Politica

Piccolo contributo all’analisi del risultato delle primarie di Palermo: Ferrandelli è nato nel 1980, Rita Borsellino nel… 1945

È sempre difficile valutare le situazioni politiche locali. Ricordate la sorpresa di molti “continentali” il giorno dopo la sconfitta di Soru alle ultime regionali in Sardegna? Allo stesso modi oggi tanti osservatori nazionali si avvicinano al risultato delle primarie di Palermo con strumenti a dir poco approssimativi. Cosa sia successo in Sicilia lo sanno solo i siciliani, pretendere di capirlo senza conoscere bene quella situazione politica è da presuntuosi.

E in ogni caso, le primarie sono belle proprio perché gli elettori possono stravolgere i pronostici (e a Cagliari ne sappiamo qualcosa) e chi vince anche contro ogni possibilità è pienamente legittimato a rappresentare tutto lo schieramento.

Detto questo, e senza entrare nel merito politico delle due candidature più forti (quella di Rita Borsellino e di Fabrizio Ferrandelli), senza fare tanti voli pindarici sulla linea del Pd, di Bersani e delle lotte di potere tutte romane, sulle accuse di brogli e sul riconteggio delle schede proviamo ad analizzare qualche elemento terra terra visto che comunque si è arrivati ad un testa a testa (e questa è già una sorpresa).

Rita Borsellino ha perso (male) le elezioni regionali siciliane del 2006. Fabrizio Ferrandelli no.

Rita Borsellino è stata candidata alle elezioni politiche del 2008 e, presentata in due collegi senatoriali diversi (Emilia Romagna e Lombardia) non è stata eletta in nessuno dei tre. Fabrizio Ferrandelli no.

Sempre nel 2008 Rita Borsellino si è candidata alle regionali siciliane come consigliere: non è stata eletta.

Rita Borsellino è stata eletta nel 2009 parlamentare europeo. Fabrizio Ferrandelli non è mai stato candidato a nulla, se non a consigliere comunale nel 2007.

Ah, dimenticavo: Fabrizio Ferrandelli è nato nel 1980, Rita Borsellino nel 1945.

Ed ora avanti con le analisi politologiche!

54 Commenti

  1. ZunkBuster says:

    Attenzione a trarre conclusioni affrettate, casomai le giuste conclusioni sulle incredibili primarie di Palermo dovrebbero essere anticipatorie rispetto a quelle della Procura (http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/03/06/news/primarie_indagine_della_procura_tessere_elettorali_distribuite_ai_gazebo-31072432/?ref=HREC1-4) ossia di invalidarle senza manco pensarci troppo, considerato anche lo scandalo delle promesse di assunzioni in cambio di voti che sembrerebbe (sottolineo sembrerebbe) coinvolgere il renziano Davide Faraone.
    I 10000 voti in più alle primarie palermitane rispetto a quelli preventivati sono chiaramente di elettori del centrodestra e di Lombardo imboscati.
    Non che queste cose non avvengano nella patria delle primarie, gli Stati Uniti (in alcune primarie democratiche hanno spesso votato anche elettori repubblicani, grazie a sistemi di registrazione degli elettori non accuratissimi), ma dato che il meccanismo è ancora imperfetto, trarne conclusioni politiche di carattere nazionale è, più che avventato, un’idiozia.
    Quanto a Letta, che prendesse la tessera dell’UDC come ha fatto da tempo Lusetti: sarebbe più onesto.

  2. Piccola considerazione says:

    Antonello Cabras, da Roma, sembrava un ottimo candidato Sindaco di Cagliari. Senatore, grande esperienza, molto conosciuto in città. Nei sondaggi era considerato l’unico in grado di competere con il centrodestra.
    Antonello Cabras ha raccolto alle primarie 1924 voti su circa 136000 elettori. 1,4%
    Giudizio sulla candidatura (a posteriori): Antonello era un candidato bollito. Da troppo tempo a Roma o in giro per l’Italia, troppo distante dalla Cagliari del 2012.

    allo stesso modo:

    Rita Borsellino, da Roma, sembrava un ottima candidata Sindaco di Palermo. Attiva da anni nei movimenti e nella società civile, candidata presidente anni prima, grande esperienza, molto conosciuta in città. Nei sondaggi era considerata l’unica in grado di competere con il centrodestra.
    Rita Borsellino ha raccolto alle primarie 9792 voti su circa 568mila elettori. 1,7%
    Giudizio sulla candidatura (a posteriori): Rita era una candidata bollita. Da troppo tempo a Bruxelles o in giro per l’Italia, troppo distante dalla Palermo del 2012.

    Rita, stando alla percentuale di voti presi, non era meno bollita di Antonello.

    a Roma (e tra chi a Cagliari pensa troppo a Roma) non sempre ci azzeccano.

    • Simplicius says:

      E quale è stata invece la percentuale di Zedda alle primarie su 136mila elettori? Ma che dato è? Ma come si fa a calcolare le primarie del centrosinistra mettendo in rapporto con l’universo degli elettori? Mi’ che ti mando il padre dell’assessore alla cultura a farti ripetizioni!!!!

  3. Gianluca Floris says:

    eccovi freschi freschi gli ultimi sondaggi da Ballarò. Così possiamo toccare con mano il frutto dei disastri del PD. Li mettiamo in ordine decrescente, per comodità.

    PD 27.4
    PDL 22.0
    LEGA 10.2
    IDV 8.6
    UDC 8.1
    SEL 6.7
    M5S 4.3
    FLI 4.3
    FDS 2.8
    API 1.1

    • gentarrubia says:

      27,4+22,0+8,1=57,5%=PD+PDL+UDC
      finalmente il PD PRIMO PARTITO di GOVERNO!

    • E dov’è il disastro? Si può fare molto molto meglio, per carità, ma è il primo partito in Italia, e con gli alleati “naturali” SeL e IdV supera allegramente PDL+Lega di 10 punti.

      Disastro è troppo, non essere melodrammatico.

      • Gianluca Floris says:

        Infatti ero ironico. Dovevo mettere fra virgolette “disastro” e inserire una faccina, ma faceva troppo bimbominkia.
        Credo che il Pd in nazionale sia l’unica alternativa seria per un governo che si lasci alle spalle vent’anni di berlusconismo e il fatto che cresca ancora nonostante tutto la dice lunga sul fatto che non sono il solo a pensarla così.

  4. Si finisce sempre a parlare di soru…ci sono diversi appassionati di archeologia in questo blog…:-)

    • E certo che parliamo anche di Soru! Mi spingo oltre propongo sin da ora per le prossime Regionali le Primarie tra: Renato Soru (se accetta, altrimenti in panchina Grazianeddu Milia), Giovanni Razzu (quello di London City) e Silvio Lai (lui di diritto in quanto Segretario). Che ne pensate? Togu no???

      • ZunkBuster says:

        Io voto per uno scontro secco Soru-Milia. Ma se le primarie sono di tutto il centrosinistra, consideriamo il terzo incomodo. Magari una giovane donna di SEL che sta facendo molto bene al Comune, Susanna Orrù o Francesca Ghirra.

        • ZunkBuster says:

          Anzi, di questo passo si presenta alle primarie del centrosinistra pure Simone Spiga. A sinistra di SEL 🙂

        • Ma kastia, pagu furbu puru! Certo che tra Soru e Milia, si può candidare anche mia sorella e vince di sicuro! Perchè non Giovanni Razzu (che di esperienza ne ha più delle due Assessore messe insieme), Silvio Lai (sempre di diritto!) e una donna proposta da Sel (Francesca Barracciu)? ….(secondo me c’è il trucco!!!)….

  5. ZunkBuster says:

    Soprattutto, vorrei comprendere dove sta la coerenza dei vari veltroniani, lettiani, e di chiunque è pronto a dare addosso a Bersani come uno sciacallo. “Basta con la Foto di Vasto”, ordina il nipote (Enrico) di tanto zio (Gianni), ma si è già dimenticato che il PD ha perso “a sinistra” una sfilza di primarie precedenti. Milano, Cagliari, quelle atipiche di Napoli (di fatto fattesi al primo turno dopo le primarie annullate in cui avevano votato in massa i cinesi per il bassoliniano Cozzolino, e mi sa che queste di Palermo ci somigliano un po’) in cui De Magistris è prevalso al primo turno sul candidato PD (sostenuto stavolta anche da SEL), Genova, dimentichiamo la Regione Puglia dove si era tentato di contrapporre a Nichi Vendola un candidato PD, uscitone con le ossa rotte, oggi noto soprattutto per il curioso fidanzamento con una collega parlamentare pidiellina. Dobbiamo accantonare la Foto di Vasto in virtù di primarie palesemente drogate? No grazie Enrico Letta, riprovaci, sarai più fortunato. A volte SEL mi fa imbestialire, e a volte pure IDV, ma sono le sole forze che possono essere partecipi con un PD ancorato ai suoi valori fondativi, che nulla hanno a che fare con la melassa centrista, in un vero progetto di cambiamento del Paese. Il signor Veltroni ha già visto dove ci ha portato giocherellando con la “vocazione maggioritaria” e marcando i confini a sinistra: al più sciagurato governo della storia repubblicana. Se ci si presenta senza SEL, o senza IDV, o senza entrambi, strizzando l’occhiolino a Casini e Lombardo (Fini ancora ancora, mi sembra avere valori, per quanto di origine di destra, già più condivisibili), io il PD non lo voto, è semplice.

    • Di Legno says:

      Ha ragione Zunk. Sarebbe meglio che il Pd fosse coerente e parlasse con una sola voce. Tipo PCI degli anni cinquanta.

      • Di Gesso says:

        Forse no. Sarebbe meglio ancora se seguendo Weltroni e il Nipote il PD si abbracciasse al terzo polo -che non accetta, ma chi disprezza…- voltando completamente le spalle al mondo del lavoro, ai sindacati, alla base militante, per perseguire un sogno tecnocratico che ha come obiettivo il comando dei ricchi e fortunati -ma per merito, certamente- sul resto degli esclusi con gli altri ammessi solo se figli o amici o clientes vari -vedi quel genio di Martone-.
        Allora sì che un moderno centrosinistra conquisterebbe la sua vittoria definitiva, sostituendo la destra fino ad interpretarne definitivamente il ruolo, nel migliore dei modi.

        • Di Ghisa says:

          Hai ragione, meglio Sel.

          • ZunkBuster says:

            Mi sembra che “Di Gesso” abbia a cuore le sorti del PD, SEL in chiave egoisticamente elettoralistica non avrebbe che da sguazzarci in uno scenario da incubo come quello descritto; ma non credo che Vendola voglia conquistare un pugno di parlamentari per richiuderli in un recinto, penso che abbia a cuore la vittoria del CENTROSINISTRA (senza trattini) nel suo complesso.
            Che poi starei attento a correre dietro alle sirene del Terzo Polo, che non è compatto neanche al suo interno; non è che dentro FLI tutti impazziscano di gioia all’idea di essere considerati una cosa sola col baciapile Casini o di fare inciuci col chiacchieratissimo Lombardo avendo come simbolo Falcone e Borsellino. Tra coloro che in qualche modo hanno spezzato una lancia non dico a favore dei No Tav, ma quanto meno della necessità di non calare la Tav dall’alto in modo così autoritario, c’è anche Fabio Granata.

          • Meglio Sel? Meglio il Pd? Meglio il Pci? Ma che c’entrano in tutto questo ragionamento? Il Pd è un Partito che, pur con tutte le sue contraddizioni, è ben strutturato. Cresce e perde, paradossalmente! Sel è un movimento, fluttuante quanto basta. A volte troppo esuberante, radical chic, monotono. Vince, ma non crea consenso, anzi lo perde. In Puglia, non c’è pugliese che oggi non critichi a Vendola. Personalista, egocentrico, individualista. Una volta al potere è uguale agli altri. Anche lui si misura quotidianamente con il patto di stabilità, con la corruzione nella sanità, con i problemi del lavoro. Chi vince di questi tempi non è la Politica, ma è la Realtà. La Realtà oggi si chiama Mancanza di lavoro, Equità e soprattutto Giustizia Sociale. Vincerà chi saprà intepretare al meglio questa situazione. Il fatto che perda il Pd, poco importa, intanto si mette in discussione. Perde ma ci mette la faccia, in perfetta sintonia con il Paese Italia. Bersani oggi incarna l’immagine dell’Italia. E’ da lui che la politica del centrosinistra deve ripartire (passando ovviamente per le primarie!) se ambisce a governare l’Italia.
            Hasta la vista, e micca siam qui a pettinar i pomodori rossi…!!!

          • Ti Gely says:

            Meglio Fioroni con la Binetti, meglio Rutelli e tanti altri simili campioni della sinistra, dei lavoratori, in una parola del progresso …

            • ZunkBuster says:

              Eya diaberusu, ho fatto politica da ragazzino sognando un’Italia governata da Fioroni, e magari Paolo Fadda sindigo di Chiagliari (mellusu chi s’indi abarridi a Villa San Pietro)

        • Di Gomma says:

          Prospettiva allettante ed auspicabile.

  6. Simplicius says:

    1 – Il PD perde le primarie di Palermo.
    Ma che notizia sarebbe? Secondo i giornalisti italiani il PD potrebbe fare le primarie solo se le vince? O forse la notizia vera non è che il PD accetta di confrontarsi con la base della sinistra accettandone i voti? Forse che il PD a Cagliari non ha sostenuto Zedda dopo la sconfitta di Cabras? Forse che non ha continuato a sostenerlo anche con una giunta completamente avulsa dalle richieste del PD, pur primo partito in città?

    2 – Il PD perde le primarie e quindi bufera sul PD nazionale.
    Ma perché bufera? Forse perché il PD accetta di misurarsi con la democrazia partecipata? Forse perché dovrebbe invece avere la forza di imporre un pensiero unico? Avrebbe quindi senso partecipare alle primarie solo se si vince?

    3 – Come leggono i giornalisti italiani la nostra realtà?
    Questa è la vera domanda: la maggior parte dei giornalisti italiani di oggi sono nostalgici del pensiero unico berlusconiano (pro o contro) e non riescono a capire o a accettare o, peggio, non riescono a leggere i meccanismi della democrazia. Le primarie sono un successo della sinistra comunque, di tutta la sinistra incluso il PD che accetta di farle e di misurarsi sapendo di non avere rendite sicure.

    4 – Il PD è il primo partito in Italia
    Lo so che adesso tutti si stracceranno le vesti per quello che ho detto e grideranno allo scandalo per aver detto questo ma è così, se guardate qualsiasi tipo di proiezione, e il dato cresce di settimana in settimana. E Sapete quale è la novità? (Lucio perdonami) La novità è che con la caduta di Berlusconi è crollato il sistema dei partiti personali. Guardate le proiezioni: cosa succede a IDV di Di Pietro? Cosa succede a Sel di Vendola? Cosa succede al PDL di Berlusconi? Perdono terreno in maniera inesorabile. E sapete perché? Perché abbiamo capito che l’atteggiamento di attesa fideistica verso l’uomo della provvidenza non ci porterà da nessuna parte.
    Berlusconi è stato il primo a capirlo perché spende più in sondaggi che in bagasse, ma credo che se ne stiano accorgendo anche gli altri. Vendola in Puglia, ad esempio, ha perso tutte le primarie del centrosinistra in tutti i comuni nei quali ha partecipato. I sondaggi dicono che Sel precipita anche alla Regione Puglia dove il sistema Vendola non ha creato nessun consenso, se non fra i suoi marescialli (stile Gasparri e Larussa con Berlusconi).

    Il PD – sarebbe onesto riconoscerlo da parte dei giornalisti italiani – è rimasto l’unico partito con una struttura democratica e non personalistica. Ha i congressi, le opposizioni interne, ma è rimasto l’unico partito in grado di rappresentare la complessità.

    E con Cabras ha perso le primarie con una surra squartarata. E a Palermo ha perso di nemmeno duecento voti, e accetta la sconfitta. E in tanti altri posti vince le primarie e in altre le perde.

    Ma la notizia è che in democrazia non partecipa alle elezioni solo chi le vince, ma anche chi le perde. La democrazia è così. I posti dove alle elezioni partecipano solo quelli che poi le vincono si chiamano dittature.

    Chi è nostalgico della dittatura?

  7. Largo sì ai giovani, ma anche a tutte quelle persone che amano la politica, che non hanno mai avuto incarichi amministrativi, che non si sono mai seduti sulla poltrona di qualche ente e soprattutto non sono nè figli, nè nipoti, nè figliocci di qualche capo-bastone o politico di grido! L’età conta fino ad un certo punto. Ho visto giovani eletti ad amministrare che, non solo non sapevano dove mettere le mani, utilizzare metodi da prima repubblica e pseudo clientelari. Ho visto parimenti altri giovani (pochi a dire il vero!) che se le cavavano egregiamente, amministrando con buon senso. Entrambi però accomunati da un eccessivo individualismo-personalismo, che sempre vanno a scapito dell’interesse collettivo. Insomma Berlusconi in questo ventennio ha fatto scuola, dolenti o nolenti! Spetta alla generazione “Goldrake”, umiliata ed avvilita dai baroni della politica, guidare questi ragazzi “generazione Teletabis”. Largo quindi al nuovo, agli onesti, ai normali!
    Hasta la vista alla Borsellino (Sombreros!) ed avanti tutta con Bersani!

    • Mi rimangio quanto detto nel post in basso! MI è bastato vedere la foto di Ferrandelli! E’ uguale a Cetto La Qualunque!!!!! 🙂 Vedere per credere!

  8. Gentile Biolchini,
    va bene non conoscere la situazione di Palermo (e quella siciliana) ma non prendere in considerazione un fatto piccino piccino e cioè che Ferrandelli è gradito a Lombardo (come le ha ricordato il gentile Anonimo), con quel che ne consegue, è quasi come scrivere il commento di Loni, come dire: guardare da un’altra parte. Va bene riportare i nudi fatti e basta, però anche la posizione governativa ddi parte del PD siciliano è un fatto, così come la posizione di Ferrandelli a questo proposito.
    Il PD è attualmente al governo (ed in Sicilia è diviso al proprio interno): ha vinto la parte “governativa” del PD. Presentare questo risultato come chissà quale sorpresa mi pare grossa davvero!
    Analisi politologiche? Ma quando mai: rimarco soltanto una carenza (già detta) e mi permetto una correzione sulla localizzazione principale dei dissapori PD, che non sono a Roma ma a Palermo; a Roma c’è l’eco (di quelli siculi, poi litigano su altro).
    Che ci creda o meno, i miei amici siculi (ne ho una quantità) avevano indovinato tutti il risultato sulla base di ragionamenti… come dire… chiamiamoli “molto tradizionali” e poco innovativi. Chiamiamoli “ragionamenti su cose siciliane” sperando di non offendere nessuno.
    Se Soru c’entri o meno? Sì, c’entra, perché così come i miei amici siculi hanno indovinato su Ferrandelli, io (e un sacco di altra gente) avevo indovinato su Soru (ma non bisognava essere il Mago Otelma)
    Cordialmente,.

  9. Largo ai giovani! Toglietevi di mezzo! Fateci almeno provare a cambiare il Paese! In tutti i suoi settori! Concedeteci un’ opportunità anche se abbiamo poca esperienza! Dateci fiducia!

    • Di Gesso says:

      Paolo, se gli argomenti sono questi ti si dà fiducia subito, sulla parola, basta che sei ggiovanee…

  10. Anonimo says:

    Carissimo, mi permetto di inserire alcuni elementi nell’auspicio di poter dar maggior chiarezza alla Sua analisi:

    Borsellino ha perso (bene) contro Cuffaro nel 2006
    i dati:
    Salvatore Cuffaro (Per la Sicilia) 1.374.626 53,09
    Rita Borsellino (Rita Borsellino Presidente) 1.078.259 41,64

    mentre la FINOCCHIARO CONTRO LOMBARDO…..:
    “Lombardo ha ottenuto una quantità di consensi record, stracciando l’avversaria Anna Finocchiaro, sostenuta dal centrosinistra: Lombardo ha totalizzato il 65,35% (1.862.658 voti), contro il 30,38% (865.903 voti) …” (cit)

    Palermo è più simile a Napoli che a Cagliari, voglio sperare che ne convenga

    Primarie Napoli: anche i cinesi in coda per votare
    “Code di cinesi alla Primarie di Napoli fanno sospettare brogli: un video lo dimostra. Andrea Cozzolino si prepara a alla competizione per diventare sindaco di Napoli, ma gli altri candidati annunciano ricorso contro la sua elezione….”

    “….Rita Borsellino è stata eletta nel 2009 parlamentare europeo. Fabrizio Ferrandelli non è mai stato candidato a nulla, se non a consigliere comunale nel 2007.
    Ah, dimenticavo: Fabrizio Ferrandelli è nato nel 1980, Rita Borsellino nel 1945…..”

    Il prode Ferrandelli aveva dalla sua il sindacato dei dipendenti comunali (ça va sans dire) di palermo, dell’mpa di lombardo…

    Ah dimenticavo, Rita Borsellino No

    e poi….ma perché cerca sempre Soru? che Le ha fatto in passato da segnarLa sì profondamente? non sarebbe stato più corretto citare le primarie di cagliari tra Zedda e Cabras?

    • Beninformato says:

      …dove Soru, sosteneva Cabras. Si, sarebbe stato più corretto citare quelle. E dopo?

      • Anonimo says:

        si si ma sali su Zi, e lascia perde le ultime righe oppure proprio nun gliela fai ad un Dopo Soru

        • L'Antipatico says:

          no no se scendi Ac, prendi raccogli delle prime parole invece forse dai immagini di certo per vari Prima Uros.

          O Anonimo, guarda che se vuoi giocare agli indovinelli caschi malissimo. Perché non provare con l’italiano -o il sardo- magari, eh?

      • ZunkBuster says:

        Il Zedda di Palermo c’era. Era un giovane candidato di SEL, che intendeva espressamente ispirarsi a Massimo, anzi, l’aveva invitato a Palermo e gli aveva chiesto, a suo dire (del candidato palermitano) consigli su come compiere un’impresa simile in una realtà difficile. Poi però SEL è confluita ad appoggiare Rita Borsellino, così come IDV (che voleva schierare Leoluca Orlando). Il paragone con Zedda casomai ci azzeccherebbe con Faraone (appoggiato da Renzi), ma mi pare ci siano differenze politiche ed anche operative profonde. Ferrandelli pare una specie di Scilipoti.

  11. Efisio Loni says:

    Premesso che non conoscere la realtà siciliana è un grave handicap che può minare tutto il ragionamento, premesso che gli ex della Giunta Soru si possono riunire quando e dove vogliono e che questo non c’entra niente con l’argomento in questione, provo a introdurre una semplice considerazione. Cosi come c’è forse una Sardegna reale verso cui si proietta la politica romana centralista con un’altra traccia di Sardegna ideale, allo stesso tempo esiste la Sicilia osservata verso cui la Roma “osservatrice” cerca di far valere le proprie ragioni politiche e, soprattutto, i propri assetti di potere. Ma, essendo Roma una sorta di non luogo democratico (anche se il PD un po’ meno invero), un paese parallelo a quello reale nel quale anche i parlamentari sono “nominati” e non eletti, può capitare che i desiderata della politica romana non si traducano in fatti politici reali locali. Mi chiedo, molto spassionatamente e gratuitamente, quanto signore come Rita Borsellino e anche Anna Finocchiaro (onnipresente in tv come se fosse un’alta carica dello Stato mentre nella sua terra, raccoglie pochi voti anche lei) esistono in politica e quale legame reale abbiano con il loro territorio di origine. Per i signori di questa sinistra da salotto buono, idem, ovviamente. La mia paura è che questo identikit di candidato piaccia molto alla sinistra delle terrazze romane, ai salotti giornalistici stile Concita and friends, ai Bersani-Veltroni-D’Alema di turno che guardano alla Sicilia sempre con il retrogusto di chi deve venire in soccorso del morto. E i morti, quelli per mafia, sono sempre presenti nello scenario politico della proposta del centrosinistra siciliano. Forse si, forse è cosi, la maggioranza dei siciliani o è mafiosa, o è paramafiosa, oppure vota solo personaggi da melodramma trinacrico (spero che l’aggettivo passi) tipo Cuffaro e Lombardo. E questo popolo bue che vota non capisce la grazia, l’eleganza, la sobrietà, a volte le ascendenze familiari (che sono una garanzia di eroismo sociale) di queste splendide borghesi rappresentanti dell’alta femminilità radical chic e di sinistra. E tantomeno capisce il loro anelato profilo istituzionale da vere gentildonne del Partito Democratico (un tempo difensore dei deboli, oggi schiacciato sull’establishment).

    Sì è colpa dei siciliani, non della politica coloinialistica romana.

    Ecco, per chiudere senza allungare troppo, il problema è che manca una reale democrazia che sia rispettosa dei territori, delle specificità, delle realtà locali, anche in un’ottica federale che si dice di voler perseguire, ma si smentisce sempre nei fatti. Allora, anche per la Sardegna può capitare a qualcuno di sognare la candidatuta del giornalista Giovanni Floris e pensare che si possa realizzare.

    In quanto a Soru, verso il quale non nutro né amore, né odio, ribadisco che trattasi di ferita ancora aperta che sanguina vistosamente anche su chi non dovrebbe provare questo tipo di dolore. Evidentemente è mancata la cauterizzazione. Non c’è un’alternativa e, in questo scenario, il PD rischia che SEL, o Maninchedda, o chi altri, scippi la candidatura verso viale Trento. Il vecchio re non è morto del tutto e potrebbe tornare, il nuovo re all’orizzonte non si vede. Ma questa è un’altra storia e un’altro post.

    Quello che conta al di là dell’ironia è che in democrazia contano i voti, non il lignaggio o l’aplomb televisivo di chi non riesce a farsi eleggere neppure nel suo condominio e viene “nominata” dai salotti romani.

  12. AleSestu says:

    Rita Borsellino è sorella del simbolo dell’antimafia, Ferrandelli no.

    • Neo Anderthal says:

      Ma la Borsellino ha già perso in una quantità di elezioni, Ferrandelli NO.
      Ma non lo conosco e se fosse, come pare sia, legato alla oscena liason con il pessimo Lombardo non mi piacerebbe per principio.
      I simboli contano, ma di sicuro non bastano -e tra l’altro Borsellino, intendo Paolo, era notoriamente di destra/destra, quindi un simbolo trasversale come dovrebbe essere l’antimafia, ma di sicuro non un simbolo di cui si possa appropriare in esclusiva la sinistra-.
      Resta da analizzare il dato. Vince per poche decine di voti Ferrandelli, che appare attestato a circa un terzo dei voti, mentre altri candidati come Faraone raccolgono oltre il 20% e un altro 7% circa spetta alla quarta piazzata.
      Mi sembrerebbe logico fare un ballottaggio, a questo punto.

      • AleSestu says:

        eh lo so… che le ha perse… quel che mi chiedo io è: perché le ha perse ? non sarà che quel che simboleggia, a palermo, non sia la carta vincente ? anche orlando non aveva la stessa carica simbolica quando ha vinto. per le organizzazioni criminali i simboli sono importantissimi, non lo si può dimenticare.

        quell’altro per forza che non ha perso mai: ha 30 anni… ha appena iniziato.
        poi con un simbolo forte come questo, ci si può costruire una campagna elettorale, anche se di sinistra, perché da quando silviosuperstar ha rinunciato a sfruttarlo, è diventato un simbolo soprattutto di sinistra (dovrebbe essere trasversale ma di fatto non lo è).

  13. ZunkBuster says:

    Egregio Biolchini, non entro nel merito della scarsa presa di Rita Borsellino, ma certi punti della sua analisi, soprattutto quanto al fattore anagrafe, forse si adattano meglio al candidato che è arrivato terzo, Davide Faraone, che, sostenuto da Renzi con modi quanto si vuole discutibili, ha effettivamente agitato la polemica contro gli apparati che supportavano la Borsellino. Circa Ferrandelli, forse non si dovrebbe dimenticare che è espressione dell’ala del PD che ritiene strategica l’alleanza col discusso governatore siciliano Lombardo (prosciolto “pilu pilu” a Catania da accuse di associazione mafiosa), e che ha cercato voti di centrodestra, sicuramente quelli dei cosiddetti Popolari per l’Italia di Domani dell’ex ministro Saverio Romano, stando all’esplicita denuncia di quest’ultimo. Che la Borsellino non fosse il candidato più adatto può darsi, ma l’andamento delle primarie palermitane è stato contraddistinto da aspetti inquietanti, e anche la caccia a Bersani che qualche demagogo oggi privo del bersaglio principale (Berlusconi) ha ritenuto di scatenare non è secondaria.

  14. Palmiro says:

    Analisi politologica: La Borsellino era vista come il candidato d’apparato e nonostante fosse espressione della parte più dinamica della società civile palermitana le ripetute candidature e gli endorsemente dei segretari l’hanno fatta percepire come l’Antonello Cabras di Palermo. E ha fatto la stessa fine.

    A proposito di flop… gustatevi questo album di foto. E’ una pagina pubblica quindi presumo sia accessibile anche a chi non è iscritto:
    https://www.facebook.com/photo.php?fbid=3444432956221&set=a.3444381034923.2160641.1432546469&type=1&theater

    Sono le immagini del “congresso regionale” (o per essere precisi “assemblea dei soci”) di Sardegna Democratica tenutosi oggi a Oristano con lo scopo di sostituire il dimissionario in contumacia Massimo Dadea.
    Trenta persone in tutto, uno sparuto Scalfarotto in ultima fila e una straordinaria media di un assessore dell’ex Giunta Soru ogni 5 militanti del movimento. Eletto presidente al termine dei lavori Prof. Gianmario Demuru.
    Queste foto mi hanno fatto sorridere e ripensare a quello status su facebook di Silvio Berlusconi che, qualche ora dopo non essere più presidente del consiglio scriveva di essere a cena con i ministri del suo governo.
    Allo stesso modo Soru, i suoi assessori e pochi, pochissimi altri, continuano a far finta di esistere e di avere folle oceaniche alle spalle.

    Ricordo la Fiera di Cagliari strapiena di gente tre anni fa. Ricordo, nonostante la sconfitta, le migliaia di persone avvicinatisi alla politica attiva in quel periodo. Ricordo l’immenso patrimonio a disposizione.
    Cosa rimane? Trenta persone, lontane da tutto e da tutti, autoreferenziali che di più non si può.

    La classe delle persone, si misura anche da come escono di scena.

    A tal proposito mi piace dedicare questo pezzo al Presidente Soru e ai suoi sodali (non a tutti tutti, diciamo a quelli più irriducibili).

    E’ una vecchia sigla di Mai Dire Gol di Elio e le storie tese che ironizzava sui campioni bolliti che sbagliano il momento di appendere le scarpe e concludono la carriera da stronzi dopo un passato radioso.

    Presidente, è tutta sua.

    Buona serata,

    (l’avevo già postata in un’altra sezione… ma qui è senz’altro più divertente)

    • ZunkBuster says:

      Fin quando Sardegna Democratica continuerà a pubblicare entusiasticamente le tirate contro il sindaco Zedda e la giunta, ma non pubblica, come ad esempio è capitato a me, un post in cui ponevo in evidenza gli aspetti positivi della delibera sul “piano casa” e soprattutto la netta smentita di qualsiasi intendimento “cementificatorio” di Zedda e Frau che poteva chiaramente desumersi dalla stessa, nonché gli interessi particolari su cui la delibera va ad incidere (e non vado oltre giusto perché non amo i processi alle intenzioni), la sua autoreferenzialità resterà la corda a cui si impicca. Che malinconica differenza, davvero, dalla prima assemblea pubblica di Progetto Sardegna, col salone dei congressi della Fiera zeppo come un uovo.

    • cilios says:

      Che squallido commento! Fra le tante idiozie:Scalfarotto non era in prima fila.

      • Palmiro says:

        Infatti. Era in ultima fila, l’ho scritto. E dopo è andato all’ottima iniziativa di Lecis a Serdiana.

        • cilios says:

          Chiedo scusa :avevo letto male,Ciò detto,ribadisco che il commento denota solo livore. e totale mancanza di buon gusto.

    • Vidarr says:

      La Sardegna non è la Sicilia, oh Palmiro!
      Alle primarie sarde Soru arriverebbe terzo.

  15. Caro Vito,
    condivido in toto la tua lettura dei fatti. Le primarie sono un fenomeno che stiamo comprendendo un pezzetto alla volta.
    Di recente abbiamo capito una cosa: è deleteria la pretesa, da parte del PD (in questo caso era candidato anche Faraone), di “blindare” un candidato unico: questa fattispecie è quasi sempre condannata a sconfitta certa.

    A questo giro forse si delinea una seconda simpaticissima regola: i leader nazionali devono farsi un po’ di più i fattacci loro (e magari pensare alle primarie nazionali).

    Su una cosa sola mi permetto di correggerti: Faraone nel 2008 si candidò alle Regionali, e nella stessa lista di Rita Borsellino (Sinistra Arcobaleno). Per la legge elettorale regionale siciliana, che prevede uno sbarramento al 5%, non entrò nessuno dei due.
    Per la cronaca: con 5mila preferenze, all’età di 28 anni, fu il secondo più votato, dopo Rita Borsellino.

Lascia un commento

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: