Cagliari / Sardegna

Cagliari non è leghista! Per il venditore di rose bengalese raccolti quasi 2000 euro! Animur: “Grazie a tutti”


I responsabili dell’associazione Il Raglio erano sicuri: “Dentro ci sono almeno cinquecento euro”. Invece nello scatolone utilizzato per raccogliere le offerte a favore di Animur Islam i cagliaritani hanno lasciato la bellezza di 1811 euro (e 40 centesimi), raccolti in appena mezza giornata. Serviranno al venditore bengalese per aiutare la sua famiglia nei prossimi mesi nei quali sarà costretto all’immobilità a causa dell’aggressione subita martedì notte in piazzetta Savoia. Un balordo ubriaco (già identificato) gli ha infatti fratturato seriamente una gamba e il giovane venditore di rose rischia di non poter lavorare per un po’ di tempo.

Per questo è partita subito la mobilitazione dell’associazione Il Raglio. All’appello (grazie anche a questo blog e ai numerosissimi rilanci su Facebook) hanno risposto in tantissimi, che ieri si sono recati in piazza San Cosimo dove, nel banchetto messo a disposizione dall’Anpi di Cagliari (nell’ambito della manifestazione “La Piazza della Solidarietà”), l’associazione ha raccolto i fondi.

Questo pomeriggio la cifra è stata consegnata ad Animur. All’Ospedale Marino c’erano il presidente del Raglio Salvatore Bandinu, il presidente dell’Anpi di Cagliari Antonello Murgia, e l’assessore comunale alle politiche sociali Susanna Orrù.

Inutile raccontarvi la sorpresa del giovane bengalese che si è visto letteralmente rovesciare addosso le banconote tirate fuori dallo scatolone! È a Cagliari da due anni ma ancora non parla molto bene l’italiano. È ancora molto scosso da quanto è successo. La frattura è seria e il periodo di riabilitazione rischia di essere lungo. È chiaro che i soldi raccolti serviranno alla sua famiglia a poter vivere serenamente nei prossimi mesi. Animur ha ringraziato tutti, e attraverso questo blog io vi giro il suo pensiero.

Quanto avvenuto ha dello straordinario ma dovremmo anche smettere di stupirci. Cagliari è una città civile, dove i sentimenti di solidarietà nei confronti dei più deboli sono forti e radicati.

Ora però è necessario che questa disponibilità venga sostenuta e si trasformi in qualcosa di ancora più strutturato. Ci sono tutte le condizioni perché la nuova amministrazione comunale di centrosinistra attivi delle politiche di integrazione e faccia di Cagliari un laboratorio a livello nazionale.

Tante associazioni lavorano a favore degli immigrati, ma ora si può fare di più. Penso ad esempio, alla possibilità di creare un centro sociale in cui far confluire le attività e scambiare esperienze. Ci sono senegalesi, filippini, bengalesi, ci sono le donne dell’est europeo, che arricchiscono la città. L’integrazione deve essere qualcosa di continuo e di visibile. La città deve puntare su questo forte senso di solidarietà e di condivisione che si sta esprimendo in maniera sempre più evidente (vi ricordate la mobilitazione a favore dei giovani tunisini provenienti da Lampedusa? Eccezionale).

La mobilitazione a favore di Animur deve spingere i nostri amministratori a non avere paura. Cagliari non è leghista, grazie a dio. Cagliari è una città civile. Ed è bello, in giorni come questo, essere cagliaritani.

 

19 Commenti

  1. Pingback: Gli scrittori cagliaritani si mobilitano per Collins! Sabato 14 un reading per il giovane nigeriano che vuole ricominciare a vivere - vitobiolchini

  2. Massimo says:

    Se mi mettete in contatto con l’organizzatore della festa metto a disposizione la discoteca che gestisco gratuitamenteper il 21 febbraio fatemi sapere amscape@tiscali.it ciao a tutti Massimo

  3. complimenti a tutti.. davvero un bel gesto..

  4. Il vero aiuto sarebbe trovargli un posto di lavoro, sarebbe la migliore integrazione possibile.

  5. Ottimo gesto di civilta’ e intelligenza

  6. Anonimo says:

    ricordo 3 anni fa’ un candidato alle elezioni della provincia di cagliari, che per fortuna nostra perse, nella sua la cagliari che…… cosi la chiamava lui, non faccio li suo nome ma ci siamo capiti !! disse che il centro storico non era piu’ quello di una volta c’erano troppi stranieri e lui aveva paura per i suoi cari, ecco una piccola o grande forma di razzismo dei nostri politici locali , per fortuna nostra non sono tutti come lui.

  7. supresidenti says:

    mi permetto un piccolo suggerimento per l’amministrazione Comunale e per tutti noi: il 21 febbraio si tiene la festa del Bangla, la lingua del popolo bengalese. E’ una festa nazionale, una sorta di 25 aprile per loro. Hanno dovuto combattere per vedere affermato il loro diritto ad utilizzare la loro lingua e non quella degli invasori. Due anni fa la comunità bengalese ha festeggiato questa ricorrenza nella sede don chisciotte. lo scorso anno con la sede inagibile dopo l’incendio, ricordammo questa ricorrenza in una splendida trasmissione di Radio Press, condotta dal grande Paolo Putzu che ospitò l’autorità religiosa della comunità bengalese cagliaritana. Quindi, manca poco più di un mese. Il loro desiderio è quello di avere un posto adeguato per festeggiare ma, sopratutto, aprire questa festa a tutti noi. E’ stata una bellissima risposta quella che abbiamo visto in questi giorni. facciamo una passo in avanti: conosciamo e cominciamo a frequentare queste persone, posso assicurarvi che è un enorme ricchezza quella che possono darci. Pensiamoci. saludi e trigu a tottus.

  8. Anonimo says:

    Oggi mi sento cagliaritano . Braviiiiiiiii

  9. Aspide says:

    Abbiamo fatto solo quello che avremmo voluto fosse fatto a noi se ci fossimo trovati nella sua sitazione, nulla di più. Ho sempre affermato che per vivere in pace basterebbe mettere in pratica il principio “ama il prossimo tuo come te stesso”, e lo dico da non praticante, ma da amante dell’umanità che mi circonda.
    Baci da Aspide

  10. SALVATORE BANDINU says:

    E’ stato un gran lavoro di rete e di solidarietà. In tempi difficili come questi che stiamo vivendo diventa davvero importante testare il livello di “umanità” ancora presente tra i cittadini.
    Un grazie particolare va all’assessore Susanna Orrù che a mio avviso in termini di empatia e disponibilità è andata ben oltre i doveri del suo ministero.
    Un grazie ancora a Vito Biolchini e all’eccezionale rete di solidarietà che è riuscito a mettere in piedi in poche ore.
    Ancora grazie ad Antonello Murgia dell’ANPI, a tutti i giornalisti che a vario titolo si sono efficacemente mobilitati.
    All’amico Michele Pipia che sempre dietro le quinte lavora in silenzio ma con sonori risultati.
    Ancora grazie all’Arma dei Carabinieri ed in particolare al Tenente Giuseppe Pischedda per l’efficienza e la tempestività.
    A tutti gli amici che mi hanno aiutato MA SOPRATTUTTO AI CITTADINI che hanno manifestato concretamente la loro solidarietà.
    Grazie a Photoservice di via Tuveri che gratuitamente ha donato le sue elaborazioni grafiche utili per creare la “scatola della solidarietà”.
    Anche se superfluo voglio concludere così…..
    Avremmo organizzato tutto questo per un cittadino italiano? Risposta:
    Tra le tantissime persone per cui ci siamo mobilitati negli oltre 10 anni di attività, Islam Animur è il primo extracomunitario che abbiamo aiutato…
    Qualcuno afferma che “a pensare male non si sbaglia mai”… secondo me invece spesso si….
    Ancora grazie a tutti.

    Salvatore Bandinu
    (Associazione Il Raglio)

  11. Guglielmo Tell says:

    Sono commosso.
    A proposito, cosa ne è stato dei tunisini?

  12. Se c’è bisogno si può ripetere quest’operazione.
    Per esempio io ieri non sono potuta andare dove c’era la raccolta fondi.
    Mi farebbe piacere partecipare se possibile.
    Io partecipo sempre dove capisco che si può aver bisogno, la vita con me è stata abbastanza magnanima e non lo dimentico neanche per un attimo.

  13. silvia says:

    E che dire… stampo l’articolo e lunedì lo leggo ai piciocheddi di 2. Dopo il romanzo la realtà…

  14. Matteo Massa says:

    http://www.facebook.com/events/229563557117665/

    Venerdì 13 gennaio ore 17.30 allo spazio Search il gruppo consiliare Sinistra Ecologia Libertà – Comune di Cagliari presenta in assemblea pubblica il progetto di regolamento della consulta elettiva degli immigrati. Citando Vito, ci sono tutte le condizioni perché la nuova amministrazione comunale di centrosinistra attivi delle politiche di integrazione e faccia di Cagliari un laboratorio a livello nazionale.

  15. Anonimo says:

    Forza Cagliari … non nel senso … ;-))

  16. Massimo says:

    Fantastico, ottimo risultato. Ognuno ha fatto la sua parte. Si spera. Bellissima la foto di gruppo. Solo una piccola curisosità, senza malignità: qual è stato il contributo concreto, in “pilla”, o in opere di bene, dell’assessore comunale alle politiche sociali Susanna Orrù e in genere dell’amministrazione comunale? Grazie.

    • “Il Comune ha deciso di dargli una mano”, ha detto ieri l’assessore all’Unione Sarda. E anche il sindaco Zedda si è esposto. Modi e forme non li conosco, ma temo che il povero Animur avrà bisogno di sostegno soprattutto nei prossimi mesi. Il Comune ci sarà, e noi controlleremo.

      • Massimo says:

        Bene, grazie della risposta. Speriamo non ci si fermi all’empatia.

      • Bravo Vito, questo risultato è stato raggiunto anche grazie al tuo lavoro attento e puntuale. Personalmente lo vedrei come uno dei primi traguardi della svolta di cui ci hai parlato nel post di fine anno. Come lo chiamiamo: giornalismo? militanza e impegno sociale? questo non lo so e non mi interessa ma finalmente leggo gli articoli di un giornalista che non ha troppi peli sulla lingua e sbatte la notizia nuda e cruda senza troppi filtri.
        Riguardo al pericolo razzista a Cagliari credo che comunque sia ogni giorno dietro l’angolo: è semplicemente un fenomeno “carsico”. Ogni tanto deborda e diventa tangibile. Basta farsi un giro a Casteddu e soffermarsi un po’ ad ascoltare i discorsi di molti cagliaritani (giovani e non). Poi, magari mi sbaglierò di grosso, ma il sentore è sempre quello di una città che ha moltissimi pregiudizi e discrimina in vario modo le minoranze etniche. Provate a parlare ad esempio con qualche commerciante de sa Marina o con qualche abitante di Villanova e forse vi farete un’idea più chiara della situazione. Io lo faccio da anni ed è impressionante sentire certe cazzate che ormai sono cementate nell’immaginario della città.Detto ciò, sono convinto che il risultato della raccolta fondi sia la cartina di tornasole che certifica l’impegno e la solidarietà di una porzione di cagliaritani e che può e deve essere una svolta affinché certi episodi di violenza non si verifichino mai più.

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