Cultura / Giornalismo

Lo scoop ipocrita di Lucia Annunziata: “Lucio Dalla era omosessuale!”. E l’Ordine dei Giornalisti dov’è?

Ma se in quasi 69 anni di vita Lucio Dalla ha scelto di non dichiarare apertamente al mondo la sua omosessualità, perché lo ha fatto oggi in diretta tv Lucia Annunziata poco prima dei funerali dell’artista? Il coming out deve rimanere una scelta personale che non può essere fatta da terzi. Quello che è successo è gravissimo e secondo me meriterebbe di essere valutato dall’Ordine dei Giornalisti.

La signora Annunziata ritiene di avere contribuito con questa sua trovata alla lotta all’omofobia? E allora perché la settimana prossima non fa in diretta i nomi di tutti gli artisti italiani che sono omosessuali? Perché aspettare il loro funerale? Anzi, l’Annunziata faccia in diretta i nomi anche dei politici e dei giornalisti omosessuali, così l’omofobia nel nostro paese sarà completamente debellata.

Quello della giornalista è stato un atto violento e arrogante, lesivo della libertà di ogni cittadino di viversi le proprie inclinazioni sessuali secondo le proprie volontà, e con la libertà di dichiararle o meno. E il fatto che tutto questo sia avvenuto in diretta tv è semplicemente aberrante.

50 Commenti

  1. simone says:

    Annunziata ancora una volta ha dimostrato di essere poco intelligente e alla ricerca di notorieta’,ma questa volta l’ha fatta fuori dal vaso.

  2. thirdeye says:

    Non si fa coming out su cose naturali e normali.
    L’omossessualità è nata con l’Uomo, è dell’Uomo. E’ come fare coming out per dire di possedere due braccia o due gambe. Annunziata, noi non abbiamo colpa se sei così.

    bacetti

  3. Efisio Loni says:

    Egregio signor Biochini se legge su Il Fatto quotidiano l’articolo di Emiliano Liuzzi, troverà un altro bell’esempio di giornalismo cafone e ignorante. L’autore dell’articolo sostiene, a un certo punto che è la stessa Costituzione che è ostacolo al riconoscimento delle unioni di fatto perché parla di famiglia fatta da uomo e donna. E’cosi? No certo, l’articolo 29 parla di “coniugi” che è un concetto ben diverso. Ma tant’è…Siccome l’ha detto Giovanardi, i media non fanno altro che rimbalzare stupidate. Anche questo lo deferiamo all’Ordine? Non conoscere la Costituzione è grave.

    http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/1-io-lo-conoscevo-bene-lucio-e-marco-alemanno-erano-una-coppia-di-fatto-36311.htm#Scene_1

  4. ZunkBuster says:

    Inutile nasconderci che il problema è un altro. Anche un altro. In larga misura nato da deformazioni giornalistiche (di fonte vaticana) quando attribuirono a Dalla, tout court, l’adesione all’Opus Dei. Lo stesso Dalla precisò che semplicemente apprezzava il pensiero del fondatore dell’Opus Dei sulla realizzazione della fede attraverso il lavoro. Come spesso accade è rimasta la deformazione e non la precisazione, e anche equivoci sulla stessa collocazione politica di Dalla (dato per “craxiano”, ma Bobo Craxi ha detto che, anche se era amico del padre Bettino, era “comunista”, anche se fondamentalmente un uomo libero). La polemica sul mancato “coming out” e sul preteso atteggiamento ipocrita di Dalla (in quanto fervente credente circa le contraddizioni con la sua pretesa omosessualità) si è intrecciata con una polemica che ha interessato altri artisti, tra cui Morandi e perfino De Gregori, sul loro “sfumare” circa vicinanze politiche di sinistra ben note, visto tout court come “tradimento”. Restando chiaro che anche se Dalla fosse stato dell’Opus Dei e fosse diventato di destra (dichiarò il suo voto per Guazzaloca, ma i DS fecero la qualunque per perderle, quelle elezioni, e a Bologna nessuno può vincere senza ottenere almeno in parte voti di sinistra) l’artista resta grandissimo e da giudicare solo per questo.

  5. e basta relegare le persone alle etichette! io avrei rispettato la scelta del defunto, questa cosa dello scoop non mi piace è pessima. Quando uno muore bisogna per forza definirlo in un quadro? parlare di tutto ciò che non si sapeva? semmai meglio scriverlo dopo come resoconto se è vero, ma non calcare la mano su “informazioni” volte ad eccitare la curiositá venale dei lettori. Chi se ne frega che fosse omosessuale? Che mi cambia? Per me non fa differenza, lo ricordo per “Attenti al lupo” e “Caruso”.

    • L'Antipatico says:

      Warning: this is off topic!

      Attenti al Lupo, con il suo tormentone insulso, è tra quelle di successo una delle peggiori canzoni di Lucio Dalla, per me. Mi ricordo anche Merdman, una delle canzoni più brutte mai pubblicate da professionisti autentici di qualche valore -quindi quelle della coppa Rimetti e di avventizi vari escluse, perché se andiamo a ravanare nell’immondizia scopriamo che al peggio non c’è mai fine-.
      Ma diciamo che su qualche centinaio di canzoni qualcuna brutta uscirebbe a tutti (e per gente come il conterraneo Vasco da bagno la proporzione è inversa, per dire…), anche se lui si lasciò ammaliare dal fascino del cattivo gusto in qualche occasione di troppo. Il livello medio di Dalla è indiscutibilmente di gran lunga migliore della media italpop, dove anche degli autentici cessi trionfano, misteriosamente ma clamorosamente.
      Le canzoni di Dalla nel suo periodo migliore, da qualle con Roversi almeno fino a “Come è profondo il mare” e con qualche eccezione brillante nel progressivo scadimento avvenuto dopo, sono quasi tutte belle e/o significative.
      R.I.P.

  6. Monica says:

    Anche secondo me Dalla non ha mai sentito il bisogno di fare coming out perchè lui è sempre stato se stesso e ha vissuto come ha voluto, e questo anche perchè probabilmente era circondato da persone che lo amavano e lo apprezzavano senza averne mai giudicato il comportamento. Il coming out si fa normalmente quando ci si è mostrati in maniera differente rispetto a come realmente si è. Si fa il coming out con i propri familiari e con i propri amici e conoscenti quando ci si vuole liberare della maschera di ipocrisia che ha accompagnato la propria vita, per vivere finalmente liberi di essere se stessi. E Lucio Dalla ha vissuto la propria vita come ha voluto. Ritengo poco delicato e poco rispettoso della situazione il comportamento di Lucia Annunziata. Non era il momento di fare battaglie ne pro ne contro qualunque cosa, compresa la Chiesa. Durante un funerale se si partecipa si sta zitti, se non si partecipa comunque si tace evitando polemiche sterili e rimandandole a posteriori, magari per fare un discorso meno personalizzato e di più larghe vedute. Anche non volendolo la Annunziata ha fatto una figura meschina.Non nei confronti di Dalla che da morto non avrebbe avuto molto da ridire, quanto nei confronti del suo compagno, il quale probabilmente avrebbe preferito continuare a stare ai margini confortato nel proprio immenso dolore dalle persone che gli vogliono bene, e non vedersi catapultato all’improvviso al centro di polemiche sterili perchè gli è stata concessa facoltà di parola all’interno di una Chiesa.

  7. Roby59 says:

    Non mi sembra così scandaloso ciò che ha fatto l’Annunziata e sono d’accordo ghostwind; inoltre non si sapeva neanche che fosse un fervente credente (almeno nell’ultimo periodo) e questo invece è stato ripetuto da più parti con tono quasi ammirato. Forse perche, per la maggior parte degli italiani, essere cattolici è un vanto mentre essere omosessuali continua ad essere un difetto (addirittura per alcuni una malattia). Non credo che Lucio Dalla avesse nei confronti di entrambe le cose un problema, semplicemente penso che le considerasse normali come sono, e per questo non le nascondeva e non ne faceva vanto. D’altronde al funerale un ragazzo che ha pianto a dirotto è stato indicato, dal giornalista del telegiornale che mandava la notizia, come suo compagno, quindi, nei fatti, le sue inclinazioni sessuali erano ai più conosciute. Non credo che a Lucio Dalla discussioni di questo tipo lo avrebbero entusiasmato, lui mi sembra fosse uno che faceva ciò che riteneva più consono a se stesso senza doverne rendere conto agli altri, sempre con grande rispetto per il resto del mondo.

  8. Ma a nessuno viene in mente che l’Annunziata criticava l’ipocrisia della Chiesa e non certo la scelta sessuale assolutamente legittima di chiccesia? Non certamente uno scoop.
    E’ la chiesa che considera l’omosessualità contro natura e peccaminosa. Ed allora sembra stranissimo il funerale nel Duomo dove mai nessun bolognese era stato celebrato negli ultimi cinquant’anni.

  9. Anonimo says:

    Sempre più vergognosa la Annunziata che si avvale del servizio pubblico per mettersi in evidenza con una notizia che nulla toglie alla bravura e all’umanità di Lucio e tanto aggiunge alla sua stupida persona….ma che indecenza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. L'Antipatico says:

    Vito sei un grande, perché sono d’accordo con te, quindi sono grande anche io, nel mio piccolo.

    E basta con questa politica dell’odiens, in Italia si odia anche troppo.
    facciamo altro:
    Uniamoci, amiamoci,
    l’Unione, e l’amore
    Rivelano ai Popoli
    Le vie del Signore…

  11. alioska mancosu says:

    Letto questo articolo e ascoltato il tuo pensiero stamattina alla Radio dico semplicemente…: sei un grande Vito, sono completamente d’accordo con Te :=)!!!

  12. Efisio Loni says:

    Beh, se il caso di Dolcenera fosse vero (lei dichiara di avere sempre lo stesso fidanzato da 15 anni, quindi mentirebbe al mondo intero) ci sarebbe la conferma che lo star system italico predilige omosessuali che cercano di nascondere la rilevanza “pubblica e politica” della loro condizione. Ma siamo nel caso delle ipotesi non verificate, pertanto solo eventuali. La realtà vera è comunque che l’Italia è in uno stato di arretratezza tremenda per la tutela di alcuni diritti civili rilevanti e le forze cosiddette “progressiste” fanno fatica a differenziarsi dai conservatori che invece giocano bene il loro ruolo. Ne discutono tanto quando sono all’opposizione poi, una volta al governo, per riverenza alla Chiesa o a altri poteri forti, le loro certezze si liquefanno. Questo riguarda le differenze di genere, l’omosessualità, la difesa del lavoro dei minimi e dei deboli, i diritti linguistici delle minoranze, i diritti dei territori particolari come la Val Susa o la Sardegna o il Tirolo. E qui da voi, da noi, che si fa? Per esempio la tanto decantata Giunta Soru ha mai fatto qualcosa in questo senso? O anche Renato è un omofobo? E la presente Giunta Zedda, governo del cambiamento e delle magnifiche sorti e progressive di questo angolo del Golfo degli Angeli? Certo, dalla Regione mai segnali su questo tema…

  13. Come mai una persona decide di tacere la propria identità sessuale? Leggo spesso che è questione di privacy, che sono fatti privati, che nessuno ha il dovere di “dichiararsi”.
    Ma quali ragioni costringono un uomo ricco e famoso a tacere rispetto la propria identità di essere umano? Si badi che non è semplice questione di preferenze sessuali,la omosessualità, di affari di letto, come amano definirla alcuni, che vanno sbrigati nel chiuso della propria casa. Si tratta di una dimensione ampia che passa dal sesso alla affettività, che coinvolge la vita tutta di un essere umano e che ti chiama continuamente al confronto con la realtà omofoba. Tacere significa negare, ma oltre che al mondo, prima di tutto a sè stessi la propria condizione di essere umano. Significa vivere con una maschera disegnata dalle aspettative degli altri. non ci si domanda mai per quale ragione una persona decide di tacere rispetto la propria identità. Certo che è legittimo, vigliacco ma legittimo-soprattutto se non ti mancano i mezzi per combattere le ostilità della società-, ma perchè si tace? E’ forse una vergogna l’omosessualità,il tacere è forse il tentativo di nascondere un delitto? quanto deve scottare questa condizione se ci si sente costretti a dover cantari amori sempre con la declinazione al femminile anzichè al maschile,come sarebbe più naturale per un omosessuale? provate ad immaginare il contrario e sentirete immediata la coltre spessa di ipocrisia che sotterra la verità.

  14. A. Mongili says:

    In realtà a me sembra che questo scocciarsi con l’Annunziata mascheri una sottile omofobia. L’omosessualità, in quanto sessualità generata per essere discriminata, non è mai stata un affare privato, ma un fatto iperpubblico sulla cui regolazione e definizione si è basata l’emarginazione di chi, a prescidere da qualsiasi altro suo atto, preferisca (emozionalmente, sessualmente) persone del proprio stesso sesso. L’omosessualità è dunque qualcosa di politico in senso totale, come d’altro canto la sessualità, la malattia, l’uso dei corpi regolato in qualsiasi modo secondo orientamenti collettivi. E infatti è oggetto di limitazioni di ogni tipo, anche linguistiche.
    L’Annunziata (a tipu nostra sennora) ha dato una notizia che invece pochissimi sapevano, fra i lettori di Chi per esempio, le ex.masse popolari, e che ha sconvolto mia zia per parecchie ore. Ha fatto gossip sì, ma spesso anche il gossip è politico (in Italia poi, no ndi chistioneus). Piuttosto, al vostro posto mi preoccuperei del fatto che i signori giornalisti italiani abbiano chiamato per ore il fidanzato di Dalla “collaboratore”, “collaboratore stretto” e via dicendo. Un vero schifo. Come è stato scritto, allora Romina era una collaboratrice stretta di Albano! Interverrà l’ordine?

  15. ZunkBuster says:

    C’è modo e modo di affrontare le questioni. Un’altra artista molto “chiacchierata” da questo punto di vista è Dolcenera. Che in un’intervista ha parlato con molta apertura della sua vicinanza “per esperienza personale” a persone omosessuali e di come da ciò derivi la sua sensibilità per questi aspetti. Ho apprezzato l’intelligenza della giornalista che manco ha pensato a farle la fatidica domanda: “Sei lesbica?”. E che tte frega se ci piacciono le donne o gli uomini …

  16. Efisio Loni says:

    Il problema dell’omosessualità, l’omofobia, la tutela delle diversità e delle minoranze non sono una “distrazione” dal problema, sono “il problema” nell’Italia poliziesca, intollerante e antidemocratica di oggi e quindi anche in Sardegna. Gli eventuali promotori di una specialità/autonomia/sovranità/ indipendenza della Sardegna hanno idee in merito? Le dovrebbero avere perchè chi si candida a rendere la Sardegna (più o meno) indipendente (progetto verso il quale non ho il benché minimo pregiudizio), si candida a governare e dovrebbe dire ai cittadini sardi quali sono le sue posizioni culturali e sociali. Per tornare alla domanda ribadita dal padrone di casa la risposta è semplice: per una navigata come la Lucia cogliere al volo l’occasione di parlare del tema rimosso dell’omosessualità in presenza di una notizia eclatante è stata una tentazione troppo forte. In fondoin fondo riuscita. Ha colto il senso profondo della notizia rivelandolo al momento giusto: quando la notizia stava prendendo corpo. Nessuna privacy, i personaggi pubblici hanno tanti privilegi, ma la loro vita privata è pubblica. Nel bene e nel male. Piuttosto, il fatto che Dalla non abbia rivelato al mondo la sua omosessualità gli ha impedito poi di legittimare il suo amore. Sono scelte, ma credo, contrariamente al dottor Biolchini, che la giornalista in questione abbia svolto insolitamente bene il suo compito.

  17. Questa donna è troppo ossessionata.

  18. Per fare odiens e distogliere l’attenzione dai veri problemi dell’Italia. Come manipolare e addomesticare un popolo proponendo notizie private (l’omosessualità di Dalla) e insignificanti per la collettività…. Se anche lei si da al Gossip siamo proprio messi male.

  19. Scusate, tutte le vostre considerazioni e e domande sono lecite e ben accette, ma prima rispondete alla mia di domanda: ma se in quasi 69 anni di vita Lucio Dalla ha scelto di non dichiarare apertamente al mondo la sua omosessualità, perché lo ha fatto in diretta tv Lucia Annunziata poco prima dei funerali dell’artista?

    • Neo Anderthal says:

      Per una specie di vanità che evidentemente la attraversa, che è quella di molti altri giornalisti/opinionisti, quella di rivelare una “verità scomoda e/o taciuta” e di quindi accreditarsi come irriverenti, non solo o tanto contro il principio di autorità, spesso riverito, ma in particolare contro la presunta opinione corrente, le ritrosie e le riserve relative al cosiddetto -da loro- “politically correct” e così via.
      Il culto di ciò che secondo loro “fa notizia”, come della loro stessa percezione di sé stessi e del ruolo che La Storia o le storielle gli hanno assegnato, è la religione Annunziata da costoro.
      Naturalmente da queste uscite si aspettano la costruzione o la conferma della fama e della gloria di giornalista “che non guarda in faccia a nessuno”, “con la schiena dritta” e via etichettando.

    • AleSestu says:

      eh… secondo me l’ha fatto per sollevare di nuovo la questione chiesa-omosessualità. quella due domande che mi faccio nel post sotto.
      secondo me non l’ha fatto per farsi pubblicità, perché è un tema che in rai è assolutamente tabù e si rischia pure il posto a parlarne.

      è possibile che abbia voluto mettere a nudo una contraddizione evidente: state per celebrare messa per un omosessuale; se l’omosessuale ha 60000 fan fuori in piazza risulta meno omosessuale ? oppure si fa messa perché sennò i fan piazzano un casino incredibile ?

      • Neo Anderthal says:

        Vero, e però: è possibile che la Annunziata abbia costruito questo scoop anche perché una vistosa coda di paglia -la sua- aveva preso fuoco dopo la sconcia dichiarazione su Celentano “da difendere anche se dicesse che gli omosessuali vanno messi in campo di concentramento”?
        Il contesto è stato quello di una puntata “riparatrice”, in cui la Annunziata cercava di “mettere una pezza” sulla questione, non trascuriamo anche questo dato.

        • AleSestu says:

          boh… può anche essere… stiamo facendo supposizioni però… sicuramente da qui a breve lei stessa dovrà rispondere alla domanda che pone Vito.
          Comunque Vito si è un po’ indignato per quella che ritiene violazione della privacy (se non ho capito male); per me non c’è stata violazione, o per lo meno non tanto grave.
          Credo che abbia usato la vicenda come pretesto, mi sembra eccessivo pensare che volesse far torto al morto…

    • giovanni says:

      Si può provare a rispondere alla sua domanda, Vito.
      Mi pare che l’Annunziata parlasse di ipocrisia nei confronti dell’omosessualità e abbia voluto indicare un fatto esemplare. Premesso questo, il fatto è che a un omosessuale noto, non dichiarato, ma noto, è stato concesso il funerale in cattedrale. Allora la Annunziata aveva non solo il diritto, ma anche il dovere di denunciare questa ipocrisia, anche se ha dovuto rivelare un fatto (poco segreto, comunque) che l’interessato non ha mai sbandierato. Insomma, a Dalla è stato riconosciuto un trattamento diverso rispetto ad altri omosessuali (l’assenza del vescovo alla celebrazione ha certo un significato).
      Rispetto il suo punto di vista, e questa sensibilità mi piacerebbe ritrovarla per altri casi in altri suoi colleghi, ma forse il richiamo all’ordine dei giornalisti è un po’ eccessivo. Si può invocare al massimo la mancanza di tempismo, ma questo è il sale delle provocazioni. Saluti.

    • Simplicius says:

      Perché la Annunziata era avvelenata per aver mancato questo incredibile scoop ad opera di Libero.

      http://www.liberoquotidiano.it/news/892811/Zeffirelli-carriera-senza-rimorsi-Ho-dato-il-culo-e-mi-%C3%A8-piaciuto.html

  20. AleSestu says:

    Ho due domande

    Posto che secondo me l’annunziata si è macchiata al massimo di cattivo gusto, non di più: non la vedo come una cosa gravissima perché penso che ai morti non freghi niente di quel che succede ai vivi, e non penso che sia grave anche perché secondo me la memoria dei morti si può offendere se si distorce con menzogne; se si racconta la verità non c’è niente di male. Piuttosto considerarla (la verità) un atto di sciacallaggio, non è forse sintomo di inconsapevole intolleranza verso l’omosessualità ??? Comunque non era questa la domanda, ma la seguente.

    Perché la chiesa ha concesso la celebrazione della messa pur sapendo perfettamente qual’era l’inclinazione sessuale di Dalla ? E’ possibile che abbia temuto (in caso di rifiuto) una successiva polemica colossale che le avrebbe fatto perdere altrettanta quantità di voti ?? Mi chiedo se un simbolo pulito della cultura popolare, sia più forte del vaticano. Poi seconda domanda: perché i diretti interessati (Dalla, il compagno, gli ex-compagni, gli amici, i parenti, tutti) si sono prestati a questa buffonata (la messa la facciamo però non dovete dire che è omosessuale e non si devono suonare canzoni omosessuali ecc..) ? E possibile che la fede cattolica e il bisogno di una messa, siano più forti dell’amor proprio ??

    Questo mi chiedevo.
    Che dite ?

    • Neo Anderthal says:

      Per le tue due domande azzardo due risposte.
      1) (Perché si è celebrata la messa sapendo che… è possibile che abbia temuto la polemica colossale…?)
      Si è celebrata la messa per un fedele, e per un peccatore -lo siamo tutti, secondo chi crede, in fondo- come normalmente capita, tutti i giorni. Dalla se non faceva particolare mistero della propria condizione neppure la proclamava o promuoveva battaglie, ne consegue che non si poneva in aperta contraddizione con il Magistero, nella sfera pubblica. Quanto ai voti che citi non dimentichiamo che la Chiesa non è una democrazia e non si presenta a elezioni.
      I voti che proprio interessano alla Chiesa sono quelli dei sacerdoti. Quanto alla polemica mi sembra che la Chiesa assorba senza troppi problemi -purtroppo- casi molto peggiori e spinosi, come quelli legati al clero pedofilo e stupratore, cosa vuoi che sia negare una messa, nel caso?
      2) (Perché i diretti interessati si sono prestati a questa buffonata?)
      Magari per loro non lo è. Cos possiamo saperne noi di come e magari con quanta fatica o senso di colpa Dalla viveva la sua fede e la sua vita? E la Chiesa non accoglie forse il gregge dei peccatori?
      Se i suoi cari hanno preferito esequie religiose per il credente Lucio Dalla -con addirittura il suo compagno Marco Alemanno che prende la parola in chiesa- per me è una cosa assolutamente normale (e anche seria, per il rispetto che porto alle convinzioni altrui), almeno da questo punto di vista.
      La fede e la adesione anche alle forme esteriori di devozione e di rito sono questioni molto complesse, in cui non può dettarsi regola “di coerenza”, o almeno io la vedo così, ed è per questo che mentre non mi scandalizzo per lo scoop minimo della Annunziata neppure concordo con l’intemerata di Aldo Busi.

      • AleSestu says:

        mmmmmsi… in effetti ho ragionato per conto terzi, senza sapere come la pensano i terzi… mi avete abbastanza convinto; a parte il fatto che la chiesa non si presenta a elezioni. si presenta sotto mentite spoglie e c’ha pure parecchi voti, che possono spostare la vittoria da una o dall’altra parte.

    • Stefano reloaded says:

      Non mi risulta che i sacramenti siano impediti agli omosessuali. La Chiesa a proposito dell’omosessualita, come per tutti le valutazioni morali, distingue tra valutazione oggettiva e soggettiva (semplificando: la distinzione tra peccato e peccatore. Anche se, nel caso specifico, la Chiesa non definisce “peccato” l’omossessualità). Quindi non capisco perché ci si debba interrogare sui motivi della “concessione” del funerale.
      Forse, per Dalla, avere delle esequie cristiane non era una “buffonata”. In un cristiano l’amor proprio discende e coincide con l’amore ad un Altro.
      E saranno anche cavoli suoi cosa ha voluto fare o non fare in vita e cosa ha voluto o non voluto che fosse fatto dopo la sua morte.
      http://www.academiavita.org/index.php?option=com_content&view=article&id=384%3A1986-lett-sulla-cura-pastorale-delle-persone-omosessuali&catid=69%3Acongregazione-per-la-dottrina-della-fede&Itemid=219&lang=it
      h ttp://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P84.HTM-

  21. A proposito del compagno di vita di Lucio Dalla: POVERO MARCO http://www.internazionale.it/opinioni/claudio-marcelli/2012/03/05/povero-marco/ su
    http://www.internazionale.it. Se Lucio Dalla non ha mai definito Marco Alemanno come suo compagno, perché dovrebbe farlo qualcun altro?..

  22. Efisio Loni says:

    Gentile Biolchini, premetto che non ho visto la trasmissione della Lucia, con la quale ho avuto l’occasione di fare alcune attività culturali anni fa, pertanto il mio intervento è generico. Ho letto invece su Dagospia, l’intervista di Aldo Busi che in qualche modo sollevava il problema. Può darsi che l’Annunziata abbia trovato lì ispirazione, può darsi di no. Il problema però, mi pare, non stia nei termini che solleva lei padrone di casa, ma in altre motivazioni, forse incomprese. Forse non necessariamente contrastanti con le sue argomentazioni.

    Ciò che ho notato negli ultimi giorni, nel mondo gay, è stata una sorta di delusione e repulsione, non tanto nei confronti di Lucio Dalla, piuttosto nel fatto che lui fosse perfettamente integrato nel mondo conformistico e omofobico italiano, compresa l’infinita ragnatela di potere e protezioni garantite dalla Chiesa Cattolica.Tutti sapevano che Lucio Dalla era gay e che, a quanto abbiamo appreso, aveva anche una relazione quasi-pubblica con un signore definito suo “amico” anche dalla televisione. Sbaglio?

    Se non sbaglio, allora si deduce che in Italia al gay di successo che non fa della sua condizione sessuale una battaglia politica e una scelta di difesa del diritto civile ad essere “sessualmente diversi” ma pari nei diritti e nei doveri, si concede una sorta di immunità e di integrazione ad libitum. E questo anche da parte della ultra omofobica Chiesa di Roma che considera l’omosessualità un “disordine” di natura morale (e forse anche una malattia) e non piuttosto un’inclinazione naturale presente in molte specie animali viventi.

    Tale ideologia anti-omosessuale, a torto o a ragione che sia, è entrata da tanto tempo all’interno del senso comune della società e della politica (purtroppo) italiana, e quindi anche sarda. Pensiamo ai tanti casi di cronaca nera, ma anche e soprattutto al fatto che le istituzioni non siano ancora riuscite a produrre una legislazione qualsiasi sui rapporti di fatto di queste persone, sulla loro assistenza in caso di malattia (il compagno, o la compagna potrebbero non essere autorizzati alle visite o ai via libera su interventi delicati), sui problemi ereditari (per cui una famiglia che ha rifiutato il gay può paradossalmente entrare nell’eredità, mentre un compagno fedele di decenni può essere facilmente estromesso alla morte). L’assenza di leggi, ovviamente, è gia di per se una discriminazione, a mio modesto avviso, di questi cittadini che dovrebbero essere tutelati al pari delle altre minoranze.

    Lucio Dalla, nella sua parabola artistica, ha raggiunto, e non da ieri, una posizione invidiabile di indipendenza economica, di prestigio sociale e di potere comunicativo che, secondo la parte più impegnata del movimento gay, avrebbe potuto permettersi una posizione pubblica più coraggiosa. Attenzione, non un outing qualsiasi, ma piuttosto una presa di posizione pubblica a scelta nell’ambito della difesa dei diritti civili di quelli che condividono la sua condizione.

    E’ un dato di fatto che Dalla, invece, ha fatto altre scelte. Era suo libero diritto, del resto. Ciò ha avuto, forse, con tutti i forse del caso, la conseguenza di una sua migliore integrazione nel sistema di potere mediatico-politico-ecclesiale italiano, e anche di palesi benefici e utili.
    La Chiesa ha ammesso perfino il suo “fidanzato”, riconoscendo e legittimando questo “amico” ai funerali in una strana commedia tragica, quasi, ma vorrei sbagliarmi, per ricompensare Lucio Dalla del fatto di non aver sollevato pubblicamente la sua condizione. La mia non è una certezza, lo sottolineo, nè una denuncia. Solo un quesito che giro a lei e agli altri commentatori di questo spazio.

    Credo, dunque, dottor Biolchini, che il tema sia quello della mancata difesa dei diritti civili da parte di un gay che poteva permetterselo ricompensata (?) con la possibilità di godere di appoggi di alto livello, pur continuando in privato a vivere felicemente la sua condizione. Non è stato così sempre e dovunque. La comunità gay di San Francisco, per esempio, ha molto lottato per la difesa di questi diritti e oggi ne gode. E’ una questione di democrazia, difesa dei diritti delle minoranze, ipocrosia della gestione del potere, relazione tra verità convenzionali e verità rivelate alla popolazione ingenua e imberbe (secondo il potere).

    Credo che lei, dr. Biolchini, sia sensibile a questo tema e lo voglia cogliere.
    Serenamente.

  23. È singolare invocare l’intervento del (dis)ordine dei giornalisti per la rivelazione del segreto di Pulcinella. (Una sanzione sarebbe un atto degno della commedia dell’arte della maschera di cui sopra.)
    D’altro canto se John Edgar Hoover in quasi 78 anni di vita ha scelto di non dichiarare apertamente al mondo la sua omosessualità, perché lo ha fatto Clint Estwood con un film da oscar?
    Mi si potrà obiettare che Hoover è morto da 38 anni, ma allora il punto su cui si deve discutere è se fosse opportuno parlare del segreto di Pulcinella in contemporanea con i funerali di Lucio Dalla o se fosse meglio aspettare qualche giorno per parlare della “questione”. E la “questione” della puntata speciale di “In mezz’ora” non era certo l’omosessualità di Dalla ma i diritti civili e la laicità dello Stato. Vi invito a vederla.
    Per chi non l’avesse vista sappiate che in studio con l’Annunziata a svelare il “segreto” erano presenti il presidente dell’Arci gay e la deputata del Pd Paola Concia, nota lesbica (sposata in Germania) e forte sostenitrice dei diritti dei gay. In collegamento da piazza grande a Bologna c’erano invece una vigile urbano lesbica e un ex guardia di finanza gay, mentre da Padova era collegato un sociologo (etero, per la cronaca) che ha compiuto uno studio approfondito sulle questioni che riguardano l’arretratezza italiana sul tema. Sciacalli anche loro? Può darsi, ma il cadavere del quale si cibavano (implicitamente e metaforicamente) era quello di Nazinger, non certo quello di Dalla.
    La domanda giusta quindi è: la scelta della tempistica è stata inopportuna? Relativamente al funerale di Dalla la risposta per l’opinione pubblica è ovviamente sì. Rispetto allo scenario politico che cambia, la scelta è stata più che opportuna, direi azzeccatissima.
    Ora, mi pare chiaro che l’Annunziata ha scelto scientemente la (in)opportunità, ma non certo per fare un torto a Lucio Dalla. Lo ha fatto per alzare un gran polverone sul tema (oltre che per sferrare un attacco alla Chiesa) in un paese in cui l’omosessualità è ancora tabù. Anzi, in un paese in cui è ancora tabù parlare di omosessualità!
    E mentre nel resto d’Europa i matrimoni gay sono la normalità, da noi è sacrilegio parlare di semplici unioni civili. Perché il problema sono i riti civili, non quelli cattolici che la Chiesa è liberissima di celebrare come meglio crede. I problemi sono la laicità dello Stato e i diritti civili dei cittadini che la Chiesa cerca in ogni modo di ostacolarne il riconoscimento con le sue sempre più insopportabili ingerenze.

    • Neo Anderthal says:

      Sono abbastanza d’accordo. La Annunziata non sempre mi convince -la sua frequente pretesa di essere l’oracolo di un presunto scomodo buon senso mi irrita non poco- non so se davvero la sua uscita, indubbiamente di cattivo gusto e secondo me abbastanza inopportuna, sia passibile e neppure meritevole di censura.
      L’aspetto di rilievo pubblico mi sembra che abbia una sua sostanza, e cinicamente si potrebbe aggiungere che Dalla stesso è in una posizione che lo ha posto oltre, rispetto a questi problemi. Infatti, come ci fa notare Cagliarifornia, non è poi molto importante la misura del tempo trascorso dalla fine del percorso terreno dell’Illustre.
      Il problema dell’atteggiamento della Chiesa non è poi liquidabile facilmente, il fatto che ci siano pesi e misure differenti è evidente, e proprio questo è l’aspetto che non attiene solamente alla sfera privata.
      Oppure sì, e allora perché il pubblico no ai funerali di Welby e il sì privato per i funerali di ogni delinquente?
      Non ho poi capito perché, almeno secondo Mossad, la rivelazione postuma di un “segreto di Pulcinella” dovrebbe considerarsi una “sciacallaggine” tale da “offendere la memoria di Dalla”.
      A meno che non si considerino le scelte o le preferenze di Dalla qualcosa di infamante in sé, e sarebbe paradossale.
      Ben di peggio ha scritto Aldo Busi -e ha riportato Dagospia- e hanno opinato alcuni esponenti del movimento LGTB.

  24. Anonimo says:

    fa abbastanza male la stupidita’ di lucia annunziata, per di piu una giornalista di sinistra,dopo di che Lucio Dalla, non nascondeva la sua omossesualita’ non riesco ha capire il perche tirare fuori questo fatto proprio il giorno del suo funerale.

    • ZunkBuster says:

      Più che non nasconderla, non smentiva. Ma a controllare i testi delle sue canzoni non si trova un solo riferimento implicito o esplicito all’omosessualità. Una canzone sul tema dell’omosessualità la fece perfino Battisti, eterosessuale e monogamo. Dalla non pare proprio.

      • Neo Anderthal says:

        Sì? Non mi ricordo la canzone gay di Battisti, che c’è e si intitola…?

        • Stefano reloaded says:

          Neanche io la ricordo.
          Qualcuno ipotizza che questa

          possa riferirsi a un trans, ma la cosa è discutibile.

          • Neo Anderthal says:

            Leggendo il testo, di Panella, direi di sì.
            Mi ricordo però di un accenno al tema da parte di Dalla in una strofa di “Anna e Marco”
            “in un locale che e’ uno schifo
            poca gente che li guarda
            c’e’ una checca che fa il tifo
            ma dimmi tu dove sara’
            dov’e’ la strada per le stelle…”
            Non proprio elegantissimo, il ruolo della più nota maschera del gay è quello di “fare il tifo”, da cuore tenero, per l’amore dei ragazzi etero. Mah.

            • ZunkBuster says:

              Si è vero, me la stavo cantando mentalmente stamattina andando a lavoro. Anche se non mancano gli omosessuali autoironici che usano questi epiteti anche tra di loro. La canzone di Battisti a cui mi riferivo cmq aveva un testo di Mogol, “Io gli ho detto no”, qual’è invece quella di Panella?
              Ma fondamentalmente mi chiedo: è più liberatorio rispetto a ciò che rende difficile essere gay pretendere il “coming out” oppure considerare gli orientamenti sessuali una cosa semplicemente personale (lo sono anche per la legge sulla privacy, dati sensibili per la precisione, a tutela rafforzata) ininfluente rispetto all’apprezzamento di una persona? Fermo che dovremmo deciderci ad adeguarci all’Europa su terreni come non dico necessariamente matrimonio gay ma almeno PACS alla francese e punizione come diffamazione degli insulti omofobi, cosa su cui non solo la sinistra, ma sicuramente FLI e forse anche qualche sensibilità di centrodestra alla fine dovrebbe essere d’accordo.

          • Neo Anderthal says:

            Leggendo il testo, di Panella, direi di sì.
            Mi ricordo però di un accenno al tema da parte di Dalla in una strofa di “Anna e Marco”
            “in un locale che e’ uno schifo
            poca gente che li guarda
            c’e’ una checca che fa il tifo
            ma dimmi tu dove sara’
            dov’e’ la strada per le stelle…”
            Non proprio elegantissimo, il ruolo della più nota maschera del gay è quello di “fare il tifo”, da cuore tenero, per l’amore dei ragazzi etero. Mah.

  25. Bilancia Guasta says:

    Lucio Dalla era omosessuale? Chi se ne frega!
    Lucio Dalla era un bravissimo cantautore (anche se personalmente preferivo i vecchi album).
    Lucia Annunziata è eterosessuale? Chi se ne frega!
    Lucia Annunziata è una pessima giornalista!

  26. Di Legno says:

    Gianni Letta e Paolo Limiti sono eterosessuali.

  27. Anonimo says:

    La morte di Dalla mi ha profondamente rattristato e mi ha fatto capire ancora una volta, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che quando si è in vita bisogna fare sempre del bene.

  28. ZunkBuster says:

    Non è certo il primo infortunio in cui incorre l’Annunziata; e quell’altra mirabile uscita a Servizio Pubblico secondo cui avrebbe difeso Celentano “anche se avesse detto che i gay andavano messi in campo di concentramento”? Non è che quello dell’omosessualità è un tasto un po’ dolente per l’ex presidente della Rai? Comunque, complimenti anche a certi attivisti di movimenti gay che continuano ad essere pesanti su questa pretesa che tutti facciano “coming out” e sul letto di morte di Dalla gli hanno ancora una volta rimproverato di non averlo fatto, tirando fuori anche una vomitevole intervista di qualche anno fa di Aldo Busi.

  29. Non sopporto gente come la Annunziata e il loro modo di lavorare, cercando facile pubblicità per i loro programmi di aria fritta. Quello di Lucio Dalla era un segreto di Pulcinella, nessuna sorpresa, ma che schifo il modo di offendere la memoria di Dalla con una simile sciacallaggine.

  30. Claudio says:

    Io son lesbico ma non condivido la stupida dichiarazione in diretta nazionale

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