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Domenica 23 tutti all’Exma che si parla di cultura a Cagliari! E poi la politica si riprenda il suo spazio e accantoni i “consulenti”. Volete i nomi? Eccoli!

Finalmente si riprende a parlare di cultura a Cagliari! L’occasione verrà data da Laboratorio 5, “la giornata di raccolta di proposte ideata per rafforzare il riconoscimento del ruolo delle arti e della cultura nella vita della città di Cagliari, che si svolgerà domenica 23 ottobre nel Centro Comunale d’Arte e Cultura Exmà, dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle18”, recita il comunicato stampa; che così prosegue:

“Promossa dal Consorzio Camù e coordinata dal cantante lirico e scrittore Gian Luca Floris, l’iniziativa vuole essere un momento di dialogo e scambio in cui gli amministratori pubblici, gli artisti e gli operatori culturali professionisti, i potenziali finanziatori e le piccole e medie imprese sono invitati a partecipare, con 5 minuti a testa, per discutere liberamente sullo scenario e le dinamiche in atto.

Le circa cinquanta relazioni in programma, rappresentative delle diverse professionalità dello spettacolo e della cultura operanti sul territorio cittadino, saranno calibrate su cinque  aree tematiche: Gli spazi della cultura – La produzione culturale – L’educazione al patrimonio culturale e alla sua fruizione – I servizi alla cultura – Aspetti economici dell’investimento in cultura.

Fra gli interventi previsti anche quello di Alessandro Hinna, docente di Organizzazione e cambiamento nelle aziende e amministrazioni pubbliche, presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, che svolge, ai massimi livelli in Italia, attività di ricerca e formazione sui temi della gestione dei beni e delle attività culturali per aziende pubbliche e organizzazioni non profit”.

A Cagliari c’è bisogno di fare il punto dopo i dieci anni di disastri provocati da Emilio Floris, Giorgio Pellegrini, Ada Lai e dintorni.

Secondo me tra i tanti lasciti negativi spicca quello delle rendite di posizione. La città è ingessata per effetto di baronati che non hanno più ragion d’essere, né artistico né politico. È necessario ricomporre un quadro oggettivo e lavorare per dare spazio e risorse a chi ha più idee. E Cagliari è ricchissima di realtà emergenti e di grande qualità.

Il lavoro da fare è immane, ma il programma presentato dal sindaco Zedda è un buon punto di partenza, sia per l’attenzione data alla cultura e allo spettacolo, sia per alcune proposte operative (i bandi per gli spazi comunali e l’affidamento di altri spazi dismessi, ad esempio).

Ci sono le rendite di posizione, dicevamo. Con la vicenda Anfiteatro il Comune sembra avere decisamente voltato pagina e iniziato un percorso virtuoso, senza cedere alle pressioni dei soliti e dei soliti giornali amici del potere, qualunque esso sia.

Il punto è che la politica (soprattutto di sinistra) ha smesso da tempo di interessarsi di cultura e spettacolo e ha delegato ad alcuni operatori “amici” il compito di impostare e risolvere i problemi. Alcuni operatori da anni hanno dunque da tempo uno straordinario potere di condizionare le scelte. Sono ascoltatissimi negli assessorati e nelle presidenze in maniera bipartisan.

I loro nomi? Massimo Palmas (Sardegna Concerti), Lelio Lecis (Teatro delle Saline), Antonio Cabiddu (prima Teatro Stabile di Sardegna e Cedac, ora solo Cedac) e Lello Giua (Associazione enti Locali per lo Spettacolo). A loro aggiungerei (ma non è un operatore bensì un politico) Maurizio Porcelli, che da consigliere comunale del Pdl è stato a lungo contemporaneamente presidente della Commissione Cultura, presidente della Scuola Civica di Musica (finanziamenti per mezzo milione di euro all’anno dal Comune) e componente del Consiglio di amministrazione del Teatro Lirico di Cagliari (carica che ancora conserva).

Sono questi signori (tutti straordinari professionisti) che da lungo tempo dall’alto della loro indubbia competenza nel settore orientano (legittimamente, per carità) le scelte delle amministrazioni pubbliche di tutti i colori a Cagliari e dintorni, ormai totalmente e colpevolmente disinteressate ai temi della politica culturale.

Ecco, sarebbe il caso che i nostri rappresentanti in Consiglio comunale studiassero un po’ di più, si chiarissero le idee e si riprendessero il potere di definire le linee di intervento in questo importantissimo settore, senza demandarle a degli operatori di riferimento, spesso non proprio disinteressati.

L’amministrazione torni ad essere protagonista delle scelte di fondo, ponga delle regole nuove per la gestione degli spazi, non lasci spazi di intermediazione ma si riprenda la scena. Oggi a Cagliari non esiste un consigliere di maggioranza che conosca le leggi dello spettacolo e le problematiche del settore. È chiaro che se poi c’è un problema ci si deve rivolgere agli stimatissimi consulenti. E alla fine la situazione è quella ched è (licenza poetica).

 

24 Commenti

  1. giomap. says:

    Stamattina ho ascoltato, da curioso non addetto ai lavori e potenziale fruitore della cd. produzione culturale, le relazioni presentate da registi, attori, musicisti, coreografi, organizzatori di eventi teatrali e così via.
    Innanzitutto ringrazio Gianluca per l’idea e per l’organizzazione.
    Quanto ai contenuti, salvo rare eccezioni, peraltro interessantissime (vedi gli interventi di Alessandro Inna, sulla necessità di ripensare la relazione “pubblico/privato” in un contesto di strutturale carenza di risorse, e sulla valenza economica della cultura solo e se diviene fruibile dalla collettività), ho respirato un clima di grande “familiarità autoreferenziale”, in cui si è molto parlato di contributi, di risorse,di spazi, e poco o niente della comunità destinataria di questa famigerata produzione culturale.
    La sensazione è che sia più facile piangersi addosso perchè non c’è una lira, piuttosto che ripensare modi nuovi per agevolare l’avvicinamento della “ggente” al teatro, alla musica “colta”, alle arti figurative etc….
    Forse è più confortevole e meno rischioso continuare a ritrovarsi tra i “soliti noti”…
    Un’idea, giusto a mo’ di esempio: rendiamo totalmente accessibile e trasparente tutta la programmazione degli spazi pubblici e privati attraverso la rete con un unico punto d’access (pensiamo anche a servizi / prenotazione / biglietteria / baby parking / etc…che possano facilitare i potenziali “consumatori” ).
    Oggi – questa è la mia sensazione – troppo poggia sul passaparola, quasi a ribadire la volontà di continuare a ragionare dentro circoli chiusi, per iniziati, secondo una logica molto “casteddaia”, che accomuna l’intellighenzia cittadina ad altre “cunfrariasa” che operano per fini meno nobili, ma con le stesse modalità.

  2. ZunkBuster says:

    Che si sovrappongano appuntamenti e’ un buon segno, vuol dire che finalmente dopo il lungo sonno degli ultimi due decenni a Cagliari c’e’ grande fermento e l’elezione di un sindaco come Massimo Zedda ne e’ lo specchio. Quanto al resto, il buon Biolchini fa bene a non abbassare mai la guardia ma penso che il nostro Sindaco sara’ il primo garante del fatto che le logiche prossime venture nelle politiche culturali saranno improntate all’interesse generale e non certo alla salvaguardia di alcune rendite di posizione.

  3. domenica prossima ci sono troppe cose importanti oltretutto c’e pure cagliari – napoli

  4. Roberto Sedda says:

    Ma proprio proprio il 23 bisognava farlo? Proprio in coincidenza col festivald i Scirarindi? Possibile che non si possa mai riuscire a guardare oltre il proprio stretto mondo di riferimento? Vivere naturale, economia sociale e associazionismo culturale sono *naturalmente* nella stessa rete: hanno proprio bisogno di organizzare *due* iniziative nella stessa città nello stesso giorno?! 🙁

    • Roberto, hai ragione, ma per fortuna da un po’ di tempo a Cagliari o da altre parti in Sardegna ci sono sempre delle iniziative e risulta impossibile trovare una data “libera”. Credimi che lo sforzo è stato duro. I nostri lavori preparativi sono iniziati un mese fa e la newsletter di Scirarindi (e tante altre) mi sono arrivate solo relativamente poco tempo fa. Quindi abbiamo pensato, a malincuore, di mantenere la data del 23 che riusciva a mettere d’accordo la maggior parte dei partecipanti. Ad ora gli interventi da 5 minuti l’uno previsti sono 54. Non male, quindi.

      • Soviet says:

        Noi della Sergio Atzeni abbiamo spostato il nostro congresso alla settimana successiva proprio perché chi si occupa di politica è obbligatoriamente interessato ad entrambe le iniziative…quindi un giorno da una parte e un giorno dall’altra!

      • sardinian observer says:

        Mi ricordo quando gli eventi erano rarissimi. Preferisco oggi: meglio troppi che troppo pochi… E poi non sarà possibile evitare sovrapposizioni fino a che non si adotteranno sistemi razionali per gestire le date: l’iniziativa personale non basta.

  5. marghe says:

    “tutti straordinari professionisti”

    grazie!

  6. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    Io un’idea geniale di cultura da proporre ce l’avrei o, per meglio dire, saprei bene a chi rivolgermi per organizzare bene le cose.
    Mi siete simpatici e ve lo dico subito, così non perdiamo tanto tempo.
    Ritengo che i migliori organizzatori sarebbero i commentatori dell’articolo dell’Unzione Farsa dedicato alla donna Ogliastrina individuata a Roma i quali si sono esibiti dichiarando a più riprese che “si sa quanto siano s…tronzi gli Ogliastrini”.
    Ovviamente ci sono anche i commenti di chi non è molto d’accordo sull’accoppiamento e sul giudizio “unanime e unanimista” ma i più adatti alla bisogna sono senza dubbio perunu quelli “duri e puri” perché lavati con Perlana e perché bevono solo acqua Ferrarelle o, al limite, acqua Sandalia giusto perchè le ampolle di Bossi sono lontane e bisogna prendere l’aereo.
    Rimane solo una considerazione (personale).
    Adesso mi spiego anche perché, nonostante sia stato tentato di farlo, non sono mai riuscito a registrarmi sull’Unzione anche se certo volte mi verrebbe la voglia di farlo e…. mi prudono le mani.
    Non ci seu mai arrennesciu però… arrazz’e cosa.
    Poitta adessi?

  7. spigolo says:

    Regole nuove per la gestione degli spazi, incentivi all’aggregazione gestionale e progettuale, soprattutto tanta tanta trasparenza.

    E per favore, basta Grandi Eventi di seconda mano finanziati (anche) dal Comune, e a cui si pagano comunque biglietti da 30, 40, 50 euro e più!

  8. Soviet says:

    Il suggerimento mi pare sia, per metterlo in metafora, che i politici siano come i buoni medici di famiglia di un tempo, che riuscivano anche a guarire i loro assistiti da qualche malattia e non compilavano semplicemente delle impegnative per visite specialistiche. Ed io condivido (anche perché a me il mio medico di famiglia salvò la vita…)

  9. finalmente qualcuno che ha il coraggio di fare a voce alta nomi e cognomi. Complimenti!

  10. Stefano reloaded says:

    Macava solo che Porcelli avesse avuto in affidamento un centro culturale del Comune e avrebbe fatto l’en plein.

  11. ZunkBuster says:

    Vito Biolchini segretario del PD!

    • Stefano reloaded says:

      Non ti sta simpatico Vito Biolchini?

      • Neo Anderthal says:

        Basta con questo clima di odio!
        ZunkB. quella che invochi è una punizione crudele persino per Biolchini, che pure è responsabile di una impressionante serie di colpe gravi, e delitti vari.
        🙂

        • ZunkBuster says:

          Esagerato, manco l’avessi proposto come sovrintendente del Teatro Lirico :). Ma a parte gli scherzi il buon Vito, sempre che le sue posizioni siano attualmente in zona PD, saprebbe usare la zirogna. Silviolai non sa manco che cos’è 🙂

      • ZunkBuster says:

        Spiritoso 🙂

  12. Marco Pitzalis says:

    Bravo Vito. Sottoscrivo.

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