Cagliari / Sardegna

Campo nomadi a Cagliari: c’è una politica del Comune oltre ai blitz? L’integrazione è possibile: il caso Nuoro e la vittoria di “Zingarò”

 

Ci informano le cronache che ieri al campo nomadi di Cagliari sulla 554 c’è stato non un blitz, ma addirittura un “maxi blitz”. Polizia, carabinieri, vigili urbani, tutti insieme appassionatamente hanno identificato 105 rom. Che cosa le forze dell’ordine stessero cercando non si sa, visto che alla fine non è stato denunciato nessuno e che tutto si è concluso con l’invito rivolto a due persone a presentarsi all’Ufficio Immigrazione della Questura per accertamenti.

Con questo non si vuole certo negare la realtà. Il campo nomadi sulla 554 è quello che è, cioè anche un crocevia di traffici illeciti e di smaltimento di rifiuti speciali (e rileggetevi un articolo uscito qualche giorno fa sulla Nuova Sardegna, in cui si metteva bene in risalto come certe aziende preferiscono affidarsi ai rom per smaltire materiali industriali a costi bassissimi).

Ma adesso, dopo il maxi blitz, che si fa? Il problema dell’inadeguatezza del campo nomadi resta in tutta la sua urgenza e complessità. Gli abitanti di Mulinu Becciu da troppo tempo stanno subendo la violenza dei fumi tossici sprigionati dai roghi provenienti dalle baracche. E lo stesso campo versa in condizioni pietose, ormai inaccettabili per una città civile.

La Giunta Zedda aveva da subito posto l’attenzione sulla vicenda, poi tutto si è inabissato. Il sindaco qualche settimana fa, intervenendo in aula, era tornato sulla necessità di dare una svolta alla questione del campo nomadi, magari anche coinvolgendo le altre amministrazioni dell’area vasta, così come l’assessore ai servizi sociali, Susanna Orrù, aveva promesso novità a breve.

Quelle novità le stiamo aspettando. E ormai sono urgenti e ineludibili.

Mentre ieri le forze dell’ordine eseguivano il loro rituale maxi blitz, a un paio di chilometri, al Cineworld, il documentario “Zingarò” vinceva il concorso “Il cinema racconta il lavoro”. L’opera racconta la storia di un gruppo di ragazze del campo nomadi di Iglesias, coinvolte in un progetto di integrazione. Un corso di sartoria è diventato un’occasione di riscatto e di lavoro, che i registi Marilisa Piga, Nicoletta Nesler e Nicola Contini hanno raccontato con grande efficacia.

E il lavoro è un arma potentissima di integrazione. Ne sanno qualcosa a Nuoro, dove lunedì il sindaco Bianchi ha fatto visita al campo nomadi e dove il comune ha sostenuto un progetto di inserimento lavorativo per quattro ragazzi rom presso Nuoro Ambiente, la controllata che si occupa della raccolta dei rifiuti.

Il Pdl nuorese ha polemizzato in maniera squallida, al grido di “prima i nuoresi”. Però io mi chiedo: quando avremo una iniziativa simile anche a Cagliari? Quando il sindaco Zedda farà una visita ufficiale al campo sulla 554?

 

20 Commenti

  1. Anonimo says:

    io ho respirato la loro diossina per 4 anni… quanta rabbia, altro che comprensione.

    • Anche io respiro la diossina di questi criminali impuniti tutte le notti, ed è uno schifo. Il quartiere deve insoregre, la politica non serve a nulla, non ha mai fatto nulla, ne le vecchie giunte ne quella attuale, che pensa a progetti di improbabile integrazione spendendo centinaia di migliaia di euro e stop. Come pensano di integrare i ROM con gli abtitanti se ci sono centinaia di abitanti del quartiere di Muninu becciu che stanno muorendi di cancro per la diossina che respirano tutte le notti. Nessun giornalista ha mai visto o vissunto questo incubo, venite a cas mia dopo le 22.00 e cambierete idea radicalmente sull’integrazione di abitanti del campo che di mestiere fanno i delinquanti, raccogliendo rifiuti di ogbni genere e facendo alle porte di Cagliari la più grande discarica di rifiuti tossici che ci sia in Sardegna. Come abitante di Mulinu becciu ho pagato nel 2011 410 euro di tassa sui rifiuti, e vivo in mezzo ai rifuiti, però devo fare la raccolta differenziata, è ridicolo, che è lasciato vivere in mezzo alla discarica , non dovrebbe pagare nessun servizio al comune, perchè il comune, le ASL, etc. devono garantire un livello minimo di turela della salute pubblioca dei propri cittadini. E’ vergognoso che Cagliari tolleri questo scempio ambientale. Mario

  2. valentina says:

    @ Vito Biolchini, la
    notizia che ci suggerisci di leggere, sulla Nuova
    Sardegna di qualche giorno fa è quella relativa all’indagine aperta
    dall’Antimafia di Cagliari, sul traffico e i roghi e di rifiuti speciali
    effettuati presso il campo rom della 554.
    Dopo anni di scempio ambientale, sul quale nessun giornalista si è mai
    degnato di indagare (tanto meno tu) finalmente si apre il sipario
    sulla gravissima attività criminale, contro la salute pubblica, di traffico e smaltimento di rifiuti speciali gestita dai rom a vantaggio di tante aziende locali; perfettamente organizzata e sempre più in crescendo, grazie alla tolleranza delle Istituzioni, e al silenzio dei media; infatti, come volevasi dimostrare sia in questo blog che sull’Unione Sarda la notizia è stata totalmente
    censurata.
    Certo, come affermi,non puoi negare la realtà finalmente nota grazie alle indagini e agli esposti ripetuti negli anni dagli abitanti
    della zona tramite Gruppo d’Intervento Giuridico, ma di certo non hai contribuito a farla emergere.
    Dai anche tu il tuo apporto all’integrazione.

      • valentina says:

        credevo di aver sbagliato l’invio del primo commento e cancellato tutto, per questo l’ho riscritto.
        Colgo l’occasione per segnalare che, a fronte dei quotidiani atti criminali, le forze dell’ordine hanno finora risposto che non potevano assicurare i delinquenti alla giustizia perchè non riuscivano a coglierli in flagrante e a identificarli. Speriamo che questo censimento sia il primo passo verso l’identificazione e l’arresto dei criminali che da anni tengono in ostaggio le nostre vite, non solo rom, ma anche quei delinquenti che fanno smaltire i rifiuti tossici nel campo e i delinquenti che acquistano in nero e sottocosto i materiali metallici ricavati dallo smaltimento.

      • Non ti devi arrendere. Devi solo farti un’idea esatta di quale sia veramente il problema del campo ROM, sopratutto per i 10.000 abitanti di Mulinu becciu e non solo, la diossina è quanto di più tossico possa esistere per la salute umana, la correlazione con il cancro è data con certezza scientifica. Purtroppo di notte pochi vedono quallo che succede nel campo, tranne qualli sfortunati che come me ci abitano vicino, e tutte le notti subiscono l’aria irrespirabile creata dai roghi tossici di una cinquantina di delinquanti che abitano nel campo, e non sono nenache stati censiti dal blitz delle forze dell’ordine perchè si sono nascosti ( probabilemnte non c’era interesse a trovarli). Per un’abitante del quartiere è intollerabile subire quello che noi staimo vivendo, nessuno ha nulla contro i ROM, devono solo SMETTERE di rovinarci la salute. Ma è il quartiere che DEVE insorgere in forze e prendere consapevolezza dei danni irreversibili che gli abitanti stanno subendo, magari occupando il campo con presidi fissi, coadiuvati dalle forze dell’ordine e mirati a eviatare che le decine di autocarri, anche con gru, carichi di rifiuti entrino e scaricare la spazzatura a bruciarla.
        Svegliatevi solo noi possiamo salvare la nostra salute, alla POLITICA non frega nulla, interessano solo i voti in campagna elettorale, come ha fatto anche la giunta attuaale e TUTTE le altre che ci sono state prima a prescindere dal colore politico, che è completamente irrilevante. Mario

  3. Anonimo says:

    La notizia che Vito biolchini ci suggerisce di leggere, sulla Nuova Sardegna di qualche giorno fa è quella relativa all’indagine aperta dall’Antimafia di Cagliari, sul traffico e i roghi e di rifiuti speciali effettuati presso il campo rom della 554.
    Dopo anni di devastazione ambientale, sulla quale nessun giornalista si è mai degnato di indagare (tanto meno Biolchini) finalmente si apre il sipario sull’attività criminale perfettamente organizzata,di traffico e smaltimento di rifiuti speciali e tossici; un fatto di gravissima rilevanza per la salute pubblica, ma cosa evidentemente di poco conto, sia per l’Unione Sarda che per Vito Biolchini, che hanno infatti, totalmente censurato la notizia.

    Il campo rom è una grande discarica con annesso inceneritore abusivo, gestito dagli abitanti del campo, che opera a pieno regime al servizio di tante aziende locali; un’organizzazione malavitosa sempre più in crescendo, sviluppatasi grazie alla tolleranza complice di varie istituzioni e la mistificazione e censura dei media.

    Biolchini, tu dici che non vuoi certo negare la realtà,
    certo, adesso che, i cittadini organizzati con il Gruppo Giuridico d’Intervento, finalmente dopo anni di segnalazioni e vari esposti, sono riusciti a far aprire un’indagine dalla Procura, non puoi più farlo, ma cos’hai fatto per rivelarla?

    Meglio coprire le notizie sulle quali si può sfoderare un pò di retorica buonista….

    “C’è una politica del Comune oltre ai blitz”?
    “che cosa le forze dell’ordine stessero cercando non si sa, visto che alla fine nessuno è stato denunciato”.

    Biolchini, tu non sai cosa stavano cercando le forze dell’ordine “tutte insieme appassionatamente”, all’estrema periferia della tua amata città, perchè non te ne sei mai interessato; altrimenti avresti saputo che le forze dell’ordine “niente cercavano”, eseguivano solo il legittimo censimento e l’identificazione dei rom realmente residenti nel campo (che è diventato una terra di nessuno); e se le “forze” ti sono sembrate sovradimensionate, vorrei ricordarti che qualche tempo fa, un vigile del fuoco intervenuto a spegnere uno dei tanti smaltimenti illegali, si è visto puntare una pistola in faccia, da un nomade, che poi non è stato possibile identificare!

    Spero che ci sia una politica del Comune che vada verso lo sgombero del Campo.
    Non c’è nessuna possibilità di integrare la comunità Rom, fino a quando rimarrà in piedi quel Campo. Le uniche possibilità, quel lager, le offre ai delinquenti che lo sfruttano per compiere traffico di rifiuti e smaltimento.

    In questi giorni, nonostante l’indagine della DIA sia stata resa pubblica, i roghi continuano incessantemente; l’arroganza di tale atto sta mettendo a dura prova la nostra capacità di sopportazione, siamo veramente, veramente, veramente esasperati.

    I

    • Od Anonimo, ma come faccio a censurare una notizia di cui… ho parlato io, e tu stesso lo riconosci?? Come puoi accusarmi di voler nascondere l’indagine dell’Antimafia se l’ho citata nell’articolo con tanto di riferimento alla Nuova Sardegna? Cos’e maccusu!

      • valentina says:

        La notizia non è di ieri, ma di qualche giorno fa, tu la citi en passant, invece è una cosa gravissima, quello che sta emergendo dallìinchiesta è ancora più grave di quello che potevamo immaginare, ed è grave per la salute di tutti, non solo per chi vive e lavora nel campo o nei suoi pressi: Tu intervieni solo per far apparire la comunità Rom vessata, non capisci che difendere l’indifendibile può arrecare solo danno ai Rom, a quelli onesti che vorrebbero differenziarsi da chi delinque.
        L’anonimato non era voluto, errore di invio.
        Valentina

        • condivido.

        • ho avuto modo di parlare con una abitante del campo che ho conosciuto per motivi di lavoro e che non condivide, dichiara, le attività criminali degli abitanti del campo. questa donna conferma che il blitz delle forze dell’ordine è stato un bluff perchè circa 50 persone, i peggiori che fanno i roghi alla diossina, si sono nascoste nel campo e non sono state censite, quindi di fatto non esistono. Alcune donne che erano nel campo e volevano parlare sono steate minacciate da questi criminali. Questa è la realtà. Abito a Mulinu becciu e non auguro a nessuno di respirare lo schifo della diossina che ormai è presente tutte le sere dalle 22.00 in poi con fumi che si vedono a km di distanza e nubi tossiche alte 80 metri. E’ squallido che cagliari tolleri tutto questo, ma sopratutto che lo accettino i 12.000 abitanti di Mulinu becciu che stanno muorendo di cancro perchè è come se abitassero in mezzo ad una discarica di rifiuti tossici che brucia tutte le notti. Qui non si tratta di ROM questi sono dei delinquenti che con la connivenza di mimprese di Cagliri che per 50 euro si disfano dei rifiuti più tossici, dandogli ai ROM che li portano in discarica ( il loro bellissimo campo adiacente all’Holiday INN e li bruciano). E’ il quartiere che deve insorgere in maniera pesante con migliaia di persone, occupando il campo, e facendo in modo che questi assasini impuniti non continuino ad avvelenare la nostra salute tutti i giorni. Il Comune per ora inclusa la giunta Zedda, che fa solo finta di interessarsi al problema, ha solo regalato soldi ai ROm per pulire il campo, dopo 15 gg è di nuovo una discarica che brucia, e il comune spende centinaia di migliaia di euro all’anno. E’ vergognoso. Abitanti sveglatevi !!!!

          • valentina says:

            Caro Mario, come avrai potuto conoscere dai miei commenti, ci sono molti cittadini di Mulinu Becciu che si sono mossi per chiedere il ripristino della legalità nel campo. In particolare, grazie al sostegno del Grupppo d’Intervento Giuridico, e tramite la stessa Associazione abbiamo fatto un’esposto dettagliato su quanto accade nel campo, con tanto di riprese video, che ha portato all’apertura dell’indagine della DIA di cui sopra.Ti prego di metterti in contatto con il Gruppo d’Intervento Giuridico, tramite il loro sito, per renedere note le preziosissime testimonianze di cui scrivi. La strada è ancora lunga, ma qualcosa sta iniziando a muoversi. La cosa che mi sconcerta di più è che pochi delinquenti, riescano a tenere in ostaggio la vita di tante persone.

            • Buongiorno Valentina, ho partecipato ad una riunione dove c’era anche l’associazione di cui parli, che conosco, c’erano 35 persone max. Il quartiere è composto da oltre 10.000 persone che non sono evidentemente consapevoli del rischio quotidiano che corrono. Non capisco l’atteggiamento di tutta questa gente, se fossimo stati fuori dalla Sardegna quel campo sarebbe già stato occupato da migliaia di persone e il problema risolto, già da anni. Abito li da un’anno, ho fatto un grave errore a comprare casa in quel posto, ignorando il problema, e sto già pensando di rivendere casa e andarmene il più lontano possibile. Se la gente non reagisce in massa ad un fenomeno così importante credo con non ci sia nulla da fare, non ho mai visto un’apatia e un disinteresse da parrte della gente su problematiche che mettono a serio rischio la loro stessa salute. Mi sto convincendo sempre più che forse ho sbagliato a scegliere il posto dove anadare a vivere. Se uno qualsiasi di noi, una sola volta causa un rogo come quelli che vedo tutte le notti, viene sbattuto in galera e non se ne sa più nulla, i criminali che operano nel campo sono perennemente impuniti, qualsiasi cosa facciano. Per quanto riguarda la politica, fa il suo mestiere, cioè nulla, come ha sempre fatto. Si tratta di problemi che vengono utilizzati e strumentalizzati dalla politica solo a scopo elettorale o altro, ma senza dare soluzioni concrete. Le iniziative prese dalla giunta attuale fanno ridere, evitano anche di citare spesso i problemi di salute pubblica della gente, evidenziando solo quelli dei ROM. Tra i ROM so bene che ci sono alcune famiglie che non condividono e vorrebbero andare via ( sono quelle che hanno dichiarato che 50 persone si sono nascoste e non sono state censite dal Blitz), ma succederà che il comune darà le case a questi per separarli dai loro antagonisti, e nel campo 554 rimarranno solo i peggiori, che continueranno a fare business con i rifiuti, perchè di questo si tratta. I Rom guadagnano a ritirare dalle aziende Sarde conniventi, e le stesse aziende guadagnano sui costi di smalti mento che sarebbero molto alti. Nel campo si brucia tranquillamente amianto, plastica. oli esausti, elettrodomestici vecchi di ogni genere, gomme dei gommisti di Cagliari, e chissa cosaltro. Svegliamoci tutti e impediamo in qualsiasi modo che questi continuino impunemente ad ucciderci. Mario

  4. Credo occorra affrontare di petto questa problematica, senza ipocrisie e senza rigurgiti xenofobi.
    A breve immagino si faranno i cantieri comunali, qualcuno potrebbe farsi carico di spiegare ai Rom come partecipare ai bandi..

  5. ZunkBuster says:

    In Svezia, sotto i governi socialdemocratici, l’integrazione dei rom è stata attuata a volte con criteri anche un po’ forzosi … per la serie: se state nei campi non siete integrati, però facciamo di tutto per farvi integrare. Il risultato più appariscente lo conoscono tutti gli appassionati di calcio: lo svedese oggi più noto è Ibrahimovic, di etnia Rom e nazionalità originaria serba. Ma da tempo gli “zingari” non sono più un “problema”, e non certo a causa di soluzioni di stampo nazista. Il mio interrogativo era se siano i Rom a voler vivere a tutti i costi nei campi, oppure se ci restino perché con quest’alibi non abbiamo fatto mai davvero niente di concreto per la loro integrazione. Quanto a certe abitudini obiettivamente “fastidiose” diffuse tra i Rom, se sono ancora tollerate è colpa della demagogia. Vedasi la demagogica sentenza della Corte Costituzionale che ha depenalizzato l’accattonaggio. E come possiamo pretendere che gli “zingari” la smettano di vivere di carità quando ogni angolo della città è invaso di accattoni di ogni tipo, spesso dei puri e semplici truffatori?

  6. Baradel says:

    Benvengano i blitz in quella discarica abusiva. gli zingari devono vivere come gli altri, nelle case. Punto.
    L’integrazione dei benpensanti da salotto contunuate a cercarla voi che non avete niente da fare e avete il tempo di pontificare sul sesso degli angeli. Noi, che viviamo in periferia, vorremmo semplicemente poter respirare aria pura e non i fumi della discarica abusiva degli zingari.
    ps. dove abiti, caro vito? forse non nella periferia nord di Cagliari, vero….

  7. ZunkBuster says:

    Massimo Zedda è un politico accorto, anche se non sembra molto efficace sul terreno della comunicazione. Il campo nomadi, con la sua infelice collocazione attuale, è una mina vagante che rischia di ripetere la vecchia storia di voti regalati alla destra magari sull’ala di invettive demagogiche, uguali e contrarie a quelle di segno opposto che vengono da estrema sinistra e che non sembrano aver fatto breccia nel sindaco. Sui Rom, occorrerebbe ideare e attuare un serio e definitivo progetto di integrazione. Non penso che siano loro a sfuggire ad ogni possibilità di integrazione, forse siamo “noi” che non gli abbiamo dato serie possibilità. A prescindere dagli approcci demagogici, quelli “di destra” che li vorrebbero semplicemente cacciare dall’Italia (e sono italiani perlopiù), quelli “di sinistra” che giustificando sempre tutto di fatto cospirano a rendere la loro condizione di nomadi perennemente messi ai margini una situazione immutabile.

  8. Claudio says:

    Ritengo che non si debba fare di tutta l’erba un fascio. Se sono intervenuti in massa una causa ci sarà pure stata, che poi non abbiano trovato nulla è un bene per loro e anche per noi. Ricordo quando fu inaugurato il campo nomadi con tutti i confort, tanto da far arrossire i migliori camping a pagamento, campo realizzato con soldi pubblici e quindi un po nostri, ed ora? Tutto distrutto e non credo ad opera dei nostrani vandali metropolitani specializzati in pensiline, cabine telefoniche e quanto altro pubblico. Credo che che qualche lezione di civiltà comune sia indispensabile a loro ed anche un po’ a noi. Convivere si può, ma rispetto reciproco, please.

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