Politica / Sardegna

Uno sciopero imponente, la spesa sanitaria fuori controllo e il caso Valerio Vargiu: ecco le prove dell’assoluta inadeguatezza di Cappellacci e della sua giunta

La crisi è globale, è vero. L’importante è che questa verità non sia però un alibi per non vedere le responsabilità locali. Mentre vi scrivo, una marea impressionante di persone sfila per le vie di Cagliari per lo sciopero generale convocato dai sindacati. Impressionante. Mentre la testa del corteo era già arrivata in piazza Yenne, penso che la coda fosse ancora in piazza Giovanni.

I sindacati vogliono incontrarsi con il presidente Cappellacci e mettere a punto un piano straordinario del lavoro, dopo il fallimento dell’accordo firmato oltre un anno fa.

Un piano per il lavoro dunque. Sì, ma con quali soldi? Oggi sui giornali sono uscite le cifre della prossima manovra finanziaria approvata dalla giunta. Tagli pesanti per tutti gli assessorati, tranne che per la sanità, che addirittura ha avuto un aumento. E questo è il segno della vera incapacità di Cappellacci, la responsabilità locale di questa crisi che sta travolgendo tutto e tutti.

La sanità rappresenta il 60 per cento del bilancio della Regione. È chiaro che se in questo settore non si razionalizza la spesa, nel momento in cui lo Stato taglia al bilancio regionale ben 500 milioni di euro, la Regione abbandona alla deriva l’intero settore produttivo isolano e  si limita a gestire praticamente solo ospedali e guardie mediche. I cui conti però sono drammaticamente fuori controllo.

Questa Finanziaria è la prova provata che la Giunta Cappellacci non ha uno straccio di idea per affrontare con gli strumenti che ha a disposizione questa crisi globale. Il fallimento della sanità è clamoroso e trascina tutti gli altri settori produttivi verso il baratro, nell’indifferenza del centrodestra sardo che ha nella sanità il cuore dei suoi interessi politici ed economici.

Che il settore andasse riformato lo dicevano anche loro. Infatti avevano mandato via i direttori generali delle Asl con uno stratagemma, annunciando una riforma che non c’è mai stata. Cappellacci ha dovuto liberarsi dell’assessore Antonello Liori per manifesta incapacità e lo ha sostituito con Simona De Francisci, giornalista televisiva alla prima esperienza politica, entrata in consiglio regionale grazie al listino, a lui politicamente molto fedele (cosa fondamentale in un momento in cui il Pdl si sta dissolvendo).

La De Francisci ora si trova sul groppone gli stessi problemi di sempre: dalla spesa farmaceutica da contenere alla peste suina da debellare. Alla collega consiglio di sfogliare le rassegne stampa degli anni 2004-2006 (in assessorato sono ben conservate) per capire quali deliranti dichiarazioni rilasciarono i suoi attuali compagni di partito in reazione al tentativo dell’assessore Dirindin di tagliare la spesa farmaceutica e di debellare la peste suina.

Ora si pagano i conti di quella opposizione irresponsabile e parolaia. Certo, li paga anche la De Francisci, ma li paga soprattutto la Sardegna.

La verità è sempre scomoda ma semplice da raccontare. La spesa sanitaria non si può toccare perché il leader dell’Udc Oppi (vero padrone di questa giunta) non vuole, perché il centrodestra non sa come fare e soprattutto perché non conviene a nessuno: quale partito non ha interessi nella sanità? Più soldi alla sanità dunque, e meno risorse a tutti gli altri settori.

Questa è la torta, e poi c’è la ciliegina. Cioè il caso Valerio Vargiu, riportato oggi da Sardegna Quotidiano. Il noto giornalista sportivo di Videolina fu scelto nel 2009 dal neo presidente Cappellacci quale addetto stampa della Regione. I due pero non si sono mai presi e dopo pochi mesi il presidente ha liquidato Vargiu. Che però si è opposto in giudizio contro questa scelta che giudicava lesiva dei suoi diritti di lavoratore e alla fine l’ha spuntata. Risultato: la Regione ora è costretta a pagare 200 mila euro di mancati stipendi e immagino anche a riprendersi Vargiu (altrimenti verrebbe pagato per non fare nulla, piccolino il danno erariale!).

Riassumendo: cinquantamila sardi in piazza, la sanità allo sbando e Cappellacci che non si sa scegliere manco il suo addetto stampa, e il conto lo paghiamo noi. Figuriamoci se è in grado di risolvere la crisi della Sardegna.

 

10 Commenti

  1. Pingback: la spesa sanitaria fuori controllo e il caso Valerio Vargiu

  2. DOPO IL CAVALIERE I MOI TOCCARA’ A CAPPELLACCI MOVIRINDI’ . UGO, DEVI FARE SOLO UNA COSA , MA FALLA BENE DAI LE DIMISSIONIIIIIIIIIIIIIIIIIIII E GRAZIE DI TUTTO

  3. Alessandro Sabatini says:

    Bell’articolo.

  4. AAA Giornalisti di Sardegna24 cercano attenzione, non lasciateci soli. E’ proprio vero, “La libertà di stampa è di chi possiede un organo di stampa”…

  5. Secondo me su Vargiu il problema è un altro. Perchè è stato scelto da Cappellacci ?
    Forse perchè è un giornalista onnisciente, capace di spaziare con eguale capacità dal calcio all’economia e chissà quant’altro….

    Sulla Dirindin stendiamo il solito pietoso velo. Neanche lei è stata in grado di tagliare la spesa farmaceutica e di debellare la peste suina. Questi sono problemi grossi sui quali non bisogna fare demagogia (non facciamo come facevano Liori and c. quando erano all’opposizione) e sui quali pesano molto le politiche e le norme statali.

    Naturalmente senza negare gli interessi privati più o meno inconfessabili che ci sono nel settore.

  6. Massimo says:

    Vargiu, la questione appare più grave. Non solo dovrà essere risarcito, con rivalutazione degli interessi, ma dovranno essergli corrisposti tutti gli stipendi previsti per l’intera durata del contratto. Insomma, in sostanza alla Regione abbiamo avuto – e continuiamo ad avere – due capi ufficio stampa e non lo sapevamo!

  7. Gianluca says:

    Se non ricordo male aveva vinto pure contro Videolina per una causa del genere.
    Grande Valerio Vargiu!!!!!

  8. Massimo says:

    Se Atene piange, Sparta non ride. Qui sta andando a puttane l’intera pubblica amministrazione, o quasi. Perchè, dell’altra notizia data oggi da Sardegna Quotidiano (gli altri tacciono o hanno preso un “buco”?) ne vogliamo parlare? Ne vogliamo parlare degli abusi edilizi quartesi venuti alla luce, quelli del vicepresidente del Consiglio comunale di Quartu (!!!), Rita Murgioni (Pd) e del consigliere comunale (e presidente della commissione urbanistica comunale!!!) Carletto Melis (Unione di centro)? Ma questa gente cosa aspetta a tornare a casa per nascondersi dalla vergogna?

  9. troppu rogu a valerio vargiu!!!!

    e tu te la ricordi la scritta sui muri del sant’elia “bruno corda occhio al ciglio”?

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