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Ecco i soldi per la cultura a Cagliari! Ma dopo tante promesse, dalla Giunta Zedda arriva la solita elemosina: urge un cambiamento radicale!

Habemus deliberam. Addì 12 settembre 2012 la giunta Zedda finalmente ha deciso: per la loro attività nell’anno 2012, le 89 associazioni, gruppi e società cooperative di spettacolo e cultura che operano a Cagliari avranno in tutto 378 mila 545 euro.

Settantamila euro sono stati destinati ai tre soggetti ritenuti più importanti (la cosiddetta fascia a, con un finanziamento da trentamila euro e due da ventimila), 239 mila euro sono stati destinati ai 40 gruppi di fascia b (tra i diecimila e i 2500 euro), 69 mila 545 euro sono stati destinati infine ai 46 gruppi ricadenti nella fascia c (con contributi tra i 2000 e gli 845 euro).

Per conoscere i nomi dei beneficiari potete anche leggere questo agevole riassunto fatto da CagliarIpad.

Senza entrare nel merito delle scelte del Comune, alcune considerazioni sul metodo.

1 – La delibera dimostra ancora una volta la grande qualità delle associazioni e dei gruppi che operano in città. Se qualcuna delle associazioni che ha avuto mille euro ne avesse ricevuto diecimila o più, nessuno avrebbe avuto niente da ridire.

2 – Considerato il punto uno, è evidente che le scelte della giunta Zedda sono state assolutamente discrezionali. La divisione in tre fasce non è apparentemente sostenuta da nessun tipo di criterio oggettivo.

3 – Vista la professionalità di gran parte dei soggetti beneficiati (molti dei quali godono anche di un sostegno da parte di altre amministrazioni, di fondazioni bancarie o del ministero), è evidente che un contributo al di sotto dei diecimila euro si configura come una sorta di elemosina.

4 – Per il futuro c’è dunque solo da augurarsi che la giunta Zedda come minimo triplichi le risorse a disposizione. Altrimenti si potrà tranquillamente affermare che questa amministrazione non crede nella cultura. Meno di 400 mila euro divisi in questo modo accontentano pochissimi e scontentano quasi tutti. Praticamente, non servono a nulla. Perché contributi da cinquemila euro o meno non incidono sull’attività di una impresa culturale gestita da professionisti. E non serviranno criteri più innovativi per distribuire queste poche risorse: non si governa la fame.

Conclusione: il budget comunale per la cultura va almeno triplicato. Almeno. Ma se il prossimo anno la Giunta Zedda, se dovesse sciaguratamente confermare un impegno inferiore ai 400 mila euro, mostri un po’ più di coraggio e invece di finanziare tutti a pioggia, finanzi solo venti-trenta progetti. Ma li finanzi sul serio, con uno stanziamento minimo di diecimila euro: perché le elemosine non servono a nessuno.

 

66 Commenti

  1. Pingback: Altro che donne incinta! L’attacco di Zedda ai lavoratori del Lirico è solo l’ennesima dimostrazione che per la cultura a Cagliari non c’è proprio nessuna speranza… « vitobiolchini

  2. enrico says:

    Alla fine nel dibattito emerge la solita guerra tra poveri… del tipo questi meritano questi non meritano, poi alla fine uno potrebbe pure sostenere che la qualità delle iniziative proposte da questa o quella “associazione” è molto relativa e il giudizio abbastanza soggettivo..

    come fa zunk buster scagliandosi contro città ciclabile….

    forse i criteri per l’assegnazione dovrebbero essere stabiliti da tutti questi personaggi virtuali tanto esperti su tutti gli argomenti, pronti e preparati a tal punto da poter pontificare su tutto.

    a parte Il signor Biolchini il quale facendo il giornalista si capisce bene abbia tanto tempo a da dedicare al suo blog, ma tutti questi esperti ..vedi questo zunkbuster… che c’hanno da fa tutto il giorno?? mi auguro non siate dipendenti statali perchè in tal caso si capisce bene l’uso dei nick name….

    saluti

    • Invece di fare le pulci al dibattito, e soprattutto farti i cavoli altrui sulla base di supposizioni da bambini, o Enrico, perché non ci dici cosa faresti tu? Tutto va ben madama la marchesa, oppure hai un’opinione al riguardo? Perché sai com’è, dal tenore del tuo parto letterario sembreresti l’ennesimo troll giunto solo per provocare. Che ne sai se magari ancora alle 23:30 sto lavorando mentre altri vanno a cazzeggiare di festa in festa, se ho modo di organizzarmi il tempo come cavolo mi pare, e magari per scrivere qualcosa sul blog di Biolchini mentre un guardascartoffie di un ufficio pubblico dovrebbe lavorare? A me dipendente pubblico proprio no: allora le mie invocazioni di zirogna per i dipendenti comunali non le hai manco lette. Su città ciclabile ognuno ha le sue idee: il mio giudizio è negativo perché mi sembrano i classici personaggi in cerca di visibilità. Ma ripeto, sono opinioni. Per il resto accetto la sfida: scommetto 100 euro che, avendo tutti i dati necessari, un regolamento decente per l’erogazione dei contributi lo butterei giù al massimo in due settimane, altro che l’anno abbondante che si è presa la Puggioni. Se vince la scommessa, per incassare può rivolgersi direttamente a Vito Biolchini, col quale mi metterò in contatto. Il personaggio “virtuale” è meglio rimanga virtuale: se invece di esercitarsi in liberi sfoghi, anonimi perché liberi sfoghi, su un blog, le cose che dice le dicesse col suo nome e cognome, non so a quanti converrebbe. Non lo fa, comunque, fondamentalmente perché ha sgobbato anche lui per procacciare voti a Massimo Zedda, e deve difendere la sua faccia prima di quella del sindaco con le persone con cui si è confrontato in campagna elettorale. Ah quanto al molto tempo a disposizione: ho un grave difetto, sono molto pignolo. E purtroppo quando leggo cazzate non ce la faccio sempre ad astenermi dall’argomentare e replicare. Ecco, a causa della lettura di questa sua splendida uscita ho perso 10 minuti: ci vediamo dal giudice di pace per i danni? (ovviamente è ironico). Te saluto, devo lavorare.

      • enrico says:

        “Che ne sai se magari ancora alle 23:30 sto lavorando mentre altri vanno a cazzeggiare di festa in festa, se ho modo di organizzarmi il tempo come cavolo mi pare…. “: niente da eccepire…a Cesare ciò che è di Cesare, quindi prendo e porto a casa…

        Per quanto riguarda il mio “parto letterario”, in effetti questo è stato sia uno sfogo che una provocazione, leggo puntualmente questo blog anche se intervengo molto poco, proprio perchè mi aiuta a informarmi su ciò che accade in città e a conoscere i diversi punti di vista sui vari fatti.

        Non ho, passami il termine, l’arroganza di pretendere di aver in tasca la soluzione dei problemi vari, e ovviamente, per stare nel merito dato che mi chiedi come la penso, è sotto gli occhi di tutti che la questione cultura è trattata dall’amministrazione con evidente inefficienza, ma resto dell’opinione che fare il pelo alle associazioni è una cazzata, ( uso il tuo registro) hanno tutti i diritti a chiedere i contributi ( al di la della questione delle fasce etc) ed è giusto che lo facciano. Puoi avere l’opinione che vuoi su cittàciclabile come delle altre associazioni, come del resto dei dipendenti comunali e la zirogna ma non è che scrivi quello che vuoi e se qualcuno ti cita e scrive la sua allora si stanno facendo i cavoli altrui etcetc…ajo! come in tutte le questioni se ci si espone nella pubblica arena se ne prendono le conseguenze, infatti mi prendo anche io c’ho che mi merito per la mia provocazione….

        Mi fa piacere che hai risposto alla provocazione usando anche dell’ironia, ti ho citato proprio per il tenore di certi tuoi commenti, per i 10 minuti persi invece puoi segnarli e metterli in conto con tutti gli altri, poi passa babbo a fine mese.

        saluti

        • Ok ti sei offeso per i riferimenti a città ciclabile? La mia era un’opinione, forse un’invettiva, mica qualcuno ha la verità in tasca. Sommessamente, a parte la storia dell’ambulanza che è stata abbastanza infelice, aggiungerei che trovo abbastanza poco conducente che si inscenino continue polemiche su ciò che non va nella “ciclabilità” di Cagliari, se non altro perché è uno dei pochi settori in cui la volontà dell’amministrazione di cambiare registro è chiara e netta. E guarda che a me piace usare la bicicletta eh …

          • enrico says:

            Pace, Io sono entrato comunque a gamba tesa, e lo riconosco.
            Il fatto è che, mi sembra, molto facilmente partano le “guerre tra poveri”, in questa occasione come in altre… Continuerò a seguire questo spazio e pure a leggere i tuoi commenti, magari senza postare con assiduità e, nel caso, cercando di essere più diplomatico…
            …sulla linea mediatica tenuta dall’associazione in oggetto magari ci saranno altre occasioni per “discuterne”… anche io ho le mie riserve… e sì che con le bici ci lavoro!

            Saluti e grazie per il tono della replica-

  3. Pingback: Ci scrive Enrico Pau: “La Cagliari sognata non corrisponde a quella reale. E le scelte di Zedda dividono la cultura dalla politica” « vitobiolchini

  4. Onanista intellettuale says:

    Gente che si arrampica sugli specchi…
    e non lo fa nemmeno bene
    il mio gatto (bonanima…) ci riusciva molto meglio.

    Imparate.

  5. “Perché contributi da cinquemila euro o meno non incidono sull’attività di una impresa culturale gestita da professionisti…” Ecco, appunto… Si inizi col non dare finanziamenti alle imprese gestite da professionisti. Le imprese gestite da professionisti devono stare sul mercato e non campare di finanziamenti pubblici… In caso contrario non si capisce di che imprese (e di quale professionismo) stiamo parlando…

  6. Il mio voleva essere un disclaimer generale, perche’ te ne senti tanto toccato, Broz? Se per te non rileva il discorso e’ chiuso cosi’! Quanto a cio’ che credi vedremo se Francesca Ghirra avra’ modo di precisare. Per il resto continui a voler equivocare: mi sembra chiaro che non ho detto che il Comune deve pagare l’affitto a chicchessia, ci si riferisce all’affitto come a un parametro economico. Il resto e’ lana caprina: per un’associazione culturale progettualita’ ed operativita’ ordinaria viaggiano insieme, come per un’impresa edilizia per quanto riguarda gli appalti. Capisco che stai tentando di occultare le inadempienze della Puggioni sul bando per gli spazi, ma solo un cieco puo’ non vedere che si tratta di problematiche connesse per la decente operativita’ e sopravvivenza di sodalizi culturali, ovviamente non delle societa’ dei Palmas. Poi ovviamente se vuoi avere per forza ragione, ecco TE LA DO e non insisto. A su mancu ti tuppasa …

  7. Ma mica tutti gli elettori di zedda vogliono 1 milione di euro per la cultura.
    300000 euri sono anche troppi di questi tempi.

  8. Gianni says:

    Ma come si fa a dire che la fascia A a soggetti come Chourmo, il circuito teatrale sardo e Tuttestorie è “discrezionale”? Sono le tre esperienze culturali più significative di Cagliari, le più popolari e le più progettuali. Con tutto il rispetto per chi è finito in fascia C a raccogliere le briciole, a non vedere la differenza bisognerebbe esser ciechi.

    • Hai ragione. E infatti io la fascia C l’avrei abolita del tutto. Basta briciole, meglio sostenere chi vale. E credimi, non sto scherzando.

      • In fascia C c’è ad esempio l’associazione ARC, quella che da 10 anni si occupa della difesa e la lotta per i diritti LGBT. Quelli di “Uno sguardo normale”, del Pride, delle tante iniziative.
        Un’associazione che non ha scopo di lucro e che quest’anno organizzerà un festival di cortometraggi a tematica LGBT. Loro valgono, forse avrebbero meritato di più, ma va valutato che non hanno scopo di lucro e non creano lavoro. Che facciamo? Li togliamo?

        • Broz, ma cosa stai dicendo? Anche le associazioni della fascia A non devono avere scopo di lucro! C’è scritto nelle norme che tu stesso hai postato!

          • caro vito, ma cosa stai dicendo tu? ma davvero vuoi fare come lo sciocco che guarda il dito e non la luna? vuoi far credere che chi organizza e /o produce eventi lo faccia gratis? no! ed è giusto che sia lavoro pagato, perchè di lavoro si tratta. ora bisogna vedere quanto viene pagato, sarebbe bello su questo avere un po’ di informazione trasparente.
            e ti prego non farmi la lezioncina di economia su cosa sia il lucro, lo so bene e so anche come si può celare sotto altre voci.
            eppoi, una volta per tutte sarebbe bene distinguere operazioni culturali di ampio respiro, di media/lunga durata, con ricadute meramente culturali sulla popolazione, innovative, rispettose dell’underground culturale e artistico; da operazioni miste in cui il commerciale esiste e come (vedi vendita di vagonate di libri, sponsor commerciali ed altro), eventi carrozzone malamente fruibili dalla popolazione, che incensano e invitano sempre chi già appartiene al main stream culturale ed artistico nazionale ed internazionale (gente che di certo non ha bisogno di altra pubblicità fatta con soldi pubblici), che già usufruiscono di finanziamenti pubblici da provincia, regione e ministero e anche di finanziamenti privati da sponsor, che durano 3/4/5 giorni e poi il deserto. le prime sarebbero da premiare con maggiore attenzione e contributi sia economici che logistici e le seconde sarebbero da ridimensionare.
            modesto, ma convinto, parere di un piccolo operatore culturale che preferisce lavorare nei piccoli paesi dove si respira un’aria più fresca, dove i rapporti umani sono più diretti e spontanei, dove la curiosità viene premiata dal risultato e la professionalità si misura sul campo a diretto contatto con la gente.

          • Lo so perfettamente. Il ragionamento era un altro.
            Ci sono spettacoli in spazi comunali, pagati coi soldi dei contribuenti, per i quali si paga il biglietto. E tu ci vieni a raccontare che vanno tolti i soldi alle “piccole” iniziative per fare solo finanziamenti grossi.

            Vito, ma cosa stai dicendo??

            • Ma di quali piccole iniziative stai parlando? Il comune ha dato 1500 euro a soggetti che hanno un bilancio da 100 Mila euro! Tu confondi piccole iniziative con piccole realtà! Era meglio dare poco a piccole realtà che dare pochissimo a realtà importanti, per le quali certe cifre sono irrilevanti.

              • Evidentemente Broz non conosce a fondo il mondo della cultura cittadina e come funzionano le cose nell’ambiente delle attività culturali e delle richieste di contributo. Ma non è grave che lui non lo conosca, è grave che ancora i nostri amministratori non abbiano capito come funziona quel settore e di cosa ci sarebbe bisogno. Occorre darsi più da fare per migliorare le scelte in maniera efficace per tutti ma soprattutto per i cittadini. Non dimentichiamo che questi fondi non sono rivolti agli operatori perché se li mettano in tasca, ma perché offrano ai cittadini spettacoli e cultura. Ché di questo si deve occupare la pubblica amministrazione: diffondere e distribuire cultura a tutti.

      • veramente in fascia C ci siamo anche noi, Cinemania, che da anni ci occupiamo di cinema per ragazzi. Organizziamo proiezioni per le scuole alla presenza di magistrati, psicologi, sociologi, avvocati ecc. Anche noi dobbiamo essere aboliti?

        • Evidentemente no, Cinemania meritava molto ma molto di più. Ma cara Tiz, Gianni non si riferiva sicuramente a voi… E in ogni caso, confermo quanto scritto: dare contributi minimi non serve. A quel punto meglio niente e dirottare le risorse su iniziative che per il Comune sono più meritorie. Ma il Comune deve avere il coraggio di fare delle scelte, non può pulirsi la coscienza dicendo “Abbiamo sostenuto 90 gruppi”. I gruppi che realmente beneficiano di queste risorse (cioè per i quali queste risorse hanno un impatto reale nei loro bilanci) saranno al massimo 20, non di più.

  9. Ma non era meglio prima cambiare il regolamento del 2003 e solo dopo dare i contributi sulla base del nuovo?

  10. Caro Vito, come già ti invitai, ti prego di venire a sentire cosa dicono gli amministratori quando organizziamo l’incontro mensile con loro in via Puccini: il comune di trova a fronteggiare mille emergenze, e dall’anno scorso fare i conti con i tagli di 4 manovre finanziarie, (Berlusconi e Monti), quindi secondo me non è un’elemosina. Semplicemente credo dovresti fare i conti anche con questo.

    • Anche se, a onor del vero, non è che un cittadino debba necessariamente andare in via Puccini. Esistono gli spazi istituzionali appositi per essere informati. Quello che conta sono gli atti che vengono pubblicati. Gli incontri nelle sedi di partito sono momenti di confronto interno che è sacrosanto ci siano, ma sono rivolti agli attivisti di quel dato partito. Massimo non è certo stato votato solo dai sostenitori di SEL (che infatti non mi pare il partito di maggioranza in Consiglio) e ora è il sindaco di tutti. Anche di quelli che non l’hanno votato. Chiedere che si vada tutti in via Puccini per sapere quanto è difficile fare l’amministratore credo non sia una cosa né giusta né logisticamente possibile.

      • Sovjet says:

        Gianluca, però Marybonny non ha invitato tutti, ma Vito. Vero che via Puccini è sede di partito, vero anche che Vito è un giornalista e in via Puccini si organizza un incontro mensile di informazione sull’attività svolta dall’amministrazione e dal gruppo Sel.
        Poi sulla comunicazione amministrazione – cittadini c’è un portale apposito, comunicati stampa, consigli comunali aperti e video delle sedute disponibilo online. Insomma, se uno si vuole informare si informa, ma se uno vuole fare domande specifiche può anche andare dove gli amministratori incontrano i cittadini.

        • Correzione “non petita”: «può anche andare dove gli amministratori incontrano i cittadini». Meglio sarebbe «dove gli amministratori incontrano i sostenitori del loro partito», che è un po’ differente. A meno di non credere che il 60% al ballottaggio per Massimo equivalgano al 60% di voti per SEL 😉

    • Anonimo says:

      Perche’ per forza in via Puccini e confrontarsi solo con gli attivisti di SEL?

  11. Come si fa a non condividere quanto scrivi caro Vito. Ieri mi sono dedicato all’ascolto del Sindaco sul primo anno di attività pubblicato su facebook, ho commentato (chiedendo se qualcuno poteva smentirmi) che salvo mie distrazioni da parte di Massimo nemmeno un cenno al LAVORO CULTURALE.

  12. I soldi pubblici per la cultura non sono una lotteria dove si vince o si perde. Vogliamo uscire una volta per tutte da questa logica? Gli interventi di cultura e spettacolo culturale sono educazione permanente per i cittadini, oltreché un loro diritto. Stiamo attenti che i soldi pubblici vadano a vantaggio dei cittadini e sosteniamo i progetti più importanti e impattanti sul territorio comunale.

    Qui ho scritto le mie cinque obiezioni e una proposta

    http://costruiresumacerie.org/2012/09/13/contributi-alla-cultura-del-comune-di-cagliari-cinque-obiezioni-e-una-proposta/

    • Supresidenti says:

      scusami gianluca, questo è il vecchio regolamento. di quello nuovo presto avremo notizie. certo che a forza di annunci uno può anche confondersi. a si biri.

      • Grazie Matteo. Ma pensavo che sulla base di questo regolamento si fosse proceduto. Non è stato cambiato. Verrà approvato il nuovo? Benissimo. Ma allora perché non lo si è approvato PRIMA di deliberare i fondi di quest’anno? Questo è il regolamento in vigore dal 2003 sulla base del quale sono state fatte le assegnazioni dei contributi, purtroppo. Comunque correggo qua e là per maggior precisione.

    • Sovjet says:

      Ho letto il tuo contributo e l’ho trovato molto utile. Per quanto riguarda il regolamento, in teoria avresti ragione, in pratica vincolare l’erogazione dei contributi all’approvazione di un regolamento (che potrebbe avere un iter più lungo di quello ipotizzato) potrebbe far correre il rischio di stare fermi un giro… L’amministrazione, così come rilevabile dal resoconto dell’attività per assessorati, sta approvando numerosi regolamenti e spero che questo sia disponibile al più prestome che sia maggiormente adeguato di quello oggi in vigore.

      • Sovjet però, tu che sai affrontare le questioni con grande equilibrio, dammi il tuo parere su questo: è possibile che per approvare provvedimenti di notevole impatto nazionale, come ad esempio il decreto sulla regolamentazione delle professioni ordinistiche – destinato a spazzare via un bel po’ di legislazione fascista e corporativa – il governo nazionale, nonostante la necessità di pareri del Consiglio di Stato, della competente commissione parlamentare etc., ci abbia messo tre mesi, mentre per l’approvazione di un provvedimento importante, ma di sicuro minor impatto e rilevanza, come quello di cui si sta discorrendo, presso il competente Assessorato e presso la Commissione cultura si stia ancora dormendo? Voglio credere che siano tutti in buona fede, in particolare l’assessore competente, che sicuramente non ha motivo di ritardare adempimenti tanto per farlo. Tuttavia mi sa che qui quanto meno torniamo al problema di fondo: l’inefficienza burocratica di una macchina comunale profondamente da rivedere, magari anche con l’uso di quella zirogna che tu aborri. Perché le responsabilità saranno anche in buona misura di Monti, di Berlusconi e di Floris, ma non può essere questa una giustificazione per l’immobilismo. Comprendo pure, sebbene non condivida affatto questi discorsi “alla Di Pietro”, che sia importante procedere ad assegnazioni ed erogazioni di contributi nella piena legalità, vale a dire con regole certe e predeterminate, a costo di porre in difficoltà posizioni consolidate e meritorie, vedasi MCN, ma non credo che l’attenzione nel predisporre un provvedimento ben fatto debba per forza coniugarsi con una tempistica da bradipo. Insomma, vogliamo fargli mettere il sedere sulla sedia ai dipendenti comunali? E già che ci siamo, se sono loro a fare melina, anche ai signori componenti della Commissione cultura, Nei corridoi di palazzo Baccaredda si percepisce che i dipendenti apprezzano l’assessore Sassu, mentre generalmente non vedono molto bene Paola Piras (non che ne abbiano un giudizio negativo, ma per certe sue rigidità qualcuno la soprannomina “Signorina Rottermayer”). Io preferirei fossero meno contenti, magari come quei dipendenti del comune di Firenze a cui Renzi ha dato una bella stretta sulle pause-caffè – e che si sfogano postando scritti diffamatori su internet – e che tuttavia la macchina marciasse un po’ meglio.

  13. Il Regolamento per l’erogazione dei contributi per attività culturali e di spettacolo
    Approvato con Delibera C.C. n. 34 del 15/07/2003 ripartisce i contributi secondo le
    fasce C, B e A in ragione dei differenti valori erogabili, segnatamente massimo € 2.000,00
    per i contributi di fascia C, massimo € 10.000,00 per i contributi di fascia B, più di €
    10.000,00 per i contributi di fascia A.

    Come possiamo leggere qui (http://www.comune.cagliari.it/resources/cms/documents/RegolamentoContributiAttivitaCulturaliSpettacolo.pdf – artt. 3, 4, 5 e 6):

    || Per l’attribuzione di contributi finanziari finalizzati alla promozione di attività ricreative, culturali, si applicheranno i seguenti criteri e modalità, nei limiti della disponibilità degli appositi capitoli di bilancio, articolati in tre fasce:
    a. Contributi per manifestazioni di grande portata da inserire nella programmazione annuale di eventi culturali e di spettacolo;
    b. Contributi per manifestazioni di media entità a carattere promozionale per enti associazioni culturali;
    c. Piccoli contributi a carattere promozionale per associazioni culturali, comitati festeggiamenti, associazioni di volontariato.

    Disposizioni per l’erogazione di contributi di Fascia A
    a. Le manifestazioni finanziate entro detta fascia non devono avere scopo di lucro anche se i proponenti possono essere imprese commerciali o agenzie di spettacolo.
    b. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi per manifestazioni che, attraverso altre entrate sia pubbliche che private, garantiscano una maggiore efficienza produttivo ed organizzativa
    c. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi per manifestazioni promosse da altri enti pubblici.
    d. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi da parte di sodalizi che hanno già un loro spazio
    (sala da concerti, teatro, cinema) o in alternativa che individuino altri spazi accessibili di proprietà comunale o di altri enti.
    e. Nella valutazione delle proposte sarà privilegiata l’economicità dell’impresa.
    f. Nella valutazione delle proposte saranno analizzate, in sede di preventivo, l’attuabilità dei progetti in senso finanziario e organizzativo. (Esempio: dato un certo bilancio di Euro 50.000,00 e un contributo previsto di Euro 15.000,00 si verificherà se il progetto presentato è ancora attuabile con quote minori di finanziamento rispetto a quelle ipotizzate dal sodalizio). Sarà dunque consentita la modifica dei progetti per renderli aderenti alle necessità programmatiche dell’Amministrazione e alle sue disponibilità finanziarie.
    g. Le richieste di contributo devono pervenire all’Amministrazione entro e non oltre il 31/12 dell’anno precedente a quello di attuazione delle attività.
    h. Le richieste devono essere corredate da un programma. da una relazione culturale, da una relazione tecnico-organizzativa e dal bilancio preventivo. Il bilancio deve essere in pareggio anche se il Comune non copre l’intera differenza tra entrate e uscite.

    Disposizioni per l’erogazione di contributi di Fascia B
    a. L’associazione che richiede il contributo non deve avere scopo di lucro.
    b. La manifestazione per la quale si richiede il contributo non deve avere, altresì scopo di lucro.
    c. L’importo richiesto non può superare la cifra di Euro 10.000,00 anche se il costo complessivo della manifestazione può essere più
    elevato.
    d. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi che hanno come scopo l’animazione dei quartieri
    cittadini, e non siano beneficiari, per la stessa attività, di contributi da parte della Circoscrizione competente.
    e. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributi che hanno come scopo l’animazione della vita sociale di giovani e anziani.
    f. Le richieste devono essere corredate da un programma, da una relazione culturale, da una relazione tecnico-organizzativa e dal bilancio preventivo. Il bilancio deve essere in pareggio anche se il Comune non copre l’intera differenza tra entrate e uscite.

    Disposizione per l’erogazione di contributi di Fascia C
    Art. 6
    a. associazioni o i comitati che richiedono il contributo non devono avere scopo di lucro
    b. La manifestazione per la quale si richiede il contributo non deve avere scopo di lucro.
    c. L’importo richiesto non può superare la cifra di Euro 2.000,00 anche se il costo complessivo della manifestazione può essere più
    elevato.
    d. Nella valutazione delle proposte saranno privilegiate le richieste di contributo. che hanno come scopo l’animazione dei quartieri
    cittadini e l’organizzazione di manifestazioni a scopo benefico.
    e. Le richieste devono essere corredate da un programma, da una reazione culturale, da una relazione tecnico-organizzativa e dal
    bilancio preventivo. Il bilancio deve essere in pareggio anche se il Comune non copre l’intera differenza tra entrato e uscite. ||

    E come possiamo notare dalle lettere c degli articoli 5 e 6 (l’importo richiesto non deve superare..), e da questo (http://www.comune.cagliari.it/resources/cms/documents/01_DomandaContributo_Mod_A_rev_gen2012.pdf) sono gli operatori culturali e di spettacolo che intendono realizzare manifestazioni a inserirsi, in base al progetto e alla somma richiesta, in una delle tre fasce.

    • Quindi va tutto bene?

      • Questo fa parte delle opinioni personali.

        Non se va tutto bene per te, ma nelle motivazioni del non va bene sono state scritte delle sciocchezze, da te che sei un giornalista e da zunkbuster.

        Ad esempio tu scrivi:

        1 – La delibera dimostra ancora una volta la grande qualità delle associazioni e dei gruppi che operano in città. Se qualcuna delle associazioni che ha avuto mille euro ne avesse ricevuto diecimila o più, nessuno avrebbe avuto niente da ridire.
        – Ma bastava presentare un progetto da diecimila o più e aspettare il verdetto. Non sono contributi alle associazioni perché hanno il nome bellino o il logo stravanato: sono contributio a progetti presentati dalle associazioni stesse.

        2 – Considerato il punto uno, è evidente che le scelte della giunta Zedda sono state assolutamente discrezionali. La divisione in tre fasce non è apparentemente sostenuta da nessun tipo di criterio oggettivo.
        – Vedi regolamento. Il criterio oggettivo, che più oggettivo non si può, è il regolamento e le cifre che le associazioni hanno scelto, collocandosi così in una fascia o in un’altra.

        3 – Vista la professionalità di gran parte dei soggetti beneficiati (molti dei quali godono anche di un sostegno da parte di altre amministrazioni, di fondazioni bancarie o del ministero), è evidente che un contributo al di sotto dei diecimila euro si configura come una sorta di elemosina.
        – Repetita iuvant: l’ammontare del contributo, fascia A B C è stato chiesto dalle associazioni che bene conoscono il regolamento.

        • Tu conosci il regolamento ma non conosci la realtà. Perché ogni associazione presenta più progetti di diversa entità economica. Nessuno fa domanda per farsi dare 1500 euro. Nessuna.
          E in ogni caso, siccome non ho capito, ripeto la domanda: quindi va tutto bene?

          • A me il regolamento così com’è non piace.

            Ma devo dire che non mi piace neppure l’ipotesi di meno contributi ma tutti molto sostanziosi.
            Penso che si debba garantire l’accesso alle risorse anche per piccole iniziative.

            • Il tuo ragionamento non fila. Perché altrimenti il comune avrebbe dovuto finanziare tutte le domande pervenute. Invece in tanti sono rimasti fuori. Perché?
              Dare 1500 per una iniziativa per la quale sono stati chiesti 20 Mila euro salva la coscienza ai politici ma non incide anzi. Sono soldi buttati.

              • Si può declassare di fascia?
                Questo lo riterrei sbagliato: se un’associazione si inserisce in fascia A in fascia A rimane, con o senza contributo.

                • O Broz, ma cosa stai dicendo? E’ il Comune che decide in quale fascia deve andare l’associazione o la compagnia che dir si voglia! O pensi che Cada Die, Akroama e Teatro Stabile di Sardegna abbiano fatto tutte richiesta per rientrare nella fascia b quando sono tre realtà riconosciute da decenni dal Ministero? E’ l’amministrazione che ha deciso chi andava nelle singole tre fasce.
                  Detto questo, la verità è una sola: le risorse a disposizione sono insufficienti. Parlare di come sono state ripartite è fuorviante.
                  E in ogni caso, perché l’amministrazione non organizza adesso uno di quei bei incontri con tutti gli operatori? Così, per capire se gli operatori condividono questo modo di fare.

                  • Rossello Ara says:

                    cosa avresti tagliato per finanziare ulteriormente la cultura? Parlo ovviamente di spesa corrente, quindi non vale vendere immobili del comune o non fare arene concerti… Il bilancio del comune ha subito pesanti tagli e per mantenere questo livello di spesa i sacrifici sono stati tanti. poi, se lo riteniamo, possiamo chiedere a zedda di aumentare l ‘imu…

    • O Broz, e che è ancora un tentativo di scaricare tutte le responsabilità addosso a Mommotti Floris, alla cui epoca risale il regolamento citato?
      E allora che va a dire Francesca Ghirra che si è cercato di tenere conto delle direttrici del nuovo regolamento in corso di approvazione in commissione? Ha sparato una cazzata, oppure è CagliariPad che ha riferito le cose in modo distorto?
      I fatti sono che in occasione della presentazione del piano della cultura, ricordo che era luglio, era stato affermato che era stata “predisposta la bozza per l’erogazione dei contributi”. Si è vero, stando alla tempistica riportata da CagliariPad, la determinazione risale a luglio, solo l’annuncio è di ieri (stavolta, curiosamente, Casteddu On Line che prima scopiazzava perfino gli stati Facebook al sindaco ha preso un “buco”, chissà perché …) ma sta di fatto che ci è passato un anno dal suo insediamento e, se le giustificazioni sono quelle che adduci tu con riferimento al regolamento di Floris, in tutto questo tempo non si è stati in grado di adottare lo sbandierato nuovo regolamento.
      Nel frattempo, sempre che Biolchini non abbia scritto solo cattiverie perché è il compagno di Tiziana Troja di LucidoSottile, una ventina di associazioni hanno però perso spazi, che sotto l’odiato Floris potevano fruire senza troppe rotture di coglioni burocratiche.
      Ancora la legalità, vero?
      Anche la legalità può essere vessatoria, come quella del giudice a cui salta per la testa di chiudere Ilva senza pensare che 12.000 famiglie finirebbero per strada e che si tratta di un complesso industriale strategico a livello nazionale.
      Ma tanto, per la “sinistra” priva di idee, la legalità, con l’ambientalismo ideologico, è sempre una magnifica coperta di Linus.
      Oppure, come mai non c’è ancora lo sbandierato regolamento nuovo di zecca? Le famose “priorità” di Zedda, che evidentemente non vuole farsi fare l’agenda da nessuno ma non riesce a tenere in ordine la sua, tanto è vero che, di rinvio in rinvio, ci scappa l’annullamento di MCN tanto cara in quel di Sel?
      Pazienza, guardiamo al bicchiere mezzo pieno (per arrivare ai 3/4 di Soviet ci vuole ottimismo): ora che il contributo è stato erogato forse MCN potrà farsi a dicembre, magari in uno spazio al chiuso che non faccia protestare troppo i residenti della Marina. Speriamo comunque che si faccia ovvio, e voglio credere che in qualche modo se sono stati erogati 20.000 euro significa che l’associazione forse è in grado di organizzare qualcosa entro la fine dell’anno e l’avrà fatto sapere alla Puggioni.

      DISCLAIMER: Si diffida chiunque dal chiedere conto di quanto scritto al di fuori di questo spazio. Zunkbuster esiste solo nel blog di Vito Biolchini e in pochi altri isolati interventi (qualcuno sui blog di Maninchedda e Deliperi).

      • Caro amico paranoico, ti risponderò sperando di non essere inserito all’interno del complotto demo pluto giudaico massonico che forze oscure ordiscono contro la tua persona. Tu non esisti al di fuori di questo spazio, esisti solo nei blog, io non ti chiedo conto.

        Comunque, ma scusa hai letto che ha scritto Vito?? Non trovi che ci sia qualcosa che si scontra tra il regolamento così com’è e come lo conoscono le Lucido Sottile come tutti gli altri operatori e come lui ha spiegato la presunta discrezionalità di scelta?

        Tralasciando poi le sciocchezze (sì, sono sciocchezze) nella tua analisi, dalla quale risulta chiaro che non sapevi neppure che i finanziamenti sono sulla base di progetti, e non alle associazioni in quanto riconosciute meritevoli (e parli di affitti, perfino).

        Stai perdendo smalto.

        • Caro Broz, io starò pure perdendo smalto (delle unghie? fossi donna o transgender magari …) ma tu stai indubitabilmente perdendo le staffe, e non sai neanche celarlo bene. Non hai risposto su una cosetta: come mai Francesca Ghirra afferma che si sono cercati di anticipare i criteri di cui alla bozza di regolamento ancora ferma in Commissione cultura, mentre tu, pur di giustificare ante litteram qualsiasi cosa l’amministrazione faccia, fai puntuali riferimenti al regolamento tuttora vigente, varato in era Floris? I casi sono due: escluso che CagliariPad abbia riportato stronzate, perché una smentita della Ghirra dovrebbe altrimenti pur risultare da qualche parte, o le stronzate le ha dette la Ghirra – e quindi ci si è rifatti pedissequamente al regolamento Floris, quello a cui tu ti appligli – o le stronzate le stai dicendo tu, e invece corrisponde al vero quello che ha detto la Ghirra. Il punto è che, se quanto asserito dalla Ghirra corrisponde al vero, per quanto sia irrituale rifarsi ai criteri di una mera bozza di delibera, è evidente che, al di là dei puntigliosi riferimenti ai criteri di cui al regolamento Floris, c’è una componente discrezionale che ha inciso almeno in parte nell’assegnazione dei contributi, e che nessuno ci ha ufficialmente illustrato quanto ai criteri adottati. Quindi, me ne infischio delle tue accuse di scrivere stronzate, ma per quanto riguarda Biolchini i casi sono due: o la Ghirra ha effettivamente detto delle stronzate, oppure ha ragione lui, almeno in parte, e chissà quanto incisiva e significativa, i criteri di assegnazione dei contributi sono discrezionali.
          Mettetevi d’accordo tra voi, almeno quando siete democraticamente chiamati – o spontaneamente vi attivate – a scrivere che siete d’accordo col sindaco e con la Puggioni.
          Per il resto ti impunti sulle virgole, come sei solito fare, rivelando una sostanza inconsistente. Mi accusi (e accusi Biolchini) di aver scritto stronzate perché i contributi sono assegnati in base ai progetti, e ovviamente non certo sulla base delle mere necessità correnti dell’associazione. Ma scusa, stiamo parlando di associazioni culturali, non di circoli AICS periferici che servono solo per far giocare a carte i pensionati. E’ ovvio che se operano non lo fanno solo per mettere a disposizione uno spazio perché qualche amico vi possa cazzeggiare, ma sulla base di progetti che comunque realizzerebbero anche indipendentemente dai contributi, essendovene la minima possibilità. Che si tratti poi di spettacoli teatrali, di artisti di strada o – visto che ora si danno soldi, sia pur pochi, anche a città ciclabile – di rompere le scatole a mezzo Casteddu On Line se un’ambulanza si ferma presso una pista ciclabile, poco conta. Ti attacchi alle parole, come sempre ignorando la sostanza, non avendo minimamente pensato che se ho parlato di “affitti” è per rendere l’idea di una voce elementare di sussistenza di un’associazione culturale, e di come l’incidenza dei contributi comunali sia irrisoria. Peraltro facendo finta che ogni sfaccettatura del problema politiche comunali sulla cultura possa essere esaminata “a sè”, come una monade rispetto al “migliore dei mondi possibili” leibniziano, mentre lo sanno anche i bambini che a Cagliari c’è un enorme problema per le associazioni culturali che è anche di spazi, e che in buona parte è stata creata dallo stesso Comune, in parte col blitz dell’ex artistico, in parte col mancato intervento rispetto a realtà che erano meritevoli di ben altra attenzione, come il Crogiuolo. Ecco: il Crogiuolo coi 4.500 euro non dovrà certo pagarci l’affitto, ma sovvenzionarsi un progetto, ma come fa a pensare a portare a termine un progetto chi magari anche per una riunione operativa deve operare per la strada o a casa di amici? Placidamente ignorate questa realtà, coi famosi bandi per gli spazi che sono in ritardo mostruoso. Così è, se vi pare. Ho sprecato non so neanche quante righe per rispondere alle tue mere invettive da persona priva di argomenti, caro Broz, ma se mi adeguassi alla tua capacità argomentativa dovrei semplicemente dire che “no ses narendi nudda”.

          Concludendo, in primo luogo paranoico lo dici a tua zia, in secondo luogo non ho menzionato un problema di chissà quale complotto demomassogiudoplutocratico col concorso di Obama, di Putin, degli alieni e ovviamente di Claudio Cugusi e di Graziano Milia, ma semplicemente al comportamento obiettivamente infantile di due persone. Tra le quali sono felice se non ci sei tu. Punto.

          • Io rispondo delle mie opinioni, zunkbuster, e dato che non esisti altrove che qui non capisco come mai sai tutte queste cose del mondo esterno. 😉
            Ma credo che ci si riferisse ai punteggi, non al regolamento del 2003 che è rimasto invariato.

            E poi sarei io che perdo le staffe..
            Poche storie, zunkbuster, tu non avevi capito neppure che i contributi erano su progetti. Tutto il tuo scritto lo conferma.

            La questione affitti non ha nulla a che fare con questa graduatoria.

    • Supresidenti says:

      “sono gli operatori culturali e di spettacolo che intendono realizzare manifestazioni a inserirsi, in base al progetto e alla somma richiesta, in una delle tre fasce.”

      caro broz, sopravalutare le persone a volte è molto più doloroso che sottovalutarle. E’ un bellissimo concerto il vostro, continuate a suonarvele e cantarvele da soli.
      i miei complimenti.

      • Caro Supresidenti, se c’è qualcuno che pratica onanismo intellettuale, se la canta, se la suona e se la tira e se la molla, sicuramente quel qualcuno lo trovi in questo blog di discussione. Senza cercare fuori.

        • Ripeto la domanda: quindi va tutto bene?

        • Onanista intellettuale says:

          Oh Broz

          nascondersi dietro due regolette per organizzare la distribuzione di un po’ di soldi, per calmare le acque, non serve a convincere nessuno. L’operato in ambito culturale rimane scadente. Se volete convincerci devi fare di meglio. Aggiungi un paio di avvitamenti alla carpiatura. Oppure stanziate più fondi.

          • Ma uno può avere un parere discordante o ormai tutto è diventato “nascondersi”, “arrampicarsi sugli specchi”, “difendere l’indifendibile”?

            Se hai la verità in tasca (e non la mano) la tua vita è sprecata qui dentro.

            • Certo che no Broz, il fatto è che sei sempre piuttosto scontato. Sui tuoi interventi a difesa aprioristica dell’amministrazione ci si può puntare l’orologio subito dopo che Vito ha scritto. E non puoi che attenderti repliche e reazioni altrettanto scontate, come quando nei TG scorre il pastone e trovi le dichiarazioni di Gasparri contrapposte a quelle della Finocchiaro. Capisco che sei qui per svolgere temini in classe, e che forse ritieni che se c’è qualcuno legittimato a bacchettarti sia solo “la maestra”, ma forse, se ogni tanto insieme a Tricarico ti si scoprisse a canticchiare “puttana puttana, puttana la maestraaaa …”, perché non voglio credere che una persona intelligente come te trovi che l’amministrazione in questi mesi sia stata perfetta al 1000 per cento, assomiglieresti di più a un essere umano. Quale sei, sicuramente.

              • Eh, ci ses tui chi ses togu. Non possiamo essere tutti all’altezza.

                • matteo says:

                  Non riesci proprio a rispondere nel merito? Provaci, e dai, una volta tanto. Ma senza la solita tiritera che fa molto atreju di sinistra.

  14. Anonimo says:

    scusate la domanda, ma a cagliari si puo’ vivere di solo gultura ci si puo ‘ arrivare a fine mese o si fa’ gultura solo per passione e non per soldi ? perche’ a sentir loro si fa’ solo la fame , e qundi in teoria e forse in pratica uno dovrebbe cambiare mestire ,o sbaglio ?

  15. io sto ancora aspettando 500 mila lire per aver suonato al capodanno del 2002 in piazza Yenne…. ma non ho letto il nome della mia band nell’elenco… va beh, sarà per l’anno prossimo…

  16. Intuisco i motivi per cui Vito Biolchini non intende entrare nel merito. Leggendo di getto l’articolo di CagliariPad mi hanno colpito alcuni flash che meritano considerazioni sparse:
    1) Francesca Ghirra ha dichiarato che si è cercato di stabilire non meglio precisati criteri oggettivi sulla base di un regolamento che sarebbe in preparazione presso la Commissione. Ora, non voglio fare il Pinuprezisu, però questo mi sembra un po’ l’equivalente dell’applicazione di una legge che si sta ancora discutendo in Parlamento. Se il regolamento è ancora allo stato di bozza, è un’opinione personale di alcuni che fanno parte della commissione, nulla più. Ma evidentemente qualcosina delle critiche sempre più diffuse comincia ad arrivare alle orecchie di quelli dei piani alti di palazzo Baccaredda, e Zedda e la Puggioni hanno ritenuto opportuno sbloccare subito quei quattro soldi. Meglio tardi che mai si dirà, comunque rimane un’impressione di grande confusione e approssimazione. Poi pazienza se Francesca Ghirra s’incazza e non mi saluta più e se Zedda è freddino (mentre non ho il piacere di conoscere la Puggioni), me ne farò una ragione;
    2) Alcuni stanziamenti suonano come una beffa. 4500 euro al Crogiuolo? Dopo che si è fatto ben poco per tentare di recuperare la situazione Teatro dell’Arco, sembra un’elemosina. Cosa ci pagano, due mesi di affitto di qualche localaccio periferico? I soldi a Chourmo per Marina Café Noir? Leggermente fuori tempo massimo. Probabilmente è stato erogato in base alle “pezze giustificative” che l’associazione avrà potuto produrre per il 2011, ma difficilmente riusciranno a combinarci qualcosa ora. Forse una singola serata di reading? Vedremo … la Puggioni sembrava tenere tanto a MCN, ma di fatto rispetto alla prospettata tempestività di intervento ci è passato agosto;
    3) Anche se sono poca roba, che ci azzecca dare 850 euro a Città Ciclabile? E’ un’associazione culturale? Casomai sportiva o latamente ambientalista direi. Culturale perché promuovono la cultura della bicicletta? Non fatelo sapere in giro che tutti i sodalizi ciclistici ora si affretteranno a sollecitare contributi pubblici. E poi, l’assessore Coni non si è fatto un viaggio in Olanda per studiare le locali piste ciclabili? Mi sembra che al riguardo si sia già speso abbastanza;
    4) 378 mila euro sono molti o pochi? Mah … ogni associazione avrà bisogno almeno di un locale in affitto, e se dividiamo 378000 per 89 anche se non sono bravo in matematica andremo su una media di 4000 a testa all’anno. In pratica non ci paghi neanche l’affitto. Senza contare le necessità delle compagnie più impegnate che vanno ben oltre gli affitti. Si dirà che le associazioni non devono farsi mantenere dal Comune (e neanche dalla Provincia, che pare non abbia una lira), ma ha ragione Vito Biolchini: o stanziamenti importanti o meglio niente, queste sono elemosine, e nella fascia che va dai 2000 euro in giù quasi premi simbolici di presenza;
    5) il Comune ha pochi soldi? Sarà, anzi sicuramente è. Non dubito che la Puggioni se le risorse fossero state maggiori avrebbe dato di più. Ma in tanto hanno giustamente osservato: non era meglio spendere di meno per l’arena concerti di Sant’Elia? In fondo, gli spazi della Fiera sono utilizzati e sperimentati da trent’anni per i concerti, e se costano gli organizzatori paghino, che non lavorano certo per beneficenza. Tanto lo sappiamo, dell’Anfiteatro per un po’ non se ne parla, e giustamente: primo via la legnaia, poi si vedrà se potrà riparlarsene;
    6) Qui mi sa che devo proprio andare dall’oculista …. soldi a Sardegna Concerti? Quella di Massimo Palmas? Ma che è diventata un’associazione filantropica adesso? Boh … qualcuno avrà una spiegazione anche per questo, mi auguro.

    • Anche Sardegna Jazz risulta in fascia A.

    • Rossello Ara says:

      conosci la differenza tra spesa corrente e spesa per investimenti? sai come incidono ai fini del calcolo del patto di stabilità? mi pare di no. Lo stanziamento per l’arena concerti non era in alcun modo utilizzabile per concedere contributi a terzi.
      ci sono le regole di bilancio, i vincoli, i trasferimenti statali sempre in diminuzione, il patto di stabilità. Tutte cose oggettive, purtroppo, in cui il comune è solo mero esecutore.

      poi, penso che la delibera in oggetto non sia adeguata. io avrei diminuito lo stanziamento e avrei premiato non piú di 15-20 realtà. d’altronde, il lirico quest’anno è costato 10 milioni di euro, molto più di tutte le altre realtà culturali messe insieme. cosa volete voi, comuni mortali?

      • Addirittura diminuirlo … tra un po’ saranno le associazioni a dover dare soldi al Comune. Patto di stabilità o meno, resto dell’avviso che l’arena a Sant’Elia sia uno spreco inutile. Ce ne sarebbero di cose da fare per i quartieri popolari casomai …

  17. W l'Italia! says:

    Oltre al finanziamento a pioggia-elemosina di queste determine e il declassamento di operatori protagonisti della vita culturale cagliaritana negli ultimi 30 anni, mi stupisce come mai soggetti che hanno attive delle apposite convenzioni ricevano un surplus rispetto ai contributi loro dedicati (Teatro di Sardegna in testa).
    Questa programmazione di spesa sulle attività culturali non possiede una briciola di spirito innovatore. Altro che “inventing the city”!

  18. gianlucafloris says:

    Finiranno per prenderci in giro. ! minuto e cinquanta secondi dopo che hai pubblicato questo tuo, io pubblicavo il mio… Affinità elettive?

    http://costruiresumacerie.org/2012/09/12/ce-la-crisi-allora-piu-soldi-alla-cultura-non-meno/

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