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“Ma chi, quello?”. Delegittimare l’interlocutore per ammazzare il dibattito. Anche in Sardegna. Tre esempi semplici semplici

Ieri vi ho segnalato gli articoli di Andrea Pubusa, Paolo Maninchedda e Gianfranco Pintore sulla chiusura si Sardegna 24. Tre articoli molto interessanti. Infatti sono arrivati diversi commenti, ma qualcuno l’ho dovuto censurare.

Ad esempio quello di Pubusabuster, che ha scritto:

Andrea Pubusa, quello che ancora non ha digerito le figure barbine collezionate su Tuvixeddu? Che magari sono pure all’origine della sua foga anti-Soru?

E Anonimo?

Ma scusate é lo stesso Maninchedda di ” non si fanno prigionieri…” ” cani sciolti di..”?
é ora ci dice anche quali salotti dovremmo frequentare o quali sono quelli buoni o meno buoni. Ogni uno di noi in piena libertà e autonomia sa quali frequentare e quali non frequentare.
continui a sostenere la giunta di centro destra di Ugo Cappellacci , cosa che sa fare benissimo.

Anche Superanonimo ha voluto dire la sua:

A proposito di stampa indipendente, chi dei dei due indipendentisti citati da Vito (Pintore, ndr), è stato il direttore editoriale di un giornaletto della Tirrenia, dal titolo ” A bordo”” insieme ad Antonangelo Liori!! Ma cittidì!!!

Pintore è stato omaggiato anche dal commento di Nora Panorgios:

Ha ragione Gianfranco Pintore: “Tutto sta nel vedere se esiste, in Sardegna, un pubblico di lettori disposto a metter da parte le capacità di riflessione ed accontentarsi di quelle agitatorie”. La risposta è semplice: NO! Ovviamente in Sardegna non esiste un stock sufficiente di lettori disposti “a metter da parte le capacità di riflessione ed accontentarsi di quelle agitatorie” . Questo stock è limitato al cerchio dei credenti della SS. Trinitá (Sherdanu – Tzricottu – Yahwé) promulgata nel blog di Pintore.

Ciò che unisce questi quattro interventi è evidente: la volontà di delegittimare l’interlocutore con argomenti non pertinenti, o quanto meno non pertinenti con l’argomento in questione (cioè la chiusura di Sardegna 24).

Questi commenti io generalmente li censuro. Perché ritengo che ogni dibattito vada moderato e che con le battute non si va molto lontano. Tollero l’anonimato, ma non la volontà di abbassare il livello delle argomentazioni. Se volevo collezionare battute a raffica mi aprivo in profilo su facebook, mica stavo a perdere tempo con un blog.

La tecnica di delegittimare l’interlocutore è vecchia come il cucco. È chiaro che con Berlusconi ha ripreso quota, ed è diventata patrimonio inconsapevole di tutti gli italiani. Soprattutto della sinistra, che ha riscoperto le sue antiche origini settarie, e che con la delegittimazione dell’interlocutore prova a mascherare la sua inconsistenza argomentativa.

La verità è che Berlusconi ha vinto. Tutti noi ormai ci siamo infatti trasformati da cittadini che votano una volta ogni quattro-cinque anni, in militanti costretti a difendere sempre e comunque le posizioni del nostro schieramento. Anche quando sono indifendibili. Anche a costo di usare argomenti impossibili, faziosi, scorretti.

A me questo gioco non piace. A me piace ragionare sulla sostanza delle cose, senza ovviamente mascherare i miei riferimenti culturali e politici. A me piace entrare nel merito delle cose, e mi piace soprattutto confrontarmi con quelli che sento più lontani da me. Basta che siano in buona fede e non abbiano secondi fini.

Per questo ho aperto un blog: per ragionare. Non perché ho libri da vendere né perché ho una popolarità da guadagnare né tantomeno una visibilità da difendere.

Maninchedda sostiene la giunta Cappellacci? È vero, ma stava parlando di Sardegna 24. Pubusa ha collezionato figure barbine su Tuvixeddu? Non direi, e comunque cosa c’entra con Sardegna 24? E Pintore? Perché contestarlo per le sue posizioni sulla storia antica di Sardegna se stiamo parlando di Sardegna 24?

Poi guardate, chiunque abbia un minimo di attività pubblica può essere facilmente delegittimato in un nanosecondo. Sfidatemi, fatemi tre o quattro nomi che vi sembrano ineccepibili e ve li smonto in un attimo. Non perché non ci siano persone irreprensibili, ma perché la tecnica della delegittimazione è spietata e dannatamente efficace.

Per cui cerchiamo di non inquinare il dibattito con argomenti troppo semplici e volgari. Certe cose lasciamole fare ai giornalisti da salotto televisivo che si sono trasformati in militanti politici, lasciamole agli scrittori che vogliono fare colpo presso un’opinione pubblica da loro intesa come un enorme serbatoio di possibili acquirenti di libri.

In Sardegna manca una vera opinione pubblica anche perché manca un’ecologia del dibattito. Chi interviene nei giornali (e lo fa perché qualcuno glielo consente, perché appartiene ad una ristretta élite: provate a mandare un commento che esce dal seminato all’Unione e alla Nuova e vediamo se ve lo pubblicano) lo fa solamente per difendere le proprie posizioni non certo per scatenare in dibattito. Che infatti non esiste, se non sulla rete.

I giornali sono i luoghi dove le élite intellettuali di questa regione godono delle loro rendite di posizione e dove non possono mai essere messe in discussione. Mai.

 

16 Commenti

  1. Alessandro Mongili says:

    Scusa Vito ma ti è sfuggito il fatto che, nell’economia della delegittimazione, un masso consistente è stato portato dal signor Pubusa del movimento #occupyallfacultiesofvialesant’ignazioetotus’atruchisipoditocupai, il quale si è concentrato sulla tesi “tutte le cose che Lui (inteso, il totemico Soru) tocca finiscono in merda” (mentre invece lui, immagino, ha il tocco d’oro).
    Ma le cose, esimio Wytold, quando non le si vogliono vedere, non le si vedono.

    • Efisio Loni says:

      A parte il caso di Gianfranco Pintore, cui non si perdona la militanza nazionalitaria e la sfida al mondo accademico-archeologico, in realtà non si tratta di delegittimazione, ma di ruggini legate inesorabilmente a un’unica e fondamentale vicenda: il posizionamento e il giudizio rispetto alla vicenda Soru. Non si scappa, sempre li torniamo. Io penso di non avere pregiudizi sull’imprenditore di Sanluri nè a favore nè contro. Ma la domanda è: si candiderà alle primarie? si candiderà alla presidenza della Regione per la terza volta?
      A dispetto delle condizioni economiche dei poveri licenziati e dei posti di lavoro persi, la vicenda di S24 in realtà fa infiammare gli animi solo per questo motivo, non certo per le pur importanti questioni informativo editoriali.
      Tutti si aspettavano l’house organ di Soru e invece, da quello che si è visto, il seddorese non ci ha creduto più di tanto. All’inizio ha favorito, poi ha lasciato fare, ha cercato di intervenire, ma quando è stato chiaro che il prodotto non funzionava ha lasciato perdere uomini e mezzi. E’ il suo stile, non c’è dubbio.
      Io penso, ma magari mi sbaglio, che non esca lui ridimensionato da questa vicenda, ma proprio il gruppo di direzione del giornale che non ha valutato bene la situazione.
      Significa che Soru non si candiderà? No, non credo. Significa che si seguiranno altre strade. Proprio perché S24 era legato in qualche modo alle mosse di Soru, prendere per buone le proposte e le analisi di Pubusa e Maninchedda non ha senso, soprattutto per i soriani ortodossi. Li capisco. La politica è fatta anche di scelte. Maninchedda e Pubusa hanno scelto in passato di andarci giù duri. Le scelte hanno anche conseguenze: gli attacchi furibondi degli ortodossi.
      Se dovesse candidarsi, voterò per Soru? S24 ti faceva passare la voglia per il conformismo filosoriano di facciata e in realtà l’autocompiacimento di molti del circo opinionistico che erano troppo contenti di far parte di un circolo elitario. Non credo che Soru li stimasse proprio tutti: l’uomo e sempre stato poco generoso e disponibile con i suoi seguaci. Sono più gli adepti a cercare magneticamente lui che il contrario. Poi, niente è assicurato per nessuno e per sempre. La corte soriana funziona così.
      Finora, all’orizzonte non ci sono altri candidati della sua statura e, visto ciò che è successo in questi anni, la sua stagione di governo non è stata poi così male.
      Pertanto, mi aspetto molti sommovimenti editoriali ancora….e se ci sono altre candidature è meglio che comincino a delinearsi. Noi elettori siamo in attesa.

  2. Bastiano Contro says:

    Ecco un esempio scolastico di delegittimazione.
    Ma chi? Vito Biolchini? Quello che quando Dario Franceschini venne invitato al Festival dell’Argentiera, nell’estate del 2011, anziché proporre delle domande sul tema dell’incontro, ovvero il nuovo libro scritto dal deputato del Pd, intitolato “Daccapo” (accanto a Biolchini, sul palco, il maestro Giacomo Mameli) scelse, invece, di punzecchiare il dibattito con poche e faziose domande tutte incentrate – al netto di fronzoli e fronzoletti – sul solito tema, “Berlusconi sì o Berlusconi no… ”
    Certo, l’attinenza del romanzo con l’allora Premier nessuno la nega. Però, proprio come ben spiega Biolchini, a “Quelli che il Calcio”, si parla di calcio, a “Porta a Porta” si parla di politica o Franzoni (a seconda dei casi ovviamente). Non per maliziare: ma il ragionamento di Biolchini è pienamente condivisibile. Soprattutto perché incoraggia all’esercizio della riflessione con degli spunti che, a onor del vero, non si trovano altrove, nè sulla carta stampata nè su altre platee online locali. Solo che, talvolta, occorre avere piena onestà e fine abilità (e Vito la possiede quasi sempre questa dote), per scindere nel mezzo di tanti interventi o commenti. Ma, ancor più, per capire quale, fra tutti questi, si debba cerchiare di rosso perchè punta a delegittimare, e quale, invece, si debba timbrare di consenso.
    Voglio dire: il rischio è che siamo un po’ tutti dalla stessa parte caro Vito. E forse nessuno può scagliare la famosa prima pietra, perché nessuno infondo è senza peccato.
    Accogliamo comunque il tuo invito alla frenata, alla moderazione, che vuoi, del resto questa è casa tua e noi siamo soltanto tuoi ospiti. Però, se posso dirtela tutta, a noi piace così, vivo e scorretto il tuo salotto, pieno di fermenti, provocatoriamente costruttivo, ‘(s)moderato’, ma con tanto, tanto succo. L’olezzo sotto olfatto (dicesi puzza sotto il naso) lo lasciamo volentieri ad altri.
    W la realtà!

  3. pubusabuster says:

    Caro Vito,
    la valutazione su cosa sia pertinente e cosa no ha i suoi margini discrezionali. Certo, se avessi scritto, “non è che Pubusa scrive così perché Soru è più alto di lui?” allora non vi erano dubbi sulla non pertinenza del commento.
    Ma nel caso di cui si parla, la pertinenza del mio commento non era certamente inferiore alla pertinenza delle considerazioni di Pubusa che, pur di poter concludere che la colpa è tutta di Soru – perché dove passa lui non cresce più l’erba- infila tutta una serie di supposizioni e sue personalissime congetture spacciandole per fatti assodati e incontestabili. Mentre invece si possono tranquillamente bollare come considerazioni pretestuose, non pertinenti appunto e indicatrici di un chiarissimo risentimento nei confronti di Soru.
    Al punto che, più un articolo sulla chiusura di un giornale, sembra di leggere un commento ad un voto di sfiducia del Consiglio regionale a Soru; e domandarsi “che c’azzecca” sorge spontaneo in tantissimi passaggi dello stesso.
    La forte ostilità di Pubusa nei confronti di Soru è un fatto e in questo caso è un fatto la cui conoscenza è indispensabile per valutare la credibilità di ciò che Pubusa scrive.
    E all’origine di questa ostilità vi è anche la vicenda Tuvixeddu, nella quale Pubusa si distinse per la precoce presuntuosa esultanza senza sé e senza ma con cui accolse la sentenza del TAR che stroncava le decisioni dell’amministrazione Soru per poi essere a sua volta stroncata, insieme all’esultanza e alla presunzione di Pubusa, dalla famosa sentenza del Consiglio di Stato.
    E allora mi chiedo perché censurare un commento che ricorda l’esistenza di questi forti motivi di contrapposizione fra Soru e Pubusa e lo fa senza insultare nè offendere?
    Perché tutte queste attenzioni per Pubusa e altri potenti locali che pontificano a destra e a manca, su giornali e TV, radio e web, immemori dello loro gesta e delle loro gigantesche incoerenze?
    Perché tutte queste premure per chi tratta un giornalista stimato e dal curriculum di tutto rispetto come Bellu alla stregua di un fattorino di Soru messo lì per scrivere sotto dettatura? Rileggilo meglio l’articolo di Pubusa e vedrai quanto questo tuo articolo sarebbe perfetto se solo fosse stato pubblicato nel sito di Pubusa per commentare il suo, di articolo.

  4. Daniele P. says:

    Eppure ricordo che tempo fa, davanti ad un commento Biolchini non ha risposto. ha semplicemente chiesto “ma tu sei per caso tizio di tal partito”?
    Detto ciò io credo che invece sia legittimo interrogarsi sulla natura del proprio interlocutore.
    Non tutti sanno tutto, non tutti hanno le stesse competenze, non tutti hanno la stessa dignità e così via.

  5. Sig. Zuseppe says:

    Vito se censuri questo post ti capirò ma quando ce vò ce vò!
    Essere stato a libro paga della Tirrenia e in che compagnia, per un indipendentista
    -ma non è il solo- e poi permettersi di fare sempre e comunque le pulci agli altri dal proprio puro nuragico piedistallo, senza un briciolo di autocritica, per me è la stessa cosa di un tal giornalista che prendeva i soldi dal SISDE di Pio Pompa e Nicolo Pollari diventando così un ridicolo agente Betulla.
    E una semplice e oserei dire molto anglosassone questione di credibilità e di coerenza,
    non c’entra nessun muretto a secco.
    Mi sono stufato di questi indipendentisti che, senza mezzi termini danno dei venduti, a su “mere continentale” a tutti gli altri e poi sono stati attovagliati con Romano Comincioli e compagnia cantante.
    Ma no! Questi prontamente ti diranno che anche i loro spiriti guida ovvero i nazionalisti indipendentisti catalani hanno sostenuto pure quel fascistone di Aznar !
    Non lo fo per piacere mio ma “pro sa patria sarda” o pure perchè tengo famiglia!
    Credibilità cosa è una parolaccia? La stessa credibilità che tu Vito hai, e che ti sei conquistato, al di la del fatto che non la si possa pensare sempre allo stesso modo, dimostrandolo in varie occasioni ad es. mollando Soru ed un lavoro “sicuro” per coerenza e per seguire le tue idee.

  6. Gentile Biolchini,
    se mi posso permettere, è un articolo mediocre ed è il secondo in poco tempo (il primo è “Il naufragio di Sardegna 24. Anche se Michela Murgia non vuole, c’è chi si interroga sul fallimento del giornale. I commenti di Maninchedda e Pintore”).
    Mi faccia riassumere. S24 va a fondo e Lei si interessa del dibattito sul perché. Ciò che trova sono i quattro personaggi che cita invitando ad una riflessione su ciò che scrivono. Chi sono i personaggi che si interessano della vicenda e Lei ritiene tanto rilevanti da farci un post?
    Uno (Pubusa) è un intellettuale che riassume il proprio credo politico nella frase “Soru è l’Anticristo!” e infatti lo ripete ancora una volta. (Tanto per essere chiari, considero Soru un sottoprodotto di Berlusconi e la mia poca stima, intellettuale, per Pubusa prescinde del tutto da motivi di parte).
    L’altro (Pintore) è uno che ha come azione politica quella di demolire lo stato centralista romano con la fantascienza (unico al mondo, leggere per credere: il suo blog, numeri alla mano, si interessa più che altro di fantarcheologia). E infatti cosa dice? “Ha chiuso perché era un giornale ideologico e la gente si è stufata di ideologia” (infatti lui è un ideologo dell’abbattimento delle strutture statali a colpi di scrittura nuragica!).
    Il terzo (Maninchedda) è uno che vive ancora della rendita antica del PSd’Az, non ha la minima capacità di intervento né intellettuale né politico ed infatti cosa dice? “Ci vorrebbe….” E lo fa seguire da soluzioni al limite del surreale.
    Il quarto (Murgia) si esibisce in una storiella (cosa si potrebbe commentare?)
    A questo punto cosa mi sarei aspettato da Lei?
    Che si chiedesse: “Ma possibile che il mondo intellettuale isolano sia davvero tutto qui?” Perché la questione di S24 potrebbe essere davvero un bel tema di riflessione ma non c’è nessuno che riflette salvo lanciare un paio di slogan, visto che il mondo culturale appare defunto. In altri termini, ci sarebbe stato da domandarsi: “Ma non sarà che un giornale come S24, confezionato da giornalisti e intellettuali di vaglia (apparentemente), prende poco perché l’ambiente culturale sardo non c’è e questi ne sono la dimostrazione?”
    In seconda battuta, Lei scrive un altro post facendo finta di moderare un paio di commenti che dicono proprio questo: “I personaggi che cita lei non vale neppure la pena di commentarli”, e Lei la chiama delegittimazione!
    Cosa mi sarei aspettato? Che Lei si domandasse: “Non è che mi sto perdendo qualcosa e le persone si rendono conto (forse in modo ingenuo) che quei quattro (come intellettuali) sono improponibili?” (e si delegittimano da sé, purtroppo, temo che la penosa realtà sia questa).
    Ecco, lei ha di fronte una portaerei spiaggiata al Poetto e non la vede prendendo il sole dalla rotonda dal Lido, ma non l’ha vista neppure S24 (forse comincia a intravederla Mongili nell’unico commento al Suo primo post). Perché sarà vero che ha chiuso perché non vendeva, ma il punto è che bisognerebbe domandarsi per quale motivo nessuno voglia leggere un pezzo di Fois o un editoriale di Bellu.
    Ecco perché secondo me ha scritto due post mediocri.
    Cordialmente,

    PS – Chiedo scusa, ma ci sarebbe un’altra piccola osservazione: non è che state cadendo un po’ tutti (anche lei) in un circolo vizioso in cui parlate tra di voi lasciando il mondo all’esterno? (Biolchini cita Maninchedda che cita Pintore che cita Bolognesi che cita Pubusa che esorcizza Soru). Non è che così l’ALCOA chiude e si parla dei pastori che sodomizzano le pecore?http://www.manifestosardo.org/?p=12061

  7. efisio erriu says:

    è una vecchia triste abitudine che si declina in diverse forme: dall’isolamento di gramsci nel periodo del carcere (accusato di opportunismo dai suoi stessi compagni) fino alle epurazioni staliniste, dalla macchina del fango utilizzata per denigrare i movimenti antimafia alle risposte della gelmini che chiude la porta ad ogni discussione in merito al suo operato (tacciando i suoi interlocutori di premeditato disaccordo).
    è uno strumento dialettico tipico di chi, appunto come dici, vuole castrare il dibattito perchè teme il confronto o non vuole affrontarlo, ma che quando non ha delle derive devastanti ottiene solo di inaridire le coscienze.
    ovviamente questo non significa che chiunque possa dire tutto e il contrario di tutto, l’attendibilità di quanto si dice e soprattutto il poter dimostrare quanto si afferma danno credibilità all’interlocutore che così si conquista il dovuto spazio nel dibattito.

  8. Anonimo says:

    sono uno di quelli che ha scritto il commento relativo al Maninchedda.
    Biolchini devo dire che hai ragione , sono d’accordo specialmente sul tema della pertinenza dei post rispetto al relativo articolo o intervento.
    Ma oramai sono sempre più poche le occasioni per richiamare alle proprie responsabilità la nostra classe dirigente (politica) , richiamarla alla coerenza , alla difesa del bene comune.
    Le frasi che ho riportato nel post, oggetto di comprensibili osservazioni, sono come tutti sanno un estratto delle pubbliche e note intercettazioni telefoniche dell’inchiesta su Tuvixeddu.
    Nono sono un giurista per determinare se quelle intercettazioni hanno rilevanza penale e se costituiscono o hanno costituito un danno o pericolo per le persone che vi erano citate, ma sicuramente palesano una mediocrità in chi le ha pronunciate. Allora quando chi ha la responsabilità di amministrare la cosa pubblica interviene pubblicamente nel dibattito politico culturale della società si deve aspettare che qualcuno gli ricordi i comportamenti assunti i ruoli istituzionali pubblici che riveste gli impegni che ha assunto rispetto alle istituzioni ,le responsabilità che ha verso gli amministrati.La memoria ci serve per poter soppesare , valutare la credibilità di chi ci amministra. ll tema riguarda oramai gran parte della nostra classe politica indipendentemente dagli schieramenti o appartenenze.
    Pertanto non era mia intenzione delegittimare il consigliere regionale Maninchedda, ma la mia intenzione era quella di manifestare il mio punto di vista sull’articolo ponendo l’accento sulla non credibilità delle parole che ho letto in quell’intervento e lo strumento della memoria era funzionale a questo.
    Mi arrogo il diritto di non credere ( forse mi sbaglio) alle parole lette in quell’articolo.
    Se un politico perde credibilità è perchè forse in tanti decenni di attività ha assunto tante posizioni diverse e contraddittorie .Ecco che allora la memoria ci serve per capire chi è chi scrive che nel caso specifico riveste ruoli istituzionali importantissimi nell’amministrazione della cosa pubblica.
    Accetto la critica sul metodo che ho usato nel replicare all’articolo , critica che comprendo molto bene, ma è la nostra classe politica che si sta autodeligittimando.
    Io invito tutti a rileggere quelle intercettazioni , sono terrificanti.
    Il tema vero é la credibilità e la memoria è l’unico strumento che ci rimane per valutare la nostra classe di amministratori.
    Prima di chiudere questo intervento mi sono riletto per l’ennesima volta l’ultimissimo intervento ( “ma chi quello…”)di Vito Biolchini , per capire se anche questo post potesse avere un problema di attinenza.
    Vito Biolchini ha ragione da vendere , il principio che difende è giusto , nulla da dire , ma nel caso specifico il tema della credibilità era macroscopico.
    Ripeto nessuna volontà di deligittimare ( anche volendo non è ho il potere) , però non voglio rinunciare al diritto di valutare e nel caso criticare chi mi amministra anche mettendo in dubbio la sua credibilità e non la legittimità , sono due concetti molto diversi.
    Grazie a Vito Biolchini per l’ospitalità e anche per le critiche e osservazioni sempre bene accette .

  9. ZunkBuster says:

    Caro Biolchini, ti do ragione al 50%, e tale 50% è motivato col fatto che ci vuole qualcuno che sappia reagire e porre dei freni alla squallida pratica della “macchina del fango” che, senza stare a cercare i Feltri o i Sallusti, sembra essere l’unica pratica in cui non solo nel giornalismo, ma un po’ in tutti gli ambienti lavorativi e “produttivi” (che parolona ambienti “produttivi” in questo oceano di disoccupazione e desertificazione industriale …) in molti sanno cimentarsi. Per la serie: invece di chiedermi cosa posso fare per emulare e superare in valore uno bravo (e anche il deprecato da parecchi professor Pubusa, nel suo campo, lo è) vado a cercare le pagliuzze nel suo occhio incurante delle travi che ci sono nei miei.
    Ma c’è un rovescio della medaglia: le critiche distruttive, quando sono becere e palesemente in malafede, giovano al criticato. Per me, che non avevo alcun motivo per simpatizzare per Paolo Maninchedda (che, comunque, non può certo essere ridotto alla dimensione di un becero fiancheggiatore di Chiappellazzi), è stato ad esempio buon motivo per vederlo con rispetto l’inusitata campagna ad personam di cui per qualche tempo è stato oggetto proprio da parte di Sanluri 24. Dal punto di vista del tenutario/moderatore di blog, chiaramente bisogna evitare le “trollate”, ma quanto alla reazione dei lettori, confido sempre nel vecchio motto attribuito ad Abramo Lincoln “Puoi ingannare tutti per qualche tempo, puoi ingannare qualcuno per sempre, ma non puoi ingannare tutti per sempre”. Proprio come, mia modestissima opinione, il divino Soru.
    P.S. Ma chini esti PubusaBuster? Mi rubano il copyright? 🙂

  10. Gianluca Floris says:

    Bell’intervento, Vito. È da tanto tempo che parlo della necessità di “costruire su macerie”. Parlo delle macerie della devastazione culturale di questi decenni e quello di cui parli qui è uno degli aspetti più rilevanti ed evidenti. Anche la semplice (e doverosa) moderazione dei commenti di un blog va nella direzione giusta: quella di voler costruire qualcosa di nuovo, di utile, di essenziale, di fondamentale. Il dibattito, il confronto delle idee, il contributo, l’approfondimento.

    • Gianluca Floris says:

      Dimenticavo: posso delegittimare me stesso, ad esempio, ricordando che sono stato vincitore di un “tre quarti” a Buongiorno Cagliari! Ma queste forse sono cose che vanno messe nel curriculum!

  11. Stefano reloaded says:

    Sono pienamente d’accordo a metà con te.
    D’accordo sul fatto che in un dibattito sia sbagliato, inutile e infruttuoso attaccare la persona per evitare di argomentare.
    Però non stiamo parlando di matematica in cui la validità delle tesi è dimostrata attraverso passaggi logici incontrovertibili che prescindono da chi li espone. Nelle discussioni su argomenti che non possono avere pretesa di risultato univoco, la validità delle tesimonianze, l’interpretazione che può farne chi ascolta, è influenzata pesantemente dalla credibilità del teste e da quello che può essere conosciuto del suo pensiero e delle sue posizioni. Se arrivasse Berlusconi a farmi la predica sul valore della famiglia, innanzitutto mi metterei a ridere. Un dibattito che proceda in maniera asettica, col discutere solo della validità dell’argomento in sé e per sé, io non l’ho mai visto nemmeno nelle tribune politiche di Jader Jacobelli. Chi ascolta non può fare a meno di aver presente chi gli sta davanti.

    • Eja Stefano. Ma se mi invitano alla Domenica Sportiva e c’è Berlusconi, con lui parlo di Milan-Cagliari. Se mi invitano a Porta a Porta e si parla del caso Ruby, gli faccio domande sul caso Ruby. Attenzione: se vado alla Domenica Sportiva e gli parlo del caso Ruby, Berlusconi probabilmente lascia lo studio e io faccio un figurone con i miei amici che non capiscono una mazza di giornalismo. Se vado a Porta a Porta quando si parla del caso Ruby e gli faccio una domanda sul Milan, faccio la figura di Bruno Vespa.
      Tutto qui.

      • Non avevo visto questo commento.
        Apparentemente sembra ragionevole, ma non si adatta alla situazione.
        Vespa non invita Lei: per parlare di politica con Berlusconi invita Valeria Marini (lei commenterebbe seriamente i pareri di Valeria Marini o si asterrebbe, magari con una battuta?). Allo stesso modo, come può vedere dai commenti al primo post, nessuno prende sul serio i quattro ‘intellettuali’.
        Delegittimiamo Valeria?

  12. democristianamente says:

    D’accordissimo su tutto.Una sola considerazione. E del confronto coi comuni cittadini chi se ne infischia? Se, poniamo, nel blog di qualcuno da te citato, uno è allineato, bene, c’è la claque, altrimenti botte da orbi, offese, ma come si permette e quanti libri ha letto.

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