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Zedda e il suo progetto per la Cagliari del futuro: senza retorica e senza bugie. Finalmente

Questo articolo è uscito oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo “Un progetto per la città, senza retorica e senza bugie”.

***

Con un po’ di buona volontà, tutti i cagliaritani che amano la loro città dovrebbero avere la pazienza di leggersi le dichiarazioni programmatiche del sindaco Massimo Zedda (si trovano facilmente su internet). È vero, sono ben 45 pagine, ma hanno il pregio della chiarezza e, per certi aspetti, della spietatezza. Leggetele per favore, e capirete in quali condizioni la precedente amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Floris ha lasciato la città. Cagliari è praticamente allo sbando, senza un progetto.

“Non esistono il Piano di utilizzo del litorale, il Piano particolareggiato del centro storico, il Piano del colore, il Piano strategico dell’area vasta, il Piano urbanistico non è adeguato al Piano paesistico regionale”. I progetti per una migliore viabilità sono stati sacrificati in nome del tunnel di via Roma “la cui realizzazione, nella attuale situazione, sarebbe uno spreco prossimo alla follia” dice Zedda, e ha ragione. E vogliamo parlare della crisi delle abitazioni e della città che perde residenti? E della cultura gestita in modo clientelare? E dei servizi sociali allo sbando? E della raccolta differenziata mai decollata? E delle periferie abbandonate al loro destino? E della totale estemporaneità di tanti progetti lasciati a metà? Leggete e capirete.

Però la precedente amministrazione ha lasciato in eredità dieci milioni di euro di debiti fuori bilancio. Un disastro che si unisce a quello dei tagli previsti per i Comuni dalla Finanziaria di Berlusconi: Cagliari avrà il prossimo anno un taglio del 25 per cento dei trasferimenti statali.

Come affrontare questa crisi? Zedda indica alcune linee guida. Intanto “individuare le migliori soluzioni possibili e praticabili nella situazione data”: cioè, fare i conti con la realtà e non inseguire progetti suggestivi ma irrealizzabili. Poi, fare in fretta: “Per l’amministratrore, perdere tempo è un delitto”, tanto più davanti all’incalzare della crisi economica. E infine una “rigorosa verifica della spesa corrente”. Qui il sindaco avrà soltanto l’imbarazzo della scelta nel trovare e smantellare sacche di spreco, spesso clientelare.

Ciò che colpisce di questo programma è la sua estrema concretezza. È vero, alcune parti sono più convincenti, altre sembrano ancora abbozzate. Ma finalmente emerge la visione di una città che mette al centro il cittadino con le sue esigenze quotidiane e non le vuote parole d’ordine che hanno nascosto spesso solo interessi di pochi. Il lavoro da fare è tanto e sarà reso arduo dai tagli imposti dal Governo. Ma Cagliari adesso ha un progetto: vero, concreto. Discutibile e migliorabile. Ma almeno sappiamo quali sono le nostre criticità e i nostri punti di forza. Senza retorica e senza bugie. Finalmente.

14 Commenti

  1. Le parole hanno sempre una grande importanza. Quelle della dichiarazione di un sindaco con tante responsabilità e pressioni lo sono ancora di più. Ora attendiamo fiduciosi i risultati. Alle parole devono sempre seguire i fatti. Un augurio di un buon lavoro, pure meglio di quel che ha fatto sinora!

  2. Disterrau says:

    Proposte interessantissime …..ma un appunto al sindaco

    IlMinuto) – Cagliari, 29 settembre – Il nuovo Sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha “dimenticato” totalmente la lingua sarda. Nelle 45 pagine di dichiarazioni programmatiche non c’è infatti traccia della questione linguistica. E’ quanto denuncia, in un appello rivolto al Primo cittadino, Su Comitadu pro sa limba sarda Casteddu. Già prima del voto Su Comitadu aveva scritto a Zedda e agli altri candidati a Sindaco chiedendo – secondo quanto previsto dalla Legge 482 del 1999, “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” – “l’impegno, in caso di elezione, a creare lo Sportello linguistico comunale e a finanziare adeguatamente una politica linguistica, così come già realizzato in tantissimi comuni della Sardegna”. Ora l’appello è rivolto al Sindaco: Zedda – propone “Su Comitadu” – integri le dichiarazioni con un programma sulla lingua sarda e agisca in modo da restituire a Cagliari la sua identità sarda..
    Fonte il Minuto Info Notizie mediterraneee

  3. Cristian says:

    Vito, per chi si lamentasse del nostro sindaco consiglierei di guardare questo filmato:

    Saluti

    • Neo Anderthal says:

      MAGNIFICO. Se questo è il primo cittadino figuriamoci gli altri.
      Ma se la Catena è Nuova, se dovrei usare un termine idraulico, come amministratore di casa mia assolto a formula 1, per fare sparire lui, il Comitato, i Rangers, Il Comandante di di Regalbuto, la ProLoco, l’assessore Laura e il povero Povia -parlandone da vivo- dov’è la Tazza Nuova?
      “Chi è contro le feste è uno stupido e noncapisc’uncazz… Viva San Prospero e Viva Catena Nuova, viva U’Pilu!”

  4. a me personalmente fa incazzare leggere tra le determine del Comune che si assume ancora personale attraverso le agenzie interinali o selzioni per co.co.co !!!

  5. Francesco Sechi says:

    Sottolineo un passo del programma di grande civiltà a costo praticamente pari a zero…
    “Verranno installati venti nuovi parcheggi rosa, destinati alle donne incinta e alle neo-mamme, nei pressi delle cliniche pediatriche, degli ospedali, dei supermercati e degli asili.”
    Tuttavia invito l’amministrazione ad essere più incisiva: 20 parcheggi “rosa” sono niente. Devono essere distribuiti in tutta la città e sopratutto nelle vie commerciali. Cominciamo a trasformare tutti i parcheggi blu di via Alghero e via Paoli in parcheggi “rosa”, non due o tre, tutti!
    Bene inoltre le corsie preferenziali per gli autobus, altro intervento di basso costo ed alta efficacia, accompagnato da un preferenziamento semaforico. In tal senso quindi occorre porre freno alla politica di diffusione delle rotatorie che non consentono di dare preferenziamento al trasporto pubblico (una rotatoria per sua natura non è in grado di privilegiare un modo di trasporto).
    Attenzione invece agli interventi di fluidificazione del traffico veicolare come quelli previsti sul viale Marconi o sulla 554 che possono inficiare gli interventi sul trasporto pubblico. Se miglioro i tempi di percorrenza sul trasporto pubblico ma contestualmente miglioro anche quelli delle autovetture private difficilmente riuscirò a spostare domanda sul trasporto collettivo. Molto meglio che gli automobilisti in coda vedano transitare di fianco a loro un autobus in corsia preferenziale.

    • Neo Anderthal says:

      E come no? Ancora meglio poi se dall’autobus, attraverso apposite segnalazioni, come pannelli con scritte e immagini mobili, o direttamente con apposite registrazioni da mandare periodicamente a volume altissimo ci siano sberleffi agli automobilisti in coda, fino a gavettoni maleodoranti.
      Aicci impàranta!
      Una cosa del tipo:
      “Automobilisti ac-codati…. Automobilisti della maaazzaaaa…

      Ma davvero ti sembra che gli automobilisti vadano puniti, anziché messi di fronte ad una offerta di trasporto pubblico finalmente efficiente e civile?

      • Francesco Sechi says:

        E’ esattamente quello che intendevo dire, gli automobilisti devono poter vedere di fianco a loro un servizio pubblico efficiente e poter quindi magari decidere di utilizzarlo. Nessuna presa in giro o sberleffo. Gli automobilisti non vanno puniti ma occorre ora dedicare gli spazi stradali alle altre componenti di mobilità fino ad oggi trascurate e per questo sottoutilizzate.

        • Neo Anderthal says:

          Anche.
          Il trasporto pubblico, quando è effettivamente efficiente, è imbattibile in convenienza -costo Km- in stress risparmiato o in tempo comunque meglio speso -se mi metto a leggere o anche a dormire un po’ sul mezzo- e in problemi di parcheggio evitati.
          Se e quando l’efficienza -incluso un minimo di comfort, come aria condizionata etc.- verrà estesa sulla rete, e la rete del trasporto sarà ampia e diffusa, allora la gente salirà volentieri sui mezzi pubblici, come succede pressapoco dovunque. Non prima, ma probabilmente un po’ dopo, le abitudini inveterate sono dure a morire.

        • Francesco Sechi says:

          Perfetto. L’aria condizionata oramai c’è sulla gran parte dei mezzi, il parco mezzi è stato rinnovato anche se non al 100%, la copertura della rete non è poi male, gli abbonamenti hanno prezzi accettabili, occorre aumentare le frequenze, anche la sera, la velocità e regolarità. Come si fa ad aumentare velocità e regolarità? Corsie riservate e preferenziamento semaforico (che non si fa con le rotatorie). Cominciamo allora con il viale Marconi: piuttosto che trovare soluzione alle auto, soluzione che non c’è perché la viabilità a monte non reggerebbe, troviamo lo spazio per una corsia preferenziale in ingresso. Per il resto, il tema della competitività del trasporto pubblico è estremamente complesso ed investe anche la tipologia di sviluppo urbanistico che sta caratterizzando l’hinterland cagliaritano (dispersione insediativa, ovvero bassa densità, ovvero villette) e che genera un modello di mobilità fortemente dipendente dall’auto; il trasporto pubblico non è in grado di servire efficacemente un territorio disperso che è invece uno dei punti forti dell’auto.

        • Neo Anderthal says:

          D’accordo, anzi, faccio notare come non sempre la dispersione abitativa obbliga all’auto: infatti si prende l’auto anche -o auspicabilmente solo- per arrivare dalla villetta alla stazione della Metro o del “trenino” intermodale, come avviene da decenni -quasi un secolo, ormai- per esempio in metropoli come Chicago o New York, il cui esempio è stato seguito internazionalmente. Di fatto nelle aree metropolitane moderne il transito A/R “suburbia-centro” è per la stragrande maggior parte servito da mezzi pubblici e utilizzato su larghissima scala -anche perché è impossibile trovare parcheggio nei centrocittà, comunque-
          In altri paesi si prende anche la bici fino alla stazione, e spesso la si può caricare sul mezzo, come anche è diffusa la soluzione “casa-bici+metro/treno+bici posteggiata alla stazione- lavoro”, basta aver girato un pochino il nord europa, per vedere che nonostante i climi rigidi la gente utilizza i mezzi pubblici spesso e volentieri, e affolla i parcheggi appositi con seconde e terze bici “di servizio” lasciate pronte per l’uso o utilizza le “bici pubbliche” disponibili.
          Naturalmente occorrerà vincere le inerzie e le resistenze, quelle dell’utenza e quelle che considerano le sole ipotesi realistiche -la metro leggera possibile e non la impraticabile subway- come fossero degli “slogan beceri della sinistra”, come ha detto lo spassoso Farris, che riesce addirittura a restare serio mentre recita una balla del genere.

        • Francesco Sechi says:

          Faccio una sintesi di questa nostro piacevole scambio di battute. Facciamo prima una bella pianificazione che individui obiettivi e strategie coerenti e solo alla fine individuiamo gli interventi che siano coerenti con le strategie e gli obiettivi evitando che i benefici derivanti dalla realizzazione di un intervento vadano ad inficiare i benefici della realizzazione di altri interventi. Se poi prendiamo spunto e riferimenti dalle best practices di città virtuose……..male non ci farà.

  6. Massimo says:

    Mi dispiace ma Scanu è andato oltre e guarda – beato lui – al…2020! Ecco il programma di governo, dieci Cagliari dieci, che non ci facciamo mancare nulla 🙂

    ps

    ma cosa sarà mai questo “car shering” ? bah…

    IL PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA SARDEGNA MERIDIONALE INCONTRA IL SINDACO DI CAGLIARI. LE DIECI PRIORITÀ PER LO SVILUPPO DELLA CITTÀ

    Nell’ambito del confronto tra Amministrazione Comunale di Cagliari e rappresentanti della forze economiche e sociali del territorio, si sono incontrati nei giorni scorsi il Sindaco di Cagliari, Massimo Zedda ed il Presidente della Confindustria Sardegna Meridionale, Alberto Scanu .

    Al centro dell’incontro le prospettive ed i problemi della città, le esigenze e le proposte degli imprenditori, i progetti di sviluppo da condividere e portare avanti in comune.

    Dieci sono state le priorità segnalate dal Presidente degli Industriali.

    Che possono essere cosi sintetizzate: Cagliari Città di Progetto; Cagliari Città delle Scelte; Cagliari Città del Mare; Cagliari Città Accessibile; Cagliari Città Faber; Cagliari Città Verde; Cagliari Città dell’Innovazione; Cagliari Città Turistica; Cagliari Città Junior; Cagliari Città della Semplificazione.

    Alberto Scanu ha evidenziato la necessità di verificare gli obiettivi di medio-lungo periodo del piano strategico su ciò che vuole e può essere Cagliari nel 2020, per orientare e catalizzare gli investimenti anche in relazione ai rapporti con la Regione Sarda ed al ruolo nazionale, mediterraneo ed internazionale dell’area metropolitana.

    Per questo, ha detto, sarà innanzitutto necessario avere il coraggio di assumere decisioni in campo urbanistico (campus universitario, siti militari e sanitari in dismissione, Tuvixeddu, piano casa, tasselli edilizi degradati da riqualificare, demolire e ricostruire, interventi di housing sociale, etc)..

    Sarà poi necessario dare risposte alle esigenze di una vera mobilità, con interventi sulla grande viabilità urbana – SS. 554 – 131 – 195 (è di questi giorni la questione del blocco degli accessi alle attività produttive), nonché sulla metropolitana leggera e su parcheggi, viabilità via Roma, piste ciclabili, chiusura al traffico del centro storici;

    Scanu si è quindi soffermato sul problema del rinnovo del Comitato Portuale, delle scelte per il water front e sul problema delle aree industriali portuali ( Cagliari free zone, porto industriale, portualità turistica, etc.).

    Ha anche sottolineato la necessità per Cagliari di riappropriarsi di un ruolo direzionale per gli insediamenti produttivi creando le condizioni di vera attrattività per gli investimenti piuttosto che di costante ostacolo.

    Secondo Scanu per lo sviluppo di Cagliari sarà fondamentale avviare con immediatezza programmi importanti di sostenibilità ambientale, nel campo dell’energie rinnovabili, della bioedilizia, della mobilità (pubblica, elettrica, car shering, etc.). Così come sarà importante valorizzare la presenza del Parco Scientifico, dell’Università, dell’imprese dell’ICT, sostenendo anche i progetti già avviati come quello della Scuola Mediterranea di Management “MEMES”.

    Il turismo è un altro dei settori sui quali dovrà incentrarsi lo sviluppo dell’Area vasta cagliaritana.
    Per questo Scanu ha chiesto al Sindaca Zedda di sostenere l’iniziativa per la costituzione della Destination Management Organizzation, insieme a CCIAA, alla Sogaer ed alla Provincia.

    Andranno inoltre create le condizioni culturali, professionali, ricreative, occupazionali e residenziali affinchè il territorio diventi catalizzatore delle vitali energie giovanili, dinamiche e creative.

    In conclusione Scanu ha sottolineato ancora una volta la necessità di agire con decisione sul piano dello snellimento amministrativo e della riforma organizzativa della P.A,. sperimentando nuove procedure, eventualmente anche con il supporto della nostra Associazione e dando priorità alla rapidità dei tempi procedurali.

  7. Monica says:

    Quarantacinque pagine sono lunghe da leggere, ma dati i contenuti scorrono piacevolmente. Probabilmente la carne al fuoco è tanta, ma fino alla fine del mandato c’è la possibilità di cuocerla bene. Speriamo che il sindaco non si perda nei meandri della politica e sappia arrivare vittorioso al traguardo. Se vince lui, vinciamo tutti.

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