Politica

Le false domande sull’11 settembre. Perché è sbagliato chiederci “Dove eravate?” anziché “Secondo voi, cos’è successo?”

Dieci anni fa, e sembra ieri. L’incredulità, lo sconcerto e poi l’angoscia (più che la paura) davanti a qualcosa di mai visto, di osceno. E poi di nuovo, e di nuovo ancora: un replay ossessivo, malato, perverso. Che blocca l’immagine, e dunque anche il tempo. Il video di quegli aerei che si schiantano sulle Torri Gemelle non lo reggo più, non la voglio più vedere. Basta, mi fa male.

Vorrei capire, ma nessuno mi aiuta a farlo. Per questo non comprendo questo gioco infantile che giornali importanti come Repubblica e il Corriere stanno conducendo, chiedendo ai propri lettori: “Voi dove eravate?”. Come se l’emotività di ciascuno di noi potesse spiegare quell’evento, come se oggi il punto focale della questione fosse questo. Invece no. La domanda da fare è un’altra: cari lettori, secondo voi cos’è successo l’11 settembre 2001? Ed è appunto quello che io vi chiedo: cos’è successo? Ditemelo. Spiegatemelo.

A questa domanda ormai nessuno osa più rispondere. L’emotività ha preso il sopravvento. Si preferisce ricordare anziché ragionare. Perché è più facile e meno pericoloso: nessuno rischia niente. Ma ricordare senza aver capito, senza sapere, che senso ha?

Cos’è successo, dunque? Esattamente non lo so. Perché molte cose della ricostruzione che ci hanno proposto non mi tornano proprio. E sono stanco di passare per un “complottista” solo perché metto in dubbio la versione ufficiale dei fatti.

Di sicuro sono convinto (perché l’Italia di stragi ne ha conosciute tante) che nessuna azione terroristica di un certo rilievo può essere condotta senza la complicità (diretta o indiretta) degli apparati statali. Strage di Bologna, Ustica, Piazza Fontana: c’è sempre stato un pezzo di Stato che sapeva, che ha organizzato, che ha depistato. E non poteva essere altrimenti. Penso che anche dieci anni fa a New York sia andata più o meno così.

Sicuramente poi i dieci anni che sono seguiti sono serviti a farci accettare la filosofia della paura e della guerra preventiva. Senza l’11 settembre non ci sarebbe stata la vergognosa guerra contro l’Iraq e il misterioso conflitto afghano.

Undici settembre dieci anni dopo, e tutti si affannano a ricordare. Che cosa poi, non si sa. Io i miei insignificanti ricordi di quel giorno li tengo per me, ma vorrei condividere con voi due momenti che ho vissuto a New York.

Il primo: vagando nella notte in una zona che neanche ricordo, mi imbatto in un ospedale. All’ingresso, ci sono ancora conservati i disperati appelli di tante persone che cercano i loro cari, dispersi sotto le torri. Ci sono le foto, strazianti.

Il secondo, qualche anno dopo: a Ground Zero, su un pannello della metropolitana, noto che qualcuno ha scritto con un pennarello: “Scena di un crimine insoluto”.

E non c’è altro da dire.

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33 Commenti

  1. MammaTigre says:

    Condivido tutto! Grande Vito.
    Grazie, MammaTigre

  2. Michiko says:

    Ecco, grazie Vito. Da giorni mi chiedo quale sia il senso di questa domanda. A che pro chiederlo? Per rimarcare l’essere stati testimoni muti ed attoniti di un evento che fa guadagnare, a coloro i quali lo indagano con occhio critico, la facile etichetta di “cospirazionisti”. Muti ed attoniti. Muti ed attoniti, con il vuoto del terrore e della sopraffazione. Il “dove eravate” è l’ennesima piccola, ma efficace, arma di distrazione di massa.

  3. katie morosky says:

    Pol, ti ringrazio per la segnalazione a proposito di Coppe.
    L’avevo letto anche in questo confronto.
    Interessante vedere quali certezze garantisca e quanti dubbi realmente sveli.
    Buona lettura!
    ps: sono certa di non sapere, tu?
    http://www.luogocomune.net/site/modules/911/911/5-WTC/20domande/20domcoppe2.html

  4. che già tornano le cose Vito, fidati. http://undicisettembre.blogspot.com/
    semmai la domanda da porre sarebbe più profonda, geopolitica, sociologica etc etc.

  5. Il fatto che esistano complotti (golfo tonchino, cile, ecc.) non significa che tutto quello che succede lo sia: norvegia, 11 settembre, atterraggi lunari (a proposito ieri bella batosta per chi diffida). Pigrizia mentale è anche non leggersi il rapporto del nist sull’11 settembre, leggere l’intervista a danilo coppe, massimo esperto di esplosivi, che dice che le torri non sono state minate, ma soprattutto non portare prove concrete e una teoria alternativa. Dire che la versione ufficiale ha parti non convincenti purtroppo non basta per dire che è totalmente falsa.

    • Domanda 1: Non penserete davvero che gli Stati Uniti avessero bisogno di farsi da soli un danno del genere, solo per provocare un paio di guerre contro Afghanistan e Iraq?

      Non solo la storia americana è piena di precedenti in quel senso (v. “I precedenti storici”), ma loro almeno una motivazione ce l’avevano (v. “I neocons”). Mentre il mondo sta ancora aspettando di capire che cosa ci avrebbe guadagnato bin Laden e tutto l’Islam insieme a lui.

      Domanda 2: Come si può pensare di minare le Torri in anticipo, con le centinaia di persone che vanno e vengono quotidianamente in quegli edifici, senza che nessuno si accorga di niente?

      L’obiezione è più che legittima, ed infatti nessuno di noi saprebbe nemmeno da che parte cominciare. Esistono però testimonianze precise (v. “Scott Forbes racconta”), che ci suggeriscono come la cosa si sia potuta fare in relativa tranquillità, nello stesso modo in cui si fanno tutti gli inganni più colossali di questo mondo: sotto gli occhi di tutti.

      In ogni caso, statisticamente parlando, è molto più facile minare due edifici del genere di nascosto che non vedere due Torri alte 400 metri autodistruggersi da sole, cadendo interamente sulla propria pianta, senza quasi andare a toccare gli edifici circostanti. Se poi lo fa anche una terza Torre, che era costruita in maniera completamente diversa, e che non era nemmeno stata colpita da un aereo, allora sì che si può cominciare a parlare di “impossibile”.

  6. katie morosky says:

    per esempio tutti gli altri attentati che alcune amministrazioni americane si sono “procurati”da pearl harbour a il golfo del tonchino per garantirsi un casus belli e l’approvazione della nazione a una risposta di forza.
    Per la costituzione americana il paese non può entrare in guerra se non direttamente attaccato.
    l’11 settembre c’è stato anche in cile…
    e qualcuno a stelle e striscie faceva le stesse considerazioni che sentiamo fare oggi..

    « Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli. »

    (Henry Kissinger a proposito dell’elezione di Salvador Allende in Cile)

    Biolchini sposo in pieno il tuo rifiutare questo giornalismo emotivo alla studio aperto, in luogo del giornalismo di inchiesta.
    Se penso che la BBC manda in onda quest’estate una miniserie sulla nascita dell’approfondimento giornalistico in tv, censurato dal governo, dutrante la crisi di Suez, in un momento storico ,in cui oggi ,media polizia e politica in UK sono stati chiamati a rispondere di corruzione e insabbaimenti, non mi sorprende affatto che ci sia tanta certezza nel rifiutare il dubbio e dividere il mondo in Buoni e cattivi. Cow boys e indiani.
    Siamo quelli che al massimo si meritano don matteo e distretto di polizia.

  7. Franco Anedda says:

    Il prendere per buona la versione ufficiale dei fatti è frutto di pigrizia mentale.

    Tutto quello che sta succedendo, il declino della civiltà occidentale, è frutto non tanto della rapacità della sua classe dirigente ma assai più della passività della massa.

    Il cittadino medio potrebbe essere degnamente rappresentato dal cavallo posto a tirare il carretto con i paraocchi e la carota appesa davanti.

    E’ troppo impegnato ad “inseguire” la carota per chiedersi come mai non riesce a vedere di lato.

    Una riflessione “complottista” che condivido: http://www.roberto.info/2011/09/09/11-settembre-2011/

    Più che il temine “vaccinato” (!) io avrei usato “alienato”.

  8. Luca B. says:

    Non sono d’accordo, mi pare che tutti si ricordino dove si trovavano nel momento in cui hanno sentito la notizia, peraltro in questi 10 anni avevo già riflettuto su questa cosa e ne avevo già discusso ampiamente soprattutto in merito ai mass media contemporanei.
    Internet e i vecchi media hanno consentito a tutti di essere informati pressochè in tempo reale sul mega attentato.
    Credo sia stata la prima volta nella storia che un evento non annunciato sia arrivato ad avere una tale un’esposizione mediatica, davvero planetaria.

    Per il resto la riflessione è anche condivisibile e non entro nel merito rispetto a quello che penso io dell’avvenimento, però secondo me, l’importanza dal punto di vista della comunicazione c’è tutta, anzi direi che è un caso di studio eclatante.

  9. Io dov’ero me lo ricordo, così come ricordo dov’ero quando si schiantò il DC9 I-TIGI dell’Itavia, dov’ero quando attaccarono Baghdad per la prima volta e così via ma non penso che ciò sia importante; quello che mi da fastidio è che dopo dieci anni ancora siamo qui a sentire gente che sostiene che quello che successe a New York sia stato giusto e che gli americani se lo siano meritato (tralasciando quelli che sostengono le fantasiose idee secondo cui tutto fu organizzzato dalla Casa Bianca). Credo che non ci sia popolo che, andando indietro nel tempo, non abbia commesso atti di prevaricazione nei confronti di altri per i quali meriterebbe punizioni apocalittiche…..quello che mi chiedo è: perchè gli americani ci stanno così antipatici da addossargli la colpa di tutti i mali del mondo? Azzardo una risposta e aspetto i vostri commenti: perchè da italiani passati attraverso l’orrore della seconda guerra mondiale non sopportiamo l’idea di dovere a loro la nostra liberazione dal nazifascismo!

    • Daniele Addis says:

      A parte il fatto che non mi riconosco come italiano, sono piuttosto d’accordo con questo intervento.

  10. Una cosa è certa: quei grattacieli non potevano crollare in quel modo solo a causa dell’urto degli aerei. Una struttura d’acciaio non si polverizza a causa di un incendio, e soprattutto non dove l’incendio non c’è (la metà inferiore degli edifici).

  11. Alessandro Sabatini says:

    Mmm, può darsi che sia stato tutto organizzato da Bush, ma può anche darsi che sia stato un campo magnetico HAARP a bassa frequenza a pilotare gli aerei a distanza, il tutto per aprire uno stargate che sfruttando l’energia delle scie chimiche farà sì che la Coca cola si possa vendere anche agli alieni.

    • Daniele Addis says:

      Questo è vero, ma ti sei dimenticato del ruolo delle banche attraverso il signoraggio bancario e di conseguenza quello degli ebrei che avevano previsto l’attentato già nei protocolli dei savi di sion.

  12. Qualcuno sa darmi una giustificazione convincente del perchè ogni 11 settembre dobbiamo commemorare i morti americani e dimenticare tutte le altre vittime civili delle altre guerre, comprese quelle fatte o agevolate dagli americani? Io avrei preferito che l’11 settembre fosse stato dedicato a TUTTE le vittime delle guerre! Indistintamente.TUTTE!!!

  13. ok la versione ufficiale non ti convince. E quale versione alternativa ti convince? missili? aerei telecomandati? ologrammi? demolizioni controllate? alieni?

    • Neo Anderthal says:

      Mah. Di certo è morta un sacco di gente -quasi 150 italiani tra gli altri- e di sicuro le opinioni fondate su dati e conoscenze reali e non su impressioni o versioni “molto informate, ma fantastiche egualmente”, non sono alla portata del cittadino medio.
      Quindi forse alla domanda “secondo te cosa è successo?” non è facile dare una risposta sensata.

  14. A me 11 di settembre fa pensare sempre a questo….( *Da wikipedia)
    Il golpe cileno dell’11 settembre 1973 fu un evento fondamentale della storia del Cile e della Guerra Fredda. Gli storici come i partigiani hanno da allora discusso su quello che è considerato uno degli avvenimenti più controversi del secolo scorso. Allo stesso modo tali eventi sono diventati un simbolo della guerra fredda come una guerra tra servizi segreti che ha avuto effetti sconvolgenti sulla vita di milioni di persone.
    Nelle elezioni presidenziali cilene del 1970, in accordo con la costituzione, il Congresso risolse la situazione creatasi con il risultato del voto — tra Salvador Allende (con il 36,3%), il conservatore (ed ex presidente) Jorge Alessandri Rodríguez (35,8%), e il cristiano-democratico Radomiro Tomic (27,9%) — votando per l’approvazione della maggioranza relativa ottenuta da Allende. Diversi settori della società cilena continuavano ad opporsi alla sua presidenza, così come gli Stati Uniti, che esercitarono una pressione diplomatica ed economica sul governo. L’11 settembre 1973 le forze armate cilene rovesciarono Allende, che morì durante il colpo di Stato. Una giunta guidata da Augusto Pinochet prese il potere.

  15. Non dico qualche risposta, ma qualche ulteriore domanda da pormi (o, se vogliamo, ulteriori elementi per elaborare domande specifiche) me l’ha dato qualche anno fa questo documentario (uno dei tantissimi che ho visto e rivisto):

    • Neo Anderthal says:

      @F.
      Absit iniuria, e senza allusione alcuna ad altri casi criminali e giudiziari: ma non ne abbiamo fin troppe, di ulteriori domande “da porci”?

  16. sinceramente io quel giorno lo ricordo benessimo montavo un mare di scrivanie dentro uno studio di un geometra nel quartiere di castello a parte questo, secondo me tutto questo e avenuto perche l’ occidente non deve pensare solo al suo benessere,ma deve ricordarsi che dall’altra parte del mondo ci sono delle persone che muoino di fame o di malattie stupide e l’occidente ha l’obbligo di aiutare questi popoli,

  17. Francesco says:

    L’iniziativa copiata di Repubblica e del Corriere è una fesseria gigantesca. Ma l’anestesia culturale di quell’evento è un fatto talmente globalizzato e trasversale da rendere “vera” una sola versione dei fatti: barbuti mediorientali cattivi che uccidono indifesi occidentali innocenti. Chiunque sia andato contro in passato (o lo voglia fare oggi) a questo dogma assoluto è passato per visionario complottista come tu giustamente dici. E’ una storia raccontata cosi bene e puntellata da tante bugie cosi perfette che ha già bypassato la critica ed è stata consegnata alla storia cosi. Vito tu sai bene che perché si riaccenda un dibattito serio qualcuno delle stanze dei bottoni dovrebbe vuotare il sacco. Dubito che accada. Saluti

  18. Ciao Vito,
    sì, sono perfettamente d’accordo con te.
    Anch’io quando ho letto dell’iniziativa del Guardian ripresa dai giornali italiani di raccogliere i ricordi delle persone su dov’erano l’11 settembre 2001 ho pensato che fosse un’idiozia.
    Sinché cose analoghe le fanno sul primo atterraggio sulla luna o simili momenti di storia collettiva, ok, ma su tragedie di questo tipo c’è sempre piuttosto da chiedersi cosa sappiamo e soprattutto cosa c’è ancora da sapere.
    E il timore che invece non sapremo e non capiremo mai davvero tutte le implicazioni … 🙁

  19. Daniele Addis says:

    Non si considera complottista chi ha dubbi sulla “versione ufficiale” (sarebbe più corretto parlare di “versioni ufficiali” visto che ci sono tonnellate di documenti redatti da diversi istituti che grossomodo collimano), è normale avere dubbi vista la portata dell’evento e le sue conseguenze. I complottisti sono quelli che abbracciano delle sbilenche versioni alternative e poi dicono “se non è vero quello che dico dimostralo”… ma sono loro che dovrebbero dimostrare la veridicità di ciò che affermano (sono state puntualmente smontate le teorie di: nessun aereo sul pentagono; autobomba al pentagono; aereo telecomandato al pentagono; nessun aereo su torri gemelle; demolizione controllata torri; demolizione controllata edificio 7 etc…). Ora, ci sono dei familiari che hanno perso mogli, mariti e figli su quegli aerei, quindi bisognerebbe avere il coraggio di andarlo a dire a loro che in realtà non ci è stato nessuno schianto (non mi riferisco a Lei, Biolchini, ma a quelli che lo sostengono).

    I dubbi sui servizi segreti americani ovviamente non potranno essere mai fugati, ma per passare da dubbio a certezza ci vuole ben altro.

    Infine, non è scritto da nessuna parte che chi crede alla “versione ufficiale” sostenga o giustifichi le guerre in Iraq e Afghanistan.

  20. Bel pezzo Vito.Tralascio ogni commento sull’operato attuale della redazione del Corriere o della Repubblica che trovo per certi versi riprovevole. Semmai v’inviterei a leggere Zero2 di Giulietto Chiesa. E’ un libro che fa riflettere così come dava da pensare l’omonimo documentario di circa 2 anni fa.

  21. Neo Anderthal says:

    Mah, non so se gli schemi validi in Italia e nella “Guerra Fredda” valgano per gli USA più recenti -per il passato ci sono gli omicidi dei Kennedy, M.L. King e altre storie ben poco chiare.
    Certo che chi voleva promuovere le guerre ne ha tratto profitto in ogni senso. E chi ha voglia o intenzione di alimentare polveroni pure.
    Poi chissà, magari ci aiuteranno a risolvere il mistero quelli di C.S.I….

  22. Anonimo says:

    a me l’ipotesi dell’inside job mi sembra probabile…

    alla ine di cose strane ce ne sono un po troppe in quella vicenda

  23. Andrea Emme says:

    cosa è successo quel giorno ……. una piccola risposta me la son data.
    Lungi da me la pretesa che possa avere una qualche valenza educativa o didattica, giusto un pensiero che mi è sempre balenato per la testa.
    Penso che quel giorno qualche gruppo di esaltati abbia deciso di andare dallo zio Sam dicendogli: “io vengo a restituirti
    un po’ del tuo terrore, del tuo disordine, del tuo rumore”.

    Non condivido il gesto, ci manchrebbe, e mi manca il know-how per odiare, ma credo che quel giorno molti americani made in usa abbiano realizzato finalmente quale era la politica estera americana e a quali rischi esponeva.

    Quel giorno il terrorismo non solo ha alzato il tiro (anche se penso che di tiri alzati ce ne siano stati pure in italia), ma soprattutto ha avuto grandi numeri, data la monumentalità dei bersagli.

    E qualcuno ha finalmente scoperto di aver perso la verginità

  24. Monica says:

    Senza l’11 Settembre non si sarebbe potuto instaurare quel clima repressivo con sospensione dei diritti civili nei confronti di molti cittadini, non solo in America. L’11 settembre ha sdoganato il razzismo strisciante sia dei centri di potere che dei semplici cittadini.In nome della sicurezza si è avuta liceità di sequestrare, torturare, uccidere senza doverne pagare le conseguenze. Praticamente si è avuta liceità di instaurare una dittatura tutt’altro che morbida limitando i diritti e la libertà degli individui in base alle origini, alla religione, o semplicemente per caratteristiche fisiche sospette, tipo il colore della pelle. L’11 settembre la cosiddetta civiltà ha compiuto un salto all’indietro riaprendo la stagione della caccia alle streghe e della santa inquisizione, con i vari Torquemada che hanno agito con la benedizione e il consenso dei cittadini comuni che volevano vendetta e non giustizia, e grazie a una gigantesca campagna mistificatoria si è potuto procedere ad attacchi preventivi di falsi colpevoli, in nome del Dio denaro. La strategia della tensione trova sempre terreno fertile su cui fare presa e le masse coinvolte emotivamente si lasciano facilmente trascinare dal potente che indica senza tentennamenti il capro espiatorio a lui congeniale.

  25. Anch’io ho letto di questa domanda, ebbene ricordo benissimo dov’ero quel giorno, non ricordo invece dove mi trovavo in occasione di altre tragedie parimenti catastrofiche quali attentati, terremoti, tzunami e quant’altro. Nella mia esperienza il dove mi trovavo quel giorno è scolpito a fuoco nella mia memoria per non so quale motivo.
    Circa il cosa è successo, ebbene: è nata la moda della “guerra preventiva”, quella pratica secondo la quale gli USA sono autorizzati ad ammazzare chiunque possa, forse, probabilmente, oppure no, arrecargli in futuro qualsivoglia disturbo…

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