Cagliari / Cultura

Gli anziani della casa di riposo di Sinnai immortalati su Instagram! Ecco le straordinarie immagini di Marzio Toniolo

Conoscete Instagram? È una sorta di social network per condividere le fotografie che va di moda tra coloro che possiedono un I-Phone. Grazie ad Instagram si fanno scoperte incredibili e quella che vi voglio segnalare arriva dalla nostra Sardegna.

Se siete già su Instagram seguite Marzio Toniolo, oppure guardate le sue immagini su Facebook.

Questo ragazzo di 27 anni (nato in provincia di Piacenza ma residente da anni a Dolianova), le ha scattate a Sinnai, nella struttura per anziani Casa Puggioni, nella quale ha lavorato come operatore. “Ho iniziato a fotografarli perché volevo fare un ritratto ad ognuno di loro”, mi dice, “poi dopo ho iniziato a scattare immagini anche durante la giornata”.

Le foto raccontano tanti stati d’animo di questi anziani e sono veramente molto belle. “Ad un certo punto sono stati loro a chiedermi di fotografarli, altre volte non si sono accorti che stavo scattando qualche immagine. Ma hanno sempre reagito con grande ironia”.

A fine mese, Marzio concluderà la sua esperienza nella casa di riposo di Sinnai. “Mi rimetterò a studiare, mi devo laureare, l’obiettivo è di diventare un giorno maestro alle scuole primarie”.

Con la speranza che continui a fotografare la realtà che lo circonda. E che il Comune di Sinnai organizzi una bella mostra con le immagini dei suoi anziani.

22 Commenti

  1. Carlo.S says:

    Non ho visto le foto in questione,ma sono sicuro che prima o poi le vedro’,e con piacere.
    Certamente l’aspetto legale della questione dev’essere valutato,si sarebbero potuti coinvolgere i soggetti e/o i loro parenti in un progetto magari piu’ complesso,magari piu’ grande di quel che la situazione richiedesse.
    Chissa’ quante fotografie di grandi autori non avremo potuto ammirare se ci fosse stata questa legge sulla privacy,o se fosse stata seguita per filo e per segno anche ai giorni nostri nelle nostre o in altre realta’…
    Tralasciando questo aspetto,quel che davvero conta e’ la voglia di fare un qualcosa di buono,un qualcosa di particolare,un qualcosa che possa,in qualche modo far passare un istante di felicita’ a queste persone,troppo spesso abbandonate da tutti,o quasi.
    Non mi stupisce la reazione dei parenti,perche’ spesso la diffidenza di certe persone,la loro cultura,e la mentalita’,sono sottosviluppate.
    Il fotografo,spesso,in certe realta’,viene accostato al fabrizio corona di turno,questo grazie alla non cultura che ci viene propinata dai mass media.
    All’orrore non c’e’ mai limite,cosi’ ti puo’ capitare che,mentre sei in strada a fotografare un lampione,o delle bandierine colorate,si affaccia alla finestra la diffidente signora della porta accanto,e mettendo per un momento i panni della vip di turno,ti intima di non fotografarla…
    Non avete idea,escludendo ovviamente Marzio,di cosa possa voler dire,per queste persone (proprio loro,non altre) mettersi in posa per un momento,o essere riprese in un istante in una posa naturale,essere il soggetto di una fotografia,avere l’attenzione di un fotografo,rivedersi dopo sul piccolo schermo lcd della macchina fotografica e qualche tempo dopo in una stampa.
    Non immaginate la loro felicita’ nell’avere in mano un pezzo di carta che li ritrae,non immaginate la felicita’ del fotografo,che,grazie a un piccolissimo gesto e a una piccolissima spesa riesce a vedere i loro volti emozionati,riconoscenti e felici,forse per l’ultima volta.
    Ma la felicita’ a volte va in contrasto con la diffidenza e l’ignoranza del parente di turno,che spesso,ha dalla sua la legge.

  2. Anziano_dentro says:

    Domandina è stata violata la privacy degli anziani o dei parenti?

    L’autorizzazione la devono rilasciare i parenti o gli anziani?

    Una persona anziana è ritenuta incapace d’indendere e volere quando lo decidono i parenti o quando lo decide un Giudice basandosi su idonea perizia di esperti della materia?

    Per la figlia dell’ospite, faresti meglio a non considerare tua madre/padre una cerebrolesa, ma semplicemente una persona che a causa dell’età ora ha molte meno forze fisiche di te, ma ti assicuro che forze mentali ne ha almeno quanto te e forse anche di più.

    Per Marzio, se hai fatto sorridere quelle persone hai fatto solo del bene.

  3. Anonimo says:

    PECCATO CHE IL FOTOGRAFO NON HA RICEVUTO NESSUNA AUTORIZZAZIONE PER PUBBLICARE QYELLE FOTO!!!!!!!
    UNA FIGLIA DI UNA OSPITE DELLA STRUTTURA.
    NATURALMENTE POCO PROFESSIONALE ANCHE PER AVER RACCONTATO LORO DELLA SUA VITA PRIVATA.
    NON SI FA COSì

    • Marzio says:

      Salve sono Marzio. Premesso che non sono un fotografo ma un animatore che ha soltanto scattato qualche foto, ricordo a tutti di aver rimosso le sopracitate fotografie e di aver chiesto scusa per questa benedetta autorizzazione non richiesta. Vorrei rispondere alle sue parole. Innanzitutto mi dispiace ritrattare la questione privacy, corretta secondo la legge ma discutibile secondo altri punti di vista. Il primo e forse, fondamentale, è quello del buon senso. Perché tutto è stato fatto in buona fede ed io non ci devo guadagnare nulla da ciò. Era un progetto carino e ho trovato parecchi consensi da chi possiede un animo gentile e vede il mondo con occhio attento e cuore grande. Non vorrei che si partisse prevenuti pensando ai vostri anziani, ai nostri anziani, come persone malate ed indifese, incapaci di intendere e volere perché hanno una certa età. Mi sembra che si abbia a priori un concetto molto negativo della figura in se dell’anziano e forse bisognerebbe fermarsi a riflettere su ciò prima si emettere sentenze. Mi dispiace ma non tutti riescono a scavalcare il muro del pregiudizio. E sarei curioso di sapere perché ci si sente così affamati di privacy o dove posso aver leso la dignità di queste belle persone, gli anziani. Ma non voglio fare polemica ma un discorso costruttivo perché da una critica può nascere qualcosa di importante e talvolta di bello, basta farlo con intelligenza. E buon senso. Concludo chiedendole delucidazioni in merito alle sue ultime parole, non ne ho capito bene il senso. Se si riferisce a me, le ricordo che nella casa di riposo ho trascorso un anno e mezzo e sono stato a stretto contatto con gli ospiti probabilmente più di alcuni parenti. Con loro ho instaurato un rapporto che andava oltre la professione perché siamo esseri umani dotati anche di cuore e sentimento. E se ai “miei” anziani ho raccontato qualcosa di me non vedo il problema, loro hanno fatto altrettanto. Ma non ho nulla da nascondere e soprattutto la coscienza pulita. Mi perdoni ma quando viene messo in discussione la mia sensibilità gratuitamente non lo accetto. Soprattutto da chi non mi conosce. Cordiali saluti

  4. GIAMPAOLO LEDDA says:

    Ho visto le foto su facebook e devo complimentarmi con Marzio.
    Molto belle e originali, uno sguardo da vero artista su un mondo difficile ma pieno di spunti delicati. Ho viste anche le altre foto….veramente uniche.
    Grazie anche a Vito perchè con questo spazio ci ha fatto conoscere un nuovo “sguardo” su questa realtà!!!
    Giampaolo

  5. Qualche giorno fa ho ammirato un album di fotografie. E’ pieno ovunque, di fotografie qui, sul web. Ho ammirato un album di fotografie che raccontava storie. In ogni foto c’era una storia. Una storia del mio paese. Uno s’innamora del proprio paese solo quando riesce ad ammirarne ogni sfumatura. In quest’album c’erano le sfumature. Potevi afferrare con uno sguardo l’Anima del mondo e fissarla. Per un singolo istante o per ore intere.

    A guardarlo per un’ora intera, quell’album avrebbe anche parlato.

    Avresti potuto dargli un titolo tipo: “Il risveglio”. O, ancora “Un’altra primavera”. Oppure, a ben vedere, se proprio fossi stato onesto con quegli occhi scuri, avresti potuto chiamarlo anche “Oltre l’eternità”.

    Sì, questo terzo titolo sarebbe stato azzeccato, perchè ci dimentichiamo delle persone quando sono lì. Parcheggiate nella loro solitudine. Certo, puoi andare a trovarle quando vuoi. Ma non le hai con te. Non sono più tue o parte della tua casa, della tua vita. Credo sia proprio questo a disturbare di più: far sapere al mondo che loro non sono più tue, e così non sei autorizzato a pubblicare qualcosa di simile. Perchè la privacy, in questo paese, si scontra in continuazione con quel diritto a fare tutto ciò che riteniamo giusto per noi…e non per gli altri.

    Hanno chiesto loro di essere lì? No. Eppure sono lì.

    Hanno chiesto loro d’esser fotografati? Sì. Eppure anche questo diritto non conta.

    Non conta perchè si confonde il senso del pudore altrui con il senso del proprio pudore. Quella sorta di morale “personalizzata” che ognuno si costruisce e veste addosso come a voler dire: “Io sono quello che mostro e non quello che sono davvero”. Ecco. Certo, forse è meglio attendere le “autorizzazioni”. Il permesso.

    Ma forse è anche meglio prendersi cura delle persone.

    E tu l’hai fatto.

    L’hai fatto nella semplicità dei volti e delle pose, l’hai fatto quando hai catturato Anime con uno scatto. Quando hai donato loro la dignità e l’eternità che lì dentro è dimenticata, o meglio, rimane muta e silenziosa. Come se l’autunno della vita dovesse esser per forza così: Foglia secca che cade sul terreno. Hai concesso loro per qualche ora di volare nel vento. Li hai fatti uscire da una prigione dell’abitudine giornaliera del fare sempre la stessa cosa. Li hai resi immortali anche se solo per qualche istante.

    Con le “autorizzazioni” io ti chiederei di organizzare una mostra. Con il permesso dei familiari ti chiederei di creare delle gigantografie perchè alcuni volti sono già un ricordo di questo paese e vivono nell’abbandono della strada. Li vedi camminare…li vedi chiedere sigarette o fumare quelle trovate per terra. Li vedi silenziosi nei loro sguardi persi. Li vedi e passi oltre. Non ti fermi mai a guardarli. Ma loro ti osservano.

    Uno in particolare.

    Ne ho visto uno in particolare che mi ha fatto pensare a quante volte ci sono passato vicino e gli ho detto solo buon giorno. E se m’avessero chiesto: “Che colore sono i suoi occhi?”…non avrei saputo rispondere. Nè conosco il suo nome. L’ho visto, invece, tra le tue foto. Forse la foto più bella. Forse lo sguardo più scuro. Brillava però. Brillava di vita, profondo come l’oblio.

    Mi sono soffermato a guardarlo. E ora, quando lo rivedrò in strada mi fermerò un attimo e gli chiederò come sta e gli dirò che in fotografia è bellissimo e che sembra un attore e vedrò i suoi occhi dal vivo e saprò rispondere ad una domanda che non mi farà mai nessuno, perchè tutti siamo di corsa, perchè nessuno si fa una domanda del genere. Eppure qualcuno, dopo aver visto la tua foto, avrà esclamato di certo: “Cavolo, guarda che occhi scuri!”.

    Hai in mano un tesoro. Hai dato a quelle persone la possibilità di mostrarsi al mondo per come sono. Nella loro semplicità e nella loro pura essenza. Hai ritratto le loro Anime senza distorcere il senso della bellezza. Li hai resi davvero immortali, fotografando il mio paese per un attimo. Come se, in una fotografia, uno potesse contare gli anni e le generazioni e ritrovare la solitudine condivisa del rapporto con l’altro.

    Un’opera immensa, questa delle Anime.

    Attendi l’autorizzazione e pensa a ciò che ti ho detto. Il mio paese ha bisogno di ritrovarsi anche quando si dimentica della solitudine. Ha bisogno di ritrovarsi anche quando la vita non consente di fare scelte diverse. Ha bisogno di ritrovarsi anche quando il ricordo diventa protagonista.

    C’è una storia per ogni foto, ma sai qual è la verità? Che in tutte quelle foto c’è anche la tua storia. Ed è questo che non hanno capito. Che tu hai raccontato te stesso, che tu hai offerto al mondo un’Anima sensibile e raminga. Uno stile di vita, una coscienza sociale, il sublime senso della solidarietà.

    Hai molta Fede, ragazzo. E non serve un “titolo” per comprenderlo. Basta uno sguardo.

    Basta uno sguardo.

  6. Giorgia Usai says:

    peccato non ho fatto intempo a vederle…. mi sarebbe piaciuto rivederli mia nonna ha passato li i suoi ultimi anni… non ho affato un bel ricordo di quel posto, mi farebbe piacere se ora le cose andassero meglio di come le ho conosciute io…

    • marzio says:

      Ciao Giorgia. Se hai un profilo fb potresti contattarmi? Cerca “Marzio Toniolo”, non il blog personale, ma il profilo normale. Grazie

  7. luca vadilonga says:

    Sono andato a vedere le foto di Marzio e le ho trovate molto belle…ho pensato a quante foto inutili facciamo durante la nostra vita e quante espressioni memorabili delle persone che ci stanno intorno meriterebbero di essere fotografate…non sempre il nostro sentire è corredato di mezzi tecnici. Bravo Marzio , continua…

    • Ragazzi vi ringrazio ma ho dovuto eliminare l’album. Purtroppo ero in attesa delle autorizzazioni e non ho voluto aspettare. Alcuni parenti non hanno gradito, hanno trovato la mia iniziativa una grave mancanza di rispetto. Mi dispiace molto, ora appena avrò qualche autorizzazione potrò ripubblicare qualcosa.

  8. Complimenti.
    Sono foto molto belle nell’insieme; alcune sono eccezionali, almeno per i miei gusti.
    Bravo Marzio…

  9. Elisabetta says:

    In realtà fauno banana c’è qui poco da commentare: io sono andata direttamente a vedere la pagina fb, lì ho commentato (bellissimi scatti e bellissimi soggetti) e non son ripassata di qui! Grazie Vito per la segnalazione.

  10. è triste che un post così emozionante abbia solo 7 commenti rispetto ai millemila dedicati alle cazzate del presidente del Chiagliari calcio

    • Vai fbanana!! Fai valere la mia causa! Ahahah! Scherzi a parte, grazie a tutti per i commenti e per l’attenzione. Grazie a voi che avete apprezzato quest’iniziativa…spero di portare avanti questo “progetto” che in realtà non è nato come tale ma che sta prendendo forma piano piano. Non importa quanti lo apprezzino ma chi.

  11. Massimo Manca says:

    Bravo, scatti molto belli, tecnica originale.

  12. Stupende le foto e…anche il fotografo..

  13. Brabballucca Bollita says:

    Mi piace

  14. muttly says:

    Finalmente anziani normali e non con il fondotinta e i capelli impiantati

  15. LUCIDA says:

    Uno sguardo veramente interessante. Diretto e sgombro da sovrastrutture estetiche e tecniche. I soggetti restituiscono un’immagine di pace e le foto “fanno allegria”.
    Un’iniziativa che merita attenzione.

  16. Bravo! Davvero bravo.

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