Sardegna

Ci scrive l’amico Gianfranco: “Cinque concerti in cinque giorni in Continente, e ho speso meno di 500 euro. Provate a farlo in Sardegna!”

Turismo in Sardegna? Come no! Ecco la testimonianza del mio amico Gianfranco, che è riuscito a spendere poco meno di 500 euro e vedersi cinque concerti in Continente in cinque giorni. Ogni confronto con la nostra realtà è imbarazzante. Uno ve lo offro io. Dieci giorni fa, ristorante di un paesino nei pressi di Bosa. Ordino un antipasto di mare, mi arrivano quattro portate schinnite: in una c’erano due (dicasi due) bocconi di mare, in un’altra due (uno più uno) pezzettini di anguilla, ma piccoli però. Ok, almeno spendo poco. Alle tre meno un quarto arriva una famiglia di turisti americani, sono in cinque: “Ci dispiace, la cucina è chiusa”. Ovviamente a gesti, perché le cameriere non sapevano l’inglese. Buone vacanze a tutti!  In Sardegna, ovviamente.

***

Provare esperienze e confrontare atteggiamenti, limiti d’impresa, di proposta economica, pregi e difetti delle realtà simili alla nostra. Diverse da Cagliari ma da cui trarre insegnamento per iniziative di carattere culturale e imprenditoriale. In realtà misurarsi con budget energia e voglia di verificare.

Per cui zaino, in verità l’aggiornato trolley, in spalla. Cinque giorni, 500 euro di budget. Attento controllo delle spese: la somma deve bastare, costi quel che costi,  per i cinque concerti previsti, trasporti, vitto, alloggio, aereo andata e ritorno. Tenuto conto dei prezzi della Cagliari capitale l’avventura non si presenta facile. Vediamo se impossibile.

Filo logico del percorso la musica, i concerti di: Perugia, Pisa, Lucca, Reggio Emilia. Andiamo avanti: trasporto da Cagliari-Pisa aeroporto andata/ritorno (euro 25,18 e euro 23,58). Eventi: Santana, Umbria Jazz, Elton John, BB King, Joe Cocker e Campo Volo Ligabue: euro 160 euro. Rifletto su un solo concerto in Sardegna o Cagliari mi pare che la qualità, la proposta. L’emulo di Joe Cocker, Mr. Zucchero Fornaciari, a Cagliari euro 69,00.

Hotel non male: euro 54. Abbondante a colazione, compresa nell’alloggio e cena. Massimo costo della cena, 5,50.
Perugia: panino con prosciutto di Norcia, panino con cotolette milanese, verdura ottimi, più acqua: euro 5,50.

Lucca: Piazza Napoleone, sede dei concerti del festival, pizza al tavolo, Cola: euro 4.80. Ripeto: nella piazza dove si svolgevano gli eventi. A Cagliari una birra minimo euro 5, non parliamo dei panini credo di non sbagliare se non in difetto, pizza, bibita minimo euro 15. Paragone a spanne, costo dimezzato.

Gli eventi gratuiti di Umbria Jazz scaldano lo spirito e l’anima, dalle 10.30 la Street Band. Uomini, donne giovani, vecchi affabili, variopinti e colorati. Bello. Lo spirito si ritempra. Nei locali non hai l’impressione di fare un piacere al venditore.

Spostamenti in treno o bus ed anche in passaggio. Quest’ultimo per il risparmiare.

Passiamo ancora oltre: ultimo giorno Reggio Emilia arrivarci è difficile. Prendo un bus? Magari il treno conviene, devo essere alle 5.55 a Pisa. Qualche soldo vola via. Arrivo alle 21 nell’area del Campo Volo. Peccato è tardi. Trovo un happening, 120 mila persone. Gestire questa marea di persone, aiuto. Scatto di nascosto delle foto. Si vede di tutto e di tutti: età, classi sociali. Nessun problema di ordine pubblico, sereni, tutti si rispettano. “Scusa” è la parola più utilizzata.

Finisce il concerto. Contento d’esserci stato. Di essere riuscito nell’avventura. Si riparte. Non si dorme, alle 3.20 a Pisa Aeroporto. Verso Cagliari alle 6.35. Sono a casa alle 8.00. Sembra passato un secolo. Con 485.00 euro in meno. Con 15 euro in più.

Al Poetto alle 8.45. Un caffè già costa troppo. Penso al turismo, cosa proporre? Cosa fare? A Cagliari, in Sardegna. Primo non strozzare i turisti, prezzi giusti, gentilezza. Una filiera gastronomico, culturale, artistica. Essere gentili ed imprenditori non bottegai e botteganti: diventeremo tutti più ricchi. In tutti i sensi.

Un turista a caso
Gianfranco Carboni

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28 Commenti

  1. paolo orru says:

    Per quanto riguarda i concerti credo che il discorso sia un po’ sballato nel post. Come già scritto da qualcuno, i prezzi sono in linea con quelli nazionali. E’ inutile fare paragoni sui singoli eventi: qualcuno si paga di più, qualcuno di meno. Molti medi e grandi artisti internazionali sono difficili da portare sull’isola per ovvi motivi logistici.

    I veri salassi sono spesso sulla ristorazione e sugli alloggi; molto si dovrebbe fare in questo senso, ma il problema non è relativo solo al turismo.

    Ma la piaga reale sono i servizi. I trasporti deficitari, le indicazioni, la promozione. Faccio un esempio perché mi è capitato di recente. Andando verso alcune bellissime spiagge dell’oristanese mancavano segnalazioni per centinaia di metri e quelle presenti erano totalmente illeggibili poiché sbiadite. Può sembrare una fesseria, ma sono cose fondamentali e valgono anche per siti archeologici e altre zone di interesse. Le persone bisogna anche farcele arrivare nei posti, e possibilmente velocemente e bene.

    E poi la questione linguistica: nessuno sa 2 parole contate di inglese per comunicare coi turisti.

  2. Mraxani says:

    Matteo hai ragione sino a un certo punto, è vero che ci sono posti più cari ma è anche vero che non riusciamo a fare autocritica (seus is mellus). In un mondo difficile come questo se non siamo bravi dobbiamo diventarlo, e se lo siamo già dobbiamo migliorare ancora.

  3. Matteo A. says:

    Mi sembra la classica autocommiserazione sarda, del tutto basata su una percezione e su una considerazione di una serie di esperienze personali elevate poi a lamentela

    Se in 5 giorni per vedere 5 concerti, mangiare panini e spostarti in Sardegna riuscite a spendere più di 500 euro vuol dire che non siete in grado di muovervi in Sardegna…

    a) sui i prezzi dei biglietti dei concerti il discorso è del tutto campata in aria… In “continente” i prezzi dei biglietti non sono ne più alti ne più bassi che in Sardegna… dipende! I litifiba costavano meno a cagliari che a firenze. I prezzi e gli artisti di rocce rosse blues sono del tutto equiparabili a quelli di un altro festival come Pistoia blues. Vogliamo anche gridare ad alta voce che qua in Sardegna rispetto al resto d’Italia c’è una scena musicale invidiabilissima? Parlo a livello di numero e qualità dei concerti e gruppi e gruppetti autoctoni… Nel solo mese di luglio ci sono stati i Sumbsonica, i Marlene Kuntz, Paolo Fresu GRATIS per 50 concerti ovunque ogni sera con artisti DELLA MADONNA, svariati concerti (per fortuna non più all’anfiteatro), il festival Reggae a Nulvi e i SEPOLTURA A BOLOTANA!!!
    Se poi vi aspettate concerti da 120.000 persone anche qua in Sardegna (cioè praticamente un decimo della popolazione dell’Isola che si riversa in un punto X) allora forse è il caso che cambiate residenza… A me sembrano molto più sfigati in continente che hanno sempre i soliti nomi e quando capita qualche artista vero, viene snobbato perché la gente preferisce andare a vedere LIgabue…

    b) a Cagliari mangiare bere e alloggiare costa infinitamente meno che in altri capolouoghi (non potete fare un confronto tra Cagliari e Lucca… è una buffonata). All’ora che sò, facciamo anche il raffronto dei prezzi tra Oristano e Milano, oppure tra Sassari e Parigi… ma sì sbizzarriamoci!!

    c) i prezzi del Poetto: ma di cosa stiamo parlando? Fatevi un giro in Versilia, in riviera romagnola, in maremma, a Ostia… Posti orrendi che perdono nettamente il confronto anche con il povero Poetto ripascito, prezzi inaccessibili (considerando che dovrebbero essere loro a pagare me per stare a Rimini)

    Se inoltre avrete il piacere di ospitare “amici continentali” o addirittura “stranieri”, il 99,9% delle volte rimarranno sconvolti per i prezzi, qualità del cibo e qualità del divertimento (e spessissimo scatta la domanda “ma perché questo non lo fate pagare di più?”). E soprattutto non si può sentire questa cosa che tutti “si rispettano e si chiedono scusa” in “continente”. Altra cosa che colpisce i turisti e la nostra gentilezza rispetto alle altre regioni (che è un fatto vero e non un semplice stereotipo). Ho degli amici che ancora mi prendono per il culo, raccontando sempre che se si va in Sardegna non bisogna chiedere indicazioni stradali, in quanto il sardo impiegherà almeno 5 minuti a spiegare le strade e non mollerà il turista fino a quando non sarà sicuro di avergli fatto imparare le indicazioni richieste a memoria

    Anche secondo l’Istat la Sardegna non è poi così cara… e soprattutto anche a Firenze (città che, tanto per intenderci, ha dato i natali alla cucina italiana e francese) capita di incontrare il ristorante fregatura/schifo, con i camerieri che alle 11 dicono “mi dispiace siamo chiusi” ai turisti…

    I difetti del turismo in Sardegna ci sono tutti, è innegabile. Ma dire che non reggiamo il confronto e che la nostra realtà è imbarazzante, è profondamente ingiusto oltre che assolutamente falso!

    • Antipatico says:

      Ecco: i Sepultura (o erano i Sepoltura?) a Bolotana.
      La mente vacilla al pensiero. Potrei pagare una cifra per non sentirli, ma mi dicono che posso scampare l’onta del death-thrash-speed-groove-metal brasiliano addirittura gratis.
      Uno dei pochi lussi rimasti gratuiti, assieme al tramonto e alla vista degli stormi dei fenicotteri.
      Sono grato alla vita.
      Alla Sepoltura (o fiara Sepultura? Boh, baicicca…) penserò a tempo debito, da morto.

      • Stefano reloaded says:

        E invece no, memento mori.
        Ché se i Sepultura a Bolotana erano gratis, la sepoltura, ovunque essa sarà, ha un costo. E pure alto.
        Meglio pensarci prima senza lasciare nei casini chi resta e si dà pace.
        Ovunque nel mondo

        • Antipatico says:

          Si sì… Noo mo’ m’oo segno proprio, tengo ‘na cosa, non ve preoccupate…

          …Cemento mori, allora, più economico del marmo. Tanto una volta morto, anche se si lascia eredità d’affetti, la gioia dell’urna temo che rimanga poca.

          • Antipatico says:

            A pensarci però una Sepultura gratis è un’idea democratica: ‘a livella. La amica morte è uguale per tutti.

            Se invece parliamo della tristissima band di Belo Horizonte, allora perché investire soldi pubblici -che saranno in parte omeopatica anche nostri- per ospitare il gruppo di beccamorti che anziché dedicarsi al carnevale e alla Samba e alla batucada, alla vitale Bossa Nova si dedicano a imitare i peggiori esempi della necrofila Albione? A GALERA, Cavalera!

            • Stefano reloaded says:

              Sei troppo antico 😉
              Cavalera è venuto a mancare, sepulturalmente parlando, nel 1997.

              • Antipatico says:

                Requiescat Cavalera e la banda tutta intera,
                soci amici ed affilati in Miniera sian mandati.

                • Stefano reloaded says:

                  “A GALERA, Cavalera!”?
                  Eh che modi! ‘ta manera!
                  Può spiacerti il loro suono,
                  lo giudicherai frastuono,
                  parimenti, in senso inverso,
                  ad altri ispira un cielo terso.
                  Con i pubblici denari
                  (come a te a me son cari)
                  si finanzian mille eventi
                  dai più disparati Enti.
                  Or, che 1 su millanta
                  sia di musica che schianta,
                  non mi pare un vile oltraggio,
                  anche se a te sembra gaggio:
                  uno solo! fatto ad hoc
                  per il popolo del Rock.
                  Ed invece, tu, che fai?
                  Levi al cielo gli alti lai
                  condannando “i brasiliani”
                  e, con loro, i fan nostrani,
                  la lor musica de tristura
                  a una pena, la più dura:
                  “Ad metalla! Ad metalla!”.
                  Altri dice: “A palla! A palla!”.
                  Nulla quaestio sopra il gusto:
                  per ognuno il proprio è “il giusto”.

                  • Antipatico says:

                    Se tu nasci al sole australe che a godere l’uomo invita
                    con l’idea della dea morte che trafigge la tua vita
                    e dal libero Brasile che del Samba si compiace
                    ti rinomini in un modo che richiama eterna pace
                    bene, allor tu sia dannato a una vita da forzato
                    che sanzioni il tuo destino volontario di sfigato.

                    A che giova ricordarci che dobbiamo tutti ire
                    dove inver le nostre spoglie finiranno per marcire?
                    A che pro il “memento mori” che comune canoscenza
                    rende esplicita e dolente senza che che vi sia l’urgenza?

                    E che dir di quei buffoni travestiti “a mustaioni”
                    per scacciar chissà che passeri e chissà quanti pilloni?

                    Dico No, mio caro amico, Stefano il ricaricato
                    non defletto dall’idea che il Metallo va cercato
                    con fatica sotto terra dove bene fu occultato
                    chi Sepolcro predilige trovo giusto sia interrato.

                    • Stefano reloaded says:

                      Viva i minatori!
                      Sempre e comunque.

                    • Antipatico says:

                      Certo, viva i minatori, sottoterra per il pane
                      in catene i tristanzuoli concordati da befane
                      chi del ferro del piccone sa e conosce il duro peso
                      vuol rispetto e non gradisce chi civetta e fa l’offeso
                      con l’intero orbe terracqueo, con l’intera umana sorte
                      si traveste da Mommotti, da spauracchio e fa La Morte

                      Minatori: eroi del pane, dl lavoro e digntà
                      vanno in buche da scavare solo per necessità
                      Non così i pagliacci in borchie, capelloni e tatuà
                      Minator nulla spartisce coi pupazzi blablablà.
                      Artistoidi metallari, questo voglio dirvi insomma:
                      Vostro posto sia miniera, bene sì, con “picch’e gomma”!

                    • Antipatico says:

                      Meglio Luciano Tajoli!

                    • Stefano reloaded says:

                      A su mer’e domu circu cumpraxentzia
                      chi sa chistioni torru a trumentai
                      o Idu stimau teni passientzia
                      a s’amigu Indignu depu replicai.
                      Si ddu depu nai se no deu mi dismaju
                      mi paris ajaju cun argumentus talis
                      de s’era glaciali paris arribau
                      a su chi asi nau t’arrespundu immoi.

                      S’arrespusta fazzu cun d-una sarda cantada
                      essendi in Campidanu chi apu tentu nascioni
                      e affirmada s’amigu chi siat cosa obbligada
                      a sighiri is passus de sa tradizioni.
                      Custu e’ unu pregoni chi no s’est mai biu in Terra
                      Brasili o Inghilterra o in atru sparafundu
                      no s’est mai bia in su mundu una lei aici fatta
                      custa est cosa macca de no dda podi crei.

                      A crei no fait chi pentzisi diaderu
                      chi si unu nascidi asuta ‘e s’ecuadori
                      ddi tocchidi in sorti a essi privu de scioberu
                      de unu malu destinu strintu in cussu mori.
                      Gei iat a essiri arrori a no ndi podi bessiri
                      a no podi sciri is ateras culturas
                      serradas a cresuras gei ianta a essiri cosa
                      mellusu in sa losa de essi incadenaus.

                      Cun ateras cadenas de ferru e de metallu
                      si mudanta is chi naras “bistius a mustajonis”
                      e ddus sighit genti pinnigada a tallu
                      carriga de aneddus, obbilus e arrebronis.
                      Naras chi is pillonis nci sciulianta atesu
                      ma sesi scortesu chi bogas custa troga
                      ca Rock, amori e droga de sempri funti impari
                      e de is montis a mari esti cosa nodia.

  4. Ninfarabutta says:

    Ma è assurdo che anche i campeggi, notoriamente posti dove si va per non spendere troppo, in Sardegna hanno prezzi parecchio gonfiati. In Corsica (per non spostarci molto) in alta stagione i prezzi si aggirano intorno ai 7€ (o anche meno!) a persona, in Sardegna sui 12€ (più tenda sui 9-10€ contro i 3.50-4€ della corsica)…

  5. riccardo says:

    due episodi che mi sono capitati: in un bar ci sediamo e un mio amico ungherese vede un giornale su tavolino, lo prende ed inizia sfogliarlo, il barista ci urla “chi legge paga” ovviamente siamo andati via(e de pressi puru!).
    in un market a bugerru di fronte al bancone dei salumi e del pane leggiamo che è possibile farci fare dei panini, iniziamo a chiederne ma la commessa ci ferma dicendoci: “sono troppi (erano dieci pan.) ve li faccio solo di un gusto!”

  6. Anonimo says:

    Quest’anno i sigg. albergatori, ristoratori e baristi vari hanno la scusa del caro traghetti, ma non capiscono che con i vari trivago, tripadvisor ecc. non si può più far fesso il turista? Noi stessi oramai ci rendiamo conto di quanti ladri travestiti da operatori turistici circolino nella nostra isola, non parliamo delle decine, ormai, di terreni spianati alla bell’e meglio offerti a parecchi euro ai turisti, e pronti i vigili-avvoltoi dei vari comuni per fregare l’incauto trasgressore (da mafia), voglamo parlare dei rifiuti abbandonati ovunque e che fanno bella figura da mesi? Sardegna un’isola per tutte le stagioni…….

  7. Gentilezza? Professionalità? Efficienza? Prezzi onesti?
    Utopia pura. Siamo un popolo mediterraneo, levantino. E’ il nostro DNA che ci condanna, non serve vergognarci di essere buoni a nient’altro che fare i furbi.

  8. valentina says:

    Un pomeriggio infrasettimanale del mese scorso, mi concedo un pò di mare e raggiungo degli amici Siciliani a Porto Sa Ruxi e arrivo alle 14.00; da quest’anno si può parcheggiare solo a pagamento, non entro nel merito del fatto che sia giusto o meno (anche se si potrebbe discuttere lungamente), ma la cosa che veramente mi ha “schifato” è che ho dovuto pagare la TARIFFA INTERA, UNICA E SOLA DISPONIBILE e cioè 5,00 eu MANNUS.
    Ovviamente ho detto al parcheggiatore che la tariffa unica era improponibile, un vero e proprio abuso, soprattutto considerato il fatto che non ci sono parcheggi alternativi “a gratis”, che invece credo debbano esser previsti in x percentuale (devo documentarmi). Tra l’altro, l’esistenza e l’ingresso del parcheggio non sono segnalate con il cartello stradale, e la segnaletica orizzontale è incomprensibile, chi arriva da Villa o chi esce verso Cagliari deve affrontare un’immissione piuttosto pericolosa.
    La domenica successiva, alle tre del pomeriggio ho visto uno zelante vigile urbano del Comune di Villa che multava le auto in sosta nelle piazzuole della litoranea adiacenti al parcheggio incriminato.
    Invece, in tanti anni che frequento il paese, non ho mai saputo di accertamenti sul consistente giro degli affitti in nero.

  9. Dipende dove si va per un concerto… se uno va a Milano la situazione cambia decisamente
    io due anni fa per vedere i REM ho speso tra volo, pernottamento, vitto e ingresso al concerto più di 300 euro…

  10. Francesca says:

    scusi…qui si parla di un Festival, che ha ovviamente convenzioni e prezzi diversi. Perché non cita Berchidda e le speculazioni che ci sono sopra? Poi…non so se fosse sul palco con Zucchero..ma io ho pagato 21 euro più i diritti di prevendita, che mi scusi, per uno che ha riempito la Carnagie Hall non mi sembra tantissimo.

    • Antipatico says:

      per Zucchero anche 10 centesimi sono già un furto. Dovrebbero pagare me, e bene, per andare a sentirlo compilare le sue copie di copie di copie.

  11. Angelo says:

    Che non ci sia programmazione turistica è vero, che i camerieri e i gestori non sappiano l’inglese è vero ecc.. ma sui concerti, mi dispiace, non è così semplicistica. Purtroppo portare un’artista in sardegna ha dei costi esorbitanti per quanto riguarda i viaggi, e questo pesa spesso sulla biglietteria.. ma ricordatevi che Zucchero si fa strapagare anche fuori Sardegna, quindi il discorso “concerti” è da ritenersi un po’ campato per aria.

  12. Blekmacigno says:

    Altro esempio: il 12 mattina parto e ho la nave (tratta diurna) alle 8.00. Cerco un B&B vicino a Golfo Aranci per non passare la notte in viaggio.
    Ovviamente non c’è posto da nessuna parte allora mi sposto verso l’interno: 30 km dal mare.
    B&B tra le 80 e i 120 euro a notte in camera doppia con bagno. Neanche se rinuncio alla colazione (dovrei muovermi alle 6.30) il prezzo non scende (“Siamo in alta stagione”).
    Praticamente una notte vicino al porto mi costa quasi quanto tutta la benzina che consumerò girando le 3 regioni italiane previste nel mio viaggio.
    Il turista lo si deve spennare fino all’ultimo centesimo, subito e senza remore.
    Ah… il B&B a Perugia mi costa 50 euro… Perugia, eh… mica in agro di Olbia in mezzo alle pecore…

  13. Ispinniau says:

    Mitico il colletto rifilatoci due settimane fa in una locanda dal nome evocativo, Il Passero tradotto in sardo, a me é sembrato pero’ un uccello padulo! A La Caletta di Siniscola 4 adulti e 2 bambini 190 euri per un paio di antipasti miserini e un paio di secondi. Continuamo cosi’ facciamoci del male…..

  14. Confermo quanto scritto dal Sig. Carboni.

    Da anni trascorro almeno una settimana all’anno in Umbria. non pago più di 50 euro a notte per tre persone. Pranzo e ceno, senza risparmiarmi sulle portate e mangiando generalmente bene, in ristoranti dove non ti fanno pagare l’acqua e dove ricaricano l’11% sui vini (mi è capitato di trovare una trattoria dove si potevano scegliere persino dei vermentini sardi a prezzo inferiore rispetto a quello praticato nei supermercati cagliaritani) e dove mi sento un ospite e non un cliente. Concerti a parte riesco a trascorrere periodi di 7, 8 giorni, di completo relax senza spendere cifre spropositate. La vacanza si conclude immancabilmente con l’acquisto di prodotti locali che giungono a cagliari immancabilmente il giorno dopo il mio arrivo.
    Non voglio parlare, per carità di patria, delle esperienze nei ristoranti in Sardegna (somigliano molto a quella di Vito in quel di Bosa) fatti salvi i pochi, che ci sono, che fanno il loro mestiere di “Osti” con passione e professionalità.

    • é applicabile alle vacanze ma non ai concerti: a me è capitato varie volte di farmi volo+auto attraverso il sito di ryanair e gironzolare per la penisola spendendo poco per dormire e mangiare, ma se decidevamo di vedere un concerto, secondo la zona in cui ci trovavamo, eran belle botte!!!

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