Cagliari / Politica / Sardegna

L’Arcivescovo di Cagliari monsignor Mani se ne va e si concede alle domande dei giornalisti. E voi, cosa gli vorreste chiedere?

Dopo nove anni l’arcivescovo di Cagliari, mons. Giuseppe Mani, si appresta a lasciare il suo incarico. Fra poco più di dieci giorni si insedierà il città il suo successore, monsignor Arrigo Miglio. Non ci sarà un passaggio di consegne pubblico, ma Mani non ha voluto sottrarsi ad un confronto finale con i giornalisti delle nostre maggiori testate, in una tavola rotonda organizzata dall’Ucsi, l’associazione dei giornalisti cattolici

L’appuntamento è per mercoledì 11 aprile alle 10 nei locali del seminario, in via monsignor Cogoni. L’ingresso è libero. La tavola rotonda sarà coordinata dal presidente regionale dell’Assostampa Francesco Birocchi e vedrà la partecipazione di giornalisti de L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, Sardegna Quotidiano, Videolina, Sardegna 1 e Rai Regione. Le conclusioni saranno invece del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna, Filippo Peretti.

I colleghi non hanno certo bisogno di particolari sollecitazioni, però un gioco lo possiamo fare. Immaginiamo dunque di essere noi a poter rivolgere una domanda a monsignore. I temi non mancano e non vi voglio suggerire nulla.

Io parto con la prima domanda: perché l’Episcopio di piazza Palazzo è praticamente un rudere abbandonato da anni? E poi (scusate ma non resisto): ci racconta monsignore, quella volta che ha fatto diventare assessore regionale alla Pubblica Istruzione nella giunta Cappellacci Maria Lucia Baire, quella che aveva organizzato la visita del Papa a Cagliari?

E voi cosa vorreste chiedere a monsignore?

27 Commenti

  1. Riponiamo nel nuovo Arcivescovo tutte le nostre speranze, noi..”popolazione di gesico”, persone umili e buone, che si sono viste portar via tutto ciò che hanno sempre conosciuto, lui persona malvagia e astuta ha coltivato colo male e odio in questa comunità,l’ultima è stata domenica scorsa: da Ministro di Dio nell’altare ha detto “che prima di fare le valigie, deve accompagnare ancora molti di noi in cimitero”…VERGOGNAAAAAAA…quanto ancora dobbiamo sopportare tutto questo????qui rischia realmente di farsi male qualcuno!!

    • Cattolico puro says:

      Ma che cosa dice? Io conosco personalmente il Rev. Don Luca, non permetto che lei dica queste cose in pubblico su questo santo sacerdote. Si faccia un bell’esame di coscienza sui suoi peccati, perchè se lei è davvero una vera religiosa e cattolica non parlerebbe cosi

  2. Beh Vito, non tenerci sulle spine! Che ti ha risposto Sua Insistenza Money?

    • Stefano reloaded says:

      Da come è stata presentata non sembrava una conferenza stampa classica aperta alle domande della categoria indistinta dei giornalisti. Sembrava più un convivio tra amici. O mi sbaglio?

  3. Anonimo says:

    monsignore ritorni , si ritorni nella sua toscana , e grazie per tutto quello che ha fatto per cagliari , cioe nudda !

  4. Anonimo says:

    monsigore li lasci perdere questi invidiosi comunisti ma e vero che la sua misera pensione e solo di circa 3.500 .000 euro se tutto questo e vero, c’e’ la fara’ ad arrivare a fine mese ? p.s. se non c’e’ la fa’ ci chiami per una raccolta di fondi .

  5. Perchè ha abbandonato l’Episcopio?
    Perchè il Duomo è quasi off-limits per i turisti, e non si riesce a tenerlo aperto per più ore?
    La colpa è del parroco della cattedrale? Allora cambiamolo e nominiamo Don Mario Cugusi!

  6. Dopo l’oscurantismo del periodo MANI,auguro per Cagliari un Vescovo illuminato,umile e vicino alla povera gente;come lo è stato Cristo. La gente ha bisogno di veri Pastori di anime e non di beceri Politicanti e smaniosi di Potere e visibilità mediatica. La gente si allontana dalla Chiesa non perchè ha smarrito la strada di Cristo,ma perchè sulla Terra i suoi Pastori sono diventati dei Lupi fra le Pecore.

  7. Monica says:

    Io invece gli vorrei chiedere di tornare i soldi 🙂

  8. 1) a quanto ammonta il bilancio della curia durante dal momento del suo arrivo a cagliari ad oggi?

    2) è in funzione il college? a quanto ammonta il fatturato? è in procinto di essere acquisito dall’ersu? per quanto?

    3) quanto hanno fruttato le visite pastorali?

  9. Ipazia says:

    Gli chiederei qual e’ il momento della sua vita da consacrato in cui ha sentito di essere servo degli ultimi e dei più deboli secondo l’insegnamento di Cristo e se c’e’ una situazione complessa e difficile, in questo suo periodo di vita a Cagliari, che ha cercato di risolvere secondo i Vangeli.

  10. pisenti says:

    È finita quella pazza baldanza
    di festini a cui ho partecipato ieri,
    oggi il prete dice: sei fatto di polvere
    pulverem reverteris.
    Parole misteriose e fatali
    che fanno impensierire la gioventù
    e ricordano a noi, miseri mortali,
    che siamo polvere.
    E poichè son terra lascio i divertimenti,
    baciapile, col rosario in mano,
    scriverò a caratteri grossi nella mia schiena
    Vetro: posa-piano.
    I cibi sostanziosi del carnevale
    oggi li rinnego del tutto, ossa e polpa,
    devo recitare umile
    l’eterno mea culpa.
    È arrivata la quaresima severa,
    pentito devo digiunare,
    mangiando finocchi e parietaria,
    aringhe e baccalà.
    Sono quaranta giorni di digiuno,
    di mortificazione e penitenza;
    il pesce è consentito, dalla carne
    astinenza assoluta.
    Murena, seppia, triglia e minestroni
    di ceci, si possono mangiare,
    e ogni tanto due maccheroni,
    tanto per cambiare.
    Il condimento però, essendo vietato
    il grasso di maiale, deve essere magro;
    può andar bene anche il formaggio fresco,
    che non è cibo grasso.
    Tremo al solo pensiero
    che nei giorni in cui non ci sarà pesce,
    sarò costretto a mangiare
    carciofi e fave fresche.

  11. Anonimo says:

    Gli chiederei indietro i soldi che ci ha fatto buttare per Holy Peep Show.

  12. Anonimo says:

    Io vorrei ringraziarlo per il fatto che non è stato lui a cresimarmi… evidentemente aveva impegni più urgenti..

  13. di ghisa says:

    Cagliari sente già la sua mancanza

  14. Call me Ishmael says:

    Io gli chiederei se davvero crede nel Dio degli ultimi, dei poveri e degli sconfitti.

  15. Io gli chiederei se si e’ pentito di aver orientato il voto verso capellaci alle ultime regionali;
    Come valuta l’operato degli assessori in quota alla curia;
    Se ritiene quelli compiuti dalla sardegna dei passi indietro o dei passi in avanti verso il medioevo.

  16. Quando la Chiesa tutta realmente farà qualcosa di utile per avvicinare i giovani? La Chiesa è vecchia e stantia. Un’altra domanda anzi una richiesta: ridare la chiesa di S. Eulalia a Mario Cugusi, perchè è lui che ha lavorato lì, ha fatto la vera integrazione nel quartiere degli stranieri, lui merita di tornare nella SUA chiesa.

  17. Anonimo says:

    Solo e soltanto una semplice domanda……Come mai ha lasciato che un piccolo prete di periferia quale Don Luca Preta parroco di Gesico rovinasse una interea comunita’ religiosa per anni senza mai trasferirlo nonostante non piu’ gradito dall’intera popolazione di Gesico???? come mai non è mai stato preso alcun provvedimento nei suoi confronti come invece avviene da altre parti??? ……Sicuramente come sempre a queste domande non risponderà perchè lui si è sempre sottratto al confronto con la popolazione di Gesico e con il nostro primo citadino…..un saluto

  18. io sono io chi puo esserlo meglio di me ! says:

    Anche io ho una domanda a caso !!!! Che cosa serve il College Universitario che ha fatto costruire ?????

    ………… Dimenticavo Monsignore….guardi che un certo Arthemalle la prendeva per i fondelli……

  19. Io invece Vito, avrei 1000 domande da fare al mitico “money”, ma giuro che questa volta voglio porre una domanda serissima! Lo devo ad un bellissimo paese, Gesico. Da ormai decenni martoriato, umiliato e persino deriso dal punto di vista religioso. Gesico non è territorio italiano e qui non valgono le leggi dello Stato Italiano. Un parroco monarchico ed ultraconservatore ha frantumato una comunità, lacerato il suo tessuto sociale, minato nel loro interno le famiglie. Una tristezza! Marito contro moglie, figli contro genitori, sorella contro fratello. Le feste non son più feste e neppure le tradizioni vengono rispettate. Un paese piombato in pieno medioevo tra l’indifferenza mista a risolini di una classe politica (tranne qualche rara eccezione!) che trasversalmente preferisce non prendere posizione. Persino lo Stato arretra o si mostra molto prudente nel difendere questa piccola comunità e le istituzioni locali che la rappresentano. A Gesico la chiesa può fare tutto (politica compresa, anniversari della morte di re Umberto II°, ordini cavallereschi e tanta massoneria) tranne appunto fare la Chiesa! Il paese ad Ottobre si è ribellato ed ha segnato un preciso spartiacque, dove il 95% della popolazione non ha accettato e non accetta questa situazione. Risultato? Nessuna presa di posizione del Vescovo Mani, anzi una continua presa in giro. I bambini sono costretti a recarsi a catechismo in altri Comuni vicinori, cresime e battesimi in trasferta e persino chi muore, ormai, non vuole più avere niente a che fare con questo parroco, neanche da morto! Qui c’è crisi, ma in questa situazione la si percepisce ancora maggiormente. Che tristezza girare per le vie di questo borgo in occasione delle feste, dalla quale quasi 1000 anime puntualmente vengono escluse. In questi anni sono stati violati i più elementari diritti e libertà individuali e personali. Nessuno ha fatto nulla! Ora ad un Monsignore che se ne va, contento di ciò che ha fatto dice lui, vorrei che tu chiedesti: IL PERCHE’ DI TUTTO QUESTO! PERCHE’ MONSIGNOR MANI HA SACRIFICATO LA SERENITA’ ED IL BENESSERE DI UNA COMUNITA’ PER UN PARROCO CHE GESICO ED I GESICHESI NON VOGLIONO?
    COSA C’E’ SOTTO?
    Ti ringrazio infinitamente Vito, per noi è importantissimo avere una risposta!

    Hasta la vista!

  20. Neo Anderthal says:

    off top: BuonComp, Vito

  21. Neo Anderthal says:

    Io avrei una domanda: Ma l’Episcopio è abbandonato perché a Lei non piacciono gli strumenti atti ad osservare i Vescovi?

  22. Claudio says:

    Una domanda semplice e secca. Come ci si sente dopo una vita di duro, durissimo lavoro? E poi l’immancabile, progetti per il futuro?

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