Politica / Sardegna

Servitù carceraria! Asinara o no, il progetto dello Stato è chiaro: tutti i mafiosi e i camorristi più pericolosi verranno detenuti in Sardegna!

Una nuova servitù si avanza dunque all’orizzonte per la Sardegna: quella carceraria. È il destino di ogni isola, si dirà. Ma ciò che colpisce è il silenzio o (nel maggiore dei casi) l’ipocrisia con la quale questo progetto sta prendendo corpo giorno dopo giorno, con sempre maggiore evidenza.

Lo si era capito già qualche anno fa (ed erano partiti gli allarmi: ricordo addirittura una prima pagina de “Il Giornale di Sardegna”) ma il centrodestra aveva subito derubricato a “inutile paura” il disegno (chiaro, chiarissimo) di portare tutti i detenuti in regime di 41 bis (cioè i mafiosi e i camorristi più pericolosi) in Sardegna.

Poi arrivò il famigerato “Pacchetto Sicurezza” voluto nel luglio del 2009 dal governo Berlusconi, in cui si stabiliva che i detenuti “dovranno essere ospitati in istituti a essi dedicati, preferibilmente sulle isole”. Visto che tenere i mafiosi in Sicilia non ha molto senso, basta saper fare due più due.

Infatti arrivò la decisione di dare la precedenza alla realizzazione delle nuove carceri sarde di Bancali, di Uta di Oristano. È vero, da anni San Sebastiano a Sassari e Buoncammino a Cagliari sono ritenute le strutture peggiori di tutto il paese. Ma lo Stato ha approfittato di una condizione di necessità per attuare un progetto che mortifica la Sardegna e la condanna ad essere “la Cayenna d’Italia”.

Dove sono ospitati oggi i circa 700 detenuti in regime di 41 bis? Un po’ dappertutto. E dove andranno in futuro? L’indicazione è chiara. Oggi in una intervista alla Nuova Sardegna, il ministro Severino lo spiega bene.

“Martedì, in occasione dell’audizione in Commissione antimafia, ho risposto a una domanda molto precisa dell’onorevole Giuseppe Lumia che chiedeva se il governo avesse previsto l’apertura di 41-bis nelle zone insulari, con particolare ed esclusivo riferimento a Pianosa e Asinara. Io ho premesso che a Sassari e Cagliari saranno di imminente apertura nuovi istituti, e in parte verranno destinati a tale scopo”.

A Cagliari e a Sassari. E quanti saranno? Elena Laudante su La Nuova Sardegna, in un articolo dal titolo “Sardegna alla prova del 41 bis” è stata ancora più chiara:

“A Sassari il nuovo istituto di Bancali ne accoglierà almeno 150, su 650 posti in media. Uta, nel Cagliaritano, qualcuno in più”.

Quindi di sicuro a Cagliari e a Sassari ospiteranno da sole la metà di tutti i detenuti in 41 bis! Niente di nuovo, lo aveva scritto anche Lirio Abbate sull’Espresso sei mesi fa:

“La Sardegna, con la difficoltà di visite per i familiari e le vie di fuga limitate dal mare, è sempre stata la destinazione dei criminali di rango: mafiosi, camorristi, terroristi neri e rossi del passato e, oggi, ai terroristi islamici. Mentre Cagliari e Sassari si preparano ad accogliere i pezzi da novanta, a Nuoro ci sono già”.

Dopo le servitù militari, quelle carcerarie. Sarà una battaglia durissima alla quale dobbiamo prepararci. Altro che nucleare.

20 Commenti

  1. Addetto says:

    Le faccio un piccole esempio, gentile Zunkbuster. Quando Ubaldo Badas mise mano al progetto di Terrapieno decise programmaticamente che il progetto doveva posarsi con leggerezza su un sito bello, già configurato, da tanto tempo fuso con le mura e i contrafforti. Decise materiali e linee stremamente leggere, lasciò integro il senso del luogo e cutò i particolari ma rispettando, quello fu il suo indirizzo, il contesto in modo maniacale. E ancora oggi questa intenzione è percepibile passeggiando a terrapieno.
    Pochi anni fa, fregandosene totalmente della mano leggera di Badas rovesciarono a ridosso delle mura una quantità immane di cemento armato, con bocchettoni, serrande di alluminio e ogni armamentario da brutta periferia. Il risultato è quel cataplasma di cemento rappresentato dal parcheggio di terrapieno.
    Se alla mano lieve di Badas affidassero l’Asinara e Tuvixeddu sarei molto più tranquillo. Ma siccome questo non può accedere perché i morti non tornano. Allora preferisco il carcere dell’Asinara al Resort dell’Asinara. Saluti cordiali.

  2. Addetto says:

    Nessun troll, gentile Zunkbuster. Ma una semplice constatazione. A Cagliari sono rimaste integre poche aree, quelle militari che, non essendo state sede di truppe che giocavano alla guerra ma alloggi di marescialli con una pancia bonaria che si godevano il paesaggio, non sono inquinate.
    Sulle altre aree militari sapremo di più tra qualche anno quando termineranno i lavori degli epidemiologi sui SIN ( l’area di Teulada fa parte del SIN sulcitano) di cui la Sardegna detiene, con un certo orgoglio, il record nazionale. Vederemo Capo Frasca e vari altri siti.
    L’Asinara non è stata avvelenata dai carcerati, i quali non hanno neppure inquinato la malavita sarda che si è sempre inquinata e si sta inquinando da sé.
    Quindi l’unico modo che noi sardi conosciamo per trasmettere integra la Sardegna ai nostri discendenti è la sua trasformazione in carcere oppure in area militare purché non sede di esercitazioni.
    Per il resto distruggiamo tutto quello che tocchiamo.

    • ZunkBuster says:

      Quindi non era una trollata, ma era una cosa seria? E allora perché non trasferiamo un po’ di esercitazioni militari a Tuvixeddu, così magari risolviamo il problema, dal momento che si persiste e si insiste da parte di qualcuno a non fidarsi della giunta Zedda? Anzi non apriamo neanche Uta, teniamoci Buoncammino, non si sa mai che lì un giorno ci voglia costruire Cualbu … ma andiamo dai. Comunque mi spiace deluderla perché la Severino ha escluso che si pensi alla riapertura dell’Asinara (casomai di Pianosa); il problema è semplicemente inviare un po’ di 41 bis nei nuovi carceri di Uta e nonsodove a Sassari (quando sarà chiuso San Sebastiano, altra galera allucinante).

      • Addetto says:

        No, no. Nessun artificio, prego. Lasci Buoncammino dov’è e lo renda un carcere più umano, gentile Zunkbuster. A Buoncammino, purtroppo, ci penserà il Piano particolareggiato per i centri storici che è da definire. Buoncammino, le fornaci e la biblioteca militare e varie belle strutture verranno trasformate in, indovini un poco?, residenze turistiche.
        A Tuvixeddu stanno per aprire un parco invasivo, brutto e soverchiante. Le sepolture, il sito e il suo fascino sommersi dalle enormi fioriere e ricperto da un terricccio che vedrà con i suoi occhi domenica. Lei è preventivamente contento solo perché aprono il parco? Qualunque cosa le propinino? Contento a prescindere? Personalmente vorrei il parco da molti anni. Ma ad impedirlo è stato l’Accordo di Programma e non chi si è opposto all’Accordo. Il brutto progetto dello studio Masoero & De Carlo (nipote quest’ultimo di un grande architetto) è il frutto di un egocentrismo progettuale che prevale sulla necropoli. Insomma, il vero monumento, lo vedrà, è costituito dalle fioriere e dai camminamenti. Un brutto parco urbano con dentro inserite una sola parte delle sepolture che il colle conserva.
        Non tutto deve essere scavato, sono d’accordo con chi sostiene che portare alla luce un resto archeologico ne accelera la distruzione. Ma quello che si deve vedere a Tuvixeddu è la necropoli e le conseguenze, divenute bellissime, dei lavori di cava che mostrano in sezione le eccezionali sepolture puniche a pozzo. Ha fascino anche il canyon, oggi per fotuna vincolato. Ha fascino il colle intero. Ha fascino anche Tuvumannu e le casermette alle sue pendici.
        Bastava ripulire i luoghi e non tempestarli con un progetto invasivo e molto, molto brutto.
        Non è snobismo, è solo un sano utilizzo del senso della vista.
        Idem, ovviamente, per l’Asinara, stesso ragionamento.

  3. accasioneri says:

    ma itta servitù carceraria, est traballu!!
    girerebbe infatti nelle segrete stanze una proposta oppi-uras-cuccureddu-quagliozzi-circolo sel “cupettoni&priciolu” che spedirebbe – dopo le ultime, varie, ripetute e radical cazziate della corte costituzionale – i precari ras sbruncati da suddette sentenze negli uffici amministrativi dei nuovi templi del 41bis. ovviamente senza concorso, che loro esperienza ne hanno mì! ;-)))

  4. ZunkBuster says:

    Ma che è una gara al miglior troll del blog? 🙂 🙂 🙂 🙂

  5. Anonimo says:

    ma siate onesti i parente di chi deve scontare il 41 bis potrebbero essere scambiati per turisti, e un’idea niente male, laaa un’altra idea dei riformatori sardi.

  6. Probabilmente sono troppo cagliaritanocentrico, però riserverei al Capoluogo un bel pezzo del business carcerario: campo di concentramento nel parco di Molentargius, e poi tutti a lavorare in letizia nelle saline.
    Cum grano salis, naturalmente…

  7. Addetto says:

    Considerata la fine che sta facendo come Parco, è meglio che ci mettano detenuti. D’altronde l’Asinara si è conservata per un unico motivo: c’era un carcere e nessuno ci costruiva alberghi, campi da golf, percorsi salute ecc. ecc.
    E l’isolotto è rimasto un incanto.
    Le infiltrazioni mafiose sono state denunciate in Sardegna dal procuratore di Tempio in una zona, la Gallura, dove la causa era un certo tipo di sviluppo e d’affari. E a breve il nuovo carcere all’Asinara potrebbe accogliere qualche affarista locale che ha smarrito la buona strada. Sarebbe un carcere a chilometro zero, questo sì ecosostenibile. Solo per noi.
    E poi, se l’indotto vale per un locale notturno che lavora pochi mesi l’anno come il Billionaire, perché non dovrebbe valere per il carcere dell’Asinara aperto tutto l’anno? Un carcere dà lavoro a tanti intorno. Un lavoro duraturo e certo.
    Finalmente una struttura che ospita qualcuno per dodici mesi e non solo durante la stagione estiva.
    L’unico modo di conservare l’Asinara bella e integra è conservare la sua, come si usa dire oggi, vera vocazione, ossia la vocazione carceraria. Un luogo dal quale neanche il Conte di Montecristo potrebbe evadere.

  8. Simplicius says:

    Siccome faccio l’avvocato d’affari, propongo alcune condizioni soddisfatte le quali tutti i mafiosi potrebbero trascorrere i bagni penali da noi in Sardegna:

    1 – Tutte le aziende di proprietà di parenti e di prestanome dei mafiosi al 41bis devono trasferire la sede legale in Sardegna

    2 – I proventi del pizzo che le famiglie dei detenuti richiedono devono essere introitati dalle casse della R.A.S. nella misura di una quota non inferiore al 27% netta.

    3 – Tutti gli affiliati alle famiglie mafiose alle quali appartengono i detenuti (siano essi di Cosa Nostra, Stidda, Ndrangheta o Sacra Corona Unita) dovranno effettuare dora in poi i riti di affiliazione in LSC

    4 – Ogni società di cui al punto 1 precedente dovrà avere fra i propri dipendenti a tempo indeterminato almeno quattro giovani sardi di età inferiore ai trentacinque anni con un master and back nel curriculum.

    5 – Ogni società di cui al punto 1 dovrà inoltre aggiudicarsi almeno un subappalto tra i seguenti:
    = Hosteling e catering presso la Tirrenia
    = Handling a Elmas per Ryanair
    = Ultimazione definitiva della ss.131
    = Gestione della vetreria di Pirri
    = Smontaggio della legnaia dell’Anfiteatro

    Che ne dite?

  9. Angioy says:

    Volete essere itagliani?Eintza citteisiri!

  10. ZunkBuster says:

    Quanti detenuti sardi espiano le loro pene fuori dalla Sardegna? Finché ce ne sarà uno solo che non può tornare qui, la risposta è: la Severino i 41 bis se li metta a casa sua.

  11. io sono io chi puo esserlo meglio di me ! says:

    vi ricordate il casino che e successo quando il povero Soru fece arrivare l aliga napoletana a Cagliari……………..ebbene vediamo se le stesse persone che organizzarono quel casino hanno l onesta di fare la stessa cosa…. anzi di piu’ … per il sicuro arrivo della peggior delinquenza di mezza italia in sardegna…………….

  12. Neo Anderthal says:

    Invoco l’intervento di dell’autorevole Di Legno.
    Ci illustrerà, con la consueta efficace sintesi, che in fondo -chissà- un po’ di galere servono e danno lavoro.
    La mia opinione, in specie sul ripristino delle supercarceri nella intoccabile Asinara, è contenuta in un monosillabo: MAI.

  13. Daniele Addis says:

    sardigna
    [sar-dì-gna]
    s.f. (pl. -gne)
    1 dial. Reparto del macello dove vengono raccolti gli animali morti per malattie infettive o i residui di carni macellate non adatti all’alimentazione

    Questa è la definizione di sardigna nel dizionario italiano e i politici dimostrano di conoscerla bene. Si leverà un coro di “vibrante protesta” al quale il governo (qualsiasi governo italiano) risponderà con una sonora pernacchia e una pacca sulla spalla per dire che capisce le ragioni del disagio. Finirà tutto come nel caso di Jovine a Badu e Carros. Sdegno, protesta e politici che si sono erti a paladini dei diritti dei poveri sardi maltrattati e dileggiati.

    Antonio Jovine è finito a Badu e Carros e ora il problema non sussiste più, basta non parlarne.

    Domani il problema sarà un altro, l’importante è mettersi la medaglia di paladini dei sardi. L’ottenimento del risultato è una cosa del tutto secondaria e nemmeno prevista dai professionisti dell’indignazione.

  14. gentarrubia says:

    per fortuna che il Senatore Pisanu ci rincuora:
    “Non c’è nessun allarme sul futuro del’Asinara”. Lo afferma, in una nota, il presidente della Commissione Antimafia, il senatore del Pdl Giuseppe Pisanu. “Le parole pronunciate ieri in Commissione Antimafia dal ministro della Giustizia Paola Severino sono state fraintese. Il ministro, infatti – spiega Pisanu – rispondendo ad una domanda del senatore Lumia, ha parlato dei nuovi istituti carcerari sardi che prevedono reparti speciali per detenuti in regime di 41 bis e si è riferita inoltre alla teorica possibilità di recuperare agli stessi fini esclusivamente l’isola di Pianosa. Ma non ha detto nulla sull’Asinara, ben sapendo che essa è Parco naturale e non può essere in alcun modo retrocessa alla sua vecchia destinazione. Lo stesso senatore Lumia, da me interpellato, ha chiarito che con la sua domanda non intendeva affatto riferirsi all’Asinara. Nessun problema, dunque, per la nostra splendida isoletta – conclude il presidente Pisanu – se non quello di reperire le risorse necessarie a farla progredire come prezioso parco naturale”.

    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/258672

  15. Gianluca says:

    Questo è lo sviluppo che ha in mente il sistema Italia per la Sardegna 🙁

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