o il timbro «spesa finanziata con il contributo del Comune di Cagliari – Assessorato alla Cultura con Det. Dir. n.____ del _________»

d)      dichiarazione, a firma del legale rappresentante, attestante l’assoggettamento o meno del contributo alla ritenuta d’acconto IRES, secondo la modulistica predisposta dal servizio e presente nel sito istituzionale.

e)      per le manifestazioni a pagamento, copia conforme all’originale dei permessi SIAE e delle distinte di incasso SIAE, regolarmente vistati e timbrati;

f)        per le manifestazioni ad ingresso gratuito, comunque soggette all’obbligo di comunicazione alla Siae, dichiarazione del competente ufficio SIAE attestante che la manifestazione è stata realizzata  nelle sedi e nelle date indicate;

g)      per le manifestazioni ad ingresso gratuito e/o per quelle per le quali non sussistano obblighi verso la SIAE, dichiarazione di avvenuta manifestazione firmata dal legale rappresentante dell’organismo.

h)      relazione tecnico-artistica da cui risulti la valenza culturale, gli aspetti divulgativi o di sperimentazione artistica delle iniziative realizzate.

i)        calendario delle manifestazioni effettuate, con il riepilogo delle presenze, secondo il modello che si allega e che fa parte integrante del presente Regolamento

j)        rassegna stampa e copia del materiale promozionale (preferibilmente in formato digitale): locandine, manifesti, programmi di sala, inserzioni pubblicitarie etc, dalla quale risulti la pubblicazione del logo del Comune di Cagliari e del  marchio territoriale  del Comune di Cagliari.

 

 

 

 

Art. 18

Spese ammissibili

1.    Costituiscono spese  ammissibili tutte le seguenti spese oggettivamente riferibili alla manifestazione per la quale è stato concesso il  contributo:

A) COMPENSI:

1)      tutti i soggetti italiani e/o stranieri che hanno prestato la propria opera all’interno della manifestazione e per i quali è stata sostenuta una spesa inserita nel rendiconto dovranno essere elencati nel modello C1 (pubblicato nel sito), con la specifica della mansione (artista, tecnico, collaboratore, amministrativo, ecc.),  della durata della collaborazione e della città di residenza, e dovrà dichiararsi che per gli stessi sono stati stipulati regolari contratti nel rispetto della normativa vigente e che sono stati assolti tutti gli obblighi ed oneri previdenziali, contributivi, fiscali  ed ogni altro onere disposto dalle normative e CCNL vigenti;

2)      personale artistico e tecnico dipendente o legato da rapporto di collaborazione coordinata e  continuativa, oppure di prestazione occasionale: la spesa dovrà essere riferita alle sole attività e tempi lavorativi strettamente necessari allo svolgimento delle manifestazioni. Per questo tipo di compensi saranno ammissibili le singole buste paga analiticamente riportate e riferite alle giornate effettive di lavoro svolto per l’attività finanziata.

3)      direzione artistica, tecnica, organizzativa e ufficio stampa: sia per quanto riguarda il personale dipendente, che i collaboratori abituali od occasionali, l’importo complessivo non potrà superare la percentuale massima del venti per cento del totale delle spese ammissibili.

.         

B) RIMBORSI SPESE DI VIAGGIO, VITTO E ALLOGGIO:

1)      spese sostenute direttamente dall’organismo beneficiario del contributo: sono ammissibili le spese  sostenute per i soggetti elencati nel modello C1, non residenti nella località di svolgimento della manifestazione, che hanno prestato la propria opera all’interno della manifestazione e limitatamene al periodo di svolgimento della stessa.

2)      spese sostenute direttamente dagli artisti, collaboratori, ecc.,: sono ammissibili solo se trattasi di soggetti elencati nel modello C1, se  non residenti nella località di svolgimento della manifestazione, limitatamene al periodo di svolgimento della stessa. Le spese dovranno essere documentate da apposita nota spese dell’interessato al rimborso (artisti, tecnici, compagnia, gruppi, ecc.), con allegata copia della documentazione fiscale. Tutti i documenti fiscali giustificativi della spesa dovranno chiaramente riportare nell’oggetto il numero nonché i nominativi dei  soggetti (artisti, tecnici, compagnia, gruppi, ecc.) che hanno usufruito del trasporto, del vitto o dell’alloggio.

Il rimborso per le spese di vitto non potrà superare in ogni caso la diaria di Euro  45 giornaliere, che saranno conteggiate per ogni singolo fruitore del servizio. Sono escluse le spese di viaggio relative alla organizzazione della manifestazione, salvo che queste siano autorizzate preventivamente dall’Amministrazione comunale con apposito atto.

 

.        C) AFFITTO DEI LOCALI UTILIZZATI PER LA MANIFESTAZIONE: fitto teatri, sala prove, sale convegni, ecc. limitatamente al periodo di svolgimento della manifestazione.

.

D)    NOLO E TRASPORTO ATTREZZATURE TECNICO-SCENICHE: nolo, trasporto e montaggio/smontaggio di scenografie, service audio-luci, costumi.

 

E)     PUBBLICITÀ E AFFISSIONI: stampa di locandine e di materiale promozionale vario, spese grafica e tipografia, inserzioni pubblicitarie (stampa, audio, video), affissioni, ufficio stampa.

 

F)     SIAE

 

G)    SPESE GENERALI (per un importo massimo del dieci per cento del totale delle spese ammissibili): sono ammissibili le seguenti spese:

  • personale dipendente o con rapporto lavorativo occasionale o di collaborazione coordinata e continuativa, che svolge mansioni di carattere amministrativo-contabile, segreteria organizzativa, limitatamente ai tempi lavorativi strettamente connessi allo svolgimento della manifestazione;
  • utenze per consumo di energia elettrica: limitatamente al periodo di svolgimento della manifestazione.
  • utenze telefoniche (la telefonia mobile è ammissibile solo se relativa a contratto telefonico intestato all’organismo beneficiario di contributo): limitatamente al periodo di svolgimento della manifestazione.
  • affitto sede operativa: limitatamente al periodo di svolgimento della manifestazione
  • acquisto di materiale scenico, finalizzato esclusivamente alla realizzazione della manifestazione oggetto di contributo (costumi, di consumo, etc.).
  • acquisto di cancelleria, e materiali di consumo vario, consulenze amministrativo-contabili, segreteria amministrativa e/o organizzativa, limitatamente ai tempi lavorativi strettamente necessari allo svolgimento della manifestazione.

 

.        H)    ALTRE SPESE (da specificare nel modello D).

2. Il totale delle spese ammissibili inserite nel rendiconto non potrà essere inferiore al preventivo di spesa presentato all’atto della concessione del contributo se non nella misura massima del venticinque per cento. Una differenza maggiore comporterà la riduzione percentuale del contributo.

 

Art. 19

Spese non ammissibili

1.  Non sono ammissibili  le seguenti voci di spesa:

  • spese di rappresentanza e di mera liberalità di qualsiasi genere: ricevimenti, incontri di carattere conviviale, omaggi floreali e non  etc.;
  • spese di vitto relative a soggetti appartenenti all’Organismo beneficiario di contributo, residenti nella località di svolgimento della manifestazione;
  • acquisti di beni durevoli e realizzazione di strutture stabili, salvo che non siano espressamente autorizzati in sede assegnazione del contributo, a seguito di finanziamenti a sostegno di produzioni (teatrali, musicali, videocinematografiche) e mostre;
  • autofatture, scontrini fiscali, fatture e/o ricevute fiscali con oggetto generico o non chiaramente riferibili al soggetto beneficiario del contributo e alla manifestazione;
  • spese di viaggio e di soggiorno relative alla preparazione delle manifestazioni, salvo che queste siano autorizzate preventivamente dall’Amministrazione comunale in sede deliberativa.

 

Art. 20

Conservazione della documentazione

1.  Tutti gli originali dei documenti giustificativi delle spese (fatture, ricevute fiscali, buste paga, note spese, contratti, permessi, documentazione Siae ecc.) conformi alla vigente normativa fiscale, previdenziale e dei CCNL vigenti dovranno essere conservati, per un periodo non inferiore ai cinque anni dalla data di presentazione del rendiconto, nel domicilio fiscale dichiarato all’atto della rendicontazione.

2.  Presso lo stesso domicilio fiscale  utti gli originali dei documenti giustificativi delle spese (fatture, ricevute fiscali, buste paga, note spese, contratti, permessi, documentazione Siae ecc.) dovranno essere a disposizione per ogni eventuale accertamento da parte dell’Amministrazione Comunale , la quale si riserva di verificare la veridicità delle dichiarazioni rese  anche attraverso la richiesta della documentazione in originale.

3.  Il riscontro di gravi irregolarità nelle attestazioni e  nella documentazione  presentata comporterà:

  • la segnalazione agli organi giudiziari competenti
  • la rifusione con interessi di legge del danno provocato all’Amministrazione
  • l’ esclusione per 2 anni dai contributi comunali.

 

Art. 21

Trattamento dei dati

1. I dati e ogni informazione acquisiti ai fini dell’espletamento delle procedure di cui al presente Regolamento saranno trattati nel rispetto del D.Lgs. n. 196/2003.

 


SOMMARIO

Art.   1 – Principi e finalità

Art.   2 – Tipologia e natura della provvidenza

Art.   3 – Oggetto

Art.   4 – Limitazioni

Art.   5 – Destinatari

Art.   6 – Modalità e termini di presentazione delle domande

Art.   7 – Commissione giudicatrice

Art.   8 – Criteri per la valutazione delle domande

Art.   9 – Pubblicazione della graduatoria

Art. 10 – Assegnazione dei contributi

Art. 11 – Responsabilità

Art. 12 – Oneri del beneficiario

Art. 13 – Concessione di spazi per la realizzazione di progetti culturali

Art. 14 – Concessione di spazi nei teatri, nei centri culturali o strutture equiparabili

Art. 15 – Concessione di spazi nei teatri, nei centri culturali o strutture equiparabili

Art. 16 – Presentazione rendicontazione

Art. 17 – Contenuto rendicontazione

Art. 18 – Spese ammissibili

Art. 19 – Spese non ammissibili

Art. 20 – Conservazione della documentazione

Art. 21 – Trattamento dei dati

 

116 Commenti

  1. Per Ainis (mi ricorda “per Elisa”: che cosa romantica!), che vuole convenire con me, dirò che il prezzo è giusto, e che convengo.
    Adesso, dopo tanti convenevoli, troviamo un altro argomento, o verranno a cercarci vestiti da KKK.
    Che ne dice del nuovo Soprintendente?
    No, no, scherzavo: non so nulla neppure di lirica…

    • Nooooo!!
      Vi prego!!
      Il Soprintendente no…
      A me piacerebbe leggere di qualche vostra idea, in merito a quello che potrebbe essere un eventuale, realistico, progetto di sviluppo industriale, per la zona di Cagliari.
      Come se fosse un compito per casa, con un problema da risolvere:

      “avendo a disposizione un budget stabilito, coerente con le disponibilità di un’area quale quella di Cagliari (10 milioni di € ? 20 ? fate voi), quale è, secondo voi, il progetto industriale che può essere avviato?”

      Io ci metto il mio: Sistema integrato di raccolta e riciclo dei rifiuti, sul modello di Vedelago. Affiancato dall’utilizzo della tecnologia Bio-On.
      L’idea è sviluppata in questo forum http://oratoccaanoi.ideascale.com/a/dtd/Sistema-integrato-di-raccolta-e-riciclo-rifiuti/17601-14329
      Tra i commenti ci sono anche video che chiariscono il concetto.

      • Che ne dice di una bella fabbrica di robot?
        Così potremmo finalmente far fronte alla nostra cronica carenza di mano d’opera, e dare il via al sistematico e massiccio sfruttamento delle nostre risorse…
        Purtroppo, la vera questione del futuro non consiste solo nel “progetto industriale”, quanto nel “progetto sociale”.
        Le industrie che producono occupazione, in un paese (e in una regione) come il nostro, non sono poi tantissimi, e sono tutti – per mia personale valutazione – o perfettamente insostenibili (edilizia spregiudicata etc.), o fondati proprio su un altissimo livello di specializzazione, di competenza, di integrazione e – in ultima istanza – di eccellenza(distretti).
        Questo secondo scenario presuppone però non solo delle condizioni di base – infrastrutture in primis – ma anche un atteggiamento culturale che – sempre per mia personalissima valutazione – è ancora totalmente da costituire.
        Il termine che – semplicisticamente – può avvicinarsi a definirlo è “sinergico”: peccato che della parola sinergia si sia fatto un uso e un abuso ormai francamente insostenibile, fino al rigetto.
        Un piano strategico serve soprattutto – sempre nella mia personale accezione – a rendere trasparente e partecipabile uno scenario in evoluzione, definendo coralmente obiettivi, ruoli e modi di partecipazione: “se c’è da fare questo, lo faccio io”, ma anche: “si potrebbe anche pensare di fare quest’altro”, ma anche: “ci sarebbe bisogno di questo, chi lo fa?”, e: “io saprei fare questo, serve a qualcuno?”.
        In realtà, il mondo della produzione si divide su due possibili fronti, per crescere, specializzarsi e affinarsi: quello della competizione, e quello della cooperazione.
        Quanto a competizione, basta affacciarsi alla finestra; ma quanto a cooperazione, se non troviamo nessuno nemmeno in casa, stiamo proprio male.

        • Io sono d’accordo con lei, quando parla di “progetto sociale”, e anche se faccio parte della generazione facebookizzata, ho studiato quel minimo che mi consente di intuire la sua visione di sinergismo, necessario per realizzarlo. Penso che sia la direzione giusta e mi fido anche del suo giudizio.

          Però mi rimane un “però”.

          L’atteggiamento culturale che lei pone alla base, come punto di partenza, ha i suoi tempi. Per realizzare questa idea possono volerci anche tanti anni.
          Nel frattempo, se non mette niente sotto i denti, un essere umano muore in 10 giorni.
          Quindi dobbiamo inventarci un modo per stare a galla, e nuotare nella direzione giusta. Ci serve una ciambella a cui aggrapparci, per non affogare nel tragitto.
          Visto che la ciambella non ce la lancia nessuno (d’altronde chi mai si sognerebbe di lanciare una ciambella, da una nave che affonda: la ciambella, chi ce l’ha, se la tiene per sé), ce la dobbiamo fare da noi.

          Per questo io aggiungerei ai suoi due possibili fronti (competizione/cooperazione), un terzo: risparmio.
          Il mio link nel post precedente va in questa direzione. Da cicale dobbiamo mutare rapidamente in formiche. I campi sono 3 (secondo me): rifiuti, energia, pubblica amministrazione. Il punto sui rifiuti è quello che ho proposto.

          • L’essere umano, se rinuncia al nuovo telefonino (che sempre tale resta), magari campa qualche giorno in più.
            In merito alla sussistenza, la formica diceva: “hai cantato? adesso balla”.
            Questo sarebbe ancora oggi un bell’invito, stimolante e icastico; purtroppo, nel linguaggio corrente, “balla” vuol dire anche altro (balla di fieno, frottola, ciucca, etc.), e questo allunga il brodo dei significati possibili, creando entropia.
            Nella particolarissima accezione sarda (barbaricina), “balla” richiama graziosamente anche altro (eh balla!, a balla sola, una balla in s’oricra po’ no li guastare sa pedde, etc.). Ciò accresce – almeno per me che sono di Bitti – il tempo di reazione al sentire l’invito “balla”.
            Siamo comunque stati un popolo di cicale, questo certamente si: invece di studiare, crescere e farci trovare pronti, stile “libro e moschetto”, ci siamo sdraiati sul più sfrontato edonismo, e – oggi – chiediamo time out.
            Diceva bene quel gerarca ai giovani italiani ai suoi comandi: “correte, correte; che qui, se arriva il nemico…”.
            Praticamente, li predisponeva psicologicamente all’immancabile vittoria.
            Noi forse dovevamo dire: “correte, correte; che qui, se arriva il mondo…”.
            Il mondo è arrivato, col naso al vento, come i cani; ha dato un’odoratina qua e là, due schizzi di pipì – giusto per gradire – e rìzzati, come dicono a Firenze.
            Già fatto?
            Già fatto.

            • Ah… mi ha fatto tornare alla mente l’età del corteggiamento… le estati… che si aspettavano con trepidazione, perché arrivava la “festa grande”. E le ragazze che prendevano coraggio e si presentavano in piazza, la sera, all’apertura delle danze.
              E noi maschietti, altrettanto coraggiosi, che ci avvicinavamo col cuore in mano, e osavamo, proponendo l’improponibile: “Signorina, balla?”. E loro con faccia interrogativa “Balla? Ci ti férgiada!”
              Così finiva l’età del corteggiamento.

              Quanta nostalgia…

      • Gentile Ale Sestu,
        questo funziona
        http://www.vitrociset.it/
        e infatti in Sardegna lavora bene, assume, paga ed è increscita. Tra l’altro lavori di alto livello che richiedono elevata specializzazione. Rovescio della medaglia… ciò che può immaginare. Però sono attività che hanno un futuro garantito. Come le armi, per l’appunto.

        Le faccio vedere, invece, l’ennesima bufala:
        http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2012/09/21/la-rivoluzione-in-sardistan-dalla-cacca-al-petrolio/

        Sono due esempi di qualcosa che funziona e non ci piace e di qualcosa che non funziona ma ci piace moltissimo. Entrambi portano soldini dall’esterno, soldini buoni come quelli che servono per pagare (tramite le tasse) le scatole di meccano n°10. La prima li porta sul serio, la seconda ha bisogno di una battuta di Di Legno. Potrebbe anche darsi che i suoi 20 o 30 finiscano in qualcosa del genere. Oppure nella produzione di mozzarelle di latte di fenicottero: la Sardegna è piena di ottimi esempi.

        Se invece ha aggiustato il tasto dello “0” e vogliamo parlare di cose serie, guardi questo:
        http://www.finmeccanica.it/Corporate/IT/Corporate/Settori/Sistemi_di_Difesa/Oto_Melara/index.sdo
        Nell’utimo caso, il professor Campus farebbe i salti di gioia perché la collocazione geografica di Cagliari sarebbe ragionevolmente adatta (tutta robetta che viaggia via mare su navi piccine e poco vistose. Adatte per quella schifezza che è il porto di Casteddu; sarebbe capace di far quattrini anche uno come Massidda). Anche se può sembrare pazzesco, è un settore le cui competenze specialistiche non sono così lontane da quelle sviluppate per la SARAS (sì, lo so che parliamo di meccanica da una parte e petrolchimica dall’altra, ma si fidi). Settore che crea indotto “buono” facilmente riconvertibile su altre produzioni (se gli imprenditori sanno fare il proprio mestiere).
        Mi lasci essere chiaro: lei mi ha chiesto “un eventuale, realistico, progetto di sviluppo industriale, per la zona di Cagliari.” ed io le ho risposto: questo, secondo me, funziona bene, non inquina, non richiede competenze troppo lontane da ciò che abbiamo già ed è un settore iperprotetto, cioè quello che normalmente chiamiamo “strategico”. Gli investimenti sarebbero dell’ordine di 1200 ML€, parte dei quali da dedicare alla bonifica di quel porcile osceno che è l’area vasta. Tempi, circa dieci anni se corriamo.
        Però, ecco la necessitò di essere chiari, ci sono due piccolezze: la prima che produce ciò che ha trovato nel link (o equivalente); la seconda che una cosa del genere la vuole mezzo mondo, quindi si dovrebbe dare qualcosa in cambio. Cioè dovremmo cominciare a pensare non tanto a lamentarci perchè abbiamo i poligoni e ci mandano i condannati al 41bis, ma a concordare un prezzo tutte le volte che ci chiedono qualcosa. (Vuoi i poligoni? Allora voglio diecimila posti di lavoro nel settore X, o Y o Z.)

        Ah, dimenticavo: a SEL non piacerebbe.

        Mi scusi, ma la scrittura di Campus me la sogno (anche la capacità di suggestionarmi). Si contenti di rudi considerazioni da meccanico.

        Cordialmente,

        • Gentile Ainis,
          la ringrazip per il suggerimentp: hp provato ad aggiustare la “p”, adessp dpvrebbe andare meglip.

          Scherzavo.

          L’esercizio che ho proposto era inteso come “proporre un progetto che piace anche a lei” non uno che ripugna pure lei. Ma non importa. Mi rendo conto che la realtà è sempre più amara e ruvida dei sogni.
          Però il suo link sulla cacca/petrolio mi ha fatto venire in mente un’altra cosa: un altro modo per risparmiare (così mi ricollego alla risposta data al Prof. Campus).
          Parafrasando un conterraneo: “dal petrolio non nasce niente, dalla cacca nascono gli ortaggi” (spero che non si offenda nessuno; chiedo scusa comunque per la parafrasi).
          In Lombardia c’è un progetto che ha avuto molto successo. Si chiama “Adotta il tuo orto”.
          Se fosse sostenuto anche qui in Sardegna, sarebbe un bel passo in avanti da diversi punti di vista:
          risparmio (importiamo molto del cibo che consumiamo)
          lavoro (questa è intuibile)
          cultura (le persone si riavvicinerebbero alla terra, e ne comprenderebbero meglio il valore. Per dire: sicuramente non accetterebbero tanto facilmente un progetto come quello della chimica verde che lei ha denunciato sul suo blog).

          Riguardo gli asse strategici militari, ha detto bene lei, fanno gola a molti. Noi non abbiamo il peso politico per prenderceli. Per dirne una: la Selex se la vuole ciucciare la Germania, assieme al sistema TETRA. L’Emiro si è appena comprato un bel pezzo dello Snam-Eni, il pacchetto di maggioranza di Unicredit, e sta cercando di ciucciarsi anche la Rai, tramite Al Jazeera.

          Quindi, insomma… la vedo grigia.

          Comunque non sono iscritto Sel; devo dire che sono stato tentato: al circolo Atzeni ci sono tanti ragazzi e ragazze brillanti. Come se non bastasse le ragazze sono anche molto carine, quindi praticamente si trova giusto un gradino sotto il Giardino dell’Eden.
          Io però ho scelto di arrivarci facendo il giro largo: prima del paradiso voglio passare dall’inferno e dal purgatorio. Vuole mettere la soddisfazione?

          Cordialmente,

        • Caro Ainis,
          Lei mi cita la Oto Melara, che è certamente una delle cose più sofisticate – anche commercialmente parlando – che esista al mondo, ma anche una delle aziende più politicamente scorrette (se uno pensa in termini etici), visto che produce sistemi d’arma, non doppiette per le quaglie (cosa scorrettissima anche questa).
          Ma allora, perchè non un reattore nucleare? Ne esistono di bellissimi, sa? Con tantissimo indotto, anche per le nostre belle miniere, geologicamente stabilissime.
          E perchè non sfruttare compiutamente i nostri bei poligoni fronte mare, oggi usati come pattumiere, invece che come contesti ad altissima e sofisticata tecnologia di impianto e d’uso?
          E delle biotecnologie (vedi Saras) che vogliamo fare?
          Ma avete capito o no, che in quest’Isola si vuole la moglie piena (magari pienata da altri) e la botte ubriaca?
          Che tutti cazzeggiano su quello che non si può assolutamente fare, ma nessuno si azzarda più a fare nulla, nel timore che i fenicotteri – nel loro maestoso volo – non sappiano più dove cagare?
          Questo è un posto dove – a fare – si ha una sola certezza: si è sbagliato.

          • Gentile professor Campus,
            adesso Di Legno mi legna (che bella allitterazione: me la segno). Questa volta devo dirle che lei ha davvero letto male, perché non solo ho detto che Oto (o simili) non mi piace, ma volevo proprio sottolineare la difficoltà nella risposta alla domanda di Ale Sestu (beata gioventù, che vuole giocare con la spazzatura). Le aziende che fanno soldi e generano posti di lavoro ci sono (anche le centrali nucleari, certo, però meglio lo stoccaggio delle scorie , come correttamente suggerisce lei), però è difficle trovare quella che ci sta bene… salvo quando c’è da difendere i carrozzoni che non piacciono a lei (e neppure a me).
            Ma lei vuole ancora cagare (altro che cacca dei fenicotteri, non sappiamo dove fare la nostra!)? Ma se la tenga, no? Guardi che su questo sfonda una porta aperta… devo suggerirle un altro link (così Di Legno si diverte)?

            Cordialmente,

    • Gentile professor Campus,
      sul Soprintendente non hanno certo bisogno di noi per vomitare tonnellate di battute, fuori e dentro le parentesi, tonde e quadre.
      Cordialmente,

      @Ale Sestu
      controlli la sua tastiera, il tasto “0” non funziona bene.

  2. Pingback: 10 cose che per cui l’amministrazione Zedda mi rende orgoglioso | Costruiamo una città!

    • Gentile Sovjet,
      per favore non parliamo dell’obbrobrio della divisione delle statue di M. Prama in tre sedi diverse: grida vendetta di fronte al dio dell’Archeologia e dell’Arte. Divinità Sherdanu, naturalmente, adorate in Atlantide – o Scratlantide, per chi ha visto Era Galciale 4 – e Sardistan!
      Cordialmente,

      • Se avesse letto la mia risposta al Suo ultimo intervento nella discussione su Cellino, avrebbe avuto modo di riflettere sulla questione del distretto culturale costituito dall’area metropolitana di Cagliari (circa – a oggi – 420.000 persone), inteso come fenomeno produttivo.
        Sotto questo profilo, tutta questa discussione mi pare insana: ma come, mandiamo i cagliaritani a vedere la loro squadra a Quartu o a Elmas, o a vedere film a Quartucciu o a Sestu, e poi ci accapigliamo per quattro euro?
        Forse la programmazione culturale (e i bandi relativi) dovrebbero essere convenuti fra tutti i comuni dell’area.
        Quanto a M.Prama, il problema non consiste nel dove saranno le statue (personalmente penso che dovrebbero andare dove sono state cavate), ma dove saranno i visitatori, da dove verranno, e chi li manderà.
        Picone?

        • Gentile professor Campus,
          io ho anche risposto… lei no.
          Sulle statue, parlo d’altro, dell’opportunità di dividerle (dove poi verranno esposte è problema differente).
          Cordialmente,

          • Ainis, Ainis…
            Lei non legge i post: vada a vedere, e si convincerà.
            Quanto all’opportunità di dividere le statue, anch’io sono totalmente contrario.
            Il problema più generale è quello del modello complessivo dell’organizzazione museale (Betile, per esempio, serviva in questa logica), che non è partecipata e tanto meno percepita come tale (cioè come un’organizzazione).
            Per quanto riguarda la “cultura”, prima che la mia mano corra alla pistola, mi affretto a dire che siamo in presenza del più sfrenato faidatè, in un minestrone di competenze che – a partire dalla stagione lirica, fino alla saga delle trottole da lancio – vede i cittadini come soggetti incidentali, come danni collaterali di un nonsistema basato sulla estemporaneità e sull’iosperiamochemelacavo.
            Con osservanza.

            • Gentile professor Campus, professor Campus,
              no, mi permetta (o mi consenta, scelga lei): scrivere un commento non significa rispondere. Capisco le critiche (secondo me viziate da una mancanza di prospettiva storica, perché è facile dire, adesso, cosa non vada, ma la situazione era differente allora) ma manca la proposta (cioè la risposta): che vorrebbe fare di Cagliari?
              Inoltre, non pretendo certo di farle dire la parolina magica (manifattura) né sono sicuro che sia davvero magica. Semplicemewnte ciascuno di noi ritiene che ciò che conosce meglio sia una buona risposta a molti interrogativi (e conoscere “meglio” non significa necessariamente conoscere “bene”, tra l’altro). Però, non è che possa continuare a stressarla ripetendo continuamente la stessa cosa, quindi l’ho chiusa lì. (Le dico solo, visto che ci siamo, che il distretto è d’obbligo, oggi, ma è una sonora banalità… la mia, sia chiaro, sto solo ripetendo ciò che dice lei).
              Che poi sia d’accordo sulla necessità di non dividere il complesso delle statue, ne ero ragionevolmente certo (poichè la considero una persona ragionevole). Di questo parlavo.
              Cordialmente,

              (Sa, non sono per nulla convinto che i nostri scambi epistolari pubblici siano così fastidiosi per i lettori del blog; leggere ciò che scrive è comunque piacevole, anche quando non si è d’accordo con lei; per cui mi prendo volentieri la colpa grave di farle da levatrice… ah, Socrate!)
              (Non mi faccia rispondere sulla sparata della cultura faidatè, altrimenti devo dirle che ha ragione e allora Biolchini mi ammazza perché ritiene che ciò sia in contrasto con quanto ho detto prima… e con quanto dice lui: sono stufo di andare al Poetto a cercare la sabbia… ma dove belino l’hanno messa?)

              • Siete entrambi piacevoli letture. Più discutete più si impara.
                Ogni tanto mi viene voglia di intervenire, ma mi sento come un Marco Carta che vuole salire sul palco per togliere il microfono a Frank Sinatra…
                Devo studiare ancora parecchio…

                A me però piace di più Ainis, perché è l’unico che, facendo un ragionamento articolato, riesce e scrivere più parole dentro le parentesi tonde, che fuori dalle parentesi tonde.

                • Gentile Ale Sestu,
                  lei è esattamente ciò che mi mancava: un esegeta che conta le battute di ciò che scrivo suddividendole per categorie.
                  10+
                  Cordialmente,

                  (Non si aspetti di essere retribuito… al massimo le posso mandare un tot di parentesi tonde, più che altro sinistre).

              • Ok, allora restiamo socraticamente così: lei si preoccupa della maieutica, io dell’ironia.
                Quanto a Cagliari, la risposta è ovvia.
                Dovrà – volente o nolente, se vorrà esistere – diventare quello che abbiamo detto fino alla nausea (di tutti): una capitale nel Mediterraneo.
                Che cosa? una capitale.
                Dove? nel Mediterraneo.
                Capitale dei Sardi, ovviamente; capitale per i Sardi e per tutti leggibile senza fatica come tale, essendo come tale riconosciuta e riconoscibile.
                Cos’è una capitale? Lo dica Lei; avrà un’idea, immagino. Elenchi tutti i requisiti, identifichi quelli che Cagliari non possiede, e avrà messo le basi per un vero Piano Strategico.
                Quanto al Mediterraneo, dico solo che dovrebbe essere Mare Vestrum quanto Nostrum, e dovrebbe accorgersi di avere nel bel mezzo una capitale, Cagliari, appunto.
                Non la sua capitale, ma una delle sue capitali.
                Un Mediterraneo che oggi sa di avere diverse capitali nella tinozza, ma che non sa di avere – come tale – Cagliari.
                Un Mediterraneo che, se sapesse ciò – che fosse tenuto a sapere ciò – sarebbe diverso.
                In pratica, una Cagliari diversa contribuirebbe a generare un Mediterraneo diverso da com’è oggi (che non è gran che, per gli amanti delle allitterazioni).
                Ma Lei non sarà d’accordo…

                • Sovjet says:

                  Caro professore, a dire il vero, Cagliari un piano strategico tentò pure di darselo e con lei come ufficiale sul ponte di comando.
                  Eccone qui una sintesi: che idea di Cagliari avevate e perché non se ne vide traccia?
                  http://www.sardegnaindustriale.it/article.asp?id=5766&IDmagazine=2009002

                • Gentile professor Campus,
                  non si tratta d’essere d’accordo o meno. Il fatto è che, volenti o nolenti, attualmente Cagliari è “solo” la capitale di coloro che abitano in Sardegna (se poi essi siano i sardi, non saprei, bisognerebbe definire cosa siano – e non “chi” siano – questi ultimi). Guardi, parliamo di cose lontane lontane, senza arrivare a chissà quale galassia.
                  Washington e New York sono entrambe capitali degli Stati Uniti. Però nella prima non ci va nessuno e tutti vanno a NY. Cagliari è capitale come Washington. La differenza tra le due è che la seconda ha gli USA dietro le spalle, la prima il nulla. Quindi W. vive benissimo sulle spalle degli americani, che capiscono la necessità di averla, mentre CA vivacchia per partito preso e vivacchierà sempre meno bene (come sta accadendo) perché i “soldi sardi per la capitale” saranno sempre meno e bisognerà trovare altre fonti. Nutro la convinzione che assai presto si porrà il problema della reale possibilità di mantenere una capitale costosa come CA per un posto disastrato come la Sardegna. Le rammento che CA è in stasi demografica e il numero di stabili inutilizzati assai elevato. Più che di inurbamento, la città pone a sé tessa il problema opposto.
                  Ora, ciò che le piacerebbe, CA che assumesse un ruolo attivo nel Mediterraneo, mi pare un’enormità (traduco: CA che vuole fare NY è una palese assurdità). Per due semplici motivi: il primo che non c’è alcun motivo valido per andarci (a NY invece sì, ci sono un sacco di motivi); il secondo, che mi piacerebbe capire come far sì che ciò accada, poiché non c’è un apparato industriale e infrastrutturale che possa attirare capitali e, in mancanza di questi, fatico a immaginare come poter attivare il resto (che piacerebbe, ad esempio, a Biolchini: molte scatole n°10 di meccano).
                  Ora, spero converrà che non può limitarsi a dire: “Senti Ainis, io ti ho detto che voglio fare una capitale Mediterranea, però vedi tu come riuscirci». Oppure sì, nessuno lo impedisce, può dirlo, ma poi restiamo dov’eravamo prima, ad una magnifica suggestione che mi ricorda l’ottimo Pau che vuole gli orti urbani e le piste ciclabili così CA diventa europea.
                  Ripeto: N’Djamena, Bamako, Pretoria e Capetown sono tutte capitali: CA somiglia a N’Djamena (salvo gli orti, le galline e le mucche).
                  Giusto per non lasciare la conversazione con una considerazione in negativo, ridico ciò che piacerebbe a me. Una CA meno capitale dei sardi e più capace di produrre ricchezza per i fatti propri. Ad esempio attraverso un patto forte con lo stato (e la RAS, ovviamente) che portasse un manifatturiero a media tecnologia capace di essere valida alternativa alla SARAS. Non sarebbe il ciapalon(*), ma renderebbe CA un luogo più normale.
                  Specifico: visto come abbiamo trattato la PS in Sardegna, trasformata in serbatoio di privilegi da spartire per via politica, potrebbe essere anche più utopico di quello che vuole lei. Ergo, servirebbe comunque un cambiamento netto e veloce delle nostre teste (e su questo convengo con lei). Ovviamente non le dico dove va a parare questo argomento: ho già nominato la SARAS, lascio il resto.
                  Dimenticavo: la SARAS è tutt’altro che un mero fatto fiscale. Su questo proprio non siamo d’accordo.
                  Cordialmente,

                  (*)panacea universale

                  • Caro Ainis,
                    Lei continua a parlare di Cagliari come di una entità amministrativa, sociale ed economica a sè stante.
                    E quindi dice che la popolazione è in regresso.
                    In realtà, al di là dei municipi, la Cagliari di oltre 400.000 abitanti – di cui mi ostino a parlare – è una delle poche realtà che – pur smunta, ma chi non lo è, oggi? – continui a far pensare che in Sardegna esista qualcosa di simile a una città in espansione e progressiva definizione.
                    Continuare a non voler vedere questo, significa non voler partecipare alla composizione di strategie appena degne di chiamarsi tali.
                    Appena diventato assessore – circa otto anni or sono – fui inviato a Bruxelles per trattare di una questione spinosa: la ventilata adesione a un processo di collegamento diretto fra le Aree Metropolitane – e Cagliari era riconosciuta, al momento, fra quelle potenziali – e Bruxelles stessa – cioè l’Europa – senza la mediazione delle Regioni.
                    In pratica, le Aree avrebbero avuto un filo diretto, e si sarebbero sottratte allo scomodo ruolo subalterno nei confronti di un Ente sovraordinato istituzionalmente.
                    Una ipotesi suggestiva, che mi vide però molto dubbioso – se non decisamente ostile – perché da tale assetto sarebbe derivata – sicuramente e istantaneamente – la definitiva scissione della Sardegna in due parti: Cagliari, e gli altri.
                    Altro che Capitale, altro che Sardi! Cagliari sarebbe diventata l’odiosissima cittadella (Casteddu docet) dei privilegi di un quarto degli abitanti complessivi dell’Isola, privilegi tutti da dimostrare, peraltro.
                    Ora quello che a Lei piace tanto – l’industria, cioè – ha finito per diventare – nell’Isola e non solo – una sorta di “ammortizzatore sociale”.
                    Questo non mi fa piacere – non può farmi piacere, ovviamente – e mi rattrista pensare a ciò che implica in un periodo di “vacche magre”: lacrime e sangue, ovviamente.
                    Purtroppo, infatti, le “partecipazioni statali”, alle quali anch’io credo, non vengono usate “ad adiuvandum”, ma “ad sostituendum”.
                    Qui, quando qualcuno torna dalla pesca con due pesci, e trova uno che muore di fame, col cavolo che gli insegna a pescare; gli chiede invece se ha una sorella (quando non una moglie o una figlia) disposta a fare cose inquietanti, in cambio della promessa della lisca.
                    Per farla breve, non fingiamo di essere altrove: siamo qui perché c’era una ragione di starci, e dobbiamo trovare una ragione e un modo per restarci (non secchi, se possibile).
                    Questo vale anche per la Saras, ovviamente: se trovasse interesse ad andarsene, non la tratterrebbe manco con le catene.
                    Alcoa (e non solo) docet.
                    Non crede a me? Creda a Marchionne.

                    • Gentile professor Campus,
                      capisco che lei non sia obbligato a leggere le cazzate che scrivo (mi trovo in difficoltà anch’io, si figuri un po’) che però debba dire proprio a me che non vedo la “Cagliari da mezzo milione d’abitanti” mi pare eccessivo!
                      Ad esempio (sì mi cito, col permesso del tenutario del blog):
                      «[…] si provi a prendere un compasso e tracciare una circonferenza di raggio venti chilometri e centro il municipio, […]»
                      http://exxworks.wordpress.com/2012/06/25/zedda-ce-spazio-datti-una-mossa/
                      data: 25 giugno 2012
                      Pertanto, direi che il compasso non è solo roba da architetti, a volte lo adoperano anche i (vili) meccanici (addirittura prima degli architetti).
                      Se parlo di CA, parlo sempre dell’aria vasta, quella che indica lei, che è demograficamente ristagnante e piena di mattoni inutili (come il resto della Sardegna).
                      Non solo: proprio perché siamo qui, ora e non a New York, ritengo utile condividere ciò che dice lei: la SARAS c’è perché conveniva e se ne andrà quando non converrà più (tra breve). Quindi (dico io) sarebbe il caso di pensarci senza abbandonarsi alle suggestioni, che sono tanto belle ma non ci si vive. E infatti io una soluzione, sbagliata quanto vuole, la propongo, lei no.
                      Né accetto volentieri ciò che dice io vorrei:
                      «Ora quello che a Lei piace tanto – l’industria, cioè – ha finito per diventare – nell’Isola e non solo – una sorta di “ammortizzatore sociale”.»
                      Perché sono io il primo a dire che è stato così (non le cito un altro link, ma provi a pensare ciò che dico in merito all’ALCOA) ma poiché l’industria funziona ovunque (ci siano persone che desiderano farla funzionare, anche quella di stato) non si vede perché non dovrebbe accadere da noi. Le dico di più: non ha funzionato perché a tutti stava bene non farla funzionare….
                      … ma sì che ci arrivo: intellettuali in testa!!
                      Guardi, diciamocelo: sia che si vada nella direzione che piace a lei sia che si vada in quella che piace a me (o in «qualunque» direzione) se non ci cambiamo la testa, andiamo comunque a puttane.
                      Le va bene se conveniamo su questo?
                      Il resto…
                      …mancia!
                      Cordialmente (e con grandissimo piacere),

                  • Peppino says:

                    Se lei si informasse saprebbe che Washington, New York e San Francisco hanno una presenza turistica annuale praticamente identica.

      • zunkbuster says:

        La separazione dei giganti di Monte Prama è un obbrobbrio, ma soprattutto sarà di enorme ostacolo alla redazione di un nuovo libro “disinvolto” di Leonardo Melis a proposito dei Shardana, e questa sarà una perdita immane per la cultura sarda (quanto devo a Di Legno per il copyright?).

    • Di Legno says:

      Questo è un progetto nato e concepito nella testa della Puggioni. Esattamente come la salvezza del Lirico è tutto merito di Zedda.

      • zunkbuster says:

        Il nominativo del papabile sovrintendente che gira in queste ore è tutt’altra storia rispetto a quello di Francesco Siciliano. Infatti, diversamente da quello dell’assessore provinciale alla Cultura, non ha un curriculum mirato sul teatro ma rigorosamente ancorato al mondo della lirica.

      • anonimo says:

        della serie: non te ne va bene una. Se qualcosa non ti piace è colpa della Puggioni. Se qualcosa ti piace: non è merito nè della Puggioni nè di Zedda!!

  3. Giancarlo says:

    Per rispondere ad Ainis e a Zunkbuster: a mio parere il numero misterioso M non è emendabile, l’osservazione è quella di Angelo, NON si può dare a due progetti con lo stesso punteggio un peso diverso.
    La soluzione è semplificare , eliminare M e trasferire la scelta sui vari elementi che costituiscono il punteggio finale.
    Un giro sui siti dei comuni basta per farsi un’idea dei regolamenti adottati per poi, magari, utilizzarli come base (non è obbligatorio essere originali, a volte è sufficiente saper copiare) , il tutto andrebbe condito con un sistema a graduatoria, adattabile da un bando per contributi pubblici (si vedano le varie leggi agevolative su investimenti).
    Inserendo un limite massimo di contributo erogabile per iniziativa (per esempio 100.000) ed un limite minimo “anti dispersione” (ad esempio 20.000), si caratterizzerebbero i progetti da ammettere.
    Poi andrebbe inserito un tetto percentuale sulla spesa complessiva prevista: ad esempio si può richiedere un contributo non superiore al 70% della spesa del progetto, vale a dire che almeno il 30% deve trovare altre fonti di finanziamento ( e cosi rispondo ad Ainis).
    Una volta però che ho ammesso il mio progetto da 100.000 su cui richiedo 70.000, i 70.000 me li dai tutti, con tutte le cautele del caso, una rendicontazione seria e controllata (e qui è da starci attenti) una sanzione per il futuro, per cui se non rispetti oggi domani sei fuori, e altri accorgimenti …
    A monte, poichè la politica ha per compito l’indirizzo, bisogna stabilire dei criteri più chiari sui settori che si intende “spingere”, e tarare su quelli il peso dei vari elementi di punteggio. Lo so è la cosa più difficile, ma su questo concordo con Vito, l’amministrazione deve dare una linea, criticabile e da criticare, ma deve darla.
    saluti

    • Gentile Giancarlo,
      la ringrazio per la risposta, ma io mi sono limitato a porre l’accento sulla necessità di comprendere bene il meccanismo del regolamento (le risposte riguardo validità e modifiche è bene le discutiate tra di voi e le comunichiate all’amministrazione). In questo senso, provi a riflettere sulla circolarità del suo ragionamento: lei richiede un indirizzo e questo nel regolamento c’è, non può richiedere l’indirizzo di un indirizzo! C’è caso che lei non lo veda, ma c’è. Che poi sia corretto è altra cosa.
      In ogni caso le do atto che almeno lei ci prova, tra l’altro mostrando nei ragionamenti quanto sia difficile tradurre in un regolamento la complessità del problema.
      Devo anche dire che sarà pur vero che questo blog non è la bibbia, però in altre occasioni artisti e operatori si sono fatti sentire, e come!, a volte da incazzati. Proprio adesso che si intravede un’azione forte dell’amministrazione (o almeno così mi pare) paiono spariti tutti, né la situazione è migliore in rete, perché discussioni sul merito del possibile provvedimento non se vedono (oppure non ne ho trovate, il che sarebbe possibile date le mie difficoltà nel reperire sabbia al Poetto). Forse perché ci sono pochi Biolchini che pubblicano la bozza… vuoi vedere che il numero di Biolchini (B) è proporzionale al numero di Problemologi (P)? Da cui la formula
      B =kP
      (con k costante da determinare empiricamente).
      E’ un vero peccato e neppure me lo spiego. Non concordo con il tono di Nous Vous Attendon (che razza di nick!) però mi sarei aspettato un dibattito meno deludente.
      Cordialmente,

  4. zunkbuster says:

    “M è un numero inferiore a 60 che è fissato in relazione alla percentuale massima di contribuzione che si ritiene di attribuire al singolo progetto”. Mi sembra chiaro, anche se forse non spiegato benissimo, anche perché nelle bozze il lessico adoperato ha sempre un qualche tasso di provvisorietà (ma capita anche nella legislazione e negli atti giudiziari). Il Comune non contribuisce per più del 60%, e M equivale alla percentuale della contribuzione comunale. State agitandovi per una questione di lana caprina.

    • Sovjet says:

      Non trovo la parte dove si dice che il comune non contribuisce per più del 60%. C’è un passaggio dove si dice che non sarà concesso più dell’80% del contributo richiesto…ma nessuno vieta di chiedere un contributo a copertura dell’intero costo del progetto presentato. Diciamo che è scritta un po’ a cazzo, perché dire che non si concede più dell’80% del contributo richiesto non vuol dire nulla…

      • zunkbuster says:

        Si forse si, a meno che la formula non sia 60 / 80, e quindi per esempio se il Comune contribuisce al 40%, il risultato è 30. La logica cmq è quella che meno l’amministrazione può finanziare un progetto, più sale il suo peso. Pochi e maledetti, ma certi e prima di progetti più dispendiosi, in percentuale di contribuzione e non in valore assoluto.

        • Angelo says:

          dunque, secondo voi M è un numero uguale per tutti? Dalla dicitura “in relazione alla percentuale massima di contribuzione che si ritiene di attribuire al singolo progetto” a me non sembra.

          • zunkbuster says:

            Non è uguale per tutti, ma è chiaro che se l’impegno è di finanziare tendenzialmente tutti i progetti che superino la soglia di accesso alla graduatoria, i soldi restano pochini. Il funzionario competente dovrà comunque effettuare una ripartizione equilibrata badando a non sforare il budget. Ciò magari significherà che purtroppo, anche se si volessero interamente coprire le spese di MCN, MCN si dovrà accontentare di quel che può passare il convento. Peraltro, scelte manifestamente illogiche rispetto alla qualità e all’impatto di un progetto difficilmente supererebbero il vaglio del giudice amministrativo (può anche esservi una motivazione di estrema sintesi, come un semplice “voto”, ma se appare palesemente illogica in rapporto ai fatti, sussiste comunque eccesso di potere).

          • Sovjet says:

            Io dico che non lo so proprio, ma mi piacerebbe saperlo e soprattutto essere in grado di capirlo senza mille interpretazioni diverse.
            Il procedimento deve essere chiaro a chi l’ha scritto. Lo sforzo dovrebbe essere di farlo capire anche a chi legge…

    • Giancarlo says:

      Zunkbuster, non è lana caprina, anzi è la questione centrale; in effetti è proprio la domanda che si fa Ainis, vale a dire: pochi soldi a qualcuno, oppure tutto il richiesto a pochi?
      Per me la risposta è evidente (ma è solo la mia opinione).
      Se un progetto vale 100 e mi viene approvato, poi non mi puoi dare 60 e dirmi “stacci dentro”. Il mio progetto è andato a farsi benedire, che faccio: tolgo 2 attori, dimezzo gli spettacoli, lo faccio al buio per risparmiare elettricità … insomma se riesco a farlo con 60 sarà comunqua un’altra cosa, non più quello che era stato considerato meritevole di ottenere il contributo.
      Sui parametri “M”isteriosi ha ragione Angelo, è proprio M il parametro che nel post precedente non citavo, si tratta di un numero M che consente nella formula di modificare la percentuale di contributo ottenibile rispetto al contributo richiesto per singolo progetto, introducendo una discrezionalità.
      Passo ai numeri, altrimenti non ci capiamo (e scusate se mi dilungo), queste sono le formule:
      a) (P – M) / (100 – M) = PP in numeri vuol dire che al mio punteggio ipotetico 60 debbo togliere M (supponiamo sia 50) e ottengo così = 10/50 , per cui PP (peso del punteggio) = 20%;

      b) CR x PP = CT vuol dire che se il mio CR (contributo richiesto) = 100.000, il CT (contributo teorico) sarà 100.000 x 20%= 20.000

      c) B / SOMMA CT = FC è il fattore di correzione in relazione al budget, in teoria se il Budget supera la somma dei contributi teorici è superiore ad 1, quindi aumenta la percentuale di Contributo erogato CE, ma se – come è ovvio e realistico prevedere – il budget non copre la somma , allora la riduce ancora secondo la formula finale,

      d) CT x FC = CE in cui al mio CT 20.000 viene applicato il fattore di correzione realisticamente inferiore ad uno.

      Ci troviamo quindi nella situazione in cui i pochi soldi verranno spartiti a pioggia sulla base di parametri complessi a tutti i progetti meritevoli di contributo.
      Peccato che nessun progetto potrà mai essere portato a compimento per come era stato ideato, visto il risultato che ho cercato di esplicitare, ma dovrà essere per forza rimodellato a posteriori sulla base del Contributo ottenuto … nulla di nuovo sotto il sole dunque !
      Se volessimo poi andare a cercare altre pecche ne cito qualcuna:
      – non ho trovato un tetto alla richiesta del contributo, quindi in teroria posso richiedere qualsiasi somma, l’unico limite è che in ogni caso non otterrò mai più dell’80% (art.10 comma 2),
      – non esiste neanche un limite minimo, o comunque è mal espresso nella richiesta semplificata per progetti al di sotto di 5.000 euro.
      Ribadisco la mia opinione sul fatto che un sistema di valutazione tanto più è complesso tanto più sembra oggettivo, tanto più presta il fianco all’utilizzo “fantasioso” delle norme, … tanto più porta a risultati non efficienti.
      I numeri sono astratti, ma la scelta dele formule o dei parametro no . Quando eravamo a scuola a fine quadrimestre si facevano le medie: se faccio la media faccio un’operazione asettica, ma se i voti li do io …, oppure se sono io a scegliere le materie …
      Saluti

      • zunkbuster says:

        Questo almeno è un ragionamento, non come quello di chi parla del tasso di vicinanza al cerchio magico del Sindaco o amenità simili, che sono apprezzamenti in bilico tra la satira e la diffamazione. Come emenderebbe lei il “mistero” della M? E’ una domanda aperta, sono curioso perché nessuno ha verità rivelate, soprattutto chi non è del ramo cultura.

      • Gentile Giancarlo,

        «Peccato che nessun progetto potrà mai essere portato a compimento per come era stato ideato, visto il risultato che ho cercato di esplicitare, ma dovrà essere per forza rimodellato a posteriori sulla base del Contributo ottenuto …»

        Questo è un altro dei punti che apparentemente nessuno considera: chi le dice che lei possa ricondurre le spese a una nuova formulazione del progetto dopo l’assegnazione dei contributi? Lo spirito del regolamento è, apparentemente, tutt’altro.
        Le faccio un esempio: uno dei parametri per il punteggio è l’ampiezza del progetto, che so, il numero di rappresentazioni. Se il suo punteggio viene assegnato in base a un certo progetto che ne prevede 10, poi lei non può farne 5 perché le danno meno soldi del previsto. In questo modo si falserebbe la graduatoria. In altri termini il suo punteggio non sarebbe quello assegnato all’inizio ma uno molto più basso. Altrimenti, per quale motivo ipotizzare l’esistenza di una graduatoria? (Sarebbe sufficiente richiedere l’idoneità e poi finanziare). Insomma, se lei fosse un cialtrone, potrebbe anche presentare un progetto che apparentemente vale 100 sapendo che non le danno più di 50, con l’idea che 50 è proprio quello che vuole all’inizio! Ho appunto detto (inascoltato) che i meccanismi apparentemente oggettivi nascondono alcune curiose implicazioni.
        È ben per questo che sottolineo la necessità di capire bene ciò che la bozza dice. Nello stato attuale, c’è scritto: il comune vi dà al massimo l’80%; prevedibilmente, per motivi di budget (e altro!) sarà meno; il resto dovrete trovarvelo senza inficiare la qualità del lavoro (qualità che sta alla base del punteggio).
        Ripeto: se fossi nei panni degli operatori, spenderei un pomeriggio a capire bene il senso (politico) della bozza.
        Cordialmente,

  5. su scomunigau says:

    Avanti, compagni, sulla strada della burocratizzazione. Sarà il trionfo dei dirigenti che aspirano a complicare le cose semplici, fuggire dalle responsabilità, incrementare i ritardi e sputtanare la politica attraverso l’immobilismo.

    • Sovjet says:

      Forse sarebbe interessante andare a vedere a cosa serve la burocrazia, aldilà dei luoghi comuni, e verificare se un approccio non burocratico garantisce di più o meglio di uno burocratico. Qui ci sono in ballo soldi pubblici ed è necessario che chi rappresenta l’interesse pubblico abbia un qualche livello di controllo. Altrimenti non si capisce per quale ragione ci si scandalizzi del modo in cui il gruppo consiliare PDL del Lazio utilizza le somme e poi ritenere che debba essere lasciata mano libera all’assessore, e quindi al politico di turno. L’assessore deve definire le linee generali e gli obiettivi politico-amministrativi, la “burocrazia” deve darne attuazione. Se la “burocrazia” non funziona per inettitudine o interesse personale, si cambiano i funzionari (cosa che, volendo, si può anche fare); se la burocrazia non funziona perché le leggi sono fatte male (e succede molto più spesso di quanto si creda) si dovrebbero cambiare le leggi.

  6. Angelo says:

    Chi stabilisce il valore di M? Tutti gli altri punteggi sembrano attribuiti oggettivamente ma non M. Calcolare un punteggio di un progetto in base a criteri trasparenti ma poi applicare la formula “a” in cui M sta per Mistero, è una contraddizione.
    Esempio:
    Due associazioni presentano due progetti valutati entrambi 70 punti e richiedono entrambe il contributo di 10.000 €. Una ottiene il contributo teorico di 6.842€ e l’altra di 3.333€ perché nel primo caso M=5 e nel secondo M= 55. Chi e come stabilisce il valore di M?

    • Gentile Angelo,
      finalmente qualcuno si è svegliato… (lei)

      Cordialmente,

      • Sovjet says:

        Gentile Ainis,
        credo che sia giunto per lei il momento di dar sfogo alle (ne sono certo, le ha!) sue conoscenze logico-matematiche per la costruzione di un “M” veramente democratico. Qui poco c’entra l’arte e lo spettacolo, molto la capacità di costruzione di indicatori.
        Anche se mi rendo conto che uno dei più titolati che io conosca a dare risposta a questa domanda è proprio il papà dell’attuale assessore alla cultura…
        La prossima volta che lo incontro gli chiederò: “Pippo, ma la formula di M?” 🙂

        • Gentile Sovjet,
          credo di aver risposto altrove.
          In generale, Zedda ha scelto una strada in salita, quella di convincere gli operatori dell’enorme importanza dei soldi comuni. I bandi con graduatoria hanno alcuni difetti intrinseci, che ho cercato di sottolineare altrove, ma rispondono ad un concetto di trasparenza che non può essere ignorato ed è fondamentale nel rapporto tra cittadini ed amministrazione. Per Cagliari, a mio avviso è un’altra piccola rivoluzione culturale (confrontabile solamente con l’aver mandato a quel paese Cellino!).
          Ciò che noto, purtroppo, è che alcuni aspetti del regolamento non vengono neppure presi in considerazione e discussi. Ad esempio: è meglio sovvenzionare tutti (poco) o solo i primi, ad esaurimento dei quattrini?
          Mah!
          Cordialmente,

      • Supresidenti says:

        ahi ahi ahi, in effetti stavo dormendo visto che pensavo che il fattore M non fosse sul singolo progetto ma uguale per tutti. e cosi, dopo una piccola osservazione di angelo, casca tutto in aria.. vatti a fidare di questi funzionari..

  7. Pingback: Cultura a Cagliari: il centrosinistra inizia a pensare con la sua testa. Ma un regolamento non fa primavera « vitobiolchini

  8. zunkbuster says:

    Vorrei precisare che non essendo un operatore culturale il mio approccio alla questione resta molto “legalese”, e da questo punto di vista constato favorevolmente che il tenore tendenziale del regolamento corrisponde a ciò che ci si attende da un buon amministratore, e che il lavoro fatto, forse, vale il ritardo nell’elaborazione. Resto dell’idea che per non scatenare casini sarebbe stato meglio sospendere la distribuzione dei contributi finché non fosse stato pronto il nuovo regolamento, magari dando di più nel 2013, purché entro la parte iniziale dell’anno. Se ci sono aspetti che un operatore culturale può cogliere meglio, ovviamente la parola a loro, dato che io non sono “del ramo”. Anche se sono il primo dei “pinuprezisusu” e dei rompicoglioni – ma penso che Broz, ad esempio, abbia capito quanto c’è di convinzione e quanto c’è di provocazione anche giocosa nei miei commenti – comunque … ayooooooo ragazzi, dispiace vedere ancora toni così accesi. Al di là della fiction dell’anonimato molti di noi si conoscono fuori da questi spazi, molti sono perfino amici. Lancio una proposta: perché non organizzare una serata, tra il serio e il faceto, in cui esponenti dell’amministrazione e operatori culturali, o almeno quelli più esposti nell’intervenire su questi temi, si incontrano convivialmente e magari, più che cercare di risolvere i dissidi, cercano di reimpostare un terreno di dialogo? A volte sono i problemi di temperamento, e ognuno di noi ce l’ha diverso, che incidono e si sovrappongono sugli argomenti. Conoscersi meglio, magari meglio di quanto si credesse di conoscersi, aiuta. Per quanto mi riguarda ad esempio, lo so che a volte il mio approccio sembra da noioso pinuprezisu, ma posso assicurare che nella vita privata non mangio nessuno (Broz, non paragonarmi a Mongili, che ti sfido a duello ehehehehe). Poi vabbeh ridete pure di quello che ho scritto, se ritenete … è buttato lì …

  9. Adbuster says:

    Questa la situazione:
    – Rodin fa un’uscita sul suo blog dove dice che prima del regolamento servirebbero delle direttive politiche per non lasciare ogni decisione in mano ai funzionari.
    – Broz dice che nessuno commenta la bozza
    – Rodin dice che bisognerebbe a suo avviso migliorare la bozza con diverse premialità su elementi qualitativi sostanziali come l’utilizzo di assunzioni a tempo indeterminato e la corrispondenza agli indirizzi decisi dalla Amministrazione.
    – Gianfranco Carboni dice la stessa cosa di Rodin.
    – Broz dice che nessuno commenta la bozza.
    – Supresidenti fa alcune proposte di modifica pratica in merito al funzionamento della formula per la determinazione del contributo
    Broz si chiede come mai nessuno commenti
    – Simplicius fa la proposta di individuare (prima di distribuire i fondi tramite regolamento) le percentuali da assegnare alle varie aree di intervento come bambini, quartieri a rischio ecc.
    – Broz (con aria soddisfatta) si chiede come mai non legga proposte costruttive.
    – Gringo ci mette a parte del fatto che alcuni commenti sono interessanti ed altri no.
    – Broz si chiede come mai così pochi commenti e rimprovera Biolchini perché il titolo è ingeneroso nei confronti di Massi e di Chicca
    – Zunkbuster dopo che ha studiato dice che gli pare una buona bozza che ci metterebbe al riparo dalle feste di Barbie ma lascia comunque due proposte migliorative a suo dire.
    – Broz urla inferocito che nessuno riesce a commentare la bozza di Franci e Chicca in maniera costruttiva.
    – “nous vous attendons” chiede finalmente ad alta voce che qualcuno commenti con speciale riguardo a Vito che come al solito non dice chiaramente quello che pensa. Dà poi una tiratina d’orecchi a tutti gli operatori che si stanno a lamentare ricordando che già Zurru, Arthemalle, Origo, Pau, Biolchini, Lucide… sono stati puniti duramente perché critici.
    – Broz attende che altri operatori postino commenti per allargare la lista di “nous vous attendons”

    • Ahah! 🙂 Ma no che non sono inferocito, e leggo con interesse le proposte.

      • A essere sincero, mentre a volte mi incazzo – ad esempio per il post sul fallimento della Sel-cultura sul quale infatti ho commentato pochissimo, nonostante fosse una ricostruzione che ovviamente non mi trova d’accordo – in questo caso vorrei volentieri ragionare su contenuto e proposte.
        Per questo mi spiace che non stiano scrivendo Viti e gli operatori (ma credo che Vito scriverà un post e che anche altri stiano riflettendo). Poi sì, certo, sono un po’ un provocatore, ma in realtà dagli interventi che provoco non posso che prendere appunti fondamentali per farmi un’idea su come questa ottima bozza possa migliorare. Come ho fatto con quelli interessanti (per me) di Su Presidenti, Zunk e gli altri.

    • dino piddino says:

      Fabrizio Rodin, quello della commissione cultura? O é un blogger omonimo che, non avendo altro modo di farsi ascoltare, scrive in rete quello che pensa?

      Nel caso in cui l’arguto blogger e il consigliere comunale del Pd fossero la stessa persona ci troveremo di fronte a un raro caso di sdoppiamento di personalitá con il Fabrizio Rodin blogger che pungola via web i componenti della commissione cultura, tra cui anche il Fabrizio Rodin consigliere. Meglio evitare, questo anche per rispetto verso i suoi colleghi di partito, che al pari suo, partecipano ai lavori della commissione che ha prodotto la bozza in questione

      • zunkbuster says:

        “Dino Piddino” deve avere un’idea molto vaga del dibattito interno al PD. Magari ignora che, a parte gli incontri con gli amministratori lodevolmente organizzati da Davide Carta al circolo Berlinguer, è praticamente da quando si è insediata la giunta Zedda che non abbiamo, noi del PD, una vera occasione di scambio con l’amministrazione, e non necessariamente per colpa di quest’ultima. Sono l’ultima persona ad essere titolata a difendere Fabrizio Rodin – quanto meno perché non mi va a genio che suo padre continui a fare il consigliere regionale del PDL – ma visto lo stato attuale del PD mi sembra ovvio che Fabrizio Rodin militante, quadro o dirigente del PD si senta un po’ abbandonato rispetto al Fabrizio Rodin amministratore comunale. Il fatto che nel suo blog abbia inteso esprimere un avviso da uomo di partito, e dare voce in modo equilibrato e non ambiguo ai “mal di pancia” che ci sono nel PD circa la politica culturale dell’Amministrazione Zedda, è più che comprensibile. Poi vabbeh se è iniziato il linciaggio tra correnti in vista delle politiche ne prendo atto: io che non sono di nessuna corrente forse rischierei di ritrovarmi maggiormente in molte proposte qualificanti di Sel, dal reddito minimo garantito all’art. 18.

  10. nous vous attendons says:

    Della commissione cultura fanno parte i consiglieri: Giuseppe Andreozzi – Giovanni Chessa – Francesca Ghirra – Aurelio Lai – Pier Giorgio Meloni – Marco Murgia – Filippo Petrucci – Maurizio Porcelli – Roberto Porrà – Fabrizio Rodin.

    Il regolamento pubblicato su questo sito é una bozza e come tale é soggetta a miglioramenti. Per essere approvato necessita di un voto a maggioranza quindi appare evidente come i suoi contenuti debbano necessariamente essere condivisi dall’intera maggioranza. Non soltanto dalla Presidente, dall’assessore e dal Sindaco.

    Avete qualcosa da dire? come giustamente ha fatto Su Presidenti, potete scriverlo qui o inviare le vostre idee a uno qualunque dei consiglieri comunali. Alcuni di loro, inutile dirlo, sono attenti lettori di questo blog. Altri sono facilmente reperibili su facebook, twitter e co. o di persona, visto che Casteddu non é new york. La partecipazione necessita di partecipanti, non soltanto di facili scoop e di titoli con i punti esclamativi.

    Insomma: Zurru, Arthemalle, Origo, Pau, Biolchini, Lucide… non é a dire solo no.

    • Vito Biolchini says:

      Avrai presto una mia risposta, ma una cosa te la dico subito. La bozza l’ho pubblicata e messa a disposizione di tutti io. Forse sarebbe stato più opportuno che l’avesse fatto il Comune, se veramente aveva l’intenzione di sentire il parere degli operatori. Perché il Comune non organizza una nuova consultazione con operatori, come quella fatta all’inizio della consiliatura, o gli chiede un parere via mail (come per il sedicente “Piano Comunale della Cultura”)?
      Quindi non cercare di far passare strumentalmente l’assenza di commenti come un via libera alla bozza o, peggio ancora, come l’assenza di contenuti critici davanti a un provvedimento reale che però al momento non cambia per niente i termini della questione. Perché il punto non è (solo) il regolamento, ma una politica complessiva che appare assolutamente inefficace. E questo te lo spiegherò quanto prima, se avrai la pazienza di aspettare. E comunque stai sicuro che gli operatori che si lamentano non lo fanno certo su questo blog: vedi i responsabili del Cedac che si sono lamentati del Comune durante una conferenza stampa, presente anche l’assessore Puggioni.

      • Una bellissima non-risposta!

        Il regolamento, qui in forma di bozza, non cambia i termini della questione?? Della questione che era tutta incentrata sui finanziamenti, che questa bozza se approvata regolerebbe?
        Questa è bella.

        Vito, io condivido la posizione e la provocazione di chi chiede che fine abbian fatto gli Intellettuali.
        E’ così complesso calarsi nel dibattito in un campo perimetrato, su un argomento preciso, con altri interlocutori che si aspettano proposte e critiche su quanto scritto nero su bianco?

        Capisco che sia più semplice il commento breve, carico di creatività, poesia e denuncia dell’insensibilità pubblica per l’arte.
        Ma se non si interviene sul merito adesso tutti scoprono il trucco.

      • nennetto says:

        1) “Perché il punto non è (solo) il regolamento, ma una politica complessiva che appare assolutamente inefficace.”

        Però tu hai fatto un post sul regolamento, e di quello dovremo parlare. Lo hanno fatto Su Presidenti, Zunkbuster e qualcun altro. Pochi però, rispetto ai tanti che sembravano avere in tasca le chiavi della verità nei commenti all’ultimo post sul tema.

        2) “Quindi non cercare di far passare strumentalmente l’assenza di commenti come un via libera alla bozza”

        Non cercate, chi?
        Non mi risulta che gli anonimi commentatori di un blog debbano esprimere un parere, positivo o negativo, su un regolamento da votare in commissione e poi in consiglio. Chiunque cerchi di “strumentalizzare l’assenza di commenti come un via libera” perde il suo tempo visto che nel regolamento comunale non è previsto l’istituto del via libera dai frequentatori del blog di vito.

        3) “E comunque stai sicuro che gli operatori che si lamentano non lo fanno certo su questo blog”

        Ma come? negli ultimi post sul tema sembrava quasi che questo blog fosse un consiglio comunale parallelo e che le opinioni maggioritarie qui fossero maggioritarie anche fuori. Mi fa piacere ti sia accorto che il tuo biddio non è il centro del mondo.

        4) “Perché il Comune non organizza una nuova consultazione con operatori, come quella fatta all’inizio della consiliatura, o gli chiede un parere via mail”

        Perchè lo ha già fatto a inizio consiliatura. E lo ha fatto la commissione competente, non Enrica Puggioni o Francesca Ghirra. Da quelle osservazioni è scaturita la bozza che hai pubblicato.

        5) “Forse sarebbe stato più opportuno che l’avesse fatto il Comune, se veramente aveva l’intenzione di sentire il parere degli operatori”

        Figo! Fighissimo! Regolamenti comunali wiki. Neanche il M5S è arrivato a tanto. Aggiungi quello che vuoi e poi, qualora non venissero accolti i tuoi consigli, scrivi che è tutto merda sul blog di Biolchini.

        Vito, ti ci vuole una vacanza.

        • Secondo me questo e’ il sindaco … Ciao Massimo … Ma magari sto sparando una cazzata a frago. Comunque condivido il merito delle osservazioni, meno il tono. Finche’ si ritiene che vale il metodo democratico, anche approcci ipercritici come quello di Biolchini sono i benvenuti, sono il sale della democrazia. Poi ovviamente si controbatte, si discute. Massimo (o chi per te), col regolamento avete fatto 2-1 e palla al centro. E se lo dico io che faccio impertinentemente le pulci anche alla Corte Suprema di Cassazione, puoi fidarti. Ma non commettere l’errore di voler stravincere, che poi finisce 3-2 in extremis, con qualcuna di quelle prodezze a cui Vito ci ha abituati.

        • Sovjet says:

          Secondo me i regolamenti comunali wiki, o almeno un passaggio di almeno un mese di integrazione wiki, sarebbero un bel segno di discontinutà, permetterebbe le modifiche ragionate e avere a disposizione due bozze da portare al consilgio o al dibattito con le parti interessate, quella licenziata dalla commissione e quella definita dall’apporto di tutti i volenterosi. In fondo l’obiettivo dovrebbe essere quello di produrre il regolamento migliore possibile. Non è che essere intelligenti e sfruttare la tecnologia debba esserre prerogativa esclusiva del M5S…

  11. Gentile Biolchini,
    peccato che ci siano così pochi commenti da parte di operatori culturali (credo di interpretare il pensiero di non pochi frequentatori del suo blog dicendo che ci sarebbe piaciuto averne uno da lei).
    Sarebbe stato interessante anche un commento di qualche intellettuale/artista, di cui non faccio il nome (ma i cognomi sì: dove sono Zurru, Pau, Floris…).
    Peccato (detto senza alcuna voglia di polemica: una volta che c’è la prospettiva di discutere su fatti e non su belle speranze, si passano tutti!).
    Qualche osservazione. Esistono poche cose «politiche» come un bando di gara contenente formule algebriche, che in fondo cercano di rendere oggettive alcune scelte di principio, col risultato accessorio che tendono a chiarirle. Ad esempio:
    1) C’è un criterio «oggettivo» di ammissibilità delle domande, il punteggio minimo; chi non lo raggiunge (non è idoneo) sta fuori (anche se è amico degli amici);
    2) Il peso della «qualità» della proposta vale un terzo dei punti disponibili (32/100);
    3) Tutte le proposte ammesse vengono finanziate (scelta precisa di fronte all’altra possibilità di finanziare fino ad esaurimento del budget, lasciando a secco chi, pur idoneo, si è classificato peggio).
    4) …
    Capisco la perplessità di fronte alle formule, ma si tratta solo di capire ciò che ci sta sotto.

    Attenzione però: capirlo bene, perché le formule si prestano anche alle cialtronerie ed agli imbrogli (nonché allo scarico di responsabilità dei funzionari!).
    Mi chiedo, ad esempio, se gli operatori che hanno preso visione della bozza si rendano conto del vero significato del parametro «M». Oppure se abbiano pensato ad un aspetto curioso che riassumo in due punti:
    1) chi non fosse particolarmente interessato ai contenuti di ciò che fa, ma alla possibilità di lavorare (leggi «di prendere i contributi») potrebbe congegnare la propria proposta cercando di ottimizzare il punteggio; questi sono coloro che chiamo «cialtroni»; il corollario è che l’esistenza di un punteggio influisce sul merito delle proposte, quanto (ma io dico più) del giudizio soggettivo di una commissione (che comunque resta, se sapete leggere dentro le formule).
    2) Proprio la presenza delle formulette (quindi di pretesi criteri «oggettivi») spiana la strada ai delinquenti, perché a regole precise fanno sempre da contraltare metodi altrettanto precisi per mettersi in tasca i quattrini pubblici (in modo legale) al di là di qualsivoglia intenzione di contribuire alla diffusione della cultura (che, per una volta, scrivo senza virgolette).
    Chissà se gli operatori ci hanno pensato… mi sarebbe piaciuto saperlo. In ogni caso, senza alcuna pretesa di insegnare ad altri il proprio mestiere, raccomando un’analisi ragionata della bozza (e, al momento buono, l’expertise di qualcuno che lavori nel settore dei progetti finanziati dagli enti pubblici e può aiutare a capire i meccanismi, talvolta oscuri, della formazione delle graduatorie). Posto che si vogliano prendere i contributi, naturalmente, chi vive d’arte e d’amore è esentato.
    Cordialmente,

  12. zunkbuster says:

    Dopo una lettura appena appena più attenta, nel complesso mi sembra un’ottima bozza. C’è assoluta certezza e predefinizione dei criteri, non le vecchie indicazioni assolutamente vaghe che consentivano, in epoca Floris, di fare un po’ quello che si voleva. E’ altamente positiva anche la direttiva della programmazione triennale, che consente di portare avanti iniziative di un certo respiro, come MCN, con un minimo di relax. Se proprio dovessi fare il pinuprezisu, i punti da emendare che colgo sono: 1) la soglia minima di 60 punti, forse sarebbe opportuno abbassarla, anche per consentire un minimo di “diritto d’accesso” alle realtà nuove che nascono svantaggiate rispetto al pregresso; 2) il peso dato alle rassegne stampa quanto a documentare le trascorse iniziative, per quanto non preponderante. Sappiamo bene che capita spesso che i giornali deliberatamente ignorano certe iniziative, sia perché non mancano altri input parapubblicitari, sia perché chi ha un amico giornalista, poi, parte avvantaggiato. E poi con che criteri la rassegna stampa? I blog sarebbero inclusi o esclusi? Prevederei qualche meccanismo sostitutivo o integrativo, come ad esempio la possibilità di valutare dei “testimonials” da inserire su internet con meccanismi di verifica dell’identità (niente anonimi o fake), purché controllati quanto all’imparzialità della fonte (per intenderci, non persone che lavorino nell’associazione interessata, né loro parenti).
    Per il resto, leggo tra le righe di qualche critica asserzioni secondo cui la bozza si limiterebbe a valutazioni per così dire ragionieristiche delle iniziative, senza imprimervi una direzione politica. Questo aspetto però non mi sembra criticabile, anzi è essenziale, ricordiamoci sempre che l’Amministrazione comunale persegue gli interessi di tutta la cittadinanza, non solo di quella “de sinistra” o che ha una certa impostazione culturale. Ben venga se verrà finanziata una buona iniziativa culturalmente orientata a destra, purché, ovviamente, non si tratti di ricostruzioni celebrative sulla Repubblica di Salò (ne abbiamo avuto abbastanza … prefetto Balsamo … Paganini non ripete! Capito?). E non credo che, applicando correttamente questo regolamento, iniziative come il compleanno di Ken o Gala & Teo troveranno spazio.

    • Sovjet says:

      Credo che già predisponendo criteri trasparenti e validi per tutti si sia dato un indirizzo politico preciso.
      Il testo è forse migliorabile dal punto di vista tecnico (non sono un operatore e quindi non ho la capacità di immaginare le possibili negative conseguenze di una disposizione), quindi lascio a chi è più esperto di me.
      Le formule algebriche hanno una cosa di buono, che sono valide sempre e tutti sono in grado di controllarle. E non dimentichiamoci di una cosa, che striamo parlando di soldi pubblici e, alla fine della fiera, chi ha responsabilità diretta dell’erogazione di queste somme è il funzionario pubblico.
      A meno che non si decida di mettere tutti i soldi su un tavolo, chiamare a raccolta gli operatori e dire: adesso divideteveli!
      Per esperienza personale in altri campi credo che si resterebbe senza alcun finanziamento per molto, molto tempo… Non ce l’ho con gli operatori culturali, ma con l’età sto iniziando a diffidare della natura umana.

    • Zunk, ho fiducia nella valutazione di Su Presidenti sulla difficoltà di arrivare a 60, ma non so quanto possa essere precisa.
      Io ho pensato che si potrebbe introdurre una premialità di 5 punti per le attività che si svolgeranno nei quartieri periferici e/o nelle scuole ad alto tasso di dispersione, magari anche a superamento del tetto massimo. Sarebbe insieme un’attenzione a chi si confronta con realtà difficili e un bonus punti che aiuta ad arrivare ai 60 e magari, in caso di punteggio pieno, ad avere un ulteriore bonus.

      • Sono pienamente d’accordo

        • Supresidenti says:

          scusatemi. il primo commento era quasi immediato alla lettura.. presto interverrò in maniera più approfondita. ribadisco però che a me le formule non dispiacciano. è il peso che si dà a ciascun parametro che segna la direzione politica. un ultima cosa, il commento di zunk sulla rassegna stampa lo condivido pienamente ricordandomi come si classifica l’italia per la libertà di informazione.

          • Occorrerebbe descrivere meglio il concetto di rassegna stampa: oggi potrebbe essere composta da post di blog e eventi Facebook, ad esempio..

            • zunkbuster says:

              Infatti era questo il senso dell’indicazione. I “buchi” possono capitare ai giornali cartacei, e puta caso che un evento di pregio e magari con riscontro di pubblico viene ignorato dall’Ugnone, mentre La Nuova ha poco spazio per le cronache cagliaritane …

  13. efisio erriu says:

    oh vito, e occupati di cose serie come fa il giornale dal gran formato

    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/289318

    si vede che l’ora d’aria sta per finire… col ritorno di buongiorno cagliari cose del genere non passerebbero…

    • zunkbuster says:

      Ma io questa la conosco ….

    • Sovjet says:

      L’effetto barista lo conosco: quand’ero studente e vivevo nei pressi di piazza Giovanni c’era la figlia del titolare del bar La Tazza d’oro che era bellissima…quando capitava lei di turno a casa mia c’era un continuo andirivieni per andare a prendere il caffè al bar (quando si sa benissimo che il caffè il fuorisede lo prendeva obbligatoriamente a casa!)

  14. Francesco Sechi says:

    Non sono del settore per cui seguo la discussione per curiosità. Effettivamente anche nelle gare d’appalto a cui mi capita di partecipare vi sono delle formule matematiche similari che solo all’apparenza sono oggettive in realtà i criteri sono valutati soggettivamente. Tuttavia nelle gare d’appalto esiste perlomeno un dato realmente oggettivo che è il “ribasso” che dovrebbe pesare per almeno il 20% sul totale del punteggio e che la commissione non conosce prima di aver verbalizzato il punteggio dell’offerta tecnica. Ma forse stiamo parlando di cose troppo diverse……
    La domanda che vorrei porre a chi è del settore è: cosa fanno nelle altre città italiane ed europee? Esistono dei criteri accettati come miglior compromesso?

  15. Giancarlo says:

    Pur non conoscendo bene il settore, conosco per lavoro il sistema delle graduatorie dei bandi.
    Il punto essenziale sta nell’art.7 al punto 6): “I contributi sono ripartiti … in proporzione al punteggio attribuito: in questo modo tutti i progetti ai quali è attribuito un punteggio compreso tra 60 e 100 punti saranno oggetto di contribuzione da parte del Comune.”
    Il risultato sarà sempre di avere un numero non precisato di progetti, che otterrà solo una percentuale del contributo richiesto, insufficiente alla realizzazione del progetto stesso!
    Esempio: chiedo 1.000, ottengo 61 punti; ci sono altri 99 progetti che ottengono anch’essi più di 60, e tutti chiedono 1.000. Ma il totale dei fondi disponibile è 50.000.
    Risultato: tutti i 100 progetti ottengono qualcosa, ma nessuno otterrà 1.000; qualcuno si avvicinerà (grazie agli altri parametri della formula che trascuro per semplificare), ma qualcun altro otterrà molto poco.
    In altri termini il solito finanziamento a pioggia, o pioggerella, ma senza scelte chiare.
    Di solito nelle graduatorie chi arriva prima prende tutto, chi arriva dopo viene scartato, ma allora bisogna fare delle scelte. Il problema è come valutare il progetto, non utilizzare formule complesse che danno l’impressione di essere imparziali, ma poi non permettono di scegliere i progetti meritevoli di finanziamento.
    Se le cose stanno così credo che Vito abbia proprio ragione, quando dice che manca la volontà di fare scelte chiare, anche criticabili, ma che consentano la realizzazione dei progetti migliori.

    • Mm, aspetta però, io credo che le scelte avvengano dopo, e non possano essere definite da un regolamento che semmai le deve prevedere.
      Questo regolamento secondo me ne prevede alcune:

      – la Giunta Comunale con Deliberazione stabilisce le percentuali del budget destinato a ciascun settore e il valore massimo del contributo erogabile

      – con la stessa deliberazione la Giunta comunale può stabilire, motivatamente, ulteriori ripartizioni del budget fra cui quelle per il finanziamento di progetti di durata pluriennale (max 3 anni); quelle per iniziative promosse da associazioni di nuova istituzione (costituite da meno di un anno); quelle per la contribuzione a favore di eventi o progetti non programmati, non prevedibili e di carattere straordinario; quelle per il finanziamento delle iniziative di cui al comma 2 del successivo articolo 6 (iniziative che prevedano un bilancio inferiore ai 5.000 euro, non prevedibili e di carattere straordinario)

      – con la stessa deliberazione la Giunta comunale può stabilire, inoltre, il budget da destinare al finanziamento di manifestazioni, coerenti con i propri indirizzi di politica culturale, che abbiano particolare rilevanza per la città e siano promosse e/o organizzate da soggetti pubblici istituzionali, anche in collaborazione con privati, o alla cui organizzazione partecipi l’amministrazione. Tali manifestazioni potranno essere finanziate in deroga al termine di presentazione, al tetto massimo di contributo e ai criteri fissati dal presente regolamento

      – la Giunta comunale, in casi eccezionali e per la particolare valenza dell’intervento, motivatamente, potrà interessare più Assessorati all’erogazione di un contributo per la stessa manifestazione

      – l’Amministrazione Comunale può disporre l’assegnazione occasionale, gratuita o a canone ridotto, per finalità culturali, di spazi teatrali, dei centri culturali o di strutture a essi equiparabili per la realizzazione di manifestazioni, esibizioni, spettacoli, convegni etc..

  16. Vidarr says:

    Caro Vito il bello delle formule algebriche e che, anche in mano ai
    funzionari comunali, esse producono lo stesso risultato.
    Anche nelle mani di un giornalista, credo, ma non ne sono sicuro.

    Se il titolo del post voleva essere una sintesi del contenuto del
    regolamento, stavolta il livello è “Unione Sarda”, mi dispiace.

    • In effetti sì, metodo pessimo di stravolgimento dei contenuti.

      Ma mi pare che tra i commenti ci siano diverse voci soddisfatte della direzione intrapresa e altrettante proposte costruttive e interessanti.
      Per il resto qualche commento critico senza sostanza e la solita ironia che alleggerisce i toni.

      Manca il commento di Vito, che quando è viva l’insoddisfazione per i contributi erogati, o quando monta la protesta per gli spazi da sgomberare è un fiume in piena.
      Di questa bozza invece non dice nulla, muto: un titolo col punto esclamativo e basta.

      • Di Legno says:

        Questo regolamento è un capolavoro che mette a tacere tutti. Biolchini stavolta dovrà rassegnarsi al silenzio.

        • Di Ghisa says:

          Questo si che è un dibattito denso di contenuti. Sicuramente il modo di discutere che si ha tra i commentatori di questo blog, tutti registrati con il loro vero nome, è di grande aiuto al lavoro della commissione cultura.

      • zunkbuster says:

        Ogni tanto mi tocca essere d’accordo con Broz. Non credo che il titolo di Biolchini sia “Stile Ugnone sarda”, magari esprime stupore per una cosa finora inusitata. Come ha detto giustamente Broz, quando è perplesso o incazzato Vito Biolchini non la manda certo a dire, poi se l’interpretazione è scorretta ovviamente sarò smentito.

        • Questo intendevo. E inoltre – con un po’ di provocazione -sono curioso e interessati alla sua opinione.
          Se un po’ ti piace, Vito, puoi dirlo. 🙂

  17. Anonimo says:

    Perché non andate a lavorare in miniera o nella salina per guadagnare soldi, invece di pretendere i contributi pubblici, ottenuti con i soldi delle tasse pagate dai cittadini onesti? E per cosa, poi? Per blaterare a vanvera da un palco?

  18. Vito, ho provato a chiedere una bozza ad un addetto alla segreteria di un Assessore, con cui ho scambiato le reciproche opinioni, di postarlo, almeno tu giustamente dai la possibilita’ di ragionare. Grazie
    Brevemente per me la POLITICA (non i partiti) non deve abdicare al suo ruolo di indirizzo. Inoltre la caccia alle streghe dovrebbe essere finita mi pare che vi siano spesso richiami ad azioni politiche del passato recente, ma non mi pare che abbia “Determinato” la politica la scelta culturale dei galatei, Ken, Barbie Mazinga Zeta. Per cui diamo il beneficio della corettezza e della trasparenza nonche” il rispetto delle norme di legge per acquisito. Voglio parlare di politica e di cultura non di prerogative che sono della giustizia amministrativa, civile e penale in caso di politici o dirigenti o cittadini semplici. Ad una prima lettura è evidente che vi è un miglioramento delle regole se vogliamo piu’ precisazioni dato il numero di articoli e dei paletti. La tendenza a concentrarsi sulla formula matematica (certamente colpisce e complimenti a chi la stilata) non è un errore se la si guarda dal punto di vista, a me caro: la politica deve indirizzare e specificare i campi di intervento. Altrimenti la matemantica diventa è opinione e la cultura non è un opinione. In tempi di magra, come gli attuali, non ve’ dubbio che la certezza dei fondi abbia un ruolo fondamentale. Per quest’ultimo aspetto mi pare che si proponga in un articolo del regolamento massimo tre anni. Non mi convince. Per ora dico che: attendere l’approvazione definitiva e l’applicazione del regolamento. ritornando alla caccia alle straghe: non credo che la Giunta attuale, come ieri provocatoriamente proponevo, contribuisca alla organizzazione di una Manifestazione della X MAS. E’ una scelta della politica contribuire o meno a quest’ultima. Prometto comunque che stasera rileggo Politica e cultura di Norberto Bobbio. SCUSATE, A PROPOSITO DI CULTURA, MI PIACEREBBE CHE SI ORGANIZZASSE UN PREMIO CINEMATOGRAFICO ALLA FILMOGRAFIA DELLE CITTA’ DEL MARE E DELLE ISOLE DA SVOLGERSI A CHIAGLIARI MAGARI A SANT’ELIA. CIAO CIAO
    Attuale regolamento COMUNE DI CAGLIARI REGOLAMENTO PER L’EROGAZIONE DEI CONTRIBUTI PER ATTIVITA’ CULTURALI E DI SPETTACOLO
    (Approvato con Delibera C.C. n. 34 del 15/07/2003)
    Art. 1
    Le richieste di contributo devono essere presentate dai rappresentanti legali dei sodalizi all’Amministrazione Comunale, tramite
    raccomandata A.R. o altre modalità (ad esempio registrazione manuale presso il Protocollo Generale del Comune) che possano
    dimostrare l’effettivo ricevimento dell’istanza.
    Art. 2
    Per ognuna delle manifestazioni proposte si può richiedere, tra i diversi assessorati in cui si articola l’amministrazione comunale, un solo
    contributo. Sarà l’amministrazione, nel caso lo ritenesse opportuno per la diversa valenza dell’intervento, ad interessare più Assessorati
    all’erogazione di un contributo per la stessa manifestazione.
    Art. 3
    Per l’attribuzione di contributi finanziari finalizzati alla promozione di attività ricreative, culturali, si applicheranno i seguenti criteri e
    modalità, nei limiti della disponibilità degli appositi capitoli di bilancio, articolati in tre fasce:
    a. Contributi per manifestazioni di grande portata da inserire nella programmazione annuale di eventi culturali e di spettacolo;
    b. Contributi per manifestazioni di media entità a carattere promozionale per enti associazioni culturali;
    c. Piccoli contributi a carattere promozionale per associazioni culturali, comitati festeggiamenti, associazioni di volontariato.
    Art. 4
    Disposizioni per l’erogazione di contributi di Fascia A
    a. Le manifestazioni finanziate entro detta fascia non devono avere scopo di lucro anche se i proponenti possono essere imprese
    commerciali o agenzie di spettacolo.
    b. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi per manifestazioni che, attraverso altre entrate sia
    pubbliche che private, garantiscano una maggiore efficienza produttivo ed organizzativa
    c. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi per manifestazioni promosse da altri enti pubblici.
    d. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi da parte di sodalizi che hanno già un loro spazio
    (sala da concerti, teatro, cinema) o in alternativa che individuino altri spazi accessibili di proprietà comunale o di altri enti.
    e. Nella valutazione delle proposte sarà privilegiata l’economicità dell’impresa.
    f. Nella valutazione delle proposte saranno analizzate, in sede di preventivo, l’attuabilità dei progetti in senso finanziario e
    organizzativo. (Esempio: dato un certo bilancio di Euro 50.000,00 e un contributo previsto di Euro 15.000,00 si verificherà se il
    progetto presentato è ancora attuabile con quote minori di finanziamento rispetto a quelle ipotizzate dal sodalizio). Sarà dunque
    consentita la modifica dei progetti per renderli aderenti alle necessità programmatiche dell’Amministrazione e alle sue
    disponibilità finanziarie.
    g. Le richieste di contributo devono pervenire all’Amministrazione entro e non oltre il 31/12 dell’anno precedente a quello di
    attuazione delle attività.
    h. Le richieste devono essere corredate da un programma. da una relazione culturale, da una relazione tecnico-organizzativa e dal
    bilancio preventivo. Il bilancio deve essere in pareggio anche se il Comune non copre l’intera differenza tra entrate e uscite.
    Art. 5
    Disposizioni per l’erogazione di contributi di Fascia B
    a. L’associazione che richiede il contributo non deve avere scopo di lucro.
    b. La manifestazione per la quale si richiede il contributo non deve avere, altresì scopo di lucro.
    c. L’importo richiesto non può superare la cifra di Euro 10.000,00 anche se il costo complessivo della manifestazione può essere più
    elevato.
    d. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi che hanno come scopo l’animazione dei quartieri
    cittadini, e non siano beneficiari, per la stessa attività, di contributi da parte della Circoscrizione competente.
    e. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi che hanno come scopo l’animazione della vita
    sociale di giovani e anziani.
    f. Le richieste devono essere corredate da un programma, da una relazione culturale, da una relazione tecnico-organizzativa e dal
    bilancio preventivo. Il bilancio deve essere in pareggio anche se il Comune non copre l’intera differenza tra entrate e uscite.
    Art. 6
    Disposizione per l’erogazione di contributi di Fascia C
    a. associazioni o i comitati che richiedono il contributo non devono avere scopo di lucro
    b. La manifestazione per la quale si richiede il contributo non deve avere scopo di lucro.
    c. L’importo richiesto non può superare la cifra di Euro 2.000,00 anche se il costo complessivo della manifestazione può essere più
    elevato.
    d. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributo. che hanno come scopo l’animazione dei quartieri
    cittadini e l’organizzazione di manifestazioni a scopo benefico.
    e. Le richieste devono essere corredate da un programma, da una reazione culturale, da una relazione tecnico-organizzativa e dal
    bilancio preventivo. Il bilancio deve essere in pareggio anche se il Comune non copre l’intera differenza tra entrato e uscite.
    Art. 7
    Per quanto riguarda la liquidazione dei contributi erogati, fa testo il Regolamento approvato dal Consiglio Comunale in data 01/03/1999
    con il n. 25, con gli adattamenti di cui alla normativa eventualmente sopravvenuta (semplificazione amministrativa).

  19. Gringo says:

    Ma perfavore! Si tratta di due formulette semplici semplici legate a un numero ampio di criteri. Questo regolamento é una bozza, ovviamente, e bene ha fatto Vito a pubblicarla e lasciar partire il dibattito. Magari meglio avrebbe fatto a specificarlo meglio, e di specificare anche che la bozza in questione é il prodotto di un lavoro di mesi in commissione, non della testolina di ghirra e puggioni. Mi sembra ingeneroso in particolar modo verso gli altri consiglieri che ci hanno lavorato.

    Alcuni commenti mi sembrano ingenerosi. Anzi no, riformulo: alcuni commenti sono cazzate scritte da gente invidiosa e critica a prescindere. Il piú figo di tutti rimane Mario-Mongili… ah professò, e basta! Era meglio quando l’assessore decideva senza rendere conto a nessuno e produceva le porcate che tutti ci ricordiamo? Di certo con criteri simili non si sarebbero prodotte delle Blu Pegaso!

    Supresidenti invece esprime qualche idea degna di nota,
    ne attendo altri, magari di operatori.

    • Di Legno says:

      “la bozza in questione é il prodotto di un lavoro di mesi in commissione, non della testolina di ghirra e puggioni.”

  20. Il Sapientino says:

    Tre migliorie fondamentali mi sento di proporre alla formula per la determinazione dell’entità del contributo da erogare:

    1 – (P – M) / (100 – M) = PP + Q
    laddove “Q” rappresenta il numero che hai pensato prima di fare la domanda.

    2 – (P – M/S) / (100 – M/S) = PP + Q/S
    Laddove “S” rappresenta il coefficiente di inclusione nel “cerchio magico del sindaco”.

    3 – P(x) = a0 + a1.x + a2.x2 + a3.x3 + a4.x4
    Che non significa assolutamente nulla ma è un bel polinomio (di MacLaurin)

    • Caiccu says:

      Il cerchio magico del sindaco… ah ah ah… se lo intortano bene bene. E intanto gozzovigliano. Se continua ad essere sordo a tutto e a tutti (fedelissimi esclusi) farà la stessa fine di Soru. Con la differenza che Soru ha un lavoro al quale tornare

    • Anonimo says:

      Mi convince di più la formula 1) con un corollario: divido per tre, scrivo zero e riporto niente. Se poi prevalesse la 2) per evitare di sconfinare nel dominio dei numeri immaginari sarebbe opportuno introdurre la regola del pollice e, qualora questa non fosse esaurientemente risolutiva, estenderei a quella della mano: una davanti e una dietro.

    • Tanto rumore sui contributi, e alla prova delle proposte siete così in pochi a proporre contenuti. Clap clap.

  21. Mi pare la direzione giusta, regole chiare e matematiche, poi uno si organizza!

  22. La Puggioni e la Ghirra tentano di coprire la loro pochezza politica con l’adozione di freddi criteri algebrici. Il personale politico espresso da Sel è davvero imbarazzante. Oltre ad un sostegno supino al sindaco non sono capaci di altro. Non solo manca l’elaborazione politica: manca anche la capacità di proporla. Soru non ha corretto le brutture (sic!) della Mongiu cacciandola appena ha visto ció che faceva. Abbiamo visto poi come è andata a finire. Corsi e ricorsi della storia?

    • “La Puggioni e la Ghirra tentano di coprire la loro pochezza politica con l’adozione di freddi criteri algebrici.”
      Tarapia tapioco.

    • zunkbuster says:

      O Mario, accabadda … sanno tutti che ho le mie riserve sul personale politico di Sel, più che sulla qualità che non manca sul coraggio, ma non ti sembra di esagerare? Si era invocata meno discrezionalità, in questa bozza si è talmente rarefatta che si fa ricorso addirittura alla matematica che, si dice, non è un’opinione. Avrà i suoi limiti, ma con la pochezza del regolamento Floris c’è un abisso.

  23. Simplicius says:

    A parte il dettaglio dei punteggi, dove io inserirei diversi pesi su diverse premialità (Continuità e durata dell’azione, livelli occupazionali, interazioni con altri ecc. ecc.) rimane il fatto che il dibattito verta sul “campo logico”: La politica deve effettuare delle scelte di indirizzo e solo in un secondo tempo distribuire i soldi (grazie al regolamento)? Oppure la politica con la distribuzione dei soldi per la cultura non deve mettere becco e devono fare tutto i funzionari? Per me la politica dovrebbe dire quali porzioni di budget vanno impegnate e in quali settori (tot per gli anziani, tot per i progetti per i bambini, ecc) e solo dopo si deve lasciare la palla ai numeri.
    Anche perché, se lasciamo decidere gli appalti per gli spazi ai numeri in mano ai dirigenti, i contributi alla cultura ai numeri in mano ai dirigenti, che cosa ce ne facciamo di un assessorato alla Cultura? Sono tutte cose queste che potrebbe fare tranquillamente il bilancio e patrimonio. Cosa ci sta a fare una delega alla cultura se non vuole fare scelte? Aboliamola allora la delega. C’è il caso che risparmiamo anche qualche decina di migliaia di euro l’anno, il che non fa mai male

  24. Elisabetta says:

    Da non operatrice (e anche da scarsa con le operazioni), mi pare però che, in generale, più le cose sono messe nero su bianco, compresa la metodologia di conteggio dei punti assegnati, con le sue buffe formule algebriche, più si riduce o si cerca di ridurre l’arbitrio, l’imprevedibile, l’abuso. Insomma, perchè porla nei soliti termini per cui per gli artisti l’algebra – puzzi puzzi! – noncihomaicapitoniente? I contributi e la loro erogazione sono o non sono, a buon diritto, sempre «in mano ai funzionari»? E questi funzionari, per funzionare, quale sistema dovrebbero usare, in trasparenza, se non qualcosa del genere? Insomma a parte le formulette, che a me non paiono dannose e tantomeno risibili, nella sostanza il regolamento com’è? E “prima” com’era?

    • Federico says:

      che vuoi… loro, gli Artisti, sono al di sopra dei numeri, delle formule e dei soldi. Che si occupino contadini e contabili di queste cose così volgari. Loro sono in alto. Anzi, in Alto. Sempre con i soldi pubblici, però. Fuor di celia… ci sono due modi di fare le cose: oggettivo, e quindi beccatevi i numeri e non rompete le palle o soggettivo, ma poi non rompete le palle perché i soldi li prendono gli amici degli amici. Per quanto mi riguarda guardo sempre con molto sospetto il finanziamento pubblico della cultura, al di fuori dell’accademia, perché genera connivenza o, perlomeno, convivenza. Ma se dovessi scegliere scelgo il metodo due: l’eletto si prende le sue responsabilità e usa i criteri che vuole, tramite l’uso d’un po’ di palle.

  25. Andrea Emme says:

    ….Cervellotica, una formula veramente cervellotica.
    Mi pare di aver trovato un delle possibili soluzioni: per avere dei soldi, almeno uno degli operatori=pi greco/2.

    Fino ad oggi, chi è stato così ‘amico’ dell’mministrzione cittadina per poter produrre documentzione valida ai fini del punteggio finale?

    Lo so, lo so…sono malfidato…

  26. anonimo says:

    ma chini du liggiri?

  27. Supresidenti says:

    un primo commento, dopo una lettura veloce e dei conti fatti altrettanto velocemente.
    la soglia di 60 punti è insuperabile per tantissime organizzazioni. se le cose rimangono cosi a prendere i soldi saranno sempre gli stessi.

    una buona impostazione, un regolamento migliorabile ma senz’altro un passo in avanti. purtroppo i numeri non si interpretano, si contano, e da i conti appena fatti confermo quanto scritto sopra.

    il mio consiglio è di abbassare la soglia a 50.

    • Supresidenti, mancano anche i punti per lo svolgimento in quartieri periferici o in scuole ad alto tasso di dispersione scolastica.
      Se si inseriscono come bonus anche a superamento dei 100 abbiamo risolto la difficoltà di raggiungere la soglia di 60.

  28. un passo in avanti.

  29. Lo leggevo ieri su cagliaripad e ho cercato invano i commenti degli addetti ai lavori. Che dicono gli operatori culturali della città?Tu Vito cosa ne pensi?

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