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Caso Holy Peep Show. Dalla Provincia un appello al Rettore Melis: “In nome dell’arte e della libertà, conceda l’Orto Botanico a LucidoSottile”

Con l’opportuna premessa che sono sempre il fidanzato di Tiziana Troja (San Giuseppe, praticamente), vi propongo la lettera aperta che l’assessore provinciale alla Cultura, Francesco Siciliano, ha inviato oggi al rettore dell’Università di Cagliari, Giovanni Melis, chiedendogli di ritornare sulla sua decisione di non concedere più (“per motivi tecnici”) lo spazio dell’Orto Botanico di Cagliari alla compagnia LucidoSottile per lo spettacolo “Holy Peep Show”. Le ragazze hanno intanto chiesto alla Nives e alla Zinzer un commento sull’interrogazione dell’onorevole Contu. Mi sembra cosa buona e giusta.

***

Rivolgo al Magnifico Rettore di Cagliari, Professor Giovanni Melis, un appello, non solo nella mia veste istituzionale di Assessore ma anche a titolo personale: conceda l’Orto Botanico alla compagnia teatrale Lucido Sottile per mettere in scena il loro spettacolo. 
 
Vorrei ricordare che quello spazio è stato usato fino a poche settimane fa per altri eventi teatrali. Se nel frattempo fossero sopraggiunti problemi riguardo all’agibilità dello spazio, siamo sicuri che potrebbero essere superati nello stesso modo che ha permesso di realizzare quelle rappresentazioni. Magnifico Rettore, conceda lo spazio, lo faccia in nome della libertà di espressione e per quei tanti cagliaritani, molti dei quali sono studenti universitari nelle facoltà cittadine, desiderosi di poter assistere a una rappresentazione di sicuro pregio e che coinvolge ben 67 artisti sardi, tra i migliori del panorama regionale.
 
Mi rivolgo al Rettore che è uomo di Cultura. Mi rifiuto di pensare che dietro la decisione di negare a Lucido Sottile lo spazio dell’Orto Botanico ci siano ragioni di natura censoria e moralista. Non può essere un manifesto,  certamente non blasfemo, a cancellare un evento dai forti contenuti simbolici e allegorici.  Parlare di “intento scopertamente dissacratorio dell’iconografia cattolica e non solo”, come ha fatto qualche politico cagliaritano, è fuorviante è con corrisponde alla realtà delle cose. Queste inutili strumentalizzazioni sono inspiegabili.
 
La cancellazione dello spettacolo,  a pochi giorni dalla sua messa in scena, rischia di mettere in seria crisi il futuro della Compagnia Teatrale, apprezzata e lodata dalla critica anche a livello nazionale.
 
Confermo la mia volontà di contribuire come Provincia di Cagliari all’evento e invito il Magnifico Rettore, che rappresenta la più importante istituzione Culturale della Sardegna, a garantire la realizzazione di una produzione che ha alle spalle ben due anni di lavoro.  Ci ripensi e la Città di Cagliari gliene sarà grata.  Difendiamo l’arte. Difendiamo la libertà.
 
Cagliari, li 9 luglio 2011
 
 
Francesco Siciliano
Assessore provinciale alle Politiche culturali

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99 Commenti

  1. Daniela says:

    In questi giorni scopro le LucidoSottile e l’assessore alla cultura della Provincia di Cagliari Francesco Siciliano…cessu ma dove vivevo ???????

  2. Elena Pau says:

    da non cattolica cito due cose che mi hanno “scandalizzato”
    una cartolina con effetto tridimensionale vista nelle bancarelle di Fatima: Cristo con la sua croce di spine che apre e chiude gli occhi a seconda di come la muovi;
    una dottoressa sarda che ha prescritto ad una sua paziente depressa e con problemi di convivenza con la suocera la seguente cura: prenda una madonnina di Bonaria, la metta dentro un preservativo e se la infili in vagina; accompagni sua suocera in chiesa e faccia la comunione, e poi appena torna a casa sfili il tutto, metta la madonnina in un vaso di terra fresca con una pianta e butti il preservativo. 50 euro, grazie.
    Credo proprio che quelle cartoline siano ancora in vendita e immagino che quella dottoressa sia ancora regolarmente iscritta all’ordine dei medici.
    La locandina delle Lucido sottile non mi scandalizza affatto perché non vedo alcuna disonestà; riconosco un’idea di teatro ed un gusto drammaturgico che può piacere o no, ma ha diritto al “chi è di scena”

    • Alessandro Valentini says:

      Brava Elena, mi hai ricordato che anni fa in giro per l’Umbria, rimasi basito (e sono ateo) quando davanti alla basilica di Assisi nelle viuzze dove ci sono praticamente solo trattorie costosissime e negozi di souvenir, ho visto in vendita i classici fratacchioni da credenza con alzata di saio e cazzone a molla a sorpresa; ma c’erano anche le suore con alzata di tonaca con esposizione di un’enorme figona pelosa. Ma quello che mi schifò di più fu sapere che, dentro una sala antica nella stessa piazza, si proiettava un filmato che mostrava il crollo del tetto della basilica dopo il terremoto e chi usciva raccontava che il filmato si interrompeva nell’attimo nel quale si vedevano le persone dentro la chiesa che venivano sepolte (e ovviamente si sapeva giaà benissimo che erano gli utlimi istanti della vita di quei poveracci) e che quella scena veniva rimandata fino alla nausea al rallentatore. Questa per me è vera pornografia!

  3. liveislive says:

    Direi che la censura è sempre inaccettabile, non solo nell’arte (ci sarebbe poi da discutere su cosa è arte e cosa non lo è).
    Dal mio punto di vista, il manifesto risulta piuttosto brillante rispetto al p(i)attume cui siamo ahimè abituati.
    Trovo solo la didascalia fastidiosamente pleonastica e di cattivo gusto anche estetico.
    Opinioni.
    Lo spettacolo, mi dispiace che non si faccia anche se non ci sarei andato neppure sotto tortura, così come non sarei andato neppure alla processione della madonna di questo o quell’altro, ma non ho niente in contrario* se gli appassionati della pantomima vogliono metterla in scena e/o assistervi.

    *8xmille a parte, of course.

  4. Muttly says:

    Qualcuno mi saprebbe dire in quale parte del vangelo c’è la madonna con il cristo morto tra le braccia, perchè a memoria non c’è proprio, c’è solo un tipo che va a chiederne il corpo e delle donne che lo bendano e gli mettono gli unguenti come si faceva al tempo. L’unica immagine che assomiglia al manifesto è un opera d’arte fatta dietro pagamento a Michelangelo, quindi nulla di santo o sacro visto che dalle cronache non risulta che Michelangelo applicasse la tecnica di preghiera che si usa durante la creazione delle icone russe. Solo dei cattolici di “forma” e di “cartone” possono offendersi per una intepretazione di un altra opera d’arte fatta dietro compenso che rappresenta un corpo morto del Dio che risorge, peusu dei testimoni di geova la si sta finendo 🙁

  5. Le Lucido Sottile nell’ennesima intervista sull’unione sarda, quella del 9 luglio ci fanno sapere che “sono amareggiate perché ‘finora non è arrivato il sostegno del movimento omosessuale, nonostante la compagnia sia gay friendly’ e felici per gli attestati di stima su Facebook”. La solidarietà richiesta alla Comunità omosessuale è del tutto fuori luogo. Mi chiedo qual’e’ il debito della comunità GLBT nei confronti della compagnia Lucido Sottile. Qual è stata la loro pubblica presa di posizione nei confronti delle lotte per i diritti gay affrontate dalle associazione sarde negli ultimi anni da doverli spingere a sdebitarsi? Ma soprattutto la frase “nonostante siamo gayfriendly” che cosa significa? I gay cagliaritani hanno forse corso il rischio di un’opzione contraria da parte loro, ovverossia un orientamento gayUNfriendly?
    Il termine gayfriendly è già difficilmente digeribile quando viene usato dai gestori di locali pubblici o discoteche, perché ricorda molto i benevoli cartelli posti all’ingresso dei negozi o degli alberghi con la scritta “accettiamo anche gli animali” ed è come abbiamo avuto modo di constatare da anni in città, una adesione spesso unicamente di facciata, motivata da ragioni commerciali (o elettorali) e per raccogliere consensi presso un target economicamente (o elettoralmente) interessante qual è quello gay, a favore del quale, una volta incassati i soldi (o il voto) non segue poi alcun atto concreto ma l’oblio totale (amici di Sel, Pd e Rifondazione tra un attestato di solidarietà alle lucide, guardate un po’ cosa succede a Sassari con l’istituzione del registro delle unioni civile e ricordatevi di quando qualche mese fa chiedevate alla comunita GLBT il voto promettendo mari e monti).
    Nel 2001 la parola “gayfriendly” è oramai sinonimo di “tolleranza” probabilmente intesa come una gentile e magnanima concessione da chi la profferisce, ma che dovrebbe essere recepita come un insulto dalle persone più consapevoli e da chi gay lo è non occasionalmente perché fa moda o trasgressione: l’accettazione piena dell’orientamento omosessuale è un principio fondante dell’ Europa dei matrimoni gay e delle leggi contro l’omofobia.
    Il movimento omosessuale pertanto rispedisca al mittente la gentile concessione di tolleranza da parte della Compagnia e la inviti a proseguire le sue attività promozionali con dichiarazioni o strategie pubblicitarie che non tirino in ballo con finalità strumentali il movimento gay.
    Peppa

    • Marcello says:

      Non so Rifondazione, che comunque le sue battaglie le ha combattute e le combatte, ma che l’Associazione Arc sia ospitata, mi risulta gratuitamente, nelle sede di Via Puccini 51 a Cagliari sede di rapprsentanza dei consiglieri SEL, dove c’è anche il circolo Sergio Atzeni, mi pare già un aiuto. Quindi non fare qualunquismo e soprattutto non prendertela con gli unici partiti che sostengono una giusta battaglia di laicità. Se poi il movimento omossessuale, sempre che tu sia in grado di rappresentarne il pensiero generale, pensa di poter affrontare un tema come quello dei diritti in splendida solitudine prego si accomodi. Un mutamento culturale nona avviene né perché lo dice l’Europa (l’Europa “dei matrimoni gay e delle leggi contro l’omofobia” è ancora da venire, aldilà dei casi specifici e dei grandi proclami) e né perché è giusto, che la Storia della giustizia non sa che farsene. Avviene quando c’è massa critica, moltitudini di cittadini e cittadine che cambiano pensiero, quando c’è politica insomma.
      Poi, esprimere o meno solidarietà alle LS conta evidentemente solo per loro…ma mi pare che una cosa unisca, il pregiudizio moralistico del cattolico medio e un po’ fariseo, contrario sia allo spettacolo dell LS sia al registro delle unioni civili. PEr lo stesso motivo, probabilmente.

      • Io non rappresento il movimento omosessuale, ma ho tutto il diritto di parlare per me stessa di cose che vivo sulla mia pelle quotidianamente e che seguo non soltanto occasionalmente per puro interesse intellettuale. Non mi pare questo il luogo per ripercorrere la “coerenza” con la quale è stata sostenuta negli ultimi anni la lotta per la laicità da parte dalla sinistra e dei suoi alleati, che annoverava tra i suoi più rispettati rappresentanti personaggi come la Binetti (e altri), la quale poteva sostenere senza suscitare particolari reazioni, l’equazione omosessualità = pedofilia. O magari ricordare l’iter dell’affossamento del disegno di legge sui pacs –dico, ad opera dei partiti che “tanto” hanno combattuto la nostra causa. Perché ricordare queste cose, le promesse non mantenute, l’indifferenza davanti agli insulti o le violenze quotidiane nei confronti delle lesbiche e dei gay o le puntuali richieste di voto o di solidarietà da parte degli illuminati dell’ultima ora sulla strada dei diritti civili, oggigiorno si chiama “qualunquismo”.
        Potrei farti un elenco dei partiti e degli aspiranti amministratori che hanno bussato negli ultimi venti anni alla porta delle associazioni e del movimento GLBT mostrando una opportunistica solidarietà “gay friendly” senza avere poi nemmeno il coraggio di scrivere la parola “gay” nel loro programma politico, figuriamoci portarne avanti le istanze una volta eletti. Se poi Sel ospita gratuitamente l’associazione arc nella sua sede, questo è un gesto ammirevole (ma per riallacciarci alla polemica di questo thread ricordo che arc collabora senza problemi e censure con la tanto vituperata Università di Cagliari), gesto che è stato ripagato con l’appoggio dato ai suoi candidati e con la ricca attività culturale che vi viene svolta.
        Se ci sarà un mutamento culturale sarà una gran cosa, significherà che non avremo più bisogno dei politici e dei loro inutili tatticismi e della loro capacità di dividere, significa che vivremo in un mondo migliore dove la condizione GLBT sarà qualcosa della quale realmente non interesserà più niente a nessuno in quanto considerata di pari dignità di quella eterosessuale. E che farà sbadigliare quando verrà usata con immagini allusive lesbian chic e vagamente pruriginose ad uso e consumo etero da parte di qualche compagnia teatrale. Fino a quel momento, che chi gay o lesbica non lo è può pensare di procrastinare all’infinito, servono degli atti concreti e delle leggi non più promesse o prese in giro. Ora con la sinistra in consiglio comunale il minimo che ci si può aspettare, è sulla scorta di quanto è avvenuto a Sassari, l’istituzione del registro delle unioni civili. Su questo, nell’immediato, si misurerà la differenza tra chi ci ha chiesto per 20 anni il voto con vane promesse e chi lo ha chiesto qualche mese fa. E l’abilità retorica solidaristica dei politici di rifondazione, sel e pd venga usata per un commento su questi fatti più seri e non su questi architettati scandaletti di provincia.
        Quanto alle Lucido Sottile, unire e costruire Massa Critica partendo dal loro manifesto pubblicitario e dalla loro furbetta strategia promozionale, beh o siamo tutti vittime di un’amnesia generalizzata o nella migliore delle ipotesi poco informati (ma basterebbe utilizzare google per rinfrescarci un po’ la memoria) per non ricordare quanto le Lucide godessero della forte benevolenza della precedente giunta comunale di destra di Cagliari, questa si inequivocabilmente gayUNfriendly e del suo ex assessore alla Cultura, che fino a qualche mese fa si è speso (e ha speso) tanto per promuovere la Compagnia, togliendo risorse a tutte le altre realtà culturali non allineate con la destra. Che cerchino li la solidarietà, di trasformismi dell’ultima ora ne abbiamo piene le tasche ed è ora che chi ha lautamente mangiato dal piatto della destra si faccia da parte e inizi un meritato e magari salutare digiuno.
        Peppa

        • Alessandro Pani says:

          se questo non è un goal… brava Peppa, mi trovo molto daccordo con le tue opinioni

          • Neo Anderthal says:

            @ Alessandro. A me sembra che rispetto alla partita in corso (per adoperare la tua metafora) sia più o meno uno striscione esposto da qualche parte della curva, o forse un “Buuu”.
            Non vorrei sbagliare, ma a me non risulta che l’A sesso Re Pellegrini abbia gradito l’omaggio delle Lucide. E neppure che nel centrodestra godessero di tutti questi appoggi o addirittura che abbiano “mangiato nel piatto della destra”. A meno ché il capo d’accusa non sia quello di avere lavorato durante le giunte di destra e allora si dovrebbe accusare tutta la gente di teatro dovunque.
            Hanno fatto il loro lavoro, quello che sanno fare e che ad alcuni piace e ad altri no.

            Mi pare invece che l’opinione bigotta, che si è trasformata in censura, sia molto simile se non coincidente a quella che avversa le manifestazioni per i pari diritti e i Gay Pride. D aquestoo punto di vista l’avversario è comune. O no?

            • Ti stai sbagliando, ero presente quando in occasione della rassegna Asmed sull’Africa le Lucide sbeffeggiavano amorevolmente un Giorgio Pellegrini presente in sala, divertito e particolarmente compiaciuto… e comunque a dirla tutta nulla ha impedito allo stesso di scrivere a supporto (scandalo/censura/blasfemia fotocopia dell’estate scorsa ndr) delle Lucide parecchie volte sulle colonne dell’Unione Sarda.
              L’unica novità di quest’anno e che il megafono a difese dell’arte (delle Lucide) lo tiene in mano il neo assessore provinciale alla cultura Siciliano quello che qualche giorno fa ha rilasciato una dichiarazione congiunta con il Presidente Graziano Milia che annunciava Lacrime e Sangue per tutto il comparto culturale, ma che evidentemente aveva come residuo solo 11 mila euro da devolvere a favore dei manifesti 6×3 delle nostre eroine. Dimostrami il contrario.
              Peppa.

        • Soviet says:

          Peppa, francamente mi pare che tu stia sovrapponendo i piani e mischiando la probabile censura ad una compagnia teatrale, i diritti GLBT, i finanziamenti alla cultura, la sinistra, la Binetti (ma come diavolo ti è venuto in mente di associare i termini “sinistra” e “Binetti”?), l’appoggio dei partiti.
          Il mutamento culturale credo sia l’unica soluzione, ma ogni mutamento va aiutato con norme di sostegno e le norme le fanno i partiti. Come dici bene tu, Cagliari deve dotassi di un registro delle unioni civili. Ma per farlo deve essere presentata una proposta in consiglio comunale e approvata. Dai partiti. E come sai, ci sono partiti ferocemente contrari e partiti che sostengono un’iniziativa del genere (che sia ben chiaro, non è niente di eccezionale, ma solo un minimo segnale di civiltà). Sparare nel mucchio non credo aiuti e uno può anche fare il cane sciolto, ma non può prescindere dalla realtà dei fatti. Poi si può anche non percepire l’importanza di una proposta politica che ha un omosessuale dichiarato al vertice della propria organizzazione (qualcuno che non ne fa mistero fin dalla sua giovane età e ti assicuro che il PCI di un tempo non era né SEL, né il PRC) e che lo propone a presidente del consiglio e dunque alla guida del paese.
          Poi va bene tutto, se poi si decide di semplificare definendo “abilità retorica solidaristica” le posizioni espresse dai partiti di sinistra in una società dove l’omofobia è in costante aumento, beh fai pure se preferisci una retorica apertamente omofonica, che gode di gran considerazione presso il popolino, visto le battute grasse sul tema del nostro attuale presidente del consiglio.
          Poi che si commenti su uno scaldaletto di provincia in un blog che posta un articolo dedicato allo scandaletto di provincia, a me non pare strano.

          • Il mio intervento nasceva dalla dichiarazione della attrici della Compagnia
            che dalle pagine dell’Unione si mostravano amareggiate del mancato sostegno da
            parte della comunità GLBT. L’ho percepito per quello che era, una sorta di
            severo rimprovero e non potevo mica stare a leggere senza dire niente. Continuo
            a non capire davvero che cosa mi dovrebbe portare a prendere le difese di un
            manifesto pubblicitario che è stato pensato palesemente per destare scompiglio
            e ha raggiunto il suo intento. Tutti gli altri piani che citi, beh quelli
            vengono a cascata e tutto sommato il caso “presunta censura Lucido sottile” ha
            messo allo scoperto delle dinamiche interessanti e dei riposizionamenti
            politici in progress che magari senza il clamore degli ultimi giorni sarebbero
            passate inosservate. L’entusiasmo che ha portato molti di noi in piazza dopo la
            vittoria della sinistra e le energie ritrovate rischiano di perdersi . E’ il
            momento di vigilare affinché a Cagliari le cose prendano veramente un’altra
            piega come avevamo sperato: nuove facce, nuove idee, nuove persone!
            E’in atto una riconfigurazione da parte di chi è stato organico alle
            precedenti amministrazioni anche in campo culturale. Non si può dire adesso che
            è sbagliato tirare in ballo “chi ha lavorato durante le giunte di destra perché
            allora si dovrebbe accusare tutta la gente di teatro dovunque”. Alt, un attimo!
            Improvvisamente la precedente giunta di destra è diventata virtuosa e al di
            sopra di ogni critica? E le scelte artistiche di Pellegrini (considerato il
            male in Terra fino a qualche tempo fa), sono scaturite unicamente da
            severissimi e ineccepibili criteri artistici e sono state frutto di attento e
            imparziale scrutinio dei curricola che non ha tenuto assolutamente conto di
            coloriture politiche o di adesione anche culturale alla cultura di destra?
            Evidentemente se ci lamentavamo fino ad ieri della scellerata politica
            culturale dell’ex assessore accusandolo di aver seminato disastri nell’ambiente
            culturale cittadino, niente ci dovrebbe impedire di guardare con enorme
            perplessità e giusta diffidenza coloro che hanno beneficiato della sua
            benevolenza.
            Coraggio. In attesa del prevedibile evento clamoroso organizzato nei prossimi
            giorni sulle strade di Cagliari dalle Lucide, senza nemmeno particolare
            impegno, magari con un trasgressivo flash mob organizzato su face book, le
            nostre riusciranno ad ottenere altri minuti di celebrità!…
            (Quanto alla Binetti, quella del cilicio, forse ti è sfuggito che nel suo
            peregrinare da pd-udc-Margherita etc è stata anche senatrice proprio con il pd,
            un partito che se non ricordo male una volta era posto alla sinistra dell’arco
            costituzionale:-‎)
            Peppa.

            • Neo Anderthal says:

              A me pare un caso di censura, indipendentemente dal valore dell’opera, dal prestigio della compagnia, dai conti in sospeso dalle simpatie e antipatie raccolte nel corso dell’attività.
              Mi sembra anche che in questo caso non sarebbe sbagliato, come fanno autorevoli esponenti del mondo del teatro come -tra gli altri- Elena Pau o Alessandro Valentini, cercare di pronunciarsi contro le censure lasciando che la discussione rimanga legata all’oggetto: la scandalosa censura.

  6. Alessandro Pani says:

    “In nome dell’arte e della libertà”… è una frase che fa un pò ridere dal momento che di arte non se n’è mai parlato e che tutto questo baccano è scoppiato a partire da una locandina e non da un prodotto artistico che non è stato ancora visto e che viene descritto di grande qualità dagli addetti ai lavori…
    Continuo a dire che tutto questo caso è solo una grande manovra pubblicitaria, anche se non interamente voluta fino a questo livello.
    Se degli attori vogliono indignare il pubblico o fare qualcosa che scateni la polemica, devono farlo con l’opera stessa e non con la locandina.
    Tutti i discorsi di censure eccetera reggerebbero solo se i divieti fossero scattati dopo la visione dello spettacolo, per ora sono le reazioni bacchettone di vecchi babbioni istigati apposta dal volere a tutti i costi sbattere in faccia a mezza cagliari questo spettacolo di cui non si sa ancora niente e che, dopo tutto il putiferio, ora tutti vorranno vedere.

    • ZunkBuster says:

      Ma hai studiato dietrologia applicata a Harvard?

      • Alessandro Pani says:

        se argomenti le tue risposte sono ben lieto di parlare con te, le insinuazioni sarcastiche lasciamole a chi non ha niente da dire

      • ZunkBuster says:

        Bene, se hai le prove che LucidoSottile abbia preordinato tutto, magari riuscendo a prevedere che l’interrogazione l’avrebbe proposta Felicetto Contu anziché far prendere cura della vicenda direttamente al ciellino La Spisa o a qualche altro sanfedista della Regione, o che la reazione sarebbe stata a livello regionale anziché magari comunale per iniziativa di un Farris o di un Anselmo Piras, tirale fuori, altrimenti diciamo cose serie. Questa è nient’altro che dietrologia buona per romanzi.

        • Alessandro Pani says:

          Non sto dicendo che c’è chissà quale grande disegno dietro a questa roba, ma sta di fatto che esponendo nelle strade una locandina del genere la reazione perbenista (nel caso di felicetto) o delle persone religiose arriva per forza e non bisogna cadere dalle nuvole, è stata messa apposta per fare polemica e scalpore, queste cose sono arrivate con le solite conseguenze. A mio parere sarebbe stato meglio che a fare polemica e scalpore fosse stato lo spettacolo e non una locandina.
          I Monty Phyton hanno fatto scattare la polemica e la censura con “Brian di Nazareth”, Kevin Smith con “Dogma”, Salman Rushdie con “Versi satanici”, con le loro opere insomma, non con gli spot.

          • ZunkBuster says:

            Su questo puoi anche aver ragione, comunque mi sento di escludere che le Lucide mirassero appositamente a farsi censurare e apparire come martiri della libertà di espressione. Hanno esposto argomenti economici molto articolati che giustificano la necessità di far riferimento all’orto botanico come location. Poi io non è che ami particolarmente le cose “blasfeme” per quanto non sia un assiduo frequentatore di chiese, ma resterebbe preoccupante se l’andamento della vicenda disvelasse il solito metodo cattolico-integralista del tipo: “Non ci piace quindi nessuno deve vederlo”, anziché magari sconsigliare ai fedeli lo spettacolo, cosa che avrebbe destato anch’essa polemiche ma sarebbe stata maggiormente legittima.

            • il giullare says:

              Zunk, se ti rileggessi con pazienza tutti gli interventi ‘contro-lo-spettacolo’ qua dentro e nell’altro post, troverai che quasi tutti sono contro-il-manifesto e non contro lo spettacolo!
              Ovvero ‘quel manifesto è vagamente (o indecentemente) blasfemo, lo spettacolo chissà,lo può dire chi avrà voglia/piacere/intenzione di vederlo.
              Ergo, almeno qua dentro, nessun cattolico-integralista dice ‘nessuno deve vederlo.
              Inoltre mi pare, così vagamente, che i cattolici-integralisti siano bigotti, mentre quelli di facciata (di cui felicetto si preoccupa) siano incoerenti. Insomma l’unico cattolico che vi va è il cattolico morto (naturalmente scherzo)?
              diteci allora, voi laici miscredenti pagani e agnostici, come dobbiamo essere per essere cattolici ‘al punto giusto’…

              • ZunkBuster says:

                Ok qua nessuno dice che non si deve vedere lo spettacolo, ma il punto è semplicemente uno: acclarare (perché, stante la mancanza di trasparenza da parte del rettore Melis, al momento siamo sempre tra la dietrologia e le congetture, sia pur legittimate dalle stranezze emerse) se veramente dietro quanto è accaduto si nascondano forme di censura subdola, magari neanche sollecitate dalla Chiesa, ma attivate nell’inconscia volontà di mostrare attenzione verso la Chiesa. Questo, e solo questo, sarebbe deprecabile, e beninteso si attende che il rettore tiri fuori gli elementi tecnici dai quali risulta l’inopportunità di tenere all’orto botanico uno spettacolo che vi era stato da tempo programmato: magari si scoprirà che davvero c’era un problema non superabile e sopravvenuto e saremo tutti più sereni. Per il resto se chi rappresenta i cattolici (intendo la Chiesa, non sedicenti “politici cattolici” con interessi più rivolti a Cesare che a Dio) vuole esprimere a viso aperto il suo parere sullo spettacolo, eventualmente anche affermando che è meglio che i fedeli non lo vedano, non ci sarebbe nulla di scandaloso od illegittimo

              • Dovreste essere cosi’: la vostra libertà finisce dove inizia quella degli altri, e viceversa.
                Chi cazzo se ne frega se credi ad una storiella ben raccontata anche se poi mal riportata e pessimamente rappresentata? Tu credi in dio, madonna, cristo, chi vuoi, qualcun altro crede agli ufo, qualcun altro crede che i pacman siano i nostri profeti.
                Ma io cosa c’entro con quello in cui credi tu?
                Ti da fastidio quello striscione? Dillo, ne hai il diritto. Il problema non sei tu, è il tuo rappresentante in terra, a Cagliari tal Mani.Si è mosso, insieme ai suoi scherani in consiglio regionale, e quello spettacolo NON SI FA PIU’ DOVE ERA PROGRAMMATO.
                La chiesta è il principale motivo della crisi e del nostro paese, in qualsiasi posto al mondo in cui ha cosi’ tanta influenza come l’Italia, il disastro sociale, economico e culturale è sempre dietro l’angolo.
                Della vostra vita fate quello che volete, non rompete i coglioni a noi.
                Mi pare di essere stato chiaro, diretto, comprensibile.

              • Neo Anderthal says:

                “Insomma l’unico cattolico che vi va è il cattolico morto (naturalmente scherzo)?”
                No, nel senso che sì, apprezzo tantissimi cattolici vivi -oddìo, tantissimissimi no, magari, ma Don Gallo e Don Ciotti e Cannavera e tanti, dai, tantissimi altri- e non aspetto che siano deceduti per apprezzarli.

                Però però, ti dico e ti riporto
                che davvero non sopporto
                il (Botanico) Cattolico Orto.

              • Soviet says:

                Come dovreste essere e fare per essere “cattolici al punto giusto” non devi chiederlo ai “laici miscredenti pagani e agnostici (capirai anche tu l’ossimoro presente nella frase: anche i pagani sono credenti…) ma ritrovarlo nell’unico testo che dovrebbe valere più di tutti, il Vangelo (perchè il cristianesimo tutto, e il cattolicesimo non fa eccezione, è religione del libro): vendi ciò che hai, dallo ai poveri e segui Cristo (o ti fai prete o vai a prestare opera in qualche missione, all’estero o in patria). Questo dice il Vangelo su cosa significhi essere cristiani al “punto giusto”…poi non so se il cattolicesimo attuale si basi ancora sul Vangelo. Se vuoi ripassare il catechismo Matteo 19, 21. Sono laico e agnostico e quindi né miscredente, né pagano, ma ho fatto le scuole dai preti con un professore di religione che insegnava anche alla facoltà di teologia.

                • il giullare says:

                  Mi sa che alla fine chi fa dietrologia siete solo voi! Il rettore ha annullato questo ed altri spettacoli e dovreste chiedere a lui le ragioni tecniche di tale annullamento, non inventare pseudopressioni del vescovo di Cagliari, del Papa o di chissà quale gerarchia ecclesiastica. Il mio modo di vedere e vivere il Vangelo esprime il fastido per un cartellone pubblicitario decisamente e inopportunamente (oltre che forse inutilmente) scandalistico. Lo stesso spirito cristiano mi suggerisce di mandarvi pure a vedere lo spettacolo, non sarà il primo nè l’ultimo (ma giusto una piccola osservazione:come mai uno spettacolo teatrale vietato ai minori gode di uan così ‘serena’ benevolenza rispetto allo spettacolo in se e rispetto al contenuto del manifesto? dico iuna cosa sciocca:la locandia in gigantografia di due lesbiche seminude che si baciano,ovvero un improbabile manifesto del nuovo film di schicchi che reazioni avrebbe avuto) e del resto ciascuno è libero di nutrire il proprio ego culturale con rappresentazioni variegate.
                  Solo un piccolo appunto: i cristiani, i cattolici non sono solo i preti e le suore, per fortuna.

                  • Soviet says:

                    Se non si distinguono i fischi dai fiaschi, figuriamoci la pornografia dall’arte. Grazie per il “mandarvi a vedere lo spettacolo” non so se sia un lapsus freudiano o no, ma sicuramente rivelatore di quello che le passa per la testa.
                    È proprio vero, la Chiesa è per la Libertà quand’è minoranza ed è per la Verità quand’è maggioranza!

  7. questi spettacoli “blasfemi” hanno senso proprio perchè portano alla censura e all’indignazione di qualcuno, in questo caso Felicetto Contu..e allora che vogliono le Lucido Sottile?

    • Soviet says:

      Fare lo spettacolo all’Orto Botanico? Ti risulta che le LS abbiano detto qualcosa sul diritto del consigliere Contu di fare un’interrogazione su alcunché? Magari, vista la situazione attuale avrebbe potuto spendere il tempo impiegato a scrivere l’interrogazione in cose più utili. Ma i consiglieri regionali sono giustamente liberi di dare priorità a quello che reputano prioritario (poi, noi semplici elettori, dalle priorità valutiamo i consiglieri…).

  8. Franco Anedda says:

    Mi pare chiaro che quanti, come il sottoscritto, sono indignati per il manifesto blasfemo non hanno nulla in contrario allo svolgimento dello spettacolo.

    Ma ora sembra ci sia un grosso problema: la pubblicità ottenuta in quella maniera ha fatto si che sia venuto meno il luogo dove tenere lo spettacolo.

    Se offendi, devi pure mettere un conto una possibile rappresaglia, senza poi atteggiarti a vittima quando questa arriva.

    Comunque si può facilmente rimediare: l’assessore Siciliano potrebbe chiedere alla Provincia di mettere a disposizione un’area del Parco di Monte Claro.

    Le attività che si tenevano nell’orto botanico potrebbero trasferirsi li senza troppi problemi.

    E’ troppo semplice?

    • Massimo says:

      Ma a lei, signor Anedda, la parola censura non fa, davvero, venire i brividi?
      Ah, no, lei è quello della difesa a spada tratta di Monsignor Money. Tutto per la chiesa, niente contro di essa.
      Peccato che non tutti siamo cattolici, molti neanche cristiani e molti tra quelli che dicono di esserlo soltanto persone animate da un misto di tradizioni e credenze che non passerebbero neanche la lettura del catechismo CEI per i fanciulli.

      • Franco Anedda says:

        Massimo,
        il termine censura non mi fa venire alcun brivido: io il manifesto avrei preferito che fosse censurato e non esposto, come sarebbe opportuno altri manifesti alla Toscani.

        L’arcivescovo è stato attaccato con argomentazioni risibili ed inconsistenti.

        Io non l’ho difeso: ho semplicemente dimostrato, dialogando civilmente, che tali argomentazioni erano, appunto, risibili ed inconsistenti.

        Se non sei cattolico, ha poco senso, da parte tua e di altri, pretendere di voler sindacare l’operato dei ministri della Chiesa, dato che non è consentito neppure a noi fedeli.

        Sarebbe come se i tifosi della Dinamo volessero sindacare le scelte di Cellino nella gestione del Cagliari calcio.

        Noto che tanti, forse troppi, hanno le idee parecchio confuse.

    • Soviet says:

      Se rilegge quanto ha scritto si accorgerà della pericolosità delle sua affermazioni. E utilizzo il termine pericolosità è un eufemismo antiquerela.
      Le rappresaglie sono cose delicate da trattare e io direi che è meglio essere cauti quando le si tira in ballo. Ma dal momento che lei si esprime generalmente in altri termini, la prendo come UNA momentanea sospensione del buon senso.

      • Franco Anedda says:

        Soviet, cercherò di essere ancora più chiaro, dato che hai perso il senso delle mie parole.

        Buonsenso vuole che chi viola una semplice norma della convivenza civile, quale quella di non offendere la sensibilità altrui, sia sanzionato.

        Voi, ne sono sicuro, considerate esacrabili il razzismo, il sessismo ( in questo periodo è di moda l’aggressione agli omosessuali) e altri atti con i quali si può offendere l’altro.
        Ma come potete considerate la blasfemia e la bestemmia lecite?

        Io sostengo che l’altro non debba essere offeso comunque, non va offeso nella sua fede, nel suo essere e nelle sue scelte.

        Chi poi si sente “non cristiano” dovrebbe avere nei confronti di una fede che non gli appartiene ancora maggior rispetto.

        La “rappresaglia” è lecita se consiste nel non collaborare con chi offende, nel negargli l’ospitalità in un luogo comune, magari gli si potrebbero pure negare i finanziamenti…

        Nelle due discussioni aperte sul tema aleggia una domanda alla quale, a mio parere, Vito, da buon giornalista, dovrebbe rispondere: da chi e in che misura è stato finanziato lo spettacolo?

        Abbiamo il diritto di saperlo.

        • Soviet says:

          Franco Anedda, credo che lei conosca il detto: “quando la pezza è peggio del buco”. Intanto è buona norma non attribuire al ricevente l’incomprensione del messaggio: è regola della comunicazione che la responsabilità sia sempre di chi comunica e non di chi riceve. Nel mio caso poi, in genere le cose le capisco subito, a meno che faccia finta di non capirle (anche perché non mi pare stessimo parlando del Tractatus logico-philosophicus di Ludwig Wittgenstein).
          Intanto bisognerebbe capire chi stabilisce la soglia della sensibilità altrui, perché diversamente questa potrebbe essere molto alta o molto bassa e anche le sue o le mie parole potrebbero essere oggetto di rappresaglia.
          Poi bisogna capire qual è l’autorità che decide cos’è blasfemia e bestemmia. Non mi pare che ci siano posizioni chiare su questo punto, visto che lo stesso monsignor Mani non si è espresso.
          L’altro non va offeso, su questo siamo d’accordo, ma a stabilire il confine c’è la legge (ma capisco che se ci si fosse rivolti alla legge il ridicolo sarebbe stato maggiore).
          Il non collaborare come rappresaglia non vuol dire nulla: l’Università dovrebbe essere il luogo laico per eccellenza e quindi assolutamente alieno a qualsiasi forma – palese o mascherata – di censura. Il rettore Melis, in coerenza col sul modo di pensare, avrebbe dunque negato il permesso a Galileo Galilei, perché al sua teoria della terra che gira attorno al sole, contraddicendo un passo della Bibbia, era blasfema.
          Io ho rispetto per tutte le fedi ed infatti nessuno impedisce di professarle e di informare i porri comportamenti personali ai precetti della fede che si sceglie, sempre che siano conformi al diritto (che tutela tutti). Non accetto però che questi precetti li si voglia applicare alla mia vita e che per le credenze di qualcuno, che per me sono solo fantasie sia ben chiaro (non sono e n’è voglio sembrare buonista), debba essere impedito nel mio diritto di uomo adulto di assistere a uno spettacolo se reputo di volervi assistere. Per quanto riguarda i finanziamenti, il fisco non guarda certo la fede, quando pagheranno le tasse solo i cattolici allora forse potranno indicare chi deve godere di finanziamenti pubblici e chi no, ma finché anche noi laici eccetera eccetera pagheremo le tasse, asteniamoci dal dire sciocchezze. Sciocchezze che hanno la stessa radice argomentativa di Berlusconi quando parla di trasmissioni Rai a lui sgradite.
          La domanda che per lei aleggia è una grandissima stupidaggine e per altro fuorviante (oltre che intellettualmente poco onesta), i finanziamenti centrano poco o nulla in questa questione. Facciamo che sono stati pagati con le mie tasse e con quelle di altri come me.
          La domanda è: nel 2011 è lecito che attraverso una scusa si impedisca lo svolgimento di uno spettacolo, con grave danno della compagnia che lo porta in scena, perché qualcuno si sente offeso e qualcun altro – con una grande dimostrazione di codardia – trova una scusa improbabile per non farlo realizzare?
          L’invito a maneggiare con cautela il termine “rappresaglia” resta. Ma forse sono ad essermi spigato male…

          • Franco Anedda says:

            Soviet, provo a spiegarmi ulteriormente, su quello che mi sembra l’aspetto ancora da dipanare.

            Hai affermato: “La domanda che per lei aleggia è una grandissima *stupidaggine* e per altro fuorviante (oltre che intellettualmente poco onesta), i finanziamenti centrano poco o nulla in questa questione. Facciamo che sono stati pagati con le mie tasse e con quelle di altri come me.”
            Vito, da buon giornalista, ci ha esposto un fatto, onestamente ha premesso che in quel fatto è coinvolto per interessi familiari.
            Mi pare assodato che non abbiamo la stessa scala valoriale e quanto per alcuni è blasfemo ed illecito, per altri è arte lecita. Continuare ad argomentare sul tema servirebbe solo ad esacerbare il dibattito.

            Ora resta il problema di come far si che lo spettacolo si possa tenere comunque, a beneficio dei suoi spettatori e senza recare altra offesa a chi spettatore non vuole essere.
            Il contenzioso verte sulla indisponibilità dell’orto botanico e sulla indisponibilità delle LS ad accettare un’altra sede (la mia proposta di Monte Claro ?).

            Qualunque “trasloco” crea disagio e costo, per il primo gli artisti dovrebbero far ricorso alla loro flessibilità per il secondo sarebbe opportuno saperne l’entità.
            Conoscendo il budget dello spettacolo si potrebbe aver chiaro quali cifre sono in gioco e maturare un’opinione.

            I giornalisti devono fare questo: darci più dati possibili sui fatti, distinguendoli chiaramente dalle loro opinioni.
            Chi poi, come Vito, accetta eroicamente il confronto in rete, quando affronta un argomento, avendo fonti di prima mano, non può fare una scelta fra info da dare ed info da non dare, soprattutto se è coinvolto personalmente.

            Da Peppa ho appena saputo che i manifesti (per me blasfemi) sono stati finanziati dalla Provincia con € 11.000,00, a questo punto comprendo l’imbarazzo di Siciliano e vedo alcune cose più chiaramente.

            Io vorrei vedere *tutto* chiaramente: aspetto luce da Vito.

            P.S. “…Facciamo che sono stati pagati con le mie tasse e con quelle di altri come me.”
            Un accidenti!
            Facciamo che i finanziamenti pubblici all’arte vengano decisi con un sistema tipo l’8X1000 e non i base ad ignoti criteri fonte di tanti sospetti, sei d’accordo?

            • Soviet says:

              Credo che ancora le sfugga il punto. I finanziamenti credo siano dati agli artisti sulla base di criteri fissi e verificabili. A meno che non sostenga che la provincia ha finanziato le LS per simpatia e in maniera discrezionale. Quindi, mi pare che questa compagnia abbia il diritto di ricevere finanziamenti come tutti coloro che fanno questo mestiere. Non credo sia un manifesto che lei reputa blasfemo e io no che possa modificare questo.
              Non vedo l’offesa “per chi spettatore non vuole essere”. Non è che l’avrebbero tirata giù dal letto e portata a vedere lo spettacolo all’Orto Botanico! Chi non vuole essere spettatore, come in tutti gli spettacoli del mondo, lo sarà non andando a vedere lo spettacolo.
              Il punto verte proprio sull’indisponibilità dell’Orto Botanico, divenuto improvvisamente indisponibile per ragioni che sembrano più diplomatiche che tecniche, Per altro con danno anche di altre iniziative meritorie che non troveranno più spazio, come le letture per i bambini, e con una posizione di chi l’Orto Botanico dirige – e che quindi dovrebbe essere molto più competente delle sue criticità rispetto ad un rettore che si immagina con altro da fare, che non è apparso molto contento della decisione.
              Quindi il tema è quello della censura e non quello del finanziamento alle compagnie teatrali, che poremo anche aprire, ma che qui ribadisco è mossa di poca onestà intellettuale, perchè sposta la discussione su un altro tema. Facendo un po’ come le forze dell’ordine nei posti di blocco die i luoghi comuni, che se non trovano niente di irregolare, cercano cercano perché qualcosa alla fine verrà fuori. A costo di spaccare personalmente un fanale…

              • Soviet says:

                Personalmente devolvo il mio 8×1000 alla Chiesa Valdese, che utilizza tutti le risorse per progetti benefici e neppure un euro per mantenere strutture, chierici vari e fare propaganda. Lo darei allo Stato, ma come lei sa e se non lo sapeva lo sa ora, lo ripartisce in proporzione con chi l’ha ricevuto, con ulteriori emolumenti per la Chiesa Cattolica. Invece l’arte dev’essere finanziata dallo Stato, con i denari di noi contribuenti in via ordinaria, perché la cultura dev’essere diritto di tutti e non solo di chi se la può permettere.

              • Franco Anedda says:

                Il fanale spaccato (il manifesto) è stato il motivo per il quale è stato intimato l’ALT.

                Potresti obiettare che tanti girano con l’auto in disordine, ma questo non autorizza a esporre manifesti blasfemi.

                Il Nostro ospite ha aperto un altro thread, dandomi del fascista, ho commentato pure li.

                Continuo o trovare il tema dei finanziamenti, ora, più interessante…

  9. zia pina says:

    oiaoia ancora così siamo?

  10. Aristide Libero Mambelli says:

    Un caso da manuale: Lucidosottile dà matto in una mossa.

  11. “Con l’opportuna premessa che sono sempre il fidanzato di Tiziana Troja”…il fidanzato? Alla tua età o sei il marito e sei il compagno…ah ah ah ah ah ah 🙂

  12. Anonimo says:

    Mi consola sapere che EMILIO I° , detto l’Ignorantone , fa già parte di un discutibile passato di servilismi e veleni provinciali , che hanno permesso a troppi compiacenti e sedicenti operatori di cultura di vivacchiare , senza mettere mai il naso fuori dalla Sardegna , che non hanno mai osato né proposto nulla di nuovo . Quando vedo l’ennesimo tentativo di boicotaggio ben mirato , chiedo che i recidivi dell’IMPERO EMILIANO vengano semplicemente isolati e ignorati . Che poi , l’articolo dell’Unione Sorda fosse tendenzioso non mi stupisce per nulla ; ma lasciamo che gli ultimi patetici giullari raglino al vento e pensiamo al futuro , a cambiare le cose , ora che ci sono tempi , i modi e i numeri . A quelli dell’Orto Botanico , infine , auguro solo di svecchiarsi e rinsavirsi prima che la muffa li soffochi definitivamente . Chiudo con una citazione di Goethe : ” Se il diavolo ha tanti nemici non deve essere poi così stupido ! ” ….

  13. L’arte è una cosa seria quando è fatta bene e quando è tale raccoglie i suoi frutti. La Religione non è un gioco! La Religione è qualcosa di molto più serio, talmente seria che qualcuno non sa nemmeno cosa sia. Talvolta l’arte incontra la religione… rispettandola e diventa arte sacra.. La Religione intesa come “dialogo con Dio” non va mai contro le persone nè contro il lavoro nè contro l’arte, perché si muove su un piano più elevato… aspettarsi la reciprocità sarebbe troppo perchè il dialogo è fra uomini… perció si fanno le guerre! manca il rispetto e ci si dimentica che la libertà è Sacra x tutti, anche per me che sono cristiana e considero Dio mio Padre e la Madonna mia madre, e vederli rappresentati in quel modo mi ha fatto male. buona serata a tutti. Carla

    • Neo Anderthal says:

      Carla, “Perciò si fanno le guerre”, quando la tua idea di rispetto della Religione -e di mancanza di rispetto per la religione- deve trovare forza nell’impedire che altri espongano liberamente le loro idee in proposito. E si chiamano crociate.
      Perché se “la libertà è Sacra x tutti”, come dici, allora è sacra anche per chi ha una diversa idea del sacro o magari non ne ha nessuna.
      Se poi un’opera che non hai visto ispira la tua antipatia, per il modo in cui si presenta, tu non ci vai. Chi ritiene di avere motivo di interesse ci va. Si chiamerebbe qualcosa tipo “libertà”.

      • Alessandro Pani says:

        qualcuno diceva che la libertà di un uomo finisce dove inizia quella degli altri… è un principio che ritengo valido per la buona convivenza tra le persone.
        Premetto che sono ateo come un paracarro e che non faccio queste considerazioni per partito preso, anzi faccio lo stesso mestiere della compagnia teatrale in discussione, che avrei difeso a spada tratta se il putiferio fosse scoppiato dopo la messa in scena dello spettacolo per difendere il sacrosanto diritto dell’attore e dei teatranti di esprimere le loro idee nelle sedi adeguate alla loro arte, cosi come per lo scrittore il libro o per il pittore la tela.
        Purtroppo il caso è nato da una locandina deliberatamente provocatoria, non da un’espressione artistica, e la polemica che ne è nata a mio parere era voluta o perlomeno bisognava aspettarsela dato che si è scelto di far parlare più la propaganda pubblicitaria anziché il prodotto artistico che si stava promuovendo.

        • Neo Anderthal says:

          Alessandro, quanto è ateo un paracarro? Mi sa che stanotte andrò a dormire agitato, con un altro interrogativo cosmico a tarlare la mente.
          🙂

          • Alessandro Pani says:

            lo sapevo io che a “paracarro” la gente tirava il freno a mano e non leggeva il resto…-.-

            • Neo Anderthal says:

              Perché il Paracarro è deliberatamente provocatorio, non è un’espressione artistica, e la polemica che ne è nata a mio parere era voluta o perlomeno bisognava aspettarsela dato che si è scelto di far parlare più la propaganda pubblicitaria anziché il’argomento che si stava proponendo.
              🙂

      • a Neo Anderthal:
        scusa il ritardo..
        io non ho mai fatto crociate, come non ho mai chiesto l’eliminazione della locandina n’è dello spettacolo, ho solo espresso il mio star male nel vedere qualcosa che ha ferito la mia fede. Ci sono tanti modi di esprimere se stessi, la propria arte, le proprie idee e i propri sentimenti, il modo che io preferisco per me è quello che puoi leggere: pacifico, semplice e diretto, nel totale rispetto della libertà e ritengo anche inoffensivo vs chiunque. Le crociate Dio non le ha MAI volute, solo Pace!
        buona serata a tutti.

    • Soviet says:

      Guarda un po’, per me invece resta l’oppio dei popoli…quindi facciamo che ciascuno prega per conto suo, come vuole e senza tante storie. Un po’ come dice tuo fratello nella parabola del fariseo e del pubblicano. Ah, Luca, capitolo 18, versetti 9-14.

      • Banana says:

        io sono dell’idea che non esista nulla che possa essere considerato intoccabile a parte la reale sofferenza delle persone e la morte (con alcuni limiti). per questa ragione le levate di scudo cattoliche contro lo spettacolo sono il chiaro segnale che la nostra città è ancora bigotta e provinciale: gente che ha visto e conosciuto poco del mondo e che è così poco sicura delle sue convinzioni da sentirsi in pericolo per una qualsiasi voce contraria e dissenziente.
        io sono per la dissacrazione, sempre.

        • ilgiullare says:

          O banana…e non pensi che per un credente vedere certi manifesti o certi spettacolo possa creare sofferenza?C’è gente che piange nel vedere animali abbandonati o seviziati, ma non versa una lacrima per un bambino in orfanotrofio o per un sacerdote ammazzato in missione. Se quel cartellone pubblictario (attenzione, non lo spettacolo, ma il cartellone che mi obbliga a vedere una cosa che se posso scegliere non vado a vedere nè all’orto botanico nè al teatro massimo) lo ritieni un innalzamento del tasso di civiltà…a beh..allora voglio restare incivile!!!Se per te persone credenti e magari pure praticanti manifestano il loro dissenso e il loro fastidio davanti a un certo tipo di dissacrazione, beh ti stupiresti nel sapere che non solo non sono bigotte, ma magari sono pure assidue affezionate di radiopress e di questo blog che non mi risulta sia imposto dal papa o dal vescovo!e sei tanto sicuro che che chi ha fatto una scelta di fede cattolica vissuta e praticata sia perchè ‘ha visto così poco del mondo’ ? Hai una così piccola considerazione di chi crede in un Dio creatore e presente nella propria vita da pensare che non sia mai uscito dalle sagrestie? poveretto te..altro che!!Tu dissacra quanto vuoi, ma lasciateci la possibilità di dire che non ci piace che giochiate con le nostre convizioni. O magari vorresti che in nome della democrazia,della laicità, dell’arte fosse tutto ‘relativo’ e tutto uguale…mi spiace il tutto uguale appartiene al tuo tiepido mondo di valori tutti uguali. Per me non tutti i manifesti sono uguali! Ma, se non ricordo male, neppure per tanti democratici e laici qua dentro e in facciadilibro i manifesti sono tutti uguali, se ricordo bene i tanti che si sono indignati per i manifesti di Lassini a Milano o della Lega conto Pisapia…a già…la democrazia funziona solo in un senso…solo quando io posso imporre la MIA visione del mondo.
          PS: giusto per chiarire, non sono NE’ destrorso, NE’ berlusconiano, sono un cosiddetto cattocomunista che prova a vivere le sue convinzioni anzitutto nella sua vita e prova anche non imporle agli altri, ma se mi pesti il piede te ne dico quattro. e quel cartellone IMPOSTO alla mia vista è un piede pestato, non tanto lo spettacolo di cui, francamente farò comunque a meno

          • Neo Anderthal says:

            Scusa, Giullare, ma tu la libertà di dire che non ti piace e anche quella di indignarti, se preferisci, ce l’hai abbondantemente.
            Lascia che altri siano liberi di produrre i manifesti che vogliono, anche se non incontrano il tuo gusto o le tue preferenze, altrimenti e allora sì che
            “la democrazia funziona solo in un senso…solo quando io posso imporre la MIA visione del mondo”, come dici ironicamente.
            Trai le conseguenze di quanto affermi, e per esempio leggi in proposito il commento -come sempre articolato e con argomenti sui quali riflettere- che Gianni Campus ha postato qui di seguito.
            Le sensibilità “da non urtare assolutamente” appartengono alle dittature, anche alle dittature della “buona creanza” o del rispetto di ipotetiche maggioranze. Che spesso -come afferma lo stesso Felicetto Contu- sono in realtà preda della ipocrisia del rispetto per le forme esteriori, e sono infatti “credenti” per inerzia e non per convinzione, e si urtano per riflesso condizionato. Basta questo a fermare la messa in scena di uno spettacolo già programmato?
            Quanto ai manifesti di Lassini -che ti ricordo avevano la scritta “FUORI LE BR DALLE PROCURE- non vedo come tu possa paragonarli: da un lato c’è una espressione artistica, discutibile quanto si vuole ma libera e soggettiva, dall’altro una rivendicazione/intimidazione (FUORI) su un fatto inesistente (LE BR DALLE PROCURE) a sostegno delle posizioni di imputati eccellenti e abusanti del loro potere contro il legittimo esercizio della giurisdizione.
            Forse è meglio non allargare il campo con discussioni e esempi off-topic.

            • Neo Anderthal says:

              “prova a vivere le sue convinzioni…e prova anche non imporle agli altri, ma se mi pesti il piede te ne dico quattro. e quel cartellone IMPOSTO alla mia vista è un piede pestato, non tanto lo spettacolo…”

              Amico Giullare, considera questo: quel cartellone non è, come tu affermi, IMPOSTO, ma è ESPOSTO, e c’è una bella differenza.
              Il tuo piede è infatti intatto, mentre il tuo sguardo si può posare su qualsiasi cosa, e chiunque, se siamo o vogliamo vivere in un mondo che accorda libertà di pensiero e di espressione, ha il diritto di esprimersi come vuole o crede opportuno. E tu o voi non avete nessun altro diritto che dire o scrivere che a voi non piace.

              • il giullare says:

                “E tu o voi non avete nessun altro diritto che dire o scrivere che a voi non piace.”
                che è esattamente quello che ho detto dall’inizio e che mi si continua a contestare quasi fosse lesa maestà. E se ti rileggi l’intervento di Felicetto…ha lo stesso tenore (nelle sedi opportune e nei modi e tempi che il suo elettorato gli ha dato), non avendo nemmeno lui avuto l’ardire di porre un veto sullo spettacolo in sè. Ma l’equazione “chi ha detto/scritto che il manifesto è ‘eccessivo’=chi ha imposto lo stop allo spettacolo’ è troppo facile da fare…ed è purtroppo sballata. C’è qualcuno più realista del re, ma non sono io, e forse nemmeno Felicetto!!

                • Neo Anderthal says:

                  Scusa ma l’argomento del post non è “mi piace il manifesto/non mi piace il manifesto” -e ti faccio notare che io non ho espresso nessun parere in merito, infatti-.
                  Si discute della censura praticata e subita.
                  L’insistenza sulla offensività o lo scandalo procurato dal manifesto “IMPOSTO” mette in ombra il problema.

                  • il giullare says:

                    allora ti faccio notare che la scenetta della lucido sottile qua sopra sottintende invece che sia stato propro felicetto a far bloccare lo spettacolo. L’insistenza sulla censura operata (eventualmente) dal rettore e non da felicetto mette in luce che è colpa dei cattolici bigotti e medioevalisti presenti su questo e in altri ambiti se in Italia manca la democrazia e la laicità dello Stato.

                    • Neo Anderthal says:

                      E invece no? E’ per via dell’inagibilità dell’Orto Botanico?
                      A proposito di altri ambiti: è colpa mia -o forse di Mommotti, forse tua o del Sindaco Zedda “che non fa dichiarazioni”- se non si riesce a fare una legge minimamente attuale sul riconoscimento delle coppie di fatto e/o sui diritti delle famiglie omosessuali? E una legge sul fine vita rispettosa delle volontà delle persone?
                      Mi sembra di rilevare una piccola contraddizione, in quanto affermi. Oppure siamo d’accordo, è colpa dei bigotti…

        • Riccardo Plaisant says:

          @ Banana: quanto mi trovi d’accordo! Anche io sono per la dissacrazione, sempre.
          Tuttavia non credo, come Siciliano, che il manifesto in questione sia “certamente non blasfemo”. Il manifesto, a mio parere, è blasfemo (nel caso in cui non volesse esserlo lo troverei fuori tema o realizzato male). Penso che la questione sia un’altra: la blasfemia non ha, necessariamente, una valenza negativa. Anche in questo paese, in cui abbondano i cattolici ipocriti, sono tantissimi i commenti e gli atti blasfemi a cui assistiamo ogni giorno. Il fatto che non interessino (laddove altri preferirebbero “offendano”) la religione cattolica, fa sì che non vengano percepiti come tali: blasfemi.
          Per poter affermare che la nostra città sia ancora bigotta e provinciale non credo ci sia bisogno che si verifichino episodi come questo. Ma, visto che siamo tutti d’accordo nel pensare che a Cagliari un simile manifesto non sarebbe passato innavertito, cosa ci si poteva aspettare da un politico ultraottantenne? Che leggendo il fumetto “Pinocchio non dire le bugie!” si sentisse catapulato nel mondo di Collodi.
          Sia chiaro che trovo ridicola, e ipocrita, la soluzione adottata e le motivazioni che l’hanno determinata.
          A margine: non credo che l’artista sia libero (meglio, credo che storicamente l’artista non sia mai stato libero); la capacità dell’artista sta proprio nel gestire la propria libertà, e determinarne i confini – a volte oltrepassandoli – nel tempo in cui gli è dato vivere.

        • più conosco il mondo, e lo conosco ancora troppo poco, e più aumenta la profondità delle mie convinzioni cristiane! ma nonostante i viaggi da me intrapresi negli ultimi 20 anni,nei diversi continenti, posso confermarti che è possibile scorgere il male o il bene più nell’approfondire la conoscenza di ciascun singolo e ascoltando o leggendo come in questo momento x esempio, che nell’osservare nel corso di un viaggio una popolazione povera che sfrutta i più piccoli o le donne indifese x recuperare soldi, conoscendo la storia, riesco a dare un senso, anzi una ragione al perché di un certo cancro sociale, che nasce dalla fame e povertà, mentre non riesco a trovare il perchè di una affermazione come la tua… al di fuori da un puro sentimento di frustrazione e di odio che lasci trasparire.. non trovo altro. amati un pó di più.

    • Sono credente e praticante, ma questo è – ovviamente – un fatto mio: lo dico solo perchè sia chiara la mia posizione mentale.
      Anche la mia mente, al vedere l’immagine in questione, è inciampata nello skandalon, in quella soglia inattesa e – ontologicamente – scandalosa. Se quello non fosse stato il suo obiettivo – scandalizzare – non se sarebbe percepita l’utilità.
      Bene, lo scandalo, come rottura di un sistema di attese, serve a promuovere attenzione e informazione: produce infatti disordine, cioè entropia. Dopo quello skandalon, varcata quella soglia, bisogna leggere il messaggio, percepire l’informazione.
      Qual è? Non lo sappiamo, e non lo sapremo, se lo spettacolo non viene visto, E’ forse un’informazione insita nello stesso skandalon – come certe opere di Cattelan o di J.Christo (l’impacchettatore) o di P. Manzoni (merda d’artista)? non credo.
      Credo che quella sia solo la copertina. Vorrei leggere il libro.
      Quanto alle dissacrazioni, ricordo O.Toscani. Ma ricordo anche tante orribili immagini quotidiane, rimosse e in corso di rimozione: campi di sterminio, occhi di bambini terrorizzati e affamati, vicini scomodi e “brutti”.
      Che Dio ci salvi dal fariseismo: Signore, non ci indurre in tentazione.

    • cara Carla sul fatto che Cristo debba essere rappresentato con l’enfasi adeguata,di un livello irraggiungibile dall’uomo,mi viene da chiedere perchè chi dovrebbe rappresentarlo ,e cioè la Chiesa con tutti i suoi ministri, ne ridicolizzi la sua grandezza politicizzandola.La Chiesa è diventata uno spartizione di potere e di poltrone che,al pari dei politici, chi vi ci siede sopra non vuole lasciare!Non condanniamo chi,a vario titolo,descrive la religione dal suo punto di vista che non è e non può essere quello della Chiesa ,ma liberiamoci dal peso di chi,come il vescovo di cagliari ha reso le parrocchie del cagliaritano delle attività imprenditoriali dove l’economia prevale sulla partecipazione dei fedeli e sulle conversioni! Io come cattolico praticante mi preoccupo di avere una guida giusta che parli e viva come Cristo.Speriamo che il nuovo vescovo (se il PAPA raccoglierà la richiesta dei fedeli sardi mandando subito in pensione l’attuale) rappresenti Dio e la Madonna nel modo giusto!

    • Carla… l’arte è quello che ne fa l’artista, il cui obiettivo è quello di trasmettere emozioni. Lo stesso fatto che tu scrivi queste cose da legittimità artistica alle Lucido Sottile.
      Per capirci. Avrai notato che l’immagine del cartellone, che solo in una città di menti piccole come Cagliari può essere considerata forte, nulla ha a che fare con tua madre, la Madonna, e con tuo padre, Dio. Ha a che fare con La Pietà di Michelangelo: l’oggetto è l’opera d’arte in se, non il soggetto dell’opera d’arte. Quel cartellone esiste perchè Michelangelo a 20 anni ha fatto La Pietà. E loro, le Lucido Sottile, sopra ci hanno messo un pò delle loro ossessioni… Non so se sono riuscito a spiegarmi. Puoi rimettere il tuo fastidio a posto.
      Hai idea di quante siano state le rivisitazioni della Pietà di Michelangelo nella storia dell’uomo, con una concentrazione negli ultimi 30 anni al limite del “trito e ritrito” ? Per citare l’ultimo caso, a Venezia, Jan Fabre ha presentato la sua personalissima Pietas (http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2011/06/postpietas-large.jpg).
      Ecco, se proprio vogliamo dire una cosa, per tornare all’assunto iniziale che l’arte è quello che ne fa l’artista, diciamo che le Lucido Sottile, al momento, hanno fatto pochissimo di originale, hanno sempre scopiazzato qua e la, in questo caso ad esempio piuttosto male e con un’idea debole, il trito e ritrito di cui parlavo sopra, e ho idea che stiano cavalcando in maniera strumentale questa polemica per avere indietro un pò di pubblicità.
      Detto questo, io aprirei per le Lucido Sottile l’orto botanico, il palazzo del comune, della provincia, qualsiasi luogo.
      La censura, a cosa poi?, non è tollerabile per l’espressione artistica.
      I censori, nei nostri tempi, ottengono quasi sempre il risultato contrario di quello atteso.
      Pensiamo a Cattelan, che sulla banale trasgressione e sui censori (e successivo battage sui media) ci ha fatto la carriera, nonostante anche lui di idee ne abbia da anni davvero poche.

      • Soviet says:

        Quindi, secondo te, le Lucido Sottile cosa avrebbero dovuto fare per non “cavalcare la pubblicità”? Perché se affermi che hanno fatto una cosa avrai certamente. Un’idea di come si possa fare il suo contrario…di pubblicità caro mio non si mangia a questi livelli. La cosa sarebbe potuta essere credibile con uno spettacolo replicabile ovunque, ma questo va fatto all’Orto botanico e non farlo comporta molte più perdite di quanto questa pubblicità faccia guadagnare.

        • Niente, le Lucido Sottile non mi piacciono, per niente, lavorano sul visto rivisto e stravisto, e il fatto che cavalchino in maniera anche un po’ sguaiata (con i giornali amici a traino) questa cialtronata messa in piedi da rettore, chiesa e classe politica di psicotici, degna di una città di ultraprovincia come Cagliari, mi conferma che, come dici tu, tendono molto più a mangiare grazie alla pubblicità fine a se stessa, rispetto alla capacità di vendere e creare consenso intorno al loro spettacolo. Ho visto due spettacoli loro, entrambi decisamente impresentabili (uno, lucido sottile tv show, quasi imbarazzante).
          Detto questo, come ho scritto, la sola idea di censura mi porterebbe ad aprire per le Lucido Sottile qualsiasi Orto Botanico, palazzo, luogo di cultura possibile ed immaginabile e mettermi le magliette che inneggiano alle Lucido Sottile.
          Ma ripeto, è una cosa piccola di una città di provincia. Tempesta in una tazza da te.

  14. Soviet says:

    Mi pare che ci sia più d’uno che reputi ogni occasione buona per prendersela col nostro giovane sindaco.
    Un consigliere regionale presenta un’interrogazione perché si sente offeso dalla “dissacrazione dell’iconografia”, dopo un po’ il rettore di un’università rende indisponibile lo spazio su cui lo spettacolo è costruito (se lo spettacolo è itinerante all’interno di un orto botanico, si può fare solo lì. Solo un idiota, e ripeto la parola idiota, può pensare che sia trasferibile senza una profonda revisione da qualche altra parte. Quindi la storia della pubblicità è veramente stupida) mandando all’aria il lavoro di oltre 60 (67 mi pare) persone e il problema è che Massimo Zedda non ha dato la sua opinione tra ieri e oggi – perché oggi i giornali hanno dato spazio alla notizia. O pensate che stia tutto il giorno sul blog di Vito?
    Ragioniamo di censura, comune senso del pudore, apertura degli spazi pubblici all’arte. Ma che qualcuno usi ogni argomento per grattarsi qualcosa che gli rode nei confronti di Massimo comincia ad annoiare.

    • ZunkBuster says:

      Ayò o Soviet adesso non fare come Soru e i suoi accoliti … che abbiamo tutti fatto campagna appassionatamente per Massimo Zedda, gioito per la sua elezione, nel mio caso anche appoggiato la sua condotta nella formazione della giunta nonostante non andasse esattamente secondo gli interessi di chi ho votato (PD) vuol forse dire che dobbiamo abdicare al diritto di vigilanza e se necessario di critica sul suo operato? In termini di comunicazione pubblica purtroppo, salvo l’eco suscitata da qualche iniziativa meritoria, il sindaco è inesistente, la sua pagina Facebook e il suo sito web sono inanimati, e ora non possiamo neanche dare la colpa all’Unione Sarda dato che ci sono altri due quotidiani, e non dico ovviamente che debba starsene lui fisso su internet a controllare le notizie puntualmente anticipate da Vito Biolchini e poi riprese dai quotidiani … non ha uno staff, non ha qualcuno che possa occuparsi dell’aspetto comunicazione per lui? Su questioni così delicate si impone da parte di un sindaco che abbiamo votato anche per essere il portavoce di precisi valori un’attenzione che ha dimostrato perfino Paolo Maninchedda, a parte l’assessore provinciale alla cultura Siciliano e il PD cittadino e in particolare Claudio Cugusi. Scrivi altrove che deve pensare a “fare il sindaco”, ed è giusto, ma questo vuol dire che il sindaco deve estranearsi da ciò che avviene in città? In tal caso scusa eh, ma il comune potrebbero tranquillamente gestirlo la dottoressa Mancini e il segretario generale … penso che il ruolo di un sindaco si distacchi un po’ da quello di un semplice burocrate elettivo.

      • Soviet says:

        Estranearsi dalla città perché non passa il tempo su Facebook? Ayò Zunkbuster, puoi fare di meglio! Forse voi del PD siete troppo abituati a Renzi…solo comunicazione e distintivo. Lo sai com’è Massimo, parte tardi ma poi vince le elezioni. Era in ritardo dopo le primarie, poi sera in ritardo sull’anfiteatro, poi era in ritardo sulla giunta, è sempre in ritardo ma poi chissà come risolve le situazioni.
        Invece, premesso che tutti l’abbiamo votato, tutti abbiamo gioito per la vittoria, tutti ecc. ecc., alcuni di questi tutti alla prima necessità si chiedono dove sia il sindaco se non commenta a tamburo battente e che se non interviene subito tanto vale che faccia fare il sindaco ad altri. Magari potevate candidare la Mancini alla primarie.
        Per quanto riguarda la tempestività del PD cittadino, la cosa non può che riempire i nostri cuori di gioia, vuol dire che ogni tanto ce la può fare, ma vediamo come reagirà l’anima cattolica, che mica sono tutti Claudi Cugusi…

        • ZunkBuster says:

          Caro Soviet, non amo particolarmente Matteo Renzi, però la comunicazione è importante, e aggiungo la comunicazione fatta nei tempi e nei modi di oggi, che tra l’altro tanto hanno aiutato Massimo Zedda, a dire il vero più per l’entusiasmo dei suoi sostenitori che per la sua personale presenza. Si da il caso che un certo Barack Obama, che ha problemi un po’ più complessi di cui occuparsi dell’amministrazione di una media città italiana, non manca mai di informare i suoi oltre 20 milioni di sostenitori attraverso Facebook e Twitter; si potrà certo obiettare che una cosa è lo staff di Barack, un’altra quella di Zedda, ma non credo neanche che il sindaco abbia difficoltà per la sua comunicazione personale (che non dovrebbe rimanere racchiusa nel muffito sito dell’ufficio stampa del Comune o affidata a comunicati stampa magari pronti per essere distorti dall’Ugnone) a trovare un volontario che gli sbrighi il lavoro a costo zero … magari senza interloquire con chi posta i commenti come fanno vari consiglieri-blogger, che del resto il seguito di Zedda se lo sognano, ma almeno informando e puntualizzando.
          Poi la città sicuramente avrà problemi più urgenti, ma una presa di posizione chiara non credo costerebbe molta fatica al sindaco.
          Quanto al problema delle varie anime del PD, Cugusi è un laico intransigente e da lui non potevamo attenderci che una posizione coerente sul tema, si è pronunciato Yuri Marcialis (anche se ho l’impressione che non padroneggi ottimalmente Facebook), quanto alle anime cattoliche del PD il problema esiste, ma SEL è forse un partito ateista per definizione? Non mi risulta, mi pare che anche Nichi Vendola si professi cattolico, per quanto ciò gli costi sicuramente fatica al cospetto delle modernissime posizioni sull’omosessualità di Razzingher. Ad ogni modo dopo anche il capogruppo di SEL ha preso posizione pubblica e onore al merito, ma sarebbe stato gradito lo avesse fatto tempestivamente anche il sindaco … poi continuerà ad essere Zedda Fabio Massimo il temporeggiatore, che arriva tardi ma vince sempre, e ce lo auguriamo tutti per il bene della città, ma quando sono in ballo problematiche inerenti ai diritti civili forse sarebbe il caso di temporeggiare un po’ di meno. Sempre meglio comunque delle posizioni che stanno prendendo gli impareggiabili soriani su Sardegna Democratica per pura antipatia personale nei confronti di una persona libera come Vito Biolchini.

          • Soviet says:

            Caro Zunkbuster, mi piace questa risposta. Quando le argomentazioni sono chiare, argomentate e intelligenti fa anche piacere essere “replicati”.
            Siamo d’accordo su una non particolare simpatia per Renzi e anche sull’importanza della comunicazione. Quello che però a me infastidisce è l’utilizzo di qualsiasi occasione per sottolineare una qualche mancanza di Massimo, che preferisce lavorare alle cose un po’ sottobraccio invece di strombazzare ogni volta ogni piccolo atto (ecco la differenza con Renzi, certamente molto più abile a prendersi al scena, anche se spesso sembra un Berlusconi giovane). Non credo che il termine “temporeggiare” sia quello più adeguato quindi. Se poi il paragone è con Fabio Quinto Massimo “Cunctator”, il temporeggiatore, la Storia insegna: quando il senato lo rimosse a causa della sua strategia, i romani incorsero nella disfatta di Canne!
            Hai ragione quando dici che Obama, che pure di cose da fare ne ha certo di più del sindaco di Cagliari, riesce a gestire la comunicazione molto bene, ma è oltre la metà del suo mandato. La costruzione di uno staff non è cosa che si fa con lo schioccar delle dita e anch’io mi auguro che presto il nuovo sindaco sia in grado di seguire in tempo reale tutto quello che succede a Cagliari. Bisogna però dare attenzione nel non confondere l’agenda del blog con quella di Cagliari: chi frequenta questo spazio, come faccio io e come fai tu, può correre il rischio di vedere deformato l’ordine del giorno della città confondendo il reale col virtuale. Non è questo il caso, perché sulla cultura si è fatto un pezzo importante di campagna elettorale e dagli artisti è arrivato a Massimo un appoggio appassionato. Per cui una presa di posizione me la auspico anch’io.
            Per quanto riguarda l’influenza della componente cattolica, in SEL è assolutamente laica, lo stesso Vendola – cattolico praticante dichiarato – mantiene questo aspetto nella sfera privata. Nel PD è un po’ diverso perchè alcuni, cresciuti da democristiani (tipo il Renzi di cui sopra), le sirene delle gerarchie ecclesiastiche le sentono eccome! Non sto qui a ricordi le vicende dell’ultimo governo di centrosinistra perché sono sicuro che le sai quanto e forse più di me.
            Per quanto riguarda i soriani, credo che non abbiano ancora capito bene una cosa: che considerare contro tutti quelli che non sono con loro non è una buona prassi in politica. Oltre al fatto che la democrazia è una cosa che si può imparare da molte parti, ma non nell’impresa, che mi pare sia l’unico luogo che Soru frequenti con qualche profitto.
            Vito fa il suo mestiere con onestà intellettuale, a volte si può essere d’accordo con lui, altre no. Ma chi non gli riconosce questo ha una visione dell’informazione non molto diversa da quella del nostro ineffabile premier.

            • ZunkBuster says:

              Mi fa piacere che la risposta, comunque non studiata per captatio benevolentiae, ti sia piaciuta, siamo qui per confrontarci. Tra Renzi e Zedda, a prescindere dalle appartenenze partitiche, continuo comunque a preferire di gran lunga Massimo Zedda, penso che il primo faccia l’effetto di un gran furbacchione, il nostro sindaco ancora quello del ragazzo della porta accanto. Poi casomai il problema è che se Zedda vuole interpretare il suo ruolo di sindaco in modo low profile come primo servitore della città, approccio peraltro molto positivo, è necessario che un buon apparato di comunicazione sia tempestivamente pronto a rimuovere le “zone d’ombra”, ossia quei casi in cui il difetto di comunicazione può far pensare al cittadino cose errate, magari agevolato dalla disinformazija militante dell’Ugnone (magari pronta a incolpare Zedda anche della calura soffocante di questi giorni).
              Per il resto, e in particolare sul problema cattolici-PD, mi sembra che più che un problema di anime cattoliche vi sia un problema di potere interno al partito, perché onestamente non credo che un Paolo Fadda faccia da tempo la fronda appoggiandosi anche all’UDC e al PDL perché portavoce dei valori cristiani; poi, piuttosto che restare sconsolati per il costante atteggiamento di certi cattolici che confondono la libertà di culto col diritto di imporre agli altri la loro visione della vita, purtroppo non so che dire. E’ un problemino che ha anche il PDL da quando Berlusconi per farsi perdonare il bunga-bunga da disponibilissimi prelati pronti a “contestualizzare” ha imposto su certi temi la linea di Razzingher conculcando le sensibilità laiche che pure esistono anche lì. Peccato che quanto al manifesto delle Lucide di “contestualizzare”, in un contesto che riguarda l’arte e che sicuramente non aveva intenti soggettivamente offensivi nei confronti dei credenti, non se ne parli nemmeno.
              Continuo a credere comunque che tutti siano curiosi di conoscere l’opinione del sindaco a proposito: finora ha manifestato un grande equilibrio e penso che saprebbe mettere un punto fermo anche a questo riguardo.

      • arrogutottu says:

        I giornali e i tg sono due giorni che ne parlano. A onor del vero un quotidiano, ora ho difficoltà a ricordare quale, già ieri ha dato notizia di un contatto delle Lucido Sottile e la Giunta Comunale nella persona dell’ass. Puggioni che avrebbe interpellato le due attrici per informarsi dell’accaduto.
        E’ evidente che il problema di fondo non è che Massimo Zedda non si sia ancora espresso, ma non vedo perchè non si possa richiamare l’attenzione anche su questo aspetto, senza dover essere considerati serpi velenose che covano in seno chissà quale rancore. Non dubito peraltro che abbia le sue buone ragioni così come son convinto che la giunta sia partecipe di quanto accade e se ne stia occupando.
        Proprio perchè è il nostro sindaco, dal quale peraltro ci attendiamo particolare sensibilità sui temi legati alla cultura, si avverte il bisogno di una sua autorevole presa di posizione. Che son certo arriverà.

        ps
        zunk, se il sindaco vuole comunicare non ha bisongo di utilizzare canali quali facebook o il suo sito personale. Dirama un comunicato stampa, e viene ripreso da chiunque.
        Peraltro ha il sito istituzionale a disposizione: http://www.ufficiostampacagliari.it/

  15. Muttly says:

    Finirà come “Gola Profonda” tutti vorranno vedere cosa c’è di così tanto speciale 😀

  16. Neo Anderthal says:

    L’argomento censura=pubblicità gratis=tutti contenti mi sembra che stia diventando parecchio insistente.
    E mi pare un argomento insostenibile.
    Prima di tutto chi prepara spettacoli non lo fa per “farsi propaganda” non mettendoli in scena, ma c’è chi sembra pensare che la “provocazione” del manifesto sia stata voluta a questo fine e che quindi le reazioni bigotte e censorie siano in fondo benvenute, perché comunque “fanno pubblicità”. Le Lucido Sottile quindi “se lo sarebbero cercato” e in fondo saranno ripagate. Ipotesi folle per chi avesse una vaga idea del lavoro che costa anche solo fare una recita parrocchiale -quelle sì che sono benvenute!-.
    Quindi c’è la questione di un lavoro pronto, già autorizzato, che viene annullato per indisponibilità della location prevista (pre-vista!), che pure ha ospitato attività teatrali molto di recente, per improvvisi scrupoli del Rettore Magnifico Melis. Talmente improvvisi questi scrupoli, e così concomitanti con le perplessità sollevate da un autorevole Signore, che è legittimo considerarli quantomeno passibili del sospetto che non di sicurezza si tratti ma di puri pretesti utili a levarsi la seccatura delle accuse di aver collaborato, concedendo lo spazio, ad un’opera teatrale che nessuno ha visto ma che troppi si affrettano a definire “dissacrante” a priori.
    Ci sarebbe poi la trascurabile questione della libertà di espressione e della censura, anche adottata con strumenti obliqui.
    Io riassumerei in tre domande le questioni che mi pare abbiano una qualche sostanza:
    1) si può sulla base di improvvisi argomenti relativi allo spazio ma ben poco sostenibili annullare uno spettacolo programmato e – di conseguenza – annullare addirittura la agibilità dello spazio in questione per ogni iniziativa futura?
    2) chi paga il lavoro preparato e quindi già svolto dai -sembra 67- lavoratori dello spettacolo coinvolti?
    3) esiste un campo in cui la libertà dell’espressione artistica debba essere vincolato da non si sa bene quali motivi di opportunità? Chi e quando stabilisce i validi e opportuni motivi per non fare uno spettacolo?

  17. Gabriele says:

    “Mi rifiuto di pensare che dietro la decisione di negare a Lucido Sottile lo spazio dell’Orto Botanico ci siano ragioni di natura censoria e moralista”
    Io invece credo proprio che sia stato fatto per questo motivo. Cagliari, mi dispiace per me e per altri con una mente vagamente aperta, è una città con un discreto numero di razzisti (vedi alta marea), omofobi (vedi poetto) e bigotti (per quanto sia un termine scialbo per definire questi personaggi) che son disgraziatamente messi in posizioni tali da poter imporre al prossimo il proprio credo morale o etico (quando non religioso) mascherandolo con giustificazioni ridicole.
    Stiamo parlando di una rappresentazione teatrale, non di un gruppo terroristico. Se qualcuno si sente offeso, che non ci vada. Le entità sovrannaturali non si offendono di certo

    • Neo Anderthal says:

      Razzisti a Chiagliari? O Garbiele, ma là che alla Altra Marea ched’erano Quartesi! Non ti confundere!
      🙂

  18. Enrico says:

    Ora che lo spettacolo si è pubblicizzato, sarà bene lasciare in pace il povero Orto Botanico che non ce la fa e trovare un luogo dove fare lo spettacolo.

    • Neo Anderthal says:

      Certo Enrico, molto meglio il Morto Botanico, che non ce la fa e quindi che riposi in pace, senza quel fastidioso chiasso.
      Non si addice ai funerali.

  19. ZunkBuster says:

    Che ne dite chiamiamo Federica Sciarelli per capire che fine ha fatto Massimo Zedda?

    • Soviet says:

      Starà facendo il sindaco, come deve fare. O deve intervenire ogni volta che tu lo reputi opportuno?

  20. roberto zaccheddu says:

    Ops, scusate la punteggiatura ma cancellando e riscrivendo ho fatto un po di casino 🙂

  21. roberto zaccheddu says:

    E’ stato chiuso l’intero orto a tutte le attività culturali, anche a quelle minuscole. Nel mio piccolo ho un familiare coinvolto come Vito, mia sorella è in un’associazione culturale che faceva attività all’orto. Parlo di animazioni alla lettura pomeridiane per bambini (gratuite, senza sovvenzione pubblica e a offerta libera), che avevano un pubblico medio di 50 persone (adulti e bambini) per appuntamento. Con 7 operatori.
    E’ solo un esempio, perché si possono citare anche altri operatori le cui attività programmate sono saltate.
    In tutto questo il problema non è le lucido sottile, cui non si può imputare la chiusura dell’orto, né la polemica ridicola da anni cinquanta che si sta sviluppando sul caso di “censura”, con tanti a parlare, compresi gli assessori di vario livello.
    Ora, se ci sta che le Lucido parlino solo del loro problema, da un punto di vista soggettivo.Ma Biolchini, RadioPress, i quotidiani locali, ecc non dovrebbero forse allargare un po’ lo sguardo? Il problema è la gestione di quello spazio e degli spazi culturali a Cagliari. Una gestione seria non concepirebbe assolutamente né di far saltare lo spettacolo all’ultimo momento, né danneggerebbe in generale chi di quello spazio fa uso.
    Forse è il caso di parlare di questo, piuttosto che di una censura di cui tra qualche giorno non si ricorderà più nessuno e che può trovare facilmente soluzione (se poi le Lucido chiedono la riapertura dell’Orto, la chiedano per tutti e non solo per loro).

    • Assolutamente d’accordo. I giornalisti parlano di ciò che sanno e non di ciò che non sanno: la tua segnalazione ora diventa, per me, una notizia. E in ogni caso, sulla gestione della cultura e dello spettacolo a Cagliari, mi sono permesso non molto tempo fa, di proporre una conferenza comunale.
      Ciao e grazie

  22. Alessandra says:

    Ebbasta! Ma davvero rappresenta un problema degno dei patetici escamotage di agibilità far eseguire una performance artistica a Cagliari? Io non pretendo che diventiamo tutti svedesi o diciamo meno provincialotti, ma per favore di che cosa stiamo parlando?
    Ancora a chiedere “permessi” per fare uno spettacolo che se non va bene lo dirà il pubblico non andandoci, criticandolo, parlandone male.
    Qual’è l’obiettivo di tante difficoltà? Impedire che la plebaglia possa ricevere messaggi pericolosi, offensivi, blasfemi? Siamo rimbabiti?
    Un risultato immediato lo abbiamo raggiunto : nessun furbettissimo impresario avrebbe trovato un modo migliore per farne parlare tutti quanti, anche quelli che, probabilmente e senza tutta questa inutile buriana, mai avrebbero calcolato le Lucido Sottile.
    Missione compiuta.

    • ilgiullare says:

      ti quoto a manetta:bene o male purchè se ne parli! E quando verrà riproposto, con un battage pubblicitario magari pure meno “d’impatto”, in un lugo differente avrà sicuramente più spettatori che non quelli dell’orto botanico!!!Anche la pubblicità è arte!!!

      PS: ma in tutto questo il sindaco ‘ndo sta? non dico prendere posizione sulla polemica della blasfemia sarebbe troppo forse…ma ormai parliamo apertamente di ‘censura’ o quantomeno della improvvisa chiusura di uno dei pochi spazi culturali ‘alternativi’ di chiagliari…o zedda..dì qualcosa..di sinistra, di destra, ma esprimiti!

  23. arrogutottu says:

    O Zedda, aundi ses? Batti un colpo. Ci avevi detto di una città che favorisse le espressioni artistiche e la cultura. Eja! innoi bastat chi arzit sa boxi unu chi contat e sculant tottu a pagu diis de sa festa.. No fait prus picciocus! Eis giai cuncordau tottu? e itta bolis chi siat quattru zappulus e duas luxis!? Spasaisì ajò! Sciò! no, no as cumprendiu bellixè.. innoi no fait prus a atturai, sciò po si nd’ andai! Alixeraimì su logu!

  24. parte in causa says:

    A belli ma perchè non dite che hanno levato anche tutte le altre attività culturali nel cartellone dell’Orto Botanico a causa del caso “lucido sottile” e allora, siamo corretti no?

  25. Stefano says:

    In qualità di persona che non conta che 1 -un solo voto che è il mio, una sola testa che è la mia- mi associo senza riserve.
    Stefano Fratta

  26. Oh, ma su Sindigu…non dice nulla?
    A parlato Felicetto e Zedda nulla?
    Vabbè che ha un sacco di casini con Comune e Bilancio…però 2 paroline,
    insieme all’Assessore Comunale alle Cultura, poteva pure dirle…oh Massimo!
    E poteva dirle anche Paolo Frau…eh!
    Oh Piccioccusu, guardate che la cosa è grave…anzi..diciamo che non è proprio piacevole!

  27. Radio Londra (nonostante er ciccio) says:

    Ho trovato la soluzione.
    Du feusu in su sutterraneu de ziu Peppiluisu.
    Ziu Peppiluisu su sutterraneu no d’adi negau mai a nisciunusu, su sutterraneu è mannu e si du adi sposau mesu idda, anti fattu puru is fotografiasa, anti pappau pezz’e proceddu e segau truttasa a fittasa.
    Penzada a tottu issu finzasa e po i luscisi, non s’arrennegada mancu chi invitanta a Felicettu Contu, anzisi di fai presceri candu du andada genti importanti e, chi du fanti arrennedai meda, è capassu di potai pru frorisi di quelli che stanno all’orto botanico.
    Su rettori di faidi unu baffu a Tiu Peppiluisu.
    S’mportanti è chi doi sia su sonadori, is cantadorisi e binu bonu.
    Scetti una cosa però.
    Doi depid’essi calincunu chi d’ascuttada candu contada su d’è capitau in su fronti e s’ic…azzada scetti chi di chistionanta mali de Emiliu Lussu.
    Omini bonu Ziu Peppiluisu, ospitale e aperto alle novità molto più di Ziu Felicettu e de su Rettori.
    Però anda beni a du su unvitai titt’e dusu perchè così ziu Peppiluisu racconta a loro le sue storie di vita vissuta e lascia in pace tutti gli altri.
    Il discorso però è un altro: lo capiranno?

  28. matteo murgia says:

    studenti, se siete all’ascolto, battetelo questo “benedetto” colpo..

  29. condivido in toto l’appello dell’assessore Siciliano. Impedire questo spettacolo, giunti a questo punto, avrebbe solo il sapore della censura. E la censura nell’arte è inaccettabile. (c.c.)

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