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Cultura a Cagliari, la crisi del Lirico lo dimostra: non è tempo né di bandi né di piani, ma di scelte politiche rapide e responsabili. Ma il sindaco Zedda lo ha capito?

La saggezza popolare ci avverte che talvolta “il meglio è il nemico del bene”. E basta guardare alla situazione della cultura a Cagliari per rendersene conto. Non voglio essere equivocato, per cui non userò giri di parole.

In una crisi durissima come quella che stiamo attraversando non è tempo né di bandi né di piani ma di scelte politiche rapide e responsabili, che devono essere attuate grazie a un progetto in scala uno ad uno che aiuti tutte le realtà produttive (cioè quelle che danno posti di lavoro) ad affrontare la crisi. Lo dico da tempo (“Prepararsi all’impatto! Arriva la crisi e la Regione taglia brutalmente la cultura e lo spettacolo. E la Giunta Zedda che fa? Ascoltare non basta più” del 3 dicembre 2011, e “Dalla fine del Teatro dell’Arco un monito per la Giunta Zedda: la politica dei bandi per gli spazi culturali rischia di provocare un disastro!” dello scorso 3 marzo) e oggi lo voglio ripetere con maggiore chiarezza.

Ciò che sta avvenendo al Teatro Lirico di Cagliari è esemplare: come ci avverte l’Unione Sarda di oggi, il Ministero ha chiesto come mai il nuovo nuovo sovrintendente non è stato nominato contestualmente con le dimissioni di Di Benedetto, e ora sollecita una nomina in tempi rapidissimi (una settimana addirittura). Quindi, mentre da Roma partiva la lettera, la giunta Zedda si stava invece ancora trastullando con il famoso bando per la nomina del successore del soprintendente, perdendo evidentemente del tempo prezioso. Finito: ora il sindaco deve decidere. Il bando era una bella idea, ma poco attuabile.

La lezione che arriva è chiara: non c’è più tempo da perdere con strade che non portano da nessuna parte. Apprezziamo che il sindaco voglia fare tutto in maniera la più trasparente possibile, però l’emergenza gli impone anche e soprattutto di fare in fretta. Zedda ha il mandato politico e la piena fiducia dei cittadini, e se domani nominerà senza alcun bando il nuovo soprintendente, nessuno si scandalizzerà, anzi. Ma il sindaco sembra invece non volersi prendere mai nessun rischio e nascondersi dietro al dito del “bando”. In questo modo forse fa una bella figura, ma non aiuta il settore a sopravvivere.

La politica deve fare i conti con le contingenze, e la realtà che viviamo oggi è contrassegnata dalla crisi. Che si combatte con decisioni sicuramente condivise e trasparenti ma prese nei tempi giusti: in un ospedale da campo se c’è da fare un’operazione urgente non si perde tempo con analisi che arrivano dopo settimana.

Il Piano Comunale che l’assessore Puggioni ha proposto è a dir poco carente e non affronta nessuna delle emergenze che oggi contraddistinguono il settore della cultura in città: se ne accorgeranno al Comune quando leggeranno tutti i contributi che hanno chiesto alle associazioni e ai gruppi.

Quel Piano è bello e impossibile, e andrebbe subito sostituito con un Piano straordinario che affronti le necessità degli operatori professionistici, sapendo bene che il Comune non ha la bacchetta magica. Ma al tempo stesso in via Roma non possono vivere tra le nuvole.

La situazione sta cambiando di giorno in giorno, e purtroppo in peggio. Nella cultura a Cagliari, dopo un anno di riunioni ed entusiasmi, non si è ancora visto il cambiamento promesso. Serve un cambio di marcia immediato, che tuteli soprattutto i posti di lavoro.

Zedda non deve avere paura di affrontare questa nuova realtà. La crisi oggi è più spaventosa di quando era stato eletto un anno fa. I bandi e le nuove regole (tutte cose sacrosante e legittime) possono essere rimandate a tempi migliori, o comunque affiancate da decisioni in grado di dare risposte subito. Ora bisogna fare in fretta assumendosi le proprie responsabilità politiche, abbandonando l’inutile politica dei bandi che forse tutela il sindaco da qualche rischio di denuncia, ma non risolve assolutamente nulla, anzi. E quello che sta accadendo al Teatro Lirico lo dimostra chiaramente.

18 Commenti

  1. Pingback: Altro che donne incinta! L’attacco di Zedda ai lavoratori del Lirico è solo l’ennesima dimostrazione che per la cultura a Cagliari non c’è proprio nessuna speranza… « vitobiolchini

  2. Vincenzo A. says:

    Be’ la trasparenza è irrinunciabile. Oltretutto, una nomina d’ufficio potrebbe essere non solo accolta male, ma soprattutto illegittima col rischio d’impugnazione, decadenza e quindi di tornare al punto di prima avendo perso moooolto più tempo che col bando.
    Certo, poi bisogna vedere quale bando e come….

  3. ignazio says:

    Da tempo chiediamo al sindaco Zedda di prendere le redini del teatro in modo deciso e dare un forte segnale di cambiamento, chiudendo definitivamente con il sistema che ha contrassegnato le passate gestioni che ha portato il Teatro Lirico sull’orlo del baratro.
    Abbiamo chiesto (e ora posso dire a ragione!!!) che venisse allontanato Di Benedetto molto tempo prima che questo costasse alle finanze del Teatro ben otto mesi di stipendi e una buona uscita da 135.000 euro.
    Anche la nomina del dott. Serci a “reggente a tempo determinato” sembra ormai destinata a concludersi in breve.
    Ora al ministero impongono la nomina del sovrintendente entro una settimana…sembra quasi che tutto il tempo lasciato andare senza che niente venisse deciso, si sia improvvisamente esaurito e chieda il conto.
    A dire il vero una soluzione c’è, un nome c’è, se ne è parlato a lungo, se ne conosce e se ne apprezza la serietà e la competenza, cosa si aspetta ancora?

    ignazio
    lavoratore del Teatro Lirico

    • ZunkBuster says:

      Temo che a palazzo Bacaredda pensassero a un altro percorso. In primo luogo fare un bando di gara per designare alcuni esperti che dovranno predisporre il bando di gara per il soprintendente. In secondo luogo fare un bando di gara per designare i membri della commissione che dovrà suggerire una rosa di nomi per la carica. Peccato che ad avere fretta invece ora non siate solo voi dipendenti del Lirico ma anche Monti.

  4. Rita Podda says:

    Quel Piano comunale non affronta la “madre” di tutte le emergenze culturali in città: assenza totale di biblioteche di quartiere nelle realtà più problematiche. Is Mirrionis, San Michele, Sant’Avendrace ne sono totalmente prive; ne è privo tutto il Centro Storico e non si capisce da chi e con quali mezzi (se non principalmente quelli dell’istituzione Comune), dovrebbe essere favorita la crescita del confronto fra individui multi-culturali presenti sopratutto in questa realtà; col trasferimento della Biblioteca Provinciale, peraltro, le cose si aggravano. Delle cosiddette Biblioteche di quartiere esistenti (ma il concetto di “Biblioteca di quartiere”, soprattutto in zone “difficili” non può certamente essere ridotto a strutture che fanno il solo servizio di “prestito di libri”) di fatto 2 sono chiuse da anni per lavori (S.Elia e Ceep); aperte, con orario ridottissimo le altre 2, Genneruxi e M. Urpinu. Le Biblioteche di quartiere sono, con le Scuole, le agenzie culturali di base, da cui non si può prescindere in una società minimamente “civile”. Il buon funzionamento del MEM non può oscurare la mancanza di attenzione “storica” verso le realtà che più hanno bisogno di attenzione attiva “specifica”, realtà in cui mi pare che, oltre alla “povertà di conoscenza” originaria, si sia spesso radicata anche quella “narcotizzazione da tv berlusconiane” (non è sparita per il solo fatto che la sinistra ha vinto le elezioni!) a cui tanto riferimento ha fatto Vendola anche durante il suo comizio elettorale cagliaritano. Il solo tentativo di razionalizzare meglio l’esistente (la messa in rete), a cui fa riferimento il Piano, non può essere giustificato neanche dall’essere in un periodo di scarsità di risorse; su questo problema non mi pare di intravvedere nessun cambio di rotta rispetto all’Amministrazione precedente; e da elettrice di sinistra il non vedere sensibilità concreta su questi temi da parte di Assessora, Sindaco, Giunta e Consiglio mi dà abbastanza da pensare.

  5. mi hanno insegnato a stare sul pezzo…e non divagare…..

  6. Adbuster says:

    Riassumo i commenti a questo post fino ad adesso.
    Sovjet e Nieddu commentano l’argomento mentre tutti gli altri parlano d’altro.
    Fissore da quando ha imparato a leggere i giornali nazionali è tutto contento
    Lo Garitmo fa i commenti aprendo a caso una pagina de “I Ching”
    Federico si sentiva solo e voleva provare un emoticon

  7. ZunkBuster says:

    E’ chiaro che di regola vada così. Questa squadra di governo cittadina, salvo eccezioni, è composta da giovani inesperti, e la Puggioni è la più giovane e la più inesperta di tutti. Quando dei giovani inesperti si assumono dei compiti di grande responsabilità, se non hanno del loro una maturità apprezzabile, si scontrano sempre con almeno due terrificanti limiti: l’inesperienza, che li porta a cagarsi sotto ogni volta che devono prendere una decisione (e vai quindi coi bandi), e la presunzione, che porta a non ascoltare consigli, magari liquidate come interferenze dei demonizzati “partiti”, salvo poi ascoltare magari consigli mal mirati di qualche amichetto. E’ ora che chi ha responsabilità in questa città, dai dirigenti dei partiti di maggioranza ai capigruppo consiliari, prendano decisamente l’iniziativa per correggere la rotta dell’amministrazione. Magari anche chiedendo, e imponendo, la sostituzione di alcuni assessori palesemente inadeguati e inconsistenti.

    • anonimo says:

      e chi ci mettiamo? va bene claudio cugusi alla cultura?

      • ZunkBuster says:

        Ita Cugusi … Gianluca Floris sarebbe un ottimo nominativo. Non condivido tutte le sue idee, ma almeno ne ha, e concepite nel contatto con la realtà di Cagliari, non di Muenchen.

  8. Fissore says:

    Certo che una passeggiata din tanto in tanto sui blog cagliaritani – ah, quanti ricordi … – fa capire che clima si respira.
    Però, che strano: prima tii lamenti che la tua immagine non esce sul giornale, su quel giornale, e il giorno dopo (mi pare che la circostanza temporale sia esatta) spari ad alzo zero sull’editore di quel giornale, che mi dicono essere lontano mille miglia da cose sarde.
    Anzi, di più, perchê basta infiormarsi e leggere i quotidiani nazionali – magari quelli economici – per farsi un’idea.
    I piccoli personaggi sono tali oerchê scelgono piccoli comportamenti.
    Tu non sei cambiato, nê sono cambiati i tuoi supporters.

    Salutoni

  9. Sovjet says:

    La trasparenza delle scelte non è garantita esclusivamente dall’automatismo delle procedure concorsuali, ma soprattutto dalla visibilità data alle scelte e dalla possibilità data al cittadino di verificare chi si occuperà di cosa e sulla base di quale criterio è stato valutato adatto a farlo. Questo è possibile aldilà del livello di discrezionalità del decisore.

  10. il bando si doveva fare per tempo, adesso serve una decisione sulla cultura a Cagliari e non lasciare che passi altro tempo…che non porta bene.e non porta un sovrintendente del teatro Lirico

  11. Lo Garitmo says:

    Perchè allora non affidare a Cellino lo stadio di Cagliari, cosi’, senza bando, tanto siamo in emergenza e lo stadio diventerà un rudere…
    Certo è che se ne sentono di incredibili, giustizialisti e legalisti contro i ‘nemici’ e amighisceddusu quando invece fa comodo…

    • Federico says:

      Vuoi mettere la volgarità del calcio contro le magnifiche sorti e progressive del lucido teatro? 🙂

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