Cagliari / Cultura / Politica / Sardegna

Cess, chi l’avrebbe mai detto? Gli spettacoli estivi si terranno alla Fiera! E sapete perché? Perché sull’Anfiteatro romano, alla fine, ho avuto ragione io. Io

Avete visto che una soluzione c’era? Anzi due! Perché quest’estate gli spettacoli a Cagliari si terranno alla Fiera, ma anche in un’arena al Poetto di Quartu. Incredibile! Chi l’avrebbe mai detto??

Ma per anni non si era detto invece che all’Anfiteatro romano non c’era alternativa? Che senza gli spettacoli nell’arena devastata dalla legnaia la vita culturale cittadina sarebbe stata irrimediabilmente impoverita? Ma non doveva essere una “catastrofe”?

E invece no. Il sindaco Zedda ha riunito tutti intorno ad un tavolo ed è riuscito perfino a convincere la Fiera a partecipare alle spese per l’allestimento dell’arena nello spazio di viale Diaz. Cos’e maccusu!

Una cosa è certa. E permettetemi di dirlo: alla fine ho avuto ragione io. Nove mesi fa, proprio sul palco dell’Anfiteatro, pronosticai insieme ad Elio Turno Arthemalle che quel nostro spettacolo “Oggi smontiamo l’Anfiteatro!” sarebbe stato l’ultimo ospitato in quello spazio, e che nell’estate 2011 l’Anfiteatro sarebbe rimasto chiuso ai concerti.

A dir la verità non ci voleva molto a capirlo, perché gli elementi che avevo a disposizione erano tali e tanti che soltanto la strafottenza di qualche operatore culturale, unità alla pochezza di qualche politico (molti, in realtà), poteva fare ritenere che ci potesse essere un esito diverso da questo.

La cosa più divertente è che adesso qualcuno pensa che l’Anfiteatro quest’anno resta chiuso per colpa (o merito) mio. Troppa grazia: era già tutto scritto negli atti, nove mesi fa. Bisognava solo avere il coraggio di dirlo, a voce alta. E io, semplicemente, l’ho fatto.

Se poi qualcuno ha creduto alle favole del centrodestra, alle sparate dell’Unione Sarda, io che colpa ne ho? Io ve lo avevo detto nove mesi fa che questa estate l’Anfiteatro sarebbe rimasto chiuso! Poi c’è chi ci ha creduto e chi invece si è incazzato. Ma se gli operatori di spettacolo mi avessero dato retta avrebbero risparmiato energia, tempo e forse soldi. E invece hanno dato retta a Mauro Pili. Cos’e maccusu!

29 Commenti

  1. Gentile Daniela,
    come scrivono negli uffici, “mi corre l’obbligo di precisare” che sebbene risponda al vero che il decreto di vincolo porta la firma finale della dottoressa Lorrai, la quale ha dimostrato cosa si intende per “continuità nella pubblica amministrazione”, l’idea originaria di apporre un vincolo sull’area mineraria fu dell’ottimo Elio Garzillo, ossia del Direttore regionale dei Beni Culturali precedente la dottoressa Lorrai. Il vincolo in sé, inoltre, venne apposto dalla Sovrintendenza competente, ossia dal dottor Gabriele Tola. Solo alla fine dell’iter, pensionato Garzillo, la dottoressa Lorrai ha meritoriamente firmato e confermato l’ulteriore tutela sul colle. Nel complesso, quindi, un comportamento ineccepibile dell’organismo di tutela che negli anni precedenti, invece, non aveva pensato esclusivamente alla protezione del sito, ma si era – questo è nei fatti – occupato d’altro.
    In questo caso, invece, da Garzillo alla Lorrai, passando per Tola, l’unica preoccupazione che ha ispirato il provvedimento è stata, appunto, quella della tutela del colle violentato in tutti i modi sia dal rovinoso accordo di programma tra Comune e Coimpresa dal lato via Is Maglias, sia dall’accordo di programma Comune e l’impresa Cadeddu dal lato viale Sant’Avendrace, dove scomparirono sotto il cemento oltre 400 sepolcri senza che la Sovrintendenza pensasse a vincolare l’area.
    In quel caso il comportamento della Sovrintendenza è stato ben diverso.
    Per non parlare delle mostruose fioriere definite, dalla sovrintendente protostorica Lo Schiavo, in mia presenza e in conferenza stampa, “una protezione” per i sepolcri che giacciono al di sotto.
    A disposizione, sempre per usare un linguaggio da ufficio, per ogni eventuale chiarimento.
    Cordiali saluti

  2. Daniela says:

    per V.F. : il decreto non è dell’ex direttore Elio Garzillo ma dell’attuale direttore M.Assunta Lorrai.
    L’unione Sarda racconta una storia diversa , ecco l’articolo:

    TuvixedduTar, udienza
    sul nuovo vincolo
    “minerario”Giovedì 30 giugno 2011
    P ochi minuti, poi i giudici hanno dichiarato chiusa l’udienza andando a decisione. Ma per conoscere la sentenza sui vincoli minerari imposti dalla Soprintendenza a Tuvixeddu bisognerà aspettare ancora varie settimane. Ieri mattina il collegio della seconda sezione del Tar Sardegna presieduto da Rosa Panunzio (a latere Scano e Lensi) ha discusso nel merito i ricorsi presentati dal Comune e da Nuove iniziative coimpresa contro il ministero per i Beni culturali e la Soprintendenza che lo scorso anno aveva imposto nuovi vincoli nell’aria della miniera, a ridosso della necropoli punica più vasta del Mediterraneo.
    A rappresentare in aula il Comune c’era l’avvocato Carla Curreli, mentre il Gruppo Cualbu era assistito dai legali Pietro Corda e Antonello Rossi. Dall’altra parte, a difendere le ragioni dei funzionari delle Belle arti c’era l’avvocatura di Stato, supportati dal legale Giuseppe Andreozzi che è stato nominato da Legambiente.
    Comune e privato contestano il cosiddetto vincolo minerario che la Soprintendenza ha esteso al canyon di Tuvixeddu e in alcune aree che ospitarono l’attività di cava, norme di salvaguardia che sono legate – secondo i funzionari ministeriali – all’interesse storico-industriale che quel luogo conserva. Nulla a che vedere con l’antica necropoli, dunque, ma pur sempre un vincolo che il privato e il Comune hanno deciso di contestare davanti al Tar. Chiusa l’udienza di merito, il collegio ora andrà a decisione che si conoscerà solo quando la sentenza verrà depositata in segreteria e comunicata alle parti.
    F. P.

    • Inoltre, gentile Daniela, l’Unione non “racconta una storia diversa”, ma, semplicemente, si astiene da ogni considerazione. Certo, il Comune avrebbe potuto ritirarsi dichiarando il proprio disinteresse. Ma ha mantenuto, questo è solo il mio parere, un profilo di correttezza nei confronti della Giunta precedente. In altre parole ha solo rimandato la dichiarazione di ritiro dal giudizio affermando che la nuova Amministrazione intende mutare direzione, ossia “mollare” Coimpresa.
      Cordiali saluti

  3. In effetti il nuovo orientamento assunto dalla Giunta Zedda nella questione Tuvixeddu è una piccola rivoluzione copernicana.
    Per decenni e decenni, con un aggravamento negli ultimi vent’anni, è avvenuto a Cagliari un fenomeno inquietante e di carattere degenerativo che consisteva nella confusione tra coloro che governavano e coloro che imprendevano. Credo tutti ricordino, al momento dei primi blocchi dell’edificazione a Tuvixeddu, la conferenza stampa scandalosamente tenuta dal Sindaco Floris negli uffici di Coimpresa. La pubblica amministrazione si trasferì in quell’occasione negli uffici di un costruttore. Un momento basso della microstoria cittadina. Il gesto, mai rinnegato, del Sindaco segnava definitivamente la pericolosa anomalia che si era, strato dopo strato, determinata nella nostra città.
    In effetti, un sistema nel quale i gruppi economicamente più forti riescono a rovesciare la realtà e a sostituire il luogo dove si cura il Pubblico Interesse, ossia l’Aula consiliare, con il luogo dove si cura un interesse privato, ossia gli uffici di Coimpresa, un sistema così non ha neppure bisogno di essere corrotto perché è talmente deforme da non essere sopportabile.
    Si era perfino arrivati a considerare “normale” che le “cose” fosserò così. “Normale” che l’impresa, e non solo Coimpresa, decidesse le azioni della Giunta. “Normale” che la Sovrintendenza “mediasse” ma sempre a favore del più forte. “Normale” che i movimenti detti ambientalisti venissero definiti “un cancro” dall’ingegnere di Coimpresa. “Normale” che coloro che avevano definito “incestuosi” questi rapporti tra potere economico e potere politico venissero denunciati. “Normale” definire progresso l’edificazione volgare di un colle che racchiude ancora, nonostante la violenza subita, una necropoli di grandissima bellezza.
    E’ evidente come a questo si sia ribellata la cosiddetta società civile che quindi non è una creatura mitologica ma esiste davvero ed è la stessa, proprio la stessa, che si è ribellata all’anacronistica proposta dell’ingegner Cabras candidato sindaco del Pd.
    Insomma, l’azione di ritirasi dal procedimento amministrativo concernente il nuovo sacrosanto vincolo su Tuvix è un segno proprio rassicurante. Forse andiamo verso un mondo a testa in su e dunque almeno normale.

  4. Radio Londra (nonostante er ciccio) says:

    Diciamo che è un po fuori tema ma, sperando nella clemenza della Signora maestra, ci sembra importante.
    http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/06/30/news/tuvixeddu-la-giunta-di-cagliari-non-si-opporra-piu-ai-vincoli-4532353

  5. Gentile Vito, vorrei ricordare qui, anche se,come dicono gli azzeccagarbugli, non è del tutto “conferente”, insomma vorrei ricordare, a proposito di Tuvixeddu cosa è accaduto al Tar ieri.
    Un piccolissimo riassunto.
    L’ex Direttore regionale dei beni culturali, Elio Garzillo, appose un vincolo ulteriore su Tuvixeddu riguardante l’attività di cava dai romani a oggi, canyon compreso. Contro questo vincolo ha ricorso il Comune di Cagliari (Giunta Floris) che è il ricorrente principale. Ricorse anche Coimpresa. Quindi, come da tradizione, impresa e Comune appassionatamente abbracciati davanti ai giuidici contro il nuovo ostacolo a costruire. Tanto abbracciati che si confondevano e non era chiaro chi fosse l’impresa e chi il Comune.
    Ieri davanti ai giudici del Tar il Comune (Giunta Zedda) ha manifestato aperto disinteresse per la causa, lasciando “sola” Coimpresa.
    Questo è un fatto di grande rilevanza e un segno politico chiaro e univoco.
    Si aggiunge alla magnifica sentenza del Consiglio di Stato per la quale oggi a Tuvixeddu, stante l’attuale condizione, non si può costruire.
    Tutto questo, insieme alla “restituzione a chi ne è tutore” dell’anfiteatro incivilmente ridotto all’attuale stato inguardabile, infonde un po’ di fiducia.
    Cordiali saluti

  6. Daniela says:

    Aveva ragione il Ministero.Punto.

    • Stefano reloaded says:

      Il Ministero, ovvero il suo organo periferico che è la Soprintendenza, non si è espresso sempre univocamente sull’utilizzo dell’Anfiteatro e, comunque, non sempre ha sostenuto, con l’attuale determinazione, l’impossibilità di continuare a tenerci manifestazioni di spettacolo. L’opposizione alla legnaia è stata portata avanti da comitati di cittadini dei quali, tra gli altri, faceva parte anche Biolchini; anche quando il Ministero, sulla questione, dormiva.
      Nell’ultimo anno, poi, c’è chi ha sostenuto le posizioni della Soprintendenza, nel frattempo risvegliatasi, e chi invece, per quelle stesse posizioni, accusava l’Ufficio di piazza Indipendenza di avere “slealtà istituzionale, preconcetto ideologico e valutazioni imprecise dal punto di vista tecnico”.
      Diciamo che la ragione, almeno per quanto attiene alla costanza, ce l’ha avuta più Biolchini.
      Punto. Due punti!… ma sì, fai vedere che abbondiamo…abbondandis’id abbondandum.

  7. secondo me i concerti alla fiera solo per 4 mila persone mi sembrano abbastanza pochi

  8. Elisabetta says:

    Ok, bene, era ora.
    Adesso tutti al lavoro perchè l’Anfiteatro sia quel che deve essere, un meraviglioso monumento, un «rudere» nel senso nobile del termine, patrimonio di tutti. E, rimossa l’ormai proverbiale legnaia, che non sia abbandonato a se stesso come la vicina Villa di Tigellio: stamattina ci sono passata accanto a piedi ed è in condizioni miserande, tra erbacce e percorsi mal tenuti. E chiusa ai visitatori, mi è parso.
    Anzi, già che ci siamo, magari è il caso di dare una bella sistemata anche a lei.

    • Neo Anderthal says:

      Sono d’accordissimo. Una Città più civile si caratterizza anche nel rispetto e nella tutela, che è un ATTO DOVUTO, per la memoria e le vestigia storiche.
      Aggiungo: urge la sistemazione dell’intero complesso della Valle di Palabanda. Meglio se interconnessa, come si potrebbe ben fare studiando e mettendo in atto un percorso-visita che comprenda Anfiteatro, Orto Botanico con cisterne e cavità, Villa di Tigellio etc.etc.
      Un Città civile porterebbe tutte le scolaresche della provincia a visitare i siti e organizzerebbe l’adozione -con manifestazioni stile “Monumenti aperti”- dei monumenti da parte delle scuole.
      Spereusu

      • arrogutottu says:

        il comune aveva promesso un concorso di idee per il recupero e la valorizzazione (pessima parola, scusate) integrata di tutto il compendio, proroghe a non finire, mai pervenuto. Zedda lo bandirà di sicuro, sperando però che i progetti escano dalla carta. Siamo scrammantati. Fiera, Giorgino, lungomare Poetto, Is Mortorius e chissà cos’altro.. Tutti reduci di un concorso di idee ma nulla ancora in vista!

        • Neo Anderthal says:

          OffTopic!
          Cess, Is Mortorius, cosa mi hai ricordato, Arrogutttu!
          Vogliamo parlarne prima o poi di quel crimine da abbandono? -ma meno male comunque che non l’hanno sequestrato/privatizzato con qualche decina di villette a schiera lato mare o con qualche sciagurato camping, che anche quelli te li raccomando, tra bunga-bungalow, abusi vari ed eventuali e fognature per modo di dire!-

  9. Monica says:

    Vito sei un grande. E Zedda lo è di più perchè finalmente è riuscito a smuovere quel pantano nel quale i suoi e i tuoi detrattori stavano sguazzando allegramente additandovi ai cagliaritani come responsabili della mancata stagione concertistica estiva a Cagliari. Vorrei commentare in maniera molto semplice con un caloroso NEEEEEEEEEEEE a tutti quelli, Pili in primis, che in fase pre e post elettorale non hanno fatto altro che pronosticare le sette piaghe d’Egitto e miseria nera come conseguenza per tutti i lavoratori del comparto spettacoli e dare addosso a chi semplicemente metteva in evidenza i fatti , come avete fatto tu e Elio nello spettacolo. 🙂

  10. Haller says:

    Qualcuno mi può spiegare, per favore, perché non si considera mai l’utilizzo del s.Elia per gli spettacoli e i concerti? c’è qualche ragione tecnica particolare? Se è agibile per le partite dovrebbe esserlo anche per altri eventi, no? E non dite che si rovina il prato, visto che ovunque gli stadi si usano anche così…
    grazie

  11. Blekmacigno says:

    Alla fiera? Quella di Biggio? Ma quel Biggio che soltanto un paio di mesi fa…?

    Pecunia non olet, eh?

    Bravo Zedda!

    • Neo Anderthal says:

      Alla Fiera dell’esti. Poitta chini sciu deu esti unu grandissimu XXXXXXX!
      Ma mi pari chi du scieusu in meras.

  12. Cesss a cantu sa palla

    Vito non si dice avevo ragione io (soprattutto Io) , anche se alla fine ce l’avevi;

    fa antipatico

    comunque è vero

  13. zia pina says:

    anfiteatro libero!

  14. Pietro F. says:

    Io mi ricorderò anche le decine e decine di meravigliosi spettacoli a cui ho assistito. Vito, tu hai ragione, ma non trovo giusto descrivere questi 10 anni come se fosse solo una sciagura. Mi dispiace ma non condivido.

    • Efis Pilleri says:

      Ricordo il miglior concerto (a mio parere) visto a Cagliari NUVOLE con Fabrizio De Andrè. Alla Fiera di Cagliari.

  15. Mauro Peppino Succiabrebei says:

    Un paio di pretestuose idiozie.

    La prima: c’è stato anche chi ha suggerito cautela e ponderazione quando è scoppiata la gazzarra in merito alle prime dichiarazioni dello Snark sul futuro dell’anfiteatro (fortunatamente la rete è un buon archivio). Come dissi allora, meglio vedere i fatti e lasciar correre i processi alle intenzioni (sebbene possa essere divertente e sia del tutto lecito).

    La seconda. Siamo a metà del problema: l’anfiteatro è una parte importante della storia e dell’identità di Casteddu, non dimentichiamolo. Poiché la cultura non è solo “eventi”, con la necessità di localizzarli da qualche parte, chiediamo al sindaco di porre mano alla questione della protezione del monumento ed alla sua valorizzazione (in senso culturale, per favore, come patrimonio comune). Non so come mai. ma quando si parla dell’anfiteatro sembra quasi che questo aspetto scivoli in secondo piano (sarà una mia impressione).

    • Realista says:

      Credo sia perchè lo “stress” agonistico è stato in gran parte giocato sul fatto di fermare il motivo principe della presenza del mostro di acciaio e legno dentro l’anfiteatro: gli spettacoli. Ora si può ragionare, non c’è bisogno di tutta quella roba, perchè ci piaccia o no, là dentro non si può. Quindi non più orribili casotti per i camerini, non più mostri in acciaio e legno per palco, gradinate, platea… Non più antincendio (non dimentichiamo l’orribile e necessario impianto dei VV.F. necessario per la sicurezza degli spettatori), non più nulla di tutto ciò.
      Qualche domenica fa, di passaggio, ho provato a mostrare ad uno dei miei bambini il luogo nel quale un tempo accadeva ciò che lui aveva appena studiato in storia, ma non è stato possibile, causa l’incredibile accozzaglia di materiali che oltraggia con la sua presenza quel posto. Bisogna ora pensare ed agire in modo che ciò sia possibile quanto prima. Ridateci il monumento, agibile, visitabile grotte comprese, pulito

    • Pubusa says:

      @ Succiabrebei, lasci perdere le sue pretestuose idiozie, non è pane per i suoi denti!

      • Mauro Peppino Succiabrebei says:

        @Pubusa
        Sì, terrò presente, grazie. Complimenti per l’intelligenza del commento, del resto non sorprende.
        Cordialmente,

Lascia un commento

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: