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Bravo Zedda! Sui Rom a Cagliari avanti così: incurante dell’ipocrisia della destra e dell’Unione Sarda che soffia sul fuoco

Ha fatto bene il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ad affrontare con decisione il caso Rom. Ha fatto bene a non tollerare più lo scandalo del campo nomadi sulla 554, un letamaio disumano divenuto tale grazie agli ingenti fondi sperperati dal centrodestra, soldi letteralmente buttati via (solo negli ultimi quattro anni un milione e 700 mila euro!) sui quali ora sarebbe opportuno fare chiarezza.

Quel campo era una vergogna per la città e andava immediatamente chiuso. Il prossimo 2 luglio lì non ci abiterà più nessuno e sarà una data da ricordare per Cagliari, che in questo modo recupererà un po’ di quella dignità persa negli anni di Delogu e Floris.

La chiusura del campo la chiedevano tutti: innanzitutto i Rom (che certo non amano vivere in quelle condizioni, e che sono stati abbandonati dall’amministrazione), poi gli abitanti di Mulinu Becciu (per anni costretti a subire le esalazioni tossiche dei roghi notturni, accesi dai nomadi per recuperare qualche lira, ma soprattutto funzionali a tante imprese che così evitavano di smaltire i loro rifiuti nella maniera più corretta), infine quella parte di società cittadina che non tollerava più di vedere un campo in cui vivere era ormai disumano: io ci sono stato e so di cosa parlo.

Per lunghi anni il centrodestra ha fatto finta di niente, l’amministrazione Zedda no. Ed è quello che ci si attende da un Comune serio: affrontare i problemi e non scansarli.

Quale sarà ora l’alternativa al campo sulla 554 lo si capirà col tempo. Una parte della comunità Rom chiede di avere un altro terreno dove vivere in maniera comunitaria e afferma di non gradire la sistemazione in appartamenti privati, benché abbia apprezzato pubblicamente l’impegno dell’amministrazione Zedda.

La soluzione si troverà, questo è certo, così come è avvenuto in tante città italiane e europee. E anche con il contributo della Regione che, grazie all’apporto dell’assessore Simona De Francisci, sta responsabilmente appoggiando la linea del Comune di Cagliari.

Il centrodestra cittadino, come sempre avviene in questi casi, invece dà il peggio di sé. Il senatore del Pdl ed ex sindaco Mariano Delogu oggi sull’Unione Sarda afferma che “è singolare dare la case ai rom piuttosto che ai cagliaritani”: come se i rom non fossero cagliaritani e come se invece lui le case ai cagliaritani in difficoltà le avesse date veramente. Ma come? Quando? Delogu afferma di non essere razzista. È vero, perché la sua è solamente ipocrisia allo stato puro.

Ed è irresponsabile il soffiare sul fuoco dell’Unione Sarda. “Resta da capire come i cagliaritani che ogni giorno lottano per pagare l’affitto di casa reagiranno a questa situazione”, scriveva ieri il quotidiano, quasi fomentando lo scontro sociale.

La situazione è delicata, ma basta spiegare bene le cose e soprattutto con onestà intellettuale, che la gente le capisce. I 579 mila euro stanziati per questa operazione arrivano da una legge regionale nata nel 1989, sull’onda emotiva della morte di una neonata nella bidonville di via San Paolo, a Cagliari. Quei soldi sono dunque dei nomadi e solo loro. Non possono essere usati per altri scopi. Ma questo ovviamente qualcuno si guarda bene dal dirlo.

E stia tranquilla l’Unione Sarda che il sindaco Zedda le case popolari per i “i cagliaritani che ogni giorno lottano per pagare l’affitto” le farà veramente. Non come i suoi predecessori Delogu e Floris che hanno fatto costruire solo orrendi palazzoni da seimila euro a metro quadro e che ovviamente in pochi, mi dicono, stanno acquistando. Ta lastima.

 

43 Commenti

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  3. Anonimo says:

    Grazie per quello che hai scritto,volevo avere delle informazioni per controbbattere ad un ignorante razzista che criticava e offendeva zedda perchè da le case popolari ai rom e cercavo qualcosa..è stato una fortuna aver letto quest articolo,non solo perchè ho potuto rispondegli ma perchè adesso sono felice che esista al mondo un uomo politico come zedda,più so di lui più mi piace!

  4. Monica says:

    “La Macchia della razza” di Marco Aime: (Aime parla ad un bambino immaginario, un bimbo rom di nome Dragan) : “Noi buoni, noi brava gente, abbiamo bisogno di specchiarci negli occhi dei malvagi. Tu Dragan sei uno di loro. Non importa se poi tu sei solo un bambino di undici anni che abita in una roulotte, che va a scuola, magari non sempre, ma ci va. Per sembrare buoni a noi stessi abbiamo bisogno dei cattivi”. Noi quindi siamo le persone cosiddette normali, che vivono in una casa normale e conducono una vita secondo i canoni socialmente approvati. Chiunque li metta in discussione semplicemente proponendo uno stile di vita fuori schema, viene trasformato nel malvagio. Questo ci sembra inevitabile, sempre meno grave, fino a sembrare normale: “normale che a te, Dragan, venga chiesto di intingere il tuo ditino nell’ inchiostro, segnando la tua vita in questo paese. Una macchia che non è solo quella sul tuo dito, è sul tuo volto , sulla tua anima. E’ la macchia della razza”.

  5. Valentina says:

    Mi associo al commento di Stefano Deliperi, il provvedimento di sgombero del campo è l’atto inevitabile e consequenziale del sequestro penale disposto dalla Magistratura di Cagliari.
    Il sequestro penale è a sua volta atto inevitabile e consequenziale di un’indagine della DIA, aperta solo ed esclusivamente grazie agli esposti dettagliati e circostanziati del Gruppo d’Intervento Giuridico e dei Cittadini che per anni hanno subìto la violazione del loro diritto alla salute gravemente minacciato dall’attività illecitata di gestione e smaltimento di rifiuti tossici e nocivi tramite incenerimento.
    Premesso quanto sopra, bisogna dare atto al Sindaco Zedda, di aver avuto il grande coraggio di schierarsi subito dalla parte del giusto e della giustizia, a prescindere dagli esiti dell’esposto citato; infatti, quasi un anno fa, a pochi giorni dal suo insediamento, ha ricevuto una delegazione di cittadini guidata da Stefano Deliperi e Claudia Basciu, e preso l’impegno a risolvere la situazione nel miglior modo possibile per tutti.
    Nei mesi scorsi l’amministrazione ha lavorato seriamente e per questo non si è trovata impreparata a firmare l’ordinanza imposta dalla Magistratura, tanto meno a dare una sistemazione ai Rom, la migliore che si potesse sperare, almeno per il momento (e pure spendendo meno).
    Se è vero che i Rom vogliono vivere in un campo e non rinchiusi, in futuro si potrà pensare ad un campo in centro città, non in periferia; il campo non dev’essere un ghetto che favorisce l’emarginazione e la deriva delinquenziale; secondo me dev’essere un’isola culturale aperta a tutti, dove i Rom hanno la possibilità di vivere con dignità la loro cultura e scambiarla con la città che li accoglie; potremmo andare a impare le loro danze e la loro musica, a degustare i piatti tipici, a visitare i laboratori artigianali e comprare i loro manufatti…. è impossibile?

    La campagna di disinformazione dell’Unione attiene ad un copione che già conosciamo;
    e che dire della puntata di Monitor? Io non l’ho ancora vista, e forse me ne privo… ma a imperitura vergogna segnalo che Grig non è stato neppure invitato a partecipare.

    Se c’è tanta disinformazione anche a sinistra, è perchè non si è mai parlato apertamente del Campo; voglio dire che, certa sinistra, forse per mancanza di coraggio o per paura di perdere il titolo di “buoni” (ma come sono buoni i bianchi….) o addirittura per tornaconto economico, ha sempre evitato di dire tutta la verità, e difeso l’indifendibile, come ad esempio l’attività criminale impiantata in loco.

  6. efisio erriu says:

    Condivido tutto tranne un punto: la frase “dare la case ai rom piuttosto che ai cagliaritani” non è solo una frase ipocrita, è una frase razzista, infatti, per non essere razzisti non basta dire di non essere razzisti, cosi come per essere razzisti non bisogna per forza propugnare il ritorno del tanto adorato puzzone (adorato per qualcuno come il Delogu) e delle sue leggi razziali.
    quando si mettono comunità di cittadini contro altre, quando i diritti e i doveri vengono attribuiti secondo la stirpe di provenienza e smettono di essere universali, QUELLO E’ RAZZISMO, indipendentemente che si abbia la testa rasata, il barbour, la giacca e la cravatta…

  7. carissimo vito, apprezzo molto quanto da te scritto , ricordo che avevi già trattato l’argomento con sensibilità , la questione rom scatena le passioni … il sindaco zedda , tramite l’assessore susanna orrù ed il servizio sociale, ha da subito affrontato il problema del campo . 160 persone e più di 90 bambini , un disastro ambientale , un quartiere ostaggio di un bruciare e inquinare senza sosta richiede la massima attenzione . richiede anche da parte di chi interviene un pò di conoscenza … avere i ghetti , accettare quella che viene definita l’urbanistica del disprezzo, consistente nell’avere le discariche urbane che raccolgono le vite di scarto di una città è indegno per noi cittadini e per una amministrazione . apprezzo moltissimo inoltre la posizione della caritas e credo che anche gli abitanti del campo abbiano capito che la vera inclusione passa per l’inserimento nelle abitazioni . buon lavoro a tutti quelli che si stanno impegnando da quì al 2 luglio per far sparire la vergogna del campo rom comunale autorizzato… sapendo che uscire dal campo è solo il primo passo

  8. bilanciaguasta says:

    da bambino associavo la parola “zingaro” a “ladro”, “persona che non si lava”, “rapitore di bambini”…

    ora mi viene in mente un discorso di Fabrizio De André che riporto qui, con molta umiltà e nessuna sterile polemica, solamente che mi piace pensarli così, descritti da un poeta:

    “(…) è il caso del popolo Rom, quello che noi volgarmente chiamiamo “Zingari” prendendo a prestito il termine da Erodoto, che li chiamava “Zinganoi” – diceva che era un popolo che veniva dal sud-est asiatico, dall’India, che parlavano una strana lingua – che poi si è scoperto essere il Sanscrito – e che facevano un mestiere (se mestiere lo si può considerare): quello del mago e dell’indovino.
    E’ quindi un popolo che gira il mondo da più di 2000 anni, afflitto o affetto – io non so come meglio dire, ma forse semplicemente affetto – da quella che gli psicologi chiamano “dromomania”, cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. E’ un popolo, secondo me, che meriterebbe – per il fatto, appunto, che gira il mondo da più di 2000 anni senza armi – meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo.
    Purtroppo i nostri storici – e non soltanto i nostri – preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali ma in quanto organizzati in nazioni, se non addirittura in stati, e si sa che i Rom – non possedendo territori – non possono considerarsi né una nazione né uno stato. Mi si dirà che gli zingari rubano; è vero, hanno rubato anche in casa mia. Si accontentano, però, dell’oro e delle palanche; l’argento non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia il nero – quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari. D’altra parte si difendono come possono; si sa bene che l’industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali. Buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani, lavoratori di metalli (in special modo del rame), addestratori di cavalli e giostrai – tutti mestieri che, purtroppo, sono caduti in disuso. Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire – non l’ho mai visto scritto da nessuna parte – che gli zingari abbiano rubato tramite banca. Questo è un dato di fatto.”

  9. ANDREA COIS says:

    COMPLIMENTI PER L’UMANITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE CAGLIARITANA SPERO CHE ABBIANO ALTRETTANTO UMANITA’ CON I LORO CONCITTADINI NEL PRENDERE DECISIONI ALTRETTANTO INPORTANTI RIGUARDO A QUELLA M…A DI TASSA CHIAMATA VISCIDAMENTE IMU NELL’ABOLIRLA O PORTARLA AL MINIMO PER TUTTE LE FAMIGLIE CAGLIARITANE DISPOSTE AD OSPITARE SI MA ANCHE DISPOSTE A SACRIFICARSI QUANDO NECESSARIO MA NON A SOPPERIRE IN NOME DELLA CRESCITA DELLA NAZIONE COME C…O E’ POSSIBILE AVERE UN REDDITO DI 18MILA EURO CON FAMIGLIA A CARICO DI 5 PERSONE TRA CUI 3 BAMBINI E DOVER PAGARE OLTRE MILLE EURO DI IMU SE CONFERMATO IL 5 PER MILLE DOMU MIA NO ESTI ARREGALARA MA TRABBALLARA A CUSTU PUNTU E MELLUSU A ESSIRI CUMMENTI MERA SANGUNERASA SI E CUSTU CHI PRAXIDI IN CASTEDDU

    • bilanciaguasta says:

      mi sfugge qualcosa…
      l’IMU l’ha istituita il Comune di Cagliari?
      o è una Tassa istituita da una Legge nazionale?
      e un Comune può abolirla?

      • Davide says:

        Per tua informazione un comune può non far pagare l?IMU

        • Neo Anderthal says:

          Davide, per tua migliore informazione: nessun comune può sottrarsi alla esazione dell’IMU, né in via di diritto e meno ancora nella pratica.
          In altre parole: secondo le norme attualmente vigenti i Comuni sono obbligati a definire le varie percentuali sul valore catastale degli immobili ai fini del pagamento dell’IMU e sono parimenti obbligati a dare corso alla riscossione.

    • A Cagliari l’imu per la prima casa è tra i più bassi in Italia. E’ bassa anche per chi affitta a studenti. Poi l’imu non è collegata al reddito, ma soltanto a quanto è grande la casa. Io ho una casa di 90 mq circa e ho pagato 180 euro. Se lei ha pagato più di mille significa che ha un attico di 500 mq al centro della città. Quindi non mi sembra che lei stia proprio morendo in nome della nazione.

      • ANDREA COIS says:

        CARO ALE DI SESTU SE HO CAPITO ABITI A SESTU QUINDI NON CONOSCO L’ALIQUOTA DI SESTU MA NEANCHE TU CONOSCI I CALCOLI IMU SI FANNO IN BASE ALLA RENDITA E NON AL METRAGGIO COMUNQUE NON HO UN ATTICO E NEANCHE 500MQ MA UNA CASA DI 150 METRI DI CUI 30 DI TERRAZZA E NON SONO UN NABABBO SUSUNCO PRIMA DI CRITICARE ACCERTATI BENE E POI DAI GIUDIZI GRAZIE

        • Neo Anderthal says:

          ANDREA; ALE È SESTU DI COGNOME!

          • 12aprile70 says:

            Ma soprattutto…perchè si urla così tanto qua dentro?

          • ANDREA COIS says:

            MAI CONOSCIUTO DEI SESTU SCUSA MA IL CONCETTO NON CAMBIA SAI PER UN OPERAIO E DURA LAVORARE TUTTO L’ANNO E PAGARE OGNI MESE BALZELLI VARI CHE TI PORTANO VIA MEZZO STIPENDIO E COME SE NON BASTASSE ARRIVANO QUESTI MILIONARI E PRETENDONO ALTRI SOLDI SOLO PERCHE SEI PROPIETARIO DI CASA E MEGLIO VENDERE TUTTO STUGGIARE I SOLDI DENTRO IL MATERASSO E FARE DOMANDA AL COMUNE DI UN ALLOGGIO E VIVERE A SCROCCO I

            • 12aprile70 says:

              Oh Andrea, ma così mi metti davanti ad un dubbio davvero assillante…peggio la forma o la sostanza dei tuoi post?

            • Neo Anderthal says:

              ANDREA, Forse ti stupirai, ma condivido molta della tua insofferenza per una tassa -quella sulla casa di abitazione- che è odiosa. È odiosa perché abitare è insieme una necessità ed un diritto, e quindi anche un obbligo per lo Stato, che infatti e giustamente provvede ai bisognosi.
              Ma che io, oltre che pagare tutte le tasse per qualsiasi cosa, debba pagare anche per abitare nella mia casa, che ho acquistato sollevando lo Stato dall’obbligo di fornirmela, mi fa incazzare sul serio.
              E fa incazzare pensare che io pago per abitare in casa mia -e non parlo di tarsu, oneri di fognature e costi aggiuntivi- mentre molte case del pubblico patrimonio vengono concesse in quasi regalo non solo ai bisognosi o emarginati -compresi i Rom che sono in queste condizioni, si intende- ma anche a delinquenti vari, abusivi e fannulloni di ogni genere o a persone che pur avendo redditi certi risultano morosi cronici.
              Certamente la correttezza ha un prezzo, però è chiaro che questa NON è, come invece indica la Costituzione, una imposta progressiva sui redditi -potrei essere per esempio un modestissimo stipendiato che abita in una casa ampia e costosa ereditata dai genitori- ma solo e soltanto su un dato patrimoniale, di un patrimonio che essendo in uso non frutta però nessun cespite, nessun reddito. E gli evasori campano tranquilli, e chi può arraffa e chi vive di stipendio la piglia muro muro.
              Si potrebbe fare lo stesso discorso per una parte -chiaramente limitata, ma presente- delle seconde case: se io ho una casa che era dei miei nonni nel paesello spopolato di Nuragheddu, una casa che non ha nessun valore di mercato ma che tengo in piedi come bene affettivo, perché devo essere punito?
              Se si è tassati in eccesso -doppia Tarsu, IMU, e allacci al doppio e canoni e buffi- si molla il bene, e poi voglio vedere il “Comune di Nuragheddu” farsi carico di tutti i relitti edilizi. Ma qualcuno si è fatto un giro nei paesi come quelli sardi per vedere anche in pieno centro la enorme quantità di costruzioni sfitte e fatiscenti?

              • Neo Anderthal says:

                E tutto ciò premesso: cosa c’entra il Comune di Cagliari e cosa potrebbe fare, con la tassa che è imposta dal Governo?

                • bilanciaguasta says:

                  di cui si prende una parte?

                • ANDREA COIS says:

                  I COMUNI HANNO LA FACOLTA DI RIDURLA FINO AL 2 PER MILLE ANCHE AUMENTARLA FINO AL 6 PER MILLE ALLORA SE VERAMENTE SI VUOLE RIDURRE QUESTA VIOLENZA FISCALE E DARE UN AIUTO AI CAGLIARITANI SOPRATUTTO A CHI A CAGLIARI C’E NATO CI VIVE A MESSO SU FAMIGLIA CI LAVORA E PRODUCE AGGIUNGENDOSI A TUTTI COLORO CHE A CAGLIARI CONTRIBUISCONO A TUTTA L’ECONOMIA APRILE 70 CORREGGIMI SE SBAGLIO CIAOANDERTHAL

  10. Neo Anderthal says:

    Mi sembra il primo passo, sostanziale, verso la riduzione dei problemi delle famiglie Rom -intendendo sia i problemi loro, di minoranza discriminata sia i problemi della igiene pubblica e dell’inquinamento causato da certe attività di “recupero metalli”- sia stato fatto. Un passo necessario e realistico, oltre e prima ancora che giusto, come io penso che sia.
    Chi vuole fomentare il razzismo chiaramente non si cura di produrre nessun tipo di soluzione o piano in alternativa, e ai signori che hanno gestito Cagliari sino ad un anno fa poco gliene fregava delle puzze e dei veleni sulla 554, a viale Merello non arrivavano.

  11. Stefano reloaded says:

    Quindi gli stessi abitanti del campo in primis ne hanno chiesto la chiusura?
    E io che quasi quasi stavo credendo a quanto detto dal vice coordinatore cittadino del Pdl Salvatore Deidda: http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=25633

  12. Concu Pissenti says:

    Al di là dei “Bravo Zedda!” e dell’ “ipocrisia della destra e dell’Unione Sarda” la questione è molto più ampia e non certo risolvibile semplicemente scegliendo di mandarli in “appartamento” o “campo”. Dire “come se i rom non fossero cagliaritani” è un po’ ipocrisia anche quella, scusa Biolchini. I rom sono persone come noi, di pari dignità, ma il bello di questo mondo è che siamo diversi. Bisogna capire le differenze per rispettarsi a vicenda, non pensare che un popolo nomade da 1000 anni stia aspettando Zedda che gli regala l’appartamento con i soldi stanziati “sull’onda emotiva della morte di una neonata nella bidonville di via San Paolo” altrimenti si rischia, in buona fede, di far male. Magari l’idea è quella di iniziare a trasformarli, poco a poco, in cagliaritani doc comprando loro l’appartamento, così la smettono anche di fare fumo e puzza per recuperarsi due soldi dal rame e si iscrivono all’ufficio di collocamento…al limite i copertoni se li squagliano nel forno. Mah…una delle poche cose buone dell’articolo dell’Unione era che riportava il pensiero del capo degli zingari, secondo me era meglio se copiavi quello piuttosto che il virgolettato di Delogu 🙂

    • Vito Biolchini says:

      E quindi secondo te come si risolve? E’ una domanda vera, non provocatoria.

      • Concu Pissenti says:

        Lo so che non è una domanda provocatoria, così come tu sai che non ho la soluzione pronta in tasca. Entrambi sappiamo, però, che il modo per avvicinarsi a una soluzione è confrontarsi. Il mediocre articolo dell’Unione di stamattina mi ha colpito perché, per la prima volta in vita mia, ho letto su un organo di stampa la dichiarazione di un capo, rappresentante degli zingari. Che fosse per trovare argomenti contro Zedda o meno, c’era qualcosa in più della solita strumentalizzazione politica del problema o della banale cronaca che interessa il cittadino medio avente a che fare col “problema” zingari. Mi ha fatto piacere anche leggere che Zedda si sia detto disponibile ad ulteriori confronti con il rappresentante degli zingari. Ora, io non sono di Cagliari, né ho mai visto il campo nomadi della 554; non sapevo neanche che fosse opera di Delogu, né mi importa più di tanto. Ho sempre notato, però, che il paese in cui il rapporto fra gli zingari e la popolazione locale è peggiore è l’Italia. Mi ha sempre irritato il fatto che negli altri paesi d’Europa e d’Africa dove i nomadi sono arrivati nel medioevo, partendo dall’India, questi abbiano mantenuto le peculiarità delle loro caste d’origine(musicisti, acrobati, fabbri, allevatori di cavalli etc.), le loro tradizioni e i loro riti, mentre in Italia (in sardegna peggio ancora) si siano spesso ridotti all’elemosina. Per esperienza personale, gli zingari sono i migliori musicisti del mondo( fatti un giro nella metropolitana di Roma, sono sempre una spanna sopra gli altri) Dove si sono spostati hanno creato cultura (musica balcanica nell’est, jazz manouche in belgio e Francia, il flamenco in Spagna…) e sono a loro modo integrati e rispettati. Qui in italia, per ignoranza della popolazione e delle istituzioni che la rappresentano, si oscilla fra carità cristiana fine a se stessa, intolleranza di destra e finta tolleranza di sinistra. Si passa da “mischinetti” a “raus” senza mai approfondire bene la questione e ci ritroviamo nella cacca noi e loro. Credo che senza un minimo di relativismo culturale e di mediazione culturale un appartamento sia inutile. Mi rendo conto che non ho dato la soluzione, ma mi auguro di aver dato almeno un minimo contributo. P.S. se vi capita, guardatevi i film di Tony Gatlif (è un regista algerino metà berbero metà gitano) sugli zingari, Latcho Drom, Vengo, Gadjo Dilo…solo per le musiche e la fotografia ne vale la pena

        • valentina says:

          Io credo invece che il problema dell’integrazione degli Zingari sia sentito in molti Paesi Europei; non è solo in Italia che vivono di elemosina e attività illecite; come dice Stefano R il mito del nomade Melquiades che gira il mondo e ci porta in dono le meravigliose scoperte dell’altro capo del mondo, è finito molto prima della globalizzazione; in tutta Europa c’è bisogno di una politica che li aiuti a integrarsi nel rispetto della loro cultura, che non sia fatta di assistenzialismo ma di opportunità; per il momento abbandonare il campo per loro è una grande opportunità, e chi vuole stare nel campo è perchè magari spera di poter continuare a fare business dai rifiuti; poi si vedrà compatibilmente con le possibilità dell’amministrazione, ed in ogni caso per poter prendere bisogna anche dare.

          • Concu Pissenti says:

            Io ho parlato della mia esperienza personale: in Francia, in Spagna e nell’ex Yugoslavia gli zingari che ho visto non erano abbrutiti come qui. Quando mi capita di parlare di questo argomento con rumeni noto che da loro c’è meno intolleranza nei confronti dei rom. Può darsi, comunque, che sia solo una casualità. Melquiades lo lascerei nel romanzo di Garcia Marquez da cui l’hai tirato fuori, perché crea solo confusione. Come ho già scritto, può darsi che abbandonare il campo per andare in appartamento sia, come dici tu, “una grande opportunità”, ma auspico che la decisione del sindaco sia presa dopo un adeguato confronto e non dopo un sommario processo alle intenzioni tipo: “chi vuole stare nel campo è perché magari spera di continuare a fare business dai rifiuti”. Da quanto ho letto pare che l’intenzione sia proprio quella del confronto e questo non può farmi che piacere. Scommetto che, ora che ho chiarito, ci troviamo d’accordo.

            • valentina says:

              Non so cos’abbia visto tu in Spagna e in Francia, ma sicuramente non hai visto nomadi che riescono a mantenersi facendo i musicisti, gli acrobati, i fabbri, gli allevatori di cavalli etc etc, come dici tu (forse esiste una piccolissima minoranza). Quelli si trovano nei libri e nei film, quindi scusa, i miti li tiri fuori tu.
              La realtà è molto diversa dai romanzi anche in altri Paesi Europei (anche se noi vediamo sempre più verde l’erba del ns vicino) e te lo dico non per esperienza personale, ma perchè, proprio in Spagna e in Francia ho amici con i quali mi sono confrontata sull’argomento. Vedi, a differenza tua, io il campo della 554 ce l’ho sotto casa e sotto l’ufficio; ho vissuto con molta sofferenza la convivenza con il degrado ambientale e l’inquinamento degli smaltimenti quotidiani, perciò mi sono interessata di capire se in altri Paesi Europei avessero trovato una formula magica… purtroppo pare non l’abbiamo ancora trovata, o almeno non proprio nei paesi di cui parli tu.
              Appunto perchè conosco la situazione di quel campo, a differenza tua, posso dire che salvaguardare la salute dei Rom e di Tutti è la priorità assoluta, e in questo senso l’abbandono immediato del campo rappresenta una grande opportunità.
              La decisione del Sindaco non verrà presa dopo l’adeguato confronto con i Rom, che tu auspichi, perchè è già stata presa, e nota bene, a seguito del sequestro penale del campo da parte della Magistratura Cagliaritana, per la tutela dei diritti di TUTTI e non solo dei Rom, perchè esistono anche gli “altri” esseri umani costretti a vivere nel degrado ambientale più totale a causa dell’esistenza di quel campo!
              Ora come ora la sistemazione nelle case rappresenta l’unica soluzione possibile, e puoi stare tranquillo che il Sindaco ha fatto il massimo… (ops)… e il meglio.
              Ho già chiarito in un commento precedente che non sono sfavorevole ad un campo come soluzione abitativa per il futuro (adesso non è possibile, xkè campi da tirar fuori dal cilindro, Zedda non ne ha), ma non un campo lager come quello della 554, dove credo e ripeto, gli zingari onesti non vogliono stare (come da loro stessi dichiarato), e dove, invece, si trovano a proprio agio coloro che hanno l’attività di smaltimento da mandare avanti, perchè sia chiaro, nel campo della 554 non tutti bruciano “aliga”, molti subiscono impotenti la prepotenza dei più forti.

              • Concu Pissenti says:

                Ho visto gitani che lavorano, questo si, non solo nella raccolta di rottami ferrosi, ma anche nell’artigianato e soprattutto come venditori ambulanti. Alcuni si fanno la giornata nei campi, altri commerciano nell’antiquariato. Ci sono anche quelli che sono titolari della propria attività e danno lavoro ad altri. Non è una situazione idilliaca, c’è droga e delinquenza come in certi quartieri popolari nostri, ma ci sono gitani laureati che lavorano nel sociale all’interno della loro comunità. Chiaramente, anche lì, dal resto della popolazione non sono visti come la crema della società, ma sono più integrati e, nonostante siano molti più che qua, sono molti meno quelli che chiedono l’elemosina. Mi dispiace per il campo della 554, non sapevo che fossero a quel punto, in bocca al lupo.

                • valentina says:

                  si, il campo della 554 è veramente un luogo indegno per un’essere umano. Vedi i bambini di 4anni giocare tra i resti fumanti della spazzatura, ceneri tossiche, rottami taglienti rigagnoli di liquami indefinibili… pare che il tutto sia condito dalla presenza di ratti grandi come gatti… ma è possibile tutto ciò? A Cagliari sono in tanti a ignorare la situazione, perchè le Amm.ni precedenti hanno volutamente collocato il lager lontano dagli occhi…. e dal cuore. Abbiamo parlato di questo più volte, anche in questo blog, quindi non ripeto. Credimi, Zedda ha fatto veramente bene, se rimangono lì possono solo continuare a fare il lavoro sporco che fanno ora, per poco che sia rispetto ai risparmi economici delle aziende che conferiscono “l’aliga”, è sempre abbastanza remunerativo, e dunque fa gola più di altri mestieri. Il ricatto della povertà… vendersi la pelle convinti di guadagnarsi la vita….

          • … lavorano nell’antiquariato ?:shocked: Semmai commerciano gli oggetti rubati, volevamo dire ! Visto e rivisto con i miei occhi.

    • Stefano reloaded says:

      Quella dei “nomadi da 1000 anni” è una favola. Anche bella e romantica, adatta per scriverci canzoni, ma è una favola oggigiorno. Anzi, lo era già quando venne costruito il campo che, ideologicamente, venne ideato come “campo sosta”, cioè venne attrezzato come un camping in cui i “nomadi”, e le loro roulotte, dovevano soltanto sostare per brevi periodi. E invece, forse stanchi da 1000 anni di continuo andare e venire, gli abitanti del campo, quasi da subito, si sono costruiti delle dimore fisse come meglio hanno potuto (dimore è un termine gentile per “barraccas”).

      • Concu Pissenti says:

        E’ chiaro che con la situazione geopolitica attuale non ci possono (e in un certo senso non ci devono) essere etnie che si spostano come credono attraversando stati diversi infischiandosene allegramente, e che forse anche gli ultimi, alla buon’ora, si stanzieranno. Ma se tuttora li chiamano nomadi è per la loro storia, non per una favola. Per ora la favola è assimilarli a dei poveri senzatetto cagliaritani a cui dare una casa popolare; romantica, bella e pure adatta a scriverci canzoni. Però non è detto che non si possa trasformare in realtà

  13. argiolasfabio says:

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  14. ZunkBuster says:

    Quoto al 100 per cento. Anche se lascia tanta amarezza che la demagogia parafascista che tende a contrapporre i rom (cittadini italiani) ai “cagliaritani” abbia fatto un po’ breccia anche presso certo elettorato di sinistra. Ora dovrebbe far parte del compito della Giunta un’azione informativa-educativa per far comprendere qualche concetto fondamentale a chi erra magari in buona fede, per ignoranza non del tutto colpevole. Chi ci soffia sul fuoco, se fossimo in un Paese civile come la Francia, ne risponderebbe in Tribunale.

  15. caro Vito, il Comune di Cagliari ha iniziato a prendere – giuste – decisioni dopo l’avvio dei procedimenti penali da parte della magistratura cagliaritana e dopo – soprattutto – documentatissimi esposti del Gruppo d’Intervento Giuridico, degli Amici della Terra e di abitanti e operatori economici dei vicini quartieri cagliaritani.
    Norme di legge, video, fotografie portate personalmente al Procuratore della Repubblica Mauro Mura e al Sindaco Massimo Zedda hanno consentito – finalmente, dopo 15 anni – di buttare gambe all’aria quella melassa torbida e fumosa che ha consentito la creazione di un’autentica bomba ecologica, sanitaria e sociale rappresentata dal campo nomadi.
    Traffici di rifiuti e incendi (da parte di imprenditori locali e rom) sotto gli occhi di tutti, centinaia e centinaia di migliaia di euro in favore di associazioni che avrebbero dovuto operare per la migliore integrazione dei rom, ipocrisie, silenzi.
    Una vergogna cittadina che spero possa approdare quanto prima in un’aula di giustizia.
    Massimo Zedda sta operando bene, i predecessori Mariano Delogu e – soprattutto – Emilio Floris dovrebbero solo tacere.
    I fatti stanno emergendo per quello che sono e non sarà una penosa campagna stampa a offuscarli.

    Stefano Deliperi

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