Politica / Sardegna

Le comiche ai seggi: “Per votare ai referendum bisognerà entrare e uscire per ben sei volte dalla cabina!”. Parola di Luciano Uras, uno che ne sa!

Questa è bella. Questa è una di quelle notizie che fanno impazzire i giornalisti, che scatenano gli opinionisti, gli animalisti e i linotipisti. Questa è una bomba. Insomma, questa notizia fa veramente ridere.

Oh, e me l’ha detta Luciano Uras, uno che su norme e regolamenti non è che lo freghi così! Insomma, cosa ti ha scoperto il capogruppo di Sel in Consiglio regionale? Semplicemente, l’acqua calda.

Eh sì, perché Uras è solamente andato a leggersi la Legge Regionale numero 20 del 17 maggio 1957 su “Referendum popolare in applicazione degli articoli 32, 43 e 54 dello Statuto della Sardegna”, pubblicata nel numero 29 del Buras uscito il 15 luglio 1957. E leggendo leggendo, cosa ti ha scoperto Lucianone nostro?

All’articolo 11 si spiega come sono fatte le schede con la quali viene chiesto di abrogare o meno una norma. Ad esempio, si specifica che “nella sezione posta a sinistra, è scritta, in colore verde, la parola “abrogazione”, e in quella a destra sono scritte, in colore rosso, le parole “non abrogazione”.

Poi ancora.

“Nel caso che il referendum debba svolgersi per due leggi, all’elettore vengono consegnate due schede di colore diverso, ciascuna per una delle leggi”.

Tutto qui? No, adesso viene il bello!

“L’elettore entra due volte in cabina, e la seconda scheda gli viene consegnata per la votazione solamente quando egli ha riconsegnato sigillata la prima”.

Ascumpre’? Siccome domenica i referendum abrogativi sono cinque su dieci, gli elettori dovranno entrare e uscire dalla cabina per ben… sei volte!

“La legge è chiara”, dice Uras, “ho passato tutto il giorno per capire se ci sono state delle modifiche ma non le ho trovate. Peraltro, io non ho memoria di referendum regionali abrogativi, e questo spiega perché nessuno si è accorto fino ad oggi dell’inghippo”.

E adesso che si fa? Ci si rassegna all’avanti e indietro? “Farò altre verifiche e se, come temo, la legge è valida, proporrò subito al Consiglio regionale di votare in extremis una norma che consenta all’elettore di votare portando con sé in cabina più di una scheda per volta”.

Peccato che questa notizia sia venuta fuori solo ora. Però forse l’ex assessore e drammaturgo Andrea Prato fa ancora in tempo ad inserirla nel suo spettacolo anti-casta. Qualcuno di voi l’ha visto? Com’è?

 

23 Commenti

  1. Callaghan says:

    Caro Vito stavolta hai preso un granchio ma la colpa non è tua. Il problema è che in tanti, come te, sono in buona fede affascinati da Luciano Uras il quale è di gran lunga il politico più sopravvalutato in Sardegna. Ma, ripeto, non è colpa tua. Anche io lo sono stato ai tempi di Rifondazione. Mi permetto solo un piccolo consiglio: non dargli mai le spalle!!! 🙂

  2. son andato a votare e non ho trovato nulla di tutto ciò che AVETE SCRITTO IN QUESTO ARTICOLO. PER PIACERE INFORMATEVI MEGLIO PRIMA DI CREARE SCOOP da provincialotti….

    • Giovanni Battista Gallus says:

      Vito avrebbe fatto meglio a aggiungere una postilla all’articolo, dal momento che quanto affermato da Uras e da Diana (e ripreso nell’articolo) si è rivelata una bufala, dovuta a un errore nel manuale consiliare. Ma Uras e Diana sono stati solerti nel diffondere la notizia delle presunte “comiche ai seggi”, molto meno solerti nel segnalare di aver preso (sia pure incolpevolmente) un granchio…

  3. Massimo says:

    Confermo, nessun problema oggi ai seggi, vengono consegnate tutte le schede in un’unica volta. Le comiche stanno solo a casa Uras. 🙂

  4. Io credo sia più corretto – ma non lo auguro agli scrutatori – darle una alla volta. Farle ritirare tutte assieme falsa l’affluenza ai fini del quorum. O si può decidere quali ritirare?

    • Acronotau says:

      per ogni quesito referendario si determina un’affluenza distinta, in funzione del numero di schede consegnate. guarda i risultati per gli ultimi referendum…

  5. Giovanni Battista Gallus says:

    Vito, una collega mi ha fatto il favore di verificare il BURAS, e la norma vigente è quella che prevede la consegna di plurime schede. L’errore in cui Uras e Diana sono incorsi è dovuto al fatto che la norma riportata nel manuale consiliare (e anche sul sito della Regione) – l’art. 11 della l. 20/57, è affetta di un refuso. A bellu puntu…

  6. Molto Deluso says:

    Naturalmente andrò a votare per tutti i 10 Referendum….tutti dovrebbero andare a votare chi non è convinto dei quiesti può sempre barrare per il no…

  7. baradel64 says:

    Il problema è che nessuno mi ha detto nulla.
    Il problema è che non ho potuto votare.
    Il problema è che mi è stata tolta una residenza (e non ne capisco il motivo) senza scriverne un’altra e siccome alla residenza sono legati dei diritti soggettivi fondamentali, il comune mi ha leso diritti fondamentali, almeno in una democrazia, il sistema in cui ci ripetono che viviamo.

    Oppure il problema è che non ho i soldi per pagare un affitto regolare? Forse che a Cagliari i diritti democratici basilari sono legati al censo o al reddito?

    Con questo non voglio dire che l’aministrazione comunale mi abbia voluto togliere la residenza per danneggiarmi. Epperò è proprio ciò che ha ottenuto. Sic. Forse bisognava adeguarsi a regolamenti, forse c’è una legge, io non lo so. Mi sembra di essere nel castello di Kafka

  8. 6 VOLTE ??!! nooo io sicuro, tra una volta e l’altra, inciampo e cado rovinosamente su uno scatolone… sparpaglio schede votate e non, blocco tutto, mi arrestano.
    E’ la legge del contrappasso per essere andato a votare.

  9. Massimo says:

    La Regione Sardegna esclude il rischio di un “voto lumaca” domenica prossima in occasione dei 10 referendum cosiddetti anticasta. La procedura applicabile e’ contenuta, secondo quanto precisano gli uffici, nel penultimo comma dell’articolo 11 della legge regionale 20 del 1957 (norme in materia di referendum popolare regionale), successivamente modificato, che non prevede l’obbligo di consegnare agli elettori le schede una per una.”Nel caso che il referendum debba svolgersi in relazione a piu’ atti o questioni differenti”, recita il comma che la Regione intende applicare alla consultazione, “all’elettore vengono consegnate tante schede di colore diverso quante sono le richieste di referendum che risultano ammesse”. Secondo l’interpretazione adottata, il contenuto dell’ultimo comma, che prevede la consegna di una scheda per volta, riguarda la sola ipotesi in cui i referendum si riferiscano a “due atti o questioni differenti” . Per quello che ne sapeva. Che si tranquillizzi.

    • Sovjet says:

      Quindi bisogna capire se si tratta di “atti o questioni” oppure “leggi”? Cioè, vengono consegnate tutte le schede relative agli atti e questioni, che si votano tutte assieme, ma se ce ci sono due o più leggi da abrogare si cade nell’ipotesi illustrata da Vito? Non per me, che ho già deciso di starmene a casa, ma per Ale Sestu, che rischia di inciampare!

  10. Di Legno says:

    Andrò a votare.

  11. pisenti says:

    Salvade s’Italia Nostra
    Amadu Treu e Monti,
    chilcadebos unu ponte,
    chi siada unu bellu ponte,
    pro bos podere appiccare,
    si non ischides comente fagher,
    dimandade a Pisanu chi bos podede cossizzare!!
    Sos riferimentos suni puramente casuales.

  12. Rossello Ara says:

    a unu bellu puntu Pierpaolo Vargiu. eh spesate o riformamorti!

  13. Andrea Ibba Monni says:

    dimmi che non è vero…mi posso portare i pattini?

  14. A Lucianone mica lo freghi su norme e regolamenti. Come quando la Corte Costituzionale ha schiacciato la norma che lui ed altri consiglieri avevano approvato per far transitare dipendenti regionali da cat. C e D senza concorso.

    • Aramis says:

      Infatti. Non lo freghi. E’ lui che frega noi. Come con questa denuncia a scoppio ritardato che puzza di boicottaggio.

    • Sovjet says:

      Veramente anche molti illustri costituzionalisti hanno espresso posizioni identiche a quelle di Luciano Uras e non erano certo dei cazzoni. Quindi le sue posizioni erano assolutamente fondate, semplicemente la Corte costituzionale non le ha accolte. Quindi non trattiamo di argomenti seri, dove c’è stato dibattito tra esperti in materia come se fossero uscite da dilettante, che là dentro e uno dei pochi che apre e chiude la porta…

      • Sovjet says:

        È chiaro che il commento si riferiva alla vicenda della Statutaria, che ovviamente sarebbe stata un’obiezione dinuna qualche intelligenza. Rispetto alla norma per il passaggio dalla categoria C a quella D senza concorso, non credo che nasca da una proposta di Luciano Uras.

    • Mi sa che Uras, Diana e Biolchini hanno preso un granchio, da fb:

      Una scheda per volta???
      Il capogruppo PD Giampaolo Diana, che finora, salvo mio errore, aveva brillato per totale assenza di qualsivoglia commento in tema di referendum, ha scoperto la vocazione di fine interprete della normativa referendaria, e con una nota diffusa oggi (http://www.giampaolodiana.it/?p=5334) afferma: REFERENDUM: DIANA (PD), REGIONE PRODUCA SUBITO NOTA ESPLICATIVA
      (AGI) – Cagliari, 4 mag. – “Non mi preoccupano le lunghissime attese per il voto. E’ importante, invece, che le procedure si svolgano nel rispetto del dettato della legge regionale 20 del 1957 che ricorda a tutti noi che prima di prendere in consegna la seconda, la terza scheda e cosi’ via, va consegnata quella precedente”. Lo afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Giampaolo Diana, in riferimento ai referendum di domenica prossima.
      “Sollecito la Regione, a seguito della necessita’ di rispettare le procedure di voto, a fornire entro oggi o al massimo domattina ai presidenti di seggio una nota esplicativa che obblighi a svolgere in quel modo le operazioni di voto”. (AGI)

      Mi ha francamente sorpreso tutto questo zelo per il rispetto delle operazioni di voto, ed ancora di più il (non casuale? paventare “lunghissime attese per il voto”.

      Incuriosito, ho cercato di approfondire, e la lettura delle norme riportate nel PDF allegato alla nota mi lasciava perplesso, perché sembravano decisamente discordanti tra loro: in particolare, un comma affermerebbe “Nel caso che il referendum debba svolgersi in relazione a più atti o questioni differenti, all’elettore vengono consegnate tante schede di colore diverso quante
      sono le richieste di referendum che risultano ammesse”, mentre il comma successivo affermerebbe: “Nel caso che il referendum debba svolgersi in relazione a due atti o questioni differenti, all’elettore vengono consegnate due schede di colore diverso, ciascuna per uno dei quesiti. L’elettore entra due volte in cabina e la seconda scheda gli viene consegnata per la votazione solo quando ha riconsegnata sigillata la prima.”

      Non è la prima volta che leggo norme in contrastro tra loro, ma non mi era mai capitato che il contrasto fosse nello stesso comma, e quindi ho voluto perdere un’oretta a analizzare le fonti.

      Il risultato (sia pure non certo) della mia indagine, è che probabilmente le norme riportate nel link siano frutto di un’erronea compilazione.

      Il “busillis” è il penultimo comma dell’art. 11 della L. 20/57.
      Questo comma era stato sostituito dall’art. 9 della LR 48/86, con la dizione “<>.
      Ma la successiva L.R. 13/92 (all’art. 3) ha nuovamente sostituito il penultimo comma con la dizione ” Nel caso che il referendum debba svolgersi in relazione a più atti o questioni differenti, all’ elettore vengono consegnate tante schede di colore diverso quante sono le richieste di referendum che risultano ammesse”.
      Il comma che prevede la consegna (e votazione) singola delle schede dovrebbe quindi essere stato sostituito, e pertanto non più in vigore, e dunque le schede ben possono essere consegnate (e votate) tutte insieme.

      BURAS alla mano: art. 3 L.R. 13/1992 – il penultimo comma dell’art. 11 della legge regionale n. 20 del 1957, e successive modifiche e integrazioni, è sostituito dal seguente: “nel caso che il referendum debba svolgersi in relazione a più atti o questioni differenti all’elettore vengono consegnate tante schede di colore diverso quante sono le richieste di referendum che risultano ammesse”

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