Politica / Sardegna

“Rimpasto in giunta, elezioni regionali a marzo, Michela Murgia candidata alla Camera, Bellu apre Sardegna Report”: così parlò Stampu Nieddu!

“Ma lei non ha altro da fare di domenica sera? Ma perché non è a casa sua a guardarsi il baseball o i playoff di Legadue?”. Mi accoglie così Stampu Nieddu, con un colpo basso. Perché non è contento di vedermi. “C’è poco da dire la situazione è confusa anche per me. Mi vuole far fare brutta figura, vero?”. No, ci mancherebbe altro. Ma è da tempo che volevo venire a chiedere un parere al Sommo, all’Illustre, all’Unico e Inarrivabile conoscitore delle cose nostrane.

“Cosa la spinge qui?”.

“Se devo essere sincero, e con lei non posso non esserlo, mi ha turbato la presa di posizione di Massimo Dadea a favore dei Riformatori. Da lì, non c’ho capito più niente”. Sorride Stampu Nieddu, come a dirmi “povero sciocco”. Ma io faccio finta di non capirlo.

“Si andrà ad elezioni a dicembre, al massimo a febbraio del 2013”, mi dice subito. “Cappellacci ora cercherà di salvarsi con un rimpasto, l’ennesimo. Darà più spazio a Fli, farà un po’ di campagna acquisti, ma dovrà fare a meno di Giorgio Oppi in giunta. Al suo posto entrerà Felicetto Contu e lui tornerà a guidare la commissione Sanità. Le basta?”.

No che non mi basta! Perché il Maestro è in forma, bisogna approfittarne! “Come farà a resistere Cappellacci?”.

“Nessuno vuole fare precipitare la situazione, tutti vogliono prendere tempo. Soprattutto il Pd. E la scusa per allungare il brodo saranno i referendum. Qualcuno pronto a sbraitare che “bisogna rispettare la volontà dei sardi” si trova sempre”.

“Elezioni entro l’anno o al massimo a marzo. Ma chi saranno i candidati?”, chiedo io.

“Il Pdl, o quello che resta, punterà su Claudia Lombardo. È ovvio che si tratta di una candidatura deboluccia, perché avrà contro Cappellacci. Ma è la più credibile, al momento”.

E la De Francisci?

“Quotazioni in calo, per lei potrebbe spalancarsi la candidatura nel collegio di Cagliari. Per questo motivo qualche esponente del Pdl del capoluogo potrebbe presto passare all’Udc”.

E il centrosinistra? “Eh! Il centrosinistra!!”. Stampu Nieddu fa ruotare la mano, cose da dire evidentemente ne ha.“È una guerra di posizione. Il primo obiettivo è quello di evitare le primarie”.

“Cosa?”. Se non fosse Stampu Nieddu sarei già andato via. Quando mai il Pd non vuole fare le primarie!

“Mi ascolti, giovanotto. Il Pd innanzitutto teme il ritorno di Soru, ma anche di un candidato di Sel, per questo non vuole le primarie. La strategia dunque è semplice: far finta di non capire che Cappellacci è agli sgoccioli, fingere di essere sorpresi dallo scioglimento del Consiglio, far alzare la tensione con Sel per via della liason con i sardisti, e nel casino imporre il suo candidato”.

“E chi sarebbe?”.

“Al momento si muovono sottotraccia, ma neanche tanto, Francesca Barracciu e Mario Bruno”.

E Sel?

“Sel all’alleanza con i sardisti ci crede, i sardisti pure. Domani sicuramente non andranno al vertice con Cappellacci, segnando ulteriormente la distanza da lui. Poi in ambito indipendentista si muovono tante cose, e non è escluso che questo schieramento organizzi le sue primarie per presentarsi unito alle regionali”.

Urca, questa sì che è una notizia! “E i candidati chi sarebbero?”.

“Guardi che le primarie sono solo uno spauracchio, perché i rapporti di forza in questo schieramento sono evidenti. Chiaramente il sardista Paolo Manichedda è avvantaggiato. Però anche Progres si sta agitando molto, soprattutto Michela Murgia”.

Silenzio. Non so cosa dire. O forse ho soltanto paura di fare la domanda. Stampu Nieddu capisce tutto.

“Che la scrittrice voglia buttarsi in politica lo sanno anche le pietre, nel suo blog adesso dà pure i consigli su chi votare. Nelle settimane scorse pensava addirittura di candidarsi alla presidenza della Regione, ora invece si accontenterebbe di un seggio alla Camera. Scelta saggia, alle politiche in tanti la voterebbero, mentre alle regionali farebbe solo ridere i polli. In ogni caso, la scrittrice ha una gran voglia di capitalizzare la sua enorme visibilità, invitando i sardi a mettere una crocetta su suo nome”.

E i grillini?

“I grillini in Sardegna ancora non esistono. Come in tutte le regioni meridionali, il loro consenso è molto basso. Certo, dipenderà molto dalle elezioni di Alghero e Quartucciu. Piuttosto, non perda di vista il partito di Repubblica e la sua fantomatica lista civica. Forse alle regionali non presenteranno nessuno, ma io fossi in lei terrei d’occhio Giovanni Maria Bellu. Da quello che scrive, si vede lontano un miglio che ha voglia di tornare a Roma. E non da giornalista. Di sicuro anche lui è sul mercato delle candidature. Piuttosto, sa come si chiama il settimanale che vorrebbe aprire? Sardegna Report”.

Sono stupito. Come sempre Stampu Nieddu mi sorprende. Non so più cosa chiedergli. Lui è impaziente e allora la butto lì: “E Soru?”.

Soru non sa che pesci prendere. La tentazione è di candidarsi alle primarie, ma adesso c’avrà anche la rogna del processo di appello del caso Saatchi. Insomma, è sempre lui, il solito casinista”.

Ringrazio il Maestro. Penso a quando tornerò a casa e spero di ricordarmi tutto, perché al suo cospetto non si possono prendere appunti. Mi dirigo alla porta, ma il Sommo mi ferma. “Una cosa, giovanotto. Brindisi ha vinto gara due contro Pistoia. E adesso, se le fa piacere, venga che ci guardiamo Ockland contro Arizona. Sono solo al terzo inning”.

56 Commenti

  1. Pingback: Il mondo deve sapere: Michela Murgia si vuole candidare alle prossime elezioni regionali! Sì, ma con chi? E per fare cosa? - vitobiolchini

  2. ZunkBuster says:

    Che la scelta di Cabras sia stata il frutto di un accordo di vertice non ci piove, purtroppo si e’ scelto in un momento di grave debolezza di Soru. Io avrei visto bene Marco Espa se non si fosse ritirato ben presto e secondo me avrebbe avuto ottime chances di vittoria. Poi ci avete salvati voi con Massimo, e va bene, ma non credo ce l’avreste fatta con Olita, eccellente giornalista ma legato mani e piedi alla parte più’ conservatrice della sinistra cagliaritana, quella che fa scappare gli elettori. Comunque basta farne tesoro per le primarie a venire …importa poco che il candidato giusto lo indichi il PD o SEL … Basta che qualcuno lo indichi!

    • ZunkBuster says:

      Era rivolto a Soviet … Maledetto cellulare …

    • Sovjet says:

      Mi pare di aver scritto le stesse cose che hai scritto tu da qualche parte (nome di Marco Espa a parte, che ha tutte le caratteristiche per essere un buon sindaco tranne il coraggio).
      Le primarie funzionano se sono ben fatte: cioè se permettono alla coalizione che le fa di inziare la campagna elettorale vera con mesi di anticipo, il confronto fra programmi e incrementa la visibilità dei candidati. E, naturalmente, se si evitano comportamenti suicidi a candidato scelto, magari innescando polemiche di presunti brogli che hanno l’unico effetto di squalificare tutti. Controlli fatti bene prima e poi muti!
      Naturalmente non è detto che il candidato che esce vincente dalle primarie sia quello che poi vince le elezioni e neppure che sia il miglior candidato in assoluto, anche perché il candidato migliore si valuta in relazione allo sfidante: per dire Sovjet batte Zunkbuster, Zunkbuster batte Ainis, Ainis batte Sovjet…qual è il candidato migliore? Contro Sovjet Ainis, contro Zunkbuster Sovjet e contro Ainis Zunkbuster. Questo con le primarie non puoi farlo…
      Massimo ha vinto perché è venuto fuori quello più forte in relazione all’antagonista! E infatti ha vinto in grandissima parte per voto d’opinione.

      • ZunkBuster says:

        Certo alle primarie solo scontri diretti, però puoi anche basarti sugli esiti per costruire un girone, una squadra. Ad esempio a Cagliari Cabras meglio si sia messo da una parte, ma un Petrucci si sta dimostrando un elemento più che valido in consiglio comunale, per quanto lo “spazio tiranno” e la giusta scelta di Massimo Zedda per la parità di genere e per la conservazione di un consiglio comunale forte magari gli abbiano negato un posto in giunta.

  3. Compagno Sovjet, ma dove lo trovi tutto questo tempo per commentare, rispondere, ecc. ? Beato te! Mamma mia quanto hai scritto oggi!!! Ho letto oggi che Vendola vuole liquidare Sel. E come mai? E cos’è suo questo movimento? In tal caso se vuoi passare al Pd, sempre pronti siamo ad accoglierti. Ancora insisti sul discorso primarie di coalizione, vedo. Beh tu pensi che noi del Pd siamo disposti a ricascarci nello schema Cagliari, per scegliere il candidato per le Regionali? Ma kandu mai!!! Te lo ripeto ancora una volta, con i giochettini e con le trasse non si va da nessuna parte e non funzionano più. Questa volta augurarsi che il Pd candidi l’Antonello Cabras della situazione (benchè ancora oggi sia uno dei migliori politici Sardi!) significa darsi la zappa ai piedi e darla soprattutto al Popolo Sardo. Ha ragione Zunk, sediamoci intorno ad un tavolo e discutiamo, rinunciando (soprattutto voi) a sputtanare preventivamente i possibili candidati del Pd. Di cugurre ne abbiamo sin troppe di nostre, per cui!

    • Sovjet says:

      Mi sembri quello che ti dice: ti vedo dappertutto! Comunque, scrivo veloce e non rileggo (e si vede).
      Beh, qual è lo schema Cagliari, vincere elezioni date per perse? Io vi consiglierei di ricascarci sempre!
      Quali sono i possibili candidati del Pd? Eppoi, le primarie ce le avete voi in statuto, mi pare sensato proporre quelle di coalizione. Oppure dite chiaramente che le primarie non servono a un cazzo e che avete semplicemente giocato a fare gli americani.
      Comuque, un buon primo passo sarebbe capire se si è carne o pesce ( in questo caso soprattutto voi).
      Ah, diciamo che a sputtanare candidati Pd non vi batte nessuno…

  4. il Candidato del PD sarà Tore Cherchi. Già deciso….!!!!

    • Certo, della serie “largo ai giovani”. E fu così che il PD si scavò la fossa da solo e arrivarono i grillini a man bassa sulle macerie dei partiti.

      • A Quartucciu i grillini sono stati quelli del Pd! Ha vinto Lalla Pulga, Pd!!! Aspetto con trepidazione Alghero!

        • ZunkBuster says:

          E intanto a Selargius andiamo sotto dopo aver abilmente fregato a Gianfranco Cappai il peggio della vecchia politica locale. Il nuovo, cioè Rita Corda …. tse …

  5. Con Coni says:

    Sel è in caduta libera dei consensi. In Puglia non lo votano più nemmeno i genitori dei candidati. Vendola ha avuto la giunta più inquisita del mondo e lui stesso se la gioca. Hanno dato soldi solo e solamente a quelli che SEL ha nominato nei posti chiave.
    L’accordo coi sardisti è perché sanno che in Sardegna il partito personale del Nichi non si salverà. Non sono stati capaci di tessere alleanze. Non sono capaci. Ma sono disperati. Non esiste altra lettura. Poi non hanno nemmeno nomi spendibili. Non hanno personalità di rilievo politico. Nel bene o nel male la statura politica di Maninchedda rispetto a un fabbrichino di nichi è maiuscola davvero.

    • Sovjet says:

      Esagerato! Vendola in Puglia è già stato un miracolo, perché la Puglia è regione meridionale e conservatrice. Non credo che la sua sia la Giunta più inquisita, ma sarebbe anche opportuno verificare la targa degli inquisiti o no? In ogni caso, sarà pure così ma mi pare che Vendola non si sia mai nascosto dietro un dito.
      Certo, ha fatto qualche sgarbo a qualche mammasantissima del Pd che aveva altre idee (soprattutto su come utilizzare l’acquedotto pugliese in vista della privatizzazione del servizio idrico integrato, bocciata dai referendum).
      “Ha dato i soldi solamente a quelli di Sel”…vedo che sei molto informato sugli affari della Puglia, magari se ci fai qualche esempio? Non credo proprio che il Pd pugliese (quello che ha aiutato fino a questo punto a battere il record di cui parlavi) sia così sprovveduto.
      Comunque, come si dice, il tempo è galantuomo, vedremo come si metterà. Io tutta questa disperazione non la vedo e me sembra che la tu confondi i tuoi desideri con gli scenari prossimi venturi.
      Prendo atto che si è già in campagna elettorale e va bene così. E comunque, a torto a a ragione, Sel sulle alleanze ha cominciato a ragionare. Vediamo cosa fa il partito di maggioranza relativa. Aspetta un governo tecnico anche alla regione per sollevarlo dall’incombenza di amministrare?
      Forse sarebbe meglio, prima di sparare cazzate a ruota libera, concentrarsi su cosa dovrebbe fare il governo di centrosinistra prossimo venturo perché o ti qualifichi con una proposta seria oppure non sarà un problema dei voti che prende Sel.
      Intanto si facciano le primarie, poi chi le vince le vince. E che problema c’e? Tanto non siamo capaci, non abbiamo nomi spendibili e neppure personalità di rilievo politico. Non si capisce quindi tutta questa paura…

      • ZunkBuster says:

        Prima però Sel deve dirci se intende estranearsi dalla lotta, nell’ambito del centrosinistra intendo. L’elettore PD è restio ad accettare imposizioni dall’alto, e se la direzione fornita dalla dirigenza non convince e se c’è un candidato targato Sel che appare meglio interpretare lo spirito dell’alleanza e del programma che si dovrà proporre agli elettori, non ha remore a votarlo. Massimo Zedda lo dimostra. Il punto è che bisogna fare chiarezza sul fatto che, se pur ci tocca, nell’inerzia assoluta sul come elaborare qualcosa di nuovo, sottostare alle regole di questa cazzo di legge elettorale leaderistica, dobbiamo farlo nello spirito del centrosinistra, ossia della condivisione sia dei programmi sia dell’amministrazione. Non è un problema di Sel, o solo di Sel, l’adesione a questo principio: vedasi Renzi a casa nostra. Ma Sel è d’accordo o no su questo? Sarebbe utile saperlo, dal momento che la “pratica” relativa all’atteggiamento dei suoi sindaci non fornisce buoni segnali.

        • Sovjet says:

          Zunk, scusa, ma perché Silvio Lai non lo chiede direttamente a Michele Piras?
          Io credo che debba essere il Pd, che resta il partito leader della coalizione, adoperarsi per la costruzione di un’alternativa seria. Ha mezzi e risorse infinitamente superiori alle nostre. A meno che non si chiarisca che la leadership della coalizione ce l’ha Sel, ma non mi pare.
          Chi legge i fumetti Marvel sa che uno dei sottotesti che accomuna tutte le storie è “da grandi poteri, grandi responsabilità”. Ecco, credo sia ora che il Pd questa responsabilità inizi a prendersela e a dire cosa vuole fare per dare un governo di alternativa a questa regione. È compito che gli spetta, aldilà del fatto che riesca o meno a trovare un suo candidato. D’altra parte qualsiasi candidato uscito vincitore alle primarie, Massimo Zedda e Nichi Vendola inclusi, sono stati scelti perché graditi alla base Pd…non è Sel che vince le primarie, è il vertice Pd che a volte è poco connesso con la propria base.

          • ZunkBuster says:

            Soviet, non so che idea abbiamo delle primarie. La mia è questa: i candidati si propongono, i partiti o le loro componenti appoggiano, gli elettori decidono. Non è questione di scollamento tra i vertici e la base del PD, nelle primarie la base è sovrana. E per fortuna, in genere, sia PD sia SEL ne accettano lealmente i risultati. E’ accaduto anche a Palermo sulla sciagurata candidatura Ferrandelli, sebbene SEL avesse appoggiato inizialmente Rita Dalla Chiesa. Ed è accaduto col PD ovunque sia stato un candidato di SEL ad aver vinto le primarie. Ciò premesso, il rapporto tra i vertici di PD e SEL che stiamo dipingendo in mutuo concorso assomiglia a quello di due coniugi che, pur concedendosi qualche scappatella, vorrebbero continuare a fare l’amore, ma siccome nessuno lo chiede per primo, non lo fanno. E intanto non nascono figli. La domanda da porsi, e chiedo perdono per la volgarità che rende bene l’idea, è questa: vediamo di andare a letto e cercare di fare il figlio che penso entrambi desideriamo, un candidato forte e condiviso espresso dal centrosinistra e non frutto di relazioni adulterine dell’uno o dell’altro? Io penso che alla fine ci si riuscirà, però atti di disponibilità devono venire da entrambi. Come potete pensare che Silvio Lai debba andare a Canossa da Michele Piras se lui prima non interrompe certi contatti incestuosi con un PSdAZ la cui utilità e funzionalità a fare qualcosa di buono per il bene dei sardi è tutta da verificare, o addirittura dell’UDC? Non è meglio che ci si siede intorno a un tavolo e si vede se i sardisti, sempre che ce ne siano i presupposti, possiamo coinvolgerli tutti insieme?

            • Sovjet says:

              Credo che la metafora della coppia sia fuorviante, a meno che ninsi parli di un tempo pre riforma del diritto di famigliain cui era l’uomo a esercitare la patria potestà. Qui siamo fra organizzazioni di pari dignità, ma non “pari in potenza”. Il tema non è chi debba andare a Canossa, nessuno e tenuto a cospargersi il capo di cenere, ma chi ha maggiori responsabilità di proposta. Io credo che debba averla il partito maggiore dell’alleanza, che dovrebbe essere per risorse, competenze interne e strutture ache quello meglio attrezzato. Se così non è sarebbe un problema serio per tutto il centrosinistra perché chi ha oggettivamente maggior potere poi risulterebbe inadeguato al governo. Ma non credo sia così e spero che anche il Pd si dia una mossa, altrimenti elezioni non ne vinciamo e se pure pure per pochezza dell’attuale centrodestra riuscissimo vincerle, le possibilità di non far meglio sarebbero elevate.
              La mia idea di primarie è semplice ed è quella utilizzata per le amministrative di Cagliari: si definisce un programma e un candidato che in qualche modo lo rappresenti e ci si presenta davanti agli elettori. Ora, dal momento che nessuno di noi è nato ieri, se il mio partito è il quadruplo del tuo, è molto difficile che tu possa vincere. A meno che io non sbagli proprio candidatura. Cosa che è successa a Cagliari. Francamente se il Pd avesse candidato un volto nuovo, o qualcuno meno legato al vecchio modo di fare politica di Antonello Cabras, io non sono così sicuro che avrebbe vinto Massimo. Dico anche che se Ottavio Olita avesse accettato la candidatura (Massimo fu candidato di ripiego…visto gli che siamo in tempo di Europei, e successo come la Danimarca nel 1992) non è detto che
              Antonello Cabras non sarebbe riuscito a vincere le primarie e naturalemente avremmo perso di nuovo le elezioni a Cagliari.
              Però se tu sostieni che la scelta di Antonello Cabras fu fatta tenendo conto della base del Pd e non esclusivamente dell’equilibrio dei vertici va bene lo stesso. Per me c’è scollamento quando i vertici non capiscono e riescono ad interpretare le esigenze di cambiamento della base e propongono un candidato sbagliato. I fatti poi mi danno ragione
              e Massimo ha vinto le primarie coi voti Pd (anche se c’è da dire che noi abbiamo reso al massimo di quello che potevamo fare).

          • Aramis says:

            Argomento impeccabile. Il centrosinistra da un po’ ha questo strumento delle primarie. Lo si utilizzi almeno per surrogare l’incapacità o l’ignavia dei dirigenti. E per mettere fine alla conflittualità infinita tra chi dovrebbe stare dalla stessa parte. Pure qui, pure tra noi. Saluti

      • Gentile Sovjet,
        «Vendola in Puglia è già stato un miracolo,…»
        Verissimo, soprattutto la rielezione (la prima volta si era parlato di una sorta di cortocircuito a destra, ricorda?). Indice del fatto che qualcosa di buono avrà pur fatto (in Puglia; oppure ha convinto gli elettori di averlo fatto, il che è lo stesso).
        «Forse sarebbe meglio […] concentrarsi su cosa dovrebbe fare il governo di centrosinistra prossimo venturo […]»
        Ecco, sarei d’accordo al 100% con lei. Proviamo a spiegarlo al vostro coordinatore o dobbiamo continuare a parlare di alleanze con Maninchedda? Ho letto le dichiarazioni di Vendola in merito alla questione industriale della Sardegna (che mi hanno soddisfatto parzialmente, ma questo è un altro film). Parliamo di industria, ad esempio (le nostre esportazioni sono per tre quarti benzina!) e di Maninchedda che non solo non sa cosa sia, ma non ne ha mai trattato durante il suo appoggio al governo regionale?
        E guardi che non sono fissato con Maninchedda (un politico di basso livello in più o in meno non sposta i problemi sardi di un nanometro) quanto con questa foia sardista che mi risulta incomprensibile (c’è però da dire che io non sono per certo Stampunieddu).
        Cordialmente,

        • Sovjet says:

          Gentile Ainis,
          credo che concorderà con me che in politica il requisito minimo sia il saper fischiare e legarsi le scarpe contemporaneamente….almeno così è stato insegnato a me.
          Quindi ragionare sul da farsi è fondamentale e a mio avviso prioritario. Dal punto di vista cronologica però si deve fare in contemporanea con la costruzione delle alleanze, rispetto alle quali il centrosinistra mi pare piuttosto indietro, anche per responsabilità di chi – per forza e struttura – dovrebbe essere in posizione di leadership. È inutile dire che l’assetto di Sel lo si potrà avere solo dopo le politiche, quando l’organizzazione potrà avere (se le percentuali dei sondaggi fossero rispettate) un minimo di risorse stabili e un peso specifico consolidato, cosa che oggi dipende più da exploit locali (Milano e Cagliari e ovviamente la Puglia), ma che non misurano la forza reale del partito. Si ritenga anche il fatto che Sel appare pochissimo sui mass media, Grillo per esempio gode di una copertura maggiore, ma è misurato come se avesse decine di parlamentari e possibilità di interdizione a livello nazionale e libero accesso alle varie trasmissioni. Questo conta? A mio parere sì, soprattuto quando il voto di cui si dispone è voto di opinione e non esiste uno “zoccolo duro” garantito. Rilevo anche che i “guardiani della soglia”, da Floris in giù (o in su) non è che diano moltissimo spazio a Sel e questo nell’attuale sistema politico italiano conta.
          Per il resto, non so lei, ma io credo che non esistano al momento ricette sicure e quindi sia necessario stabilire alcune ipotesi di lavoro e procedere, come già detto, per learn&try: provare, verificare, correggere e riprovare. Per fare questo è indispensabile scegliere, avere idee chiare sia su cosa fare, sulle condizioni che ci fanno dire se siamo sulla strada giusta o su quella sbagliata (insomma, dobbiamo essere in grado di falsificare le ipotesi!). La demagogia e gli approcci ideologici sono solo deleteri, così come lo sono le soluzioni miracolistiche. È un lavoro lungo, ma bisogna iniziarlo subito, fischiando e al comtempo legandosi le scarpe.
          Con stima

          • Gentile Sovjet,
            per una volta non la seguo.
            Premesso che learn&try mi dice poco (ma potrebbe essere una mia mancanza: si riferisce forse a questo http://en.wikipedia.org/wiki/Trial_and_error? Trial&error l’ho sempre usato, ma guardi che il nodo è l’«error», cioè imparare dagli errori!) provo a spiegarmi meglio: c’è qualcuno di SEL che mi spiega perché si sta cercando un’alleanza con i sardisti?
            Mi scusi l’insistenza, ma ancora non lo capisco (e mi spingo a dire di non essere il solo): sarebbe una tattica elettorale che assicura più voti? È una comunanza di vedute sul futuro della Sardegna (e come diamine si spiega che i sardisti avevano comunanza di vedute con Cappellacci)? Maninchedda e Piras sperimentano un’inconfessabile affinità elettiva? Vorrei solo capire, perché al fischiare&allacciarsilescarpe ci arrivo anche io (non sarò Stampunieddu, ma ci provo, mi creda, magari con risultati alterni, ma se mi ingegno ci arrivo anch’io!).
            Mi dica apertamente che un’alleanza SEL-Sardisti porta più voti e la pianto («dica», non «dimostri», non sarò in grado di fare due cose alla volta, ma la differenza tra dire e dimostrare la conosco). Così capisco anche il trial&error… soprattutto l’«error». Anche perché si può fischiare e andare in giro con le scarpe allacciate, ma se non si allacciano le scarpe e si continua a fischiare e basta, capace che si prende una brutta arretroxia, sa? (Insomma: volgiamo parlare di programmi o no? Per favore, pubblicate qualcosa da qualche parte su una politica industriale in Sardegna (sì sono fissato, ma qualcun altro potrebbe essere interessato ad altro; oppure devo prendere per buone le dichiarazioni estemporanee di Vendola sul turismo)?
            Cordialmente (e con altrettanta stima, mi creda 🙂 , anche se parliamo sempre in un sito «iper locale»(*)),

            PS – Mi piacerebbe spaziare su altro, ad esempio la visibilità mediatica SEL/5S, ma non mi pare la sede. Però la inviterei a rifletterci: guardi che il ban riservato a Grillo e l’exploit alle ultime amministrative dovrebbe farci pensare, altro che ostracismo per SEL (peraltro verissimo)!

            (*) per questa battuta chieda a Biolchini

            • Sovjet says:

              No, ho solo invertito i termini, è “try&learn” ed è riferito alle “organizzazioni che apprendono”. Di fatto non è dissimile dal “trial and error” nel mio modo di vedere e concordo sul fatto che il punto focale sia la capacità di apprendere dagli errori e modificare le azioni in itinere. Io credo che questo sia l’unico modo di procedere perché ricette sicure non ne vedo.
              Il tema non è l’alleanza Sel-Sardisti, che detta così non vuol dire nulla, ma se i sardisti possano o no entrare in un’alleanza di centrosinistra. Io credo che un centrosinistra coi sardisti possa prendere più voti di un centrosinistra senza sardisti. Poi posso sbagliare, non sono un così fine intenditore di cose politiche. Su queste cose il tempo dirà chi ha torto oppure ragione.
              Siamo d’accordo, mi pare, sulla concomitanza tra fischiare e legarsi le scarpe, dove il fischiare è la costruzione di alleanze e il legarsi le scarpe è la predisposizione di un buon programma. La prima azione è molto più semplice e diciamo che i partiti sono molto più avezzi e rodati nell’eseguirla; sulla seconda siamo in ritardo, anche perché più difficile e faticosa. C’è da dire che questo non è un problema solo sardo, ma l’Italia stessa è priva di politica industriale. E se approfondiamo, a parte la Germania e la Francia, in Europa non siamo messi meglio. Io concordo con l’economista Emiliano Brancaccio quando afferma che uno degli effetti della finanziarizzazione dell’economia è che il regime di accumulazione attuale è determinato dalle periodiche bolle speculative. Cosa questa che causa notevoli inefficienze e impedisce di fatto l’adozione di strategie di medio o lungo periodo (da qui la difficoltà di elaborazione di una seria politica industriale o meglio, di praticarla più che di immaginarla). Resta il fatto che, semplice o complicato che sia, non può esistere politica senza un’idea di futuro.
              Se noi riuscissimo ad imitare Vendola nell’investimento sulle energie alternative, nel rilancio serio della cultura e nell’attenzione all’apertura di mercati per i prodotti locali non faremmo male. Si potrebbe anche iniziare a fare una valutazione seria su cosa è possibile sensatamente difendere dell’apparato industriale sardo e cosa no e soprattutto su cosa puntare per il futuro.
              Ad oggi si è fatto un grossissimo investimento nelle competenze di alto livello: il programma Master and Back, per numeri e importi, no ha eguali in Europa. Bisogna capire cosa farsene di tutti questi laureati con master di livello, grandi aspettative e al momento nessuna prospettiva. Le imprese sarde possono fruirne fino a due anni mi pare praticamente gratis. Riusciranno a fare massa critica o stiamo spendendo risorse enormi per arricchire il capitale sociale di altri paesi? Sarebbe il caso di ragionarci su.
              Io punterei da un lato sulla “saturazione” del mercato interno, in particolare con un rilancio serio dell’agro-alimentare, perché non può essere che ci sia o un prodotto di nicchia o nulla. Posto che qualche ragionamento sulla modifica dei modelli di consumo qualcuno se lo dovrà pur porre. Iniziare non dico dal mangiare a km zero, ma al chilometraggio minimo possibile per garantire cibo controllabile e qualche posto di lavoro in più in agricoltura non sarebbe male. Se poi si riesce anche ad esportare prodotti di qualità tanto meglio. Un ragionamento sulla sperimentazione delle energie alternative è opportuno. Anche qui, un partito come Sel non può che essere portatore di una visione “democratica” e diffusa della produzione dell’energia, piuttosto che sostenere una logica basata sulle grandi centrali. Se è vero che il presente è frutto delle scelte passate e che il futuro è frutto delle scelte che si fanno nel presente, bisogna farle oggi le scelte. Il fatto che le industrie energivore stiano tutte chiudendo dovrebbe spingerci a immaginare qualcosa di alternativo.
              La Sardegna ha spazio, clima e libera da una vera criminalità organizzata. Per alcune produzioni essere un’isola al centro del Mediterraneo è ininfluente (se non un vantaggio, per certi aspetti). Però bisogna avere infrastrutture adeguate. Avere in Sardegna la banda larga diffusa e gratuita potrebbe essere strumento di contrasto all’insularità efficace quanto la continuità territoriale (e in fin dei conti anche più semplice da realizzare). Noi abbiamo un problema grave di territori inquinati da bonificare. Ma non siamo gli unici al mondo. Investire sulla capacità di bonificare l’ambiente (la cosiddetta “restoration economy”) potrebbe essere un altro ambito interessante: sperimentiamo direttamente su di noi promuovendo la nascita di imprese dedicate, che poi possano lavorare anche fuori. Questo lo si potrebbe fare stringendo una forte collaborazione con le università e magari facendo lavorare i ragazzi del M&B.
              Io vedo la Sardegna come la grande isola verde del Mediterraneo, dove ogni attività è declinata con l’ambiente e la compatibilità ambientale. A ben vedere con un “driver” di questo tipo sono molte le attività che si possono intraprendere.
              Cercare di realizzare progetti basandosi esclusivamente sugli interessi individuali non funziona, un esempio chiaro è stato il piano casa. Ma un grande programma di manutenzione, ristrutturazione e “abbellimento” dei beni pubblici e privati potrebbe rilanciare l’edilizia senza il consumo di territorio (che anche il peggior palazzinare costruisce per guadagnare, non per distruggere la natura!).
              Queste possono essere anche idee ingenue, ma in giro per il mondo esperienze positive ce ne sono e ce n’è anche che possono essere importate e adattate. Si tratta di individuarle, valutarle, verificarne l’effettiva possibilità di realizzazione e provarci.
              Provarci e imparare appunto.
              Con stima

  6. Ah ora non ti viene il nome!!! Bisogna interpellare subito il Mago di Pirri…

    • ZunkBuster says:

      Lo so che volevi un nome che inizia per SO e finisce per RU …. 🙂

      • Zunk, tu mi leggi nel pensiero! Ma dove facciamo le cose per bene (vedi Quartucciu) slegate dalle logiche dei Baroni del Partito, vinciamo. Soru è una risorsa per il Partito Democratico e per tutta la Sardegna. Lui ha fatto da apripista e se si ricandiderà lo porterò avanti con tutte le mie forze. Se così non fosse, abbiamo studiato e lavorato, per portare avanti il suo Programma, per il bene dei Sardi e della Sardegna. Di gente capace ed onesta, è pieno in giro!

  7. ZunkBuster says:

    Hai detto Barracciu? Azzarola … ora capisco perché un esponente nazionale del PD, che avrò visto di sfuggita qualche secolo fa o forse mai visto, mi ha salutato così calorosamente, e la stessa cosa sta accadendo anche da parte di alcuni soriani credenti e praticanti, mentre gli amici di Emanuele e di Giampaolo Diana continuano a descrivere Soru come l’incarnazione del demonio su questa terra, oltre a demonizzare i “democristiani” coi quali peraltro nella versione faddiana non disdegnano di fare comunella (amicizie calorose come quelle dei partner della Triplice Alleanza, a cui l’Italia lo mise in quel posto alla prima occasione). Comunque, mi sembra si facciano un po’ di conti senza l’oste, ossia senza gli elettori. Ad esempio Sel: manterrà il suo elettorato al cospetto della possibile alleanza con Maninchedda? Ha un grosso problema di competizione non tanto col PD, quanto con la sinistra radicale, data in ascesa da tutti i sondaggi, e rischia di partecipare all’ipotetica alleanza sovranista in posizione subalterna. Altro che Massimo Zedda presidente della Regione, di questo passo dovrà stare attento a evitare scherzetti in Consiglio comunale, perché il PD a SEL questa non la perdonerà per i prossimi 30 anni. Ma ci sono sempre le politiche con cui potrebbe fare una ritirata onorevole e magari dedicarsi a disegni nazionali ai quali è forse più portato rispetto alle tortuose melme della politica cittadina e regionale.
    La candidatura Barracciu, comunque, spaccherebbe il partito non meno di quella di Soru in prima persona: si ripeterebbe lo schema nefasto delle ultime regionali. Se proprio il rapporto con Sel non è ricucibile, si dovrebbe puntare su un personaggio forte della società civile, che sia in grado di fare il “Monti sardo” travalicando le dispute tra le parti, ma con capacità di leadership, per intenderci non come Federico Palomba. Qualche nome? Il guaio è che non mi viene …

    • Gianluca Floris says:

      Paolo Savona

      • ZunkBuster says:

        Ma non sta dall’altra parte?

      • Sovjet says:

        Di centrosonistra, Gianluca. Quello andrebbe bene per il centrodestra. Se il csx candida Savona è la volta che voto Gavino Sale anch’io!

        • Gianluca Floris says:

          Mah… l’ho visto l’altro giorno in TV che dava ricette di uscita dall’Euro a tottu pompa… Secondo me si sta “riposizionando”.

        • Gentile Sovjet,
          ma come, non è attratto dall'”arcaicità moderna”? Visto che c’è, punti al meglio, no?
          (Ci sarebbe anche Doddore Meloni, però non scherzi troppo perché c’è chi manda gli auguri di buon lavoro a Zuncheddu e Sardigna Libera!)
          Cordialmente,

        • Stefano reloaded says:

          Maninchedda invoca Giavazzi al Ministero dello sviluppo economico.
          Così… per farlo sapere ai compagni di SEL e non solo.

          • Sovjet says:

            A me questo Giavazzi non piace, ma il Pd sostiene Mario Monti, ha votato il fiscal compact e la riforma sul mercato del lavoro…Però il centrosinistra senza il Pd non si fa e soprattutto non si vincono elezioni.
            Poi, detto tra noi, non credo che Maninchedda abbia molta influenza sulla nomina dei ministri!

            • Stefano reloaded says:

              Maninchedda, a sentire lui, è all’opposizione anche di questa giunta regionale, quindi non avrebbe neanche influenza sulla nomina di un Solinas qualsiasi.
              Il punto, caro Soviet, è: Maninchedda è l’unico tra i sardisti che dice qualcosa sull’economia (e anche su tutto il resto, considerato il vuoto spinto in cui è immerso) e questo qualcosa a me non piace (penso neppure ad altri compagni). Allora quale sarebbe il motivo plausibile per tirare dentro i sardisti in un’alleanza? La dote elettorale che portano? Non credo. Sappiamo fischiare, allacciarci le scarpe e far di conto contemporaneamente.

              • Sovjet says:

                Caro Stefano, a me pare purtroppo che sia l’unico che dice qualcosa sull’economia e punto! Giavazzi, che mi pare faccia parte del gruppo di “noise from america”, è quanto di più mainstreaming esista. Ovvero fa parte del gruppo di economisti che sta portando l’Europa al fallimento. Per altro, con approccio non molto dissimile mi sa da quello montiano, uno dei più centralisti mai visti.
                Credo che il limite oggi della sinistra stia proprio nell’assenza di un pensiero economico alternativo a quello dominante e se c’è una cosa che rimprovero a Vendola è quello di non aver riunito le ormai numerose voci fuori da coro per la predisposizione di un approccio alternativo alla politica economica.

      • Anonimo says:

        Eja Savona candidalo con il centrodestra! Piccolino il giuda!!!

    • Francesco Pigliaru

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