Politica / Sardegna

“Correnti neofasciste nella politica sarda. E dietro Prato c’è Cappellacci”. Ecco cos’ha detto Maninchedda e che ha fatto incazzare il Pdl (con annessa aggressione)

Ma ieri in aula cos’avrà detto mai il consigliere regionale sardista Paolo Maninchedda di così pesante da suscitare le ire del suo collega del Pdl Angelo Stochino? Si è solo opposto alla proroga delle province? La notizia la sapete già: il consigliere berlusconiano si è risentito e in una saletta del Consiglio ha inveito contro Maninchedda, aggredendolo e spintonandolo. L’amico mio ha reagito e i due si sono accapigliati. Ma per che cosa? Solo perché nel corso del suo intervento Maninchedda, infastidito da Stochino, gli ha detto : “Io non ti ho interrotto anche quando hai detto qualche fesseria, lasciami ragionare perché è faticoso ragionare”? Solo per questo? Cos’ha detto dunque il consigliere sardista di tanto grave?

Sui giornali praticamente non c’è traccia del suo intervento. Che però trovate oggi nella sua versione integrale nel blog Sardegna e Libertà. Io vi segnalo solo questi passaggi.

“Qui sta succedendo qualcosa su cui bisogna prendere posizione, perché c’è un ordine apparente e c’è un disordine profondo. La questione su cui bisogna prendere posizione è quali sono i termini della lotta politica. I termini della lotta politica in Sardegna sono attraversati da correnti neofasciste, che stanno montando e diffondendo odio, disinformazione. A me non ha fatto piacere leggere: “Crasta la casta”, non mi ha fatto piacere! Io non mi sento “casta”, capisco che qualcuno può chiamare “casta” tutte le istituzioni, ma “Crasta la casta” ha un altro significato.

Io da solo ho contestato un ex Assessore della Regione Sardegna, che si chiama Andrea Prato, che ha percorso per un mese la Sardegna a fare dimenticare le sue sciuperie, ad orientare l’elettorato contro le istituzioni, non ricordando tutti gli errori, esattamente dissipatori, che lui ha fatto. Chi ha dietro Andrea Prato? Adesso lo dico. Adesso te lo dico chi ha dietro.

Andrea Prato, ma chiamiamolo Pippo, cioè chiamiamo Pippo chi ha un’idea, e l’idea è un’idea rivoluzionaria di destra, della destra peggiore italiana, non della destra liberale, della peggiore destra italiana, che come a Roma quando c’era un tribuno della plebe che andava male, si chiamasse Druso, si chiamasse Saturnino, facevano un tumultino, e il tribuno della plebe rimaneva per terra.
Allora, la destra italiana produce il disordine per riprendere il controllo. È chiaro?

Però qui c’è un problema, e il problema riguarda il Presidente della Regione Sardegna, perché è da troppi mesi che il Presidente della Regione Sardegna orienta con le risorse pubbliche l’opinione pubblica della Sardegna contro il Consiglio regionale, distinguendo la funzione della Presidenza della Regione come virtuosa rispetto agli orientamenti della gente, e il Consiglio regionale come inconcludente”. 

E ancora.

“Luciano Violante, in una recente intervista, ha detto che quando si usano le istituzioni per la lotta politica accade un crack nelle istituzioni, e io non mi vorrei trovare con Luigi XVI, o un erede di Luigi XVI, che memore della folla che andò a prenderlo a Versailles, orienta con i fondi che lo Stato gli dà il popolo verso l’Assemblea magari della Pallacorda, quella che fa le riforme. Io non ci sto! 

Cioè se questo è un disegno di questa portata, così eversivo, io non ci sto! Io sto con quelli che riconoscono in Sardegna l’urgenza di un cambiamento profondo, di cui le province badate sono un granello, e se noi non interpretiamo bene questo granello non sapremo mai interpretare bene neanche il resto. Allora se c’è questo crack istituzionale deve diventare un crack politico, perché le istituzioni non si usano per la battaglia politica, o interpretano i problemi, oppure si abbandonano, e si va a le elezioni, come mi pare opportuno fare”.

Quello che poi è successo dopo lo trovate sui giornali.

 

85 Commenti

  1. ZunkBuster says:

    Io non trovo niente di diverso, a parte le vette di linguaggio raggiunte con le accuse di fascismo e i corollari di lotta greco-romana, tra le intemerate di Maninchedda e il tradizionale pensiero del conservatorismo trasversale in salsa sarda, quello stesso che fa fare a Pubusa intemerate quasi lombrosiane contro Soru tacciato di essere “su meri”. Che Cappellacci, Fantola e Soru giochino a fare dello sfascismo è grave e pericoloso, ma si vorrebbe capire cosa c’è dietro l’opposizione degli “altri”, dai Maninchedda agli Emanuele Sanna, dai Paolo Fadda alle Claudia Lombardo, se non appunto non una sincera preoccupazione democratica bensì il più vieto e retrivo conservatorismo dell’esistente. Vedasi la questione Province: ormai il pasticcio è stato fatto, si tratta di porvi rimedio, ma che senso hanno le posizioni alla Deriu? Il popolo sardo sicuramente non prova nessun trasporto per la difesa delle province, nuove o vecchie, tale trasporto lo provano i vecchi politicanti per cui tali inutili enti sono da sempre ufficio di collocamento per trombati o parcheggiati, compresa la pletora di componenti gli uffici staff, spesso persone che non sono manco riuscite a farsi eleggere in un Consiglio comunale. Idem come sopra per quanto riguarda ogni seria istanza di riduzione dei costi della politica: chiedere l’adesione dei quadri e dirigenti del PD e di SEL che lavorano nei gruppi è come chiedere agli agnelli di santificare la Pasqua. Il problema non è di persone, caro Soviet. Maninchedda sarà pure una persona apprezzabile e un buon intellettuale, ma come politico non è la soluzione ad alcun problema. E’ parte del problema, alla stessa stregua dell’irresponsabile “minoranza” interna del PD (accozzaglia bizzarra del peggio della ex DC e del peggio dell’ex PCI), delle Lombardo e dei Nizzi, purtroppo, da quando si sono messi in testa di essere più bravi di Machiavelli e di poter esprimere coi tatticismi quella supremazia sul PD che non potranno mai avere coi voti, dei Michele Piras e Luciano Uras. C’è un’intera classe dirigente, di destra e di sinistra, che ha fallito, e i Sardi non chiedono loro di inventare qualcosa di nuovo, magari una moda del momento come quella “sovranista” per riciclarsi ad libitum. I Sardi semplicemente vogliono che sparisca. Abbiamo il problema di Equitalia, altro che progetti sovranisti!!!

  2. iskidu says:

    Caro AA, fidati tu che stai sbagliando. Non solo la norma è vigente e prima non c’era (si tratta della legge 3/2009, art.9 comma 4, che recita: “Nelle more di una riforma organica della normativa regionale in materia di istruzione, la Giunta regionale, nell’ambito delle dotazioni organiche complessive definite in base alle vigenti disposizioni e tenuto conto delle condizioni di disagio legate a specifiche situazioni locali, definisce le modalità e i criteri per la distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche. Nel rispetto dei criteri e delle modalità definiti dalla Giunta regionale, la direzione generale dell’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, provvede alla distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche”. Questa norma, che prima non c’era, è stata corroborata dalal sentenza della Corte Costituzionale n.235/2010 che recita nel dispositivo:

    “Anche in riferimento alla competenza statale esclusiva in tema di ordinamento ed organizzazione del sistema scolastico ed all’art. 117, secondo comma, lettera m), Cost., sui livelli essenziali delle prestazioni, la questione sollevata non è fondata.
    Questa Corte ha già chiarito che il compito della distribuzione del personale docente tra le istituzioni scolastiche autonome spetta alle Regioni (sentenza n. 13 del 2004). Essa ha più volte ribadito la necessità dell’intervento del legislatore regionale per la disciplina di «situazioni legate a valutazioni coinvolgenti specifiche realtà territoriali delle Regioni, anche sotto il profilo socio-economico». Ha così riconosciuto all’ambito di pertinenza regionale sia il settore della programmazione scolastica regionale, sia quello relativo al dimensionamento della rete delle istituzioni scolastiche, al quale è intimamente collegata la ripartizione delle correlative risorse di personale (sentenza n. 200 del 2009). D’altro canto, è la stessa norma regionale a circoscrivere espressamente il proprio intervento «nell’ambito delle dotazioni organiche complessive definite in base alle vigenti disposizioni». La volontà della Regione di conformarsi all’ordinamento statale, per quanto riguarda le dotazioni organiche determinate a livello nazionale, risulta quindi evidente dallo stesso tenore della norma.
    Né rileva nella specie il richiamo alla fissazione dei livelli essenziali di prestazione, perché «la definizione dell’assetto organizzativo e gestorio del servizio» (sentenza n. 200 del 2009, che richiama altresì la sentenza n. 120 del 2005) rimane del tutto estranea al predetto parametro.
    6.3. – La questione non è fondata, infine, nemmeno con riguardo al rispetto della normativa statale in materia di istruzione e del principio di leale collaborazione.
    In primo luogo, perché non sono stati neppure indicati i principi generali, derivanti dalla normativa statale, che sarebbero stati violati.
    In secondo luogo, perché, avendo la Regione disciplinato con legge la materia, non v’è da salvaguardare alcuna «esigenza di continuità di funzionamento del servizio di istruzione» che giustifichi tuttora l’intervento dell’ufficio scolastico regionale.
    Da ultimo, la distribuzione del personale all’interno delle istituzioni scolastiche sulla base di scelte programmatiche e gestionali che rilevano solamente all’interno della Regione è da ritenere appartenente alla competenza legislativa dell’ente territoriale”.

    Caro AA, si può dire tutto o il contrario di tutto, ma questi sono fatti, la norma l’ha scritta Maninchedda ed è pienamente efficace.

    • Ri-ripeto: non sai di cosa stai parlando. La distribuzione delle risorse di personale tra le istituzioni scolastiche continua a farla come sempre l’Ufficio Scolastico Regionale (dott. Tocco e uffici). Dunque l’emendamento Maninchedda continua ad essere lettera morta. E se ti dico che ne sono sicuro ne sono sicuro, capisci a me !! Passo e chiudo.

  3. Neo Anderthal says:

    Tutto molto bello. Però ora il sempre acutissimo Maninchedda faccia seguire alle premesse le conclusioni debite: stacchi la spina a Cappellacci e lo faccia cadere, se può, o in caso contrario levi almeno il suo appoggio. Sennò siamo alla pura chiacchiera -secondo me- con l’aggravante che l’insostenibilità della situazione non solo è evidente in generale, ma è chiara allo stesso Esimio Professore. E allora cosa aspetta?

    • Sono pappa e ciccia qui a Selargius. L’ho detto e lo ripeto: è una presa in giro, compreso il blog “murato” di Maninchedda.
      Poi questa storia del sovranismo, di cui si parla tanto in quel sito… Ma ai sardi non gliene può fregar di meno; purtroppo è il solito dibattito itellettualista che oggi come oggi, con il lavoro che manca e il conto in banca che si erode a vista d’occhio… è proprio non capire il mondo e staccarsi ancora di più dal quotidiano. Come certi dibattiti anni ’70, che non hanno portato a nulla. Sempre più rimpiango il Maninchedda studioso, una bella testa pensante, che ha lasciato il posto a un mediocre politico.

    • Homo erectus says:

      Sono d’accordo con Neo Anderthal. Alle parole devono seguire i fatti. La situazione è diventata insostenibile e pericolosa. Dimissioni e elezioni. Altrimenti sono solo chiacchiere.

  4. Porthos says:

    Fa notare giustamente Aramis:

    Dall’Unione di oggi:
    “Il Psd’Az alza le barricate per difendere la sua proposta. All’indomani del Consiglio nazionale di Tramatza Giacomo Sanna, leader e presidente del partito di Lussu e Bellieni, non solleva dubbi sull’alleanza con il centrodestra ma mette i puntini sulle i del patto elettorale sancito nel 2009″.
    Quindi, nulla di nuovo rispetto al giorno delle elezioni del 2009.

    Morale: Franza o Spagna purché se magna.

  5. iskidu says:

    AA, chiedilo a Tocco se sono inapplicati, che quando sente solo il nome di Maninchedda gli viene l’orticaria. Comunque, giacché bisogna addurre fatti, leggiti la Delib.G.R. n. 4/9 del 20.1.2009 e guarda l’Allegato A; prima della norma che tu giudichi inapplicabile, nessun assessore aveva potuto assumere una delibera per il dimensionamento. Studia ancora.

    • Ripeto: non sai di cosa stai parlando. Il primo dimensionamento è stato fatto nel 2000 ( deliberazioni della Giunta regionale n. 5/8 del 3.3.2000 e n. 14/37 del 23.3.2000). E in seguito si sono fatti aggiustamenti. Il dimensionamento che citi è stato fatto prescindendo in toto dall’operato di Manichedda. Fidati, so di cosa parlo.

  6. Simplicius says:

    Riassumo i commenti fino ad ora:

    – A quasi nessuno degli intervenuti (a parte Sovjet e pochissimi altri) interessa minimamente il contenuto delle gravissime accuse di Maninchedda

    • ZunkBuster says:

      Se fosse una cosa seria non avrebbe fatto la pace con Stochino ma sarebbe andato dritto in Procura, oltre a uscire con decorrenza immediata dalla maggioranza. Ergo, è la solita democristianata ad effetto … nella Prima Repubblica tra democristi e socialisti se ne dicevano e facevano di peggio.

    • A Simplicius:

      Cercava la rivoluzione e trovò l’agiatezza.
      (Leo Longanesi)

    • accasioneri says:

      ma cos’è maccus!
      guardi che si sbaglia: a quanto pare è proprio lui che se ne fotte delle sue stesse accuse.
      a meno che non si sia alleato con i neofascisti a sua insaputa.

  7. Iskidu says:

    Vediamo se ricordo le cose fatte da Maninchedda, che non sono tutto e il contrario di tutto. Per esempio, quando Soru era Presidente, fu Maninchedda a portare in votazione le norme di attuazione per i beni demaniali, che poi hanno consentito il più grande passaggio di beni dai militari alla regione; come pure Maninchedda fu cacciato da Soru perché, guarda un po’, stava facendo la legge sulle unioni dei comuni e non voleva le province, ma solo unioni e comunità montane. Sul dimensionamento scolastico, io ho studiato, posto che lavoro in questo settore, e senza la norma Maninchedda il dimensionamento sarebbe catastrofico per la Sardegna. E che dire della prima e unica legge sui piccoli comuni, di cui si sta interessando tutta Itallia? Maninchedda ha un solo grande difetto: è un capo solitario, come Soru, ma è onesto e non ama il bipartitismo italiano che ci ha rovinato. Oggi però mi pare che stia davvero costruendo una squadra di cambiamento che io mi auguro non sia né col Pd né col Pdl. Deve avere il coraggio di una proposta oltre i partiti tradizionali.

    • E meno male che hai studiato !. Ti informo che gli emendamenti Maninchedda sulla scuola approvati un paio di anni fa sono ancora inapplicati, ed inapplicabili. Sul fatto che il dimensionamento sia stato catastrofico o solo disastroso, non saprei, bisognerebbe stabilire una scala. Comunque ti informo ancora che solo quest’anno si sono perse 45 autonomie scolastiche (vedi tu se sono poche o molte). Sulle politiche regionali legate alla scuola Maninchedda non c’entra niente, ed infatti non se ne occupa da anni.

    • ZunkBuster says:

      Minziga, a leggere sti commenti sto Maninchedda sembra essere il più’ grande statista del millennio passato e di quello presente, De Gasperi gli fa una pippa proprio. Perche’ non proporne direttamente la beatificazione in vita? Anzi no a quella ci sta gia’ pensando il machiavellico Michele Piras, direi quindi che puo’ essere segnalato per il Nobel. Esiste il Nobel in trasformismo o quello in doppiezza? Vabbeh se non esiste ci mettero’ una buona parola col mio amico Carl XVI Gustaf …

      • Sovjet says:

        Sì Zunk? Segnalami dove Michele Piras ha beatificato Maninchedda. Non so un intervento, un’intervista, un commento facebook…Vedi io sono piuttosto amico di Michele Piras e non mi risulta che abbia mai beatificato nessuno. Forse ha una propensione per Fausto Bertinotti, ma non mi pare che abbia abbia mai beatificato nessuno. Comunque posso anche sbagliare e visto che tu sei cos’ preciso non avrai problemi a linkare qualche dichiarazione specifica. In questo caso io ammettero di non essere stato attento. In caso contrario, dal momento che tu sei abbastanza onesto intellettualmente, almeno così mi sei sembrato fino ad ora, ammetterai di essere stato per lo meno superficiale.

        • ZunkBuster says:

          Ayò o Soviet, in politica il “non detto” spesso conta più del detto, mica c’è solo gridare come Giuseppe Piero Grillo (chiamiamolo rispettosamente, non si sa mai che non stiamo parlando del prossimo Presidente del Consiglio …) … c’è una vostra correntina o fondazione, o che diavolo è, che a giudicare dai nomi non è certo “il nuovo” ma che, ad ogni modo, sta attaccando da giorni su queste tematiche. Non so se costoro si divertano a sparare cazzate, comunque è in campo un’accusa precisa, quella relativa a un convegno alla presenza di Piras e di Uras dove sarebbe emerso un progetto nazionalitario da perseguire con PSdAZ e, addirittura, UDC. Si, non solo Maninchedda, ma anche Giorgio Oppi. Finora nessuna smentita. Ora, io vorrei sapere cosa può avere in comune SEL con la quinta colonna di Cappellacci detta PSdAZ (per non parlare dell’UDC), o meglio, forse vorrebbe saperlo il vostro elettorato – quello che Grillo non vi avrà levato da sotto i piedi – e a me, comunque, sembra che “tubare” col signor Maninchedda e soggetti simili ignorando le loro responsabilità gravi e recentissime equivalga, sostanzialmente, a proporne la beatificazione. Ah già, ma voi avevate votato le leggine di stabilizzazione dei precari, bocciate dalla Corte Costituzionale, insieme al PDL … avete concorso a eleggere l’attuale presidente dell’ANCI insieme al PDL e ai faddiani … quindi che mi stupisco a fare? Sono le azioni che contano, caro Soviet, e quelle dei dirigenti regionali di SEL sono sempre più incomprensibili. Io starei attento al troppo tatticismo, si rischia di fare la fine di “Democrazia Nazionale” …

          • Soviet says:

            O Zunk, col non detto si può dire tutto e quindi io proporrei di restare nel detto, altrimenti ogni ipotesi è possibile. La “correntina” come dici tu, all’interno della quale c’è pure qualcuno che ha sostenuto Cabras alle primarie di Cagliari (tanto per farti capire sagacia e lungimiranza) ha molto da dire e poco da fare, vista l’incosistenza della proposta politica, ma basta andare nel blog (dal titolo inopportuno e un po’ truffaldino) di Pietro Maurandi http://www.selinsardegna.it/ per capire un pochino cosa bolle in pentola.
            Intanto, si fossero presentati a Santa Giusta avrebbero magari capito di che cosa si è parlato invece di sparare cazzate a vanvera: io a Santa Giusta c’ero, era un incontro seminariale sul tema delle autonomie locali dopo i referendum, non c’era solo Maninchedda e Steri, c’era anche il Pd, Idv e il segretario generale della CGIL, oltre ai consiglieri regionali e provinciali Sel (tranne quello che aderisce alla correntina…). Ma questo l’ha già comunicato formalmente Michele Piras, ma non vale. Meglio i vaneggiamenti di Maurandi sul sito di Soru.
            Se ti impegni magari trovi anche qualcosina che qualche altro partito ha votato col Pdl e diciamo non a favore di poveracci, come per le stabilizzazioni.

            • ZunkBuster says:

              Sempre lieto di apprendere i dati di chi ha votato cosa col PDL, non è che se lo fa il PD o altri gli si da ragione e si parla tanto per fare polemica con SEL. Quello che forse un po’ stride è che a differenza del PD, SEL ha la “sinistra” nella propria ragione sociale, fa strano anche solo sospettare che la ragione dell’essere “di sinistra” sia messa in secondo piano per accordare preminenza a un progetto “sovranista” che non si sa a cosa potrebbe portare se attuato con perfetti democristiani, tra i quali rientra pure mister Maninchedda. Ad ogni modo la “beatificazione in vita” era ovviamente una battuta, cerco di sforzarmi di crederti. Però, su Maurandi, piccolo appunto: non dico che nel 2012 i partiti debbano adottare i criteri della massoneria, ma un pochino più d’attenzione nel valutare se accogliere nel partito certi soggetti no? Quanto meno si fa un’analisi costi benefici. Io credo che il PD abbia profondamente sbagliato nel negare l’iscrizione a Beppe Grillo, se lo si fosse “inserito nel sistema” avrebbe apportato elementi di novità ben più di quel chierichetto di Renzi. E comunque, di chi proviene da certe esperienze correntizie occorre diffidare come dei tedeschi in guerra … dovrebbe capirlo anche Massimo Zedda riguardo al curriculum di alcuni suoi assessori quanto a provenienze associative e “consigliori” ultraconservatori e ben poco distanti dalla “Chiagliari che conta” neanche troppo occulti che commettono l’errore di ascoltare (poi si capisce perché l’unico vero infortunio dell’amministrazione Zedda sia stato su Tuvixeddu, dove gli interessi forti sono forti eccome …).

              • Soviet says:

                Zunk, Sel è in partito nato due anni fa con “soci fondatori”, che infatti apparivano nel primo simbolo utilizzato per le elezioni. Poi si sfilaraono i socialisti di Nencini e i Verdi di Bonelli. Quindi non immaginarti il PCI, dove dovevi essere presentato per entrarci, ma un’organizzazione che nasce pluralista. Poi al suo interno ci sono due modi di interpretarla: c’è chi alle vecchie appartenenze è rimasto ancorato e vuole anche far valere i gradi che aveva e c’è chi invece si sforza di costruire qualcosa di nuovo, che sia attraente anche per chi la politica l’aveva abbandonata oppure non l’aveva mai fatta. Con questo secondo approccio non ci sono medaglie passate, i gradi non esistono. Michele è coordinatore regionale perché è uno dei più bravi, ha compiuto 40anni quest’anno, non ha neppure una legislatura fatta. Luciano Uras è alla seconda legislatura in regione, eletto col Prc (la prima dando una batosta all’allora segretario regionale Valentini), non ha alcun incarico nel partito, è solo invitato permanente all’assemblea regionale in quanto capogruppo (sfido a trovare un altro caso). Per il resto, Vendola l’ha detto più volte, Sel è un partito aperto, non può creare barriere all’ingresso se si accetta la sua carta fondativa, che lo connota come partito di una sinistra moderna, progressista e non riformista. Progressista perché si ha una visione progressiva dello sviluppo dei diritti delle persone e le riforme devono essere lette in un’ottica di incremento dei diritti e di democrazia e non di compressione. Io non sono un appassionato di “ismi” ma credo che un approccio sovranista altro non sia che l’applicazione di in principio di sussidiarietà: tutto quello che può essere deciso in Sardegna per il bene dei sardi, deve essere deciso qua. Questo non significa non essere solidali, ma questa solidarietà deve essere una scelta in virtù di un bene collettivo maggiore, non l’imposizione di una regione vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro. Questo per dire che Maurandi e i suoi stanno legittimamente dentro Sel, ma per fortuna (a mio avviso) in una posizione minoritaria e di assoluta retroguardia.
                D’altra parte, con Maurandi si può essere in disaccordo su tutto, ma non è paragonabile a certi figuri che si vedono in giro.
                Io credo che Massimo stia facendo benissimo tenuto conto che è alla sua prima esperienza da sindaco di una città mai governata dalla sinistra. Non possiamo certo pretendergli l’infallibilità, che esiste solo in telologia. Io non so chi siano i suoi consiglieri di riferimento, ma credo sia fisiologico avere qualcuno di fiducia ad inizio mandata, fosse pure solo per essere confortato: il suo, converrai con me, è un compito da far tremare i polsi se si vuole mettere davvero mano ai problemi (e per farlo ti devi confrontare con poteri forti e poteri “incrostati”). Per fortuna abbiamo un sindaco intelligente e che capisce di politica, perché il rischio vero sono le lusinghe di qualche sirena che vaneggia all’interno di Sel di un “partito del sindaco” buono e dei “politicanti” cattivi. Questo è pericoloso non Grillo, che a mio avviso sarà in fenomeno che si sgonfia da solo se solo i partiti capiranno qual è il messaggio di questo voto di protesta.

                • ZunkBuster says:

                  Caro Soviet, il fatto è che quando si vede una congrega di tardo-stalinisti già fedeli di Emanuele Sanna associarsi ai resti della benemerita associazione di Soru (come dire, il diavolo e l’acqua santa insieme) per attaccare l’attuale dirigenza di SEL, davvero non ci si capisce più nulla, diventa peggio che capire il dibattito interno al PD, partito ormai ridotto a un guscio vuoto i cui organi dirigenti sono consigli di sorveglianza delle varie fondazioni e associazioni e vengono eletti da un numero di militanti inferiore a quello dei loro componenti … alla fin fine scegliere Grillo rischia davvero di diventare la cosa più semplice, e l’elettorato italiano, purtroppo, ama le semplificazioni. 19 anni di berlusconismo e le metifiche contaminazioni che questo ha prodotto anche nella sinistra stanno lì a dimostrarlo. Mi sembra che in generale il piacere e il dovere di trasparenza del dibattito politico aperto stia andando a puttane, troppe associazioni, troppe fondazioni, troppi gruppuscoli, e voi di SEL che, forse per le dimensioni elettorali ridotte, forse per la novità della proposta politica, avete saputo rimanere abbastanza immuni da questo virus, dovreste forse prendere qualche contromisura. Sul PD spero ben poco, specie quando vedo ex democristi che vanno d’amore e d’accordo con ex cossuttiani: non è un partito una cosa così, è un’aggregazione di stampo peronista, senza che ci sia un Peron e neanche una Cristina Kirchner. Per giunta sembra che più che la politica contino le contrapposizioni personali, e il modo becero di fare informazione di talune testate online faziosissime ne è il riflesso.
                  Quanto a Massimo Zedda: ma secondo te è apprezzato come esponente di SEL o come Sindaco che ha saputo stabilire, dopo qualche incertezza, un ottimo metodo di dialogo diretto con la cittadinanza, mostrando da subito sensibilità per il problema della limitazione dei costi della politica e il ridimensionamento di certo malaffare (vedansi consulenze facili)? Zedda è l’antidoto naturale al grillismo, che infatti a Cagliari non attecchisce – anche se molti che votavano a destra sono orientati verso M5S – oltre tutto rigettando le tendenze più beceramente “antipolitiche” del grillismo. Resta fermo il grande merito di SEL di averlo lasciato emergere, anziché tarpargli le ali come capita nei partiti tradizionali ai giovani che non sono “una creatura di …”, vedasi il povero Yuri Marcialis, persona affabile e anche generosa, ma che si porta addosso il marchio di fabbrica di Emanuele Sanna. Non ci sono da una parte il sindaco buono e dall’altra i politicanti cattivi, ci sono buoni politici e cattivi politici. E comunque circa i “consigliori” di Zedda, non mi riferisco ai componenti del suo staff, persone generalmente molto corrette, affabili e trasparenti, ma a qualche assessore imbarcato direttamente dalle fondazioni dei dinosauri della politica o da qualche cimitero degli elefanti per trombati, dove pesano ancora troppo i “conservatori”, trasversali tra SEL e PD, che conoscevamo bene al tempo del PCI, ci facevano dannare, davamo loro dei mafiosi, dei fascisti, e loro sempre lì ad arraffare poltrone, spesso e volentieri con curricula precari, anche se mai come quelli del “Trota sardo” Lorefice. Confido comunque che il Sindaco impari presto, e forse abbia già imparato, a guardarsi da questa gente e da chi ancora li ascolta.

            • Aramis says:

              Dal sito di Maninchedda:
              “SeL e Psd’az sono pronti a fare una proposta sovranista alla Sardegna. L’Udc sta elaborando un proprio percorso verso il sovranismo ma non è ferma, anzi. Inoltre ha esplicitato di avere più aree di confronto con Psd’az e SeL che non con altre aree politiche. L’attenzione verso di noi, il riconoscimento del perimetro programmatico, l’uscita dallo schema bipartitico (Michele Piras è stato bravissimo nell’illustrare all’Idv perché SeL vede più innovativa l’alleanza sovranista con noi del tridente secco Pd-SeL-Idv) chiede però in cambio che il Psd’az esca dalla maggioranza. Ce lo chiedono non per costringerci ad uno schema bipolare, ma come atto di affidamento reciproco: se loro hanno fiducia in noi, noi dobbiamo avere fiducia in loro e portare a conseguenza politica l’opposizione sostanziale che stiamo facendo sui singoli temi alla Giunta Cappellacci.

              • Aramis says:

                Quindi, a leggere Maninchedda i vaneggiamenti non sarebbero solo di Maurandi, però né Piras ne Sel hanno dato dell’insano visionario a Maninchedda.
                Poi, siccome res sunt consequentia nominum:
                il giorno dopo Giacomo Sanna ha confermato l’appartenenza alla maggioranza (con i puntini sulle i, però), ruoli politici nella maggioranza consiliare ancora tali e assessore ai trasporti in pianta stabile.

            • ZunkBuster says:

              Ah minziga comunque bellixeddu il sito che hai segnalato. A parte il fatto che quando dicono, circa certe iniziative: “La Sinistra e … un circolo di SEL organizzano” sono già sul frazionismo spinto … e poi tra quelli che scrivono, non bastasse Maurandi, altri favolosi innovatori tipo Nicola Imbimbo … quasi fanno invidia a certe fondazioni di area PD. Bella congrega …

  8. Maninchedda chi?

  9. ZunkBuster says:

    Nessuno ha riportato i contenuti dell’articolo dell’Ugnone sulla vicenda, dal quale si evince che nonostante spintoni, lotta greco-romana e rottura di occhiali, Maninchedda e Stochino poi hanno fatto pace. Insomma una tranquilla lite tra alleati, e del resto anche Berlusconi non chiama forse “fascisti” gli ex AN del PDL?

  10. ZunkBuster says:

    O Soviet ma che e’ questa una supercazzola brematurata? O l’idea di allearvi con Maninchedda, il cui senso puo’ capirsi solo cola’ dove si puote quel che si vuole e quindi tutto si sa e si capisce, comprese le tattiche da bridge di Michele Piras e di Luciano Uras, vi manda in confusione a voi di SEL?

    • Anonimo says:

      Quindi secondo te non c’è un tentativo da parte di Cappellacci di scaricare l’ondata antipolitica contro il consiglio? Sulle alleanze discuterà il partito e valuetrà il da farsi. Nessuna supercazzola, mi pare che quello che ho scritto fosse piuttosto comprensibile e magari qualcuno adesso sa una cosa in più. 🙂

      • Sovjet says:

        Sovjet…

      • ZunkBuster says:

        Anche l’elettorato valuterà il da farsi … ciò che non hanno capito i vari partitocrati è che il loro controllo sull’elettorato, che non è acquisito per sempre, è precario … lo sa bene Berlusconi, che sta vedendo tutto l’elettorato di sinistra disilluso che aveva abboccato alle sue sirene approdare verso il Movimento 5 Stelle, e presto lo capirà anche Sel, se continua con questo assurdo tatticismo. Qualunque coglione ottenga da Grillo il franchising del marchio del Movimento 5 Stelle come presidente della Regione, è questo che si vuole? Sicuramente Michele Piras, Luciano Uras e compagnia cantante si stanno impegnando allo spasimo per questo obiettivo, peggio dell’esanime opposizione PD (che di per sé è il miglior apportatore di voti grilleschi)

        • Sovjet says:

          Beh, non ci resta di andare ad elezioni. Se poi il popolo vuole Grillo sarà governato da Grillo. Non sbaglierà più di quanto ha fatto scegliendo Cappellacci…

  11. Sovjet says:

    Una premessa. C’è un errore argomentativo, detto anche “fallacia”, che prende il nome di “tu quoque”, che è una sottocategoria della fallacia “ad hominem”. Ma cos’è una fallacia e nello specifico la fallacia “ad hominem” e quella specifica “tu quoque”? “La fallacia è un errore argomentativo nascosto, di solito costruito ad arte, per convincere l’interlocutore”. Insomma le fallacie altro non sono che “gli argomenti che sembrano corretti ma non lo sono realmente”. Fra queste esiste una categoria, fallacia di rilevanza, dove “le tesi che si presentano per giustificare un’asserzione non sono realmente rlevanti, ossia il legame concettuale e logico tra le premesse e la conclusione è solo apparente”.
    Fra le fallacie “di rlevanza” c’è quella “ad hominem”. È facile da scoprire: ” si ha quando si fa riferimento non alle tesi e ai loro contenuti, ma alle caratteristiche di chi le sostiene”. Ma approfondiamo ulteriormente… La fallacia “tu quoque” può essere così esemplificata: “dici ch enon bisogna fumare: ma tu stesso fumi!” Ma il fatto che io non osservi certe regole, pur sostenendone la validità, non significa che tali regole non siano valide.
    Adesso, conosciuta la regola, un piccolo esercizio, rileggere i commenti è segnare quelli dove si presenta la fallacia.
    * Per chi avesse voglia di approndire suggerisco “Verita avvelenata. Buoni e cattivi argomenti nel dibattito pubblico” di Franca D’Agostini (Bollati Boringhieri), da cui sono tratti i virgolettati.
    Concludo dicendo che ritengo interessante spunto di riflessione gli argomenti presentati da Maninchedda:
    1) c’è una strategia di distrazione da parte del presidente della Giunta sposta il bersaglio dall’esecutivo al legislativo? Cioè il problema sta nella qualità della ligislazione o nella sua reslizzazione in pratica?
    2) C’è una involuzione di stampo protofascista, per ora soprattutto nell’utilizzo della terminologia, che cerca di far passare l’idea che i tempi e costi della democrazia siano semplicemente degli sprechi? (Forse è il caso di ragionare sul quali siano i costi della democrazia, quali i costi della politica e quali gli sprechi della politica).
    Per esempio la nomina di Lorefice figlio ad amministratore unico della Carbosulcis senxa alcuna competenza specifica rilevabile in materia rientra nell’azione di riduzione degli sprechi voluta dai referendum col taglio dei CdA degli Enti, ma è coerente con lo spirito dei referendum?

    • Stefano reloaded says:

      Siamo già alla difesa d’ufficio del candidato sardista alla presidenza da parte dei compagni di SEL? Allora la cosa è seria!
      Però è già apprezzabile che non ti sia lanciato in un commento panegirico, di quelli che si leggono in “Sardegna e Libertà” e che hanno fatto capolino anche qui 🙂
      Tutta giusta la premessa, se stessimo parlando di una disputa filosofica per la ricerca della verità. Ma stiamo parlando di quello che dice un uomo politico. Cosa ne facciamo dell’etica? Ce la mettiamo nei fianchi?
      Maninchedda spesso dice cose giuste che, con la stessa frequenza, restano prive di qualsiasi coerente conseguenza.
      “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”. Il virgolettato è tratto già lo sai da dove.

      • i superstiti ~ accasioneri says:

        Bravo stefano! Modifico leggermente il tuo commento : maninchedda dice cose giuste ma non le frequenta

      • Anonimo says:

        Non mi pare di aver difeso o accusato nessuno. Ho cercato, inutilmente a quanto pare, di far capire che la valutazione della persona non ne invalida o conferma il ragionamento. Quindi io non accetto una risposta che contiene una fallacia di rilevanza. Punto.
        Tutto il resto te lo sei inventato tu. Non credo che Maninchedda possa essere il presidente di una coalizione di centrosinistra. Credo però che lasciare il PSd’Az al campo del centrodestra senza aver valutato una possibile alleanza sia una mossa politicamente stupida, da dilettanti della politica. Ma tu ne saprai di certo più di me.
        Cosa c’entra l’etica? Qui stiamo parlando di dare alla Sardegna un governo migliore di quello che ha ora. Io non confondo Maninchedda, o
        Giacomo Sanna o quello di Cabras che regalò la bandiera dei quattro mori a Berlusconi col PSd’Az, che ha tradizione che va oltre chi, a volte molto indegnamente, lo rappresenta.

        • Sovjet says:

          Sempre Sovjet…

        • Stefano reloaded says:

          Non rigirare la frittata o Soviet. Io non ho letto commenti che dicono che gli argomenti di Maninchedda sono errati perché proposti da lui. Anzi, nei commenti si dice che, proprio perché i ragionamenti non fanno una grinza (da alcuni sono definiti ovvi), è lui ad essere in errore con il suo comportamento. Qui stiamo parlando di un politico che parla, dice certe cose e poi, strafregandosene lui stesso di quello che dice, agisce, si comporta, in maniera del tutto inconseguente. “Fa comme a jatta: chiagne e fotte”, direbbero i napoletani.

          • Sovjet says:

            Avremo letto cose diverse allora…

            • Stefano reloaded says:

              Io ho letto i commenti a questo articolo.
              Sono ancora qui.

              • Aramis says:

                Dall’Unione di oggi:
                “Il Psd’Az alza le barricate per difendere la sua proposta. All’indomani del Consiglio nazionale di Tramatza Giacomo Sanna, leader e presidente del partito di Lussu e Bellieni, non solleva dubbi sull’alleanza con il centrodestra ma mette i puntini sulle i del patto elettorale sancito nel 2009”.
                Quindi, nulla di nuovo rispetto al giorno delle elezioni del 2009.
                Maninchedda non riesce a far uscire il Psd’Az dalla maggioranza, se questo era il tentativo. Se.
                Uras e Maninchedda: andiamo a elezioni.
                Giacomo Sanna: il Psd’Az mette i puntini sulle i…
                – Comandante, ho fatto 3 prigionieri.
                – Portali!
                – Non mi lasciano venire

              • Sovjet says:

                Allora il problema non è di lettura, ma di comprensione. A me è sembrato di aver detto, poi sbaglierò io, che invece di concentrarsi nel merito delle affermazioni di Maninchedda si è discusso della persona Maninchedda. Io ho fatto notare che questo è un errore di rilevanza: quanto detto da Maninchedda non è vero o falso, corretto o scorretto perché l’ha detto lui, ma se le conclusioni sono coerenti con le premesse. Ho semplicemente chiesto di verificare quanti commenti discutessero su quanto detto da Maninchedda e quanti dessero valutazioni sulla persona di Maninchedda.
                Poi che lui litighi con Stochino, faccia pace, si comporti da democristiano o faccia teatrino, a me poco importa. Trovo interessante il ragionamento riguardo all’imbarbarimento del linguaggio e ad uno scontro ormai aperto e senza quartiere (che non si sa dove potrà andare a finire) tra esecutivo e assemblea legislativa che dovrebbe preoccupare molto più di Manichedda e della sua coerenza o incoerenza.
                Quindi rileggiti i commenti e se hai ancora dubbi, scrivi sotto che magari te lo rispiego.

                • Stefano reloaded says:

                  Non hai detto quello.
                  Facendo riferimento alle fallacie, hai dato ad intendere che i commenti che criticavano il comportamento di Maninchedda servivano a dimostrare che i suoi argomenti erano errati (a questo serve quel tipo di procedere argomentativo). Ti ho fatto notare che non è così. Quindi nessun problema di lettura o comprensione ma un uso, da parte tua, di un argomento che non c’entrava nulla col contesto o, quantomeno, un uso errato di quell’argomento.

                • Stefano reloaded says:

                  Poi che sul piano elettorale, più che politico come lo chiami tu, sia una stupidaggine lasciare i sardisti al campo del centrodestra, se ne puo discutere. Ma allora sarebbe interessante capire dal punto di vista politico perché fare la corte ai sardisti alleati di Cappellacci, sputando in faccia ai Rosso Mori che stanno all’opposizione insieme a SEL e al resto del centrosinistra. Sempre che SEL sia ancora all’opposizione.

    • Gentile Sovjet,
      la ringrazio per l’interessante excursus nella semiotica (lo dico senza ironia, richiamare d’Agostini è sempre un piacere, soprattutto perché è un saggio che considero inutile per la pratica politica, proprio perché spinge a riflessioni formalmente corrette e politicamente prive di senso). Ciò detto, mi sentirei di porle una domanda: cosa c’entra con il nocciolo della faccenda?
      Rispondo prima alle sue domande:
      1) sì
      2) sì.
      Poi gliene faccio una io: e allora?
      Il punto è che un rappresentante della maggioranza, uno che ha sempre sostenuto un’amministrazione incapace di un’azione incisiva (ma io direi incapace di azione) dichiara delle pure e semplici ovvietà, come se davvero vivesse in un altro mondo (e continua a sostenere la giunta!).
      Il punto è che Biolchini, correttamente molto critico nei confronti di Cappellacci, non lo è con un suo (di Cappellacci) sostenitore (specifico che parlo in termini politici, l’amicizia è altra roba, per fortuna!).
      Il punto è che una persona evidentemente capace di analisi politica come lei, cita a sproposito d’Agostini (non posso credere che lei non ne sia consapevole) guardando il dito.
      Il punto è: perché Sovjet e Biolchini (e altri della spessa parte politica) capaci di analisi, trascurano la luna (cioè Maninchedda che sostiene Cappellacci) e guardano il dito (cioè delle dichiarazioni di un’ovvietà disarmante che sono proprio un tentativo di spostare l’attenzione dalla luna al dito)?
      Se la risposta è il virgolettato da D’Agostini (cioè guardare il dito) devo dire che è preoccupante! Oppure che non ho capito una mazza, fatto che non è da escludere.
      Cordialmente,

      PS – Guardi che anche quella di Manicnhedda è una “fallacia” e, ad essere sinceri, anche il suo commento… e il post di Biochini! Se cerca con attenzione nel saggio che ha citato (se non sbaglio, la mia memoria spesso “falla”) ci ritroverà proprio un caso come questo.

      • Sottoscrivo il post di Ainis. Se il cambiamento passa per il fallace Maninchedda, siamo proprio alla frutta…. altro che usato sicuro!

      • Anonimo says:

        Gentile Ainis, credo che la D’Agostino tratti di teoria dell’argomentazione più che di semiotica, argomento che non credo sia poi così privo di senso in politica, che credo sia altro rispetto al semplice botta e risposta. Quindi nella sua critica, per rimanere all’adagio richiamato, lei ha proprio giardato la luna, ovvero molto più in alto rispetto a dove io mi sono collocato. Se lei mi dice che Maninchedda ha detto banalità, posso essere anche d’accordo, se lei mi dice che sono banalità perché le ha dette Maninchedda, allora non siamo più d’accordo. Io solo questo volevo dire. Non perché sia d’accordo o meno con Maninchedda (ma rispongo anch’io alla stessa sua maniera con i due sì), ma per “igiene” nella discussione.
        Non metto in dubbio che possano essere fallacie sia quella di Maninchedda, sia quella di Biolchini ed anche la mia. Ah, e mon sarà sorpreso se le dico che ci ho trovato pure la sua!
        Con stima

        • Sovjet says:

          Naturalmente sono io, non mo ha preso la firma…

        • Gentile Sovjet,
          «[…] se lei mi dice che sono banalità perché le ha dette Maninchedda […]»
          Guardi, mi lasci dire con franchezza che non credo che lei lo pensi davvero (anche perché non l’ho scritto)!
          Trovo tuttavia che lei glissi sulle questioni che le pongo (ma risponde in merito a Stefano Reloaded: «Credo però che lasciare il PSd’Az al campo del centrodestra senza aver valutato una possibile alleanza sia una mossa politicamente stupida»).
          Quindi, la prego, lasciamo da parte la parte la «fallacia» (il dito) e parliamo di cose serie, ovvero il motivo per il quale SEL (ma non tutti i simpatizzanti, sia chiaro, perché almeno uno la ritiene una sciocchezza) considera elettoralmente rilevante (e non politicamente!) un’alleanza con Maninchedda (la Luna!).
          In questo senso, non sono per nulla convinto né che sia importante coinvolgere Maninchedda (oppure piantiamola di lamentarci se Grillo prende un sacco di voti) ma soprattutto non apprezzo questo modo di far politica per cui si tira fuori la «fallacia» quando sarebbe assai meglio dire apertamente ciò che ha appena detto a Stefano Reloaded.
          Nello specifico, trovo che in questo modo ci si avvicini a quanto fa di solito l’esimio Maninchedda, che sostiene la maggioranza e assieme la contesta (a parole!) per raccattare consensi (salvo poi verificare se ciò sia vero). Nel caso, sarà interessante un governo in cui Maninchedda farà esattamente ciò che fa ora: dirà cose «corrette» contro la maggioranza per far sapere di esistere. Spero lei ricordi l’ultimo governo Prodi e il governatore di Ceppaloni-City (tanto per dirla alla Grillo, per la serie: o mi dai due poltrone o ti voto contro!)
          Infine due note tecniche:
          1) «credo che la D’Agostino tratti di teoria dell’argomentazione più che di semiotica» Secondo me la seconda include la prima, ma temo di essere ignorante in materia. Accolgo volentieri la correzione (e studierò).
          2) «possano essere fallacie sia quella di Maninchedda, sia quella di Biolchini ed anche la mia. Ah, e non sarà sorpreso se le dico che ci ho trovato pure la sua!» Certo che non sono sorpreso: è esattamente ciò che intendevo dire! Ed è appunto il motivo per il quale le ripeto che quel saggio non ha alcun senso quando si voglia parlare di politica.
          Cordialmente,

          • Sovjet says:

            Gentile Ainis, non mi pare di averle attribuito nulla, ma ho semplicemente detto a quale condizione io sarei stato d’accordo con lei, ovvero sulle affermazioni fatte, dato che reputo irrilevante l’identità di chi ha fatto le affermazioni. Iniziando a conoscerla questo non le è di certo sfuggito. Lei valuta banali le affermazioni di Maninchedda, ma è d’accordo sul fatto che Cappellacci stia spostando il mirino dell’opinione pubblica da sè al Consilgio regionale e che si sia effettivamente di fronte ad una involuzione della discussione politica. E su questo siamo d’accordo.
            Sono disposto a lasciar perdere la fallacia, ma prima di passare a “ben altro”, mi pare sia d’accordo che si tratta proprio di falla cia “ad hominem” della categoria del “tu quoque”. Poi se riterrà individuerà la categoria delle mie, Di biolchini e io della sua. Ma è un gioco.
            Io credo che la poltica sia valori, idee, programmi, alleanze, potere, consenso. Senza valori non si fa buona politica, senza consenso non si realizza nulla. Al massimo si grida nel deserto. Come a livello nazionale ceredo sia necessario definire una “piattaforma dei progressisti” (il programma, che dovrebbe discendere da valori e idee) e poi verificare chi ci sta. A dire la verità, questo dovrebbe essere compito del maggior partito dell’opposizione, che oggi è addirittura il partito di maggioranza relativa, che però tentenna. Non so se sia peggio dialogare col PSd’Az o con l’UDC. Per cultura mia preferisco i primi. Certo non è obbligatorio e non a tutti i simpatizzanti (ma credo neppure a tutti gli iscritti) questa cosa piace. Ma io reputo un errore lasciare il PSd’Az al centrodestra (la fallacia, come già detto, non era per parlare d’altro, era un modo, forse maldestro, di segnalare quello che per me è un errore di argomentazione).
            Se poi vogliamo entrare nel merito di Maninchedda e del Psd’Az, io sono d’accordo con il mio segretario: nessuna preclusione, ma devono uscire dalla maggioranza. Non credo sia pensabile ragionare di programmi condivisi se governeranno fino a fine legislatura con questa maggioranza. Almeno questa è la mia posizione. Non è detto poi che sia neppure d’accordo sul piano programmatico, ma il minimo per iniziare a discutere è che si sfilino dalla maggioranza e facciano finire questa pessima legislatura.
            Concludo spezzando una lancia a favore della D’Agostino: dal momento che la politica oggi è fatta anche di confronti diretti, in televisione e no, maneggiare con maggior disinvoltura i propri argomenti e prestare attenzione all’argomentazione altrui non la reputo abilità da sottovalutare.
            Con stima

            • Gentile Sovjet,
              «Ma io reputo un errore lasciare il PSd’Az al centrodestra»
              Mi permetta di lasciar correre ciò che ha detto prima di questa affermazione (parlare di categorie logiche lo trovo privo di senso politico e si dà un mano agli avversari; naturalmente è una mia valutazione). Il punto è proprio questo: è utile un accordo con Maninchedda? Non è che il suo lungo discorso sia insoddisfacente, per carità, ma in fondo tutto si riduce ad una mera convenienza elettorale, perché altrimenti si tratterebbe di capire per quale motivo si dovrebbe andare con un partito che ha sostenuto convintamente nei fatti un governo regionale pessimo, fallimentare, inetto (aggiunga lei il resto). Per di più comportandosi come una spina di sogliola in gola (*).
              Essendo piuttosto grezzo (e non lo dico come battuta, intendo che per indole vado subito al sodo) mi domando se i voti guadagnati da una coalizione con M. possano compensare i voti persi da SEL (perché non mi pare sarebbe un’operazione indolore) per il malumore dei sostenitori.
              Lei è sicuro che il saldo sarebbe positivo, io ne dubito: è il bello delle discussioni. Immagino ne discuterete tra di voi, quindi avrete ben più di me il polso della situazione (e le elezioni toglieranno qualunque dubbio).
              Su PD-UDC non saprei cosa dirle, il PD è ancora un’entità bifronte (altro che Giano!). Ho l’impressione che stiano aspettando di capire quale sarà la legge elettorale con cui si andrà a votare. Tuttavia mi verrebbe da dire che almeno Casini è rimasto all’opposizione mentre M. ha mangiato nello stesso piatto di Cappellacci (ma non prenda questa roba come un mio gradimento ad un’alleanza PD-UDC, ci mancherebbe!).
              Infine:
              «Concludo spezzando una lancia a favore della D’Agostino: dal momento che la politica oggi è fatta anche di confronti diretti, in televisione e no, maneggiare con maggior disinvoltura i propri argomenti e prestare attenzione all’argomentazione altrui non la reputo abilità da sottovalutare.»
              Posso darle dell’ingenuo? (Non si offenda, per favore, non è mia intenzione). Pensare di affrontare una discussione politica in un talk show con gli stessi argomenti che ha adoperato in questo post (la «fallacia») significa suicidarsi. Possiamo anche parlarne tra di noi, perché no, è interessante, ma quando si trova di fronte l’insieme degli elettori sarebbe il metodo migliore per perdere consensi. Lei voterà con il cervello (mi illudo di farlo anch’io, chissà) domandiamoci se sia un fatto comune o no. Oppure provi a vedere il successo che ha avuto nei commenti a questo post (non che sia un campione rappresentativo, per carità, però potrebbe essere argomento di riflessione).
              Cordialmente,

              (*) avrei un altro argomento, ma è del tutto personale; lo cito per completezza. Il PSd’Az (e Maninchedda in particolare) manca del tutto di una visione politica del mondo (e della Sardegna). Con uno che asserisce di non essere né di destra né di sinistra al massimo parlerei del calcioscommesse e delle indagini su Conte (maledetti gobbi: 28 scudetti sono anche troppi!).

      • Semeiotica? Tirata in ballo per questa faccenda? Sisinnio? Maninchedda? stocchino?

      • Acronotau says:

        Gabriele, il dito in questione, purtroppo, non è quello che indica la luna. Ben più miseramente è quello che, sedutivici sopra, permette di vedere Pirri…
        Cordialmente, con fallacia

    • È giusto far valere le proprie letture, gentile Soviet. Fa piacere che tra i pochi che leggono c’è lei e poi che legge roba fina. Grazie.

  12. efisio says:

    Maninchedda in questi anni ha detto tutto e il contrario di tutto, ha acceso una candela al diavolo e l’altra a sant’Antonio, ha cambiato mantello secondo come soffiava il vento, ha sfidato il mondo facendo credere che fosse in torto la realtà…ma è credibile uno che è all’opposizione anche di se stesso e vittima della sua ambizione?

  13. Maninchedda rimprovera Prato per sue posizioni ambigue a proposito delle Provincie. Maninchedda criticando Cappellacci e Prato vuole farci dimenticare che li ha sostenuti e li sostiene tutt’ora?

  14. Franco says:

    Maninchedda, faccia l’unica cosa sensata e degna che può fare adesso per riscattarsi: stacchi la spina e si dimetta. Non si possono fare troppe parti in commedia a 15 mila euro al mese. La gente questo lo ha capito e inizia a ribellarsi. Lei non può stare al governo usando i toni di chi sta all’opposizione. Questo è immorale anche perché lei è responsabile dello sfascio quanto gli altri. Tutto il resto è teatrino, tutto il resto è noia.

    • pi.laitz@tiscali.it says:

      Bravo Franco, e perché non ti dimetti tu da quello che sei? Chi giudica la tua coerenza? Nessuno. Si vede che confondi tutto e tutti per pigrizia e disinformazione. La gente conosce anche chi ha proposto le uniche leggi di intervento sociale fatte nelle due ultime legislature. Conosce anche chi ha fatto la legge che protegge il più possibile il dimensionamento scolastico dalle scelte romane. Il nome, se non lo sai, è di quello che tu vuoi dimissionario. E perchè non chiedi le dimissioni a Bersani che sostiene il governo e fa l’opposizione? Hai un problema con le persone libere che non stanno né con la destra né con la sinistra: risolvitelo. Contnuate così, a selezionare la classe dirigente in base alla militanza e non in base alle scelte, alle proposte e alla libertà personale. L’unico in Italia che ha censurato Tremonti è Maninchedda. Ieri, sulle province, il Pd ha soccorso la Giunta e il Pdl; Maninchedda se n’è andato. Perché non chiedi le dimissioni a Giampaolo Diana che ha truffato il referendum iniseme al Pdl per proprogare la Quaquero?

      • exsardista says:

        La superbia non ha altro specchio che la superbia per vedersi, mentre i ginocchi pieghevoli alimentano l’arroganza e sono lo stipendio del superbo.

        William Shakespeare

        • Stefano reloaded says:

          Maninchedda non è Achille.
          Non consideriamolo indispensabile per vincere la guerra. Non lo è.

          • Bravo Stefano. L’unico Achille che mi ricorda Maninchedda è quello della “gioiosa macchina da guerra”. Auguri, io non vi seguirò.

      • Caro/a, non sai di cosa stai parlando. Gli emendamenti Maninchedda sulla scuola approvati un paio di anni fa sono rimasti lettera morta, e non poteva essere altrimenti visto che sono inapplicabili. E sul dimensionamento scolastico non c’è stata alcuna protezione visto che solo quest’anno si sono perse 45 autonomie scolastiche.
        Mi rifaccio al buon prof. Maninchedda quando dice che prima di parlare bisogna studiare e approfondire gli argomenti.

  15. Quanto afferma Paolo Maninchedda è per me condivisibile, soprattutto nella aparte in cui parla dell’ex Assessore Prato. Personalmente non ne ho un bel ricordo. Rammento che una volta mentre parlavo di un progetto di cooperazione internazionale in Asessorato da sviluppare in Brasile nello Stato di Bahia, lui mi interruppe sorridendo per dirmi: “Non se l’abbia a male caro professore ma io la cooperazione me la metto in mezzo alle …..! Io ho da pensare ad altro!
    Da una istituzione quale lui allora era si possono accettare affermazioni di questo genere e, cosa ancor peggiore, sensibilità di questo tipo?

  16. amsicora says:

    scusate l’OT, ma volevo segnalare nell’articolo di lello caravano su monte arcosu, sull’unione sarda, un passo dove – non potendo neppure nominare soru per qualcosa di positivo – è scritto così: “Antonello Loddo in questi giorni si divide con Scivu, lungo la costa di Arbus,dove un privato ha regalato al Wwf 200 ettari sul mare, tra dune e ginepri: «Per noi è una grande soddisfazione, l’imprenditore ha preferito non vendere ma cedere i terreni all’associazione. Quella di Scivu sarà una gestione attenta all’ambiente ma aperta alla fruizione, per favorire il turismo responsabile». senza vergogna.

  17. evelina cossu says:

    Per Efisio Erriu: il professore non sta né a Destra né a Sinistra, come tu sai bene; ha reagito, come tanti, alla prepotenza di Soru e ha fatto più opposizione a Cappellacci di quanta ne abbia fatta il Pd. Ha dichiarato da sempre che vuole sfasciare sia la destra che la Sinistra italiane e ha ragione e diritto di farlo perché fanno schifo entrambe. E ha fatto bene a difendersi. Maninchedda la spina l’ha sempre staccata dai signori dei partiti sardi; è all’opposizione dal ’96 e se ne frega allegramente degli schieramenti precostituiti. Capisco che si a difficile capirlo, ma che quando viene aggredito non si parli dell’aggressione ma del fastidio che genera la sua autonomia, mi pare sintomatico di teste vecchie.

    • cristina p. says:

      “è all’opposizione”?!?

    • efisio erriu says:

      Non dà fastidio la sua autonomia, dà molto più fastidio che ci sia ancora gente che concepisca il ricorso alla violenza per gestire i rapporti sociali, che replichi con le botte ad un’orazione (come ai tempi di Mussolini tanti Sardisti hanno provato) e questa è gente tipicamente di destra, quella destra che lo stesso Maninchedda descrive egregiamente nell’intervento citato da Vito, quella destra che conosce benissimo e con cui lui si è alleato.

      Certamente ognuno può decidere di muoversi liberamente tra gli schieramenti a seconda delle sue più o meno nobili strategie politiche, ma non può dire di non essere né di destra né di sinistra a meno che non stia barando (come Berlusconi, come Grillo, come i Qualunquisti) perché la distinzione tra Destra e Sinistra sarà un po’ datata e da teste vecchie, ma è sempre valida in quanto fa riferimento a due modi antitetici ben distinti di pensare la società, dall’economia fino alla pedagogia, una distinzione che nasce nell’800 e si articola e si evolve fino ai giorni nostri.

      Permettimi infine di obiettare che i risultati raccolti stando da16 anni all’opposizione, staccando di volta in volta la spina, non sono poi tali da andarne così fieri.

  18. Ma Maninchedda c’è o ci fa? Secondo me ci fa… e da anni: democrazia cristiana (litigato), progetto Sardegna (litigato), partito sardo d’azione (mal sopportato), indipendentista (dell’ultimissima ora)…ma si poriri? Ma po carirari!

  19. salvatore says:

    forse è vero. per coerenza dovrebbero dimettersi, ma per far posto a chi?
    dove è la nuova classe dirigente?
    meglio fare le battaglie da dentro, almeno qualcosa si ottiene, vedi la flotta sarda e la continuità territoriale, o la diffida al governo!

    • Stefano reloaded says:

      “meglio fare le battaglie da dentro, almeno qualcosa si ottiene, vedi la flotta sarda e la continuità territoriale, o la diffida al governo!”
      Grazie dell’arguta perfidia salvatore! Sto ancora ridendo.

      • Acronotau says:

        “flotta sarda continuità territoriale diffida al governo”
        ah ah ah ah! Bellissimo! 🙂

        una risata li seppellirà! una risata ci salverà, salvatore!

        grazie

  20. disgustato says:

    Che tristezza, signori! Questo è il livello della nostra classe politica. Siamo arrivati agli insulti, alla rissa. Si dovrebbero dimettere entrambi, per una questione di decenza. Se questo non accadrà non tarderanno ad arrivare le elezioni. Sarranno spazzati via tutti, i berluscones, i neofascisti e quelli che in questi anni li hanno votati a appoggiati stando in maggioranza, tranne poi prenderne le distanze quando hanno sentito che la nave stava affondando, tentando per l’ennesima volta e impunemente di rifarsi la verginità cavalcando la protesta e urlando “io l’avevo detto”. Dov’era Maninchedda in questi anni? Si dimetta! E che pena leggere i commenti di coloro che continuano a credere a questi ciarlatani arroganti, surfisti della parola e dell’azione. Svegliatevi! La gente è stanca, avvilita e sconcertata. La Sardegna è in ginocchio e questi continuano a pontificare. Tutti a casa, grazie.

  21. Acronotau says:

    Si Vito, pubblichi esternazioni del tuo amico Maninchedda assolutamente interessanti e anche condivisibili. Ma se per quanto riguarda i commentatori di un blog ciò che conta è solo la parola, le idee che esprimono, per un blogger attivista politico e consigliere regionale come Maninchedda io vorrei vedere una coerenza tra parole e fatti.
    Quindi, si va a elezioni? Benissimo! Quando e come? Cosa fa Manichedda per propiziare questo lieto evento democratico?

  22. Maninchedda stacchi la spina, una volta per tutte, che è l’unica cosa da fare. Altrimenti non gli credo neanche se cammina sulle acque di Santa Gilla

  23. ZunkBuster says:

    Beh, Maninchedda sia coerente, e dal momento che, pur con tutte le responsabilità che ha avuto sull’ascesa di Cappellacci che ben difficilmente potrà far dimenticare, siamo tutti certi che non sia un fascista, né un reazionario, esca definitivamente dalla maggioranza, possibilmente unitamente a tutto il PSdAZ. I giochetti democristiani di fare gli oppositori tenendosi però ben saldi in poltrone elargite dalla maggioranza, sempre sapientemente praticati e perfezionati all’ennesima potenza da Francesco Cossiga, non incantano più nessuno. O quasi nessuno (incanteranno Michele Piras?).

    • Forse incanteranno i selargini, che voteranno il solito Cappai (verrà stavolta Berlusconi a celebrare il suo trionfo, come aveva promesso per il 2007?), assistito, guarda un po’… dal PSD’AZ (e dalla Destra neofascista). L’alleanza continua. La presa per il culo continua. Aspettiamo la prossima puntata…

  24. ps mi immagino il sardo alla cappellacci… “la chi ti picchiu..pitticcu su caldu etc etc” ma lassai stai picciò, is cosas, lassaiddas fai a chini das sciri fai!

  25. efisio erriu says:

    Solidarietà al professor Maninchedda che sprovveduto non è e ancora una volta cerca di fare il cane da guardia all’interno della sua maggioranza.
    Il professore merita stima e rispetto ma visto che sprovveduto non è cosa si aspettava e come ha fatto ad andare con il figlio asino del commercialista asino e molto disonesto di berlusconi?

  26. sta facendo più danni Cappellacci della peste!ilproblema è che la gente non lo sa o fa finata di nulla. manda improbabili lettere e mette in mora Monti, sapendo che è un provvediemnto fine a se stesso, come urlare “arbitro cornuto” allo stadio.. passi completamente inosservato.cosippure per un referendum dal sapore spiccatamente populista, inutile e pericoloso, fatto con profonda ignoranza delle competenze e delle funzioni cui le provicie sono legate nei territori. una funzione fondamentale, (vedi ogliastra) sostitutiva nei confronti di istituzioni altrimenti assenti in territori vasti e poco gestibili. salvo poi fare dietro front, dopo per altro avere vinto le elezioni grazie ai voti della provincia di Olbia Tempio, comprata letteralmente, immediatamente scaricata( Nizzi è stato da Cap scaricato l’indomani della vittoria elettorale), ora abrogata. troppo intelligente per afre determinate cose a casaccio, dietro c’è ben altro. il vero nodo dello stadio, ad esempio, perchè non è svelato da nessuno? PERCHè ci deve passare il Sindaco, quando la colpa del comune sta nel fatto che sempre lui, Cappellacci, ha iscrittto il S.Elia, quando era ass. al bilancio, in un elenco di beni intoccabili, o difficili da toccare, per 51 ml di€? questo è uno dei motivi che blocca tutto..
    sveglia gente, la prossima volta che un berlusconiano..o roba simile provveniente da certi ambienti, si presenta alle elezioni.. non abboccate se davvero tenete al vostro essere sardi, e uomini liberi prima di tutto.

  27. COPIO ED INCOLLO Allora se c’è questo crack istituzionale deve diventare un crack politico, perché le istituzioni non si usano per la battaglia politica, o interpretano i problemi, oppure si abbandonano, e si va a le elezioni, come mi pare opportuno fare”.

  28. Anonimo says:

    brutta storia però per dovere di cronaca bisogna dire che sono tutti e due berlusconiani, alleati, sostengono la stessa maggioranza e hanno votato gli stessi provvedimenti , comunque altra prova di mediocrità della classe politica, l’ennesima.
    p.s. l’unione riporta la notizia

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