Cagliari / Sardegna

Ci scrive Donatella: “In un centro convenzionato di Quartu, analisi solo per trenta esenti al giorno, e in tanti siamo rimasti per strada! E’ normale?”

Oggi vi propongo questa lettera di Donatella. Leggete cosa le è capitato. C’è qualche esperto che ci può dire se quanto successo è normale oppure no?

***

Ciao Vito,
non so se l’argomento che sto per porre alla tua attenzione sia all’altezza del tuo blog (o del giornale su cui scrivi), ma io sono rimasta alquanto allibita.

Ieri mattina in un centro convenzionato ASL (la Clinica Sant’Elena a Quartu) mi sono vista chiudere la porta in
faccia in quanto richiedevo una prestazione (delle analisi) esente da ticket!!! In sostanza, hanno stabilito un limite di massimo 30 esenti al giorno, non uno di più… ma è regolare? Vecchiette, disabili, disoccupati: tutti per strada. La sanità, per quanto convenzionata, può essere discriminatoria?

Grazie, saluti
Donatella

 

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13 Commenti

  1. Anonimo says:

    Replica a ” Chimbantamizza ” Non ti sei presentato, ma devo pensare che sei un titolare di laboratori privati, visto che perori il loro comportamento. Il mio è un ragionamento dettato dall’esperienza di vita e che tu ci creda o no, voi cliniche e laboratori privati, prosperate proprio, sulla cattiva efficienza delle ASL. Se queste ultime fossero efficienti, nessuno verrebbe da Voi e parecchio personale che voi oggi avete e spesso sottopagate, avrebbe la giusta occupazione e la giusta retribuzione, presso le ASL stesse e che queste,
    sono sicuro, servirebbero molto meglio noi assistiti.

  2. "Chimbantamizza" says:

    Caro Sig Lopriore: evidentemente lei parla di un mondo che non conosce altrimenti non direbbe queste banalità; certo un imprenditore della sanità privata deve relizzare, legittimamente, dei guadagni avendo effettuato degli investimenti; riguardo alla salute dei cittadini la invito ad informarsi togliendosi qualche fetta di prosciutto dagli occhi prima di sentenziare. Lavoro come medico nella sanità privata e le posso assicurare che “la salute dei cittadini” come la chiama lei, viene tutelata quotidianamente da medici infermieri operatori socio-sanitari e qulunque altra figura ci voglia mettere che svolgono la loro professione quotidianamente e con passione. Non dimentichi che la tanto bistrattata sanità privata copre le lacune di quella pubblica assicurando disponibilità di posti e teconolgie diagnostiche di eccellenza. Riguardo al budget poi vorrei aggiungere una breve considerazione: ricorda quando la sanità era totalmente gratuita? Per fare un piccolo esempio: ricorda quando i farmaci erano tutti in classe “A”, cioè a totale carico del SSN? Quante risorse sono state sprecate? Allora ne approfittavano tutti! Medici (in certi anni venivano pagati per ogni ricetta emessa) e pazienti, ricchi o poveri che fossero, case farmaceutiche, farmacisti!
    Ovviamente il sistema è crollato e ne paghiamo le conseguenze.

  3. Anonimo says:

    Triste è dura realtà,mi dispiace per quel signore che sputa sentenze su cose di cui non è al corrente.I Centri privati,non solo quelli di analisi di laboratorio,ma chiunque lavori in convenzione, hanno un tetto massimo oltre il quale le ASL non rimborsano.C’è chi si brucia il tetto tutto i primi mesi,c’è chi più correttamente, a mio parere lo diluisce nei mesi per cercare di venire incontro a tutti.La verità è che nella sanità privata,definita da molti il cancro della sanità nazionale,non arrivano più soldi.I budget vengono ridotti ogni anno e la cosa più fastidiosa è che a questo affossamento privato non corrisponde un rilancio della sanità pubblica.Io lavoro in Centro Riabilitativo di Assemini,e viviamo solo di convenzione,nessuna terapia privata.Ogni anno fare i conti con il budget significa meno pazienti e meno dipendenti.Le liste di attesa crescono,e i pazienti più arrabbiati ci denunciano,non sapendo che la causa purtroppo non siamo noi.Il sistema sanitario nazionale è al collasso,e pur tagliando la sanità privata continua comunque a scaricare a noi la patata bollente.

  4. E’ normale, la ASL paga fino ad un numero massimo di prestazioni, per cui si suddividono in quote giornaliere. E’ così per tutti i laboratori di analisi.

  5. Anche un altro centro privato convenzionato di Quartu – Via Olanda- accetta solo un certo numero di pazienti con esenzione. Già da parecchio tempo.

  6. Ci dobbiamo rendere conto che la sanità dei privati è sempre stata guidata dal mero guadagno. Il loro scopo principale è sempre stato quello di fare cassa e mai quello di preoccuparsi della salute degli assistiti come invece dovrebbe essere, come lo è in tutti i paesi civili.

    • Il loro scopo principale è quello di pagare gli stipendi di chi ci lavora e dare il giusto a chi ha investito il capitale. Per chiedere l’elemosina si va da un’altra parte. Il problema è il servizio sanitario nazionale che non funziona!

      • stenoz says:

        se non funziona in Italia che comunque restiamo il secondo miglior sistema sanitario del mondo, dopo quello francese, figurati dalle altre parti.

      • Carmine Lopriore says:

        Magari fosse così, in tante strutture sanitarie private, il personale oltre ad essere sottopagato rispetto alla struttura pubblica, lavorano anche più ore. In secondo luogo se tutte queste strutture sanitarie prosperano è proprio perché il servizio sanitario nazionale non è efficiente. Altro che chiedere l’elemosina , caro Nikosimo,
        quà si tratta semplicemente di giustizia sociale.

  7. Per la serie…se non hai i soldi….t’attacchi!
    Anche di questo ringrazieremo chi è ancora adesso al Governo!

  8. Monica says:

    No, non è normale. E’ vero che hanno masso un tetto alle prestazioni, ma a tutte quelle convenzionate, non solo a quelle esenti. Questo vuol dire che tutte le prestazioni convenzionate dovrebbero andare a esaurimento fino a raggiungere il tetto massimo annuale, e nulla impedisce che tutte quelle prestazioni siano esenti da ticket. Il problema penso che sia il fare cassa per evitare di aspettare i rimborsi da parte della regione e il fatto che quando uno sta male, ormai è in fila e ha perso la giornata di lavoro (lui o chi lo accompagna) paga comunque, con rabbia e maledicendo ma paga. Io mi rivolgerei al tribunale del malato.

  9. Stefano says:

    si, è normale perchè ogni centro privato ha un numero limitato di prestazioni rimborsabili dal sistema sanitario.
    Succede in tanti centri privati, vedi la casa di cura di Decimomannu

    • Purtroppo è così. Nella Casa di cura di Decimomannu, nel mese di Giugno, avevano affisso un cartello, con su scritta una cosa del genere: ” A partire dal 15 di questo mese non potremo effettuare le esenzioni, perché i contributi regionali non sono stati sufficienti a coprire le spese di tutto il mese”. Non so se la cosa si sia ripetuta anche nei mesi successivi. E intanto i più deboli devono pagare.. o rinunciare a curarsi. Se questo è un Paese civile!

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