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Case ai Rom: l’Unione Sarda fomenta il razzismo ma il sindaco Zedda e la Caritas stanno gestendo la comunicazione come peggio non si può

Che sulla vicenda delle case ai rom l’Unione Sarda stia soffiando sul fuoco e fomenti più o meno consapevolmente il razzismo abbiamo già detto. Ma bisogna ascoltare anche le considerazioni di don Carlo Follesa, che sull’Unione di oggi afferma che “il Comune così fa razzismo al contrario, perché i rom da emarginati ora sono diventati privilegiati”.

È chiaro che il sacerdote ci sta dicendo che questa è l’idea che frulla nella testa dei tanti cagliaritani che si trovano senza casa e in gravi difficoltà economiche, e che aprendo il giornale leggono di “ville agli zingari”. Ed era anche prevedibile che questo avvenisse. Ma cosa ha fatto il Comune per evitare che in tanti in città pensassero che i rom stavano andando ad abitare in case di lusso e che per loro l’amministrazione aveva un trattamento che non riserva ai cagliaritani? Niente.

In questa incresciosa vicenda anche il sindaco Massimo Zedda e la Caritas hanno dunque la loro discreta dose di responsabilità. Perché avrebbero dovuto gestire la comunicazione in maniera totalmente diversa, per esempio spiegando ai cagliaritani tutti i contorni e i particolari dell’operazione prima di attuarla.

Invece Zedda ha voluto tenere su tutta la questione rom un profilo basso, e ha sbagliato. Perché se avesse convocato una conferenza stampa insieme a don Marco Lai e all’assessore De Francisci (magari il giorno della seduta straordinaria del Consiglio comunale) e avesse spiegato per filo e per segno davanti all’opinione pubblica i dettagli di questa operazione, ci saremmo probabilmente evitati questo rigurgito di razzismo e i tanti fraintendimenti (anche di gente perbene) che non riesce a capire quale sia la logica che le istituzioni stanno utilizzando per affrontare lo sgombero del campo sulla 554 e la risistemazione dei suoi occupanti.

Invece Zedda ha taciuto e continua a tacere: un errore madornale. Non può giocare in difesa una partita del genere, ignorando che certi messaggi distorti comunque passano. Serve chiarezza e serve una parola autorevole da parte delle istituzioni. Errori come questo alla lunga si pagano: quando si evita di spiegare bene qual è la linea politica di una amministrazione, non si può poi accusare la gente di non avere capito, di avere frainteso o, peggio, di essere tutti razzisti.

Purtroppo sulla vicenda dei rom l’amministrazione cagliaritana ha tenuto fin dal principio un atteggiamento quasi omertoso, come se volesse far passare sotto silenzio l’operazione che stava compiendo. Perché?

Eppure la logica è tanto chiara quanto lodevole, e la riassume bene il direttore di CagliariIpad Guido Garau in questo pezzo dal titolo “Ville ai rom, buona informazione e un’opposizione non all’altezza”. Tutto chiaro e lineare: ma perché lo deve dire un giornale on line mentre il primo cittadino tace?

Quando l’incendio scoppia non si può evitare di chiamare i pompieri solo perché il suono delle sirene richiama l’attenzione di tutti. E non si può contare solo sull’informazione indipendente, sui blog, su facebook, che riempiendo secchi e bicchieri affrontano il rogo come possono. Le persone di buona volontà stanno affrontando il mostro a mani nude e l’amministrazione cagliaritana e i partiti di centrosinistra invece stanno a guardare. Tutto ciò è intollerabile.

Contro questo incendio Zedda ha a disposizione un idrante e non lo vuole usare. Il sindaco è ancora in tempo per convocare una conferenza stampa e raccontare ai cittadini per filo e per segno quali sono state le ragioni che hanno condotto la sua amministrazione ad affrontare la questione dello smantellamento del campo nomadi. Deve dire chiaramente quale è stato il ruolo della Regione e quali sono le risorse impegnate. Deve rispondere a chi lo accusa di occuparsi dei rom e non dei cagliaritani. Gli argomenti non mancano: l’ultimo Plus destina ai servizi sociali in città la bellezza di quaranta milioni di euro, mentre il sostegno ai rom ne costa appena trecentomila!

Sulla questione della case ai rom il sindaco Zedda ci deve mettere la faccia, una volta per tutte. E deve reagire agli attacchi. E invece tace. Anche oggi, colpevolmente. E questo non è banalmente un problema di comunicazione (perché il sindaco è sempre ottimamente consigliato), ma un problema politico. In ultima analisi, di democrazia.

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44 Commenti

  1. Defendi Remo says:

    Scusa,mi son fatto prendere dalla foga,puoi capire.

  2. Defendi Remo says:

    La figura di merda l’hanno fatta i giornalisti che sono stati sanzionati dall’ordine.Vedi Globalist.it

    • Vito Biolchini says:

      L’Ordine non ha sanzionato nessun giornalista, ma ha solo ritenuto di dover aprire un normale procedimento disciplinare. Cerchiamo di non diffondere notizie false, almeno noi.

  3. Anonimo says:

    E si! Dopo la figura di m…a che ha fatto in tutta Italia non poteva rispondere proprio niente!! Alle urne gli risponderanno i cittadini mandandolo a casa! SI DOVREBBERO VERGOGNARE TUTTI QUELLI CHE L’HANNO VOTATO!!

  4. Cardiga says:

    Mio Babbo questo fine anno chiude l’attività perché soverchiato dalle tasse (è un privato, il nemico dello stato), e ha a carico 2 figli che studiano all’università e non possono lavorare abbastanza a causa del tempo usato per studiare, e non possono ricevere borse di studio perché l’ISEE è troppo alto rispetto a un povero impiegato statale : non è che la casa la date anche a noi ?? Se volete qualche sera usciamo anche noi a rubare o fare i parcheggiatori abusivi !
    (Commento dall’aria razzista eh ?? Facciamo un quiz al volo : è più facile che esca a rubare un nullatenente morto di fame che potresti trovare a un semaforo, denotando la poca voglia di trovare impieghi facilmente reperibili tipo zappatore, o uno che ha reddito e casa ? Domanda da rispondere dopo un’assenza prolungata dal cinema : una chiaccherata con l’abitante medio di semafori/entrata delle poste vi farà capire che dato che hanno un’aria supplichevole non vuol dire che potreste candidarli al prossimo Nobel per la pace. Fame = disperazione, tesorini)

  5. Koalina says:

    Scusate se mi inserisco senza aver letto tutti i commenti precedenti.
    Sono completamente d’accordo con Vito.
    E’ necessario che il Sindaco Zedda chiarisca e spieghi al più presto (la cosa migliore sarebbe congiuntamente con la Regione) le ragioni, le necessità, le urgenze e gli obblighi che hanno indotto a porre in essere questi provvedimenti verso il campo Rom e i suoi abitanti. Bisognerebbe spiegare bene per esempio che i rom non hanno chiesto nulla, che sono stati destinati in quelle residenze perchè il campo è stato chiuso, e che a sua volta il campo è stato chiuso per ragioni di degrado, igiene, sicurezza ecc… e per tutte quelle condizioni che ormai costituivano un pericolo non solo per gli stessi abitanti del campo ma per tutta la città; bisognerebbe spiegare che nulla è stato tolto a nessuno, l’origine dei fondi e la loro destinazione, quanto si spendeva prima e quando si spenderà adesso, quali sono i progetti per un nuovo eventuale campo, ecc.., ecc..
    Mi ha molto colpito inoltre un’espressione usata da Don Marco Lai “Emergenza che riguarda cittadini cagliaritani, gli ultimi degli ultimi nella scala dell’emarginazione, cristianamente direi che sono i Cristi del nostro tempo.” Don Marco indica queste persone come “cittadini cagliaritani”. Posto che anche se non lo fossero si avrebbe comunque il dovere civile di assisterli, credo che se veramente sono cittadini italiani e cagliaritani questo dovrebbe essere spiegato chiaramente. (riporto il link per le dichiarazioni di Don Marco di cui sopra http://www.ufficiostampacagliari.it rassegnastampa.php?pagina=27112).
    Il motivo per cui si dovrebbero dare tutte ed altre spiegazioni, con chiarezza con cura e soprattutto con tanta pazienza e impegno, non risiede solo nella necessità politica di contrastare un’opposizione “becera” che si arma di strumentali bugie attraverso i mezzi più potenti dell’informazione, sobillando l’opinione pubblica e irresponsabilmente rischiando di mettere in pericolo le persone e di scatenare ulteriore razzismo e conflitto sociale; non si tratta solo di chiarire per non pagare prima o poi politicamente certe leggende che rimangono nella testa e nella memoria delle persone, Il motivo più importante secondo me è di ordine culturale! Se vogliamo il progresso civile, sociale e umano di una comunità, se vogliamo che la solidarietà, l’equità e il rispetto facciano di nuovo parte della nostra società e della forma mentis della nostra città e del nostro Stato.
    Forse si perderà un pò di tempo in più, forse sembreranno parole buttate al vento, forse sembrerà che la maggior parte delle persone non capisca ecc…. ma questo non importa, ci vuole tempo, molto tempo. Bisogna sempre seminare a dovere senza arrendersi, se anche un solo germoglio in più fiorirà sarà un passo in avanti. Non abbiamo bisogno solo di risparmiare per far quadrare fondi pubblici sempre più esigui e disastrosi, abbiamo bisogno di conquistare e riconquistare la nostra civiltà, e questo è un preciso dovere anche della politica, a tutti i livelli, anche perchè, perdonatemi la franchezza, è la stessa politica che ha molte responsabilità nei confronti dell’abbruttimento civile e sociale che stiamo vivendo, perchè ha abdicato per troppo tempo, npn solo ai suoi doveri, ma soprattutto a quei valori di cui sarebbe dovuta essere esempio.

  6. Pingback: Cagliari: Ville con piscina, idromassaggio, marmi e mosaici per i Rom sgomberati - Page 2 - Stormfront

  7. Scusa Vito, apprezzo come al solito il tuo lavoro. sul merito ho forse stradetto sul mio profilo facebook. ma qui hai citato Don Carlo Follesa. Non ho il numero di telefono di don Carlo Follesa. Mi ha veramente amareggiato. Spero che possa leggere questo messaggio. E’ inammissibile che lui, proprio lui, parli di razzismo al contrario. Primo perchè dà credibilità con estrema superficialità a quello che non è vero, la storia delle ville di lusso. Secondo perchè attacca la Caritas della sua diocesi per le scelte fatte, ne parli anche con il vescovo se ritiene che la caritas sbaglia. Terzo perche si inizia a dire cosi e poi si finisce con dire “che gli sbandati, i tossicodipendenti, gli emarginati, che si arrangino per i loro errori. Prima le risorse ai cagliaritani basta con le risorse a questi delinquenti e a chi li accoglie e li sostiene”.
    Don Carlo, me lo deve insegnare Lei: non esiste la guerra dei poveri contro i poveri e certo non dobbiamo essere noi a fomentarla, no?

    • Anonimo says:

      Ma il sig. Biolchini non è quel giornalista tanto libero da regalarci un articolo sul caso villa Soru? Articolo in cui scriveva dell’ex governatore: “È difficile dare di lui un giudizio che tenga conto di tutte le sfaccettature della sua personalità…Nessun giudizio dunque, ma il rispetto che si deve ad una persona in difficoltà”: quanto coraggio nell’esprimere un giudizio su un personaggio come Soru che i fatti hanno dimostrato essere una persona incoerente anche con le sue politiche e per di più un grande evasore fiscale!! Lui si che è un grande giornalista! Personalmente non ho mai letto niente di più stomachevole da parte di uno dei “migliori giornalisti” ne di tanto ipocrita pur di difendere un esponente della parte politica a lui cara!
      E questo “grande” giornalista vorrebbe dare adesso lezioni di moralismo relativamente a questa vicenda dei Rom a Roberto Casu e all’Unione Sarda?? come disse qualcuno: ” ma mi facci il piacere!.. mi facci! Gli unici razzisti su questa vicenda sono i giornalisti di questo giornalino on-line. Razzisti nei confronti di tutti i vostri concittadini pur di farvi vedere buonisti nei confronti degli ultimi, un buonismo pietoso politicamente corretto e ipocrita per darvi la patente di moralisti e ben pensanti.
      Ecco lei che elogia tanto il web, sig. Biolchini, dopo aver scritto articoli così ipocriti e banali, dovrebbe pulirsi la bocca prima di parlare dell’Unione Sarda e dei suoi giornalisti!
      Un consiglio ai redattori democratici di questa testata: oggi sull’Unione è uscito un articolo così titolato: “Senegalese Stupra un’amica al Poetto”. A quando i vostri articoli indignati verso la difesa di questo povero extracomunitario? Potete suggerire all’Unione di titolare l’articolo in questo modo: “RAGAZZA XENOFOBA ACCUSA EXTRACOMUNITARIO DIVERSAMENTE COLORATO DI AVERLA VIOLENTATA”

      P.s.:a dimostrazione dell’ipocrisia e della grande democrazia del giornale si accettano scommesse che quasto mio commento non verrà pubblicato nei commenti del blog dai “migliori giornalisti” che accettano anche le critiche!

  8. Sovjet says:

    Io credo che ormai sia chiara la cifra comunicativa di Massimo Zedda: mantenere un profilo basso, non alimentare polemiche e lavorare, nella convinzione che poi questo pagherà.
    Giusto, sbagliato, funzionale, disfunzionale, l’uomo è così: non è il Matteo Renzi dei fuochi artificiali comunicativi (e meno male!), è Massimo Zedda, con pregi e difetti.
    Fino ad ora, ad onor del vero, gli va dato atto di averla sempre spuntata lui, evitando di irrigidire le posizioni e facendo parlare i fatti.
    Anche questa volta mi sa che è andata così e se la conferenza stampa richiesta la farà, la farà quando sarà così chiara a tutti la manipolazione costruita contro di lui che non avrà neppure bisogno di infierire. E il tutto si risolverà, come molto spesso è successo fino ad oggi, con l’ennesima figuraccia dell’opposizione.
    Certo, io sottolinerei ulteriormente un punto ripreso da Vito: un conto è la gestione inefficace della comunicazione (ma vedremo se poi sarà così inefficace), un altro la manipolazione di una notizia a scopi politici e con possibili conseguenze anche sull’ordine pubblico, come quella dell’Unione Sarda. Se qualcuno più scemo degli altri decide di vendicare l’ingiustizia della “lussuosa”villa data ai Rom a modo suo, chi paga?

    • Sovjet: hai sintetizzato perfettamente quello che penso anche io, il sindaco è uno che non ama parlare, e soprattutto in una circostanza come questa dove alimenterebbe un fuoco dove è già stata gettata abbastanza benzina. Il sindaco, preferisce agire, inutile fare tante chiacchiere, per quello ci sono già abbastanza persone.

    • MammaTigre says:

      Sovjet, in linea di massima mi trovi d’accordo con la tua visione: mi riservo però di verificare se effettivamente il Sindaco mantiene per scelta il profilo basso per fare scacco matto anche in questa occasione. Ha tutto il mio appoggio da ex-cagliaritana per come sta gestendo la situazione.
      Quanto invece al titolo del post di Vito, spero vivamente che serva a spronare l’amministrazione a darsi una mossa sul versante comunicazione, quindi bravo così!

    • Supresidenti says:

      si caro sovjet, potrei anche essere d’accordo.. ma non la vorrei finire insieme a te a presidiare queste abitazioni dalle incursioni razziste di gente ignorante. Vito dava la sveglia (più a noi che al sindaco) e forse è davvero il caso che una questione come questa non la si lasci ne alla caritas ne ai pochi compagni che se ne stanno occupando. a si biri.

      • Sovjet says:

        Caro Presidenti, io credo sia utile che ciascuno di noi si occupi delle cose per cui è vocato nell’attività concreta e sviluppi sempre più e sempre meglio il proprio ragionamento e la propria visione di una società dove ci sia spazio per tutti.
        Sul tema delle popolazioni Romanì, perché poi alla fine, nel buio del pregiudizio, diventano tutti “zingari”, un po’ come qualche tempo fa ogni immigrato era “marocchino”, venisse pure dal Mali.
        Io credo che la questione Rom sia la cartina tornasole di ogni razzismo e non a caso da qualche parte devo aver scritto che forse è il caso di fare ammissione di razzismo e impegnarsi a smettere, piuttosto che utilizzare il solito incipit “io non sono razzista ma…”
        La verità è che questo è lo stile del sindaco e con questo stile agisce e fino ad ora si è dimostrato efficace. Ovvero, ha fatto quello che era possibile fare.
        Noi viviamo in una società talmente omologata, talmente massificata che semplicemente non c’è posto per chi resiste e non si vuole integrare. E infatti noi stessi, noi di sinistra, anche quelli radicali e antagonisti, con molta difficoltà – sempre che ci si riesca – facciamo a meno di format, abitudini e gadget standard della società contemporanea.
        Quella Rom non è una questione da non lasciare alla Caritas o ai pochi compagni. È la questione di una società dove non c’è spazio per le differenze reali. Dove basta un odore un po’ più intenso per marchiarti e un codice a barre ben impresso sul collo per renderti cittadino a pieno titolo.
        Quindi, prendendo atto dell’impotenza di fatto nel risolvere qualcosa che non può essere risolto – perché nessuno l’ha ancora risolto, non solo noi – meglio impegnarsi a migliorare le condizioni materiali delle persone, disinnescando il più possibile i motivi di attrito reali.
        Non si può chiedere a Zedda di fare il Renzi e non gli si può neppure chiedere di risolvere la questione in generale, né di “educare il popolo”. Quello che gli si può invece chiedere è di cercare di risolvere i problemi dei cittadini, trovando risorse, utilizzandole al meglio e cercando di fare ciò che è giusto.
        Sappiamo bene, sia io sia tu, come si costruisce, di indirizza e si manipola l’opinione pubblica semplicemente perché ne abbiamo esempi quotidiani.
        Servirebbe una maggiore capacità di gestione delle pubbliche relazioni da parte del sindaco? Forse sì. Anzi sicuramente sì. E questo l’aspetto strategico di questa consiliatura? Io francamente non lo so.

  9. irlandesu says:

    a tutti gli amici chiagliaritani che sono convinti di essere italiani duri e puri …..con l’obbligo di poter esser razzisti con la prima minoranza (debole ) che e’ a tiro, ricordo alcuni passaggi storici che dovrebbero conoscere , ma siccome nati e cresciuti senza radici , si sono venduti la propria lingua (non dubito che si venderebbero anche la madre) , con il tasso di abbandono scolastico triplo della media europea che cosa mi potrei aspettare …vi segnalo questi passaggi ….articolo tratto da forma paris (sito dell’universita’ di cagliari)
    Razzismo, nei confronti dei sardi. Le origini forse sono riconducibili al periodo della resistenza all’imperialismo dell’impero romano, forse perché alla schiavitù i fieri sardi preferivano spesso la morte, cosa che li rendeva di basso valore economico, ossia “sardi venale”. Oppure con i genovesi nel XII secolo quando costoro facevano schiavi i nostri antenati, gli unici cristiani a essere schiavizzati da altri cristiani. I mercanti, probabilmente per gli stessi motivi dei predecessori, erano costretti a venderli a basso prezzo, lo stesso dei somari. Fatto è che il razzismo è sempre perpetrato dal vincitore per giustificare la sua politica di dominazione sul vinto per potergli rubare la terra, le sue risorse e la sua anima, fino al punto di annullare la sua coscienza, fino a convincerlo della sua inferiorità e fargli accettare le condizioni di servitù e rassegnazione cui è sottoposto materialmente e spiritualmente. Il colonizzato perfetto è chi, di fatto, crede che il razzismo applicato in seno al suo popolo sia, in fondo in fondo, una condizione meritata. Le sue proteste contro chi l’offende saranno timide e zelanti. L’esperienza sarda di ciò ci arriva dalla rivoluzione antipiempontese del 28 aprile del 1794, nella quale tutti i pre italiani, segregazionisti della “peggior razza”, furono rispediti in Italia con i migliori onori e genuflessioni. Una cortesia che gli odiati piemontesi non ricambiarono al loro rientro in Sardegna in seguito al cambio del governo isolano. I savoiardi si vendicarono crudelmente e il sangue sardo intrise il proprio suolo tra il ghigno dei carnefici. E i sardi, i sempre troppo bravi e servizievoli sardi, continuarono a essere per quei dominatori i “molenti” di sempre, quelli di razza inferiore. Concezioni che si diffusero e si rafforzarono nel tempo e nello spazio, fino all’Europa orientale,come testimoniava l’insigne sociologo russo Giacomo Novicow che nel giugno del 1904 scriveva da Odessa di una «Sardegna barbara e selvaggia». E se ancora oggi un giudice tedesco, nella sentenza di Bückeburg del 2007, concede le attenuanti generiche a un imputato perché «sardo e in quanto tale predisposto etnicamente e culturalmente alla violenza sulle donne», posiamo immaginare quanto fosse concreto e forte il concetto che si aveva allora dei sardi. Vittorio Emanuele di Savoia stesso, nelle intercettazioni rese pubbliche nel 2006, raccogliendo il testimone ignobile dei predecessori, disse dei sardi frasi che per decenza non pubblichiamo, ma noi eravamo i ladri, i caproni puzzolenti ecc. Un razzismo esistente persino nella stessa lingua italiana, nella Treccani si legge: sardigna, “In passato, luogo nelle vicinanze di una città dove si depositavano le carogne e i rifiuti della macellazione. Attualmente, la zona del reparto sanitario del macello o macello contumaciale destinato alla distribuzione o alla trasformazione delle carni infette che non possono essere usate per l’alimentazione”. A Firenze esiste ancora il toponimo sardigna. A Torino, invece, la sardigna è municipale ed è per tutti quella struttura fisica che fino al 2007 ricopriva i compiti descritti dall’enciclopedia, ma oggi è l’ “ufficio sardigna”, adibito al recupero di animali morti! Usl n. 4, Via Germagnano 48. Telefonando al numero pubblico 01170958953, la voce dell’impiegato risponderà: “ Pronto, sardigna”.

    La recente frase di Giuliano Amato, “C’è troppa Sardegna nella politica italiana”, non deve stupire, dato che lui è nato a Torino e ha vissuto in Toscana, dove la sardigna è di casa. Nella forma mentis italiana la Sardegna è stata sempre percepita anche come una partoriente puzzona capace solo di generare continuamente figli di “razza delinquente” di niceforiana memoria. Questo sentimento antisardo fu addirittura istituzionalizzato nel 1984 nell’ordinanza della schedatura di uomini, donne, vecchi e bambini, sardi residenti nel Lazio. Leggiamo ciò che avveniva all’oscuro degli interessati: «Questura di Roma – Squadra mobile – sezione 3ª. Roma, 25. 8. 1984. Oggetto: Richiesta elenco persone di origine sarda, residenti nel territorio del Comune. Al Signor dirigente l’ufficio anagrafe del Comune di […]. Per uso di quest’ufficio, pregasi fornire, con cortese urgenza, l’elenco aggiornato di tutte le persone di origine sarda residenti nel territorio di codesto Comune, corredato delle rispettive composizioni familiari, vicende anagrafiche, attività lavorativa e data di immigrazione. D’ordine del questore – il dirigente la squadra mobile – Dr. Luigi De Sena». Una procedura che da li a poco sarà applicata anche in Toscana, Marche e Umbria che la protrassero fino agli anni novanta. Degli “italiani brava gente”, ci ricorda Gemma Azuni, consigliere comunale a Roma, la quale racconta (Unione Sarda, ottobre del 2005) di aver vissuto dolorosamente da bambina i pregiudizi di insegnanti razzisti. Una situazione frequente per molti scolari figli di immigrati sardi in Italia. Gaetano Marras, impegnato come l’Azuni nell’associazionismo sardo, emigrato anch’egli a Roma nel secondo dopo guerra, narra del razzismo sofferto e «come i sardi fossero destinati ai lavori più pesanti, dalla manovalanza edilizia alla costruzione di strade come la Cristoforo Colombo». Un destino comune ai primi immigrati sardi del ’900: nel 1911, proprio nel cinquantesimo anniversario dell’unità italiana, gli abitanti di Itri si organizzarono armati per dare la caccia al sardo al grido “Morte ai sardegnoli!”. Il mese era quello caldo di luglio, i giorni l’11 e il 12. I poveri, i proletari, operai isolani, in quel paese, oggi in provincia di Latina, ma all’epoca di Caserta, per costruire la tratta della ferrovia Roma – Napoli, furono colti di sorpresa da quello che fu un vero e proprio linciaggio al sardo. Nella carneficina caddero circa dieci bravi operai e diverse decine furono i feriti. Di questi fatti ne scrisse nel 1986 Antonio Budruni sulla rivista specializzata Ichnusa. Oggi lo stesso autore ripropone, a centocinquanta anni dall’unità italiana e cento da quei torbidi fatti, studi aggiornati e approfonditi nel libro, “I giorni del massacro. Itri, 1911: la camorra contro gli operai sardi”. I sardi da quella tragedia non impararono nulla. A pochi anni da questo eccidio i sardi della Brigata Sassari si fecero trucidare per gli interessi degli italiani e per la buona sorte dell’Italia, nonostante che in trincea fossero trattati come selvaggi.
    RIFLETTETE FINCHE’ SIETE IN TEMPO….E NON SIATE IGNORANTI

    • Sono senza lavoro da vari mesi purtroppo, e con il mio compagno parliamo sempre più spesso di andare fuori a lavorare: speriamo di non ricevere lo stesso trattamento, speriamo di venire trattati con umanità, e non sentire rivolte a noi le parole che ho letto qui, scritte da alcune persone, come se neanche si parlasse di esseri umani.
      C’è un documentario molto molto interessante su questo argomento, girato nel dopoguerra: ho avuto la fortuna di vederlo a rai 3 tempo fa, lo trasmettevano come memento ad un’ondata di razzismo che imperversava. Il documentario tratta dei minatori italiani in Belgio agli inizi degli anni 50: mostra i loro alloggi, li intervista e intervista la gente del luogo. Vi assicuro, è un deja vu. La maggioranza di quei minatori erano sardi.
      Questo è il sito studio dell’archivio storico dell’emigrazione italiana dove potete trovare quel documentario e di quello che la nostra memoria corta ci fa troppo spesso dimenticare.

      http://www.asei.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=216&Itemid=251

  10. Antonio says:

    Siamo sicuri che sia solamente una questione di comunicazione? Io ho l’impressione che questa giunta comunale non abbia una sua agenda (sono d’accordo con Alfonso) ma non se la fa dettare dall’Unione bensì appare travolta dagli eventi. E l’Unione appena ha la possibilità affonda il coltello come sul burro. Posso sapere quali sono le tre (diconsi tre) priorità programmatiche che questa giunta si è data da qui alla fine dell’anno? Non “narrazione” ma cose!!

  11. Paolino Corona says:

    Perdona il profilo basso caro Vito, ma non si può tacere rispetto a ciò che accade. Premesso che sono totalmente in sintonia con quanto scrivi, ci sono due nomi che vanno fatti in questa vicenda drammatica.
    Il primo, è quello dell’estensore del pezzo da cui è partita la bufera tre giorni fa.
    Non serve nominarlo, leggere i suoi pezzi già paga per il servilismo di cui è fedele operaio. Delle volte è più meritevole il servilismo alla luce del sole, o quanto meno dichiarato, che non quello di una finta libertà di stampa. Eppure, le peggiori idiozie su Cagliari di questi anni nascono dal pressapochismo della penna di costui. L’Oridne dei Giornalisti, mi chiedo, dov’è? Dove un codice etico?
    Discorso largo, lo so.
    Il secondo nome, però, va fatto (perdonami se lo scrivo Vito): e corrisponde al politico (p minuscola) GIUSEPPE FARRIS. Espressione della peggior classe dirigente che Cagliari abbia avuto a Cagliari negli ultimi 20 anni. Credo che in lui si annidi il gene culturale più infimo della passata amministrazione Floris (neppure il Sindaco era così intimamnete perfido). FARRIS, solo nella sua corrente, continuamente in contrasto perfino con il suo Capo Bastone (sappiamo bene chi), venderebbe l’anima per avere uno spazio nella Prima pagina di Cagliari dell’Unione Sarda. Mediocre tra spazi mediori.
    Dietro questa bomba razzista c’è lui.
    Così come, chissà, dietro anche altre bombe.
    A buon intenditore poche parole…
    Ps: Farris, il berlusconismo è morto e sepolto, se ne faccia una ragione.
    Le occasioni sono passate: Cagliari ha scelto altre idee, non le sue. Soprattutto, non il suo viso da finto agnellino!
    Con cordialità.

  12. stardust says:

    Io la casa non ce l’ho, ho 30 anni, sono sardo, eppure non mi sento certo “derubato di un possibile alloggio” dai rom. A parte il fatto che i rom – e questo mi pare pochi lo sappiano – non hanno una nazionalità prestabilita, e molti sono pure italiani (non so se ce ne sono anche sardi ma non lo escludo), non ci vuole molto a capire che dando un abitazione a un rom non la si toglie necessariamente a un sardo. Ma dove sta scritto? Le due cose non sono mica in contraddizione.
    L’eccezionalità dell’intervento in questione è dovuta semplicemente all’obbligo di sgombero del campo già imposto, e la successiva messa in sicurezza del luogo stesso. Un intervento tra l’altro già concordato con la regione.
    Sinceramente poi quella casa non mi sembra neanche così a posto dal punto di vista igienico sanitario… se poi qualche “sardo derubato” si vuole battere per quell’abitazione si accomodi pure…

  13. Certe reazioni sulla faccenda mi riportano alla mente una scena che mi è stata raccontata, nella quale in autobus una ragazza rom, incinta, con passeggino, buste della spesa e bambini al seguito veniva letteralmente insultata prima dall’autista, al quale si sono aggiunti alcuni passeggeri. La folla rigetta tutta la sua frustrazione, probabilmente per i motivi più disparati, sul più indifeso. Roba d’altri tempi, pensavo.
    Credo anch’io che il sindaco dovrebbe pronunciarsi ufficialmente, visto il clamore suscitato, anche se in condizioni normali non sarebbero dovute giustificazioni, ma credo anche che questo non diminuirà il malumore, perchè se un articolo così ha avuto tutta questa risonanza evidentemente il terreno è fertile. La notizia infatti ha suscitato clamore perchè le case sono state date a delle famiglie rom, che pare che per alcuni debbano godere di meno diritti. Se non fossero state “ville”, ammesso che così si possano chiamare, ma appartamenti, oppure un campo, ci sarebbe sempre stato qualcuno che avrebbe gridato allo scandalo, perchè troppo grandi, troppo nuovi, troppo vicini a casa propria… ma soprattutto perchè è concetto comune e accettato con la più candida naturalezza che, in questo caso il cagliaritano, debba avere più diritti ed essere sempre la priorità. Vista l’estensione del fenomeno, direi che se non lo vogliamo chiamare razzismo inconsapevole per come la vedo io è un problema educativo e morale. E’ stato spiegato ampiamente che quei fondi europei potevano essere destinati solo a quello, che anzi c’è un risparmio netto rispetto al mantenimento del campo negli anni precedenti, che sono già stati stanziati altri fondi per le case popolari e che niente è tolto a nessuno. Il sindaco può anche spiegare tutto questo molto meglio e in prima persona, ma, sempre non ci sia un difetto di comprensione logica, il problema è che sono rom e non devono avere diritto a niente. Pare che debba consolare il fatto che le case siano in realtà fatiscenti, come se i cosiddetti “cagliaritani doc” guadagnassero o perdessero qualcosa in base alla sfortuna o fortuna altrui. Questo “dover pensare sempre prima al cagliaritano” mi ricorda quelle persone che quando si parla di omofobia, dicono che ci sono cose ben più gravi di cui occuparsi (secondo una graduatoria tutta loro), come se una cosa precludesse l’altra, poi a volte si scopre che le cose di cui occuparsi sono sempre quelle che li riguardano personalmente. Ma qualora si rimpatriassero tutti i rom (e dove?), allora sarebbe la volta di altre minoranze etniche e sociali, via via a ridurre il campo, fino ad arrivare a se stessi nella scala dell’emarginazione percepita.
    A prescindere da tutto ciò, che è evidentemente un problema di valori, faccio una riflessione sul concetto di integrazione: so che la comunità rom aveva chiesto un campo, e so che sono state assegnate invece delle case, provvisoriamente, anche per problemi di tempistica. Ma non è che ci fa più comodo vederli nelle case, più simili a noi, piuttosto che nei campi che vengono così male accettati? Ovvero, è possibile in questo caso l’integrazione o almeno l’accettazione senza la rinuncia al proprio modo di vivere e alla propria cultura?

  14. spessotto says:

    Era fin troppo chiaro che la questione case ai rom toccasse la pancia dei cagliaritani. L’Unione questo lo sa e ha pensato bene di cavalcare la cosa con titoli ad effetto che venivano in parte smentiti dagli stessi articoli pubblicati all’interno delle pagine locali. Possibile che la Giunta abbia sottovalutato tutto questo? Troppo delicato l’argomento, il sindaco ha il dovere di spiegare ai cittadini la portata dell’operazione che sta portando i rom a vivere in condizioni finalmente dignitose…..E può farlo anche lui puntando alla “pancia” dei cagliaritani come ha già illustrato Vito nel suo pezzo.
    P.S. Un plauso ai giornalisti di CagliariPad

  15. Anonimo says:

    siete tutti una massa di egoisti e senza cuore, ma lo volete capire che il signore di burcei non riesce a vendere le case di piazza santa gilla , le sono costate un occhio e quello li, il giovane sindaco della capitale della sardegna regala a gratis le case agli zingari cose maccusu .

  16. Non le è mai venuto in mente che se l’unione sarda non ha ragione ,non per forza la deve avere lei?…mi permetta una critica , lei è solo una voce che legittimamente dice la sua,ma non mi sembra affatto imparziale…non le è venuto in mente che se Zedda non replica e perchè forse ha qualcosa da nascondere o non sa come spiegare il fattaccio?. Invece che parlare di conferenze o ridicole foto inutili di lui che lava la sua costosa macchina, si esorti il sindaco a spiegare, ad esempio, a quei giovani che si sono arroccati nella ex casa cantonale delle FS perchè a loro è toccata la polizia e ai rom invece la casa ( villa o no, quella è una casa in buono stato con piscina)

  17. maneferru says:

    Pur essendo d’accordo su come è stata gestita la vicenda room, vorrei precisare, come del resto molti di voi gia sapranno, che se si continua a utilizzare professionalità diverse dallo scopo per cui son state assunte, i risultati poi sono questi. Vito, in questo caso la politica viene dopo la comunicazione, e mi pare evidente. Se volessimo fare un esempio, tu non sei un tecnico del suono ma un giornalista, nel caso opposto avremmo avuto avuto pessime notizie e cattiva ricezione radio. Allo stesso modo, se la politica va gestita bene, deve necessariamente passare attraverso professionalità certe, per raggiungere il suo scopo.

  18. Il tuo pensiero, Vito, mi trova d’accordo.
    Siamo passati dalle 15 conferenze stampa in 10 giorni organizzate dalla Giunta Floris, alle rare convocazioni dell’attuale esecutivo (anche se non è con le conferenze stampa che governi o fai “informazione”).
    Mi stupisce piuttosto che monsignor Lai, persona molta attenta alle dinamiche della comunicazione, si sia fatto prendere alla sprovvista.
    Un abbraccio

    http://www.giannizanata.it/la-marcia-sui-rom/

  19. Pingback: La Marcia sui Rom | Gianni Zanata

  20. che poi… a cercare bene… si possono trovare anche terreni per allestire un nuovo campo ROM… oppure per fare le nuove case popolari per I CAGLIARITANI…
    tipo qui… http://goo.gl/maps/BuoMr

    • Vitelio says:

      Ottima location, concordo pienamente, anzi perché non prevedere in quel punto una struttura per l’accoglienza di quei poveri immigrati che sbarcano, loro malgrado, nelle tristi coste italiche (giusto per fargli godere della vista della splendida architettura moderna cagliaritana).

  21. Bastiàn says:

    zedda si fa fotografare mentre lava la macchina e guadagna consensi a gratis, l’ugnone non gliela fa passare liscia e inizia con la bufala dei rom. questo è stato lo zunk pensiero

  22. deuseudeu says:

    Il vero problema e che la sinistra italiana non ha i riflessi pronti….riescono solo a discuttere benissimo tra di loro ,, ma quando si deve entrare in discussioni su temi importanti e di grande visibilita’ …. riescono ad addormentarsi magari alla fine abortiranno un piccolo ruttino…
    E evidente che la campagnia elettorale e iniziata e anche stavolta la sinistra parte in ritardo.. dando un grande vantaggio a dei personaggi da fumetti.

    Quindi cara sinistra fuori gli attributi altrimenti tutta la fatica fatta fino ad ora per ottenere quel poco che siamo riusciti ad ottenere lo perderemo .

    Non per usare termini inapropriati la guerra e iniziata ….. ed i nostri generali stanno usando una strategia sbagliata….. siamo ancora in tempo ma dobbiamo reaggire con rabbia e lucidita…………basta pensare che l organo di partito chiamato unione sarda ha scelto il momento giusto per scattenare l attacco……………. d estate quando si e al mare e ” normale ” leggere l unione sarda sotto l ombrellone e in questo momento di calma il ” popolo ” e piu facilmente impressionabile da queste notizie che poi magari portano a grandi discussioni con il vicino di ombrellone….insomma L unione sarda e un giornale disinformante e chiaramente subdolo .

    Grazie Vito ancora una volta hai dimostrato di avere la lucidita mentale che molti non hanno
    speriamo che tramite anche i tuoi scritti la grande quercia venga scossa talmente tanto da far cadere a terra le ghiande secche lasciando sui rami le ghiande fresche.._

    Ps = stamane ho sentito una frase rivolta ad una ragazza zingara che cercava di vendere qualche oggetto ai clienti in uscita presso un centro commerciale nei dintorni di Cagliari
    ” Ma a cosa ti servono i soldi ???? non mi sembra che devi mica pagare l affitto di casa e poi cosa vuoi abiti in una villa con con vasca idromassaggio……….fai una cosa vai a lavarti nell idromassaggio…. “

  23. Brunilde says:

    Il problema sarà far capire la situazione a chi legge solo l’Unione o chi si informa tramite radio-bancarella….. C’è ancora chi è convinto che il ripascimento sia colpa di Soru, perchè l’ha detto Marco Carta…. Auguri….

  24. sedda maria simona says:

    Le tue argomentazioni sono come sempre concise e pungenti non le condivido del tutto Zedda forse non sa bene come reagire in questa situazione forse perche è cosciente che la popolazione ci mettere un carico da novanta c’è gente che aspetta alloggi da troppo tempo
    forse se valuta bene prima di esporsi con una valida soluzione e meglio questa volta ci vorranno i fatti non le parole e lui lo sa bene

  25. giornale razzista …..la mia vicina era scandalizzata pure dal fatto che i rom prendono il pullman come tutte le persone.
    Avrei voluta …….rivoltarla.
    Purtroppo questo giornale è letto da chi deve informarsi sulle morti dei paesani…….vergognosa la campagna che sta facendo contro Zedda……….meno male che esiste internet e facebook

  26. Daniela Pia says:

    Una frase nel Suo articolo mi turba: ” deve rispondere a chi lo accusa di occuparsi dei Rom e non dei cagliaritani”. Perché dovrebbe? quando il comune, la provincia, la Caritas e tutti gli uomini di buona volontà fanno di tutto tramite la scuola e anche il volontariato perchè i Rom cagliaritani abbiano gli stessi diritti dei cagliaritani non Rom? Siamo ancora qui? ma dove vogliamo andare?

  27. alessandro alfonso says:

    Agenda Setting… si chiama Agenda Setting… se te la fai organizzare dall’Unione Sarda sei fottuto. Zedda ha un problema di comunicazione piuttosto evidente, ma se deciderà di rirganizzarla dovrà battere su internet e canali meno filtrati possibile… deve costringere gli altri a seguire lui, non viceversa. Può farlo perchè è una persona intelligente e un buon sindaco.
    E finiamola con la questione che Soru ha perso per la comunicazione, Soru ha perso per avere messo in discussione gli interessi economici (e quindi elettorali) di una parte importante dei suoi compagni di partito… se non fosse stato suicidato dal PD, Soru sarebbe ancora li, e non dovremmo assistere alla tragedia greca a cui stiamo assistendo.

  28. andrew says:

    Pienamente d’accordo con Biolchini.
    Accorgersene solo adesso però mi appare piuttosto tardivo.
    Da anni l’Unione Sarda prolifera indisturbata nella sua opera di “malainformazione” anche grazie a quei molti (troppi) che pur avendo l’autorità per intervenire hanno preferito non farlo vuoi per compiacenza o per mancanza di autorevolezza (ma l’Ordine dei Giornalisti, a che serve? me lo spiegate?).
    Quello dei Rom è a mio parere solo l’ultimo germoglio di un campo marcio e pieno di vermi.
    Quanto al sindaco Zedda e alla sua debolezza (o inesperienza), beh…quello è un altro discorso.

  29. Gianfranco Carboni says:

    Noto alcune firme Filippo, Andrea chiara quella di Supresidenti eminentissimo collega di battaglie mulinescenti Non vorrei fossero Cons. Com. E diteglielo al mio amico Massimo.

  30. Supresidenti says:

    Anche il 13 agosto Vito continui con il tuo ottimo lavoro. la fortuna di vivere perennemente in ferie.. passa un buon ferragosto, su questa vicenda è necessario che tutti noi ci mobilitiamo al più presto, lo dobbiamo a quei bellissimi bambini che animavano il campo rom. a si biri.

  31. riccardo says:

    non vorrei che Zedda facesse la fine di Soru con la questione della casa al mare, gli eucaliptus tagliate e la spazzatura proveniente da napoli…..l’unione viene letta da tutti (purtroppo).

  32. Sono certo che il Sindaco parlerà, magari con i tempi suoi, ma parlerà.
    Quello di cui non sono certo è la presa che avrà questa conferenza stampa; sicuramente dovrà affrontare tutti i temi da te descritti: i motivi per cui è stato chiuso il campo rom (e cosa se ne farà), come sono state scelte e assegnate le case (e per quanto tempo) e soprattutto quanto spende e cosa fa (e cosa farà) il comune per “i cagliaritani” (e questo lo deve evidenziare molto molto bene!!).

    Purtroppo però la gente una volta che “si fa un’idea”, se quest’idea è alimentata con malafede dai mezzi di informazione, è difficile fargliela sradicare. Pensate alla conferenza stampa sul S.Elia. Massimo ha completamente smontato le teorie di Cellino, ha dimostrato senza dubbio la totalità delle responsabilità del Cagliari Calcio… però, se parlate con la gente, o se leggete l’unione sarda… il S.Elia è chiuso per colpa di Zedda. Quelli che hanno cambiato idea dopo la conferenza stampa, sono davvero pochi (almeno, questa è stata la mia impressione).

  33. Filippo says:

    Ok Vito. Sono d’accordo. Filippo

  34. Assolutamente d’accordo Vito. Se ne parlava proprio ieri tra amici: l’unico modo per gestire queste cose è battere tutti sul tempo e fare un comunicato ufficiale dove i promotori dell’iniziativa spiegano per filo e per segno cosa viene fatto e perchè. Solo così si blocca sul nascere il tam-tam becero alimentato per giunta da giornalisti e testate da strapazzo privi di scrupoli!

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