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Caso Quirra: il pm Fiordalisi fa soltanto il suo lavoro, scoprire se il poligono uccide i civili. Piuttosto, la politica dov’è? Sparita

Questo articolo è stato pubblicato oggi in prima pagina su Sardegna Quotidiano con il titolo “Al poligono di Quirra si è dissolta la politica”.

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Nel gioco della democrazia è sempre importante che i ruoli siano ben definiti. E’ dunque compito della magistratura trovare un pascolo agli allevatori di Quirra costretti a lasciare i terreni all’interno del poligono? Evidentemente no. Dato un ragionevole lasso di tempo per concordare una sistemazione alternativa, sta poi alla politica risolvere i casi insoluti. Ma così non è stato, e le comunità locali ora se la prendono con la Procura di Lanusei. La politica invece si è divisa o è scomparsa. Chi ha visto il presidente Cappellacci? E il ministro della Difesa La Russa? E il sottosegretario Cossiga? E i nostri parlamentari di maggioranza? Spariti. E allora perché la magistratura dovrebbe dare quelle risposte che sono di competenza della politica ai suoi massimi livelli? Perché prendersela con i magistrati o i giornalisti invece che pretendere dal Governo quegli indennizzi che spettano agli allevatori sgomberati da Quirra?

Fiordalisi fa il suo mestiere e altro non gli si può chiedere. L’inchiesta che sta conducendo non è campata per aria ma nasce dalla necessità di capire se esista una correlazione tra i casi di malformazioni animali e di tumore tra gli allevatori, e l’attività del poligono. Casi concreti di cancro: non voci né da allarmismi “dei soliti ambientalisti”. A dirlo con chiarezza è la recente relazione di due veterinari della Asl di Lanusei, secondo cui “il 65 per cento del personale, impegnato con la conduzione degli animali negli allevamenti ubicati entro il raggio di 2,7 km dalla Base militare di Capo San Lorenzo a Quirra, risulta colpito da gravi malattie tumorali”. Dieci allevatori su diciotto si sono ammalati di cancro: questa è la realtà.

La Regione, per bocca dell’assessore alla Sanità Liori, ha invece dapprima cercato di sconfessare la validità del rapporto, poi ha affermato che ne occorreva uno più dettagliato (che chissà quando arriverà). Perché la politica ragiona così: “Prendiamo tempo e intanto lasciamo tutto com’è”. Ma non si può chiedere alla magistratura di adeguarsi ai tempi della politica. Dovrebbe essere il contrario, soprattutto in casi gravi come questo.

E non è per niente una contraddizione sgomberare i pastori e non far chiudere il poligono, anzi. L’obiettivo dell’indagine è infatti quello di capire se la base è responsabile dei tumori. La sospensione delle attività militari è quindi l’eventuale punto di arrivo dell’inchiesta, non certo quello di partenza, che resta invece la relazione dei veterinari con i suoi innegabili freddi dati di morte.

Tutti protestano e si indignano, a Pedasdefogu sono scesi in piazza in duemila. Ma la magistratura deve dare risposte innanzitutto a chi l’altro giorno non c’era e non ha più voce: i morti di Quirra e le loro famiglie. Al resto ci pensi la politica: se c’è.

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12 Commenti

  1. da quando latita questo governo regionale ,e assente da tampo un motivo in piu’ per dare le dimissioni , allo stesso tempo la sinistra sarda e assente su tutti i fronti non hanno idee,sanno solo protestare e lo fanno pure male, secondo me fiordalisi, e un uomo solo contro gli allevatori ogliastrini,e sia la destra ,e sia la sinistra sono complici di questa situazione che sta vivendo fiordalisi.

  2. fiordalisi, fa quasi tutto bene il suo lavoro ,a parte il fatto che non da una alternativa agli allevatori per il pascolo, è normale che tutte queste persone sono contro di lui, oltre tutto la regione è completamente assente .

    • Neo Anderthal says:

      A me sembrerebbe più normale, anziché una negazione su tutta la linea, la rivendicazione di verità e di ripristino ambientale, dal momento che sembra che a morire di leucemia e ad avere altri rilevanti problemi di salute sono le popolazioni locali. Fornire una alternativa poi non spetta alla magistratura, ma alla politica. Che nel caso in questione latita.

  3. Anonimo says:

    e’vero forse non lo dovrei dire,ma se si fosse ammalato qualche figlio dei nostri cari politici,vuoi vedere come si sarebbero mossi,ovviamente a spese nostre, come sempre.oltre il danno la beffa,

  4. Intanto, mentre davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito gli “esperti” espongono i risultati delle ultime ricerche “scientifiche” (notevole la dottrina citata dal dott. Antonio Onnis – coordinatore della Commissione tecnica di esperti presso il Comitato misto territoriale per l’indirizzo, l’organizzazione, il coordinamento, la verifica e il confronto delle attività e dei risultati del monitoraggio ambientale condotto nelle aree adiacenti al Poligono interforze di Salto di Quirra: “… Sulle patologie riscontrate nella zona del PISQ, vi sono pareri molto discordanti: in un recente intervento, il prof. Veronesi ha sostenuto la scarsa tossicità dell’uranio impoverito, e c’è chi afferma che nell’area del Poligono non vi è alcun rischio specifico per la salute umana….”, cfr: http://www.senato.it/Web/16Lavori.nsf/All/CF18ACE6DFCDC9F6C12578CC00780E6D?OpenDocument), la NASA convoca l’Ing. Andrea Rossi per discutere le modalità e le strategie di un programma congiunto sull’ E-Cat (hai visto mai la casualità, ancora la “fusione fredda”, questa volta però a fini pacifici), come principale fonte di energia al mondo ( http://ildemocratico.com/2011/07/23/fusione-fredda-la-nasa-convoca-andrea-rossi/ ). Ciò a dimostrazione, qualora ve ne fosse il bisogno, della attenzione riservata in Italia alla innovazione e alla ricerca scientifica, spesso a discapito del proprio tornaconto economico, oltre della propria salute (ed infatti, dopo la batosta sulle centrali nucleari, qui da noi il futuro è nel carbone “pulito”). D’altronde è nel DNA dell’essere umano, in particolar modo di quello italiota, l’avversione per le rivelazioni “scomode”, che potrebbero minarne il quieto vivere, come riassunto magistralmente dal Poeta di Recanati (“Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perchè ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi”). Ecco come mai scienziati del calibro di Lorenzo Tomatis ( http://www.epidemiologiaeprevenzione.it/tomatis/page0.htm ) finiscono presto nel dimenticatoio, a tutto vantaggio di “professori” che non sembra abbiano molto a che fare con la scienza, ma sono assai più telegenici e, sopratutto, tranquillizzanti.

  5. Alexandra Porcu says:

    Ciao, per noi a Berlino non finisce con questo articolo. Venerdì, gli indipendentisti sardi di Berlino, la ICS (tra l’altro il presidente di questo movimento è il marito della signora che ha scritto l’articolo), il Caffè degli artisti (gestito da due ragazzi sardi) e il Circolo Sardo di Berlino e.V., della quale sono la presidente io (mia madre è sarda, di Villaputzu!!!) ci incontriamo con i sardi di Berlino.

    http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2011/07/19/basi-militari-in-sardegna-quirra-non-solo-un-problema-sardo-se-ne-parla-a-berlino-il-29-luglio/

    dalle reazioni degli emigrati qui a Berlino emergerà un secondo articolo… seguito da una conferenza ad autunno. Giusto per informarvi che non siamo ciechi, sordi e neanche muti come le scimmie. Siamo uomini!

    Cordiali Saluti da Berlino, Alexandra Porcu

  6. Sarebbe bello se, nonoparticelle a parte, i nazionalisti, indipendentisti, i sinonucle e tutta la società sarda ecc. iniziassero, come consiglia Vito, una campagna di firme per promuovere un referendum regionale per la chiusura delle basi di Quirra e di Teulada perché è la che si trovano i veri colonialisti.

    Tanto per rimanere in tema vi informo che ieri, sabato 23 luglio, nell’importantissimo quotidiano tedesco “Die Tageszeitung” di Berlino venduto in tutta la Germania, la copertina, a nove colonne è tutta dedicata a noi: “Die Müllkippe der Nato” (La discarica della Nato) e all’interno 2 pagine (pagg. 20-21) di approfondimento con questo titolo: ” Das vergiftete Paradies” (Il paradiso avvelenato). Ormai la sputtanata sta assumendo dimensioni europee, i danni alla nostra economia turistica e a tutto l’indotto che gravita intorno sono ormai nell’ordine di diversi miliardi di euro. E adesso anche gli altri mass-media tedeschi di sicuro vorranno approfondire. Quando capiranno i nostri politici che le basi vanno chiuse subito e bonificate sarà troppo tardi e la Sardegna rovinata e sputtanata in tutto il mondo!

    http://www.taz.de/1/archiv/archiv/?dig=2011%2F07%2F23%2Fa0027

  7. … e che, tra l’altro, non sono ancora riusciti ad istituire il Registro Regionale Tumori: non sia mai che saltino fuori certi dati, specie dalla provincia di Cagliari … A proposito, i medici (a parte quei quattro “sfigati” dell’ISDE), che se non sbaglio hanno come obbligo deontologico quello di difendere l’ambiente come presupposto della salute umana, cosa ne pensano? Ecco allora che signoreggia e soverchia (cit.) la “politica” (omen nomen) degli struzzi: occhio non vede, cuore non duole … e morirono tutti felici e contenti. Buona catastrofe

  8. Franco Anedda says:

    In uno Stato normale la politica amministra, la magistratura applica la legge e i giornalisti verificano i fatti per metterne a conoscenza la popolazione.

    In Italia questo non avviene: succede invece che quattro commissioni parlamentari non siano riuscite a stabilire il motivo della anomala mortalità dei militari, che la magistratura avvii delle indagini e ed emetta ordinanze prima ancora di aver accertato i fatti ed i giornalisti si inventano le notizie.

    Il dott. Fiordelisi, con la sua visita al cimitero di Perdas ha compiuto un atto politico che ne mina la credibilità.

    La dott.ssa Murru con la sua ordinanza causa danni di rilevante entità andando contro il dovere di tutelare la salute pubblica.
    Avendo ravvisato, pur su dati inattendibili, la non salubrità del luogo con possibili gravi contaminazioni si potevano adottare due procedure: la prima, draconiana, avrebbe richiesto l’abbattimento e distruzione in loco di tutto il bestiame, la seconda la sua messa in quarantena, mantenendolo in loco, con divieto di commercializzare i prodotti (latte e carni) se non previa analisi che ne garantisca la salubrità.

    L’aver invece ordinato il sequestro dell’area, obbligando gli allevatori a disperdere il bestiame in altre aree della Sardegna è un atto talmente irrazionale e sconsiderato da far venire dubbi su quali siano i veri scopi dell’inchiesta.

    Inchiesta partita da un’indagine epidemiologica su umani fatta da veterinari, il che è abbastanza ridicolo.
    Tale inchiesta si fa forza con una perizia eseguita sui resti ossei di un agnello malformato totalmente inattendibile, io ne ho chiesto conto al prof. Zucchetti e sto ancora aspettando la sua risposta; ho comunque salvato sul mio pc alcune sue affermazioni che ne minano ulteriormente l’attendibilità.

    L’altro agnello malformato, quello a sei zampe, è un’invenzione giornalistica di un amico che voleva fare clamore con un agnello “made in Belgium”.

    La dottoressa Gatti è la moglie di quello che aveva raggirato Beppe Grillo con la bufala delle nanoparticelle tossiche nelle merendine (nessun magistrato gli aveva dato credito e la Barilla non è stata “sequestrata”).
    Lei stessa, tali nanoparticelle, le aveva rilevate pure nei vaccini, ma rendendosi conto che andava contro interessi troppo potenti si è poi interessata di quelle che si trovano nei poligoni, collaborando alla manovra di depistaggio voluta da quegli stessi interessi.

    Il tempo è galantuomo: tante imposture diventeranno palesi, prima o poi, ma già oggi chi vuole vederci chiaro ha sufficiente materiale a disposizione.

    Nel frattempo l’Ogliastra viene messo in ginocchio da politici, magistrati e giornalisti che impunemente “divergono” dai loro compiti.

    • maniacus says:

      Da molto tempo la Regione avrebbe dovuto pensare ad un piano di tutela dell’area ipotizzando dei siti alternativi per le greggi e i pastori od altre misure più “draconiane” , magari avrebbe dovuto intavolare una discussione col governo centrale in maniera riservata cercando di concertare tempi e soluzioni “per tempo”, ma Lungimiranza o Prevenzione sono parole sconosciute ai nostri amministratori, essi hanno preferito aspettare, magari sperando che le cose si risolvessero da sole, allo stato attuale invece si continua ragionare alla vecchia maniera: Se non sai (o non vuoi risolvere) un problema trova qualcuno a cui scaricarlo! in questo caso la Magistratura.

      Gli atti presi dalla Dott.ssa Murru e dal Dott. Fiordalisi sono la logica conseguenza della pochezza politica di chi ci governa a livello regionale.

      Le azioni che la magistratura ha compiuto erano assolutamente prevedibili ma nessun amministratore ha fatto ho mosso qualcosa, se non le solite dichiarazioni di principio di scarsa o nulla rilevanza.

      In replica a quanto scritto da Franco Anedda, per quanto condivida le sue riserve su relazione veterinaria, la “scienziata” Gatti, o il “superesperto” Zucchetti, anche lui ha una visione preconcetta e parziale della questione “Quirra”, in termini di Salute Pubblica si deve applicare il criterio di Precauzione quale misura cautelativa negli interessi di TUTTI.

      In termini si Salute Pubblica Quirra non è un questione di uranio si/no o di nanoparticelle si/no, il problema è solo uno si chiama Disastro Ambientale, per la Sardegna tutta c’è un altro problema: La latitanza di chi ci amministra e la sua subalternità rispetto al governo centrale.

      • Franco Anedda says:

        Non credo di avere “una visione preconcetta e parziale della questione Quirra”: mi baso sulle prove documentali e non faccio lotta politica sulla pelle delle persone.

        Il “criterio di precauzione” dovrebbe portare a non commettere il reato di “procurato allarme”, sopratutto se la zona in questione è sottoposta ad esami e campionamenti da oltre 10 anni e l’unico inquinamento, rilevante, trovato è l’arsenico di Baccu Locci la cui messa in sicurezza è iniziata nei mesi scorsi.

        Se si facessero tali esami nel Sulcis, Porto Torres, Sarroch e Furtei, e ne rendessero pubblici i risultati, allora diverrebbe palese dove c’è il disastro ambientale.

        Perché tali luoghi non riscuotono altrettanta attenzione?
        Verrebbe da pensare che il motivo sia la mancanza di basi militari da accusare.

  9. Dove sono spariti i “politici” ? E dove vuoi che spariscano coloro che sino a pochi mesi fa continuavano a predicare che Quirra era una opportunita di sviluppo per la Sardegna? In Parlamento e in Consiglio regionale! E li che si imboscano, pagati da noi, con tanto di immunita per proteggerli dalle cazzate che dicono! Vuoi i nomi? Sono gli stessi che sostengono il gasdotto GALSI, i radar, la chimica verde e i consulenti verdi. Sono gli eredi di coloro che hanno lasciato fare….. Ottana, Portovesme, la Saras e Portotorres…Sono sempre li…Forse dovremo iniziare a stanarli…..

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