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Contro Amato parole di fuoco, solo silenzi sui disoccupati. E’ la politica sarda: dietro le dichiarazioni, niente

Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo “Contro Amato parole di fuoco, solo silenzio sui disoccupati”.

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Certe cose le capiscono anche i bambini. Ad esempio: in risposta alle offese immaginarie alla Sardegna da parte dell’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, nel giro di poche ore le più alte cariche politiche e istituzionali isolane hanno risposto con parole di fuoco. Il presidente della Regione Cappellacci, il suo vice La Spisa e la presidente del Consiglio Lombardo si sono stracciati le vesti per difendere l’onore dell’isola. Soprattutto la Lombardo si è lasciata andare, parlando di “sdegno”, “sconcerto profondi”, “insulto inaccettabile”, “vergogna”, per concludere con un inverosimile: “Neanche pubbliche scuse potranno mai cancellare la povertà morale di chi ha fatto ignominiosamente simili affermazioni”.

Passano poche ore e a tenere banco è un’altra notizia: un ragazzo sardo su quattro è senza lavoro, nell’isola il tasso di disoccupazione degli under 35 tocca il 25 per cento. Reazioni dei politici di cui sopra? Nessuna. La parlantina del giorno prima diventa afasia, mutismo, silenzio. Neanche due parole, neanche una dichiarazione tanto per dire. Davanti al record del Sulcis Iglesiente (maglia nera tra le province italiane con la disoccupazione giovanile che schizza al 38 per cento) la sulcitanissima Lombardo tace. E tace perfino l’opposizione: tutti in ferie. Oppure no: sulla disoccupazione giovanile nessuno parla perché nessuno sa esattamente cosa dire. E anche perché non conviene esporsi su un tema così delicato.

Il differente atteggiamento davanti a due notizie così diverse (una battuta estiva di Amato ritenuta offensiva e i dati sulla disoccupazione giovanile) ci consente di capire quale sia oggi la scala di priorità della politica sarda: parlare di tutto, tranne che delle cose importanti. E se proprio costretti, liquidare tutto con una battuta, una dichiarazione ad effetto: il centrodestra al governo in questo è maestro.

La responsabilità, purtroppo, è anche di noi giornalisti. La Giunta Cappellacci e la maggioranza di centrodestra tirano da mesi a campare, vivono alla giornata, sono praticamente alla deriva. Le dichiarazioni e i comunicati stampa che finiscono sui giornali e nei tg possono dare invece l’impressione dell’esistenza una strategia, di una linea. In realtà non c’è nulla: sono i giornali che, costretti a informare (nel senso di “dare forma”) fanno giocoforza credere al cittadino che sotto la superficie giornalistica ci sia qualcosa. Invece no: dietro le dichiarazioni, niente.
La politica in Sardegna è fatta soprattutto dai titoli dei giornali e dei tg. Per questo bisogna avere due o tre testate amiche: per far credere che ci sia un piano contro la crisi quando invece ci sono solo slogan. Per scagliarsi con sdegno contro Amato e tacere della disoccupazione giovanile. Così, come se niente fosse.

8 Commenti

  1. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    COMMEMORAZIONI
    Non è lo spazio adatto ma lo impone l’incombenza della ricorrenza.
    E, in tal senso, direi che è una cosa davvero strana non ricordare come si conviene certe ricorrenze.
    Ce ne saranno sicuramente anche tante altre ma, a mio modesto avviso, quando una ricorrenza merita di essere rimembrata. merita e basta.
    Come si fa, tanto per dirne una, a non ricordare opportunamente e con dovizia di particolari, la conferenza stampa strappalacrimuccia con l’amico Muamar, “Il Responsabile Capo di Stato” che, esattamente il 30 Agosto di un anno fa, “ci onorava per la sua prima e vera visita ufficiale in Italia”?
    Mi sovviene qualche intervento in Parlamento ( l’ex Ministro Martino, la Deputata Fiamma di cui non ricordo il cognome, Furio Colombo) e il furibondo e serrato ostruzionismo dei Parlamentari soprattutto radicali che potevano intervenire per la bellezza di 20 secondi a testa e che venivano regolarmente stoppati quando l’intervento raggiungeva i 22 secondi.
    E i cavalli berberi…
    E le ragazze da convertire all’Islam….
    E le mitiche majorette (ops… Amazzoni.. che errore, scusate scusate)….
    E la laurea di Papi in Libiologia Applicata con relativo 110, lode e la gioia finale del… bacio accademico.
    Che tempi ragazzi, sembra passata una lunghissima e interminabile era geologica e invece basta cliccare qui sotto e convincerci fermamente che quella bellissima e levissima conferenza stampa è del 30 Agosto 2010. Esattamente un anno fa: il 2010 (“l’anno DEI SIGNORI”).
    Buon clik, se le immagini non compaiono senza che ce ne sia bisogno.
    Nei secoli dei secoli.

  2. PER QUANTO MI RIGUARDA GRAZIE A DIO SONO STATO DISOCCUPATO PER POCO TEMPO , MI SONO CHESTO PER QUALE MOTIVO I SARDI GIOVANI E MENO GIOVANI, NON PROTESTINO ALLA REGIONE PER RICORDARE AL SIGNOR UGO, LA SUA FALSA PROMESSA DURANTE LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE, PER FAR ASSUMERE CON UN CONTRIBUTO DI 5 MILA ERO .SCUSATE IL TERMINE MA E STATA UNA VERA PRESA PER IL CULO PER TUTTI I DISOCCUPATI SARDI , QUESTA E UNA VERA OFFESA PER TUTTI I SARDI, AL CONFRONTO LE PAROLE DI AMATO SONO NIENTE, SE UN GIORNO CI SARA UNA PROTESTA SERIA IO SARO’ PRESENTE, SVEGLIATEVI GENTE SE ON VOLETE MORIRE DI FAME PERCHE E A QUESTO CHE CI, E VI, STANNO PORTANDO.

  3. Daniele Addis says:

    Io, e non capita spesso, sono d’accordo con Soriga: http://www.sardegna24.net/dialoghi/flavio-soriga/non-siamo-porto-cervo-1.17040

  4. Il Compagno Amato, ha tralaltro aggiunto “non me ne vogliano i Sardi”! Si trattava semplicemente di un paradosso e che diamine!!! Ughetto e Claudietta (ma anche qualche compagno che ogni tanto sbaglia) non hanno perso tempo per sparare fesserie, dimenticandosi le rogne loro che purtroppo si ribaltano sull’intera Sardegna! Vergognatevi. Dimissioni subito!

  5. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    C’è da dire che la cosa più tragica di tutto questo rullare di tamburi è il fatto che, trasmessa in un certo modo e ripetuta più volte, “la cosa” sembrerebbe anche “una cosa seria”.
    Sarebbe come dire che finalmente è stato escogitato il metodo per far nascere bambini e bambine con la pratica delle p…ugnette carpiate e ritornate o per mail o via fax, evitando il contatto umano. Insomma, ecco, anche perché c’è troppo caldo e umidità.
    Comunque su una cosa almeno ci sentiamo di poter tranquillizzare Cappellacci, La Spisa, la Lombardo, l’estensore dell’articolo e i numerosi commentatori dell’articolo medesimo dell’Unione Sarda e anche i ragazzi e le ragazze di Videolina e Sardegna1 per il fatto che, dopo una accurata e attenta ricerca effettuata perfino sul manuale delle giovani marmotte azzurre e su Wikpedia, ho scoperto, senza ombra di dubbio, che non esiste alcuna legge (Nazionale, Regionale, Provinciale, Comunale, circoscrizionale) ordinaria o di rango costituzionale che proibisca la pratica delle p…ugnette sia che trattisi di p…gnette di tipo mentale o cerebrale, sia che trattisi di quelle più terra terra e manualmente confezionate.
    O qualcuno forse vorrebbe azzardarsi a dire che, quando non si ha molto da dire in merito alle cose serie, rimane comunque la risorsa di attaccarsi a qualunque cosa e… di farsi notare?
    Un po come ai bei tempi del NoTaxDay, del NoTaxistiDay, del PastaBarillaAiPensionatiDay o del NoQualcheCosaPurchèSiaDay?
    Continuiamo, in ogni caso, ad apprezzare vivamente e a tenere nella dovuta considerazione la buona volontà, la “voglia di indignarsi dopo il preventivo assoggettamento e le pappine ricevute”, la non trascurabile ansia di prestazione e di visibilità (al meeting di Commistione e Fatturazione) dei nostri intrepidi e irascibili eroi che, con l’astuzia e la costanza, che da sempre li contraddistingue, potrebbero perfino conquistare….. le due pivelline Riminesi.
    Per Claudia vedremo di impegnarci tutti e trovare anche a lei, se serve, un pivello Riminese di bella presenza purché però non troppo anziano e sguaiato come Amato, giusto per non essere accusati da qualcuno di partigianeria e di parzialità (che un po confessiamo di avere).
    Perché non si sa mai nella vita.

  6. Sottoscrivo sino all’ultima virgola il commento di Paolo Salvatore Orrù.

  7. Paolo Salvatore Orrù says:

    Meno male che Vito Biolchini c’è e ci racconta qualche verità senza badare neppure alla sua etichetta politica (ce l’ha ce l’ha, ma non si vede). Finalmente, un giornalista che scrive quello che ritiene necessario scrivere. Per di più affacciandosi dal davanzale più alto di un giornale, Sardegna Quotidiano, sinora un po’ troppo allineato e coperto (avanti march) con il governo della Regione. Qual è la pietra dello scandalo? Che cosa ha scritto Biolchini di tanto clamoroso? Che cosa ha detto, soprattutto, Giuliano Amato di tanto scellerato e ignobile da far sobbalzare dagli sdrai – bandiera dei quattro mori in resta – i politici sardi in slip, bikini, ghiacciolo e mirtino (o birretta) nel bel mezzo del ruttino post “sazzada”? Eccola la frase incriminata: “C’è troppa Sardegna nella vita politica degli ultimi dieci anni. Non me ne vogliano le famiglie sarde”. Ho provato a fare la versione in prosa della battuta così come la pretendeva la professoressa Coccoi, grande docente d’italiano quando ero discente nel liceo scientifico Michelangelo di Cagliari, via Grazia Deledda.
    In sostanza, il presidente della Treccani ed ex presidente del Consiglio voleva dire questo: nell’ultimo decennio la nostra politica, ma anche i nostri giornali, si sono preoccupati più di veline, ministre e leccaculo che di economia. E il risultato di tutto questo troiaio è sotto gli occhi di tutti. Inoltre – l’analisi è più grammaticale che logica, – che cosa ha voluto ribadire il professore con l’affermazione “non me ne vogliano le famiglie sarde”? Voleva soltanto dire che i sardi de bidda e de cittadi con questo bailamme non c’entrano nulla.
    C’entrano con la disoccupazione, invece, gli onorevoli sardi che accucciati sotto le poltrone di via Roma abbaiano alla luna. Tutta colpa di Ugo? Ma dai: il Presidente è solo il commercialista di Silvio. E ancora, che c’entra Amato con la nostra regione? Nulla. Ma proviamo a farcela entrare: quando a governare l’Italia c’erano quei “ladri” di socialisti come il professor Sottile la disoccupazione era ai minimi storici. In Sardegna c’era ancora di tutto un po’: un po’ d’industria chimica, un po’ d’impresa metal meccanica, un po’ di pesca, molto turismo, un po’ di edilizia, un po’ di agricoltura, un po’ di sanità, un po’ di aerei, un po’ di navi, … un po’ di orgoglio, maledizione. Ora non c’è più nulla: siamo stati colonizzati dagli italiani, un po’ come la Libia. Per fortuna il Cav. ha baciato la mano del rais e non quella di Ugo: non c’è stato – quindi – nessun tradimento e nessun bombardamento amico. Detto con altre parole: tutto era previsto dai Tremonti italiani e dai Calderoli padani. Anche la disperazione dei disoccupati “sardignoli”: ma a loro che gliene frega.

  8. Sono del tutto d’accordo. Ma nessuna resa a questa situazione disperata!

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