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Napolitano terrorizzato dalle contestazioni! In Sardegna treni soppressi, perquisizioni sui pullman e perfino l’inno di Mameli salta per… motivi di sicurezza!

Resterà la visita delle proteste, dei cori ingiuriosi, delle contestazioni. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non dimenticherà molto facilmente l’accoglienza che una parte della Sardegna gli ha riservato nella sua due giorni nell’isola. I giornali nazionali se ne sono accorti, ed è una notizia. Perché il tabù è stato violato. La figura del Capo dello Stato finora era sempre rimasta immune da contestazioni, oppure erano state ben celate dalla potentissima macchina del Quirinale. Stavolta no, stavolta non è stato possibile.

E che Napolitano temesse le contestazioni lo si capisce facilmente analizzando, a mente fredda, tre episodi avvenuti nel corso della sua giornata cagliaritana. Uno più inverosimile dell’altro.

Il primo ce lo racconta Sardegna Quotidiano di ieri. In un pezzo uscito a pagina 2 e dal titolo “La strana caccia al sulcitano”, il giornale ci informa che

“Dopo il blocco del corteo non autorizzato partito da piazzale Trento, alcuni manifestanti hanno cercato di raggiungere il Municipio (dove si trovava Napolitano, ndr) in pullman. Inutile: sono stati fermati da agenti della polizia saliti a bordo dei mezzi di linea e invitati a scendere, nonostante avessero in mano il biglietto”.

Gli agenti hanno chiesto i documenti a tutti i passeggeri per identificare chi veniva dal Sulcis. Scrive Sardegna Quotidiano:

“Giampaolo Muntoni, Giuliano Marongiu e Simona Pastorini sono indignati. “Ci hanno chiesto da dove venivamo e gli abbiamo risposto: Da Carbonia. A quel punto ci hanno fatto andare giù dall’autobus”.

Il secondo episodio ce lo racconta il sito Democrazia Oggi, che in un post di Andrea Pubusa dal titolo Presidente, anch’io sono “inkazzato”! si chiede

“Perché è stato soppresso il treno che da Carbonia-Villamassargia-Domusnovas e Siliqua porta a Cagliari? Perché è stata violata la fondamentale libertà di circolazione sancita dall’art. 16 della Costituzione? E con essa altri diritti costituzionali come la libertà di riunione e di manifestazione del pensiero? E tutto questo proprio davanti al Presidente della Repubblica che di queste libertà è il primo custode e garante. Si vuole mettere la mordacchia ad un’intera zona, la più povera d’Italia? Si vuol far tacere un’intera Isola?”.

Il motivo della soppressione del treno è semplice: anche in questo caso, si voleva evitare che dal Sulcis arrivassero centinaia di persone a contestare Napolitano, in quanto rappresentante dello Stato italiano.

Ma l’ultimo episodio è sicuramente il più paradossale. I giornali hanno evitato di approfondirlo, è proprio il caso di dirlo, per carità di patria. Lunedì mattina il presidente ha partecipato al Teatro Lirico ad un incontro sulla Sardegna e i 150  anni dell’Unità d’Italia. In programma era prevista anche l’esecuzione dell’Inno di Mameli. Ma proprio lunedì l’Unione Sarda ci informa che “l’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte del coro e dell’Orchestra del Teatro Lirico è saltato per motivi di sicurezza”.

Sì, avete capito bene: “motivi di sicurezza”. La versione ufficiale dice che sarebbe stato difficile gestire l’entrata e l’uscita del coro e dell’orchestra in teatro, che più di cento persone sarebbero dovute restare dietro le quinte per troppo tempo, e via cavillando. La verità “più” ufficiale è invece un’altra: pochi giorni prima della visita di Napolitano, il Quirinale ha preteso che le autorità politiche isolane garantissero che nessuno tra gli orchestrali e i cantanti avrebbe approfittato della situazione per protestare contro i tagli alla cultura e per spiegare in quale difficile situazione versi oggi il Teatro Lirico di Cagliari.

Ma questa garanzia ovviamente nessuno l’ha potuta dare, e così il Quirinale ha preferito fare a meno dell’Inno di Mameli! Straordinario, no?

L’inno ovviamente è stato eseguito regolarmente il giorno dopo a Sassari. Dove però non c’è una fondazione lirica, e quindi nessuno aveva niente da ridire sui tagli alla cultura da parte del governo.

Napolitano si è sorpreso delle contestazioni. Ha risposto a chi lo ha fischiato sia a Cagliari che a Sassari, affermando che lui non è il “rappresentante delle banche” (quello è Monti…) e che “non si contesta con grida futili”.

Sarà anche così. Ma che un Presidente della Repubblica arrivasse a temere un coro, un’orchestra e addirittura l’Inno di Mameli dà l’idea di quanto oggi la politica italiana sia terrorizzata dalle contestazioni, di quanto sia necessario continuare a far credere agli italiani che va tutto bene e che la situazione è sotto controllo. Anche a costo di bloccare treni, pullman e impedire l’esecuzione dell’inno nazionale. Manco fossimo nella Sudamerica degli anni ’70.


54 Commenti

  1. NAPOLITANO FUNZIONARIO BCE

    « io non sono espressione delle banche » dice lui

    Questo signore è da un paio di settimane che lo dice: lo dice a Bologna, lo dice in Sardegna e domani lo dirà…là dove la gente sarà sempre più consapevole (e forse allora deciderà di non uscire più dal Quirinale).
    Ma c’è un perché, un po’ lunghetto da spiegare.

    Che egli sia diretta essere espressione delle banche, come Monti, non si sa (forse perché ancora non si è scoperto) ma che sia espressione dell’atlantismo (anche economico) è certo.

    Poi sulle banche, e la banca è la BCE (con FMI, Rothschild, GS e tutti gli altri della stessa razza ), vedete cosa scrive sto galantuomo, giustamente etichettato come FUNZIONARIO BCE

    « mi sento corresponsabile, nel bene e nel male, della esperienza compiutasi in Europa negli scorsi decenni…».

    Questo perché i politici col trattato di Maastricht sapevano di aver rinunciato alla sovranità nazionale…e lui era un politico. O no ?

    Senti senti cosa dice il comunista

    « il fuorviante assunto che i mercati in generale, e quelli finanziari in particolare, fossero capaci di autoregolarsi e non avessero perciò bisogno di regolazione pubblica E’ precisamente dalla constatazione del danno provocato, e del pericolo costituito, da tale assunto, che è scaturita la consapevolezza dei governi, di tutti i continenti, della necessità di mettere a punto un nuovo sistema di regole…»
    ovvero…ha portato a Maastricht e alla BCE di cui egli ne è corresponsabile.

    Questo e altro è scritto su
    http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&key=2282 (lunghetto di 10 pagine del 26.11.2011, dopo aver nominato Monti)

    Dice che indietro non si torna. Capito ? e lo ha ripetuto a Bologna dove una decina di giorni prima era stato altrettanto contestato e a chi contestava era stato lo stesso impedito di circolare.

    In altro scritto sto signore dice che da dieci anni l’Italia è in recessione.
    Fate i conti, da quanto è stato imposto (si è mai votato ?) il sistema di regole della BCE di cui egli è confesso corresponsabile.

  2. adolfo says:

    Finalmente la gente comincia a capire quanto sia deleterio questo “dinosauro” della politica. Analizzatelo bene fuori da ogni istituzione e vi accorgerete che non è altro che un pavido vecchietto da accompagnare ogni giorno all’ospizio per giocare a boccette con i suoi coetanei! Il dramma dell’Italia oltre ai delinquenti della politica è anche quello di avere un’inflazione di vecchi rincoglioniti in tutte le istituzioni che frenano ogni progresso ed ogni iniziativa della classe più giovane del domani!!

  3. Efisio Loni says:

    Penso che la visita di Napolitano abbia segnato uno spartiacque. Mai un Presidente fu fischiato e insultato a questo modo, mai la gente “normale” fu tanto indifferente alla visita del simbolo dell’unità nazionale. C’è un clima diverso in Sardegna ora. Restano da vedere gli sviluppi politici. Purtroppo non sembra che i registi delle proteste riescano a mettere in campo una proposta politica alternativa al centrodestra e al centrosinistra. Il mondo indipendentista e quello movimentista mancano di unità, di un programma serio, e di una leadership autorevole. Aspettiamo segnali da Cumpostu, Floris, Sale, Zuncheddu ect.

  4. solite cose… paura del buio, da parte delle istituzioni italiane ,che non perdono occasione per mettere in scena il solito copione repressivo, coi lavoratori illusi e sfruttati che non hanno nemmeno il diritto di protestare. Genova, Napoli, Roma, Torino rappresentano copioni già visti e vissuti.Il problema, non penso, sia Napolitano in persona, che credo sia anche un politico onesto e in buona fede, che ha contribuito non poco alla resa seppur temporanea, di berlusconi; rappresenta casomai lo stato italiano, responsabile, insieme all’inadeguatezza profondissima degli amministratori sardi ( se possibile accentuata secondo me..dalle proteste dei lavoratori ..),una delle cause vere della crisi, economica e di valori, che spegne di fatto ogni possibilità di crescita e sviluppo per la nostra terra. Qualcuno si dovrebbe profondamente vergognare, anche solo per aver pensato a barzellette come la riconversione di terreni agricoli, per creare dei campi da Golf, pensando a questo come traino per lo sviluppo economico della Sardegna.. e questa è una delle tante nefandezze assurde messe in scena dai nostri politicanti. Il resto è ancora peggio se possibile. in Sardegna comanda la massoneria, lo strapotere delle solite famiglie note, la mancanza di unione tra noi, sebbene la dignità e la volgia di lottare , al nostro popolo, non macherà mai!

  5. però, come si è detto anche in precedenza su questo blog: certe visite sono istituzionali, quindi di mera cortesia, regolamentate da una certa etichetta e di solito prive di frutti (perlomeno concreti: se poi ci si accontenta delle dichiarazioni di “stupore”, di “sgomento”, di “vicinanza” alla Sardegna, allora beh…). quindi perchè aspettarsi qualcosa di diverso (in termini di atteggiamento di tutte le parti coinvolte e di risultati) da un evento come molti altri?

  6. “non si contesta con grida futili”. ha detto così? Si è reso conto che è una istigazione alla violenza, che è tutto meno che futile? Distratto, molto distratto il signor presidente…

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  8. Anonimo says:

    leggo che la politica sarda e grata al presidente giorgio napolitano ,? chissa cosa avra’ fatto in 2 giorni per essere grati al presidente, forse era meglio un gratta e vinci,tanto tutte e due sono delle ilusioni.

  9. al “commissario” Cugusi i fischi e gli insulti danno fastidio. Del resto quando era all’università dava fastidio anche l’occupazione. E noi ce lo ricordiamo bene da che parte stava…

    http://www.claudiocugusi.it/cc/notizie/orgoglioso-di-avergli-stretto-la-mano-imbarazzato-quei-fischi-e-quelle-urla

    “E certo che si capisce la disperazione di migliaia di sardi, il terrore che la crisi prosegua e diventi un baratro che ingoia tutto: aziende, famiglie, scuole. Si capisce tutto. Ma i fischi e gli insulti all’indirizzo del Capo dello Stato non c’entrano nulla. E a nulla servono. Perché la protesta, da sola, non è mai servita a cambiare le cose.
    Dal presidente Napolitano i sardi devono attendersi qualcosa, questo sì: che si faccia portatore dell’immensa vertenza con lo Stato, che per la nostra Isola vale ottocento milioni di euro. Ottocento milioni di entrate mancate, che chiaramente condizionano lo sviluppo e la crescita della Sardegna fino a rendere vano ogni tentativo di ripresa. Ogni seria politica tesa a far ripartire l’economia, qualunque economia, nell’Isola.
    Però i fischi e gli insulti, quelli no che non portano soldi né speranza. (c.c.)”

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  11. I treni soppressi, l’Inno d’Italia che non viene eseguito sono episodi che ancor più delle contestazioni di piazza evidenziano il malcontento dei sardi di fronte a colui che incarna l’Italia e dunque lo Stato. Sarà servito a qualcosa? Il Presidente avrà capito il clima che si respira in Sardegna? Non parlerei di disaffezione quanto piuttosto di rabbia verso le istituzioni che ancora, dopo 150 anni e forse più, non riescono a capire la realtà sarda.

  12. Callaghan says:

    Non ci trovo niente di strano. Si chiama “protocollo” e ce l’hanno tutti i capi di stato e di governo da Obama ad presidente del Burkina Faso. Ce l’ha anche il presidente della regione, anche se forse non lo sa.
    Accade dappertutto, faccio solo un esempio. Quando a Bruxelles si tiene il consiglio europeo dei capi di stato e di governo, attorno al palazzo del consiglio europeo in rue de la loi/schuman viene creata una zona rossa del raggio di circa un chilometro. Per entrare occore avere un pass che viene richiesto circa un mese prima, bisogna essere accreditati dalla rappresentanza permanente e passare mille controlli. Basta un piccolo precedente e il pass viene negato senza appello.
    Ecco perchè non si vedono mai contestazioni a questi consigli dove sono presenti i potenti d’europa. I contestatori, in realtà, esisistono e sono molto più numerosi e incazzati di Fortunato Ladu e soci ma vengono relegati in un grandissimo parco (chiamato del cinquecentenario) a un chilometro dal palazzo del consiglio, progettato appositamente per controllare i manifestanti e tenerli lontani dalle telecamere. Occhio non vede…

  13. fabio argiolas says:

    Reblogged this on Su Seddoresu.

  14. Anonimo says:

    IN SARDEGNA DOBBIAMO IMPARARE A LOTTARE UNITI SIAMO SEPARITISTI DI NOI STESSI …….PERSINO LE TRIBU DEI PELLEROSSA RIUSCIRONO A UNIRSI E NOI CON I MEZZI MODERNI NON RIUSCIAMO AD UNIRCI ……LA VERITA E CHE TUTTI I PARTITI SEPARATISTI SARDI APPENA GLI DANNO UNA POLTRONA SMETTONO DI COMBATTERE

  15. Fedinando Luisi - Movimento Insorgenza Civile says:

    Grazie, Sardegna e grazie a te popolo sardo. Siete gli unici a dimostrare cosa significhi Identita’

  16. Quello che si è visto a Palermo a Settembre 2011 invece è l’indifferenza prestata dalla popolazione sicilana e palermitana alla visita del napolitano. Togliendo le decine e decine di rappresentanti delle forze dell’ordine, una Piazza quasi deserta; c’erano solamente siciliani con le bandiere siciliane che gridavano a gan voce di volere l’applicazione dello statuto Siciliano, LEGGE COSTITUZIONALE, che rimane lettera morta da 65 anni …. Naturalmente interessa dare alla sicilia elemosine per potere governare 5.500.000 voti piuttosto che applicare lo statuto che garantirebbe lo sfruttamento e utilizzo delle proprie risorse per poter camminare con le proprie gambe ………………. GUARDATE QUESTO VIDEO e cercate una bandiera italiana…….. !

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  18. E’ da diverso tempo che mi domando se le ( sempre più frequenti) contestazioni (anche) al Presidente della Repubblica ( in Sardegna come altrove) non rappresentino la manifestazione simbolica più immediata e diretta della fine del ciclo costituzionale apertosi nel 1948. Se nel corso degli ultimi anni ( direi in modo più netto da circa una quindicina) si è progressivamente imposta, attraverso una alterazione del sistema delle fonti di produzione normativa, una costituzione materiale che configge per tanti aspetti con quella formale, allora non c’è da stupirsi se anche il Capo dello Stato finisce talvolta per essere duramente contestato! L’acutizzarsi della crisi fa esplodere questa contraddizione, che dal terreno economico e sociale si trasferisce a quello politico-costituzionale. Il Presidente della Repubblica è il supremo garante della Costituzione, dei suoi principi e dei suoi valori. Ma quei valori e quei principi sono messi, oggi, a dura prova da una realtà economica e da una condizione sociale che parla tutt’altra lingua. E non su questioni marginali, ma sui principi fondamentali, immodificabili della Costituzione. Dal lavoro ( formalmente fondante la Repubblica) al diritto allo studio, passando per il tema del ripudio della guerra a quello della sovranità popolare ( con un Parlamento che vede imporsi, per lettera, dalla BCE, non solo i contenuti di una decisione ma fin’anche la forma, il decreto legge) e del principio di eguaglianza ( sia formale che sostanziale) fissato nell’art. 3. Va da sé allora che non è poi così assurdo che qualcuno possa anche domandarsi di che cosa sia garante, oggi, il Presidente della Repubblica! Ora, io non sostengo che le cose stiano effettivamente in questi termini, ma mi domando se non sia questa una possibile chiave di lettura di una crisi che probabilmente è molto più profonda e radicale di quanto non si sia disposti ad ammettere. Come dire, insomma, che lo strumento concepito per garantire lo sviluppo ordinato di una comunità nazionale e la convivenza civile si sta frantumando…

    • Scusa, ma dal 1948 hai detto? Io direi dal 1861, epoca in cui i vari risorgimenti (alias primavere italiane) hanno sovvertito parte dei veri gioielli d’italia.
      Poi non parliamo di una costituzione puramente assurda inutile e fasulla, basti capire che quando una costituzione al suo primo articolo dice che l’italia è una repubblica fondata sul lavoro per rendersi conto che è stata fatta per inchiappettare tutto il volgo in una melassa insignificante.
      Bisogna svegliarsi e gente come quella cariatide scrostata dal barile del più becero comunismo dovrebbe essere defenestrata così come si usava in tempi antichi. Ma il geronto-massone è amico dei poteri che governano buona parte dell’occidente (lui, da traditore del comunismo), è colui che firma le migliaia di bombe sganciate sulla Libia, lui che si accorda per una soluzione militare di intervento in Siria, lui che accondiscende affinche le nostre aziende siano vendute al prezzo più basso al miglior suo amico.

  19. Prontuscuadduspro' says:

    SONO CONTESTAZIONI DEL POPOLO PDL
    Ricordo a tutti che il “popolo sardo” è quello che vota liberamente e che la maggioranza degli elettori sardi ha votato questo governo regionale, dopo che Berlusconi decise di appoggiare platealmente il candidato.
    Ricordo a tutti che le quotazioni di Castellazzi salivano vertiginosamente ogni volta che il miliardario di Arcore scendeva col suo aereo privato ad abbracciare il suo avatar. Lo devo ricordare perché in questi giorni ci sono molti partitini zerovirgola che parlano a nome di tutti i sardi non si sa a che titolo.
    C’era molta più gente ad applaudire Berlusconi quando prometteva che avrebbe telefonato a Putin per salvare i posti di lavoro nel Sulcis, che non in tutta la Sardegna a votare IRS (per fare un esempio), così come fra i contestatori antiequitalia di viale Trento le uniche facce che conoscevo erano di ex votanti del centrodestra.
    Quindi c’è il serio rischio che, come per il “movimento dei forconi”, queste contestazioni a Napolitano sono in realtà le prime vere contestazioni di piazza del popolo del PDL.
    Giusto per ridare il vero valore alle cose. Anche perché, giustamente, il PDL è il solo che vede il Presidente della Repubblica come fumo negli occhi.

  20. Pingback: Sardegna: Napolitano contestato da indipendentisti, anti-equitatalia e pastori. - Pagina 14

  21. Napo Orso Capo says:

    Per un profilo ancora più completo del nostro beneamato presidente, si può apprezzare il ritrattino che emerge da un’inchiesta di qualche anno fa della TV tedesca :

  22. Più che le contestazioni quello che conta è l’indifferenza. La maggior parte di noi Indipendentisti eravamo tutti d’accordo su una sola tattica: indifferenza, lasciamolo solo, facciamo il vuoto perchè capisca che la Sardegna non è casa sua. Direi che ha funzionato. C’era molta più gente a Oristano ad acclamare i cavalieri della Sartiglia, Su Componidori e la nostra vera unica rappresentante: Eleonora d’Arborea. Altro che tricolori, l’italia, almeno in Sardegna è passata di moda…. Indipendentzia.

    • Di Legno says:

      Tattica stupendamente efficace questa dell’invisibilità di voi indipendentisti. Darà i suoi frutti politici.

    • Anonimo says:

      l’ indifferenza non serve ……e’ una scusa di chi ha gia lo stomaco pieno .serve lottare

  23. gli è ancora adata bene ke non l’hanno preso a pietre …. !!! anni fa, lo fecero col ” PAPA ” in una località della periferia di CAGLIARI … l ‘ha scampata bella ……

  24. Ma i contestatori sulcitani dell’altro giorno sono gli stessi che applaudivano Berlusconi quando telefonava a Putin? Se così fosse, sarebbe l’ennesima dimostrazione dell’inconsistenza politica e della confusione presente nella cosiddetta “piazza” e del pericolo costituito, a mio sommesso avviso, dal dare peso a questo tipo di contestazione. La protesta va fatta in modo democratico, in altro modo, ad esempio con il voto. Ma non mi sembra che si abbiano le idee molto chiare…

    • Anonimo says:

      Certo poichè nel Sulcis alcuni hanno votato berlusconi (sicuramente molti come nel resto d’Italia), allora nessuno del Sulcis può contestare il presidente della repubblica. E come se qualcuno dicesse “ma cosa vogliono questi italiani, che sono quelli del fascismo”.

      • Non hai tutti i torti. Il 95 per cento degli italiani era fascista, almeno fino all’8 di settembre. Poi avvenne il miracolo. Ma non è questo il punto: il punto è che la piazza significa disperazione mentre abbiamo tutti gli strumenti per valutare e giudicare con consapevolezza. Purtroppo non lo facciamo. Il punto è questo. Credo…

  25. A. Mongili says:

    Personalmente sono ancora impressionato da queste due giornate, anche perché sono voluto andare a Barumini al funerale del professor Lilliu per respirare un’altra aria, e le ho vissute come “giornate particolari”. Per me sono memorabili soprattutto per la cecità e la sordità della sinistra sarda al suo stesso popolo. Che, come ha detto giustissimamente a mio parere Ismaele, era del tutto indifferente a questo pompato evento. A proposito, il convegno degli “storicufficiali” sul 150° Anniversaio com’è andato? Anch’esso riservato a chi ha cognomi italiani come un altro indimenticabile evento? Quale nuova teoria ha prodotto? Dell’entusiastica partecipazione dei Sardi al Risorgimento? Gongolo a immaginare il profluvio di fonti a sostegno della tesi. Le Seconde Carte d’Arborea, I suppose.

    • ZunkBuster says:

      Le terze, Professore. Le seconde sono la storia di Sardegna di F. Cesare Casula. Ho letto qua e la qualche apprezzamento poco favorevole nei confronti di A. Accardo, uno che Gramsci lo conosce bene ma chissà se se ne è ricordato al cospetto de Su Presidenti.

    • Gentile A. Mongili,
      «respirare un’altra aria»
      Ma quale? L’odore della ‘costante resistenziale?’
      Certo che la gente era indifferente al 150nario, ma non solo in Sardegna. Sarebbe il caso di riflettere in termini un po’ più ampi, santo cielo, e non pensare di essere il biddio dell’universo. Ma le pare che in momenti come questi si possa pensare (ovunque) alle celebrazioni (o al terribile problema di un convegno con partecipanti di cognome sbagliato)?
      Mi permetta anche di farle notare una piccolezza: la sua sarà anche una battuta (forse) ma quella dei cognomi ‘italiani’ se la poteva risparmiare: negli Stati Uniti, per una sciocchezza del genere, avrebbe dovuto chiedere pubblicamente scusa per la leggerezza. Potrei domandarle, ad esempio, se per lei il mio cognome è sufficientemente sardo? Sì? Posso permettermi di parlare di cose sarde oppure devo aspettare di partecipare ad un convegno e scrivere un libro come vorrebbe Manichedda?
      Mi perdoni lo sfogo, ma un pelino di attenzione alla forma a volte non guasterebbe (e pensare che un anonimo mi ha pure detto di metterci la faccia!).
      Cordialmente

  26. SuPresidenti says:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9915

    ma guarda cosa si legge incerti strani siti.. ora sono fatti tuoi:)..
    a si biri

  27. Pingback: Blobbe, ancora una cosa per te...

  28. Perché non provano a fare una cosa del genere a Treviso e così vedere come reagisce la popolazione?…

    • Gentile Mossad,
      non sono certo di aver capito il senso del suo commento. Tuttavia, se si riferisce ad un’eventuale reazione per gli accorgimenti di pubblica sicurezza adottati in occasione della visita, a mio avviso sarebbe stata la stessa: i passeggeri dei bus sarebbero scesi e gli utenti di Trenitalia sarebbero rimasti in stazione (i trevigiani sono tutt’altro che scalmanati capaci di opporsi alle forze dell’ordine o protestare scompostamente). Le lamentele sarebbero state le stesse. Altro sarebbe stato l’impatto mediatico, perché altro è il potere della Lega a livello locale, ben diverso da quello dei pastori sardi, ma è diversa anche la consistenza e la struttura del PIL. Nello stesso modo, la Lega è capace di organizzare manifestazioni ben più folkoristiche di quelle viste in Sardegna, ma è anche vero che avrebbe concertato tutto con Napolitano, anche adesso che si dichiara all’opposizione.
      Contesto anche l’uso del termine ‘popolazione’. A Treviso non c’è una ‘popolazione’ che protesta, ci sono leghisti molto organizzati (tanto per intenderci come il PCI degli anni d’oro). Guardi che entrare in una sezione della lega da quelle parti è come usare la macchina del tempo, se non per gli slogan, per il tipo antropologico che ci trova dentro.
      In definitiva, l’accoglienza a Napo sarebbe stata gestita a Roma prima della visita e secondo me avrebbero anche cantato l’inno col coro (i leghisti sono tutt’altro che scemi: avrebbero pattuito un prezzo conveniente).
      Cordialmente

  29. Anonimo says:

    ciao vito, lo sai che per motivi di sicurezza quando giorgio, e entrato dentro il mucipio di cagliari hanno costretto gli impiegati a chiudersi dentro gli uffici ,naturalmente di risparmio i commenti da parte degli impiegati.

  30. Anonimo says:

    la sopressione di un treno per evitare l’invasione di Cagliari da parte dei manifestanti del Sulcis per un pendolare come me sinceramente fa sorridere!!! Le soppressioni dei treni sono purtroppo un fatto frequente, anche oggi per esempio ci sono stati problemi di circolazione, e comunque nulla avrebbe impedito i manifestanti a prenderne uno successivo visto la cadenza di uno ogni ora!!!

  31. Ismaele says:

    Non ho apprezzato il livello di gran parte delle contestazioni con cori insultanti, anche perchè credo che fossero indirizzate alla persona sbagliata. E comunque rivelano un livello di analisi e conseguente reazione politica all’interno di alcuni movimenti e alcuni partiti indipendentisti veramente basso. ma il vero dato, secondo me, almeno a cagliari è stato lo scarso pubblico in generale. Niente folle dietro le transenne, niente bambini con in mano le bandierine, nessuno ansioso di stringere la mano al presidente. Insomma una visita quasi deserta. Sintomo di qualcosa di peggio della semplice contestazione: apatia politica, disinteresse, disillusione. Per l’unità nazionale ma anche per il futuro dell’isola peggio di mille contestatori.

    • Anonimo says:

      Ci meritiamo le presenze trionfali di Berlusconi che ha infinocchiato gli elettori sardi quando aveva promesso di telefonare all’amico Putin per risolvere la crisi dell’industria petrolchimica. I Sardi lo premiarono eleggendo il suo candidato a Governatore ed ora c’è solo disperazione, miseria e la totale mancanza di futuro per i figli. Perchè non è stato contestato allora da nessuno nelle sue spettacolari apparizioni? Riflettiamo!!!

  32. Anonimo says:

    gli schiena-piegati gli hanno levato dagli occhi pure i 4mori,il rischio che si sentisse fuori dall’itaglia era troppo forte

  33. ZunkBuster says:

    Vi aspettavate che un presidente della Repubblica venisse in Sardegna senza prima aver ricevuto un rapporto dei servizi segreti? Evidentemente, la sicurezza del Quirinale ha gestito il tutto in chiave paranoica. A ciò aggiungiamo che Napolitano per approccio alle cose e per posizioni non è mai stato un uomo di Sinistra, per trovare un Presidente che non si tirasse indietro dinanzi ai problemi bisogna tornare a Sandro Pertini, lui si un vero “compagno”.

  34. Sovjet says:

    La libertà di riunione e manifestazione può essere limitata per motivi di ordine pubblico. È vero, anch’io ho dato Diritto Pubblico con Pubusa e in effetti è così. Però decidiamo cos’è l’ordine pubblico: ci si attendevano i pericolosissimi black bloc di Masainas? O le Brigate di Gonnesa. Le contestazioni sono legittime. A meno che non si avesse notizia fondata di azioni violente o minaccia di attentati. Dal momento che non mi pare ci fosse nell’aria nulla del genere e che aldilà di qualche “buffone” o di qualche fischio comunque non si sarebbe andati mi sembra un eccesso di zelo anticostituzionale. Ma tant’è…io sono nato nel PCI e milito in SEL, ma se una cosa del genere l’avesse fatta in presidente notoriamente di destra ne avemmo chiesto la testa. Perché questo Presidente, rammento, è il primo fra coloro che furono iscritti al PCI a varcare la soglia del Quirinale. Quindi il prossimo dovrebbe spettare alle destre, per giusta alternanza. Così i potenziali contestatori oltre che scendere dall’autobus si guadagneranno anche qualche manganellata, in nome dei bei tempi. E questa la differenza tra un presidente che viene dal PCI ed uno prossimo venturo che magari arriva dall’MSI?
    Allegria…

  35. Gentile Biolchini,
    precisato che le notizie sono corrette, suggerirei di non commettere l’errore logico (spesso abusato) di decontestualizzare l’avvenimento traendo conclusioni falsate (e poco utili proprio dal punto di vista del significato degli avvenimenti) da un punto di vista limitato.
    Premessa: una visita ufficiale del Presidente della Repubblica segue una prassi consolidata, tra cui l’eliminazione precauzionale di eventuali contestazioni non mediate da precisi accordi. In ogni visita viene stabilito un protocollo preciso e qualunque discorso analizzato ed approvato in anticipo. Quando non sia possibile trovare un accordo, si evita (ad esempio il coro). Tanto per essere chiari, quando alla tele si vede Napo che incontra una delegazione di operai, la sceneggiatura (e non uso a caso il termine) è stabilita nei minimi dettagli e non sono ammesse sorprese e variazioni estemporanee (se c’è anche il minimo dubbio, la cosa non si fa!). Ciascuno viene perquisito e la posizione personale indagata con cura (altrimenti che li paghiamo a fare quelli della DIGOS?). Le parole che vengono pronunciate vengono studiate e approvate in anticipo.
    Ciò può piacere o meno, se ne potrebbe discutere, ma stiamo parlando d’altro: della visita di Napo in Sardegna.
    Ciò premesso, la domanda diventa: rispetto alle visite ufficiali che Napo ha effettuato in ogni altro luogo per la celebrazione del 150nario, ci sono state precauzioni aggiuntive e/o maggiormente limitative della libertà rispetto al solito? Perché, se quella segnalata è la prassi, allora non ha molto senso parlare di particolari preoccupazioni “specifiche” per il viaggio in Sardegna (Napo “terrorizzato”).
    Per quella che è la mia limitata esperienza, ho l’impressione che le noie riportate (cittadini identificati e fatti scendere dagli autobus, soppressione di un treno, mancata esecuzione dell’inno da parte del coro) rientrino a pieno titolo nella prassi.
    Ripeto: non sto affermando che ciò sia giusto (è comunque faccenda complicata), ma rifletto sulla rilevanza specifica delle misure adottate (nel senso: è stato fatto qualcosa di speciale o no per la visita in Sardegna rispetto al solito?).
    Da questo punto di vista, mi stupisce l’analisi di Pubusa, giurista!, che mostra una sorprendente ingenuità (non lo dico con ironia ma con vera sorpresa). La manifestazione di dissenso non può avvenire con una contestazione estemporanea per le strade, altrimenti si confonderebbe la rappresentanza democratica con il più bieco populismo, né credo che ciascuno di noi sarebbe contento se le decisioni riguardanti la gestione della cosa pubblica si prendessero in base a chi urla di più nelle strade (per questo asserisco come la faccenda sia complicata). Nello stesso modo mi stupisce che si stupisca (scusando il bisticcio) per la soppressione di un treno o l’identificazione e fermo dei passeggeri di un bus (ma dove vive? E’ tutto perfettamente legale, purtroppo, mica siamo in Gran Bretagna!). Detto in tutta onestà, le parole di Pubusa mi hanno lasciato di sasso!
    Inoltre, reputo negativo rivendicare come eclatanti alcune manifestazioni che mi sono parse molto limitate (il titolo “Napo terrorizzato” sarà immaginifico, ma del tutto fuori luogo). Pochi e casinisti, direi, non molti e determinati (ad esempio una bella manifestazione di un paio di decine di migliaia di cittadini con in mano un cartello con Napo Go Home).
    Personalmente la vedo in modo differente: Napo è venuto, le contestazioni sono state acqua fresca rispetto a ciò che la situazione richiederebbe e credo sia dovuto ad un sostanziale accordo del mondo politico che riflette lo stato attuale della politica nazionale, costretta ad abdicare ai propri diritti per manifesta incapacità. Poiché gli unici a protestare erano gli epigoni del “facciamo da soli” (fortunatamente quattro gatti) non c’è stata trippa per gatti. Direi che la cosa va bene a tutti: ci sono quelli che possono dire “Gliel’abbiamo fatta vedere noi!” (gli indipendentisti&C) e quelli che si indignano (ben sapendo come ci sia poco da indignarsi perché è sempre così; magari Pubusa ha dei buoni motivi per dire ciò che realmente non pensa, potrebbe essere un atteggiamento dettato da un qualche calcolo politico… boh, forse è troppo sottile per un grezzo come me).
    Detto in due parole: Visto come l’abbiamo contestato? Adesso zitti e coperti che il carnevale è finito, please.
    Cordialmente,

    • Sovjet says:

      Mi sembra un commento molto ben argomentato, ma un po’ di delusione resta. Sono consapevole che può restare deluso solo chi si è lasciato andare a precedenti illusioni ma tant’è…
      Io credo però che oltre alle procedure e al protocollo, ci sia ormai un di più, una sorta di principio generale di lesa maestà che non può essere infranto, neppure attraverso un tono di voce più alto. Sarà che sono nato in tempi in cui la protesta aveva toni molto più cupi di quattro fischi e un “buffone” urlato a caso.
      Le contestazioni “sono state acqua fresca rispetto a ciò che la situazione richiederebbe”. È vero. Se la situazione non trova sbocco non so se resterà tale.

  36. Massimo says:

    …e se non sbaglio ci sarebbe anche l’episodio dello striscione degli indipendentisti, su cui stava scritto “sardegna non è italia”… brrrrrrr che paura si è messa l’ordine pubblico, andava rimosso!!! in che razza di Paese stiamo vivendo, per carità!

  37. Ibarbo says:

    Al Lirico l’inno di Meli

  38. Tony Randall says:

    Pubusa legge la carta costituzionale a suo piacimento, dimenticandosi anche ciò che spiega a lezione, non è la prima volta d’altronde. La libertà di riunione e manifestazione può essere limitata per motivi di ordine pubblico. Certamente la soppressione di un treno è però un fatto grave ma siamo sicuri che sia quello il motivo??? Mah.
    Argentina degli anni settanta, non diciamo sciocchezze. Ma che ti ha fatto il Presidente della repubblica? Non capisco questa avversione, mi pare senza dubbio ingiustificata.

  39. Alberto Soi says:

    Condivido le osservazioni, un unico appunto: non mi sembra che la visita di Napolitano e le relative contestazioni abbiano avuto ampia eco nella stampa nazionale. Ascolto quotidianamente Prima pagina di Rai3 e niente, su Sky news 24 niente, ha fatto dei servizi Rai News 24 e mi risulta un piccolo pezzo su Repubblica.
    D’altra parte siamo abituati a che la Sardegna venga ignorata.

    • quella del treno è una baggianata tirata fuori da giornalisti che son anni che non prendono un treno in sardegna,i treni da Iglesias vengono soppressi un giorno si e un altro pure visto che le ferrovie sono allo sfascio completo…

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