Sardegna

Ci scrive un dipendente Energit: “Ecco come una società sarda di belle speranze e ceduta ad una multinazionale, è stata snaturata ed ora sta morendo”

Ricevo da un dipendente Energit questa testimonianza. Altro che pensare alla crescita, qui dobbiamo salvare tutti i posti di lavoro possibili. Mercoledì 8 ci sarà un nuovo incontro alla Regione e i dipendenti della società effettueranno un presidio in viale Trento. Forza ragazzi!

 ***

“….il Consiglio di Amministrazione di Energit ha ritenuto non più economicamente sostenibile la prosecuzione dell’attività di impresa e ha quindi convocato l’Assemblea dei Soci affinché adotti le delibere più opportune di scioglimento anticipato e messa in liquidazione della società…”. In buona sostanza tutti a casa entro l’anno.

Energit è una società attiva nel mercato libero dell’energia elettrica, fondata a Cagliari nel 2000 come multiutility e che conta attualmente 63 dipendenti. Nel 2006 la società è stata rilevata dal gruppo Alpiq (allora Atel), importante multinazionale energetica con sede in Svizzera. La nuova proprietà si presentò con un ambizioso piano industriale che prometteva una crescita esponenziale in termini di numero clienti, energia erogata e fatturato. Presupposti essenziali per il perseguimento di tali obiettivi erano la specializzazione sul solo mercato dell’energia elettrica, l’insediamento di un nuovo management e lo sviluppo di nuove sinergie con il resto del gruppo Alpiq.

La specializzazione venne rapidamente raggiunta, attraverso la cessione del ramo di azienda legato al business delle TLC e l’abbandono di tutte le attività della filiera al di la della vendita pura e dell’assistenza al cliente.

La centrale elettrica di Biella, controllata da Energit, venne assorbita da una società del gruppo attiva nella produzione, e le attività di trading e dispacciamento  vennero passate in capo ad Alpiq Energia Italia, principale società del gruppo in Italia, tutto ciò a spese della ricchezza professionale di Energit.

Anche le “sinergie” all’interno del gruppo si svilupparono velocemente attraverso la firma di alcuni accordi intercompany, tra Alpiq Energia Italia e Energit, per l’erogazione da parte della casa madre di una serie di servizi, a partire dalla fornitura all’ingrosso dell’energia elettrica, a prezzi non sicuramente di favore, e troppo spesso totalmente sbilanciati verso il fornitore dal punto di vista delle manleve, delle responsabilità e dell’operatività stessa che spesso rimaneva comunque in capo a Energit.

A fronte degli ambiziosi budget presentati ogni anno, e mai raggiunti, nessun nuovo investimento veniva programmato, non un singolo euro da destinare alla comunicazione, alla promozione del marchio e allo sviluppo della rete di vendita, al fine di affrontare un mercato sempre più competitivo. Anzi la strategia della casa madre era quella di limitare il più possibile qualsiasi rischio.

Questa politica nel concreto si traduceva in scelte strategiche spesso incomprensibili, come quella di non entrare nel mercato del gas, andando contro alle strategie di tutte le restanti società attive nel mercato o come i vincoli imposti ai nostri venditori sulla taglia massima dei clienti da contrattualizzare, sulla solvibilità passata… O ancora come l’avversione verso i clienti domestici… quasi potessimo permetterci di scegliere noi la clientela da contrattualizzare, in un mercato, quello del Retail (piccole partite Iva e clienti domestici), in cui la nostra percentuale di penetrazione è prossima allo zero e il nostro marchio era ed è tuttora sconosciuto ai più.

Di anno in anno la nostra base clienti è stata erosa dalla concorrenza e, con il sopraggiungere della crisi, i nostri crediti sono cresciuti a dismisura, tanto da portarci alla disastrosa situazione attuale.

Parallelamente però Alpiq Energia Italia si è garantita i margini sicuri sulla fornitura dell’energia elettrica e su tutti servizi a noi erogati.

Quando infine la proprietà ha fiutato il tracollo imminente, ha deciso di fuggire mettendo in vendita l’intera società, come nella più classica delle storie sarde. Anche qui ha fallito e oggi ci ritroviamo a domandarci se questa storia è solo frutto dell’incompetenza e della miopia di alcuni oppure era stata già da tempo programmata…

Qualcuno tenta di raccontarci che le cose vanno così perché in un periodo di crisi la casa madre vuole tagliare gli asset non produttivi, ma se la nostra società è ascritta a questa categoria, non è certo perché siamo incompetenti, improduttivi o semplicemente sfortunati.

Alla data di oggi restano 64 giorni prima della conclusione della procedura di negoziazione, scaduti i quali partiranno le lettere di licenziamento. Noi siamo consapevoli del nostro valore professionale, siamo consapevoli che la nostra società può essere competitiva, se si pone in campo una giusta strategia d’impresa, in un’ottica di rilancio e di crescita.

Auspichiamo che si facciano avanti nuovi soggetti imprenditoriali che vogliano garantire continuità alla nostra azienda, che ci presentino nuove sfide da affrontare, nuovi obiettivi da raggiungere.

Non vogliamo né assistenza né pacche sulle spalle, vogliamo solo riprenderci ciò che hanno tentato di toglierci, l’entusiasmo e la dedizione nello svolgere il nostro lavoro, che ci hanno permesso di costruire in questi anni una realtà aziendale unica nel nostro territorio.

Un dipendente Energit

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43 Commenti

  1. ” Fondata a Cagliari nel 2000…Nel 2006 la società è stata rilevata…”

    Ma per quale motivo la società è stata rilevata? Il sistema di approvvigionarsi di energia da produttori alternativi pagandola meno rispetto allo standard dei costi in Sardegna e poterla così rivendere a prezzi convenienti per i clienti funzionava o no? Se funzionava forse si poteva continuare a lavorare ancora su una scala ridotta piuttosto che puntare all’espansione cedendo il progetto alla multinazionale energetica.
    Oppure la cessione è stata una scelta obbligata perchè il progetto annaspava? Questo punto andrebbe chiarito meglio per chi legge, altrimenti la ricostruzione della questione è incompleta.

  2. riccardo says:

    mandi fax e non li ricevono telefoni per ore e non ti risponde mai nessuno cerchi di metterti in contatto per cambio di intestazione fattura e dopo tre mesi siamo ancora fermi quello che fanno altri fornitori con una telefonata senza spese e in poco tempo per loro e a pagamento con un pacco di carte da compilare che puntualmente via fax ti dicono non abbiamo ricevuto nulla un call center dei peggiori

  3. riccardo says:

    ragazzi scusate non ho avuto tempo di leggere i commenti in poche parole qualquno mi discriva energit grazzie

  4. Su una lettura del contatore del gas di 35 mq di consumo in due mesi ( lettura peraltro non verificata ma ipotetica ho pagato bollette tra acconto e conguaglio di 113 euro, non comprese per giunta di deposito cauzionale. Mi chiedo se e’ normale tutto cio’………..

  5. Gianluca Desogus says:

    Salve , mia madre come tanti , ha ricevuto una chiamata pubblicitaria da Energit e ora sta ricevendo un allaccio da giugno , senza avere firmato nulla , ma solo avendo richiesto prospetto informativo per fare due conti con calma a casa . Loro affermano di aver mandato i documenti e , non solo, anche il contratto. Dopo un ora al telefono ho parlato con un’ignara? operatrice che mi ha inoltrato un contratto pieno di clausole via mail secondo lei da far firmare a mia madre , dove inserire i dati catastali dell’immobile….. Non penso che lo vedranno mai , ovviamente. Siamo in guerra di raccomandate e in settimana andremo dal legale. Pensiamo di fare anche causa congiunta con altri truffati , che ne ho sentito altri.
    Guarda caso sono tutti over ’70 , penso ci siano tutti gli estremi per denuncia ( pratica commerciale illecita , raggiro etc.) Loro dicono di aver ricevuto un consenso verbale mai dato , ma non penso che si possa stipulare un contratto di fornitura servizi senza una firma.
    Vi terrò informati , mi dispiace che un’azienda pseudosarda in crisi cerchi di stare a galla con le truffe agli anziani.

    Per chi volesse contattarmi : uca_uca @libero.it

    Non escludo ricorso & denuncia tramite Casa dei diritti / U.Di.Con. / Assiconsum .

    10/06/13 G.Desogus

    • Salvatore P. says:

      Ciao, invece io devo dire di essermi trovato benissimo sia per la cortesia degli operatori del servizio clienti sia per le tariffe! Avevo fatto una registrazione telefonica (suppongo che i ragazzi che lavorano nei call center non chiamino solo per fare pubblicità ma siano pagati a provvigioni per fare contratti, perchè pure mio figlio lavora in uno di questi call center però per tiscali) e mi avevano inviato una lettera con tutto il dettaglio dell’offerta e le condizioni contrattuali dove in effetti c’era anche il modulo dei dati catastali quindi sicuramente si tratta della stessa lettera… Sono cliente ormai da diversi mesi e sono soddisfatto, ancor piu perchè i ragazzi che ci lavorano sono tutti sardi!! In bocca al lupo ai ragazzi di energit!! Mi spiace per il sig. Desogus, su ogni fronte ci sarà sempre qualcuno che si trova bene e qualcuno meno…

    • Mi é capitata la stessa cosa, contratto telefonico mai stipulato con costi di bollette da 4-5 volte i consumi reali, visto i commenti sucessivi dei dipendeti, chi é che telefona???

  6. sono Paola,ieri ho lasciato uno scritto,chiedo gentilmente una delucidazione in merito a voi dipendenti ENERGIT,grazie

  7. contrattata telefonicamente da una certa Claudia, x abbattere i miei dubbi nel cambio fornitore casa,disse che era Società Elettrica Sarda,mi diede anche il n.suo cellulare risultato poi falso,mi fece rispondere a tante domande,chiese il mio indirizzo per le voltute di tre abitazioni,il mio n.di C.C.per pagamento Rid e la promessa di ricevere a breve il contratto cartacio da leggere con calma e rispedire firmato che non ho mai ricevuto.Ho telefonato,senza successo,ai vari numeri riportati nel sito ENERGIT,dopo molti giudizi negativi non voglio +contribuire allo sviluppo di una Società non sarda pertanto chiedo ,in merito a chi è competente,se è valido il contratto verbale che dovrebbe scattare il 01-05-c.a.,se è stata un’imprudenza aver dato indirizzi e n.di C.C.ed eventualmente come potrei rimediare:Ringrazio.

  8. Capron3 says:

    Purtroppo non posso fare nulla per il problema Energit in sè. Però propongo ad alcuni
    dipendenti che sostengono di essere “professionalmente capaci” un lavoro alternativo e mi propongo come primo cliente. Non è una battuta.
    In questo periodo un sacco di personaggi più o meno attendibili girano casa per casa a proporre impianti fotovoltaici, ma quando chiedi loro una consulenza sulla gestione amministrativa di un impianto già esistente , si tirano tutti indietro.
    Io ho questo problema:
    Ho .un impianto fotovoltaico di scambio sul posto per KW 5,7 , dal 01-05-2009, ma non riesco da parecchi mesi a far accettare all’Enel Energia che gestisce l’allaccio, le letture effettive del contatore in uscita, per cui mi arrivano delle bollette salatissime.
    Questo il problema per sommi capi.
    SE qualcuno dei professionisti che probabilmente rimarranno senza lavoro si sente abbastanza esperto in bollette e letture,e rapporti con il GSE, io chiedo una consulenza pagata per la soluzione dei miei problemi. Non credo di essere il solo ad aver bisogno di un tale aiuto per cui spero che alcuni dinamici esperti possano intravedere in questo campo una possibilità di attività. La mia mail è capron3@gmail.com

  9. Anonimo says:

    PURE IO SONO STATA CONTATA ESATTAMENTE IL 28 ,09 ..X FARMI IL CONTRATTO !!!! MA COME SI PUO’???SAPENDO CHE LA AZIENDA E’ INJ VENDITA ,PROPORRE UN NUOVO CONTRATTO !!!CHE GARANZIA OFFRONO ???

    • Dipendente Energit says:

      Buonasera, sono un dipendente Energit. Nello specifico mi dice di quale tipo di garanzia ha bisogno? Così magari posso far chiarezza e aiutarla.

      • anonimo says:

        E’ possibile che venga interrota la fornitura elettrica ai clienti energit nel caso in cui l’azienda viene messa in liquidazione? Penso siano queste le garanzie che chiede un cliente.

        • Anonimo says:

          Anche se dovesse verificarsi la peggiore delle ipotesi NESSUN CLIENTE rischia di rimanere senza energia, poichè la continuità del servizio verrà garantita dal Distributore Locale di zona.

  10. Anonimo says:

    sono un cliente edison, l’altro giorno sono stato contattato da un collaboratore di energit che mi ha convinto calcoli alla mano di cambiare utenza. Ora vengo a conoscere che enrgit è in crisi, pensate che il mio nuovo contratto che ho stipulato con energit possa andare avanti in quanto mi è stato appunto assicurato che dal 1° dicembre cominceero’ a ricevere le fatture di energit con i rispettivi “risparmi” Spero l’Azienda vada avanti visto che in Sardegna sta rimanendo ben poco come alternative di lavoro. Ma la Regione, Provincia, che cosa stanno a fare perche’ dobbiamo aspettare che ci scanniamo tra di noi? come i poveri capponi dei “Promessi Sposi” visto che il governo nazionale non ci Pensa per niente?…..
    Abraam

    • hermann says:

      Anch’io sono stato contattato da un collaboratore ma, una volta scoperto quello che stava succedendo, ho deciso di non firmare il contratto. Mi dispiace ma non mi sento tutelato.

  11. hermann says:

    E’ pensare che continuano ad offrire servizi, senza nessuna garanzia!!!

    • I clienti, comunque vada, non verranno “buttati”. Se c’è una sola certezza, è proprio questa.
      E pensare che c’è gente che ancora non sa distinguere la congiunzione dal verbo essere.

    • Dipendente says:

      Bravo!! Sia per la grammatica che per il contenuto. Chissà di che cosa ti occupi tu visto che hai fatto questa affermazione, devi essere troppo esperto in materia…..

  12. Anonimo says:

    posso solo esprimere la mia solidarieta’ per i dipendenti energit … alcuni li conosco… e la societa collabora tuttora con quella dove lavoro io… e da lavoro anche a noi …

  13. Supresidenti says:

    che tristezza questa ennesima vicenda di padroni e predoni. la mia solidarietà alle ragazze e ai ragazzi che lavorano in questa azienda. coraggio.

  14. Anonimo says:

    Si tratta esattamente di libero mercato. Vale per Tiscali e vale per le sue gemmazioni.

  15. nicola says:

    C’è qualcuno ancora convinto che bisogna attirare capitali da fuori per dare lavoro? Perché è questo che politici e sindacalisti di tutti i colori ci hanno propinato per anni. Una multinazionale apre e chiude uno stabilimento nel giro di pochi anni per seguire i profitti. Ed è inutile lamentarsi: fanno il loro interesse e non sono enti benefici. L’errore è fidarsi di queste aziende pensando che risolveranno i nostri problemi lavorativi, quando vengono solamente per approfittare di situazioni temporaneamente vantaggiose come qualche sgravio fiscale o qualche contributo regionale. E’ ovvio che prima o poi chiuderanno appena tali condizioni cesseranno oppure quando si creerà qualche condizione migliore in un altro paese. Così è la storia di tante altre aziende decotte che se le comprano ora gli americani, ora i russi, ora i cinesi fino a che la regione paga. Dispiace vedere che i Sardi stiano ancora aspettando il ricco che viene da fuori a dare lavoro e dettar legge anziché rimboccarsi le maniche e puntare sulle vere potenzialità della nostra terra.

    • Un dipendente says:

      @Nicola e chi ti dice che ci stiamo rimboccando le maniche scusa? e quali sarebbero le potenzialità della nostra terra secondo te? Perchè se le conosci puoi renderle note almeno risolviamo il problema in tutta la Sardegna! In secondo luogo non stiamo aspettando un ricco da fuori che venga a dar lavoro e dettar legge. Speriamo che arrivi un ricco possibilmente sardo che abbia la voglia, la passione e la soddisfazione di vedere un’azienda crescere, un’azienda fatta di giovani seri, motivati e competenti! Vogliamo continuare a fare quello che sappiamo fare e che in Sardegna solo noi siamo in grado di fare.

      • nicola says:

        Il mio commento non era assolutamente riferito a voi dipendenti di Energit ma voleva essere un ragionamento generale sulla situazione della Sardegna e delle sue aziende. Se ho dato quest’impressione sbagliata chiedo scusa. E’ da molti anni ormai che tante aziende chiudono perché sono acquistate da società spesso estere che le spolpano, approfittano di finanziamenti regionali e poi scappano lasciando macerie. Questo è un dato di fatto. Ogni volta che sento la notizia di qualche gruppo russo, americano o francese (ma anche italiano) che deve comprare un’azienda sarda mi immagino subito che questa chiuderà entro 4-5 anni appena finiti i contributi regionali. Personalmente ritengo che l’unico modello vincente presente in Sardegna sia costituito dall’economia della zona di Arborea. E’ stata creata una filiera che parte dal territorio e da li si sono sviluppate sia l’industria della trasformazione che il sistema dei servizi a supporto. Un sistema di questo tipo non è affondabile dal primo speculatore di passaggio e durerà negli anni a venire.
        Ovviamente questa considerazione non ha nulla a che vedere con la vostra lotta per il mantenimento del posto di lavoro a cui posso solo fare i miei migliori auguri.

    • A. (dipendente Energit) says:

      Energit non ha mai beneficiato di aiuti regionali.
      Nessuno di noi credo abbia mai riposto grande fiducia negli uomini della multinazionale ma fidarsi o meno del padrone non è rilevante, in ambito lavorativo si obbedisce al capo e basta. Tramite il sindacato abbiamo sempre cercato di far valere le nostre ragioni ma gli incontri sindacali tesi a mettere in discussione la situazione aziendale non hanno mai avuto un riscontro nelle decisioni del management. In pratica non si è riusciti mai ad avere un confronto reale.
      Noi non ci stiamo a mio parere semplicemente “lamentando”. Ci siamo attivati per proporci sul mercato, alla ricerca di imprenditori, meglio se locali, interessati a quello che sappiamo fare. Secondo noi è un business strategico in grado di sussistere nel mercato.

  16. Una dipendente Energit says:

    In molti ci abbiamo creduto.
    In molti abbiamo lavorato con passione, dedizione, professionalità e serietà perché la nostra Energit crescesse con noi assicurandoci un futuro dignitoso.
    A breve, e per la precisione tra 63 giorni, saremo derubati di ciò che nobilita un essere umano: il lavoro. Siamo in Sardegna una bellissima terra, ma arida di lavoro. Lasciando a casa 63 persone non si farà altro che rendere ancora più improduttiva questa regione.
    Energit è una realtà lavorativa importante in Sardegna e tale deve restare. E’ un’azienda che può offrire tanto per la professionalità e per la competenza dei suoi dipendenti in un settore così strategico, sempre in continuo mutamento, come quello dell’energia elettrica.
    La rabbia ed il rancore nei confronti di chi in tutti questi anni ci ha illuso è tanta.
    Della Multinazionale rimangono solo alcune foto appese ad un muro bianco frutto di una campagna interna di comunicazione. Ciascuna foto ritrae alcuni dipendenti Energit; nello sfondo si legge: “Energit siamo noi”.
    Ed è vero perché la Energit è fatta di persone; quelle stesse persone che ogni giorno si recano in ufficio e svolgono il proprio lavoro nonostante tutto, nonostante le preoccupazioni, nonostante l’indifferenza ed il silenzio della Multinazionale.
    Quelle persone siamo NOI che ora dialoghiamo solo con i sindacati che ringrazio per tutto quello che stanno facendo.
    Ed ora non rimane che sperare.

    Una dipendente Energit

  17. escalante says:

    Mettevi in cooperativa (tutti i dipendenti, intendo!), acquistate la società e continuate a fare quello che avete fatto finora! Se l’idea è ancora buona funzionerà altrimenti pazienza, almeno ci avrete provato!

    • alessandroalfonso says:

      Si… e senza una multinazionale dietro l’energia quanto la pagano (per poi rivenderla)?

      • La Energit ha vissuto per 6 anni senza avere una multinazionale dietro, comprando energia in borsa o da produttori che, cosa fondamentale, poteva scegliersi. Uno degli handicap è stato proprio il fatto di essere obbligati a comprare energia esclusivamente dalla “corporate” che ne decideva, ovviamente, anche le condizioni. Per quanto riguarda la soluzione della cooperativa purtroppo, nel nostro caso, non è così “semplice”. Sono necessarie fidejussioni, grosse garanzie, per poter mantenere la licenza e quindi restare sul mercato.

        • escalante says:

          Quindi preferite mollare tutto e sperare che altri pseudoimprenditori acquisiscano la società per fare poi, tra qualche tempo, la stessa cosa che hanno fatto chi li ha preceduti? Non ci provate nemmeno? Cosa avete da perdere? Potreste considerarlo, al massimo, un investimento! Anche se non è periodo propizio per gli investimenti…

        • Ciao Dodino possiamo metterci in contatto, sono d’accordo con la lettura che hai dato degli eventi e vorrei conoscere meglio la realtà di energit.

          • Ciao Luca, se vuoi possiamo metterci in contatto via email (puoi scrivermi il tuo indirizzo) oppure tramite twitter, il mio account è @dodinoz (in modo tale da poter usare i messaggi privati). In alternativa puoi chiedere a Vito Biolchini (che ha la mia autorizzazione) il mio contatto email in privato, vorrei evitare di scriverla qui sul blog.

            • Anonimo says:

              Ciao puoi mandarmi un twit , mi sono appena iscritto ma non conosco il funzionamento (credo di essere una specie in via di estinzione) il nick dovrebbe essere rosetti74. grazie

      • Matteo says:

        @alessandroalfonso, ti posso assicurare che non sarebbe difficile a negoziare un contratto di fornitura a condizioni migliori anche senza la “multinazionale”…

  18. Perchè i CDA devono succhiarsi il 90% degli introiti di un’azienda??? con quello che prendono in stipendi si potrebbero aprire altre 3 aziende.
    Capisco che un’azienda abbia bisogno di un CDA ma mi chiedo spesso, (vedi il caso CARBOSULCIS) se questa maniera di gestire le cose sia la più opportuna.
    Tutta la mia solidarietà ai dipendenti.

  19. Se non si accetta il rischio d’impresa non si può svolgere un’attività imprenditoriale! Comunque dal racconto sembra evidente che la fine di Energit sia stata programmata. Non è certo il primo caso.Mi chiedo: cui prodest?

  20. Anonimo says:

    Chi accetta il libero mercato deve accettarne anche le infinite negatività che prima o poi inevitabilmente arrivano.

    • Anonimo, forse non hai letto bene la lettera. Qui non si tratta di essere stati schiacciati dal mercato libero, si tratta di bel altro.

      • Matteo says:

        @anonimo forse tu hai degli elementi diversi dai miei per esprimere questo tuo fenomenale giudizio..in caso contrario ti invito ad approfondire il caso e forse ti renderai conto che la logica di mercato poco centra. Anche perchè da quello che ricordo io dei miei studi l’obiettivo di un azienda che opera nel libero mercato e la massimizzazione del proprio profitto, non lo spostamento della ricchezza verso altri lidi ne l’impoverimento professionale del capitale umano ecc..

    • Andrea says:

      beh allora sto libero mercato è una cagata che frega le persone che vivono su questo pianeta, salvando solo chi realmente possiede ogni prodotto che noi acquistiamo quotidianamente. E le persone salvate sono davvero molto poche e troppo ricche, rispetto alla moltitudine di persone che se la passano molto peggio di noi e muoiono per i nostri comfort. Compreso il computer dal quale stiamo scrivendo..

  21. PRUPPUGIUDEU says:

    Déjà vu!!!! Purtoppo questo è l’ennesimo Déjà vu!!!!!!

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