Politica / Sardegna

Il bluff vincente della flotta sarda, raro successo della Giunta Cappellacci. Ma a settembre serve una vera politica dei trasporti, altrimenti…

Bisogna dare atto al presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che l’istituzione della cosiddetta “flotta sarda” è stata una risposta politicamente efficace al tentativo delle compagnie navali di esercitare in maniera vergognosa un monopolio sui collegamenti da e per l’isola, con aumenti indiscriminati delle tariffe fino al 150 per cento.

Con la flotta sarda il meccanismo di Onorato & co. è entrato in crisi, e ora il Governo Berlusconi è costretto ad occuparsi del problema, se non altro per fronteggiare minaccia degli armatori di disertare il tavolo per l’acquisto della Tirrenia, la cui privatizzazione non può più essere rinviata.

Cappellacci ha fatto una mossa che, senza offesa per nessuno, definirei “alla Soru”: ha contemporaneamente trovato una soluzione pratica al problema, ha ridato dignità alla politica sarda, e ha cambiato i termini della questione sul tappeto. Insieme alla soluzione (ahimé temporanea) della vicenda Alcoa, stiamo parlando dell’unico vero, chiaro successo di questa giunta di centrodestra nei suoi primi due anni di governo alla Regione.

E a dimostrazione di ciò, basti la reazione isterica degli armatori che hanno chiesto al Governo di bloccare la Saremar e le sue due navi, segno che la Regione ha centrato l’obiettivo.

Il punto adesso, però, è un altro. Perché è evidente che la “flotta sarda” esiste solo nella misura in cui serve a trovare una soluzione al problema delle tariffe delle grandi compagnie navali. L’idea di estendere il provocatorio esperimento a tutto l’anno rischia di essere inutile e anche un po’ grottesca. Perché la Regione non può occuparsi in prima persona di trasporti, la soluzione non possono essere le “partecipazioni regionali”.

Cappellacci forse questo lo sa bene, o forse nutre sogni di grandezza, chissà. Di sicuro, per la prima volta in questi due anni, si trova in una posizione di forza rispetto agli interessi dei poteri esterni all’isola e alla indifferenza del governo Berlusconi. Non è stato così, ad esempio, per la vertenza della chimica, dove ancora i lavoratori sardi sono ostaggio dell’Eni.

Quindi il rischio di farsi prendere la mano è evidente: infatti Cappellacci sta cercando di replicare il modello navale nel settore aereo, portando la Regione in soccorso della ormai scalcagnata Meridiana e ipotizzando la rinascita nientemeno che di “Alisarda”.

Ugo ci è o ci fa? Perché il bluff della flotta sarda però non può durare a lungo. Cappellacci questa l’inzertata ma a settembre l’effetto Saremar è destinato a svanire. Fra un paio di mesi sarà necessaria una politica dei trasporti coraggiosa e di lunghe vedute. Altrimenti saremo di nuovo in balia dei poteri forti, con un governo nazionale più interessato alle sorti della Tirrenia che non a quelle della Sardegna, e con alle spalle un esperimento fallito che aumenterà in tutti noi sardi la terribile sensazione di essere abbandonati dallo Stato. Ancora una volta.

 

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19 Commenti

  1. fùlviu Michèli Sèone says:

    Salud’a tòtus…

    -“Alla Soru” = Illusoria!
    vedasi:
    -vertenza entrate
    -riscrittura dello statuto
    -decreto salva coste e tassa di lusso

    Una surra de avvolotu e poi:Debiti con interessi,illeggitimità nel definire sovrano il popolo sardo,restituzione delle quote di “lusso”!

    Geniale!

    Illudere i Sardi con “l’informazione-disinformazione”,alimenta la frustrazione,la rassegnazione,il senso d’impotenza di fronte ai problemi ed a tutto il sistema di false soluzioni atte solo a prenderer tempo e spostare il focus delle problematiche sul catzegio Italian style!

    occorre aprire i bandi di gara per l’assegnazione del servizio di trasporto marittimo da e per la Sardegna a livello europeo e non solo,magari con il nolo in conto acquisto,anziche avvitarci con mille raggiri su un cartello stramultato a livello comunitario…vedi ad es. (art. 81UE)di nome Marinvest (Aponte,Onorato,Lauro)…

    prepariamoci a pagare il conto…Vedetevi cosa è costato dipingere quelle due carrette…e Rabbrividite!Brrrr

  2. Egregio Biolchini, a fine estate andrebbe seriamente rivalutato la questione dei trasporti in Sardegna, ma non piu’ com’è stato sino ad ora in chiave monopolistica.
    A me personalmente fa ridere (se non piangere) leggere la Regione e gli enti locali incavolarsi ed esser assolutamente contrari al monopolio della Tirrenia o della futura compagnia di trasporto che prenderà in mano la cosidetta flotta della Tirrenia.
    Mi spiego meglio,se guardiamo la situazione dei trasporti da/per il continente, in maniera generale, notiamo come in verità la Sardegna è piena di monopoli, piena di quelle compagnie che operano in modo indiscriminato tariffe alte che negano il movimento ai sardi e soprattutto negano al mercato turistico di aumentare e svilupparsi. Prendo per esempio la continuità territoriale. In Italia ci troviamo in mano pochissime compagnie che possono prendere in mano la gestione di questo servizio, una è meridiana l’altra è alitalia. Il problema è che Meridiana ormai sta andando verso il fallimento ed Alitalia, ormai è in una fase, o mi paghi o non ti faccio i voli.(lo abbiamo notato dalla presenza l’anno scorso da Alghero di voli verso Parigi, Bruxelles e Barcellona e l’assenza invece quest’anno)
    Abbiamo quindi le principali città italiane, Bologna, Torino, Napoli, Palermo e Verona per parlare di Cagliari, bloccate da un monopolio incontrastato da parte della compagnia Meridiana, applicando quindi in maniera assolutamente unilaterale(ricordiamo che laCT secondaria è in proroga senza motivo) i prezzi per i non residenti (per un volo Bologna-Cagliari-Bologna 2 persone + bambino pagano 707.26 EUR!!!!!!!!!!!!! e poi diciamo delle navi) con il beneplacido della Regione.
    Allora a che gioco stiamo giocando?
    A mio avviso a sto punto bisogna pensare SERIAMENTE a cosa vogliamo fare da grandi. Non possiamo dare contro alla tirrenia che alza il prezzo del biglietto o a moby, quando la nostra “amata” Meridiana opera da anni prezzi ben piu’ alti per un volo verso la Sardegna.
    A mio avviso la CT andrebbe rivista in chiave spagnola, dove i voli sono nel libero mercato, ma con la presenza di uno sconto immediato del 50% per i residenti e senza necessità di fare bandi per ogni singola rotta. Così ci sarebbe veramente una vera e propria concorrenza, senza la necessità di fare i bigotti dando contro a certe compagnie mentre ad altre le si permette di fare i propri porci comodi.
    Sardegna In Volo

  3. Safetycar says:

    Vedo che c’e’ ancora parecchio di cui parlare..
    Di cosa ci si lamenta? Purtroppo oggi ci si sente legittimati a comportarsi da imbroglioni, strozzini, opportunisti perche’ il nostro governo così ha mostrato e replicato all’infinito a tutto il mondo per 15 anni e oltre. Ognuno pensa che se lo fanno loro perché mi devo io mettere degli scrupoli.? In un qualsiasi altro paese che si rispetti nessuno si sognerebbe certi comportamenti e azioni deplorevoli. Pensate che la Germania se fosse stata al nostro posto avrebbe avuto problemi a risolvere il problema Sardegna? Da noi se uno non e’ opportunista o peggio, ricoprendo ruoli importanti, imprenditore, politico ect, allora e’ fesso. Non vale più il lavorare bene e onestamente. Vale solo la ricerca del profitto e del potere fine a se stesso!
    E’ una società e una generazione che se si potesse cancellare e rifare sarebbe meglio secondo me.
    Opinioni….

  4. Safetycar says:

    Bravo Vito ottima analisi! Questa e’ stata una giocata vincente x cappellacci ma forse nemmeno così voluta e il rischio e’ che a cercare di replicarla sui voli si becchi una sonora mazzata. Onore a Cappellacci ma non faccia troppa improvvisazione. Perché non risolve la vertenza entrate che quella e’ già una cosa sicura?

    A sentirsi su radio press!

  5. Insider says:

    Caro Vito perché la censura? Ho solo ricordato a tutti gli inconfutabili trascorsi politici dell’ottimo assessore Solinas, tutti verificabili sulla RETE e dunque niente querele! La stampa deve essere e tu ce lo insegni con il tuo esempio quotidiano di uomo libero il vero cane da guardia del potere. Coraggio Vito ma ti capisco comunque e ti sostengo.

  6. Mauro Peppino Succiabrebei says:

    Forse non ho capito bene cosa significhi “politicamente efficace”, tuttavia mi pare che Alessandro Alfonso (da una parte) e Medardo (dall’altra) abbiano ragione. L’incazzatura di Onorato sa di gioco delle parti (basta fare due conti per dimostrare che un competitor come Saremar lo vorremmo tutti, disposti anche a pagarlo). La “soluzione” di Cappellacci pare più una questione di immagine (tra l’altro poco riuscita, a giudicare dalla marea di scontenti che si agitano in rete) o di opportunità politica (cioè mostrare che qualcosa ha fatto).
    Devo anche dire che ho ascoltato un’intervista a Soru (su Radio Radicale) che ha toccato il problema, ma non mi ha dato l’impressione di proporre soluzioni strutturali efficaci (oppure non ho capito bene). Sul breve, la sua proposta era quella di agire presso Matteoli per indurre Tirrenia a ridurre le tariffe.
    Quanto ad una soluzione strutturale, l’aver aderito all’euro pone severe limitazioni ad un intervento statale forte (che sarebbe ragionevole nell’ottica della continuità territoriale). In un’economia di mercato regolata da contrappesi anti-trust, la soluzione sarebbe stata ovvia: un immediato intervento dell’authority (il cartello che si è creato è uno scandalo!) assieme ad una deroga ragionevole approvata dall’Europa per la continuità territoriale. È vero che Bruxelles se ne sta occupando, ma non mi pare che avremo novità (sperando di sbagliare).
    Il nostro problema, tuttavia, è proprio la mancanza di “politica”, che sarebbe poi quella incaricata di esprimere le opzioni per il futuro. Dai discorsi che si sentono, al contrario, passa sempre di più il messaggio che “politica” sia la gestione del contingente e il caso della Tirrenia ne è un buon esempio.
    Bene ha fatto Biolchini a citare ALCOA, perché è un altro esempio eclatante dell’immobilismo politico nella programmazione dello sviluppo industriale. ALCOA, oggi, è un’azienda collocata al posto sbagliato nel momento sbagliato: una produzione ad alta intensità energetica in un momento in cui l’energia costa molto, per di più con la materia prima che arriva dall’altra parte del mondo. Una follia. Qualunque amministrazione dignitosa (destra o sinistra, è lo stesso) avrebbe dovuto esprimere una politica industriale per il futuro che non comprendesse ALCOA, con un indirizzo forte per sostituire i posti di lavoro con altre realtà. Visto il pregresso della politica isolana in merito, avrei qualche dubbio sulla possibilità che accada.
    Il commento di Maxx, mi dà l’opportunità di uscire dal tema (ma non troppo). Sono contento che qualcuno si ricordi di NUR-AT; io ricordo che Maninchedda fa parte della maggioranza che ha avvallato la scelta: non mi pare di ricordare che si sia opposto (tanto per parlare di shardana!). Però è un buon esempio dell’inutilità di certa politica, impegnata nella coltivazione dell’orticello dove spuntano i voti (la faccenda NUR-AT è appunto una manovrina per favorire gli amici degli amici).

  7. Di una flotta sarda si sente l’esigenza assoluta e pressante, oramai: perché la posizione dei privati che monopolizzano le vie del mare ha prodotto troppi ed ingiustificati aumenti, con danni gravi e diretti all’economia della Sardegna ed a tutti i “disterraos” sardi.
    La Regione – a mio vedere – ha le proprie responsabilità, anche se adesso sta cercando di rimediare.
    Avere investito 10 milioni di euro nel cosiddetto “progetto NurAt” (volto a dimostrare l’identità della favolosa Atlantide con l’isola sarda) appare ancora di più come uno spreco, a fronte della necessità presente.
    Se quella somma fosse stata investita nella flotta sarda, si dirà, sarebbe stata in ogni modo insufficiente. E’ vero, ma si sarebbe potuta aggiungere a quella somma anche quella risultante da una sottoscrizione popolare (un azionariato, oppure un altra forma), partendo da una quota base minima di 100 euro a persona (accettando anche cifre superiori).
    Sommando l’enorme numero di Sardi residenti in Italia ed all’Estero con il più ridotto numero di Sardi nell’isola si sarebbe facilmente raggiunta una cifra prossima ai 200.000.000 di euro.
    Con questo livello di cifre, si può senz’altro dare inizio ad un’impresa di flotta sarda, con manager sicuramente capaci e con dipendenti tutti sardi!
    Vorrei una Regione Sarda più aggressiva verso la soluzione dei problemi che l’affliggono.
    Mi fermo qui. Ma vorrei che se ne parlasse ovunque, di iniziative del genere, in Sardegna come anche fuori di essa…

  8. Monica says:

    Quello che ha fatto Cappellacci è semplicemente cercare di mettere una toppa. Ma la colpa di tutto quello che è successo a monte è anche sua. Se avesse avuto sentore di essere un presidente di regione e non più un semplice commercialista, si sarebbe reso conto da subito di tutto quello che stava succedendo, e se ne sarebbe reso conto subito dopo capodanno, non a marzo. Io non ci trovo nulla di esaltante nel vedere che il presidente della regione Sardegna e il suo assessore ai trasporti hanno dormito per ben due mesi prima di rendersi conto della situazione che si era venuita a creare. E non se ne sono nemmeno resi conto da soli, come sarebbe stato loro dovere fare, ma solo dopo insistenti proteste di comuni cittadini che si sono sentiti truffati. La questione della continuità territoriale, sia navale che aerea, è una questione basilare per la Sardegna e per i suoi abitanti e non può essere trattata come semplice emergenza stagionale. Io nella flotta sarda non ci vedo una vittoria di Cappellacci, ma solo l’estremo tentativo di evitare una sua personale figura di merda colossale. Una persona che ricopre il suo incarico non può e non deve comportarsi come se si fosse svegliato da un coma e si fosse trovato all’improvviso davanti al problema. Deve lavorare in anticipo per prevenire situazioni di questo genere avendo in mente e ponendo in atto soluzioni strutturali che valgano per gli anni a venire. Ma per fare questo ci vorrebbero politici veri, e non un accozzaglia di cialtroni prestati alla politica per ricavarne lustro personale.

  9. medardo di terralba says:

    Caro Vito un bluff è un bluff. E secondo me il bluff vero lo stanno facendo Onorato & C. Alessandro Alfonso ci dice che due navi movimentano l’otto per cento dei passeggeri. Facciamo due conti in valori assoluti: ogni nave puo imbarcare 800 passeggeri a tratta, il prezzo del biglietto è di 60 e 90 euro circa, per 30 giorni per 3 mesi. Viaggiando a pieno carico per tutto il periodo la bigliettazione consente un incasso complessivo di circa 5 milioni di euro. La giunta ha stanziato 3 milioni per la pubblicità e per dipingere le navi dei colori della sardegna; se a questo ci aggiungiamo acqua gas e manifattura, come direbbe totò, oltre che il fatto che le tariffe sono agevolate e che sarà necessaria una integrazione ulteriore di mamma regione, l’operazione si chiuderà in grave perdita. Ci stiamo dissanguando per una operazione dimostrativa e di propaganda. Soru aveva molti difetti ma un grande pregio: sapeva fare bene i conti. A memoria mi sembra che la proposta della precedente giunta era un’altra. Imporre gli oneri di servizio alle compagnie di navigazione, ne piu ne meno di come era stato fatto con quelle aeree. Per fare questo occorre modificare una legge nazionale per consentire la convocazione della conferenza di servizio e stabilire quali tratte debbano essere onerate, di che tipo di navi deve essere composta la flotta, le frequenze dei viaggi e l’eventuale stagionalità. Questo non per tre mesi ma per tutto l’anno e per piu anni! Onorato & C. adesso fanno finta di incazzarsi, minacciano e sbraitano ma sanno benissimo che la polpa è tutta e solamente nella tratta da olbia a civitavecchia e da genova a porto torres. Finita la buriana estiva faremo i conti con loro che intanto si aggiudicano la possibiltà di essere monopolisti assoluti dei trasporti marittimi da e per la sardegna e la possibilità di operare esclusivamente le tratta profittevoli. Capellacci anzichè fare il capitan findus avrebbe dovuto andare a roma (non da verdini ma a palazzo chigi) e chiedere la continuita marittima per legge.

    • Medardo ne sa molto e credo sia del “settore”!
      Infatti è questo il calcolo che avevano fatto le associazioni imprenditoriali e presentato a Ugo!
      La flotta sarda è un bluff e un pacco che si ripercuoterà sulle tasche dei sardi perchè serve a gettare fumo negli occhi e coprire quello che la Giunta, sui trasporti, non ha fatto in 2 anni!
      Quindi, per ricapitolare: paghiamo le navi, diamo 30 euro a ogni turista che arriva e, nonostante tutto, il crollo delle presenze è del 40% rispetto allo sfigatissimo 2010.
      Nel frattempo gli autotrasportatori non riescono a caricare le loro merci perchè costa più il trasporto rispetto al bene che varca il mare.
      Oh Ugo, ma chi vuoi prendere in giro?
      Ma questa non era la Giunta che odiava lo statalismo e l’assistenzialismo?
      Buffoni e incapaci!

  10. Vito, credimi, non è così. Parlo del mio settore, il turismo. Non è così da nessun punto di vista. L’ho già scritto come risposta ad un tuo post precedente, sul master and back, per spiegarti che la questione del trasporto via mare, anche e sopratutto per responsabilità politiche (mi interessa poco che sia Cappellacci o Soru, nessuno è riuscito a prendere il problema in mano in maniera seria), e lo ribadisco qua, è il principale motivo per cui la stagione turistica sarà un disastro. Non è un dubbio, ripeto, è una certezza il -25%. Ci sarà una marea di disoccupati da ottobre.
    Non si può prendere una decisione di questo tipo, con questo impatto, a maggio. A ottobre, si, sei credibile, puoi fare paura davvero, e non metti in campo l’8% del “monte” passeggeri trasportabili, con due navi che vanno su e giu un giorno si e uno no, e in particolar modo senza collegare Cagliari con il continente. Lo fai andando ad occupare il 30% del “monte” passeggeri, facendo capire ai privati che non possono neanche lontamente pensare di comportarsi con la Sardegna nel vergognoso modo in cui si sono comportati. E allora vedi che il cartello GNV/SNAV (dello stesso armatore), MOBY e CORSICA FERRIES, oltre a TIRRENIA, sarebbe svanito sul nascere.
    L’unico risultato ottenuto dalla Regione, con la mossa Saremar, credimi, è quella di avere fatto annullare un centinaio di tratte già previste dagli armatori privati da e per la Sardegna, avere fatto fare accordi di vera e propria collaborazione tra tutti i privati, con accorpamento di tratte di compagnie fino all’anno scorso in guerra feroce, e avere messo gli armatori privati nelle condizioni di mettere in mare vere e proprio carrette rispetto, parliamo ad esempio di GNV, alle sbandierate “Fantastic”. Ci stiamo facendo la figura dei cioccolatai come “sistema Sardegna”, abbiamo una marea di proteste, dieci minuti fa ho letto una mail inferocita di un cliente che ci ha mandato foto delle navi che collegano il continente con la Sardegna. Cose di cui vergognarsi, davvero. La Regione Sardegna, la Sardegna in generale, deve DOMINARE QUESTO PROCESSO, PERCHE’ SIAMO UN’ISOLA, nel pieno rispetto dei privati ma con patti chiari e amicizia lunga. E’ giunta l’ora di convocare in maniera seria gli stati generali del turismo, ma non la compagnia di giro che abbiamo avuto modo di vedere al THotel quest’anno, dove erano presenti esclusivamente coloro che dalla Regione si aspettano prebende, sponsorizzazioni, soldi, commesse. Non fanno neanche piu’ ridere. Gli stati generali del turismo vanno fatti con chi il turismo lo fa davvero: gli alberghi e tutte le tipologie di strutture ricettive riconosciute, i tour operator e le agenzie di viaggi, le società di gestioni turistiche, le società di servizi turistici, le società di trasporti su terrestri, compagnie aeree, compagnie di navigazione. Invece cosa succede? Ti do una notizia, nessuno l’ha scritta, ma è incredibile: la Regione Sardegna, con il bando lunga estate, dell’assessorato al lavoro, pensato per andare incontro alle azienda che hanno problemi di stagionalità del lavoro e quindi dei lavoratori, ha escluso tour operator e le agenzie di viaggi. Si hai capito bene, ha escluso gli operatori che più, insieme alle strutture ricettive, soffrono di questo problema. Inserendo invece tra i destinatari del bando lunga estate le palestre, le sale biliardo e chi si occupa della ricarica di bombole. Sembra, ma non e’ uno scherzo. E’ tutto vero. Le decisioni in Regione vengono prese da questo tipo di teste. Questo è il problema.

    • Alessandro scusa, non vorrei fare il Libero Manca della situazione, ma io ho parlato di soluzione “politicamente” efficace. Va da sé che due navi non fanno una flotta, che (come giustamente dici tu) i posti offerti sono una risibile minoranza del monte passeggeri trasportabili, che la Regione si è mossa con enorme e colpevole ritardo. Però con la flotta sarda la Regione si è ritagliata un ruolo nelle trattative con armatori e governo che prima non aveva. E infatti Onorato si è incazzato.

      • Allora abbiamo un politico che racconta balle, alle quali hanno creduto anche altri organi di stampa nazionali…

        http://www.francescosanna.com/paginasegue.php?id=908&c=comunicati+stampa

        ci informeremo meglio. La notizia è di stasera… ciao. Alf

      • Stefano reloaded says:

        Il ruolo nelle trattative, se anche dovesse esistere e del quale potremo vedere solo in seguito il peso reale, avrebbe potuto e dovuto prenderselo prima, quando, per la privatizzazione di Tirrenia, si stava muovendo addirittura la Regione Sicilia. Invece la Giunta sarda preferiva fidarsi a occhi chiusi dell’azione del Ministro Matteoli e,nonostante le sollecitazioni dell’opposizione, non muoveva un passo.

      • Condivido l’opinione di Vito e sposo il commento di Alessandro Alfonso: è evidente che l’operazione non ha risolto i problemi. Si tratta di problemi strutturali che ovviamente non possono essere risolti con 2 navi, ma è anche vero che la Giunta con questa mossa ha sicuramente salvato la faccia, ha dato un segnale di vita (sembra che esista un governo regionale) e ha ottenuto qualche piccolo effetto sulle tariffe delle altre compagnie. Insomma, una mossa di certo non risolutiva, direi di immagine, che la Giunta è riuscita a pubblicizzare e vendere bene.

        La cosa che però non sopporto (e nessuno dovrebbe sopportare) è che vengano impiegate risorse pubbliche per pura propaganda. Cagliari (e immagino altre città) è tapezzata di manifesti dove sopra una barchetta di carta campeggia la scritta: “la Sardegna vi ama e viene a prendervi con le sue navi”.
        Ora, a parte il fatto che sa di presa in giro visto che Cagliari non è inclusa nelle rotte, mi chiedo: a chi è rivolto il messaggio? Ai turisti immagino. Ma allora perchè piazzare i manifesti in piazza d’armi a Cagliari???
        Si tratta di una domanda retorica perchè tutti sappiamo la risposta: fare pubblicità istituzionale.

        Reputo giusto che la politica comunichi le proprie iniziative ai cittadini, ma non sopporto quando vengono utilizzate risorse non destinate a quello scopo. Purtroppo però è prassi, in tutte le amministrazioni, attingere dalle risorse destinate al turismo non “per fare” promozione ma solo “per farsi” promozione.

      • Secondo me la soluzione è MEDIATICAMENTE efficace. A me piace! E fai male a parlare sempre di Cappellacci. Perchè l’artefice di tutto è l’assessore Solinas. Uno che di comunicazione se ne intende…

  11. vittorio says:

    Sottolinerei nell’operazione “flotta sarda” anche i meriti dell’assessore Solinas

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