Giornalismo / Politica / Sardegna

Anche Gigi Riva lo ha capito: “La Sardegna è senza speranza”. Perché senza una classe dirigente credibile, nessun progetto di rilancio è credibile

Non ce la fanno, non ce la fanno proprio. Non ce la fanno a dire la verità i nostri politici, a dire che il progetto integrato carbone Co2 non ha speranze, che è troppo costoso e poco convincente, che il governo non lo sostiene (e l’Enel nemmeno), mentre settori sempre più larghi della società sarda comprendono che il futuro del Sulcis e della Sardegna non è nelle miniere. Non ce la fanno. Dire la verità è un peccato mortale per i politici, sia di destra che di sinistra. Meglio prendere tempo, allora.

Non a caso, l’unico risultato degli incontri romani è stato questo: un altro anno di tempo per mettere a punto il fantomatico progetto chiamato a salvare le sorti del carbone Sulcis. Tutto qui. Un anno durante il quale forse i minatori staranno buoni e qualcosa ci si inventerà. Magari a fine 2013 si strapperanno altri dodici mesi, e così 200 minatori potranno andarsene serenamente in pensione.

In mezzo poi ci sarà la campagna elettorale nazionale, le fanfaronate si sprecheranno. Le ricette di destra e sinistra sono le stesse. E perfino Grillo (il nuovo che avanza ma che ci fa arretrare tutti quanti) sul suo blog non è saputo andare oltre due banali parole di circostanza.

Ma qui non c’è progetto di sviluppo credibile senza una classe politica credibile. Lo hanno detto bene Francesco Pigliaru e Alessandro Lanza l’altro giorno sulla Nuova Sardegna:

“La vera emergenza per il Sulcis non è una fabbrica che va via o una miniera che chiude. È invece una qualità delle istituzioni che oggi non dà garanzie sufficienti a coloro che devono affrontare le profonde e anche dolorose (socialmente ed economicamente) trasformazioni necessarie per raggiungere una nuova sicurezza economica”.

Dov’è dunque la nuova classe dirigente sarda che deve guidare la Sardegna verso un futuro diverso e migliore? Dove sceglieranno i partiti i prossimi consiglieri regionali e i prossimi parlamentari? E le università? Come stanno selezionando i loro professori? E i giornali? Chi fa carriera nei nostri quotidiani? Chi orienta le opinioni parlando dalle prime pagine o dai telegiornali?

Il Sulcis intanto continua ad essere nelle mani di Giorgio Oppi, Ugo Cappellacci, Claudia Lombardo, Mauro Pili, Tore Cherchi ed Antonello Cabras. Sono loro che in questo anno dovrebbero preparare un nuovo progetto di sviluppo, condividerlo con le parti sociali, sostenerlo politicamente a livello nazionale. Vi sembra una prospettiva credibile? Il Sulcis vuole ancora affidarsi a loro?

Nel frattempo, continuiamo a prenderci in giro. Giorgio Macciotta sulla Nuova Sardegna di oggi ripropone la ricetta del Piano di Rinascita che fu. Uno straordinario momento di crescita per la Sardegna, “andato in crisi per la mancata verticalizzazione e per una nuova divisione internazionale del lavoro cui l’Italia (non la sola Sardegna) ha risposto in ritardo e in modo inadeguato”. Cioè? Di chi è la colpa? Di chi le responsabilità?

Ce lo dice Gigi Riva di chi è la colpa. Sì proprio lui, il calciatore. Che sul Fatto Quotidiano, in una intervista di estrema efficacia (dal titolo “Sardi fregati e disperati, non c’è via d’uscita”), spiega con parole semplici ciò che neanche Macciotta proprio riesce a dire:

“La crisi è una cosa che nasce da lontano, da quando c’era la cosiddetta ‘Rinascita della Sardegna’ (il Piano di rinascita è del 1962, ndr) e hanno regalato soldi a questo e quell’altro: gente che veniva qui portandosi dietro macchinari usati e facendoseli pagare per nuovi. E adesso si vedono i risultati (..) Questa gente, ai tempi della rinascita, è stata presa per il culo mentre si regalavano miliardi a imprenditori del continente e stranieri”.

Chi le dice queste cose, chi le spiega alla gente normale? Nessuno.

Ha ragione Riva: alla domanda “E la stampa? Come si occupa della Sardegna?”, ha risposto: “
I giornali benestanti mettono la notizia, dicono che c’è la crisi, ma non la spiegano, non la trattano. Non ne hanno bisogno”.

E più chiaro e più giusto di così non poteva essere.

26 Commenti

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  3. sandro says:

    che disgrazia dover fare i conti coi cretini che si credono spiritosi. Quando è caduto il muro di Berlino la gente ha litigato per appropriarsi di qualche pezzo di muro insanguinato; dare un addio al carbone con un gesto di solidarietà tangibile mi sembra un esercizio ben più nobile di quello tanto osannato dai detrattori del comunismo( che poi non era quello il comunismo, sia ben chiaro agli ignorantoni: il comunismo è l’opposto di quel che predica il dio Marchionne tanto caro a quelli che stanno distruggendo la Sardegna,, l’Italia e il mondo). spero che la vagonata di merda sommerga i fanatici del liberismo selvaggio che domina la nostra società. Sandro

  4. Lorenzo says:

    La mentalità di destra: Ci dispiace, siete inutili, siete costosi, siete superati, insomma dovete morire, fatevene una ragione e non rompeteci le scatole.
    Mentalità differente: Siete esseri umani.
    PS: Leggo spesso il blog di Grillo. Non ho capito nemmeno io dove va a parare in economia, ma stringi stringi si capisce che ormai è di destra. Il PDL è più squagliato del PD e lui mira a prenderne il posto. Invece non ho mai visto i banchetti di cui parla il 5 Stelle e neanche il fantomatico forum dove discutono dei programmi,

  5. sandro says:

    In Italia ci sono circa 8000 Comuni, se ognuno di essi acquistasse un vagone di carbone e lo ponesse al centro di una piazza come monumento alla solidarietà i minatori potrebbero lavorare per almeno due anni senza avere il rimorso d’inquinare l’ambiente col frutto del loro lavoro: possibile che non siamo capaci neanche di fare questo semplice gesto in Italia? possibile che questa idea verrà buttata nel cesso insieme a tante altre? Spero di no.Sandro

    • Ideona. Se poi volessero comprare anche una vagonata di escrementi di pecora (da mettere affianco al carbone, s’intende) come semplice gesto di solidarietà verso i pastori, sarebbe perfetto.

  6. angelo says:

    ci vorrebbe un asteroide per cambiare qualcosa in questo mondo di merda; ormai siamo nelle mani di Satana e dei suoi satanassi mafiosi: perdete ogni speranza uomini malati di bontà … angelo

  7. Dafni Ruscetta says:

    Caro Vito, la tua analisi – ed anche quella di Gigi Riva – è certamente condivisibile in molte parti. E’ troppo facile continuare a sparare sulle illusioni della gente, troppo comodo (politicamente) scendere in miniera in giacca e cravatta e farsi propaganda elettorale sostenendo che il carbone (così come l’Alcoa) debba continuare ad esistere a tutti i costi. E chi glielo spiega davvero ai sardi che tutte queste favole non sono altro che il protrarsi di una strategia politica che punta a rinnovarsi e a riciclarsi all’infinito, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti? Ti chiedi dove sia la nuova classe dirigente sarda per guidare la Sardegna verso un futuro diverso e migliore? Beh la risposta è nelle scelte elettorali che i Sardi faranno, o meglio ancora nella loro capacità e coraggio di organizzare delle risposte autonome, serie, rigorose, innovative e credibili per il loro stesso futuro, dimostrando che la coscienza di una fase storica così delicata non dipende da ciò che il potere (quella che tu chiami “classe dirigente”) vuol farci vedere ogni giorno tramite il proprio apparato di distrazione popolare, cioé i media tradizionali. E quando parlo di risposte autonome penso ai tanti piccoli movimenti che sono nati in questi anni e che sono attivi sul territorio, non solo con proteste e rivendicazioni, ma anche con proposte serie, spesso frutto di elaborazioni complesse e di esperienze di vita-formazione-conoscenza che vanno al di là della pochezza della nostra classe dirigente. Tra questi movimenti spendo qualche parola a favore del Movimento 5 Stelle che tu – come la maggior parte degli analisti-cronisti-commentatori – fai talvolta coincidere con la sola figura di Grillo, con giudizi il più delle volte a mio avviso frettolosi e negativi. Se non ti conoscessi – e se non stimassi la tua onestà intellettuale e la grande capacità professionale – mi verrebbe da pensare che i frequenti ‘attacchi’ rispondono alla solita (faziosa) logica seguita dai media in difesa del sistema partitico (anche se di sinistra), da sempre sponsorizzato come unica via alla gestione della politica. Ma siccome conosco la tua onestà intellettuale, come dicevo poc’anzi, vorrei farti notare un paio di cose. E’ chiaro che uno possa non essere d’accordo con Grillo o con i suoi toni accesi, questo certamente sì, ci mancherebbe. Ma Grillo non è il segretario di un partito, è un libero cittadino che esprime delle opinioni, che ha ‘scoperto’ delle carte che nessun giornale o televisione avrebbe mai voluto girare, grazie a un mezzo potente (Internet) in cui nessuno avrebbe puntato fino a qualche anno fa. Ma il M5S non è Grillo, non dipende da lui, ha una sua autonomia, partendo da poche semplici regole e da un programma condiviso di base. Questo non lo dice nessuno…nessuno parla del M5S e delle persone valide e coraggiose che vi aderiscono e che quotidianamente rinunciano al proprio tempo libero, alle proprie famiglie, che in maniera interamente gratuita mettono a disposizione le proprie competenze, il proprio entusiasmo, spesso i propri soldi. E nessun giornalista si presenta mai alle nostre porte per conoscerci veramente. Non si fa altro che screditare questo universo, peraltro composto di normalissimi cittadini (non dalla classe dirigente ‘cooptata, non dalle élite) provenienti da esperienze le più disparate e impiegati in professioni di vario genere. E lasciami spendere due parole anche sulla nostra esperienza locale. L’Associazione 5 Stelle Cagliari, di cui faccio parte, partecipa ad un forum regionale delle realtà aderenti al M5S che sta già discutendo di un programma regionale, tramite gruppi di lavoro e persone che danno il loro contributo, le proprie idee, proposte, dubbi, in base alle proprie conoscenze e competenze, anche muovendosi sul territorio per incontrare esperti di vari settori, o persino mettendosi a studiare le varie problematiche esistenti (e sottolineo ancora una volta: gratis!). Pertanto ti invito, caro Vito (perdona il gioco di parole), a voler considerare tutti i pezzi quando vorrai unire il tuo puzzle, a non giudicare in maniera parziale. Se, ad esempio, venissi a conoscerci personalmente, ad incontrarci nelle piazze o nei gazebo, sui nostri spazi e piattaforme di condivisione con la gente, a conoscere la nostra visione di Sardegna, forse ti accorgeresti che – a prescindere dalle antipatie personali nei confronti del fondatore del movimento – la realtà del 5 Stelle è molto più complessa, eterogenea, seria, organizzata – e aggiungo ‘simpatica’ – di quello che si dice in giro. Ti aspettiamo.
    Dafni Ruscetta

    • Vito Biolchini says:

      Caro Dafni, grazie per le belle parole. Verrò a conoscervi e attendo anche un vostro invito per una occasione che voi ritenete più opportuna e significativa.
      Veniamo a noi: il Sulcis. Il vostro movimento è accreditato dai sondaggi di un consenso che oscilla tra il 15 e 20 per cento. Fra sei mesi ci sono le elezioni politiche e questo (anche se ancora non sappiamo con quale legge elettorale si andrà a votare) potrebbe consentirvi di eleggere in Sardegna uno o più parlamentari.
      Qual è il vostro progetto, la vostra idea, oggi per il Sulcis? Cosa dite voi oggi ai minatori? Che Nuraxi Figus resta aperta o che è antieconomica e che il progetto integrato è una chimera? Sapete come la penso, ora però ditemi come la pensate voi. Perché io dal post pubblicato sul blog di Grillo non l’ho capito.
      Ciao e grazie
      Vito

      • Signor Biolchini,
        mi stupisco della sua stessa affermazione: “Perché io dal post pubblicato sul blog di Grillo non l’ho capito.”
        Come mi sono permesso di farle notare in un intervento precedente, il post al quale fa riferimento NON è stato scritto da Beppe Grillo, ma da tal Harry Haller.
        E, ma questo depone a suo sfavore, nonostante non lo abbia capito, non ha esitato a scrivere “E perfino Grillo (il nuovo che avanza ma che ci fa arretrare tutti quanti) sul suo blog non è saputo andare oltre due banali parole di circostanza.”
        Incappando in DUE scivoloni in meno di due righe.
        a) anche non avendone capito la sostanza ha bollato il contenuto come banale;
        b) ha espresso un commento che sa di tutela dello status quo che NULLA ha a che fare con il contenuto dell’ottimo articolo.
        Peccato, l’onestà intellettuale che reputo Lei abbia mi induce ad attendere una precisazione meno alla leggera.
        Grazie

      • Dafni Ruscetta says:

        Caro Vito, certo che ti inviteremo alle ns prossime iniziative significative, cosa che peraltro già facciamo ogni volta che ne organizziamo a Cagliari.
        Sì veniamo a noi sulla questione del Sulcis. Premetto che la ns associazione, svolgendo attività limitata ad una sola parte del territorio regionale – quello di Cagliari – non si esprime a nome del M5S, di cui è per il momento solo aderente. Ne consegue che quanto espresso in questo post rappresenta il punto di vista dell’Associazione 5 Stelle Cagliari (oltre che quello personale) e non del M5S. Anche perché, benché sia doveroso per una forza politica che ambisce a porsi come alternativa avere una visione generale e particolare di tutta la realtà isolana, il gruppo locale del territorio del Sulcis Iglesiente è forse più titolato a fare un’analisi accurata del fenomeno e delle possibili soluzioni in questo momento. Come ti annunciavo nel precedente post, d’altra parte, in Sardegna i vari gruppi provinciali 5 Stelle stanno lavorando ad un programma regionale in cui saranno presenti anche questi temi delicati e importanti.
        Ma non voglio sottrarmi alla questione che mi poni, pertanto esprimo anzitutto a nome dell’Associazione, in maniera sincera, tutta la nostra solidarietà ai minatori che stanno lottando per ottenere la possibilità – anzi il diritto – di mantenere un posto di lavoro e tutta la dignità che ne è conseguenza. Stiamo seguendo con preoccupazione – come la maggior parte dei Sardi d’altra parte – questa vicenda delicata, complessa, che riguarda anche veri e propri drammi familiari e sociali. Comprendiamo dunque le perplessità e le ragioni legate a quella lotta.

        Nel fare un’analisi accurata e di lungo periodo, la nostra posizione sulla questione delle miniere è che un cambiamento culturale sia ormai necessario, improcrastinabile. Non è possibile continuare a illudere la gente (ormai giustamente esasperata e disillusa) che il carbone sia il futuro del territorio e dei figli di quella terra. Non lo è per i diversi aspetti: non è conveniente, è contro l’ambiente, è dannoso per la salute delle persone che ci lavorano.
        E’ chiaro che per vivere abbiamo necessità di produrre energia in grandi quantità e la richiesta di energia elettrica in Italia viene soddisfatta in larga parte dall’utilizzo di combustibili fossili (gas, carbone, olio combustibile). Forse è allora arrivato il momento di una politica che voglia davvero svoltare, prendendosi anche la responsabilità e il coraggio di dire ai cittadini che le miniere prima o poi dovrebbero chiudere, che non è possibile continuare a foraggiare all’infinito, con soldi pubblici, i grandi gruppi (italiani o esteri che siano) che ogni anno ricorrono al ricatto dell’occupazione per ‘spolpare’ il nostro territorio, che è necessario investire nelle energie rinnovabili come fotovoltaico ed eolico, pur prevenendo un uso indiscriminato e scellerato del suolo comune (per lo più adatto ad un uso agricolo) e garantendo al contempo un controllo adeguato e scrupoloso delle autorizzazioni a tal fine. Ora, come ci ricorda Pietro Salaris in un recente articolo apparso sul sito della nostra associazione, è scientificamente provato che le emissioni di una centrale a carbone o a olio combustibile provocano il cancro al polmone e alla vescica, ragion per cui riteniamo sia da preferire un brutto parco eolico o fotovoltaico alla più bella centrale a carbone. L’economia di quella regione potrebbe trarre beneficio, soprattutto sottoforma di posti di lavoro, da questo tipo di investimenti (rigorosamente ponderati e posti sotto il controllo di un’apposita autorità amministrativa e ambientale).
        D’altro canto non dimentichiamo, se vogliamo prospettare forme alternative di occupazione, che il Sulcis Iglesiente ha un potenziale attrattivo turistico imponente, derivante non solo dai paesaggi naturali mozzafiato – caratteristica, questa, che condivide con la gran parte del territorio sardo – ma soprattutto dal paesaggio archeologico-storico-sociale-antropologico rappresentato dalle ex miniere, patrimonio persino riconosciuto dall’UNESCO (tramite la ‘Carta di Cagliari’ del 1998) e che deve essere conservato, recuperato e valorizzato per contribuire alla rinascita culturale, sociale ed economica di quelle aree, come è stato peraltro fatto, con eccellenti risultati, in altro ex bacini minerari europei.
        A tal proposito ricordiamo che da diversi mesi la nostra associazione affianca e supporta la Consulta del Parco Geominerario il cui Presidente, Giampiero Pinna, dal 27 settembre del 2011 ha attivato un presidio permanente presso la sede della presidenza della Regione Sarda di VILLA DEVOTO, in Via Oslavia a Cagliari, per indurre la Regione e il Governo ad attuare la proposta di riforma del Consorzio del Parco. A tal fine abbiamo anche realizzato un video che riassume la vicenda, visibile alla pagina http://www.movimento5stellecagliari.it.
        Le risorse e le misure alternative per creare uno sviluppo alternativo e per portare beneficio alle famiglie di quei territori in realtà esistono già – senza dimenticare, peraltro, le importanti risorse legate al settore agro-pastorale e a quello della pesca – basta solo avere la volontà politica di attuarle, sfruttarle, riconoscerle e valorizzarle. Ma finché lo scenario politico regionale e locale continuerà ad essere colonizzato da coloro che non riescono a vedere al di là del proprio tornaconto elettorale, del proprio bacino clientelare – con la complicità soprattutto dei partiti che li sostengono – non ci sarà spazio per tutti quei cittadini consapevoli e coscienti che hanno in mente un’altra idea di Sardegna e nemmeno per nuove e forse risolutive opportunità per le popolazioni locali.

        • Massimo says:

          Niente niente stai approfittando di una vicenda così drammatica per farvi pubblicità?
          Sul sito della vostra associazione che si occupa di Cagliari non c’è niente su Cagliari, quali analisi di lungo periodo sul Sulcis vuoi vuoi fare? Vito ti ha chiesto se Nuraxi Figus deve restare aperta o è antieconomica e il progetto integrato è una chimera? Rispondi sulla vicenda concreta, invece di discettare sui massimi sistemi e parlarci del parco. E visto che ci sei, dicci anche secondo te che fine dovrebbero fare quei lavoratori. Voi grillini siete bravi negli slogan, e quando vi contraddicono accusate l’interlocutore di “difesa dello status quo”, come il tizio sopra. A voi che state sparando banalità e facendovi pubblicità quale tornaconto elettorale interessa? Ma fateci il piacere!

          • Dafni Ruscetta says:

            Per rispondere, brevemente, ai due Signori (Lorenzo e Massimo) che ci accusano di non avere a cuore l’interesse dei lavoratori. Anzitutto Massimo le rispondo – questa volta a titolo personale, anche se credo di interpretare le sensazioni e le intenzioni dell’Associazione 5 Stelle Cagliari – per fugare ogni dubbio o polemica strumentale: Nuraxi Figus potrà chiudere solo nel momento in cui tutti quei lavoratori avranno la garanzia di un impiego alternativo, ricercando per loro condizioni persino migliori di quelle attuali. Quelle che sono le alternative di lungo periodo per il territorio e per tutti i lavoratori del Sulcis-Iglesiente, perché una politica nuova e credibile – e aggiungo: coraggiosa – deve poter mostrare una visione per il futuro, le ho indicate nel mio intervento precedente. Non credo ci sia bisogno di riproporle nuovamente. Sul progetto integrato di cui parlava Vito si stanno facendo delle valutazioni, purtroppo non siamo tutti geologi o ingegneri e ci stiamo confrontando, come dicevo in precedenza, con molti esperti del settore. Anche perché, a questo punto è opportuno ricordarlo, la nostra associazione – come tutto l’universo 5 Stelle d’altra parte – non ha una struttura partitica con persone retribuite, facciamo tutti del volontariato (dal dizionario della lingua italiana: “attività svolta gratuitamente”…) cercando di fare seriamente un lavoro duro della cui importanza e urgenza siamo convinti e consapevoli.
            Ci accusano di essere i “fascisti del web”, a me sembra che anche dai toni di questo confronto persino il lettore meno attento possa giudicare dove sta la pacatezza, la volontà di confrontarsi serenamente (e perché no, anche di farlo in maniera costruttiva da parte nostra) e la strumentalizzazione volta a delegittimare a priori – denotando uno stile dialettico quanto meno preoccupante, tipico della retorica berlusconiana che molti di noi hanno osteggiato per anni – come nel caso di chi ci accusa di voler far morire i lavoratori, di volerli lasciare al loro destino. Per fortuna che il web consente la possibilità di replica e a tal fine ringrazio Vito Biolchini per aver messo a disposizione questo spazio, ma se la l’attacco strumentale diventa la norma a quel punto le repliche sono anche inutili. Saluti.

          • apecattiva says:

            Allora facciamo un ragionamento. Il problema è salvare la miniera o salvare 500 posti di lavoro?
            Se, come immagino, è la seconda, allora serve capire di quale forza lavoro si tratta.
            1) Ci sono lavoratori prossimi alla pensione?
            Se si, quanti sono e vediamo di pagargli i contributi mancanti a mandarli in pensione (ci guadagneremmo sempre milionate di euro rispetto alle cifre che sento “fioccare”).
            2) Si deve verificare le varie professionalità a disposizione e si deve chiaramente definire come riinserirli all’interno di un progetto di riqualificazione della miniera per un utilizzo turistico, eventuali progetti alternativi per energie rinnovabili etc….

            La regione, cosa intende fare per il futuro del territorio?
            Ci sono proposte di progetti per il rinnovabile?
            Ci sono possibilità di convertire il complesso minerario per un uso turistico?

            Ma vi rendete conto che qui si sta parlando di un “bene” di proprietà della regione, con 500 dipendenti che potrebbe costare a tutti noi 1,5Miliardi di Euro direttamente sulla bolletta dell’Enel perchè non in grado di produrre alcun profitto??????

            Questo dovrebbero fare i politici, smetterla di cercare uno spazietto nell’immaginetta e ragionare sulle possibili soluzioni, partendo da ogni singolo caso.

            P.S. Vedo che anche lato m5s la prosopopea sterile propria del politico medio sta prendendo ben bene piede.

            P.S.2: Come estrema soluzione, si quantifichi un tot a dipendente non pensionabile per garantirgli un ammortizzatore sociale che possa corprire 5 anni di vita, ci costerebbe sempre meno delle assurdità che si sentono in giro.

            P.S.3: Si usi un decimo dei soldi di cui si parla per pagare queste persone per lavori socialmente utili, e parlo in primis della pulizia del territorio e delle strade che sono ormai invase dall’immondezza.

  8. pietro says:

    e’ ora di cambiamento epocale in sardegna e nel mondo la globalizzazione ha messo a nudo la demenziale iniziativa delle varie industrie pesanti in sardegna che non reggevano il confronto con quelle europee figuriamoci con i cinesi e indiani e via dicendo e’ ora di cambiare mestiere se non si vuol soccombere ai mercati la sardegna con coraggio e presa di coscienza di quelle che sono le possibilita’del territorio per una agricoltura e un allevamento di qualita’ uno sviluppo ittico l’artigianato il turismo la nostra terra senza industrie e militari tornera’ ad essere un vero paradiso terrestre dove tutti vorrebbero venire a vivere per fare queste cose ci vogliono trasporti affidabili e meno tasse per far si che si abbassino i prezzi e rendere l’isola piu’ competitiva nel mercato sardi sveglia qusta e’ s’ora!!

  9. Molto Deluso says:

    Gigi Riva dichiarò al Corriere della Sera che non sarebbe andato al seguito della nazionale per votare al referendum in Sardegna cosa che fece regolarmente invece molti sardi preferirono disertare le urne come suggerirono quasi tutti i partiti italiani di destra e di sinistra.. risultato il referendum non raggiunse il quorum….. .http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_13_20050413171451.pdf

  10. Prima ancora di Grillo lo dicono gli Indipendentisti. Solo che Grillo è italiano e figo, gli Indipendentisti sono sardi, grezzi, divisi e fuori dal mondo…. E intanto i sardi muoiono di fame, sotto l’italia, non senza….

    • andrew says:

      E cosa dicono mai gli Indipendentisti? Ma soprattutto, cosa fanno o cosa hanno mai fatto? Te lo dico io, nulla. Perché vedi a parole siamo tutti bravi, è quando si tratta di passare ai fatti che le cose cambiano. Qui non si tratta di essere “fighi”, semplicemente non si può rivendicare l’autonomia sarda e nello stesso tempo pretendere che lo Stato intervenga con gli aiuti a finanziare un progetto che non sta in piedi. Troppo comodo.

  11. La R.A.S. lo sanno tutti non è minerale con alto tenore di Sovranità. Tutt’altro. Il progetto di sviluppo attuale è finito. Una classe politica e di dirigenti ha fallito. Allora bisogna avere il coraggio di fare un atto di coraggio: ci vuole un atto di rottura e di conseguenza un atto di discontinuità. Basta con queste cerimonie! Basta Roma, basta viaggi! I sardi, gli operai del Sulcis facciano un atto rivoluzionario. Pensino al futuro dei figli, a chi non a mai lavorato nei suoi 40 anni di vita ed è senza speranza. Pensino ad un nuovo piano di sviluppo con radici profonde nella nostra terra. Perché solo questi resistono ai terremoti della globalizzazione. Allora? Mettere il culo nella sedia e studiare altro sviluppo che sia per tutti. Basta con i rituali della solidarietà che non si nega a nessuno, ci vuole altro. Bene Riva. resta sempre il più lucido dei “continentali-sardi”.
    a nos biere

  12. Anonimo says:

    Noi che purtroppo non viviamo più in Sardegna l’abbiamo capito da qualche anno.

  13. Premesso che qualunque cosa si dica non sortirà effetto alcuno, mi preme solo rilevare che la frase “E perfino Grillo (il nuovo che avanza ma che ci fa arretrare tutti quanti) sul suo blog non è saputo andare oltre due banali parole di circostanza.” è quantomeno inesatta.
    Se si legge con maggiore attenzione l’articolo al quale fa riferimento, scoprirà che NON è scritto da Grillo ma da tal Harry Haller che, certo ha avuto lo spazio per farlo, ma non esprime in nessun modo la posizione del MoVimento 5 Stelle.

    Poi, giusto per dedicare due righe al contenuto in gran parte condivisibile, è vero, i minatori, ma anche molti altri lavoratori di aziende “certificatamente” fuori mercato sono CARNE DA MACELLO per lorsignori e per QUEI signori da Lei indicati in dettaglio. Meriterebbero altre soluzioni, certo non l'”accanimento terapeutico” al quale abbiamo assistiti in questi decenni. Personalmente sono per la linea della riconversione. Da qualche parte lessi che la Regione solo per Carbosulcis Spende 35 milioni l’anno, non sarebbe più plausibile “investirli” in progetti di RISANAMENTO delle aree compromesse e per l’avvio definitivo del Progetto del Parco Geominerario?
    Il suo articolo è interessante e solletica le discussioni, mi auguro che si tenti di fare anche esercizio di proposta, a mio avviso sarebbe più interessante e stimolante oltre che produttivo.
    Da come scrive, un lettore distratto potrebbe immaginare che Lei desideri Gigi Riva Presidente.

  14. Emanuela corda says:

    Vito biolchini, condivido gran parte del tuo articolo. Solo due appunti. L’opinione di Gigi riva Fara’ senz altro più “rumore” di altre, vista la popolarità del personaggio. Ma, scusa sette lo faccio notare. Ha scoperto l’acqua calda. Non ha detto nulla che non sia già stato detto. Ovviamente se lo dice Gigi riva dalle colonne di una testata nazionale e non un blogger qualunque, ha un altro “effetto”. Riguardo a Grillo, non ha mai governato ne avuto cariche istituzionali in vita sua. Eppure di battaglie ne ha fatte parecchie. Su tutti i fronti. Con l ammirazione di emeriti economisti, statisti e politologi di fama internazionale. Non credo che il movimento 5 stelle possa far arretrare il paese più di quanto non possano già averlo fatto i partiti esistenti, incancreniti in un sistema antidiluviano. Purtroppo c e’ qualcosa di ben più grave in Italia, della parolaccia e dello stile sopra le righe di un comico prestato alla politica. Parlo Dell ideologia sterile e becera di una certa partitocrazia che attaccandosi alla pura “forma” sorvola sulla sostanza. Ci si preoccupa della minaccia “grillo” mentre quattro persone con i loro sodali preparano l ennesima “buffonata elettorale” per non mollare lo scranno. Sulla carbosulcis hai ragione da vendere. Ci vuole coraggio x dire ai minatori che sono pedine di un gioco al massacro sulla pelle dei sardi e sulle rovine di un intero territorio. Ma forse ci vuole ancora più coraggio per ammettere che “delegare” il rinnovamento a chi non rinnova se stesso da 30/40 anni, sia “masochismo puro”. Tra destra, sinistra e centro restiamo inchiodati nell’immobilismo assoluto fatto di parole, sofismi e teatrini impossibili. Schiavi Dell ideologia e totalmente privi di una “visione . Fuori dalla realtà. Non c e’ bisogno di grillo per arretrare. Siamo molto bravi a farlo anche da soli. Lo dimostra la storia.

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