Politica / Sardegna

Sorpresa! Le amministrative sarde puniscono il centrosinistra. Senza un progetto, il Pd non sfonda e prende pure qualche bastonata

Per fare analisi più approfondite ci vorrà ancora del tempo, ma che il centrosinistra sardo esca malconcio da queste elezioni amministrative sarde è sotto gli occhi di tutti.

La sconfitta di Selargius brucia assai, ben poco mitigata dalla vittoria a Quartiucciu (dove, dati alla mano, se il centrodestra si fosse presentato unito avrebbe stravinto). Il ballottaggio di Oristano difficilmente vedrà vittorioso il centrosinistra, mentre ad Alghero la situazione è in equilibrio (e questa è di per sé una sconfitta).

Perché ad Alghero, Oristano e Selargius il centrodestra uscente godeva degli sfavori del pronostico, e (a parte il centro alle porte di Cagliari) sembrava dover scontare una pessima gestione avvenuta negli ultimi anni da parte delle sue amministrazioni. Invece no, tutto questo non ha contato.

Così come non ha inciso la permanente crisi regionale, con un centrodestra capace di portare l’amministrazione sull’orlo del caos.

Allora perché questi risultati? Vi propongo tre elementi di riflessione.

Il primo: la politica sarda sta regredendo e si sta sempre più basando sui notabilati. I politici detengono pacchetti di voti e possono contare su di essi a prescindere dalle logiche fissate dall’opinione pubblica regionale e nazionale. I partiti non esistono praticamente più. Siamo in un sistema maggioritario dove i due principali partiti raggiungono a stento il 40 per cento: follia. C’è una frammentazione esasperata che porterà alle prossime regionali alla nascita di microformazioni legate ai singoli politici, mascherate da liste civiche.

Il secondo: il centrosinistra, così com’è, non sfonda. Manca un progetto e non basta sedersi sotto il pero e aspettare che il frutto caschi. L’opposizione alla giunta Cappellacci si è dimostrata sterile, e senza una leadership riconosciuta e un sistema di alleanze chiaro non si va da nessuna parte. Ma d’altronde, come si può chiedere a Silvio Lai di avere le idee più chiare del suo segretario nazionale, Bersani?

Il terzo: gli scontenti hanno preferito votare Grillo piuttosto che il centrosinistra. Cioè hanno preferito votare dei perfetti sconosciuti piuttosto che esponenti di una classe dirigente che si contrappone da anni al centrodestra. Grillo in Sardegna toglie voti al centrosinistra e ne ridurrà notevolmente i margini di manovra.

Conclusione: con il voto di oggi Cappellacci respira e il centrosinistra sardo mostra tutti i suoi limiti.

 

115 Commenti

  1. argiolasfabio says:

    Reblogged this on Fabio Argiolas.

  2. @Biolchini: ho postato in testa perché il sistema ha esaurito le possibilità di replica (sic!)

    Gentile Sovjet,
    «Lei dice che di questi tempi il brand M5S non funziona?»
    No: dico che funziona benissimo. Secondo me lo dice anche lei e le è scappato un «non»(oppure il 10% e il 15% di 5S sono numeretti privi di senso).
    «Sa bene che non si può smettere di fischiare […]»
    No: su questo davvero non siamo d’accordo. Personalmente sono convinto del contrario: “Bisogna smettere di fischiare (così)!”.
    Mi permette un’altra domanda (ma se non ha tempo non mi offendo e se mi offendo nessuno si suicida)?
    Avete provato a valutare l’impatto degli autonomisti/indipendentisti alle ultime amministrative? Si rende conto che «alle amministrative» 5S ha preso più di tutti i gruppuscoli ameboidi messi assieme?
    Cordialmente,

    PS – Non ha scritto «Con stima» nella risposta; se è un sintomo (più o meno inconscio) che si sta incazzando, ne sono felice, è esattamente ciò che mi porporrei di ottenere; la prossima volta che ci incontriamo ci beviamo una Guinness e ce la giochiamo alla morra. 🙂
    Con stima (assolutamente genuina :)),

    • Sovjet says:

      Gentile Ainis,
      il brand M5S funziona benissimo, come funzionerebbe anche “Amici di Maria” probabilmente. Solo per dire che in alcune situazioni si può avere un buon successo sulle ali dell’entusiasmo, intercettando protesta, antipolitica e voglia di cambiamento. Grillo non è esattamente uno sconosciuto ed il M5S gode del miglior marketing politico oggi sulla piazza. Ma, come si dice, i cavalli di razza si vedono all’arrivo, vedremo come governeranno dove dovranno governare: non basta far gonfiare le vele, bisogna anche far navigare il vascello ed essere capaci ad affrontare tempeste.
      Non credo che lei reputi inutile ragionare su coalizioni ed alleanze, in ogni caso, se pure la pensasse così, pazienza, vorrà dire che su questo punto non siamo d’accordo.
      Io credo che il tema dei temi sia come gestire il triangolo della sostenibilità tra salvaguardia dell’ambiente, sviluppo economico e tutela dei diritti per i popoli, a partire dalle scelte da fare qui e ora in Sardegna. Le mie priorità le ho già scritte da qualche parte e non le ripeto, ma lavoro, ambiente e giustizia sociale (declinata in termini di riduzione delle disparità) sintetizzano bene.
      Se su un’idea di sviluppo di questo tipo si schierano anche i gruppuscoli ameboidi, non sarò certo io a tenerli fuori!
      La chiusura è stata una dimenticanza, la stima è sempre quella e sentita…io mi arrabbio solo quando mi sembra che si affrontino temi complessi con supponenza e superficialità, ma lei è incline solo al primo di questi difetti e quindi non potrei mai arrabbiarmi (anche perché è un vizio che ci accomuna!)
      Per la Guinness ben volentieri, ma va bene anche una buona artigianale sarda, sempre che non sia troppo “indipendentista”! 😀
      Con la stima di sempre

      • Gentile Sovjet,
        «Se su un’idea di sviluppo di questo tipo si schierano anche i gruppuscoli ameboidi, non sarò certo io a tenerli fuori!»
        Già, in linea di principio sembra funzionare, peccato che quando uno di essi partecipa alla maggioranza (di destra) faccia tutt’altro… quindi è buona norma cercare di fare un’alleanza con lui! Non fa una grinza!
        E peccato che nessuno dei gruppuscoli ameboidi (quelli grandi, gli altri sono al livello della particella di sodio nell’acqua minerale) sia propenso ad un’idea di sviluppo sostenibile (ma pragmatica) decente (e soprattutto coerente con quanto ha fatto SEL fino ad ora, ad esempio in Puglia! Oppure vogliamo parlare di qualche caso pratico, da Sale a Muledda, passando per Doddore e Maninchedda?).
        Per 5S. Guardi che intendo semplicemente osservare che mentre ci masturbiamo parlando di qualche % (del tutto ipotetico) raccolto con un’alleanza improponibile, facendo una fatica immane, e proponendoci di perdere le prossime elezioni, c’è chi con un messaggio semplice e derivato da un sacco di istanze condivisibili (alcune addirittura apertamente condivise da SEL) prende percentuali preoccupanti! Da ciò deriva la mia perplessità: non converrebbe lasciar perdere le amebe e parlare invece della novità del messaggio di Grillo senza fare l’errore clamoroso di lasciarlo perdere «perché tanto è demagogico»? Quello prende i voti, altro che Maninchedda, e lo fa (anche) con alcune idee che non sono da buttare e in ogni caso propugna anche SEL (ad esempio la visione di un futuro ecologicamente sostenibile e una visione etica della politica).
        Per la Guinness… fa bella mostra di sé nella sua pagina FB, ecco il motivo della proposta. Personalmente bevo (molto di rado) solo vino (non saprei se ne esista di indipendentista, ma se è buono, va benissimo: il cannonau, buono, è ottimo; carignano?).
        Cordialmente,
        PS – «supponente», alla luce degli insulti che mi becco, è quasi un complimento insperato (peraltro probabilmente rispondente alla realtà)

  3. mariangela cadau says:

    Grande Banana:ha creato un altro eroe:il sardofilosod’azione!

  4. Mammarua says:

    Una cosa che ieri (non) mi ha sorpreso era il tono degli articoli e dei post su Facebook di Liberi a sinistra… avvelenau perdiu.. Vito, tu che ne sai, cosa gli hanno fatto?

    • ZunkBuster says:

      Beh su Stefania Spiga hanno già picchiato duro in passato. Rita Corda, invece, l’hanno appoggiata eccome …

  5. Alcune considerazioni su selargius-suplanu. il centro-sinistra qui ha attuato la vecchia tattica dell’uniamoci tutti (dove tutti sono anche militanti di fli e vecchi socialisti craxiani) contro il nemico comune. non c’era progetto politico era un vincere per vincere, tattica che ha portato il centro sinistra ad essere il nulla programmatico che è oggi. si sono tirati fuori da questo gioco per coerenza solo il PRC e i rossomori, incapaci tuttavia di presentare una loro candidato di bandiera. su planu con selargius non c’entra proprio niente. gli abitanti non sono selargini e votano per convinzioni politiche sedimentate o per amici suplanesi candidati. per la cronaca a suplanu a tutte le elezioni (anche in queste) vince il centro sinistra.

  6. Ragazzi quanto è buffo anche da qui lontano dalla Sardegna stare a sentire la solita minestra … quando cambierà qualcosa ?? Una sempre più convinta della scelta di volare per altri luoghi :mrgreen:

  7. Hola Zunk non so ed ho gia’ scritto, ieri di getto, cosa penso in generale della tornata amministrativa: Poi si ci fa dare la linea dalla stampa. Mah. Credo che dove la linea era chiara si vince, dove si fanno pastrocchi o incasinamenti di alleanze si perde. p.s. ho scoperto che uno degli eletti nel PD era candidato alle Provinciali nel collegio di Cagliari nel 2010. Boh non di cumprendu nuda de politica. O è la politica che non capisce me.

    • ZunkBuster says:

      Il dossier selargino diventa sempre più divertente. Lette le dichiarazioni di Rita Corda oggi all’Unione? Non si sa se scompisciarsi dalle risate o commiserarla, davvero una donna sull’orlo di una crisi di nervi. E Fabrizio Canetto dei riformatori che si fa pure beffe dicendo che il “centrosinistra” ha imbarcato “anche fascisti” (ora si capisce perché La Destra, che era nella coalizione di Cappai, è rimasta al palo …). Il suo dubbio, egregio Carboni? Lasciamo perdere, se ci mettiamo a coltivare sti dubbi la finiamo tutti grillini. O forse dovremo turarci il naso e arrenderci a Matteo Renzi, pur di riuscire a cacciare un po’ di dinosauri giovani e vecchi da questo diamine di partito …

  8. sono di Selargius

    ma candu mai sfavorito
    … è un paese ultra tradizionalista, il PDL prendeva il 35 % (alle ultime solo il 18%, la metà) …. la candidata “sindaca” PD era invotabile (ma l’ho fatto turandomi il naso) e il centro sinistra selargino è più incapace di quello nazionale e regionale… il sindaco uscente non aveva fatto grossi guai (e si dice che abbia governato bene)

    in più non c’erano altri candidati sindaci

    avrei scommesso sulla vittoria del cdx tutto quello che ho

  9. attilio says:

    una volta persi è difficile trovare la strada, senza una buona guida e con il tom tom che continua : girare a destra, poi a sinistra poi…aispattatas. Io voglio essere preso per mano non per il c… ; per mano dove passi tu, passo io. Ora non mi sembra così

  10. ZunkBuster says:

    Intanto “Liberi a sinistra”, da qualcuno definito “Crastuli a sinistra”, infierisce sulle solite divisioni del PD e sulla “clamorosa sconfitta di Selargius”. Peccato che si dimentichino, nella foga di cercare capi d’accusa contro l’odiato Soru – a cui addebitano perfino l’altra grande sconfitta Stefania Spiga, dopo averla precedentemente considerata una pura creatura di Amalia Schirru – di essere stati i primi a lanciare, con una rincorsa di parecchi mesi, la sciagurata candidatura di Rita Corda.
    Come sempre, tutti addebitano le sconfitte agli altri perché hanno paura di sentirsi dire “ponirì a una parti” e, nel dubbio, cercano di far si che ciò capiti all’avversario. E pazienza, moriremo democristiani.

    http://www.liberiasinistra.it/art/2012/06/13/nella-provincia-di-cagliari-un-pd-malconcio-che-prende-molte-batoste_1719

  11. Pingback: Giorgio Oppi puru indipendentista? | Bolognesu

  12. Fuori tema..
    Ciao Vito, vorrei chiederti se non c’è modo di ordinare i commenti in ordine cronologico, perchè quando capita di leggerne tanti tutti insieme è deifficile capire chi risponde a chi…e seguire il filo della discussione.
    ciao
    K

  13. Stefano reloaded says:

    Se la “non vittoria” in quattru biddixeddas scatena queste reazioni, benimindi quando, seguendo di questo passo, si perderanno le regionali.

    • ZunkBuster says:

      Biddixeddas? Mì che Selargius ha ormai più abitanti di Iglesias e poco meno di Oristano, con un bel pezzo di territorio in piena Cagliari. Poi quanto alla realtà politica vabbeh … per un bel pezzo a Quartu i partiti non facevano le tessere ai cagliaritani di Pitz’e Serra e del litorale, perché non volevano “forestieri” a intromettersi nelle cose “de sa bidda”. Mi è parso casomai che a Selargius gli “autoctoni” si lamentino dei cagliaritani per il loro disinteresse alle cose della comunità; effettivamente a Su Planu, a molti sembra che devi ricordarglielo che è territorio di Selargius e non di Casteddu.

      • Stefano reloaded says:

        Zunk, era per dire che, sebbene da non sottovalutare eccessivamente, il risultato di questo tipo di elezioni non può dare indicazioni sulle regionali né tantomeno sulle politiche. Non lo può sia per il diverso sistema elettorale sia, soprattutto, per le diverse dinamiche elettori-candidati.
        A proposito di Su Planu sarebbe interessante vedere se, in quelle sezioni, il voto è in linea con quello del resto di Selargius.

      • Luca M says:

        Avrà pure più abitanti…ma qual’è l’identità culturale, quella comune, di paesoni costruiti nel disprezzo delle regole dell’urbanistica, agglomerati di persone che arrivano lì da tutta la sardegna, si costringono a vivere in sobborghi che sembrano quelli di beirut (dopo i bombardamenti) solo perchè a cagliari le case costano troppo? E non parlo solo di Selargius chiaramente…

  14. carlo 76 says:

    Aldilà dei candidati conta molto il contesto economico. Il clientelismo paga ancora (in termini elettorali)
    sopratutto in Sardegna.

  15. Io sono di Selargius e ho dato una mano per il poco che ho potuto con la campagna elettorale: in questo paese secondo me è stato il candidato sindaco a convincere poco gli elettori di centrosinistra perchè è una persona che è presente sulla scena politica da oltre 20 anni, anche se non è mai stata sindaco. E’ una faccia molto nota e associata spesso a cose non proprio gradevoli, anche se spesso come accade nei paesi sono solo orribili dicerie e calunnie. Mi sono chiesta se si sarebbe dovuta fare da parte avendo una carriera politica così lunga, e lasciare spazio agli altri candidati.
    Ma Selargius è veramente diviso in piccole tribù e di un giovane avrebbero detto due cose:
    1) è troppo giovane
    2) ma questo di chi è figlio? O meglio “Fillu de chini sesi?”

  16. Aramis says:

    Mi sa che il risultato delle elezioni dimostra che stiamo troppo sulla tastiera. E le diamo un ruolo eccessivo.

  17. carlo 76 says:

    Aldilà delle critiche (giuste) al centrosinistra dall’articolo emerge una chiave di analisi spesso trascurata: il ritorno delle clientele nell’area moderata.
    L’uscita di scena di Berlusconi paradossalmente ha favorito l’aggregazione di potentati che in passati erano sparsi tra tutte le forze politiche non solo di centrodestra. Purtroppo in un momento di crisi economica promettere piccoli favori in cambio di voti può risultare decisivo.

    • ZunkBuster says:

      Se ti riferisci a Oristano, è sempre stata una città di centro. Già una volta il centrodestra “puro” fu estromesso dal ballottaggio, quando divenne sindaco Piero Ortu, ex PPI ed ex vicesindaco nella giunta di centrosinistra di Mariano Scarpa. Il fatto è che l’UDC vilipesa e sottovalutata da molti ha la strategia, nel PDL siete peggio di noi del PD, sempre a litigare tra di voi 🙂

  18. andrew says:

    Tra queste analisi eterogenee sul voto delle amministrative, ce ne sono alcune validissime altre che fanno venire la pelle d’oca per quanto sono campate per aria (e quindi pericolose).
    Per quanto riguarda l’indubbia sconfitta del PD sardo, resa ancora più bruciante dal fatto che si è verificata nonostante il periodo di debolezza e confusione del Centrodestra, non credo assolutamente che ciò abbia a che vedere con le sue presunte posizioni antimilitariste (ma quali?) specialmente se si considera che, tra gli altri, Scanu (del PD) e Amalia Schirru (del PD) hanno cavalcato l’onda del clamore mediatico suscitano dall’eterna questione delle basi militari in Sardegna.

    Piuttosto ciò che ha pesato veramente in queste elezioni amministrative è l’ambiguità che caratterizza il PD per qualsiasi questione sociale o economica come afferma giustamente Laura Stochino.

    Il PD è diventato oramai un partito ibrido, senza coraggio e troppo opportunista per rischiare di avere e sostenere una posizione CHIARA.

    Quanto alla sostenuta candidatura di un PM, anche il solo averla ipotizzata significa avere una predisposizione molto forte al populismo. Questa è stata e continua ad essere, io credo, la principale causa dei problemi della Sardegna e della sua stagnazione politica.

    • ZunkBuster says:

      Hai mangiato male e il PD ti è rimasto sullo stomaco? Il dottor Fiordalisi sta benissimo a fare il suo mestiere, ce ne fossero di magistrati così, poi se non è esattamente di sinistra non conta. E cavolo manco una battuta si può fare …

      • andrew says:

        La mia dieta è bilanciata e prescinde dal PD.

        Non ho fatto alcuna considerazione né su Fiordalisi né sulla sua capacità o meno di fare il suo mestiere (se per tale intendiamo quella di Pubblico Ministero).

        Solo una domanda, di quelle semplici semplici. Il principio della separazione dei poteri ti dice niente?

        Ops perdonami, era una battuta. Ah ah che ridere.

        • ZunkBuster says:

          Potrebbe evitare di tirare in ballo il venerabile Montesquieu per far comprendere che i magistrati in genere, o il dottor Fiordalisi in specie, non godono della sua simpatia. Che diavolo c’entra il principio della separazione dei poteri per negare a un magistrato il diritto di elettorato attivo o passivo? Finché le leggi lo consentono, ha ogni diritto di esercitarlo. Comunque si tranquillizzi, il dottor Fiordalisi, finito il processo per l’omicidio di Rosanna Fiori, tornerà nella sua Calabria e non sarà spendibile per prospettive politiche sarde, a livello di battuta o serie. Con grande sollievo di chi ha massacrato il lido di Orrì di costruzioni abusive, magari lo stesso sollievo che hanno provato in molti quando Soru non è stato rieletto.

          • andrew says:

            “Che diavolo c’entra il principio della separazione dei poteri per negare a un magistrato il diritto di elettorato attivo o passivo? Finché le leggi lo consentono, ha ogni diritto di esercitarlo”

            Appena ha un attimo libero si compri un compendio di diritto costituzionale (anche quello delle edizioni Simone va bene) e si legga attentamente il capitolo sui pubblici ufficiali e quello sulle varie incompatibilità, ineleggibilità e incandidabilità.

            Anzi sa che le dico? Lasci perdere. Troppe lacune. Continui pure in quello che mi sembra il suo sport preferito: rigirare la frittata e “bighellonare” su questo blog a mò di esperto tuttologo.
            Se ciò la rende felice e contento, buon per lei.

            La saluto.

    • Aramis says:

      Gentile Andrew,
      nel mio commento si parlava di un fatto locale. Riguardante il centrosinistra ogliastrino. Che non ha brillato per coerenza nelle battaglie sul poligono e su Quirra. E che era distante anni luce da scanu e Schirru. Sulla candidatura del PM è evidente che si giocasse.

  19. Anonimo says:

    L’ambiguità non paga, costruiamo una proposta di governo alternativa.

    I risultati parziali e di lista delle amministrative sarde ci inducono a fare alcune riflessioni. Il centro sinistra non vince al primo turno in nessun centro sopra i 15 mila abitanti e ottiene risultati di lista molto al di sotto delle aspettitative e di un trend nazionale che vedeva i partiti più grandi in tenuta. Anche in Sardegna fa capolino l’esperienza grillina e con essa la diminuzione dei voti per i partiti di sinistra. Questi dati da soli dovrebbero indurci ad una pausa di riflessione, sulla nostra identità di coalizione, sulle proposte messe in campo per essere percepiti come discontinui rispetto ad un centro destra sempre più disastrato. Selargius è un caso emblematico, una coalizione confusa e ambigua troppo fiduciosa dei poteri personali. Qui, il centro sinistra ha preferito sperimentare nuove alchimie e lasciare una parte della coalizione a casa per ottenere un risultato molto al di sotto delle analisi pre elettorali. Non per colpa del singolo candido sindaco, ma per una scelta strategica generale, evidentemente perdente perchè non offre nessuna buona ragione per sostenere con convinzione una coalizione di centro sinistra, in cui della sinistra è rimasta solo l’ombra.

    Sarebbe dunque onesto partire da questo risultato per ridefinire i prossimi passi, perchè il voto di oggi è un voto che boccia l’opposizione al governo Cappellacci e che non riesce a dare il colpo di grazia all’arcipelago del centro destra. Quest’ultima si arricchisce di nuovi metodi, come le liste civiche e la creazione di nuove coalizione dai nomi nuovi, in cui cambia il contenitore ma non cambiano i contenuti. Se non siamo riusciti nell’intento vittorioso, nonostante un trend nazionale non negativo, dovremo rivolgere l’attenzione sulle nostre azioni, sulle scelte di programma e di alleanza. Non dovremo rifuggire il confronto, né cullarci sul fatto che ai ballotaggi i risultati protrebbero darci vittoriosi ad Alghero ed Oristano, perchè resta l’evidente debolezza di un centro sinistra che come il teatro di pirandello è in cerca di un autore.

    Se non siamo in grado di fare insieme questa analisi, invito le forze della sinistra a farlo, a parlarsi e a lavorare da domani insieme, perchè un dato su tutti emerge in senso positivo e ci dà speranza ed è il voto della lista Alguerosa composta dalla Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e libertà e movimenti.

    Un anno fa abbiamo festeggiato la vittoria del centro sinistra a Cagliari, come allora anche oggi la Sardegna è in anticipo su un sentimento diffuso che l’anno scorso vedeva il cambiamento e che quest’anno vede questo cambiamento frustrato. La differenza passa per un anno di politiche montiane, di governo bipartisan nazionale, da cui è difficile fare i distinguo. L’IMU e i tagli agli enti locali sono arrivati anche in Sardegna e il centro sinistra è il primo a pagarne le conseguenze.

    La sinistra contraria a questo governo nazionale deve essere in grado di declinare questo sentimento di malessere anche nei territori e iniziare un’opposizione dal basso contro le politiche di austerity e di recessione per un progetto di governo nuovo per il Paese e per la nostra Regione. Riesumando un caro slogan dell’anno scorso e rivolgendolo a tutte le forze antiliberiste: ora tocca a noi!

    Laura Stochino

    segretaria regionale PRC-FdS

  20. Super tonfo del centrosinistra a Selargius San Sperate
    A sinistra Di PD c’e’ ne ‘ uno ed anche gli altri gli sono indietro. Il caso Zedda è stato una concomitanza di eventi favorevoli e di lettura sbagliata del contesto, degli altri competitori a sinistra, in cui si svolsero le primari e le elezioni. La fortuna aiutò il giovane audace. Ora Selargius e San Sperate, ed altri casi vanno spiegati e chiariti, una volta per tutte. Non ci sono giovani vincenti o vecchi perdenti o mezza eta’. Manca la chiarezza, la trasparenza e la linearita’ delle indicazioni. Lascio qui perche’, non voglio entrare nei casi, specifici che hanno tutti una ragione: I leaders e capibastone. Poi si ci lamenta di Grillo e CO.

  21. Aramis says:

    Vogliamo parlare di Perdasdefogu e del Pd (e centrosinistra tutto) militarista e garante degli abusivi ogliastrino?

  22. Iskidu says:

    Per Ainis: non ti sfugga che Maninchedda, che tanto ti sta sul naso, nel Nuorese prende il 20% a Bolotana. Altrove il Psd’az viaggia a percentuali che quando vanno bene sono vicine al 5%. Ti darà fastidio ma in quel territorio il Psd’az è riconosciuto come partito indipendentista ma anche come partito di governo, esattamente ciò che Maninchedda vuole proporre per la Regione. Non mi stupisce che ti piaccia Grillo: è il partito italiano per ecccellenza, il luogo dove la frustrazione che ciascuno attribuisce agli altri e mai a se stesso, va al potere. No, ha ragione mio marito, in Sardegna Grillo non sfonderà perché la puzza di fascismo si sente da lontano. E vedrai che alla fine il Pd lo fa l’accordo con Maninchedda, perché chi è uscito sconfitto dalle elezioni è Soru, è Bruno, è la Barracciu, tutti quelli che sostenevano che il Pd da solo o solo con Idv e SeL avrebbe vinto le elezioni. E invece no. Non solo: questi geni del settarismo e della vendetta elettorale hanno reso ancora più centrale quel mostro clientelare che è Oppi. E vedrai che Soru, che come Soddu non sopporta i sardisti perché ritiene di essere lui il sardismo, adesso tenterà un accordo limitato esclusivamente all’Udc. Un genio! Io, da ragazza, militavo in Lotta Continua. Conosco la Sinistra come le mie tasche: fa sempre gli stessi errori. Oggi l’unico che ha le idee chiare e che sta lavorando a un programma comprensibile è Maninchedda. Che fa la Sinistra? Siccome l’ha riconosciuto SeL; siccome è più capace di Soru; siccome saprebbe governare, lo attacca. Perché? Perché non è organico. Una follia. Semmai, Vito, visto che sei amico di Maninchedda, digli con chiarezza che deve decidersi: o torna da noi in Università (l’ultimo libro con Antiseri è veramente un inno alla libertà individuale) o fa politica pancia a terra. Sta troppo in mezzo. Si vede troppo che è nauseato dalla politica. O la fa senza schifo o la molla. Diglielo.

    • Di Legno says:

      Prendere il 20% a Bolotana è un sicuro indicatore statistico di cui tener conto.

    • Gentile Iskidu,
      ha ragione e infatti per il 20% del PSd’Az a Bolotana non ci dormo la notte.
      Cordialmente,

      • 12aprile70 says:

        Esimio Ainis, buon per Lei se è tranquillo davanti a cotanti risultati…ma riesce ad essere indifferente persino davanti al 7% di Sale a Magomadas? Sia sincero, magari dopo un buon rosso.
        Salludi e trigu

    • ZunkBuster says:

      Ma siamo su scherzi a parte? Nel PD di questi tempi l’unico vincitore è Renato Soru. A parte l’epilogo della vicenda Tuvixeddu al Comune di Cagliari, dove ha dimostrato che senza avere neanche un consigliere di riferimento si possono comunque far pensare quelli che ancora non hanno mandato il cervello all’ammasso e si possono rovesciare decisioni sbagliate e in contraddizione coi programmi con cui si sono vinti le elezioni – e penso che anche Massimo Zedda farà tesoro della lezione – raffronta gli esiti di Quartucciu e di Selargius. Da una parte una candidata appoggiata apertamente da Soru e sostenuta lealmente da Sel e da tutta la vera sinistra, che ha vinto. Dall’altra una candidata espressione del vecchio, mal sopportata da buona parte dell’elettorato di sinistra, in aperta contrapposizione con la sinistra radicale (ma anche coi Rossomori) per aver imbarcato lo stravecchio riciclato, leggasi Tonino Melis, sindaco craxiano nel 1985. Cosa che peraltro, in questo caso, non sembra aver creato problemi a Sel, protagonista di una campagna suicida e subalterna alle espressioni peggiori del PD. L’ambiguità in politica si paga sempre. E comunque anche a Selargius i sardisti del tuo caro Maninchedda erano alleati col centrodestra, che aveva anche una componente apertamente neofascista (la Destra di Storace) nella coalizione. Maninchedda deve fare almeno qualche annetto di purgatorio prima di pensare di poter assumere la leadership di qualsiasi cosa.

    • Drommiu says:

      A me sembra scritto dal professore di persona personalmente.

    • andrea.arg@hotmail.it says:

      Iskudu, la puzza di fascismo-populismo-affarismo-fancazzismo non si sente in giunta? e in consiglio? maninchedda è più capace di soru? sicuramente a murigare e a saltare da una parte all’altra ha pochi rivali. prende il 20%? Dev’essere che a Bolotana stanno tutti bene. Comunque, buon per lui. E per il suo Presidente Mite.
      Saluti.

  23. ZunkBuster says:

    “A Selargius il recupero di Rita Corda è grande
    risultato ma non basta a sconfiggere il sindaco Udc uscente” … Infatti sembra la storia della non-vittoria a Parma, nonostante tutti, perfino a destra, fossero convinti dell’inevitabile vittoria della giovanissima politica espressione del nuovo che avanza, con la sua santa alleanza che andava dall’ex fascio Delpin al gia’ socialista craxiano poi Udc Melis fino alla prezzemolina di Sel Michela Pibiri, col fiore all’occhiello dell’ex ala sinistra del Cagliari che non guasta. E’ la prima volta che sono d’accordo con Zedda On Line … Opps volevo dire Casteddu On Line, e questo mi preoccupa. Cazzo o Silvio Lai un po’ di decenza, questa non e’ un’analisi del voto, e’ una supercazzola brematurata con scappellamento a destra! Ha fatto miglior figura Michele Piras che su Selargius ha taciuto.

    • Sovjet says:

      Scusami, perché Michela Pibiri – per altro a mio avviso per intelligenza, serietà e impegno, una delle migliori candidature chenil centrosinistra aveva a Selargius dovrebbe essere “prezzemolina”? O non conosci il significato dell’uso che di questo termine si fa (cosa che mi sento di escludere) oppure è un giudizio assolutamente gratuito. Dal momento che in genere banalità di questo tipo non ne dici, non vedo perché iniziare ora….

      • ZunkBuster says:

        Mi riferisco alla martellante campagna su Facebook, non se ne poteva più di vederla linkata dappertutto. “Prezzemolino” è chi lo trovi dappertutto, come il prezzemolo. Degli usi televisivi del termine me ne sbatto, perché non guardo la TV a parte i TG, Ballarò, Servizio Pubblico. O Sovjet, dai che sei una persona colta, cura le etimologie e non attaccarti alle sfumature!!! Lo so che è un vizietto che avete voi di Sel, ancora troppo legati alle tradizioni più “pesanti” del vecchio PCI, ma forse dovreste imparare a curare la sostanza più che la forma. Quanto a “una delle migliori candidature che il centrosinistra aveva a Selargius” forse hai ragione se il metro di paragone è l’inconsistenza assoluta della lista del PD, ma alla fine decidono gli elettori, e mi consta che non sia stata eletta. Non vuol dire niente, perché nella lista del PD di Cagliari una delle migliori candidature è stata quella di Cristina Lavinio, che non è stata eletta ugualmente – quando cazzo impareranno le donne a votarsi, non lo so – ma forse qualcosa è stata sbagliata, non credi? La sostanza, comunque, è che anche voi eravate alleati, con lo sciagurato PD selargino e i sostenitori di Rita Corda, con Tonino Melis …

        • Sovjet says:

          Quindi il suo problema è che è l’unica a saper utilizzare la rete per la campagna elettorale? Purtroppo il voto di Selargius, come succede spesso alle amministrative in paesotti piû o meno grandi, non si basa sul voto di opinione o su un voto politico, ma sulle reti amicali, parentali e, nel caso peggiore, clientelari. Ma queste cose le sai benissimo anche tu.
          Dici che era sbagliata l’alleanza? Io dico che hai ragione, se fosse stata costruita meglio di quella di Cappai avremmo vinto. Poi bisogna capire cosa bisogna fare per vincere le elezioni, perché in genere è cosa che si sa sempre dopo e mai prima.
          Resta il fatto che Michela è intelligente, è giovane, sa leggere, scrivere e far di conto e fa bella figura a prescindere dalla consistenza o non di chi gli sta attorno.
          Ma è il caso di conoscere prima di dare valutazioni un po’ a casaccio.
          Non dubito che Cristiana Lavinio, che non conosco, fosse un’ottima candidatura, ma non sono solo le donne che devono votare candidati validi.
          In ogni caso, si fa quel che si può col materiale che si ha a disposizione. Certo le elezioni non le avrebbe vinte Sel da solo, ma avendo partecipato alle primarie, perdendole, ha fatto quello che doveva fare, ha lealmente supportato la coalizione.
          Io credo che la lealtà in politica conti qualcosa e se ti candidi a guidare una coalizione e perdi poi non ti sfili. Altrimenti vai in solitudine e rivendichi il solo diritto di tribuna.
          A volte si vince e a volte si perde. Poi siamo abilissimi a interpretare tutto come vogliamo, credo sia un meccanismo del nostro cervello…

        • Neo Anderthal says:

          Probabilmente -o a quanto pare effettivamente- hai ragione, per quanto riguarda la coalizione presentata dal centrosinistra a Quartucciu, ma la sua composizione è prevalentemente opera della candidata a sindaco e del suo partito, il PD, non trovi?
          SEL purtroppo, non solo a Selargius, è spesso ostaggio della appartenenza “per principio” al centrosinistra comunque e dovunque, e altrove è andata anche molto peggio, come a Palermo, dove, per rispettare l’esito delle primarie, in vista di primarie più decisive e importanti, si è sostenuto il candidato che le ha vinte e non Orlando (un Papa delle preferenze, in bene e in male)
          Mi sembra poi che tu introduca, nella foga del dibattito, accenni polemici incongrui.
          Senti, Zunk, ma un/una giovane candidato/a che non ha migliaia di euro da investire, secondo te ora dove fa campagna elettorale?
          Il fatto che tu abbia visto l’ottima Michela Pibiri linkata qui e là significa solo due cose: 1) avete contatti FB in comune. 2) È in generale una persona che ha riscosso stima e simpatia.
          Ha fatto una bella campagna elettorale e ha ottenuto una posizione di rilievo nelle preferenze, cosa avrebbe mai fatto di male? A me pare che abbia fatto -bene e meglio di altri- quello che poteva.
          Quanto alle etimologie alle sfumature: io al posto tuo sarei più attento, sono argomenti scivolosi, e “prezzemolina” mi sembra una espressione gratuitamente irridente, forse riservata alle giovani donne che -ma guarda tu la petulanza- provano a mettersi in gioco seriamente e a farsi valere, come cento anni fa capitava alle “suffragette” che reclamavano la parità. Sarà questione di sfumature -alte, “a tipo conch’e sordau”- ma colgo nell’epiteto un filino di maschilismo, ed è un vizietto antipatico, questo di provare a sbertucciare chi si mette in gioco, sopratutto se giovane e donna. (e per favore, non farmi parlare dell’etimologia di “vizietto”…)

          • ZunkBuster says:

            Sono tutt’altro che maschilista uffa, proprio questo non me lo puoi dire, se lo stesso tipo di campagna l’avesse fatta un maschio sarebbe stato “prezzemolino” o “prezzemolone”, … posso dirti una cosa: indipendentemente dal fatto che il mio voto vada abitualmente al PD, se qualcuno mi avesse contattato più sommessamente “puoi aiutare questa compagna, è valida, etc. etc.” forse le avrei anche dato una mano, e a Selargius gente ne conosco. Quel tipo di campagna non mi è piaciuto … poi può darsi che la dottoressa Pibiri senza il web avrebbe avuto più limitata possibilità di emergere in un ambiente come quello selargino per metà abbastanza retrogrado e conservatore, per l’altra metà di cagliaritani che prendono la cittadina per dormitorio (e di questo i selargini doc a volte si lamentano) … però c’è modo e modo caro Neo. Fatene tesoro per la prossima campagna elettorale.

            • Sovjet says:

              Zunk, questa volta non sei stato all’altezza delle tue capacità. Dillo che hai preso una cantonata e sbagliato termine (lo sarebbe stato anche per un maschio) e punto. Non è mica vergogna…
              Però se mi fai sapere chi sei (per trovare me basta digitare “Sovjet” con la “j” su FB), la prossima volta te lo chiedo il sostegno!
              Comunque, la Pibiri ha usato anche la “fanteria”, facendo banchetti, volantinaggio e quant’altro si fa in una campagna elettorale classica. È che capisce di comunicazione, sa usare i social network, è molto ben voluta e ha alcuni amici che sono dei geni del computer.
              Successo lo stesso a me in terza media: ci fu data una ricerca di gruppo sull’adolescenza e a me toccò la parte su adolescenza e sesso. Alla fine il professore ebbe da ridire sul fatto che sembrava che l’adolescenza fosse solo sesso…la verità è che l’unico a fare seriamente la ricerca fui io!

              • ZunkBuster says:

                O Soviet, Sovjet o come vuoi chiamarti – qui tra poco torna Mongili a farti le bucce alla trascrizione fonetica, altro che dispute etimologico-semantiche – ayò adesso non aumentare. Non bisogna essere “geni del computer” per postare qualche link o scrivere qualche nota su Facebook. E se mi consenti io sta Pibiri non la conosco, se non per lo spam intensivo notato sul sitaccio di Zuckenberg, e non posso fidarmi sulla parola di nessuno, specie di chi su FB manco ti caga se non per queste cose … certo non della vostra propaganda che ancora ricorda eccessivamente vecchi schemi che sono definitivamente finiti nel museo degli orrori della storia con la caduta del Muro di Berlino. Non saranno le supercazzole brematurate con scappellamento a destra come se fosse Antani ma anche in due come per esempio di antifurto di cui è capace l’impareggiabile segreteria regionale del PD, ma non ispirano molta fiducia a chi anche quando stava nel PCI diffidava da questi metodi. Ma siete davvero così convinti che solo perché la dite voi una cosa sia la verità assoluta? Qualche volta può essere vero, come nel caso di Massimo Zedda, qualche altra volta concedeteci almeno il beneficio d’inventario, no? Siete sempre bravi a fare lezioncine a SEL, perfino di semantica, etimologia e quant’altro, mi auguro che siate altrettanto bravi a riceverle e, soprattutto, come nel caso selargino e altri, a imparare da quelle sonoramente prese dagli elettori, in particolare quelli esclusi dalle liste da cui non è giunta l’ombra di quel “soccorso rosso” a suo tempo accordato perfino a Veltroni.

                • Neo Anderthal says:

                  Stai a vedere che a Selargius si è perso per colpa di SEL!
                  Ma per favore!
                  La candidata alla carica di sindaco era espressione di SEL? Non mi sembra proprio. Chi ha deciso di allearsi con “civiche” di dubbia composizione, se non la stessa candidata sindaca?
                  Nessuna convinzione di verità -per quello c’è chi è Maestro, dentro il PD, mi sembra- ma almeno lascerai a ciascuno la possibilità di sostenere chi gli pare e piace? Ma quale spam?
                  Forse la tua posta personale è stata invasa da appelli al voto dei soli candidati di SEL?
                  E poi, per favore un po’ di senso della misura: “la vostra propaganda che ancora ricorda eccessivamente vecchi schemi che sono definitivamente finiti nel museo degli orrori della storia con la caduta del Muro di Berlino”… E ajooooò, sembra di sentire Sandro Bondi!
                  A quanto mi sembra i compagni di SEL hanno fatto una loro campagna in strada e personalmente, e illustrato i propri punti di vista anche nelle pagine FB, che sono lì se le vuoi leggere, senza eccedere o molestare proprio nessuno, e se hai visto qualcuno “postato” con una frequenza che tu giudichi insistente è per le circostanze esposte sopra: 1) hai un certo numero di contatti in comune con un/a candidato/a 2) il/la candidato/a è una persona stimata. Se poi la cosa ti infastidisce pui sempre optare per non ricevere o ridurre gli aggiornamenti da alcuni tuoi contatti.

                  • ZunkBuster says:

                    Seguirò il consiglio. Purtroppo ho l’abitudine, direi democratica, di pensarci mille volte prima di cancellare od offuscare un contatto Facebook, perché perfino da chi in genere fa solo spam e diffusione di cazzate può dire qualcosa di buono o interessante, ogni tanto. Forse invece di invocare che ci si tuteli con la censura preventiva o repressiva, sarebbe più opportuno che ognuno saggiamente si autolimitasse. Ma è il mio modo di vedere il social network, non necessariamente il tuo o quello di altri. Quanto alla “bondata”, pensavo molto prima della caduta del Muro di Berlino che certi metodi fossero da mandare in soffitta (prendendomi anche una buona dose di insulti stalinisti). Infine, sulle civiche, non è incoerente addebitarle alla sola Rita Corda e poi restare nella coalizione? Dì la verità che così come lo stato maggiore del PD e, a dire il vero, perfino molti elettori del PDL e dell’UDC, eravate convinti che l’ammucchiata messa su dalla socialista selargina col suo vecchio partner di partito Melis avrebbe vinto in carrozza, e nel dubbio meglio schierarsi dalla parte del vincente. Preferisco la coerenza di Antonello Pabis (e dei Rossomori), anche se le sue posizioni un po’ troppo estremiste nel linguaggio e nei contenuti mi lasciano perplesso.

                • Sovjet says:

                  “Nu torra?”, direbbe mia moglie. Che a Silius significa “di nuovo”? Guarda che supercazzola la stai tirando fuori tu, con una certa propensione allo sfarfallamento e diciamo un linguaggio insolitamente impreciso: prima “prezzemolina”, che non vuol dire una mazza ed è usato a sproposito, come hai confermato; ora il termine “spammare”, che utilizzi ancora una volta in modo diciamo creativo (anche se il termine esatto secondo me sarebbe “a cazzo”). Si ha lo spamming con l’invio di messaggi indesiderati, ma Michela appariva perché “condivisa”. Credo tu sia capace di apprezzare la differenza.
                  Poi non tirarmi fuori muri di Berlino, propaganda, museo degli orrori che lo sai da solo che stai sparando cazzate e francamente mi dispiace perché in genere mantieni un altro livello di ragionamento. Il PCI è da un un po’ che non c’è più e qualcosina nel mondo è cambiato, quindi molla i ragionamenti che facevi a quei tempi, che non sono utili e sono fuori contesto.
                  Mi sembri troppo nervoso e non è da te. O qualcuno si è impossessato del tuo nick e allora spero che l’originale si faccia vivo per reclamarlo, perché questa versione non rende onore al nome oppure qualcosa che ti rode ce l’hai, se la butti così “in politica”.
                  Chi mai ha parlato di “verità assolute”? E nessuno vuole fare lezioni a nessuno, ma figurati. Resta il fatto che hai usato termini a sproposito e ti è stato argomentato il perché e tu hai risposto con le supercazzole, il muro di Berlino e i bei tempi del PCI.
                  Ps. La “j”, adesso lo sa anche Mongili, è usata impropriamente, ma è l’unico modo in cui FB prende il mio nick è scrivere “Sovjet”. Dal momento che non ho bisogno di identità segrete e che però mi sono affezionato al nomignolo, chi vuole sapere chi sono può farlo con una certa semplicità l’ho semplicemente segnalato. Non c’è bisogno che ti incazzi.

                  • ZunkBuster says:

                    Mi sembri tu quello nervoso, compagno, manco una battuta – quella su Mongili che sottilizzava tra russo e sloveno – si può fare. Ayooooooooooo … comunque non ti preoccupare, mi prendo una bella pausa da questo blog e un po’ da tutto, non ho voglia di avvelenare clima e rapporti in un momento in cui a sinistra prevale la tradizionale passione per il farsi male. Hasta la derrota siempre!

                    • Sovjet says:

                      Io calmissimo. Dopo che la Sardegna “tornò a sorridere” non c’è elezione che possa farmi innervosire!
                      D’altra parte c’è poco da essere nervosi abbiamo vinto le provinciali – sempre meglio Milia di Farris – abbiamo vinto le comunali a Cagliari, e chi mai ci avrebbe sperato, si può perdere Selargius.
                      L’importante è non fare cazzate alle regionali e iniziare a darsi da fare subito, che non è detto che non ci tocchi votare al rientro dalle ferie…

                    • ZunkBuster says:

                      Ok dai deponiamo ste cazzo di armi? Dagli errori si deve imparare, forse è meglio che vediamo di analizzare i 10 errori del PD e i 2 di SEL (faccio una statistica a casaccio, ma forse realistica … non mi tiro indietro se c’è da puntualizzare quelli che a me sembrano “errori” del PD) e quelli equamente condivisi – tipo Selargius – e cerchiamo di imparare qualcosa.

    • Scusami un attimo caro Zunk Buster, mi informerei bene prima di definire una persona che neanche conosci “prezzemolina” con tutta l’accezione negativa di questo termine: conosco personalmente Michela Pibiri ed è una persona non solo piena di titoli ma anche piena di intelligenza e di risorse. E’ una persona estremamente competente nella sua materia e sarebbe stato utile per Selargius averla nella giunta. Tu invece oltre a parlare parlare e parlare di tutti, in genere male e senza mai proporre nulla di costruttivo, nascosto dietro il tuo nick cosa sai fare?? Elencaci i tuoi titoli ti prego, altrimenti ti chiamo io prezzemolino, poitta sesi sempri in mesu, cummenti su perdusemmini

      • ZunkBuster says:

        Ascù o (mary)bonny and clyde, mi sembra di aver già chiarito, rileggi (risposta a Neo Anderthal) e stai sul pezzo please. Dopo il dibattito con Soviet e Neo su ben altre basi, questo tuo intervento era del tutto evitabile. Per il resto, a quanto pare Selargius ha deciso che di Michela Pibiri può farne tranquillamente a meno anche nel Consiglio comunale, ce ne faremo una ragione. Le sue straordinarie doti avrà modo di metterle a frutto sul lavoro, non mi sembra un dramma. Se mi consenti, proporre qualcosa di costruttivo ai muri di gomma – per poi magari sentirsi sempre rispondere “Ora tocca a noi”, peccato che l’elettore ultimamente sia poco ricettivo – è alquanto stressante, ad esempio attendo ancora una tua risposta convincente sul tema precari, che non sia sovrapponibile a quella che sentirei da un qualsiasi politicante del centrodestra. Con voi ci vogliono i metodi alla Giorgio Todde, non si scappa!

        • Io non faccio politica ZunkBuster, io sono una cittadina. Ritengo solo giusto che ognuno, come cittadino, faccia la sua parte. Sono laureata in materie scientifiche e la politica la lascio a chi ne capisce più di me. Ma sul precariato posso parlare perchè è una realtà che conosco bene: il mio fidanzato è un precario in un’ente pubblico da 12 anni, una mia amica invece è un vigile urbano, da 4 anni le vengono solo fatti piccoli contratti di 4 mesi in 4 mesi. E come loro ho esempi infiniti. Spiegami cosa avresti da dire se a persone che vivono questo tipo di situazione, e sono milioni ormai, viene offerto un contratto stabile. Spiegami tu cosa ne sai di precariato e poi apri la bocca. Mi sembra che sei tutto “chiacchiere e distintivo”, ossia parli parli parli e basta: dai sentiamo la tua soluzione.

          • ZunkBuster says:

            L’ho già detto. Regolari concorsi, per titoli ed esami in cui tra i titoli rientri il servizio prestato dai precari, con merito o in assenza di demerito. Pro quota, perché altrimenti qualche giudice amministrativo o il governo o la Consulta avrebbe da ridire. Hai forse paura di un concorso? Se hai una buona preparazione di base e hai lavorato bene, direi che non devi averne. Ma non è che un atto politico può sostituire una valutazione del merito con evidenza pubblica, sarà più celere dei concorsi, ma da luogo a un sacco di questioncine giudiziarie – perché qualcuno che piazza un ricorso, magari tanto per farlo, lo trovi sempre – oltre che a sospetti. Non è che perché ti conosce l’assessore o il consigliere e magari a ragion veduta sa che sei brava e supereresti di certo un concorso, poi ci si debba per forza fidare. Purtroppo, sono le regole dell’art. 97 della Costituzione, a meno che non parliamo di qualifiche d’ordine. Dimmi se fa una piega. E comunque un concorso si può fare anche in tempi celeri volendo, almeno rubando con l’efficienza il tempo assorbito dalla burocrazia.

            • Sovjet says:

              Io credo che il punto di mediazione raggiunto durante la gestione Soru da questo punto di vista garantisca diritti del singolo e esigenze dell’organizzazione: stabilizzazione a domanda per chi ha superato ceri concorsi pubblici, anche se per posti a tempo determinato (quindi con pieno rispetto dell’art. 97 della Costituzione e per quanto riguarda la Regione, della L.R. 31/1998) e concorso col riconoscimento dell’esperienza maturata, ma senza “fotografie” per tutti gli altri. Per intnderci, chi è entrato per short list deve fare un concorso. Per le posizioni basse dove si accede per licenza media, dove non si applica l’art. 97, un ragionamento a parte si può fare.

              • ZunkBuster says:

                Non fa una piega. Sulle qualifiche d’ordine, da sempre ogni amministrazione è più flessibile. Su quelle che un tempo si definivano “di concetto” o che comunque importano il disbrigo di mansioni amministrative di rilievo, bisogna sempre stare attenti. Perché poi magari insieme al precario che ha un curriculum da urlo alle sue spalle e ha maturato una valida esperienza entra anche il somaro senza arte ne parte, anzi, visto l’andazzo di certi enti, entra solo il somaro. Il popolo dei non accozzati ha sempre saputo di dover faticare il triplo per farsi strada, purtroppo, e questo vale sia per i precari sia per chi tenta di affacciarsi per la prima volta nel lavoro pubblico.

            • Teoricamente quello che dici è giustissimo, ma solo in teoria, perchè il precariato non regala punti in più e ci sono persone parcheggiate nei vari enti da secoli aspettando una stabilizzazione che non arriverà mai.

          • Anonimo says:

            Non esageriamo, da 12 anni?!! Non ci risulta!

      • E immoi prezzemolina è una parolaccia? Mmm vuoi vedere che anche tu sei di Sel! Oh compagni ma così permalosi siete, ma neanche una battuta si può fare che subito “ti nascondi dietro ad un nick name”, “fuori i titoli”… Ma ita seisi ispettorisi de sa Banka de Italia? Oppure per fare politica ci vogliono i titoli adesso. Altrimenti caro compagno Zunk, prenotami in Albania, o in Amerika (come l’assessore ai trasporti), ka m’indi serbinti dusu o treis killus de titolus!

        • Sovjet says:

          Invece tu adesso sì che metti la parola definitiva…”dopo il dibattito con Zunkbuster su ben altre basi, questo tuo intervento era del tutto evitabile”.
          Cito Zunk quasi alla lettera perché qui ci sta perfettamente!

          • Oh Sovjet, nella successione cronologica dei commenti abbiamo fatto un po di casino. Ma niente male come dibattito. L’unica cosa è che non siamo riusciti a convincerti nel deporre dalla nicchia “San Lucianone da viale Trento” (ora pronobis!)….Il problema è questo: ma siamo sicuri di aver veramente capito il messaggio degli elettori? Ogni elezione fa storia a sè, questo è vero. Ma da queste che insegnamento ne abbiamo tratto? Dubito che i vertici del centrosinistra sardo riescano a coglierne una qualche opportunità. Ve ne cito tre: 1) La gente ha percepito che non esiste un programma condiviso del e dal centrosinistra. 2) Si vince in quelle piazze dove Renato Soru ed il suo programma di governo, vengono considerati un valore aggiunto dalla gente. Esiste una percezione molto positiva di quella stagione di governo, rafforzata ancorpiù dal raffronto con l’inconcludenza di Cappellacci. 3) Movimenti come Sel ed anche molti esponenti del Partito Democratico con Soru (solamente citandolo nei programmi) hanno acquistato forza e credibilità. Al contrario dove si è fatto di tutto per cancellare quella esperienza, scimmiottando il clero-clientelismo di matrice Udc, le abbiamo prese di santa ragione. Per concludere è possibile costruire una alternativa vincente da contraporre al centrodestra in Sardegna? Possibilissimo se tutti rinunciano a qualcosa (ivi compreso l’incomprensibile Ostracismo a Renato Soru!), si rinsalda l’asse Pd-Sel-Idv e soprattutto si apre all’unica novità rappresentata dalle forze ed ai movimenti che si richiamano all’autodeterminazione del Popolo Sardo. Progress, Irs e Sardinia Natzione in particolare. Il Psd’az per il momento sta a destra, pensa come la destra ed amministra con la destra. Quello dell’identità sarà nuovamente la chiave di volta della prossima campagna elettorale. In questo il centrosinistra è stato superato persino dalla Destra. Recuperiamo compagni!

            • Sovjet says:

              Bene, bene, finalmente materiale su cui ragionare…
              Intanto, precisiamo: san Lucianone di Via Roma… che è consigliere regionale e non componente della Giunta!
              Io ritengo Luciano Uras uno dei migliori consiglieri regionali in attività, uno di quelli che meglio conosce il consiglio regionale e i suoi meccanismi. Ed anche uno dei pochi che quando c’è da fare opposizione dura riesce a farla. Non ti sarà sfuggito che nella passata legislatura il tanto vituperato Lucianone è stato uno dei pochi a sostenere lealmente e fino alla fine il tuo tanto amato Renato Soru ed ha continuato a sostenerlo anche in campagna elettorale. Ma non sono neutrale perché sono amico suo e ci ho lavorato a lungo assieme.
              L’esito inglorioso delle passate elezioni regionali – posto che in Sardegna c’è da decenni un’alternanza pressoché perfetta – è da attribuire, secondo me, in parte all’azione certo scomoda di Soru (ottimo nella parte “destruens”, carente in quella “costruens”), in parte alla fronda interna al Pd, in parte all’incapacità di costruire una vera alleanza tra pari, di cui Soru fosse un “primus inter pares” e non il “dominus” (mi scuso per tutto questo latino, ma esemplifica molto meglio quello che voglio dire).
              Resta il fatto che Luciano Uras si è dimostrato leale, anche se non “fedele” come in genere il mio compaesano vuole chi gli sta vicino.
              Nessun ostracismo quindi, nessuna minimizzazione del valore dell’esperienza soriana, semplice valutazione della inopportunità di una sua terza candidatura, per questi semplici motivi: 1) non ha dimostrato in questi anni all’opposizione, di avere particolare attitudine alla politica. Si è fatto gli affari suoi e non è emerso come leader. Non è stato un controcanto alla pessima gestione Cappellacci e non ha costruito una seria alternativa al centrodestra, come avrebbe dovuto fare da capo dell’opposizione; 2) ha qualche pendenza giudiziaria da risolvere. E in ogni caso, un leader del centrosinistra che si serve nella sua attività imprenditoriale di scatole cinesi non si può proprio sentire; 3) non rappresenta più né il nuovo, né il cambiamento e la sua esperienza non è neppure stata un esempio clamoroso di discontinuità rispetto al passato in termini di efficienza amministrativa; 4) nel rapporto con la macchina regionale ha mostrato tutti i suoi limiti, perdendo un’occasione reale di riforma a causa di pregiudizi da bar sport. Ti assicuro che Soru aveva l’appoggio del meglio della burocrazia regionale, quella che nonostante tutto regge il molto lavoro che la regione fa, riuscendo ad alienarsela tutta; 5) ha dimostrato di essere capace di attivare energie, l’esperienza di Progetto Sardegna è emblematica, per poi usarle strumentalmente e di fatto soffocarle lasciando terra bruciata e molta delusione. Non credo che un colpo simile possa riuscirgli si nuovo e di sicuro non con intellettuali di un qualche spessore; 6) ama troppo gli yesmen e questo lo porta a non aver nessuna possibilità di correzione quando sbaglia strada.
              In sintesi, io penso che Soru sia stato un buon presidente di regione, forse uno dei migliori, ma è l’esempio dell’inutilità dell’imprenditore prestato alla politica e soprattutto non è capace di gestire un ruolo che richiede sì visione, ma anche capacità di sintesi e mediazione.

              Rispetto ai punti che enunci:
              concordo su quanto dici sul programma, con una precisazione: la gente non lo percepisce perché non c’è un programma del centrosinistra, non solo condiviso, ma neppure un’idea chiara da parte di ciascuna sua componente. Come Sel stiamo promuovendo i Forum del programma per iniziare almeno a discuterne tra noi, con una certa difficoltà bisogna ammetterlo. Io credo che sia opportuno iniziare invece seriamente a ragionare di cosa vorremo fare di e per questa isola nel caso vincessimo le elezioni. Credo sia un argomento molto più interessante di PSd’Az sì, PSd’Az no, sovranismi, indipendentismi ecc. Quando si scrive un romanzo o un racconto, così dicono i manuali, il personaggio deve mostrare e non dire. Così il nostro eventuale desiderio di autogoverno vero deve nascere da proposte d’azione concrete, non dall’utilizzo delle parole (per quanto John L. Austin distingua gli enunciati constativi da quelli performativi e abbia scritto “Come fare cose con le parole”, non basta dire “programma” per averlo già bell’e pronto!)
              Non sono d’accordo sul fatto che sia la presenza o meno di Renato Soru a determinare l’esito delle elezioni. Non possiamo fare di Quartucciu paradigma generale. Possiamo però dire che il centrosinistra è più competitivo se non si scatenano guerre interne e se si rema tutti nella stessa direzione. Soru da solo non è determinante, senza Soru si è meno forti (ma vale anche per altri).
              Dell’esperienza Soru mutuerei senz’altro un approccio che vede il suo fulcro nella visione della Sardegna “come dovrebbe essere”. I dettagli dell’immagine sono da costruire perché non è detto che quella nella testa di Soru sia la migliore o quella capace di creare condivisione.
              Per quanto attiene l’identità, io darei attenzione a non farne un elemento che serve per mascherare l’inadeguatezza della proposta e una scarsa capacità di elaborare politiche di intervento concrete. L’identità uno la dimostra facendo (così come l’autonomia) non raccontandosela. Premesso che io non credo a soluzioni magiche, neppure in salsa indipendentista. Non capisco per quale ragione dovremmo essere in grado di esprimere una classe politica migliore da indipendenti. Mettiamo pure che con una Sardegna indipendente, si avessero tutte le competenze che spettano ad uno Stato: perché una classe politica incapace di gestire al meglio la propria autonomia dovrebbe essere in grado di gestire i più complessi rapporti internazionali? Posto che non comanderebbero gli indipendentisti, ma i Cappellacci i con la berritta…e ci manca solo di vedere il giovane Lorefice all’ONU!

              Concludo questo lungo commento riprendendo le tue parole e facendole mie in toto: RECUPERIAMO COMPAGNI!

              • Gentile Sovjet,
                «Io credo che sia opportuno iniziare invece seriamente a ragionare di cosa vorremo fare di e per questa isola nel caso vincessimo le elezioni. Credo sia un argomento molto più interessante di PSd’Az sì, PSd’Az no, sovranismi, indipendentismi ecc.».
                Se fossi cattivo, le ricorderei di chi fischia e si allaccia le scarpe.
                Invece le dico che sono d’accordo sul programma (e muoversi?) e sulle considerazioni riguardo l’indipendentismo (Lorefice all’ONU? E non immagina Sale ministro degli esteri, Zuncheddu dei trasporti (su gomma), Doddore della giustizia, Sedda della cultura?).
                Cordialmente,

                • Sovjet says:

                  A volte mi scopro più puntiglioso di quanto non sia…ma ho scritto “più interessante”, posto che sulla parte per me meno interessante il dibattito è già aperto. Quindi, dal momento che stiamo fischiando, inziamo a legarci le scarpe! Che altrimenti, come giustamente faceva notare, si rischia di inciampare ad ogni passo!
                  Non mi faccia fare sforzi di immaginazione troppo arditi che non so quanto mi regga il cuore…
                  Con stima

              • Troppo lungo Compagno, troppo lungo! Hanno scritto di meno questa notte in Consiglio Regionale per metterla nel culo alla volontà del Popolo Sardo in tema di Indennità. Non cambia nulla! Ta Bregungia leggia, cessu cessu! Ragazzi mandiamoli affanculo per davvero, non se ne può più di questa gente “rovinapartiti”, “rovinasardi”…

                • Sovjet says:

                  Il tempo che serve per scrivere in modo chiaro. Altrimenti si rischia di proporre quesiti a cazzo, come è successo per i referendum, e poi ci si lamenta se con lo stesso criterio si legifera.
                  Volevi ridurre le indennità? Invece di togliere il riferimento alla percentuale di confronto con la retribuzione di riferimento (quella dei parlamentari), abbassavi la percentuale stessa perché le indennità sono previste. Saresti passato dall’80% al 60% o quello che si vuole in tempi di demagogia galoppante.
                  Invece no. Resta solo da appurare se il quesito in questa forma dipende da una scrittura a cazzo oppure si voluto proprio scriverlo in questo modo per fare la mossa…
                  Io uso sempre una certa cautela la frase “volontà del popolo sardo”… perché la stragrande maggioranza del popolo sardo se n’è sbattuto le balle di questi referendum. Il 35% degli aventi diritto non esprime al volontà del popolo sardo, esprime la volontà di una minoranza del popolo sardo che però produce effetti giuridici di cui è necessario tener conto.
                  Ma lasciamo al volontà del popolo da parte.
                  Sul fatto che sia necessario un azzeramento di questa classe politica, io sono pienamente d’accordo. Ma è qui che “il popolo sardo” deve riprendere dignità. Nel 2009 si è espresso entusiasta a favore dell’oscuro Cappellacci. Quello sì che fu voluto dal popolo!
                  Speriamo scelga meglio alle prossime.

                  • ZunkBuster says:

                    O Soviet, che vogliamo sottilizzare o meno, quanto avvenuto in Consiglio è stata una delle pagine più vergognose della sua storia. Primo: perché si è profittato dell’approvazione di norme che hanno prorogato i contratti dei dipendenti del Parco di Molentargius, in lotta da mesi e col cui mancato rinnovo si rischiava di disperdere professionalità difficilmente rimpiazzabili e maturate sul campo, inserendo una “norma intrusa”. Secondo: perché si è profittato dell’ora ormai notturna quando l’attenzione cala, ordendo un’imboscata nei confronti di un’aula che era adunata su tutt’altra materia. Terzo: perché proprio mentre la magistratura cagliaritana vuole vederci chiaro sui fondi ai gruppi regionali, pare anch’essi oggetto dell’emendamento che finora non si riesce a trovare, il “tempismo” è sommamente inopportuno. Quarto: perché i consiglieri regionali in carica dal 2009 ad oggi di solidini ne hanno già presi parecchi, e se tenevano davvero al “bene dei sardi” avrebbero esaminato la questione indennità e fondi ai gruppi con maggiore cautela, magari rinunciando a qualche mensilità (a proposito, chissà se le disposizioni sono retroattive). Senza fare processi di massa, perché molti possono aver approvato l’emendamento profittando del calo di attenzione e dell’ora – ma i Riformatori però hanno ben capito cosa si stava votando alla chetichella – sarebbe importante un chiaro segnale di dissociazione da parte di chi non condivide questo modo di agire, e un impegno perché questo errore venga corretto al più presto, attuando la volontà, se non dei sardi, di chi ha comunque partecipato ai referendum (gli assenti hanno sempre torto), e che, interpretando i limiti della tecnica referendaria sulla legislazione vigente, se non hanno chiesto di lasciare i consiglieri regionali a pane ed acqua, quanto meno hanno sollecitato una sensibile riduzione di emolumenti spropositati, che in questo momento di crisi sono uno schiaffo alla miseria e anche una beffa a tanti amministratori locali che, magari non concedendosi l’assenteismo di diversi consiglieri regionali, tirano avanti la carretta per molto meno (qualcuno, come gli amministratori di Bortigiadas, devolvendo una mensilità dei modesti compensi ai terremotati dell’Emilia Romagna).

              • La prima parte del commento è molto condivisibile e l’analisi sull’inopportuna ricandidatura di Soru mi è piaciuta molto e la condivido completamente.
                La seconda parte del commento mi ha un po’ allarmato: quella che parla del programma.
                Provo a spiegare il perché dell’allarme: per me il programma, è il nodo che stringe le diverse linee della buona politica. Riprendendo il fischiare e il legarsi le scarpe -ecco- il nodo deve essere bello, ben fatto, ma soprattutto, deve essere fatto prima di cominciare a camminare, sennò si inciampa.
                Hai detto che non c’è un programma di centro sinistra e che Sel sta promuovendo i Forum del programma, con qualche difficoltà (!!!). Com’è possibile (mi son chiesto) ?
                Tutti questi anni di opposizione non sono serviti a maturare un’idea di programma di governo ? Io credevo che un programma già ce l’aveste, perché ormai si è entrati in campagna elettorale. Se non si lavora prima sulle idee, poi si creano governi “dell’arrangiarsi” del “vediamo come si mette la situazione”.
                Io non mi accontento più di votare un buon programma: valuto anche come questo programma è nato, come è maturato. Non ci vuole molto a scrivere 50 pagine di buoni propositi. Se queste pagine poi mi si presentano una settimana prima delle elezioni, significa che sono state scritte perché bisognava scrivere qualcosa, non perché si sa come realizzarle.

                • Sovjet says:

                  Sono d’accordo sul fatto che conta non solo cosa scrivi in un programma, ma anche come lo costruisci perché se poi non c’è reale condivisione, direi – mi si perdoni la parolaccia – co-costruzione, nessuno si sentirà vincolato a realizzarlo.
                  La situazione internazionale e nazionale è precipitata, quella regionale è drammatica: il rapporto 2012 Crenos sull’Economia della Sardegna apre con la parola “baratro”, il Rapporto 2011 sul mercato del lavoro in Sardegna realizzato dal CSRI evidenzia la liquefazione sel mercato del lavoro sardo, dove l’incremento del lavoro femminile è dato da un meccanismo in cui a lavoro qualificato maschile si sostituisce lavoro dequalificato e precario femminile. Tutto questo con l’erosione del lavoro che faceva un po’ da “frangiflutti” per le crisi, quello delle imprese medio grandi. Che stanno saltando tutte come tappi di spumante. Siamo in una situazione eccezionale, non ci sono ricette valide, qualcuno dice che gli strumenti anticrisi sono completamente sbagliati e ci porteranno ancora più a fondo. Anche se avessimo avuto un programma pronto (a poco meno di due anni dalla scadenza naturale della legislatura, quando mai si è visto!) avemmo dovuto buttarlo nella spazzatura.
                  Serve chiarezza di analisi, capacità di individuare le priorità, immaginazione e coraggio. Il programma lo fai con chi sta con te, non puoi farlo da solo. Tanto meno puoi farlo se sei un partito di cui ancora non si conosce il peso specifico reale.
                  Il programma può essere anche presentato a una settimana dalle elezioni se è frutto di un processo serio di partecipazione. Ma si vince in coalizione e non si può scindere l’aspetto programmatico da quello legato all’alleanza di governo.

        • Anonimo says:

          Diciamo che non è che sia un complimento, Zorro, dire prezzemolina ad una donna: ai candidati uomini dici “i prezzemolini che si vedono dappertutto”? Non è un termine positivo, i candidati o sono uomini o sono donne e basta, senza bisogno di aggiungere aggettivi non richiesti. se io parlando di un candidato aggiungo aggettivi tipo cussu “ba……..ri” (farfallone per chi non capisce il sardo) del Pdl, o quel ladruncolo del centrodestra, starò facendo un complimento? chissà

    • Eja recupero in zona cesarini che ancora la stanno aspettando! Di chi è questa radiocronaca? Di Nicolò Carosio?

  24. Bisogna precisare che in alcuni casi non c’è stata una sconfitta: c’è stata una non-vittoria. C’è una bella differenza.

  25. Gentile Biolchini,
    ha visto i risultati?
    1) Si rilegga ciò che ha scritto in merito al profondo (!) interesse dei post di Pintore, Bolognesi e Bomboi («Perché a vincere le prossime elezioni regionali sarà lo schieramento che avrà le idee più chiare sulla capacità della Sardegna di autogovernarsi.» sic!);
    2) Ancora convinto che in Sardegna i grillini non siano capaci di fare un fico? Ma proprio sicuro, sicuro, sicuro?
    3) Concordo sul fatto che vincere le prossime elezioni (regionali e/o nazionali) sarà tutt’altro che una passeggiata (mi pare che l’abbiamo detto in parecchi), ma per questo non bisogna essere Stampunieddu, basta ricordarsi di accendere il neur-one (per chi ne ha uno).
    Bene: adesso che facciamo, continuiamo a parlare di Maninchedda e di quei geni politici di Pintore&Bolognesi (a volte lei è davvero stravagante, sa? Bomboi lo tralascio per pura carità cristiana) oppure proviamo a parlare di cose serie?
    Cordialmente,

  26. Anonimo says:

    perdonami caro VITO ,ma ti sbagli SILVIO LAI, e molto bravo a perdere !

  27. ZunkBuster says:

    Non tutto il male vien per nuocere, quanto meno dal voto, per quanto parziale, arrivano indicazioni chiare.
    La prima è che il centrosinistra, anche unito in tutte le sue componenti da “Foto di Vasto” (PD, IDV, SEL) perde miseramente quando commette l’errore di allearsi con pezzi della vecchia politica, come i rifiuti postcraxiani e postfascisti dell’alleanza di Gianfranco Cappai, per giunta schierando una candidata che è il vecchio del vecchio come Rita Corda, spinta soprattutto da Graziano Milia e dai faddiani. Aggiungiamo l’estrema debolezza della lista del PD, e un attimino di arroganza di qualche candidato di SEL che ha spinto la sinistra radicale, assente per errore, all’astensione di massa (senza un briciolo di soccorso rosso) e la frittata è fatta.
    La seconda, purtroppo, è la tendenza deleteria a spostare il momento delle primarie alle elezioni vere e proprie. A Quartucciu due liste, di cui una – quella di Lalla Pulga – fortemente sponsorizzata da Soru e da SEL, localmente meglio rappresentata che a Selargius, e un’altra, quella del craxiano Meloni, non priva di pezzi di destra. Ha vinto Lalla Pulga, la candidata di Soru, ma i voti dei grillini forse sarebbero stati voti di Carlo Murru. A San Sperate, invece, summa divisio, e si è riusciti a perdere bellamente, anche qui grazie a scelte sbagliate del candidato, sostanzialmente una creatura di Amalia Schirru. Sappiamo che una cosa è perdere San Sperate, un’altra cosa fare la stessa cazzata alle regionali.
    La terza, e qui mi permetto di dissentire da Biolchini, è che senza una direzione chiara non è il PD, è tutto il centrosinistra parimenti colpito dal morbo dell’ambiguità e dell’irresolutezza a perdere. Chi si illudeva della disfatta del PDL si ingannava perché il partito berlusconiano nelle realtà di provincia è ancora forte. Chiaramente, quando l’elettore non capisce quale cazzo di direzione vuole prendere il PD, ma al contempo vede SEL impegnata in strani inciuci con conseguente senso di sfiducia non controbilanciato da validi dirigenti sul territorio, se ne resta a casa.
    Chiedo venia per lo slogan mussoliniano, ma è l’ora delle decisioni irrevocabili. Sia per il PD che per SEL (e per l’IDV, se non ha definitivamente deciso di rincorrere Grillo sul suo terreno). Che decidano entrambi, una volta per tutte, cosa vogliono fare da grandi, restare nel limbo è un danno per tutti e due i partiti. E aggiungo: RINNOVAMENTO, RINNOVAMENTO, RINNOVAMENTO!!! Non anagrafico, ma nell’approccio. Fuori dai piedi quelli che pensano ancora alla politica in termini di carriera e ufficio di collocamento, dentro solo quelli che vogliono rendere un servizio alla collettività e hanno le capacità per farlo!!!

    • Concordo abbastanza con Zunk! Vorrei solo precisare il dato dei Rurales, cioè i piccoli comuni. Su 64 Comuni almeno 30 vanno a Sindaci che in tasca hanno la tessera del Pd. Non è un risultato proprio da buttare, anzi al contrario. Se poi pensate che si va al ballottaggio ad Oristano ed Alghero contro un centrodestra dato troppo presto per spacciato e comunque lì arroccato da decenni. Del resto si sà la Sardegna recepisce sempre in ritardo le novità e le rivoluzioni politiche. Piuttosto attenzione al clientelismo dell’Udc, spudoratamente continuano a giocare sporco ed a trassare con tutti, Pd e Sel compresi. In questa competizione elettorale i nostri baroni erano tutti in vacanza e se ne sono assolutamente disinteressati. Segno questo che a molti consiglieri regionali e provinciali, interessano altre dinamiche, poco lineare e rispettose del mandato elettorale loro dato. Sottoscrivo pienamente l’appello per il rinnovamento gridato da Zunk (spero che il compagno Sovjet l’abbia udito!) che io sintetizzerei in un più comprensivo o siete trasparenti e convinti che l’amministrazione della cosa pubblica è solo un servizio che si presta alla collettività, altrimenti fuori dai coglioni e please, zaccare stradone!

      • Sovjet says:

        Caro Zorro, noi il rinnovamento lo pratichiamo da tempi non sospetti, altrimenti in Sel comanderebbero gli ex deputati, che pure ci sono.
        Avremo molti difetti, ma non quello di avere riprodotto nella nostra organizzazionei vecchi vertici dei partiti che l’hanno costituito. Ti ricordo che l’unico che svolgeva funzioni è Michele Piras che ha 40anni e un solo mandato amministrativo come consigliere comunale a Borore.
        Lo so che sono noioso, ma sarsti molto più credibile se i Sanna, i Fadda e compagnia cantante fossero già stati messi in quiescenza. Fino ad allora credo che dovresti impegnarti più a rinnovare il tuo di partito che quello degli altri. A meno che tu non voglia iscriverti a Sel e allora potresti formulare le tue proposte…

        • ZunkBuster says:

          O Soviet, e la tendenza degli apparati a riprodursi creando “giovani” a loro immagine e somiglianza, dove la metti? Forse da questo punto di vista abbiamo più anticorpi nel PD, dove c’è un confronto a tutto campo che consente di non fare sconti a nessuno, si chiami Renato Soru, Emanuele Sanna o Graziano Milia, che in un’organizzazione tipicamente verticistica e togliattiana come la vostra, dove “è così perché lo dice il capo e basta”, anche su scelte che lasciano a dir poco perplessi come quella di abbracciarsi con Maninchedda. Salvo definire chi dissente, come Maurandi – che peraltro non mi sta simpaticissimo – come agente di Soru o chissa che. Certo che Soru vi scende male dopo Tuvixeddu eh? Comunque caro Soviet, tu sei una persona intelligente, ti do una sommessa dritta, dato che ho contatti a 360 gradi e certe cose le so: per un verso l’UDC, che è un partito molto più dinamico e vitale di quel che si può pensare – e che Cappai, che ha fatto cazzate ma non è certo Al Capone, abbia rivinto alla grande a Selargius lo dimostra – e qualche settore “perplesso” del PDL, per altro verso i sardisti (anche senza Maninchedda) e l’area dell’indipendentismo hanno più punti di “comune sentire” di quanto immagini, e nel discorso potrebbero entrare anche i grillini. Questa rischia di essere la coalizione vincente, e di voi possono fare totalmente a meno, o cooptarvi come portatori d’acqua in posizione del tutto subalterna, magari conservando a malapena la metà del vostro elettorato e accontentati con un qualche assessorato di quart’ordine.

          • Sovjet says:

            La riproduzione degli apparati dovrebbe avere un qualche meccanismo o no? E qual è l’apparato che si sarebbe riprodotto e sopratutto chi è il capo? Luciano Uras che era contrario alla candidatura di Massimo ed è stato convinto da qualche giovane? O Michele Piras? Beh, mi pare un dittatura di partito un po’ lasca…
            Il Pd ha gli anticorpi? Non lo metto in dubbio, ma un eccesso di anticorpi porta alle malattie autoimmunitarie, cosa che mi pare sia evidenziata un po’ a tutti i livelli con una certa difficoltà a tenere una linea unitaria. Per non dire delle solenni (per me, ma anche per gran parte della sinistra) puttanate che sta facendo a livello nazionale. Anche queste per un eccesso di anticorpi forse.
            Infine, vediamo se le tue doti di indovino ci azzeccano, dubito, ma chi lo sa. In ogni caso, per dirla alla cortellesi, “mangio del mio magio e bevo del mio bevo”, la politica la faccio per hobby, mica per ricetta medica. Ho buoni anticorpi anch’io…

            • ZunkBuster says:

              Soviet già sai, su queste cose potete forse fregare dialetticamente i ragazzini di piazzetta Savoia o del Libarium, non chi conosce la sinistra cagliaritana come le sue tasche, e da oltre trent’anni. Forse che nel PD non abbiamo persone che senza alcun ruolo apparente contano più dei tappabuchi delle segreterie? E la cosa non risparmia certo SEL. Non continuiamo, per il bene della sinistra e di un buon rapporto “personale”. Ti rimando alle critiche formulate da Casteddu On Line, purtroppo stavolta fondate nonostante lo stile opinabile. Hanno interpretato quel che ha puntualmente pensato l’elettorato di sinistra selargino, non solo per colpa vostra ma in parte non trascurabile si, e forse sarebbe saggio “calai sa barra”.

              • Sovjet says:

                Zunk, sarò pure presuntuoso, ma il confronto dialettico sono in grado di sostenerlo anche con te. Per alrro non sono un frequentaore, né assiduo, né saltuario, di piazzetta Savoia o del Libarium. Siccome ho stima di te, magari se eviti l’allusione ai luoghi comuni usati dalla destra in campagna elettorale sarebbe meglio. Lasciamo i localini e i mojitos a chi piacciono e sciviamo di quello che dobbiamo scrivere. Io non scantono menando il can per l’aia. Conoscerai perfettamente la sinistra cagliaritana, ma non confondiamo la parte col tutto. Io non so cosa avete nel Pd, ma credo che una sovrapposizione Pd – Sel sia francamente improponibile. Nel senso che mi piacerebbe avere le strutture e le risorse di cui dispone il Pd, altro che tappabuchi! In Sel, vuoi per la nascita recente, vuoi per la strutturazione, vuoi per il fatto che nasce come “vettore” piuttosto che come orticello, tutto è più fluido. Più fluido anche di quanto vorrebbe una parte dei suoi iscritti. Di Castedduonline non parlo, l’operazione mi sembra anche troppo scoperta: non è questione di stile, di sciatteria reiterata o di capacità di scrittura, ma di contenuti. Ma se vuoi farne tuo riferimento, libero di farlo.

                È interessante notare una cosa però, che io francamente trovo divertente ed emblematica dei tempi attuali: se si vince a Cagliari il merito è del Pd, se di perde a Selargius la colpa è di Sel…
                Poi siamo noi a dover “calai sa barra”..

                • Aramis says:

                  Giusto. Però anche i riferimenti agli “yes man”, “all’uomo solo al comando”, “ai fedeli e non leali” sono dei luoghi comuni da destra in campagna elettorale. Senza nulla togliere alle altre tue condivisibili argomentazioni sulle difficoltà di un Soru ricandidato.

            • Neo Anderthal says:

              La riproduzione degli apparati? Siamo ad un passo dai conseguenti e necessari apparati riproduttivi, attenzione.
              E davvero quanto a giovani “creati ad immagine e somiglianza” dei vari capocorrente credo -sbaglierò- che il PD ne produca alcuni, e li piazzi qui e lì anche in posti di sottogoverno vari.
              Quanto agli abbracci: tra una interlocuzione e un abbraccio c’è ancora differenza, e si interloquisce con chi se la sente o vuole, nel caso anche con Maninchedda, che non è esattamente dire col PSd’Az in toto.

              • ZunkBuster says:

                Come dice il compagno Zorro, nessuno può fare la verginella, caro Neo. Che il PD abbia una marea di difetti è risaputo, e mi sembra che siamo noi i primi a stigmatizzarli quando occorre. Ma Sel è in grado di impartire lezioni? Per il resto cosa possa avere Sel in comune con quel democristianone di Maninchedda, a parte l’odio per Soru, è per me un mistero. La prospettiva sovranista? Bravi, avete scoperto l’ultima trovata demagogica che la partitocrazia centrista in difficoltà è pronta a cucinare per le prossime regionali, peccato che a dirigere le danze ci sarà Giorgio Oppi.

                • Sovjet says:

                  Ma Maninchedda non ha fatto parte di Progetto Sardegna avvicinandosi successivamente al PSd’Az? E non era un democristianone anche quando andava d’amore e d’accordo con Soru?

                  • Gentile Sovjet,
                    quindi un ottimo motivo per accordarsi con lui, giusto? Posso ricordarle i numeri di 5S negli unici due posti dove si è presentato in Sardegna (senza un fico di struttura e di propaganda, senza spendere due centesimi, senza nulla: solo un marchio!)? E parliamo di elezioni “amministrative” cioè intimamente legate al territorio (si vota una “persona” che deve fare il sindaco!). Ma crede davvero che sarà facile spiegare agli elettori che si va con Maninchedda per un qualche tipo sfuso di strategia? E’ vero, Grillo è una iattura, ma è anche un prodotto di esigenze reali (ad esempio la fine dei giochetti per cui ci si allea con uno che non ha fatto nulla di buono e per di più con la destra!).
                    Smetterla di fischiare e fare un doppio nodo ai lacci delle scarpe? No?
                    Cordialmente,
                    PS – Le ricordo che Soru ha preso una sonora pedata nel sedere, tra l’altro, consegnando la regione a Cappellacci (ovviamente per decisione popolare, quindi sacrosanta, però il succo è proprio questo)

                    • Sovjet says:

                      Gentile Ainis,
                      mi pare evidente che io sia piuttosto prolisso e quindi se avessi voluto dire che quello che lei deduce, l’avrei detto direttamente. Non sono così parco di lettere dell’alfabeto.
                      Mi limitavo a segnalare che il passato non si può cambiare a seconda se si sia amici o meno nel presente. Credo che su questo possa tranquillamente concordare con me.
                      Rispetto all’alleanza col PSd’Az a sua domanda diretta ho dato la mia risposta diretta, riassumo: col PSd’Az in coalizione il centrosinistra prederebbe più volti che col PSd’Az fuori dalla coalizione. Esistono i presupposti? Potremo scoprirlo solo discutendone.
                      In ogni caso, sarà necessario spiegarlo agli elettori ed essere pure chiari, perché in comunicazione – ma anche in politica – conta quello che si capisce e non quello che si dice.
                      Lei dice che di questi tempi il brand M5S non funziona? Sarei curioso di fare un esperimento di psicologia sociale: mi farei prestare da Maria de Filippi il marchio “Amici di Maria” e mi presenterei alle elezioni, senza struttura e senza soldi…così, per vedere l’effetto che fa, alla Jannacci. Poi sono d’accordo che il grillismo nasce e si nutre di esigenze reali di rinnovamento e di discontinuità, che devono essere riconosciute e realizzate.
                      Sa bene che non si può smettere di fischiare e sul legarsi le scarpe non siamo neppure al nodo singolo, altro che doppio!
                      Purtroppo la pedata non l’ha presa solo Soru, ma anch’io e tutti quelli che l’hanno votato!

                • Neo Anderthal says:

                  Io non do lezioni, non gratis.
                  Quanto a SEL -che io non rappresento, comunque- non mi sembra campato per aria il tentativo di porre in contraddizione il centrodestra, pure in versione “sovranista”, e il tema della sovranità, pure se riportato nei limiti che Sovjet ha ben riassunto -perché dai Cappellacci in berritta non ci salva nessuno, nel caso- non mi pare il caso di lasciarlo in mano ai cantrodestristi in gana di riposizionamento, una volta fallita la maschera di Berlusconi.

                  • ZunkBuster says:

                    Credo che quanto accaduto in con(s)iglio regionale a proposito delle indennità dei consiglieri – quasi lasciate inalterate col trucco – e dei denari ai gruppi, uno dei quali oggetto in questi giorni di pesanti richieste della magistratura cagliaritana per cosette poco edificanti, i sardi non ne vogliano più sapere in generale di questa classe politica regionale, figurarsi se vogliono farne classe di governo “nazionale” in prospettiva “sovranista”. Meglio i grillini piuttosto. Buona fortuna.

        • Signor Andrew, giusto per stare nella malaeducazione, ma dove azz ha visto l’indubbia sconfitta del Pd? Due sono le cose o ella è un indubbio provocatore oppure ha una opinione diversa dalla matematica! Mi scusi non poco, ma se prima eravamo in 25 a ballare l’aligalli ed ora invece siamo in 30 , vuol dire che qualcosa si è mosso nell’elettorato isolano. O no? Il Pd cresce indubbiamente, Cappellaccio piange, L’ugnone alla riscossa, l’Udc (roba da magistratura!) scambia voti con posti di lavoro (e vi giuro non sono solo promesse, qualche volta mantengono!), risultato? Compagni nulla è cambiato in Sardegna, è tutto come prima: UNA MAFIA!

          • andrew says:

            Sa che le dico? Ha proprio ragione lei. Il PD ha stravinto!!! Per il resto, tutti mafiosi sono! Giusto, bravo.
            Peccato che voi “compagni” in Sardegna state ancora lì a ballare l’alligalli. Proprio come trent’anni fa. Nulla è cambiato.
            P.S. ma non è che lei è Zunkbuster che si diverte a cambiare nome per supportare le proprie tesi?
            Cordialità.
            A.

        • Eja faimidu biri su rinnovamentu che praticate da secoli! Sanniti, Fadditi, vanno messi in pensione certo e come non potrei concordare. Ma ti ricordo che sono quelli che con Sel vanno più d’accordo! Ancora Michele Piras? Uff, lo vuoi capire che per me non rappresenterà mai il nuovo, anche se di anni ne avesse 30. Riguardo alla voglia di iscrivermi a Sel, non mi passada manku de s’anticamera de su xrobeddu. Come potrei iscrivermi in un movimento dove uno (Vendola) potrebbe decidere dalla notte al dì di scioglierlo a suo piacimento. Altro che Berlusconi!

    • Gentile ZunkBuster,
      “E aggiungo: RINNOVAMENTO, RINNOVAMENTO, RINNOVAMENTO!!! Non anagrafico, ma nell’approccio. Fuori dai piedi quelli che pensano ancora alla politica in termini di carriera e ufficio di collocamento, dentro solo quelli che vogliono rendere un servizio alla collettività e hanno le capacità per farlo!!!”
      Guardi che parla come grillo….ma con questo non voglio dire che stia dicendo cazzate!
      Adesso che ci sono due numeri da registrare (sono pochi e non è detto che abbiano un significato definitivo, certo, ma penso al Trial&error dell’ottimo Soviet) spero che vengano valutati attentamente. Ad esempio, quanti voti prende SEL quando va da sola, quanti voti prende 5S quando si presenta… personalmente, la faccenda mi ha impressionato parecchio.
      Cordialmente,

      • ZunkBuster says:

        A me colpisce un dato piuttosto, egregio Ainis. Quello di Alghero. C’è un notevole scarto tra i voti al candidato sindaco grillino e la lista del Movimento 5 Stelle, e corrisponde quasi allo scarto tra i voti al candidato sindaco del centrodestra, Marinaro, e le sue liste. Con buona pace di Emanuela Corda, che è sostanzialmente una donna di sinistra, i grillini in Sardegna sembrano essere decisamente di destra. Quanto ai toni grillini c’è una differenza: Grillo li usa per spaccare i partiti, io spero ancora che sia possibile al PD rinnovarsi da solo, augurandomi di non dover fare appello ai rottamatori di Renzi, dai quali mi dividono troppe cose. Di SEL mi colpisce una cosa, ossia il sostanziale buco nell’acqua selargino nonostante una martellante campagna su Facebook: il 5% in una realtà sostanzialmente omogenea a quella di Cagliari (i cagliaritani ormai sono assai più dei selargini, e di questo i selargini doc si lamentano, perché dicono che si interessano poco o nulla ai destini del paese) dimostra che la spinta propulsiva si è esaurita, ma forse è stato sbagliato qualche candidato. Il 7% di Terralba, dove SEL correva da sola, sembra un buon dato, ma ottenuto a costo del “qualificante” appoggio esterno di Doddore Meloni, che insomma, tra tutti gli indipendentisti non mi pare quello più presentabile …

        • Gentile ZunkBuster
          1. lo scarto candidato/lista per 5S è inessenziale perché il candidato è espressione di un’unica lista. Diverso il voto per il candidato del CDx espresso da una coalizione (che manifesta una preferenza per la capacità del candidato visto come amministratore, come spesso avviene con il nostro sistema elettorale).
          2. Riguardo la collocazione di 5S («i grillini in Sardegna sembrano essere decisamente di destra») immagino lei intenda la provenienza dei voti. Dubito che con un campione così limitato si possano ipotizzare i flussi; alle ultime ammnistrative, 5S ha raccolto molti voti dai delusi del PDL e della Lega, lascio a lei la decisione se si tratti di voti di destra (sa quanti hanno fatto il tragitto comunista-leghista ed ora 5S?)
          In ogni caso, rifletta su questo: ad Alghero, anche limitando i numeri ai voti di lista, 5S raccoglie più del PSd’Az, formazione strutturata e presente sul territorio da sempre (nonché al governo regionale e parte della coalizione che vince). A Quartucciu prende il 15%!
          Visto che si parlava del voto in chiave localista e stiamo valutando dati riferiti ad “amministrative”, il voto per 5S mi pare eclatante. Una volta che sparissero i vincoli legati alla conoscenza diretta delle persone che devono amministrare un paese (cioè alle politiche), quanti dei voti andati altrove si sposterebbero su 5S?
          Cordialmente,

    • Anonimo says:

      Cosa intendi per rinnovamento? Tu ne parli, e poi? Significa per te qualcosa di preciso? ti aspettiamo in via Puccini a dire la tua, è aperto a tutti. Il nostro rinnovamento inizia da qui: tutti hanno la possibilità di venire, e dire la loro. Non è poco anche se può sembrarlo.
      Se poi mio caro amico tu scrivi, secondo me a sproposito, di una persona che io conosco, ho tutto il diritto di risponderti.
      Quanto a Selargius, vorrei aggiungere anche qui come notizia di prima mano le promesse che sono state fatte ai cittadini da parte di membri della destra: non molto diverse da pagare una bombola, o una bolletta dopotutto. E’ stata assicurata l’apertura di una nota catena di supermercati e sono stati assicurati posti di lavoro di vario tipo inoltre sono stati promessi posti presso la ditta che fa la raccolta differenziata.

  28. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    A Samassi chi ha vinto?

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