Cagliari / Sardegna

Cazzate epocali: il nuovo stadio del Cagliari a Quartu! Struttura insicura e sui lavori vigila perfino la Soprintendenza archeologica! Nostro fotoreportage da Is Arenas

Vi prego: chi può, vada a Quartu a vedere di persona il nuovo stadio del Cagliari. Andate a Is Arenas a rendervi conto della cazzata epocale che si sta compiendo, perché soltanto con i vostri occhi potrete accorgervi facilmente della follia di questa struttura, realizzata praticamente in un budello, senza gli spazi fisici necessari a gestire in assoluta sicurezza eventuali scontri tra tifoserie o tra tifosi e forze dell’ordine. E a dirvelo non è soltanto un orfanello del giornalismo, ma uno che frequenta la curva da 35 anni e sa come va il mondo del tifo organizzato.

A dispetto di quello che dichiara oggi il presidente Massimo Cellino ai giornali (“Stadio sicuro e a norma”), è evidente che a Is Arenas non ci sono minimamente gli spazi fisici che possano consentire alle forze dell’ordine di intervenire in sicurezza, non dico in caso di incidenti ma anche di semplici scaramucce. Non c’è spazio, non ce n’è: punto e basta. E lo spazio quando non c’è, non lo si può inventare.

Una delle due curve (proprio quella che il presidente del Cagliari aveva incredibilmente intitolato agli Sconvolts prima di essere costretto dalla Questura a rimangiarsi la decisione e a togliere i seggiolini che componevano il nome del gruppo ultrà) dà su via S’Arrulloni, una banalissima strada a due corsie. Forse queste immagini vi possono aiutare a comprendere meglio l’assenza di spazi di manovra e di come la struttura sia a ridosso della strada. Dove si metteranno i mezzi delle forze dell’ordine? Dove? E gli spettatori in fila?

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La futura tribuna (quella ancora in costruzione) dà invece su via Beethoven. Qui la strada è leggermente più larga, così come lo spazio tra il muro di recinzione alto tre metri e mezzo (previsto dalla legge Pisanu e che ancora neanche si vede) e la tribuna stessa. Ma è proprio su via Beethoven (quattro corsie più due di parcheggi) che si riverserà giocoforza tutto il pubblico (almeno diecimila persone che arriveranno tutte assieme e andranno via tutte assieme) e tutto il traffico di servizio. Secondo voi è una cosa credibile?

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Poi c’è la curva che confina con il palazzetto dello sport, concesso in fretta e furia dall’amministrazione quartese al Cagliari (in attesa della realizzazione della tribuna, lo stadio non ha nemmeno gli spogliatoi). Qui la situazione è a dir poco problematica. Come potete vedere dall’immagine qua sotto, il Comune sta trasformando il vecchio sentiero in terra battuta in una strada vera e propria e questo per consentire agli spettatori di raggiungere la curva. Da una parte della strada c’è dunque lo stadio, dall’altra lo stagno di Molentargius e… un’area archeologica! Eh già! Perché i lavori sono seguiti passo passo da un archeologo della Soprintendenza di Cagliari, non lo sapevate? Il rischio è che gli operai alterino una zona in cui sono state ritrovate tombe romane del periodo imperiale (200 dopo Cristo) e sepolture medievali.

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Ma andiamo avanti. Questa benedetta nuova strada che da via Beethoven costeggia la curva, poi svolta a destra per ricongiungersi a via S’Arrulloni (notare foto qui sotto, prego).

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Il problema qual è? Che il settore dei distinti è realizzato a ridosso della vecchia tribuna in cemento (che non è stata demolita) e che dunque in questo caso lo spazio di sicurezza per gli spettatori è ancora più esiguo! Stiamo parlando di un viottolo di un paio di metri di larghezza, a ridosso dei campi da tennis e di una tensostruttura. E vai con l’immagine!

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Le foto sono quelle che sono, per cui se potete andate a Quartu. Vi renderete conto che nel nuovo stadio del Cagliari la gestione delle tifoserie avversarie sarà a dir poco problematica. E non parliamo poi delle partite in notturna: follia allo stato puro. Mi chiedete come mai sono così preoccupato per il comportamento dei nostri ultrà, notoriamente tra i più corretti d’Italia? Avete ragione, sto esagerando.

E poi ancora: dove si metteranno i venditori ambulanti? No, perché spazio in via S’Arrulloni e in via Beethoven proprio non ce n’è. e quel poco che c’è servirà al traffico di servizio e a alle forze dell’ordine. Ma non è che il sindaco di Quartu ha fatto ai titolari dei caddozzoni (sempre siano lodati) promesse che ora non può mantenere?

Io mi chiedo con quale senso di responsabilità la questura, la prefettura e tutta la Commissione provinciale di vigilanza (che hanno già detto che la struttura così com’è non è a norma) possano immaginare di dare il via libera allo svolgimento delle partite in uno stadio realizzato in un contesto urbanistico del genere. Quella stessa Commissione che ha bocciato il Sant’Elia perché qualche pezzo di calcinaccio rischiava di cadere sugli spettatori…

E quindi che si fa? Quella che si prospetta all’orizzonte è una patetica soluzione all’italiana. Siccome per le manifestazioni con meno di cinquemila spettatori basta avere un’autorizzazione del Comune, sarà proprio l’amministrazione guidata dal sindaco di centrodestra Mauro Contini a dare il via libera alle partite del Cagliari. Che avranno però, appunto, appena cinquemila spettatori! Piccolina la ricaduta d’immagine stravanata per la terza città della Sardegna! Cagliari-Juve, Cagliari-Inter e Cagliari-Milan davanti a ben cinquemila persone!

Come? Non siete d’accordo? Sarebbe una gigantesca figuraccia? Vabbè, a quel punto Contini e Cellino si scaglieranno contro la burocrazia, contro Zedda e perfino contro gli antichi romani e le loro necropoli del menga, e tutto sarà risolto. La colpa di qualcuno sarà. Mia no di certo.

Quindi, giusto per capirci: il Cagliari ha lasciato il Sant’Elia (perché giocare in una struttura che poteva ospitare appena 10 mila spettatori era sconveniente, una vergogna per la città e la società rossoblù), e ora con buona probabilità si dovrà accontentare di uno stadio per 17 mila persone ma aperto, per motivi di sicurezza, solo a cinquemila spettatori. Cioè praticamente solo agli abbonati.

Eh già, perché ieri è partita la campagna abbonamenti: prezzi stracciati. E se dunque i tifosi rossoblù dovessero rispondere in massa e il numero delle tessere dovesse essere superiore a cinquemila, che si fa? Si estrae a sorte?

Ma perché mi faccio tutte queste domande?

 

202 Commenti

  1. sono nata li..hanno recintato tutto ma chi ha vissuto conosce ogni angolo. ce un fosso dietro il campo se scavate trovate tante cose………..e nn sono la sola che conosce.. reperti archeologici……..

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  5. Franco says:

    Quello che non capisco è cosa c’entra il parco naturalistico e soprattutto i reperti archeologici che stanno la e nessuno va a calpestarli con una partita di calcio ogni 15 giorni

  6. Pingback: Buffonata Cellino: “Tifosi, contro la Roma venite lo stesso a Is Arenas”! Peccato che lo stadio sia inagibile… « vitobiolchini

  7. Tifosi: uomini di Neanderthal sopravissuti ai tempi odierni. Ritornate al 500.000 A.C. per favore. Quella è la vostra epoca.

  8. Vito Biolchini says:

    Solo il Cagliari poteva avere il coraggio di chiedere di poter giocare in uno stadio che fino a pochi giorni fa non aveva neanche una recinzione esterna e che stasera non aveva neanche una struttura che separa il campo dalle tribune. Ci sono invece delle comode scalette. Così se il pallone cade in curva, i giocatori possono andare loro a riprenderselo o i tifosi riportarlo in campo. Così, semplicemente.

  9. Anonimo says:

    MA NON SPARATE CAZZATE VITO,TIFA IL CAGLIARI QUANTO TUTTI NOI , HA PURE RINNOVATO L’ABBONAMENTO, E QUINDI DI COSA STATE PARLANDO, E SEMPRE FORZA CAGLIARI, UN EX CUSTODE

  10. Biolchì! Si gioca eh…che ne dici? Dai, non prendertela….offro un mojito a te e Zedda, così lo schiaffo che avete preso vi farà un po’ meno male.

    • Claudio Pani says:

      …..o Biolchì………., non te ne frega del Cagliari, e va bene, chissenefrega…, ma x favore…., NON CUGURRARE!!!!!

    • quale schiaffo? devi andare a vedere la partita dentro lo stadio? ah no scusa, non si può … non c’è l’agibilità… buona partita su sky…

      • Neo Anderthal says:

        matt, mattasesnarendi?
        Ma schiaffi dove? Uno stadio deserto, senza nessuno -ma vedrai che qualche sindaco e politichetto “in garanzia del pubblico interesse” ci sarà lo stesso, magari fianco a fianco con Cellino- dei tifosi che pagano ti sembra una vittoria da rivendicare.
        Vito ha visto bene, e giusto, e infatti per giocare a Quartu si fanno i salti mortali.
        Resta da chiarire come e perché nessuna delle proposte trasparenti e legali del Comune di Cagliari sono state prese in esame dalla società che -purtroppo- ne adopera il nome. Sarà che è finito il tempo degli “amici” ed è iniziato il momento in cui si inizia a rispettare le regole?
        Ma in ogni caso, contento tu…

    • roberto says:

      Giocare a porte chiuse senza che i tifosi abbiano dovuto subire una condanna secondo te e’ da festeggiare?sara’ caso mai il contrario….qua’ chi prende gli schiaffi sono sempre i tifosi del Cagliari che da quando sono stati “comprati dal sig.massimo cellino ,che puta caso ha comprato in serie A ed in tale sede deve restituirla,sono stati derisi da tutte le altre piazze d’italia……ma il PACCO tenuto da CELLINO in Cagliari Napoli te lo sei dimenticato?una figura di merda MONDIALE.La prossima volta prima di scrivere cazz….ehm fesserie collega il cervello alla tastiera……ma chi sei MATT DILLON della Rinascente?

  11. Riccardo says:

    …dimenticate anche la seconda squadra di Ajaccio, Il GFCAjaccio, che gioca in Ligue2, la nostra serieB…

    • Anonimo says:

      Ma un giro a Genova Marassi stadio l.ferraris ve lo siete mai fatto? Siena? Altro che sicurezza

      • roberto says:

        quindi se gli altri stadinon sono sicuri anche noi dovremmo sorvolare sulla sicurezza?in una frase ANONIMO VENEZIANO ti sei qualificato anzi s.

  12. Takefive says:

    Pensare che in Corsica hanno DUE squadre in Ligue 1 e due Stadi, piccoli ma funzionali.

    • Anonimo says:

      TI SBAGLI IL BASTIA, STA NELLA SERIE B FRANCESE, MENTRE L’AJACCIO, IN LIGUE 1,COMUNQUE IL CAGLIARI SENZA STADIO E UNA VERGOGNA TUTTA SARDA E DELL’IPOCRISIA E MISERA POLITICA SARDA, UN EX CUSTODE

  13. Pingback: Ecco come il sindaco Zedda può salvare il Cagliari e Cellino: offrendo ai rossoblù lo stadio Sant’Elia. Si può fare, si può fare! « vitobiolchini

  14. muttly says:

    Niente esordio a Quartu, il Cagliari sospende la campagna abbonamenti

    http://www.cagliaripad.it/it/news/agosto/28/calcio/

    • Radio Londra says:

      Le soluzioni non mancano.
      Con un’oretta di volo si raggiunge Orio del Serio e si risparmia pure con i biglietti perchè con Ryanair, prenotando per tempo, si viaggia a straccu barattu e per una tanalla come Cellino la cosa non guasta neanche più di tanto. Si può chiedere l’inversione di campo oppure, visto che Trieste è occupata, si può anche chiedere il favore al Comune di Bergamo di ospitarci e così… gliela fa pagare Cellino a quel disgraziato di Zedda che si intestardisce a fare gli interessi del Comune (ma che razza di Sindigu è questo qui che adesso pretende anche che gli paghino l’affitto di una attrezzatura Comunale!!!! Ma itta è maccu a privilegiare il Pubblico rispetto agli interessi privati?).
      In alternativa si può provare con la Nuorese, la Joannes, il Berchideddu oppure il Brescia, il Como, il Lecco, la Cremonese, il Pavia in modo da non stancare troppo e non sottopporre a viaggi troppo stressanti i giocatori dell’Atalanta.
      Se poi volessimo esagerare, giocare con appena 12000 spettattori al S.Elia sarebbe proibito, visto che, se la matematica non è una opinione, 12000 è, a occhio e croce, più del doppio di 5000 spettattori?
      Ahhhh scordavo…… c’è da pagare la pigione……. s’affittu arretrau!!!!!!
      O Cellinu…….. e segatì casu.

  15. Un altro grosso problema che sarà creato dallo stadio di Is Arenas sarà il traffico di auto all’interno del parco di Molentargius – Saline, le cui vie interne sono una scorciatoia che parte dal quartiere del sole/La Palma e arriva dritta a Is Arenas. Qualcuno ci ha pensato?

  16. Sciocchi, basta abbattere le case attorno allo stadio e asfaltare lo stagno. Puff, creato lo spazio. Quanto clamore per nulla.. a volte vi perdete proprio in un bicchier d’acqua.

  17. TriplaG says:

    Parrebbe (quando le notizie provengono da certe fonti il condizionale è d’obbligo) che la questura abbia bocciato l’impianto.
    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/286016

  18. Realista says:

    Mi è capitato, per motivi professionali, di partecipare a diverse Commissioni Provinciali di Vigilanza per il Pubblico Spettacolo, ed ho avuto modo di verificare di persona, sempre, con quale zelo applichino leggi e decreti a tutela delle opere che via via vengono prese in esame, soprattutto laddove si preveda la presenza di pubblico. Ho visto quindi con quanta lentezza si ottengano i nulla osta per l’entrata in funzione delle strutture, e mi chiedo: quale mirabolante staff è riuscito, in pochi mesi, a dissipare tutte le preplessità che riguardavano una location come Is Arenas per uno stadio che deve ospitare la serie A di calcio? Con quale geniale soluzione garantiscono la vita di una città alle prese con notevoli problemi di traffico nel quotidiano, nelle ore a ridosso della partita? Con quale sicurezza garantiranno per la corretta convivenza tra abitanti, tifosi di casa e delle squadre ospiti, liberi cittadini di passaggio, operatori commerciali e forze dell’ordine? Come verranno conciliate le problematica di paesaggistica ed ambientale in una zona a ridosso di un importante parco naturalistico e in presenza di ritrovamenti archeologici? Questi e parecchi altri dubbi mi colgono, e non è che creda di essere l’unico a pormeli. Non credo neanche che chi di dovere non se li sia posti, tutt’altro, se li è posti e li avrà discussi, ma mi strabilia la velocità di risoluzione del tutto, coordinata con il dictat del presidente governatore Cellino, “tutto finito per la sfida con l’Atalanta”!
    La velocizzazione di tutto il processo mi rende paradossalmente fiducioso: per tutti coloro che si sentono tormentati dalla burocrazia e dalla lentezza della macchina pubblica dico che è nata una nuova era, il Metodo Cellino/Contini diventerà un importante precedente per sveltire qualunque pratica autorizzativa, per risolvere qualunque problema amministrativo. Con questo metodo il traffico è meno impattante, il paesaggio si sciupa di meno, l’ambiente sopporta qualunque sollecitazione, gli ultras camminano con la margherita in bocca ed aiutano le vecchine ad attraversare (solo in Via S’Arrulloni ed in Via Beethoven), i cittadini sono assediati ma non troppo, e tutti, tutti, in nome del calcio, sono disposti a sopportare le cazzate epocali!!!

  19. Anonimo says:

    ciao vito non censure la mia risposta a Soviet.non sarebbe giusto da aprte tua !

    • Vito Biolchini says:

      Anonimo, la censuro perché era troppo forte! Cercate di insultarvi con stile.

    • marco7 says:

      anche se fino a quando tutti i lavori non saranno completati, compresa la realizzazione della viabilita’ necessaria a garantire la sicurezza di chi va’ allo stadio, la capienza sara’ ridotta a soli cinquemila spettatori, sinceramente la cosa non mi sembra cosi’ scandalosa. Chi va’ allo stadio da anni come me sa che comunque “siamo sempre gli stessi” e non siamo certo piu’ di quel numero, dunque precedenza assoluta ai soliti vecchi “malati per il cagliari” veri tifosi e innamorati della squadra, tutti gli altri possono aspettare!! FORZA CASTEDDU SEMPRE:)

      • Anonimo says:

        complimenti per le tue parole che condivido SOLO E SEMPRE FORZA CAGLIARI.

        • my2cents says:

          si chiama cellinese, avete sbagliato squadra…

          • marco7 says:

            ti sbagli proprio di grosso,non sono certo un fan di cellino, ho solo fatto una media degli spettatori paganti che ogni domenica andavano al s.elia che non erano certo molto piu’ di cinquemila. Forse sei tu che hai sbagliato squadra!!!

  20. Pingback: SCOOP! Travolta dalle polemiche, la Tirrenia rinuncia al Cagliari! Ecco le maglie con il nuovo sponsor scelto da Cellino! E come se non bastasse, quattro spunti di riflessione « vitobiolchini

  21. Francesco says:

    Sono sempre più convinto che l’attuale amministrazione comunale di Cagliari non sarà certo ricordata per la sua capacità di comunicazione con l’esterno, vedasi al proposito le vicende delle associazioni culturali, dei rom, del traffico (da ricordare l’assessore Coni con il suo “i cagliaritani si abitueranno” per via Dante) e ultimo, non per importanza, la vicenda dello stadio del Cagliari Calcio S. Elia. Si perché, consapevole del fatto che non esiste solo il calcio e facente parte di quella fetta di persone che si sono allontanate dal mondo del calcio perché disgustato dalle sue vicende, mi viene molto difficile concepire che il Cagliari non giochi a Cagliari.
    Mettendo un attimo da parte le vicende contrattuali tra la società calcistica e l’amministrazione comunale, la mia sensazione è che la fermezza del sindaco Zedda nel portare avanti le ragioni dell’amministrazione sia stata accompagnata da una sottovalutazione del problema. Cellino è un presidente di una società calcistica ma un sindaco è il sindaco di tutti e deve comunque mediare e comunicare fino alla fine confrontandosi con la cittadinanza, anche con quella che non ha votato per lui. Se non ricordo male la conferenza stampa del sindaco Zedda concessa a fine del campionato scorso sull’argomento stadio, è stata l’ultima. Non sarà che si ritiene l’argomento calcio di livello inferiore rispetto a tutti gli altri problemi comunali tanto da non giudicare importante apparire e confrontarsi con l’esigenze delle persone?

    • “Non sarà che si ritiene l’argomento calcio di livello inferiore rispetto a tutti gli altri problemi comunali tanto da non giudicare importante apparire e confrontarsi con l’esigenze delle persone?”

      forse perchè, se torniamo con i piedi per terra e prendiamo il Calcio per quello che è, il Calcio e’ sicuramente un problema di livello inferiore rispetto agli altri. Se paragoniamo il Calcio ai problemi di mobilità, al problema sociale degli alloggi popolari vecchi e nuovi, ai problemi del turismo e della valorizzazione del territorio… vuol dire che c’è qualcosa che non va bene in noi…!!!

      Poi sono d’accordo che Zedda non brilla in capacità comunicative, ma proprio sulla questione stadio la sua conferenza stampa è stata davvero esaustiva. Poi di sicuro potrebbe anche dirci cosa intende fare del S.Elia da domani in poi, ma su questo punto penso che non lo sappia neppure lui…

    • Non ho ben capito il tuo ragionamento. La vicenda tra il comune di Cagliari e la società (privata) Cagliari Calcio è stata ampiamente spiegata e dibattuta anche su questo blog. Per quanto mi è parso di capire la società Cagliari Calcio non ha pagato il canone per l’uso dello stadio (che è una struttura pubblica di proprietà del comune) oltre a non aver rispettato le clausole del contratto, stipulato tra la società ed il comune, riguardo la manutenzione dello statio stesso. Ora si dice, sicuramente travolti dall’euforia che genera l’argomento specifico, che il comune avrebbe dovuto mediare maggiormente e, magari, chiudere un occhio sul fatto che la società Cagliari Calcio non pagasse l’affitto dello stadio e non ne curasse la minima manutenzione! In pratica il comune avrebbe comunque dovuto accollarsi la spese di manutenzione e concedere gratuitamente l’uso dello stadio ad una società privata che utilizza legittimamente il gioco del calcio per ottenere degli utili economici? Se il comune di Cagliari, per poter provvedere alla manutenzione dello stadio e per rientrare dai mancati guadagni sul canone di locazione non versato dalla società Cagliari Calcio, avesse istituito un’imposta apposita, magari demoninata Imposta di Mantenimento in Efficienza dello Stadio Sant’Elia, che tutti gli abitanti della città di Cagliari avrebbero dovuto pagare, Mi domando quanti sarabbero stati ben contenti di pagarla, sapendo che la società non avrebbe comunque pagato niente ma, anzi, ci avrebbe soltanto guadagnato sia dai biglietti sia dai diritti televisivi oltreché dal fatto che poteva usufruire gratuitamente dello stadio!

    • Quoto in toto.. il dovere del politico è confrontarsi e discutere per arrivare a delle soluzioni condivise, ma anche spiegare le ragioni di un eventuale disaccordo. Politica è mediare.

  22. Callaghan says:

    Lo stadio a Is Arenas è l’innesimo diversivo di Massimo “All In” Cellino per mischiare la carte e non far capire il vero obiettivo: ottenere la concessione per 99 anni dell’area del S. Elia senza passare per una procedura a evidenza pubblica e ad un canone irrisorio, se non addirittura gratis. Ho parlato di area perchè lo scopo è quello di abbattere l’attuale stadio a spese dell’Amministrazione pubblica di turno (Regione, Comune) perchè, come è noto, è più oneroso abbattere lo stadio e sostenere i costi dello smaltimento della struttura in amianto, che ricostruirlo nuovo.
    E magari si chiamerà Tirrenia Stadium. Su questo permettetemi un OT: Cappellacci, Crisponi, Solinas e altri politici oggi blaterano e fanno finta di indignarsi. Forse non sanno che posso fare una cosa concreta: revocare la sponsorizzazione “Sardegna” sulla maglie del Cagliari. Ogni contratto prevede la clausola di revoca per incompatibilità con altri brand (pensate a Coca Cola e Pepsi o a Apple e Samsung). In questo caso esisterebbe pure una motivazione più che legittima: la Regione è infatti in causa con il Consorzio CIN e quindi si potrebbe sostenere abbastanza agevolmente la necessità di tutelare l’immagine della Regione e revocare il contratto di sponsorizzazione. Secondo voi lo faranno?

  23. Si si, vogliamo credere che a Cellino, al pessimo sindaco di Quartu o a tutti e due gliene freghi qualcosa di tutti i problemi segnalati da Biolchini? Quello che importa è avere uno stadiolo da Seconda Divisione pieno piuttosto che il Sant’Elia desolatamente vuoto, ma non certo per aumentare gli abbonamenti o gli spettatori, ma perché lo stadio con le tribune a tubi Innocenti sovrapposte e semivuoto fa un gran brutto effetto al cospetto delle telecamere di Sky. E comunque dubito che Cellino voglia giocare a Quartu per sempre: è chiaramente una soluzione provvisoria in attesa che si sblocchi la situazione di Elmas o quella del Sant’Elia. Qualcosa si sbloccherà alla fine, Zedda non ha mai chiuso le porte al dialogo pur nella fermezza. E alla fine il gattone Cellino cadrà sempre in piedi, e ai quartesi e alla giunta di centrosinistra che in virtù dell’alternanza perfetta da tempo vigente a Quartu succederà a quella attuale, dopo che magari il pessimo sindaco Contini avrà sfruttato il ritorno d’immagine per essere eletto consigliere regionale, resterà il pugno di mosche di una cattedrale nel deserto, inutile per la modesta affluenza richiamata dal calcio quartese – da ragazzino andavo a vedere qualche partita del Sant’Elena quando era in C2, e ricordo anche allora una partecipazione molto modesta e spesso rimpolpata da frequentatori abituali del Sant’Elia per le partite del Cagliari – e ingombrante per l’ambiente e per i residenti della zona circostante. Comunque fondamentalmente per me il Cagliari, purtroppo, da tempo è diventato la Cellinese, e ne seguo le sorti molto da lontano. Ma sul blog di Biolchini si può scrivere Forza Juve! 😉

    • Anonimo says:

      noooooo non si puo’ sarebbe un’altra bestemmia, e in questo blog, non si bestemmia si dice solo forza cagliari.ancora ricordo la telefonata di pisanu e moggi al funerale di papa .

  24. Amsicora70 says:

    Vito sono d’accordo su tutto, solo un piccolo appunto: cosa c’è di ‘incredibile’
    In una curva dedicata agli sconvolts? Qualcuno può dirmi la norma che lo vieta? E la questura di Cagliari anziché agire ( veramente) per impedire che partite di serie a si giochino in quel colabrodo pensa di lavarsi la coscienza chiedendo la rimozione della scritta ?

  25. Anonimo says:

    “Vi prego: chi può, vada a Quartu” ….Vito sembri un Chiagliaritano d’altri tempi…forse la maggioranza di chi ti legge abita a Quartu….come forse la maggioranza di chi frequenta…va il Sant’Elia.

    • alessia atzeni says:

      Lo stadio è a poche centinaia (circa 200) di metri dal Perdalonga, sito di importanza comunitaria, habitat definito PRIORITARIO dalla DIRETTIVA Habitat 92/43/CEE. Il Presidente del Parco di Molentargius è il Sindaco di Quartu…non c’è da meravigliarsi di certe cazzate! La cosa più vergognosa però, è l’assoluto silenzio dell’ Assessorato Ambiente della RAS, che ha nel suo interno il Servizio S A V I che dovrebbe proprio sovrintendere a certe scelte dannose per il territorio. Dov’è la Valutazione di impatto ambientale per lo stadio? Dove sono le relazioni naturalistiche che giustificano un tale lavoro? Ma perchè i quartesi non si svegliano?

      • Ma quale stadio! Non hai visto che è solo un’impalcatura? Poche settimane di lavoro e si può smontare tutto! Quanto ad impatto ambientale mi pare che sia più impattante quell’oscenità sullo stagno di Santa Gilla costruita dal padrone del noto giornale, che non nomino.

      • otto dix says:

        Non so se i quartesi non si svegliano o non vogliono svegliarsi. So solo che siamo stati in pochissimi a mandare con una lettera le nostre proteste al sindaco e abbiamo chiesto garanzie per iscritto al questore. Sembra che agli altri non importi niente dell’ambiente. Perché qui si sta parlando di quello e non di calcio, come invece pensa la maggior parte. Confidavo che essendo area protetta non avrebbero avuto l’autorizzazione paesaggistica, e invece, seppure temporanea c’é! Con il codice dei beni culturali alla mano pensavo che ci sarebbero state numerosissime prescrizioni, anche sulle altezze della struttura, e invece vedo anche su una tribuna una imponente struttura (80 mq!) per il mega schermo. Alla faccia del miglioramento della percezione paesaggistica. Il potenziamento dell’impianto di illuminazione credo non sia compatibile con l’habitat naturalistico e vogliamo parlare dell’impatto acustico? Non conoscevo la presenza del sito archeologico, che quindi sarebbe un ulteriore elemento rispetto agli altri già noti.
        Se leggete la relazione del comune a firma dell’ing. P. Gessa (sul sito), con tutti i capitoli che presentano l’area vincolata e il progetto dello stadio vi chiederete ma perchè l’hanno autorizzato?
        Non posso aggiungere altro sulla linea di condotta di questo sindaco.

        • Vito Biolchini says:

          Ci metti il link alla relazione? Grazie!

          • http://78.110.184.227/websicdotnet/portale/delibere/getfile.aspx?KEY=FileTestoDelib_5

            02/05/2012
            Relazione Generale | Dott. Ing. Pierpaolo Gessa
            COMUNE DI
            QUARTU
            SANT’ELENA
            LO STADIO TEMPORANEO DI “IS ARENAS”
            Sommario
            1. Premessa ………………………………………………………………………………………………………………. 3
            2. Descrizione degli interventi …………………………………………………………………………………… 5
            2.1. Inquadramento generale ……………………………………………………………………………. 5
            2.2. Il Main Stand ………………………………………………………………………………………………… 7
            2.3. Le tribune amovibili …………………………………………………………………………………….. 10
            2.4. Gli impianti di illuminazione ………………………………………………………………………… 12
            2.5. Il prato erboso …………………………………………………………………………………………….. 13
            2.6. Il campo “Sa Cora” ……………………………………………………………………………………. 15
            2.7. La nuova pista di atletica …………………………………………………………………………… 19
            2.8. Ristrutturazione della tribuna e nuovi spogliatoi ………………………………………… 20
            3. Gli aspetti paesaggistici ……………………………………………………………………………………… 21
            3.1. Caratteri generali ……………………………………………………………………………………….. 21
            3.2. Aspetti ecologico-naturalistici. …………………………………………………………………… 22
            3.3. Aspetti dell’avifauna di Molentargius. ……………………………………………………….. 22
            3.4. Caratterizzazione geologica ……………………………………………………………………… 23
            3.5. Effetti conseguenti alla realizzazione dell’opera. ………………………………………. 24
            3.6. Valutazione di impatto ambientale …………………………………………………………… 25
            3.7. Valutazione di incidenza ……………………………………………………………………………. 25
            4. Conformità agli strumenti di pianificazione vigenti …………………………………………….. 27
            4.1. Conformità al Piano Paesaggistico Regionale ………………………………………….. 27
            4.2. Conformità al Piano di assetto idrogeologico …………………………………………… 29
            4.3. Conformità al Piano Urbanistico comunale ……………………………………………… 30
            5. Aspetti viabilistici…………………………………………………………………………………………………. 31
            6. Aspetti economici……………………………………………………………………………………………….. 44
            7. Il Cronoprogramma …………………………………………………………………………………………….. 46
            8. Conclusioni …………………………………………………………………………………………………………. 48
            3
            1. Premessa
            Il progetto del nuovo stadio che sorgerà nella zona Is Arenas,
            assolve alla crescente richiesta di uno stadio adatto alle esigenze
            della città. Lo stadio si inserisce a completamento dell’area Is Arenas
            nel nuovo parco in corso di realizzazione da parte del Comune di
            Quartu
            Sant’Elena.
            Uno stadio a
            diretto contatto
            della città ma
            immerso nel
            verde e nel
            Parco Urbano.
            Avrà una
            capienza di
            circa 16.000
            posti il cui costo
            sarà a totale
            carico dei
            privati.
            Sarà dotato
            dei servizi
            recettivi più moderni ed in grado di svolgere una pluralità di funzioni.
            Uno stadio a misura, non solo degli sportivi, ma anche delle famiglie,
            dei bambini e degli anziani catalizzando quotidianamente un gran
            numero di persone: non solo lo sport, ma anche svago e terziario.
            Il campo sportivo di Is Arenas è collocato nella zona Ovest del
            Comune di Quartu Sant’Elena, a poche centinaia di metri dal centro
            storico ed è delimitato da un lato dalle Vie S’Arrulloni e Beethoven e
            sull’opposto versante dal Parco di Molentargius.
            Attualmente il centro sportivo è costituito da un campo da calcio
            regolamentare in prato verde con annessa pista di atletica, una
            tensostruttura per attività sportive al coperto e n. 2 campi da tennis,
            due edifici con spogliatoi e servizi, uno spazio semicoperto destinato a
            campi da bocce, un piazzale adiacente e una tribuna in evidente
            stato di degrado.
            Nel compendio hanno sede anche il campo di Calcio denominato
            Roccotelli (attività privata) e il campo comunale denominato “Sa
            Cora”.
            È evidente che gli impianti sportivi costituiscono un importante
            struttura di aggregazione e socializzazione per i giovani del comune
            ed in particolare il gioco del calcio ha sempre riscontrato tantissime
            4
            adesioni da parte dei ragazzi ed è certamente positivo continuare a
            dare la possibilità di infondere passione ed impegno in questo sport.
            La posizione del centro sportivo è ottima in quanto pur essendo
            nelle immediate vicinanze del centro storico offre condizioni
            ambientali salubri e ampi spazi aperti.
            5
            2. Descrizione degli interventi
            2.1. Inquadramento generale
            Il presente progetto può essere ricompreso nell’ambito degli
            interventi di riqualificazione e valorizzazione del sistema umido e
            costiero che
            insiste nel comune
            di Quartu S.Elena,
            e in particolare
            nell’area ubicata
            nella zona S di Is
            Arenas compresa
            tra le vie
            S’Arrulloni,
            Beethoven ed il
            confine del parco
            Molentargius,
            avente una
            estensione di circa
            14 ettari e mezzo.
            Nell’ambito
            generale degli
            interventi del
            compendio di “Is Arenas”, esso ha la finalità di riqualificare una zona
            urbana già in parte adibita allo svolgimento di attività sportive con la
            ristrutturazione del compendio sportivo Is Arenas.
            Il nuovo stadio per il Cagliari Calcio, nasce dall’esigenza della
            Società Sportiva di dotarsi di un impianto temporaneo al fine dello
            svolgimento dei campionati di calcio della massima serie. Per la
            realizzazione si è scelto un impianto a pianta rettangolare privo di
            pista di atletica.
            La realizzazione prevede il riutilizzo delle tribune “Dalmine” già di
            proprietà del Cagliari Calcio e la realizzazione di una tribuna centrale
            (Main Stand)
            Tutto lo stadio sarà realizzato quindi in acciaio e con tecnologia
            prefabbricata. Questo permette di avere una costruzione veloce,
            leggera ed economica (è programmata la costruzione in 5 mesi).
            Inoltre lo stadio dopo l’ utilizzo può essere smontato e riutilizzato
            oppure tutto il materiale può essere riciclato. Il nuovo impianto della
            tribuna centrale è dotato, inoltre, di copertura per mitigare l’impatto
            del sole e della pioggia al fine di essere confortevole ed adatto ad
            6
            essere utilizzato in ogni stagione. Il nuovo stadio avrà una curva di
            visibilità perfetta, sedute ergonomiche, uscite di sicurezza ben
            dimensionate, toilettes facili da raggiungere e dotate di nuovo design,
            locali catering con un vasto assortimento di snack ed un illuminazione
            del campo perfetta.
            Il nuovo stadio in progetto ha un dimensionamento complessivo
            idoneo ad ospitare 16.000 spettatori.
            La caratteristica innovativa è costituita dalla realizzazione della
            nuova struttura sportiva interamente in acciaio (pilastri e gradoni), con
            un sistema costruttivo modulare componibile, che permette un ampio
            risparmio di tempo nell’esecuzione dell’opera e componenti
            intercambiabili, idonei ad assicurare una costruzione più semplice,
            veloce ed economica. La struttura in progetto è completamente
            smontabile e rimontabile, possedendo, quindi, tutte le caratteristiche
            di una struttura riciclabile (e, quindi, ecologicamente compatibile).
            Le tribune, costituite da gradoni con modulo base di 8,00 ml di
            lunghezza in sandwich di acciaio, presentano una pendenza tale da
            garantire un’ottima visibilità (c-value). Tale impostazione permette di
            assicurare un cono visivo sul campo tipico dei nuovi stadi o, ancor
            meglio, dei teatri o dei moderni cinema. La tribuna Main Stand sarà
            interamente coperte: la coppia di pilastri più esterna lungo ogni asse
            strutturale sale oltre alla quota dell’ultimo gradone per un’altezza di
            2,20 m sottotrave, da qui si aggancia una struttura reticolare che
            sorregge la copertura. Questa ha un’unica pendenza del 3%, ed ha
            un’altezza di 14.25 m all’esterno dello Stadio (linea di gronda).
            All’interno dello Stadio, l’estremità della copertura è costituita da
            pannelli in policarbonato. La copertura ha anche la funzione di
            supportare gli apparecchi illuminanti e lo schermo. Il Main Stand
            rappresenta altresì la porzione di stadio dedicata a calciatori, arbitri,
            autorità, business, staff organizzativo, stampa e tv; saranno presenti
            postazioni telecamere e postazioni per commentatori anche sulla
            tribuna ovest. La Tribuna è delimitata al piano terra da una facciata
            continua alta 4,50 m, all’interno della quale si inseriscono portali
            d’ingresso allo stadio, ed è rivestita all’esterno da un tessuto
            tecnologico microforato, agganciato con una struttura reticolare
            leggera alla struttura principale. Il tessuto, che si sviluppa oltre quota
            dell’ultimo gradone dello Stadio, si interrompe in prossimità della
            facciata della Main Stand. Il tessuto microforato permette di ridurre
            l’azione del vento all’interno ma allo stesso tempo di avere il
            sottotribuna aperto al passaggio dell’aria. Gli unici volumi chiusi
            presenti sono posizionati al piano terra e sono costituiti da locali
            catering/toilets/merchandising e locale infermeria (uno per ogni
            settore) oltre a locali tecnici in prossimità dei raccordi dei lati dello
            stadio e locali per gli Stewards e per i manutentori del campo.
            L’accesso alle tribune dello stadio avviene attraverso scale
            7
            prefabbricate in acciaio, posizionate in corrispondenza dei portali
            d’ingresso. Gli accessi all’area riservata dello stadio, dove viene
            effettuato un primo controllo, sono situati sul lato est del perimetro che
            circonda lo stadio, raggiungibile attraverso un’area completamente
            pedonale. Dall’area riservata si accede, attraverso tornelli, alle aree
            di massima sicurezza, distinte per ogni settore dello stadio. I tornelli
            sono calcolati in modo tale da garantire un flusso di 500 persone ogni
            ora. L’uscita è assicurata attraverso dei varchi, ognuno dei quali della
            larghezza di ml 3,60 e dell’altezza di m 2,50, dimensionati in modo tale
            da garantire un flusso di 1.500 persone in uscita ogni ora. La Main
            Stand è caratterizzata da una facciata continua in vetro e ricorsi in
            profili metallici verniciati, sulla quale si aprono tre grandi portali rivestiti
            in metallo verniciato. Al Piano Terra sono posizionate la hall d’ingresso,
            le zone di interviste flash, le aree dedicate ai calciatori e allenatori
            (spogliatoi, area riscaldamento), agli arbitri e ai delegati della partita,
            le sale destinate a controlli medici (infermeria, controllo antidoping,
            esami medici), la sala lavoro media, la sala conferenze, i magazzini
            per la segnaletica e la sala steward. Le tribune sono state posizionate
            ad una distanza dal campo di gioco in modo tale da ricavare un’area
            carrabile larga 4,20 mt, da utilizzare in caso di emergenza e per le
            manutenzioni. Le tribune sono quindi distanti 9,20 ml dalla linea di
            fondo del campo di gioco e 7,70 m dalla linea laterale.
            Il progetto prevede lo sviluppo di 6 distinti interventi che si possono
            così sintetizzare:
             Il Main Stand
             Le tribune amovibili Distinti, Curva Nord e Curva SUD
             Gli impianti di illuminazione
             Il prato erboso
             Il campo “Sa Cora”
             La nuova pista di atletica
             Ristrutturazione della tribuna e nuovi spogliatoi
            2.2. Il Main Stand
            Tale intervento, da effettuare in
            adiacenza all’attuale campo di calcio
            “Is Arenas” a Quartu Sant’ Elena
            prevede la realizzazione di un tribuna
            da 3.100 posti circa di 2.450 mq. La
            superficie è stata calcolata in piano,
            ed include la porzione verticale dei
            gradoni. L’area relativamente al nuovo
            impianto occupa una superficie
            8
            delimitata da una recinzione di 800 ml. La distribuzione della superficie
            totale comprende le aree a servizio delle tribune per circa 10.000 mq.
            L’intero intervento, incluso il campo da calcio e le attività annesse
            occupa un’area di circa 40.000 mq.
            La sistemazione del parterre, ovvero, l’area a servizio della tribuna
            est denominata “Main Stand” permette l’accesso dei pullman delle
            squadre tramite 2 cancelli scorrevoli perimetrali e ospita circa 20
            parcheggi destinati alle autorità. Sono previste quattro zone di prefiltraggio
            delimitate da tornelli (26 in totale), e recinzioni interne per
            550 ml.
            E’ prevista inoltre un’area di Pubblica Sicurezza, Soccorso e VVF nel
            rispetto del Decreto Pisanu.
            La Main Stand rappresenta il cuore funzionale dello stadio. Edificio a
            tutti gli effetti, presenta oltre a gradoni sandwich in acciaio, una
            facciata realizzata sia in muratura che in pannelli di acciaio e vetrate
            ed un telo in PVC che copre la parte superiore della tribuna.
            La tribuna Main Stand è compartimentata REI 90, in quanto nella
            parte sottostante sono presenti servizi attinenti a tale attività. La Main
            Stand infatti è composta al piano terra da una hall, magazzino/sala
            per la segnaletica, spogliatoio arbitri, spogliatoio squadra A e B,
            spogliatoi allenatori, sala controllo antidoping, sala esami medici,
            infermeria, zona flash, sala lavoro media, servizi igienici, e cucina; è
            prevista inoltre una zona intrattenimento/bar al primo piano con
            accesso anche dalla gradonata.
            All’interno della Main Stand per i vari ambienti e funzioni è previsto
            l’utilizzo di una pavimentazione di qualità base. Negli spogliatoi è
            utilizzato un
            normale
            pavimento con
            requisiti
            antisdrucciolo in
            base alla
            normativa
            vigente.
            La tribuna Est o
            tribuna Principale
            è dotata di
            copertura e di un
            9
            passo strutturale di 8,00 m e necessita di sistema di fondazione. Viste le
            consistenze del terreno, si è scelto di realizzare una fondazione a
            platea di 0,50 m di spessore armata con 100 kg/mc. Tale fondazione
            sarà totalmente interrata. Sopra la fondazione sarà realizzato un
            pavimento a cupole di plastica o Igloo di 0,25 m di altezza, che
            permetterà il passaggio di tutti gli impianti, la loro facile ispezione e la
            possibilità di smontaggio degli stessi e riutilizzo nel momento in cui sarà
            smontata la tribuna.
            Al piano terra della tribuna principale, trovano posto tutti gli
            ambienti necessari per giocare nella massima serie: hall/reception,
            spogliatoio squadra A e squadra B, media center, sala interviste,
            spogliatoi arbitri e allenatori, zona flash, locali per l’antidoping,
            infermerie e pronto soccorso, servizi per il pubblico e gli addetti.
            Caratteristiche tecniche.
            Lunghezza 120,00 metri – Profondità 20,00 m – Altezza prima pedata
            1,00 m – Altezza ultima pedata 8,80 m – Altezza della copertura 14,25
            m
            Altezza prima seduta 1,45 m – Altezza ultima seduta 9,25 m –
            Larghezza pedata 0,80 m – Alzata gradone prime 6 file 0,40 m – Alzata
            gradone seconde 10 file 0,50 m – Alzata seduta 0,45 m.
            N. 3.100 posti a sedere, di cui sulle prime 6 file con sedili Drop con
            interasse 0,50 e nelle seconde 10 file con sedili a ribaltina con interasse
            0,50.
            10
            N 1 corridoio anteriore di larghezza minima 1,20 m ed altezza 1,00 m
            – N 1 corridoio intermedio (dopo la sesta fila) di larghezza minima 1,20
            m ed altezza 3,80 m
            N 4 scale (3 moduli da 1,20 m) di accesso al corridoio posto a quota
            3,80 con pianerottolo e parapetti – N 1 rampa di accesso laterale al
            corridoio anteriore con pianerottoli e parapetti (ad uso dei
            diversamente abili) e pendenza della rampa del 5%.
            N 10 scale di smistamento di larghezza 1,20 m – Sponde di
            protezione laterali, parapetti anteriori e posteriori.
            Gradone in acciaio sandwich formato da doppio piatto zincato a
            caldo da 3 mm, separato da distanziali in acciaio zincato da mm 2 ,
            bullonato alla struttura portante in acciaio dotata di fori asolati per la
            dilatazione termica del gradone stesso.
            Struttura portante in acciaio zincato a caldo – Piani di calpestio e
            gradini delle scale di accesso
            in acciaio antisdrucciolo zincato a caldo e verniciati.
            Gradini delle scale di smistamento in acciaio antisdrucciolo zincato
            a caldo con inserto in polistirolo riciclato colore giallo.
            Sedili Drop con schienale di 0,30 m nelle prime sei file stampati per
            iniezione in polipropilene copolimero ignifugo in cl 1, completa di
            staffe e tasselli per il fissaggio al piano d’appoggio in acciaio, sedili a
            Ribaltina nelle file dalla 7 alla 16, in tubolare d’acciaio verniciato e
            seduta e schienale in polipropilene copolimero ignifugo in cl 1,
            completa di staffe e tasselli per il fissaggio al piano di appoggio in
            acciaio.
            2.3. Le tribune amovibili
            Lo stadio temporaneo di Quartu Sant’Elena da montare in località Is
            Arenas, avrà le caratteristiche di provvisorietà e di completa
            smontabilità.
            Si è scelto infatti di realizzare le tribune Nord, Sud ed Ovest con
            tecnologia tipo Dalmine (che ha in se tutte le caratteristiche delle
            opere provvisionali), mentre per la tribuna principale o tribuna Est, si è
            scelto di utilizzare una tecnologia di gradone in acciaio sandwich,
            brevetto dell’Azienda Italiana ICUN nuovi stadi.
            Questo brevetto permette una realizzazione funzionale ed estetica
            tipica degli stadi permanenti ma con tutte le caratteristiche di facilità
            di montaggio, smontaggio e trasportabilità. I gradoni sono infatti
            fissati alla struttura metallica sottostante mediante bullonatura
            metallica. Allo stesso modo la struttura metallica della copertura e di
            sostegno dei gradoni è composta da pezzi inferiori ai 12 metri, che ne
            garantiscono il trasporto su mezzo gommato e facilità di assemblaggio
            a piè d’opera e in opera. Il sistema permette una completa
            11
            prefabbricazione delle tribune (nessun pezzo è saldato in opera) ed un
            rapido e completo smontaggio in brevissimo tempo. Ogni elemento è
            zincato a caldo e pre-verniciato.
            Le tribune Nord, Sud ed Ovest, sono appoggiate direttamente sul
            terreno mediante piastre di appoggio regolabili poste su spessori in
            legno (tavolette). Il passo strutturale delle tribune Dalmine, essendo
            molto serrato (1,80 m) permette di scaricare direttamente sul terreno
            tutto il peso proprio della struttura e dei carichi accidentali. Non
            occorre quindi per la posa in opera di queste tribune, plinti o platee di
            fondazione. E’ sufficiente una semplice scorticatura del terreno e
            leggero livellamento dello stesso.
            Caratteristiche tecniche Tribune Nord e Sud – Classe G2M30/1 – N 4.596 +
            4.596 posti
            Lunghezza 75,60 m
            – Profondità 24,90 m –
            Altezza prima pedata
            1,10 m – Altezza ultima
            pedata 12,70 m
            Altezza prima
            seduta 1,55 m –
            Altezza ultima seduta
            13,15 m – Larghezza
            pedata 0,75 m –
            Alzata gradone 0,40
            m – Alzata seduta 0,45
            m
            N 9.192 posti a sedere complessivi su trenta file di sedili Drop con
            interasse di 0,45 m
            N 1 corridoio anteriore di larghezza 1,25 m ed altezza 1,10 m – N 1
            corridoio intermedio (dopo la quindicesima fila) di largherzza 1,20 m
            ed altezza 7,10 m
            N 2 scale di accesso laterale al corridoio anteriore con pianerottolo
            e parapetti – N 2 scale di accesso laterale al corridoio intermedio con
            pianerottoli e parapetti
            N 3 scale di accesso interne al corridoio anteriore con parapetti – N
            3 scale di accesso interne al corridoio intermedio con parapetti
            N 4 scale di smistamento di larghezza 1,35 m – Sponde di protezione
            laterali, parapetti anteriori e posteriori
            Tamponamento completo delle alzate dei gradoni – Basette di
            regolazione da 10 cm al piede
            Struttura portante in acciaio zincato a caldo – Piani di calpestio e
            gradini delle scale di accesso in acciaio antisdrucciolo zincato a
            12
            caldo
            Gradini delle scale di smistamento in acciaio antisdrucciolo zincato
            a caldo con inserto in polistirolo riciclato colore giallo
            Sedili Drop senza schienale stampati per iniezione in polipropilene
            copolimero ignifugo in cl 1
            Completa di staffe e tasselli per il fissaggio al piano d’appoggio in
            c.a.
            Tribuna Ovest – Classe G2M20/1 – N 3.922 posti
            Lunghezza 107,10 m – Profondità 16,40 m – Altezza prima pedata 1,10
            m – Altezza ultima pedata 8,70 m
            Altezza prima seduta 1,55 m – Altezza ultima seduta 9,15 m –
            Larghezza pedata 0,75 m – Alzata gradone 0,40 m – Alzata seduta 0,45
            m
            N 3.922 posti a sedere su venti file di sedili Set con interasse di 0,45
            m
            N 1 corridoio anteriore di larghezza 1,25 m ed altezza 1,10 m – N 2
            scale di accesso laterale al corridoio anteriore con pianerottolo e
            parapetti
            N 6 scale di accesso interne al corridoio anteriore con parapetti – N
            6 scale di smistamento di larghezza 1,35 m
            Sponde di protezione laterali, parapetti anteriori e posteriori –
            Tamponamento completo delle alzate dei gradoni
            Basette di regolazione da 10 cm al piede – Struttura portante in
            acciaio zincato a caldo
            Piani di calpestio e gradini delle scale di accesso in acciaio
            antisdrucciolo zincato a caldo
            Gradini delle scale di smistamento in acciaio antisdrucciolo zincato
            a caldo con inserto in polistirolo riciclato colore giallo
            Sedili Set con schienale alto stampati per iniezione in polipropilene
            copolimero ignifugo in classe 1.
            Completa di staffe e tasselli per il fissaggio al piano d’appoggio in
            acciaio.
            2.4. Gli impianti di illuminazione
            Allo stato attuale il campo di Is Arenas risulta dotato di n. 4 torri di
            illuminazione le quali necessitano di una risolutiva integrazione al fine
            di poter garantire il sufficiente illuminamento del campo di gioco.
            L’integrazione avverrà con la realizzazione di una nuova torre da
            doversi posizionare in corrispondenza della zona distinti e con la
            installazione di un bordo illuminato in corrispondenza del bordo della
            copertura delle tribune. Si rimanda al progetto esecutivo per l’esame
            illuminotecnico del campo di gioco.
            13
            2.5. Il prato erboso
            Il campo di Is Arenas è orientato longitudinalmente secondo la
            direttiva NordOvest – SudEst.
            Il campo di calcio si presenta leggermente infestato da malerbe e
            pur essendo agibile per lo scopo preposto non risponde ai minimi
            requisiti d’idoneità ovvero tipo d’erba, fittezza ed altezza della stessa
            per lo svolgimento delle gare di Serie A.
            Le erbacce cresciute, per quanto rustiche, manifestano la scarsa
            fertilità d’alcune zone di terreno rispetto ad altre, segno d’insufficiente
            lavorazione del suolo e/o disforme distribuzione del concime
            d’impianto.
            Solo in alcune zone si è riscontrata traccia dell’avvenuta semina
            d’essenze graminacee atte alla formazione del tappeto erboso ad uso
            sportivo. Anche in queste piccole zone il grado d’infestazione delle
            malerbe è tale da far considerare in generale fallita e non significativa
            l’operazione di semina eseguita.
            Per valutare la corretta sistemazione e livellamento del terreno del
            campo sportivo, si è proceduto al rilievo delle quote altimetriche
            secondo lo schema di seguito esposto e riportato dai grafici.
            Con l’ausilio di un livello tracciatore a laser sono stati quotati sul
            campo 55 punti di 5 sezioni
            trasversali (11 punti x 5 sezioni),
            indicate con numeri da 1 a 5. Sulla
            stessa sezione i punti distano di 5
            metri uno dall’altro. Ogni sezione
            dista dall’altra 20 metri.
            E’ stato assunto come quota 0
            (zero) il centro del campo ricavato
            tramite misurazione con bindella
            metrica.
            Oltre alle 5 sezioni trasversali si
            sono così determinate anche 11 sezioni longitudinali, indicate con le
            lettere da A a M.
            Il rettangolo di gioco presenta, dal punto di vista vegetale,
            pedologico e di gestione in genere, peculiarità a sé stanti
            assolutamente indipendenti dal resto del verde presente in progetto. I
            ll prato che costituisce il campo di calcio risulta essere fisicamente ed
            ecologicamente separato dal resto del contesto urbano del parco.
            Il prato sportivo professionistico può essere annoverato tra le
            formazioni vegetali artificiali dove il controllo tecnologico dei
            parametri fisici e biologici del sistema aria-pianta-suolo raggiunge la
            massima espressione. Si riportano, qui di seguito, le principali
            14
            caratteristiche standard, rimandando alla fase di progettazione
            esecutiva tutti i particolari tecnici di dettaglio. Le dimensioni sono
            dettate da I.F.A.B. e F.G.I.C. e di norma sono comprese tra m 90÷120 x
            45÷90. Priva di pista di atletica, avrà una superficie inerbita di 7.500
            mq. Secondo le norme DIN18035/, il terreno deve essere preparato
            attraverso la sovrapposizione di strati ben codificati di materiali
            standard. Lo strato più superficiale è costituito da uno spessore cm 15
            di una miscela di sabbie silicee e carbonati con granulometria al 10%
            con Ø = 0.02 mm, al 18% con Ø = 0.06 mm, al 15% con Ø = 4 mm e 57%
            con Ø = 8 mm. Lo strato intermedio è spesso 10-15 cm, ed è costituito
            da ghiaia fine molto permeabile. Infine uno strato spesso cm 40
            ospitante il dreno con tubo fessurato in pead. L’impianto d’irrigazione
            standard prevede la copertura del rettangolo di gioco con 24 irrigatori
            dinamici a scomparsa di cui 3 all’interno del rettangolo e 10
            posizionati all’esterno. Dovrà essere disponibile un
            approvvigionamento idrico di circa 300 l/min a una pressione di 8 bar,
            per una intensità di pioggia di 8 m³ per ogni millimetro di caduta.
            La scelta delle specie vegetali ricade sulle macroterme (quali il
            Cynodon dactylon e il Paspalum vaginatum); la soluzione proposta
            prevede per il periodo invernale lì insediamento di Lolium perenne. La
            gestione del prato risulta essere complessa e dipende da molti fattori,
            tra cui l’intensità di utilizzo dell’impianto, l’intensità delle piogge
            meteoriche e la capacità di drenaggio del suolo. Non verranno
            utilizzati pesticidi di sintesi e si adotteranno concimi organici da
            utilizzare con la fertirrigazione.
            Si riporta l’elenco in ordine cronologico delle operazioni e le relative
            modalità d’esecuzione e prescrizione dei materiali da impiegare.
             Asportazione meccanica del cotico fino ad una profondità di
            circa cm 15
             Trasporto e smaltimento in discarica del materiale di risulta dello
            scotico
             Realizzazione impianto di irrigazione automatico con schema a
            24 irrigatori
             Realizzazione di sistema drenante a trincee longitudinali con
            interasse 150 cm con profondità pari a cm 25 e larghezza cm
            25, riempimento in ghiaia, tubo corrugato micro fessurato e due
            collettori sul lato corto
             Fornitura e stesura di top soli, spessore atteso 15 cm, costituito
            da un mix di sabbia e torba in rapporto 80:20
             Livellamento laser del top soil.
            15
            2.6. Il campo “Sa Cora”
            Al fine di accrescere la fruibilità degli spazi sportivi “Sa Cora”
            l’Amministrazione Comunale ritiene necessario dotare il suddetto
            campo con un manto di gioco in erba artificiale.
            I vantaggi possono essere di tipo ambientale, di tipo economico e
            di tipo prestazionale.
            Vantaggio ambientale
            In Italia ogni anno vengono prodotte circa 350mila tonnellate di
            rifiuto derivante da pneumatici fuori uso. Questo rifiuto, che non è più
            possibile conferire in discarica dal 16 luglio 2003 (Dlgs 36/03 – art. 6,
            comma 1), costituisce un problema ambientale assolutamente non
            trascurabile.
            Con l’avvento
            di nuovi sistemi
            di riciclaggio dei
            pneumatici e
            contemporanea
            mente
            all’introduzione
            di nuove
            tecniche e
            materiali per la
            realizzazione
            delle superfici da
            gioco in erba
            artificiale, da
            rifiuto, il
            pneumatico fuori uso è diventato preziosa fonte di materia prima
            impiegata per la realizzazione dell’intaso “prestazionale” dei campi da
            gioco in erba artificiale.
            Sia vergine (nero), che nobilitato con resine (isocianati grigio, verde,
            marrone) il granulo in gomma (SBR) viene impiegato nella quasi
            totalità dei campi da gioco in erba artificiale. In questo modo anche
            l’ambiente trae notevoli vantaggi dal riciclo dei pneumatici.
            Inoltre, per il Comune di Quartu Sant’Elena, c’è la possibilità di
            dimostrare che si è rispettato il principio del “Green Procurement” (DM
            203 del 8/5/2003).
            Vantaggio economico
            Un campo da gioco realizzato in erba artificiale, a fronte di un costo
            di impianto forse superiore a quello di un campo in erba naturale,
            16
            presenta il vantaggio economico di ridurre notevolmente i costi per
            l’ordinaria e la straordinaria manutenzione. Inoltre, negli impianti
            utilizzati dalle piccole società delle serie minori, dove a volte la
            disponibilità e la professionalità di personale da adibire alla
            manutenzione del campo da gioco può costituire un problema, la
            scelta di questa soluzione può rivelarsi altrettanto vantaggiosa anche
            dal punto di vista gestionale.
            Vantaggio prestazionale
            I manti sportivi in erba artificiale sono giocabili in qualsiasi
            condizione grazie al tipo di fibra ed alle soluzioni costruttive adottate
            al fine di garantire identiche prestazioni indipendentemente dal
            periodo dell’anno durante il quale il campo viene utilizzato. Con un
            campo da gioco in erba artificiale non si vedranno più infatti rinvii ed
            annullamenti di gare ufficiali a causa delle avverse condizioni
            climatiche (pioggia, fango, neve…).
            Un’altra differenza principale tra l’erba artificiale e l’erba naturale è
            che la prima può essere soggetta ad un uso più intensivo. Un campo in
            erba naturale può essere utilizzato mediamente 250 ore, massimo 300
            l’anno, mentre un campo in erba artificiale è utilizzabile 7 giorni su 7.
            Allo stesso modo viene inoltre garantita l’omogeneità della qualità
            del manto erboso su tutta la superficie del campo: non si vedranno più
            infatti zone del campo dove l’erba non riesce a ricrescere a causa
            dell’intensa attività di gioco (area di porta, centrocampo).
            Ad ulteriore conferma delle prestazioni ottenute da queste superfici,
            i massimi organismi competenti (FIFA; UEFA FIGC-LND) hanno inserito
            nelle specifiche di omologazione dei campi da gioco anche le
            prestazioni minime garantite dai campi in erba artificiale (valutate con
            le stesse metodologie e strumentazione impiegate per i campi
            convenzionali), in tutto e per tutto paragonabili se non addirittura
            migliori a quelle ottenibili da superfici convenzionali. La sensazione di
            gioco su erba artificiale è perfetta: i campi sono progettati con
            caratteristiche tali da avvicinarsi ed in alcuni casi ad eguagliare quelle
            di un campo in erba naturale.
            La pavimentazione del campo offre giocabilità assoluta, con
            notevoli vantaggi rispetto all’erba naturale che si traducono in:
            diminuzione dell’affaticamento e dei traumi muscolari; tempi
            prolungati di utilizzo; minori costi di manutenzione; maggiori prestazioni
            per uso sportivo. Approvata inizialmente dalla F.I.F.A. e dalla U.E.F.A.,
            in Italia la Lega Nazionale Dilettanti ha elaborato un ottimo protocollo
            di qualità per l’omologabilità dei campi in erba di “terza generazione”
            per il calcio che, per ora, possono ospitare competizioni del
            Campionato di Lega Nazionale Dilettanti e del Settore Giovanile e
            Scolastico.
            17
            Caratteristiche tecniche.
            Il manto di gioco in erba artificiale sarà di terza ed ultima
            generazione secondo il rispetto delle norme dettate dal regolamento
            professionale della lega nazionale dilettanti approvato nel gennaio
            2011 per circa mq 8.176,00 comprensivo di rigature colore bianco.
            La FIBRA di altezza minima 50 mm sarà in monofilo monoestruso
            diritto autolubrificante anti-abrasivo ed esente da SBR, con 2 tonalità
            di verde, prato ed oliva, a speciale sezione semiellittica, senza alcuna
            nervatura centrale longitudinale , non ritorto ma incamiciato con una
            speciale calza a doppio filo in poliestere intrecciato verde. In
            particolare l’erba dovrà essere formata da numerosi canali
            longitudinali omogenei, simmetrici e perfettamente integrati nella
            bandella onde permette una equa distribuzione della forza su tutta la
            struttura e garantisce il più elevato e duraturo ritorno elastico dalla
            fibra, già di per sé sviluppata per avere elevata resilienza e resistenza.
            Questa speciale geometria limita l’effetto della riflessione della luce
            dando al campo un aspetto molto simile ai prati in erba naturale, il
            filato offerto dovrà essere prodotto dalla stessa azienda che intende
            partecipare all’offerta per poter soddisfare i controlli di qualità del
            prodotto.
            Il prodotto deve aver superato i test di abrasione a 20200 cicli come
            da nuovo regolamento LND come da certificazione da allegare.
            La segnaletica sarà parzialmente preintessuta all’origine e
            completata con la tecnica dell’intarsio, utilizzando strisce del
            medesimo prodotto di colore bianco o a richiesta
            dell’amministrazione, larghezza minima 10 cm per le rigature interne e
            di 12 cm per il perimetro del campo.
            La fornitura del manto di erba sarà comprensiva dell’intaso, infatti
            esso sarà intasato con sabbia silicea (come al regolamento LND
            pagina 11 del gennaio 2011) del tipo quarzifero naturale, lavata,
            depolverizzata ed essiccata a spigolo arrotondato (minimo 85% di
            silice), conforme alla tabella della norma nelle classi “B” e “C”, con
            funzione di stabilizzazione (kg/mq 18). Lo strato finale prestazionale, da
            stendere nel manto successivamente all’inserimento dello strato di
            sabbia stabilizzante, sarà composto da granuli di elastomero
            termoplastico incapsulato nobilitato vergine elevata resistenza
            all’invecchiamento, assenza di odori sgradevoli anche nelle alte
            temperature, caratteristiche ignifughe e conseguente assenza di fumi
            nocivi in caso di incendio. Il prodotto intasante in particolare dovrà
            essere conforme alla norma EN71-parte 3-1994- A1: 2000 + AC:2002. Il
            prodotto intasante non dovrà contenere ammine aromatiche, metalli
            pesanti, non possedere composti aromatici policondensati (PAK) in
            quantità totale superiori a 1mg/kg e dovrà rispondere ai requisiti IMO
            res. MSC 61(67) Annex 1 part 2 di tossicità ai gas e infiammabilità ed
            essere in possesso delle relative certificazioni di smaltimento in
            18
            discarica rilasciata da laboratorio accreditato Il sistema dovrà essere
            in possesso di omologazione rilasciata dalla FIGC-LND. Il tutto dovrà
            essere corredato da relativa certificazione in lingua italiana emessa da
            parte degli enti riconosciuti.
            Il manto dovrà essere prodotto da azienda certificata secondo la
            norma UNI EN ISO 9001:2000. Sistemi di gestione qualità per la
            progettazione , la produzione e la rintracciabilità da parte di Enti
            riconosciuti con funzioni prestazionali (kg/mq 12) come da Tabella
            Intasi punto 5 del Regolamento FIGC-LND attualmente in vigore
            nonche alla pagina 6-7-8 del citato regolamento.
            Tutti i prodotti dovranno essere accompagnati da certificazione
            emessa da laboratori riconosciuti nonché della LND.
            Infine, tutto il sistema dovrà essere accompagnato da attestato
            della LND.
            Il sistema dovrà risponde ai requisiti del nuovo regolamento LND
            Professional in vigore dal gennaio 2011.
            Nella fornitura dei sopracitati materiali dovrà essere inclusa la
            manutenzione ordinaria del manto in erba artificiale come descritto
            dal regolamento professional LND in vigore per almeno anni 3 da parte
            di imprese qualificate.
            Il prodotto in teli da ml 4 di larghezza e di lunghezza variabile
            secondo le dimensioni del campo, ambientale il granulo intasante in
            particolre non dovrà contenere (PAK) in quantità totale superiore a 1
            mg/Kg, il tutto dovrà essere corredato da certificazione da parte di
            enti riconosciuti. Il manto erboso dovrà rispettare le seguenti
            caratteristiche:
            Titolo espresso in Dtex secondo ISO 2060 (minimo 11.000 dtex);
            altezza del filo ( minimo 50 mm);
            granulometria intasante (da 0,5 mm a 2,0 mm);
            quantità ( 18 Kg/mq); peso specifico (1,45 g/cm cubo); densità
            apparente (450-500 g/litro);
            diametro fori di drenaggio (4 mm ); numero fori di drenaggio (60
            mq);
            permeabilità all’acqua (>10 cm/sec >180 l/min per mq). Il manto
            rispetterà tutte le direttive CEE e dovrà essere conforme alle Norme
            DIN 18357-6.
            Aspetti economici
            Così come previsto dall’Art 23 della convenzione tra il Comune di
            Quartu Sant’Elena e il Cagliari Calcio SpA, (…) la concessionaria si
            obbliga ad eseguire lavori di manutenzione straordinaria, per un
            complessivo importo di euro 120.000,00 (centoventimila0),
            dell’impianto sportivo, di proprietà della concedente, denominato
            “Sa Cora”, al fine di consentire la sostituzione della copertura del suo
            terreno di gioco, attualmente in terra battuta, con un manto di erba
            19
            sintetica, secondo quanto descritto nella relazione già allegata al
            presente atto sotto la lettera “C” . In alternativa al suddetto obbligo
            ed a semplice richiesta del Comune di Quartu S.E., la concessionaria
            si obbliga al versamento della medesima somma di euro 120.000,00 nei
            modi e forme richiesti dal concedente.
            Tenendo conto che il costo complessivo per la realizzazione del
            citato campo può essere stimato in circa euro 550.000, e tenendo
            conto dell’impegno che il Cagliari Calcio SpA dichiara di assumere per
            euro 120.000, al fine della realizzazione dell’opera risulta necessario
            stanziare l’importo di euro 330.000, che possono trovare copertura
            nelle economie derivanti dall’appalto “Is Arenas” in corso di
            realizzazione.
            2.7. La nuova pista di atletica
            L’esistente pista di atletica dello stadio Is Arenas, oltre a risultare
            mai omologata, allo stato attuale versa in uno stato di
            ammaloramento da renderla in alcuni punti seriamente lesionata e
            inagibile.
            Il citato art. 23 della Convenzione riporta che La Società Cagliari
            Calcio S.p.A si obbliga altresì a provvedere, al termine della
            concessione, alla ristrutturazione della copertura della pista di atletica
            leggera esistente nello stadio di “Is Arenas”.
            L’intervento verrà
            realizzato al
            termine della
            Concessione con
            manto sintetico,
            colato in situ,
            bicolore nello
            spessore, composto da:
            – Rifacimento delle sottostrutture interessate dalle fondazioni del
            Main Stand
            – Strato di base realizzato a freddo in colata di impasto di granuli di
            EPDM neri a curva granulometrica predeterminata, e poliuretano
            monocomponente come legante, confezionato in apposita
            miscelatrice a dosatura automatica, posto in opera con speciale
            macchina lisciatrice, con giunti longitudinali realizzati con la tecnica
            del ”fresco su fresco”, compresa la mano di prymer poliuretanico per
            l’ancoraggio al sottofondo, data a rullo o a spruzzo in ragione di
            Kg,0,15/mq. ;
            – Strato superficiale di usura eseguito mediante spruzzatura con
            speciale macchina spruzzatrice di una mescola di resine
            20
            poliuretaniche e granuli di (EPDM) di colore rosso o verde, di
            adeguata granulometria, in ragione di Kg. 2,00/mq. di mescola, ad
            alta resistenza ai raggi UV, agli agenti atmosferici ed all’azione
            meccanica delle scarpe chiodate, antisdrucciolo e antiriflesso.
            Il tutto realizzato negli spessori e caratteristiche fisico-meccaniche
            secondo regolamenti tecnici FIDAL/IAAF per la Omologabilità e
            Certificazione dei manti sintetici per impianti di Atletica Leggera.
            2.8. Ristrutturazione della tribuna e nuovi spogliatoi
            Al termine della convenzione il Cagliari Calcio si impegna alla
            realizzazione al di sotto delle esistenti tribune dei necessari e più
            funzionali spogliatoi, realizzati a norma, dotati di impianti e spazi di
            riscaldamento. Le tribune verranno altresì completate e
            impermeabilizzate.
            21
            3. Gli aspetti paesaggistici
            3.1. Caratteri generali
            Scheda tecnica descrittiva
            Richiedente: Comune di Quartu Sant’Elena;
            Tipologia dell’opera e/o dell’intervento: Opera Pubblica;
            Opera correlata a: Interventi di completamento delle strutture
            sportive Is Arenas;
            Carattere dell’intervento: opere di ristrutturazione sui manufatti
            esistenti (tribuna esistente Is Arenas), manutenzione straordinaria
            (prato erboso e impianti di illuminazione Is Arenas) e opere totalmente
            smontabili e amovibili (spalti Is Arenas e prato Sa Cora);
            Destinazione d’uso: Stadio di calcio e tribune
            Uso attuale del suolo: sportivo
            Contesto paesaggistico dell’intervento e/o dell’opera: area
            urbana e area naturale
            Morfologia del contesto paesaggistico: fascia costiera, zona
            umida in area seminaturale;
            Descrizione dell’opera e/o dell’intervento: l’area oggetto di
            intervento è all’interno del compendio di “Is Arenas” che ricade in
            area urbana del Comune di Quartu Sant’Elena tra la Via S’Arruloni, la
            Via Beethoven e il Parco del “Molentargius – Saline – Poetto”, sito a
            diretto contatto con aree ad elevato valore paesaggistico.
            Il progetto in esame fa parte di un progetto più vasto di
            riqualificazione dell’area urbana di “Is Arenas” che prevede, oltre alla
            realizzazione dello spazio attrezzato per il parco giochi, anche la
            realizzazione di parcheggi di scambio con il relativo centro servizi, di
            un’area attrezzata per mercati all’aperto ed esposizioni temporanei, di
            un’area per il parco dell’educazione stradale e di un’area dedicata
            allo Skate Park, e di una pista ciclabile che possa servire il comparto
            “Is Arenas” nel suo insieme.
            Il contesto paesaggistico in esame è individuato come segue dai
            seguenti strumenti di pianificazione:
            nel P.P.R. l’area oggetto d’intervento ricade nello schema d’ambito
            n.1 “Golfo di Cagliari”;
            sito Natura 2000 in quanto classificato come Zona di Protezione
            Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva 79/409/CEE;
            L.R. 5/1999, legge di istituzione Parco Regionale “Molentargius –
            Saline”;
            nel Piano Urbanistico Comunale come area Gr1;
            22
            3.2. Aspetti ecologico-naturalistici.
            Ecologicamente, l’area di studio è caratterizzata dalla presenza di
            zone umide (Stagni di Molentargius e di Quartu Sant’Elena con le
            rispettive saline) e aree agrarie. Fra questi ecosistemi esiste una stretta
            interdipendenza, determinata soprattutto dallo spostamento regolare
            in tutti i periodi dell’anno di migliaia di uccelli da un sistema all’altro.
            I principali parametri che caratterizzano una qualsiasi comunità
            biotica sono la densità di specie, l’abbondanza (individui o coppie o
            biomassa/rilievo), la diversità, l’equitabilità, la dominanza e le posizioni
            trofiche occupate nelle reti alimentari della stessa comunità.
            I dati sugli aspetti dinamici dell’avifauna e sulla componente
            botanica del sistema Molentargius sono stati documentati da illustri
            studiosi.
            I biotopi del sistema Molentargius sono caratterizzati dalla presenza
            sia di acque dolci che di acque salate.
            Gli studi avifaunistici e vegetazionali eseguiti in questi ultimi anni
            riguardano i quattro habitat esistenti:
            – Bellarosa Minore
            – Bellarosa Maggiore
            – Stagno di Quartu
            – Is Arenas (lingua di terra pianeggiante, interposta tra due
            specchi d’acqua).
            3.3. Aspetti dell’avifauna di Molentargius.
            L’importanza di questa zona ed il suo inserimento nella lista delle 26
            zone umide italiane, protette dalla convenzione di Ramsar, dipende
            dalla ricchezza qualitativa e quantitativa di specie ornitiche (191
            specie), alcune delle quali minacciate di estinzione. Per alcune di
            queste si riscontra una densità tanto elevata da non avere riscontri
            non solo in altre zone della Sardegna, ma forse neppure in Italia.
            Oltre a queste considerazioni, riveste una grande importanza sia
            faunistica che coreografica ambientale il celebre fenicottero rosa.
            Le vasche di evaporazione, in particolare, sono caratterizzate nello
            specifico dalla permanenza di differenti specie ornitiche. Queste si
            concentrano prevalentemente in aree distanti dalla strada, ove la
            presenza di una fitta vegetazione e di livelli acustici sensibilmente
            inferiori rispetto a quelli generati dall’attuale traffico veicolare,
            consente la nidificazione. Viene di seguito esposto un elenco delle
            numerose specie (fonte censimento avifauna 1992 a cura
            dell’associazione del Parco di Molentargius):
            Svasso piccolo (n<100)
            23
            Garzetta (n<100)
            Airone Cenerino (n<10)
            Fenicottero rosa (n500)
            Germano reale (n<10)
            Mestolone (n<20)
            Gallinella d'acqua (n<50)
            Folaga (n<50)
            Avocetta (n<50)
            Cavaliere d'Italia (n<10)
            Gabbiano comune (n<100)
            Gabbiano reale (n<100)
            3.4. Caratterizzazione geologica
            Il settore oggetto di intervento, è parte integrante dello Stagno di
            Quartu, originatosi durante i periodi glaciali ed interglaciali che hanno
            caratterizzato il Quaternario. In particolare, durante l’interglaciale, la
            linea di costa che lambiva le colline Mioceniche di Pitz’e Serra,
            favoriva la deposizione di materiali sabbiosi litorali (Tirreniano 1).
            Successivamente, a causa di un abbassamento delle temperature
            (Global Change) il mare regredisce, abbassandosi di un livello pari a
            15-20 m, dando luogo alla formazione di paludi e deposizione di
            materiali argillosi di facies lagunare. Una seconda fase interglaciale,
            determina un nuovo innalzamento del livello del mare, che raggiunge
            livelli più alti della prima trasgressione. Conseguentemente, la linea di
            riva si addentra verso l’interno causando il rimaneggiamento dei
            depositi alluvionali e lagunari superficiali dando luogo alla formazione
            di depositi conglomeratici arenacei cementati noti come “Panchina
            Tirreniana”. Durante la nuova fase glaciale quaternaria, denominata
            Wurm, il livello marino si abbassa nuovamente determinando lo
            smantellamento parziale della Panchina Tirreniana. L’ultima fase
            trasgressiva, avvenuta nel Versiliano, favorisce un nuovo innalzamento
            marino (ca 1-2 m), con deposizione di materiali argillosi di ambiente
            salmastro. L’ultima trasgressione, avvenuta in tempi geologicamente
            recenti, favorisce l’emersione della barra litorale del Poetto e quindi
            dello stagno di Quartu.
            Da un punto di vista geomorfologico, l’area in esame è
            caratterizzata da interventi di modellazione del suolo e del sottosuolo
            di origine antropica che hanno radicalmente modificato il sito
            originario. Pertanto l’insieme dei processi geomorfologici che si
            24
            desumono, sono da correlare essenzialmente a queste modificazioni.
            Sulla base di tali considerazioni e analizzato il quadro geomorfologico –
            strutturale, si evince che il sito oggetto di intervento, si imposta su
            litologie prevalentemente permeabili intercalate a livelli argillosi
            impermeabili, con immersione degli strati secondo direzione NNE-SSW.
            Al fine della determinazione delle caratteristiche geopedologiche
            dei terreni interessati dall’opera in progetto, è stato eseguito un
            rilevamento specialistico di tipo geopedologico: Nel complesso, si
            distinguono:
            1) Paesaggi sulle litologie del Tirreniano (depositi conglomeratici ed
            arenacei poligenici eterometrici a matrice sabbiosa con intercalazioni
            di calcareniti), diffusi su morfologie pianeggianti o leggermente
            depresse, caratterizzate da seminativi, incolti, pascoli nudi. Suoli a
            profilo A-C, A-Bw-C, A-Bk-Ck, A-Bw-Ckm, da poco a mediamente
            profondi, da sabbioso franchi a franco sabbioso limosi, drenaggio da
            normale a lento, da subalcalini ad alcalini, (classi III-IV-V); Lithic e
            Typic Xerorthents; Lithic e Calcixerollic Xerochrepts.
            2) – Paesaggi sui sedimenti palustri dell'Olocene (argille, limi e
            sabbie fini): si rinvengono in corrispondenza di morfologie pianeggianti
            o depresse, prossime agli stagni costieri ed interni. Suoli a profilo A-C,
            da poco a mediamente profondi, da franco argillosi ad argillosi,
            drenaggio da lento ad impedito, da subalcalini ad alcalini, (classe
            VII); Tipic Salorthids.
            3) – Paesaggi sui sedimenti litorali dell'Olocene (sabbie quarzose e
            ghiaie): si rilevano in corrispondenza delle aree prospicienti la linea di
            costa sabbiosa. Suoli a profilo A-C, poco profondi, da sabbiosi a
            sabbioso franchi, eccessivamente drenati, neutri, a tratti forte salinità,
            (classe VII-VIII); Typic Xeropsamment.
            Da un punto di vista idrogeologico, il settore oggetto di intervento,
            è palesemente influenzato dalla falda superficiale dello stagno di
            Quartu, avente deflusso verso sud e comunque influenzato
            dall’eustatismo del mare
            3.5. Effetti conseguenti alla realizzazione dell’opera.
            Dal confronto tra le caratteristiche dello stato attuale, gli elementi
            di progetto e gli obbiettivi della tutela, si può concludere che con
            l’intervento previsto in progetto si avrà un miglioramento sotto diversi
            punti di vista:
            Eliminazione degli elementi di degrado;
            Contestualizzazione e mitigazione dell’impatto visivo degli interventi
            integrati nell’ambiente circostante;
            Tutela della percettività del paesaggio;
            Potenziamento delle infrastrutture ludiche e ricreative al servizio del
            25
            cittadino, come elemento atto alla valorizzazione ed alla fruizione del
            bene paesaggistico su cui l’opera verrà inserita.
            3.6. Valutazione di impatto ambientale
            Il progetto in esame riguarda diverse categorie d’intervento:
            1. Realizzazione di opere di completamento ed amovibili e opere
            di ristrutturazione di elementi esistenti nello Stadio Is Arenas:
            non ricade tra quelli elencati nell’allegato B della Delibera della
            G.R. 24/23 del 23/04/2008. Risulta necessario Parere Tutela
            Paesaggio.
            2. Modifica al progetto “Parco Is Arenas – Interventi di
            riqualificazione ambientale, sportiva e infrastrutturale urbana”:
            diversa ubicazione dello skate park, realizzazione della pista da
            jogging e prato in erba sintetica nel campo Sa Cora. In ragione
            di quanto esposto si ritiene che l’intervento previsto sia
            configurabile come “variante a progetto” precedentemente
            approvato e non soggetto a VIA.
            3.7. Valutazione di incidenza
            La valutazione d'incidenza viene disciplinata dall'art. 6 del DPR 12
            marzo 2003 n.120, (G.U. n. 124 del 30 maggio 2003) che ha sostituito
            l'art.5 del DPR 8 settembre 1997, n. 357 che trasferiva nella normativa
            italiana i paragrafi 3 e 4 della direttiva “Habitat”. Il DPR 357/97 è stato,
            infatti, oggetto di una procedura di infrazione da parte della
            Commissione Europea che ha portato alla sua modifica ed
            integrazione da parte del DPR 120/2003.
            In base all'art. 6 del nuovo DPR 120/2003, comma 1, nella
            pianificazione e programmazione territoriale si deve tenere conto
            della valenza naturalistico-ambientale dei proposti siti di importanza
            comunitaria, dei siti di importanza comunitaria e delle zone speciali di
            conservazione. Si tratta di un principio di carattere generale tendente
            ad evitare che vengano approvati strumenti di gestione territoriale in
            conflitto con le esigenze di conservazione degli habitat e delle specie
            di interesse comunitario.
            Il comma 2 dello stesso art. 6 stabilisce che, vanno sottoposti a
            valutazione di incidenza tutti i piani territoriali, urbanistici e di settore,
            ivi compresi i piani agricoli e faunistico-venatori e le loro varianti.
            Sono altresì da sottoporre a valutazione di incidenza (comma 3),
            tutti gli interventi non direttamente connessi e necessari al
            mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle
            specie e degli habitat presenti in un sito Natura 2000, ma che possono
            26
            avere incidenze significative sul sito stesso, singolarmente o
            congiuntamente ad altri interventi.
            Per il progetto in questione si evidenziano i seguenti aspetti:
            l’area in cui si dovranno realizzare gli interventi rientra tra i siti
            Natura 2000 in quanto classificato come Zona di Protezione Speciale
            (ZPS) ai sensi della Direttiva 79/409/CEE, e pertanto si provvederà alla
            esecuzione della valutazione i incidenza a norma dell’art. 6, paragrafi
            3 e 4 della direttiva “Habitat” (Direttiva 92/43/CEE del Consiglio
            relativa alla conservazione degli Habitat naturali e seminaturali e della
            flora e della fauna selvatica).
            In fase di esecuzione dovranno essere utilizzati mezzi di cantiere
            conformi alla direttiva macchine, soprattutto per quanto concerne le
            emissioni inquinanti ed il rumore;
            La metodologia procedurale alla quale deve essere sottoposto il
            progetto in questione prevede un percorso di analisi e valutazione
            progressiva. La prima fase è quella della verifica (screening) – processo
            che identifica la possibile incidenza significativa su un sito della rete
            Natura 2000 di un progetto, singolarmente o congiuntamente ad altri
            piani o progetti, e che porta all'effettuazione di una valutazione
            d'incidenza completa qualora l'incidenza risulti significativa.
            27
            4. Conformità agli strumenti di pianificazione
            vigenti
            4.1. Conformità al Piano Paesaggistico Regionale
            Il P.P.R. definisce “l’ambito di paesaggio” come le aree, in relazione
            alla tipologia, rilevanza ed integrità dei valori paesaggistici,
            identificate nelle tav. 1.1 e 1.2 attraverso un processo di rilevazione e
            conoscenza, ai sensi della Parte II del P.P.R., in cui convergono fattori
            strutturali naturali e antropici e nelle quali sono identificati i beni
            paesaggistici individui o d’insieme.
            Al territorio regionale sono
            28
            attribuiti i seguenti livelli in relazione alla tipologia, rilevanza ed
            integrità dei valori paesaggistici:
            Livello 4 – Integrità, unicità, irripetibilità ed elevata rilevanza
            percettiva, estetica, ambientale e culturale;
            Livello 3 – Forte identità ambientale, storico-culturale e insediativa
            in presenza di processi di modificazione;
            Livello 2 – Modesta identità ambientale, storico-culturale e
            insediativa, in assenza di profili di pregio.
            Livello 1 – Identità ambientale, storico-culturale ed insediativa
            compromessa in modo irrimediabile o del tutto cancellata.
            L’area oggetto d’intervento ricade nello schema d’ambito n. 1
            “Golfo di Cagliari” ed al contesto paesaggistico in esso individuato è
            attribuibile, nella scala di valori definita nell’allegato 1 delle norme di
            attuazione del P.P.R., il livello 4 “Integrità, unicità, irripetibilità ed
            elevata rilevanza percettiva, estetica, ambientale e culturale”.
            Con riferimento all’allegato 1.1 delle menzionate norme di
            attuazione, i componenti di paesaggio contenuti nell’ambito in esame
            sono inoltre classificabili come “Aree istituzionalmente tutelate”
            costituite da ambiti territoriali di varia natura, soggette a forme di
            protezione istituzionale rilevanti ai fini paesistici-ambientali quali, per
            citare le più significative, quelle istituite ai sensi della L. 394/91, della
            L.R. 31/89 e della Direttiva Comunitaria Habitat (aree Z.P.S.)
            Le norme di attuazione del P.P.R. definiscono nella fattispecie gli
            indirizzi per le aree tutelate di rilevanza comunitaria. In particolare
            l’art. 34 favorisce l’integrazione, nell’ambito dei piani di gestione dei
            siti Ramsar, di criteri di valorizzazione paessagistica ed ambientale.
            Il progetto in esame prevede, coerentemente con quanto disposto
            nel citato art. 34, l’implementazione non invasiva degli strumenti atti
            alla valorizzazione dell’ambito di paesaggio in termini di fruibilità e
            godibilità del bene tutelato.
            All’interno di ogni ambito di paesaggio, sulla base dei livelli di
            valore paesaggistico riconosciuti alle diverse componenti di
            paesaggio, il P.P.R. definisce inoltre l’attribuzione di corrispondenti
            obiettivi di qualità paesaggistica.
            Nello schema d’ambito in esame, il documento di indirizzo deputato
            al raggiungimento degli obbiettivi di cui sopra prevede, al comma 7,
            la conservazione e la riqualificazione dei sistemi sabbiosi costieri e
            delle zone umide attraverso interventi finalizzati a regolamentare la
            fruizione turistico-ricreativa, calibrata sulla sensibilità ambientale del
            contesto, attraverso azioni di recupero della naturalità del complesso
            sabbioso-vegetazionale e degli stagni costieri, a riprova di quanto
            previsto in progetto coerentemente con gli indirizzi di cui all’art. 34, ed
            al comma 11 la riqualificazione del paesaggio costiero attraverso la
            predisposizione e attuazione di una gestione integrata e unitaria
            finalizzata al recupero delle risorse ambientali e al riequilibrio delle
            29
            funzioni con i processi urbani, alla organizzazione e regolamentazione
            dei servizi turistico ricreativi, della viabilità e mobilità per l’accesso e la
            fruizione del litorale.
            In particolare il contesto urbano in cui è inserita l’area oggetto dei
            presenti interventi è all’interno del perimetro che delimita la zona
            umida costiera identificato dall’art. 21 delle Norme di Attuazione del
            Piano Paesaggistico Regionale come componente di paesaggio con
            valenza ambientale e pertanto è sottoposta alla disciplina di cui agli
            artt. 25 e 26 delle stesse Norme di attuazione del PPR (L.R. 25.11.2004 n.
            8); inoltre nonostante sia all’interno del perimetro che delimita la
            fascia costiera identificata dal Piano Paesaggistico Regionale (ambito
            1, Golfo di Cagliari), non è compresa tra i beni paesaggistici ai sensi
            degli artt. 17 e 19 delle Norme di attuazione del PPR (L.R. 25.11.2004 n.
            8) per effetto del comma 3 lett. a) e c) dello stesso art. 19 delle Norme
            di Attuazione e pertanto, gli interventi non ricadono nella disciplina
            dell’art. 20 delle stesse Norme di attuazione del PPR.
            L’intervento in esame consente di completare l’infrastrutturazione di
            un’area urbana, nell’ambito di un processo di valorizzazione, recupero
            e tutela che permetterà non solo di offrire alla comunità un’area
            attrezzata per il tempo libero e per servizi, ma anche, indirettamente,
            una più agevole fruizione della fascia costiera attivato negli ultimi
            decenni dal Comune di Quartu S.Elena, atto al potenziamento ed alla
            valorizzazione del tessuto urbano inteso anche come al servizio e
            concatenato alla costa.
            Per quanto attiene all’efficacia del P.P.R. rispetto agli strumenti
            urbanistici subordinati, si riportano di seguito le prescrizioni dell’Art. 3 –
            Efficacia del P.P.R.:
            1. Le previsioni del P.P.R. sono cogenti per gli strumenti urbanistici
            dei Comuni e delle Province e sono immediatamente prevalenti sulle
            disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti
            urbanistici.
            2. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni del
            P.P.R. sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli altri
            atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di
            settore, comprese quelle degli enti gestori dell’aree protette, qualora
            siano più restrittive.
            4.2. Conformità al Piano di assetto idrogeologico
            L’area interessata dall’intervento non ricade all’interno delle
            perimetrazioni di pericolo di geomorfologico o idraulico del PAI,
            essendo, pertanto, l’intervento compatibile con la suddetta
            pianificazione regionale di settore.
            30
            4.3. Conformità al Piano Urbanistico comunale
            Il vigente PUC definisce l’area in esame all’Art. 22 come “Zone per
            servizi generali pubblici o privati a scala comunale o sovracomunale
            /metropolitana”
            Il complesso in ricade in zona G.r.1. -Complesso sportivo di Is Arenas
            -Servizi sportivi di livello urbano (Campo sportivo e piscina coperta).
            Le Zone “G” riassorbono al loro interno un complesso di destinazioni
            molto articolato, che comprende sia le più importanti attrezzature
            pubbliche e private, sia le grandi zone di parchi urbani e di verde
            sportivo e attrezzato alla scala territoriale.
            Le sottozona in esame risulta già realizzata, sia in quanto dotate di
            Piani attuativi, sia in quanto costituite da singoli manufatti edilizi
            assentiti in regime di concessione diretta,
            Per esse è in generale prescritto l’indice territoriale massimo di 0,01
            mc/mq, con possibilità di incremento (sino al valore massimo di 1,5
            mc/mq per le G.A.), previa predisposizione di apposito Piano Attuativo
            di iniziativa pubblica.
            31
            5. Aspetti viabilistici
            Precisato quanto sopra in merito alle caratteristiche dello stadio in
            progetto, si riportano, qui di seguito, alcune riflessioni in merito alla
            suddetta struttura, maturate anche sulla scorta delle esperienze in atto
            presso altre città europee.
            In tutti gli stadi moderni l’aspetto principale è la raggiungibilità, il
            più delle volte affidata a trasporti su pubblici gomma, su ferrovia e su
            auto privata. Rappresenta una buona soluzione quella intrapresa dal
            Red Bull Arena a Salizbourg, che ha assunto l'opzione di gestire due
            sacche di parcheggi nelle immediate vicinanze dello stadio per circa
            2.000 posti ed utilizzare altre due sacche in prossimità (4/5 km), da
            utilizzare con bus navetta. Ciò allenta la pressione del traffico nelle ore
            critiche della partita e rende le direttrici principali (svincoli) più agevoli
            e meno congestionate.
            In poche parole, un moderno stadio vive di viabilità, parcheggi,
            trasporti. Questi tre ingredienti devono essere messi in relazione per
            una buona riuscita dell’operazione.
            Nel caso in esame, il progetto persegue l'obiettivo di limitare al
            massimo il numero dei parcheggi, in modo da rendere poco appetibile
            dall’utente provvisto di auto il raggiungimento dello stadio,
            incentivando, di contro, l'utilizzo di mezzi pubblici (navette con
            parcheggi nel comune di Quartu Sant’Elena e comuni limitrofi e bus
            navetta con la Stazione Gottardo).
            I Parcheggi
            Come già illustrato il progetto si inserisce nel più ampio comparto
            denominato Is Arenas e oggetto di appalto in corso di realizzazione.
            L’area in oggetto, rappresenta un’importante fascia territoriale di
            collegamento tra il centro urbano ed il litorale del Poetto e costituisce
            la porta d’accesso al Parco del Molentargius. Attualmente si trova in
            uno stato di elevato degrado ed abbandono, spesso anche utilizzata
            come discarica abusiva.
            Dalla necessità di riqualificare e valorizzare un’area di così elevata
            importanza deriva un’appropriata scelta di pianificazione urbana
            orientata anche al soddisfacimento di funzioni quali attività espositive,
            ricreative e di spettacolo oltreché ludico – sportive consentendo il tal
            modo il recupero dell’intera area.
            L’intervento consiste nella riorganizzazione della zona sportiva di Is
            Arenas in coerenza con gli impianti già esistenti per meglio rispondere
            sia alle esigenze degli spazi sportivi che al più ampio discorso di
            intermodalità e fruizione del lungo mare Poetto e del centro urbano,
            armonizzando il tutto con un’ampia dotazione di verde in maniera che
            il fronte del Parco del Molentargius funga da filtro tra questo e
            32
            l’ambiente circostante.
            L’intera area verrà riorganizzata prevedendo la realizzazione di uno
            spazio polivalente (parcheggi – mercato), una zona adibita stazione di
            scambio tranviario in grado anche di accogliere servizi rivolti all'utilizzo
            degli impianti sportivi con annessi parcheggi, l’allestimento di un’area
            ludico-sportiva come uno skate park, la realizzazione di un parco
            attrezzato per l’educazione stradale, oltre ad una serie di interventi
            manutentivi nelle strutture esistenti come il rifacimento della recinzione
            dell’area che oggi ospita il campo sportivo Is Arenas ed infine la
            riorganizzazione di una parte della viabilità e relativi sottoservizi in
            funzione delle opere sopradette.
            Il progetto prevede la sistemazione a parcheggio per circa 800 stalli
            per autoveicoli,
            200 stalli per
            motocicli;
            nell’area limitrofa
            lungo la Via della
            Musica trovano
            collocazione 30
            stalli per autobus.
            La tipologia
            costruttiva dei
            parcheggi
            prevede
            l’inerbimento
            della superficie
            carrabile e
            l’arredo con
            specie arboree a
            rapida crescita.
            La viabilità
            Per qualunque funzione sia progettato, un sistema di trasporto ben
            organizzato è caratterizzato dai seguenti aspetti:
             sostenibilità;
             sicurezza;
             multimodalità;
             risparmio energetico;
            minimizzando i conflitti con altre utilizzazioni delle territorio, in
            particolare con la modifica dello stato dei suoli, del paesaggio, delle
            bellezze storico naturali.
            Nello specifico, le risorse e le attività principali di trasporto
            disponibili nel sito in esame sono costituite da:
             la rete di trasporto (pubblica e privata, esistente e futura),
            ubicata all’interno ed all’esterno dell'ambito deputato
            33
            all'allocazione del nuovo stadio di calcio;
             le differenti componenti di traffico;
            Per fruibilità del nuovo stadio, il modello di mobilità proposto riveste
            una significativa importanza per l’accessibilità (soprattutto in modalità
            collettiva), per la sicurezza pedonale e per le aree parcheggio, che
            saranno adibite non solo ai veicoli ad uso proprio, ma anche ai mezzi
            di trasporto collettivo. Tutte queste caratteristiche sono state
            analizzate anche nel rispetto della sostenibilità ambientale che
            caratterizza un’opera complessa come quella in esame. La

        • @otto dix – Ma se la faccenda è come la spieghi tu perché non fate un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale?

          • otto dix says:

            Infatti bisognerà percorrere le vie legali sui binari giusti con il sostegno di specialisti. Una autorizzazione paesaggistica si può impugnare, ma qui ci sono anche gli aspetti ambientali e naturalistici. Bisognerebbe iniziare a sentirsi toccati tutti sulla questione della tutela ambientale del parco. Ricordate che Cellino ha detto che lo spazio intorno è tanto….

  26. deuseudeu says:

    scusate ………………. ” Più conosco gli uomini, più amo le bestie. “…………..( toto )

    Se i poveri cani di quartu potessero parlare……………chissa cosa direbbero di questa cavolata di cellino / contini

  27. Gianluca says:

    Stella
    Tutti questi commenti sono veramente assurdi. Nessuno ha considerato il problema più grave. Da anni esiste una società di basket che gioca all’interno del Palazzetto e del pallone adiacente allo stadio di Is Arenas, che da settembre dovrà organizzarsi in funzione del campionato di calcio. Spero che il sindaco di Quartu S.E. assegni un’area per costruire dei campi da basket e per risolvere questo serio problema. Ragazzi non esiste solo il calcio!!!! Grande BASKET.

  28. carlo 76 says:

    Assurdo far giocare una squadra di serie a in queste condizioni. Immaginate solo se malauguratamente dovessero scoppiare incidentie. L’unica via di fuga sarebbe lo stagno di Molentargius

  29. Anonimo says:

    SCUSA VITO, PERCHE ATTACCHI IN QUESTO MODO CELLINO ,SEI TIFOSO DEL CAGLIARI COME LO SONO IO, VISTO CHE ENTRABI ANDIAMO ALLO STADIO DA ANNI, CHE COSA VORRESTI DA CELLINO CHE CAGLIARI CONTINUI A GIOCARE A TRIESTE, ? SPERO DI NO , DA GIRNALISTA CHE RISPOSTE VUOI DA LUI ? DA TIFOSO NON RIESCO A CAPIRE IL TUO ATTACCO , CIAO E GRAZIE. UN EX CUSTODE

    • Vito Biolchini says:

      Io sono convinto che la responsabilità di tutto questo casino sia soprattutto del Cagliari del suo presidente. La vicenda dello stadio inizia molti anni fa e in troppi se lo dimenticano. Quello che voleva Cellino (uno stadio pubblico praticamente a costo zero) manco il suo compagno di partito Emilio Floris poteva darglielo, e infatti ci ricordiamo gli insulti che si è beccato l’ex sindaco. Cellino ha poi incasinato l’amministrazione di Elmas, e ha portato via il Cagliari dalla sua casa (il Sant’Elia) che quest’anno sarebbe stato assolutamente agibile. Trieste è stato solo un modo per mettere sotto pressione l’amministrazione di Cagliari, perché comunque era meglio per tutti giocare in un Sant’Elia a capienza ridotta che a mille chilometri di distanza. Ma Cellino preferisce giocare a poker con le amministrazioni: perché Is Arenas è una scommessa, un azzardo. Cellino è sempre una vittima, e i carnefici sono sempre i politici: Floris, Zedda, Pischedda. Scommettiamo che il prossimo sarà Contini?
      E comunque forza Cagliari, anche con lo sponsor Tirrenia.

  30. Fourthciucciu says:

    Siaamo alle comiche finali, nella maglia del Cagliari si affiancheranno le scritte Tirrenia e Regione Sardegna.

    Ma la Tirrenia non si vergogna a sganciare soldi ad una società di calcio e poi succhiare il sangue ai passeggeri?

    Bravo Massimeddu, su presidenti metallaro, la mia banda suona il rock

  31. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    Sembrerebbe, ma è un’impressione, che davanti al tifo non c’è mai ragione.
    La cosa andrebbe vista con grano salis e si scoprirebbe subito che, in realtà, Via Beethoven non è vero che è una via stretta ma che è semplicemente una via musicale e armoniosa e, pertanto, la musica non può mai avere spazi angusti perché tutto ciò sarebbe estremamente limitativo.
    Si scoprirebbe anche che in tutti gli aeroporti del mondo esiste una pista di allenamento con tanti ostacoli da stadio specificamente dedicata agli aerei in fase di decollo nella quale gli aerei si esibiscono in spettacolari dribling e rovesciate fra tribuna e curva Nord e nella quale, a pagamento e qualche volta in promozione, viene data la possibilità ai viaggiatori di linea di provare almeno una volta nella vita la splendida sensazione del “brivido da stadio” (pare addirittura che qualcuno voglia proporla come attrattiva sicura per incrementare il turismo che, in questo periodo, sta creando problemi non indifferenti).
    Parrebbe accertato anche che esista una bomba ecologica di immani dimensioni nei dintorni di Cagliari di molto superiore anche alla ricerca d’oro di Furtei o alle megagalattiche montagne di rifiuti o di cataste di copertoni che si incontrano a ogni piè sospinto praticamente in ogni spiazzo e in ogni cunetta della 131, della 554 e della 130, ovviamente tutte buttate li dai Rom della discoteca.
    E sembrerebbe accertato anche che tutti gli esseri umani siano tenuti a pagare l’affitto e a tenere in ordine il locale (mesi 2 o 3 anticipati) fatta esclusione per Cellino.
    Ovviamente, se il locatore non paga l’affitto e non tiene in ordine il locale, la colpa è esclusivamente del locatore.
    Gli abitanti di Is Arenas se ne devono stare per ore rinchiusi in casa fino al termine della partita e dei tempi di recupero? E chi se ne frega? Li ha forse obbligati qualcuno a comprare casa in Via Beethoven? E poi, se non escono, va anche bene visti tutti i pericoli che ci sono quando uno esce di casa, tra l’altro cosa escono a fare ora col caldo che c’è?
    E tante altre cose ancora anche se poi, da tifoso sfegatato per il Cagliari comenti seu deu, capisco tutto.
    Secondo voi come spiegate il fatto che, quando gioca in trasferta anche col Barcellona, il Real Madrid o anche il Brasile di Pelè, la tripla del Cagliari non manca mai, costi quel che costi?
    Rimane però una considerazione: assodato che nessuno riuscirà mai nella vita a farmi giocare e pronosticare la sconfitta del Cagliari in schedina anche quando magari la cosa potrebbe configurarsi come economicamente conveniente, rimane il fatto che si può tifare anche ragionando e che per la campagna elettorale del Sindaco di Cagliari c’è ancora tempo e che comunque…. per queste cose ci pensa già l’Unione Sarda (perché toglierle lo ius della prima notte?).
    E che sarà anche vero il fatto che il Cagliari (SU CASTEDDU) giocherà fuori Cagliari in concomitanza dell’Amministrazione di Zedda ma è altrettanto verosimile l’impressione che Cellino abbia aspettato proprio la presenza di Zedda per voler dare il messaggio che è tutta colpa sua (se Cellino non ha voluto pagare l’affitto e tenere in ordine lo Stadio).
    ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||A ddu pagai chi siada s’affittu||||||||||||||||||||||||||||||||||||
    perchè è tutto da dimostrare che ci vogliano meno soldi e che si creino meno disagi a tirar su lo stadio a Is Arenas rispetto a mettere a posto lo Stadio S. Elia.

    • Gianluca says:

      Non è questione di tifo. Il nocciolo è che prima di dire che l’area non è a norma, lo stadio non è a norma e che la gestione dell’evento sarà catastrofica, bisogna aspettare e vedere lo stadio con tutte le opere annesse finito, così come vedere la gestione durante le partite. Non capisco come mai, in occasione di grandi eventi, diventino tutti ingegneri, periti e garanti, non si sa con quale qualifica e, cosa peggiore, con quale scopo.

      • Radio Londra (nonostante er ciccio) says:

        E quale sarebbe, scusa, il grande evento?
        Quello di avere d’ora in poi 5000 spettatori dopo averci fatto due p..alle grandi come sfere celesti con tante belle lacrimucce sul povero Cagliari costretto a giocare con appeba 10.000 spettatori al S.Elia?
        Non capisco bene bene ma dimmi tu allora………. DOV’E’ LA FESTA? Dov’è? Povero Sindaco di Quartu fra un po, quando Cellino comincerà a fare i capricetti anche con lui come col Sindaco di Elmas.

        • Ancora con questa storia dei 5000 per tutto il campionato??? Ma la volete finire?

        • Gianluca says:

          Un grande evento è, per definizione, un evento che richiama migliaia di persone.
          Ancora con questa storia delle 5000 persone tutto il campionato? L’hai deciso tu per caso?Sei un ingegnere o fai parte della Commissione in Prefettura?
          Non vi capisco, la logica dice che i giudizi negativi si danno quando c’è una evidenza di negatività, e questo presuppone che l’evento da giudicare sia stato svolto. Per cui , se durante le partite l’evento sarà gestito male sarò pronto ad ascoltare tutte le vostre critiche, ma finora state dando solo aria alla bocca.

          L’unico parere che conta ora è quello dei vari enti preposti all’analisi, lasciamoli fare.

          • Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

            Non l’ho deciso io (ci mancherebbe altro!!!…. e meno male) ma trattasi semplicemente di logica, di grammatica e anche di buon senso.
            Tu dici che è meglio aspettare e che tutto si risolverà? Certo. Si risolverà presto per il semplice motivo che, conoscendo Cellino, durerà poco, sarà colpa dei soliti burocrati cattivi e anche del fatto che è estremamente ingiusto che:
            – “Lo stadio è a poche centinaia (circa 200) di metri dal Perdalonga, sito di importanza comunitaria, habitat definito PRIORITARIO dalla DIRETTIVA Habitat 92/43/CEE.” come dice Alessia;
            – che quei disgraziati dei nostri antenati abbiano deciso di installarsi proprio li a 200 metri dal futuro stadio Celliny-Continy senza avere il buon gusto di chiedere preventivamente il permesso a Cellino e a Contini……… con tutto lo spazio che in quel periodo c’era, proprio li dovevano decidere di mettersi? Insomma… come al solito e come sempre, anche loro, esattamente come Cesare Augusto e Annibale, si sono divertiti a mettere i bastoni fra le ruote al povero Cellino e pure a Contini;
            – che Alessia si metta a scrivere queste cosette di secondaria importanza invece di andarsene tranquillamente al mare e farsi una tintarella da urlo;
            – che non abbiano preventivamente costruito gli spazi e la viabilità adeguati a uno stadio perché, in fondo in fondo, lo si poteva pure da immaginare che Cellino prima o poi avrebbe pensato di realizzare uno “stadio” a Is Arenas (mancanza di programmazione verrebbe quasi da pensare);
            – ingiusto anche che quei disgraziati si siano messi perfino a costruire un aeroporto dove ci poteva essere la quasi certezza che Cellino avrebbe chiesto un AEROSTADIO .Se poi questo piccolissimo inconveniente rischia di impedire di fatto e vita natural durante che il principale aeroporto della Sardegna, se ne ha bisogno, risulti impedito ad espandersi o a migliorare le proprie strutture senza fare lo slalom con gli aerei in fase di decollo e di atterraggio ovviamente risulta ancora una volta un cavillo e un problemino di poco conto (potevano pensarci prima e far nascere altrove l’aeroporto, sperando naturalmente che Cellino non mettesse gli occhi anche in quel sito…. è provato scientificamente che la classe e la preveggenza non sono mai acqua).
            Tra l’altro, non è questione determinante ma, se proprio ti fa piacere saperlo, sono ingegnere, mi sono laureato con tesi in urbanistica e, nel mio piccolo e per quanto la cosa possa contare, ho sempre operato in quel campo.
            Ma appunto per questo non mi scandalizzo più di tanto per il semplice fatto che è da una vita che le opere di urbanizzazione e i servizi vengono sempre in secondo piano perché tanto c’è sempre tempo, sono tutte cose burocratiche e costose e…. se c’è qualche disagio…. una soluzione la si trova di sicuro (prima o poi, l’importante è avere fede e tifo).
            Ci mancherebbe altro!!!!
            PS (una postilla):
            Mai stato d’accordo che, su questioni di carattere ambientale e paesaggistico siano i sindaci di turno a decidere per il semplice fatto che, per esperienza personale, non è affatto vero che siano loro quelli più adatti ad occuparsene in quanto, davanti alle questioni diciamo così “pratiche e dell’immediato” sono disposti a qualsiasi compromesso in nome di una malcelata e pelosa “urgenza del fare”. Mi rendo conto di essere forse eccessivo e pure in qualche modo poco aperto al dialogo ma, in certi casi, preferirei alla grande “LE DECISIONI CALATE DALL’ALTO” e rispondenti a regole generali e di buon senso molto ma molto precise e con le “interpretazioni di carattere territoriale” vere, non farlocche e scevre dal “protagonismo del singolo” proprio perché spesso e volentieri riguardano davvero “il territorio e le popolazioni insediate e… da insediare” e, quando si fanno i danni, questi rimangono a prescindere dal Sindaco o dall’Assessore pro tempore (vedasi poetto e la “necessaria urgenza del fare”.
            Lo Stadio non è per 5000 persone? E quante ce ne vuoi mettere in quel budello?

            • Gianluca says:

              Ti ringrazio per la risposta.
              In generale dici delle cose che sono condivisibili, anche se io ho un’altra maniera di affrontare la questione. Infatti quando parli di urbanistica e pianificazione ( io sono un quasi-ingegnere, ma in un altro campo) dici che viene sempre messa in secondo piano, ci sono sempre cavilli burocratici e studi costosi da fare (tipico andamento all’italiana), ma in realtà i regolamenti non sono mai definiti.
              Faccio l’esempio dell’aeroporto ad Elmas: come mai la destinazione dei terreni intorno allo scalo non era registrata per un possibile ampliamento, al momento dell’acquisto da parte del Cagliari? come mai l’Enac si è interessata solo quando i terreni erano stati comprati, presentando studi e perizie fatti in fretta a furia per bloccare i lavori?

              Tra l’altro, io sono quartese e abito a 500 metri dallo stadio, e mi chiedo: come mai da cittadino quartese non ho mai saputo che la zona è di interesse archeologico, con la presenza di sepolture romane e del periodo medioevale? E dire che giocavo nel Quartu 2000 nel vicino campo di Sa Cora e facevo pure atletica leggera nella ormai ex pista di Is Arenas, una gita per vedere queste sepolture l’avrei fatta, tra un allenamento e l’altro.

              Tutto questo per dire che, in mezzo a questo guazzabuglio di regolamenti indefiniti o addirittura mancanti, le colpe non le vedo in Cellino, ma in chi deve fare questi regolamenti. Lui da privato ha semplicemente visto che la situazione regolamentare permetteva di comprare i terreni a Elmas o di fare lo stadio a Quartu.
              Questo è semplicemente il mio pensiero, non sono un particolare sostenitore di Cellino, nè dell’attuale giunta quartese, nè di qualsivoglia “politicozzo” della zona.

              • Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

                Giuste osservazioni.
                Andrò a guardarmi il Piano Comunale di Elmas ma, in effetti, ritengo quasi irrealistico (se così è) che non sia stata prevista un’area di salvaguardia anche piuttosto estesa per una struttura strategica come è quella di un aeroporto di livello Regionale, facente parte della rete aeroportuale Nazionale.
                Stesso discorso per l’area archeologica anche se non perfettamente coincidente col discorso dell’aeroporto in quanto spesso e volentieri, se non precedentemente localizzati (ma, a sentire Alessia, non si direbbe), i reperti archeologici possono costituire delle “sorprese in corso d’opera” delle quali bisogna assolutamente tener conto e che portano spesso e volentieri al blocco di qualsiasi tipo di lavoro.
                In tal senso sono innumerevoli i casi di cantieri bloccati dalle Sovrintendenze in seguito a ritrovamenti sopravvenuti e si arriva quasi sempre almeno al blocco temporaneo del cantiere e alla necessità di proseguire i lavori (o anche no) secondo le direttive e il controllo della Sovintendenza.
                Personalmente, quando mi è capitato di redigere dei Piani Urbanistici, mi sono sempre preoccupato di raccogliere tutte le informazioni reperibili sia nelle Soprintendenze sia da qualunque altra parte, di localizzare i reperti e le aree sensibili nelle opportune cartografie tematiche e di prevedere sempre e comunque anche le relative aree di salvaguardia poi cosa abbiano fatto ad Elmas o a Quartu sinceramente non lo so e non so neanche se quei reperti siano datati prima o dopo la redazione del Piano.
                E, se per caso, sono datati dopo non fa niente perché non sono indicati nelle cartografie? O non è che esistono comunque?
                Rimane comunque il fatto che, sia che le aree siano state indicate oppure no, esistono dei regolamenti e delle Normative a livello Nazionale che riguardano aree strategiche come quelle aeroportuali e che, qualora si scopre anche successivamente e seppure non specificamente riportate nelle cartografie e nei regolamenti Comunali, che possono creare problemi ad aree di interesse generale, vengono comunque bloccate visto che l’interesse generale (fino a prova contraria) dovrebbe prevalere sull’interesse privato,
                Il discorso potrebbe essere anche un altro e cioè che Cellino sapeva benissimo che l’operazione poteva presentare dei rischi (calcolati) ma che abbia acquistato a basso prezzo aree che potevano diventare strategiche e da utilizzare, al momento giusto, come merce di scambio contando proprio sul fatto della carenza di normative e destinazioni d’uso specifiche.
                In definitiva il mondo e i piani sono strapieni di “dimenticanze” ma questo non sta a significare che deve per forza di cose essere concesso qualcosa che si rivela dannosa per la comunità: esistono regolamenti sovraordinati e, quando serve, si adeguano i piani.
                Se serve realizzare una nuova pista è meglio declassare un aeroporto o non consentire la costruzione di uno stadio che può essere realizzato in tante altre aree meno problematiche?
                So benissimo che questo talvolta stride con gli interessi degli “imprenditori” e potrebbe anche sembrare una carenza in termini di “certezza del diritto” ma rimane il fatto che, davanti a errori e imprecisioni, dovrebbe sempre prevalere l’interesse generale di fronte a quello particolare (al limite potrebbe essere meglio rifondere economicamente il danneggiato piuttosto che proseguire imperterriti nel danneggiare tutti gli altri facendo finta di niente e/o trincerandosi dietro tali “imperfezioni”).

                • Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

                  Una cosetta ancora in merito ai reperti archeologici.
                  Ammesso e non concesso che non ne sapesse niente Cellino, siamo proprio certi che lo sapesse così bene Alessia e non ne sapessero proprio niente al Comune di Quartu, che non mi risulta essere una biddiscedda?

                • Gianluca says:

                  Con questo tuo post posso ben dire che, in generale, abbiamo lo stesso pensiero.
                  Infatti anche io penso che, anche laddove siano presenti carenze da un punto di vista normativo e regolamentare, sia da preservare l’interesse comune.
                  Ovviamente però è bene distinguere i casi particolari: in riferimento al sito archeologico di cui abbiamo parlato, Alessia dice che è un sito di interesse comunitario che si trova approssimativamente a circa 200 metri dal cantiere dello stadio. Si evince quindi che il cantiere dello stadio e delle opere di contorno possa recare danno alle sepolture. Dobbiamo però ricordarci che l’area in questione ha già visto, negli ultimi 15-20 anni un cantiere ben più importante di quello di uno stadio che, ad ora, risulta essere posticcio (e con uno scarso impatto ambientale) e mi riferisco al Palazzetto di via Beethoven, datato seconda metà degli anni ’90.
                  Quindi direi che al Comune di Quartu sapevano del sito archeologico e questo mi fa pensare che, in base a quello che finora è stato trovato, l’importanza sia relativa. Mi spiego meglio, pur non conoscendo il gergo tecnico che si usa nel campo dei beni culturali: immagino che i reperti abbiano tutti più o meno una loro importanza, in base al valore “effetivo” del reperto in sè (dato dal tipo di reperto, periodo di datazione, materiale, tipo di lavorazione se parliamo di utensili o lavori artigianali) e in base allo stato e alla grandezza del sito archeologico interessato. Dunque, in base a questi parametri, immagino che si classifichi il sito e si decida per la sua preservazione “in loco” (magari perchè si ritiene che gli scavi possano portare alla luce altro) oppure per il suo spostamento in un centro di studi e poi in un museo (dico questo perchè girando per musei in Italia e all’estero mi è capitato di vedere interi ambienti archeologici ricostruiti all’interno del museo dopo essere stati prelevati dal luogo di origine). Se tu conosci l’argomento meglio di me dimmi tranquillamente se sbaglio.

                  Nel mio messaggio precedente intendevo dire che trovo normale che un privato come Cellino, con regolamenti alla mano (magari incompleti, come abbiamo già detto) tenti di fare i propri interessi. Sta poi alle Istituzioni preposte verificare la fattibilità delle intenzioni del privato, così come successo a Elmas (giustamente secondo me). Tra l’altro la questione di Elmas è abbastanza particolare, tanto che il Comune non sapeva della destinazione di quei terreni (o quantomeno le norme che regolano uno scalo aeroportuale) e la trovo una cosa gravissima per un ente statale.

                  • Gianluca says:

                    Sull’area archeologica ho dimenticato un’altra cosa, forse la più importante. Tutta l’area intorno allo stadio e al Palazzetto, fino all’ingresso del Parco di Molentargius, è interessata da un progetto comunale di urbanizzazione che prevede:
                    1. la costruzione di un’area di parcheggi di scambio attrezzata anche per essere utilizzata per il mercatino all’aperto, che verrebbe trasferito dalla via San Benedetto;
                    2. un centro servizi comunale di due piani, l’ultimo dei quali ospiterà un ristorante con visione panoramica sul Parco e sul Poetto;
                    3. uno skatepark;
                    4.la ristrutturazione e l’ampiamento del campo comunale di Sa Cora, in seguito alla vicenda ben nota dello stadio di Is Arenas.

                    Mi viene da dire che, se al Comune sanno dell’area archeologica, la ritengono di scarsa importanza visto anche che questi progetti erano previsti dalla precedente amministrazione di centro-sinistra.

            • Gianluca says:

              Inoltre, nonostante abiti a due passi solo ieri sono andato a dare uno sguardo “live” ai lavori. Non sono contrario allo stadio, ma sperare di giocare il 2 settembre in quel cantiere è da pazzi.
              Penso però che lo stadio finito non sarà un budello come dici tu, e la situazione sarebbe gestibile tranquillamente con il completamento delle opere comunali.

  32. Forse non sono in tema ma pare che il nuovo sponsor del Cagliari sia la TIRRENIA!

    • Anonimo says:

      ora cellino, non e libero ne anche di scegliersi il sponsor piu’ consono alle casse della societa’ che giustamete le portera’ tanti soldi , e sembrano giustamente tanti, anche questo per voi e un problema?

      • muttly says:

        Per noi no per i tifosi ora le magliette porteranno il colera….

        • Anonimo says:

          forse sei giovane , ma devi sapere che il colera neglia anni 70 / 80 c’e’ stato anche a cagliari nello stesso periodo che c’e’ stato a napoli,tirrenia e solo un semplicissimo sponsor che il cagliari giustamente si fa’ ben pagare

          • muttly says:

            Non deve spiegarlo a me, io non sono ultrà. Negli stati uniti un paese ha rifiutato i lavori ad una strada perchè il finanziatore avrebbe avuto il diritto di apporre un cartello. I soldi li metteva il ku klux klan. Noi invece davanti al denaro vendiamo tutto.

            • Ah beh certo mi sembra coerente paragonare il ku klux klan ad uno sponsor napoletano…

              • muttly says:

                A me non sembra coerente prendere una parte della frase e non il contesto della frase, se non si adopera la materia grigia si capisce solo napoletano = ku klux klan.

                Rileggiamo insieme la frase in lingua italiana.
                “Negli stati uniti un paese ha rifiutato i lavori ad una strada perchè il finanziatore avrebbe avuto il diritto di apporre un cartello. I soldi li metteva il ku klux klan”.

                In quel paese le persone hanno ritenuto che la storia del ku klux klan (che non è affatto una organizzione clandestina) andasse contro i principi che i cittadini si erano dati e andasse contro gli stessi cittadini di etnie diverse da quella anglosassone.

                In Sardegna molte persone dicono che la compagnia tirrenia con soldi pubblici sia andata contro gli interessi di varia natura dei sardi e perciò ritengono oltraggioso mettere lo sponsor tirrenia con la scritta sardegna come lo ritengono oltraggioso sulla maglia di una società sportiva sarda.

                A usarli tutti i neuroni si fanno anche ragionamenti meno spicci 🙂

                • Gianluca says:

                  Con la sola differenza che la scritta Tirrenia va sulle maglie di calcio di una società privata. Utilizzo il tuo esempio per dire che c’è differenza tra interesse pubblico (la strada americana) e privato (le maglie del Cagliari). Nel secondo caso non abbiamo alcun diritto di chiedere la rimozione dello sponsor, dato che sono discorsi di marketing interni alla società.

                  • Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

                    Rimane comunque il fatto che a me fa sganasciare dalle risate chi si ritiene tanto offeso per la dignità dei Sardi in merito alla scritta della Tirrenia sulla maglietta del Cagliari e non mosse una palpebra quando il lagunare di Cabras andò ad offrire servilmente e in maniera alquanto ossequiosa, con tanto di berritta e costume del sardo indigeno, ballu tundu, festa manna, battorinas, mustela affumicata, burrida e pane guttiau, la bandiera dei 4 mori a Papi.
                    Questione di sensibilità……………..
                    Prima se la fanno mettere con vasellina di primaria marca da Matteoli e company durante la trattativa per la CIN in cui la Sardegna era stata considerata peggio di una tzeracca che si rifiuta di andare a lavare i panni in s’erriu, facendo la voce grossa solo quando ormai era tutto deciso (a loro insaputa), e poi fanno gli offesi e i verginelli senza prendersela, per esempio, proprio con il Ministro di Papi, nei confronti del quale ci saremo aspettati che lo stesso Papi avesse avuto almeno il buon senso…. di fare una delle sue mitiche telefonate visto che, fino a prova contraria, il custode di quella bandiera ancora lui è.
                    Tizzia ddu tiridi………. ohhhh però…. Pittica su caratteracciu e sa sensibilidadi!!!!!!!!!!!!!!
                    Pigaus a bussinadas a pappinas e zugadas leggiasa finzasa e de Cellinu…………….

                  • muttly says:

                    La società privata in questione usa l’emblema e il nome di una città che non è marchio riservato della società di calcio, oltre ad uno sponsor pubblico con il marchio Sardegna.
                    Se si cambia il nome in Cellinese calcio allora posso tranquillamente fare come vogliono.

                    • E quale sarebbe l’emblema di una città? Ed il nome? La società si chiama Cagliari Calcio S.p.a., è registrata in tribunale. Quindi, ne deduco, è autorizzata ad usare quel nome per i propri scopi commerciali. Credo che valga lo stesso ragionamento per il logo (se ti riferisci allo scudetto bicolore con il quadratino dei quattro mori), peraltro utilizzato ampiamente da altri marchi commerciali come ad esempio una nota birra, un noto liquore di mirto, e quasi qualunque altra cosa prodotta in Sardegna (si fa per dire!).
                      Non cominciamo ad accampare pretese assurde, per cortesia, visto che, mi pare, questo discorso ha già superato da tanto i limiti del buonsenso.

  33. aldo g. says:

    Tirrenia cin sponsor del Cagliari…quando giocheremo col Napoli tireranno per noi…comunque Biolchini…pensavo alla doppia faccia dei blog: è vero, sei libero di scrivere le tue idee, pubblicare notizie e commenti. Ma sei esposto a tantissime critiche! Per questo post contro Cellino e contini ti stanno facendo a pezzi! Coraggioso e buon incassatore!

  34. Koalina says:

    Calcio, calcio, calcio e solo calcio!!!! E’ verissimo!!!
    Ma quale calcio??????
    E’ veramente rimasto qualcosa di questo bellissimo sport nella nostra realtà nazionale e locale ????? Mi riferisco agli alti livelli naturalmente!!!
    Il calcio ormai è, invece, il miglior simbolo del panem et circenses dei nostri giorni!!!

    Tutto è basato sui soldi e sul guadagno.
    Non vengono più trasmesse certe partite per lucrare meglio sui diritti di trasmissione e costringere a comprare abbonamenti di vario tipo, gli orari e le partite sono stati stravolti per meglio far fruttare questo sistema, in barba alle esigenze di riposo, di ripresa e di salute dei giocatori che sono pur sempre esseri umani, in barba a valori ed esigenze familiari…; le partite e i campionati vengono truccati e i promotori di tutto ciò sono spesso personaggi dello stesso ambiente calcistico se non giocatori stessi a cui, evidentemente, non basta gudagnare milioni e milioni di euro in maniera diretta o indiretta, no, devono “arrotondare”, perchè è difficile oggi, si sa, arrivare alla fine del mese!!! E fanno schifo lo stesso, anzi ancor di più, anche se sono grandi portieri o attaccanti che poi ci rappresentano anche all’estero!!! E anche loro talvolta se la prendono con la magistratura che ficca il naso dove non deve, ma è ovvio perchè il nostro Nerone della Certosa e di Arcore ha educato bene il suo popolo negli ultimi venti anni !!!!
    I conti e i bilanci delle società calcistiche spesso scricchiolano e “qualcuno” aveva pensato di intervenire in loro soccorso, stranamente, utilizzando i soldi pubblici!!! I giocatori vengono pagati in una maniera esagerata e sempre più imbarazzante rispetto alla fame che c’è sempre di più in giro!
    Nel contesto locale abbiamo un presidente che vuole che la colletività paghi le sue “gesta” imprenditoriali, vuole tutto gratis, vuole tutto il guadagno che da ciò deriverebbe senza ricambiare con alcun dovere; non ha manutenuto il sant’elia, non ha pagato la concessione (tra l’altro misera), però Cagliari gli deve costruire uno stadio nuovo dove e come vuole lui, lui deve guadagnarci tutto il possibile e nel caso non si preoccuperà, come ha già fatto, di restituire alla colletività quanto dovuto!!! E siccome nessuno, da Floris a Zedda, abbocca alle sue proposte, allora minaccia di andare a Quartu (dove forse il sindaco pensa di fare un colpaccio con il cagliari nella sua città, ma credo che ne avrà più grane che benefici), o a Elmas dove crede di poter costruire dentro un aeroporto…O forse vuole riuscire a rivendere i suoi terreni all’enac???? Perchè si sa certi affari che fanno strappare i capelli all’opinione pubblica altro non sono che uno specchietto per le allodole per cercare di soddisfare altri interessi!!!
    E in tutto questo bel panorama che succede????
    Succede, come diceva Tato, che non importa se si sprecano risorse pubbliche, non importa se una struttura è inadeguata, non importa se si stanno commettendo cose dannose e magari anche illecite!!! L’importante è il calcio!!! Come l’importante è belare!!!!
    In tutto questo la gente continua ad andare allo stadio, a strapparsi i capelli (se non altro) per rigori concessi o non concessi, continua a farsi abbonamneti e magari non hanno neppure i soldi per il pane, continua ad avere certi idoli e a mitizzare certi stili di vita ecc….
    Da chi non capisce e continua a non capire non ci si può aspettare molto, ma sarebbe necessaria una rivoluzione culturale anche in questo settore promossa da chi, che sicuramnete c’è, capisce e intende il calcio, la competizione e tutto quanto può gravitarci attorno in maniera sana e culturalmente positiva per una società che voglia definirsi civile!

  35. nicola says:

    Caro Biolchini, le sue preoccupazioni sono eccessive. Con il nuovo sponsor Tirrenia difficilmente si supereranno i 5000 spettatori.

  36. Riccardo says:

    Tirrenia è il nuovo sponsor del Cagliari!!!!!!!!! Sotto la scritta Sardegna! Non ci credo!

  37. Anonimo says:

    ma… come ha detto già qualcuno lei dovrebbe essere più informato tecnicamente o per lo meno avere visitato altri siti sportivi in italia e non, sembra che sà tutto lei e tutti gli altri sono cretini compresi ingenieri e persone addetti ai lavori con la giunta comunale di Quartu. probabilmente sotto sotto c’è altro,mmm…politica? oppure come è caratteristica di molti sardi residenti non apprezzare ciò che hanno, non rendendosi conto di vivere in una terra magnifica, bisogna valorizzarsi e non sempre criticare, almeno, come in questo caso fino a quando non sono finiti i lavori. A volte mi viene da pensare che amino più la sardegna i sardi emigrati che chi ci abita. buona giornata

  38. ‎…allora non sono il solo a pensare e ragionare in un certo modo! Prendete il gioco sporco di un furbo e datelo in mano a un gestore di beni pubblici poco trasparente e avrete questo risultato!!! :o(

  39. Nessuno says:

    Caro Vito io sono di Quartu e sono tifoso del Cagliari, da sempre, frequento la curva Nord e si può dire che faccio parte di quel gruppo di utras che vi fa tanta paura.
    Vado da maggio praticamente tutti i giorni a vedere come proseguono i lavori nello stadio e la situazione non mi sembra così drammatica come la descrivi. Si anche io mi sono posto le tue stesse domande ma evidentemente ho trovato risposte diverse.
    Chi ha visto un po di stadi in giro per l’italiga e per l’europa si può immaginare perfettamente come potrebbe funzionare uno stadio cittadino come quello di Is Arenas, vedi come esempio lo stadio di Genova, di Siena e Parma. Stadi cittadini non periferici.

    La soluzione Is Arenas è effettivamente un po azzardata ma nella città delle barzellette (dove si scopre di dover bonificare il poetto in piena estate) sembra l’unica soluzione possibile almeno per i tifosi, quelli veri, quelli che di tasca propria hanno seguito su CASTEDDU nell’esilio triestino, coloro ai quali non interessano solo 3 partite all’anno (Inter, Milan, Rubentus).

    Ma parliamo di cose serie c’è un altro campo che è stato smantellato da poco quello della comunità Rom della 554, un problema ancora caldo e del quale non fa piacere a nessuno parlarne. Prova ad andare li a fare foto e ti renderai conto che è molto più difficile che a Is Arenas, dopo appena 5 min trascorsi li dentro arrivano gli sbirri a dirti che li non si può stare, ti fanno capire che documentare le cose scomode DAVVERO non si deve fare e ti danno anche un bel calcio in culo.

    Io sono un tifoso sfegatato di calcio proprio perché è l’unica cosa che mi distrae almeno per 90 minuti dallo schifo che mi circonda (e non sono cieco circonda anche il calcio).
    Continuo a tifare Cagliari perché come diceva Maradona: il calcio è politica, il calcio è rivincita. Sopratutto per noi, popolo oppresso da sempre.

    Perciò caro Vito dedichiamoci alle cose serie almeno d’estate e per il resto della settimana e se Is Arenas sarà il focolaio di una rivolta ben venga purché sia davvero una rivolta popolare perché di quello c’è più bisogno che di uno stadio nuovo o provvisorio che sia.
    E ora dedichiamoci alle cose serie, quelle che un pischellino incompetente non sa gestire e c’è ne sono tante, perché se si continua a batibeccare sulle cazzate altro che orfanello del giornalismo mi sa che ti fai un ottimo curriculum per lavorare all’Ugnione.

    Alè Casteddu

    • Giuseppe Cojana says:

      Scusa Nessuno ma non capisco il tuo ragionamento. Allora partiamo dalla fine, il pischellino incompetente è stato eletto e non ha rubato la marmellata, per te sarà incompetente per altri no. Campo nomadi sulla 554: “l sindaco Massimo Zedda, visto il decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Cagliari, ha firmato nel pomeriggio l’ordinanza che ha come obiettivo quello di “tutelare i beni fondamentali della salute e dell’ambiente”, considerata la situazione del campo rom sulla 554 “assolutamente incompatibile con la presenza di esseri umani”, e in particolare dei 93 tra bambini e donne in stato di gravidanza sulle 157 persone che vivono nell’ area.”
      Sai da quanto dura tutto questo ? poniti la domanda e poi dimmi chi è l’ incompetente. Se non trovi il nome ti do un altro indizio: “La richiesta di smontaggio delle tribune da parte delle sovrintendenze fu impugnata davanti al Tar dal sindaco del comune di Cagliari, Mariano Delogu, ma il tribunale amministrativo con una sentenza del 2006 la considerò pienamente legittima. Il sindaco Emilio Floris però non fece nulla, se non promettere “un’altra estate di spettacoli poi smontiamo tutti”.
      Passiamo allo stadio sant’ elia senti questa dichiarazione: “L’ex Giunta ci provò”. Farris ha ripercorso le trattative intavolate nel passato dal centrodestra fino al 2010: “Con la giunta Floris arrivammo a una delibera per la cessione del diritto di superficie dello stadio. Ma Cellino, che nel frattempo aveva adocchiato l’area di Elmas, cambiò idea pensando che l’iter di realizzazione in quel caso sarebbe stato più breve. Dal suo punto di vista è legittimo dato che è un imprenditore privato”.
      Allora mettiamola così: del’ amianto al Poetto ( denuncia presentata in prefettura), del’ anfiteatro ( denuncia in prefettura ), dell’ anfiteatro ( denuncia in prefettura), del campo nomadi dlla 554 ( denuncia in prefettura) di tutto questo è colpa di quel giovane incompetente del sindaco Zedda. Ok ora dimmi prima della sua elezione TU dove eri ?

  40. trovo aberrante che il nullatenente Cellino venga visto come un “buon” imprenditore…dopo tutte le magagne che ha combinato…

  41. Bertus says:

    Signor Biolchini guardi che traffico “di servizio” e “file di parcheggi” durante la partita non ce ne saranno. I dubbi della questura erano sulla viabilità non di certo sulla struttura dello stadio. Già da questo si comprende la sua conoscenza in merito a tutti gli aspetti del progetto… prima di scrivere qualcosa che tutti possono leggere farebbe meglio a informarsi per bene. Altra cosa, in Italia ed europa è pieno di stadi che sorgono in mezzo a quartieri (Genova, Liverpool per fare 2 esempi), la soprintendenza ai beni culturali ha già fatto i sopralluoghi nelle aree interessate da scavi e non ha trovato niente e infine se i caddozzoni non sanno dove mettersi non sono problemi di Cellino!

  42. Fourthciucciu says:

    Ha ragione Tato, è inutile far capire a certa gente che con i soldi dei contribuenti non si deve scherzare.

    La cosa che mi fa più ridere è che tutti se la prendono con Zedda quando anche il buon Floris e l’amico di Cellino (sempre insieme allo stadio) Delogu non hanno mai accettato, giustamente, i ricatti del presidente rokketaro.

    Se vuoi lo stadio Massimino metallaro fattelo ad Asseminello che c’è spazio

  43. Anonimo says:

    caro biuolchini..fai commenti palesemente di sinistra..critichi l’operato di una persona che volente o nolente fa l’imprenditore e lo fa bene,a differenza di certa gente…fa quadrare i conti e tiene una squadra ai massimi livelli in italia..una critica sull’operato la posso accettare da tutti fuorche’ da uno che non e’ riuscito nemmeno a far tornare i conti in una radietta,portata al collasso….

  44. Steno77 says:

    Grandissimo Vito! Analisi perfetta…altro che certi giornalisti che continuano a difendere Cellino e il suo operato…

  45. Quello che mi stupisce di più è il fatto che molti tifosi, non abbiano alcun contatto con la realtà, non ascoltino nulla se non le parole del presidente Cellino o dell’Unione Sarda e non esistono argomentazioni che possano fargli cambiare idea…

    A me questo spaventa perchè non è questione di ignoranza, è qualcosa che va oltre e che non so spiegare… per queste persone lo stadio di Quartu è una benedizione arrivata grazie alla buona volontà di un grande Presidente, contro i sopprusi della politica e soprattutto di Zedda…

    non esistono argomentazioni che possano fargli cambiare idea.

    Il calcio prima di tutto, lo stadio prima di tutto… quanti soldi ci vogliono per sistemare il sant’elia? non gli interessa…!!!
    le colpe del degrado del sant’elia sono soprattutto di Cellino (contratto alla mano), non gli interessa…!!!
    lo stadio di Is Arenas è visibilmente al limite dell’agibilità… non gli interessa…!!!
    lo stadio di Elmas è quasi dentro l’Aeroporto… non gli interessa…!!!

    L’unica cosa che gli interessa è pontificare Cellino e scagliarsi contro Zedda. Calcio, calcio calcio e solo calcio. Contenti voi… io spero che con i soldi che Zedda risparmierà non facendo i lavori di restauro che doveva fare Cellino al S.Elia (leggetevi il contratto… ah no, scusate, per voi i contratti sono carta straccia) spero che vengano realizzate altre opere… la metro, case popolari per i cagliaritani (aiuto… i soldi ai rom… oddioooo… moriremo tutti…!!!), recupero delle aree degradate ecc ecc…

    per me le cose importanti sono queste… se per voi è lo stadio e i soldi pubblici regalati a privati.. beh… va bene, ma non lamentatevi se poi in Italia le cose vanno come vanno…

  46. Fourthciucciu says:

    Complimento al sindaco di Quartu, hai sfrattato le società sportive e terrai in ostaggio un quartiere per otto ore, il presidente rokketaro tra tre anni ti lascierà macerie

  47. Ma guarda te per il calcio quanto si scalda la gente !!!
    Se fossero questi i problemi in Sardegna !
    Siamo un branco di pecore !
    Tutto ruota intorno a Cagliari sempre e comunque, il resto della Sardegna non esiste.

  48. Sovjet says:

    A leggere certi commenti c’è veramente da sperare che questa storia del calendario Maya non sia semplicemente una patacca newage…
    Ma è possibile che con un sistema in collasso, disoccupazione totale altissima, disoccupazione giovanile a livelli mai visti prima, desertificazione industriale in atto e un futuro sempre più scuro tutte ci si impegni molto di più per uno stadio che pr salvare la pelle a se stessi e ai propri figli? Il calcio è veramente l’oppio dei popoli contemporaneo!
    Però una cosa non capisco, perché dovrei pagare una società di calcio con i miei soldi da contribuente…francamente a me del Cagliari poco mi importa, che per altro è una società privata gestita come un’impresa, in fin dei conti. Molto mi importa invece di rendere accessibile lo sport a tutti, compreso il calcio.
    E ha fatto benissimo Zedda, che è sindaco di tutti i cagliaritani e no solo dei tifosi del Cagliari, a chiedere che Cellino onorasse i suoi debiti.
    Si vuole un bello stadio? Allora che i tifosi tirino fuori i soldi con una bella operazione di azionariato popolare ( lo so, è una mia fissazione) e non rompano i coglioni agli altri. Non è che io e altri cittadini come me dobbiamo subire perché voi possiate divertirvi…

    • Anonimo says:

      a te del cagliari poco importa,ti dai del fissato, non ti piace chi si diverte con il calcio, ma poi che cazzo c’entra la disoccupazione giovanile con il cagliari calcio e con il nuovo stadio, biau chini ti cumprendi .

      • Sovjet says:

        Ora, benché in genere io sia contrario a dare lo zafferano agli asini, te lo spiego: a meno che tu non sia un ricco banchiere oppure uno che vive o il manager di una qualche grande corporation o anche un “investitore internazionale” ti si presenterà un futuro poco roseo. Mentre tu ti infervori per il Cagliari e lo stadio e il calcio, qualcuno te lo sta mettendo dietro. Cosa che dal punto di vista dei gusti sessuali potrebbe pure piacere, ma qui non si sta parlando di sesso, si parla di economia. E si parla di vivere in condizioni dignitose, anchenperché per andare allo stadio almeno i soldi del biglietto bisogna averli.
        Quindi prestare attenzione alle cose importanti e distinguerle dalle cazzate oggi è molto più importante di ieri.
        Infine, a me piace moltissimo chi si diverte col calcio, anzi ho giocato per più di dieci anni nei campionati dilettanti. Ma io regali a Cellino e al Cagliari Calcio coi miei soldi non ne voglio fare e credo non sia neppure giusto che tu mi obblighi a farlo. Quindi, i soldi per lo stadio nuovo li puoi tirar fuori tu e chi la pensa come te. I miei preferisco siano impiegati a far giocare, anche a calcio, bambini che magari non se lo possono permettere invece che a pagare metrosexual del cazzo!

    • Sono d’accordo, anche a Sassari c’e’ gente che del basket non gliene fotte un cazzo (anche a Cagliari, non dico di no), perchè mai costoro dovrebbero pagare con i propri soldi (leggasi tasse) un’amministrazione comunale che costruisce e fa la manutenzione del PalaSerradimigni? Perchè altri vadano li e si divertano con quel ridicolo sport di origini amerikane? A me l’Amerika fa pure schifo! E che cacchio…
      E che se lo pagasse il Banco di Sardegna (i mafiosi banchieri sassaresi, neofascisti e finanziatori di Gladio) il palazzetto, ecchecazzo, i soldi rubati ai sardi sotto forma di inique gabelle bancarie certo non li mancano, certo..
      Evvai con la giustizia, bravo compagno Sovjiet, il giustiziere de’ noantri.

      • Sovjet says:

        Vedo che anchentu hai capito tutto…qui stiamo parlando di sport professionistico e di società che pagano i propri giocatori, allenatori, dirigenti fior di quattrini. Mi devi spiegare per quale ragione io dovrei pagare per mantenere nel lusso questa gente.
        Quale beneficio posso trarne io e tutta la collettività dalla vittoria o dalla sconfitta del Cagliari o anche del Banco di Sardegna? Al massimo un po’ di anestesia per la merda che sta salendo sempre più. Se tu sei contento così io non posso certo farci nulla. Ma se permetti, se tagliano scuola, università e ricerca e chiudono istituzioni culturali di prima grandezza (vedi la chiusura dell’Istituto Italiano per gli studi Filosofia a Napoli, ma già quella è Napoli…); innalzano l’età pensionabile per fare cassa, io invece mi preoccupo. E se proprio devo trovare dove tagliare, gli sport professionistici per me sono i primi. Non sarà così per te, magari ti basta una vittoria del Cagliari o un canestro ben fatto e sei felice per tutta la settimana. Ripeto contento te…
        Ti consiglierei di migliorarti un po’ nelle domande retoriche: le si fa quando la risposta appare a tutti scontata, non quando pare solo a te. Non è che se a Sassari investono sul palazzetto facciano meglio di Cagliari, non capisco perché fai questo esempio a me, ip non sono sassarese e neppure un fanatico di basket.
        La parte sull’America, anzi Amerika, credo sia dovuta al mio nick. Purtroppo per te anche per buttarla in politica ci vuole un minimo di sapidezza!
        Infine, gente come te non ha bisogno di giustizieri. È bravissima a giustiziarsi da sola!

        • Vedo che invece tu non hai capito niente, compagno.
          In tutte le città del mondo, avanzate e meno avanzate, in periodi di crisi e in periodi di vacche più grassottelle, le amministrazioni locali hanno sempre interesse a costruire (se vuoi ad agevolare la costruzione) di infrastrutture sportive per la disputa di sport professionistici, specie se di questi sport sono appunto protagonisti compagini della stessa città, con ritorni di immagine abbastanza evidenti, come appunto succede a Sassari per es. (ma gli esempi in giro per l’Italia e per il mondo sono migliaia).
          Che un’amministrazione comunale debba occuparsi di fogne e case popolari non esclude che si debba occupare anche di infrastrutture sportive di alto livello che (tuo malgrado) interessano decine di migliaia di cittadini di quella città, che gradirebbere appunto frequentare uno stadio (comunale o privato che sia) di calcio o un palazzetto dello sport dove si possano seguire partite di serie A.
          Il discorso varrebbe allo stesso modo se si stesse parlando di ippodromi, velodromi, stadi per il baseball o altro, anche se i proprietari di quelle squadre o gli organizzatori di quelle manifestazioni fossero pure ricchi miliardari.
          Il discorso non cambia, le buone amministrazioni si occupano di tutto, come fanno in tutte le città del mondo, anche in periodi di crisi, lo sapevi?

          • Sovjet says:

            Intanto io userei con più cautela “tutte le città del mondo”, perché mi sa che non è esattamente così. E non mi risulta che i paesi in forte crisi economica investano in strutture per sport professionistici. Anzi, mi risulta esattamente il contrario, che si coatruiscano queste strutture quando i denari girano. Ma forse nel tuo mondo le cose funzionano in un altro modo. Saprai fare comunque qualche esempio.
            Certo, a volte si punta sullo sport, per propaganda e far dimenticare i problemi veri alla gente. Da questo putno di vista lo sport è oppio dei popoli: succedecva nella Germania nazista, nell’Italia fascista e nei regimi a socialismo reale. Le Olimpiadi di Pechino sono state uno splendido esempio di manifestazione di potenza da parte della Cina. Cosa però che aveva più a che fare con la geopolitica che con lo sport, a saper leggere e scrivere.
            Io so una cosa, che vale per le amministrazioni, per le famiglie, per le imprese e forse anche per te: quando ci sono risorse scarse si dà una priorità alle cose importanti e si sceglie. E tra latte e biglietto allo stadio per i miei figli io sceglerei il latte. Se tu faresti diversamente sono problemi tuoi (e dei tuoi eventuali figli). Naturalmente per “latte” intendo anche la possibilità che i miei, i tuoi e i figli di tutti lo sport possano praticarlo e non assistervi da spettatori.
            Ma che vuoi, a ciascuno il suo. C’è a chi piace partecipare e a chi guardare.

        • Vito Biolchini says:

          Stavolta quoto Lo Garitmo. Lo sport è un fattore di coesione sociale (oltre che di promozione umana) fortissimo e unico, di cui la politica ha il dovere di occuparsi. “Quale beneficio posso trarne io e tutta la collettività dalla vittoria o dalla sconfitta del Cagliari o anche del Banco di Sardegna?”, ti chiedi. Semplice: pensa a cosa ha significato la vittoria dello scudetto del Cagliari dal punto di vista sociale per tutta la Sardegna.
          Lo sport professionistico poi è il naturale sbocco di un movimento dilettantistico, senza il quale la serie A di calcio non esisterebbe. Il problema è che la politica spesso lo finanzia per motivi meramente clientelari. Il Cagliari ha bisogno della Regione? Secondo me anche no: sul mercato Cellino può trovare anche altro. Diverso è il caso della Dinamo, che fa un lavoro pazzesco anche a livello sociale e di cultura sportiva.
          Però la fuga del Cagliari (a prescindere dalle responsabilità) è un fatto oggettivamente negativo per la città. Dove peraltro sul fronte dello sport (anche dilettantistico) non mi sembra ci siano stati grandiosi passi in avanti rispetto al passato.

          • Sovjet says:

            Caro Vito, permettimi di dissentire.
            Intanto precisiamo meglio l’argomento: io non nego in nessuna parte del mio ragionanamento il valore dello sport come strumento educativo. Sul fatto che sia anche un elemento di coesione sociale, dipende da come la vedi: anche il nazionalismo è un elemento di coesione sociale. Lo sport – soprattutto quello agonistico e più di tutti il calcio – spesso divide e non unisce. Proprio come il nazionalismo. Divide in fazioni che si confrontano e spesso scontrano dietro bandiere di colori diversi e senza neppure gli interessi che muovono le guerre vere. Non sfugge il rapporto tra Stella Rossa Belgrado e le Tigri di Arkan, non sfugge neppure lo stadio come palestra d’allenamento di grupposcoli para o neo fascisti. È questa la coesione sociale? Io contro di te perché tifi un squadra diversa? No, grazie! Meglio cercare la coesione in qualcosa che unisca tutti invece che dividerli in gruppi più o meno grandi dietro ina bandiera.
            Ma torniamo a noi: io ho parlato di società professionistiche, che pagano milioni i propri giocatori, allenatori e fior di quattrini i propri dirigenti e a volte anche quotate in borsa. Che magari esonerano un allenatore perché gli sta sulle palle, ma per contratto (e ci mancherebbe!) devono tenerlo a busta paga, retribuendone anche un altro. Parlo di un sistema talmente sputtanato da non poter più contare gli scandali. Devo metterci soldi miei? Sì, se voglio, ma non quelli che pago per con le tasse per il bene dela collettività.
            Io sono favorevole allo sport dilettantistico, ho giocato 13 campionati di calcio nelle serie minori e almeno 4 di pallavolo. E infatti non avrei difficoltà a finanziare scuole calcio o di qualsiasi altro sport in modo da permettere a tutti di praticarlo, con allenatori preparati e attrezzature adeguate. Ma una volta che arrivi a farne un mestiere, allora ti mantieni da solo, anche perché, ripeto, le retribuzioni non sono quelle di un metalmeccanico.
            Poi, esattamente, che cosa ha significato la vittoria dello scudetto del Cagliari? A parte l’effimero momento, perché di un momento si trattò, dove non ci siamo più sentiti più sfigati degli altri? Nulla. Dal 1970 ad oggi cosa rimane di quella vittoria? Niente, sfigato eravamo e sfigati restiamo, terra di conquista eravamo e terra di conquista restiamo. Poveri eravamo e poveri (non tutti certo, ma in media sì) e poveri restiamo. E come tutti i poveri ci basta un po’ di “panem” e un po’ di “circenses” per essere felici.
            Infine, per chiarire io non ho nulla contro Massimo Cellino. Per altro sono amico e ho giocato pure a pallone col fratello per anni. E anzi, lo reputo il miglior presidente che il Cagliari abbia avuto, perché durante la sua gestione è riuscito a mantenere il Cagliari nella massima serie per moltissimo tempo, con una gestione oculata e grande capacità di individuare buoni giocatori. Questo per dire che sarà pure la “Cellinese”, ma la sta tenendo in serie A. Però è anche un imprenditore con pelo sullo stomaco e come spesso fanno gli impenditori, tende ad approffittare laddove sia possibile. Ma lui fa il suo mestiere, l’amministratore pubblico invece deve fare il suo.
            Quindi caro Vito, a mio parere ogni tanto anche tu ragioni da tifoso e quando si ragiona da tifoso l’importanza delle cose muta di dimensione in relazione alla vicinanza dell’oggetto amato.

  49. efisio erriu says:

    o vito non toccare cellino che i tifosi cagliaritani si arrabbiano.
    uno che ha reso il cagliari grandissimo (..?..) non si può criticare neanche se si fotte le mogli di tutti gli ultras della curva nord.
    però un problema di sicurezza c’è: con larrivey in campo fenicotteri e bambini che passeggiano al poetto la domenica pomeriggio sono veramente in pericolo.
    bravo cellino, bravo presidente! gne gne

  50. Giacomo says:

    Commenti allucinanti..Meritereste che il Cagliari andasse a giocare a Budapest. Quartu Sant’Elena è una città mezzo morta, l’arrivo del Cagliari Calcio la risveglierà alla grande! Guardate il lato positivo anzichè essere catastrofici. E tu, anzichè star là a scattare foto, ti sei documentato? O parli a vanvera su ipotesi fatte da te stesso? Saluti

  51. Anonimo says:

    Signor Biolchini, con tutto il rispetto, mi permetta di dirle che probabilmente Lei sia rimasto chiuso in Sardegna e non ha girato nel resto d’Italia, Europa e Mondo, perchè non avrebbe mai scritto quel che ha scritto, che denota purtroppo considerazioni soggettive, che per questo sono solo sue, ma oggettivamente non sa di cosa sta parlando e dimostra di non essere a conoscenza della materia, cosa che un giornalista non si potrebbe permettere

  52. Anonimo says:

    che cellino non abbia avuto la possibilità di costruire lo stadio è un dato di fatto.. e non lo si può negare.. l’enac riconosce la possibilità di creare spazi ricreativi, delle vere e proprie aree commerciali a quattro passi dall’aereoporto ,in quanto garantiscono un afflusso di persone non indifferente ..passando col treno nel tratto vicino all’aereoporto si nota bene che l’area nel quale si sarebbe dovuto costruire lo stadio rispetta tutti e 500 metri di sicurezza richiesti dall’enac.. vedere per credere.. eppure niente di fatto.. tutto è stato negato ,perchè troppo rischioso.. in Italia altri stadi come hanno citato altre persone in basso, presentano realtà simile eppure tutto comunque è sempre stato gestito. purtroppo la burocrazia crea questi problemi. io seguirò comunque il cagliari, e lo stadio sarà a norma

  53. Riccardo says:

    Passando in bici ho osservato più volte lo stadio dalla fine di luglio in poi, immortalando con la mia fotocamera la struttura ( stadio in effetti è una parola grossa) : oggettivamente c’è molto lavoro da fare, non si tratta di dettagli, mancano del tutto o sono appena abbozzati elementi importanti per la sicurezza, la viabilità, il decoro. Considerando poi che alla fine quasi tutto viene fatto ex-novo o rimontato tal quale dal S.Elia (tribuna distinti e curve), come luogo andava bene qualsiasi campo già esistente nell’hinterland, con ampi spazi da utilizzare. Quel che fa rabbia è che il Presidente “del” Cagliari Calcio (si rassegni, “la” Cagliari Calcio come termine lo usa solo lui e L’Unione/Videolina) si spacci per “orfano dello stadio”, quando la scelta di andar via dal S.Elia è stata solo sua, iniziando un controproducente braccio di ferro contro tutti i non allineati ed elemosinando poi ospitalità a Quartu perchè il Cagliari va aiutato…purchè però si faccia sempre come vuole lui.

  54. caro Vito ti ringrazio per l’articolo e condivido ciò che scrivi e le domande che ti fai. Mi dispiace che il tono dei commenti sia solo ed esclusivamente “calcistico”, mentre tu suggerisci altri elementi. Abito in via Beethoven da dieci anni e proprio dalla finestra vedo ogni giorno i lavori di questa tremenda trasformazione. Una struttura enorme rispetto al poco spazio che ha intorno, completamente a ridosso dei palazzi, come ben si vede dalle tue foto. Una struttura, ricordo, che ci ha privato prima di tutto degli impianti sportivi comunali, e già questa sarebbe una prima considerazione non calcistica ma come dire di “politica”, visto che il sindaco si deve occupare dei propri cittadini. Un altro aspetto è la trasformazione del panorama, un carattere peculiare di Is Arenas, sul quale si sorvola con superficialità. Anzi nella relazione del comune si ha il coraggio di scrivere che “tra gli effetti conseguenti alla realizzazione dell’opera” c’è la “tutela della percettività del paesaggio”. Ma arriviamo ad un altro punto, fondamentale, che trasformerà questo tranquillo quartiere: le modalità di accesso attraverso le vie Beethoven e S’Arruloni. Possiamo con serità riflettere su quali siano le effettive conseguenze per i residenti? Come è possibile che si possa considerare normale che le limitazioni di transito (non poter uscire di casa o poterci rientrare) da tre ore prima della partita fino la completo deflusso siano estese ai residenti? Si sta parlando della vità di una persona, di esigenze di lavoro per i turnisti, di esigenze particolari di salute, insomma della propria libertà. Se mai lo stadio dovesse ospitare le partite i residenti dovrebbero ricevere garanzie certe, un pass, per gli spostamenti senza alcuna limitazione.

  55. …e’ un articolo goliardico vero?? E noi “sudditi” del presidente Massimo ci siamo cascati!!! Bravo, hai avuto il tuo momento di gloria. Goditelo, ma fattene una all’Is Arenas si giocherà comunque!! Saluti
    Syd

  56. Il sig. Lucio says:

    Sig Biolchini le voglio innanzitutto ricordare che la sua tesi sullo stadio a Elmas è stata sconfessata dal TAR, questo dovrebbe metterla in guardia dal parlare di argomenti che non conosce, perché da quello che risulta a tutti noi lei non era un giurista prima (quando si parlava dello stadio a Elmas, dove lei sosteneva che un regolamento di un organo amministrativo non fosse annullabile) e non è un ingegnere oggi, ma dall’alto della sua grande conoscenza, lei cosa propone??? Probabilmente nulla visto che ha solo interesse ad andare dietro al Sindaco di Cagliari e nn ha nessuna intenzione di proporre nulla, meglio lo stadio a Quartu che nessuno stadio.
    Nel Sant’Elia ci facciamo il mausoleo a qualche giocatore del Cagliari che ha vinto lo scudetto, così voi sulla cinquantina siete tutti contenti…

    • marybonny says:

      Signor Lucio io invece sono un ingegnere. Si legga la legge (le allego il link) e venga a discutere con me sull’idoneità dello stadio di is Arenas alle partite di serie A. E se non le bastasse rilegga tutti questi commenti e troverà anche i commenti di altri colleghi progettisti che mettono in dubbio questa idoneità per un sacco di motivi
      ecco la legge: la prego, la legga

      http://www.osservatoriosport.interno.it/approfondimenti/RegStadi0708.pdf

      Altra cosa: questa legge è condizione necessaria ma non sufficiente:
      lo stadio non deve
      1)entrare in confiltto col ppr piano paesaggistico regionale
      2)non deve entrare in conflitto con puc di Quartu
      Allora lei mi raccomando si informi bene poi ci facciamo una discussione tra tecnici: sono curiosa di sentire la sua opinione, vorrei sapere come mai lo stadio è idoneo.
      Altra cosa: mi pare che Vito Biolchini non abbia 50 anni, o se li ha se li porta benissimo

  57. Supresidenti says:

    o Vito, faimi unu praxeri. non scriasta prus nudda de su stadiu ca giai e difficili sighiri a andai a innantis de aicci, non t’inci pongasta tui puru..

  58. su frari says:

    straordinario… siamo tutti nella merda, senza lavoro, senza civilta’, senza politica… ma quando si parla di calcio gli animi si surriscaldando manco ci avessero rubato il paese in cui viviamo. Ma chi cazzo siamo? povera nostra patria.

  59. siete tutti completamente pazzi…O_o…cercatevi un altro sport..il calcio vi fa male:O

  60. Anonimo says:

    LUNEDI PROSSIMO ANDRO’ A RINNOVARE IL MIO DECIMO ABBONAMENTO CONSECUTIVO, CIA VITO. CI VEDIAMO IL 2 SETTEMBRE AD IS ARENAS. SEMPRE E SOLO FORZA CAGLIARI . UN EX CUSTODE

  61. Quanta polemica uno lo stadio non e’ finito due lo stadio finito sara a nirma tre ma non e che sei di parte io vado in curva da 37 anni e sono un ex ultras S C orgoglioso e fiero di esserlo ora ma con piu anni guarda che i tempi sono cambiati tagferugli sono cosa vecchia .

  62. Marco Antonio says:

    Posso dire una cosa?
    Ma non si poteva comprare il terreno del S.Elia in affitto per 99 anni, demolire lo stadio e costruirne uno a norma (e all’inglese) e di proprietà del Cagliari come ha fatto la Juve col terreno del Delle Alpi?
    Non c’era un progetto originario, in realtà, che prevedeva demolizione e ricostruzione del S. Elia?
    Cos’era successo, che non ricordo bene, tra il Comune e il Club, che aveva dirottato il progetto all’aeroporto di Elmas?
    Eppure è una soluzione così semplice… Perché a Torino le fanno, le cose, e a Cagliari no??

    • Daniele says:

      A Torino la Juve s’è comprata il terreno e ha fatto lo stadio a spese proprie. Cellino invece voleva il terreno del S. Elia in regalo… è sempre comodo in Italia fare impresa con le spese pagate da altri, specialmente contribuenti coartati… Speriamo che sto stadio non abbia mai l’autorizzazione e che buttino la società di Cellino in qualche serie che più gli compete…

    • Gianluca says:

      Marco, il problema è che lo stadio Sant’Elia è di proprietà del Comune di Cagliari, mentre il terreno su cui poggia è di proprietà della Regione. Cellino decise per Elmas vedendo che, dopo anni di tavoli con Comune e Regione, non si vedeva via d’uscita nonostante gli enti coinvolti fossero a favore di un progetto di recupero dell’area completamente a carico della Cagliari Calcio.
      Sicuramente giocare a Sant’Elia non era più fattibile, non scherzo quando dico che c’erano pezzi di cemento armato staccati dalla struttura grandi quanto una testa umana. Ne va della sicurezza dei tifosi

  63. luca m says:

    chissa a parti invertite….Cellino sindaco di Cagliari e Zedda presidente del Cagliari, anche quest’articolo sicuramente avrà sicuramente un tono diverso. Che c’entra scrivere il sindaco di centro destra di quartu? Siamo ancora alle divisione politiche che non esistono piu.
    Basta girare in citta come genova, bergamo, siena firenze per vedere stadi urbani e da chiudere per la sicurezza.
    Cagliari no,elmas no, quartu no…siamo sempre i soliti piccoli sardi invidiosi l’uno dell’altro…

    • “Cagliari no,elmas no, quartu no…siamo sempre i soliti piccoli sardi invidiosi l’uno dell’altro…” Cagliari no è stato Cellino a volerlo.

  64. Già, ma perchè ti fai tutte queste domande..? Fai una cosa utile, smetti di comportarti da checca isterica e prova a scrivere come scriverebbe uno che perlomeno prova a farlo…

  65. Anonimo says:

    infatti piantala di andare sempre contro cellino ,lo stadio voleva farlo nuovo ad elmas . ma se vuoi costruire qual cosa di buono ,come al solito in sardegna ti tagliano le gambe lasciatelo fare almeno questo se no il cagliari dove gioca?a trieste!

  66. Solo noi non possiamo avere uno stadio “cittadino”? E a Siena? E a Firenze?
    Toh…ma salvarì…e piantala di stare appresso a Zedda rosicone.

  67. Gianluca says:

    Ah Vito, le vie antistanti lo stadio saranno chiuse al traffico. Questo potrà creare qualche disagio ai residenti (penso che da questo punto di vista sarà fatto qualcosa), ma ci sarà tutto o spazio per le manovre delle forze dell’ordine, ma anche per i punti vendita degli importantissimi caddozzoni!

    • Daniele says:

      Infatti è una follia rendere prigionieri i residenti che non potranno entrare o uscire di casa in un certo orario… Niente giustifica una cosa del genere, tantomeno uno stadio tirato su a cazzo per non pagare i debiti al comune di Cagliari…

      • I residenti avranno un pass….allora anche per il mercatino di Via S.Benedetto è la stessa cosa….ogni mercoledì mattina bloccano tutto.
        Accendi il cervello prima di dire cretinate.

      • Gianluca says:

        Matt, di casa potrai uscire ma non potrai prendere la macchina. Qualora la debba usare (e non vengano istituiti questi famigerati pass) potresti parcheggiare la macchina in qualche strada vicina prima del blocco del traffico. E’ una prassi in presenza di stadi urbani, miei amici che vivono vicino al Franchi di Firenze fanno così quando devono usare l’auto

  68. Gianluca says:

    Caro Vito, leggo sempre con piacere i tuoi articoli e spesso mi trovo d’accordo con ciò che esprimi. Per questo articolo purtroppo non posso dirlo. Le tue tesi scandalistiche purtroppo non reggono, semplicemente per il fatto che quì Cellino ci sta mettendo tanti soldi (non sono quei 1.8 milioni di cui si parlava all’inizio, ma almeno il triplo), e ciò non è giustificabile per il solo accesso in deroga di 5000 persone. La questione sicurezza non si pone a parer mio, nel senso che zone di pre-filtraggio e balle varie sono cose che esistono solo in Italia: ci sono tutti i mezzi per responsabilizzare finalmente i tifosi (e a Is Arenas si dovrebbe agire in questo senso non posizionando barriere divisorie tra settori e davanti al campo di gioco), questa è la strada per creare una cultura del vivere civile. Per quanto riguarda la struttura in sè, penso sia molto più sicura di molte infrastrutture apparentemente più “solide” per non parlare del Sant’Elia, dove tu hai visto solo calcinacci cadere mentre io ho visto pezzi di cemento armato grandi quasi quanto una testa umana!

  69. Roberto says:

    Leggo attacchi al sig.BIOLCHINI indegni di una tifoseria moderata come quella del Cagliari. Interrogatevi su quella sciagura del presidente nullatenente con fuori strada e barca al seguito che prende 38 milioni di euro da Sky per merito di gente abbonata alla squadra da 50 anni. COMPLIMENTI! !!!!

  70. spessotto says:

    Il fatto che sia uno stadio piccolo e scomodo (e forse insicuro) potrebbe far cambiare certe abitudini ai cagliaritani……Addio macchina sotto la curva e tutti a piedi…..In ogni caso, con tutto questo caos vale la pena rinnovare l’abbonamento?? Boh….

    • Anonimo says:

      si ne vale la pena abbonarsi al cagliari calcio a prescindere dalle vostre opinioni visto che siete gente da mediaset premium o SKY .un ex custode

      • Daniele says:

        Ma speriamo retroceda… il primo “da mediaset premium o sky” è Cellino col suo modo di intascare i ricavi, comprare mezze seghe a cui fa contratti da tanalla e mobbing, e continua ad essere tenuto a galla dai cretini che nonostante tutto continuano a finanziarlo…

        • Prima dovresti retrocedere tu…..o forse lo sei già.

        • Anonimo says:

          ll signor daniele. e gia mentalmente retrocesso e il classico sardo che sicuramente tifa le squadre della penisola , la sua opinione serve solo per fare numero, sempre forza cagliari

      • spessotto says:

        Gente da Sky o Mediaset?? Chi ti scrive è un vecchio abbonato della Curva Nord che ha iniziato a seguire il Cagliari ben prima dell’era Cellino…..La mia domanda voleva essere solo uno spunto…..E se l’ho fatta è proprio perchè dopo tanti anni cominciano a seccarmi certe prese in giro operate dalla società a cominciare dalla questione stadio….Caro ex custode tranquillo che la fede nella maglia del Cagliari non muore…..Nonostante Cellino….

  71. non so chi sia l’autore dell’articolo ma è abbastanza chiaro che non ha idea di cosa siano gli stati urbani in Italia, come Bergamo , Vicenza , Bologna per citarne qualcuno dove non esistono neppure aree parcheggi e i tifosi dalla mattina si trovano in per le vie della città in direzione stadio Chi viene a vedere i lavori a Quartu vedrà uno stadio in costruzione che già così e meglio del nostro glorioso Sant’Elia. Per quelloche riguarda gli scontri e da anni ormai che non si verificano fuori dagli stadi ma in altre zone meno controllate…..punti di vista…..speriamo di giocare a Quartu già dalla prossima !!!!

  72. Roberto says:

    VITO anche se hai totalmente ragione qualche tamarro che difende Avellino lo troverai sempre.

  73. Anonimo says:

    Vito ti stimo. Sei un bravo giornalista, anzi, sei un giornalista e sai che questo è un complimento grande. Ma fammi dire due cose.
    Il mio bambino frequenta la quarta elementare proprio in via Beethoven e, tre volte alla settimana attraversiamo la strada e lo porto a giocare al Basket Quartu.
    Ho visto i lavori dello stadio dalla “prima pietra”, che poi fosse un tubo Innocenti lascia il tempo che trova. Ho da subito avuto più di una perplessità proprio per la sicurezza e la viabilità, solo un cieco potrebbe non averne.
    Ma e mi rivolgo con sete di conoscenza proprio al Vito giornalista, perchè quest’uomo, che può anche essere umanamente antipatico o imbroglione a seconda di come la si voglia vedere, non riesce a fare uno stadio per far giocare il SUO Cagliari? Io sono un tifoso da quand’ero bambino e ho visto Amsicora, ho visto S. Elia, ho rivisto Amsicora, ho visto Tempio, ho visto Trieste. Questa cosa deve finire. Per favore, dimmi perchè il Cagliari non ha uno stadio.
    Perchè il S. Elia non è uno stadio.

    • Vito Biolchini says:

      Caro amico, io invece penso che il Sant’Elia sia uno stadio. Brutto per questi tempi ma infinitamente più sicuro e comodo di Is Arenas. E penso che Cellino non riesce a fare il suo stadio semplicemente perché nessuno oggi può costruire uno stadio a 500 metri da una pista di aeroporto.

      • Caro Biolchini,vai a Bergamo allora. Così vedi e ti rendi conto che a 500 metri da una pista di aeroporto ci può stare non solo uno stadio ma anche un grande centro commerciale. E a Livorno ci sei stato? Lo stadio è incastonato in mezzo alle palazzine. A Firenze lo stadio sta in una zona che viene transennata dalla sera prima,per evitare incidenti e ingorghi del traffico. Ma non solo: tu l’hai visto l’aeroporto di Firenze dove sta? Ma di cosa parli?

      • Gianni says:

        Peccato che neppure due anni fa di fronte all’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) abbiano fatto costruire il più grande centro commerciale d’Italia a soli 340 metri dalla pista di atterraggio (controllare e misurare su google map per credere)……. con una sostanziale differenza nello stadio di Elmas ci sarebbero al massimo 20000 persone per 5/6 ore ogni due settimane, nel centro commerciale di Orio al Serio ci trafficano non meno di ventimila persone per ora per circa 18 ore al giorno.
        Capisco che a voi di sinistra il comportamento di Cellino provochi invidia e vi roda il culo, ma almeno abbiate l’onestà di riconoscere che questa è solo una battaglia politica e ne a Lei, ne agli altri “criticoni” di Cellino importa una mazza di sicurezza e quant’altro!

        • Daniele says:

          Ci credo che il comportamento di Cellino mi fa rodere il culo: non pagando i debiti al Comune di Cagliari sta derubando anche me che copro quelle spese al posto suo: dovrebbero pignorargli fino all’ultimo tubo innocenti invece di lasciargli sfruttare il nome di Cagliari per una società che porta a giocare altrove.

          • Daniele mi hai tolto le parole di bocca. Io sono tifoso del Cagliari, ma non per questo intossicato né accecato dalla fede rossoblù. Cellino ha un enorme debito insoluto col Comune di Cagliari…
            “ne agli altri “criticoni” di Cellino importa una mazza di sicurezza e quant’altro!”
            A me della sicurezza importa, di uno stadio abbandonato che bastava ristrutturare o demolire e ricostruire importa, e fra i “quant’altro” c’è la questione del debito che non è roba da poco.
            Ma quanti talebani intervengono in questo forum!

          • Anonimo says:

            I debiti il comune li riscuoterà come riscuote i debiti di tutti coloro che non pagano!
            Mi sa caro amico che tu sia un pò ignorantello.

  74. signor biolchini, e chiamandola signore le sto facendo un compliento, probabilmente lei è geloso del cagliari e della sue gesta????……o probabilmente in qualche circostanza cellino o qualche tesserato gli ha fatto uno sgarbo, forse gli ha un giorno mancato di precedenza con la vettura o superato nella fila alla posta?????……….già la sua frase iniziale “….la libertà di stampa è di chi possiede un organo di stampa” lascia molto a desiderare dato che TUTTI hanno libertà di stampa…..senza contare il linguaggio volgare con cui esordisce in questo articolo……anzi, definire le sue gesta “articoli” è un insulto ai veri articoli…..si vergogni!!!!!!!!

    • spessotto says:

      Mi scusi Ramo, provo a prendere seriamente il suo intervento. Con la situazione grottesca che si è creata sullo stadio quello che si dovrebbe vergognare è il sig.Biolchini?? C’è qualcosa che mi sfugge…..Da più di 10 anni lo stadio è stato privato della manutenzione necessaria vuoi per il disinteresse (interessato) del Cagliari, vuoi per una classe politica assolutamente inadeguata….Negli ultimi anni si sono rincorsi mille progetti, uno più assurdo dell’altro….E quindi?? Sono gli articoli di Biolchini su uno stadio che ottimisticamente può essere chiamato tale a rappresentare una vergogna? Chi si dovrebbe vergognare per questa situazione (e per tante altre…) gira per la città a testa alta….

      • Gianluca says:

        Io provo a tornare indietro nel tempo, fino a quando furono costruite le tribune al Sant’Elia (ricordo che era la prima giornata di un campionato di serie B, un Cagliar-Messina del 2001 se non erro. La curva sud fu dichiarata inagibile coi tifosi già dentro e ci spostarono tutti nei distinti). Quelle tribune dovevano rimanere lì per un anno per convenzione, il Cagliari Calcio si sarebbe dovuto occupare della manutenzione ordinaria (terreno di gioco e strutture quali spogliatoi e uffici) mentre il Comune di Cagliari della manutenzione straordinaria. Nel particolare il Comune avrebbe da subito dovuto iniziare l’opera di ristrutturazione delle tribune dello stadio, in maniera tale che alla scadenza dell’anno di convenzione potesse essere usufruibile nella sua interezza senza la necessità di tribune posticce. Dunque l’amministrazione del tempo è la prima responsabile di questo scempio e sono d’accordo con te che dici che i responsabili girano ancora per Cagliari a testa alta.

      • Con ragione anche,direi…

  75. Giancarlo says:

    “Mania di protagonismo”…… Tipico di alcune (fortunatamente non tutte….) persone che fanno questo mestiere… Credono di sapere solo loro come stanno le cose e vedono complotti ovunque… Ci sono autorità che hanno responsabilità precise su sicurezza e ordine pubblico… Lasciamoli lavorare, aspettiamo le loro decisioni serenamente e vediamo di smetterla di remare contro per interessi particolari su cui non voglio neppure indagare tanto mi fanno schifo…

  76. Anonimo says:

    il solitto giornalista che esagera

  77. Daniele says:

    Assolutamente in disaccordo. Leggo tra le righe critiche per nulla costruttive e tristemente distruttive, tra l’altro spesso ingiustificate ed errate. Purtroppo questi articoli servono solo ad alimentare le polemiche, ormai stucchevoli, sull’operato del Cagliari calcio e il suo presidente.

  78. il giullare says:

    beh, per altri versi se mai riuscissero a far giocare il cagliari in quello stadio,lo si potrebbe costruire anche in zona san paolo, gli spazi sono similari….

  79. casteddu says:

    Oddio ma ti senti? Eri sopra quei “tubi” dal 2004 e non hai mai detto un cazzo, oggi che ti fanno lo stadio ti lamenti? E dimmi avevi altre soluzioni per far giocare il Cagliari in Sardegna? Il Sant’Elia sta cadendo a pezzi, per fare uno stadio “stadio”, ci vogliono minimo 2-3 anni, dato che il sindaco Zedda non alza il culo, inoltre con la burocrozia italiana passa un sacco di tempo. Non ti piace lo stadio? Benissimo, stattene a casa! Cazzo per me che vivo lontanissimo da Cagliari (o Quartu) sarebbe un sogno poter andare ogni domenica allo stadio, ma sono minorenne, ho genitori che lavorano. Sai quante volte sono andato a vedere il Cagliari in 17 anni di vita? 4! Perciò elimina questo cazzo di articolo, e vai a Is Arenas a tifare Cagliari!! 😉

    • Vito Biolchini says:

      Casteddu, come vedi ti ho pubblicato però in questo blog siamo tutti un po’ bacchettoni e certe parole brutte non le tolleriamo. Ti perdono perché sei simpatico e tifi Chiagliari come a me. Ci vediamo a Is Arenas.

      • casteddu says:

        Non volevo essere volgare, ma certe cose mi fanno incavolare, già solo sapere che al Sant’Elia ci andava più gente del resto della Sardegna, che di Cagliari è inconcepibile, spero che fosse davvero il Sant’Elia il problema! Ciao!

      • Anonimo says:

        Esordisci scrivendo “cazzate epocali” e poi pretendi che gli altri commentino in modo non volgare? Comunque la cosa piú volgare sono tutte le sciocchezze che racconti da comunista mangiabambini per difendere a spada tratta quell’inetto sindaco di Cagliari capace di fregiarsi del record di essere stato l’unico a riuscire nell’intento di mandare la squadra della sua città a giocare in un altro comune. VERGOGNATEVI

    • marybonny says:

      O ragazzino, abbassa la voce e modera i toni e prima di parlare informati, o se ne sai tanto vieni a spiegarci come mai il sindaco non alza il culo per usare il tuo modo di parlare: tu immagino che sei un esperto di economia e di bilanci del comune vero??????

  80. fai una cosa,cambia mestiere

  81. Effettivamente la zona non è tra le più adatte per costruirci uno stadio da Serie A, però esageri un po’ troppo, se mai faranno aprire lo stadio al pubblico vorrà dire che sarà a norma.

  82. Anonimo says:

    Parliamo di alternative concrete. Vito tu cosa proponi?

  83. ignazio says:

    lo stadio di IS ARENAS è a norma , punto e basta !

    • marybonny says:

      Ah si signor Ignazio?????? è sicuro di quello che dice????????? ora apro un mio post di discussione sulla legge e ne parliamo tra esperti.

  84. Anonimo says:

    PERCHE’ NON CAMBI MESTIERE…PSEUDO GIORNALISTA SFIGATO….

    • Anonimo says:

      CIAO FORTUNATO N.B. SI POSSONO ESPRIMERE DELLE OPINIONI SENZA OFFENDERE IL PROSSIMO, E RILASSATI

  85. Qualche ufficio appositamente preposto dovrà pure collaudarla questa struttura, prima che si possa utilizzare. O no?

    • efisio erriu says:

      se non lo collauda l’ufficio preposto, il sindaco può prendersi la personale responsabilità.
      se non lo fa, cellino perde i soldi e poi a chi li chiede i danni?

  86. Cmq tanti stadi inglesi di quelle dimensioni(ma anche stamford bridge) sono completamente dentro la città,tralasciamo cultura sportiva e capacità delle forze dell’ ordine di gestire la folla, gli spazi non sono cosi ristretti da farci un articolo del genere che tra l altro scade in ipotetiche discussioni politiche

  87. Andrea Emme says:

    Uno stadio è per sempre. Ora stai a vedere che nella stanza dei bottoni hanno letto l’articolo sullo stadio dei Green Bay Packers, oggi in un certo quotidiano, e che vogliono emulare.

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