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Con tre anni di ritardo, il Cipe allunga alla Sardegna un miliardo di euro. Soldi nostri, non un regalo. Per questo, cosa c’è da esultare?

Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo: “I nostri soldi arrivano ora. Ma cosa c’è da esultare?”.

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Immaginate che state facendo la fame. Se un vostro amico vi deve un sacco di soldi e dopo tre anni ve ne dà solo una parte, voi andate in giro a vantarvi? Io penso di no. E se lo stesso amico vi deve anche un’altra somma, ancor più consistente e per la quale vi ha chiesto di trovare un accordo sui tempi di restituzione, ma poi scoprite che vi ha fatto causa sostenendo che non vi deve nulla, voi come reagite? Vi accontentate di dirgli “Mì che se continui così noi non siamo più amici”? Anche in questo caso, penso di no. Non si capisce dunque perché il centrodestra sardo esulti in maniera così scomposta davanti alla decisione del Cipe di sbloccare dopo tre anni un miliardo di risorse di euro dovute alla Sardegna. Soldi nostri, non un regalo.

Né si comprende che valore può avere la decisione del presidente Cappellacci di restituire la tessera del Pdl davanti alla scelta del governo di andare allo scontro sulla vertenza entrate. Quella tessera esiste solo nella misura in cui c’è un rapporto tra chi la possiede e il capo di quel partito. Che però della Sardegna non gliene frega nulla, è evidente. Ergo, quella tessera è carta straccia, restituirla è un atto senza alcun valore concreto.

Ma si sa che la politica ai tempi di Berlusconi ama trasformare le sconfitte in vittorie e gli atti dovuti in trionfi. E in questo gioco di inganni, dissipa la risorsa più importante: il tempo. Perché ora più che mai è necessario prendere in fretta delle decisioni per evitare che la gente perda il posto di lavoro o veda ridotti i servizi che lo Stato assicura.

Se il miliardo arrivato ieri dal Cipe fosse stato stanziato a tempo debito, forse la crisi sarda sarebbe stata meno devastante. Che dire poi della vertenza entrate? Se Cappellacci già due anni fa avesse interessato della vicenda la Corte Costituzionale ora la Regione non si sarebbe trovata in questa situazione, in cui il Governo Berlusconi tenta quasi di negare l’esistenza del miliardo e 700 milioni di euro che deve alla nostra isola.

E quanto tempo questo centrodestra sardo ha perso con gli infiniti rimpasti? In questi due anni e mezzo di Giunta Cappellacci solo due assessori su dodici (La Spisa e Liori) sono al loro posto dal primo giorno. Sulle altre dieci poltrone ci sono stati addirittura 24 responsabili diversi (quattro cambi all’Ambiente, tre all’Industria, tre ai Trasporti, due in tutti gli altri). Ora ci sarà un nuovo rimpasto: sacrosanto, perché in giunta entreranno quattro donne. Ma per la Giunta Cappellacci sarà l’ennesimo nefasto “stop and go”.

Peccato che nelle situazioni di emergenza bisogna avere le idee chiare e agire con tempestività. Esattamente il contrario di quello che finora abbiamo visto da Cappellacci. A proposito: c’è qualcuno che vi deve soldi? Con calma, non c’è fretta…

7 Commenti

  1. forse avete dimenticato Soru. E comunque siete talmente negativi che siete capaci solo a diffondere preoccupazioni

  2. Francesco Sechi says:

    Troppo spesso si esulta o si critica sul quantitativo di soldi che vengono richiesti, ottenuti e spesi e quasi mai si entra nel merito di quello che è realmente importante per la collettività, ovvero, l’utilità delle opere che verranno poi realizzate. Un po’ come erroneamente valutiamo il lavoro come tempo speso dal lavoratore e non come qualità del prodotto che lo stesso lavoratore produce. Chi ha deciso e con quali motivazioni ha scelto le opere da finanziare? Perché finanziare certe opere e non altre? Perché si continua a parlare di riduzione dell’inquinamento prodotto dal traffico veicolare e volontà di favorire il trasporto pubblico quando, alla prova dei fatti, si continuano ad investire valanghe di milioni sulle strade e lasciare le briciole alle infrastrutture del trasporto pubblico?

  3. riccardo says:

    nudda! mancano almeno altri 4 miliardi!! il problema è che diverse persone che conosco di tutto ciò non sanno un fico secco.

  4. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    E’ da quando è tornato guarito e in forma smagliante dal reparto di Ortopedia per la lussazione alle sPALLE, in seguito alle continue sPALLATE al Governo Prodi (tanto per ricordare qualcosa di come deve essere sempre collaborativa a prescindere una forza politica di minoranza) che Papi fa con gli sghei come faceva Benito con i cannoni e le truppe, spostandole da un fronte all’altro per farle sembrare sempre perfette, numerose e ben lucidate, facendo in modo che non sembrassero mai le stesse.
    Speriamo che sia la volta buona.
    E c’è da dire anche che, se Matteoli avesse chiesto un parere, gli avremo perfino suggerito di risparmiarsi qualcosa perché, se i soldi servono per un certo tipo di metropolitana Ok, se servono per SU STAMPU di Cagliari, forse sarà il caso di pensarci ancora un pochino e intensamente e poteva, al limite e senza esagerare, fare anche a meno di stanziarli perché, sinceramente, non se ne sente neanche più di tanto il bisogno.
    Sperabile insomma che sulla metropolitana e su quella che deve essere la sua tipologia facciano scegliere il nuovo Sindaco, la sua Giunta e la Cittadinanza perché altrimenti, se il finanziamento è bloccato e ben blindato solo a quello scopo, Matteoli è ancora in tempo per far spostare nuovamente i cannoni e le trivelle di Benito in Libia o in Abissinia o, al limite, giusto per essere più incisivi e concreti…. li si potrebbe utilizzare per lo sgombero di una legnaia a caso situata dalle parti della Chiesa di Fra Ignazio e sulla quale ha fatto bel servizio su immondizia e siringhe varie la sempre vigile Biddiolina .
    Tanto per fare un esempio insomma e…..po ndi nai una comment’e un’antra.

  5. “Ma si sa che la politica ai tempi di Berlusconi ama trasformare le sconfitte in vittorie e gli atti dovuti in trionfi. ”

    Basta siamo stufi di questa politica e di questi politici.

    non è più tollerabile un governo del “tirare a campare”, il debito pubblico aumenta, i mercati (= la speculazione) ci sguazza e noi paghiamo di più

    Riforme subito

  6. Si…a me il mio ente. 8 stipendi (tra 2009 e 2010), contributi e TFR dal 2005. ente cattolico, filo governativo..Ho detto tutto!!!

  7. ittasinanta says:

    Caro Vito,

    anche in questo caso si tenta di istituzionalizzare un costume che tra grandi, medie e piccole imprese ormai è quasi consolidato.
    Ovunque ormai l’azienda che vende un bene o un servizio emette fattura e si attende un pagamento che non è più nei classici 30/60 giorni, ma diventa 90, 120 o forse mai se non si è pronti ad utilizzare tutti gli strumenti legali per rivendicare i propri diritti in un tribunale.
    Qual’è l’effetto di tutto questo? Le grandi aziende con le spalle larghe e la casse piene o quasi fanno il ras del quartiere e le piccole fanno buon viso a cattivo gioco fino quando sopravvivono.
    Immagina poi quando una piccola azienda è guidata da qualcuno colluso o fortemente legato ad una grande azienda. Potrà la piccola azienda sopravvivere?

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