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La farsa del nuovo stadio del Cagliari ad Elmas segue un copione già conosciuto: quello del “facciamo i conti senza l’oste e poi diamo la colpa alla burocrazia”!

La vicenda del nuovo stadio del Cagliari ad Elmas è esemplare ma non originale. Esemplare perché mette in evidenza come la politica spesso anteponga gli interessi dei privati a quelli della collettività; non originale perché lo schema che ora viene seguito lo abbiamo già visto in altre occasioni (ad esempio per i casi di Tuvixeddu e dell’Anfiteatro Romano). E anche i protagonisti sono gli stessi. Stessi argomenti, stessi politici, stessi giornali. 

Un articolo illuminante sull’intera vicenda lo ha proposto qualche settimana fa la Nuova Sardegna. Intervistato dal giornale, il preside della facoltà di Giurisprudenza e docente di diritto dei Trasporti Massimo Deiana, ha detto una cosa semplice semplice: “Un aeroporto si può espandere solo nelle aree vicine all’aeroporto, uno stadio si può costruire ovunque”. Chiaro no?

E se a questa lapalissiana affermazione aggiungiamo che l’Enac (l’ente nazionale che garantisce la sicurezza dei voli) ha dichiarato più e più volte, in maniera formale e informale, che mai consentirà la costruzione di uno stadio a 500 metri di distanza dalla pista principale di un aeroporto, è evidente che per il nuovo impianto del Cagliari a Santa Caterina non c’è proprio speranza.

Peraltro, il presidente dell’Enac Vito Riggio lo scorso mese di luglio ha detto parole chiarissime, così come chiarissime sono le norme approvate dall’ente poche settimane fa e che esplicitano ulteriormente quanto il buonsenso suggerisce: costruire uno stadio a ridosso di un aeroporto è una cazzata. Una solenne cazzata. Come realizzare una enorme gradinata all’anfiteatro romano solo per favorire gli organizzatori di spettacolo ma rovinando il monumento. Come cementificare un’area a ridosso di un’importante area archeologica, solo per favorire i costruttori privati ma distruggendo un paesaggio unico. Come appunto realizzare un impianto sportivo in un’area a rischio sicurezza solo per favorire un imprenditore privato e bloccando un progetto di pubblica utilità, come la naturale espansione dell’aeroporto più importante della Sardegna.

La politica però se ne frega, va avanti, seguendo lo schema “Facciamo i conti senza l’oste”. È uno schema di enorme efficacia e funziona così.

Un’amministrazione pubblica prenda un progetto di un privato e lo sposi come progetto di interesse pubblico. Il progetto deve avere ovviamente un forte impatto mediatico e elementi fortemente controversi. Dopodiché l’amministrazione si assicuri la complicità di un organo di informazione amico e il sostegno di altre amministrazioni. Le quali non si tireranno indietro, perché il progetto dà molta visibilità ed opporsi ad esso equivale a mettersi contro una parte consistente dell’elettorato.

Tutto sembra filare liscio, fino a quando non interviene un organo di controllo nazionale che dà lo stop al progetto: è l’oste che non si fida dei conti fatti dal suo avventore e decide di intervenire. In un paese normale tutto si fermerebbe, da noi invece succede esattamente il contrario: il progetto, già bocciato in partenza, subisce un’accelerazione.

Nonostante lo stop, le amministrazioni danno il via lo stesso ai procedimenti amministrativi necessari alla realizzazione dell’opera. I motivi sono evidenti: da una parte l’organo di controllo viene messo sotto pressione davanti all’opinione pubblica, dall’altra le amministrazioni fanno una bella figura con i loro elettori. E se tutto alla fine dovesse andare male, si sa già a chi addossare la colpa del fallimento. Ah, la burocrazia malvagia e corrotta!

Le amministrazioni dunque se ne fottono. Anche quelle che in realtà sono contrarie al progetto ma non vogliono stare fuori dal gruppo. Sono unite e forti. Hanno pure un giornale dalla loro parte. D’altra parte, è più facile far credere alla gente che gli interessi del privato siano gli interessi di tutti, piuttosto che difendere realmente un interesse pubblico. Il privato poi ci mette del suo, inizia a sbraitare contro l’organo di controllo, in nome ovvimente anche della sardità tradita e del colonialismo.

Certo, non tutto fila per il verso giusto. C’è sempre chi si oppone. Ma contro costoro basta avere uno o più parlamentari amici (se amici dell’imprenditore, è meglio), specializzati in cause perse e difese d’ufficio a poteri forti e fortissimi, che al momento opportuno sganciano sul ministro di turno l’interrogazione velenosa ad alto impatto mediatico basata su elementi evidentemente farlocchi; per il resto ci pensa il solito giornale a muoversi come se fosse l’addetto stampa del privato, esaltando le potenzialità del progetto così controverso e oscurando gli elementi negativi, magari rispondendo direttamente agli altri giornali che osano riportare notizie non gradite (l’ufficio stampa, appunto).

Questo schema è stato seguito per distruggere l’Anfiteatro romano e per cercare di cementificare Tuvixeddu. Ora tocca al nuovo stadio di Elmas. Quali sono i giornali e i politici che ritroviamo sempre in queste vicende, siete voi che dovete dirmelo. Occhio che non è facile riconoscerli!

49 Commenti

  1. Il preside della Facoltà di Giurisprudenza è il prof. Fabio Botta e non Massimo Deiana

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  4. Stefano reloaded says:
    • No no, io contesto la ricostruzione dei fatti! Ero in curva e sono stato testimone auricolare dei cori ed ora vi dico com’è andata. Effettivamente ad un certo punto della partita gli Sconvolts hanno gridato “Sindaco/Sindaco/Sindaco di merda/noi abbiamo/un sindaco di merda!”. Tutti ci siamo guardati interdetti. Poi, dopo pochi secondi, è partito un altro coro: “Floris/tu sei/un sindaco di merda”. Secondo me il secondo coro è partito perché qualcuno deve aver detto agli ultrà che il sindaco era cambiato e che il vero sindaco da insultare era quello di prima, che Zedda non c’entra nulla! Io penso che sia successo questo, tutti i miei vicini in curva hanno riso molto interpretando i cori in questo modo. E comunque vincere con due rigori regalati contro il Cesena è stato ridicolo.

      • ZunkBuster says:

        Scusi Biolchini, ma gli Sconvolts sono talmente imbirrazzati da non aver letto manco occasionalmente che il sindaco è cambiato? Ci starei attento a tirare in ballo Cellino come hanno fatto gli autori dell’articolo, dato che quando l’ha fatto un ex calciatore del Cagliari si è beccato una condanna per diffamazione … ma magari non è che il gruppuscolo di fasci che è presente negli Sconvolts ne sa qualcosa?

      • Stefano reloaded says:

        Se è andata così, allora aumentano i miei dubbi sulla bontà del principio del suffragio universale.

        • Neo Anderthal says:

          sapessi da quanto tempo mi interrogo sul tema… Fiara pippiu Tutankamen, e neppure avevano abolito la schiavitù…

  5. la questione stadio appassiona e ancor di più le voci sul presidente, uno degli argomenti preferiti dai cagliaritani (un tempo fioccavano anche gli aneddoti su soru, ma ora non più…).
    Ricordo anche che pochi giorni prima che la Regione si pronunciasse sulla non necessità della Valutazione Impatto Ambientale (notizia che appresi da Radio Press) l’assessore competente è stato inquadrato da sky al Sant’Elia a fianco del presidente…Qualche dubbio mi viene…
    Gli enti locali sono spesso manovrabili dai privati per cui l’esaltazione e il potenziamento delle autonomie (in nome del totem federalista) si ritorce contro i cittadini e l’interesse pubblico. Il mix è in effetti micidiale: emotività (“w il Cagliari!”) + populismo (“Volete voi uno stadio tra i più moderni d’Europa come la juve e il bayern?!!”) + ricerca di visibilità (“Io mi sto battendo per lo stadio ma quelli dell’Enac tirano fuori pinnicche per bloccarmi”).
    Condivido in pieno il pensiero del nostro VB. Aggiungo che rispetto a Tuvix. l’imprenditore mi pare più colpevole di aver fatto i conti senza l’oste. Fabio
    p.s. per chi vuole approfondire il tema dell’esproprio e del relativo indennizzo ricordo che in una pagine del blog di vito di qualche mese fa qualcuno pubblicò un link ad un interessante intervista al prof. Marchi di ingegneria (forse compariva in una pagina del sito della Regione).

  6. è vero chi deve comprare non è l’enac, ma la sogaer ,sempre m…..i sardi del grande oriente, comunque meglio pro- cellino che contro, visto che tiene il cagliari in serie A ,

  7. Pietro F. says:

    Anche in questi ultimi commenti pro-cellino si continuano a leggere falsità e assurdità…
    L’ENAC non deve pagare proprio nulla ma semmai sarebbe la SOGAER ma spt non è stato progettato alcun hotel su quei terreni…ignoranza o ingenuità?

  8. gentarrubia says:

    “d’ora in poi questa Società si vedrà costretta ad agire nelle sedi opportune riconducendo ciascuno alle proprie responsabilità”

    Atentzioni, od Olliera! a quanto pare: uomo avvisato mezzo salvato…

  9. Questa è la posizione del Cagliari Calcio e per quel poco che conosco il diritto mi sembra più che giustificata

    La Cagliari Calcio Spa, in relazione alle notizie stampa circolate in questi giorni ed aventi per argomento gli interventi dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) in opposizione al progetto di realizzazione del nuovo stadio nell’area di Santa Caterina (Tanca Spada) insistente nel territorio comunale di Elmas, intende chiarire con assoluta certezza la legittimità e sicurezza del progetto ed informa d’aver incaricato l’ingegner Bruno Salvi (già Dirigente Generale Civilavia, Capo Dipartimento dell’Aviazione Civile, Presidente della Commissione d’Inchiesta Ministeriale sull’incidente di Linate e Presidente dell’Associazione Nazionale sulla sicurezza dei trasporti) e del cui parere favorevole era già confortata affinchè, in brevissimo tempo, produca una motivata relazione a definitivo chiarimento del fatto che nelle aree di proprietà della Cagliari Calcio Spa, ove lo stadio dovrà sorgere, il rischio di incidenti aerei è insussistente.

    La stessa ENAC, in realtà, ha sempre ritenuto inesistente qualsiasi rischio nelle aree laterali ben distanti dalle piste quali appunto quelle di Santa Caterina: il Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti, disponibile all’epoca dell’avvio del progetto stadio ed emendato appena 20 mesi or sono, infatti classifica l’area “a rischio zero”. Del resto, ove fosse vero il contrario, risulterebbe inspiegabile il perché l’ICAO (International Civil Aviation Organization) non adotti a livello internazionale provvedimenti analoghi alla recentissima riforma del Regolamento emanato dall’ENAC e sulla cui base si vorrebbe ora impedire la costruzione del nuovo stadio mentre, viceversa, classifica le aree poste a quelle distanze appunto “a rischio zero”.

    Parimenti, apparirebbe inspiegabile il perché in tutti gli aeroporti del mondo le aerostazioni vengano costruite o mantenute nelle aree lateralmente adiacenti alle piste. Tutto ciò nonostante il fatto che proprio nelle aerostazioni si abbia il massimo concentramento di persone dell’area aeroportuale e in quelle stesse aree si trovino addirittura alcune costruzioni caratterizzate da altezze considerevoli come ad esempio le torri di controllo.

    L’irragionevolezza delle valutazioni dell’ENAC, contenute nella recente riforma del Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti, appare ancor più evidente laddove si ammette che le Società di gestione aeroportuale possano realizzare, in quelle stesse aree laterali adiacenti, sia centri commerciali che alberghi e quant’altro: insomma, le stesse strutture la cui realizzazione viene vietata ai privati, possono invece essere tranquillamente realizzate dalle Società di gestione aeroportuale. In pratica il bene primario della tutela delle vite umane varia nella sua valutazione a seconda che le zone frequentate siano di proprietà pubblica o privata.

    Ancor più irragionevole appare il fatto che l’ENAC faccia proprio un diritto di valutazione non assunto da alcun altro Ente di controllo aeronautico mondiale operando in sostanziale esproprio di una superficie di migliaia di ettari di territorio nazionale e oltretutto senza l’avvallo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Del tutto incomprensibile poi la dichiarazione ENAC in cui vengono considerate a rischio edificazioni e attività, che insistono sulle nuove e sproporzionate aree di rischio asserendo di fatto che sussistano cittadini effettivamente esposti a rischi senza che vi siano interventi a loro tutela. Spazzate via le asserite ragioni di sicurezza alla base dei recenti interventi dell’ENAC, valuterà la Autorità Giudiziaria se approfondire la eventuale presenza di altre motivazioni di tali interventi.

    A riprova del fortemente contestabile modus operandi fin qui seguito dall’ENAC va sottolineato come la stessa abbia, più volte, fatto riferimento ad una inesistente istanza presentata dalla Cagliari Calcio Spa per ottenere (07 Luglio 2010) il nulla osta per la realizzazione del progetto stadio.

    Al riguardo va infatti evidenziato che la Società Cagliari Calcio non ha mai presentato alcuna istanza di tale genere, pertanto anche sulla correttezza del modo di operare del protocollo dell’ENAC potranno effettuarsi approfondimenti da parte dell’Autorità Giudiziaria componente.

    Vero è, e va chiarito, che in effetti nel Luglio 2010 si tenne un incontro, peraltro informale, tra i tecnici della Cagliari Calcio e gli omologhi ENAC e Sog.A.Er. (società di gestione dell’aeroporto di Elmas) per conoscere le relative mappe di vincolo, per inciso all’epoca mai depositate presso gli uffici competenti così come previsto dalla legge: quelle mappe sono state infatti ufficializzate soltanto in data 07 Ottobre 2011.

    Il progetto stadio era stato impostato, già nel Luglio 2010. nel puntuale rispetto delle prescrizioni previste a quella data e nell’occasione, a precisa domanda dei tecnici della Cagliari Calcio, fu l’ENAC a rispondere che non avrebbe dovuto rilasciare alcun nulla osta in quanto il soggetto, competente e di riferimento, era il solo Comune di Elmas, il quale, eventualmente e ove necessario, avrebbe interessato la stessa ENAC per l’ottenimento di un parere peraltro non vincolante: appare quindi oltremodo evidente come in quell’occasione la Cagliari Calcio non avesse formalizzato nessuna istanza ufficiale. Di li a poco tuttavia, in concomitanza con la definizione dell’acquisto del terreno in oggetto, l’ENAC recapitò una prima nota di diffida (19 Agosto 2010) in merito alla realizzazione della struttura stadio nella posizione individuata.

    A quella nota la Cagliari Calcio offrì riscontro tecnico (con il contributo dell’ingegner Bruno Salvi) segnalando l’inesistenza di qualsiasi motivo ostativo avente valore per la realizzazione dello stadio nella posizione indicata e comunque, al di là di quei rilievi infondati, per puro spirito di collaborazione, rettificò in seguito l’ubicazione dell’opera trasferendola in altra posizione (peraltro sempre in terreni di proprietà) ed allineandosi, in parallelo, all’esistente aerostazione. Nel frattempo (Ottobre 2010) nell’ambito della vicenda civilistica inerente l’acquisto del terreno, vicenda che oppone la Sog.A.Er Spa alla Cagliari Calcio Spa o meglio alla Società Immobiliare S.G.S. (Sport General Service srl prima acquirente dell’area di Santa Caterina quando ancora la Cagliari Calcio non intendeva rivelarsi per il progetto), la Sog.A.Er aveva opposto il suo rifiuto all’offerta d’acquisto della porzione di terreno di Santa Caterina cui era interessata per il progetto d’ampliamento dell’aeroporto ribadendo, nell’occasione che l’unico prezzo ad aderire per la compravendita, sarebbe stato basato esclusivamente su valori di esproprio: ciò a riprova del fatto di come mai la Sogaer abbia veramente voluto impegnarsi per un acquisto, in via onerosa e a valori di mercato dell’area in questione.

    La Cagliari Calcio Spa intende infine precisare che, nonostante l’infondatezza delle azioni intentate dalla Sog.A.Er in via civilistica e che di fatto impediscono (in virtù di errate trascrizioni pregiudizievoli) di ottenere i finanziamenti per l’opera, realizzerà ugualmente il progetto, evidentemente con ovvia richiesta di danni alla stessa Sog.A.Er e/o a chi ha agito per essa.

    Così come verrà contrastata ogni ulteriore azione illegittima ugualmente tesa a contrastare il legittimo progetto per la realizzazione del nuovo stadio ad Elmas.

    Sicuramente la Società Cagliari Calcio procederà per la propria strada consapevole com’è, che non sussistano ragioni sostanziali che impediscono la realizzazione dell’impianto ad Elmas e che la modifica regolamentare operata ora dall’ENAC sia inapplicabile a tale progetto. Infatti il Comune di Elmas ha già approvato il proprio PUC e la Regione Sardegna ha deliberato di non sottoporre ad ulteriore procedura di VIA il progetto presentato dalla Cagliari Calcio Spa: la modifica regolamentare operata dall’ENAC è errata, e comunque attualmente al vaglio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

    La Cagliari Calcio non si lascia e non si lascerà intimorire dalla campagna di stampa che pretende di riferire i sospetti (sic!) della Procura di Cagliari e si avvale di interventi di personalità che ignorano i fatti e che bene farebbero a tacere, trattandosi di questioni che non possono affrontarsi con superficialità, coionvolgendo interessi sociopolitici ed economici di grande rilievo.

    Tra l’altro il provvedimento di modifica regolamentare operato dall’ENAC, se confermato, svilirebbe senza senso a favore delle Società aeroportuali il valore di ampie estensioni di terreni privati e di immobili andando a pregiudicare importanti investimenti (lo stadio è uno di questi) ed altre attività commerciali adiacenti gli aeroporti di tutta Italia coinvolgendo zone come quelle dei piccoli Comuni che ospitano aree aeroportuali aggravando di fatto la crisi di possibili impieghi (specie giovanili) in controtendenza con le esigenze, oggi più che mai attuali, del nostro Paese.

    Pertanto è chiaro che da parte della Cagliari Calcio non sarà più tollerato alcun intervento teso a diffamare intravvedendo manovre occulte dietro il tentativo di una legittima operazione imprenditoriale che avrà significative ricadute positive, in termini socioeconomici, per le popolazioni della zona; così come non potranno più accettarsi affermazioni, men che informate e ponderate, che possano provocare ulteriori danni economici: d’ora in poi questa Società si vedrà costretta ad agire nelle sedi opportune riconducendo ciascuno alle proprie responsabilità.

  10. semplice l’enac non voleva e non vuole pagare i terreni di santa caterina ,alla cifra che dice il mercato , si sentono proprietari di un terreno di proprieta di una persona che gli ha semplicemete anticipati , in passato hanno tirato il prezzo e giustamete il comune di elmas ha venduto ha chi pagava il prezzo giusto cioe cellino,e poi secondo voi per il comune di elmas e meglio avere lo stadio del cagliari calcio o un parcheggio piu grande !!!!

  11. Stardust says:

    Peccato che lo stadio sarebbe a più di 500 metri dalla pista (infatti nell’ultimo progetto proposto la Cagliari Calcio ha spostato la posizione della struttura esattamente dietro il parcheggio multipiano). E l’Enac cosa ha fatto? Ha introdotto da qualche settimana una nuova norma, che guardacaso impone che la sicurezza stia non più entro 500 metri dalla pista MA UN CHILOMETRO!
    Toh, ma guarda! Da qualche giorno dunque diventa automaticamente pericoloso tutto ciò che sta entro questa distanza, mentre prima se costruivo a 600 metri potevo stare tranquillo! Chissà come mai l’Enac si è affrettato ad approvare questa norma…forse perché aveva paura di perdere i terreni su cui aveva già deciso di far costruire un bell’alberghetto e altre strutture commerciali?
    caro Vito, tutta questa storia è una bella lotta tra poteri forti (Cellino e Enac), che non hanno il minimo interesse ad anteporre la sicurezza generale a ogni altra cosa…ma la strumentalizzano per il proprio interesse.

    p.s. a chi però ripete come un mantra che tutto ciò che interessa a Cellino e rivendere i terreni io chiedo: se questo è l’interesse di Cellino mi spiegate allora a che cosa serve andare avanti con questa manfrina? A che pro rischiare di finire in tribunale se l’unico obiettivo è rivendere i terreni? Perché non sono stati subito venduti e si è evitato di cominciare ad assemblare lo stadio a Roma? Non ha alcun senso…

    p.p.s. se l’Enac aveva tanto a cuore la sicurezza, perché non ha acquistato i terreni di Santa Caterina prima che arrivasse un imprenditore a farli suoi, nel pieno rispetto della legge?

  12. signor mossad, giustamente come scrive vito, cellino ,ha fatto i conti senza l’oste, cioe i poteri forti di questa regione come si fanno chiamare i m…..i perche’ se i famosi terreni li avesse comprati uno dei m…..i era giustamente tutto in regola ,giusto!! di tutto questo caos ne paghiamo noi tifosi che andiamo allo stadio, p.s. caro mossad .uno puo’ essere tifoso del cagliari a prescindere da celino,te lo dice uno che si fa’ l’abbonamento al cagliari calcio da molti molti anni giusto vito.

    • Anche questo è un punto di vista. Ci mancherebbe che io non lo rispettassi!
      Fino al 2000 avevo l’abbonamento, poi ho smesso. Fino al 2009 andavo allo stadio, poi ho smesso.
      Fino al 2011 guardavo le partite coi cinesi, poi ho smesso.
      Anche questo è un punto di vista… Ognuno di noi si fa una ragione del suo essere un tifoso sofferente.

    • Lunghissimi e misteriosi infortuni sui quali nessuno dice come stanno davvero le cose, la Fiorentina che contatta Daniele Conti, Nainggolan praticamente già venduto, lo stadio lasciamo perdere… Qul è il progetto di Cellino? dov’è il salto di qualità?
      Proprio perché sono tifoso del Cagliari mi auguro che la squadra retroceda almeno in Serie C: a quel punto tenere la società non sarà più produttivo per questo signore e la venderà. Meglio ricominciare da zero, una volta per tutte, sacrificando 4-5 anni di spettacolo in Serie A che continuare con questo depauperante stillicidio e una presa per il sedere che dura da quasi vent’anni. Lo dico da tifoso.

  13. Cellino sa benissimo che lo stadio lì non si può fare. A lui interessa:
    1) Sfruttare il valore dei terreni e guadagnarci da una loro rivendita
    2) Fare arrivare al collasso la situazione del Sant’Elia per poi far pagare la gestione ad altri e non spendere un quattrino (neanche per un tabellone elettronico nuovo, visto che ancora resiste quello dell’era Moi)
    E evidente che la sua politica è sempre la stessa:
    Operare a costo zero e ottenere il massimo possibile da ogni affare
    Tale politica è quella che da sempre usa con la sua squadra:
    Prendere giocatori in prestito, con strane e tortuose comproprietà, oppure giovani sconosciuti che talvolta si possono rivelare degli afari (Suazo, Matri) ma più spesso bidoni (e cito solamente il povero Larrivey).
    Ora, si capisce che dietro questo modo di operare non esiste alcun progetto, né a breve né a lunga scadenza, per far compiere il famoso salto di qualità alla società e alla squadra.
    Questo lo hanno capito benissimo quei giocatori bandiera del Cagliari, che dopo le illusioni di due anni fa si trovano adesso a muoversi in un contesto di generale demotivazione, visto che si sa in partenza che non ci sono obiettivi concreti da raggiungere oltre a una difficile salvezza, comunque a portata di mano.
    Giocatori come Conti, Cossu, Biondini, che hanno dato tanto alla squadra e che hanno anche intravisto la Nazionale nel loro destino professionale, ora sanno che gli toccheranno, rimanendo a Cagliari (e credo che alcuni ci vogliono restare ancora) anni di mediocrità, senza ambizioni di Europa League, sulla quale avevano fatto più di un pensiero, fino a poco tempo fa. Questo si riflette, magari inconsciamente, sulle loro prestazioni.
    Altri giocatori emergenti (Nainggolan, su tutti), sanno che Cagliari sarà un trampolino verso altri futuri più appaganti. Questo è comunque un altro motivo di precarietà all’interno degli equilibri dello spogliatoio.
    Nessuno però credo sia convinto di poter portare la squadra ai livelli che la società e certa stampa fanno ventilare.
    In tutta questa tristezza, tuttavia, dobbiamo ringraziare ugualmente Cellino. E non è una battuta: Se non ci fosse Cellino non saremmo nemmeno in Serie A, lo sa bene lo stesso il presidente. Quello che è più triste è che in un capoluogo di Regione non ci sia almeno un altro imprenditore in grado di rilevare una società calcistica comunque ben messa e in Serie A per poterla migliorare e portarla a livelli più alti e gratificanti per i tifosi.
    Quest’ultima considerazione penso che dica tutto su qual è la nostra vera realtà e identita, non solamente calcistica.
    A me Cellino ha smesso da tempo di fregarmi, ormai il Cagliari non riesco a guardarlo più nemmeno gratis sui canali cinesi.

    • vittorio says:

      A conferma che Cellino si fa con il Cagliari gli affari suoi, basta ricordare come le uscite annuale (stipendi, spese di gestione) sono quasi sempre inferiori ai milioni che prende da Sky per i diritti televisivi. Dove vanno a finire i soldi degli abbonamenti, degli incassi, degli sponsor, delle vendite dei giocatori (vedi Matri) ?

  14. Andrea says:

    Gentile Vito, ho sempre apprezzato la profondità dei tuoi ragionamenti ma su questo articolo mi pare ci siano troppe forzature. Non capisco perché tu sostenga che sia una grossa cavolata costruire a 500 metri dall’aereoporto visto che in qualsiasi città del mondo puoi trovare non uno ma anche tre aereoporti all’interno della città o quantomeno vicini alle abitazioni (prendi Londra ma senza andare lontano ciampino, Firenze, limate); il che non significa che sia giusto costruire vicino ad un aereoporto ma la grossa cavolata di cui parli mi pare una forzata esagerazione. Come paragonare un aereoporto a tuvixeddu? La si stava distruggendo un patrimonio per interessi prettamente privati, qua, se permetti, ci saranno pure gli interessi di cellino ma anche degli amanti del calcio per cui ci vedo una pubblica utilità. Mi scuso per il tono ma proprio non ti ho capito stavolta.

    • Costruire uno stadio a 500 metri dall’aeroporto rappresenta un problema grosso sia per la costruzione in sè, sia per le necessarie infrastrutture richieste per il suo utilizzo, strade, parcheggi ecc.. Cagliari, ogni domenica che la squadra gioca in casa, si intasa all’altezza dell’asse mediano quando la fiumana di auto che si allontanano dallo stadio si dirige verso l’esterno. E quella è una zona con una discreta capacità di traffico.
      Mettere questa attività vicino ad un aeroporto rende difficile la convivenza tra le due.
      E per la cronaca, io preferirei che lo stadio non fosse a Cagliari, per evitare inutili file nella mia città.
      PS: Da quel che ho capito, qui Vito non paragona l’oggetto (lo stadio) ma il sistema per far andare avanti un progetto quando non si vuole tenere in considerazione il parere degli organi competenti. E il discorso è in questo perfettamente calzante.
      PPS: il calcio non rientra nella pubblica utilità, non è un ospedale, nè una scuola.
      Il fatto che gli italiani siano drogati di calcio non trasforma uno stadio in una necessità.
      “Gli amanti di” non è argomentazione per una pubblica utilità.
      E meno male, sennò si pretenderebbe di costruire ogni genere di cagata per ospitare questa o quella attività perché “è tanto amata”, a discapito di un uso oggettivo e funzionale del suolo, del rispetto delle norme urbanistiche e della proprietà.

  15. ma la signora letizia è una giornalista,o fa l’attrice, chi sa se anche lei va allo stadio,??

  16. letizia says:

    Leggo nella lapidaria e ambiziosa presentazione che l’Autore del blog fa di sé: “giornalista ed autore teatrale”.

    Mi viene allora di domandarmi in quale delle due vesti egli abbia inteso pubblicare il fantasioso pezzo che ci propone.

    Non potendo avere risposta, vorrei – optando nel dubbio per “l’alternativa buona” – presentargli i miei sinceri complimenti per l’immaginifico copione concepito, e suggerirgliene la messa in scena, magari sul palco del tanto nostalgicamente compianto Anfiteatro romano, dove riuscirebbe con facilità a suscitare ricche e generose risate nei fortunati spettatori.

    In alcuni punti, nel mezzo delle fantasie complottiste elaborate – le quali potrebbero propiziare un accostamento del bel pezzo alla corrente del teatro onirico oppure alle opere del grottesco – l’Autore, forse senza volerlo, stimola una feconda riflessione, che si declina nella forma di interrogativo: e se anziché “il solito giornale”, per una volta, “a muoversi come se fosse l’addetto stampa del privato (…) magari rispondendo direttamente agli altri giornali che osano riportare notizie non gradite” fosse un blog?

    • Ma lo sa, signora Letizia, che lei scrive veramente bene?

    • Mestizia says:

      Donna Letizia, non distragga la sua preziosa attenzione dalla posta del cuore.
      I palpiti e i tormenti del nostro organo vitale sono ambiti che la sua intelligenza esamina con miglior costrutto, rispetto alle intemerate contro il caro Vito, che tra le tante malefatte compiute e progettate ha nel suo fardello di colpe una manciata di scritti teatrali -messi in scena con qualche riscontro- e anche la infamia peggiore, essere un giornalista che opera da qualche tempo e nuovamente, con qualche riscontro.
      Criticabile nel merito, spernacchiabile -per gli argomenti- se le va. Ma innegabilmente giornalista e autore teatrale.
      Non siamo d’accordo con la tesi che Egli (©S. Nizzi) presenta? Confutiamola pure, con argomenti legati all’oggetto. A lei pare implausibile la ricostruzione che della vicenda “Stadio ad Elmas” fa il noto complottista che ci ospita? Ci dica perché, magari saremo d’accordo più con Lei che con Vito.

    • gentarrubia says:

      “Un amico d’infanzia, dopo questa canzone, mi ha detto
      <>
      Amore, amico, vattene via. Devo ancora svegliarmi!”

      • gentarrubia says:

        “Un amico d’infanzia, dopo questa canzone, mi disse
        Benissimo, un incubo riuscito. ma dimmi sogni spesso le cose che hai scritto, o le hai inventate solo per scandalizzarmi
        Amore, amico, vattene via. Devo ancora svegliarmi!”

  17. l’aeroporto ha avuto a disposizione dal Ministero tutte le aree del dismesso aeroporto militare, con strutture annesse, aree vaste due volte la sede aeroportuale esistente, va da sè che, volendo si può espandere l’attività aeroportuale in quelle direzioni.
    Altro argomento è il progetto dello stadio,viene spontaneo un ragionamento: un imprenditore illuminato, con in saccoccia capitali propri e con un accesso al credito sportivo garantito, ha bisogno di costruire con la massima sollecitudine un nuovo stadio per la sua squadra, ed ha quindi necessità di acquisire un terreno che abbia destinazione urbanistica definita e certa per la sua bisogna, in maniera che fulmineamente dopo l’acquisti della stessa si possa presentare il progetto e costruire lo stadio modulare in tempi sbalorditivi….
    Infatti, la zona individuata, la piana di santa caterina ad Elmas è probabilmente in Sardegna il comparto più soggetto a vincoli di ogni specie, non solo quelli imposti dall Enac, vincoli ambientali, per la vicinanza alla laguna, vincoli archeologici, in quanto vi sono stati ritrovamenti di reperti di epoca , mi pare punico-fenicia, il trattato di Ramsar, zona di interesse comunitario, insomma il posto più incasinato d’europa.
    Immagino che nessuno spenda i milioni senza aquisire informazioni su quello che sta acquistando, e queste cose sono pubbliche da sempre, quindi la domanda da porsi è forse un’altra: come mai signor Cellino, imprenditore accortissimo si è voluto cacciare in questo pasticcio ?
    è stato mal consigliato ? o i suoi obiettivi erano diversi ?..
    il tempo ci aiuterà a capirlo.

    • vittorio says:

      Non è che per caso ha comprato un terreno pagandolo X e ora non ci costruisce lo stadio, ma lo rivende all’Enac per 2*X o 3*X oppure 5*X?

      • Monica says:

        E’ esattamente la stessa cosa che ho pensato io. Facendo finta di volerci costruire lo stadio e con l’aiutino del comune di Elmas e della regione che gli hanno retto il gioco, ha fatto si che il valore dei terreni aumentasse a dismisura. Quando li rivenderà all’Enac intascherà un consistente gruzzolo.

        • E infatti Cellino pensa sempre e solo a guadagnarci, come ha sempre fatto con le sue compravendite di giocatori.. e una buona fetta di tifosi, che impacchetta il cervello dentro la bandiera della squadra, continua a tifare per lui e il suo fantomatico stadio senza capire che C. e la squadra son due cose diverse.
          Cellino è un imprenditore, la squadra, lo stadio… tutti mezzi, nessun fine.
          E la gente polla che si lamenta…

        • vittorio says:

          Santa Caterina come Matri o Suazo!

    • gentarrubia says:

      ma Cellino non era “nullatenente”? siamo sicuri che l’abbia realmente comprato quel terreno?

  18. “Ah, la burocrazia malvagia e corrotta!”.
    E’ la solita scusa dei politici falliti. Perchè se è malvagia e corrotta la colpa è del politico che l’ha foraggiata.

  19. docpretta says:

    e se anzichè espandere l’aereoporto nasce un bell’alberghetto o un centro commerciale?

  20. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    Sempre pensato che, sui temi di carattere generale, la decisione del Sindaco non può essere oro colato e che serve un organismo preordinato perchè, diciamo così, spesso la decisione SINDACALE risponde a logiche “paesane”.
    Cosa sarebbe il paesaggio se qualche volta il Sindaco o l’estensore del PUC non fossero costretti a dire “ci sono norme che me impediscono questo e quello e non se può fa”?
    E mancu mali chi esti ainci,,,,,,,,,,,,,
    Il ragionamento di Vito non fa una piega.
    Ammesso che ora non sia strettamente necessario ma, quando lo fosse, dove dovrebbe espandersi l’aeroporto?
    Meglio far fare le inversioni a U agli aerei che decollano e atterrano o spostare lo stadio da qualche altra parte?
    Come al solito e come sempre più spesso capita, davanti agli affari e a qualche “opportunità di occupazione del suolo (privata o SINDACALE)…. si sente forte e potente………… l’odore di cristianucci.
    Non di tenidi de terrenunu in Seddori Cellino?
    Se proprio non vuole più andare al Sant’Elia cosa costa andare a vedere la partita a Sanluri?
    Ci si mette meno tempo ad arrivare a Seddori che a cercare parcheggio a Cagliari!!!
    Viene spontanea la solita domandina seccante e impertinente: Itta esti tottu custu scassolu e qual’è il vero scopo della lotta contro i mulini a vento?

    • Andrea says:

      Qual’è il vero scopo della lotta contro i mulini a vento?
      Semplice, portare l’Elmas in serie A.
      E posso spiegarlo con una semplice serie di passaggi logico/comparativi.
      Passato:
      Elmas frazione di Cagliari > Aeroporto di Cagliari > Elmas Autonoma > Aeroporto di Elmas
      (Vi ricordate le polemiche dell’amministrazione comunale perchè si continuava a chiamarlo Aeroporto di Cagliari nonostante fosse in territorio comunale di Elmas?)
      Presente:
      Facciamo lo stadio ad Elmas.
      Futuro (sempre che lo stadio venga costruito):
      Cagliari Calcio > lo stadio è in Comune di Elmas > Cambio di nome> Elmas Calcio
      Morale: “Finalmente siamo in serie A”
      Semplice…

  21. attilio says:

    a puru a puru, nau craru craru.
    Da far leggere e commentare al sindaco di Elmas.

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