Politica

Una modesta proposta per risolvere la crisi della giustizia in Italia: togliere dai tribunali la scritta “La legge è uguale per tutti”

A volte i problemi più complessi hanno soluzioni semplici semplici. Lo so, è una banalità: ma anche la legge di gravitazione universale che ora ci sembra una cosa scontata, al povero Newton costò anni di lavoro e una mela in testa. Ecco, la mia mela è modestamente questa.

E’ evidente che la giustizia in Italia sia da anni un problema. Lo è per tutti, indistintamente. Perché la giustizia lascia tutti scontenti: anche quando funziona bene. Figuriamoci quando funziona male!

Ma a rendere il clima irrespirabile è la pretesa della giustizia di essere “uguale per tutti”. Non è vero! Non è così! E’ evidente che non è così! Ma è proprio questa frase, così ossessivamente riportata in tutte le aule dei tribunali, ad eccitare gli animi, ad illuderci, a rendere incolmabile la distanza tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere.

Diciamola tutta: “La legge è uguale per tutti” peggiora le cose. E’ come se ai baretti del Poetto ci fosse una scritta “I signori clienti sono pregati di richiedere lo scontrino”; oppure come se negli anni di Calciopoli la Juventus avesse accolto gli avversari al grido di “Vinca il migliore!”. Provocazioni intollerabili.

E anche la scritta “La legge è uguale per tutti” ormai lo è. Togliamola! Eviteremmo agli italiani di incazzarsi quando Berlusconi decide di non presentarsi ai giudici di Napoli e del resto del mondo per tutti i processi che ha sul groppone. Togliamola, vi prego. Ripristiniamo il principio di realtà.

Prendiamo atto che l’uomo più potente d’Italia da anni non si fa processare e agiamo di conseguenza. Ripristiniamo l’arbitrio, la legge del più forte. Lasciamo che ogni procedimento penale sia frutto del caso. In questo modo accetteremmo le ingiustizie come si accettano alla lunga i lutti improvvisi, gli arbitri corrotti, i commercianti disonesti. Ce ne faremmo una ragione. E potremmo tutti essere più felici. Perché soffrire quando basterebbe togliere quelle inutili ventidue lettere? Peraltro, per farlo bisognerebbe mettere sotto contratto anche per un solo giorno centinaia, forse migliaia di persone: e anche il Pil ne gioverebbe.

Che ne pensate? Vi sembra una buona proposta?

Vi ringrazio per l’attenzione.

4 Commenti

  1. Mark Le Mon says:

    Perchè no? in fondo è stato già detto. Visto che B. continua a fare da “tappo” (quello della bottiglia, naturalmente) alle riforme per salvaguardare i suoi interessi giudiziari, perchè non garantirgli una sorta di “lasciapassare” ad personam che ce lo tolga dai piedi. Io, seriamente, me ne farei una ragione e non avrei più l’angoscia quotidiana che l’Italia possa finire come la Grecia (o come l’Argentina).

  2. francesco says:

    È assurdo caro Biolchini, diversi anni fa una cosa del genere non sarebbe stata neppure pensabile…oggi invece lascerebbe quasi indifferenti; anzi… ci sarebbero persino i sostenitori! Purtroppo quella frase è oggi solo un paravento, di fatto la realtà è sotto gli occhi di tutti.

  3. Pingback: Una modesta proposta per risolvere la crisi della giustizia in Italia: togliere dai tribunali la scritta “La legge è uguale per tutti” « vitobiolchini | BABAJI

  4. Disterrau says:

    Caro Vito , sono d’accordo con te insieme ci vorrebbe una legge che tolga dagli impicci berlusconi e tutti i corrotti come fecero in argentina tanto si sa l’italia e’ un paese mafioso che puzza di fetore da km basta ipocrisie con finti buoni e cattivi tanto la storiella e’ vecchia e non ci crede nessuno

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