Politica / Sardegna

Nosusu zacchendisì de su famini e la Regione non spende un miliardo di euro di fondi Ue! Da Bruxelles una letteraccia per il presidente Cappellacci: eccola

Che le regioni italiane non riescano a spendere i fondi europei è cosa risaputa; che la Sardegna non abbia saputo utilizzare al meglio in passato le risorse comunitarie è verità assodata. Ma che la situazione stia peggiorando è invece una notizia, e ci arriva direttamente da Bruxelles.

Date uno sguardo a questa nota_Ue, scritta nei giorni scorsi nientemeno che dal componente della Commissione Europea Johannes Hahn al presidente della Regione Ugo Cappellacci, e inviata per conoscenza al ministro Fitto e all’assessore La Spisa. Ricordo che la Commissione Europea è una sorta di Consiglio dei Ministri dell’Ue e che il signor Hahn (austriaco) è una sorta di ministro per le politiche regionali. Così, tanto per capire di chi stiamo parlando.

Hahn dice cose semplici semplici che capirebbero anche i bambini.

La prima: “Il programma Por Sardegna 2007-2013 accusa ritardi che rendono concreto il rischio di riduzione delle risorse comunitarie”. Perché se i soldi non vengono spesi, al giro successivo Bruxelles ne assegna di meno. La beffa è doppia: non spendiamo quelli che abbiamo e ci riducono quelli che ci daranno: una figata.

Ma quanto abbiamo speso finora? “A fine febbraio 2011 328,2 milioni di euro, pari al 19 per cento del totale”. Cioè, mentre Cappellacci e La Spisa ci spacciano come grande investimento per il lavoro investimenti per duecento milioni in quattro anni, abbiamo oltre un miliardo da spendere in due anni e non siamo in grado di fare nulla?! Se 200 milioni in quattro anni sono una notizia da prima pagina e da apertura di tg, per un miliardo di euro che ci sono da spendere in due anni ma che questa giunta non riesce a “mettere a correre” che cazzo dovremmo fare, un’edizione straordinaria?! Che cosa? Come dovremmo dare la notizia ai sardi? Ditemelo voi.

La Spisa dice però che la Regione Sardegna spende però in media più delle altre regioni del Mezzogiorno: capirai la soddisfazione! L’assessore al Bilancio però non dice niente sull’osservazione fatta dal signor Hahn: “Il trend di attuazione appare particolarmente preoccupante poiché il dato della spesa di fine febbraio 2011 è stato di tre soli punti percentuali superiore a quello di febbraio2010”. La colpa insomma, non è di Soru, ma tutta di questa giunta di centrodestra che ha cambiato in due anni non so più quanti assessori.

Ma come se non bastasse, il signor Hahn dice due cose ancora più preoccupanti. La prima è che la Regione Sardegna se ne fotte allegramente delle indicazioni date dalla Commissione Europea per spendere meglio le risorse. Lo scorso mese di aprile sono venuti a Cagliari i rappresentanti di Bruxelles e del Ministero dello Sviluppo Economico ma “dall’incontro non sono emersi elementi tali da individuare la fine della situazione di stallo e l’inizio di un circolo virtuoso”. Capito?

Non solo: “Al contrario, è apparso che per alcune parti dell’Amministrazione il Programma è considerato come una cassa cui attingere secondo le esigenze del momento e senza la dovuta osservanza delle condizioni vigenti”! Capito la Regione Sardegna? Usa i Fondi Por alla stregua di un bancomat, non per sostenere azioni economiche ci facciano uscire dalla crisi strutturale in cui ci troviamo rispetto alle altre regioni europee più progredite ma per finanziare iniziative episodiche, senza un progetto, senza un’idea! Soldi praticamente buttati. E nosusu zacchendisì de su famini!

Riepilogando: abbiamo più di un miliardo di euro da utilizzare contro la crisi ma non lo spendiamo; le poche risorse che impegniamo le stiamo praticamente sprecando; la Commissione Europea ci ha dato dei consigli per uscire da questa situazione di stallo ma stiamo facendo esattamente il contrario di quello che ci hanno suggerito.

Di questo dovrebbe occuparsi la Giunta regionale. Invece l’altro giorno a Villa Devoto c’era un vertice del centrodestra per capire cosa fare dopo la sconfitta alle amministrative. In ogni caso, l’assessore La Spisa, in un comunicato stampa che vi offro nella sua interezza, dice che “si tratta di questioni difficili e importanti di cui tutti dovremmo assumerci una responsabilità forte e grave”. Scusa, tutti chi?

***

Cagliari, 7 Giugno 2011 – “Sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale la lettera del commissario Hahn è certamente preoccupante ma si tratta di una comunicazione inviata a tutte le regioni a rischio disimpegno: si tratta di sette miliardi di euro in tutta Italia. Ribadisco che la percentuale di spesa della Regione Sardegna è del 19 per cento, come sottolineato dallo stesso commissario, mentre la media italiana è del 18 per cento e quella delle regioni meridionali è dell’8 per cento. La Regione Sardegna spende quindi più delle altre”. 

E’ quanto affermato dal vice presidente della Regione e assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa, replicando in Consiglio alle osservazioni dell’opposizione in merito alle risorse comunitarie. 

“Il problema è che questo programma è partito nel 2007 – ha sottolineato La Spisa – ed entro il 2009 si sarebbero dovuti spendere 264 milioni. A marzo del 2009 quando si è insediata questa Giunta era stato speso un milione cioè lo 0,3 per cento di quanto si doveva spendere nei primi due anni. Il Programma è partito con una lentezza incredibile e si è dovuto inseguire il tempo arrivando a una spesa entro il 31 dicembre del 2009 di 273 milioni tra i quali i 233 del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese.

“E’ vero che per il 2011 dobbiamo spendere 640 milioni – ha concluso il vice presidente della Regione – ne abbiamo già spesi 350 e la percentuale è certamente significativa e sostenuta. Proprio in questi giorni abbiamo già fissato alcune riunioni importanti con gli uffici e gli assessori competenti per affrontare le giuste decisioni in questa direzione. Si tratta di questioni difficili e importanti di cui tutti dovremmo assumerci una responsabilità forte e grave”. 

70 Commenti

  1. Daniela Boi says:

    Parto dalla domanda chiave di Stefano Deliperi che scrive: “La domanda che dobbiamo porci è semplice: quali ricadute positive e quali “circuiti virtuosi” sono stati provocati dalla spendita di queste masse enormi di denaro pubblico?
    Spendere senza “spendere bene” è solo sprecare fondi. Ad esempio, ha poco senso programmare un “bel” P.S.R. se l’agricoltura sarda soffre di una crisi strutturale determinata soprattutto da un’esasperata parcellizzazione delle aziende e da un esasperato quanto deleterio individualismo: anche i soldi investiti o più spesso erogati a pioggia, non daranno buoni frutti.
    Insomma, c’è poco da sorridere.”
    Nella programmazione del PSR della Sardegna si è tenuto conto dei fattori di contesto tra cui la parcellizzazione delle aziende e l’individualismo atavico degli agricoltori, ma anche la crisi strutturale del settore agricolo. L’approccio è stato proprio quello di partire dai problemi strutturali per trovare delle soluzioni che permettessero di offrire un contributo alla soluzione del problema introducendo elementi di cambiamento, che però è di lungo periodo e di natura multifattoriale. Non si ha la presunzione di risolvere i problemi dell’agricoltura sarda attraverso un ciclo di programmazione comunitaria. Sarebbe irrealistico. Si tratta di processi di cambiamento economico di lungo periodo dipendenti da molte variabili che sono strutturali, congiunturali e culturali.
    Personalmente non mi occupo di agricoltura in senso stretto ma di approccio LEADER (approccio dal basso attraverso i GAL – Gruppi di Azione Locale) e di sviluppo locale nelle aree rurali, ovvero tutto ciò che di non agricolo si può realizzare nelle aree rurali della Sardegna (turismo, servizi, paesaggio, cultura, riqualificazione dei centri storici), che poi rappresentano oltre l’80% del territorio, in maniera tale da renderle relativamente attrattive, favorire l’occupazione e limitare lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione.
    Un’impresa titanica, quasi una battaglia contro i mulini a vento, che però bisogna fare, pur sapendo che lo sviluppo “a ciambella” (verso le coste) della Sardegna è una tendenza contenibile ma non arrestabile.
    Più in particolare mi occupo di cooperazione internazionale e interregionale applicata allo sviluppo locale: un’area ancor più sperimentale sulla quale molto spesso mi sento dire che “non serve a niente” in quanto non produce risultati immediatamente tangibili e misurabili (si tratta di attività di scambio di pratiche, saperi e approcci con altre parti d’Italia e d’Europa). Non ho indicatori che mi permettano di misurare l’impatto del cambiamento prodotto da tali attività, eppure è il settore a cui da molti anni, ben prima di entrare in Regione, mi dedico con convinzione, perché penso che la Sardegna abbia bisogno soprattutto di cambiamento culturale (che è uno dei volani fondamentali per lo sviluppo economico) e che tale cambiamento non possa che passare dal confronto e dall’interscambio con il resto d’Europa. e del mondo.
    Tornando alla domanda-chiave “quali ricadute positive e quali “circuiti virtuosi” sono stati provocati dalla spendita di queste masse enormi di denaro pubblico?” l’impatto dei fondi strutturali in Italia ed in particolare nelle regioni del Centro-Sud è stato oggetto di molti studi che hanno evidenziato che il contributo alla riduzione dei divari Nord-Sud è stato piuttosto limitato e che anzi tali divari si sono oggi accentuati. Alcuni economisti hanno addirittura avanzato tesi controverse su una possibile correlazione negativa tra sostegno comunitario e riduzione dei divari.
    Non posso entrare nel merito in questa sede, ma insisto sul fatto che una valutazione dell’efficacia delle politiche comunitarie in Sardegna non possa prescindere da un approccio di tipo comparativo e sistemico con le altre regioni d’Italia.
    D’altro canto la Sardegna non può e non deve essere inserita nel “Mezzogiorno d’Italia”: rappresenta un caso a sé, e il fatto che i livelli di spesa si stiano allineando al Centro-Nord non significa certo che si stiano innescando circuiti virtuosi di sviluppo.
    La nostra regione sta attraversando un processo di profonda ristrutturazione economica che richiede investimenti e scelte coraggiose, ma talvolta impopolari, tra cui la riorganizzazione, la specializzazione e la diversificazione del comparto agricolo, la riconversione dell’industria ed il rilancio del turismo che devono essere essere coniugati da un lato con la tutela e la valorizzazione del paesaggio, dall’altro con il rilancio dell’occupazione. Occorre un investimento sulla società della conoscenza che punti sulla ricerca, sull’innovazione e sulla cultura come motori di sviluppo e di crescita.
    E’ un processo complesso, che richiede una strategia politica ed economica di lungo periodo che necessita di una condivisione – non facile – sul territorio e di un profondo rinnovamento culturale (non finirò mai di ripeterlo). Sul quale gli interventi comunitari possono innestarsi e contribuire in maniera significativa, ma solo se c’è continuità nel perseguimento della strategia.
    Se però tale strategia funziona a singhiozzo e viene interrotta da frequenti cambiamenti di rotta caratterizzati da scelte politiche ed economiche non chiare, non condivise e poco efficaci, a ben poco servono le valutazioni sui punti percentuali di spesa comunitaria.
    E, se le raccomandazioni del Commissario UE devono essere raccolte, è necessario ragionare in termini di perseguimento di una strategia più generale, tale da governare processi di medio-lungo periodo..
    Su questo penso che siamo tutti d’accordo, è quali lapalissiano, ma mi preme ribadirlo.

  2. Bene…Meglio così. Per curiosità, dove l’hanno fatto il Comitato di Sorveglianza? All’Hotel Carlos V di Alghero? Ahhhh..Bello…Quanto è costato? Quanto??? Non ci posso credere!!!! Ora capisco, ecco come si fa spesa per far contenta la commissione europea e il governo!! Bravi! Ma qual’è la differenza tra impegno e spesa? Mi devo documentare? Allora dovrei leggere anche il POR FSE 2007-2013…dove lo posso trovare se non nel sito della Regione? Qualcuno mi sa dare il link per favore? Mi serve proprio quello ufficiale, dal sito della RAS……mi raccomando!

    • BRAVISSIIMO NICOLA! Manda il link al signor Hahn e ti manda sicuramente una medaglietta, la stessa che forse ha già mandato a Cappellacci e La Spisa.

      • Efis Pilleri says:

        “Dell’organismo fanno parte Regione, ministero del Lavoro, parti sociali e datoriali, rappresentanti del partenariato istituzionale ed economico”. Come dire che il Comitato di sorveglianza se la suona e se la canta con lìassessore Manca voce solista…

      • Quanto deliberato dal Comitato di sorveglianza è un risultato importante – ha spiegato l’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca – che attesta i significativi passi avanti fatti dalla Regione in questo anno e mezzo sul Fondo sociale europeo. Un lavoro, tra l’altro, che ha consentito che sia nel 2009 che nel 2010 non sia stato restituito nemmeno un euro di fondi comunitari alla Commissione europea. La certificazione dei 345 milioni di euro impegnati e dei 189 milioni spesi arriva da un organismo terzo e indipendente che spero spenga inutili e dannose polemiche di questi giorni, spesso basate su dati non reali”

        Glielo manda il comitato di sorveglianza, però preferisco una canottiera, col caldo che sta facendo…

  3. Bah…tanto rumore per nulla. La solita tiritera che, sin dagli anni 80, si ripete circa ogni 4-5 anni. Nessuno tira fuori e analizza i veri motivi per cui queste cose accadono. Si tratta forse di affrontare qualcosa che va al di la delle nostre capacità? Se è così…Allora è meglio lasciar perdere e limitarsi a lasciare commenti su un blog. Auguri, caro Biolchini.

  4. Salve, da 26 anni circa mi occupo di relazioni con l’UE e di gestione e attuazione dei fondi europei. Per chi fosse interessato a sentire la mia opinione circa l’argomento, terrò due conferenze a giugno, una il 21 a Oristano e l’altra il 22 a Cagliari. Trovate l’invito qui:
    http://www.aselsardegna.it/index.php?option=com_content&view=article&id=123:seminario-regionale-le-istituzioni-le-politiche-e-la-programmazione-dellunione-europea&catid=25:seminari&Itemid=14
    Ciao
    Sergio Diana
    http://www.euyou.info

  5. “Carlo, io ho usato il termine “efficiente”…”:

    Cara Daniela, non meniamo il can per l’aia: è proprio di efficienza che parlavo, giacché il punto fatto rilevare da Vito è precisamente il fatto che la Regione Sardegna abbia speso ben poco in questi ultimi anni, mentre – per tornare al mio esempio – il Veneto dei soldi li ha spesi: suoi o dell’UE qui poco importa, in realtà, come poco importa se si tratti di Passante di Mestre o altro, quel che conta è il problema morale generale, in primis la concreta volontà di spendere e poi (l’ancor più concreto) spendere stesso, proprio come abituali forma mentis e modus operandi di certe regioni. Mentre qui in questa landa sperdia in tante cose non si va avanti di un passo perché NON si vuole andare avanti: basti vedere in che stato versa ancor oggi la nostra rete idrica, o il fatto che tanta acqua piovana in Sardegna vada sottoterra senza essere recuperata…

    • Scusate, non so per le politiche comunitarie, ma nel mondo del lavoro essere efficace significa raggiungere un obiettivo. L’efficenza invece misura la capacità di ottenere il risultato con il minor sforzo in termini di risorse e tempo speso. Se mi iscrivo all’università per laurearmi e ci riesco sono efficace. Se ci metto 20 anni sicuramente sono poco efficiente

  6. la notizia c’è ed è molto rilevante. Al di là dei paragoni con altre Regioni italiane e del resto d’Europa, sempre interessanti, è però fondamentale fare un po’ di conti nelle tasche (vuote) dei sardi pur in presenza delle casse (sistematicamente riempite) della Regione autonoma della Sardegna.
    Ormai da più di 30 anni c’è un cospicuo “fiume di denaro” reso disponibile dalle Istituzioni comunitarie in favore della Sardegna. Dai P.N.I.C. e P.I.M. degli anni ’80 del secolo scorso al P.O.P. 1994-1999, dal P.O.R. Sardegna 2000-2006 all’attuale 2007-2013.
    Il solo P.O.R. Sardegna 2000-2006 appena concluso è partito da una disponibilità di base di 1.946 milioni di euro.
    Ricordiamoci che siamo solo 1,6 milioni di abitanti in Sardegna. La metà degli abitanti di Roma.
    La domanda che dobbiamo porci è semplice: quali ricadute positive e quali “circuiti virtuosi” sono stati provocati dalla spendita di queste masse enormi di denaro pubblico?
    Spendere senza “spendere bene” è solo sprecare fondi. Ad esempio, ha poco senso programmare un “bel” P.S.R. se l’agricoltura sarda soffre di una crisi strutturale determinata soprattutto da un’esasperata parcellizzazione delle aziende e da un esasperato quanto deleterio individualismo: anche i soldi investiti o più spesso erogati a pioggia, non daranno buoni frutti.
    Insomma, c’è poco da sorridere.

    • la politica viene decisa a livello di Unione Europea, sulla base degli input nazionali e regionali. Non sto qui a spiegare il meccanismo di formazione della programmazione. Nei rapporti finali di esecuzione si valutano tali dati che poi portano alle decisioni che ne consueguono, a livello regionale, nazionale, comunitario. Insomma dov’e’ la notizia?

      • la notizia è che la Regione autonoma della Sardegna non sa programmare bene, quindi non sa spendere bene, conseguentemente finora il fiume di denaro giunto nell’Isola non ha prodotto quel forte miglioramento economico-sociale che dovevamo attenderci. Ti pare poco?

        • Stefano, credo che sarebbe piu’ corretto dire che l’Italia non spende al meglio quei soldi. Se pero’ grazie a una maggiore attenzione, la nostra Sardegna puo’ migliorare nella spendita, saro’ la prima a essere felice

          • Bingo Bongo says:

            Fede… da quel che leggo non mi pare che si stia discuttendo sui meccanismi di erogazione dei fondi da parte dell’ UE… il fatto è che di concretto, qualsiasi sia il meccanismo, i soldoni arrivano nelle casse della Regione, e vengono sputtanati invece che spesi. Si discutte del fatto che nei vari sprechi non viene mai contemplato come voce di spesa un piano di finanziamento programmato per l’ agricoltura, per la pastorizia o per gli allevamenti; non viene contemplato un piano di investimento per nuove attività direttamente collegate ai tre filoni principali, appunto agricoltura pastorizia ecc… come ad esempio un’ industria di raccolta e lavorazione delle pelli, della lana…. e tanto altro… che sicuramente oltre a creare un buon numero di posti di lavoro farebbero nascere degli indotti commerciali finora sconosciuti in Sardegna poichè tali prodotti vengono acquistati a prezzi da fame da aziende continentali che li lavorano e li vendono e si gonfiano le tasche alla faccia nostra.

            • Ciao Bingo Bongo. Sputtanati mi sembra una parola fuoriluogo. Al limite siu puo’ dire che si potrebbe sfruttare meglio il filone, attingendovi il piu’ possibile.. Perche’ non dai un’occhiata al sito: http://www.regione.sardegna.it/speciali/programmasvilupporurale/ ? Cosi’ scopri esattamente cosa si fa e cosa non si fa… non conosco a fondo le politiche agro-pastorali, ma credo che lo spaccato che ha tracciato Daniela sia abbastanza rappresentativo.

  7. Il dibattito sull’uso dei fondi europei da parte delle regioni italiane si sta facendo interessante, grazie soprattutto a lettori molto competenti. Ed è a loro che ora chiedo: come dobbiamo interpretare questa lettera? Non dobbiamo preoccuparci perché le altre regioni sono messe peggio di noi? Quello del Commissario europeo è un allarme che ci riguarda da vicino oppure no? In sintesi: c’è la notizia oppure no? Grazie a tutti per questo bel dibattito.

    • Per gli addetti ai lavori, queste sono raccomandazioni sentite tante volte negli ultimi anni. Quindi é un problema strutturale e organizzativo-procedurale che occorrerebbe affrontare a livello prima di tutto nazionale. Ribadisco che a livello locale si puo’ battere sulla responsabilizzazione della Giunta su un’accelerazione massima dei processi (evitando tempi morti che, ahime’, sono spesso dovuti ai giochi politici) e sull’attenzione massima alla professionalità delle squadre (persone e società) che lavorano nel settore. E anche le persone come te, Vito, possono fare molto, puntando l’attenzione della gente sui soldi di Bruxelles e sul loro corretto utilizzo, conttrollando l’azione dei politici in merito, ma ….. bisogna prima conoscere bene l’argomento, per evitare facili strumentalizzazioni fuoriluogo. In bocca al lupo dunque e buon lavoro!

    • Daniela Boi says:

      Dobbiamo preoccuparci, certo, perché il monito del commissario Hahn riguarda non tanto il livello di spesa, che si allinea a quello del Centro-Nord, ma soprattutto il rallentamento della spesa, che in un anno si è incrementata di soli 3 punti percentuali. E questo è un segnale negativo, di stallo, che potrebbe sottendere un trend negativo per i prossimi anni e di cui è necessario indagare le cause.
      Ma ancora una volta è necessario farlo anche e soprattutto in un’ottica sistemica e comparata, perché se è vero che Hahn ha bacchettato la Sardegna facendo delle raccomandazioni, è vero anche che ha convocato un vertice urgentissimo con Puglia, Campania e Sicilia che hanno livelli di spesa molto bassi e che rischiano di perdere 2 miliardi di euro alla fine del 2011.
      E questo è un reale allarme, anzi, una vera emergenza. Nel caso della Sardegna è un monito, una preoccupazione, più che un allarme, su cui è necessario tenere alta la guardia e far squadra all’interno dell’amministrazione, tenendo conto del fatto che ci sono molti fattori concomitanti, alcuni endogeni, su cui è necessario lavorare a livello politico e amministrativo, e altri esogeni, in parte a livello sovraregionale (procedure, normativa) in parte a livello locale. Ad esempio, il fatto che una gran parte dei finanziamenti per essere erogati richiedano un cofinanziamento dei privati (e questa è una regola comunitaria, non ce la siamo inventata noi), in un periodo di crisi, è un fattore da non sottovalutare.
      Invito comunque ad approfondire la materia, che è particolarmente complessa, e a non voler individuare responsabilità esclusivamente politiche ed esclusivamente locali.
      I cittadini hanno diritto di essere informati in modo chiaro, anche su questioni molto complesse, come quelle della spesa delle risorse comunitarie, e sarebbe dovere delle istituzioni regionali farlo attraverso i canali e gli strumenti più idonei.

  8. Daniela says:

    Sono un funzionario regionale e mi occupo di fondi comunitari.
    La questione della capacità di spesa dei fondi europei è molto complessa e, soprattutto, è strutturale, riguarda l’intero Paese e quasi tutte le regioni d’Italia.
    Il nostro apparato normativo e amministrativo – a livello nazionale e regionale – è troppo pesante, troppo articolato per gestire i processi di programmazione, gestione e spesa dei fondi comunitari secondo la tempistica dettata dalla programmazione comunitaria, che richiederebbero dei sistemi e delle procedure più snelle e veloci, dei canali preferenziali all’interno della PA che non sono mai stati creati né a livello nazionale e neppure a livello regionale.
    Ci sono molti colli di bottiglia che rallentano la spesa comunitaria, molti dei quali stanno a livello nazionale. Le procedure stanno diventando machiavelliche, alla faccia della semplificazione di Brunetta, in nome della trasparenza.
    Ad esempio, le tempistiche relative ai bandi sono diventate più lunghe a causa della riforma del codice degli appalti.
    In ogni caso, gridare allo scandalo sul caso della Sardegna non ha alcun senso.

    Invito a leggere il rapporto di monitoraggio UIL sulla spesa dei fondi comunitari pubblicato a maggio 2011:
    http://www.uil.it/studio-fondi-strutturali-5.pdf

    In particolare invito ad esaminare la tabella a pagina 11 con i dati comparati regionali.
    L’Italia registra un livello di spesa del 12,1%, che scende al 10,2% nel Mezzogiorno.

    Tra le regioni il fanalino di coda e’ la Campania, dove la spesa al 2010 e’ al 6%. La Sicilia è al 6,7% di spesa, la Puglia è al 9%, la Calabria al 9,1%.
    La Sardegna e’ al 19,5%, allineata con regioni del nord come Lombardia, Veneto, Piemonte, Val D’Aosta e supera nettamente regioni come Liguria, Lazio e Toscana.

    Alla luce dei dati comparati la Sardegna risulta più efficiente di tutte le regioni del sud e di tante regioni del centro-nord.
    Il problema è che se si affronta la questione attribuendo i meriti o i demeriti del livello della spesa comunitaria esclusivamente alla politica, dalla lettura di questi dati la Sardegna di Cappellacci paradossalmente risulterebbe essere ben più virtuosa della Puglia di Vendola, o di regioni con giunte di centrosinistra come la Toscana.
    Lo capiamo o no che il problema riguarda tutta l’Italia, che è strutturale che come tale va affrontato, e che ragionare in termini di colore politico della giunta in carica non porta da nessuna parte se non a strumentalizzazioni che possono avere un effetto boomerang?
    Sia chiaro che io sono schierata dall’altra parte rispetto all’attuale giunta, sono entrata in Regione con la giunta Soru e ho visto una strategia, seppur caratterizzata da molti punti critici, soprattutto per le modalità di condivisione con gli stakeholders e con il territorio. Una strategia che può essere migliorata, sotto tanti aspetti, nel prossimo mandato.
    Ciononostante durante il mandato Soru c’è stato un rischio gravissimo di disimpegno dei fondi comunitari, ben più grave della situazione attuale.
    Questa giunta d’altro canto non ha alcuna strategia. Raccoglie utilitaristicamente alcuni risultati della precedente legislatura (es. la comunicazione istituzionale sul web, il Master and Back, la riqualificazione di S.Elia tirata fuori dal cappello a pochi giorni dalle elezioni comunali) e ne affossa altri (es. Bétile, Tuvixeddu, ecc.). E i dissidi interni che portano a frequenti rimpasti in giunta contribuiscono a rendere questa non-strategia ancora più frammentaria.
    Questo incide, in parte, sulla capacità di spesa dei fondi comunitari, che potrebbe essere certamente migliorata seguendo le raccomandazioni dell’UE, però non è il fattore determinante.
    E se si grida allo scandalo per la Sardegna che spende il 20% di risorse comunitarie come la Lombardia e il Veneto, per la Puglia, la Campania e la Sicilia che non arrivano al 10% dovremmo proclamare il lutto nazionale?
    Sarei curiosa di leggere la lettera che la Commissione Europea ha inviato a Vendola, dal momento che la Puglia è ferma al 9%.
    La mia vuole essere una esortazione a ragionare in modo critico e ad approfondire gli argomenti sulla base di dati reali e concreti, prima di fare proclami. Altrimenti si rischia un effetto boomerang.

    • Cara Daniela, grazie per il tuo interessantissimo contributo. Perché ci spinge a riflettere non solo sulla percentuale di fondi spesi ma anche sulle ragioni di tanta inefficienza. Ci hai spiegato bene la complessità dei procedimenti e tutti noi sappiamo che nemmeno il centrosinistra di Soru in quest’ambito ha brillato. Però secondo me la parte della lettera più sconcertante è quella in cui si evidenzia come la Regione, nell’ultimo anno, abbia fatto esattamente il contrario di ciò che l’Unione Europea gli chiedeva di fare! E’ questo il nodo vero, unitamente al fatto che i pochi fondi spesi siano di fatto spesi male. E’ su queste questioni che la Giunta deve dare una risposta. Di Vendola e degli altri a me ben poco interessa. Quello che so che la situazione sta peggiorando, e non è una bella notizia.

      • Daniela says:

        Caro Vito, a me invece della situazione delle altre regioni interessa, eccome! Perché siamo dentro un sistema-paese, che in larga parte è governato da logiche di tipo nazionale, e dobbiamo necessariamente ragionare in un’ottica comparata. Se esiste un problema di capacità di spesa per TUTTE le regioni italiane evidentemente c’è un problema generale, e le cause vanno indagate a livello di Paese, piuttosto che di singola Regione.
        Sul fatto che i fondi potrebbero essere spesi meglio, non ci sono dubbi. Così come sul fatto che la Giunta debba dare delle risposte chiare e concrete: è un suo dovere preciso. Ed è un dovere dei cittadini, dei media e degli opinion makers fare domande ed esigere risposte.
        Però vorrei puntualizzare che la fase di programmazione dei fondi comunitari è avvenuta durante la giunta Soru, per cui se si afferma che ii soldi sono mal spesi si sta anche dicendo che gli interventi sono stati mal programmati, e questo in gran parte non corrisponde al vero.
        Posso dire con certezza che il PSR (Programma di Sviluppo Rurale) della Sardegna, alla cui stesura ho partecipato, scritto durante la giunta Soru quando era assessore Foddis, è stato indicato dalla Commissione Europea come il migliore d’Italia e tra i migliori d’Europa.
        E che si sta cercando di mantenere un livello di spesa in linea con le regioni del Nord-Centro e molto più elevato di quello delle regioni del Sud:
        http://agriregionieuropa.univpm.it/dettart.php?id_articolo=710

        • Efis Pilleri says:

          In ogni caso se abbiamo informazioni serie su un argomento che interessa tutti è in gran parte merito attribuibile a chi fa un giornalismo come quello di Vito. E la Giunta regionale con i 12 giornalisti nuovi assunti che fa?

    • “Alla luce dei dati comparati la Sardegna risulta più efficiente di tutte le regioni del sud e di tante regioni del centro-nord”:

      Intanto in Veneto – tanto per dirne una – hanno realizzato il passante di Mestre: che anche se non ancora completato ha già notevolmente decongestionato il traffico autostradale verso Venezia, e senza far uso di fondi UE, a quanto mi consta…

      • Daniela says:

        Carlo, io ho usato il termine “efficiente”, che si riferisce alla mera capacità di spesa dei fondi comunitari, è un dato meramente tecnico-finanziario, non si riferisce alla qualità degli interventi realizzati, per la quale il termine adatto è “efficace”.
        L’efficienza e l’efficacia sono due cose distinte.
        E comunque qui si sta parlando di fondi UE, se il Veneto ha realizzato un’infrastruttura senza ricorso di fondi comunitari, non è molto rilevante in questo contesto.
        Non è certo in discussione il fatto che la Sardegna abbia lo stesso livello di sviluppo del Veneto o della Lombardia: sarebbe un’assurdità anche solo immaginarlo!

  9. enrico says:

    ho postato questo articolo nella bacheca di facebook del nostro presidente della regione e me l’hanno cancellato e mi hanno bloccato… 🙁 poverini…

  10. francesco da sassari says:

    ma perche non chiedono a noi sardi tramite una semplice telefonata,un test o qualsiasi altra cosa,un parere come spendere questi benedetti euro?sicuramente sapremo consigliarli per il meglio.case popolari,strade ,pensiamo alla sasari olbia che sono decenni e decine di morti e ancora non si trova uno sbocco,affiti alle stelle che impegnano piu del 50%dello stipendio ,mentre si potrebbero costruire alloggi popolari e farci respirare almeno di quel 20% di stipendio in più che servirebbe di sicuro per tamponare in minima parte qualche spesuccia dei nostri ragazzi disoccupati,non si spende per le ristrutturazioni,gli immobili delle provincie vanno allo sfascio,cosi monumenti storici ecc,laboratori scolastici con attrezzature obsolete ,strade impercorribili dalle buche che sembrano voraggini,pechè non dare anche contributi per il recupero dei centri storici e magari aprire anche corsi di formazione per artigianato locale visto che viviamo soprattutto alcuni mesi di turismo…idee ce ne sono tante,non credo che bisogna fare un referendum per sapere come spendere

  11. per non dimenticare:
    http://www.flickr.com/photos/vorticeassurdo/3700422119/
    Sardegna fatti bella

  12. caro Vito, la situazione è anche peggiore e la Corte dei conti l’ha detto chiaramente poche settimane fa: http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/05/30/fondi-comunitari-in-sardegna/#more-436

  13. Vito tenisi arrexioni! Oggi ad Arasolè, scrivevo msg contro Cappellacci ed il suo governare cialtronesco ed inconcludente. Oh nemmeno uno ne hanno pubblicato!!!! Cercano di riabilitarlo a tutti i costi, ma il vero danno della Sardegna è proprio lui! Sorridi Sardegna…s’arrisu de s’adenara però…

  14. VI RICORDO SOLO CHE ALCUNI PERSONAGGI CHE OGGI STANNO ALLA REGIONE , NON MOLTI MESI FA’ STAVANO AL COMUNE DI CAGLIARI NELLA GIUNTA FLORIS, SAPPIAMO TUTTI COME VENIVA GOVERNATA LA CITTA’ E LA QUALITA’ POFESSIONALE DE QUESTE PERSONE !!!! SE TANTO MI DA TANTO,DUE SONO LE COSE O SI DANNO UNA MOSSA ,O LA GIUNTA CAPPELLACCI DA LE DIMISSIONI ,LA TERZA SCELTA NON ESISTE.

  15. Facendo seguito al commento di Giuliana credo che sia opportuno distinguere tra soldi impegnati e soldi spesi e dunque rendicontati.. a parte che si potrebbe porre il problema di capire, a quel punto, se tali spese sarebbero anche certificate e dunque ritenute di fatto ammissibili, ma… quando si parla di spese “impegnate” si fa riferimento alle risorse che la regione in questione riesce a bloccare a proprio favore presentando una certa mole di progetti giudicati ammissibili, proprio per non lasciarsi sfuggire le risorse. Si puo’ anche osservare che la storia dei programmi Comunitari dica che nei primi 2 anni di vita dei programmi non accada granché, e che i programmi della passata programmazione siano stati prorogati (dal punto di vista della spendita delle risorse) fino a fine giugno 2009 proprio in considerazione della crisi economica in atto, sulla base di una richiesta presentata dal Portogallo e poi estesa agli altri Paesi. Guardando il processo in una prospettiva “a monte”, i politici possono fare la differenza qualora accelerino i processi. Spesso infatti tutto e’ bloccato in attesa della nomina di qualche dirigente o direttore e in fin dei conti il tutto non e’ avulso dai soliti giochi politici.

  16. arrogutottu says:

    Grazie a chi fornisce contributi esplicativi o analitici

  17. carlo 76 says:

    Premetto sono un elettore di centrodestra ma di fronte a queste cose provo un disagio forte. Purtroppo il malcostume sull’utilizzo dei fondi comunitari è un vizio endemico di tutto il meridione a prescindere dalle coalizioni al governo (vedi Calabria con le relative inchieste di De Magistris). Si ha paura dei controlli di Bruxelles ma andando avanti così si rischia l’isolamento totale.

  18. ce da dire solo una cosa che loro lo stipendio lo prendono tutti i giorni…e noi no dopo che salgono nella poltrona a noi neanche c pensano?????

  19. ciaramella says:

    Da spararsi…

  20. Vito, sono felice che tu ponga il problema perche’ ultimamente la morale é che se non gridi non ti ascolta nessuno. E quindi ben vengano le critiche, se servono per migliorare le cose, per scuotere la classe politica in modo da ricordarle che deve produrre valore. Non mi troverei d’accordo se questa fosse l’ennesima occasione di tifo politico fine a se stesso. Poiche’ io lavoro nel settore (anche se da precaria), ti posso assicurare che la giunta precedente non ha brillato per niente… e che in generale il carrozzone dei fondi UE e’ lento e ferraginoso.

  21. gentarrubia says:

    o La Spisa! e ponirí a una parti!

  22. QUESTI DEL PDL SARDO,,ANZICHE PENSARE ALLA GRANDE CRISI DEL LAVORO CHE C’E’ IN SARDEGNA, E DARE I FONDI PER DIMINUIRE LA NOSTRA ORMAI CRONICA DISOCCUPAZIONE , E PER GIUNTA SOLDI DISPOIBILI , SI RIUNISCONO A VILLA DEVOTO, PER CAPIRE IL PERCHE’ HANNO PERSO LE ELEZIONI IN OGNI ANGOLO DELLA SARDEGNA , MA DEVONO DARE LE DIMISSIONI SUBITO,DEVONO ANDARE VIA SONO SENZA VERGOGNA MI FANNO SCHIFO.

  23. Soviet says:

    Il problema della spesa dei fondi comunitari è una costante, perché neppure nelle legislature passate le performaces non è che fossero esaltanti…siamo costantemente in ritardo ed è verissimo che gran parte dei ritardi nell’utilizzo dei fondi strutturali 2000-2006 sono da attribuire al centrodestra, anche perché Renato Soru è stato eletto nel giugno del 2004…
    Però credo che sia anche necessario riflettere su un altro aspetto: noi italiani, ed in particolare la sinistra, siamo un po’ troppo indulgenti su questa tecnocrazia europea: non è che la difficoltà nello spendere è anche reponsabilità loro? Perché se il problema ce l’ho solo io, sono io lo scemo, ma se il problema ce l’hanno tutti, allora forse gli scemi sono più d’uno!
    A nostro carico c’è sicuramente il fatto che non teniamo conto dei meccanismi previsti dall’Unione, sia nelle nostre leggi regionali, sia negli atti di governo della giunta, cosa che poi determina criticità e rallentamenti. Facciamo finta di essere autonomi e invece la nostra sovranità è molto limitata…
    Inoltre, come sardi, siamo assolutamente incapaci di qualsiasi azione di lobbing, cosa nella quale altre regioni sono esperte e altre nazioni maestre di primo livello (la tanto vituperata Spagna per esempio). Il nostro uffico a Bruxelles non si capisce cosa faccia, né che utilità abbia o come incida (sempre che abbia un minimo peso) sulle decisioni.
    Credo che tutto il nostro rapporto con l’Unione Europea vada analizzato e ridefinito, perché altrimenti non c’è destra o sinistra che tenga!

  24. Giuliana says:

    Premesso che sono l’ultima persona al mondo che intende difendere la Giunta Cappellacci (!!!!), ma ritengo che il processo di spesa dei fondi comunitari sia cosa complessa che va osservata e spiegata con attenzione e considerando un po’ di variabili.
    In primo luogo potrebbe essere utile sapere che i fondi a valere sul POR 2000-2006 sono stati spesi fino a tutto il 2008 e parte del 2009 in quanto l’UE concede alcuni anni oltre la scadenza del periodo di programmazione. Pertanto i fondi 2007-2013 non sono stati impegnati da subito nè tanto meno erogati e comunque possono essere spesi fino al 2015 (ovvio la crisi è ora e sarebbe il caso di accelerare il tutto!)
    E’ necessario inoltre fare una distinzione appunto tra impegni e spesa effettiva, nel senso che come si sa gran parte dei fondi viene messa a bando, per i diversi settori e per le diverse tipologie di beneficiari, quindi in quel caso risultano impegnati ma non effettivamente erogati. Chiedo dunque se la spesa di cui parliamo riguarda le cifre erogate o quelle impegnate.
    Altro elemento riguarda il fatto che, come spesso è capitato, parte dei soldi impegnati e messi a bando sono stati poi non spesi perchè è mancata la progettualità da parte di enti locali, imprese ecc. Ricordiamo infatti che i fondi comunitari non vengono concessi “dall’alto” ma prevedono una progettualità da parte dei territori e degli soggetti locali che saranno i beneficiari, e spesso questa diventa una forte criticità.
    Detto questo, senza entrare troppo nel tecnicismo, penso che tu Vito hai moltissima ragione a sollevare il problema e a riferire di una comunicazione così importante che l’UE fa alla Regione, ma è vero che tale comunicazione viene fatta diciamo di default a tutte le regioni europee che beneficiano di fondi comunitari proprio per prevenire uno stallo di spesa e non dover ricorrere ad un impegno finale che comporterebbe un attività di valutazione dei progetti e rendicontazioni impegnative anche e soprattutto da parte degli uffici di Bruxelles.

    Infine, e concludo, penso che l’elemento importante che scaturisce dalla lettera del Signor Hahn a Cappellacci volesse dire una precisa: ABBIAMO NECESSITA’ DI VEDERE LA VOSTRA ATTIVITA’ DI PROGRAMMAZIONE DEI FONDI DA QUI ALLA FINE DEL PERIODO (2015), non ci interessa che facciate un bando ogni tanto ma dovete lavorare per rispettare gli obiettivi programmatici contenuti nei POR. e su questo da parte di Cappellacci e i suoi, in questo momento ma anche nel prossimo, la vedo durissima!

  25. Neo Anderthal says:

    Ho capito male o bisogna aumentare la spisa regionale? Boh! Baicicca!
    Lo dico da pochissimo -tendente a zero- competente in economia: ma non si potrebbe lanciare, tanto per iniziare, un piano keynesiano di ristrutturazione, ampliamento, messa in sicurezza degli edifici scolastici, come suggeriva il sociologo Marco Pitzalis? Non sarebbero soldi buttati, credete.
    Poi certamente la mente vacilla davanti alla montagna di soldi, e allora immagino già all’opera quelli che propongono studi per il censimento del gap tra salite e discese etc. etc. In fondo farebbero meno danno di qualche impianto chimico in Barbagia o della metallurgia arretrata nel Sulcis.
    Ma forse, con una promozione del prodotto locale si può andare avanti. Cumpangiusu, SA PABASSINA!!
    (chi mali chi andara sidda pappaus nosusu)

  26. Claudia says:

    a posto! e l’unica soluzione è aumentare la rabbia delle persone che credono che la cassa integrazione sia l’unico diritto e soluzione!

  27. Ciao, se vi occorre un’ottima rendicontatrice di progetti EU, vengo avivere in Sardegna!!!

  28. Claudia says:

    a posto!

  29. Anonimo says:

    a posto…

  30. Ah beh…se è stata mandata a tutti…allora possiamo anche fottercene allegramente!
    Oh Vito…ma itta sindi sbattiri se c’abbiamo un migliardo di euri messi male…e non sappiamo spenderli!
    La colpa è di Soru ma soprattutto di Zedda: oh Massi…lah ke siamo 10 giorni che stiamo aspettando la metropolitana di superficie…oh pacchista! 😀

  31. Simone says:

    Leggendo svariate delibere degli organi competenti in materia, ciò che si capisce è che la base di partenza è una elevata inefficienza delle regioni italiane, specie quelle meridionali, nella spesa dei fondi POR. Sia nella prima tranche 94/99, sia nella seconda 00/06. Questo per diversi motivi pare di capire, per inefficienza in senso stretto (o incapacità direi io), ma anche per motivazioni strutturali, organici all’osso, e impossibilità di programmazione. E la Sardegna non sfugge a questa realtà.
    Però andando a spulciare nella memoria (e poi su google) mi sono ricordato di alcune cose, magari enfatizzate, probabilmente esagerate, ma che sicuramente erano un segnale, positivo credo, una SPERANZA. E allora (http://www.regione.sardegna.it/j/v/24?s=9186&v=2&c=1410&t=1&c1=57), continuando con (http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=82707&v=2&c=3698&t=1), per poi finire con questa lettera che hai pubblicato tu Vito. Per carità, nessuna santificazione, ma il segnale mi sembra chiaro. Non facciamo tifoserie ma stiamo alle notizie, ai fatti. Poi ognuno è legittimato a farsi l’idea che vuole e a proporla rispettettando le idee di tutti.

    P.s. La settimana scorsa ho assistito a uno spezzone di Monitor, il programma di Videolina, dove l’Assessore La Spisa accusava con impeto e certezza dei fatti, del fallimento della Giunta precedente nella questione dei Fondi POR 00-06, omettendo però di dire che per almeno la metà di quegli anni era stata la sua stessa parte politica a guidare la regione. Esattamente dal 25/10/2001 all’11/06/2004, partendo da Pili per finire a Masala. Poi come riporta l’articolo che ho postato, dal 2005 in poi si è mostrato un interesse maggiore in materia. Ma chi avrà ragione? Solo gli esperti posso chiarire.

  32. In quale modo devono e possono essere impegnate queste somme? Quali settori possono beneficiarne, senza poi doverli rendere con tanto di interessi, in maniera proficua? Per esempio: interventi di bonifiche di territori inquinati, manutenzioni di strade o cose simili …..

    • topolinoamaranto says:

      I fondi strutturali europei hanno come ratio istitutiva l’obiettivo di favorire la crescita delle regioni europee meno sviluppate fino ad allinearle agli standard di quelle più virtuose. Come? Uno strumento molto usato è stato il finanziamento di opere infrastrutturali, ma anche la formazione/consulenza alle imprese. Il tutto col fine ultimo di ricadute positive sull’occupazione. E’ questo il modo indiretto, di intervento sulla struttura (da cui il nome fondi strutturali!) scelto dall’UE per supportare le aree in crisi. Tieni presente che l’UE non può finanziare direttamente aziende quali quelle sarde con l’acqua alla gola, con iniezioni di liquidità per coprire i buchi, dato che ciò si configurerebbe come aiuto di stato, in violazione dei principi comunitari sulla libera concorrenza. Ciò come principio: nel 2008 in piena burrasca sui mercati finanziari mondiali l’Olanda ha salvato con un aggiramento della normativa comunitaria la propria Banca ING (quella di conto arancio): se l’avessero lasciata andare secondo le leggi di mercato (come fatto da Bush in USA con la Lehman Brothers) sarebe stata una catastrofe per tutta l’economia nazionale olandese.
      In Sardegna risulta già difficile sfruttare i fondi strutturale a norma di legge, figurati contra legem!

  33. topolinoamaranto says:

    Per utilizzare i fondi europei è necessario seguire un determinato iter, programmare, implementare: insomma lavorarci sopra, conoscere la materia ed al limite studiarla.
    E mi sembra che molti in Regione abbiano ingoiato un palanchino.

  34. Andrea says:

    Mannoni ne ha già parlato a febbraio qua ,denunciando il fatto: http://www.sardegnademocratica.it/istituzioni/le-entrate-virtuali-truccate-di-cappellacci-e-la-spisa-1.17424

    e qualche giorno fa qui:

    http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/bloggers/Mannoni/74/articoli/A-dicembre-perderemo-almeno-220-milioni-di-fondi-europei-la-Giunta-non-lo-sa.html

    bisognerebbe leggere tutti un po’ di più per informarsi…politici( sinistra e destra) compresi!

    Speriamo i sardi si sveglino…

  35. No, scusate..questa è una grandissima presa per il culo. La regione ha fatto aumentare le tariffe degli abbonamenti CTM e ARST per cosa?? Sempre più indignato da chi mi rappresenta in regione..

  36. sì, le parole di Hahn le capiscono anche i bambini. Ecco perché questa notizia non compare sull’Unione.
    Tutti dovrebbero sapere che senza infrastrutture, ricerca e innovazione, imprese competitive e capitale umano non si va da nessuna parte. E che se la Regione attuasse la sua programmazione si creerebbe tanto lavoro, anche a breve termine, per le attività di attuazione.
    Lo sanno bene, e se ne fregano, i nostri amministratori. e gli uffici regionali non sono messi in grado dalla Giunta di fare materialmente i bandi…queste chimere 🙂
    e poi, come mai certi assessorati hanno già sfondato il limite di spesa del patto di stabilità? perché la cassa è sempre vuota????

  37. ZunkBuster says:

    La Spisa? E chini esti?

  38. Come certe vignette della Settimana Enigmistica: SENZA PAROLE

  39. Ciprina Dorata says:

    E poi ci fanno storie per le borse dei “Giovani Ricercatori” che, guarda caso, sono finanziate proprio con quei soldi… Si prendono un IRPEF che non dovrebbero prendere, non ci pagano i contributi e ci fanno attendere 4 mesi per l’accredito della seconda tranches della borsa… Geniali!

  40. Monica says:

    Oooooo la Spisa, ma ti pozzu toccai?

  41. Giuseppe says:

    Betile, Campus e tutto quello che c’era nell’accordo di programma Soru-Floris andava a fondi europei…….. poi sappiamo com’è andata a finire……..

    • Realista says:

      Peccato che l’Accordo di Programma non ci fosse. Erano proposte di Soru mai recepite in PUC, osteggiate anche perchè lui le calava dall’alto anzichè concertarle prima. Anche questo è motivo di mancato ottenimento dei fondi, quanto e più dell’inerzia dell’inutile giunta Floris… Ricordiamocelo, per evitare di convincerci di falsi (o incompleti…) motivi

      • medardo di terralba says:

        l’accordo è stato firmato dal fu ex gia sindaco di cagliari emilio floris che poi ha presentato in consiglio comunale e gli hanno detto di andare a farsi una c…ta. Soru con chi avrebbe dovute concertare quelle proposte se non con il sindico (per mancanza di prove)? E poi di che proposte si parla: un campus, il porto di santelia, il quartiere a cui dare decoro e pulizia. Parli del mancato ottenimento dei fondi. E’ leggermente diverso: la maggioranza di centro destra quei soldi NON LI HA VOLUTI

  42. arrogutottu says:

    l’ha detto: “gli uffici e gli assessori competenti”

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