Politica

Dichiarazioni dei redditi pubbliche, perché no? Quanto è comica questa destra, costretta per disperazione a dare la caccia agli evasori fiscali!

 

Chissà, da qualche parte nel computer dovrei avere ancora il file con le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti cagliaritani. Vi ricordate? Era il 2008 e il ministro Visco diede il via libera perché sul sito dell’Agenzia delle Entrate fossero scaricabili gli elenchi, ma l’entusiasmo durò mezza giornata e il Garante della Privacy bloccò tutto.

Per i miei standard storici, io in quegli anni, economicamente, stavo decisamente bene. Ma mi sorprese scoprire quanti notissimi liberi professionisti avevano dichiarato meno di me. Gente con studi professionali e carriere politiche già avviate o in fase di decollo dichiaravano zero o già di lì.

Ora si riparla di rendere note le dichiarazioni dei redditi: extrema ratio. Giusto o sbagliato, non so. Però ci sarebbe da divertirsi. Giornalisticamente parlando, intendo. Intanto è partita una campagna pubblicitaria contro gli evasori, “parassiti della società”. Confrontare i due video che vi ho proposto genera un enorme senso di sconcerto.

La verità è che le stanno provando tutte: prima tagliano i piccoli comuni, poi si rendono conto che il risparmio è ridicolo. Poi si rimangiano “il contributo di solidarietà” per i redditi superiori ai 90 mila euro e toccano le pensioni. Poi si rimangiano tutto, e adesso chissà cosa succederà.

Se la situazione non fosse così tragica, ci sarebbe anche da ridere per questo patetico governo di destra che, dopo aver per anni tollerato e alimentato l’elusione e l’evasione fiscale, si sta rendendo drammaticamente sempre più conto che non c’è alternativa alla necessità di fare pagare la crisi ai più ricchi. E agli evasori.

 

44 Commenti

  1. sergiok says:

    Sono contrario alla pubblicazione della dichiarazione dei redditi. Ritengo che alimenti odio e contrasti sociali maggiori di quelli che vediamo negli ultimi tempi. Le istituzioni hanno le armi per conoscere gli evasori, hanno gli strumenti per dubitare se uno dichiara il vero o il falso. E soprattutto, un poveraccio che dichiara veramente 6000 euro all’anno, perché deve subire l’umiliazione di essere riconosciuto come tale? Purtroppo viviamo nell’era dell’apparire e non possiamo permetterci di mostrarci poveri e disperati, perché nella società moderna si viene subito etichettati e quindi esclusi. Sono contrario alla società dell’apparire, ma in casi estremi può essere un’arma per risollevarsi.
    Inoltre ritengo che questo metodo della pubblicazione della dichiarazione dei redditi sia un modo per far credere alla gente di partecipare alla vita politica.
    Infine, sostengo che effettivamente non si hanno idee e ne coraggio di come sanare il debito.
    Questo è il mio pensiero 🙂
    Ciao.

  2. Radio Londra (nonostante er ciccio) says:

    Sanno perfettamente tutti che chi ha votato Berlusconi lo ha fatto non certo con l’idea che scovasse gli evasori e gli elusori ma piuttosto perchè erano convinti che avrebbe abbassato le tasse.
    D’altra parte chi è che non ricorda le parole d’ordine del NoTaxDay che diceva più o meno “E’ ammissibile destinare il 33% del reddito al fisco e oltre quella quota è lecito evadere”?
    E chi non ricorda la campagna mediatica “sullo Stato di Polizia che controlla tutti come il Grande Fratello”?
    Rimane la considerazione che tutti i nostri dati sono in realtà già in possesso dell’Ufficio delle Entrate e che lo Stato avrebbe ben poche difficoltà a reperire quel coacervo di numeri che contraddistigue i nostri IBAN per cui, a rigor di logica, già ora lo Stato sarebbe perfettamente
    in grado di fare tutti i controlli necessari senza costringere il cittadino a fare il delatore del vicino di casa anche perchè potrebbero non essere del tutto trascurabili fatti ascrivibili all’invidia e ai risentimenti personali.
    Ma detto questo, è evidente il fatto che la crisi ha costretto il Papismo ad una inversione a 360 gradi e a rivedere tutte le sue parole d’ordine e i suoi slogan.
    A questo punto viene da chiedersi come fa un papiano convinto, che ha sempre creduto al Papi NoTax e NoControlli, a riconoscersi ancora nel teorema e nel corollario davanti all’evidenza, non solo delle tasse sempre crescenti ma anche alla riedizione di tutti i provvedimenti che avevano caratterizzato Visco quando Equitalia imperversa come non mai, si riparla di tracciabilità spinta e di denunce dei redditi on line senza che peraltro possa guardare all’esempio dei Parlamentari (solo il 15% di Deputati, Senatori e Ministri ha accettato di pubblicare i propri redditi e le proprie entrate).
    L’impressione che se ne trae poi è quella di una commedia delle parti dove tutti dicono di volersi bene e di amarsi alla follia ma che, se potessero dire e fare liberamente, assolderebbero il miglior killer a disposizione sul mercato per far fuori “l’amico”.
    In definitiva, Papi ha fallito del tutto il suo messaggio ammaliante, è costretto a dire che si tratta di una manovra che lui condivida in toto (non si capisce bene se la bis, la ter, quater, la quinquies o la enne) ma, in realtà capiscono tutti che per lui condividere questa manovra è come costringerlo a diventare gay.
    Anche perchè, parliamoci chiaro, dopo i gradi proclami del “mitico TreConti che diceva di aver capito tutto e in perfetto anticipo della vita, dell’economia mondiale e della crisi” qualcuno comincia a chiedersi “ma non è che per caso l’aveva capito prima di lui Prodi senza fare tanti proclami entusiastici da professorino in cattedra”?
    Cosa sarebbe successo, ad esempio, se Prodi non avesse messo le famosissime 69 tasse che fecero andare i pensionati in piazza a farsi regalare il pacco di pasta Barilla?
    Treconti e Papi non sarebbero stati costretti, per caso, a metterle ora in aggiunta a quelle di “nuova creazione”?
    E ancora, se proprio Papi deve vedersi riproporre ad uno a uno tutti i provvedimenti Visco, non è che sta pensando seriamente di dimissionare “l’amico Giulio” e di chiedere a Visco di prendere il suo posto?
    Papi è un pragmatico e sa benissimo che fra l’originale e la fotocopia è sempre meglio poter disporre dell’originale!!!
    Eppure pare che, nonostante l’evidenza dei fatti, lo zoccolo duro del Papismo e del celodurismo sia ancora impressionatamente forte anche se molto ridimensionato.
    Serve arrivare alla situazione della Grecia?
    Può essere ma, in quel caso, l’impressione è che, quando la gente avrà percepito tutto bene, il rischio di Berlusconi e dei suoi sodali non sarà solo quello di perdere le elezioni.
    Ma ben altro.

  3. ittasinanta says:

    Che barzelletta. Che me ne frega a me che quello che fa la mia stessa attività, dichiara 100 volte il mio redditto? Non lo avrò forse già notato dal suo tenore di vita? E come utilizzo questa informazione io, privato cittadino?
    Ora pare che questi pasticcioni vogliano chiudere in carcere chi evade più di tot milioni di euro. Ma si, ammazziamoli anche, appendiamoli a testa giu. L’importante è non fare nessuna norma anti evasione, facciamo norme anti evasore, tanti non li prenderemo mai.

    • valentina says:

      Giusto! Oh Ittatinanta..Si è mai visto un ricco in prigione? E per giunta qui si parla di straricchi! E’ veramente una barzelleta che non fa ridere neanche per i polli.

      • Anonimo says:

        Non so se ci avete fatto caso, ma lo sguardo torvo e l’aspetto trasandato dell’evasore della pubblicità racconta sempre la stessa cosa: i delinquenti sono i poveracci. L’altro messaggio implicito è “non preoccupatevi, dentisti ignoti al fisco e albergatori che dichiarano meno delle cameriere, industriali a reddito zero e con Ferrari intestate alle Bahamas, non ce l’abbiamo con voi.”
        Ma forse, per i grandi evasori, le cose non stanno esattamente così. Voi che dite?

  4. Talesio says:

    Rendere pubblico il reddito di ogni cittadino automaticamente è in grado di generare maggiori entrate per lo Stato? Certamente NO!
    Questa semplice domanda che mi sono posto fornisce un’idea di quanto abbiamo le idee chiare al Governo.
    Per contro tante altre soluzioni potrebbero essere più efficaci: faccio un esempio.
    Le aziende possono detrarre dai redditi le spese che sostengono e fano di tutto per non perdersi neanche una fattura e giustamente stanno bene attente a farsele sempre fare, anche per piccoli importi. Questo gira di fattura certifica e rende obbligatorio poi la relativa dichiarazione dei redditi per tutti quelli coinvolti.
    Se anche il comune cittadino, normalmente privo di partita IVA, potesse scaricare almeno una parte sostanziale (superiori all’IVA) delle spese che sostiene dal meccanico, dal muratore, dal dentista, dall’avvocato, dal medico, dall’arredatore e così via, probabilmente si avrebbe la conseguenza diretta che un non trascurabile giro di denaro verrebbe tracciato, rendendo più evidenti movimenti sommersi …

    • Neo Anderthal says:

      Esatto. E’ quello che avviene -così mi dicono- negli USA. Mi pare, se non l’unica, una procedura in grado almeno di ridurre l’evasione in modo certamente consistente.
      Un amico che risiede lì mi ha scritto che si possono scaricare -con dei limiti ampi- praticamente tutto le spese che si stimano necessarie (esempio approssimativo: 1 figlio a scuola= 150 dollari l’anno di cancelleria, 400 di libri di testo, spese di trasporto etc. etc.).
      Con il tempo debito, così come ci siamo abituati a conservare le ricevute delle spese sanitarie ci abitueremo a tenere conto del resto, e l’uso più frequente della moneta elettronica -tracciabile per definizione- farà il resto.

      • valentina says:

        relativamente all’uso esclusivo della moneta elettronica, non bisogna dimenticare che il pagamento tramite carte di credito e bancomat è accessibile solo a coloro che hanno un conto corrente bancario, comporta dei costi non indifferenti, e non tutti ne dispongono. Anche le carte prepagate comportano degli oneri relativi sia al costo della carta e relativa ricarica, sia proprio in termini di tempo necessario per effettuare le operazioni (e magari le persone anziane non sarebbero neanche in grado di farlo).
        Pertanto arrivare ad effettuare i pagamenti solo attraverso questi sistemi potrebbe essere discriminante per le fascie più deboli.
        Eppoi continueremmo ad ingrassare le banche…. io il c/c non c’è l’ho per principio (finora ho avuto la possibilità di evitarlo) e mi disturba assai esser costretta a foraggiare una banca.

        • Neo Anderthal says:

          Consideravo l’uso più frequente, non esclusivo, come avviene in tutta europa, d’altra parte. Ormai -è abbastanza noto- è imminente anche il pagamento-accredito attraverso il credito telefonico. Mi pare che in prospettiva l’argomento non sia troppo forte.

          • valentina says:

            si, però ho è esclusivo oppure è sempre eludibile. La realtà vera è che in Italia non si è mai voluta perseguire un’azione reale per evitare l’evasione fiscale. Stamattina, nella rassegna stampa di radio3 si confrontava proprio la diversità di approccio col fisco tra gli Italiani e gli Americani; come ben sai in America chi evade le tasse e considerato un criminale di prima forza (del resto Al Capone è stato incastrato per evasione fiscale) in primo luogo perchè “ha mentito alla Nazione”… pensa un pò!
            Qui invece uno che non paga le tasse è considerato un gran figo, e in fondo in fondo tutti vorrebbero poterlo fare (soprattutto considerato come vengono buttati i ns. soldi).
            Quanto poi mentire alla Nazione…. se Ruby è nipote di Mubarak e l’asino vola…

            • valentina says:

              Vorrei aggiungere che trovo addirittura pericoloso che un Governo sappia per filo e per segno come spendo i miei soldi, cioè che possa sapere esattamente se compro i libri di Chomsky piuttosto che quelli di Bruno Vespa o i cruciverba, se vado al cinema o allo stadio, se mangio carote o cosce di pollo, se uso la pillola o il preservativo etc… etc…
              Tra cellulare e nuova tessera sanitaria è già possibile sapere dove sono.. Metti che sia mezzanotte, non sono a casa col mio compagno, non sono neanche a mangiare la pizza in “piazzetta”con le mie amiche, e due ore prima ho comprato 1scatola di preservativi… beh… son bella che Kukata…in tutti i sensi! Non so se mi spiego.
              Fantascienza? Forse…ma spesso, come la storia ci ha dimostrato, la realtà può superare l’immaginazione

        • non è proprio così: ci sono conti prevalentemente online a costo vicino allo zero, se non il bollo statale, con bancomat e carta di credito gratuite, carte prepagate che se ricarichi un certo importo non ti costano niente di commissione… basta avere voglia di informarsi un po’ e si scoprirà che almeno su questo versante la globalizzazione ed internet hanno portato dei benefici; forse un po’ di fastidio per alcuni anziani, ma certe cose base non è così difficile impararle (e in USA se spendi almeno 5$ puoi pagare anche le patatine con una carta)

          • Neo Anderthal says:

            Concordo KKK, non si può imporre come esclusivo -o forse sì ma sarebbe complicatissimo e forse vessatorio o troppo pericoloso per qualche precauzione di privacy- l’uso dei pagamenti come crediti elettronici, però si potrebbero incentivare, ed è certo che se -per esempio- dal benzinaio tu potessi pagare solo con qualche sistema di credito, come anche col telefonino/salvadanaio, i benzinai non potrebbero più essere rapinati e neppure evadere, ammesso che ora qualcuno riesca a farlo.
            Ovviamente, del resto, non si può pagare uno spacciatore con il bancomat -almeno per ora- e neppure altri “servizi alla persona”, e questo avrebbe un effetto su certi mercati illegali o poco limpidi, come é certo che se il capitale concretamente circolante in moneta si riducesse ci sarebbero consistenti economie di scala legate alla sicurezza su trasporto, custodia e sulla stessa produzione di banconote e monete. Nello stesso tempo chi fosse trovato in possesso di ingenti capitali in contanti dovrebbe giustificare il tutto molto bene.

          • valentina says:

            Ok, ma perchè devo essere obbligata a servirmi di una banca? Poi il fatto che ricaricando un certo tanto non pago è relativo, perchè la disponibilità dei miei soldi, fino a quando non li spendo, da modo alla banca di lucrare interessi; e i miei soldi uniti a quelli di tutte le altre persone che come me saranno obbligate a sottostare a questo ricatto (con la scusa del nobile motivo della tracciabilità contro l’evasione) fanno una bella cifra, anzi peggio, le banche lucreranno enormemente da soldi virtuali, disponibilità virtuali…altro che riserve auree, aumentando ulteriormente il loro strapotere. Non da ultimo le perplessità sul rischio per la tutela della privacy che ho appena manifestato.

            • Neo Anderthal says:

              @valentina -ultimo, almeno per me, sennò alimentiamo questo off topic che non finisce più-
              Ci sono anche banche che non lucrano, diverse “banche etiche” (lo so, banca etica suona più o meno come “rapinatore altruista”, ma ci sono), come ci sono banche islamiche che non lavorano con gli interessi -non so molto di più- e banche o istituti di credito cooperativi che non seguono le stesse politiche dei grandi gruppi. Certo guadagnano, sennò fallirebbero, ma forniscono un servizio di cui è difficile privarsi, infatti può permettersi di fare a meno di avere un conto solo chi custodisce di volta in volta una relativamente piccola quantità di contante e gestisce budget molto ridotti. Per tutti gli altri o quasi avere un C/C è diventato non solo inevitabile ma anche più comodo per fare conti, acquisti di una entità non minima e farsi accreditare pagamenti in modo documentato.

            • Mi associo anche io all’ultimo commento: la banca va vista come una fornitrice di servizi, (così come chi ti vende la benzina, la luce, una tv o che altro) e come tale la usi scegliendo quella che ti offre le condizioni migliori e “oneste” rispetto a quanto ti ofrrono. E ce ne sono, ad informarsi. Certo se siamo pigri, come coloro che negli anni passati sono rimasti in Telecom per comodità pagando tariffe doppie rispetto alle nuove compagnie… beh, peggio per noi.
              Un conto permette di non andare alla posta a pagare bollette, a ritirare lo stipendio e se ad esempio vado all’estero, con un bancomat o meglio una prepagata, mi evito carichi inutili di contanti e rischio di smarrimenti e furti; mi chiedo, se lavori, come faccia ad evitare di avere chi ti fornisce un servizio di custodia finanziario, a meno che non spenda subito e ogni mese tutti i soldi del tuo stipendio.
              Riguardo il discorso dello strapotere di certi istituti bancari, esiste, ma quello è un problema politico diverso e più grande che, per parte del piccolo cittadino, può essere affrontato proprio sfuggendo i conti custodia e la sottoscrizione di servizi finanziari dalle condizioni capestro.

              • valentina says:

                @ KKK – AMMAROLLA per lavorare uso il c/c, anzi per questioni di trasparenza ne abbiamo 2, non per niente abbiamo appena avuto un accertamento fiscale e non abbiamo dovuto motivare neanche una virgola. E’ chiaro e ovvio che, in ambito lavorativo, la banca è un’istituto non solo utile ma indispensabile, ma il punto è un altro;
                la mia contrarietà (come ho scritto è ribadito, credevo abbastanza chiaramente) si riferiva ad un’eventuale estensione dell’uso obbligatorio, in funzione anti-evasione, della moneta elettronica, al cittadino privato (o privato-cittadino);
                Affinchè il provvedimento avesse ragione in tal senso, dovrebbe poter essere obbligatorio ed esclusivo, e ciò a mio modesto avviso è oltre che irrealizzabile: ingiusto, discriminante, lesivo della privacy e pericoloso per la libertà individuale e collettiva.
                – Ingiusto, perchè mi obbliga ad un’intermediazione, che paghi sempre e comunque; puoi informarti quanto vuoi, non esiste nessuna banca che ti offre la possibilità di usare la moneta elettronica “a gratis” (magari non paghi l’operazione specifica, ma c’è sempre una contropartita, magari meno evidente e diretta); neanche la banca etica ti regala il servizio, perchè, come dice Neo A, altrimenti fallirebbero (mi sembra ovvio). Il fatto è che pagare un servizio è giusto, usufruirne “ammarolla” non lo è. Va da se che se acquisto un volo on-line uso una pre-paid o la carta, ma è una mia scelta; essere obbligata a farlo, magari per comprare il pane e il latte è un’aberrazione.
                – discriminante, perchè non tutti hanno i requisiti per avere un conto corrente o assimilati; per capacità personali, in merito alla comprensione e gestione del rapporto con la banca (anche una banale verifica dell’estratto conto);
                per capacità economiche insufficienti (ci sono sempre dei minimi da garantire, anche per le banche etiche, che tra l’altro per il momento, hanno già il grande limite di non essere diffuse sul territorio).
                Inoltre, relativamente alla reale opportunità di avvalersi delle alternative on-line, non dimenticare che, in Italia l’accesso a internet è ancora molto limitato e la percentuale di diffusione nel privato è tra le più basse in Europa. Ma poi… te l’immagini Zia Nassiedda di Bidda Sperdia che sceglie oculatamente tra le offerte banking on-line?
                E il povero disoccupato che rimedia una giornata di lavoro ogni tanto, che giro dovrebbe fare per poter spendere i 100 euro guadagnati? E cosa direi a mia nipotina:” tieni i soldini, vai a versarli così puoi comprarti le caramelle”?
                Sul fatto che sia, non da meno, lesiva della privacy della libertà personale e pubblica, ho già detto e mi pare si sia d’accordo.
                @Neo A, tornando alle divagazioni sul tema, non so come funzioni il credito nei Paesi Musulmani, se non sbaglio la legge Islamica stigmatizza come usura il prestito di denaro contro interessi; in origine, anche la religione Cristiana vietava l’esercizio delle funzioni bancarie, infatti tale attività in Occidente era appannaggio degli Ebrei.
                Chissà? Magari il mondo della finanza andrà ad evolversi verso il recupero dei valori etici,
                ma ho paura che saranno piuttosto gli Arabi a seguire il nostro cammino, che non il contrario….
                Per concludere, certo non sarà la mancata apertura del mio conto corrente a limitare lo strapotere delle banche, però, fin quando sarà possibile, continuerò a resistere.

          • supresidenti says:

            non ti da pighisti ma ta nomini leggiu ti sesi scioberau…

            • ehm, hai ragione, non ci ho pensato… un’altra volta ho usato semplicemente K ma poi hai iniziato ad usarlo qualcun’altro e così stavolta ho premuto 3 volte sulla K…. cambil di nuovo

  5. Soviet says:

    Per quanto mi riguarda, potrei anche inviarti il mio CUD, che rispetta in pieno la contrattazione collettiva. È necessario che tutti paghino le tasse, ma non sono d’accordo con Geppo: a me interessa se qualcuno guadagna 500 volte più di me, per due ragioni: che è difficile per qualsiasi professione immaginare che si sia 500 volte più utili o che si lavori 500 volte di più; che è segnale di una società profondamente diseguale e la diseguaglianza, come ci raccontano R. Wilkinson, K. Pickett nel loro libro “La misura dell’anima” è portatrice di numerose patologie sociali.
    PS la mia busta paga di agosto è di 1.700 euro netti.

    • Mozione d’ordine: quando si indicano i redditi si fa riferimento al lordo annuo (all’americana). Perchè di buste paga da 1700 netti mensili portesti averne 14 o 15 + premio produzione + indennità di responsabilità …..

      • Soviet says:

        Mi guardo il CUD e sarò più preciso…le mensilità sono 14 e in genere c’è il premio di produttività. Ma ne ho guadagnati anche molti di più, sempre in amministrazionee, con altri ruoli. Ma credo che il tema non sia tanto se io prendo molto o poco, ma che non vedo quale problema ci sia al renderlo pubblico. Non credo che qualcuno possa rapirmi per riscatto…

        • Stefano reloaded says:

          Prendi la quattordicesima? E pure la produttività? Io ho solo la tredicesima.
          TASSIAMO I SOVIET!!! 🙂

          • Soviet says:

            Carissimo, sono tassati sia la quattordicesima, sia il premio di produttiva e anche i buoni pasto (e sì, prendo pure quelli, proprio un gran riccone!). Tu prendi solo la tredicesima perché la tua retribuzione annuale è divisa per tredici, mentre la mia per quattordici…se tre polpette le dividi per cinque o per sei, restano sempre tre polpette! Almeno credo 🙂

    • Ma perchè siamo tutti uguali? Valiamo tutti lo stesso? Siamo tutti in grado di fare le stesse cose? Credo di no. Chi lo merita deve guadagnare più di chi non lo merita. Poi vabbè….in questo Paese succede sempre l’esatto contrario…

      • Neo Anderthal says:

        @Leop.: certamente, siamo tutti uguali come diritti e il valore delle persone non dipende certo dalle sua capacità di produrre reddito. D’altra parte l’affermazione delle tendenze a libertà, uguaglianza e fratellanza (i principi della rivoluzione francese) hanno prodotto uno sviluppo umano che nelle ere precedenti non c’era stato.
        Poi dici chi lo merita deve guadagnare di più: Quanto di più e per quale merito?
        Voglio essere populista:
        Ti pare logico che un cazzarone che si diverte col pallone prenda molto di più -ma molto- non solo di un chirurgo ma anche di un infermiere? Chi salva le vite umane e si prende cura degli infermi vale meno di uno che per tutto contributo alla società gioca?
        Una differenza dei redditi può anche starci, soprattutto considerando rischi, responsabilità e preparazione richiesta, ma di sicuro non dell’ordine delle migliaia di volte.
        E se pure ci sono differenze -ma non nella dignità del lavoro- non è possibile che ci sia chi campa da nababbo ed è intoccabile e chi deve pietire gli impieghi avventizi.

        • Guarda che sono pienamente d’accordo con te. Soprattutto sulla differenza di reddito che arriva a essere superiore di migliaia di volte e sul fatto che non ci debbano essere differenze nella dignità del lavoro. Io credo però che chi riesce a fare una cosa meglio degli altri e nel farlo produce effetti positivi (siano essi di carattere economico, come i calciatori per le società per le quali “lavorano”, o meno tangibili, come quelli creati da un bravo medico o un bravo insegnante per la società tutta)
          debba essere pagato di più. Certo, come già detto, non nell’ordine delle migliaia di volte. E ribadisco: non siamo tutti uguali. E non tutti siamo in grado di fare le stesse cose.

      • sempreallerta says:

        @Leop.
        Sei d’accordo che nello stesso ambito di lavoro o di professione ci sia chi guadagna 500 volte (o anche 100 volte che mi pare enorme lo stesso) più di un altro ? Io no.
        E’ questo il discorso. Lo sappiamo tutti che NON siamo tutti uguali, e nel proprio lavoro in particolare le diversità e le diverse abilità vanno considerate, ma è l’eccesso che io non riesco ad accettare.
        Per quanto bravo uno possa essere, secondo me ci dovrebbe essere un limite che non è etico (oltre che legale) superare. Io penso che in un futuro (spero non troppo lontano), questo concetto verrà riconosciuto da tutti ed anzi credo i posteri si stupiranno di constatare quanta ingiustizia distributiva abbiamo permesso e tollerato fino ad oggi (altro che il Re Sole e i suoi sudditi).

        • Pienamente d’ accordo con quanto dici!

        • Soviet says:

          È una declinazione della “centralità operaia”…se poniamo il lavoro di un operaio come pietra di paragone, lo scostamento del retribuzione da questa è indicatore di disuguaglianza. Se ai tempi in cui la nostra industria andava bene, la differenza tra retribuzione di manager e operai era di trenta volte, diventa poco comprensibile quando si arriva alle 500 volte. Però, con un po’ di attenzione poi si arriva anche a capire perché

  6. Andrea says:

    Io no, non sono d’accordo, per una serie di motivi, il primo dei quali è che per l’ennesima volta lo Stato e i suoi enti periferici abdicano al loro ruolo e demandano l’esercizio delle loro funzioni ai singoli cittadini che, morbosa curiosità a parte, dovrebbero diventare cosa? Cani da guardia dei loro vicini di casa? Attenti osservatori, un poco guardoni, dello stile di vita dei loro concittadini? Ma non esiste per caso la guardia di finanza? L’agenzia delle entrate? Perchè non funzionano?
    Il secondo è che mi sembra solo una corsa ad accentuare una guerra tra cittadini, una nuova distrazione da ciò che veramente va guardato con la lente d’ingrandimento, ovvero la totale incapacità di prendere una decisione seria e ferma sulla spesa statale, la totale confusione nel momento in cui si deve fare una scelta netta e impopolare su una manovra economica necessaria, la cronica incapacità di far funzionare istituti che gravano sulle finanze pubbliche.
    Perchè mi sembra un assurdo che vengano resi pubblici i redditi di chiunque senza un filtro, quando a me chiedono nei confronti dei dati dei miei clienti misure sulla loro protezione che una banca per il suo caveau troverebbe esageratamente complicate e dispendiose. Perchè mi arriva comunicazione dall’agenzia delle entrate che stanno per iniziare i controlli sulla privacy con richieste fuori dalla grazia di Dio, quando se vado nei loro uffici trovo sulle scrivanie pratiche su pratiche coi nomi dei contribuenti in bella vista.
    Perchè uno stato democratico ed efficiente non può chiedere al cittadino di fare il finanziere, alle associazioni di fare gli infermieri e gli assistenti sociali, riconoscere i ridicoli city angels come un gruppo che tutela l’ordine pubblico, chiedere al medico di dotarsi di strumenti informatici per i certificati medici telematici, ai commercialisti dopo averli tacciati un giorno sì e l’altro pure di complicità in evasione fiscale ogni due mesi un nuovo adempimento telematico confuso e incomprensibile, ricompensandoli con ben 1 euro (1,02 con l’aggiornamento istat) per ogni dichiarazione obbligatoriamente da inviare per via telematica.
    Etc. etc. etc.

  7. sempreallerta says:

    Circa 20 anni fa mi sono ritrovato sul locale Gazzettino, tra i primi 50 (o 100 non ricordo, comunque tra i primi) contribuenti del mio comune (un comune del “mitico” NordEst, di circa 50000 abitanti, ed ho detto già troppo).
    Grande fu il mio stupore, nel constatare di essere così ricco, cosa che a me non pareva affatto; ancor più grande la mia irritazione nel vedere che nella fatidica lista NON c’erano contribuenti che sicuramente guadagnavano molto più di me: a partire da familiari e conoscenti (mio padre, mio fratello, mio cognato e numerosi altri colleghi che sapevo certamente avere emolumenti nettamente superiori ai miei), finendo con farmacisti, commercialisti e notai del mio stesso comune, tutti misteriosamente assenti dalla lista.
    Alla mia richiesta al Gazzettino da DOVE avesssero tratto questa fantomatica lista (sicuramente incompleta e perciò stesso FALSA), ho avuto la seguente disarmante risposta: loro copiavano semplicemente la lista dei contribuenti che avevano consegnato a mano la Denuncia dei Redditi al Comune, non considerando affatto tutti i contribuenti che inviavano, come a quel tempo si poteva fare, la stessa Denuncia per Raccomandata alla sede di riferimento (nel nostro caso Venezia).
    Tutto ciò premesso, e sottolineato che è DOVEROSO per tuttti pagare le tasse, mi domando e domando a tutti: “Questa futura Dichiarazione dei Redditi Pubblica (quando non addirittura le c.d. Manette agli Evasori) si baserà su analoghi sballatissimi archivi da sbattere in prima pagina dei quotidiani locali, o sarà affettivamente una cosa seria, dove si metteranno in rete TUTTI i contribuenti ?” Ai posteri l’ardua sentenza (io resto per ora molto dubbioso sulla credibilità di una qualsiasi dichiarazione di lotta all’evasione che provenga da questo governo, guidato da Silvio Berlusconi, grande evasore oltre che grande ballista).

  8. Anonimo says:

    Io non rubo e non ho nulla da nascondere, però mettetevi nei panni di chi ruba e ha tanto da nascondere, secondo voi… chi vogliamo al governo????

    • Neo Anderthal says:

      Ma al governo vogliamo chi ruba, ovviamente, perché vuol dire che ci sa fare!
      -l’ho letta su Libero, forse. O era il Tempo?-

  9. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    Se però vogliamo essere precisi, diciamo che il video di cui sopra Papi lo produsse nel 2004 mentre invece nel 2008 si esibì in maniera del tutto diversa e diametralmente opposta rispetto a quella lontanissima performance attribuibile più precisamente ai tempi della sua spensierata infanzia.

  10. Neo Anderthal says:

    All’arrivi della avvenente Guardia di Finanza:
    Che sensazione di leggera follia
    sta colorando l’anima mia
    immaginando preparo il cuscino
    qualcuno
    è già nell’aria qualcuno
    (APRITE: ISPEZIONE!)
    sorriso ingenuo e profumo
    Il giradischi le luci rosse e poi
    champagne ghiacciato e l’avventura può iniziare ormai
    accendo il fuoco e mi siedo vicino
    qualcuno
    stasera arriva qualcuno
    (MAGARI LE FIAMME GIALLE!)
    sorrido intanto che fumo
    Ma come mai tu qui stasera
    ti sbagli sai non potrei
    (DICONO TUTTI COSI’)
    non aspettavo ti giuro nessuno
    Strana atmosfera
    ma cosa dici mia cara
    non sono prove no no no
    (DICONO TUTTI COSI’)
    un po’ di fuoco per scaldarmi un po’
    (NON DIA FUOCO AI LIBRI CONTABILI!)
    e poca luce per sognarti no!
    Siediti qui accanto anima mia
    ed abbandona la tua gelosia se puoi
    combinazione ho un po’ di champagne
    se vuoi amore
    come sei bella amore
    sorridi e lasciati andare
    (TENTATA CORRUZIONE; O ALZA MOLTO IL CONTRIBUTO…)
    Chi può bussare a quest’ora di sera?
    sarà uno scherzo un amico e chi lo sa
    no non alzarti chiunque sia si stancherà
    (CARABINIERI! APRITE!)
    amore
    come sei bella amore
    ho ancora un brivido in cuore
    (CHISSA’ CHE BRIVIDI, IN BUIOSA!)

  11. Giancarlo says:

    Sono pienamente d’accordo con Geppo sulla pubblicazione con identificazione del richiedente, in quanto non mi sembra corretto poter consultare liberamente le dichiarazioni come se fossero riportate su un elenco telefonico. Il rischio è che si trasformi il tutto in una sorta di passatempo morboso dettato dalla curiosità, uno strumento in più insieme ai social networks per farsi gli affari degli altri.

  12. Ben vengano le dichiarazioni pubbliche a patto che chi le consulta si registri e si faccia riconoscere.
    Io dico che chi lavora deve essere pagato: non importa la cifra ma è importante che sopra ci paghi le tasse come le pago io.Non tutti possiamo essere manager da 500mila euro l’anno come non tutti siamo umili lavoratori da 1000 euro il mese.
    A me non frega se uno guadagna 500volte più di me: mi importa solo che paghi le tasse in maniera commisurata al guadagno: stop!
    Se avessi guadagnato 90mila euro l’anno, state tranquilli che 9mila euro li avrei donati moooolto volentieri allo Stato,ma veramente molto volentieri!
    A guadagnarli 90mila euro…accidenti!
    In ogni caso….questo è un Governo di buffoni…è incredibile: non ci si capisce nulla!
    E’ tutto il contrario di tutto!
    Per carità!
    Candidati, Biolchini, candidati! 😉

  13. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    Io intanto ho deciso di fare il grande passo e, visto che non li hanno pubblicati on line, mi appresto ad andare in edicola e a comprare Sardegna 24 dove hanno pubblicato l’elenco in cui sono riportati i nominativi per i quali l’ex Sindaco Floris aveva richiesto l’abbonamento a gratis per il Cagliari per il semplice fatto che come è universalmente riconosciuto e come è stato scientificamente dimostrato, la curiosità è maschia.

  14. …vorrei sapere quanti soldi di noi contribuenti sono stati spesi per questa campagna di sensibilizzazione MOOOOOLTO EFFICACE… stiamo scavando molto in basso …

  15. li ho anche io gelosamente conservati e ogni tanto me li riguardo….. Con i miei puresci 1300 euri al mese sono ben più ricco dei poveri avvocatucci, commercialisti, commercianti della Cagliari bene. Quello che non capisco e dove trovano su dinai per i SUV, le barche, le case.

Lascia un commento

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: