Ambiente / Politica / Sardegna

Dal nostro inviato nella Zona Delta: “Ecco le foto delle bombe nei fondali di Teulada, in una zona interdetta perché mai bonificata!”

Avete mai sentito parlare della Zona Delta? Sta all’interno del poligono di Teulada, e la Commissione uranio impoverito del Senato, nella sua relazione approvata due giorni fa, ne parla in questi termini:

“Nel corso del sopralluogo svolto da una delegazione della Commissione a Capo Teulada, ha suscitato viva impressione il caso della cosiddetta “penisola interdetta”, indicata nella toponomastica della base come “Poligono delta”. Si tratta di una penisola che costituisce l’unica zona di arrivo di proiettili esplodenti, da terra e dal mare presso la quale l’accesso è interdetto sin dagli anni ’60 al personale militare e civile, per direttiva del Ministro della difesa, a causa della presenza di residuati inesplosi. Interpellato dalla delegazione della Commissione nel corso del ricordato sopralluogo, il Comandante del poligono ha fatto presente che la penisola non è mai stata bonificata e di non avere giurisdizione su quanto avviene in mare, poiché la materia rientrerebbe nella competenza della Capitaneria di porto e della Marina militare (fatto salvo il dovere del poligono di indicare la campana di sgombero della zona a mare, per garantire la sicurezza dei natanti limitatamente al periodo di svolgimento delle operazioni). È evidente che la Commissione non può assumere un atteggiamento acquiescente su tale questione, e non intende pertanto accettare l’idea che una parte, sia pure minima, del territorio nazionale debba essere considerata definitivamente perduta, a causa di una condizione di incuria che si protrae da anni,  e che pertanto non è certamente riconducibile alla responsabilità dell’attuale comando”.

 

Ebbene, c’è sempre un amico pronto ad aiutarci. Ecco dunque alcune foto scattate nel fondale davanti alla Zona Delta.

 

Ci scrive l’anonimo amico:

“La penisola sopracitata, l’ormai nota zona Delta, si trova qui, (è  tutta quella costa che viene inquadrata dal minuto 0:39 in questo video, girato da un turista  a un passo da una delle spiagge più belle della zona, Cala Zafferano. 

 

Il teatro delle esercitazioni (mi riferisco alle foto pubblicate dal tuo blog) è tra Cala Zafferano e Porto Scudo (le due spiagge alla destra della zona segnata in rosso).

 

Il promontorio evidenziato nel punto “2” è probabilmente quello più bersagliato durante gli ultimi anni.

 

Alla fine degli anni ’90 la zona evidenziata ha cambiato radicalmente aspetto. Ora sono evidenti i segni dei bombardamenti, e in alcune zone (visibili anche dal satellite, sono quelle più chiare) le esplosioni hanno messo a nudo la roccia “viva”. Avvicinandovisi è facile scorgere anche dei missili (saranno missili?) conficcati nel terreno.

 

Le foto subacquee sono state scattate nello specchio di mare antistante. La concentrazione maggiore di residui è in una batimetrica che va dalla riva ai 6-7 metri di profondità. “Concentrazione maggiore” signIfica che tuffandosi in acqua con la maschera in un punto qualsiasi di quel tratto di costa è IMPOSSIBILE non vederne.

Oltre a bombe, missili e cannoli alla crema, la zona è anche disseminata di bossoli come quello che vedi in foto (ma anche di altre misure).

 

Grazie caro anonimo amico, grazie per essere sopravvissuto ai proiettili e ai missili inesplosi e averci potuto mandare le tue belle foto.

 

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23 Commenti

  1. Forse vale la pena di evidenziare le responsabilità regionali.
    Mi sembra che i poligoni siano stati recentemente assimilati a zone industriali per quanto riguarda gli inquinamenti.
    Vale la pena di valutare se ieri, e a maggior ragione oggi.fra le funzioni trasferite, cioè la sorveglianza per il versamento di rifiuti industriali, debba essere esercitata dalla Regione pretendendo la bonifica immediata.
    La Germania venne bombardata in maniera non paragonabile a nessun poligono, eppure hanno bonificato un’intero Stato.
    Il fatto è che hai nostri governanti e politici e anche a quelli che fanno lo Stato di sughero oltre alla coscienza mancano le palle per almeno rivendicare i diritti civili ed umani della Natzione sarda.

    D.P.R. 24 novembre 1965, n. 1627(1) – Norme di attuazione dello Statuto speciale
    per la Sardegna in materia di pesca e saline sul Demanio marittimo e nel mare territoriale.

    Art. 1
    Le funzioni amministrative dell’autorità marittima statale concernenti la regolamentazione
    della pesca, i divieti e le autorizzazioni in materia di pesca, le concessioni,
    la sorveglianza, i permessi per il versamento nelle acque dei rifiuti industriali,
    nonché quelle concernenti le saline, relativamente al Demanio marittimo ed al mare
    territoriale sono trasferite all’Amministrazione regionale della Sardegna.

    Mario Carboni

  2. roberto says:

    Se non fosse stata zona militare, la maggior parte dei diportisti imbecilli che non conoscono neppure l’esistenza dell’ordinanza che vieta, l’ancoraggio, la pesca e la balneazione, avrebbero già distrutto ciò che ha resistito alle “bombe” Bagnanti “continentali” che raccolgono conchiglie e sabbia per ricordo dovrebbero morire contaminati, qualora c’è ne fosse, dall’uranio impoverito. Ragazzini, con un coefficiente intellettivo invalutabile, che giocano sulle dune facendo scivolare verso il basso la sabbia facendo scoprire di conseguenza le radici di ginepri secolari, le quali, bruciandosi al sole, accelerano la morte della pianta intera. Vogliamo parlare dei loschi tentativi dei costruttori per demilitarizzare e costruire resort in combutta con gli arabi? Moriranno prima che la zona sia bonificata, me lo auguro di cuore.

    • marcello says:

      Se c’è una cosa veramente triste è la gente che pensa di amare l’ambiente e il mondo e lo fa augurando la morte agli altri. Sinceramente non sei tanto peggio delle basi americane

  3. roberto says:

    Se non fosse stata zona militare, la frequentazione di maleducati diportisti avrebbe già da tempo distrutto quello che fino ad ora ha retto alle “bombe” Dovete ricordare e sapere che vige il divieto di, pesca, ancoraggio e balneazione ma, nessuno rispetta le regole, per primi tutti coloro che hanno filmato e fotografato. Turisti del cazzo che raccolgono conchiglie e portano via sabbia per ricordo, dovrebbero morire contaminati dall’uranio impoverito, caso mai c’è ne fosse. Ragazzini ritardati mentali che giocano sulle dune facendo cadere la sabbia verso il basso scoprendo le radici di ginepri secolari che, bruciano col sole, con la conseguente morte di tutta la pianta. Ma andate a giocare in Piazza Del Duomo e non rompete i coglioni in Sardegna. Sappiamo bene perchè alcuni costruttori, spingano per la demilitarizzazione, in combutta con qualche Sceicco pensano a quanto potrebbe fruttare quella zona se cementificata. Ma se la prenderanno in quel posto, non si può bonificare.

    • Andrea S. says:

      Quindi sei felice perché una zona di valore naturalistico enorme è stata rovinata probabilmente in eterno, così non potranno andarci le persone che ti stanno sul cazzo e che moriranno prima di poter godere della natura di quel posto, ormai contaminata. Persone che naturalmente, dall’alto della tua sapienza, fanno più danni della merda che hanno scaricato/detonato in quel posto.

      Dovrebbero fare lo stesso a casa tua, così non ti disturberebbe nessuno e saresti al sicuro da speculazioni edilizie e turisti maleducati!

  4. O Bentu, ma bai e croccarì

  5. ruggero says:

    Caro Vito, e forse qualcuno dimentica che nell’area del poligono c’è un SIC (ITB040024 Isola Rossa e Capo Teulada)…..

  6. Sovjet says:

    La zona Delta, quando ci andavo io a fare esercitazioni nel 1991, era definita da noi truppa “la penisola interdetta” e già allora si diceva che sotto c’era talmente tanto materiale inesploso da renderne impossibile la bonifica.
    Avendo fatto numerose esercitazioni al poligono di Teulada una cosa la posso dire: noi soldati eravamo (per forza, più che per convinzione) molto più attenti all’ambiente dei numerosi cacciatori sardi, per esempio, perché i bossoli te li facevano raccogliere…e tu lo facevi pure volentieri perché qualcuno ti restava in mano e ci facevi quell’orribile oggettistica come accendi e cose del genere.
    Il fatto è che la Sardegna è ideale per le esercitazioni militari: lontana, isolata, pochi abitanti e sempre affamata. Da non trascurare anche il fatto che – avendo noi perso la seconda guerra mondiale – il pegno dovevamo pagarlo e la militarizzazione della Sardegna rientrava di sicuro nel pacchetto. Ma non solo la gopolitica cambia, anche la guerra: i grandi apparati e le grandi esercitazionindiventano sempre più inutili: droni e marchingegni simili sono sempre più sofisticati, fa più danno un gruppo di smanettoni di tutti i Navy Seals, le guerre si fanno anche con le speculazioni finanziarie (per intenderci, i cinesi che sull’arte della guerra hanno tradizione – tant’è che senza risalire a Sun Tzu, il concetto di guerra asimmetrica la si deve a due colonnelli cinesi – ritengono Soros un terrorista non meno di quanto gli americani ritenessero tale Osama).
    Detto questo, il tema dei poligoni è politico, perché sono da smantellare? Tecnico, è possibile smantellarli e bonificarli? Economico, ci sono risorse per farlo? Di nuovo politico, quali sono i rapporti di forza capaci di dirottare ingentissime risorse in Sardegna per le bonifiche (la risposta “perché è giusto” non ho bisogno di derubricarla come cazzata, vero?). Di nuovo economico, per farci cosa in alternativa e come sostituire l’economia di guerra con quella civile (e impedire che le coste siano prese d’assalto).
    Insomma, come ho letto da un’altra parte in questo blog, non è un tema che deve attivare i soli neuroni specchio, ma tutti i neuroni!

    • Ismaele says:

      Si passa certamente in una fase complessa, in cui entrano in gioco tutti i temi a cui fai riferimento. Senza dimenticare che la Sardegna ha già il sito di interesse nazionale (stiamo parlando di inquinamento) più grande d’Italia e si tratta proprio del sulcis-iglesiente-guspinese. E i soldi per le bonifiche lì devono ancora arrivare. Ma, a mio parere, il tema centrale è politico. Sarebbe opportuno forse legare questa vicenda dei poligoni con la questione più ampia della riscrittura del patto con lo stato, di cui parla Vito nel post immediatamente successivo. Si tratta di aprire una trattativa, come su altri versanti hanno fatto altre regioni a statuto speciale, e mettere tutto sul piatto della bilancia: vertenza entrate, peso delle servitù militari, nuovi rapporti con lo Stato, federalismo fiscale, e via dicendo. Per esempio – la butto lì – perché non chiedere che una parte di quel miliardo e mezzo che Roma deve alla Sardegna in base al nuovo articolo 8 dello statuto non venga immediatamente versato con il vincolo dell’utilizzo per le bonifiche dei siti militari e l’istituzione di parchi marini protetti con un piano di costruzione o meglio ristrutturazione e conversione di strutture alberghiere nell’immediato interno (per intenderci non sulla costa e in quegli stessi parchi)?
      A tal proposito faccio presente che una parte dell’ultimo accordo per la vendita di alcoa, una parte di cui si è parlato poco, prevede la presentazione, se non ricordo male entro giugno, di una serie di progetti di riconversione economica del territorio, che è immediatamente contiguo a quello di teulada. Anche lì qualcosa si muove, perché le potenzialità ci sono. Spetta a noi cittadini vigilare. Siamo anche noi a poter fare la differenza tra una speculazione edilizia e un progetto di sviluppo serio e sostenibile.
      Mi scuso per la lunghezza del post, ma chiudo con una considerazione su militari e ambiente. Non sono un antimilitarista e non penso che chi abbia la divisa sia per definizione un inquinatore incallito, anzi. Ma continuo a pensare che l’argomentazione secondo la quale “le servitù militari hanno salvaguardato le coste” non sia sostenibile, anzi sia paradossale. Primo, perché un certo utilizzo delle servitù militari ha causato situazioni di “inquinamento”, da deplorare quanto la cementificazione delle coste (e fa bene vito a pubblicare le foto, perché fino ad un anno e mezzo fa la situazione passava quasi sotto silenzio). Secondo, perché non si può pensare di difendere il paesaggio militarizzandolo.

  7. Grazie per il caloroso benvenuto a Vito e Stefano, miei carissimi amici di vecchia data.
    Via la Patria, viva la Repubblicae che l’esercito vegli su di noi.

    • Istitutu gai nos han sos omines fattores
      pro dirigentes nostros de sos travallatores
      Tzenturiones pro sor militantes
      distintivos grados de superiore
      Dendhe campus a duos partidos:
      Meres e Servitores

    • Porico's says:

      Gentile Bentu, spero che il suo”Via la Patria” sia solo un refuso. Condivido il suo benaugurale “viva la Repubblica”. Quanto all’esercito che” veglia su di noi “mi consenta di esprimere qualche dubbio. Ustica è li a dimostrare in perpetuo il fatto che gli Italiani non hanno nessuno a difenderli. Così pure i nostri impegni esteri che hanno visto calpestati gli Interessi degli Italiani. (Libia ,per esempio) Lei sa bene che ,per poter fare il ministro della Difesa e degli Interni in questo paese, neccessita-conditio sine qua non-il nullaosta Atlantico. Così ,come immagino, lei non abbia dimenticato i patti Atlantici di Londra del 1951 nonchè il trattato bilaterale Italia-USA del 20 Ottobre 1954, (a cui seguirono la base di Poglina e gli espropri per la base di Teulada ) I protocolli segreti imponevano la “servitu” degli apparati di sicurezza dei paesi satelliti degli USA ,e segnatamente, per quel che ci riguarda , dei Servizi Italiani -Dopo lincidente del Cermis seguirono gli accordi quadro”Shell Agreement” del 1995. La situazione non mutò di una virgola :l’Italia continuò ad essere una paese a sovranità limitata. La storia recente ha visto poi quanto abbia influito l’opera della guerra “non convenzionale” nella disgregazione del nostro paese, da G.Soros fino alla consegna della Banca Centrale.
      Torniamo dunque a Teulada. Dal 1958 al 1961 si espropriarono circa 7500 ha. Gli esprori vennero effettuati in modo caotico e spesso illegale. Avennero truffe di ogni genere. Quattro persone ,tra cui il soprintendente agli espropri mandato da Roma, vennero arrestate. Conservo la documentazione relativa ad un’esproprio di unazienda di 570 ha. la cui indennità non venne mai pagata . In epoca recente ,personaggi noti del mondo p2 , pare d’accordo con il ministro in carica ,si siano intascati la cospicua somma dovuta al proprietario. Sono stato coinvolto di persona in un processo del 1981 per abusi edilizi . Per mia fortuna i verbali della Capitaneria di Porto accertarono che gli abusi sui terreni del Demanio Marina erano stati effettuati dai militari . Si trattava di uno stabilimento balneare in Porto tramatzu ove pare, ancora oggi , si continua a costruire .
      Conservo la Sentenza esecutiva della Corte d’Appello di Cagliari , la quale intimava alleautorità militari di chiudere la strada abusiva di Porto tramatzu nonchè il cancello che immette nel demanio militare. La strada ,in perizia del CTU era di circa 4 m. oggi è stata allargata a 8 m.e i cancelli sono due. Conservo la sentenza con cui mi viene sottratta la proprietà limitrofa al demanio in zona Porto Tramatzu assegnandola ad una falsa società Romana in mano a personaggi Storici della P2. Conservo la sentenza per il ricorso presentato dal Comune di Teulada-non si sa in quale veste- per una vasta area di 700 ha . di terreni inglobati dai militari e facenti parte delle aree imprevili . La singolare sentenza da Ragione allo stato per il motivo che è stata presentata in ritardo! Conservo la sentenza ove i terreni di Porto Pirastu regolarmente aquistati con atto pubblico nel 1982 non vennero liberati.
      Anche in questo caso si frappose in giudizio la falsa Società Romana per impedire il decorso normale della causa .I terreni vennero assegnati per usucapione al demanio Militare.Proprio così, per usucapione! Conservo alcuni documenti relativi all’istallazione nell’ambito del poligono di un campo eolico di 250 ha. Si trattava di vendere i pannelli solari prodotti da una ditta Siciliana di proprietà della famiglia dell’allora ministro della difesa .Tutti questi fatti sono realmente avvenuti .
      Le conclusioni? Teulada dai circa 6000 abitanti del periodo Pre esproprio è passata a circa 3500 (anagrafici ma non reali) . Se fosse esistito un minimo di sentimento Nazionale avremmo difeso questa terra ,senza uguali per potenzialità di vario genere. (Pesca, agricoltura, artigianato, ambiente ecc.) Un senso di giustizia e di solidarietà Nazionale avrebbe suggerito allo Stato di creare un minimo di condizioni per un ristoro sociale delle zone asservite.
      La storica lealtà dei Sardi nel confronto dello Stato non ha mai avuto rispetto.Questa è la triste realtà . Si vende il territorio dei Sardi a chiunque.
      Ora sembra il turno dei falsi Arabi , ma i ” militari” saranno veramente d’accordo?
      E i sardi? Subiranno qualsiasi cosa , come sempre.

  8. Questa denuncia è del tutto fasulla. Se volete uno stato tipo il Tibet, ditelo. I militari da qualche parte dovranno pure esercitarsi. Not in my backyad? Troppo comodo, non siete voi che decidete. Trovo più coerenti gli indipendentaristi.
    Se poi devo dirla tutta, fosse per me aumenterei la presenza di caserme e poligoni. Sono rassicuranti e creano un poco di vitalità all’economia.

    • Vito Biolchini says:

      Amici, diamo tutti assieme il benvenuto al troll Bentu! Grazie Bentu, torna quando voi.

    • Stefano reloaded says:

      Benvenuto Bentu!
      Occhio che hai il backyad che pullula di indipendentaristi.

    • Quel che è giusto è giusto:creano un poco di vitalità all’economia.. de is interramortus.
      I preti fanno messa, l’Unione i necrologi, i falegnami le bare… c’ind est de genti ki traballat!
      Mettiamo una base in ogni backyard sardo

    • sei un servo senza cervello fai pena

    • Gabriele says:

      Sono rassicuranti di cosa? Avere caserme e poligoni di tiro dovrebbero metterti più paura, visto che sono i primi bersagli se una nazione entra in guerra (e visto tutto quello che sta succedendo sembra solo questione di tempo che inizi una guerra con i fiocchi!). La maggior parte delle caserme italiane è situato in Sardegna: tu saresti contento se ti bombardassero la tua regione? Io no. Se poi lo fai per vitalità dell’economia… beh… sappi che ne io ne tu ci guadagnamo un cacchio se ci costruiscono una caserma o un poligono di tiro dietro casa… chi ci guadagnerebbe è sempre lo stato italiano e i politici italiani (che si mangiano i soldi… di certo nn li danno a te!)

  9. Gentile Biolchini,
    mostrare queste immagini è sacrosanto. Capirle, pure.
    Che si aspettava da un poligono di tiro, di trovare lattine di Coca Cola (peraltro inquinanti più del bossolo della fotografia)? Ci troverà bossoli, munizionamento esploso e inesploso, probabilmente serbatoi esausti ed altro materiale vario. Cosa dice la relazione che cita lei? Che la zona indicata è inagibile per la presenza di materiale inesploso mai rimosso. Si aspettava che l’area bersaglio non ne contenesse?
    Veniamo al punto: è stata violata qualche legge dello stato? C’è un responsabile? Se sì, come mai la relazione non ne parla?
    Veniamo al problema dell’inquinamento: quelle foto sono indice di pericolosità per la salute dei cittadini o no? E se sì, in che misura?
    Lei non lo sa, lo immagina (credo) sulla base dell’emotività provocata dalle immagini e sul fatto che detesta (mai quanto me) i poligoni militari. La stessa emotività con la quale cattura l’attenzione di persone del tipo di Ismaele, che pensando di dichiarare chissà quale ovvietà, dice una sonora cretinata e se ne vanta (ma che ne sa di quanto impatta sull’ambiente un villaggio turistico? Ha qualche lavoro serio da citare o lo dà per scontato?)
    Vogliamo chiudere Teulada? Penso di sì, ma se il metodo è quello della leva psicologica per i più ingenui (tanto per dire, quelli come Ismaele) farlo è pericolosissimo, perché quando arriva quello che di immagine ne sa più di lei (o ha più quattrini) le può rigirare la frittata come gli pare e piace, perché convincere gli Ismaele, ahimè, è semplice, mentre rimanere ben aderenti alla realtà scientifica delle cose è mestiere assai più difficile (e si diventa antipatici come pochi!).
    Perché le dico questo? Ecco il motivo (o meglio, uno dei motivi):
    «ripensare il ruolo e la funzione strategica di un sistema progettato ed attuato oltre cinquant’anni fa, in un contesto geopolitico del tutto diverso da quello attuale, e, alla luce della generale esigenza di snellimento e razionalizzazione degli apparati pubblici, procedere alla ridimensionamento delle servitù militari in Sardegna, anche mediante la progressiva riduzione dei Poligoni di Capo Frasca e di Capo Teulada e la concentrazione di tutte le attività sostenibili nel Poligono Interforze di Salto di Quirra, secondo le modalità sopra indicate;»
    Questa è la proposta della commissione di cui parla lei (e anche io, http://exxworks.wordpress.com/2012/06/01/chiudiamo-quirra-ma-neppure-per-idea/) che tradotta per i poveri mortali significa semplicemente che Frasca e Teulada sono ridondanti nell’ambito di quanto previsto per l’esercito italiano (che viene progressivamente ridimensionato) quindi verranno ridimensionati (o chiusi) perché non ci sono più i soldi per tenerli aperti, concentrando tutto su Quirra (e le relazioni sarebbe il caso di leggere, non solo di citarle). Quirra non solo non lo chiudono, ma lo potenziano!!!
    Ora, poiché la stessa relazione insiste per le «bonifiche subito», senza aspettare i risultati delle indagini ambientali necessarie, cosa crede che possa succedere? Semplice: che sull’onda di foto come queste verranno rimossi i bossoli e l’inesploso convincendo i poverini (come Ismaele) che il problema è risolto, mentre al contrario l’inquinamento ci potrebbe essere davvero, essere pericolosissimo e si potrebbe finire per non saperlo: è davvero quello che vogliamo?? Vogliamo cadere nella melina di politicanti che avendo la necessità di risparmiare sui poligoni fanno finta di chiuderli per venire incontro alle corrette esigenze dei cittadini??
    Ad esempio: perché gli organi di informazione fanno passare sotto silenzio che è stata nominata una commissione di esperti dell’ISS per uno studio epidemiologico delle popolazioni residenti attorno ai poligoni e siamo ancora in attesa che rendano pubblico il protocollo di indagine? Perché nessuno, ma proprio nessuno, chiede a gran voce un’indagine completa ed esauriente sullo stato dell’inquinamento dei poligoni e si affida alle quattro analisi prive di senso di Fiordalisi (che sono l’equivalente delle fotografie dei bossoli fatte per impressionare gli Ismaele) che andrà in tribunale con un impianto accusatorio debolissimo rischiando un danno enorme per coloro che davvero vorrebbero venire a capo di una situazione così complicata?
    Ecco, se il metodo è quello delle foto, dell’emotività e dei ragionamenti fatti col cazzo, poi non lamentiamoci se Grillo vince le elezioni, perché i metodi sono proprio gli stessi: se si prende la briga di andare sul blog di Grillo, ad esempio, scoprirà che c’è chi può predire i terremoti! È del tutto falso, una vera idiozia, ma l’ha detto Grillo e un sacco di persone ci credono, perché un comico sopra un palco convince facilmente tutti gli Ismaele di questo mondo (e anche un Berlusconi ci riesce benissimo, a proprosito di comici)!
    Siamo sicuri che il metodo corretto per procedere sia questo, o dobbiamo chiedere ai politici che la piantino di scherzare e facciano le cose seriamente?
    Cordialmente,

    • Vito Biolchini says:

      Caro Ainis, questa volta non la capisco. A me non sembra normale che un’area del poligono non venga minimamente bonificata per decenni! Altrove non succede. Cosa ci sia a Teulada lo immagino e lo so anche (da qualche parte ci sono perfino gli inutili proiettili che ho sparato io, cos’e maccusu, pure questo mi è toccato fare). In questo modo si decreta l’assoluta irreversibilità dei luoghi, e questo non è giusto. La comunità nazionale deve sempre poter decidere di dismettere un poligono destinando quell’area ad altri usi. Teulada non potrà mai tornare come prima, ma il la zona Delta è la dimostrazione che negli anni si è perso volutamente il controllo della situazione. Le bonifiche andavano fatte sempre, quanto meno in maniera sommaria. Le foto dimostrano invece che ciò non è stato fatto. Non è normale trovare questa quantità di residui bellici, quel tratto di mare è diventato una discarica. E questo è inammissibile.

      • Gentile Biolchini,
        prima di rispondere ho atteso la conferenza stampa di Scanu e le solite notizie-bomba sui quotidiani che avrà letto (poi le dico perché).
        Può darsi che non mi sia spiegato, quindi riassumo:
        1) Le foto non dicono nulla di nuovo perché i poligoni come Teulada sono tutti così (e non uso a caso la parola «tutti»); i costi pazzeschi da lei esposti in un altro post (a mio avviso sottostimati) dipendono proprio da questo: l’eliminazione dell’inesploso; i poligoni sono così per motivi tecnici (se vuole le dico in privato oppure da un’altra parte altrimenti le devo scrivere un’enciclopedia);
        2) Le foto sono molto evocative ma deviano dal problema vero (l’inesploso è solo una questione meccanica, mentre l’inquinamento più subdolo, quello che ad occhio non si vede e fa morire la gente, «se c’è», ecco il punto!, resta nascosto; per trovarlo non basta il bravissimo fotografo che ha scattato le foto);
        3) L’informazione basata sulle foto (sì è una critica, spero costruttiva, nei suoi confronti) per quanto in buona fede, contribuisce a diffondere il messaggio che la «bonifica» sia la rimozione dei bossoli e dell’inesploso, fatto che fa comodo se si vuole nascondere un altro inquinamento (davvero pericoloso); via i bossoli, via l’inquinamento è una posizione del tutto sbagliata;
        4) I cittadini alla Ismaele sono i peggiori nemici di sé stessi, perché si fanno prendere dall’indignazione e dicono cazzate spaventose; ne vuole una? Un villaggio turistico inquina e impatta sull’ambiente molto più di una montagna di bossoli! Glielo dice lei a Ismaele? No, lei si occupa dei bossoli, ed è per questo che le dico che sbaglia nel modo di fare informazione;
        Infine, le dico perché ho atteso la conferenza stampa di Scanu. Perché se legge dentro la notizia (lei ne è capace perché lo streaming funza ovunque e mi capita di ascoltare le sue trasmissioni) ci troverà:
        1) Che l’eventuale chiusura di Frasca e Teulada non è dovuta ad altro se non ad un problema di carenza di risorse;
        2) Che le competenze dei due poligoni da chiudere verranno trasferite a Quirra (che quindi non solo non chiuderà, ma si prenderà anche la merda di Frasca e Teulada;
        3) Che si vuole iniziare la bonifica subito con la scusa del potenziale pericolo;
        4) Che però la commissione riconosce che non c’è uranio e non ci sono connessioni tra Quirra e la salute pubblica…
        …e allora, gentile Biolchini, dove sta tutta questa fretta, se lo stesso generale Ludovisi, interrogato dalla commissione, dice che non ha idea dei costi della bonifica perché non sa cosa bonificare????
        Ecco il punto vero: cosa bonifichiamo? E se davvero c’è uno stato di inquinamento forte e pericoloso? Tiriamo via i rottami, i bossoli e quello che si vede e impressiona così tanto Ismaele e Monica, il fotografo e gli altri?
        O non sarà vero che Scanu sfrutta il casino mediatico per far vedere quanto è bravo e nel frattempo non dice una lettera contro i militari (leggere per credere) e non ce n’è uno inquisito per inquinamento?
        Spero di essermi spiegato meglio (e troppo come al solito, me ne scuso); se ne ha voglia, ho scritto due righe proprio su questo nel nostro blog.
        Cordialmente,
        PS – Sono molto d’accordo con Sovjet con quanto ha scritto sulla necessità di usare i neuroni (se si possiedono); a meno di non considerare anche lui uno sporco militarista che difende i poligoni.

  10. Monica says:

    Per il momento è una discarica di materiale bellico, altro che natura incontaminata.

  11. Ismaele says:

    Questa sì che è natura incontaminata… senza il poligono rischia di diventare un immondezzaio… o peggio: un villaggio turistico…

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