Politica

Ci scrive Andrea: “Noi, laureati in Relazioni Internazionali, a cui ora la Fornero nega la possibilità di un tirocinio al Ministero degli Esteri! Però abbiamo vinto un bando!”

Condivido con voi questa testimonianza che ci arriva da Andrea. Mi sembra una storia significativa di come in Italia si parta spesso animati dalle migliori intenzioni ma si finisca poi per farsi del male da soli. Forse quelli di cui parla Andrea non si dovrebbero chiamare “tirocini” (e il problema sarebbe risolto), ma sinceramente non capisco perché un giovane che si laurea in Relazioni Internazionali e si occupa di Africa non possa più fare un’esperienza al Ministero degli Esteri, peraltro dopo aver vinto un bando! E dove dovrebbe mettere a frutto le sue conoscenze? E perché il governo non ha creato un’alternativa se quella dei tirocini non andava più bene? O pensa che tutto deva avvenire “a costo zero”? Meno male che è il governo dei “professori”…

 ***

Caro Vito,

la sera del 25 giugno ricevo una mail da parte dell’ufficio Relazioni Internazionali dell’Università di Cagliari in cui mi viene comunicato che ho “vinto” un posto per un tirocinio a Roma, al Ministero degli Affari Esteri. Due mesi prima avevo fatto domanda per quel posto alla Farnesina, riponevo molte speranze però al tempo stesso cercavo di volare basso.

I posti disponibili per questo tirocinio, in sedi del Ministero sparse per tutto il mondo, erano 555, ma i ragazzi che facevano domanda ogni anno, da 72 università italiane, erano forse migliaia. La prossima settimana conseguirò la laurea magistrale in Relazioni Internazionali a due anni esatti dalla laurea triennale in Scienze Politiche con la votazione di 110.

Quando ho fatto domanda ero appena tornato dal mio Erasmus di sei mesi in Inghilterra e speravo con tutto il cuore di essere scelto per quel tirocinio perché quell’ufficio si occupava proprio delle questioni dell’Africa, uno dei miei argomenti di “specializzazione”. Quella mail significava molto per me perché avevo la certezza che, seppur per soli tre mesi, non sarei rimasto a casa ma avrei fatto un’esperienza per me importante.

Sulla rete, su Facebook, si è subito creato un gruppo in cui si sono raggruppati centinaia di ragazzi che, grazie a questo programma organizzato dalla Crui (la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), potevano usufruire di una buona opportunità che esiste da oltre 10 anni.

Questo tirocinio non dava diritto a nessun rimborso da parte né del Ministero degli Affari Esteri e tantomeno da parte della Crui. Questo, di fatti, è il nodo della questione, la ragione che ha spinto a sospendere questi tirocini.

Il 2 luglio arriva la cosiddetta “doccia fredda” e gli uffici delle università inviano una mail a tutti i tirocinanti vincitori in cui viene detto che i tirocini sono sospesi poiché la “legge Fornero” non permette più l’esistenza di tirocini gratuiti e al tempo stesso afferma che questa nuova disposizione non deve determinare un peso alle casse della pubblica amministrazione. Quindi tirocinio sospeso e ci viene comunicato che nei prossimi giorni saremo ricontattati per sapere con certezza la nostra sorte.

Noi futuri tirocinanti sappiamo che il tempo è poco dato che il tirocinio dovrebbe partire il 3 settembre e quindi ci attiviamo subito e contattiamo redazioni di quotidiani, testate giornalistiche on-line, politici e responsabili del tirocinio. Il giornalista de La Repubblica Carmine Saviano decide di voler raccontare la nostra esperienza e pubblica subito un articolo sulla questione e anche la testata giornalista La Repubblica degli Stagisti si interessa alla questione. Facciamo capire a tutti che non siamo disposti a perdere questo diritto acquisito poiché la legge parla chiaro e dice che queste disposizioni saranno attive solamente dopo che le Regioni insieme al Governo decideranno di approvare queste nuove disposizioni.

Noi abbiamo semplicemente due obbiettivi e cioè che i 555 vincitori di questo bando pubblico possano partire e, in secondo luogo, che questa opportunità ottenga la giusta attenzione e che continui a funzionare, come ha da dieci anni a questa parte.

Ti ringrazio Vito e spero che questa opportunità non venga cancellata e che non venga cancellato il futuro dei giovani italiani.

Cordialmente

Andrea Marras

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10 Commenti

  1. Stage in ambasciata: per molti, ma non per tutti. Il nuovo bando dei tirocini Mae-Crui è stato pubblicato da pochi giorni e fino al 28 settembre sarà possibile candidarsi online per uno dei 580 posti da tirocinante nelle sedi nazionali ed estere del ministero degli Affari esteri . Un’esperienza formativa utile per chi mira ad una carriera internazionale ed apprezzata anche dalle aziende: peccato, però, che i costi da sostenere per trascorrere tre o quattro mesi all’estero siano quasi sempre molto elevati, e non alla portata di tutti.Il bando Mae-Crui, per giunta, non prevede alcuna forma di rimborso spese: sta allora alle singole università offrire ai rispettivi studenti borse di studio e contributi finanziari per affrontare con maggiore serenità lo stage. Solo pochi atenei, però, destinano fondi specifici al sostegno dei giovani tirocinanti Mae-Crui.

  2. Io ho lavorato in un posto dove da circa 20 anni,si andava avanti solo a tirocinanti: il mio datore di lavoro aveva perfino scovato il gap della legge e la maniera di superare l’ostacolo di un solo tirocinante (che teoricamente la legge sui tirocini e sui pip della regione Sardegna impone). Da quando mi sono laureata ho fatto solamente tirocini più o meno gratuiti, nessuno vuole mai assumere perchè i datori di lavoro tutti indistintamente sostengono che la pressione dei contributi li schiaccia. Gli anni sono passati e io ho accumulato vari anni di esperienza e non da tirocinante (perchè sarebbero state solo 20 ore la settimana) ma lavorando full time con questa facciata da tirocinio. L’ultimo datore di lavoro voleva che io aprissi la partita iva, e anche lui per superare la legge Fornero che aveva combinato molti casini secondo lui, voleva che intestassi le fatture ogni mese a un suo diverso collega, perchè sempre e solo ad una sola persona non è possibile intestarle,così che non ci fossero problemi. Premetto che chi è nella mia situazione accetta tutto e non si meraviglia più di nulla, quindi non ti passa per la testa di dirgli che è un ladro anche se lo pensi.
    Meno male che ho tenuto duro, perchè quello che mi avrebbe dato non avrebbe coperto le spese di una partita iva.
    Dopo tutte queste esperienze sempre negative mi chiedo se esiste ancora chi assume assumendosene tutti gli oneri, ormai la cosa mi sembra diventata quasi irreale e impossibile.
    Certo che con 800 euro al mese chiederti di aprire la partita iva è un tantino esoso.
    La Fornero oltre a congelare il problema avrà tenuto conto del fatto che i datori di lavoro non voglio oneri oltre lo stipendio che deve essere il minimo possibile?

  3. Anonimo says:

    Mi dispiace per Andrea, ti posso comprendere bene anche perchè riponevo tante speranze nella possibilità di usufruire di quei tirocini e invece per adesso non sarà così.
    Detto ciò, il problema non è il ministro Fornero o la sua riforma ma il CRUI!
    Nel suo comunicato afferma “bisogna distinguere tra chi abusa di tale strumento e chi non ne abusa”. Che dire? soltanto che mi lascia molto perpleso che frasi del genere provengano dall’ambiente universitario, me lo sarei aspettato da qualche imprenditore furbacchione.
    Vero è che la Regione Sardegna riconosce 1000 euro lordi al mese, ma credo che sarebbe impraticabile una distinzione tra gli studente delle varie Regioni.

    p.s.: tra i veri problemi c’è l’ufficio relazioni internazionali di Cagliari

    un saluto

  4. Caro Andrea rispondo con una mia poesia:
    POVERA ITALIA

    Sconfitta di una economia politica, diretta da dissipatori,
    corrotti, corruttori e del Popolo Sovrano traditori.

    Oggi,della Repubblica è un giorno di festa,
    con un Parlamento, dove c’è tutta una minestra.

    Della mia Italia, vedo tutti simulacri,
    … ma, la gloria, non vedo, solo una montagna di debiti e di ladri.

    Non vedo dei Padri Nostri, che ai posteri hanno lasciato onore,
    il risp
    etto della Costituzione, ma, vedo, solo superbia e disonore.

    Si specula su tutto:sull’economia,sull’imposta e tassa,
    sui pensionati e lavoratori, pur di fare cassa.

    Perfino sul terremoto,
    con paesi e città ridotte in miseria e colabrodo.

    Sull’onda dell’emozione è pronta la promessa,
    poi nei fatti, la manfrina pressappoco è sempre la stessa.

    Chi ti ridusse a tale, Italia mia!
    nell’infausta sorte e nella ria.

    Quindici anni di storia politica tra due schieramenti,
    d’insulti,di odio e, a parole, aspri combattimenti.

    Un vero e proprio bordello,
    è incominciato tra nonno nano e mortadella.

    Mentre il debito pubblico cresceva a dismisura,
    senza ricorrere a nessuna cura.

    Poi,all’improvviso, è tornata la pace.
    Ora, tutto tace.

    Ma, è una pace apparente,
    per calmare la gente.

    C’è chi crede ancora di rappresentare l’assoluto potere,
    con il titolo di cavaliere.

    Chi non ha titolo, è solo un mandante,
    che crede di risolvere tutto, con aria di comandante.

    Sono uomini falsi e crudeli,
    servitori d’infedeli.

    I primi segnali sono arrivati,
    forti, chiari ed arrabbiati.

    Alle prossime elezioni politiche, ci sarà il grande botto,
    molti politici di professione dovranno far fagotto.

    Con un’arma indolore,
    che va dritta al cuore.

    E’ il voto democratico segreto,
    che spazzerà, via della casta, l’alto ceto.
    Vincenzo Tatti

  5. maecrui says:

    Va bè, questi commenti dimostrano che state strumentalizzando il nostro caso e noi vincitori del bando MAE CRUI non vogliamo questo.

  6. Il lavoro gratuito è un delitto efferato contro tutti i lavoratori. Un delitto del quale sono colpevoli i datori di lavoro, ma in misura minore della enorme colpa che hanno coloro che si prestano a questa ingiusta farsa.
    Basta con il lavoro gratuito, finanche mascherato da “tirocinio”.

  7. maecrui says:

    No Libertario, non hai capito la questione, mi dispiace. Io stessa sono d’accordo sulla retribuzione dei tirocinanti, ma qui abbiamo vinto un bando! La norma non deve essere retroattiva, siamo titolari di un diritto che ci spetta, quello di svolgere il tirocinio ( peraltro anche correlato di borsa). La sospensione dovrebbe riguardare il prossimo bando, quello che deve ancora uscire non il nostro !

  8. maecrui says:

    Vorrei fare una precisazione, anch’io ho vinto il suddetto bando e provengo dall’università di Cagliari. Un altro aspetto paradossale è che noi ragazzi provenienti dall’università di Cagliari abbiamo anche una borsa messa a disposizione dalla stessa università. Pertanto non stiamo andando a svolgere un tirocinio completamente gratuito! Eppure sono stati sospesi tutti i tirocini dei ragazzi di tutte le università d’Italia, senza compiere questi ulteriori distinguo.

  9. Caro Vito, caro Andrea. Con quello che seguirà potrò sembrare cinico quando non superficiale. Ma io sono d’accordo con la scelta della Fornero, almeno per una volta. La trovata di congelare i tirocini/stage GRATUITI almeno nella Pa è una scelta necessaria. Dato che credo- anche se le attuali norme prevedono il contrario- che essi continuino a fiorire meglio e piu’ di prima nel privato, magari sotto altre forme contrattuali o sotterfugi amministrativi.

    Mi dispiace per te Andrea. Ma credimi un Paese che non remunera i giovani per le loro prestazioni professionali è destinato a fallire, come è nelle logiche. E chi legittima lo sfruttamento a titolo gratuito, grandi aziende o il magazziniere sotto casa, con il pretesto: ”Ti fai un’esperienza, impari un lavoro” per me è un balordo.

    I miei piu’ cari saluti.

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